Biografie di personaggi famosi e storici nato il 18 ottobre


Biografie di personaggi famosi e storici

Biografie di personaggi famosi nella storia e celebrità nate il 18 ottobre

Sommario:

1. Henri Bergson
2. Chuck Berry
3. Norberto Bobbio
4. Ivanoe Bonomi
5. Zac Efron
6. Wynton Marsalis
7. Martina Navratilova
8. Freida Pinto
9. Gianfranco Ravasi
10. Jean-Claude Van Damme
11. Heinrich von Kleist
12. Lindsey Vonn

1. Biografia di Henri Bergson

Padre dell'Intuizionismo
18 ottobre 1859
4 gennaio 1941

Chi è Henri Bergson?


L'euforia determinata dal progresso scientifico dà vita, a metà Ottocento, ad una corrente di pensiero che rifiuta quasi con sdegno ogni forma di romanticismo, di quella tendenza, cioè, a leggere la realtà partendo da presupposti metafisici e spirituali. Questa immensa fiducia nella scienza, che sembra promettere la rivelazione di ogni mistero sulla base esclusiva di leggi naturali, attraverso cioè l'osservazione, l'ipotesi e la sua verifica sperimentale, è detta "positivismo". Ma già a fine secolo questo filone culturale entra in crisi: la filosofia torna a riconsiderare il romanticismo attraverso vari movimenti di idee, ma su tutti prevale quello che sarà definito il padre dell'intuizionismo, il francese Henri Bergson.

Nato a Parigi da famiglia ebraica di origine irlandese il 18 ottobre 1859, Henri-Louis Bergson frequenta il liceo "Condorcet" per poi intraprendere gli studi di matematica e filosofia alla Normale di Parigi. Sin da giovane egli tende a tenere distinte realtà e scienze, ravvedendo soprattutto nella spiritualità una chiave di lettura della vita e del mondo circostante. In questi anni conosce Jean Jaurès e Maurice Blondel.

Nel 1889 inizia le pubblicazioni con la tesi per il dottorato in filosofia "Saggio sui dati immediati della coscienza", destinata a divenire, probabilmente, la più importante fra le sue opere; prosegue poi con "Materia e memoria", nel 1896 e "L'evoluzione creatrice", nel 1907.

A questi scritti si appassioneranno in particolare il grande Marcel Proust, lo scrittore Charles Péguy ed il filosofo americano William James. Ultimati gli studi si dedica all'insegnamento nei Licei di Angers e di Clermont-Ferrand, per passare in quelli parigini "Rollin" ed "Enrico IV". Nel 1891, lui trentaduenne, sposa la diciannovenne Louise Neuburger, cugina dello stesso Proust.

Bergson approda quindi, nel 1900, alla Scuola Normale Superiore di Parigi come "maitre de conférences" ed insegna filosofia greca e moderna al Collegio di Francia; in questa fase frequenta gli ambienti culturali della capitale facendosi conoscere ed apprezzare per l'originalità di pensiero tanto da divenirne presto un importante punto di riferimento. Ad ogni sua conferenza accorre tutta la Parigi intellettuale.

Nel 1914 ottiene il riconoscimento di Accademico di Francia e, quattro anni dopo, è eletto presidente della "Commissione per la cooperazione intellettuale", facente capo alla Società delle Nazioni. Nel 1927 Henri Bergson è insignito del premio Nobel per la letteratura.

Nel 1932 pubblica "Le due fonti della morale e della religione", mentre l'anno successivo è la volta de "Il pensiero e il movente". Quando i tedeschi occupano Parigi, nel giugno del 1940, Bergson rifiuta il trattamento di riguardo che gli viene offerto per rimanere coerente con le proprie idee e per condividere la stessa sorte del suo popolo; per la stessa ragione, allorché si avvicina al cattolicesimo, evita la conversione ufficiale per "restare tra quelli che domani saranno perseguitati".

A proposito del cattolicesimo, egli scrive nel suo testamento redatto nel 1937 che è "il compimento completo del giudaismo"; e dispone che al suo funerale sia presente un sacerdote cattolico. Henri Bergson si spegne per insufficienza respiratoria a Parigi il 4 gennaio 1941, all'età di 82 anni.

Lo spiritualismo di Bergson si afferma soprattutto nel periodo fra le due guerre mondiali, ergendosi a baluardo contro il razionalismo, l'intellettualismo e lo scientismo ai quali egli oppone il valore empirico dell'intuizione. In particolare egli contesta la razionalizzazione del concetto di tempo che la scienza pretenderebbe di operare senza tener conto della sua stretta connessione con la coscienza umana.

Bergson è promotore di un sistema fondato sull'intuizione. La sua filosofia assurge al rango di movimento filosofico detto, appunto, "Bergsonismo", che ha pervaso non solo la sfera filosofica ma quella culturale più in generale, influenzando l'arte, la poesia, la vita sociale e la teologia.

Sono circa trenta le opere da lui pubblicate, fra le quali ricordiamo, oltre a quelle già citate: "Il riso, saggio sul significato del comico", 1900; "La filosofia dell'intuizione: Introduzione alla metafisica", 1903; "L'énergie spiritelle", 1919; "Durée et Simultanéité", 1922; "La Pensée et le Mouvant", 1935.

2. Biografia di Chuck Berry

L'invenzione del rock
18 ottobre 1926

Chi è Chuck Berry?


Charles Edward Anderson Berry, o più semplicemente Chuck Berry, nasce a Saint Louis, nello stato del Missouri, in Usa, il 18 ottobre del 1926. Cantante e compositore, tra i primi chitarristi rock di sempre, si contende - e probabilmente sempre si contenderà - con Elvis Presley, il primato per aver inventato o, quanto meno, portato al successo, il genere più famoso del Novecento: il rock and roll.

Di sicuro Chuck Berry è stato il primo ad aver utilizzato la scala pentatonica negli assolo di rock, la cosiddetta "double-stop", portando il suo strumento, la chitarra, a gareggiare quando non proprio a primeggiare sulla voce, fino agli anni '50 considerata la cosa principale di qualsiasi band e in qualsiasi genere musicale. Secondo la celebre rivista "Rolling Stones" è al quinto posto nella speciale classifica dei cento migliori chitarristi della storia del rock.

Gli anni giovanili di Chuck sono quelli consueti, soprattutto per quei ragazzi di colore che, nell'America degli anni '40, devono lottare contro i pregiudizi razziali e, soprattutto, contro le prepotenze della classe dirigente bianca. È un ragazzo turbolento, con una forte tendenza a delinquere. Gli anni che passa in riformatorio, durante l'adolescenza, non sono di certo pochi.

Quarto figlio di una famiglia di sei figli, si fa le ossa nel quartiere "The Ville". Suo padre è un diacono della chiesa battista e si dà da fare come imprenditore, dando tuttavia alla famiglia numerosa una certa agiatezza economica, soprattutto a confronto con molte altre famiglie di colore degli Stati Uniti, in quegli anni in grande difficoltà.

Il piccolo Chuck si innamora ben presto del blues e della chitarra, esibendosi davanti ad un pubblico sin nel lontano 1941, quando è poco più che un teenager, presso la Sumner High School. Da questo momento però, per tre anni, il giovane musicista frequenta le cosiddette cattive compagnie, tanto che nel 1944, ancora studente, viene arrestato e incarcerato per rapina a mano armata, insieme con la sua banda. La delusione per i famigliari è forte e il giovane viene spedito ad Algoa, nel riformatorio vicino Jefferson City, nel Missouri. Durante la detenzione conosce altri musicisti, forma con loro un quartetto vocale e si allena come pugile. In breve intuisce che la musica può essere la sua unica maniera per emergere e stare lontano da certe situazioni criminose.

All'età di ventuno anni, una volta fuori di prigione, Chuck Berry sposa la sua fidanzata Themetta "Toddy" Suggs, esattamente il 28 ottobre del 1948. Due anni dopo arriva la prima figlia, Darlin Ingrid Berry, nata il 3 ottobre del 1950.

In questo periodo, pur non abbandonando mai la musica, il futuro chitarrista si dà da fare con diversi lavori, arrangiandosi a St. Louis come operaio, portinaio e altro. Nello stesso anno in cui nasce la figlia, la famiglia Berry riesce a comprare un piccolo appartamento in Whittier Street (verrà poi dichiarato edificio storico proprio per aver ospitato l'idolo rock in quegli anni).

Prima del 1955, anno fatidico per lui dal punto di vista musicale, Berry pensa alla musica come ad un suo secondo lavoro, suonando con varie formazioni, prediligendo il blues ma non disdegnando nemmeno il country, la musica dei bianchi. Nel 1953 conosce una certa notorietà al seguito del pianista Johnnie Johnson, dando inizio a una lunga collaborazione.

A dare una svolta alla sua carriera è il grande bluesman Muddy Waters, il quale fa il suo nome a Leonard Chess, della Chess Records di Chicago. Nel maggio del 1955 Berry si presenta con un lavoro fatto e finito, tutto blues, che però non interessa più di tanto il titolare dell'etichetta. Questi però, rimane sorpreso da una sorta di scherzo inciso da Berry e compagni, un riadattamento di un vecchio classico country & western di Bob Wills, intitolato "Ida Red", e trasformato in "Ida May". Il chitarrista e cantante viene convinto a incidere nuovamente il brano che, il 21 maggio 1955, diventa "Maybellene". Con lui ci sono il pianista Johnnie Johnson, Jerome Green alle maracas, il batterista Jasper Thomas e il bassista e cantante blues Willie Dixon. La canzone quell'anno vende un milione di copie e porta Chuck Berry e i suoi in vetta alle classifiche americane. Il brano in questione, secondo molti, segna forse il vero inizio del genere "Rock and Roll", frutto della commistione tra rythm'n'blues e country.

Da quest'anno, il 1955, sino al 1958, Berry realizza tutti i suoi capolavori, scrivendo un momento importante, se non proprio fondamentale, nella storia del rock e soprattutto del rock and roll. Brani ormai leggendari vedono la luce, come "Roll Over Beethoven", "Thirty Days", "You Can't Catch Me", "School Day", "Johnny B. Goode", "Rock and Roll Music".

A dare una battuta d'arresto alla sua lanciatissima carriera di musicista è ancora una volta una vicenda giudiziaria, la quale incide non poco sull'immaginario comune. Nel 1959 l'autore della celebre e sempre amata "Johnny B. Goode", suonata dai più grandi di sempre e colonna sonora di film di successo, viene arrestato per avere avuto rapporti sessuali con una minorenne: una quattordicenne impiegata in uno dei suoi locali. La condanna inizialmente è di cinquemila dollari di multa e ben cinque anni di carcere. Tuttavia, due anni dopo, ricorso in appello nel 1961, Berry ottiene una riduzione della pena a tre anni di reclusione.

Di nuovo in libertà nel 1963, il musicista di colore fatica a rientrare nel giro che conta. In parte sono proprio le nuove band della cosiddetta "British invasion" a salvarlo, riportando in auge il suo nome e molti dei suoi migliori brani. Gruppi come i Rolling Stones, i Beatles, i Beach Boys gli tributano il dovuto, rielaborando i suoi migliori singoli.

John Lennon di lui ha modo di affermare: "È uno dei più grandi di sempre. L'ho già detto molte volte, ma è il primo vero poeta rock.".

Fino al 1965 Chuck Berry vivacchia di rendita, pubblicando in totale altri otto singoli interessanti, ma non dello stesso livello dei precedenti. Entro il 1969 pubblica cinque dischi per la Mercury, compreso un live a Fillmore, ma senza ottenere molta attenzione dal pubblico e da parte degli addetti ai lavori. È ancora una volta la Chess Records a portargli fortuna. Nel 1972 per la sua vecchia casa incide una nuova versione dal vivo della sua vecchia canzone "My Ding-a-Ling". Il brano, sorprendendo lo stesso chitarrista, balza in testa alle classifiche.

Dopo quest'ultimo momento di gloria, Berry continua ad esibirsi dal vivo fino al 1979, quando il giorno 1 giugno viene chiamato a suonare alla Casa Bianca, davanti al presidente Jimmy Carter. Nel frattempo pubblica altri due dischi, non particolarmente esaltanti: "Chuck Berry", del 1975, e "Rock It", del 1979.

Sempre nel 1979 l'artista americano sconta altri quattro mesi di prigione, oltre a un cospicuo numero di ore nei servizi sociali, questa volta a causa di una condanna per evasione fiscale.

Dagli anni '80 in poi, nonostante tutte le vicissitudini che lo riguardano, Berry si rimette in sesto e si dedica con tutto se stesso ai concerti dal vivo, realizzandone un centinaio ogni anno e per tutto il decennio. Nel 1986 Taylor Hackford gira un documentario su di lui, dal titolo "Hail! Hail! Rock 'n' Roll", e incentrato sul festival celebrativo fatto in suo onore, per il suo sessantesimo compleanno. Per l'occasione, a tributare Berry, ci sono i migliori di sempre: da Keith Richards a Eric Clapton, fino ad Etta James, Julian Lennon, Robert Cray e Linda Ronstadt.

Alla fine del 1990 l'artista fa parlare ancora di sé e per motivi non riguardanti la sua musica. Deve pagare circa un milione di dollari a 59 donne che lo accusano di aver installato una telecamera nei bagni di un suo famoso ristorante nel Missouri, con il fine di spiarle nei momenti meno opportuni. Durante la perquisizione che subisce, vengono trovati a casa sua oltre a dei video compromettenti, con immagini registrate dai bagni del suo locale, tra le quali comparirebbe anche una minorenne, anche sessanta grammi di marijuana. Berry patteggia e se la cava con due anni di libertà vigilata e circa cinquemila dollari di multa.

Dieci anni dopo, nel 2000, è il suo ex pianista Johnnie Johnson a citarlo in giudizio, con l'accusa di mancati crediti ricevuti per quanto riguarda canzoni come "No particular place to go", "Sweet little sixteen" e "Roll over Beethoven", delle quali sostiene di essere il coautore. Ma questa volta il chitarrista ha la meglio sul suo ex pianista.

Negli anni successivi e nonostante l'età, Chuck Berry continua le sue esibizioni a St. Louis senza rinunciare nemmeno ai tour europei, come quello cominciato nel 2008, il quale lo ha portato un po' ovunque e anche con buon successo di pubblico.

3. Biografia di Norberto Bobbio

Coscienza critica
18 ottobre 1909
9 gennaio 2004

Chi è Norberto Bobbio?


Norberto Bobbio è nato a Torino il 18 ottobre 1909 da Luigi, medico-chirurgo, originario della provincia di Alessandria, primario all'ospedale San Giovanni, uno dei più noti chirurghi della città. Gli anni della sua formazione vedono Torino come centro di grande elaborazione culturale e politica. Al Liceo Massimo D'Azeglio conosce Vittorio Foa, Leone Ginzburg e Cesare Pavese.

All'università diventa amico di Alessandro Galante Garrone. Si laurea in legge e in filosofia.

Dopo aver studiato Filosofia del diritto con Solari, insegna questa disciplina a Camerino (1935-38),a Siena (1938-40) e Padova (1940-48). Il suo peregrinare per l'Italia lo porta a frequentare vari gruppi di antifascisti. A Camerino conosce Aldo Capitini e Guido Calogero e comincia a frequentare le riunioni del movimento liberalsocialista. Da Camerino si trasferisce a Siena dove collabora con Mario delle Piane, e infine nel 1940 a Padova, dove diventa amico di Antonio Giuriolo.

Collabora inoltre con il gruppo torinese di Giustizia e Libertà, con Foa, Leone e Natalia Ginzburg, Franco Antonicelli, Massimo Mila.

Successivamente nel 1942 aderisce al Partito d'Azione. A Padova collabora con la Resistenza frequentando Giancarlo Tonolo e Silvio Trentin. Viene arrestato nel 1943.

Nel dopoguerra insegna Filosofia del diritto all'Università di Torino (1948-72) e Filosofia della politica, sempre a Torino, dal 1972 al 1979.

Dal 1979 è professore emerito dell'Università di Torino e socio nazionale dell'Accademia dei Lincei; dal 1966 è socio corrispondente della British Academy.

La scelta di non essere protagonista della vita politica attiva non ha però mai impedito a Bobbio di essere presente e partecipe: al contrario è stato punto di riferimento nel dibattito intellettuale e politico dell'ultimo trentennio.

"Critico delle filosofie accademiche o irrazionalistiche già con 'La filosofia del decadentismo' (1944), nel dopoguerra si è impegnato in difesa di un rinnovato illuminismo contro le eredità spiritualistiche e idealistiche della tradizione italiana. In numerosi studi teorici (Teoria della scienza giuridica, 1950; Studi sulla teoria generale del diritto, 1955; Teoria della norma giuridica, 1958; Teoria dell'ordinamento giuridico, 1960; Giusnaturalismo e positivismo giuridico, 1965; Dalla struttura alla funzione, 1978) ha sostenuto una concezione avalutativa della scienza del diritto, derivando dalla filosofia analitica il principio che il diritto sia costituito da "prescrizioni" (norme) logicamente irriducibili, e dal positivismo giuridico il "principio di effettività", per cui il diritto è l'insieme delle norme dotate di efficacia reale in una determinata società."

[Enciclopedia Garzanti di Filosofia]

Nel 1966 sostiene il processo di unificazione tra socialisti e socialdemocratici. Nel 1984 il filosofo apre una forte polemica con la "democrazia dell'applauso" varata da Bettino Craxi nel Congresso di Verona e Sandro Pertini, allora Presidente della Repubblica Italiana.

Nel luglio del 1984 è stato nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

Norberto Bobbio ha ottenuto la laurea ad honorem nelle Università di Parigi, di Buenos Aires, di Madrid (Complutense), di Bologna, di Chambéry.

È stato a lungo direttore della "Rivista di filosofia" insieme con Nicola Abbagnano.

Il grande filosofo italiano è scomparso il 9 gennaio 2004 all'età di 94 anni.

Personalità umile, sebbene in vita abbia chiesto che i suoi funerali venissero celebrati in forma strettamente privata, molti sono stati gli italiani e le personalità ufficiali, tra cui il Presidente Carlo Azeglio Ciampi, che hanno reso omaggio al senatore a vita visitando la camera ardente allestita (con il consenso dei figli) presso l'Università di Torino.

"Con Norberto Bobbio scompare la coscienza critica della sinistra italiana. È stato l'«oracolo» al quale, periodicamente, e soprattutto nei momenti più critici della recente storia italiana, politici e intellettuali della sinistra hanno fatto ricorso. Sempre sorprendendoli, gettando nel pensiero politico l'inquietudine di chi - come lui - sentiva di appartenere alla categoria di uomini che non sono mai contenti di se stessi. L'eredità della riflessione politica lasciata da Bobbio alla sinistra italiana è riassumibile in una via che lui stesso ha chiamato «la politica dei diritti»."

[Corriere della sera - 10/01/2004]

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Scritti di Norberto Bobbio:

1944 La filosofia del decadentismo

1950 Scienza del diritto e analisi del linguaggio, Edizioni di Comunità, Milano

in: U. Scarpelli (a cura di), Diritto e analisi del linguaggio

1950 Teoria della scienza giuridica

1955 Politica e cultura, Einaudi

1955 Studi sulla teoria generale del diritto

1958 Teoria della norma giuridica

1960 Teoria dell'ordinamento giuridico

1964 Italia civile

1965 Da Hobbes a Marx

1965 Giusnaturalismo e positivismo giuridico, Edizioni di Comunità, Milano

1969 Profilo ideologico del Novecento, Garzanti

in: E. Cecchi, N. Sapegno (a cura di), Storia della letteratura italiana. Il Novecento

1969 Saggi sulla scienza politica in Italia

1970 Studi per una teoria generale del diritto, Giappichelli, Torino

1971 Una filosofia militante. Studi su Carlo Cattaneo

1973 La cultura e il fascismo, Einaudi

in: G. Guazza (a cura di), Fascismo e società italiana

1976 Quale socialismo?

1978 Dalla struttura alla funzione

1978 Il problema della guerra e le vie della pace

1994 Destra e sinistra

1995 Bibliografia degli scritti. 1934-1993

1996 De Senectute, Einaudi

1999 Autobiografia

1999 Teoria generale della politica, Einaudi

2001 Dialogo intorno alla repubblica

4. Biografia di Ivanoe Bonomi

Alla guida del Novecento politico italiano
18 ottobre 1873
20 aprile 1951

Chi è Ivanoe Bonomi?


Ivanoe Bonomi nasce a Mantova il 18 ottobre 1873. Insegnante, giornalista e politico, è testimone e protagonista, nell'arco della sua vita dei profondi cambiamenti che l'Italia subisce dalla fine del XIX secolo alla metà del XX secolo. Appassionato di cultura, consegue due lauree in breve tempo: nel 1896 si laurea infatti in scienze naturali mentre, nel 1900, in giurisprudenza.

Pur impegnato negli studi universitari, Ivanoe per un breve periodo della sua vita si dedica anche all'insegnamento, attività che abbandona nel 1898 per occuparsi di giornalismo. Iscritto al Partito Socialista dei Lavoratori Italiani fin dal 1893, dove aderisce alla corrente moderata e riformista, Bonomi collabora con importanti testate di sinistra come l'Avanti, Critica Sociale, Tempo e Azione Socialista. Ma l'attività più intensa nella vita di Bonomi è quella politica. Dopo l'elezione nel Consiglio comunale della sua città natale, incarico a cui segue quello presso il Consiglio provinciale di Mantova, diventa deputato dei socialisti.

Con lo scoppio della guerra tra Italia e Libia, Bonomi appoggia la linea promossa da Giovanni Giolitti nel corso del suo quarto governo (1911-1914). Ivanoe, infatti, analizzando i molti problemi economici in cui versa l'Italia di quel periodo, pensa che la colonizzazione del territorio libico avrebbe portato nuovi terreni da sfruttare e allentato il flusso migratorio italiano verso l'America e i paesi europei più ricchi. Questo suo pensiero però, molto distante dalla linea generale del proprio partito, gli causa l'espulsione dal partito socialista nel 1912.

Sempre convinto delle proprie idee, fonda allora il Partito Socialista Riformista Italiano in quella che si rileverà essere solo la prima delle molte scissioni che il Partito Socialista Italiano subirà nel corso della sua storia.

Con lo scoppio del primo conflitto mondiale Bonomi, volontario al fronte, appoggia la linea dell'interventismo democratico. Tra il 1916 e il 1921 ricopre diverse cariche istituzionali: Ministro dei Lavori Pubblici, Ministro della Guerra e Ministro del Tesoro.

Il 4 luglio 1921 viene nominato Presidente del Consiglio. Tra le decisioni prese durante il suo mandato si ricorda soprattutto quella di sciogliere il Corpo dei Bersaglieri, il 2 agosto 1921, in seguito alle ingenti perdite avute nel corso della Prima Guerra Mondiale. Il suo governo, dimostrandosi debole contro le iniziative attuate da Benito Mussolini, dura soli sette mesi, fino al 26 febbraio 1922.

Nel 1924 partecipa alle elezioni come candidato nello schieramento dell'opposizione; la sconfitta ricevuta e l'affermazione del fascismo in Italia gli fanno prendere la decisione di accantonare momentaneamente la sua passione per la politica, dedicandosi agli studi storici.

L'attività politica di Ivanoe Bonomi è però tutt'altro che conclusa. Nel 1942, infatti, torna sulla scena politica italiana, svolgendo il ruolo di mediatore tra il generale Pietro Badoglio e la Casa Reale. Dopo aver fondato il giornale clandestino Ricostruzione, nel 1943 aderisce al Partito Liberale e diventa il presidente del CLN, il Comitato di Liberazione Nazionale nato con lo sbarco degli Alleati in Italia e composto da democristiani, azionisti, demolaburisti (da cui viene fondato il Partito Democratico del Lavoro dallo stesso Bonomi) e socialisti.

Con la crisi che fa cadere il secondo governo presieduto da Badoglio, Ivanoe Bonomi viene scelto per creare un nuovo governo. Il 18 giugno 1944 nasce così il suo secondo governo sostenuto da partiti politici appartenenti a ideologie molto differenti e uomini politici importanti tra cui Alcide De Gasperi, Palmiro Togliatti, Giuseppe Saragat, Giovanni Gronchi e Benedetto Croce. Le opinioni divergenti dei partiti politici che compongono il governo causano però la fine prematura del secondo governo Bonomi; quest'ultimo si dimette il 26 novembre 1944.

Bonomi è però costretto a formare un nuovo governo. Gli Alleati, infatti, concentrati nel portare a termine velocemente il secondo conflitto mondiale, pongono il veto sulla formazione di ulteriori governi. Il terzo governo da lui presieduto, che si forma il 10 dicembre 1944, è composto da molti dei partiti e degli uomini politici presenti nella sua seconda legislatura: Togliatti è nominato Vicepresidente, De Gasperi Ministro degli Esteri, Gronchi Ministro dell'Industria, Commercio e Lavoro.

Con la totale liberazione dell'Italia da parte degli Alleati, Bonomi prende la decisione di dimettersi. Nonostante ciò, continua a essere un personaggio centrale nella politica italiana. Dopo aver partecipato alle sedute dell'Assemblea Costituente e aver presenziato nel 1947 alle conferenze di pace come delegato dell'Italia, diventa prima Presidente del Partito Socialista Democratico Italiano e poi Presidente dell'Associazione Nazionale della Stampa. L'8 maggio 1948, inoltre, viene nominato primo Presidente del Senato della Repubblica Italiana.

Dopo aver visto l'Italia passare dal periodo dell'immigrazione nei primi anni del 1900 al fascismo, dalla Monarchia alla Repubblica, Ivanoe Bonomi si spegne a Roma il 20 aprile 1951, all'età di 78 anni.

5. Biografia di Zac Efron

18 ottobre 1987

Chi è Zac Efron?


Zac Efron, il cui nome completo è Zachary David Alexander Efron, nasce il 18 ottobre del 1987 a San Luis Obispo, in California, figlio di David, ingegnere in un'industria energetica, e Starla, ex segretaria.

Trasferitosi con la famiglia ad Arroyo Grande, all'età di undici anni viene persuaso dal padre a intraprendere la carriera di attore; dopo le prime esibizioni in rappresentazioni della sua scuola superiore, inizia a lavorare in un teatro, The Great American Melodrama and Vaudeville, prendendo parte a progetti come "La piccola bottega degli orrori", "Peter Pan, or the boy who wouldn't grow up", "Gypsy" e "Mame".

Dopo avere iniziato a prendere lezioni di canto, si iscrive alla Pacific Conservatory of the Performing Arts.

Gli anni 2000

Nel 2002 ottiene i primi ruoli in alcuni telefilm, tra i quali "Firefly", "The Guardian" e "ER". Nel 2003 recita nella puntata pilota di "The Big Wide World of Carl Laemke", telefilm che però non vedrà mai la luce. È nel cast, inoltre, di "Summerland", teen drama della Warner Bros in cui interpreta Cameron Bale: all'inizio il suo è uno dei personaggi secondari, ma dal 2004 diventa uno dei protagonisti.

Più tardi, Zac Efron appare in "NCIS", in "CSI: Miami" e in "Zack e Cody al Grand Hotel". Dopo essere stato protagonista di "Due vite segnate", film della Lifetime nel quale veste i panni di un ragazzo malato di autismo, e avere ottenuto per tale ruolo una candidatura agli Young Artist Awards (migliore interpretazione di un film tv, miniserie o speciale di un attore giovane), nel 2005 Zac lavora alla pellicola "The Derby Stallion" e partecipa alla realizzazione del videoclip di "Sick inside", canzone di Hope Partlow.

Un successo esplosivo

Il grande successo, tuttavia, arriva nel 2006, quando - dopo avere lavorato per la puntata zero della serie "If you lived here, you'd be home now", Zac Efron viene scelto per il ruolo di Troy Bolton in "High School Musical", film della Disney che si aggiudica addirittura un Emmy Award e che gli permette di conquistare, insieme alle co-protagoniste Vanessa Anne Hudgens e Ashley Tisdale, un Teen Choice Award in qualità di migliore attore rivelazione.

Proprio Vanessa diventa, in questo periodo, la sua ragazza. Nel frattempo, Zac esordisce anche come doppiatore, in un episodio della serie tv "The Replacements: Agenzia Sostituzioni". L'anno successivo smette di frequentare la University of Southern California, alla quale si era nel frattempo iscritto, per dedicarsi completamente alla carriera nello spettacolo: appare in una puntata di "Punk'd" e prende parte alle riprese di "Say OK", videoclip di Vanessa Hudgens in cui impersona il fidanzato della cantante.

Mentre la rivista "People" lo inserisce nella classifica dei cento ragazzi più belli del 2007, Efron torna al cinema con "Hairspray - Grasso è bello", versione per il grande schermo del musical omonimo: a differenza di quel che era accaduto in "High School Musical", in questa opera egli canta tutti i brani musicali con la propria voce, e infatti viene candidato ai Critics' Choice Movie Awards per la Best Song, la migliore canzone.

Presentatore ai Teen Choice Award del premio per il film dell'anno, Zac recita poi in "High School Musical 2" e in "17 again - Ritorno al liceo", commedia che lo vede interpretare la versione diciassettenne del personaggio di Matthew Perry: per questo ruolo ottiene i premi Choice Movie Rockstar Moment e Choice Movie Actor: Comedy ai Teen Choice Award.

Più tardi Zac Efron appare in copertina su "Rolling Stone" e conduce a Sydney i Nickelodeon Australian Kids' Choice Awards. Nel 2009 doppia due puntate della serie televisiva "Robot Chicken" ed è al cinema con "Me and Orson Welles", film di Richard Linklater che lo vede recitare al fianco di Christian McKay e Claire Danes, ma soprattutto con "High School Musical 3: Senior Year", terzo capitolo della saga in cui per l'ultima volta interpreta Troy Bolton, grazie al quale ottiene un Mtv Movie Award per la Best Male Performance, la migliore interpretazione maschile (venendo candidato anche per il Best Kiss, il miglior bacio), e un Teen Choice Award con il Choice Movie Actor: Music/Dance (venendo candidato anche per il Choice Movie Liplock).

Gli anni 2010

L'anno successivo Efron termina la sua relazione con Vanessa Hudgens; dopo essere tornato in sala di doppiaggio per il film tv di Chris McKay "Robot Chicken: Star Wars Episode III", è il protagonista di "Segui il tuo cuore", film tratto dal libro "Ho sognato di te"; è nel cast, inoltre, di "A qualsiasi prezzo", di Ramin Bahrani (presentato alla 69esima Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia), di "Liberal Arts", di Josh Radnor, e di "The Paperboy", di Lee Daniels. Quest'ultima pellicola, che lo vede lavorare al fianco di Nicole Kidman, gli permette di partecipare al Festival di Cannes.

Insieme con Taylor Shilling, Zac Efron è anche il protagonista di "Ho cercato il tuo nome", ispirato al romanzo omonimo di Nicholas Sparks, grazie al quale ottiene due riconoscimenti ai Teen Choice Award, il Choice Movie Actor Romance e il Choice Movie Actor Drama (nella stessa rassegna si vede consegnare anche un riconoscimento come Best Red Carpet Fashion Icon Male, migliore icona maschile di moda sul red carpet); in questo periodo, si cimenta nuovamente come doppiatore, prestando la voce a Ted, personaggio di "Lorax - Il guardiano della foresta".

Dopo avere preso parte alle riprese di "Parkland", di Peter Landesman, nel 2014 l'attore californiano recita nella commedia di Tom Gormican "Quel momento imbarazzante" (film che gli vale un premio agli Mtv Movie Awards per la Best Shirtless Performance, la migliore esibizione senza vestiti) e - accanto a Seth Rogen - in "Cattivi vicini", di Nicholas Stoller.

6. Biografia di Wynton Marsalis

Fiato alla tromba
18 ottobre 1961

Chi è Wynton Marsalis?


Compositore, strumentista eccelso, "band leader" ed educatore, Wynton Marsalis ha collezionato nel corso della sua poliedrica carriera una messe impressionante di riconoscimenti. Artista virtuoso e acclamato, sia sul versante jazzistico che classico, Marsalis nasce a New Orleans, Louisiana, il 18 ottobre 1961. Inizia lo studio della tromba all'età di dodici anni e vive le sue prime esperienze da musicista nelle marching band locali, in gruppi jazz e funk, e nelle orchestre giovanili classiche.

Nel 1979, a diciassette anni, si iscrive al celebre conservatorio della Juilliard School, dove si distingue immediatamente come il più notevole trombettista.

Nello stesso anno si unisce ai Jazz Messengers di Art Blakey, la famosa band in cui si sono formate intere generazioni di jazzisti. Il 1982 è l'anno del suo debutto discografico da leader, e da allora ha prodotto un incomparabile catalogo di una quarantina di incisioni tra jazz e musica classica per la Columbia Jazz e la Sony Classical, che gli hanno fatto vincere ben 8 premi Grammy. Nel 1983 è stato il primo e unico artista a vincere contemporaneamente sia il Grammy per il jazz che il Grammy per la classica, impresa incredibilmente ripetuta anche l'anno successivo.

Nel 1999 Wynton Marsalis ha realizzato otto nuove registrazioni per la sua serie senza precedenti "Swinging into the 21st", che comprende un cofanetto di 7 CD di performance dal vivo al Village Vanguard.

Marsalis è il direttore musicale della Lincoln Center Jazz Orchestra, con cui passa oltre metà dell'anno in tournée. Inoltre dedica una notevole parte del suo tempo alla composizione di nuove opere, molte delle quali sono commissionate e presentate al pubblico dal "Jazz at Lincoln Center": tra queste, "Them Twos", nata dalla seconda collaborazione tra il Jazz at Lincoln Center e il New York City Ballet nel 1999; "Big Train", commissionata nel 1998; "Sweet Release", partitura per balletto scritta nel 1996 per la LCJO con le coreografie di Judith Jamison per l'Alvin Ailey American Dance Theater; "At the Octoroon Balls", piece del 1995 eseguita dall'Orion String Quartet con la Chamber Music Society of Lincoln Center; "Jazz: Six Syncopated Movements", una collaborazione del Lincoln Center datata 1993 con Peter Martins; "Jump Start", musica scritta per la famosa danzatrice-coreografa Twyla Tharp; "City Movement/Griot New York", opera in tre movimenti scritta per un settetto jazz creata in collaborazione con il coreografo Garth Fagan e "In This House, On This Morning", una piece basata sul modello di una funzione gospel tradizionale, commissionata nel 1992.

Uno dei suoi ultimi lavori, "All Rise", è una composizione in dodici parti, commissionata e presentata al pubblico dalla New York Philharmonic con la LCJO ed il coro della Morgan State University nel dicembre 1999.

Questo straordinario musicista, malgrado l'elevato grado di affermazione professionale che ha ormai raggiunto, non si è mai assopito sugli allori. E' internazionalmente stimato come insegnante e portavoce dell'educazione musicale, svolgendo con notevole impegno un'attività didattica e di divulgazione degna di lode. Ha così ricevuto dottorati onorari da più di una dozzina di università e college per i suoi programmi di educazione del Jazz at Lincoln Center, dove ha regolarmente condotto master class, letture e concerti per studenti di tutte le età e discipline.

Il trombettista-compositore è stato anche protagonista della produzione televisiva Marsalis on Music per la PBS (Public Broadcasting System) e della serie radiofonica Making the Music per la NPR (National Public Radio), che gli ha fruttato il Peabody Award nel 1996.

Wynton Marsalis ha anche scritto un manuale-guida per la serie della PBS, nonché il volume "Sweet Swing Blues on the Road", in collaborazione con il fotografo del Jazz at Lincoln Center Frank Stewart.

E' stato citato dalla rivista Time tra le "25 personalità più influenti d'America", e dalla rivista Life tra i "50 più influenti uomini di successo", in riconoscimento del suo ruolo decisivo nello stimolare una crescente consapevolezza nella coscienza di un'intera generazione di appassionati e di artisti jazz.

7. Biografia di Martina Navratilova

18 ottobre 1956

Chi è Martina Navratilova?


Martina Navratilova nasce a Praga (Repubblica Ceca) il giorno 18 ottobre 1956.

Il cognome originario è Subertova: dopo il divorzio dei genitori (tre anni dopo la nascita di Martina), la madre Jana sposa Miroslav Navratil nel 1962, il quale diviene il primo insegnante di tennis della futura campionessa.

Dopo alcuni tornei disputati nella nativa Cecoslovacchia, nel 1975 si trasferisce negli Stati Uniti, di cui diverrà cittadina nel 1981, dopo essere stata ufficialmente apolide per alcuni anni.

In questo periodo rende pubblico il suo orientamento sessuale, divenendo di fatto una delle prime stelle dello sport ad annunciare di essere lesbica, nel 1991.

Durante la carriera ha vinto 18 titoli del grande slam nel singolo, e 41 nel doppio (31 nel doppio femminile e 10 nel doppio misto).

Memorabili rimangono le sfide contro Chris Evert, che hanno dato luogo ad una delle più lunghe rivalità sportive di sempre: sono 80 gli incontri disputati con un bilancio finale favorevole alla Navratilova per 43 a 37.

Palmarès di Martina Navratilova

1974 Roland Garros doppio misto

1975 Roland Garros doppio

1976 Wimbledon doppio

1977 US Open doppio

1978 Wimbledon singolare

1978 US Open doppio

1979 Wimbledon singolare

1979 Wimbledon doppio

1980 US Open doppio

1980 Australian Open doppio

1981 Australian Open singolare

1981 Wimbledon doppio

1982 Roland Garros singolare

1982 Roland Garros doppio

1982 Wimbledon singolare

1982 Wimbledon doppio

1982 Australian Open doppio

1983 Wimbledon singolare

1983 Wimbledon doppio

1983 US Open singolare

1983 US Open doppio

1983 Australian Open singolare

1983 Australian Open doppio

1984 Roland Garros singolare

1984 Roland Garros doppio

1984 Wimbledon singolare

1984 Wimbledon doppio

1984 US Open singolare

1984 US Open doppio

1984 Australian Open doppio

1985 Roland Garros doppio

1985 Roland Garros doppio misto

1985 Wimbledon singolare

1985 Wimbledon doppio misto

1985 US Open doppio misto

1985 Australian Open singolare

1985 Australian Open doppio

1986 Roland Garros doppio

1986 Wimbledon singolare

1986 Wimbledon doppio

1986 US Open singolare

1986 US Open doppio

1987 Australian Open doppio

1987 Roland Garros doppio

1987 Wimbledon singolare

1987 US Open singolare

1987 US Open doppio

1987 US Open doppio misto

1988 Australian Open doppio

1988 Roland Garros doppio

1989 Australian Open doppio

1989 US Open doppio

1990 Wimbledon singolare

1990 US Open doppio

1993 Wimbledon doppio misto

1995 Wimbledon doppio misto

2003 Australian Open doppio misto

2003 Wimbledon doppio misto

2006 US Open doppio misto

Nel settembre 2014 agli Us Open ha realizzato il sogno di chiedere pubblicamente alla sua compagna storica Julia Lemigova di sposarla: ha risposto con un sì.

8. Biografia di Freida Pinto

Milioni di premi
18 ottobre 1984

Chi è Freida Pinto?


Freida Pinto nasce a Mumbai (India) il giorno 18 ottobre 1984) da Sylvia Pinto Derebail, preside della St. John's High School, e Frederick Pinto Neerude, manager di origini portoghesi della Bank of Baroda, entrambi originari della città indiana di Mangalore.

Dopo aver compiuto gli studi universitari ed averli perfezionati con un dottorato in anglistica al St. Xavier's College di Mumbai, Freida Pinto nel 2005 inizia a lavorare come modella per l'agenzia internazionale Elite Model Management. Appare in diversi spot televisivi (tra cui quello per il giornale India Today e per Skoda), in campagne pubblicitarie (De Beers, eBay, Visa) e su copertine di riviste, soprattutto indiane.

Dal 2006 al 2007 lavora in tv conducendo la trasmissione di viaggi "Full Circle". Poi decide di tentare la via del cinema - che in India conosce notevole sviluppo grazie al fenomeno Bollywood - ottenendo dopo sei mesi di provini il ruolo di protagonista femminile nel film "The Millionaire" (Slumdog Millionaire, 2008), di Danny Boyle. Il film ottiene numerosi premi e riconoscimenti: riceve dieci candidature all'Oscar 2009, aggiudicandosi ben otto statuette, tra cui miglior film e miglior regia.

Grazie a questa interpretazione Freida Pinto riceve, insieme al resto del cast, lo Screen Actors Guild Awards 2008 come miglior performance di un cast.

Dopo aver lavorato con sul set con Dev Patel, attore indiano protagonista maschile in "The millionaire", Freida e l'attore si sono in seguito fidanzati ufficialmente.

Freida Pinto ha una sorella maggiore, Sharon Pinto, produttrice associata di NDTV, canale tv indiano nel settore delle news.

Tra gli impegni cinematografici futuri ci sono: un film ambientato a Londra, del regista Woody Allen, con Naomi Watts e ad Anthony Hopkins; il film fantasy "War of Gods", con Mickey Rourke e Henry Cavill, diretto da Tarsem Singh; infine il 23° capitolo della saga di James Bond, per la regia di Sam Mendes (ex marito di Kate Winslet), in cui Freida Pinto è la nuova Bond-girl, al fianco di Daniel Craig.

9. Biografia di Gianfranco Ravasi

18 ottobre 1942

Chi è Gianfranco Ravasi?


Gianfranco Ravasi è una importante figura religiosa italiana, cardinale e arcivescovo, ma anche teologo e biblista. Nasce il 18 ottobre 1942 a Merate, nella Brianza lecchese, primo di tre figli, da un ufficiale del fisco e da un'insegnante. Desideroso di intraprendere la stessa strada della madre, frequenta un corso di formazione in seminario, dove tra l'altro ha l'opportunità di imparare l'ebraico e il greco. Il 28 giugno del 1966 viene ordinato presbitero per l'arcidiocesi di Milano dal cardinale Giovanni Colombo; quindi, continua i suoi studi, dapprima nella Pontificia Università Gregoriana e poi al Pontificio Istituto Biblico: è qui che consegue la licenza in Sacra Scrittura.

Diventato membro della Pontificia Commissione Biblica, Gianfranco Ravasi viene nominato docente alla Facoltà teologica dell'Italia settentrionale, mentre al Seminario arcivescovile di Milano insegna esegesi biblica. In questo periodo, approfondisce anche la propria passione per l'archeologia in viaggi in Turchia, Iraq, Giordania e Siria al fianco di esperti del calibro di Roland de Vaux e Kathleen Kenyon.

A partire dal 1988, gli viene affidata la conduzione di "Le frontiere dello spirito", programma religioso in onda su Canale 5; l'anno successivo, invece, viene nominato Prefetto della Biblioteca Ambrosiana fondata da Federico Borromeo (rimarrà in carica fino al 2007). Mentre lavora al fianco di Carlo Maria Martini, allora arcivescovo di Milano, presso il Centro Studi San Fedele del capoluogo lombardo tiene incontri di lectio divina, soprattutto nei periodi di Avvento e Quaresima, durante i quali commenta l'Antico e il Nuovo Testamento.

Nominato, il 22 giugno del 1995, Protonotario Apostolico Soprannumerario da Giovanni Paolo II, Gianfranco Ravasi nel 2005 viene considerato il candidato favorito per la diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino: tuttavia, la sua nomina viene rigettata dalla Congregazione dei Vescovi dopo la pubblicazione, da parte del teologo lecchese, di un articolo sul "Sole 24 ore" riguardante la Pasqua, in cui parla di Gesù come "colui che risorge" e non come "colui che viene risorto": un'espressione che viene considerata potenzialmente eterodossa.

Dopo aver ricevuto da Benedetto XVI il compito di formulare, nel Venerdì Santo del 2007, le meditazioni della Via Crucis al Colosseo, viene nominato dal Papa Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, al posto del cardinale Paul Poupard. Inoltre, ottiene le cariche di Presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, Presidente della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e Presidente del Consiglio di Coordinamento tra Accademie Pontificie. Non solo: Ravasi diventa arcivescovo titolare di Villamagna di Proconsolare, ottenendo, il 29 settembre del 2007, la consacrazione episcopale da Benedetto XVI, Tarcisio Bertone e Marian Jaworski, nella Basilica di San Pietro. Il 20 novembre del 2010 il Papa lo crea cardinale, attribuendogli la diaconia di San Giorgio in Velabro: un anno e mezzo dopo, egli diventa Presidente della Casa di Dante a Roma.

Nel frattempo, Gianfranco Ravasi non ha mai trascurato la sua vasta produzione letteraria, relativa soprattutto ad argomenti scientifici e biblici, ma anche a edizioni commentate del Cantico dei Cantici, del Libro di Giobbe e dei Salmi.

Collaboratore di "Avvenire", de "Il Sole 24 Ore", de "L'osservatore Romano", di "Jesus", di "Famiglia Cristiana" e del settimanale polacco "Przewodnik Katolicki", è titolare di una laurea honoris causa assegnatagli dall'Università di Urbino in antropologia ed epistemologia delle religioni.

10. Biografia di Jean-Claude Van Damme

Cinema-fighting
18 ottobre 1960

Chi è Jean-Claude Van Damme?


Una volta scomparso il mito Bruce Lee - a cui si deve la vera colonizzazione cinematografica di calci in faccia, giravolte e salti con l'urletto incorporato - la moda delle arti marziali ha invaso il mondo del cinema, anche di quello hollywoodiano pieno di effetti speciali: corpi che si muovono sinuosi e agili nell'aria forse per riequilibrare gli eccessi di troppa tecnologia.

A frequentare il grande schermo sembra che ormai non ci sia più criminale, poliziotto o semplice investigatore che non sia raffinato praticante delle più stravaganti tecniche di difesa.

Fra i tanti simpatici sportivi prestati alla recitazione che hanno approfittato dell'occasione di muovere le mani, va ascritto a titolo di merito il pugnace Van Damme, ormai diventato il simbolo moderno (insieme a pochi altri) di questo genere di film. Il bello è che in questo caso non si tratta del solito giapponese geneticamente incline a tali pratiche, ma di un bianco caucasico intemerato capace di mollare sganassoni come il più navigato Maestro orientale.

Nato il 18 ottobre 1960 a Sint-Agatha Berchem, in Belgio, con il vero nome di Jean-Claude Camille François Van Varenberg, di Kung-fu e arti marziali se ne intende davvero.

Pratica il karate fin da quando era in fasce e, come se non bastasse, ha anche intrapreso lezioni di danza e di body-building. A soli sedici anni vince l'European Professional Karate Association's, titolo che lo galvanizza e lo porta ad aprire una sua palestra.

La terra dei sogni però, come si sa, sono gli USA; detto fatto, vende tutto e si trasferisce nella laica terra promessa per cercare fortuna.

In California incontra Menahem Golan, già produttore dell'esagitato Chuck Norris, e riesce a stupirlo con la sua celebre spaccata fra due sedie.

Nel 1987 dopo alcuni film di Hong Kong come "Monaco Forever" e "American Kickboxer", ottiene il suo primo ruolo da protagonista in "Senza esclusione di colpi", film ispirato alla vera storia di Frank Dux, ex-marine famoso per aver sostenuto centinaia di incontri clandestini di ninjutsu.

Ben presto la sua attività si fa molto intensa e conquista i ruoli migliori in numerosi film di genere come "Cyborg", preso in scarsa considerazione dai nostri distributori che lo hanno tenuto pochissimo nelle sale, e "L'ultimo guerriero", una delle pellicole che gli hanno dato più soddisfazione (lusinghiero successo al botteghino e tuttora grandemente affittato nel circuito dell'home video).

Ma la vita non è tutta un set. O forse sì, visto che il nostro eroe è celebre nell'ambiente anche per essere un instancabile "tombeur de femme". Non frequenta party, si espone poco, ma ha sempre una quantità invidiabile di relazioni, anche se nel 1984 è stato sposato per breve tempo con Maria Rodriguez e, due anni dopo, con Cynthia Derderian. Non finisce qui: lasciata la Derderian, si sposa con l'attrice Gladys Portugues, dalla quale divorzia nel 1993 per sposare l'anno successivo Darcy LaPier dalla quale ha un figlio. I matrimoni in casa van Damme durano poco.

Tra le altre sue celebri pellicole sempre molto violente e scalmanate, dai ritmi assai sostenuti, ricordiamo "Lionheart - Scommessa vincente", "Colpi proibiti", "I nuovi eroi", "Accerchiato" e "Double impact", dove il doppio impatto del titolo è rappresentato dal fatto che l'attore combatte con se stesso. In "Senza tregua", è diretto dal regista cult John Woo(poi regista di "Mission: Impossible 2", con Tom Cruise), mentre con il futuristico "Timecop" approda finalmente a una produzione di serie A.

Jean Claude continua a impegnarsi moltissimo nel suo lavoro, anche recandosi spesso a Hong Kong per migliorare le sue tecniche nelle arti marziali, partecipa a film di successo come "Streetfighter" - ispirato all'omonimo videogioco - e "A rischio della vita".

Nel 1996 realizza un suo grande sogno, quello di dirigere un esemplare film d'azione: "La prova", storia ambientata negli anni venti con tanto di pirati e combattimenti in stile.

Quando la moglie Darcy lo denuncia per abusi sessuali e uso di sostanze stupefacenti, la sua popolarità subisce un durissimo calo.

Nel 1996 entra in una clinica di disintossicazione. Dopo questa battuta d'arresto torna a essere diretto da registi di Hong Kong con "Maximum risk" di Ringo Lam, girato in Francia, e "Double Team" di Tsui Hark.

Nel 2009, dopo aver rifiutato una parte nel film di Sylvester Stallone "I mercenari - The Expendables", torna a girare il terzo capitolo della saga "Universal Soldier" insieme a Dolph Lundgren, dove entrambi riprenderanno gli stessi ruoli dei precedenti film.

Van Damme torna a combattere nel mese di ottobre 2010, in un incontro con il pugile Somluck Kamsing, già medaglia d'oro olimpica, a Macao. Il vincitore di questo match affronterà l'attuale campione mondiale Jeffrey Sun. Di fronte alla prospettiva di essere il primo uomo di età superiore ai 50 anni a combattere in ambito professionistico, Jean-Claude Van Damme ha dichiarato che "potrebbe essere pericoloso, ma la vita è breve".

11. Biografia di Heinrich von Kleist

Inquietudine profonda
18 ottobre 1777
21 novembre 1811

Chi è Heinrich von Kleist?


Bernd Heinrich Wilhelm von Kleist nasce a Francoforte sull'Oder, in Brandeburgo, il 18 ottobre 1777 da Joachim Fredrick, ufficiale dell'esercito prussiano, e Juliane Ulrike. Rimasto orfano di entrambi all'età di sedici anni, si avvia alla carriera militare nelle Guardie di Potsdam ma, dopo qualche anno, abbandona quella vita sentendosene del tutto negato. Si dedica quindi agli studi universitari della matematica, della filosofia e delle scienze camerali, ma abbandona anche quelli e, dopo aver troncato il complicato rapporto con la fidanzata Wilhelmine von Zenge, inizia a girovagare, a piedi, fermandosi in una piccola isola sul fiume Aar, nelle Alpi bernesi, e conducendo una vita semplice e pressoché solitaria. Qui scrive "La famiglia Schroffenstein", una tragedia che verrà pubblicata nel 1803 in forma anonima.

Dopo questa esperienza riprende il suo viaggio: alla fine del 1802 è a Weimar, quindi a Lipsia e infine a Dresda, dove per la prima volta manifesta intenti suicidi.

Nell'ottobre del 1803 è a Parigi dove scrive la tragedia "Roberto Guiscardo", che lascia incompiuta. La salute precaria lo induce a rientrare in Prussia, dove riprende a dare sfogo alla sua vena letteraria. A Konigsberg, la città nella quale si è stabilito, Heinrich von Kleist scrive la novella "Il terremoto in Cile" e la commedia in un atto "La brocca rotta" (tradotto anche come "L'orciolo spezzato"), ultimata nell'agosto 1806 ma edita nel 1811.

Con la conquista della Prussia da parte di Napoleone, nel gennaio 1807 viene arrestato a Berlino con l'accusa di spionaggio ed internato per cinque mesi. Nella prigione di Fort de Joux riesce a concludere il rifacimento dell' "Anfitrione" di Molière. Nel successivo mese di agosto von Kleist si stabilisce a Dresda; qui, nel 1808, scrive "La marchesa di O.", "Lo sposalizio (o il fidanzamento) a Santo Domingo" e porta a compimento la tragedia "Pentesilea".

Nello stesso anno conosce Adam Muller: insieme avviano alcune iniziative editoriali, prima con la rivista "Phobus" e poi con il giornale "Berliner Abendblätter", ma entrambe si rivelano fallimentari, anche per l'ostruzionismo delle autorità prussiane contrarie alla libertà di stampa.

Mentre imperversano le guerre di indipendenza, scrive il dramma "La battaglia di Arminio", del 1809 ma pubblicata postuma nel 1821, nella quale emerge tutto l'odio verso l'usurpatore francese e con la quale entra nella nutrita schiera di intellettuali che avversano Napoleone, fra cui il kantiano Johann Gottlieb Fichte, capo del movimento, Ernst Moritz Arndt , Friedrich Ruckert, Massimo di Schenkendorf, Theodor Franz Korner.

La disfatta subita dall'arciduca Carlo a Wagram, nel luglio 1809, determina in von Kleist una profonda tristezza che si riversa tutta in malinconiche poesie e nel dramma "Il principe Friedrich di Homburg"(1810, pubblicato postumo nel 1821). Sono dello stesso periodo la novella "Michael Kohlhaas", il dramma cavalleresco "Caterina di Heilbronn"; "Il mendicante di Locarno", "Santa Cecilia", "Il teatro delle marionette", "Il duello", "Il trovatello".

Privo di mezzi, soffrente nel fisico e profondamente amareggiato, il 21 novembre 1811, all'età di 34 anni, Heinrich von Kleist finisce suicida, insieme alla sua donna Henriette Vogel - che, malata terminale, condivide lo stesso desiderio di morte - con due colpi di pistola, prima alla donna e poi a sé stesso, sulle rive del lago Wannsee, a Potsdam.

Dalla matrice romantica del suo stile, Heinrich von Kleist gradualmente declina verso un'angoscia esistenziale, dettata anche dalla sua esigenza frustrata di ordine armonico. Profondo e inquieto idealista, subisce l'influenza di Rousseau e di Kant e riversa soprattutto nel teatro, oltre che nella poesia, nella novella e nel romanzo, il suo intimo patire componendo opere di esaltata drammaticità.

A lui è intitolato il prestigioso premio Kleist per la letteratura tedesca.

12. Biografia di Lindsey Vonn

18 ottobre 1984

Chi è Lindsey Vonn?


Lindsey Caroline Kildow nasce il 18 ottobre del 1984 a Saint Paul, nel Minnesota. Il cognome Vonn, con cui la sciatrice americana è divenuta celebre, è quello che ha assunto dal marito dopo il matrimonio. Trasferitasi ancora bambina - con la famiglia - a Vail, cittadina nota per essere una celebre stazione sciistica del Colorado, si appassiona agli sci e già da piccola si mette in luce nelle competizioni: nel 1999, per esempio, a quindici anni si aggiudica la gara di slalom speciale del Trofeo Topolino.

Sempre nel 1999 Lindsey Vonn debutta in Nor-Am Cup, nello slalom speciale di Breckenridge, ma non riesce a concludere la seconda manche; si rifà meno di un mese dopo, quando conquista il suo primo podio, sempre in slalom, a Mont-Tremblant.

Gli anni 2000

Passano poche settimane e Lindsey esordisce anche in Coppa Europa: è l'8 gennaio del 2000 quando prende parte allo slalom gigante di Rogla. Il 18 novembre di quell'anno, a sedici anni e un mese, esordisce in Coppa del Mondo nello slalom speciale di Park City: tuttavia, non riesce a qualificarsi per la seconda manche.

Poco più di una settimana dopo, in ogni caso, torna a sorridere, perché conquista la sua prima gara in Nor-Am Cup, un supergigante disputatosi ad Aspen. Entrata stabilmente nel giro delle atlete convocate per la Coppa del Mondo, il 15 dicembre del 2001 ottiene i suoi primi punti a Val-d'Isère, giungendo ventiseiesima in SuperG, mentre nel 2002 fa parte della squadra statunitense che gareggia alle Olimpiadi Invernali di Salt Lake City: a nemmeno diciassette anni e mezzo, arriva trentaduesima nello slalom speciale e addirittura sesta nella combinata.

Un anno più tardi, nel gennaio del 2003, conquista in discesa libera a Megève il suo primo podio in Coppa Europa; sempre in discesa, vince la medaglia d'argento ai Mondiali Juniores del Briançonnais. La stagione 2003-2004 la vede arrivare per la prima volta sul podio in Coppa del Mondo: accade nella discesa libera di Cortina del 18 gennaio del 2004, con un terzo posto che fa da preludio alla doppia medaglia ottenuta dalla Kildow ai Mondiali Juniores di Maribor (bronzo in gigante e argento in discesa).

Il 3 dicembre del 2004, poco più di un mese dopo il suo ventesimo compleanno, vince per la prima volta in Coppa del Mondo sulle piste di casa, nella discesa di Lake Louise.

L'anno successivo debutta ai Mondiali a Santa Caterina Valfurva, dove prende parte a ben quattro specialità: non conclude il gigante mentre arriva quarta in combinata e in discesa e nona nel SuperG. La stagione 2004-2005 si conclude con sei podi (compreso il successo di Lake Louise) e il sesto posto nella graduatoria conclusiva di Coppa.

Nel 2006 Lindsey Vonn si iscrive a tutte le gare di sci alpino delle Olimpiadi Invernali di Torino: tuttavia, non si aggiudica alcuna medaglia, terminando al quattordicesimo posto nello slalom, al settimo nel superG e all'ottavo nella discesa, non concludendo la combinata e rinunciando a partire nel gigante. La stagione vede, comunque, un miglioramento rispetto all'anno precedente, con la quinta posizione nella classifica generale di Coppa, il secondo posto nella classifica di discesa e il terzo nella classifica di combinata.

Nel 2007 la Kildow vince le sue prime medaglie iridate, ottenendo un doppio secondo posto in supergigante e in discesa libera: in Coppa del Mondo, invece, conclude al sesto posto, grazie a tre primi posti e ad altri cinque podi.

Il matrimonio

Il 29 settembre del 2007 Lindsey si sposa con l'ex sciatore Thomas Vonn, adottando il suo cognome: a partire dalla stagione 2007-2008, quindi, si iscrive alle liste FIS come Lindsey Vonn. E il nuovo cognome sembra portarle fortuna, se è vero che la sciatrice americana si aggiudica nel 2008 la Coppa del Mondo generale (è la seconda statunitense a riuscire nell'impresa, a venticinque anni di distanza da Tamara McKinney), grazie a sei vittorie; sua è anche la coppetta di discesa.

La stagione successiva è, a sua volta, foriera di successi: a novembre, per esempio, giunge la sua prima vittoria in slalom, a Levi. Vincitrice di due ori ai Mondiali di Val-d'Isère, dove giunge prima in entrambe le discipline veloci (durante i festeggiamenti, provando ad aprire una bottiglia di spumante si ferisce al pollice della mano destra lacerandosi un tendine), nello stesso periodo diventa anche la statunitense con più vittorie in Coppa del Mondo grazie al suo diciannovesimo successo in carriera conquistato a Tarvisio in supergigante.

La stagione si conclude con la vittoria in Coppa del Mondo generale e nella coppetta di superG.

Gli anni 2010

Nel 2010 la Vonn prende parte alle Olimpiadi Invernali di Vancouver, ottenendo l'oro in discesa e il bronzo in supergigante; poche settimane dopo fa sua la terza Coppa del Mondo davanti a Maria Riesch.

Vincitrice di un argento iridato ai Mondiali di Garmisch-Partenkirchen in discesa nel 2011, nel novembre dello stesso anno renda nota la separazione dal marito, del quale - in ogni caso - continua a usare il cognome: nel 2012, quindi, vince nuovamente la Coppa del Mondo generale.

In seguito, intraprende una relazione con il celebre giocatore di golf Tiger Woods, che termina però nella primavera del 2015.