2 Cronache 20-21-22-23-24, Punti notevoli della Bibbia: settimana del 21 dicembre

Punti notevoli della lettura della Bibbia: 2 Cronache 20-24. Informazioni per studio personale

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21 dic. Lettura della Bibbia: 2 Cronache 20-24


(2 CRONACHE 20:1)

“E avvenne in seguito che i figli di Moab e i figli di Ammon e con loro alcuni degli ammonim vennero contro Giosafat in guerra.”

*** it-1 p. 114 Ammonim ***
AMMONIM
(ammonìm) [i popoli].
In 2 Cronache 20:1, secondo il testo masoretico, alcuni degli “ammonim [ebr. ʽammohnìm]” si sarebbero uniti ai figli di Moab e di Ammon nella guerra contro Giosafat re di Giuda. La Diodati inserisce la parola “altri” rendendo il versetto: “i figliuoli di Moab, e i figliuoli di Ammon, e con loro altri d’infra gli Ammoniti”; invece altre traduzioni rendono la frase in questione “e con essi degli Ammoniti” (Ri, Lu), per quanto ciò sembri illogico dato che gli ammoniti sono già menzionati nel versetto. La Biblia Hebraica Stuttgartensia (nt.) e quasi tutte le traduzioni moderne (CEI, Con, PIB, VR, ATE, nt.) ritengono che il versetto si riferisca ai meunim di 2 Cronache 26:7. Questo presuppone la trasposizione delle prime due consonanti (מע) della parola ebraica meʽunim per un errore di copiatura, cosa che avrebbe dato origine alla lezione ʽammohnìm. L’identificazione con i meunim troverebbe conferma nel fatto che la restante descrizione del combattimento contro Giosafat menziona la “regione montagnosa di Seir” (al posto degli “ammonim”) insieme alle forze ammonite e moabite. (2Cr 20:10, 22, 23) I traduttori della Settanta usarono la parola greca Minàion per rendere il termine ebraico di 2 Cronache 20:1, la stessa dei versetti che si riferiscono ai meunim, mostrando di considerarli lo stesso popolo. — Vedi MEUNIM.
Comunque dal momento che la cosa è ancora dubbia, la Traduzione del Nuovo Mondo preferisce limitarsi a traslitterare il termine in italiano, attenendosi alla grafia del testo masoretico.

*** it-1 p. 951 Nazioni che aggredirono Israele ***
Ammon 2Cr 20:1-3, 10, 11; 2Re 24:2

*** it-2 p. 304 Moab ***
Sembra quindi probabile che l’attacco contro Giuda da parte degli eserciti alleati di Moab, di Ammon e della regione montagnosa di Seir sia avvenuto prima, durante il regno di Giosafat. Grazie all’intervento di Geova i tre eserciti si volsero l’uno contro l’altro e si sterminarono a vicenda. (2Cr 20:1, 22-24) Alcuni studiosi ritengono che questo sia l’avvenimento a cui si allude in Salmo 83:4-9. — Cfr. 2Cr 20:14 con Sl 83:sopr.

(2 CRONACHE 20:7)

“Non cacciasti tu stesso, o Dio nostro, gli abitanti di questo paese d’innanzi al tuo popolo Israele e lo desti quindi al seme di Abraamo, colui che ti amava, a tempo indefinito?”

*** it-1 p. 111 Amico ***
Amico di Dio. Fra le benedizioni che Dio concesse ad Abraamo ci fu il privilegio e l’onore di essere chiamato “amico di [o, colui che amava] Geova”. Questo per la straordinaria fede che Abraamo dimostrò al massimo grado possibile essendo disposto a offrire in sacrificio suo figlio Isacco. — Isa 41:8, nt.; 2Cr 20:7; Gc 2:21-23; vedi DICHIARARE GIUSTI.

(2 CRONACHE 20:10)

“E ora, ecco, i figli di Ammon e di Moab e della regione montagnosa di Seir, che non permettesti a Israele di invadere quando usciva dal paese d’Egitto, ma se ne ritrasse e non li annientò,”

*** it-1 p. 951 Nazioni che aggredirono Israele ***
Ammon 2Cr 20:1-3, 10, 11; 2Re 24:2

(2 CRONACHE 20:11)

“sì, ecco, essi ci ricompensano venendo a cacciarci dal tuo possedimento che tu ci hai fatto possedere.”

*** it-1 p. 951 Nazioni che aggredirono Israele ***
Ammon 2Cr 20:1-3, 10, 11; 2Re 24:2

(2 CRONACHE 20:17)

“Non avrete bisogno di combattere in questo caso. Prendete posizione, state fermi e vedete la salvezza di Geova a vostro favore. O Giuda e Gerusalemme, non abbiate timore né siate atterriti. Domani uscite contro di loro, e Geova sarà con voi’”.”

*** w05 1/12 p. 21 par. 2 Punti notevoli del libro di Secondo Cronache ***
20:17. Per ‘vedere la salvezza di Geova’ dobbiamo ‘prendere posizione’ sostenendo attivamente il Regno di Dio. Invece di prendere iniziative, dobbiamo ‘stare fermi’, riponendo completa fiducia in Geova.

*** w03 1/6 pp. 21-22 State fermi e vedete la salvezza di Geova! ***
Come reagiranno i servitori di Dio?
14 Cosa ci si aspetta che facciano i servitori di Dio quando verranno attaccati? Di nuovo il modello ci è dato dalla reazione della nazione tipica di Dio ai giorni di Giosafat. Si noti che ai suoi abitanti fu comandato di fare tre cose: (1) prendere posizione, (2) stare fermi e (3) vedere la salvezza di Geova. Cosa farà l’odierno popolo di Dio per agire in armonia con queste parole? — 2 Cronache 20:17.
15 Prendere posizione: I servitori di Dio rimarranno al loro posto senza vacillare, continuando a sostenere attivamente il Regno di Dio. Manterranno la neutralità cristiana. Saranno “saldi, incrollabili” nel servire lealmente Geova, e continueranno a lodarlo pubblicamente per la sua amorevole benignità. (1 Corinti 15:58; Salmo 118:28, 29) Nessuna difficoltà presente o futura potrà indurli ad abbandonare questa posizione approvata da Dio.
16 Stare fermi: I servitori di Geova non cercheranno di salvare se stessi ma riporranno completa fiducia in Geova. Solo lui è in grado di salvarli dal caos mondiale, e ha promesso di farlo. (Isaia 43:10, 11; 54:15; Lamentazioni 3:26) Confidare in Geova significherà anche confidare nel moderno canale visibile che egli impiega chiaramente da oltre cent’anni per conseguire i Suoi scopi. Allora i veri cristiani avranno bisogno di confidare, come mai prima, nei compagni di fede che Geova e il suo Re regnante hanno autorizzato a prendere la direttiva. Questi uomini fedeli guideranno il popolo di Dio. Ignorare la loro guida potrebbe avere conseguenze disastrose. — Matteo 24:45-47; Ebrei 13:7, 17.
17 Vedere la salvezza di Geova: Tutti coloro che manterranno la loro posizione di integrità cristiana e confideranno in Geova per essere liberati saranno ricompensati con la salvezza. Sino all’ultimo — e nella misura in cui sarà possibile — annunceranno l’arrivo del giorno di giudizio di Geova. Tutta la creazione deve sapere che Geova è il vero Dio e che ha servitori fedeli sulla terra. Non ci sarà mai più bisogno di una lunga controversia sulla legittimità della sovranità di Geova. — Ezechiele 33:33; 36:23.

(2 CRONACHE 20:20)

“E si alzavano la mattina di buon’ora e uscivano verso il deserto di Tecoa. E mentre uscivano, Giosafat stette in piedi e quindi disse: “Uditemi, o Giuda e voi abitanti di Gerusalemme! Riponete fede in Geova vostro Dio affinché abbiate lunga durata. Riponete fede nei suoi profeti e abbiate dunque successo”.”

*** w98 1/5 p. 20 par. 4 Eseguito il giudizio nel bassopiano della decisione ***
4 Geova non si accontentò che il re Giosafat e il suo popolo se ne stessero pigramente seduti in attesa di una liberazione miracolosa. Dovevano prendere l’iniziativa per far fronte alla sfida del nemico. Il re e ‘tutti quelli di Giuda, anche i loro piccoli, le loro mogli e i loro figli’, espressero forte fede ubbidendo: Si alzarono la mattina di buon’ora e marciarono incontro alle orde degli invasori. Lungo la via il re continuò a dare istruzione teocratica e incoraggiamento, esortando il popolo con queste parole: “Riponete fede in Geova vostro Dio affinché abbiate lunga durata. Riponete fede nei suoi profeti e abbiate dunque successo”. (2 Cronache 20:20) Fede in Geova! Fede nei suoi profeti! Ecco il segreto del successo. Allo stesso modo oggi, mentre continuiamo ad essere attivi nel servizio di Geova, non vogliamo dubitare affatto che egli renderà vittoriosa la nostra fede!

(2 CRONACHE 20:21)

“Inoltre, si consigliò col popolo e collocò cantori a Geova e quelli che offrivano lode in ornamento santo mentre uscivano davanti agli uomini armati, e che dicevano: “Rendete lode a Geova, poiché la sua amorevole benignità è a tempo indefinito”.”

*** w98 1/5 p. 20 par. 5 Eseguito il giudizio nel bassopiano della decisione ***
5 Come i giudei dei giorni di Giosafat, dobbiamo ‘rendere lode a Geova, poiché la sua amorevole benignità è a tempo indefinito’. Come rendiamo questa lode? Predicando con zelo il Regno! Come quei giudei “cominciarono col grido di gioia e lode”, così noi aggiungiamo alla nostra fede le opere. (2 Cronache 20:21, 22) Sì, manifestiamo una simile autentica fede, mentre Geova si prepara a entrare in azione contro i suoi nemici! Anche se il cammino può sembrare lungo, vogliamo essere decisi a perseverare, a essere attivi nella fede, come stanno facendo oggi i suoi vittoriosi servitori in zone calde della terra.

(2 CRONACHE 20:22)

“E al tempo in cui cominciarono col grido di gioia e lode, Geova pose uomini in imboscata contro i figli di Ammon, di Moab e della regione montagnosa di Seir che stavano entrando in Giuda, e si colpivano gli uni gli altri.”

*** w98 1/5 p. 20 par. 5 Eseguito il giudizio nel bassopiano della decisione ***
5 Come i giudei dei giorni di Giosafat, dobbiamo ‘rendere lode a Geova, poiché la sua amorevole benignità è a tempo indefinito’. Come rendiamo questa lode? Predicando con zelo il Regno! Come quei giudei “cominciarono col grido di gioia e lode”, così noi aggiungiamo alla nostra fede le opere. (2 Cronache 20:21, 22) Sì, manifestiamo una simile autentica fede, mentre Geova si prepara a entrare in azione contro i suoi nemici! Anche se il cammino può sembrare lungo, vogliamo essere decisi a perseverare, a essere attivi nella fede, come stanno facendo oggi i suoi vittoriosi servitori in zone calde della terra.

(2 CRONACHE 20:26)

“E il quarto giorno si congregarono nel bassopiano di Beraca, poiché là benedissero Geova. Perciò diedero a quel luogo il nome di Bassopiano di Beraca, fino ad oggi.”

*** it-1 p. 337 Beraca ***
2. Pianura di Giuda fra Betleem ed Ebron. Attualmente viene identificata col Wadi el-ʽArrub, e il vicino Khirbet Bereikut (Berakhot) sembra conservare traccia del nome originale. Questa valle disposta in direzione E-O collega le colline di Giuda col deserto a O del Mar Salato.
Dopo la vittoria riportata miracolosamente sulle forze alleate di Ammon, Moab ed Edom, Giosafat radunò il popolo in questo bassopiano per benedire Geova, donde il nome Bassopiano di Beraca (che significa “benedizione”). — 2Cr 20:26.

(2 CRONACHE 20:34)

“In quanto al resto dei fatti di Giosafat, i primi e gli ultimi, sono scritti lì fra le parole di Ieu figlio di Hanani, che furono inserite nel Libro dei Re d’Israele.”

*** w09 15/3 p. 32 Domande dai lettori ***
D’altro canto, certi riferimenti potrebbero riguardare libri che hanno nomi simili a libri biblici, ma che in realtà non fanno parte della Bibbia. Possiamo illustrarlo con quattro libri antichi: Il “libro dei fatti dei tempi dei re di Giuda”, il “Libro dei Re di Giuda e d’Israele”, il “Libro dei Re d’Israele” e il “Libro dei Re d’Israele e di Giuda”. Anche se i nomi di questi libri possono assomigliare a quelli dei libri biblici di 1 Re e 2 Re, questi quattro libri non erano ispirati e sono estranei al canone biblico. (1 Re 14:29; 2 Cron. 16:11; 20:34; 27:7) Probabilmente si trattava solo di scritti storici disponibili al tempo in cui il profeta Geremia ed Esdra scrissero i resoconti che troviamo nella Bibbia.

(2 CRONACHE 20:36)

“L’associò dunque a sé nel far navi per andare a Tarsis e fecero navi a Ezion-Gheber.”

*** it-1 p. 892 Ezion-Gheber ***
Va detto che sia al tempo di Salomone che al tempo di Giosafat alcune delle navi dovevano raggiungere non solo Ofir ma anche Tarsis. (2Cr 9:21; 20:36, 37) Essendoci validi motivi per ritenere che Tarsis fosse in Spagna, alcuni hanno espresso dubbi sul fatto che nell’antichità navi partite da Ezion-Gheber potessero fare un viaggio del genere. A questo riguardo, si veda la voce TARSIS n. 4, dove si accenna alla possibile esistenza di un canale che congiungeva il Nilo al Mar Rosso. L’esistenza di un simile canale potrebbe anche spiegare in che modo il re Hiram poté inviare non solo uomini ma anche “navi” per Salomone a Ezion-Gheber e a Elot (Elat). (2Cr 8:17, 18) È stata però avanzata anche l’ipotesi che queste navi arrivassero fino a un certo punto della costa filistea, venissero smantellate e trasportate via terra fino al golfo di ʽAqaba e quindi ricostruite. I sostenitori di questa ipotesi additano il fatto che in seguito i crociati usarono un metodo simile. Sembra probabile che, o attraverso un canale fra il Nilo e il Mar Rosso o via terra, come minimo il legname venisse portato sul posto da zone boscose situate altrove, dato che nella regione in cui si trovava Ezion-Gheber ci sono palmizi ma non alberi utilizzabili per costruire navi.

*** it-2 p. 1075 Tarsis ***
Generalmente si ritiene che l’espressione “navi di Tarsis” col tempo abbia finito per indicare un tipo di navi, definite “grandi imbarcazioni d’alto mare, in grado di fare rotta per Tarsis”. (Brown, Driver e Briggs, A Hebrew and English Lexicon of the Old Testament, 1980, p. 1077) Per esempio, il nome inglese Indiamen, derivato in origine dalle grandi navi mercantili britanniche impiegate nel commercio con l’India, finì col tempo per indicare qualsiasi nave del genere, indipendentemente dalla sua origine o destinazione. In 1 Re 22:48 si legge pertanto che il re Giosafat (936-911 a.E.V.) “fece navi di Tarsis per andare a Ofir per l’oro”.
In Cronache però viene detto che le navi di Salomone impiegate per i viaggi triennali “andavano a Tarsis” (2Cr 9:21), e inoltre che le navi di Giosafat erano state fatte “per andare a Tarsis” e che, quando fecero naufragio, non avevano più “forza per andare a Tarsis”. (2Cr 20:36, 37) Questo indicherebbe che Ofir non era l’unico porto in cui facevano scalo le “navi di Tarsis” israelite, ma che queste navigavano anche nel Mediterraneo. Ovviamente ciò pone un problema, dal momento che almeno alcune di queste imbarcazioni erano state varate a Ezion-Gheber nel golfo di ʽAqaba. (1Re 9:26) Per entrare nel Mediterraneo dal Mar Rosso le navi avrebbero dovuto raggiungere il Nilo attraverso un canale e di lì arrivare fino al Mediterraneo, oppure avrebbero dovuto circumnavigare il continente africano. Anche se oggi non è assolutamente possibile determinare quali particolari rotte (inclusi i canali) venissero seguite all’epoca di Salomone e di Giosafat, non è detto che per questo si debba considerare inverosimile la descrizione delle loro imprese marittime.

(2 CRONACHE 21:2)

“Ed egli ebbe fratelli, figli di Giosafat, Azaria e Iehiel e Zaccaria e Azaria e Michele e Sefatia, essendo tutti questi figli di Giosafat re d’Israele.”

*** it-1 p. 259 Azaria ***
7, 8. Rispettivamente il secondo e il quinto nell’elenco dei sette figli di Giosafat. Essi ricevettero dal padre molti doni e città fortificate, ma quando il fratello maggiore, Ieoram, diventò re, furono uccisi. (2Cr 21:1-4) “Sembra una forzatura supporre (come ha fatto qualcuno) che il nome ricorresse due volte perché i ragazzi erano solo fratellastri o perché uno era già morto da piccolo”. (The Interpreter’s Dictionary of the Bible, a cura di G. A. Buttrick, vol. 1, p. 325) È insolito che due fratelli avessero apparentemente lo stesso nome; comunque in ebraico c’è una leggera differenza di grafia e di pronuncia tra i due: ʽAzaryàh (“Iah ha aiutato”) e ʽAzaryàhu (“Geova ha aiutato”).

(2 CRONACHE 21:12)

“Alla fine gli giunse uno scritto da Elia il profeta, che diceva: “Geova l’Iddio di Davide tuo antenato ha detto questo: ‘Per il fatto che non hai camminato nelle vie di Giosafat tuo padre né nelle vie di Asa re di Giuda,”

*** it-1 p. 807 Elia ***
Alcuni anni dopo la sua ascensione nel turbine Elia è ancora vivo e attivo come profeta, questa volta nei confronti del re di Giuda. A motivo della cattiva condotta seguita da Ieoram re di Giuda, Elia gli scrive una lettera che esprime la condanna di Geova, condanna che si adempie di lì a poco. — 2Cr 21:12-15; vedi CIELO (Ascensione al cielo).

(2 CRONACHE 21:16)

“Geova eccitò pertanto contro Ieoram lo spirito dei filistei e degli arabi che erano al lato degli etiopi.”

*** it-1 p. 169 Arabia ***
Siccome l’estremità sudoccidentale dell’Arabia è separata dall’Africa da uno stretto di appena 32 km, prodotti dell’Etiopia (2Cr 21:16), come avorio ed ebano, potevano essere inclusi nelle merci trasportate da questi mercanti. — Ez 27:15.

*** it-1 p. 635 Cus ***
Gli “arabi che erano al lato degli etiopi [Kushìm]” (2Cr 21:16) erano forse le tribù arabe che occupavano la costa SO della Penisola Arabica, di fronte all’Africa sull’altra sponda del Mar Rosso.

*** it-1 p. 636 Cusita ***
L’espressione di 2 Cronache 21:16, “al lato degli etiopi [cusiti]”, riferita a certi arabi, può anche significare “sotto il controllo degli etiopi”, cosa che potrebbe spiegare l’applicazione del nome “cusita” a persone che non discendevano da Cus. Si ritiene che diversi figli di Cus si siano stabiliti nella Penisola Arabica. — Vedi AVILA n. 3; SABTA.

(2 CRONACHE 21:17)

“Essi salirono dunque in Giuda e vi penetrarono a forza e catturarono tutti i beni che si trovavano nella casa del re e anche i suoi figli e le sue mogli, e non gli fu lasciato alcun figlio tranne Ioacaz, il suo figlio più giovane.”

*** it-1 p. 47 Acazia ***
Acazia è chiamato anche “Azaria” in 2 Cronache 22:6 (benché qui 15 manoscritti ebraici leggano “Acazia”), e “Ioacaz” in 2 Cronache 21:17; 25:23 (trasposizione del nome divino usato come prefisso anziché come suffisso).

(2 CRONACHE 21:20)

“Aveva trentadue anni quando cominciò a regnare, e regnò otto anni a Gerusalemme. Infine se ne andò senza esser desiderato. Lo seppellirono dunque nella Città di Davide, ma non nei luoghi di sepoltura dei re.”

*** w98 15/11 p. 32 Che tipo di nome avete? ***
Il re giudeo Ieoram, invece, si fece un cattivo nome. Fece allontanare i suoi sudditi dall’adorazione di Geova e fece perfino mettere a morte i suoi sei fratelli e alcuni principi di Giuda. Infine Geova colpì Ieoram con una dolorosa malattia che lo portò alla morte. La Bibbia dice che Ieoram “se ne andò senza esser desiderato” o, come dice la traduzione biblica di Nardoni, “scomparve senza lasciar rimpianto”. — 2 Cronache 21:20.

(2 CRONACHE 22:6)

“Perciò tornò a Izreel per farsi curare le ferite che gli avevano inflitto a Rama quando aveva combattuto Azael re di Siria. In quanto ad Azaria figlio di Ieoram re di Giuda, scese a vedere Ieoram figlio di Acab a Izreel, poiché era infermo.”

*** it-1 p. 47 Acazia ***
Acazia è chiamato anche “Azaria” in 2 Cronache 22:6 (benché qui 15 manoscritti ebraici leggano “Acazia”), e “Ioacaz” in 2 Cronache 21:17; 25:23 (trasposizione del nome divino usato come prefisso anziché come suffisso).

(2 CRONACHE 22:7)

“Ma era da Dio che la caduta di Acazia accadesse per la [sua] venuta da Ieoram; e quando fu venuto, uscì con Ieoram verso Ieu nipote di Nimsi, che Geova aveva unto per stroncare la casa di Acab.”

*** it-1 pp. 46-47 Acazia ***
Coordinando le due storie (2Re 9:21-28; 2Cr 22:7-9) risulta che ebbe luogo quanto segue: Ieu, diretto a Izreel, incontrò Ieoram e Acazia. Ieu abbatté Ieoram, mentre Acazia riuscì a fuggire. Per il momento Ieu non inseguì Acazia, ma proseguì fino a Izreel per portarvi a termine la sua opera di giustiziere. Intanto il fuggitivo Acazia voleva fare ritorno a Gerusalemme; tuttavia giunse solo a Samaria, dove cercò di nascondersi. Gli uomini di Ieu, che inseguivano Acazia, scoprirono che era a Samaria, lo catturarono e lo condussero da Ieu nei pressi di Ibleam, non lontano da Izreel. Quando vide Acazia, Ieu ordinò ai suoi uomini di ucciderlo nel suo carro. Essi lo colpirono sulla via di Gur, presso Ibleam; Acazia riuscì però a fuggire, e si rifugiò a Meghiddo, dove morì per le ferite. Fu poi trasportato e sepolto a Gerusalemme. Le versioni della sua morte non sono contraddittorie ma complementari.
Da 2 Cronache 22:7 si rileva che la morte di Acazia “era da Dio”, e quindi Ieu agì come giustiziere di Dio nell’uccidere quest’uomo, amico della condannata casa di Acab.

(2 CRONACHE 22:9)

“Quindi si mise a cercare Acazia, e infine lo catturarono, mentre si nascondeva a Samaria, e lo condussero da Ieu. Quindi lo misero a morte e lo seppellirono, poiché dissero: “È nipote di Giosafat, che ricercò Geova con tutto il suo cuore”. E non ci fu nessuno della casa di Acazia che ritenesse il potere del regno.”

*** it-1 pp. 46-47 Acazia ***
Coordinando le due storie (2Re 9:21-28; 2Cr 22:7-9) risulta che ebbe luogo quanto segue: Ieu, diretto a Izreel, incontrò Ieoram e Acazia. Ieu abbatté Ieoram, mentre Acazia riuscì a fuggire. Per il momento Ieu non inseguì Acazia, ma proseguì fino a Izreel per portarvi a termine la sua opera di giustiziere. Intanto il fuggitivo Acazia voleva fare ritorno a Gerusalemme; tuttavia giunse solo a Samaria, dove cercò di nascondersi. Gli uomini di Ieu, che inseguivano Acazia, scoprirono che era a Samaria, lo catturarono e lo condussero da Ieu nei pressi di Ibleam, non lontano da Izreel. Quando vide Acazia, Ieu ordinò ai suoi uomini di ucciderlo nel suo carro. Essi lo colpirono sulla via di Gur, presso Ibleam; Acazia riuscì però a fuggire, e si rifugiò a Meghiddo, dove morì per le ferite. Fu poi trasportato e sepolto a Gerusalemme. Le versioni della sua morte non sono contraddittorie ma complementari.
Da 2 Cronache 22:7 si rileva che la morte di Acazia “era da Dio”, e quindi Ieu agì come giustiziere di Dio nell’uccidere quest’uomo, amico della condannata casa di Acab.

(2 CRONACHE 22:11)

“Comunque, Ieosabeat figlia del re prese Ioas figlio di Acazia e lo rapì di tra i figli del re che dovevano essere messi a morte, e mise lui e la sua nutrice nella stanza interna dei letti. E Ieosabeat figlia del re Ieoram, moglie di Ieoiada il sacerdote (poiché essa stessa era sorella di Acazia), lo tenne nascosto a causa di Atalia, ed essa non lo mise a morte.”

*** it-2 p. 87 Ladro ***
La zia del piccolo Ioas gli salvò la vita ‘rapendolo [lett. ‘rubandolo’] di tra i figli del re suoi fratelli’, che furono uccisi dalla malvagia Atalia. — 2Re 11:1, 2; 2Cr 22:11.

(2 CRONACHE 23:5)

“e un terzo sarà alla casa del re; e un terzo sarà alla Porta del Fondamento; e tutto il popolo sarà nei cortili della casa di Geova.”

*** it-2 p. 615 Porta ***
Porta del Fondamento. Porta del tempio, di ubicazione incerta. — 2Re 11:6; 2Cr 23:5.

(2 CRONACHE 23:13)

“Quindi vide, ed ecco, il re stava presso la sua colonna all’entrata, e i principi e le trombe presso il re, e tutto il popolo del paese si rallegrava e suonava le trombe, e i cantori con gli strumenti per il canto e quelli che davano il segnale per offrire lode. Immediatamente Atalia si strappò le vesti e disse: “Cospirazione! Cospirazione!””

*** it-1 p. 514 Colonna ***
Le colonne più famose del tempio di Salomone erano le due enormi colonne di rame, chiamate Iachin e Boaz, che si trovavano di fronte al portico. (1Re 7:15; 2Re 25:17; Ger 52:21; vedi CAPITELLO). Secondo il New Bible Dictionary (a cura di J. D. Douglas, 1985, p. 941), è possibile che in occasione di cerimonie il re stesse in piedi vicino a una di queste colonne, anche se la cosa non può essere confermata, perché la Bibbia si limita a dire che il re “stava presso la sua colonna all’entrata”. (2Cr 23:13; 2Re 11:14; 23:3) È possibile che stesse in piedi presso una porta del cortile interno o in qualche altro posto elevato per parlare al popolo.

(2 CRONACHE 23:15)

“Le misero dunque le mani addosso. Quando essa fu venuta all’entrata della porta dei cavalli della casa del re, ve la misero subito a morte.”

*** it-2 p. 614 Porta ***
Alcuni ritengono che la Porta dei Cavalli permettesse il passaggio fra le due parti del quartiere in cui sorgevano il tempio e il palazzo reale. Questa ipotesi si basa sulla descrizione dell’esecuzione capitale di Atalia che, condotta fuori del tempio dai soldati, giunse “all’entrata della porta dei cavalli della casa del re”. (2Cr 23:15; 2Re 11:16) Probabilmente però questo era solo un ingresso del recinto del palazzo reale e non la Porta dei Cavalli per la quale passavano i cavalli che entravano e uscivano dalla città.

(2 CRONACHE 24:6)

“E il re chiamò dunque Ieoiada il capo e gli disse: “Perché non hai chiesto conto ai leviti in quanto a portare da Giuda e da Gerusalemme la tassa sacra ordinata da Mosè servitore di Geova, sì, quella della congregazione d’Israele, per la tenda della Testimonianza?”

*** it-1 p. 556 Contribuzione ***
Sotto la Legge alcune contribuzioni erano obbligatorie. Quando Mosè fece il censimento degli israeliti, ciascun maschio dai 20 anni in su dovette dare un riscatto per la sua anima, “mezzo siclo [probabilmente pari a 1.710 lire] secondo il siclo del luogo santo”. Era “la contribuzione di Geova” per fare espiazione per le loro anime e “a favore del servizio della tenda di adunanza”. (Eso 30:11-16) Secondo lo storico ebreo Giuseppe Flavio (Guerra giudaica, VII, 218 [vi, 6]), questa “tassa sacra” fu poi pagata annualmente. — 2Cr 24:6-10; Mt 17:24; vedi TASSAZIONE.

*** it-2 p. 1077 Tassazione ***
Tasse per sostenere il santuario di Geova. Il servizio del santuario veniva sostenuto mediante tassazione. La decima obbligatoria costituiva il maggiore introito per i sacerdoti aaronnici e i leviti e, almeno in un’occasione, essi ricevettero parte del bottino di guerra come tassa stabilita da Geova. (Nu 18:26-29; 31:26-47; vedi DECIMA). Geova inoltre ordinò a Mosè che, quando si faceva un censimento, ogni persona registrata doveva versare mezzo siclo (L. 1.710) come “contribuzione di Geova” a favore della tenda di adunanza. (Eso 30:12-16) Sembra che col tempo gli ebrei abbiano adottato la consuetudine di versare annualmente una somma stabilita, anche se il censimento non veniva fatto ogni anno. Ioas per esempio richiese “la tassa sacra ordinata da Mosè”. (2Cr 24:6, 9) Al tempo di Neemia gli ebrei si impegnarono a versare ogni anno la terza parte di un siclo (L. 1.140) per il servizio del tempio. — Ne 10:32.

(2 CRONACHE 24:8)

“Quindi il re disse [la parola], e così fecero una cassa e la misero fuori della porta della casa di Geova.”

*** it-1 p. 376 Borsa ***
Si usava anche una borsa da cintura (lett. ‘cintura’; gr. zòne; Mt 10:9; Mr 6:8) in cui riporre il denaro. La cintura stessa poteva avere una specie di tasca in cui mettere il denaro, oppure, se era di stoffa e ripiegata, il denaro si poteva tenere fra le pieghe.

(2 CRONACHE 24:10)

“E tutti i principi e tutto il popolo si rallegravano, e la portavano e la gettavano nella cassa finché tutti ebbero dato.”

*** it-1 p. 376 Borsa ***
Si usava anche una borsa da cintura (lett. ‘cintura’; gr. zòne; Mt 10:9; Mr 6:8) in cui riporre il denaro. La cintura stessa poteva avere una specie di tasca in cui mettere il denaro, oppure, se era di stoffa e ripiegata, il denaro si poteva tenere fra le pieghe.

(2 CRONACHE 24:20)

“E lo spirito di Dio avvolse Zaccaria figlio di Ieoiada il sacerdote, così che stette in piedi al di sopra del popolo e disse loro: “Il [vero] Dio ha detto questo: ‘Perché trasgredite i comandamenti di Geova, così che non potete avere successo? Poiché avete lasciato Geova, egli, a sua volta, lascerà voi’”.”

*** gt cap. 110 Concluso il ministero nel tempio ***
Zaccaria figlio di Barachia [chiamato Ieoiada in Secondo Cronache], che voi assassinaste fra il santuario e l’altare. Veramente vi dico: Tutte queste cose verranno su questa generazione”.
Poiché Zaccaria aveva rimproverato i capi d’Israele, essi “cospirarono contro di lui e lo colpirono con pietre per comandamento del re nel cortile della casa di Geova”.

*** w90 1/3 p. 24 Concluso il ministero al tempio ***
Zaccaria figlio di Barachia [chiamato Ieoiada in 2 Cronache], che voi assassinaste fra il santuario e l’altare. Veramente vi dico: Tutte queste cose verranno su questa generazione”.
Zaccaria denunciò con coraggio i capi di Israele, per cui essi “cospirarono contro di lui e lo colpirono con pietre per comandamento del re nel cortile della casa di Geova”.

(2 CRONACHE 24:21)

“Infine cospirarono contro di lui e lo colpirono con pietre per comandamento del re nel cortile della casa di Geova.”

*** it-1 p. 289 Barachia ***
In 2 Cronache 24:21 si legge che Zaccaria fu assassinato “nel cortile della casa di Geova”. L’altare degli olocausti si trovava nel cortile interno, fuori del santuario, di fronte al suo ingresso. Questo corrisponderebbe al luogo in cui Gesù situò l’incidente, cioè “fra il santuario e l’altare”.

(2 CRONACHE 24:22)

“E Ioas il re non si ricordò dell’amorevole benignità che Ieoiada suo padre aveva esercitato verso di lui, tanto che uccise suo figlio, il quale, quando stava per morire, disse: “Geova [lo] veda e [ne] chieda [conto]”.”

*** it-1 pp. 289-290 Barachia ***
Sia nel caso di Abele che in quello di Zaccaria fu predetto che si sarebbe chiesto conto del sangue sparso. (Ge 4:10; 2Cr 24:22) E c’è un notevole parallelo fra le circostanze e gli avvenimenti dell’epoca di Zaccaria figlio di Ieoiada e quelli della generazione in vita quando Gesù pronunciò queste parole. In punto di morte Zaccaria aveva detto: “Geova lo veda e ne chieda conto”. Ben presto le sue parole profetiche cominciarono ad adempiersi. Un piccolo contingente di siri salì contro Giuda, e Geova diede nelle loro mani le grandi forze militari di Giuda, con gravissime perdite per i suoi principi. I siri eseguirono atti di giudizio su Ioas e lo lasciarono con molte infermità, dopo di che fu assassinato dai suoi servitori. (2Cr 24:23-25) Dopo aver menzionato la responsabilità per lo spargimento di sangue che ricadeva sui suoi interlocutori, Gesù disse: “Tutte queste cose verranno su questa generazione”. (Mt 23:36) La profezia di Gesù si adempì in modo completo su Gerusalemme e sulla Giudea nel 70-73 E.V.

*** it-2 pp. 1218-1219 Zaccaria ***
12. Figlio del sommo sacerdote Ieoiada. Dopo la morte di Ieoiada, il re Ioas si allontanò dalla vera adorazione, per aver ascoltato consigli sbagliati anziché quelli dei profeti di Geova. Zaccaria, cugino di Ioas (2Cr 22:11), riprese severamente gli abitanti di Giuda per questo, ma, invece di pentirsi, essi lo lapidarono nel cortile del tempio. In punto di morte Zaccaria disse: “Geova lo veda e ne chieda conto”. Questa richiesta profetica venne accolta; infatti non solo la Siria recò grave danno a Giuda, ma lo stesso Ioas fu ucciso da due suoi servi “a causa del sangue dei figli di Ieoiada il sacerdote”. La Settanta greca e la Vulgata latina dicono che Ioas fu ucciso per vendicare il sangue del “figlio” di Ieoiada. Invece il testo masoretico e la Pescitta siriaca hanno “figli”, forse al plurale per indicare l’eccellenza e la dignità di Zaccaria, il sacerdote-profeta figlio di Ieoiada. — 2Cr 24:17-22, 25.
Molto probabilmente Gesù pensava a questo Zaccaria figlio di Ieoiada quando predisse che “il sangue di tutti i profeti versato dalla fondazione del mondo” sarebbe stato richiesto “a questa generazione [gli ebrei dell’epoca del ministero terreno di Gesù], dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, ucciso fra l’altare e la casa”. (Lu 11:50, 51) I luoghi menzionati, teatro dell’uccisione, corrispondono. Nel I secolo E.V., Cronache era l’ultimo libro del canone delle Scritture Ebraiche. Perciò le parole di Gesù, ‘da Abele a Zaccaria’, corrispondono alla nostra espressione ‘da Genesi a Rivelazione’. Nel brano parallelo di Matteo 23:35, Zaccaria è definito figlio di Barachia, forse un altro nome di Ieoiada, a meno che non indichi una generazione intermedia fra Ieoiada e Zaccaria, o non sia il nome di un antenato precedente. — Vedi BARACHIA.

(2 CRONACHE 24:25)

“E quando se ne furono andati da lui (poiché lo lasciarono con molte infermità), i suoi propri servitori cospirarono contro di lui a causa del sangue dei figli di Ieoiada il sacerdote; e lo uccisero sul suo proprio letto, così che morì. Lo seppellirono quindi nella Città di Davide, ma non lo seppellirono nei luoghi di sepoltura dei re.”

*** it-2 pp. 1218-1219 Zaccaria ***
12. Figlio del sommo sacerdote Ieoiada. Dopo la morte di Ieoiada, il re Ioas si allontanò dalla vera adorazione, per aver ascoltato consigli sbagliati anziché quelli dei profeti di Geova. Zaccaria, cugino di Ioas (2Cr 22:11), riprese severamente gli abitanti di Giuda per questo, ma, invece di pentirsi, essi lo lapidarono nel cortile del tempio. In punto di morte Zaccaria disse: “Geova lo veda e ne chieda conto”. Questa richiesta profetica venne accolta; infatti non solo la Siria recò grave danno a Giuda, ma lo stesso Ioas fu ucciso da due suoi servi “a causa del sangue dei figli di Ieoiada il sacerdote”. La Settanta greca e la Vulgata latina dicono che Ioas fu ucciso per vendicare il sangue del “figlio” di Ieoiada. Invece il testo masoretico e la Pescitta siriaca hanno “figli”, forse al plurale per indicare l’eccellenza e la dignità di Zaccaria, il sacerdote-profeta figlio di Ieoiada. — 2Cr 24:17-22, 25.
Molto probabilmente Gesù pensava a questo Zaccaria figlio di Ieoiada quando predisse che “il sangue di tutti i profeti versato dalla fondazione del mondo” sarebbe stato richiesto “a questa generazione [gli ebrei dell’epoca del ministero terreno di Gesù], dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, ucciso fra l’altare e la casa”. (Lu 11:50, 51) I luoghi menzionati, teatro dell’uccisione, corrispondono. Nel I secolo E.V., Cronache era l’ultimo libro del canone delle Scritture Ebraiche. Perciò le parole di Gesù, ‘da Abele a Zaccaria’, corrispondono alla nostra espressione ‘da Genesi a Rivelazione’. Nel brano parallelo di Matteo 23:35, Zaccaria è definito figlio di Barachia, forse un altro nome di Ieoiada, a meno che non indichi una generazione intermedia fra Ieoiada e Zaccaria, o non sia il nome di un antenato precedente. — Vedi BARACHIA.

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