Biografie di personaggi famosi e storici nato il 6 ottobre


Biografie di personaggi famosi e storici

Biografie di personaggi famosi nella storia e celebrità nate il 6 ottobre

Sommario:

1. Gaston Bachelard
2. Carlo Emanuele IV di Sardegna
3. Bette Davis
4. Ivan Graziani
5. Le Corbusier
6. Carole Lombard
7. Luigi Filippo di Francia
8. Matteo Ricci
9. Amalia Rodrigues
10. Anwar al-Sadat
11. Elisabeth Shue
12. Alfred Tennyson
13. George Westinghouse

1. Biografia di Gaston Bachelard

Il pensiero e l'impresa scientifica
27 giugno 1884
6 ottobre 1962

Chi è Gaston Bachelard?


Gaston Bachelard, nasce il 27 giugno 1884 a Bar-sur-Aube, nella regione francese della Champagne-Ardenne. Epistemologo illustre, è autore di una vasta somma di riflessioni legate alla conoscenza e alla ricerca. Ogni riga della sua opera appare come una potenziale citazione nonché una porta aperta al sapere.

Nato in una famiglia dalle modeste condizioni sociali, terminati i primi studi è costretto a lavorare per vivere. Dal 1903 e per dieci anni lavora come impiegato alle poste, conducendo contemporaneamente gli studi superiori e ottenendo nel 1912 la licenza in matematica. Partecipa alla prima guerra mondiale, che gli procurerà anche una medaglia al valor militare. Consegue poi la laurea e dal 1919 diviene professore di fisica e chimica nelle scuole della sua città natale, lavoro che manterrà per un'altra decina d'anni.

Nello stesso periodo si dedica allo studio della filosofia: consegue nel 1920 la licenza, nel 1922 l'"agrégation" e nel 1927 il dottorato, presentando la tesi "Essai sur la connaissance approchée", che verrà subito pubblicata. Inizia così l'insegnamento della Filosofia presso l'università di Digione. In seguito sarà professore, titolare della cattedra di Storia della filosofia della scienza, al prestigioso ateneo della Sorbona fino al 1954.

Filosofo e critico delle scienze, Bachelard ne studia i metodi e i fondamenti, rimanendo allo stesso tempo attento al mondo della poesia e dell'immaginario. La sua opera più importante è "Il nuovo spirito scientifico" (1934), in cui compie un superamento del dibattito tra empirismo e razionalismo, cosa che ha fatto anche Karl Popper, autore a cui il francese viene spesso contrapposto.

Per Bachelard, il materialismo razionale si trova al centro di uno spettro epistemologico le cui due estremità sono costituite dall'idealismo e dal materialismo. Bachelard trae dallo studio della storia della scienza uno stimolo per la sua riflessione epistemologica, che si contrappone nettamente al neopositivismo, rivendicando una maggiore attenzione ai fattori storici, sociali, culturali e psicologici che condizionano inevitabilmente il pensiero scientifico. In quest'ottica rifiuta (come accade già con Hanson, Feyerabend e Popper) il mito empirista del dato immediato come base del sapere scientifico, poiché il dato empirico è sempre legato ai sistemi teorici.

Secondo il pensiero di Bachelard si arriva ad appurare che non esiste una scienza, bensì "le scienze", cioè una pluralità di saperi e di tecniche specifiche. Il francese critica la visione positivistica della scienza come processo lineare e cumulativo, cercando di evidenziare come invece il progresso scientifico si attua attraverso delle "rotture epistemologiche".

Le sue conclusioni sono il risultato di una radicale messa in discussione delle categorie e degli schemi teorici precedenti. Da Galileo a Darwin, da Einstein alla meccanica quantistica, dalla geometrie non-euclidee alla genetica, la scienza mostra di avanzare solo attraverso ripetute modificazioni delle teorie precedenti, ovvero come negazione di qualche aspetto fondamentale che le contraddistingue.

Secondo il filosofo francese la scienza per poter realizzare un progresso deve riuscire a superare quelli che chiama "ostacoli epistemologici", ossia ostacoli di natura psicologica che bloccano lo spirito umano tenendolo ancorato a pregiudizi e a opinioni fortemente radicate, le quali impediscono lo sviluppo di nuove idee e nuove teorie.

L'idea è che la filosofia si trova in ritardo rispetto alla scienza e auspica lo sviluppo di una filosofia "del non", che dica "no" al passato e alle concezioni assolute e totalizzanti, per mettersi al passo con l'avanzare dell'impresa scientifica.

Insignito della Legion d'onore, nel 1951 come Ufficiale e nel 1959 come Comandante, Gaston Bachelard muore a Parigi il 6 ottobre 1962.

Bibliografia essenziale

"Le nouvel esprit scientifique" (Il nuovo spirito scientifico, 1934)
"La formation de l'esprit scientifique" (La formazione dello spirito scientifico, 1938)
"La philosophie du non" (1940), (La filosofia del non)
"L'eau et les rêves" (1942)
"La terre et les rêveries du repos" (1946)
"La terre et les rêveries de la volonté" (1948)
"L'activité rationaliste de la physique contemporaine" (L'attività razionalista della fisica contemporanea, 1951)
"La Flamme d'une chandelle" (La Fiamma di una candela, 1961)

2. Biografia di Carlo Emanuele IV di Sardegna

Responsabilità e vocazioni
24 maggio 1751
6 ottobre 1819

Chi è Carlo Emanuele IV di Sardegna?


Carlo Emanuele nasce a Torino il 24 maggio 1751, figlio primogenito di Vittorio Amedeo III e di Maria Antonietta di Borbone-Spagna. Il 21 agosto 1775 sposa Maria Clotilde, sorella di Luigi XVI.

Devotissimo - come, del resto, anche sua moglie - negli anni immediatamente precedenti l'ascesa al trono si ritira in convento. Succede a Vittorio Amedeo III nel 1796, in un epoca in cui i principi liberali della Rivoluzione francese hanno investito l'intera Europa, compreso il suo regno, e le truppe di Napoleone dilagano in Italia.

Suo padre era già stato costretto a cedere alla Francia una parte del Piemonte. Intanto le agitazioni dei giacobini, incoraggiate dai francesi per indebolire l'autorità del re, vanno crescendo, come pure la rivalità con il governo democratico ligure. Il conflitto che ne deriva, nel giugno del 1798, è pretesto per l'intervento militare francese che vi pone fine ma installa proprie truppe nella Cittadella di Torino. Egli diviene sostanzialmente prigioniero dei francesi che lo costringono, ad esempio, ad attuare riforme che aboliscono diritti e privilegi feudali. Ma è solo il preludio all'invasione dei suoi Stati continentali: il 7 dicembre dello stesso anno non può evitare di cedere l'intero Piemonte ai francesi e di ritirarsi in Sardegna, dopo essere stato a Parma e Firenze.

Così ne descrive la partenza il conte Luigi Cibrario, storico e statista torinese, nel suo libro "Origine e progressi della Monarchia di Savoia": "Alle 10 di sera del 9 dicembre 1798, partiva Re Carlo colla sua famiglia. Trenta vetture, accompagnate da lacchè, scortate da Dragoni, che portavano in mano torce a vento, trasferivano in estranio paese Tantico simbolo della nazionalità piemontese. All'indomani entravano le truppe di Francia, nelle quali s'incorporavano le piemontesi".

Il Piemonte, anziché essere dichiarata Repubblica, come Parigi aveva fatto intendere, viene dunque incorporata dalla Francia. Dopo la distruzione della flotta di Napoleone, ad opera dell'ammiraglio Nelson, nella primavera del 1799 i francesi vengono ricacciati dall'Italia, ma per il re di Sardegna non cambia nulla poiché gli austriaci, che covano mire espansionistiche in Piemonte, non acconsentono al suo rientro.

Le tante umiliazioni subite dalla Francia, la condanna a morte dei cognati Luigi XVI e Maria Antonietta, la notizia di Napoleone assurto a Console e divenuto, di fatto, dittatore militare ma, soprattutto, la perdita dell'amatissima Maria Clotilde nel marzo del 1802, lo privano di ogni energia inducendolo, tre mesi dopo, all'abdicazione in favore di suo fratello Vittorio Emanuele.

Da quel momento abbraccia del tutto la fede - che lo aveva sempre accompagnato - facendosi frate gesuita ed esercitando la sua missione nella chiesa di Sant'Andrea al Quirinale, a Roma. Qui Carlo Emanuele IV di Sardegna muore, il 6 ottobre 1819, a 68 anni, e nella sua chiesa trova sepoltura.

Quella di Carlo Emanuele è una storia singolare, perché racconta di un uomo del tutto inadeguato a ruoli di responsabilità politica - tanto da lasciare che se ne occupi sua moglie - ed attratto, invece, dal misticismo, dal silenzio, dalla riflessione e dalla preghiera. E tanto più stridono i due aspetti quanto più bellicosi sono i tempi del suo breve e sfortunato regno.

3. Biografia di Bette Davis

Gli occhi del dramma e della sua arte
5 aprile 1908
6 ottobre 1989

Chi è Bette Davis?


Donna di forte personalità, con un carattere deciso e risoluto, Bette Davis è stata una delle più note e apprezzate attrici del cinema hollywoodiano del suo tempo; ha portato sullo schermo soventemente la figura della donna ambigua e altezzosa, psicologicamente infida e controversa. Dotata di grande fascino, con una bellezza decisamente anticonvenzionale, che non rispondeva ai canoni allora in voga, Bette Davis aveva un fisico minuto, un volto dai lineamenti irregolari, e due occhi sporgenti. Ma il suo sguardo ambiguo, la sua raffinatezza, e il suo notevole temperamento drammatico, sapevano attrarre più delle belle gambe.

Ruth Elizabeth Davis nasce a Lowell, Massachusetts, USA, il 5 aprile 1908. Di origini anglo-gallesi da parte paterna, francesi da parte materna, l'attrice dopo il divorzio dei suoi genitori trascorre l'infanzia con la madre. Dopo aver studiato danza con Martha Grahm, e dopo essersi diplomata alla "Cushing Academy", Bette decide di dedicarsi alla recitazione ma viene respinta alle selezioni per entrare alla "Eva LeGallienne's Manhattan Civic Repertory".

Sceglie allora di iscriversi alla "John Murray Anderson's Dramatic School" dove frequenta i corsi di teatro insieme ad una altrettanto giovanissima Katharine Hepburn.

Nel 1929 Bette Davis debutta a Broadway nello spettacolo "Broken Dishes"; l'anno successivo vince un premio come migliore giovane attrice dell'anno e subito parte per Los Angeles, con in tasca un ingaggio della Universal, che abbandonerà nel 1932 per la Warner Brothers.

Il primo film di rilievo è "The man who played God" (1932) di John G. Adolfi. Ma il vero successo arriva quando nel 1934 la Warner la cede momentaneamente alla RKO, per interpretare il ruolo di Mildred in "Schiavo d'amore" (Of Human Bondage, 1934) di John Cromwell, film che fa di lei una star. Questa sarà la prima di tante interpretazioni di donne perfide e gelide, che permette a Bette Davis di dimostrare una bravura eccezionale, e che la farà acclamare sia dal pubblico che dalla critica.

Nel 1936 vince il suo primo Oscar con "Paura d'amare" (Dangerous, 1935) di Alfred E. Green. Forte dei successi ottenuti, Bette Davis comincia a rifiutare i ruoli convenzionali che lo Studio le propone, e a pretendere dai produttori dei copioni all'altezza del suo potenziale drammatico. Così, sempre nel 1936, insoddisfatta dalle proposte scadenti della Warner, parte per l'Inghilterra, dove firma un contratto per due film, per la somma di ventimila sterline.

Lo Studio le fa causa e l'attrice è costretta a tornare ad Hollywood.

Nel 1939 riceve il suo secondo Oscar per "Figlia del vento" (Jezebel, 1938) di William Wyler, il film che rappresenta la risposta della Warner Bros a "Via col vento" (Gone with the wind, 1939) di Victor Fleming, con Clark Gable e Vivien Leigh, l'imponente kolossal della Metro Goldwin Mayer (tratto dal romanzo di Margaret Mitchell) uscito nelle sale poco tempo prima, in cui Bette Davis avrebbe dovuto interpretare la protagonista.

Negli anni '40, tranne in rari casi (come ad esempio in quello di "Piccole volpi", The Little Foxes, 1941, di William Wyler, e "Perdutamente tua", Now, Voyager, 1942, di Irving Rapper), l'attrice interpreta una serie di film piuttosto mediocri, assolutamente indegni del suo inestimabile talento interpretativo.

Nel 1950 torna alla ribalta quando, lasciata la Warner per la 20th Century Fox, interpreta il difficile e tormentato personaggio della star in declino Margo Channing, in "Eva contro Eva" (All About Eve) di Joseph L. Mankiewicz, per il quale riceve la sua ottava nomination agli Oscar. In questo capolavoro del cinema hollywoodiano, che ironizza con sarcasmo e amarezza sul mondo del teatro, la sua recitazione è ora sofferta ora beffarda, ma sempre velata di quella profonda sensibilità che la distingueva.

Durante gli anni '50 l'attrice torna a prender parte ad alcuni film, quasi tutti di scarso livello, che la inducono a rifugiarsi per un breve periodo in teatro. La carriera cinematografica resuscita ancora nel 1962, grazie alla straordinaria e struggente interpretazione dell'ex bambina prodigio "Baby" Jane Hudson nel drammatico "Che fine ha fatto Baby Jane?" (What ever happened to Baby Jane?) di Robert Aldrich, al fianco della rivale e nemica di sempre Joan Crawford, in un duello interpretativo davvero eccezionale.

A partire dalla metà degli anni '60 Bette Davis, grazie all'enorme successo della sua interpretazione nel film di Aldrich (che le aveva valso una nuova nomination all'Oscar), vivrà un'autentica seconda giovinezza. Nel 1965, nuovamente diretta da Aldrich, veste i panni della tormentata Charlotte in "Piano... piano, dolce Carlotta" (Hush... Hush, Sweet Charlotte, 1965), coinvolgente pellicola a metà tra il dramma e l'horror.

A partire dalla metà degli anni '70 l'attrice è attiva in soprattutto in tv, interpretando anche alcuni tv-movie ispirati ai romanzi gialli di Agatha Christie.

Negli ultimi anni Bette Davis deve far fronte a cattive condizioni di salute, a cui però reagisce brillantemente, tanto che nel 1987 torna sul grande schermo per interpretare il toccante ruolo della sorella cieca di Lillian Gish in "Le balene d'agosto" (The whales of August) di Lindsay Anderson, in cui dà nuovamente prova di straordinaria bravura.

Bette Davis morirà qualche tempo dopo, il 6 ottobre 1989, in un ospedale di Parigi all'età di ottantun anni, uccisa da un male incurabile.

Pochi giorni prima aveva ritirato il premio che la giuria del Festival di San Sebastiano le aveva conferito per la sua splendida carriera.

4. Biografia di Ivan Graziani

Genuina tenerezza
6 ottobre 1945
1 gennaio 1997

Chi è Ivan Graziani?


Scomparso nel 1997, i fan attendono anche per lui la solita ondata di "rivalutazione" che puntualmente tocca quegli artisti di valore poco o punto considerati quando erano in vita, magari in favore di ben più mediocri strimpellatori. Eppure l'abruzzese (ma di madre sarda) Ivan Graziani, nato a Teramo il 6 ottobre 1945, ha sfoderato una serie di canzoni di grande cantabilità e di indimenticabile tenerezza espressiva (si veda la serie di titoli dedicata a nomi di donna).

E' probabile che, come in tutte le cose, anche in questo caso un destino un po' malevolo ci abbia messo il proverbiale zampino. Dopo aver masticato musica fin da piccolo - in particolare il rock - Ivan Graziani fonda negli anni '60 il gruppo degli "Anonima sound", dopo il diploma di arti grafiche preso più per dovere che per convinzione. Con il gruppo partecipa al Cantagiro del 1967 con il brano "Parla tu", classificandosi ultimo; i ragazzi si rifanno però l'anno dopo con "L'amore mio, l'amore tuo", che ottiene un buon piazzamento nella sezione complessi. Ivan riesce infine ad incidere, sempre con il suo gruppo, cinque 45 giri di mediocre successo. L'esser però riuscito ad entrare nel mondo della musica a livello professionistico gli apre le porte a numerose collaborazioni.

Nel 1974 inizia finalmente la carriera di cantautore solista con l'LP "La città che io vorrei", e due anni dopo sono sue le chitarre nell'album di Lucio Battisti "La batteria, il contrabbasso, eccettera". Ed è proprio il grande Battisti il primo a credere in lui. Sempre nel 1976 esce un disco pubblicato dalla casa discografica Numero Uno, proprietà del duo Mogol-Battisti: "Ballata per 4 stagioni". Le vendite purtroppo sono ben inferiori alle aspettative.

L'anno seguente Ivan Graziani ci riprova e il dolce brano "Lugano addio" trova i primi riscontri tra il pubblico, che così lancia di fatto l'album "I lupi". E' la sua prima vera gratificazione, con quasi diecimila copie vendute.

Nel 1978 ancora un nuovo album, "Pigro", quello della consacrazione: le canzoni "Monna Lisa", "Pigro" e "Paolina" sono veri e propri tormentoni, riproposti in continuazione dalle radio del periodo. Sono questi gli anni in cui il tenero Ivan Graziani è sulla cresta dell'onda, gli anni in cui il pubblico lo segue con quella fedeltà poi scemata nel decennio successivo. Nel 1979 "Agnese" diventa un hit, mentre nel 1980 "Firenze (Canzone triste)" rende Ivan Graziani la stella musicale del momento. Gli ingaggi per lui si sprecano. Viene chiamato a comporre la colonna sonora de "Il grande ruggito" e nel 1981, oltre a produrre "Seni e coseni", compare nel film "Italian boys".

Arrivato in vetta, da qui comincia la sua lenta parabola discendente. I suoi successivi lavori, "Ivan Graziani" e "Nove", sono indubbiamente album di pregio, che però stranamente non ottengono il consenso sperato. Inizia una fase un po' oscura e poco produttiva: il mediocre "Piknic" del 1986 ne è la prova evidente (si possono salvare soltanto il rock di "Sola" ed il classico lento "Rosanna non sei tu"), anche se qualche anno dopo il cantautore pare risorgere fortificato e ancora pieno di idee, come testimonia il bellissimo "Ivangarage". Il pubblico però pare averlo proprio abbandonato.

I giovanissimi lo scoprono con "Maledette Malelingue" nel Festival di Sanremo del 1994, a cui Ivan aveva già partecipato nell'edizione del 1985 con "Franca ti amo": le vendite dei sui dischi permangono su cifre non certo entusiasmanti. Bisogna dire che Graziani era un artista che non ha mai cercato la popolarità a tutti i costi, né ha mai "inquinato" il suo lavoro artistico abbracciando logiche smaccatamente commerciali. Come cantautore è sempre rimasto legato alla sua poetica, usa a raccontare la realtà della provincia. Una tematica forse non di grande effetto ma sicuramente vera e genuina.

Il giorno 1 gennaio 1997 il cantautore, non ancora cinquantatreenne, si è spento nella sua casa di Novafeltria colpito da un male incurabile.

Nel 1988 è uscito un romanzo-diario, "Arcipelago Chieti", il racconto di un mese, dal 19 Novembre al 19 dicembre del 1971, trascorso dal cantautore all'ospedale militare, durante il servizio di leva.

5. Biografia di Le Corbusier

A misura d'uomo
6 ottobre 1887
27 agosto 1965

Chi è Le Corbusier?


Charles-Edouard Jeanneret (che più tardi avrebbe assunto, ricordandosi degli avi paterni, il nome d'arte di Le Corbusier), nasce il 6 ottobre 1887 a La Chaux-de-Fonds, Svizzera, dove studia alla scuola d'arte, orientandosi poi, su consiglio del suo maestro Charles L'Esplattenier, verso l'architettura (ma, oltre che architetto, fu anche urbanista, pittore, scultore e scrittore). La sua vera patria è comunque considerata la Francia, suo principale teatro di ogni attività critica e progettuale.

All'età di quattordici anni, si iscrisse alla Scuola d'Arte del suo paese natale e quando compì i diciotto anni realizzò la sua prima abitazione. Dal 1906 al 1914 viaggia in numerosi paesi d'Europa, soggiornando soprattutto a Vienna, dove viene in contatto con gli ambienti della Secessione viennese, e a Berlino dove, nello studio di Peter Beherens, conosce Gropius e Mies Van der Rohe. Visitando le principali città italiane ricava un abbondante quaderno di schizzi delle architetture del passato con a margine di ogni disegno annotazioni e appunti sui materiali, sui colori, sulle forme. Ciò gli consente di acquisire un bagaglio culturale che affonda le radici nel passato e di evidenziare la sua passione per l'architettura, nonostante egli non abbia mai compiuto studi regolari in questo ambito.

Solo intorno al 1920 cominciò realmente a lavorare come architetto. Durante la fase di apprendistato lavorò a Berlino e poi a Parigi, dove avrà modo di approfondire fra l'altro il suo interesse per la pittura moderna.

Inizialmente lavora nello studio di Auguste Perret (fino al 1922), poi con Pierre Jeanneret apre il suo mitico studio di architettura a Parigi, situato in Rue de Sèvres al 35. Nello stesso periodo, fonda insieme a A. Ozenfant e Dermèe, la rivista "Avant-garde. L'Esprite noveau". Quasi da subito osteggiato dagli accademici per il suo presunto stile rivoluzionario, viene successivamente riconosciuto a livello mondiale, lasciando una traccia indelebile e profonda nelle moderne concezioni architettoniche ed urbanistiche. Il problema fondamentale che si pone all'architetto ha un duplice aspetto: da un lato organizzare lo spazio urbano, in modo che la città possa accogliere agevolmente le grandi masse di lavoratori di ogni livello sociale, legate alle attività contemporanee, dall'altro lato costruire edifici capaci di rispondere alle esigenze di vita collettiva ed individuale di quelle stesse masse.

Il suo sistema progettuale è improntato dunque all'uso di sistemi razionali, con moduli e forme estremamente semplici, secondo i principi del "Funzionalismo". Inoltre, molte nuove metodiche per l'ingegneria furono introdotte proprio da Le Corbusier. Il tetto piatto con giardino pensile, ad esempio, rappresenta un importante contributo dell'architettura: esso è formato da un ampio spazio situato su banchi di sabbia, con l'aggiunta di ampie zone verdi poste al di sotto dell'abitazione. Nella sua infaticabile sperimentazione riesce anche a toccare gli estremi opposti in una varietà di linguaggi plastici, come testimoniano le villas La Roche-Jeanneret e Savoye( 1929/31), ), "l'unite d'abitation" di Marsiglia (1947/52), La Cappella di Notre-Dame-Du-Haut sulla sommità di una collina che domina la borgata di Ronchamp( 1950/54), il convento dei domenicani La Tourette, La Maison De L'homme a Zurigo e L'ospedale di Venezia.

Nello stesso anno mostra, al Salon d'Automne, il suo progetto di una Città per Tre Milioni d'Abitanti, che sarà un caposaldo per i futuri studi urbanistici.

L'anno successivo pubblica "Verso una Architettura", il libro d'architettura più importante della prima metà del secolo scorso, un esplosivo manifesto in cui sostiene che l'impegno nel rinnovamento dell'architettura può sostituire la rivoluzione politica, può realizzare la giustizia sociale. Nel libro tratta di tre dei cinque punti: i pilotis, i tetti-giardino e la finestra a nastro. A questi tre elementi si aggiungeranno qualche anno dopo la facciata libera e la pianta libera. Sono i famosi "cinque punti di una nuova architettura" applicati con intenti teorematici in una delle opere più importanti del razionalismo architettonico, villa Savoye a Poissy del 1929.

Nel 1927 vinse il primo premio in un concorso internazionale di idee per il progetto del palazzo della Lega delle nazioni di Ginevra. Il progetto non fu, in realtà, mai realizzato.

Nel 1925-29 il suo progetto per il Centrosoyus (Ministero Centrale della Pianificazione Economica) a Mosca fu posto in atto; nel 1932 fu costruito a Parigi il Dormitorio Svizzero della Citè Universitarie. Nel 1936 Le Corbusier progettò la sede del Ministero dell'educazione del Brasile a Rio de Janeiro.

Fra i progetti di pianificazione urbanistica elaborati da Le Corbusier meritano di essere ricordati quello di Algeri (iniziato nel 1930), di San Paolo, di Rio de Janeiro, di Buenos Aires, di Barcellona (1933), di Ginevra, di Stoccolma, di Anversa e di Nemour (1934).

Un suo progetto per un nuovo museo fu realizzato a Tokyo nel 1929.

In quegli anni, poi, scrisse un importante libro sui problemi connessi alla progettazione della città, La Ville Radiouse, che venne pubblicato nel 1935.

Da non trascurare anche la sua produzione non strettamente architettonica, ma più legata al design. I mobili di Le Corbusier, ad esempio, creati con la collaborazione di P.Jeanneret e C. Perriand, esposti nel 1929 al Salon d'automne a Parigi, lasciarono perplessi i visitatori, per via del fatto che sembravano voler esaltare un concetto sopra ogni altra considerazione: quello di essere l'espressione concreta della loro stessa funzione. Cos'è una seduta, se non un oggetto che assolve il proprio compito accogliendo il corpo umano in una postura semi-eretta? Il progettista concentra la sua azione sul concetto dell'utile e delle necessità all'uso. Intorno alla struttura più semplice, quella di un tubo metallico eletto a supporto primario dell'oggetto, si organizzano i componenti base di ogni tipo di seduta: la struttura si fa gabbia di contenimento o sistema di appoggio. Questi mobili furono concepiti come degli strumenti idonei ad abitare in modo corretto gli spazi costruiti per l'uomo moderno: ancora oggi, si integrano perfettamente nell'habitat quotidiano, e ciò è dovuto principalmente alla convinzione di Le Crbusier di esprimere nella concretezza dell'oggetto di utilità, il nuovo valore proposto dal binomio forma- funzione. In tal modo l'oggetto, spogliato dell'ornamento, recupera la sua irriducibile intima bellezza, esprimendo la propria natura nell'armonia della nuova forma, semplice ed essenziale.

Nel 1944 ritornò all'atelier di Parigi e nel 1946 si trasferì a New York dove il suo genio innovatore fu definitivamente riconosciuto.

Morì nell'agosto del 1965 a Roquebrune, in Costa Azzurra.

I cinque punti espressi in "Verso una Architettura":

1. I Pilotis. Risolvere un problema in maniera scientifica significa innanzi tutto distinguere i suoi elementi. In una costruzione si possono senza dubbio separare le parti portanti e non. Al posto delle primitive fondamenta, sulle quali poggiavano setti murari, il cemento armato permette di usare fondamenta puntiformi e al posto dei muri pilastri. I pilotis sollevano la casa dal suolo, gli spazi vengono sottratti all'umidità del terreno e hanno luce ed aria. La superficie occupata dalla costruzione rimane al giardino che passa sotto alla casa, il giardino è anche sopra la casa, sul tetto.

2. I Tetti Giardino. Il tetto piano richiede in primo luogo un utilizzo logico ai fini abitativi: tetto-terrazza, tetto-giardino. Il calcestruzzo richiede una protezione dagli sbalzi termici, per assicurarne una maggior durata. Il tetto-terrazza soddisfa anche quest'esigenza, adottando una misura particolare di protezione: sabbia ricoperta di lastre spesse di cemento, a giunti sfalsati seminati con erba. L'effetto ottenuto e quello di una massa termoregolatrice, radici e sabbia lasciano filtrare l'acqua lentamente. I tetti-giardino diventano opulenti: fiori, arbusti e alberi, prato. In generale per una città i tetti-giardino significano il riscatto di tutte le superfici edificate.

3. Il Plan Libre. I muri portanti, partendo dal sottosuolo, si sovrappongono formando il pianterreno e gli altri piani, fino al tetto: la pianta è schiava. Il sistema dei pilastri porta i solai, i tramezzi sono posti a piacere secondo le necessità e nessun piano è vincolato all'altro. Non esistono più pareti portanti ma solo membrane solide a piacere, ne consegue l'assoluta libertà di configurazione della pianta, che consente una grande economia di volume costruito e un rigoroso impiego di ogni centimetro quadrato, che compensano i maggiori costi di una costruzione in calcestruzzo armato.

4. La Fenetre En Longeur. I pilastri formano, con i solai, vuoti rettangoli in facciata, attraverso i quali luce ed aria entrano abbondantemente. La finestra corre da un pilastro all'altro, e sarà quindi una finestra in lunghezza. Gli spazi in tal modo sono illuminati uniformemente da parete a parete. Il cemento armato rivoluziona la storia della finestra. La finestra può correre da un bordo all'altro della facciata. Il calcestruzzo armato offre per la prima volta con la finestra in lunghezza la possibilità di massima illuminazione.

5.La Facciata Libera. Giacché si fanno aggettare i piani rispetto i pilastri portanti l'intera facciata si sposta all'infuori rispetto la struttura. Essa perde quindi la qualità portante, e le finestre possono essere estese in lunghezza a piacere, senza diretta relazione con la suddivisione interna. Così la facciata ottiene una configurazione libera.

6. Biografia di Carole Lombard

Un maschiaccio in gonnella
6 ottobre 1908
16 gennaio 1942

Chi è Carole Lombard?


Carole Lombard è stata la regina della "screwball comedy" degli anni '30, ossia di quel genere di commedia a metà tra la farsa e il film sentimentale, con numerosi spunti brillanti. L'attrice si è distinta per una bellezza al contempo solare ed intrigante, ed un'innata e spumeggiante verve. Il suo vero nome è Alice Jane Peters: nata il 6 ottobre 1908 a Fort Wayne, nello stato dell'Indiana, debutta nel cinema a soli dodici anni, quando viene scoperta per caso dal regista Allan Dwan, sorpreso dalla sua vivacità, che la fa recitare nel film "Un delitto perfetto" (A Perfect Crime) del 1921.

Successivamente compare in molti film del periodo muto, finché nel 1927 viene scelta per essere una delle "bellezze al bagno" di Mack Sennett, soprannominato "The King of Comedy", grande scopritore di talenti e autore di tanto cinema comico. E' anche grazie a lui che Carole Lombard sviluppa una particolare predisposizione per la commedia brillante.

Nei primi anni '30 la giovane e seducente attrice viene scritturata dalla Paramount, per cui interpreta una serie di discreti film sentimentali. Il suo inestimabile estro comico viene messo in risalto quando nel 1934 viene diretta da Howard Hawks, nella spumeggiante commedia "Ventesimo secolo" (Twentieth Century), al fianco di John Barrymore, dal nome di un treno di lusso su cui viaggiano due ex coniugi capaci di farne di tutti i colori. Qui grazie al suo glamour e alla sua vivace ironia battibecca gustosamente col protagonista, dimostrando di possedere una notevole verve e disinvoltura.

Da allora sarà un susseguirsi di successi: nel 1936 Carole Lombard riceve una nomination all'Oscar per la sua scanzonata interpretazione ne "L'impareggiabile Godfrey" (My Man Godfrey) di Gregory La Cava, una commedia satirica sull'America della Grande Crisi, in cui recita al fianco del sagace attore William Powell, suo primo marito dal 1931 al 1933.

L'anno seguente è la finta malata terminale nella satira ai mass media, "Nulla sul serio" (Nothing Sacred), diretto da William A. Wellman.

Nella vita reale Carole Lombard è un vero maschiaccio: dal linguaggio

talvolta spinto ama frequentare feste mondane in cui si dimostra abile ed

effervescente intrattenitrice. Ma riesce anche essere elegante e

sofisticata, senza mai però perdere il suo inconfondibile e talvolta mordace

senso dell'umorismo.

Nella seconda metà degli anni '30 Carole Lombard comincia un'appassionata storia d'amore col divo Clark Gable, che sposerà nel 1939. I due andranno a vivere in un ranch che diverrà ben presto un nido d'amore dove trovare rifugio tra un ciak e l'altro, passando il tempo a cacciare e a fare lunghe cavalcate.

Nel 1941 l'attrice viene diretta dal "Maestro del brivido", Alfred Hitchcock, che per l'occasione si cimenta abilmente con il registro brillante, nella commedia "Il signore e la signora Smith" (Mr. and Mrs. Smith), in cui una felice coppia di coniugi viene improvvisamente a sapere che il loro matrimonio non è più valido.

L'anno successivo è impegnata in una stupenda quanto amara commedia diretta dal grande Ernst Lubitsch, dal titolo "Vogliamo vivere!" (To Be or Not to Be), feroce satira sul nazismo e la guerra, in cui Carole Lombard impersona brillantemente un'attrice teatrale dotata di forte personalità. Nei primi giorni del 1942, quando anche l'America viene coinvolta nella Seconda Guerra Mondiale, l'attrice si reca nel suo paese natìo per vendere obbligazioni di guerra. Dopo qualche giorno, desiderosa di raggiungere al più presto il suo adorato marito, decide di far ritorno a casa in aereo.

E' il 16 gennaio 1942 quando l'aeroplano su cui viaggia si schianta sulla Table Rock Mountain, vicino a Las Vegas, causando la morte di tutti i suoi passeggeri. Alla prematura età di trentatre anni Carole Lombard ha dato l'addio al mondo, lasciando il ricordo di un'artista dotata di grande fascino e talento, ma soprattutto di donna dolce, ironica e profondamente generosa.

7. Biografia di Luigi Filippo di Francia

Il re Borghese dei francesi
6 ottobre 1773
26 agosto 1850

Chi è Luigi Filippo di Francia?


Luigi Filippo, duca di Valois e poi di Chartres, nasce a Parigi il 6 ottobre 1773, figlio primogenito di Luigi Filippo Giuseppe d'Orléans, detto Filippo "Egalité", e di Luisa Maria di Borbone - Penthièvre. A soli diciassette anni si iscrive al Club dei Giacobini, condividendo le posizioni paterne in favore della Rivoluzione. Due anni dopo combatte nell'esercito del Nord al comando del valoroso generale Charles François du Périer, detto Dumouriez, che decide di seguire anche quando l'alto ufficiale sposa un orientamento controrivoluzionario. Insieme riparano in Austria, mentre in Francia tutti i suoi beni vengono confiscati.

Durante l'esilio si trasferisce prima in Svizzera, poi negli Stati uniti e quindi in Sicilia, dove sposa, nel 1809, Maria Amelia, figlia del re Ferdinando IV; un matrimonio utile perché lo riconcilia con il ramo principale dei Borbone. Nel 1814 rientra a Parigi, accolto con entusiasmo dal partito liberale che, dopo il 1824, guarda a lui come alternativa al traballante governo borbonico restaurato da Carlo X. Intanto gli vengono resi tutti i beni confiscati, oltre a ingenti somme a titolo di risarcimento.

La rivoluzione del luglio 1830 depone Carlo X e induce i capi degli insorti, fra cui La Fayette, a far ricadere su di lui la scelta del nuovo sovrano per le sue note simpatie liberali e perché si vuole evitare, per ragioni di equilibri internazionali, la nascita di una Repubblica. E' così che il 7 agosto Luigi Filippo d'Orleans viene proclamato dal Parlamento re dei Francesi, ed assume il nome di Filippo I.

La definizione di re "dei Francesi" e non "di Francia" è importante perché vuole evidenziare come le logiche del potere siano mutate: la nuova Carta costituzionale, ad esempio, non viene concessa dal sovrano, ma approvata dal Parlamento, cioè dal popolo francese.

Salito al trono adotta una politica conservatrice, prendendo le distanze dalla Rivoluzione ed alleandosi con la "grande bourgeoisie" in forte ascesa dei banchieri ed industriali: ciò gli vale l'appellativo di "re borghese", e gli procura l'avversione di tutte le atre parti in gioco, dai repubblicani ai liberali costituzionali, fino a bonapartisti, socialisti e comunisti. Ma gli vale anche una serie di attentati, il più eclatante dei quali rimane quello del 28 luglio 1835, nel corso di una parata militare, ad opera del rivoluzionario corso Giuseppe Marco Fieschi. L'attentatore, uomo di ingegno, ha messo a punto una rudimentale mitragliatrice che, anziché sparare più colpi dalla stessa canna, ne spara uno da ciascuna delle 28 canne di cui è dotata. Un'arma micidiale, insomma, che viene utilizzata nell'attentato e che vede cadere decine di persone, diciotto delle quali uccise.

Luigi Filippo ne esce illeso; fra i caduti invece si annovera il generale Édouard Adolphe Casimir Joseph Mortier, duca di Treviso e già maresciallo dell'impero con Napoleone I. Subito catturato, il Fieschi è condannato a morte e ghigliottinato il 19 febbraio 1936.

Gli insuccessi in politica estera e le agitazioni interne delle classi operaie che il suo ministro Guizot non riesce a gestire portano all'insurrezione del 23 novembre 1848 ed alla sua inefficace abdicazione in favore del nipote Luigi Filippo, conte di Parigi, che resterà pretendente al trono col nome di Luigi Filippo II, ma anche di Filippo VII.

Mentre si affretta a lasciare Parigi per riparare in Inghilterra, il Parlamento francese proclama la Repubblica. Due anni dopo, il 26 agosto 1850, Luigi Filippo I si spegne a Claremont House, in Inghilterra, all'età di 77 anni.

8. Biografia di Matteo Ricci

Rapporti dall'Oriente
6 ottobre 1552
11 maggio 1610

Chi è Matteo Ricci?


Matematico, cartografo, sinologo e importante figura religiosa del XVI secolo, Matteo Ricci nasce a Macerata il 6 ottobre del 1552. Studia per tre anni giurisprudenza a Roma, ma le sue inclinazioni lo portano presto ad entrare nella Compagnia di Gesù guidata dai gesuiti. Rivela sin da subito una vasta gamma di interessi che vanno dall'astronomia alla matematica, dalla geografia alla cosmologia, e studia sotto la guida del famoso scienziato tedesco Cristoforo Clavio (Christoph Clavius), responsabile dell'innovazione del calendario gregoriano.

Il suo desiderio di dedicarsi ad attività missionarie lo induce a partire per Goa, base portoghese da cui partono le navi dirette in India e in Cina. Viene ordinato sacerdote in India, a Kochi, dove celebra la prima messa nel 1580 e dopo due anni parte per la Cina. Sbarca così a Macao, nel sud della Cina, dove comincia a studiare il cinese, convinto che un missionario può avere più successo tramite la conoscenza diretta del popolo da convertire. Nel primo periodo gira persino vestito da bonzo.

Insieme al suo confratello, Michele Ruggieri, ottiene il permesso di vivere nei pressi di Canton, a Shao-ch'ng, dove resta per sei anni dal 1583 al 1589. Qui diventa anche amico di un importante studioso confuciano che riesce ad affascinare mostrandogli alcuni esempi del progresso tecnologico raggiunto dagli occidentali, tra cui un orologio e un mappamondo.

La sua opera di cristianizzazione inizia proprio grazie al contatto con i letterati e i mandarini del posto. Matteo Ricci fa stampare in questo periodo anche un piccolo catechismo in cinese. La sua permanenza però non è facile: insieme al suo confratello viene persino trascinato in tribunale a causa dell'opera di alcuni giovani letterati che gli aizzano contro la popolazione. I due vengono così espulsi e sono costretti a ritornare a Macao, ma qui riottengono presto il permesso di rientrare in Cina.

Tenta intanto l'avvicinamento verso città più grandi ed importanti come Nanchino e Pechino, aiutato anche dalle sue operazioni intellettuali come la pubblicazione di un dizionario portoghese-cinese e la parafrasi latina del testo confuciano "Quattro libri". Grazie a questi importanti studi e lavori Matteo Ricci viene considerato il primo sinologo della storia. I suoi tentativi missionari sono improntati al concetto di inculturazione: egli è cioè convinto che ogni missionario per definirsi tale debba acquisire la cultura del popolo presso il quale opera. Ecco perché già dal 1594 decide di abbandonare l'abito da bonzo per prendere quello del letterato con tanto di nome cinese. Sceglie per sé il nome Li Ma Tou che ricorda per assonanza il suo vero nome. L'unica differenza è che al posto della prima sillaba del suo cognome "Ri" vi è "Li" data l'assenza della R nell'alfabeto cinese.

Riesce ad entrare a Pechino una prima volta nel 1598, ma a causa della guerra cino-giapponese per il possesso della Corea gli stranieri non sono ben visti. Così, nonostante il viaggio verso Pechino abbia significato sette mesi di avventuroso percorso, Matteo decide di ritornarvi in tempi più propizi. Una nuova occasione si presenta nel 1601, ma non appena mette piede a corte il potente eunuco Ma Tang lo fa prigioniero.

Dopo sei mesi di prigionia, Matteo Ricci si salva grazie all'intercessione dei suoi amici mandarini, e riesce anche ad entrare a corte, non ricevuto però dall'Imperatore. Durante la sua permanenza a Pechino ottiene il permesso per celebrare la messa in pubblico e inizia anche la costruzione della prima chiesa cattolica nella capitale dell'impero.

Nel 1609 fonda la Confraternita della Madre di Dio e dà inizio ai lavori, ma non riesce a vedere la chiesa completata. Muore infatti l'11 maggio del 1610 a 58 anni.

Matteo Ricci è il primo europeo ad essere sepolto in territorio cinese: il suo corpo riposa infatti nel giardino Hal a Pechino. A lui si devono una serie di scritti tra cui "I commentari" e "Le lettere" che possono essere considerate come le prime descrizioni geograficamente compiute della Cina apparse in Occidente. Durante la sua opera di missionario converte circa tremila cinesi, anche se in Europa e in Italia viene accusato da alcuni suoi confratelli di non aver contribuito alla diffusione del vero cristianesimo, ma di una dottrina nata dall'unione del cristianesimo con il confucianesimo.

Come è stato dimostrato, tuttavia l'accusa risulta falsa, ed è nata forse dall'atteggiamento di grande rispetto di Matteo Ricci per la cultura del popolo presso il quale ha operato. I cinesi hanno ricambiato apprezzando a loro volta, non solo i suoi sforzi apostolici, ma anche i suoi tanti trattati per diffondere le conquiste scientifiche europee tra cui il "Trattato dei quattro elementi" (1599-1600) e il "Trattato sulle costellazioni" (1601).

9. Biografia di Amalia Rodrigues

Il fato e il fado
23 luglio 1920
6 ottobre 1999

Chi è Amalia Rodrigues?


Amalia Rodrigues è ricordata come la maggior esponente del genere musicale "fado": a livello internazionale è riconosciuta come la più nota cantante portoghese di sempre. Nasce nella regione delle Beira Baixa (Portogallo) il 23 luglio del 1920. La sua data di nascita resta incerta e misteriosa, perché Amalia è solita festeggiare il suo compleanno non il ventitre, ma il primo luglio. La famiglia della futura cantante e attrice, è povera e molto numerosa: ha due fratelli e quattro sorelle. Proprio a causa delle ristrettezze economiche, i genitori la mandano a vivere a Lisbona dalla nonna, Ana do Rosario Bento. Ma anche la nonna non vive in condizioni migliori: ha infatti ben sedici figli e almeno un numero doppio di nipoti.

Amalia non riceve, dunque, l'affetto necessario ad educare alla gioia il suo spirito malinconico. Presto le doti canore della piccola vengono notate da parenti e amici, davanti ai quali si esibisce per riceverne in cambio caramelle e qualche spicciolo. Canta soprattutto canzoni popolari e i tanghi di Gardel che impara al cinema. Frequenta la scuola in maniera regolare fino a dodici anni. Poi la nonna la costringe a trovarsi un lavoro.

Il primo impiego è in una fabbrica di caramelle, dove incarta caramelle e sbuccia frutta. Dopodiché passa, a quindici anni, a lavorare in una bancarella sul molo di Lisbona da cui dispensa frutta, vino e souvenir ai turisti. Nel 1940, a soli vent'anni sposa un chitarrista amatoriale, il cui vero lavoro è quello di meccanico tornitore. Si tratta in realtà di un matrimonio riparatore, perché è incinta.

L'uomo inizialmente non vuole saperne e Amalia è così disperata da tentare il suicidio con del veleno per topi. Il matrimonio dura appena tre anni. Quel bambino non verrà mai alla luce, né in seguito la sua vita sarà rallegrata da alcuna nascita. Troverà però la stabilità amorosa accanto ad un industriale brasiliano, Cèsar Séabra, che sposerà dopo quindici anni di vita comune nel 1961.

Nel 1938 Amalia Rodrigues partecipa ad un concorso, la cui vincitrice sarebbe stata incoronata come nuova Regina del Fado portoghese. Non vince il concorso, ma la sua voce si fa notare: entra così in una delle maggiori Case di Fado di quel periodo: "O retiro da Sevra".

Da questo momento ha inizio la carriera di cantante, che si ritrova a dividere il palcoscenico con i maggiori cantanti e musicisti di fado portoghese, tra cui Armando Augusto Freire, Jaime Santos, José Marque. Purtroppo si ritrova, allo stesso tempo, a dover lottare contro l'opposizione della sua famiglia, convinta che quel mondo sia fatto esclusivamente di perdizione e degrado. Solo il fratello Felipe e la fidata zia Idalina, che le sarà sempre vicina nei momenti di difficoltà, appoggiano la sua scelta.

Amalia intanto riesce anche a stabilire un rapporto di lavoro con un impresario, José de Melo, che però, dato il grande successo dei suoi spettacoli, le impedisce inizialmente di incidere dischi temendo che questo avrebbe comportato una minore partecipazione di pubblico alle serate dal vivo. Incide il primo disco solo nel 1945, ottenendo da questo momento la collaborazione di grandi chitarristi e parolieri tra cui i poeti: Linhares Barbosa e Amadeu do Vale. Il fado diventa la sua ragione di vita e con questa musica trova sfogo la sua anima tormentata, inquieta e malinconica. Lei stessa afferma che è il fado a cantare attraverso di lei e non viceversa.

Il primo vero concerto risale al 1945 a Rio de Janeiro, presso il Casinò di Copacabana. A contribuire a renderla ancora più famosa è il film di Henri Verneuil "Les amants du Tage". Il successo del film le apre le porte del teatro Olympia di Parigi consacrandola a livello internazionale. Dopo il matrimonio pensa di ritirarsi dalle scene, ma due anni dopo ritorna con un disco su misura creato per lei da Alain Oulman. La sua carriera la porta anche all'estero: in Spagna, in Brasile, Negli Stati Uniti e in Italia, dove rifà alcune canzoni della tradizione popolare del Bel Paese, tra cui la calabrese "Vitti na crozza" e la napoletana "La tarantella", oltre a due duetti con Roberto Murolo sulle note di "Dicintincello vuje" e "Anema e core".

A metà degli anni settanta a seguito della "Rivoluzione dei garofani" vive un periodo di declino per l'identificazione con la dittatura di Salazar, da lei non voluta e non cercata. In questo periodo intensifica le tournée all'estero fino a quando non scopre di essere malata di cancro.

Il nuovo governo portoghese socialista riabilita la figura di Amalia Rodrigues, ma ormai lei si è ritirata a vita privata nella sua casa di Rua S. Bento a Lisbona. Qui muore il 6 ottobre del 1999, all'età di 79 anni.

a miglior esponente del genere canoro noto come fado e, a livello internazionale, riconosciuta come la voce del Portogallo

10. Biografia di Anwar al-Sadat

I costi della pace
25 dicembre 1918
6 ottobre 1981

Chi è Anwar al-Sadat?


Muhammad Anwar al-Sadat nasce a Mit Abu al-Kum (Egitto) il 25 dicembre 1918. A soli sette anni si trasferisce al Cairo: studia presso la Regia accademia militare e consegue il diploma nel 1938.

Durante la seconda guerra mondiale viene imprigionato dalle truppe inglesi. Il 23 luglio 1952 partecipa al colpo di Stato con cui i Liberi Ufficiali ("Free officiers") del generale Muhammad Neghib e del colonnello Nasser, che porta alla deposizione dal trono del re Farouk.

Naguib sale al potere ma il suo governo dura poco meno di due anni; viene deposto e sollevato dall'incarico da Gmal Abdel Nasser, uno dei suoi più stretti collaboratori. Con Nasser alla presidenza del paese, Sadat ricopre gli incarichi di segreterio dell'Unione nazionale (il partito unico) e di presidente dell'assemblea nazionale. Sadat sarà anche vicepresidente nei periodi 1964-1966 e 1969-1970. Dopo l'improvvisa morte di Nasser (28 settembre 1970) Sadat diviene Presidente.

Stringe inizialmente un accordo con l'Arabia Saudita, prezioso tramite diplomatico con gli Stati Uniti, poi assieme alla Siria guida l'Egitto nella guerra del Ramadan (o del Kippur) contro Israele nel 1973: l'obiettivo di Sadat è il recupero del controllo di almeno una parte della Penisola del Sinai, precedentemente occupata da Israele durante la Guerra dei sei giorni. L'attacco a sorpresa mette in seria difficoltà le forze israeliane per alcuni giorni. Alla fine Israele bloccherà l'attacco minacciando di distruggere la III Armata egiziana che aveva attraversato il Canale di Suez.

Il 19 novembre 1977 Sadat è il primo leader arabo che si reca in visita ufficiale in Israele; il presidente egiziano considera questa mossa come necessaria per superare quei problemi economici che derivano dai tanti anni di scontri con Israele. La sua visita a Gerusalemme sconvolge il mondo intero (gran parte del mondo arabo rimane scandalizzato dall'evento): Sadat tiene un colloquio con Menachem Begin, primo ministro israeliano e un discorso presso il parlamento (la Knesset).

La conseguente distensione porta ad un incontro nel 1978, a Camp David: Sadat e Begin firmano (il 26 marzo 1979, a Washington) alla presenza del presidente statunitense Jimmy Carter, gli "Accordi di pace", patto per il quale ricevono entrambi il premio Nobel per la Pace. Nelle fasi successive Israele si ritirerà dalla Penisola del Sinai, restituendo all'Egitto l'intera area nel 1983.

Gli Accordi di Camp David sarebbero risultati molto impopolari nella comunià araba, in particolar modo tra i fondamentalisti islamici, che avrebbero visto nell'abbandono di una soluzione basata sulla forza da parte dell'Egitto - la maggior potenza militare araba - una dimostrazione di debolezza. Sadat viene addirittura condannato come traditore da parte dei palestinesi e dagli altri governi arabi.

Con il passare del tempo il sostegno internazionale a Sadat si affievolisce: a causare la perdita degli appoggi è il suo modo autoritario di governare, che vede l'avvicendarsi di una crisi economica che aumenta il divario tra ricchi e poveri, e la mano dura nella repressione dei dissidenti.

Nel settembre del 1981 Sadat colpisce duramente le organizzazioni musulmane, incluse quelle studentesche, e le organizzazioni copte, ordinando l'arresto di 1600 dissidenti, tra integralisti islamici e comunisti. Un mese più tardi, il 6 ottobre 1981 durante una parata al Cairo, il presidente Muhammad Anwar al-S?d?t viene assassinato; la morte avviene per mano di Khalid al-Islambul, componente del gruppo al-jihad, al cospetto della televisione che mostra al mondo intero le scioccanti immagini dell'accaduto.

Il successore alla guida del paese sarà Hosni Mubarak, già suo vice.

11. Biografia di Elisabeth Shue

Gioiello nel cassetto
6 ottobre 1963

Chi è Elisabeth Shue?


Vi ricordate la biondina mozzafiato che compariva nel film di Paul Verheoven "L'uomo senza ombra", l'antagonista intelligente e determinata del pazzoide scienziato impersonato da Kevin Bacon? Ebbene, quella creatura dai tratti perfettamente delineati e dal fisico perfetto si chiama Elisabeth Shue e, sebbene sia sulle scene già da un numero considerevole di anni, non è sbagliato affermare che forse non ha ottenuto tutto il successo che merita.

Nata il 6 ottobre 1963 a Wilmington (nel Delaware), cresciuta nel New Jersey, ha studiato Scienze Politiche laureandosi ad Harvard. Appassionata di sport e della vita all'aria aperta ha sempre prediletto l'attività fisica ad una monotona vita rinchiusa in un ufficio.

L'idea di fare l'attrice le venne solo quando si rese conto dei doni che madre Natura le aveva così abbondantemente elargito ma, non di meno, avrebbe sicuramente scelto per il suo futuro qualcosa di eccitante, di vario, piuttosto che la grigia vita dell'impiegata.

Elisabeth è proprio come compare in qualcuno dei suoi film: bella e dolce, ma anche sicura di sé e disposta ad arrivare fino in fondo quando si mette in testa qualche cosa.

I primi passi della carriera la vedono protagonista in numerosi spot pubblicitari poi la televisione, quella dei telefilm, la scopre e la arruola per uno di quei classici serial televisivi che, se proprio non diventano di culto, contribuiscono per lo meno a lanciare tanti talenti.

Datato 1984 è il passaggio al grande schermo con "Karate Kid - Per vincere domani": questa sì una pellicola di culto, almeno per via della simpatia emanata dai protagonisti e per aver lanciato la moda delle arti marziali.

Riuscire ad arrivare sul grande schermo è un successo, questo è innegabile, ma nonostante questo Elisabeth non è soddisfatta, sempre relegata com'è nei ruoli della fidanzatina di turno. Era l'innamorata di Ralph Macchio in "Karate Kid" come lo sarà di Tom Cruise in "Cocktail" o di Michael J. Fox in "Ritorno al futuro" parte II e III.

Fortunatamente il grande Mike Figgis le offre l'opportunità di tirare fuori le unghie nell'intenso e drammatico "Via da Las Vegas" (al fianco di Nicolas Cage), e il risultato è una nomination all'Oscar e una pioggia di riconoscimenti.

Potrebbe credere di essere arrivata o quasi, invece sfortunatamente non riesce più a scegliere la produzione giusta andando incontro ad una serie di film che, se da un lato è ingiusto definire dei flop, dall'altro non si possono certo riconoscere come memorabili: rientrano nella categoria titoli come "Il Santo", di cui si parlò quasi solo per una sua presunta relazione con Val Kilmer (da lei categoricamente smentita), "Palmetto" e "Harry a pezzi".

Il rischio è che la stellina diventi l'ennesima meteora di Hollywood.

Un certo rilancio lo ha avuto con la mega-produzione del film "L'uomo senza ombra", un film che punta molto sugli effetti speciali, davvero impressionanti. Tutti i fan stanno dunque aspettando le prossime mosse dell'affascinante Elisabeth, pregando con il cuore che Hollywood si accorga di quale gioiello ha in casa.

12. Biografia di Alfred Tennyson

Il verso della raffinatezza
6 agosto 1809
6 ottobre 1892

Chi è Alfred Tennyson?


Alfred Tennyson nasce il 6 agosto 1809 nel piccolissimo villaggio di Somersby, nel Lincolnshire (Regno Unito), dove il padre era parroco e dove con la famiglia - che complessivamente conta ben dodici figli - vive fino al 1837.

Il futuro poeta Alfred Tennyson è discendente del re Edoardo III d'Inghilterra: il padre George Clayton Tennyson era il maggiore di due fratelli, in gioventù era stato diseredato dal padre - il proprietario terriero George Tennyson - in favore del fratello minore Charles, che in seguito prende il nome di Charles Tennyson d'Eyncourt. Il padre George è perennemente a corto di soldi e finisce per diventare alcolizzato e mentalmente instabile.

Alfred e due dei suoi fratelli maggiori iniziano a scrivere poesie sin dall'adolescenza: una raccolta dei loro scritti viene pubblicata a livello locale quando Alfred aveva soltanto 17 anni. Uno di questi due fratelli, Charles Tennyson Turner, più tardi sposerà Louisa Sellwood, sorella minore della futura moglie di Alfred. L'altro fratello poeta è Frederick Tennyson.

Alfred frequenta la scuola secondaria Re Edoardo IV a Louth ed entra al Trinity College di Cambridge nel 1828. Qui si unisce ad una società studentesca segreta chiamata "Cambridge Apostles" (Gli apostoli di Cambridge), ed incontra Arthur Henry Hallam che diventa il suo migliore amico.

Per uno dei suoi primi scritti, ispirato alla città di Timbuctù, riceve un premio nel 1829. L'anno dopo pubblica la sua prima raccolta di poesie, "Poems Chiefly Lyrical" (Poesie soprattutto liriche): nel volume sono incluse "Claribel" e "Mariana", due delle più note ed apprezzate poesie di Alfred Tennyson. I suoi versi appaiono eccessivamente sdolcinati alla critica, tuttavia diventano talmente popolari che Tennyson viene portato all'attenzione di alcuni dei letterati più noti dell'epoca, tra i quali Samuel Taylor Coleridge.

Il padre George muore nel 1831: a causa del lutto Alfred lascia Cambridge prima di conseguire la laurea. Torna nella casa parrocchiale dove si prende cura della madre e della numerosa famiglia. Nel corso dell'estate l'amico Arthur Hallam va ad abitare presso i Tennyson: in questo contesto si innamora e si fidanza con la sorella del poeta, Emilia Tennyson.

Nel 1833 Alfred pubblica il suo secondo libro di poesie il quale che comprende il suo poema più celebre "The Lady of Shalott" (La signora di Shalott): è la storia di una principessa che può guardare il mondo solo attraverso il riflesso di uno specchio. Quando Lancillotto arriva a cavallo vicino alla torre in cui è rinchiusa, lei lo guarda e il suo destino si compie: muore dopo essere salita su una piccola barca, sulla quale discende il fiume, che porta il suo nome scritto sulla poppa. La critica si scaglia in modo molto duro contro quest'opera: Tennyson continua comunque a scrivere, ma rimane tanto scoraggiato che bisognerà attendere oltre dieci anni per la pubblicazione di un altro scritto.

Nello stesso periodo Hallam viene colpito da un'emorragia cerebrale mentre si trova in vacanza a Vienna: muore così, improvvisamente. Alfred Tennyson, ventiquattrenne, rimane profondamente turbato dalla perdita del giovane amico che molto l'aveva ispirato nella composizione delle sue poesie. E' da considerare probabile che la morte di Hallam sia anch'essa una della cause che portano Tennyson a rimandare così a lungo le sue successive pubblicazioni.

Tennyson si trasferisce con la famiglia nella regione dell'Essex. A causa di un rischioso ed errato investimento economico in un'impresa di arredi ecclesiastici in legno, perdono quasi tutti i loro risparmi.

Nel 1842, mentre a Londra vive una vita modesta, Tennyson pubblica due raccolte di Poesie: la prima include opere già pubblicate in precedenza, mentre la seconda è composta quasi interamente da nuovi scritti. Le raccolte questa volta riscuotono subito un grande successo. E' così fu anche per "The Princess" (La principessa) che viene pubblicata nel 1847.

Alfred Tennyson raggiunge l'apice della carriera letteraria nell'anno 1850, quando viene nominato "Poeta Laureato" succedendo a William Wordsworth. Nello stesso anno scrive il suo capolavoro "In Memoriam A.H.H." - dedicato allo scomparso amico Hallam - e sposa Emily Sellwood che aveva conosciuto sin da giovane nel villaggio di Shiplake. Dalla coppia nasceranno i figli Hallam e Lionel.

Tennyson ricoprirà il ruolo di Poeta Laureato fino al giorno della sua morte, scrivendo composizioni corrette ed appropriate per il suo ruolo tuttavia di mediocre valore, come la poesia composta per accogliere Alessandra di Danimarca quando arrivò in Inghilterra per sposare il futuro re Edoardo VII.

Nel 1855 compone una delle sue opere più famose "The Charge of the Light Brigade" (La carica della brigata leggera), un commosso tributo verso i cavalieri inglesi che si sono sacrificati in un'eroica ma sconsiderata carica il 25 ottobre 1854 nel corso della guerra di Crimea.

Tra gli altri scritti di questo periodo ricordiamo "Ode on the Death of the Duke of Wellington" (Ode per la morte del Duca di Wellington) e "Ode Sung at the Opening of the International Exhibition" (Ode per l'inaugurazione della fiera internazionale).

La regina Vittoria, la quale è un'ardente ammiratrice dell'opera di Alfed Tennyson, nel 1884 lo nomina Barone Tennyson di Aldworth (in Sussex) e di Freshwater sull'isola di Wight. Diviene così il primo scrittore e poeta ad essere elevato al rango di Pari del Regno Unito.

Esistono delle registrazioni effettuate da Thomas Edison - purtroppo di bassa qualità sonora - nelle quali Alfred Tennyson recita in prima persona alcune delle proprie poesie (tra cui "The Charge of the Light Brigade").

Nel 1885 pubblica una delle sue opere più famose, "Idylls of the King" (Idilli del re), una raccolta di poesie interamente basate su Re Artù e sul ciclo bretone, tema che gli viene ispirato dai racconti di Sir Thomas Malory precedentemente scritti sul leggendario King Arthur. L'opera viene dedicata da Tennyson al Principe Alberto, marito della regina Vittoria.

Il poeta continua a scrivere fino all'età di ottant'anni: Alfred Tennyson muore il 6 ottobre 1892 all'età di 83 anni. E' seppellito all'interno dell'Abbazia di Westminster. Il figlio Hallam gli succederà come secondo Barone Tennyson; nel 1897 autorizzerà la pubblicazione di una biografia del padre e, tempo dopo, diverrà il secondo governatore dell'Australia.

13. Biografia di George Westinghouse

Navigando nelle correnti
6 ottobre 1846
12 marzo 1914

Chi è George Westinghouse?


George Westinghouse, Jr., imprenditore americano ed ingegnere, noto per la marca delle elettrodomestici che portano il suo nome, nasce a Central Bridge New York il 6 ottobre 1846. Amico di Nikola Tesla ed uno dei rivali principali di Thomas Alva Edison nella tempestiva realizzazione del sistema americano di elettricità, è stato inoltre attivo in campo industriale e di telefonia. Nel 1911 ricevuto la medaglia del Congresso "Per il successo meritorio in relazione allo sviluppo del sistema della corrente alternata per luce ed alimentazione".

Nel 1875, Thomas Edison è un potenziale sconosciuto. Realizza un certo successo con il "telegrafo multiplex", il sistema che ha permesso al segnale multiplo dei telegrafi di essere trasmesso tramite un singolo cavo, ma ancora non aveva ottenuto il riconoscimento desiderato. Stava lavorando ad una linea telefonica ma fu superato da Bell. Edison si riprende rapidamente dalla battuta d'arresto inventando il fonografo, una nuova sensazionale scoperta che nessuno aveva creduto possibile e che lo renderà famoso.

Il passo successivo di Edison, nel 1878, sarebbe stato inventare una lampadina a bulbo incandescente migliorata oltre che studiare un sistema elettrico di distribuzione per fornire alimentazione per le lampadine. Il 4 settembre 1882, Edison accende il primo sistema di distribuzione di corrente elettrica del mondo, fornente 110 volt corrente continua (CC) a 59 clienti nella Lower Manhattan, intorno al suo laboratorio di Pearl Street.

Louis Latimer riceve un brevetto per un procedimento migliorato per la produzione dei filamenti del carbonio in lampadine. Questi miglioramenti hanno tenuto conto di una riduzione di tempo produzione e un aumento nella qualità. Durante la sua vita aveva lavorato con e per Alexander Bell, più avanti con Hiram e Thomas Edison. Latimer era l'unico membro nero di un gruppo sociale esclusivo, i pionieri di Edison.

Gli interessi di Westinghouse nella distribuzione del gas e nella commutazione del telefono lo conducono logicamente ad essere interessato nella distribuzione di corrente elettrica.

Westinghouse studia lo schema di Edison, ma stabilisce che è troppo inefficiente per essere applicato su vasta scala. La rete di alimentazione di Edison è basata su CC a bassa tensione, che implica grandi correnti e perdite di alimentazione ingenti. Parecchi inventori europei lavorano nel frattempo sulla "corrente alternata" (CA) e sulla distribuzione di energia. Un sistema di corrente alternata permette che le tensioni vengano "incrementate" da un trasformatore per la distribuzione, riducendo le perdite di alimentazione, quindi "decrementandole" da un trasformatore per uso domestico.

Un trasformatore di alimentazione sviluppato da Lucien Gaulard, francese, e John Dixon Gibbs, inglese, viene mostrato in funzione a Londra nel 1881 ed attrae l'interesse di Westinghouse. I trasformatori non sono niente di nuovo, ma il progetto di Gaulard-Gibbs è uno dei primi che potrebbe gestire grandi quantitativi di corrente in alimentazione e promette di essere facile da produrre. Nel 1885, Westinghouse importa un certo numero di trasformatori di Gaulard-Gibbs e di generatori Siemens di corrente alternata per cominciare a sperimentare con le reti di CA a Pittsburgh.

Aiutato da William Stanley e Franklin Leonard Pope, Westinghouse lavora per raffinare il disegno del trasformatore e per sviluppare una rete pratica di corrente alternata. Nel 1886, Westinghouse e Stanley installano il primo sistema di corrente alternata a tensione variabile presso Great Barrington, Massachusetts. La rete è guidata dal generatore idroelettrico che produce 500 volt di CA. La tensione è aumenta a 3.000 volt per la trasmissione quindi si abbassa a 100 volt per alimentare le luci elettriche di alimentazione. I problemi inerenti al nuovo sistema di CA sono evidenziati quando il sig. Pope muore fulminato da un convertitore di CA funzionante incorrettamente nello scantinato di casa sua. Lo stesso anno, Westinghouse forma la "Westinghouse Electric & Manufacturing Company", che poi cambia nome in "Westinghouse Electric Corporation", nel 1889.

Trenta nuovi sistemi di illuminazione di CA vengono installati in un anno, ma lo schema è limitato dalla mancanza di un sistema di misura efficace e di motori elettrici elettrici in CA. Nel 1888, Westinghouse e il suo assistente tecnico Oliver Shallenger sviluppano un tester di alimentazione, che progettano per osservare i comportamenti come già facevano con i tester per il gas. La stessa tecnologia di base del tester ancora è usata oggi.

Un motore a corrente alternata è un'operazione più difficile, ma un disegno è fortunatamente già disponibile. Il brillante inventore serbo-americano Nikola Tesla delinea in questo periodo i principi di base di un motore elettrico polifase.

Westinghouse stringe un sodalizio con Tesla ed ottiene il brevetto per il motore a corrente alternata. Tesla concepisce il principio del campo magnetico di rotazione nel 1882 e lo utilizza per inventare il primo motore a corrente alternata senza spazzole o motore asincrono nel 1883.

Westinghouse lo assume come consulente per un anno e dal 1888 in poi introduce su vasta scala il motore a corrente alternata polifase. Il lavoro conduce allo schema moderno di alimentazione-distribuzione degli Stati Uniti: CA a tre fasi a 60 hertz, scelti con un tasso abbastanza alto per minimizzare i disturbi, ma abbastanza basso per ridurre le perdite reattive, una disposizione concepita da Tesla.

La promozione del Westinghouse di distribuzione di corrente alternata Lo conduce ad un confronto amaro con Edison ed il suo sistema di corrente continua. Lo scontro è noto come "Guerra delle correnti". Edison sostiene che i sistemi ad alta tensione sono estremamente pericolosi; Westinghouse risponde che i rischi possono essere controllati e che i benefici sono maggiori dei pericoli.

Nell'agosto 1890, un condannato di nome William Kemmler è la prima persona ed essere giustiziata tramite elettrocuzione. Westinghouse assume l'avvocato migliore disponibile per difendere Kemmler e condanna l'elettrocuzione come forma "di punizione crudele ed inusitata". L'esecuzione è violenta e prolungata e Westinghouse protesta veementemente, dissociandosi totalmente dall'uso strumentale delle scoperte da lui effettuate.

Nel 1893 l'azienda di Westinghouse riceve il contratto di fornitura per una rete in CA per alimentare l'esposizione colombiana mondiale a Chicago, dando all'azienda e alla tecnologia pubblicità positiva diffusa. Westinghouse inoltre riceve un contratto per installare la prima rete a lungo raggio di alimentazione, con i generatori di CA alle Cascate del Niagara producendo elettricità per distribuzione a Buffalo, New York, a 40 chilometri di distanza.

Con le reti di CA che si espandono Westinghouse rivolge la sua attenzione alla produzione di corrente elettrica. All'inizio le fonti di generazione disponibili sono idroturbine dove l'acqua cadente è disponibile, e motori a vapore dove non lo è. Westinghouse ritiene che i motori a vapore già presenti siano inefficienti e inizia a sviluppare una certa categoria di motore "a rotazione" che è più "elegante" ed efficiente.

Infatti una delle sue prime invenzioni è un motore a vapore rotativo, ma si dimostra poco pratico. Tuttavia un ingegnere irlandese chiamato Charles Algernon Parsons comincia a sperimentare con le turbine a vapore in 1884, iniziando con i 10 cavalli vapore. Westinghouse compra i diritti della turbina di Parsons nel 1885 ed comincia il lavoro al fine di migliorare la tecnologia di Parsons e regolarla verso un più alto target.

Gli scettici affermano che la turbina a vapore non sarà mai una fonte di energia su grande scala, ma nel 1898 Westinghouse presenta un'unità da 300 chilowatt, rimpiazzando così tutte le macchine nella sua azienda di produzione di freni idraulici. L'anno successivo installa una unità da 1.5 megawatt, 1.200 giri/min. per l'azienda della luce elettrica di Hartford.

Westinghouse allora rivolge la sua attenzione alla produzione di grandi turbine a vapore per condurre le navi di grandi dimensioni. Il problema è che tali grandi turbine erano più efficienti a circa 3.000 giri/min., mentre un'elica efficiente funziona a circa 100 giri/min; questo significa creare un sistema d'ingranaggi di riduzione; ma sviluppare un sistema di ingranaggi di riduzione tale da poter funzionare ad alti RPM e ad alta alimentazione non è una attività certo priva di rischi, anche un cattivo allineamento leggero agiterebbe l'apparato propulsore alle parti.

Westinghouse ed i suoi assistenti tecnici inventano allora un sistema automatico di allineamento che rende pratico alimentare le turbine anche per grandi vascelli.

Contemporaneamente comincia a lavorare sulle pompe termiche per fornire il riscaldamento ed il raffreddamento credendo sia possibile estrarre abbastanza alimentazione nel processo affinchè il sistema si trasformi in una macchina perpetua; da qui le critiche aperte da parte di Lord Kelvin, formulatore - tra le altre sue attività - del secondo principio della Termodinamica.

Westinghouse rimane al comando del settore elettrico dell'industria americana fino al 1907, quando un crack finanziario conduce alle sue dimissioni dal controllo dell'azienda Westinghouse. Nel 1911 non è più attivo nel commercio e la sua salute versa in condizioni sempre peggiori.

George Westinghouse muore il 12 marzo 1914, a New York City, all'età di 67 anni. Come veterano di guerra civile, viene sepolto dentro il cimitero cittadino di Arlington, insieme alla moglie Marguerite.

Anche se uomo d'affari sagace e risoluto, Westinghouse è passato alla storia come un datore di lavoro coscienzioso e desideroso di dividere tutto con i suoi soci di affari. Nel 1930 un memoriale a Westinghouse, costituito grazie ad un fondo dei suoi impiegati, è stato disposto dentro il Parco di Schenley a Pittsburgh.