Biografie di personaggi famosi e storici nato il 28 settembre

Biografie di personaggi famosi e storici

Biografie di personaggi famosi nella storia e celebrità nate il 28 settembre

Sommario:

1. Brigitte Bardot
2. André Breton
3. Achille Campanile
4. Georges Clémenceau
5. Miles Davis
6. Hilary Duff
7. Alfredo Frassati
8. Giovanni Paolo I
9. Edwin Hubble
10. Elia Kazan
11. Marcello Mastroianni
12. Herman Melville
13. Gamal Abd el Nasser
14. Raffaele Paganini
15. Gwyneth Paltrow
16. Louis Pasteur
17. Georg Simmel
18. Giovan Pietro Vieusseux
19. Dita Von Teese
20. Naomi Watts

1. Biografia di Brigitte Bardot

Erotismo ed energia
28 settembre 1934

Chi è Brigitte Bardot?


Brigitte Bardot nasce a Parigi il giorno 28 settembre 1934 dall'unione di Louis "Pilou" Bardot, industriale, e di Anne-Marie Mucel.

Considerata un'icona sexy negli anni Cinquanta, è soprannominata B.B.

Il suo esordio come attrice sul grande schermo avviena nel 1952 con il film "Le Trou Normand", per la regia di Jean Boyer. Nello stesso anno, appena diciottenne, sposa il regista Roger Vadim con il quale vivrà una romantica storia d'amore per molti anni.

In questo periodo il cinema europeo era in grande sviluppo, ma anche considerando ciò l'ascesa di Brigitte Bardot nello star system è da considerarsi una cosa straordinaria ed eccezionale: basti ricordare che sarà una delle pochissime attrici europee a catturare l'attenzione dei mass media statunitensi.

Al suo pari, a livelo di immagine, assurte a icone della sessualità femminile durante gli anni '50 e '60, vi sarà solo l'americana Marilyn Monroe.

I film di B.B. durante i primi anni '50 sono caratterizzati da storie romantiche, poco impegnate, alcune a sfondo storico; alla francese capitava di interpretare parti - che spesso lasciavano ammirare allo spettatore il suo bellissimo fisico - di ingenue eroine.

Dopo aver recitato in più di una dozzina di film, il marito e regista Vadim non è soddisfatto della poca valorizzazione riservata alla sua bella moglie dalla critica internazionale, così cerca di promuoverla come attrice impegnata: lavora così nel film "Piace a troppi (Et Dieu... créa la femme, 1956)", con Jean-Louis Trintignant. La pellicola narra la storia di una disinvolta teenager che vive in una piccola e rispettabile cittadina: il successo che ottiene è grandissimo e trasforma Brigitte Bardot in una celebrità mondiale. Nel contempo circolano voci di una sua relazione con il co-protagonista Trintignant, che poi si riveleranno fondate.

Durante l'epoca di Doris Day e di Jane Russell, dopo la sua interpretazione de "La linea francese" (1953) la critica pensa che la Bardot mostrando il suo ombelico si sia spinta troppo avanti.

Brigitte Bardot appare con piccole parti in tre film in lingua inglese: la commedia "Dottore in alto mare" (1955) accanto a Dirk Bogarde, il film "Elena di Troia" (1954), in cui, dopo aver quasi ottenuto la parte di protagonista, recita invece come ancella di Elena, e "Atto d'amore" (1954) con Kirk Douglas. Dopo aver espresso un erotismo vellutato in "Mademoiselle Pigalle" (1956) e aver compiuto una faticosa esperienza di vita vissuta a Hollywood, soprattutto per il disagio di una lingua diversa, decide di tornare in Europa. La sua immagine ne guadagna tanto che sul nascere degli anni '60 Brigitte Bardot viene indicata come dea del sesso del decennio.

Separata da Roger Vadim nel 1957, due anni dopo convola a nuove nozze con l'attore Jacques Charrier. La vita della coppia viene costantemente seguita dai paparazzi. Nel 1960 nasce il suo unico figlio, Nicolas-Jacques Charrier. Due anni dopo (1962) si separa anche dal secondo marito.

Questo è anche un periodo caratterizzato da disaccordi sulla direzione della propria carriera; se i film interpretati aumentano di spessore, la pressione a cui l'attrice viene sottoposta è sempre più pesante; anche se sembrava trovare consenso presso i critici cinematografici, il resto del mondo continuava a vedere in B.B. una modella glamour.

Nei primi anni '60 Brigitte Bardot si ritira nel Sud della Francia dove arriva a tentare il suicidio.

Tra i film di questo decennio ricordiamo "Vita privata" (1961), diretto da Louis Malle, che contiene più di un elemento autobiografico. La scena in cui, rincasando, il personaggio interpretato dalla Bardot incontra una signora di mezz'età che la insulta, è basato su un episodio realmente accaduto, e getta una luce sugli aspetti meno noti della celebrità a metà del XX secolo. Compar in film patinati come "Viva Maria" (1969), muove qualche passo nella musica pop e vive a fondo il suo ruolo di icona femminile. Nel 1965 interpreta se stessa nella produzione hollywoodiana "Erasmo il lentigginoso" a fianco di James Stewart.

Dopo la separazione da Charrier si risposa nel 1966 con il ricchissimo playboy tedesco Gunther Sachs: la relazione dura però solo tre anni. Sposa poi nel 1992 - all'età di 58 anni - Bernard d'Ormale, esponente politico della destra francese, con il quale vive con tutta probabilità il migliore dei suoi matrimoni.

Tra le varie relazioni che le sono state attribuite vi sono quelle con Serge Gainsbourg ("bad boy" della musica francese: cantautore, musicista, paroliere, poeta e pittore), con il cantante Sacha Distel; le è stato attribuito addirittura un flirt con Jimi Hendrix.

La scrittrice Marguerite Duras ha definito Brigitte Bardot come "L'impossibile sogno dell'uomo sposato".

I suoi primi film - ricordiamo "Manina, ragazza senza veli" (1952) - così come le sue apparizioni a Cannes e in numerosi album fotografici, hanno contribuito al diffondersi in quegli anni della popolarità del bikini.

Brigitte Bardot è stata inoltre una delle prime dive a esibirsi, in qualche occasione, in topless. Mentre in Francia il topless era piuttosto comune, negli U.S.A. questo suscitava scandalo. L'icona di B.B. si incastonava perfettamente nella moda eccentrica degli anni '60 tanto da diventare - al pari di Marilyn Monroe e Jackie Kennedy - soggetto nei dipinti di Andy Warhol.

Lo scultore Alain Gourdon nel 1970 per la realizzazione di un busto di Marianne, l'emblema nazionale francese, si ispirerà proprio a Brigitte Bardot.

Appena prima del suo quarantesimo compleanno, nel 1974, l'attrice annuncia il suo ritiro dalle scene. Con più di cinquanta pellicole alle spalle, dopo e aver pubblicato diversi dischi - in particolare con Serge Gainsbourg - sceglie di dedicarsi alla salvaguardia dei diritti degli animali.

Nel 1986 crea la "Fondazione Brigitte Bardot per il Benessere e la Protezione degli Animali" finanziandola con 3 milioni di franchi, raccolti vendendo all'asta numerosi oggetti personali, compresi i gioielli. Per tutti gli anni seguenti sarà a livello mondiale una delle più influenti attiviste dei diritti degli animali, nonché tenace oppositrice al consumo della carne di cavallo.

Nel 2003 pubblica il libro "Un grido nel silenzio". Le opinioni espresse nel suo libro sono giudicate razziste e offensive verso i musulmani e gli omosessuali, e le contestazioni che ne sono seguite sono state violente. Il 10 giugno 2004 Brigitte Bardot viene condannata da una corte francese, per "incitamento all'odio razziale" e al pagamento di una multa di 5.000 Euro (si trattava della quarta condanna da lei subita a causa del summenzionato libro). Nel 2008 viene condannata al pagamento di una multa di 15.000 Euro per istigazione all'odio verso la comunità musulmana.

In particolare le sono stati contestati i passaggi relativi alla "islamizzazione della Francia" e alla "sotterranea e pericolosa penetrazione dell'Islam" (la comunità musulmana francese è la più grande in Europa). Nel libro citato gli omosessuali sono definiti "fenomeni da baraccone" e si condanna la presenza delle donne nel governo. In precedenza l'ex attrice era stata condannata anche per opinioni favorevoli ai massacri di civili in Algeria.

2. Biografia di André Breton

Scoprendo l'arte
19 febbraio 1896
28 settembre 1966

Chi è Andre Breton?


André Breton nasce il 19 febbraio del 1896 a Tinchebray (Francia), figlio unico di Louis e Marguerite. Trasferitosi con la famiglia a Pantin ancora bambino, frequenta l'Istituto Religioso Saint Elisabeth per poi entrare alla scuola comunale della città, dove si rivela uno studente eccellente.

Nel 1907 si iscrive come esterno al College Chaptal di Parigi, mostrando una particolare predisposizione per la lingua tedesca: è in questi anni, tra l'altro, che si sviluppa la sua passione per la poesia; nel 1912, Breton scrive due poesie per "Vers l'idéal", la rivista della scuola dove si firma con lo pseudonimo René Dobrant, l'anagramma del suo nome.

Le poesie e l'arte

Scoprendo le opere di Huysmans, Mallarmé e Baudelaire, si avvicina anche alle arti figurative interessandosi a Paul Signac, Edouard Vuillard, Pierre Bonnard e Gustave Moreau. Mentre politicamente si mostra coinvolto dall'anarchismo, André Breton nel 1913 si iscrive all'università alla facoltà di Medicina e continua a scrivere poesie (alcune pubblicate sulla rivista "La Phalange"): per questo decide di sottoporle all'attenzione di Paul Valéry, per averne un giudizio.

Chiamato al servizio militare nel 1915, Breton scrive la pièce "Décembre", che spedisce ad Apollinaire; l'anno seguente compone - mentre è di stanza come infermiere militare a Nantes - "Age", il suo primo poema in prosa fortemente influenzato da Rimbaud. In questo periodo egli ipotizza anche di dedicarsi alla psichiatria.

Nuove amicizie e nuove arti

Tornato a Parigi, diventa amico di Apollinaire e conosce Jacques Vaché e Joseph Babinski, oltre a Philippe Soupault e Pierre Reverdy. Scrive, inoltre, su "Mercure de France", e intrattiene rapporti con Louis Aragon, a sua volta studente di medicina. È proprio grazie a lui che nel 1918 scopre il Conte di Lautréamont.

L'anno successivo manifesta a Tristan Tzara il proprio coinvolgimento per il "Manifesto Dada 3", e insieme con Soupault e Aragon fonda la rivista "Littérature", a cui collaboreranno anche Paul Morand, Jean Cocteau, Max Jacob e Jean Giraudoux.

Nel frattempo, presso Au Sans Pareil esce la sua prima raccolta di poesie, "Mont de pieté", arricchita dalle illustrazioni di André Derain. Superato l'esame che gli permette di diventare medico ausiliario, Breton diventa amico di Francis Picabia e nel 1920 aderisce con convinzione al dadaismo.

Decide, quindi, di abbandonare gli studi di medicina e di lavorare per Gaston Gallimard al servizio abbonamenti della "Nouvelle Revue Française". Pubblica, inoltre, "Champs magnetiques", sempre presso Au Sans Pareil, ma ben presto si stanca dell'inconcludenza del dadaismo.

Verso il Surrealismo

Nel 1921 accetta la proposta di Jacques Doucet di lavorare come bibliotecario, e si sposa con Simone Kahn: al matrimonio (cui Paul Valéry fa da testimone) segue un viaggio di nozze che lo porta a Vienna, dove conosce Sigmund Freud. Nel 1923 André Breton dà alle stampe "Clair de terre", una raccolta di trenta poesie e cinque racconti con un ritratto dell'autore eseguito da Picasso, e "Les Pas perdus", una antologia di articoli.

L'anno successivo, firma il primo manifesto del Surrealismo, cui contribuiscono - tra gli altri - anche Pierre Naville, Robert Desnos, Roger Vitrac e Benjamin Péret: ad asso viene allegata "Poisson soluble", una raccolta di Breton. Con i suoi lavori e le sue varie attività, Breton verrà considerato uno dei principali teorici del movimento culturale surrealista.

Dopo avere chiuso "Littérature" e avere fondato un'altra rivista, "La Révolution surréaliste", prende pubblicamente posizione contro Anatole France: intanto, però, il matrimonio con Simone entra in crisi. Mentre la provocazione dei surrealisti diventa sempre più politica (e dal gruppo si allontanano Soupault, Naville e Artaud), Breton sceglie di riavvicinarsi alla psichiatria, frequentando le lezioni pubbliche dell'Ospedale Sant'Anna.

Nel 1927 egli incontra Suzanne Muzard, della quale si innamora (la sposerà l'anno successivo, dopo avere divorziato da Simone) e scrive l'"Introduction au discours sur le peu de réalité". Dopo avere svolto un'inchiesta sulla sessualità pubblicata su "La Révolution surréaliste", diventa amico di Salvador Dalì e Georges Sadoul, e si appassiona al cinema.

Dà il via a "Le Surrèalisme au service de la Révolution", una nuova rivista il cui primo numero viene pubblicato nell'estate del 1930, e pubblica le raccolte "Ralentir travaux", "L'Immaculée Conception" e "L'Unione libre". In seguito, l'espansione nazista e l'avvicinarsi della guerra cambiano i suoi piani: richiamato alle armi dopo l'invasione della Polonia da parte della Germania, lavora come medico militare a Poitiers; poi, pubblica la "Anthologie de l'humour noir", opera che viene censurata dopo l'ingresso di Hitler a Parigi.

L'esilio

Breton, il cui nome è inserito dell'elenco dei comunisti, decide di andare in esilio. Rifugiatosi nel sud della Francia a Martigues dall'amico Pierre Mabille, si sposta poi a Marsiglia e a bordo di una nave si reca in Martinica, dove incontra Aimé Césaire. Da lì si trasferisce a New York, dove viene aiutato anche da Peggy Guggenheim, che contribuisce al suo mantenimento economico.

In seguito, conosce Elisa Claro, che sposa: dopo un viaggio tra Canada, Haiti e Santo Domingo, i due tornano in Francia. A Parigi, però, André Breton non si sente più a proprio agio, anche per i numerosi mutamenti che hanno interessato l'ambito intellettuale.

Gli ultimi anni

Nel 1947 organizza una mostra insieme con Duchamp che vorrebbe rilanciare il surrealismo, ma il risultato non è dei migliori. Nel 1960 sottoscrive il "Manifeste des 121" che si schiera contro la guerra in Algeria.

André Breton muore il 28 settembre del 1966 a Parigi, dove era stato portato dopo essere stato colpito da una crisi respiratoria mentre si trovava a Saint-Cirq-Lapopie in vacanza.

3. Biografia di Achille Campanile

L'immortalità del riso
28 settembre 1899
4 gennaio 1977

Chi è Achille Campanile?


Aprire un suo libro significa precipitare nel regno dell'assurdo che però non sembra... per niente assurdo. Capita poi in molti suoi racconti di sorprendersi a ridere per situazioni che in realtà non "fanno" ridere o di trovare divertenti descrizioni assolutamente normali che noi percepiamo però essere... divertenti. Insomma, siamo di fronte forse al più grande umorista del Novecento, almeno in Italia.

Il segreto sta nel linguaggio di Achille Campanile: il più piano e semplice possibile; il più normale, il più quotidiano linguaggio esistente, lontano da orpelli e ricercatezze letterarie. Ma dotato di una capacità evocativa dello specifico umoristico assolutamente potente. Per dirla con Umberto Eco, riferito proprio al linguaggio di Campanile, "prendere il linguaggio per i fondelli vuol dire prenderlo "per" la lettera, ottenendo effetti di straniamento".

Nato a Roma il 28 Settembre 1899 (nonostante alcune biografie, anche significative ed importanti, gli assegnino come anno di nascita il 1900), Achille Campanile cominciò a scrivere giovanissimo. Gli inizi col giornalismo alla Tribuna e all'Idea Nazionale e poi al Travaso, in pieno fascismo. Ma anche il teatro con le prime Tragedie in due battute, in cui prevale il gusto per i giochi di parole ed un clima surreale.

Lodi appassionate e critiche feroci accompagnarono le prime rappresentazioni di "L'amore fa fare questo e altro" nel 1930. Infine i romanzi come mezzo di raccontare superiore a tutti gli altri, da "Ma che cosa è quest'amore" a "Chiarastella", da "La moglie ingenua e il marito malato" fino a "L'eroe", oltre a numerose raccolte di racconti. Molti prima di essere pubblicati apparvero sulle colonne dei più importanti quotidiani come La Stampa, la Gazzetta del Popolo, Milano Sera.

Achille Campanile vinse due volte il Premio Viareggio, nel 1933 con "Cantilena all'angolo della strada" e quaranta anni più tardi con "Manuale di conversazione". Era un lavoratore instancabile, a volte lavorava fino a notte tarda. Scriveva a penna, sviluppando gli appunti che prendeva su carte di ogni dimensione, persino sui biglietti del tram, e di cui erano zeppe le tasche dei suoi vestiti.

Visse tra Roma e Milano fino a trasferire, negli ultimi anni, la sua residenza a Lariano nei pressi di Velletri, per accontentare la moglie Pinuccia e il figlio Gaetano. Qui abbandona il monocolo e gli abiti eleganti, si fa crescere una barba lunga e fluente ed assume l'aspetto di un vecchio patriarca.

Continua a scrivere tanto da riempire gli scaffali del suo studio di racconti, romanzi ed opere inedite. La sua conquista del territorio degli autentici valori letterari, che oggi gli sono ampiamente riconosciuti, è stata lenta; anche perché egli è stato un uomo appartato, "fuori della mischia", non preoccupato di entrare nella cronaca letteraria spicciola.

Achille Campanile è morto a Lariano(Rm) il 4 gennaio 1977, lasciandoci come testamento, oltre alle sue numerose opere, il segno dell'immortalità del riso.

4. Biografia di Georges Clémenceau

Previsioni decise
28 settembre 1841
24 novembre 1929

Chi è Georges Clémenceau?


Georges Benjamin Clemenceau nasce a Mouilleron en Pareds, nella conservatrice Vandea (dipartimento francese parte della regione della Loira) il 28 settembre 1841. La famiglia è repubblicana, solidamente anticlericale, il padre aveva inoltre preso parte ai moti del 1848.

Ancora studente pubblica due giornali di orientamento radicale e incorre nella repressione del governo ultraconservatore di Napoleone III, passando qualche settimana in carcere.

Si laurea in medicina nel 1865, poi parte per gli Stati Uniti dove resterà per quattro anni. Durante il suo soggiorno viene positivamente impressionato dall'organizzazione delle istituzioni statunitensi tanto che la sua visione repubblicana della politica viene rinnovata e rafforzata. Si innamora di Mary Plummer, allieva che frequenta la scuola dove insegna: i due si sposano il 20 giugno 1869. Il matrimonio non sarà dei più felici: i due si separano e per lunghi anni Clemenceau vivrà solo, dedicandosi totalmente alla politica, sua vera grande passione.

Torna in Francia e nel 1870 diventa sindaco di Montmartre: inizia qui il suo percorso politico. Subito entra nell'Assemblea Nazionale e si oppone con forza alle condizioni di pace imposte dalla Germania al termine della guerra franco-prussiana. Come diversi suoi colleghi politici francesi, anche Clémenceau per tutta la carriera avrebbe nutrito un forte odio per i tedeschi in seguito all'umiliazione militare del 1871.

La sua ferma posizione gli fa guadagnare il soprannome di "Tigre", garantendogli inoltre la leadership del partito radicale, legato all'estrema sinistra.

La sua fama è quella di un apprezzato giornalista e uno spietato critico politico, quando fonda nel 1880 il giornale "La Justice", dalle cui pagine si difenderà dall'accusa di corruzione nel cosiddetto "affare di Panama" (1893); dalle stesse pagine conduce inoltre una campagna contro l'antisemitismo e in favore di Alfred Dreyfus (1898).

Nel 1906 è Ministro degli interni e ordina la repressione violenta di uno sciopero di minatori nel Pas de Calais e di un'agitazione di vignaioli nel Linguadoca-Rossiglione, allontanando così le posizioni del partito socialista di Jean Jaurès. Poco dopo diventa primo ministro: opera una decisa svolta politica verso il nazionalismo e il centralismo statale, in costante opposizione a socialisti e sindacati. Grazie al suo operato riesce ad avvicinare le relazioni tra Francia e Gran Bretagna, ma anche ad aumentare gli attriti con la Germania, frequente bersaglio dei sui attacchi. Il suo mandato alla carica di primo ministro dura poco, fino al 1909, quando viene sostituito da Aristide Briand.

Allo scoppio della prima guerra mondiale Clemenceau si oppone decisamente al comando militare di Joseph Joffre, sostenendo invece Ferdinand Foch. Fervente militarista, si opporrà a qualsiasi ipotesi di mediazione diplomatica, arrivando ad accusare di pacifismo l'allora ministro degli interni Louis Malvy.

Nel 1917 diventa di nuovo primo ministro e Ministro della guerra: nemmeno un anno dopo Louis Malvy viene arrestato per tradimento e Ferdinand Foch messo a capo dell'esercito interalleato.

Con la sconfitta della Germania nel 1918 il risentimento di Clemenceau verso la Germania non si ferma. Alla Conferenza di Parigi del 1919 chiede che la Germania venga messa in ginocchio sia politicamente che economicamente, attraverso l'imposizione di forti compensazioni di guerra e l'occupazione militare del Reno. Per queste sue posizioni si troverà in forte contrasto con la delegazione americana e il presidente Woodrow Wilson.

Nel 1920 Clemenceau si candida per la Presidenza della Repubblica: sconfitto, si ritira dalla vita politica.

Georges Clémenceau muore a Parigi il 24 novembre 1929.

Due suoi libri di memorie sono "La Grandezza e la Miseria della Vittoria", nel quale prevede un altro prossimo scontro con la Germania, e "Nella sera del mio pensiero" (1929).

5. Biografia di Miles Davis

L'evoluzione del jazz
26 maggio 1926
28 settembre 1991

Chi è Miles Davis?


Raccontare la vita di Miles Davis equivale a ripercorrere l'intera storia del jazz: trombettista, bandleader, compositore fra i più geniali di sempre, Miles Davis ne è stato in prima persona uno degli artefici.

Miles Dewey Davis III nasc il 26 maggio 1926 nell'Illinois rurale; a diciotto anni è già a New York (con una discreta esperienza alle spalle nei locali jazz di St. Louis), ad annoiarsi alle lezioni della prestigiosa Juilliard School of Music e a suonare ogni sera nelle infuocate jam session dei locali di Harlem e della Cinquantasettesima, al fianco di Charlie Parker e Dizzy Gillespie.

Dall'esperienza del be-bop nasce la prima opera cardine di Davis, "Birth of the Cool", registrato fra il 1949 e il 1950 e pubblicato come long-playing nel 1954.

L'influenza di queste registrazioni su tutta la scena jazz è enorme, ma gli inizi degli anni '50 sono per Davis (e per molti dei suoi colleghi musicisti), gli anni bui dell'eroina.

Esce dal tunnel nel 1954, e nel giro di qualche anno mette in piedi un sestetto leggendario, con John Coltrane e Cannonball Adderley.

Le registrazioni di questo periodo sono tutte dei classici: dalla serie di album per la Prestige (Walkin', Cookin', Relaxin', Workin', Steamin') ai dischi orchestrali arrangiati dall'amico Gil Evans (Miles Ahead, Porgy and Bess, Sketches of Spain), alle sperimentazioni con la musica modale (Milestones), a quello che è considerato da molti critici l'album più bello della storia del jazz, lo splendido "Kind of Blue", del 1959.

Gli inizi degli anni '60 vedono i musicisti del free-jazz insidiare il primato di innovatore di Miles Davis, che trova quel genere di musica troppo velleitario e artificioso. Risponde nel 1964 creando un altro gruppo formidabile, stavolta un quartetto con Herbie Hancock, Tony Williams, Ron Carter e Wayne Shorter, e passa ad avvicinarsi gradualmente al rock e alla strumentazione elettrica (una collaborazione con Gil Evans e Jimi Hendrix che sarebbe rimasta nella storia sfumò solo per la tragica morte di Hendrix).

Sempre più affascinato dal rock psichedelico della West Coast, sul finire del decennio Davis compare ai grandi festival rock e conquista il pubblico dei giovani bianchi "alternativi". Album come "In a Silent Way" e "Bitches Brew" segnano la nascita del jazz rock e aprono la strada al fenomeno della fusion.

La personalità irrequieta di Davis sembra però portarlo al tracollo: una rinata tossicodipendenza, scontri con la polizia, un grave incidente automobilistico, problemi di salute di ogni tipo, rapporti umani sempre più tesi.

Nel 1975 Miles Davis si ritira dalle scene e si chiude in casa, vittima delle droghe e in preda alla depressione. Tutti lo danno per finito, ma si sbagliano.

Dopo sei anni ritorna a soffiare nella sua tromba, più agguerrito che mai.

Incurante dei critici e dei puristi del jazz, si lancia in ogni tipo di contaminazioni con le sonorità più nuove: il funk, il pop, l'elettronica, la musica di Prince e Michael Jackson. Nel tempo libero si dedica anche, con successo, alla pittura.

Il pubblico non lo abbandona. L'ultima incarnazione del grande genio del jazz, è, a sorpresa, quella della pop star: Davis continua a suonare sui palchi di tutto il mondo, fino a pochi mesi dalla morte. Il 28 settembre 1991 un attacco di polmonite lo stronca, all'età di 65 anni, a Santa Monica (California). La sua salma riposa nel cimitero di Woodlawn, nel quartiere Bronx di New York.

6. Biografia di Hilary Duff

28 settembre 1987

Chi è Hilary Duff?


Hilary Erhard Duff nasce a Houston il giorno 28 settembre 1987.

Dopo essere diventata famosa con la serie televisiva Lizzie McGuire, è passata al grande schermo recitando ruoli da coprotagonista in film come "Una scatenata dozzina" e pellicole da protagonista come "Material Girls", "Nata per vincere" e "A Cinderella Story".

Hilary Duff ha poi intrapreso la carriera di cantante pop.

Tra il 2002 e il 2007 Hilary Duff ha venduto circa 15 milioni di album nel mondo

Il video del singolo "Reach Out", che avrebbe dovuto lanciare il suo Best of (2008), è stato censurato negli USA perchè conteneva scene troppo audaci, balletti troppo disinibiti e pose troppo sensuali.

Album:

2008 - Best Of Hilary Duff

2007 - Dignity

2006 - 4ever Hilary Duff

2005 - Most Wanted

2004 - Hilary Duff

2003 - Metamorphosis

2002 - Santa Claus Lane

Film:

2009 - Stay Cool - per la regia di Michael Polish

2009 - Safety Glass - per la regia di Jonathan Glatzer

2008 - War, Inc - per la regia di Joshua Seftel

2008 - Greta - per la regia di Nancy Bardawil

2008 - Foodfight! film d'animazione - per la regia di Lawrence Kasanoff

2006 - Material Girls - per la regia di Martha Coolidge

2005 - The Perfect Man - per la regia di Mark Rosman

2005 - Il ritorno della scatenata dozzina - per la regia di Adam Shankman

2004 - Nata per vincere - per la regia di Sean McNamara

2004 - Cinderella Story - per la regia di Mark Rosman

2004 - Alla ricerca di Babbo Natale - per la regia di William R. Kowalchuk

2003 - Una scatenata dozzina - per la regia di Shawn Levy

2003 - Lizzie McGuire: Da liceale a popstar - per la regia di Jim Fall

2003 - Agente Cody Banks - per la regia di Harald Zwart

2002 - Cadet Kelly: una ribelle in uniforme, film TV - per la regia di Larry Shaw

2001 - Human Nature - per la regia di Michel Gondry

1999 - Il rumore degli angeli, film TV - per la regia di Michael Scott

1998 - Scherzi del Cuore, film TV

1998 - Casper Meets Wendy, film TV - per la regia di Sean McNamara

1997 - True Women, film TV

7. Biografia di Alfredo Frassati

Padre de “La Stampa”
28 settembre 1868
21 maggio 1961

Chi è Alfredo Frassati?


Alfredo Frassati nasce in quella che è oggi la provincia di Biella, a Pollone, il 28 settembre 1868, da Pietro e Giuseppina Coda Canati. Lungi dal seguire le orme paterne di medico chirurgo, intraprende gli studi in legge conseguendo la laurea nel 1890, a Torino, per poi recarsi in Germania dove frequenta corsi di specializzazione.

I suoi campi d'azione sono l'insegnamento, il giornalismo e l'editoria. Nel 1894 inizia a collaborare con il quotidiano "La Gazzetta Piemontese", del quale acquisterà una quota insieme a Luigi Roux per poi diventarne, nel 1900, proprietario e direttore, dopo averlo ribattezzato, nel 1805, "La Stampa", gloriosa e storica testata tuttora in auge.

Nel 1897 diviene docente di diritto e procedura penale. un anno più tardi convola a nozze con la pittrice Adelaide Ametis; dal matrimonio nascono Elda, Pier Giorgio, morto a 24 anni e proclamato beato da Giovanni Paolo II nel 1990 per aver dedicato la sua breve vita all'assistenza dei poveri, e Luciana, moglie del ministro polacco Jan Gawronski e madre, tra gli altri, di Jas, noto giornalista televisivo.

Amico e sostenitore di Giovanni Giolitti, Alfredo Frassati è nominato senatore nel 1913. Sostiene l'intervento in Libia, da lui vista come porta dell'Oriente, mentre caldeggia la neutralità alla vigilia della prima guerra mondiale. "La Stampa" diviene così il portavoce del non-interventismo di Giolitti, il quale ritiene che l'Italia non sia pronta, da molti punti di vista, ad affrontare un conflitto militare, e si contrappone al "Corriere della Sera", sulle cui pagine Gabriele D'Annunzio inneggia al fiero nazionalismo, all'orgoglio patrio e, quindi, all'entrata in guerra. Entra in disaccordo con Giolitti per le sue posizioni riguardo all'Austria ed al fascismo, tanto da respingere l'invito di partecipare al Governo.

Nel 1920 è nominato ambasciatore italiano in Germania, carica che abbandona lo stesso anno iniziando una campagna di stampa contro il fascismo. Hanno così inizio, nei suoi confronti, minacce e rappresaglie fino a costringerlo a vendere "La Stampa", nel 1926, che passa alla famiglia Agnelli. Si rende artefice della nomina di Benedetto Croce a Ministro della Pubblica Istruzione, negli anni 1920-1921, suggerendone il nome a Giolitti.

La crisi della "Italiana Gas", poi "Italgas", induce il gruppo a scegliere Frassati quale nuovo presidente, nel 1930; con un'abile manovra di sfoltimento e snellimento, riesce brillantemente a rilanciarlo. Torna alla guida del gruppo industriale alla fine del conflitto mondiale, nel 1943. Nello stesso periodo torna anche a collaborare alla "Nuova Stampa".

Nata la Repubblica Italiana, viene nominato senatore di diritto nella prima formazione del Parlamento, dal 1948 al 1953.

Alfredo Frassati muore a Torino, il 21 maggio del 1961, alla veneranda età di 93 anni.

8. Biografia di Giovanni Paolo I

L'importanza di una breve missione
17 ottobre 1912
28 settembre 1978

Chi è Giovanni Paolo I?


Nato a Canale d'Agordo, in provincia di Belluno, il 17 ottobre 1912, papa Giovanni Paolo I fu il pontefice meno duraturo del Novecento (appena 34 giorni) ma non per questo la sua elezione è considerata meno "storica" di altre.

Albino Luciani fu il primo papa di cui le origini operaie sono certe: durante l'infanzia egli lavorò insieme al padre come soffiatore del vetro a Murano.

Ricevette la chiamata di Dio presumibilmente nell'estate del 1935 e il 7 luglio dello stesso anno fu ordinato sacerdote presso Belluno.

Dal 1937 al 1958 fu insegnante di teologia presso il seminario gregoriano di Belluno, ma già nel 1954 era diventato vicario generale della diocesi della stessa città. Smise l'insegnamento solo quando papa Giovanni XXIII lo nominò vescovo di Vittorio Veneto. In questa veste Albino Luciani si manifestò come una figura spirituale e pastorale della Chiesa, molto lontano dai modelli allora in voga: difficilmente si spostava dalla sua residenza, dove spesso passava molto tempo a studiare opere, non necessariamente di carattere religioso.

Le sue capacità piacquero a papa Paolo VI che lo nominò prima patriarca e poi, nel 1973, cardinale di Venezia.

Alla morte di Giovanni Battista Montini, si aprì il conclave che doveva designare il suo successore. All'interno della Chiesa vi erano quella conservatrice guidata dal cardinale di Genova, quella progressista dell'arcivescovo di Firenze e quella "internazionalista" che vedeva come massimo rappresentante il Cardinale Karol Wojtyla, futuro Giovanni Paolo II.

Le varie correnti optano per una soluzione intermedia, rappresentata degnamente da Albino Luciani.

Il pontificato di Giovanni Paolo I si aprì ufficialmente il 26 agosto 1978: ebbe vita brevissima a causa della prematura morte del sommo pontefice, ma questa fu comunque intensa.

Fu il primo papa ad adottare il doppio nome, omaggio ai suoi due predessori; fu anche il primo papa che abbandonò il plurale majestatis, definendo se stesso in prima persona; fu il primo successore di Pietro che abolì l'inconorazione e la tiara e, fatto curioso, fu il primo pontefice ad essere censurato dall'Osservatore Romano, che non volle pubblicare i suoi commenti troppo "morbidi" e possibilisti sull'uso degli anticoncezionali.

Molto attivo anche nell'ambito della solidarietà e dell'economia, Giovanni Paolo I morì il 28 settembre 1978, ancor prima di compiere 66 anni. Molte le ipotesi sul suo decesso, spesso fantasiose (ci fu anche chi sostenne che fu avvelenato dai servizi segreti americani, o da quelli sovietici, o ancora da quelli israeliani): quel che è certo e che la diagnosi evidenziò che egli subì un colpo apoplettico che gli fu fatale.

9. Biografia di Edwin Hubble

Nel blu dipinto di rosso
20 novembre 1889
28 settembre 1953
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Chi è Edwin Hubble?


Edwin Powell Hubble nasce nella cittadina di Marshfieldn, nello stato del Missouri (USA), il 20 novembre 1889. Astronomo e astrofisico, Hubble è noto nella comunità scientifica principalmente per aver formulato nel 1929 la legge empirica dei "redshift" ("Spostamenti verso il rosso"), oggi da tutti chiamata Legge di Hubble. Il famoso telescopio spaziale Hubble (che, posto a circa 600 chilometri, orbita attorno alla Terra dal 24 aprile 1990) è chiamato così in suo onore.

I primi studi di Hubble si svolgono presso l'Università di Chicago e si concentrano sulla matematica e l'astronomia. Consegue il diploma nel 1910 poi prosegue ad Oxford, dove perfeziona i suoi studi nel campo della giurisprudenza.

Torna in seguito all'astronomia: a Chicago studia presso l'osservatorio Yerkes dell'Università cittadina. Qui consegue il dottorato nel 1917. George Ellery Hale (inventore nel 1889 dello spettroeliografo - strumento per l'osservazione del Sole in luce monocromatica - e scopritore nel 1908 dei campi magnetici nelle macchie solari) offre ad Hubble un posto nel suo staff. Hale, fondatore e direttore dell'Osservatorio di Monte Wilson, lavora per la Carnegie Institution (Pasadena): Hubble da qui in avanti rimarrà con la Carnegie per il resto della sua vita.

Hubble arriva presso l'Osservatorio di Monte Wilson quando il gruppo di studiosi sta completando il Telescopio Hooker da 100 pollici, in quel momento il più potente telescopio al mondo. Hubble conduce con l'Hooker numerose osservazioni tra il 1923 e il 1924, stabilendo che gran parte delle nebulose, prima osservate con telescopi meno potenti, non facevano parte della nostra galassia come si credeva: erano bensì galassie fuori dalla Via Lattea. L'ufficiale annuncio della scoperta risale al 30 dicembre 1924.

Edwin Hubble userà il telescopio Hooker per misurare i "redshift" delle galassie. Unendo i valori delle distanze delle galassie e i valori dei redshift scopre una proporzionalità tra le due misure. Hubble ottiene un valore molto superiore al valore oggi accettato: la considerevole discrepanza fu causata da errori di calibrazione della distanze.

Nel 1929 formula quindi, come detto, assieme a Milton Humason la legge empirica di distanza dei redshift delle galassie, che porterà al concetto di "universo in espansione". Se il redshift è interpretato come misura di velocità di allontanamento, questo indica uno spazio in espansione omogenea.

La Legge di Hubble afferma in sostanza che esiste una relazione lineare tra il redshift della luce emessa dalle galassie e la loro distanza: tanto maggiore è la distanza della galassia e tanto maggiore sarà il suo redshift.

Le scoperte di Hubble porteranno poi alla formulazione della teoria del Big Bang da parte di George Gamow.

Ad Hubble si deve anche un particolare sistema di classificazione delle galassie, che le raggruppa secondo i criteri di contenuto, distanza, forma, dimensione e brillantezza.

Curioso come già nel 1917 Albert Einstein raggiunse gli stessi risultati di Hubble contestualmente alla sua Teoria della Relatività. Incredulo e scettico, Einstein introdusse una costante cosmologica nelle equazioni. Quando poi sentì parlare della scoperta di Hubble, ebbe modo di affermare che quella costante fu l'errore più grande della sua vita.

Nel 1953 presso l'osservatorio di Monte Palomar viene completato il telescopio Hale, da 200 pollici: Hubble è il primo ad usarlo. Poco tempo dopo, il 28 settembre 1953, Edwin Hubble muore a causa di un infarto.

10. Biografia di Elia Kazan

Il talento di scoprire talenti
7 settembre 1909
28 settembre 2003

Chi è Elia Kazan?


Elia Kazan (il vero nome è Elias Kazanjoglou) è uno dei grandi maestri del cinema del XX secolo. Promotore del metodo Stanislawski e fondatore del laboratorio teatrale per eccellenza, l'Actors Studio, a lui si deve fra i tanti meriti anche l'affermazione di molti divi hollywoodiani poi diventati vere icone. Come dimenticare il Marlon Brando di "Fronte del porto" (era il lontano 1954), o il James Dean de "La valle dell'Eden"? E come dimenticare pellicole immortali, tutte dirette dalla sua mano, come "Un tram che si chiama desiderio", "Viva Zapata" o "Splendore nell'erba"?

Elia Kazan nasce il 7 settembre 1909 a Costantinopoli (la moderna Istanbul) da una famiglia di origine greca. Il suo vero nome è il quasi impronunciabile Kazanjoglous, poi "addolcito" per facilitarsi la vita, ed ha solo quattro anni quando la sua famiglia emigra negli Stati Uniti per stabilirsi a New York. Qui il padre riesce ad aprire una dignitosa attività come commerciante di tappeti che consente alla famiglia di vivere in modo agiato. Elia riesce anche a portare avanti gli studi e dopo essersi diplomato al Williams College studia teatro a Yale. Una scelta da privilegiati. Negli anni '30 Kazan recita così con il New York's Group Theater, finchè nel 1947 fonda, insieme ad altri appassionati, l'Actor's Studio, che diverrà la celeberrima scuola di recitazione che oggi tutti conoscono.

Divenuto uno dei maggiori talenti di Broadway, famoso soprattutto per le sue messe in scena delle commedie di Tennessee Williams, Kazan esordisce come regista cinematografico con alcuni documentari e nel 1947 con "Un albero cresce a Brooklyn", premiato con due premi Oscar (per la sceneggiatura e per l'interpretazione dell'attore James Dunn), che procura al regista un lucroso contratto di nove anni con la Fox. L'anno successivo è lo stesso Kazan a vincere l'Oscar per la miglior regia con "Barriera invisibile" (Oscar anche come miglior film e per l'interpretazione femminile di Celeste Holm), film-denuncia contro l'antisemitismo interpretato da Gregory Peck.

Ma Elia Kazan è anche un vero e proprio talent-scout: negli anni '50 inizia il sodalizio con Marlon Brando, prima in teatro e poi sul grande schermo. Il 1951 è l'anno di "Un tram che si chiama desiderio": la trasposizione cinematografica del lavoro di Williams segna la consacrazione di Kazan e la scoperta di Marlon Brando, che riceve la prima nomination in "Viva Zapata" del 1952 (sarà Anthony Quinn ad essere premiato con la statuetta). Nel 1954 "Fronte del porto" suggella il successo di Marlon Brando con l'Oscar e porta a Kazan il secondo riconoscimento per la regia.

Non passa neppure un anno e il suo fiuto da pioniere trova ulteriore conferma nella scommessa su James Dean. Il film è "La valle dell'Eden" e per il giovane e affascinante attore è subito nomination. Sempre dal vivaio di Kazan uscirà poi tra gli altri anche Warren Beatty, affiancato nel 1961 a Natalie Wood in "Splendore nell'erba". Il film viene premiato dagli Academy per la sceneggiatura di William Inge. L'ultimo grande successo (prima del declino) arriva due anni più tardi, nel 1963, con le tre nominations e il premio per la scenografia ottenuti dal dramma autobiografico "America, America".

In quegli anni Elia Kazan è invischiato in grandi polemiche per la sua collaborazione con le autorità scatenate dal senatore repubblicano Joseph McCarthy, sempre in caccia di artisti ed intellettuali comunisti (o presunti tali). Kazan a metà degli anni '50 aveva denunciato otto attori al Comitato per le Attività Antiamericane, un gesto che per loro significava la fine della carriera. Per Kazan invece quello è stato l'inizio di un tormentato rapporto con la comunità di Hollywood. E' proprio per quell'antica polemica infatti che quando nel 1999 gli venne assegnato l'Oscar alla carriera, alcuni attori e registi non applaudirono durante la cerimonia.

Dagli anni '70 in poi Kazan ha affiancato alla sua carriera nel mondo dello spettacolo una luminosa carriera di scrittore, che ha portato in libreria ben sei romanzi ed una autobiografia.

Sposato per tre volte (con Molly Day Thatcher, morta nel 1963, con Barbara Loden, morta nel 1980, e con Frances Rudge dal 1982), nella sua autobiografia Kazan confessa anche molte avventure sentimentali, fra le quali anche una con Marilyn Monroe. Onusto d'anni, di allori e di gloria, il grande regista è morto il 28 settembre 2003 nel suo appartamento di Manhattan, all'età di 94 anni.

11. Biografia di Marcello Mastroianni

Anima candida
28 settembre 1924
19 dicembre 1996

Chi è Marcello Mastroianni?


Il celebre attore (il cui nome completo era Marcello Vincenzo Domenico Mastroianni), nato a Fontana Liri (Frosinone), nel 1924, ebbe la fortuna di respirare aria di cinema fin dalla più tenera età. Ancora bambino, infatti, ebbe la possibilità di fare comparsate addirittura in alcuni film del grande De Sica (che negli anni trenta era un maestro riconosciuto).

In seguito, conseguita la maturità liceale, si iscrive alla facoltà di Economia e Commercio, senza però mai interrompere il rapporto con lo spettacolo e in particolare con il teatro. Inseritosi nei gruppi del Centro Universitario Teatrale, fu notato nientemeno che da Luchino Visconti, il quale lo chiamò con sè per interpretare importanti ruoli in lavori teatrali di recente concezione come, ad esempio, "Un tram chiamato desiderio" e "Morte di un commesso viaggiatore", oppure più classici come "La locandiera" e "Le tre sorelle".

Parallelamente, ha modo di lavorare ancora nel cinema, dove viene sempre chiamato per effettuare alcune comparsate che, con il tempo, cominciano a diventare cospicue. Il film che lo rivela è "Le ragazze di Piazza di Spagna", dove interpreta la parte del giovanotto simpatico ed estroverso, girato da Luciano Emmer nel '52, regista che aveva già diretto Mastroianni due anni prima in "Domenica d'agosto". Già in quelle prime prove, Mastroianni si rivelò particolarmente adatto alla delicata introspezione di un cinema che stava a metà strada tra il neorealismo e la commedia all'italiana.

Questa sua predisposizione venne confermata in "Giorni d'amore" di De Santis, dove l'attore potè rivivere le sue origini ciociare in una chiave di lieve comicità. Si andava delineando al caratteristiche principale dell'attore Mastroianni, quella cioè di incarnare la figura di un uomo buono e sottilmente malizioso, scapestrato ma con giudizio, dolce e lievemente melanconico. In seguito, la sua cifra stilistica si improntò quasi sempre a questo aureo modello, anche quando, come nei film di Blasetti o Lizzani, gli venivano proposte parti drammatiche. Quelle caratteristiche vennero poi abbinate in alcuni film, a 'mò di contrasto, alla malizia femminile della giovane Sophia Loren, da cui scaturirono nella metà degli anni cinquanta film come "Peccato che sia una canaglia", e "La fortuna di essere donna".

Ma la svolta della sua carriera arriva con "La dolce vita" (1960), epocale pellicola di costume in cui Mastroianni è un moderno antieroe e che segna pure l'inizio d'un lungo e fortunato sodalizio artistico con Federico Fellini. Con Fellini fornì i memorabili esiti anche in "Otto e mezzo" (1963), vestendo i panni di una sorta di alter ego del regista riminese.. In seguito, nei primi anni sessanta, ottenne un personale trionfo in "Divorzio all'italiana" e "I compagni". Fece coppia con Sofia Loren in vari film di De Sica e apparve in diversi film di Ferreri tra i quali "La grande abbuffata", "Ciao maschio" e "Storia di Piera". Ha lavorato con Petri da "L'assassino", con Scola da "Dramma della gelosia" a "Splendor" e "Che ora è?", attraverso "Una giornata particolare" che fu una delle sue prove migliori. Il prosieguo della sua carriera è stato un susseguirsi di successi a fianco dei più grandi registi. Negli ultimi anni, si ricorda la sua interpretazione ad un film di impegno civile come "Sostiene Pereira" e il montaggio dei suoi ricordi personali, apparsi postumi, nel film-documento "Ricordo, sì io mi ricordo".

Protagonista di grande versatilità e di indiscussa bravura (si è detto che in certi film sembrava essere in grado di poter lavorare soltanto con l'espressione dello sguardo), ha trasmesso l'immagine di un uomo colto e sensibile, alieno da pose divistiche, che guardava con fastidio alla pubblicizzazione della sua vita privata da parte della stampa scandalistica. Ha rappresentato con grande generosità la cinematografia italiana a livello internazionale, ma non ha mai purtroppo un pur meritatissimo Oscar. Mastroianni si è spento il 19 dicembre 1996 nella sua casa di Parigi. Di lui il regista Dino Risi, che lo conosceva bene anche per averlo diretto, ha detto: "Era l'anima più bella del nostro cinema, l'italiano medio e pulito. Mastroianni era forse quello con cui era più piacevole lavorare: e questo per una ragione semplicissima, non rompeva mai le scatole. Non gli ho mai sentito dire "Questa battuta così non va". Aveva una grande duttilità e disponibilità. Non parlava: semplicemente, faceva l'attore, vestendo i panni del personaggio con una capacità straordinaria. Mastroianni aveva il pregio di farsi piacere anche i film che non gli piacevano".

12. Biografia di Herman Melville

Metafore di avventure vissute
1 agosto 1819
28 settembre 1891

Chi è Herman Melville?


Al tempo in cui morì il suo autore, era stato quasi del tutto dimenticato, poi il capolavoro del 1851 "Moby Dick" sarebbe stato rilanciato nel 1921 grazie a una biografia di Raymond Weaver; oggi quel romanzo è ritenuto uno dei massimi capolavori dell'Ottocento. Il suo autore è Herman Melville, scrittore, poeta e critico letterario statunitense, nato il giorno 1 agosto 1819 a New York. Amico di Nathaniel Hawthorne, "Moby Dick" come le altre opere di Melville sarebbero state ispirate dalla produzione più tarda dell'amico.

Studia a New York e matura la passione per l'avventura ascoltando i racconti del padre Allan, ricco commerciante dal carattere espansivo, che in passato molto aveva viaggiato. Nei racconti del padre erano spesso presenti figure quali gigantesche onde marine e alberi di navi che si spezzavano come fuscelli. Dopo una vita trascorsa in sostanziale tranquillità economica, nell'estate del 1830, l'attività del padre fallisce: Allan Melville manifesta in seguito una malattia psichica che lo porterà alla morte. Il fratello tenta di riprendere gli affari del padre, ma fallisce: la famiglia è composta di otto figli tra fratelli e sorelle (Herman è il terzogenito): si riduce in miseria e si trasferisce al villaggio di Lansingburgh, sul fiume Hudson.

Qui Herman lascia definitivamente la scuola per iniziare a lavorare nell'azienda di uno zio; lavora poi nel negozio del fratello maggiore e infine come maestro in una piccola scuola.

La mancanza di una prospettiva lavorativa stabile, unita al desiderio di viaggiare, spingono il futuro scrittore ad imbarcarsi come mozzo su una nave ancorata al porto di New York, in partenza per Liverpool. E' il mese di giugno del 1839: Melville attraversa l'oceano e giunge a Londra. Tornerà poi in patria con la stessa nave. Questo viaggio ispirerà il suo romanzo "Redburn: il suo primo viaggio" (Redburn: His First Voyage), pubblicato a dieci anni di distanza.

Tornato a casa, riprende la professione di insegnante. All'inizio dell'anno 1841 si arruola di nuovo come marinaio: parte dal porto di New Bedford (in Massachusetts) sulla nave baleniera Acushnet, diretto verso l'Oceano Pacifico. Il viaggio durerà un anno e mezzo. Una volta raggiunte le Isole Marchesi (nella Polinesia Francese), Melville diserta; il racconto di "Taipi" (Typee) come la sua continuazione "Omoo", saranno testimonianza di questa vicenda.

Dopo un soggiorno alle Isole della Società, Melville si dirige a Honolulu, dove resta per quattro mesi lavorando come impiegato in un ufficio. Si unisce poi all'equipaggio della fregata americana "United States", che naviga in direzione Boston, facendo scalo presso un porto peruviano nell'ottobre del 1844. Descriverà questa esperienza insieme alla nave con il nome di "Neversink" (L'inaffondabile) in "Giacchetta bianca o il mondo visto su una nave da guerra" (White Jacket: or, The World in a Man-of-War, 1850).

Il 4 agosto 1847 a Boston, Herman Melville sposa Elizabeth Shaw, evento che pone termine alle avventure marinaresche dello scrittore. La coppia si stabilisce a New York dove rimane fino all'anno 1850, quando acquistano una fattoria a Pittsfield (Massachusetts); proprio nel febbraio dello stesso anno inizia a scrivere "Moby Dick", l'opera che lo proietterà nella storia della letteratura americana e mondiale.

Durante i tredici anni passati a Pittsfield, Melville tiene conferenze presso le scuole, dedicandole principalmente alle sue avventure nei mari del sud.

Le sue opere non riusciranno a raggiungere un pubblico vasto, così Melville non avrebbe guadagnato molto dalla sua attività di scrittore. Economicamente molto doveva alla famiglia della moglie; in seguito lavorerà anche come doganiere a New York, dove si trasferirà con la moglie.

Dopo una malattia che dura diversi mesi, Herman Melville muore nella sua casa di New York, nelle prime ore della mattina del 28 settembre 1891. La sua salma viene sepolta nel Woodlawn Cemetery, nel quartiere del Bronx.

13. Biografia di Gamal Abd el Nasser

L'Egitto fra i potenti
15 gennaio 1918
28 settembre 1970

Chi è Gamal Abd el Nasser?


Gamal Abd el-Nasser nasce il 15 gennaio del 1918 ad Alessandria d'Egitto, da una famiglia di umili origini (il padre è un funzionario delle poste) proveniente da Beni Morr. Dopo aver studiato ad Asyut per due anni e a Khatatba per otto, durante gli studi secondari superiori inizia una prima attività politica, diventando presidente del Comitato dei liceali. Nel frattempo la vita l'ha già messo a dura prova: a otto anni perde la madre, e viene quindi inviato dallo zio materno Khalil al Cairo; poco dopo, però, torna dal padre, che nel frattempo si era risposato.

In qualità di guida del Comitato dei liceali, Nasser entra a far parte del movimento nazionalista che intende conquistare l'indipendenza dal Regno Unito. Il giovane Gamal viene ferito, a soli diciassette anni, nel corso di una manifestazione: un gendarme britannico esplode un colpo d'arma da fuoco che lo colpisce a una gamba. Entrato a far parte dell'Accademia Militare Egiziana nel 1937, Nasser, che nel frattempo si è laureato, viene presto nominato sottotenente, e come ufficiale dell'esercito prende parte alla Guerra arabo-israeliana che va in scena nel 1948: il conflitto nasce dalla volontà del popolo palestinese di ottenere una propria patria indipendente. Nasser si accorge immediatamente che il Paese e in particolare l'esercito risultano totalmente e clamorosamente impreparati, e tale constatazione non fa altro che aumentare i suoi sentimenti repubblicani.

Diventando sempre più leader dei dibattiti che hanno luogo nell'esercito, partecipa alla costituzione degli al-Dubbat al-Ahrar, i Liberi Ufficiali: un'organizzazione segreta che si trasformerà in breve tempo nel modello di riferimento della maggior parte dei movimenti clandestini del mondo arabo filo-repubblicani dopo la Seconda Guerra Mondiale. La monarchia egiziana viene abbattuta nella notte tra il 22 luglio e il 23 luglio del 1952, da un colpo di Stato. Mentre Re Faruq viene detronizzato e obbligato a fuggire in esilio, viene costituito un governo provvisorio, a capo del quale viene chiamato Muhammad Nagib, generale di origine nubiana che il 18 giugno del 1953 diviene ufficialmente il primo Presidente della Repubblica.

La presidenza di Nagib, tuttavia, dura poco, e già l'anno successivo egli è costretto a subire la pressione di Gamal Abd el-Nasser: diventato ormai colonnello e uomo forte del regime, il 19 ottobre firma un accordo con il Regno Unito relativo allo sgombero delle forze militari britanniche entro venti mesi (anche se la presenza di tecnici in prossimità del Canale di Suez viene confermata). La sottoscrizione di tale patto suscita la reazione veemente dei Fratelli Musulmani, organizzazione islamica cui il governo risponde in maniera energica tentando di indurre i suoi uomini a ribellarsi al proprio capo, cioè Hasan al-Hudaybi.

Dopo un attentato compiuto ai danni di Nasser, per il quale vengono ritenuti responsabili proprio i Fratelli Musulmani, l'organizzazione viene sciolta, e al-Hudaybi viene arrestato insieme ad altri dirigenti. Poco dopo, viene destituito Nagib, destinato agli arresti domiciliari. Al-Hudaybi, dapprima condannato a morte, riesce a veder commutata la propria pena nel carcere a vita.

Nasser viene ufficialmente eletto Presidente della Repubblica il 23 giugno del 1956, a poche settimane dall'adozione di una Costituzione di ispirazione socialista a carattere repubblicano. Uno dei suoi primi provvedimenti è quello di nazionalizzare la Compagnia del Canale di Suez, fino a quel momento di proprietà dei britannici e dei francesi. Tale decisione da un lato fa sì che l'Egitto possa conquistare l'indipendenza in maniera assoluta, e dall'altro fornisce a Regno Unito e Francia il destro per allestire una strategia militare contro lo Stato africano: all'operazione si unisce anche Israele, intervenuto dopo la minaccia di Nasser che è intenzionato a impedire il transito del Canale di Suez allo Stato ebraico.

Il conflitto si conclude con la conquista del Sinai e con il bombardamento del Cairo da parte delle truppe franco-britanniche, che il 5 novembre occupano la città di Port Said. La guerra viene interrotta unicamente grazie all'intervento degli Stati Uniti e dell'Unione Sovietica (qualcuno ipotizza addirittura che i sovietici abbiano minacciato un intervento nucleare nei confronti di Parigi e Londra), mentre il cessate il fuoco da parte dell'ONU comporta l'arrivo di truppe di pace nelle zone di guerra.

Nel mese di gennaio del 1958, per consolidare la propria sicurezza la Siria pretende di dare immediatamente inizio a un progetto di unificazione con l'Egitto. Nasce così la Repubblica Araba Unita, cui si aggiungono i territori dello Yemen che si sono ribellati, sotto la guida del colonnello Sallal, agli imam Yahya e Muhammad al-Badr. Tre anni dopo, tuttavia, la Siria manifesta l'intenzione di ripristinare la propria indipendenza: Nasser accoglie la richiesta senza opporsi.

Le sorti del nasserismo rimangono profondamente segnate dalla guerra del 1967. Una coalizione militare composta dall'Egitto e dalla Giordania fa sì che vengano impediti i passaggi marittimi in direzione di Israele, e favorisce il ritiro delle truppe dell'ONU. L'esercito egiziano, a dispetto delle minacce di Tel Aviv (la chiusura degli Stretti di Tiran alla navigazione avrebbe dato il la a un casus belli) il 5 giugno del 1967 non è in grado di respingere l'attacco subito nelle proprie basi dalle forze armate di Israele, che distruggono trecento aerei militari in un solo attacco, guidate dal generale Moshe Dayan, Capo di Stato Maggiore.

Israele, quindi, ingloba la parte rimanente della Palestina (cioè il territorio della Cisgiordania appartenente alla Giordania), la penisola del Sinai egiziana e le alture del Golan in Siria: insomma, raggiunge i propri obiettivi strategici e tattici velocemente grazie a una fruttuosa azione di accerchiamento, che permette a Tel Aviv di ottenere anche la Striscia di Gaza, territorio palestinese sotto il controllo dell'Egitto dal 1948. A dispetto della sconfitta militare di proporzioni enormi, Nasser non perde il sostegno della popolazione egiziana. Nel 1967 viene destituito, tuttavia, Abd al-Hakim Amer, amico di Nasser, ritenuto il primo colpevole della disastrosa condotta miliare dell'Egitto; poco dopo, si suiciderà.

Nel frattempo Nasser inizia a prendere sempre di più le distanze dagli Stati Uniti, a dispetto di una simpatia iniziale nei confronti di Washington dovuta all'intervento di Eisenhower nei confronti della sortita militare francese e britannica nel territorio del Canale. Il Cairo, in particolare, si rifiuta di prendere parte a uno schieramento incentrato sul Patto di Baghdad, di natura anti-sovietica, composto, oltre che dagli stessi Stati Uniti, dall'Iran, dalla Gran Bretagna, dalla Turchia e dall'Iraq.

La reazione americana è immediata, e gli Usa si oppongono fermamente al finanziamento che il Fondo Monetario Internazionale dovrebbe fornire a Nasser per costruire l'Alta Diga di Aswan: una struttura progettata fin dal 1952, da realizzare sul Nilo, che dovrebbe assicurare l'indipendenza energetica a uno Stato decisamente carente di idrocarburi, e al tempo stesso favorire la possibilità di bonificare i territori situati a ovest del fiume, dalle zone a sud di Aswan fino alla depressione di al-Qattara: in totale, centinaia di migliaia di chilometri quadrati.

La controreazione egiziana non si fa attendere: il Cairo chiama in causa l'Unione Sovietica che, naturalmente, fiutando l'opportunità strategica e politica, offre il finanziamento all'Egitto. La situazione, quindi, viene parzialmente riportata alla normalità da Nasser per mezzo delle armi fornite dall'Unione Sovietica: nel luglio del 1969 prende il via una cosiddetta guerra d'attrito con Tel Aviv, che se non altro riesce a mantenere forte lo spirito nazionalistico e patriottico degli egiziani.

L'esperienza politica di Nasser, tuttavia, sembra ormai al tramonto, segnata in maniera innegabile dalla catastrofe - sia politica che militare - andata in scena nel 1967. Il regime, inoltre, dimostra di sopportare con difficoltà sempre maggiori il dibattito interno, pur vivace nei primi tempi, come dimostra la repressione attuata nei confronti dei Fratelli Musulmani.

Gran Maestro dell'Ordine del Nilo, Gran Maestro dell'Ordine al Merito e Gran Maestro dell'Ordine della Repubblica, Gamal Abd el-Nasser muore il 28 settembre del 1970 a causa di un attacco di cuore che lo sorprende mentre si trova nella sua residenza presidenziale: il suo funerale vede la partecipazione di milioni di egiziani commossi, mentre il suo posto viene preso da Anwar al-Sadat, già vice-presidente della Repubblica, che con Nasser era stato membro dei Liberi Ufficiali. Nel corso della sua carriera politica, Nasser è stato insignito anche delle cariche di Eroe dell'Unione Sovietica, Ordine dei Compagni di O.R. Tambo in Oro e Ordine di Lenin.

14. Biografia di Raffaele Paganini

Volteggiando per i teatri del mondo
28 settembre 1958

Chi è Raffaele Paganini?


Raffaele Paganini nasce a Roma il 28 settembre 1958 in una famiglia di artisti: primo di undici fratelli, la madre è cantante lirica, mentre il padre è danzatore classico. Raffaele segue le orme del padre ma inizia a danzare a quattordici anni, età piuttosto tarda per un ballerino di danza classica. Studia alla scuola di ballo del Teatro dell'Opera di Roma e ottiene il diploma. Dopo soli quattro anni entra a far parte del corpo di ballo dell'ente romano come ballerino solista.

Dopo un avvio di carriera totalmente improntato alla danza classica, accetta di partecipare ad alcune trasmissioni tv di grande risalto, tra queste: "Fantastico 2", "Europa Europa", "Pronto chi Gioca?" e "Il cappello sulle ventitrè".

Divenuto étoile del Teatro dell'Opera di Roma, è ospite di molte compagnie internazionali fra cui il London Festival Ballet (1984-1985), Ballet Theatre Francais de Nancy (1986), balletto dell'Opera di Zurigo (1986), Ballet Concerto de Puerto Rico (1985-1986), balletto del Teatro alla Scala di Milano (1987), balletto del Teatro San Carlo di Napoli, compagnia del Teatro Nuovo di Torino.

Dal 1988 è ospite fisso al Gran Gala internazionale "Les dans étoiles" che si svolge annualemente in Canada.

Durante la sua prestigiosa carriera, Raffaele Paganini ha danzato con molte tra le più famose ballerine internazionali, fra queste vi sono le italiane Carla Fracci, Luciana Savignano, Gabriella Cohen, Oriella Dorella, Elisabetta Terabust, Alessandra Ferri, Maya Plisetskaia, Eva Evdokimova, Katherine Healy, Trinidad Sevillano, Silyane Bayarde, Isabelle Guerin, Eleonora Cassano, Galina Samsova, Arantxa Arguelles e Galina Panova.

Artista eclettico Raffaele Paganini si è dedicato con successo anche al genere musical, interpretando "Un Americano a Parigi" (1995, con Rossana Casale), "Cantando Sotto la Pioggia" (1996), "Sette Spose per Sette Fratelli" (1998), "Dance!" (2000), "Carmen" (2001), "Giulietta e Romeo" (2004), con musiche originali di Prokofiev e coreografie di Monteverde: quest'ultimo tour teatrale fa registrare il record di tutto esaurito nelle 190 repliche in 104 tra i maggiori teatri italiani. Nel 2005 arriva un altro grande successo con "Coppelia", con musiche di Leo Delibes e coreografie di Luigi Martelletta.

Nel 2006 fonda la Compagnia Nazionale di Raffaele Paganini e presenta, per la prima volta, una sua produzione che debutta con "Da Tango a Sirtaki - omaggio a Zorba", con musiche di Astor Piazzolla e coreografie di Luigi Martelletta.

Nel 2009 è protagonista su Rai Due di "Academy", prima edizione di un nuovo talent show importato dagli USA: nel programma, condotto da Lucilla Agosti, Raffaele Paganini è insegnante e giudice per i ballerini di danza classica.

Nel 2011 partecipa come uno dei concorrenti naufraghi dell’edizione numero 8 de "L’isola dei famosi".

15. Biografia di Gwyneth Paltrow

Eleganza discreta
28 settembre 1972

Chi è Gwyneth Paltrow?


Attrice dal fascino discreto e dall'aria sbarazzina, Gwyneth Paltrow è nata il 28 settembre 1972 a Los Angeles, da madre attrice (Blythe Danner) e padre regista (Bruce Paltrow, attivo anche come produttore).

Dopo essersi diplomata a The Spence School di New York, ha il suo esordio cinematografico nel 1991 in "Shout" con John Travolta, anno nel quale ottiene anche la parte di Wendy nel film "Hook" (con Dustin Hoffman e Robin Williams) del regista Steven Spielberg.

Successivamente ha interpretato Ginnie al fianco di James Caan in "Omicidi di provincia", parte con cui si è imposta all'attenzione dei produttori di Hollywood.

Nel 1995 sul set del thriller "Seven" conosce Brad Pitt del quale s'innamora. L'amore fra due personaggi del genere non può non destare la curiosità della stampa di mezzo mondo e infatti il flirt rimbalza dapprima sui tabloid del pianeta per poi fornire materia prima alla disperazione dei fan dell'uno e dell'altra. Tuttavia, malgrado l'intensità della passione che ha caratterizzato la loro storia, dopo due anni la coppia si spezza. Poco male, perché la deliziosa Gwyneth intanto esordisce nel suo primo ruolo da protagonista con il personaggio di "Emma", adattamento cinematografico del romanzo di Jane Austen.

Ormai è sulla cresta dell'onda e le proposte fioccano. Prende parte al remake di "Paradiso perduto", con Robert De Niro ed Ethan Hawke, arrivando poi alla consacrazione con la commedia romantica "Sliding Doors" e con il thriller "Delitto perfetto", al fianco di Michael Douglas.

La filmografia dell'attrice comprende anche "Moonlight & Valentino" con Whoopi Goldberg, Elizabeth Perkins, Kathleen Turner e il rocker Jon Bon Jovi, "Jefferson in Paris" con Nick Nolte, "Malice", con Nicole Kidman.

Nel 1998 la rivista "People" la inserisce nella classifica delle 50 donne più belle del globo. Quello stesso anno con "Shakespeare in Love" vince l'Oscar come miglior attrice protagonista; inoltre ha una relazione sentimentale - tanto chiacchierata quanto brevissima - con il divo Ben Affleck, che la affiancherà nel sentimentale "Bounce".

Nel 1999 è il conturbante oggetto amoroso di Matt Damon nel raffinato "Il talento di Mr. Ripley".

Grazie al padre Bruce - che la dirige in "Duets" (2000) - ha dimostrato di possedere insospettate doti vocali.

Nel 2001 si lega sentimentalmente all'attore Luke Wilson.

E' questo per molti il vero anno rivelazione per la Paltrow: assolutamente intensa e imprevedibile nei bizzarri "The Anniversary Party" e "The Royal Tenenbaums". Ha poi dimostrato grande ironia in uno degli ultimi film "Amore a prima svista", in cui la splendida attrice recita addirittura "truccata" da grassona.

Negli anni successivi interpreta vari ruoli in diversi film tra cui ricordiamo le grandi produzioni di "Iron Man" e "Iron Man 2" (con Robert Downey Jr.).

16. Biografia di Louis Pasteur

Benefattore dell'umanità
27 dicembre 1822
28 settembre 1895
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Chi è Louis Pasteur?


Louis Pasteur, chimico e biologo francese, è stato un vero benefattore dell'umanità. Non solo ha fondato la moderna microbiologia, ma è riuscito a debellare praticamente da solo, numerose malattie.

L'excursus scientifico di Pasteur è fra i più originali e "indipendenti" che vi siano, condotto in una condizione solitaria oggi praticamente impensabile (infatti, oggi i risultati scientifici, causa la complessità crescente delle materie e delle tecnologie, si possono conseguire solo in gruppo, come dimostra anche l'assegnazione dei recenti Premi Nobel).

Nato a Dole il 27 dicembre 1822, Pasteur comincia gli studi ad Arbois, per proseguirli al Collegio Reale di Besancon, dove si è diplomato nel 1840 sia in lettere che in scienze. Già consapevole delle proprie capacità, rifiuta la prima ammissione alla Scuola Normale Superiore di Parigi, in quanto solo quindicesimo nella lista; al secondo tentativo guadagna il terzo posto ed accetta l'ammissione.

Per il dottorato di ricerca, presenta due tesi, in chimica e in fisica, entrambe sviluppate nel campo della cristallografia.

Pasteur diventa professore di chimica alla Facoltà di Strasburgo, ma ottiene un permesso speciale da parte del Ministro dell'Educazione, per allontanarsi temporaneamente dall'impiego e dedicarsi esclusivamente ai suoi studi.

Presenta infatti all'Accademia delle Scienze di Parigi, il suo elaborato sulla cristallografia; ha appena scoperto l'influenza della struttura molecolare sulla deviazione della luce polarizzata, osservando la forma dei cristalli di tartaro e paratartaro : Pasteur arriva alla conclusione che l'acido paratartarico (insieme di acido tartarico destro e acido tartarico sinistro), dopo fermentazione, diventa attivo sulla luce polarizzata.

Durante quindici anni di ricerche, Pasteur scopre il ruolo dei microorganismi nelle fermentazioni, arrivando a classificare gli esseri viventi microscopici (da lui denominati "fermenti") in due grandi categorie : aerobici (che non possono vivere senza ossigeno) ed anaerobici (che possono vivere in assenza di ossigeno)

Nel 1854 Pasteur si occupò di fermentazione nelle bevande alcoliche riuscendo a dimostrare il ruolo svolto dai microrganismi, e in particolare del lievito, in questo processo; questo quando gli scienziati dell'epoca ritenevano la fermentazione alcolica un fenomeno esclusivamente chimico.

Scoprì inoltre che la riproduzione indesiderata di sostanze quali l'acido lattico o l'acido acetico nelle bevande alcoliche è dovuta alla persistenza di microganismi di varia natura, tra cui i batteri, all'interno di questi prodotti. Grazie a queste scoperte fu possibile elaborare sistemi efficaci di eliminazione dei microrganismi dannosi, che rappresentavano un grave problema economico per l'industria vinicola e della birra.

L'estensione di queste ricerche ai problemi di conservazione del latte lo portarono a ideare il processo, oggi conosciuto con il nome di pastorizzazione, che consente di uccidere i microrganismi dannosi eventualmente presenti nel latte, portando il liquido a 60-70° C per breve tempo prima dell'imbottigliamento. Nel 1865, a Parigi , di fronte ad una epidemia che aveva colpito i bachi da seta, riuscì a dimostrare la natura contagiosa ed ereditaria della malattia e ne indicò i metodi di prevenzione.

Gli studi sulla fermentazione e sulla generazione spontanea ebbero importanti ripercussioni in medicina.Negli anni '80 si dedicò allo studio del carbonchio, una malattia del bestiame spesso fatale e ne isolò il bacillo responsabile. Studiò i sistemi di prevenzione di numerose malattie: setticemia, colera difterite, tubercolosi e vaiolo, rabbia. Per la prevenzione della rabbia riuscì a sviluppare una forma attenuta del virus responsabile utilizzabile come vaccino che ha salvato migliaia di persone.

Nel 1888 fu fondato a Parigi l'Istituto Pasteur, oggi uno dei centri più importanti del mondo per la ricerca in biologica e genetica molecolare e per gli studi sulle malattie infettive.

17. Biografia di Georg Simmel

L’invenzione della sociologia
1 marzo 1858
28 settembre 1918
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Chi è Georg Simmel?


Georg Simmel nasce a Berlino il giorno 1 marzo 1858 da una famiglia di origine ebraica. Il padre si converte al cristianesimo, così come la madre, che però si orienta verso il culto evangelico, secondo il quale Georg viene battezzato ed educato. Nel 1874, rimasto orfano di padre, viene affidato ad un tutore, mentre la famiglia versa in gravi condizioni finanziarie. Intenzionato a seguire gli studi di legge, nel 1876 si iscrive all'Università Humbold di Berlino, ma si appassiona a corsi di storia, filosofia e psicologia. Qui assiste alle lezioni di storia di Theodor Mommsen, Joahn Gustav Droysen ed Heinrich von Treitschke; a quelle di filosofia di Eduard Zeller e Friedrich Harms e quelle di storia dell'arte di Hermann Grimm e di psicologia di Moritz Lazarus ed Heymann Steinthal.

L'università gli consente di frequentare i circoli intellettuali più vivaci della sua città. Nel 1881, si laurea in filosofia con lode con una tesi su Kant. Decide di intraprendere la carriera universitaria e, conseguita l'abilitazione all'insegnamento nel 1885, inizia a esercitare la professione come libero docente, ovvero come professore privato (Privatdozent) retribuito con le tasse pagate dagli studenti che frequentano i suoi corsi.

Le sue lezioni sono sempre memorabili, affollatissime, e si trasformano in un piccolo evento culturale, seguito non di rado anche da scrittori, poeti, filosofi e perfino donne, in qualità di uditori. Simmel è il primo docente universitario ad ammettere le donne in un'aula universitaria prussiana. Tra i suoi allievi stranieri vi sono Robert E. Park e Georg Santayana: il primo diventerà uno dei fondatori della Scuola di Chicago, il secondo un esponente del realismo critico americano.

Inizia a collaborare con la rivista di Lazarus e Steinthal, maestri che hanno lasciato su di lui la consapevolezza di come la psicologia insegni che gli uomini sono essere interamente sociali, suddivisi in tante cerchie o circoli che interagiscono e si influenzano reciprocamente creando connessioni e separazioni. Il suo primo saggio, "La differenziazione sociale", viene pubblicato nel 1890, e vi si trovano tracce dell'influenza spenseriana: la società viene concepita come insieme di relazioni, il risultato di azioni reciproche. Da questo momento, la sua produzione saggistica sarà intensa, sia in ambito filosofico che sociologico.

Il 1890 non è solo l'anno di uscita del suo primo libro, ma anche l'anno in cui sposa Gertrud Kinel, che con uno pseudonimo pubblica saggi filosofici. Da lei avrà un figlio, e in seguito anche una figlia da Gertrud Kantorowicz, che curerà l'opera omnia degli scritti postumi di Simmel. Ma dopo aver pubblicato Il problema della sociologia, Georg Simmel decide di dedicarsi completamente alla definizione e allo studio della nuova disciplina, anche se la diffidenza nei confronti di questo nuovo campo di studi ostacolerà la sua carriera accademica. In quest'opera si distacca definitivamente dalla sociologia di tipo spenseriano e comptiano.

Nel 1900 alcuni docenti della facoltà di filosofia di Berlino, formulano presso il Ministero dell'istruzione la richiesta di nominare il Privatdozent Simmel professore straordinario. La richiesta viene respinta, ma viene accolta l'anno successivo. Le sue lezioni hanno sempre molto successo: egli pratica il metodo della analogia, convinto com'è che ogni cosa sia in stretto rapporto con il tutto. Talora questo ricorso all'analogia viene visto dai suoi detrattori come uno dei suoi limiti, così come la molteplicità di interessi da taluni valutata frammentaria, anziché indice di vivacità intellettuale.

Quando, nel 1901, esce la "Filosofia del denaro", la sua opera senza dubbio più citata, Simmel si discosta da Marx che pensava che il valore di un prodotto si basasse sul tempo medio impiegato a produrlo, perché ritiene che il valore di una merce si fondo sullo scambio: il denaro altro non sarebbe che un altro mezzo di scambio. Uno scambio: dunque, ancora una volta, una forma di relazione o interazione.

Nel 1904 Simmel pubblica "Sedici lezioni su Kant". Kant aveva capito che la mente umana non si limita a recepire acriticamente i fatti e gli oggetti, ma agisce mettendovi del proprio: il cervello dà forma al reale. Come colui che, indossati un paio di occhiali con lenti azzurre, veda il mondo circostante tutto azzurro. Il pensiero, dunque, svolge un'azione creatrice e la mente apprende per categorie a priori. Sempre del 1904 è la pubblicazione dell'articolo "La sociologia del conflitto" sull' "America Journal of Sociology", in cui Simmel elabora la sociologia del Terzo, inteso come mediatore, arbitro neutrale o beneficiario involontario del contendere tra le due parti, quando per interessi personali si insinua nel conflitto.

Interessanti i suoi studi sulla sociologia della gratitudine: la relazione tra il dono e il desiderio di contraccambiarlo è alla base di tutti in rapporti umani, da quelli affettivi a quelli economici, giuridici. Ma quello che preme al filosofo tedesco non è la mera relazione causa-effetto, bensì il valore morale del dono, come esperienza in grado di stimolare chi riceve a donare a propria volta. Donare ad altri. Mentre ricambiare, ovvero disobbligarsi, non possiede quel quid di volontarietà che è eleva il latore del dono e lo rende veramente libero.

Nel 1907, due università americane lo vorrebbero come docente, ma Simmel declina l'invito nella speranza di poter ottenere una cattedra a Berlino, sogno che non riuscirà mai a realizzare. Nel frattempo, i suoi interessi si orientano sempre di più nella direzione della filosofia della cultura, ponendo l'accento sul tema della socievolezza e del tatto come discrezione nei confronti dell'altro.

L'ultima fase della sua vita è contraddistinta dall'idea del conflitto vita-forma, intendendo la vita come creatrice di forme, che vanno cristallizzandosi via via in cultura, simboli, istituzioni. Ma la vita è per sua natura non statica, e fluisce fino a non esaurirsi nel mero contorno delle forme create, ma ambendo a secernerne di nuove per disaggregare e ricomporre gli equilibri. L'unico aspetto certo nella vita è la morte: legata alla vita ci consente di intuirla nella sua effettiva pregnanza, poiché ogni istante è interpretato come attimo che ci avvicina all'epilogo del nostro cammino sulla terra.

Solo all'età di 56 anni, nel 1914, diviene professore ordinario di Filosofia a Strasburgo; per Berlino, la partenza di Simmel, equivalse a un lutto, se vi fu chi pubblicò un articolo dal titolo: "Berlino senza Simmel".

All'inizio della guerra si colloca su posizioni nazionaliste, ma cambierà idea in seguito.

Simmel muore a Strasburgo il 28 settembre 1918. Verrà ricordato come il fondatore della sociologia formale. Colui che si chiese: "com'è possibile la società?", ovvero colui che analizzò le forme elementari e le categorie della "sociazione".

18. Biografia di Giovan Pietro Vieusseux

Precorrendo il Risorgimento
28 settembre 1779
28 aprile 1863

Chi è Giovan Pietro Vieusseux?


Giovan Pietro Vieusseux nasce da genitori originari di Ginevra il 28 settembre 1779 ad Oneglia (Imperia), la stessa città che, 67 anni dopo, darà i natali anche a Edmondo De Amicis. Entrambi i personaggi, pur non incrociandosi mai per ragioni anagrafiche, daranno importanti contributi al movimento culturale favorevole all'Unità d'Italia.

Sin da giovanissimo affianca il padre nei suoi commerci e nei suoi numerosi viaggi di lavoro che lo portano in tutta Europa ed in Russia, ma i suoi sentimenti liberali e la sua passione per i libri e per la cultura lo conducono, nel 1819, a stabilirsi a Firenze dove realizza il Gabinetto scientifico e letterario, centro culturale di lettura di giornali e libri italiani e stranieri e di approfondimenti con dibattiti e conversazioni.

L'iniziativa registra un grande successo, al punto da divenire occasione di incontro fra le intelligenze più vivaci dell'epoca. Vi aderiscono, infatti, personaggi come Giacomo Leopardi, Gino Capponi, che diverrà un suo stretto collaboratore, Pietro Colletta, Pietro Giordani, Vincenzo Gioberti ed altri. Qui si incontreranno, nel 1827, Giacomo Leopardi ed Alessandro Manzoni. Ed è proprio nel Gabinetto di Vieusseux che comincia a prendere corpo una letteratura nazionale.

I molteplici rapporti avviati con i più importanti esponenti della cultura dell'epoca lo inducono a concepire e realizzare, insieme a Capponi, la rivista culturale e politica "L'Antologia", che vede la luce nel 1821. Anche intorno a questa iniziativa si raccolgono le firme più prestigiose, fra cui quelle di Giuseppe Mazzini e dell'irrequieto Nicolò Tommaseo il quale, per aver urtato la suscettibilità degli austriaci con uno dei tantissimi suoi articoli, nel 1833 provoca la soppressione della rivista. Ma le attività culturali di Gian Pietro Vieusseux proseguono incessanti ed alcuni anni dopo, nel 1842, sempre in collaborazione con Gino Capponi che nel frattempo è divenuto anche suo grande amico, fonda la nuova rivista "Archivio storico italiano".

Come editore, attività che egli svolge collateralmente a quelle di promotore culturale, pubblica, tra l'altro, il "Giornale agrario toscano", nel 1827 e la "Guida dell'educatore" di Raffaele Lambruschini, nel 1836.

Giovan Pietro Vieusseux muore a Firenze il 28 aprile del 1863, all'età di 84 anni. La sua fervente azione culturale svolta, può essere senz'altro considerata come prima ispiratrice del liberalismo risorgimentale.

Il Gabinetto letterario fu proseguito dal nipote Eugenio e poi da suo figlio Carlo ed è tuttora in attività: fra i suoi direttori avvicendatisi nel tempo è annoverato anche Eugenio Montale.

19. Biografia di Dita Von Teese

Regina del burlesque
28 settembre 1972
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Chi è Dita Von Teese?


Heather Renée Sweet, meglio conosciuta come Dita Von Teese, nasce a Rochester (Michigan, USA) il giorno 28 settembre 1972. Famosa per lo striptease nel gigante Martini Glass e il suo look da pin-up dalla pelle d'avorio, è considerata un'icona fashion per lo stile vintage e sofisticato che è capace di esprimere.

La giovane Heather cresce in famiglia, seguita dal padre operaio, ma soprattutto dalla madre, estetista, che le trasmette la particolare passione per il cinema stile anni Quaranta e per la moda retrò. La futura Dita rimane quindi affascinata da questi elementi, specialmente da Bettie Page e dalle pin-up.

Per qualche tempo pratica danza classica, aspirando a diventare ballerina professionista. In seguito si servirà della sua preparazione in questo campo per animare i propri spettacoli di genere "burlesque", ballando "en pointe" (in punta).

A dodici anni si trasferisce con la famiglia (i genitori e le altre due sorelle) nella Orange County, in California. Si racconta che da adolescente la madre la portò a comprare il suo primo reggiseno, di semplice cotone bianco, dandole anche un uovo di plastica contenente collant color carne. Lei avrebbe però desiderato vestiti con merletti e calze simili a quelle viste sui numeri di "Playboy" del padre.

A quindici anni inizia a lavorare in un negozio di biancheria intima come commessa; qui compra il suo primo corsetto. Grande amante della biancheria intima elaborata, come corsetti e calze, decide di andare al college per studiare storia della moda e diventare stilista e costumista.

La carriera del personaggio Dita Von Teese inizia a diciannove anni, in un locale di spogliarello, dove si distingue per originalità. Crea uno stile d'ispirazione vintage con capelli acconciati ad alveare e guanti indossati fino al gomito.

Il grande salto di popolarità arriva quando diventa la compagna di Brian Warner, rockstar nota come Marilyn Manson. Si sposano nel 2005: la cerimonia di nozze viene officiata dal regista Alejandro Jodorowsky, e si svolge in perfetto stile gotico e abiti ottocenteschi nel castello della Contea irlandese di Tipperary, di proprietà di Warner. Il matrimonio termina però solo due anni dopo per inconciliabili differenze e "troppi demoni" che avrebbero attanagliato il cantante. Dita Von Teese supera presto il difficile momento del distacco e accetta dalla rivista "Penthouse" la pubblicazione di sue foto molto sexy per un articolo intitolato "Ecco cosa si è perso Manson".

Invitata spesso dagli stilisti glamour e molto seguita dai fotografi di tutto il mondo, aveva già posato per "Playboy" nel dicembre del 2002.

Tra le sue ultime apparizioni di rilievo ricordiamo l'apertura della sfilata "Cheap&Chic" dello stilista Moschino (2006-2007); ha posato anche per la campagna di Vivienne Westwood insieme all'ex marito Marilyn Manson. Si è poi esibita in locali e per eventi del tutto esclusivi, come l'Erotica Show di Londra, il New York Fashion Week's Hottest Party o il Crazy Horse di Parigi. Durante il festival di Cannes 2007 Dita Von Teese ha preso parte al gala di beneficenza per la lotta contro l'Aids (Amfar's Cinema Against Aids), sfoderando come performance il lipteese, uno strip a cavallo di un rossetto gigante.

Nel 2008 diventa testimonial per Cointreau, noto liquore francese all'arancia, che le dedica il "CointreauTeese", un cocktail personalizzato alle note di violetta.

20. Biografia di Naomi Watts

L'esperienza, un poco alla volta
28 settembre 1968

Chi è Naomi Watts?


Naomi Ellen Watts nasce a Shoreham, nella zona del Sussex Occidentale (Inghilterra), il giorno 28 settembre 1968. Il padre lavora come tecnico del suono per i Pink Floyd; questi muore quando la piccola Naomi ha solo sette anni. All'età di 14 anni, assieme al fratello Ben e alla madre, si trasferisce in Australia: qui a 18 anni partecipa al suo primo film "For Love Alone" (1986). Questo lavoro come è prevedibile non le schiude immediatamente le porte del successo preferisce così intraprendere la carriera di modella. Pur sapendo che l'ambiente della moda non sarà la sua strada futura continua a lavorare in questo mondo, diventando redattrice di riviste di settore.

Naomi Watts è determinata a seguire la carriera di sua madre, anche lei attrice, così continua ad approfondire i propri studi di recitazione.

Viene chiamata per il film "Flirting"; con lei sul set si trovano altre future dive di Hollywood come Thandie Newton e Nicole Kidman, di cui Naomi diviene amica.

Persistendo nel perseguire questa strada arriva ad Hollywood: la sua prima esperienza nella magica capitale del cinema mondiale è una piccola parte in "Matinee" (1993) omaggio di Joe Dante al cinema di serie B degli anni Cinquanta. Successivamente Naomi Watts è Jet Girl nello sfortunato "Tank Girl", versione cinematografica di un fumetto femminista ed underground.

Tra il 1996 ed il 2000 compare in molti film e serie tv, ma nessuna di queste le porterà il successo e la celebrità sperate. La svolta in carriera arriva quando David Lynch la sceglie come interprete di "Mulholland Drive". Il film non sarà un grande successo commerciale, ma la mano del maestro Lynch attira l'attenzione dalla critica: Naomi Watts riceve diversi premi e riconoscimenti per questa interpretazione.

Poco tempo dopo interpreta il ruolo di Rachel, protagnista del film "The Ring" (remake americano di Gore Verbinski, di un film horror giapponese); l'avventura surreale dell'intrepida giornalista che indaga sui misteri di una videocassetta maledetta, diventa un caso di grande successo commerciale.

Nel 2004 la troviamo nel dramma "21 grammi" accanto a Benicio Del Toro e Sean Penn, interpretazione che le procura una nomination agli Oscar come Miglior attrice.

Poi Peter Jackson, reduce dalle fatiche del titanico "Signore degli Anelli", la vuole come bionda protagonista di "King Kong" (2005), moderno remake del classico film degli anni Trenta. Ancora una volta l'interpretazione di Naomi Watts appare eccellente, tanto da farle guadagnare diversi riconoscimenti (come il Saturn Award in qualità di Migliore attrice protagonista).

Tra i lavori successivi ricordiamo "Il velo dipinto" (2006, di John Curran, con Edward Norton), "La promessa dell'assassino" (2007, di David Cronenberg, con Viggo Mortensen e Vincent Cassel) ed il thriller "Funny Games" (2007, di Michael Haneke, con Tim Roth).

Legata nella vita all'attore e sceneggiatore Liev Schreiber, il 26 luglio 2007 Naomi Watts ha dato alla luce Alexander Pete.

Tra i suoi ultimi lavori al cinema spicca il film diretto da Oliver Hirschgiebel "Caught in flight" (2012), in cui interpreta i panni della "principessa triste" Lady D, Diana Spencer.