Biografie di personaggi famosi e storici nato il 12 settembre


Biografie di personaggi famosi e storici

Biografie di personaggi famosi nella storia e celebrità del: 12 settembre

Sommario:

1. Elisabetta Canalis
2. Gino Capponi
3. Johnny Cash
4. Francesco I di Valois
5. Henry Hudson
6. Milo Manara
7. Eugenio Montale
8. Jesse Owens
9. Sergio Parisse
10. Barry White

Biografia di Elisabetta Canalis

La grinta è femminile
12 settembre 1978

Chi è Elisabetta Canalis?


Elisabetta Canalis nasce in Sardegna, a Sassari, il 12 settembre 1978. Il padre è radiologo primario e professore universitario, la madre professoressa di lettere alle scuole superiori. Elisabetta consegue la maturità classica presso il Liceo "Azuni" della sua città, poi continua gli studi a Milano, dove si trasferisce. Si iscrive al corso di laurea in Lingue e Letterature Straniere presso l'Università Statale. Intanto tenta di far fruttare la sua bellezza partecipando a vari casting, tra cui quello per il film "Il pesce innamorato", di Leonardo Pieraccioni.

L'anno in cui capisce che le chances per entrare nel magico mondo dello star system è il 1999: viene scelta come valletta alla nota rassegna televisiva per la consegna dei Telegatti; realizza uno spot per le caramelle M&M's e infine viene scelta come velina per la seguitissima trasmissione "Striscia la notizia". Fino al 2002 sarà "la velina mora" (al fianco della "bionda" Maddalena Corvaglia, della quale diventerà cara amica) e questo ruolo sarà - come per molte altre prima e dopo di lei - un fondamentale trampolino di lancio per la sua carriera futura.

Non passano che pochi giorni dalla fine della bella esperienza di "Striscia" che la rivista GQ chiama Elisabetta Canalis e Maddalena Corvaglia per realizzare un calendario. Un anno dopo arriva l'opprtunità di realizzare 12 scatti per un altro calandario: ad aggiudicarsi l'esclusiva delle immagini delle splendide grazie di Elisabetta è il mensile Max.

Partecipa poi alla conduzione di due edizioni serali del programma sportivo "Controcampo", su Italia 1. Arriva poi l'importante debutoo come attrice in nella quarta serie della fiction "Carabinieri" (in onda su Canale 5).

Nel 2003, in coppia con Federica Fontana, partecipa al programma comico "Ciro presenta Visitors"; l'anno seguente è a "Super Ciro", sempre su Italia 1.

I ruoli di protagonista stanno per arrivare: si inizia nel 2004 con il videoclip di "Convivendo", canzone di Biagio Antonacci; nel 2005 è protagonista insieme a Fabio De Luigi della seconda serie della sit-com "Love Bugs" (ricopre il ruolo di fidanzata che nella prima serie fu di Michelle Hunziker).

In questi anni molto chiacchierata è la sua lunga storia d'amore con il calciatore Christian Vieri (terminata la quale, Elisabetta si farà tatuare la frase "Pain is love"). Successivamente Elisabetta vuole fare sul serio: così per prepararsi a dovere investe nel suo futuro e vola negli Stati Uniti per seguire corsi di recitazione e di lingua inglese.

Appare poi in due film: "Deuce Bigalow - Puttano in saldo" (2005), di Mike Bigelow, con Rob Schneider, e "Decamerone" (2007), di David Leland, anche se in entrambe le occasioni interpreta parti piccolissime.

Nel 2006 partecipa al film "Natale a New York", di Neri Parenti, dove interpreta la figlia di Christian De Sica; con quest'ultimo nello stesso periodo gira alcuni spot della Tim - di cui i due sono testimonial - che entrano in modo ripetuto e martellante nelle case della gente.

Con l'inizio della stagione calcistica 2006/2007 - e dopo una breve storia con Gabriele Muccino - torna ad affiancare Sandro Piccinini in "Controcampo - Ultimo Minuto".

Nel 2007 è presenza fissa al fianco del Mago Forest, che conduce il divertente programma "Mai dire Martedì", della Gialappa's band.

Ormai artisticamente matura, le viene affidato l'importante incarico di condurre l'edizione 2007 del Festivalbar, insieme a Giulio Golia e Enrico Silvestrin. Sportiva, amante del gioco del calcio, ad Elisabetta piace praticare kickboxe. E' inoltre fan di Eminem, tanto che in passato si è fatta tatuare il suo nome sul braccio, in seguito cammuffato dal disegno di una collana di rose.

Durante l'estate che precedeva la partenza dell'edizione 2007/2008 della trasmissione "Controcampo - Ultimo Minuto", si è diffusa la notizia di una sua probabile relazione con il campione di motociclismo Valentino Rossi, notizia che poi i due hanno avuto modo di smentire con grandi sorrisi divertiti. L'estate 2009 la vede invece al centro del gossip grazie alla frequentazione con George Clooney, prima a Roma poi alla casa di Laglio (sul lago di Como) di proprietà dell'attore. La storia d'amore viene poi ufficializzata, tuttavia dura solo due anni, fino al mese di giugno del 2011, quando la coppia dà notizia del termine della loro relazione tramite un comunicato diffuso a Londra.

Nel mese di settembre 2014 si unisce in matrimonio con Brian Perri, chirurgo americano: il matrimonio si celebra nella cattedrale di Alghero.

Biografia di Gino Capponi

Ispirare la cultura
12 settembre 1792
3 febbraio 1876

Chi è Gino Capponi?


Gino Capponi nasce a Firenze, con il titolo di marchese, il 13 settembre 1792 da una famiglia di antica nobiltà fiorentina, risalente al 1200, che nei secoli ha dato alla città cinquantasette priori e dieci gonfalonieri.

Divisasi in cinque rami, tutti molto potenti grazie alle attività di commercio e bancarie, capostipite di quello da cui discende Gino è Girolamo Capponi, morto nel 1526.

Letterato, storico, pedagogista, il suo spirito patriottico lo spinge verso l'impegno politico all'insegna del liberalismo moderato. Ultimati gli studi, nel 1816 parte alla volta dell'Italia e dell'Europa, rientrando in patria quattro anni dopo, nel 1820.

Nel 1821 è l'ispiratore de "L'Antologia", rivista culturale e politica di Giovan Pietro Vieusseux, del quale è molto amico e stretto collaboratore e con il quale darà vita ad altre importanti iniziative culturali ed editoriali: nel 1827 fondano "Il giornale agrario toscano", nel 1836 la "Guida dell'educatore" e, nel 1842, la nuova rivista "Archivio storico italiano".

Negli stessi anni, con Cosimo Ridolfi e Raffaello Lambruschini, danno vita alla prima Cassa di Risparmio di Firenze. Capponi conosce e stringe relazioni e rapporti di amicizia con i maggiori letterati ed uomini di cultura dell'epoca, quali Silvestro Centofanti, Guglielmo Pepe, Alessandro Manzoni, Pietro Colletta, Vincenzo Gioberti, Pietro Giordani, Nicolò Tommaseo, Giovanni Battista Niccolini e Giacomo Leopardi che, nel 1835, gli dedica la "Palinodia", opera bonariamente derisoria delle rosee visioni dei liberali.

Nel 1841 comincia a dare libero sfogo alla sua vena letteraria, componendo l'ottima opera pedagogica "Frammento sull'educazione" - che pubblica quattro anni dopo - a cui fa seguito "Sulla dominazione dei longobardi in Italia", del 1844 e 1859; del 1845 è "Cinque letture di economia toscana", mentre nel 1875 dà alle stampe "Storia della Repubblica di Firenze".

Senatore e per sole dieci settimane presidente del Consiglio, nel 1848 mette a punto le norme che riformeranno la consulta di Stato e del Senato. Nel 1854 perde la vista, ma la cecità non gli impedisce di proseguire nell'impegno politico: quattro anni dopo è in prima fila nel sostenere l'annessione della Toscana al Piemonte, ad opera di Bettino Ricasoli.

Nel 1860 è nominato senatore del Regno di Sardegna - ormai prossimo a trasformarsi in Regno d'Italia - carica che conserva fino al 1864.

Gino Capponi muore a Firenze il 3 febbraio del 1876, all'età di 84 anni.

Biografia di Johnny Cash

Man in black
26 febbraio 1932
12 settembre 2003

Chi è Johnny Cash?


Leggenda della musica country con sangue indiano nelle vene, Johnny Cash nasce il 26 febbraio 1932 a Kingsland (Arkansas); la sua è una numerosa famiglia di contadini dell'Arkansas. Fin da bambino conosce la dura condizione degli abitanti dell'America sudista profonda, dedita alla coltivazione e alla raccolta del cotone. Anche lui per dare una mano ai suoi lavora da ragazzino nei campi ma si innamora della musica prima cantando in chiesa, poi grazie all'ascolto di trasmissioni radiofoniche dedicate al Country, molto seguite in quei paesi.

Nel 1944 una tragedia colpisce la famiglia: Jack, il fratello quattordicenne, si ferisce con una sega circolare mentre sta tagliando dei pali per una staccionata e muore dopo un'agonia di otto giorni.

Nel 1950, finite le scuole, John si arruola in aviazione e compie una parte del servizio militare in Germania dove acquista una chitarra che impara a suonare da autodidatta.

Il primo contratto lo ottiene neanche cinque anni dopo, con la leggendaria "Sun Records". Sotto l'egida dell'etichetta di Memphis incide i primi singoli (tra cui "Folsom prison blues") e poi, nel 1957, il primo disco solista, "Johnny Cash with his hot and blue guitar". Il pubblico gradisce e così fa un poderoso salto in avanti: approda alla Columbia (1960) dove incide un ottimo album gospel, "Hymns by Johnny Cash", album poco commerciale ma che incontra grande successo.

E' proprio il successo e le enormi attenzioni che cominciano a fioccare su di lui che lo disorientano. Dietro l'aria da burbero Cash nasconde una psicologia ancora fragile e immatura che lo porteranno a fare uso di sonniferi per riposare meglio e di anfetamine per riprendersi velocemente. Non è infrequente in questo periodo che il musicista tenga concerti senza voce a causa dell'uso continuo di droghe. A ciò si aggiungono gravi problemi familiari, dipendenza da droghe e guai giudiziari (nel 1965 viene arrestato a El Paso per introduzione illegale di pillole di anfetamina, mentre nel 1967 viene salvato da un collasso per overdose) che lo portano in carcere dove incide, nel 1968, il suo album più noto, "Johnny Cash at Folsom Prison".

La versatilità nell'interpretare ballate, gospel, blues, country e rockabilly e l'incisività delle sue composizioni ispirate alla vita e al lavoro quotidiano, fanno di Cash un vero e proprio punto di congiunzione tra la tradizione, il country moderno e il pop commerciale, e dunque un vero e proprio simbolo.

Ormai assurto ad icona, si concede anche alla televisione. Nel 1969 è il protagonista di un fortunato programma televisivo americano, nel 1971 interpreta "A gunfight", film western con Kirk Douglas, poi partecipa a "The gospel road", pellicola imperniata sulla figura di Cristo, e compare nella serie "Colombo" di Peter Falk.

Anche la produzione musicale è di alto livello e mantiene Cash ai vertici delle classifiche con album come "What is truth", "Man in black" (poi diventato il suo soprannome, data anche la sua abitudine di vestirsi sempre di nero) e "Flesh and blood".

Negli anni '80 nonostante la stima di colleghi e appassionati inizia il suo declino, ma resta comunque in classifica specialmente con "Johnny 99", in cui interpreta le canzoni di Bruce Springsteen.

La resurrezione è del 1993 con il nuovo contratto con la "American Records" di Rick Rubin. Il primo disco "American recordings" viene accolto trionfalmente come i seguenti, "Unchained", "American III: Solitary man" e "American IV: The man comes around", il suo ultimo cd che esce quasi in contemporanea con un album di tributo che gli dedicano colleghi di tutte le generazioni.

Di recente aveva vinto il primo premio per il miglior Video all'MTV Video Music Awards con il clip "Hurt". Johnny Cash non era stato in grado di partecipare alla premiazione perché era già ricoverato all'ospedale di Nashville per problemi allo stomaco.

Malato da tempo Johnny Cash si è spento all'età di 71 anni il 12 settembre 2003 nella sua casa di Nashville, nel Tennessee, a causa di complicazioni dal diabete che hanno provocato un arresto cardiaco.

Biografia di Francesco I di Valois

Espansioni europee
12 settembre 1494
31 marzo 1547

Chi è Francesco I di Valois?


Francesco I di Valois nasce a Cognac, in Francia, il 12 settembre 1494. I suoi genitori sono il conte Carlo di Valois Angoulême e Luisa di Savoia. Il padre Carlo muore prematuramente, per cui la madre Luisa deve crescere i suoi figli da sola, educandoli con l'aiuto del confessore Cristoforo Numai da Forlì. Francesco, nel 1514, si unisce in matrimonio con Claudia, la figlia di Anna di Bretagna e di Luigi XII. L'anno dopo, poiché Luigi XII non ha eredi maschi, sale al trono come reggente del regno di Francia.

Uno dei suoi primi obiettivi è quello di conquistare la città di Milano, poiché la considera come un possedimento familiare, in quanto la moglie Claudia è imparentata con Valentina Visconti. Il 13 settembre dello stesso anno il re francese, guidando un potente esercito francese e veneziano, inizia la sua discesa in Italia. Il suo esercito si scontra a Marignano, nei pressi di Milano, con l'esercito svizzero che difende e aiuta gli Sforza di Milano.

Dopo una cruenta e sanguinosa battaglia, ottiene per la Francia la città di Milano. Dopo questa importante vittoria ottiene, grazie al Concordato di Bologna concluso tra il Cancelliere francese e il papa Leone X, il controllo di Piacenza e Parma. Inoltre con questo importante accordo rinuncia alla Prammatica Sanzione di Bourges del 1438 che viene abolita e ha l'assenso di nominare i vescovi e gli abati che poi avrebbero avuto la benedizione spirituale del papa.

Nel 1519 muore l'imperatore Massimiliano d'Austria; Carlo I di Spagna e Francesco I di Francia si propongono entrambi come successori dell'imperatore al trono d'Austria. La sfida è vinta da Carlo I che viene eletto sempre nello stesso anno imperatore d'Austria con il nome di Carlo V. Quest'ultimo rappresenta da subito una grande minaccia per il regno di Francia, perché ha grandi mire espansionistiche soprattutto in alcuni territori che sono stati conquistati dalla Francia e che prima sono stati sotto il controllo dell'Impero, ovvero la Borgogna, il Delfinato, la Piccardia e la Provenza.

Nel frattempo, l'anno successivo, Francesco I incontra nelle Fiandre il re inglese Enrico VIII con l'obiettivo esplicito di volere stringere con lui una forte alleanza in modo tale da frenare le mire espansionistiche del suo acerrimo nemico Carlo V. Il suo piano però fallisce, poiché il re inglese stringe invece un'alleanza con l'Imperatore.

Il regno francese è accerchiato dal vasto Impero controllato da Carlo V, ma il sovrano francese decide di continuare le sue conquiste in Italia anziché pensare al rafforzamento dei confini a nord e a est del regno. Tra i due inizia un conflitto che si sarebbe protratto per anni. Nel 1524-1525 la battaglia di Pavia è disastrosa e decreta la netta vittoria delle truppe imperiali spagnole. La Francia perde la battaglia e il suo re diventa prigioniero dell'Impero spagnolo.

L'anno seguente firma il Trattato di Madrid che sancisce la rinuncia da parte del regno di Francia ai territori italiani e la perdita francese della regione della Borgogna. Sempre nello stesso anno si allea con il papa Clemente VII, partecipando il 22 maggio alla Lega di Cognac insieme a Genova, Firenze, Venezia e Francesco Sforza. L'obiettivo della Lega di Cognac è quello di conquistare il Regno di Napoli, uno dei possedimenti appartenenti alla Corona spagnola.

L'accordo prevede che Francesco I invii subito due eserciti, uno nell'Italia settentrionale e l'altro nell'Italia meridionale. Però non rispetta subito i patti, perché vuole la liberazione dei figli che sono stati fatti prigionieri subito dopo la sconfitta francese riportata nella battaglia di Pavia. Presto l'esercito imperiale di Carlo V arriva a Roma, mettendo sotto assedio la città che, nel 1527, viene saccheggiata dai lanzichenecchi. Gli alleati della Lega di Cognac subiscono quindi una grande disfatta e in questa circostanza il re francese, resosi conto della grave situazione, decide di intervenire con il suo esercito. L'anno dopo Milano viene riconquistata e ridata alla famiglia Sforza; a questo punto decide di partire verso l'Italia meridionale alla conquista di Napoli. Nella città campana però molti uomini dell'esercito francese perdono la vita a causa della peste.

Due anni dopo viene firmata la pace di Cambrai con cui Francesco I decide di rinunciare a Milano e al Regno di Napoli in cambio della liberazione da parte degli spagnoli dei suoi figli. Inoltre sposa la sorella di Carlo V, Eleonora. Il contrasto tra i due però non si è ancora sopito.

Sette anni dopo il sovrano francese firma un trattato d'amicizia con il Sultano turco Solimano. Di lì a poco si riaccende la rivalità tra lui e il sovrano spagnolo. Alla guida dell'esercito francese invade la Savoia, ottenendo la città di Torino. In risposta dello smacco subito, Carlo V decide di invadere la Provenza che viene devastata per poi fermare la sua furia ad Avignone, che cerca comunque di assediare.

A Nizza, grazie alla mediazione del papa Paolo III, nel 1538 viene raggiunta una tregua e il re di Francia conserva la città di Torino. In questo stesso anno permette all'imperatore di attraversare il territorio francese per sedare una rivolta scoppiata nelle Fiandre. Due anni dopo due ambasciatori francesi che curano i rapporti tra Francia e Impero ottomano sono uccisi per ordine di Carlo V.

Francesco I è furioso per l'accaduto e con il suo esercito riprende, quattro anni dopo, le ostilità. Questa volta il teatro di battaglia sono i Paesi Bassi e il Piemonte. La Francia conquista Rossiglione e Ceresole Alba, la Spagna ottiene il Lussemburgo, presentandosi minacciosa alle porte di Parigi e il suo alleato inglese assedia Boulogne. A questo punto Francesco I chiede la fine delle ostilità. Due anni dopo i sovrani firmano a Crepy il trattato di pace. La Spagna rinuncia a Boulogne e la Francia all'Italia settentrionale.

Francesco I di Valois muore il 31 marzo 1547 nel castello di Rambouillet, all'età di 52 anni, a causa della setticemia.

Biografia di Henry Hudson

Fredde e fatali esplorazioni
12 settembre 1570
Anno di morte: 1611

Chi è Henry Hudson?


Henry Hudson nasce (presumibilmente) il 12 settembre del 1570 in Inghilterra. Nel 1607 egli salpa con la nave Hopewell andando in cerca di un passaggio a nord-ovest che consenta di raggiungere l'Asia passando per il Polo Nord, attraverso l'Oceano Artico, nell'ambito di un viaggio finanziato economicamente dalla Compagnia di Moscovia, compagnia commerciale munita di una concessione reale.

La prima spedizione in Groenlandia

Una volta raggiunta le coste della Groenlandia orientale, Henry Hudson comincia l'esplorazione spostandosi verso nord, segnalando e cartografando le terre che incontra man mano. Il 14 luglio del 1607, dopo essere giunto alle Isole Svalbard, tocca il punto più a nord dell'arcipelago, trovandosi a meno di 580 miglia dal Polo Nord; tuttavia, per colpa del ghiaccio si trova impossibilitato a proseguire, e così alla fine del mese sceglie di fare ritorno in patria: nel corso del tragitto di ritorno, per altro, scopre un'isola, oggi nota come Isola Jan Mayen.

Il secondo tentativo

Hudson approda in Gran Bretagna nel settembre del 1607, ma già l'anno successivo si cimenta ancora nell'impresa: decide, in questa occasione, di navigare più lontano, rimanendo lungo la costa della Norvegia settentrionale. Anche in questo caso, però, il ghiaccio blocca tutte le rotte verso nord, e così l'esploratore inglese è obbligato a fare marcia indietro, non prima di avere raggiunto la Novaja Zemlja, punto già toccato in passato da numerosi equipaggi e ritenuto insuperabile.

Proprio per questo motivo, la Compagnia di Moscovia, visto il fallimento delle spedizioni, rinuncia a pagare altri viaggi a Henry Hudson. Quest'ultimo, d'altra parte, non è intenzionato a mollare, e va in cerca di finanziamenti presso la Compagnia Olandese delle Indie Orientali, interessata in maniera specifica a individuare una scorciatoia verso est.

Viene commissionata, a questo scopo, una nave, la Halve Maen (che in italiano vuol dire "Mezzaluna"), che nel maggio del 1609 salpa verso nord: il suo viaggio, però, si interrompe ben presto, ancora prima di arrivare alla Novaja Zemlja.

Il Nord America orientale

Due mesi più tardi, la spedizione viaggia verso occidente, giungendo presso i Grandi Banchi di Terranova: a quel punto Hudson esplora la costa del Nord America orientale, scendendo fino a Manhattan, a Cape Cod e al Maine (benché Giovanni da Verrazzano già nel 1524 avesse esplorato la costa, è Hudson il primo europeo a descrivere quei luoghi), senza rinunciare a risalire il fiume Hudson, che proprio da lui prenderà il nome.

Henry Hudson chiama quell'area Staaten Eylandt (in inglese, Staten Island) per onorare gli Stati Generali dei Paesi Bassi.

Il ritorno in patria

Nel novembre del 1609 l'esploratore britannico torna a casa: tuttavia, una volta fatto scalo in Inghilterra, a Dartmouth, viene arrestato, colpevole di avere navigato sotto la bandiera di un altro Paese, un reato contemplato dagli Atti di Navigazione. Viene rilasciato dopo poco tempo.

L'anno successivo, prepara un nuovo viaggio, questa volta sotto la bandiera del suo Paese: a finanziarlo sono la Compagnia Britannica delle Indie Orientali e la Compagnia della Virginia.

L'Islanda e il passaggio a nord-ovest

Henry, quindi, salpa a bordo della Discovery, raggiungendo l'Islanda in maggio e la parte più a sud della Groenlandia in giugno, per poi proseguire verso ovest.

Nell'entusiasmo generale nato dal doppiaggio della punta sud, e quindi dall'individuazione di un passaggio a nord-ovest, la nave arriva fino allo Stretto di Hudson, nella Penisola del Labrador; dopodiché segue la costa meridionale dello stretto ed esplora le coste orientali dopo avere navigato nella Baia di Hudson.

Nel novembre del 1610, l'imbarcazione a causa del ghiaccio resta imprigionata nella Baia di James: l'equipaggio, dunque, decide di passare l'inverno lì, sbarcando a terra. Il ghiaccio si scioglie nella primavera successiva: a quel punto Henry Hudson desidererebbe proseguire l'esplorazione, ma i suoi uomini - ormai stremati - sono intenzionati a tornare a casa.

Nel luglio del 1611 l'equipaggio si ammutina, con Hudson che viene abbandonato in una piccola barca alla deriva insieme con suo figlio e alcuni suoi fedeli. Il suo corpo non sarà mai ritrovato.

Biografia di Milo Manara

Tra pop-art e pin-up
12 settembre 1945

Chi è Milo Manara?


Maurilio Manara, detto Milo, nasce a Luson (Bolzano) nel 1945. E' uno dei più celebri fumettisti italiani del dopoguerra. Disegnatore dal tratto raffinato, ha saputo creare un mondo onirico popolato di ragazze bellissime e impossibili, talmente affascinanti ed eteree da essere totalmente irreali.

Approdato nella sua lunga carriera addirittura ad una collaborazione con Fellini, si dedicò inizialmente alla pittura e alla pubblicità mentre il mondo del fumetto lo vede esordire nel 1969 su "Genius", collana erotico-poliziesca edita da Furio Viano.

Nel 1970 disegna due numeri di "Terror" e nel 1971-1973 disegna "Jolanda de Almaviva", serie sexy che già mette in luce la sua capacità di creare un ponte fra lo sguardo del lettore e i suoi desideri più profondi.

Manara non si è cimentato solo con tematiche legate alla narrativa ma ha anche spaziato, seppur raramente, anche nel campo della satira. Nel 1974 ad esempio dà il via con Saverio Pisu a "Telerompo", rivista satirica dalla forte carica ironica. Più tardi inizia la collaborazione con "Il corriere dei ragazzi".

Parlando dei suoi esordi e della sua successiva affermazione, Milo Manara in una intervista degli ultimi anni ha dichiarato: "Dopo il liceo artistico mi iscrissi alla Facoltà di Architettura di Venezia, ma la mia vocazione restava la pittura. Erano gli anni che vanno genericamente sotto la sigla "68": gli anni della contestazione. Contestazione che vissi in prima linea per quello che riguardava la Biennale d'Arte. "No all'arte dei padroni". In realtà, con quegli slogan si tendeva un po' confusamente a denunciare che le arti figurative stavano perdendo il loro ruolo sociale, restando solamente un affare per gli investitori, senza più alcuna incidenza sulla vera cultura popolare: al popolo non importava nulla dell'arte. Effettivamente erano gli anni in cui ci si accorgeva che il ruolo sociale e la funzione culturale che un tempo erano appannaggio delle arti figurative (quando la pittura era l'unica fonte iconografica, l'unico mezzo di auto-rappresentazione) erano stati ereditati dal cinema e dalla televisione.

Il cinema e la televisione avevano ormai soppiantato la pittura. Vero o no che fosse, un giovane pittore di belle speranze come mi sentivo io viveva la condizione un po' alienante di esercitare una professione senza contatti con il prossimo, senza un ruolo sociale, culturalmente del tutto superflua. Con queste premesse, era naturale che, appena scoperti i fumetti per adulti che proprio in quegli anni cominciavano ad apparire nelle edicole, comprendessi di aver trovato la mia strada. Il fumetto, che fino ad allora, nella sua connotazione infantile, non mi aveva mai interessato, mi sembrò l'unico mezzo per esercitare una professione socialmente appagante che mi permettesse di mettere a frutto le mie inclinazione figurative. Cominciai così a fare fumetti. Cominciai, come si conviene, dal basso, con piccoli fumetti di infima qualità che tuttavia offrirono la possibilità a me e a molti altri giovani di apprendere i rudimenti del mestiere. Poi incontrai i Maestri. Il primo fu Hugo Pratt, la persona cui devo di più, in assoluto".

Nel 1976 esce su Alterlinus "Lo Scimmiotto", violento racconto erotico ispirato ad un racconto giapponese e sceneggiato da Pisu. Nel 1977-1979 ha luogo la collaborazione con Larousse (opere a fascicoli "La storia di Francia", "La scoperta del mondo" e "La Cina"). Tre episodi per la "Storia d'Italia" di Enzo Biagi, edita da Mondadori. Nel 1978 esce sulla rivista francese "A Suivre" di Casterman il primo episodio della serie "HP e Giuseppe Bergman". È la prima storia di cui Manara scrive da sé la sceneggiatura.

Nel 1979 esce per la Cepim "L'uomo delle nevi" (sceneggiatura di Alfredo Castelli). Nello stesso periodo viene pubblicato "Alessio, il borghese rivoluzionario", sceneggiato sempre dal fedele Pisu. Nel 1980 esce in Francia il secondo racconto della serie "Giuseppe Bergman" e nel 1982 esce il fumetto western "Quattro dita (l'uomo di carta)". E' del 1983 "Tutto ricominciò con un'estate indiana", scritto da Hugo Pratt, considerato uno dei suoi capolavori.

Manara collaborerà ancora con Pratt per "El Gaucho". Sempre del 1983 è "Il Gioco", pubblicato in italia da Playmen, che ottiene grande successo.

Nel 1986 ha ancora un grande successo con "Il profumo dell'invisibile", e nel 1988 esce "Candid Camera". E' del 1991 "Il gioco 2".

Importante è la collaborazione tra Manara e Federico Fellini che dà vita a "Viaggio a Tulum" e "Il viaggio di G. Mastorna detto Fernet".

Altra collaborazione importante è quella con Pedro Almodovar ("La feu aux entrailles", Parigi 1993).

Nel 1994 esce in italia il volume "Seduzioni", nel 1995 "Storie Brevi" e "Gulliveriana". Nel febbraio del 1996 apre il sito internet http://www.milomanara.it, che otterrà subito un buon successo in rete, arrivando vicino al milione di accessi in due anni di attività. Nel 1996 è invece apparso il primo cd-rom basato su una storia di Milo Manara, "Gulliveriana", cui segue nel 1997 "Il gioco del Kamasutra", basato su una storia pensata appositamente per il cd-rom.

A proposito delle sue celebri donne ha dichiarato: "Quando negli Stati Uniti è nato l'espressionismo astratto di Pollock e Rauschenberg, contemporaneamente si è sviluppata un'altra corrente in cui i pittori hanno ritrovato una parte del loro ruolo sociale proprio attraverso le pin-up, diventate il loro modo di stare a contatto con la gente. Mentre la pittura alta veniva definita pop art, per le pin-up non si poteva nemmeno usare la parola arte, anche se erano estremamente pop nel senso di popolari. Il camionista non si attacca sul camion un quadro di Rauschenberg o di Jasper Johns, si attacca giustamente una bella pin-up. Devo alle mie pin-up il fatto di poter ancora divertire, di essere vicino alla gente: militari, camionisti, carcerati... Le pin-up sono la stella cometa di noi fumettari".

Biografia di Eugenio Montale

L'incessante ricerca poetica
12 ottobre 1896
12 settembre 1981

Chi è Eugenio Montale?


Eugenio Montale, uno dei massimi poeti italiani, nasce a Genova il 12 ottobre 1896 nella zona di Principe. La famiglia commercia prodotti chimici (il padre era curiosamente fornitore dell'azienda dello scrittore Italo Svevo). Eugenio è ultimo di sei figli.

Trascorre l'infanzia e la sua giovinezza tra Genova e lo splendido paese di Monterosso al Mare, nelle Cinque Terre, dove la famiglia è solita recarsi in vacanza.

Frequenta l'istituto tecnico commerciale e si diploma in Ragioneria nel 1915. Tuttavia Montale coltiva i propri interessi letterari, frequentando le biblioteche della sua città e assistendo alle lezioni private di filosofia della sorella Marianna.

La sua è una formazione da autodidatta: Montale scopre interessi e vocazione attraverso un percorso senza condizionamenti. Le lingue straniere e la letteratura (ha un amore speciale per Dante) sono la sua passione. Negli anni tra il 1915 e il 1923 inoltre studia musica insieme al baritono Eugenio Sivori.

Entra all'Accademia militare di Parma dove richiede di essere inviato al fronte, e dopo una breve esperienza in Vallarsa e Val Pusteria, Montale viene congedato nel 1920.

Questi sono gli stessi anni in cui il nome di D'Annunzio è conosciuto in tutta la nazione.

Terminata la prima guerra mondiale Montale inizia a frequentare i circoli culturali liguri e torinesi. Nel 1927 si trasferisce a Firenze dove collabora con l'editore Bemporad. Nella capitale toscana gli anni precedenti erano stati fondamentali per la nascita della poesia italiana moderna. Le prime liriche di Ungaretti per "Lacerba", e l'accoglienza di poeti come Cardarelli e Saba presso gli editori fiorentini avevano gettato le basi di un profondo rinnovamento culturale che neppure la censura fascista avrebbe potuto spegnere. Montale entra in punta di piedi nell'officina della poesia italiana con un "signor biglietto da visita", l'edizione degli "Ossi di Seppia" del 1925.

Nel 1929 è chiamato a dirigere il Gabinetto scientifico letterario G.P. Vieusseux, dal quale verrà espulso nel 1938 per antifascismo. Nel frattempo collabora con la rivista "Solaria", frequenta il circolo letterario del caffè delle "Giubbe Rosse" - dove tra gli altri conosce Gadda e Vittorini - e scrive per quasi tutte le nuove riviste letterarie che nascono e muoiono in quegli anni.

Mentre la sua fama di poeta cresce, si dedica anche a traduzioni di poesie e testi teatrali, in prevalenza inglesi.

Terminata la Seconda Guerra mondiale si iscrive al Partito d'Azione e inizia un'intensa attività con varie testate giornalistiche. Nel 1948 si trasferisce a Milano dove inizia la sua collaborazione con il Corriere della Sera, per conto del quale compie molti viaggi e si occupa di critica musicale.

Montale raggiunge fama internazionale, attestata dalle numerose traduzioni in svariate lingue delle sue poesie.

Nel 1967 viene nominato senatore a vita.

Nel 1975 arriva il riconoscimento più importante: il Premio Nobel per la Letteratura.

Muore a Milano il 12 settembre 1981, poco prima di compiere 85 anni, nella clinica San Pio X dove si trovava ricoverato per problemi conseguenti a una vascolopatia cerebrale. Viene sepolto accanto alla moglie Drusilla nel cimitero vicino alla chiesa di San Felice a Ema, sobborgo nella periferia sud di Firenze.

Biografia di Jesse Owens

Correva una leggenda
12 settembre 1913
31 marzo 1980

Chi è Jesse Owens?


Per qualcuno è stato il più grande personaggio sportivo del XX secolo. Per altri è un'icona, il simbolo stesso dei Giochi Olimpici. James Cleveland Owens, chiamato Jesse dalle iniziali J.C., prima di diventare un vero e proprio mito dell'atletica leggera, ha modo di compiere diversi umili lavori, dal lustrascarpe al fattorino, dal giardiniere al gelataio.

Nato il 12 settembre 1913 a Oakville, Alabama, all'età di otto anni si trasferisce con la famiglia a Cleveland, nello stato dell'Ohio. All'inizio della sua storia Jesse conosce miseria e povertà, e vive secondo la filosofia di "arrangiarsi per vivere", come altri milioni di ragazzi neri nel periodo della depressione americana.

Jesse Owens mostra fin da giovane un evidente talento per le discipline sportive. Non possiede i soldi necessari a comprare costose attrezzature per praticare altri sport diversi dall'atletica leggera, così si dedica alle discipline della corsa. Negli USA è il periodo caldo della segregazione razziale quando nel 1933 Owens è costretto ad alcune difficili esperienze: vive all'esterno del campus universitario con altri atleti afro-americani, nei viaggi con la squadra sportiva pranza in ristoranti per soli neri. Nel periodo degli studi continua a lavorare per pagarsi l'università.

Nell'anno che precede le Olimpiadi che lo faranno assurgere a re dell'atletica, il 25 maggio 1935 ai campionati del Middle West presso l'Università del Michigan, Owens sbalordisce l'intero paese e fa conoscere il suo nome oltreoceano. In quello che nella sua autobiografia, "The Jesse Owens Story", lui definisce day of days, Jesse Owens (scende in pista all'ultimo momento perché reduce da un infortunio alla schiena) in un lasso di tempo inferiore ad un'ora eguaglia il record mondiale nei 100 metri, stabilisce quello nel salto in lungo (con 8,13 metri è il primo uomo a superare la misura degli 8 metri), vince la gara dei 200 metri e quella dei 200 metri a ostacoli.

Il suo nome è legato a doppio filo con la storia per le circostanze che lo hanno visto campione e atleta-simbolo delle Olimpiadi di Berlino del 1936, e protagonista insieme a Hitler di un famoso episodio.

Ai Giochi Olimpici Owens vince ben 4 medaglie d'oro: nei 100 metri (stabilisce il record mondiale: 10,3''), nei 200 metri (record olimpico: 20,7''), nel salto in lungo (record olimpico: 806 cm) e nella staffetta 4 x 100 (record mondiale: 39,8''). Bisognerà attendere 48 anni, alle Olimpiadi di Los Angeles 1984, per vedere un altro uomo, l'americano Carl Lewis, capace di ripetere l'impresa di Owens.

Per Hitler i Giochi furono l'occasione per propagandare gli ideali del "Terzo Reich" e per dare valore e risalto alla superiorità della razza ariana. Lo stesso fuhrer fu presente sulle tribune dell'Olympiastadion, gioiello architettonico con una capienza di 100 mila posti, quando Owens vinse le sue gare, ma narra la leggenda che si rifiutò di stringere la mano ad Owens.

In questo contesto vi è un altro episodio che ha delle caratteristiche commoventi per il suo tragico epilogo: Luz Long è l'atleta tedesco per cui Hitler stravede e su cui la Germania conta per la vittoria nella gara del salto in lungo. Nel periodo che precede la gara, sul campo, vengono gettate le basi di quella che sarà una sincera amicizia tra l'atleta americano e il tedesco Long. Owens sbaglia due dei tre salti di qualificazione. Prima del terzo salto è proprio Luz Long, che conosce bene la pedana, a suggerire a Owens di anticipare la battuta e permettergli così di superare la misura di qualifica. Dopo la conquista della medaglia d'oro di Owens, Long è il primo a congratularsi.

Negli anni seguenti i due si manterrano in contatto scrivendosi più volte. Negli anni della guerra Long è ufficiale dell'esercito tedesco: si trova in Italia, a Cassino, quando riceve la notizia che la moglie ha dato alla luce suo figlio. Nell'occasione scrive a Owens una lettera nella quale chiede all'amico di far sapere a suo figlio, in futuro, semmai la guerra fosse finita, di quanto sia importante l'amicizia nella vita e di come essa sia possibile nonostante gli orrori e le divisioni che la guerra comporta. Luz Long morirà il 14 luglio 1943 dopo essere stato gravemente ferito nella famigerata battaglia di Cassino. A guerra finita Owens impiegherà diverso tempo a rintracciare la famiglia dell'amico. Trascorsi diversi anni, Owens sarà presente al matrimonio del figlio di Long in qualità di ospite d'onore.

Jesse Owens, il lampo d'ebano, come molti giornali l'avevano ribattezzato, è morto di cancro ai polmoni all'età di 66 anni a Tucson (Arizona) il 31 marzo 1980. Nel 1984 alla sua memoria è stata dedicata una strada di Berlino.

Biografia di Sergio Parisse

12 settembre 1983

Chi è Sergio Parisse?


Sergio Francesco Matteo Parisse nasce il 12 settembre 1983 a La Plata, in Argentina, figlio di genitori abruzzesi trasferitisi nel continente sudamericano. Spinto dal padre, a sua volta rugbista (Sergio senior, ala della squadra dell'Aquila negli anni Sessanta e Settanta), comincia a giocare a rugby all'età di cinque anni, facendo esperienza nel Club Universitario de La Plata. Acquisita la cittadinanza italiana per diritto di ascendenza familiare, non ancora maggiorenne entra a far parte delle convocazioni azzurre, venendo chiamato dalle selezioni giovanili della Nazionale italiana e disputando nel 2001 i Mondiali Under 19.

Il suo esordio in prima squadra risale al 2002 (contro i temibili All Blacks neozelandesi): in quell'anno, ottiene anche il suo primo contratto da professionista con la Benetton Treviso. Con la casacca dei veneti Sergio Parisse diventa campione d'Italia due volte, nel 2003 e nel 2004; l'anno successivo, invece, vince la Coppa Italia.

Nel frattempo la sua avventura in Nazionale prosegue a dispetto della giovanissima età; viene convocato dal commissario tecnico John Kirwan per disputare i Mondiali del 2003, in Australia, dove, oltre a essere nominato l'atleta più sexy del torneo dalle tifose, scende in campo in tutte e quattro le partite disputate dall'Italia - per tre volte dal primo minuto; sempre sotto la guida del tecnico neozelandese esordisce, inoltre, nel Sei Nazioni nel 2004. In quello stesso anno, durante un match contro la Scozia subisce un infortunio piuttosto grave: una lesione muscolare alla gamba destra che gli impedisce di scendere in campo per diversi mesi.

Terminata l'esperienza con la Benetton Treviso nel 2005, Sergio Parisse si trasferisce allo Stade Francais, club transalpino con cui vince il campionato nel 2007. Nello stesso anno partecipa anche i Mondiali, che si svolgono proprio in Francia, convocato da Pierre Berbizier. Nel 2008, Parisse viene nominato capitano Nazionale dal nuovo ct, Nick Mallett. Dopo aver disputato il Sei Nazioni per sei anni di seguito, deve rinunciarvi nel 2010, a causa di un infortunio capitatogli nell'autunno dell'anno precedente.

Il 5 luglio del 2010 sposa Alexandra Rosenfeld, già Miss Europa e Miss Francia.

Punto imprescindibile della mischia della Nazionale, Parisse viene impiegato soprattutto come numero 8, ma non disdegna l'impegno come flanker, specialmente da quando si è trasferito in Francia.

Biografia di Barry White

Timbro d'amore
12 settembre 1944
4 luglio 2003

Chi è Barry White?


Il suo timbro fondo e tenebroso ha accompagnato un numero spropositato di balli a tu per tu e c'è da scommettere che migliaia di coppiette si siano formate sull'onda delle sue note suadenti. Ammesso che queste affermazioni siano il frutto della pura fantasia o del tentativo romantico di attribuire alla musica poteri che forse le sono estranei, una cosa è certa: quando uno dei suoi pezzi cominciava a diffondersi nell'aria, erano sufficienti pochi secondi per capire subito di chi era quella voce vellutata e un po' inquietante che usciva in modo insinuante dagli altoparlanti: Barry White.

Barrence Eugene Carter, il gigante buono, il ciclope cantore dell'amore nei suoi aspetti più esaltanti ed intriganti (con una buona spruzzatina di eros), nasce il 12 settembre 1944 a Galveston, nel Texas e ispirato dall'Elvis Presley di "It's now or never" appena maggiorenne si convince ad unirsi come basso ad un gruppo soul chiamato "The Upfronts", registrando in breve tempo sei singoli.

Successivamente Barry White scoprì un trio femminile, le "Love Unlimited", nel quale militava quella che sarebbe diventata la seconda moglie, Glodean James (dalla prima, sua fidanzata fin dai tempi della scuola, ebbe quattro figli prima di separarsi nel 1969), e produsse il loro hit del 1972 "Walkin' in the rain with the one I love", che vendette un milione di copie.

In effetti, pochi sanno che l'artista nero ha sempre svolto una ricca attività di produzione, un lavoro dietro le quinte che condivideva con la sua passione per il canto e per l'esibizione solistica.

Dopo il successo del trio da lui prodotto l'anno dopo si lancia in un'avventura solistica, sfornando lo strumentale "Love's theme", al quale spetta il merito, secondo i critici più accreditati, di aver inaugurato l'era della disco music. Nel 1974 porta in cima alle classifiche l'album "Can't get enough". Fra una una tourné e l'altra con Glodean non solo realizza nel 1981 un disco ma mette al mondo altri quattro figli (e sono otto), divorziando successivamente nel 1988.

Gli anni Ottanta furono un periodo di relativa oscurità; solo nel 1994 la "Practise what you preach" di Barry White lo rivede in testa alle classifiche dopo quasi diciassette anni di assenza. Un episodio è significativo a questo proposito: nonostante la sua popolarità sia stata massima nel corso degli anni 70, il cantante ha ricevuto il primo dei suoi due "grammy" nel 2000, per la miglior performance maschile assoluta e di R&B tradizionale grazie al recente "Staying power".

Il 4 luglio del 2003 all'età di 58 anni, il cantante, che soffriva di problemi renali causati dalla pressione alta, si è spento lasciando attoniti i fan che ritenevano la sua particolarissima voce come qualcosa di connaturato alla musica stessa e dunque incorruttibile.

Ci rimangono comunque i molti "hit" che Barry White ha prodotto nell'arco di trent'anni di carriera, fra i quali è impossibile non ricordare "Can't get enough of your love, baby", "You're the first, the last, my everything", "Practise what you preach" e "It's ecstasy when you lay down next to me". Tutti ottimi viatici che il cantante, "ottimo per finire in camera da letto" (come è stato etichettato da qualche perfido critico), ha lasciato come lascito per futuri amori o prossime roventi storie di passione.