Passa ai contenuti principali

Accostiamoci a Geova: Studio con testi biblici | settimana del 7 settembre

Studio biblico di congregazione | Informazioni di studio per il libro: Accostiamoci a Geova

cl cap. 30 §§ 1-9 (30 min)

CAPITOLO 30

“Continuate a camminare nell’amore”


1-3. Qual è il risultato se mostriamo amore a imitazione di Geova?


“C’È PIÙ felicità nel dare che nel ricevere”. (Atti 20:35) Queste parole di Gesù sottolineano l’importante verità che l’amore altruistico è di per sé rimunerativo. Anche se c’è molta felicità nel ricevere amore, o nell’essere amati, c’è ancora più felicità nel dare, o nel mostrare, amore agli altri.
Atti 20:35 In ogni cosa vi ho mostrato che, faticando così, dovete assistere quelli che sono deboli, e dovete tenere presenti le parole del Signore Gesù, che egli stesso disse: ‘C’è più felicità nel dare che nel ricevere’”.

2 Nessuno lo sa meglio del nostro Padre celeste. Come abbiamo visto nei precedenti capitoli di questa parte, Geova è il massimo esempio di amore. Nessuno ha mostrato amore in maggior misura o più a lungo di lui. È forse strano, dunque, che Geova sia chiamato ‘il felice Dio’? — 1 Timoteo 1:11.

1 Timoteo 1:11 secondo la gloriosa buona notizia del felice Dio, che mi fu affidata.


3 Il nostro amorevole Dio vuole che cerchiamo di assomigliargli, specie nel mostrare amore. Efesini 5:1, 2 ci dice: “Divenite perciò imitatori di Dio, come figli diletti, e continuate a camminare nell’amore”. Se mostriamo amore a imitazione di Geova, proviamo la più grande felicità che deriva dal dare. Abbiamo anche la soddisfazione di sapere che facciamo cosa gradita a Geova, poiché la sua Parola ci esorta ad ‘amarci gli uni gli altri’. (Romani 13:8) Ma ci sono anche altre ragioni per cui dovremmo ‘continuare a camminare nell’amore’.
Efesini 5:1, 2 Divenite perciò imitatori di Dio, come figli diletti, 2 e continuate a camminare nell’amore, come anche il Cristo vi ha amati e consegnò se stesso per voi come offerta e sacrificio a Dio in odore soave.
Romani 13:8 Non siate debitori di nulla a nessuno, se non di amarvi gli uni gli altri; poiché chi ama il suo simile ha adempiuto [la] legge.

Perché l’amore è fondamentale


4, 5. Perché è importante mostrare amore altruistico ai compagni di fede?


4 Perché è importante mostrare amore ai compagni di fede? In poche parole, l’amore è l’essenza del vero cristianesimo. Senza amore non possiamo avere uno stretto legame con gli altri cristiani e, soprattutto, non contiamo niente agli occhi di Geova. Vediamo come mette in risalto queste verità la Parola di Dio.
5 L’ultima sera della sua vita terrena Gesù disse ai suoi seguaci: “Vi do un nuovo comandamento, che vi amiate gli uni gli altri; come vi ho amati io, che anche voi vi amiate gli uni gli altri. Da questo tutti conosceranno che siete miei discepoli, se avrete amore fra voi”. (Giovanni 13:34, 35) “Come vi ho amati io”: sì, abbiamo il comando di mostrare il tipo di amore che manifestò Gesù. Nel capitolo 29 abbiamo visto che Gesù diede uno splendido esempio di amore altruistico mettendo i bisogni e gli interessi altrui al di sopra dei propri. Anche noi dobbiamo mostrare amore disinteressato, e dobbiamo farlo in modo così evidente che anche chi non fa parte della congregazione cristiana lo noterà. Davvero, l’altruistico amore fraterno è il segno che contraddistingue i veri seguaci di Cristo.
Giovanni 13:34, 35 Vi do un nuovo comandamento, che vi amiate gli uni gli altri; come vi ho amati io, che anche voi vi amiate gli uni gli altri. 35 Da questo tutti conosceranno che siete miei discepoli, se avrete amore fra voi”.

6, 7. (a) Come facciamo a sapere che la Parola di Geova dà grande importanza al mostrare amore? (b) Le parole di Paolo riportate in 1 Corinti 13:4-8 su quale aspetto dell’amore pongono l’accento?


6 Ma se in noi non c’è amore? “Se . . . non ho amore”, disse l’apostolo Paolo, “son divenuto un pezzo di rame risonante o un rimbombante cembalo”. (1 Corinti 13:1) Un rimbombante cembalo produce un rumore sgradevole. E un pezzo di rame risonante? Altre versioni dicono “un rumoroso gong” o “un risonante gong”. Che esempi appropriati! Chi è privo di amore è come uno strumento musicale che produce un suono forte, fastidioso, che risulta spiacevole anziché attraente. Come potrebbe una persona del genere avere un’intima relazione con altri? Paolo disse pure: “Se ho tutta la fede da trapiantare i monti, ma non ho amore, non sono nulla”. (1 Corinti 13:2) Pensate, chi non ha amore è “un’inutile nullità”, per quante opere possa compiere! (The Amplified Bible) Non è evidente che la Parola di Geova dà grande importanza al mostrare amore?
1 Corinti 13:1 Se parlo le lingue degli uomini e degli angeli ma non ho amore, son divenuto un [pezzo di] rame risonante o un rimbombante cembalo.
1 Corinti 13:2 E se ho il dono di profezia e conosco tutti i sacri segreti e tutta la conoscenza, e se ho tutta la fede da trapiantare i monti, ma non ho amore, non sono nulla.

7 Come possiamo manifestare questa qualità nei rapporti con gli altri? Per rispondere, prendiamo in esame le parole di Paolo riportate in 1 Corinti 13:4-8. In questi versetti non viene messo in risalto né l’amore di Dio per noi né il nostro amore per Dio. Paolo, piuttosto, pose l’accento su come dovremmo mostrarci amore l’un l’altro, descrivendo cos’è e cosa non è l’amore.
1 Corinti 13:4-8 L’amore è longanime e benigno. L’amore non è geloso, non si vanta, non si gonfia, 5 non si comporta indecentemente, non cerca i propri interessi, non si irrita. Non tiene conto del male. 6 Non si rallegra dell’ingiustizia, ma si rallegra della verità. 7 Copre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. 8 L’amore non viene mai meno. Ma se ci sono [doni di] profezia, saranno eliminati; se ci sono lingue, cesseranno; se c’è conoscenza, sarà eliminata.

Cos’è l’amore


8. In che modo la longanimità ci può aiutare nei rapporti con gli altri?


8 “L’amore è longanime”. Essere longanimi significa sopportare con pazienza gli altri. (Colossesi 3:13) Non è forse necessario avere pazienza? Poiché siamo creature imperfette e serviamo a spalla a spalla, è realistico aspettarci che qualche volta i nostri fratelli cristiani ci irritino e che noi irritiamo loro. La pazienza e la tolleranza, però, possono aiutarci a superare le situazioni spiacevoli e gli screzi che si creano nei rapporti con gli altri, evitando così di turbare la pace della congregazione.
Colossesi 3:13 Continuate a sopportarvi gli uni gli altri e a perdonarvi liberalmente gli uni gli altri se qualcuno ha motivo di lamentarsi contro un altro. Come Geova vi perdonò liberalmente, così fate anche voi.

9. In quali modi possiamo mostrare benignità?


9 “L’amore è . . . benigno”. La benignità si dimostra con azioni soccorrevoli e con parole riguardose. L’amore ci spinge a cercare i modi per mostrare benignità, specie a chi ne ha più bisogno. Per esempio, un compagno di fede più anziano forse si sente solo e ha bisogno di una visita incoraggiante. Una madre sola o una sorella con la famiglia religiosamente divisa possono avere bisogno di aiuto. Chi è malato o si trova in difficoltà forse ha bisogno delle parole gentili di un amico leale. (Proverbi 12:25; 17:17) Se prendiamo l’iniziativa mostrando benignità in modi simili, dimostriamo la sincerità del nostro amore. — 2 Corinti 8:8.
Proverbi 12:25 L’ansiosa cura nel cuore dell’uomo è ciò che lo farà chinare, ma la parola buona è ciò che lo fa rallegrare.
Proverbi 17:17 Il vero compagno ama in ogni tempo, ed è un fratello nato per quando c’è angustia.
2 Corinti 8:8 Non parlo per darvi un comando, ma in vista della premura di altri e per provare la genuinità del vostro amore.


Clicca sull'immagine per Scaricare informazioni complete in file digitale per Computer, Tablet computer, Smartphone

Scarica le informazioni per Studio personale per Computer, Tablet computer, Smartphone

Scarica le informazioni per Studio personale per Computer, Tablet computer, Smartphone

I messaggi più visti

Tutte le favole di Esopo con lezioni e morale

Tutte le favole di Esopo con lezioni e morale - 393 favole Autore: Esopo


INDICE DI TUTTE LE FAVOLE:
01. Aquila, Raven e il pastore.
02. L'Aquila, la lepre e lo scarabeo.
03. taglio ala dell'Aquila e la volpe.
04. L'Aquila e la volpe.
05. L'Aquila e la freccia.
06. L'Aquila e i Galli.
07. le volpi sulle rive del fiume Meandro.
08. la volpe che è stata riempita il suo grembo.
09. la volpe e il biancospino
10. la volpe e il taglialegna.
11. la volpe e il serpente.
12. la volpe e i grappoli di uva.
13. la volpe e il coccodrillo.
14. la volpe e la Pantera.
15. la volpe e la scimmia incoronato re
16. la volpe e il cane.
17. la volpe e la scimmia discusso circa la sua nobiltà.
18. la volpe e il caprone nel pozzo.
19. la volpe con la coda tagliata.
20. la volpe che non aveva mai visto un leone.
21. la volpe e la maschera vuota.
22. la volpe e il labrador maschio.
23. la volpe e il granchio di mare.
24. la volpe e il corvo affamato.
25. la volpe e il corvo grida.
26. le vol…

10 più famosi templi greci

La più importante e diffusa costruzione tipo nell'antica Grecia era il tempio. I primi templi di pietra è apparso qualche volta durante l'inizio del VI secolo A.C. e cominciarono ad apparire in gran numero nel prossimo secolo. Lo scopo di un tempio greco era solito per ospitare una statua di culto o emblema. Religione non ha bisogno di persone raccogliere all'interno del tempio al culto, e loro templi furono principalmente monumenti agli dèi. La caratteristica più riconoscibile del tempio greco sono le colonne massicce. I greci usati tre tipi di colonne: il dorico, ionico e corinzio ordine.
Una panoramica dei più famosi templi greci trovati intorno al Mediterraneo.
10. tempio di Olympian Zeus
Flickr /caribb
Anche se solo alcune colonne rimangono del tempio di Zeus di Olimpia ad Atene non ci vuole molta immaginazione per capire che questo era un gigantesco tempio. La costruzione iniziò nel VI secolo A.C. durante il dominio dei tiranni ateniesi, che prevedeva la…

Chi erano gli Unni | Origine e storia.

Definizione: Chi eranogli Unni di Joshua J. Mark

Gli Unni erano una tribù nomade di cui l'origine è sconosciuta, ma, molto probabilmente, sono venuti da "da qualche parte tra il bordo orientale dei monti Altai" e il Mar Caspio, all'incirca moderno Kazakhstan (Kelly, 45). In primo luogo sono menzionati nelle fonti romane dallo storico Tacito nel 91 D.C. come vivente nella regione intorno al Mar Caspio e, in questo momento, non vengono citati come più di una minaccia a Roma rispetto a qualsiasi altra tribù barbariche. Nel tempo, questo avrebbe cambiato come Unni divennero uno dei principali contributori alla caduta dell'Impero romano, come loro invasioni delle regioni dell'Impero, che erano particolarmente brutale, incoraggiarono quello che è conosciuto come la grande migrazione (noto anche come il "vagare delle Nazioni) tra circa 376-476 CE. Questa migrazione di popoli, come l'Alani, Goti e Vandali, interrotto lo status quo della societ…