Biografie di personaggi famosi e storici nato il 5 agosto


Biografie di personaggi famosi e storici

Biografie di personaggi famosi nella storia e celebrità

  1. Biografia di Neil Alden Armstrong
  2. Biografia di Giò Di Tonno
  3. Biografia di Friedrich Engels
  4. Biografia di Alec Guinness
  5. Biografia di John Huston
  6. Biografia di J-Ax
  7. Biografia di Marine Le Pen
  8. Biografia di Ettore Majorana
  9. Biografia di Guy de Maupassant
  10. Biografia di Marilyn Monroe
  11. Biografia di Federica Pellegrini
  12. Biografia di Annalisa Scarrone
  13. Biografia di Monica Setta

Biografia di Neil Alden Armstrong

5 agosto 1930
25 agosto 2012

Neil Alden Armstrong, nato il 5 agosto 1930 a Wapakoneta, in Ohio, prima di intraprendere quell'eccezionale carriera che lo ha portato ad essere il primo uomo ad aver messo piede sulla Luna, si è laureato in ingegneria aeronautica alla Purdue University e ha conseguito il master in ingegneria aerospaziale all'Università della California del Sud. Dal 1949 al 1952 Armstrong è stato aviatore della Marina militare e, dopo aver lasciato la Marina, è diventato pilota collaudatore (fu collaudatore di molti nuovi aerei ad alta velocità, compreso l'X-15 capace di raggiungere i 7.000 km/h. Volò su 200 diversi modelli di veicoli aerei, compresi jet, razzi, elicotteri e alianti).

E' proprio durante lo svolgimento delle mansioni di pilota collaudatore che è stato scelto per diventare un membro del corpo degli astronauti.

Anche se fece parte dell'equipaggio di riserva in numerose missioni, il suo primo volo avvenne nel 1966 a bordo della Gemini 8. Durante quell'emozionante avvenimento, lui e il suo compagno David Scott portarono a termine con successo il primo aggancio di due navicelle nello spazio.

Nel luglio del 1969, il "passo" decisivo: ad Armstrong viene affidato il comando dell'Apollo 11, la prima navicella con equipaggio a posarsi sulla Luna e, il 20 luglio 1969, insieme al collega Edwin Aldrin, è il primo essere vivente che imprime la sua impronta sulla superficie lunare.

L'impresa di Armstrong, che ha comportato una grande preparazione, oltre che un'enorme coraggio, è straordinaria perchè la conquista della Luna è forse la più grande impresa scientifica di tutti i tempi, il risultato più eclatante dell'ingegno dell'Uomo.

Celeberrime le parole del comandante al momento della storica impresa quando, in preda all'emozione, scendendo la scaletta del modulo lunare, Armstrong disse: "Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un balzo gigantesco per l'Umanità".

Una volta atterrati, Armstrong e Edwin Aldrin esplorarono la superficie della Luna per due ore e mezzo. In seguito, tornato in patria con trepidante attesa da parte di media e autorità, celebrato come un eroe, Armstrong ricevette la medaglia della Libertà dal Presidente, in riconoscimento dei traguardi raggiunti e del suo contributo al programma spaziale.

Altri riconoscimenti ottenuti sono il Robert J. Collier Trophy sempre nel 1969, il Robert H. Goddard Memorial Trophy nel 1970, e la Congressional Space Medal of Honor, nel 1978.

Neil Armstrong lasciò la NASA nel 1971 per insegnare ingegneria aerospaziale all'Università di Cincinnati, dove rimase fino al 1979. Fece inoltre parte della Commissione Nazionale per lo Spazio dal 1985 al 1986. Nel 1986 fu vicepresidente della commissione d'inchiesta presidenziale che indagò sull'esplosione dello Space Shuttle Challenger.

Neil Armstrong, sposato, con due figli, ha vissuto a lungo in Ohio e lavorato per la AIL, Inc. società dedita allo sviluppo di sistemi per il dipartimento della difesa.

Muore in seguito a complicazioni sopraggiunte dopo un intervento al cuore, all'età di 82 anni, il 25 agosto 2012.

Biografia di Giò di Tonno

Musica, sempre
5 agosto 1973

Il cantante Giovanni Di Tonno, conosciuto con il nome d'arte Giò Di Tonno, nasce a Pescara il 5 agosto 1973. Inizia presto ad approcciare la musica: a soli otto anni studia pianoforte. Durante gli anni del liceo classico la sua passione per la musica lo avvicina alla figura del cantautore, in qualità di poeta che racconta cantando. I suoi autori simbolo sono De André, Guccini, Fossati: anche Giovanni inizia a scrivere canzoni. Già nell'età dell'adolescenza canta con vari gruppi, pianobar e partecipa a diverse manifestazioni e concorsi.

Sviluppa una propria personalità musicale che nel 1993 - Giò Di Tonno ha solo 20 anni - gli permette di mettersi in luce a Sanremo Giovani, dove partecipa con il brano "La voce degli ubriachi". Il pezzo gli consente l'accesso al Festival di Sanremo dell'anno seguente: presenta la canzone "Senti uomo", entra in finale e si classifica decima. Tra i discografici che lo notano è Franco Bixio (Cinevox Record) che lo legherà a sé. Qui inizia il viaggio di Giò Di Tonno nella musica professionistica.

Intanto inizia a studiare Lettere all'università, ma per l'impegno che dedicherà alla musica, decide presto di lasciare gli studi accademici.

Partecipa al Festival sanremese anche nel 1995; la sua canzone "Padre e padrone" non raggiunge la finale ma riscuote discrete consensi da parte di tutti, critica e pubblico. Esce subito dopo il suo primo album "Giò Di Tonno". Per due anni, fino 1997 appare in vari programmi tv tra cui il Maurizio Costanzo Show, Domenica in, In famiglia e Tappeto volante.

Inizia a cantare dal vivo, in molte tournèe in Italia e anche all'estero, seguendo e accompagnando anche grossi nomi della musica leggera. Nel frattempo Giovanni coltiva parallelamente anche un'altra vita musicale, che lo vede ancora impegnato nella musica classica, soprattutto nel ruolo di direttore artistico del primo "Laboratorio per cantautori", una struttura (unica in Italia) che conta nel qualificato corpo docente, tra gli altri, Franco Fasano, Max Gazzè, Franco Bixio, Matteo Di Franco.

Per due anni, dal 2002 sino al 2004 Giò Di Tonno interpreta il protagonista Quasimodo nella versione italiana del fortunato musical di Riccardo Cocciante "Notre Dame de Paris". Nel 2005 presta poi la sua voce per interpretare due canzoni presenti nella colonna colonna sonora italiana di "Chiken Little - Amici per le penne", cartone animato Disney. Nell'unica data italiana di una delle regine del soul mondiale, Dionne Warwick, il 25 marzo 2006 a Vicenza, Di Tonno apre il suo concerto.

Sempre nel mese di dicembre 2006 riceve il prestigioso Premio "Dante Alighieri".

Nell'aprile 2007 partecipa alle riprese della terza serie della fiction televisiva "Un caso di coscienza" (regia di Luigi Perelli) in cui Giovanni è protagonista – insieme a Sebastiano Somma - di un episodio in cui interpreta il cantante Danko. Per la puntata incide un brano della colonna sonora scritto da Maurizio Solieri, chitarrista storico di Vasco Rossi. La fiction viene poi trasmessa su Rai Uno nel mese di settembre 2007.

Nel 2007 interpreta i due personaggi Dottor Jekyll e Mr. Hyde nel musical "Jekyll & Hyde" prodotto dal Teatro Stabile D'Abruzzo e da Teatromusica Mamò. Canta inoltre nella fiaba musicale "L'orco" di Giorgio Bernabò, spettacolo che vede la partecipazione di Antonella Ruggiero e Patrizia Laquidara.

In coppia con la cantante argentina Lola Ponce partecipa al Festival di Sanremo 2008: la coppia vince presentando il brano "Colpo di fulmine", scritto da Gianna Nannini.

Biografia di Friedrich Engels

Capitali coraggiosi
28 novembre 1820
5 agosto 1895

Friedrich Engels nasce il 28 novembre 1820 a Barmen, in Germania. Il padre, Friedrich Engels, possiede delle filande di cotone, la madre è Elisabeth Franziska Mauritia van Haar. Nel 1837 Engels viene ritirato dal liceo, poiché il padre segue la dottrina religiosa pietista, contraria alla vita mondana e alla diffusione della cultura. Friedrich quindi inizia a lavorare all'interno dell'ufficio commerciale del padre e l'anno successivo lavora a Brema in una ditta di proprietà del console Heinrich Leupold, la quale si occupa di esportazioni. In questi anni inizia ad appassionarsi in particolar modo alla politica, aderendo alla corrente della sinistra hegeliana.

Nel suo soggiorno a Brema inoltre si appassiona alla musica, scrive componimenti poetici e si dedica alla lettura. E' proprio a Brema che realizza il suo primo lavoro, "I beduini", in cui elogia Schiller e fa un'analisi critica di August von Kotzebue. Dopo questo scritto, redige un articolo, pubblicato nel "Telegraph für Deutschland", intitolato "Lettere dal Wuppertal"; in questo testo descrive le condizioni di vita degli operai che lavorano nelle fabbriche di questa regione, che sono costretti a svolgere le loro mansioni respirando il vapore emanato dal carbone e la polvere che si propaga nell'aria.

Nell'articolo viene fatta una dura critica ai proprietari delle fabbriche che impiegano manodopera lavorativa minorile all'interno dei loro impianti. Engels ritiene l'impiego dei minorenni nelle fabbriche una vera e propria forma di sfruttamento, poiché i proprietari di queste danno ai bambini paghe più basse rispetto a quelle che vengono date agli adulti.

Continua a collaborare con il Telegraph für Deutschland, scrivendo altri articoli che raccontano le condizioni di vita degli operai nelle fabbriche tedesche. Un articolo che scrive sempre per il giornale tedesco è quello in cui descrive la guerra tedesca di liberazione del 1813 contro Napoleone Bonaparte. Engels riconosce a Napoleone il merito di aver amministrato bene la Germania sotto la sua dominazione, portando avanti dei provvedimenti molto importanti per il Paese: l'emanazione del nuovo Codice civile, l'emancipazione degli ebrei.

Nel 1841 svolge a Berlino il servizio militare, appassionandosi alle strategie di guerra. In questo periodo scrive dei nuovi articoli in cui critica sia il pensiero politico di Hegel sia il pensiero filosofico di Schelling. Sostiene, infatti, che Hegel parte da considerazioni politiche progressiste per poi giungere all'elaborazione di principi conservatori, mentre in merito alla filosofia della rivelazione di Schelling afferma che il filosofo tedesco elabora principi filosofici che riguardano il dogma e il misticismo.

L'anno successivo termina la leva militare e si trasferisce in Inghilterra, a Manchester, per lavorare nell'azienda Ermen & Engels di cui il padre è comproprietario. Durante il suo soggiorno inglese ha modo di vedere le difficili condizioni di vita degli operai che sono molto poveri. A Manchester, Friedrich Engels vive con un'operaia irlandese, Mary Burns, ha modo di conoscere il proprietario del giornale "The Northern Star", Julian Harney e inizia una collaborazione giornalistica con il "The New Moral World" di Robert Owen.

Nel 1844, durante il suo viaggio di ritorno per la Germania, conosce a Parigi Karl Marx con cui stringerà un grande rapporto d'amicizia. Per tre anni viaggia tra Parigi e Bruxelles, operando clandestinamente nella Lega dei comunisti. In questi anni realizza un nuovo libro, "Die Lage der arbeitenden Klasse in England", in cui si racconta la condizione della classe operaia inglese durante la rivoluzione industriale e redige insieme all'amico Karl Marx "Il Manifesto del Partito Comunista"; questa è senza alcuna ombra di dubbio una delle opere più importanti della sua carriera politica.

Nel "Manifesto", realizzato su commissione della Lega dei Comunisti, i due filosofi descrivono la storia fino ai loro giorni come una lotta di classe, in cui a eccellere è la classe borghese, definita rivoluzionaria in quanto è riuscita a guidare la rivoluzione industriale.

La borghesia però, per garantire lo sviluppo della rivoluzione industriale, ha sfruttato la classe operaia, definita proletariato. Con le sue abilità dialettiche poi a sua volta il proletariato ha sconfitto la borghesia. I due autori quindi nella celebre opera vogliono dimostrare come quindi la storia sia una lotta di classe. L'unico modo per porre fine a questa lotta di classe quindi sarà il superamento da parte della classe proletaria del modello di produzione capitalista. Questo superamento potrà avvenire solo se il proletariato organizza una rivoluzione che gli permetterà di prendere nelle sue mani il potere politico.

A questo punto ci sarà una fase di transizione in cui, con gli strumenti forniti dallo Stato, sarà possibile creare un nuovo modello sociale. Dopo la fase di transizione quindi si passerà dallo Stato borghese allo Stato proletario. In questi anni, insieme a Marx, scrive anche altre opere come "La Sacra Famiglia" e "L'ideologia tedesca".

Nel 1848 Engels torna in Germania, stabilendosi nella città di Colonia dove insieme a Marx dirige "La Gazzetta Renana". In Europa iniziano tutta una serie di rivolte aventi come obiettivo la caduta dei regimi assolutistici. Le ideologie rivoluzionarie si diffondono anche in Germania, dove si organizzano i moti rivoluzionari. Temendo che la rivolta tedesca venga sedata con le armi come era accaduto a Parigi e nelle altre Capitali europee, Engels fonda il "Comitato di Salute Pubblica".

Purtroppo anche in Germania la rivolta è duramente repressa dall'esercito prussiano. Colonia è in stato d'assedio e la libertà di stampa è soppressa con molti dirigenti socialisti che vengono arrestati. Engels è costretto a scappare dalla Germania, rifugiandosi prima a Bruxelles da cui viene espulso e poi in Svizzera, a Berna. Nella città partecipa al Congresso operaio svizzero. L'anno successivo torna a Colonia, dove viene processato insieme a Marx con l'accusa di sovversione. Dopo essere stato prosciolto, ritorna alla direzione della Gazzetta di Colonia, la cui attività è stata sospesa nel corso dei moti risorgimentali.

Quando riprendono le rivolte nell'area renana Engels e Marx le appoggiano, cercando invano di organizzarne delle nuove in tutto il territorio tedesco, non avendo però successo. Con l'insuccesso delle rivoluzioni europee, Engels si stabilisce per il resto della sua vita in Gran Bretagna, mentre Marx in Francia. Nel 1864 i due fondano l'Associazione Internazionale degli Operai, nota come "Prima Internazionale", che sarà sciolta nel 1872.

Nel 1883 muore Karl Marx e Engels continua la sua attività politica, ricoprendo il ruolo di consigliere e di dirigente dei più importanti movimenti socialisti europei. Nel 1885 termina il secondo volume de "Il Capitale" scritto con l'amico Marx e nel 1889 scrive un saggio su Fauerbach e il libro "Dialektik der Natur". L'anno successivo partecipa alla fondazione della "Seconda Internazionale" a Parigi in cui si decide che il 1° maggio sarà la festa dei lavoratori. Alcuni anni dopo, in occasione dell'anniversario della Comune di Parigi, elabora la prefazione al libro "La guerra civile in Francia" scritto da Karl Marx.

Dopo aver partecipato al Congresso di Bruxelles dell'Internazionale nel 1891 e al Congresso di Zurigo tenutosi due anni dopo, viene colpito da un cancro all'esofago. Friedrich Engels muore il 5 agosto 1895 a Londra, all'età di settantaquattro anni.

Biografia di Alec Guinness

Perfetto inglese, maestro d'arte drammatica
2 aprile 1914
5 agosto 2000

Sir Alec Guinness, uno degli attori più versatili sia sui palcoscenici teatrali sia sullo schermo, nasce a Londra il 2 aprile 1914. Malgrado venga scoraggiato dal frequentare le lezioni teatrali della scuola dal suo insegnante al collegio Pembroke Lodge, il suo ruolo del messaggero nel "Macbeth" interpretato alla scuola di Roborough a Eastbourne, riaccende la sua passione per la recitazione.

Terminati gli studi nel 1932, lavora per un'agenzia di pubblicità a Londra. Arriva al Fay Compton Studio of Dramatic Art nel 1933, che gli assegna una borsa si studio. Trova i corsi noiosi e lascia la scuola dopo sette mesi.

Nel 1934 Alec ottiene tre piccole parti in una compagnia melodrammatica chiamata "Queer Cargo". Successivamente reciterà l'Amleto in produzioni più importanti.

Prima di arruolarsi in Marina nel 1941 arriva a svolgere 34 ruoli in 23 diverse rappresentazioni.

Decide di tentare la carriera cinematografica e nel 1946 viene lanciato dal regista David Lean, il quale lo vorrà successivamente nelle memorabili pellicole di "Il ponte sul fiume Kwai", "Lawrence d'Arabia" e "Il dottor Zivago".

Si afferma come attore camaleontico capace di ritrarsi nei più differenti ruoli. Uno dei suoi più imoprtanti e famosi personaggi è quello, nel 1957, del colonnello Nicholson nel film "Il ponte sul fiume Kwai", per il quale vince un Oscar nel 1958. E' dello stesso anno la nomination all'Oscar per il film "La bocca della verità".

I suoi successi gli valgono il titolo di Sir, conferitogli sempre nel 1958 dalla regina Elisabetta.

Guinness non colpisce per la sua bellezza, ne perchè è un sex-symbol, é semplicemente un grande attore eclettico ed elegante, in perfetto stile inglese, flemmatico e sicuro di se; dopo i grandi successi sullo schermo, Guinness non abbandona il teatro.

Rimane nella storia del cinema, emblematica ed indimenticabile, l'interpretazione del personaggio Obi-WAN Kenobi, nella trilogia di George Lucas "Guerre Stellari" (1977), "L'Impero colpisce ancora" (1980) e "Il Ritorno dello Jedi" (1983).

Durante questi anni, nel 1980, riceve inoltre un Oscar alla carriera.

Dopo sei decenni di carriera, scompare il 5 agosto 2000 all'età di 86 anni, nell'ospedale King Edward VII, nel Galles.

Biografia di John Huston

Giorni di gloria
5 agosto 1906
28 agosto 1987

Di ascendenza irlandese e scozzese, John Houghston nasce il 5 agosto 1906 a Nevada (Missouri), figlio della giornalista Rhea Gore e del grande attore Walter Houghston, giovane in bilico tra la professione di ingegnere idroelettrico e il mestiere di attore per il quale muta il cognome in Huston.

Più volte paragonato a Ernest Hemingway proprio per la sua tendenza al vagabondaggio professionale non meno che nella vita privata, John Huston è stato pugile, militare di carriera, giornalista, uomo di teatro, sceneggiatore di talento e documentarista. Mai come nel suo caso è appropriato parlare di personaggio: la sua vita di regista, sceneggiatore, intellettuale andò di pari passo con l'avventura, di cui fu sempre assetato. Tuttavia Huston rimane uno dei registi più sensibili e introspettivi di Hollywood: basti pensare all'approdo finale della sua carriera, quel "The Dead" che, tratto dai racconti di James Joyce, rappresenta uno dei punti più alti dell'arte cinematografica.

Prima di entrare nel mondo della celluloide John Huston si era dedicato negli anni '30 sia al teatro che alla narrativa, scrivendo soggetti e sceneggiature per la Warner Bros. Esordisce dietro la macchina da presa nel 1942 con "Il mistero del falco", un giallo girato con grande economia, ma che riscuote considerevole successo di critica e di pubblico. E' l'inizio di una prolifica e intensa attività (vince l'Oscar nel 1948 per la regia de "Il tesoro della Sierra Madre") lunga oltre quarant'anni, che vede Huston oltre che regista anche attore in numerose pellicole dirette da altri registi ("Chinatown", 1974, di Roman Polanski, "Il vento e il leone", 1975, di John Milius).

Avversario del maccartismo e amareggiato dalle sue conseguenze sul cinema americano, riversò la sua attenzione su soggetti meno legati all'attualità e alle problematiche del suo paese: ecco allora i film di ambientazione africana come "La regina d'Africa" (1952, con Humphrey Bogart e Katharine Hepburn) a "Il tesoro dell'Africa" (1954), "Le radici del cielo" (1959) o "Moulin Rouge" (1953), "Moby Dick" (1956, con Gregory Peck e Orson Welles) e "Freud - Passioni segrete" (1962).

Il cinema di Huston nei confronti dei generi trattati è eclettico quanto lui: si va dal documentario ("The battle of San Pietro", 1945), al dramma ("Giungla d'asfalto" 1950, e "Città amara", 1972), al western ("Gli inesorabili", 1960), al film storico ("Independence", 1976) fino a "Fuga per la vittoria" (1981, con Sylvester Stallone e Pele') e addirittura al musical ("Annie", del 1982). In quel mastodontico peplum che è "La Bibbia" (1966), poi, si ritaglia pure un ruolo: quello di Noè.

Hustona ha poi realizzato in Messico un film carico di atmosfere e di tensione come "Sotto il vulcano" (1984), premiato a Cannes con un "omaggio" speciale. Ha infine diretto "L'onore dei Prizzi" (1985, con Kathleen Turner e Jack Nicholson) e il già citato toccante omaggio a James Joyce con "The Dead" (1987). In entrambi ha fatto debuttare la figlia portandola a un Oscar.

John Huston muore il 28 agosto 1987, a pochi giorni dalla presentazione del suo ultimo film alla Mostra di Venezia.

Biografia di J-Ax

5 agosto 1972

Cantante rap ma anche cantautore, J-Ax, è il vero nome di Alessandro Aleotti, nato il 5 agosto 1972 a Milano. Sin da piccolo si cimenta nel freestyle e scrive testi rap, scegliendo lo pseudonimo di J-Ax (derivato dalla J di Joker, il nome del suo personaggio cattivo preferito, e dalla A e dalla X di Alex).

Nel 1992 collabora alla realizzazione dello spot della Fiat Uno Rap Up, e con gli Articolo 31, il gruppo di cui è il cantante, pubblica il singolo "E' Natale (ma io non ci sto dentro)", cui segue l'anno successivo il disco "Strade di città" (che ottiene un discreto successo grazie anche a Radio Deejay, dove lavora Albertino, grande amico di Alessandro). Nel 1994 gli Articolo 31 pubblicano l'album "Messa di vespiri", all'interno del quale è presente "Ohi Maria", canzone dedicata alla marijuana che vince "Un disco per l'estate".

Dopo aver creato la crew per cantanti hip hop milanesi Spaghetti Funk insieme con il writer Raptuz TDK e il rapper Space One, nel 1996 J-Ax e gli Articolo 31 registrano il disco "Così com'è", che precede il tour "Così come siamo" cui prendono parte anche Francesco Guccini, Tosca e Lucio Dalla. L'album vende oltre 600mila copie, assicurando al gruppo addirittura sei dischi di platino.

Il 1998 è l'anno del brano "La fidanzata" (singolo che contiene un campionamento della voce di Natalino Otto) e dell'album "Nessuno", ma soprattutto della vittoria degli Mtv Europe Music Awards come Best Italian Act. Dopo aver scritto il libro "I pensieri di nessuno", Alessandro dà vita nel 1999 a "Xché sì!", ultimo lavoro hip hop degli Articolo 31, cui prende parte anche MC Kurtis Blow; l'anno successivo, viene pubblicata la raccolta "Greatest Hits (Articolo 31)", che contiene gli inediti "Così mi tieni" e Volume". Sempre nel 2000, J-Ax e DJ Jad (l'altro frontman degli Articolo) recitano da protagonisti nel film "Senza filtro".

Dopo aver cantato in "Noi parte 2" insieme con gli 883 di Max Pezzali, Aleotti decide di dare una svolta pop-rock agli Articolo 31, come testimonia l'album "Domani smetto", del 2002. Al 2003 risale invece il disco "Italiano medio", che contiene il brano "La mia ragazza mena". Nel frattempo, J-Ax scrive la versione italiana del brano "Fuck it (I don't want you back)" di Eamon, intitolata "Solo".

Dopo l'uscita del DVD "La riconquista del forum", nel 2006 Alessandro si stacca dagli Articolo 31, che si sciolgono, e intraprende la carriera da solista: pubblica l'album "Di sana pianta", anticipata dal singolo "S.N.O.B.", mentre gli altri singoli di successo sono "Ti amo o ti ammazzo", "Piccoli per sempre" e "Aqua nella scquola". Intanto, collabora con Marracash, Jake La Furia, Gué Pequeno, Space One e Chief per "S.N.O.B. Reloaded".

Nel 2007 il cantante milanese sposa con Elaina Coker, fotomodella statunitense, e si riunisce con DJ Jad per l'Mtv Day in scena a Milano; collabora, inoltre, con Grido, Thema, THG e Space One per registrare il brano "Amici un cazzo". Nel 2008 compare nel singolo "Badabum Cha Cha" di Marracash, oltre che nella traccia "Fattore Wow", in cui rappa anche con Gué Pequeno; inoltre, scrive la colonna sonora del film (di scarso successo) "Ti stramo", del quale fa parte anche la canzone "Limonare al multisala".

Nel 2009 J-Ax pubblica il disco "Rap'n'roll", anticipato dal singolo "I vecchietti fanno O" (parodia de "I bambini fanno oooh" di Povia), che include duetti con Irene dei Viboras, Gué Pequeno e Space One. Poco dopo, il rapper meneghino collabora alla realizzazione di "Electric Jam", disco di Pino Daniele con il quale canta in "Il sole dentro me" e "Anni amari". Dopo avere partecipato, con Marracash, Le Vibrazioni e Giusy Ferreri, all'iniziativa di MTV "Tocca a noi" che vuole sostenere tre proposte di legge scritte dagli studenti in relazione alla scuola, canta alcuni versi del brano "Domani 21/04.09" nell'ambito del progetto "Salviamo l'arte in Abruzzo", a sostegno delle popolazioni terremotate dell'Aquila.

Segue il disco "Deca Dance", dove spiccano collaborazioni con Marracash, Jovanotti, Grido e Pino Daniele. Nel 2010 J-Ax presenta i "Trl Awards", dove si esibisce insieme con Neffa, dando vita ai Due di Picche: un progetto che dà origine al singolo "Faccia come il cuore" e al disco "C'eravamo tanto odiati" (riferimento ai rapporti non idilliaci tra i due cantanti fino a qualche tempo prima).

Nel 2011, presenta "Hit List Italia", su Mtv, in qualità di veejay al fianco di Valentina Correani, e prende parte a uno speciale di "Che tempo che fa" dedicato a Enzo Jannacci. Nel dicembre del 2013, viene ufficializzata la notizia che J-Ax sarà uno dei coach del talent show musicale "The Voice", in onda su Raidue l'anno successivo.

Biografia di Marine Le Pen

5 agosto 1969

Marine Le Pen nasce il 5 agosto del 1968 a Neuilly-sur-Seine, ultima di tre figlie di Jean-Marie Le Pen, politico della Bretagna ed ex paracadutista, e di Pierrette. Deve fare i conti durante l'infanzia con le prese in giro dei suoi compagni di scuola, che etichettano suo padre come fascista. Nel 1976, Marine e il resto della famiglia (mamma, papà e le due sorelle, Yann e Marie Caroline) sopravvivono a un attentato: una bomba indirizzata al padre esplode fuori dall'appartamento in cui vivono, causando una voragine nel muro dell'edificio. Né Marine, che all'epoca ha otto anni, né i suoi familiari, comunque, rimangono feriti.

Dopo essersi diplomata al liceo "Florent Schmitt" di Saint-Cloud, supera il divorzio dei suoi genitori, avvenuto nel 1987, e si iscrive al Panthéon-Assas University, dove studia legge. Laureatasi in Giurisprudenza nel 1991, l'anno successivo ottiene un Dea in diritto penale. Dopo aver ricevuto l'attestato di avvocato (Capa) diventa praticante a Parigi.

Lavora come avvocato per sei anni, tra il 1992 e il 1998: il suo impiego la porta, tra l'altro, a rappresentare legalmente immigrati clandestini. Nel 1995 sposa Franck Chauffroy, manager che lavora per il Front National, il partito politico di cui suo padre è leader (i due avranno tre figli: Jehanne, Louis e Mathilde). Alla fine degli anni Novanta, Marine Le Pen decide di seguire le orme del padre impegnandosi attivamente nel Front National.

Il 15 marzo del 1998 diventa consigliere regionale di Nord-Pas-de-Calais per l'Fn, mentre due anni più tardi viene nominata presidente dell'associazione "Generations Le Pen", un ente vicino ai valori del Front National che intende diffondere tra i giovani il pensiero di Le Pen. Nel frattempo, divorzia da Franck e inizia a frequentare Eric Lorio, già segretario nazionale del partito.

Nel 2003, Marine diventa vice-presidente del Fronte, prima di lasciare il consiglio regionale di Nord-Pas-de-Calais e candidarsi - l'anno successivo - alla presidenza della regione Ile-de-France: conquistando il 12.3 % delle preferenze, ottiene la carica di consigliera regionale.

In seguito alle elezioni europee del 2004, diventa euro-parlamentare a Strasburgo nella circoscrizione Ile-de-France. Nel 2007 organizza e gestisce la campagna elettorale del padre per le elezioni presidenziali in Francia; dopo essere diventata consigliera municipale di Hénin-Beaumont, nel 2009 viene eletta nuovamente euro-parlamentare, questa volta nella circoscrizione Nord Ovest. Nello stesso periodo, in occasione dell'approvazione in Svizzera dell'iniziativa popolare di divieto di costruire nuovi minareti, si schiera a favore del popolo elvetico, stigmatizzando il disprezzo per la democrazia diretta espresso da un'"élite dominante".

Sul fronte della vita privata, invece, inizia una relazione sentimentale con Louis Aliot, dal 2005 segretario generale del Front National, con il quale va a vivere a Hénin-Beaumont. Nel 2010, alle elezioni regionali francesi concorre alla carica di presidente della regione Nord-Pas-de-Calais: al primo turno viene scelta dal 18.31 % dei votanti, mentre al secondo turno ottiene il 22.20 % delle preferenze.

E' in questo periodo che Jean-Marie inizia a parlare di un possibile passaggio di testimone tra padre e figlia alla guida del Front National. Marine Le Pen inizia così una campagna elettorale di quattro mesi per conquistare la leadership del partito, che la porta a organizzare e partecipare a incontri con gli iscritti e i simpatizzanti del partito in 51 dipartimenti, per spiegare nel dettaglio la sua visione politica e i suoi progetti.

Nel corso di questa campagna, finisce nel mirino dei giornalisti a causa di una dichiarazione ritenuta offensiva contro gli appartenenti alla religione musulmana: durante un discorso agli iscritti al partito a Lione il 10 dicembre del 2010, sostiene che il blocco di strade e piazze pubbliche in molte città della Francia (tra cui rue Myrha nel 18esimo arrondissement di Parigi) per favorire le preghiere dei musulmani sia illegale e paragonabile a un'occupazione del territorio francese. E', in particolare, un paragone con la Seconda Guerra Mondiale (e il riferimento all'occupazione da parte dei tedeschi a partire dal maggio del 1940) a suscitare l'indignazione dei media e dei politici avversari: gli analisti commentano immediatamente le dichiarazioni di Marine e, mentre l'imam della Gran Moschea di Parigi Dalil Boubakeur condanna il paragone della Le Pen, Louis Aliot, membro del Comitato Esecutivo del Front National, denuncia il tentativo di manipolazione dell'opinione pubblica.

A dispetto delle polemiche, comunque, Il 16 gennaio 2011 Marine Le Pen viene ufficialmente eletta presidente del partito sfiorando il 68 % di voti e sconfiggendo il suo avversario Bruno Gollnisch. Durante il suo discorso di insediamento, fa riferimento alla necessità di restaurare lo scenario politico di una comunità nazionale e di dare vita a una democrazia diretta che leghi la responsabilità civica degli individui alla collettività. Marine, inoltre, si schiera contro l'"Europa di Bruxelles" che in ogni parte impone i principi distruttivi dell'ultra liberalismo e del commercio libero a spese del pubblico impiego e dell'equità sociale.

In aprile le sue posizioni geopolitiche vengono salutate con grande favore dall'agenzia di stampa russa Ria Novosti: Marine dichiara che, in caso di vittoria alle future presidenziali, farà uscire la Francia dalla Nato e intraprenderà una collaborazione privilegiata con la Russia, sostenendo l'importanza di un partenariato strategico per gli interessi di indipendenza energetica di Parigi oltre che per ragioni di comunanza culturale.

Il primo comizio ufficiale della Le Pen come leader del Front National va in scena il 1° maggio del 2011 dopo la tradizionale marcia di Parigi, davanti a 3mila persone. L'anno successivo la politica di Neuilly-sur-Seine si candida alle elezioni presidenziali in programma il 22 aprile del 2012: al primo turno si piazza al terzo posto, con quasi il 18 % dei consensi, alle spalle del socialista Hollande, che diventerà presidente, e del gollista Sarkozy, presidente uscente. E', questo, il migliore risultato mai conquistato dal Front National in occasione dell'elezione del Presidente della Repubblica.

Nello stesso anno, tuttavia, Marine Le Pen viene indagata dalla procura di Lione con la motivazione di incitazione alla violenza, alla discriminazione o all'odio verso un gruppo di persone a causa della loro religione. Il 26 novembre 2012 il ministero della Giustizia francese presenta la richiesta di revocare alla Le Pen l'immunità parlamentare, visto che i fatti che le vengono imputati non sono in relazione diretta o evidente con l'esercizio dell'attività di parlamentare europea: il Parlamento Europeo accetta la richiesta nel luglio del 2013.

Alle elezioni europee di fine maggio 2014, il partito di Marine Le Pen stravince, ottenendo un inaspettato risultato che fa del Fn (Front National) il primo partito del paese, con oltre il 25% delle preferenze.

Biografia di Ettore Majorana

Sofferenza fisica
5 agosto 1905
Anno di morte: 1938

Ettore Majorana, nato il 5 agosto 1905 e laureatosi in fisica nel 1928, fu tra i più promettenti allievi di Enrico Fermi.

Il suo nome divenne un caso internazionale a causa della sua improvvisa scomparsa, che avvenne nel 1938. Della sua scomparsa ebbe a interessarsi persino Mussolini e l'evento divenne un enigma nazionale ad oggi oggi acnora insoluto.

Le ipotesi avanzate furono molte: chi disse che fosse morto suicida, chi avanzava l'ipotesi fantasiosa che fosse rapito da qualche Paese che conduceva studi atomici; altri invece ritennero che si fosse rifugiato in un convento o che fosse addirittura diventato, volontariamente, un mendicante. Naturalmente, anche dal punto di vista familiare fu una tragedia. La madre si rifiutò sempre di vestire abiti luttuosi, aspettando sempre il suo ritorno.

Proveniente dalla schiatta dei Majorana-Calatabiano, la sua era una famiglia illustre, discendente dal ramo cadetto dei Majorana della Nicchiara; con metafora poetica si potrebbe dire che a quest'ultima andarono il blasone gentilizio e le ricchezze terriere mentre alla prima tutti i beni tipici e preziosi dell'intelligenza.

Ettore è l'ultimo di cinque fratelli, che si distingueranno tutti in qualche campo particolare, chi nella giurisprudenza, chi nell'amministrazione dello Stato, chi ancora in fisica.

Ettore Majorana è senza dubbio l'outsider del gruppo, un vero e proprio genio della fisica. Estremamente precoce ma anche eccentrico e con squilibri caratteriali preoccupanti che giocheranno un ruolo determinante nella sua fuga dal mondo (ammesso che di fuga si sia trattato). Ettore è pervaso da misantropia radicata ed è anche perennemente ombroso, pigro e dal carattere spigoloso.

Anche la sua carriera universitaria non è del tutto lineare. Dopo un primo approccio con ingegneria, si laurea in fisica nel 1929 con una tesi sulla teoria quantistica dei nuclei radioattivi.

Sotto la guida di Enrico Fermi si occupa di spettroscopia atomica e successivamente di fisica nucleare.

Con Orso Mario Corbino, Emilio Segré e Edoardo Amaldi entra a far parte del gruppo dei "Ragazzi di via Panisperna", il gruppo di geni che ha fatto la storia della fisica italiana.

Le più importanti ricerche di Ettore Majorana riguardano una teoria sulle forze che assicurano stabilità al nucleo atomico: egli per primo avanzò l'ipotesi secondo la quale protoni e neutroni, unici componenti del nucleo atomico, interagiscono grazie a forze di scambio.

La teoria è tuttavia nota con il nome del fisico tedesco Werner Heisenberg che giunse autonomamente agli stessi risultati e li diede alle stampe prima di Majorana.

Nel campo delle particelle elementari Majorana formulò una teoria che ipotizzava l'esistenza di particelle dotate di spin arbitrario, individuate sperimentalmente solo molti anni più tardi.

Dal 1931, conosciutosi il suo straordinario valore di scienziato, è invitato a trasferirsi in Russia, a Cambridge, a Yale, nella Carnegie Foundation, ma a questi inviti oppone il suo rifiuto.

Dopo aver soggiornato a Lipsia e a Copenaghen, rientra a Roma, ma non frequenta più l'istituto di fisica. Al concorso nazionale per professore universitario di Fisica, bandito nel 1936, non vuole partecipare, nonostante la segnalazione fatta da Fermi a Mussolini. Si trasferisce da Roma a Napoli (albergo "Bologna") nel 1937, dove accetta la nomina per meriti speciali a titolare della cattedra di Fisica teorica all'Università di Napoli. Si chiude in casa e rifiuta persino la posta, scrivendo di suo pugno sulle buste: "Si respinge per morte del destinatario".

Ettore Majorana si lascia persuadere a intraprendere - è il mese di marzo 1938 - un viaggio di riposo, Napoli-Palermo. A Palermo alloggia all'albergo "Sole", ma vi trascorre solo mezza giornata; la sera viene visto sul ponte del piroscafo all'altezza di Capri ma a Napoli non arriverà mai.

La commissione di inchiesta che intraprende le indagini scarta l'ipotesi che Mjorana si sia lanciato in mare, avanzando invece la supposizione che si sia trasferito segretamente all'estero.

Ad uno dei suoi più stretti confidenti Ettore Majorana disse: "Non mi condannare perché non sai quanto soffro".

Biografia di Guy de Maupassant

Il successo del racconto moderno
5 agosto 1850
6 luglio 1893

Henry-René-Albert-Guy de Maupassant nasce presso il Castello di Miromesnil, vicino a Dieppe (Francia) il giorno 5 agosto 1850.

Ricordato come uno dei fondatori del racconto moderno, Maupassant è stato influenzato in modo forte da Zola e Flaubert, nonché dalla filosofia di Schopenhauer. I suoi racconti come i suoi romanzi presentano un'ampia denuncia della società borghese, della sua stupidità, della sua cupidigia e della sua crudeltà. Gli uomini sono spesso descritti come vere e proprie bestie e l'amore si riduce per loro ad una funzione puramente fisica. Questo forte pessimismo pervade tutta l'opera di Maupassant.

Le sue novelle si contraddistinguono per uno stile breve e sintetico e per il modo ingegnoso in cui le singole tematiche vengono sviluppate. Alcuni suoi racconti rientrano inoltre nel genere horror.

La famiglia Maupassant era originaria della Lorena ma si era spostata in Normandia intorno alla metà del XIX secolo. Il padre nel 1846 sposa Laure le Pottevin, giovane donna appartenente all'alta borghesia. Laure, assieme al fratello Alfred, era stata compagna di giochi di Gustave Flaubert, il figlio del chirurgo di Rouen, che come detto eserciterà una forte influenza nella vita di Maupassant. La madre era una donna dotata di un particolare talento letterario, appassionata di classici, in particolare Shakespeare. Separatasi dal marito, si prende cura dei suoi due figli, Guy ed il fratello più giovane Hervé.

Guy vive con la madre a Étretat fino all'età di tredici anni; la loro dimora casa è la Villa dei Verguies, dove tra il mare ed un entroterra lussureggiante, Guy cresce appassionandosi alla natura e agli sport da praticare all'aperto.

Successivamente Guy studia presso il seminario a Yvetot, luogo da dove farà di tutto per farsi espellere. Sviluppa una forte ostilità nei confronti della religione. In seguito viene iscritto al Lycée du Rouen dove eccelle per le sue doti letterarie; in questi anni si dedica alla poesia e prende parte ad alcune rappresentazioni filodrammatiche.

Conseguita la laurea nel 1870, scoppia la guerra franco-prussiana e decide di arruolarsi come volontario. Combatte con onore e dopo la guerra, nel 1871, lascia la Normandia per recarsi a Parigi. Qui trascorrerà dieci anni lavorando come impiegato presso il Dipartimento Navale. Dopo un lungo e noioso periodo, Gustave Flaubert prende Guy de Maupassant sotto la sua protezione, accompagnandolo al debutto nell'ambito del giornalismo e della letteratura.

A casa di Flaubert conosce il romanziere russo Ivan Turgenev ed il francese Émile Zola, così come molti altri protagonisti della scuola realista e naturalista. Maupassant inizia a scrivere versi interessanti e brevi operette teatrali.

Nel 1878 viene trasferito al Ministero della Pubblica Istruzione, divenendo un importante curatore di giornali di successo come Le Figaro, Gil Blas, Le Gaulois e L'Echo de Paris. La stesura di romanzi e racconti avviene solo nel tempo libero.

Nel 1880 Maupassant pubblica il suo primo capolavoro, il racconto "Boule de Suif", che riscuote un immediato e straordinario successo. Flaubert lo definisce "un capolavoro destinato a durare nel tempo". Il suo primo racconto lo rende famoso: così galvanizzato lavora in modo metodico arrivando a scrivere dai due ai quattro volumi all'anno. Il periodo che va dal 1880 al 1891 è caratterizzato da un intenso lavoro. Maupassant combina talento e senso pratico per gli affari, doti che gli garantiranno salute e ricchezza.

Nel 1881 pubblica "La Maison Tellier", il suo primo volume di racconti: nei due anni successivi il volume arriverà a contare dodici edizioni.

Nel 1883 termina il romanzo "Une vie", che vende 25.000 copie in meno di un anno. Il secondo romanzo "Bel-Ami" appare nel 1885 e raggiunge lo straordinario numero di 37 ristampe in quattro mesi. L'editore "Harvard" commissiona a Maupassnt nuovi romanzi. Questi senza grossi sforzi, scrive dei testi interessanti dal punto di vista stilistico e descrittivo, ed estremamente profondi dal punto di vista del contenuto. In questo periodo scrive "Pierre et Jean", opera da molti considerata il suo vero capolavoro.

Maupassant Provava una sorta di naturale avversione nei confronti della società e per questo motivo amava la solitudine e la meditazione. Viaggia molto, navigando con il suo yacht privato "Bel Ami" - così chiamato in onore del suo romanzo - tra Algeria, Italia, Gran Bretagna, Sicilia e Auvergne. Da ciascuno dei suoi viaggi torna con un nuovo volume.

Dopo il 1889 sono pochissime le volte che fa ritorno a Parigi. In una lettera ad un amico confida che ciò era dovuto al fastidio che egli provava nel vedere la Tour Eiffel, da poco inaugurata: non a caso era stato, assieme a molte altre personalità della cultura francese dell'epoca, uno dei firmatari della petizione con la quale si chiedeva di sospenderne la costruzione.

I numerosi viaggi e l'intensa attività letteraria non impediscono a Maupassant di stringere amicizie con importanti personaggi del mondo letterario del tempo: tra questi in particolare vi sono Alexandre Dumas figlio e il filosofo e storico Hippolyte Taine.

Durante gli anni che consacrano il successo delle opere di Maupassant, Flaubert continuerà a comportarsi come un padrino, una sorta di guida letteraria.

Nonostante una costituzione apparentemente robusta, la salute si deteriora e anche l'equilibrio mentale di Maupassant entra in crisi. Si è quasi certi cha la causa dei mali è da attribuire alla sifilide, ereditata dal padre o forse trasmessa dall'occasionale rapporto avuto con qualche prostituta.

Frequenti stati allucinatori accompagnano la costante paura della morte. In seguito all'ennesimo tentativo di suicidio, lo scrittore viene internato nella celebre clinica del dottor Blanche, a Passy.

Dopo diciotto mesi di pazzia furiosa, Guy de Maupassant muore il 6 luglio 1893 all'età di 43 anni. E' sepolto nel cimitero di Montparnasse, a Parigi.

Biografia di Marilyn Monroe

Gli uomini preferiscono le bionde
1 giugno 1926
5 agosto 1962

Marilyn Monroe nasce il giorno 1 giugno 1926 alle 9,30 presso il General Hospital di Los Angeles come Norma Jeane Baker Mortenson. La madre è una donna affetta da gravi disturbi mentali, che la costringono a frequenti ricoveri in un ospedale psichiatrico.

La piccola Norma, non ancora Marilyn, trascorre un'infanzia assai travagliata. Ovviamente le condizioni della madre non consentiva a quest'ultima di prendersi cura della bambina, costretta invece a subire continui affidamenti a famiglie sconosciute, se non a essere "depositata" presso vari orfanotrofi. In questa situazione di sostanziale isolamento affettivo, Marilyn cerca un punto di appoggio sicuro, una certezza e una guida, desiderio che la porta a sposarsi a soli sedici anni con il ventunenne James Dougherty. Il legame evidentemente è prematuro e infatti da lì a poco i due si separano e il matrimonio fallisce.

Prima di questo infausto avvenimento devono però succedere ancora parecchie cose. Una di queste riguarda il suo timido ingresso nel mondo della carta stampata. Tutto accade per caso e in un luogo che non ci si aspetterebbe mai. Infatti, Marilyn a quel tempo aveva trovato un lavoro presso un'industria aeronautica produttrice di paracaduti quando il fotografo David Conover, impegnato a documentare il lavoro femminile nel periodo bellico, la nota e la convince a intraprendere la carriera di modella e ad iscriversi ad una scuola specializzata. Deve decidere in fretta e in completa solitudine dato che il marito in quel momento svolgeva servizio presso la Marina militare e si trovava assai lontano da casa. Come ormai ben sappiamo, Marilyn accetta il lavoro che le cambierà il destino.

Da quel momento in poi, sotto la guida di un altro fotografo, Andrè de Denes, conquista le copertine delle riviste, finché viene notata dalla Fox e le si aprono le porte di Hollywood. A vent'anni, nel 1946, divorzia, si schiarisce i capelli e si cambia il nome in Marilyn Monroe (Monroe è il cognome da nubile della madre): è la metamorfosi radicale che la porterà a divenire forse il sex-symbol del 20° secolo.

La sua carriera di attrice inizia con parti da comparsa ("Ladies of the chorus" del 1949, "LoveHappy" sempre del 1949 con i Marx Brothers, etc.), poi conquista piccole, ma significative, parti che la lanciano nel firmamento del cinema: nel 1950 in "Giungla d'asfalto" e in "Eva contro Eva", nel 1952 con Cary Grant e Ginger Rogers in "Monkeys Business" e altri ancora.

Nel 1952 ottiene il suo primo ruolo da protagonista, nei panni di una babysitter psicolabile in "La tua bocca brucia" e nel '53 con "Niagara", al fianco di Joseph Cotten, ottiene il successo mondiale.

Nel 1953 gira ancora "Come sposare un milionario" e "Gli uomini preferiscono le bionde", con i quali si conferma una delle star più amate dal pubblico. Seguono clamorosi successi come "La magnifica preda" del 1954 e "Quando la moglie è in vacanza" in cui Billy Wilder le affida la parte della svampita inquilina del piano di sopra.

Nel 1954 Marilyn sposa il famoso giocatore di baseball, Joe DiMaggio, da cui divorzia nel giro di un anno. Il fallimento anche di questa relazione le lascia dentro una ferita profonda e incancellabile, la prima di una serie che saranno destinate ad allargare sempre di più la sua sensazione di sconforto e di sostanziale solitudine. Dopo la separazione col campione Joe DiMaggio, si trasferisce a New York per studiare all'Actor's Studio, un impegno che sembra rigenerarla e farle momentaneamente dimenticare i suoi travagli interiori.

Conosce l'affermato commediografo, Arthur Miller, un intellettuale affascinante che poteva vantare la rappresentazione delle sue commedie in tutto il mondo (far cui la celeberrima "Un tram chiamato desiderio", testo originale di Tennessee Williams). E' il colpo di fulmine. Marilyn ha l'illusione di aver finalmente trovato l'uomo della sua vita e i due si sposano nel 1956. L'anno dopo fonda, con l'amico fotografo Milton Green, la sua casa di produzione cinematografica, la Marilyn Monroe Productions, con cui gira "Il Principe e la ballerina" al fianco di Laurence Olivier. E' il primo e unico film della sua casa di produzione, dato che al botteghino la pellicola è un autentico fiasco. Come attrice, invece, si risolleva giusto due anni dopo con l'esilarante commedia, sempre del genio Billy Wilder, "A qualcuno piace caldo". Anche in questo caso, il personaggio da lei interpretato si stampa indelebilmente nella mente degli spettatori.

La relazione con Miller, ad ogni modo, traballa. Le tentazioni, poi, sono dietro l'angolo. In questo caso, la nuova fiamma della passione si chiama Yves Montand con cui nel 1960 gira "Facciamo l'amore". Il loro flirt è breve, intenso e soprattutto materia infuocata di gossip e pettegolezzi. Nel 1962 Marilyn riceve il Golden Globe come migliore attrice: è la conferma mondiale delle sue capacità, un misto di carisma e di appeal. In questo periodo, fra l'altro, izia la relazione segreta con il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy e con il fratello Robert.

Ma l'instabilità emotiva della diva si aggrava, forse proprio a causa delle altrettanto instabili storie d'amore in cui si getta. Qualcuno ha avanzato anche l'ipotesi che Marilyn soffrisse per l'incapacità di avere figli o per la mancanza di un amore vero. Stufa di essere considerata una dea, desiderava essere trattata semplicemente come una donna bisognosa di affetto. La conseguenza di questo tormentato stato psichico è che si rifugia nell'alcool e nei barbiturici. In breve, la situazione si aggrava: entra ed esce dalle cliniche.

Nel 1962 esce il suo ultimo film: "Gli spostati" scritto per lei dal marito Miller e nello stesso anno divorziano. A causa dei continui ritardi, delle continue crisi isteriche, delle sbornie e dell'inaffidabilità viene licenziata dal set del film "Something got to give" e, un mese più tardi, nella notte fra il 4 e il 5 agosto 1962, viene trovata morta, apparentemente suicida, nella sua casa, per un' overdose di barbiturici, anche se molte voci hanno sempre sostenuto l'ipotesi dell'omicidio. Il mistero sulla sua morte, insomma, non è mai stato completamente svelato, ma ha sicuramente contribuito a fare entrare Marilyn nel mito.

Nel testamento che Marilyn aveva redatto a scopo preventivo si lesse poi che l'attrice aveva lasciato il suo patrimonio (un paio di milioni di dollari) alla scuola di recitazione di Lee Strasberg, alla sua psicoanalista e alle cure per la madre malata. Venne sepolta al Westwood Memorial Park di Los Angeles. Tanto per comprendere quanto il suo mito sia ancora vivo e vegeto basti dire che nel 1999 Christie's battè all'asta per un milione di dollari il famoso vestito color carne con il quale Marilyn cantò la canzone di buon compleanno a John Fitzgerald Kennedy.

Biografia di Federica Pellegrini

In acqua divina
5 agosto 1988

Federica Pellegrini nasce a Mirano (Venezia) il giorno 5 agosto 1988. Inizia a nuotare nel 1995 e dopo i primi successi conseguiti sotto la guida di Max Di Mito alla Serenissima Nuoto di Mestre, passa alla DDS di Settimo Milanese, trasferendosi a Milano da Spinea (VE), paese dove è cresciuta assieme alla famiglia. Nel corso del 2004, nonostante i suoi sedici anni, emerge a livello nazionale tanto da essere inserita nella squadra olimpica che volerà ad Atene.

Ai Giochi Olimpici del 2004 vince una medaglia di argento nei 200 metri stile libero: si tratta del ritorno sul podio olimpico di una nuotatrice italiana dopo 32 anni di distanza; l'ultima prima di lei fu Novella Calligaris. Nelle semifinali della stessa gara, Federica Pellegrini realizza il miglior tempo della competizione, superando anche il precedente record nazionale. Diventa così la più giovane atleta italiana a salire su un podio olimpico individuale. Ad Atene gareggia anche nei 100 metri stile libero, ma arriverà solo decima, senza raggiungere la finale.

Ai mondiali di nuoto di Montreal (Canada) 2005, ripete lo stesso risultato di Atene, ottenendo il secondo posto nei 200 stile libero. Mentre la medaglia di Atene era per tutti uno straordinario successo, questo nuovo risultato suscita in lei una grande delusione, per non essere riuscita a vincere. In questa occasione viene fuori tutto il carattere combattivo di Federica, perfezionista ed estremamente competitiva, che continuerà per la sua strada con ancora più grinta.

Nel 2006 arriva il momento degli Europei di Budapest (Ungheria), ma l'atleta si presenta in uno stato di forma precario a causa di un problema alla spalla. Partecipa solo alla gara dei 200 stile libero ma si ferma alle batterie.

Dopo gli europei ungheresi decide di cambiare allenatore: passa da Massimiliano Di Mito ad Alberto Castagnetti, Commissario Tecnico della nazionale e head-coach del Centro Federale di Verona. Tesserata per il Circolo Canottieri Aniene Roma, vive e si allena a Verona, presso il Centro Federale.

Arriva il giorno del riscatto: Federica con la squadra italiana vola in Australia ai mondiali di Melbourne del 2007. Il 24 marzo stabilisce il record italiano nei 400 stile libero. Tre giorni dopo ottiene il record del mondo nella semifinale dei 200 stile libero, battuto però meno di 24 ore dopo dalla francese Laure Manaudou nella finale che la vedrà terza.

Piena di contraddizioni, sogni e desideri, come sono le ragazze della sua età, ha scritto un libro (insieme a Federico Taddia) che è un po' diario un po' cronaca delle sue giornate, in cui svela i suoi segreti, racconta i suoi sogni e spiega la sua visione della vita. Uscito nel 2007 il libro si intitola "Mamma, posso farmi il piercing?".

Molto attiva anche nel sociale Federica Pellegrini è testimonial ADMO e ambasciatrice nei progetti che coinvolgono tematiche legati ai disturbi alimentari.

Fidanzata con il nuotatore italiano Luca Marin (la sua ex compagna è la francese Manaudou), nel 2008 l'appuntamento è con le Olimpiadi di Pechino. Ma prima ci sono gli Europei che si svolgono ad Eindhoven (Olanda): qui dopo la profonda delusione per la squalifica dalla sua gara regina, i 200 stile libero, Federica si riprende appieno conquistando un argento e un bronzo in due staffette, rispettivamente 4x100 e 4x200 stile libero. Autrice di una grande prestazione nei 400 stile libero, Federica esce dalla competizione con in tasca soprattutto l'oro e il record del mondo.

Volata a Pechino per le Olimpiadi, festeggia i vent'anni di età a pochissimi giorni dall'inizio dei Giochi. L'11 agosto nella gara dei 400 stile libero conclude soltanto quinta, nonostante in qualifica abbia fatto registrare il nuovo record olimpico; nel pomeriggio dello stesso giorno realizza il record del mondo nella batteria di qualificazione dei 200 stile libero. Il 13 agosto è medaglia d'oro nei 200 con un nuovo record del mondo.

Alla fine dell'anno partecipa agli europei in vasca corta (25 metri) a Rijeka (Croazia), dove vince l'oro nei 200 stile libero frantumando il precedente record mondiale.

Nel giorno della festa delle donne, l'8 marzo 2009, ai campionati assoluti italiani di Riccione fa fermare il cronometro a 1'54"47, frantumando il suo stesso record mondiale. Alla fine del mese di giugno si aprono a Pescara i Giochi del Mediterraneo: Federica sorprende se stessa conquistando oro e record del mondo nei 400 stile libero.

Arriva il momento dei mondiali casalinghi: ai campionati di Roma 2009 nei 400 stile libero vince l'oro e stabilisce record del mondo in 3'59"15: Federica Pellegrini è la prima donna nella storia del nuoto a nuotare questa distanza in meno di 4 minuti; pochi giorni dopo vince un altro oro frantuma un altro record, quello dei 200 stile libero.

Agli europei del 2010 a Budapest vince un oro nei 200 stile libero.

La relazione con il collega Marin termina nel 2011, anno in cui altre medaglie d'oro arrivano in modo straordinario: l'occasione sono i mondiali di nuoto di Shanghai (Cina); Federica vince nei 400 e nei 200 stile libero: entra nella storia per essere la prima nuotatrice a ripetersi nei 400 e nei 200 sl in due mondiali consecutivi.

Dopo una relazione sentimentale con il pesarese Filippo Magnini e dopo una deludente esperienza alle Olimpiadi di Londra 2012 - deludente peraltro per tutto la squadra azzurra che dal 1984 torna per la prima volta a casa senza medaglie - Federica torna sul podio ai mondiali di Barcellona 2013, vincendo la medaglia d'argento dietro l'americana Missy Franklin.

Torna a vincere i 200 stile libero quando a metà dicembre 2013, in Danimarca, giunge prima - davanti alla francese Charlotte Bonnet e alla russa Veronika Popova - ai campionati europei di vasca corta di Herning. Agli europei 2014 di Berlino compie un'impresa nell'ultima frazione della staffetta 4x200 stile libero che porta l'Italia a vincere l'oro. Pochi giorni dopo ottiene la medaglia d'oro nei 200 stile libero.

Nell'agosto 2015 partecipa ai mondiali di nuoto di Kazan, in Russia: nel giorno in cui festeggia 27 anni ottiene un argento nella "sua" distanza dei 200 metri stile libero (dietro il fenomeno Katie Ledecky); la cosa straordinaria risiede però nel fatto che la stessa medaglia nella stessa gara, arriva 10 anni dopo la sua prima. Nessuna nuotatrice al mondo è mai riuscita ad andare a podio nei 200 mt sl, per sei mondiali consecutivamente.

Biografia di Annalisa Scarrone

5 agosto 1985

Annalisa Scarrone, da tutti conosciuta come Annalisa, nasce il 5 agosto del 1985 a Savona. Sin da piccola canta in diversi corsi e studia chitarra classica. Dopo essersi cimentata nell'apprendimento della tecnica vocale e musicale fin dai tredici anni di età, si dedica al flauto traverso e al pianoforte. Si esibisce con diversi gruppi locali come corista o cantante solista a partire dal 2000, non disdegnando anche la partecipazione a cori orchestrali.

Tra il 2001 e il 2003, inoltre, mette a frutto la sua passione per la scrittura, partecipando al Premio dedicato a Gabriella Richeri Mazzarelli "Voci di Liguria", al Premio "Sincerità" di Biella e al premio dedicato al tema della stazione organizzato dall'Associazione Nazionale Ex Deportati, che le permette di vincere un viaggio studio nei luoghi di deportazione nazista.

Cantante in occasione dello show "Luci in sala" allestito dal gruppo "Uno sguardo dal palcoscenico", prende parte a un seminario sull'interpretazione canora tenuto da Carl Anderson a Loano. In questo periodo, inizia la sua collaborazione con Dino Cerruti, contrabbassista e bassista, con cui incide le canzoni "Ombre", "From des moines" e "The dry cleaner".

Dopo aver fatto parte dell'Orchestra Bruni di Cuneo dal 2004 al 2006, pubblica il disco "Blue trip" insieme con il dj Carlo Polliano, usando il nome di Elaphe Guttata. Autrice dei testi delle canzoni, pubblica con il dj anche altri brani, che entrano a far parte di compilation straniere di musica lounge. Nel frattempo, Annalisa partecipa ad Arezzo Wave e diventa leader e autrice per i Malvasia, band savonese che poco dopo cambia nome in leNoire, e che si scioglie nell'inverno del 2008. Attraverso il progetto Raphael & Eazy Skankers, la ragazza ligure collabora comunque con alcuni membri della band anche in seguito, partecipando al disco "Changes" nei cori della canzone "Yes we can".

Il 2010 è per lei l'anno della svolta: entra a far parte dei concorrenti della decima edizione del programma "Amici" (di Maria De Filippi), in onda su Canale 5. Annalisa giunge in finale, classificandosi seconda nella categoria dei cantanti, ma aggiudicandosi comunque 50mila euro come premio della critica giornalistica. Il suo primo album solista, intitolato "Nali", viene pubblicato il 4 marzo del 2011 con l'etichetta "Warner Music Italy": il disco include nove brani e viene promesso attraverso il singolo "Diamante lei e luce lui", che conquista il disco d'oro per aver superato le 15mila vendite in digitale. L'album, invece, ottiene il disco di platino per le 60mila copie vendute e un Wind Music Award. Dopo aver ricevuto il premio come Valbormidese dell'anno in occasione del "21esimo Trofeo Internazionale Città di Cairo Montenotte", ha l'occasione di duettare con Claudio Baglioni nella rassegna "O' Scia", tenutasi sull'isola di Lampedusa.

Nell'estate del 2011, partecipa al "Nokia Amici in Tour", evento legato al programma tv che l'ha fatta conoscere, ma anche alla trasmissione di Raiuno "Le note degli angeli". In inverno, invece, prende parte a "Io canto", presentato su Canale 5 da Gerry Scotti, e a "L'anno che verrà", in onda la notte del 31 dicembre. Il 2012 è l'anno del suo secondo disco, "Mentre tutto cambia", uscito il 27 marzo e anticipato dal singolo "Senza riserva".

Tornata ad "Amici" nel cosiddetto circuito big, la Scarrone arriva in finale al quarto posto, dietro a Marco Carta, Emma Marrone e Alessandra Amoroso, vincendo anche questa volta il premio della critica giornalistica. Dopo aver preso parte a "Io, l'orchestra, le donne e l'amore", tappa speciale dell'"Unica tour" di Antonello Venditti, Annalisa inizia il suo primo tour, chiamato "Mentre tutto cambia tour", insieme alla band composta da Marco Dirani (al basso), Alessandro Guerzoni (alla batteria), Tiziano Borghi (al pianoforte) e Emiliano Fantuzzi (alle chitarre acustiche ed elettriche). Il 13 dicembre del 2012 viene reso noto che l'interprete savonese prenderà parte all'edizione del Festival di Sanremo 2013: sul palco dell'Ariston, presenterà i brani "Scintille" e "Non so ballare".

Nel 2015 torna sul palco di Sanremo per presentare la sua nuova canzone "Una finestra tra le stelle".

Biografia di Monica Setta

Professione Gossip
5 agosto 1964

Monica Setta nasce a Brindisi il 5 agosto 1964. Conseguita la laurea in filosofia, diventa giornalista professionista nel 1989. Scrive articoli finanziari per "Il Giorno" e per "Milano Finanza".

In seguito Monica Setta viene nominata caposervizio per il giornale romano "La Voce".

Nel 1996 entra in RCS: ricopre la carica di caporedattore dapprima per il magazine "Capital" e, poi, dal 2001 per il magazine abbinato al "Corriere della Sera" del venerdì "Io Donna".

Nel 2004 passa alla casa editrice Rusconi Hachette, dove lavora come caporedattore al periodico "Gente", fino al 2007, prima di passare a "Gente Viaggi".

In TV diventa popolare svelando i retroscena del gossip internazionale. Su La 7 conduce le trasmissioni "Doppio misto", "C'è modo e modo", "Il cuore del potere" e "Donne allo specchio". Per Rai Due "Bye bye baby".

Nel 2003 partecipa al DopoFestival (Festival di Sanremo).

Nell'edizione 2006-2007 di "Domenica In", su Rai Uno, conduce la rubrica politica "Sette per Setta". Viene riconfermata nella stagioni televisive 2007-2008 e 2008-2009 come conduttrice dello spazio "Domenica In Politica".

Dal 2009 conduce il programma "Il fatto del giorno", in onda tutti i giorni feriali dalle ore 14 su Rai Due.

Nel 2010 diviene membro della giuria nel programma di Rai Due "Il più grande (italiano di tutti i tempi)", condotto da Francesco Facchinetti. Da aprile conduce un programma in seconda serata dopo "Annozero" (di Michele Santoro) intitolato "Peccati - i sette vizi capitali".

Monica Setta è anche autrice di diversi libri, tra cui "Berlusconi sul sofà" (1994), "Donne e potere" (2001), "Cuore di manager" (2002), "I poteri forti" (2003), "Flavia e le altre. La moglie di Prodi e le compagne della politica" (2006), "L'ho sposato per amore. Vita da First lady tra ragione e sentimento" (2007).