Biografie di personaggi famosi e storici nato il 2 agosto


Biografie di personaggi famosi e storici

Biografie di personaggi famosi nella storia e celebrità


  1. Biografia di Isabel Allende
  2. Biografia di Alexander Graham Bell
  3. Biografia di Louis Blériot
  4. Biografia di Maccio Capatonda
  5. Biografia di Henri Cartier-Bresson
  6. Biografia di Enrico Caruso
  7. Biografia di Raymond Carver
  8. Biografia di Wes Craven
  9. Biografia di Warren G. Harding
  10. Biografia di Fritz Lang
  11. Biografia di Myrna Loy
  12. Biografia di Corrado Mantoni

Biografia di Isabel Allende

2 agosto 1942

Isabel Allende nasce il giorno 2 agosto del 1942 a Lima (Perù). La famiglia si trova in questo periodo a Lima, in Perù, per motivi di lavoro. La madre, Francisca Llona Barros, divorzia dal padre, Tomás Allende, quando la scrittrice ha solo tre anni: Isabel non conoscerà mai suo padre, che dopo la dissoluzione del matrimonio sparirà nel nulla. Sola, con tre figli e senza alcuna esperienza lavorativa, la madre si trasferisce a Santiago del Cile, ospitata nella casa del nonno (rievocata poi ne "La casa degli spiriti" in quella di Esteban Trueba). Grazie all'aiuto dello zio Salvador Allende e grazie alla sua influenza, non mancheranno a lei e ai suoi fratelli borse di studio, vestiti e svaghi.

Bambina vivace ed inquieta, durante l'infanzia trascorsa nella casa dei nonni impara a leggere e a nutrire la propria fantasia con letture prelevate dalla biblioteca del nonno, ma anche con libri che la scrittrice racconta di aver trovato in un baule ereditato dal padre, contenente raccolte di Jules Verne o Emilio Salgari. L'immaginazione della piccola si alimenta anche di romanzi rosa, ascoltati alla radio, in cucina assieme alle inservienti e soprattutto di racconti narrati dal nonno o dalla nonna, quest'ultima caratterizzata da una propensione particolare verso i misteri dello spiritismo.

Questi anni fantasiosi e meravigliosi si interrompono nel 1956, quando la madre si sposa con un altro diplomatico. Data anche la natura particolare di quella professione, il diplomatico appunto, la coppia comincia a viaggiare e ad effettuare permanenze in vari paesi. Le esperienze in Bolivia, in Europa ed in Libano sveleranno alla piccola sognatrice un mondo diverso da quello in cui è cresciuta. Isabel Allende vivrà sulla propria pelle le prime esperienze della discriminazione sessuale. Anche se le letture cambiano: legge libri di filosofia, conosce Freud e le tragedie di Shakespeare. Frugando nella camera del patrigno, trova un "libro proibito" che resterà tra le sue maggiori influenze letterarie: nascosta in un armadio legge "Le mille e una notte".

All'età di 15 anni, desiderosa di indipendenza, ritorna a Santiago ed a 17 anni inizia a lavorare come segretaria presso il "Dipartimento dell'informazione", un ufficio della FAO. A 19 anni sposa con Miguel Frías (1962), con cui avrà due figli: Nicholás e Paula.

In questo periodo accede al mondo del giornalismo che insieme all'esperienza teatrale sarà il suo migliore elemento formativo. Prima entra nel campo della televisione, conducendo un programma di quindici minuti sulla tragedia della fame nel mondo; poi scrive per la rivista femminile Paula (1967-1974) e la rivista per bambini Mampato (1969-1974). In ambito televisivo s'impegna nella Channel 7 dal 1970 al 1974. Isabel Allende conquista la fama negli anni Sessanta, grazie alla rubrica "Los impertinentes" che la sua amica Delia Vergara le riserva all'interno della rivista Paula. Da allora la scrittrice non ha mai smesso di decantare il giornalismo come grande scuola di scrittura e di umiltà.

L'11 settembre 1973 il colpo di stato militare guidato dal Generale Augusto Pinochet termina un'altra fase della vita della Allende. L'evoluzione dei fatti la costringe ad inserirsi per la prima volta attivamente nella vita politica del suo paese: la scrittrice s'impegna a favore dei perseguitati dal regime trovando loro asilo politico, nascondigli sicuri e facendo filtrare notizie del paese. Il regime dittatoriale le permette di collaborare ancora con le televisioni nazionali, ma ben presto decide di abbandonare il lavoro, perché si rende conto che il governo militare la sta usando. Decide allora di emigrare e, seguita in breve dal marito e dai figli, si ferma per tredici anni in Venezuela, dove scrive su vari quotidiani.

Di fatto autoesiliatasi, comincia a scrivere per sfogare la propria rabbia e sofferenza. Nasce così il primo romanzo, rifiutato da tutte le case editrici latino-americane per il fatto di essere firmato da un nome non soltanto sconosciuto, ma addirittura femminile. Nell'autunno del 1982 "La casa degli spiriti", una cronaca familiare sullo sfondo del mutamento politico ed economico nell'America latina, viene pubblicato a Barcellona da Plaza y Janés. Il successo divampa inizialmente in Europa e da lì passa negli Stati Uniti: le numerose traduzioni in varie lingue fanno conoscere la scrittrice in moltissime parti del mondo. Da quel momento in poi, inanellerà un successo dopo l'altro, a partire da "D'amore e ombra" fino a Paula, passando per "Eva Luna".

A 45 anni Isabel Allende divorzia dal marito e nel 1988 si sposa in seconde nozze con William Gordon che conosce durante un viaggio a San José, negli Stati Uniti. La storia della vita del nuovo compagno della scrittrice ispira un nuovo romanzo che viene pubblicato nel 1991 col titolo "Il piano infinito".

Molti critici hanno definito l'opera di Isabel Allende come un collage di idee e situazioni tratte dai suoi colleghi più famosi. Ma una delle critiche più persistenti è quella del paragone costante con Gabriel García Márquez e, in effetti, una certa influenza dello scrittore colombiano risulta essere innegabile, dal momento che viene tutt'ora considerato un punto di riferimento per le nuove generazioni di scrittori iberoamericani.

Non si può comunque tralasciare di citare il fatto che il libro-confessione "Paula" è il resoconto della tragedia che ha colpito l'Allende. Paula, infatti, non è altri che la figlia della scrittrice, morta il 6 dicembre del 1992 di una malattia rara e incurabile dopo aver passato un lungo periodo in stato comatoso.

Biografia di Alexander Graham Bell

Suona secondo, ma suona migliore
3 marzo 1847
2 agosto 1922

Fisico, fisiologo e inventore statunitense, di origini scozzesi, Alexander Graham Bell nasce a Edimburgo il 3 marzo 1847. Viene registrato all'anagrafe con il nome di Alexander Bell, in seguito aggiungerà il nome di Graham come segno di stima per Alexander Graham, amico di famiglia. Studia per un anno in una scuola privata e altri due anni alla Royal High School, dove consegue il diploma. Frequenta poi l'Università di Edimburgo e l'University College di Londra.

Il bisnonno a Londra, uno zio a Dublino ed il padre, Alexander Melville Bell, a Edimburgo, hanno tutti un passato come professore di dizione. La madre è quasi totalmente sorda: Bell spinto a migliorare la sua situazione si interessa ai problemi della trasmissione dei suoni inizialmente dal punto di vista medico, inventando un metodo per la rieducazione dei sordomuti.

Si trasferisce in Canada nel 1873: un giorno accompagna il padre a Montréal, dove quest'ultimo insegnava la tecnica di comunicazione ai sordomuti. Il vecchio Bell viene invitato a mostrare il sistema in un corso giornaliero a Boston, ma declina l'invito e per mandarvi il figlio, che diverrà professore di Psicologia Vocale e Dizione presso l'Università di Boston, scuola di oratoria.

Bell studia come migliorare il telegrafo, ed in particolare la possibilità di inviare più telegrammi con l'alfabeto Morse sulla stessa linea; studia anche come rendere visibili le vibrazioni acustiche. Arriva nel 1875 a brevettare un telegrafo multiplo in grado di inviare contemporaneamente due segnali e quindi. Con i finanziamenti dal suocero americano, il 17 marzo 1876 deposita il brevetto numero 174.465 per proteggere "il metodo e l'apparato per trasmettere la voce od altri suoni telegraficamente [...] per mezzo di ondulazioni elettriche, simili, in forma, a quelle che accompagnano l'emissione della voce e dei suoni nell'aria", il telefono. L'italiano Meucci, che non aveva abbastanza soldi per brevettare il "teletrofono" (così lo aveva chiamato), era riuscito nel 1871 ad ottenere solo un brevetto temporaneo che andava rinnovato di anno in anno al prezzo di 10 dollari e che sarebbe riuscito a rinnovare solo fino al 1873.

Le prime parole che Bell pronuncia al telefono, il giorno 10 marzo 1876, sono: "Venga qui Watson, per favore. Ho bisogno di lei", rivolte al suo assistente Thomas Watson. L'apparecchio di Bell era costituito da un microfono ed un auricolare combinati in un contenitore a forma di trombetta: parlando all'interno del microfono si metteva in vibrazione una membrana che generava una corrente elettrica variabile secondo il segnale ricevuto. All'altro capo dell'apparecchio la corrente veniva poi ritrasformata in un segnale acustico che qui funzionava da altoparlante.

La Corte Suprema degli Stati Uniti nel 1888 e il Congresso nel 2002, confermeranno l'attribuzione dell'invenzione del telefono a Meucci. Avendo a disposizione maggiori capitali dell'italiano, Bell imporrà il proprio apparecchio, in seguito perfezionato, dando origine all'industria delle telecomunicazioni, che diverrà poi una delle maggiori degli Stati Uniti. Nel 1877 fonda la "Bell Telephone Company" da cui avrà origine il colosso "AT&T" (American Telephone and Telegraph).

L'11 luglio 1877 sposa Mabel Hubbard, sordomuta, la quale era stata una sua allieva presso l'Università di Boston. La sua invenzione del telefono sarebbe stato proprio il risultato degli sforzi per produrre un apparecchio che gli permettesse di comunicare con la moglie e la madre.

Altre invenzioni di Bell, alcune delle quali non avrebbero incontrato grande successo, sono il fotofono (o radiofono) per la trasmissione del suono su un fascio di luce (un precursore dei moderni sistemi a fibre ottiche), un procedimento elettrico per localizzare oggetti metallici (metal detector) nel corpo umano e un prototipo di aliscafo. Dal suo nome deriva anche l'unità di misura bel (B) usata in acustica, inventata dai "Laboratori Bell". Il bel è troppo grande per l'uso quotidiano, al suo posto viene usato il decibel (dB) che è uguale a 0.1 B, che è di uso generalizzato. Il dB è comunemente usato per misurare un rapporto di intensità del suono. In un'intervista su di una rivista pubblicata postuma, Bell rifletteva inoltre sulla possibilità di riscaldare le case con pannelli solari.

Nel 1882 diviene un cittadino naturalizzato degli Stati Uniti. Nel 1888 è tra i fondatori della "National Geographic Society" e sarà il secondo presidente. Tra le varie onorificenze ricevute da Bell v'è la Legion d'Onore francese; la Academie française lo onorerà anche con il "Premio Volta" (di 50.000 franchi), la "Royal Society of Arts" di Londra lo premierà con la Albert Medal nel 1902, e l'Università di Würzburg, in Baviera, gli concederà il dottorato onorario (Ph.D.). Fu premiato dall'American Institute of Electrical Engineers con la Edison Medal nel 1914.

Alexander Graham Bell muore a Beinn Bhreagh, sull'isola Cape Breton vicino al villaggio di Baddeck, il 2 agosto 1922. Viene seppellito accanto alla moglie sulla vetta della montagna Beinn Bhreagh, che guarda il lago "Bras d'Or".

Bell viene incluso fra i 100 più illustri Britannici di ogni tempo, fra 100 i più grandi Americani e nei primi 10 Canadesi, unica personalità a comparire su più di un elenco di questa tipologia.

Biografia di Louis Blériot

Progetti pionieristici per la conquista dei cieli
1 luglio 1872
2 agosto 1936

Fondatore dell'omonima azienda aeronautica ora scomparsa, Louis Blériot nasce a Cambrai il giorno 1 luglio 1872. E' un personaggio noto nell'ambiente dell'aviazione, si può ben dire che è il primo pioniere aeronautico in Europa. Verso i trenta anni comincia ad interessarsi di aerei. Il primo volo avviene con un veicolo di sua costruzione, nel 1907. Il 25 luglio 1909, compie l'impresa di sorvolare per primo il Canale della Manica a bordo di un velivolo da lui stesso costruito, denominato Bleriot XI, dotato di un motore predisposto dall'italiano Alessandro Anzani.

Bleriot si sposta a 100 metri di quota in soli trentadue minuti, da Calais a Dover. La trasvolata della Manica fa vincere all'aviatore francese un cospicuo premio di mille sterline, messo in palio per il compimento dell'impresa, davvero audace per quei tempi, da parte del giornale londinese "Daily Mail".

I rivali di Bleriot non riescono a superarlo: si tratta di Hubert Lathan e Charles de Lambert. Quest'ultimo è costretto a rinunciare alla gara a causa di un incidente durante il volo di prova. Bleriot riprende lo stesso percorso che il 7 gennaio 1875 il pilota Jean Pierre Blanchard aveva fatto, sorvolando la Manica a bordo di un pallone aerostatico.

Conseguita la laurea in Ingegneria presso l'Ecole Centrale di Parigi, ottiene il brevetto di pilota (il primo rilasciato nella nazione francese) nel 1909; Louis Bleriot mette a punto la tecnica ancora oggi valida per pilotare un aliante e perfeziona quella dei fratelli Wright, per la guida del biplano. Inoltre, mentre studia la soluzione del biplano, costruisce il primo aereo dotato di autonomi sistemi per il decollo e l'atterraggio. I fratelli Wright, infatti, non avevano pensato ad un carrello, né alla speciale catapulta e ai binari necessari per il decollo.

La struttura creata da Louis Blériot è quella dei moderni aerei, e prevede la collocazione dei timoni di direzione e spostamento nella zona posteriore del velivolo.

Nel 1929 ripete la sorvolata della Manica con lo stesso velivolo utilizzato venti anni prima. Dopo questa seconda impresa, l'aviatore francese crea un'azienda specializzata nella costruzione di aeroplani, una con sede in Francia e un'altra in Inghilterra. In particolare, la Bleriot Aeronautique dà un grande impulso allo sviluppo del settore aeronautico nei due Paesi europei durante il primo conflitto mondiale.

In questo periodo l'azienda costruisce l'aereo caccia SPAD, che viene utilizzato da tutti gli Alleati. La qualità e le prestazioni dei velivoli prodotti da Bleriot sono note in tutto il mondo. Oltre a ciò, diventa un esperto maestro di volo, aprendo alcune scuole specializzate in aviazione, soprattutto in Inghilterra.

Il sogno di volare in cielo, che comincia a concretizzarsi con il pallone ideato dai fratelli Montgolfier, diventa realtà quando Bleriot, un secolo dopo, riesce a capire come è possibile pilotare un aereo.

Louis Blériot muore a Parigi il 2 agosto 1936, all'età di 64 anni.

Biografia di Maccio Capatonda

2 agosto 1978

Maccio Capatonda, il cui vero nome è Marcello Macchia, nasce il 2 agosto del 1978 a Vasto, in Abruzzo, da una famiglia proveniente da Montenero di Bisaccia, in Molise. Cresciuto a Chieti, frequenta l'università a Perugia, dove studia tecnica pubblicitaria.

Insieme con Enrico Venti, suo compagno di corso, si trasferisce a Milano, dove svolge uno stage in una casa di produzione per la quale in seguito lavora ed è impiegato in molti ruoli, come assistente alla regia, operatore e assistente di produzione.

Gli anni 2000

Nel 2002, insieme con Venti fonda la Shortcut Productions, casa di produzione televisiva e di marketing che si occupa di realizzare video virali. A partire dal 2004 inizia a collaborare su Italia 1 con la Gialappa's Band, prima per la trasmissione "Mai Dire Reality", dove è protagonista de "Il Grandangolo" e "Il Gabinetto", e poi per "Mai Dire Lunedì", con "La febbra".

Nel 2005 Maccio Capatonda è su All Music con "I corti di Mario Bruciapelo" e "Unreal TV", all'interno di "All Music Show", mentre con la Gialappa's è protagonista a "Mai Dire Lunedì" di "Un attimo al bagno", "Pazienza", "Mobbasta", "Mobbasta veramente però", "Babbi l'orsetto", "Mani in alto", "Mah", "Anche no", "Il buio", "Ahia" e "La febbra 2".

Nel 2006 gira uno spot pubblicitario per Fineco Bank, mentre per "All Music Show" realizza "ColloQui Pro Quo", "Intralci" (parodia di soap opera che prende in giro il genere, da "Sentieri" a "Beautiful"), "Jim Massew" (parodia degli istruttori di fitness delle televendite americane in cui vengono proposti attrezzi da palestra che permettono di dimagrire) e una nuova stagione di "Unreal TV"; a "Mai Dire Lunedì", invece, propone "Il divano scomodo", "Acqua corrente", "Urgenze", "Sviste", "Salute", "Meglio abbondare", "Urla a caso", "Ho sbagliato io", "Il vecchio conio", "Il conto", "Fernet 9° - 11°", "Esse come Savona", "Momenevado" e "Ahia ma sei scemo".

Nel 2007 è il regista del videoclip della canzone di Francesco Baccini "Il topo mangia il gatto"; per "All Music Show" Marcello Macchia è protagonista in "Unreal TV", "Cechu" e "Mirkos", mentre a "Mai Dire Martedì", sempre con la Gialappa's, realizza i video di "Mariottide", "Burle", "Che cazzo dico" ed "Edizioni del Bradipo".

Nel 2008 è regista di uno spot della Burn ed è sul piccolo schermo a "Mai Dire Martedì" con "4 soldi", "L'uomo che usciva la gente", "Rapine a mano a mano", "Botte e risposte", "Cazzi suoi", "Giammangiato", "Il sesto scemo", "Natale al cesso", "Per un pelo", "Rocchio 47", "T di Torino, R di Roma" e "Straordinari". Nello stesso periodo, realizza i videoclip di due brani di Elio e le Storie Tese, "Ignudi tra i nudisti" e "Parco Sempione"; quest'ultimo, in particolare, è una specie di parodia di "The Ring", e presenta anche parodie di messaggi subliminali (con fotogrammi che possono essere compresi solo al rallentatore): il video, tra l'altro, dura molto di più rispetto ai canonici tre o quattro minuti della maggior parte dei videoclip musicali, ma nonostante ciò viene trasmesso integralmente da All Music e da Deejay Tv, in virtù dei buoni rapporti che intercorrono tra i protagonisti e le reti.

Nel 2009 Maccio Capatonda collabora con l'Associazione Ipo e partecipa a "Tatami", programma in onda su Raitre in cui veste i panni di Jerry Polemica, personaggio che intende parodiare il giornalismo investigativo tipico di Michael Moore (come già avveniva in "Fernet 9° - 11°") e indaga sulle leggende metropolitane e sui luoghi comuni della società italiana.

Gli anni 2010

Per FlopTv realizza "Drammi Medicali", "Sexy Spies", "Leggerezze", "Chiamando Palmiro" e "La villa di lato", mentre al "Mai Dire Grande Fratello Show" è in video con "Padre Maronno", "L'ispettore Catiponda", "Piccol" e "L'ispettore santo Maroponda".

Nel 2011 inizia a collaborare con "Lo zoo di 105", insieme con Enrico Venti (che interpreta Ivo Avido) e Luigi Luciano (che interpreta Herbert Ballerina); nel corso del programma radiofonico, riprende numerosi personaggi che hanno contribuito a renderlo famoso, tra cui Jerry Polemica, Mariottide e Padre Maronno, ma inventa anche diversi sketch inediti, facendo conoscer la Babbi Editore e il 4 e 48.

Nello stesso anno, realizza lo spot pubblicitario dell'agenda della "Gazzetta dello Sport", la Gazzenda, e partecipa a "Ma anche no", varietà domenicale in onda su La7 e condotto da Antonello Piroso in cui propone, oltre ai consueti trailer cinematografici ("Tagli al personale", "La terra dei morti contribuenti"), la serie "Unreal TG", dove veste i panni dell'inviato Neri Pupazzo (parodia del giornalista Salvo Sottile).

Nel 2012 Capatonda realizza cinque corti pubblicitari con l'agenzia Draftclub, per i quali lavora sia come sceneggiatore, sia come regista, sia come attore, per una serie intitolata "Lavatrici finite male"; ripropone "Unreal TV" sia allo "Zoo di 105" che su Comedy Central, mentre per FlopTv realizza "Babbala e il ragazzo idiota".

Nel 2013 esordisce su Mtv con "Mario", serie in onda da febbraio ad aprile composta da diciotto puntate da venti minuti: nella comedy, Maccio Capatonda impersona un giornalista televisivo di nome Mario e personaggi secondari come Piero Peluria, Ippolito Germer (parodia di Luciano Onder, che si occupa di salute per il "Tg2") e Oscar Carogna.

Il suo primo film

Nel 2014 Maccio gira uno spot pubblicitario per il FAI e, tra settembre e ottobre, avvia le riprese del suo primo film, che si intitola "Italiano medio" (riprendendo il tema di uno dei suoi tanti trailer) ed è prodotto da Marco Belardi per Lotus Production; nello stesso periodo, su Mtv va in onda la seconda serie di "Mario". Il 29 gennaio del 2015 il film "Italiano medio" esce al cinema, distribuito in ben quattrocento sale grazie a Medusa Film.

Biografia di Henri Cartier-Bresson

Maestro del carpe diem
22 agosto 1908Leone
2 agosto 2004

Non sono necessarie molte presentazioni per chi è conosciuto come il padre della fotografia e ha fermato nei suoi scatti quasi un secolo di eventi. Henri Cartier-Bresson, uno tra i più convinti puristi della fotografia è nato il 22 agosto 1908 a Chanteloup (Francia), 30 chilometri ad est di Parigi, da una famiglia alto borghese amica delle arti. Inizialmente si interessa solo di pittura (grazie soprattutto all'influenza di suo zio, artista affermato, che all'epoca considerava un po' come un padre spirituale), e diventa allievo di Jaques-Emile Blanche e di André Lhote, frequenta i surrealisti e Triade, il grande editore.

Dagli inizi degli anni '30 sceglie definitivamente di sposare la fotografia.

Nel 1931, a soli 23 anni, ritornato in Francia dopo un anno in Costa d'Avorio, Henri Cartier-Bresson scopre la gioia di fotografare, compra una Leica e parte per un viaggio che lo porta nel sud della Francia, in Spagna, in Italia e in Messico. La Leica con la sua maneggevolezza e la pellicola 24x36 inaugurano un modo nuovo di rapportarsi al reale, sono strumenti flessibili che si adattano straordinariamente all'occhio sempre mobile e sensibile del fotografo.

L'ansia che rode Cartier-Bresson in questo suo viaggio fra le immagini del mondo lo porta ad una curiosità insaziabile, incompatibile con l'ambiente borghese che lo circonda, di cui non tollera l'immobilismo e la chiusura, la piccolezza degli orizzonti. Nel 1935 negli USA inizia a lavorare per il cinema con Paul Strand; tiene nel 1932 la sua prima mostra nella galleria Julien Levy.

Tornato in Francia continua per qualche tempo a lavorare nel cinema con Jean Renoir e Jaques Becker, ma nel 1933 un viaggio in Spagna gli offre l'occasione per realizzare le sue prime grandi fotografie di reportage.

Ed è soprattutto nel reportage che Cartier-Bresson mette in pratica tutta la sua abilità e ha modo di applicare la sua filosofia del "momento decisivo": una strada che lo porterà ad essere facilmente riconoscibile, un marchio di fabbrica che lo distanzia mille miglia dalle confezioni di immagini celebri e costruite.

Ormai è diventato un fotografo importante. Catturato nel 1940 dai tedeschi, dopo 35 mesi di prigionia e due tentate fughe, riesce a evadere dal campo e fa ritorno in Francia nel 1943, a Parigi, dove ne fotografa la liberazione.

Qui entra a far parte dell'MNPGD, un movimento clandestino che si occupa di organizzare l'assistenza per prigionieri di guerra evasi e ricercati.

Finita la guerra ritorna al cinema e dirige il film "Le Retour". Negli anni 1946-47 è negli Stati Uniti, dove fotografa soprattutto per Harper's Bazaar.

Nel 1947 al Museum of Modern Art di New York viene allestita, a sua insaputa, una mostra "postuma"; si era infatti diffusa la notizia che fosse morto durante la guerra.

Nel 1947 insieme ai suoi amici Robert Capa, David "Chim" Seymour, George Rodger e William Vandivert (un manipolo di "avventurieri mossi da un'etica", come amava definirli), fonda la Magnum Photos, cooperativa di fotografi destinata a diventare la più importante agenzia fotografica del mondo.

Dal 1948 al 1950 è in Estremo Oriente. Nel 1952 pubblica "Images à la sauvette", una raccolta di sue foto (con copertina, nientemeno, che di Matisse), che ha un'immediata e vastissima eco internazionale.

Nel 1955 viene inaugurata la sua prima grande retrospettiva, che farà poi il giro del mondo, al Musée des Arts Décoratifs di Parigi.

Dopo una serie di viaggi (Cuba, Messico, India e Giappone), dal 1966 si dedica progressivamente sempre più al disegno.

Innumerevoli, in questi anni, sono i riconoscimenti ricevuti, così come le esposizioni organizzate e le pubblicazioni che in tutto il mondo hanno reso omaggio alla sua straordinaria produzione di fotografo e di pittore.

Dal 1988 il Centre National de la Photographie di Parigi ha istituito il Gran Premio Internazionale di Fotografia, intitolandolo a lui.

Oltre ad essere universalmente riconosciuto tra i più grandi fotografi del secolo, Henri Cartier-Bresson ha avuto un ruolo fondamentale nella teorizzazione dell'atto del fotografare, tradotto tra l'altro nella già ricordata e celebre definizione del "momento decisivo".

Poco prima di raggiungere i 96 anni, è morto a Parigi il 2 agosto 2004. La notizia ha commosso e fatto il giro del mondo solo due giorni più tardi, dopo i funerali.

Biografia di Enrico Caruso

Grandi voci e grandi storie
25 febbraio 1873Pesci
2 agosto 1921

Enrico Caruso nasce a Napoli il 25 febbraio del 1873. Il padre Marcello è un meccanico e la madre Anna Baldini una casalinga. Terminate le elementari, si impiega come meccanico in varie officine napoletane. Frequenta intanto l'oratorio di Giuseppe Bronzetti, dove canta come contraltino; grazie ai corsi serali continua la sua formazione scolastica. La sua voce promettente e le lezioni di musica, tutte a carattere dilettantistico, gli consentono di esordire sulle scene di Don Bronzetti nella parte della macchietta di un bidello nella farsa musicale "I briganti nel giardino di Don Raffaele" (di A. Campanelli e A. Fasanaro).

La bella voce e il timbro particolare, che diventeranno poi un suo tratto distintivo, gli consentono di impiegarsi come cantante e di esibirsi nelle case private, nei caffè e nelle rotonde balneari, con un repertorio di canzoni napoletane insieme ad altri cantanti come Ciccillo O'Tintore e Gerardo l'Olandese, meglio conosciuto come l'infermiere, professione che svolge realmente all'Ospedale Ascalesi.

E' l'Olandese che porta Enrico Caruso a cantare nel famoso Caffè Gambrinus e presso lo stabilimento balneare Risorgimento. Proprio qui viene notato dal baritono Eduardo Missiano che gli offre la possibilità, nel 1891, di seguire delle lezioni più regolari con il maestro di canto Guglielmo Vergine.

Enrico e il suo maestro stipulano un patto per cui il giovane ripagherà le lezioni di musica con i guadagni che otterrà in futuro con questo mestiere. Grazie alla possibilità di farsi sostituire dal fratello nell'adempimento degli obblighi militari, rimane nel reggimento di artiglieria di Rieti solo 45 giorni. In questo periodo canta in casa del barone Costa, un appassionato di musica, che indica ad Enrico Caruso l'opera che meglio si adatta al suo modo di cantare, "Cavalleria Rusticana" di Pietro Mascagni.

Il primo tentativo di debutto professionale non ha molto successo: Enrico viene protestato dal direttore dell'opera che avrebbe dovuto interpretare al teatro Mercadante di Napoli. Grazie a questo passaggio però entra nel mondo dei piccoli impresari napoletani e grazie in particolare ad uno di questi, il siciliano Zucchi, batte per due anni la provincia.

Debutta nel grande repertorio al teatro Cimarosa di Caserta nell'aprile del 1895. Inizia così la sua carriera musicale: viene confermato a Caserta e poi a Salerno, dove si fidanza anche con la figlia del direttore del teatro, ed affronta le sue prime trasferte all'estero. Il suo repertorio è molto vasto e spazia da Giacomo Puccini (Manon Lescaut) a Ruggero Leoncavallo (Pagliacci) da Ponchielli fino ai francesi Bizet (Carmen) e Gounod (Faust), comprendendo ovviamente Giuseppe Verdi (Traviata e Rigoletto) e Bellini.

La sua intraprendenza gli consente di venire in contatto con il maestro Giacomo Puccini, con il quale ripassa la parte di Rodolfo della "Bohème" ottenendo persino che l'aria la "Gelida manina" venga abbassata di mezzo tono. Durante le messe in scena Enrico Caruso si innamora della cantante Ada Giachetti Botti che interpreta Mimì. La loro relazione dura ben undici anni e ne nascono due figli; il primo, Rodolfo, nasce nel 1898, solo un anno dopo il loro incontro.

La svolta nella sua carriera avviene con il successo trionfale ne l'"Arlesiana" di Cilea. L'America latina e la Russia spalancano i propri teatri per accogliere il giovane tenore italiano che canta a Pietroburgo e Mosca, Bueons Aires e Montevideo, dove affronta per la prima volta la "Tosca" e "Manon Lescaut" nella versione di Massenet.

Il primo debutto alla Scala con la Tosca, non è un successo. Ci sono però delle attenuanti derivanti anche dal carattere non conciliante del maestro Arturo Toscanini. Ma Enrico è persona istintiva e sensibile, così l'insuccesso lo fa soffrire. Si prende la giusta rivincita con il grande successo nell'"Elisir d'amore".

Parte poi per la terza tournée a Buenos Aires proprio con il maestro Toscanini. Nel 1901 si ritrova ad affrontare il debutto nella sua Napoli, con l'ormai collaudato Elisir D'amore. Ma il pubblico, guidato da un gruppo di snob che Enrico non si è dato la pena di accattivarsi, gli rovina l'esecuzione; giura di non cantare mai più nella sua Napoli, promessa che manterrà fino alla fine dei suoi giorni suggellandola con l'esecuzione della canzone "Addio mia bella Napoli".

La sua carriera diventa ormai trionfale: Caruso conquista il pubblico anglosassone con la sua esecuzione de il "Rigoletto", incide dischi accompagnato al pianoforte da Ruggero Leoncavallo e debutta al Metropolitan di New York, dove canterà per ben 607 volte in diciassette stagioni.

La vita privata purtroppo non va altrettanto bene: nonostante la nascita del secondogenito Enrico nel 1904, la moglie non lo segue quasi più, preferendo vivere nella loro villa di Siena. Enrico intanto viene accusato di disorderly conduct da una donna probabilmente affetta da isteria o protagonista di un tentativo di ricatto. Esce indenne dal processo, ma si separa dalla moglie nel 1908. Entra intanto a far parte del suo entourage una non ben definita assistente spirituale.

L'estate successiva si opera a Milano di laringite nodulare, disturbo che probabilmente ha una natura nervosa. La crisi del tenore inizia nel 1911 quando diventa vittima, a causa della sua ricchezza, di una serie di tentativi di estorsione ad opera sia della ex-moglie nonché di altri loschi personaggi, dai quali finisce per proteggerlo la malavita americana.

Continua a cantare in giro per il mondo per cifre da capogiro, anche se nel periodo della guerra si esibisce volentieri per nobili cause. Il 20 agosto del 1918 sposa la giovane americana Dorothy Benjamin dalla quale ha una figlia, Gloria.

La sua crisi personale e artistica si acutizza: vuole ritirarsi ma continua con tournée e repliche nonostante un disagio sempre maggiore dovuto ad un empiema polmonare, che gli verrà diagnosticato solo più tardi. Viene operato nel dicembre del 1920; nel mese di giugno dell'anno successivo torna in Italia con la moglie, la figlia e il fedele segretario Bruno Zirato.

Enrico Caruso muore nella sua Napoli il 2 agosto del 1921, all'età di soli 48 anni.

Biografia di Raymond Carver

25 maggio 1938Gemelli
2 agosto 1988

Scrittore, poeta e saggista, Raymond Clevie Carver Jr. nasce il 25 maggio del 1938 a Clatskanie, nell'Oregon, in una famiglia di umili origini: il padre è affilatore in una segheria, mentre la madre è una cameriera.

Cresciuto a Yakima (dove i Carver si erano trasferiti nel 1941 in seguito ai problemi economici che lo scoppio della guerra aveva provocato), si impegna sin da ragazzo in molti lavoretti, e nel frattempo sviluppa una forte passione per la scrittura e per la lettura.

Nell'estate del 1955 conosce Maryann Burk, ragazza che non ha ancora quindici anni e con la quale si fidanza. Nel frattempo conclude gli studi alla Yakima High School e si trasferisce in California, a Chester, per raggiungere il padre andato a vivere lì. I due iniziano a lavorare insieme in segheria, ma ben presto Raymond si rende conto di non essere adatto a quella mansione, e fa ritorno a Yakima, dove viene impiegato in una farmacia come fattorino.

Nel giugno del 1957 Raymond Carver sposa Maryann, che pochi mesi più tardi lo rende padre di Christine Rae. Persuaso dalla moglie a proseguire gli studi, Carver si iscrive ai due anni propedeutici all'Università di Walla Walla e in seguito a una scuola di scrittura per corrispondenza, il Palmer Institute of Writing.

Le prime pubblicazioni

Nel 1958 diventa padre di Vance Lindsay e inizia a frequentare i corsi di scrittura creativa e letteratura del Chico State College, dove insegna John Gardner. A quell'anno risale anche la sua prima pubblicazione: una lettera intitolata "Where is intellect" apparsa su "Wildcat", la rivista del college.

Trasferitosi con la famiglia a Chico per proseguire gli studi, nel 1960 diventa curatore della rivista letteraria dell'università, "Selection", su cui esce il suo racconto "Stagioni furiose".

Gli anni '60

Nel 1961 Raymond lascia Chico, nonostante i buoni riscontri ottenuti in ambito letterario, a causa delle difficoltà economiche affrontate: torna a lavorare in una segheria, a Eureka, per poi spostarsi ad Arcata, dove continua a studiare e nel frattempo è impiegato in una ditta di lavorazione del legname.

Nel 1963, dopo la rappresentazione a teatro di "Carnation", la sua prima commedia, e la pubblicazione della poesia "L'anello di ottone" sulla rivista "Target", si laurea alla Humboldt State University e pubblica su "Toyon", la rivista letteraria dell'istituto, il racconto "Il padre".

Costretto nuovamente a trasferirsi, questa volta a Berkeley, per motivi di lavoro, si aggiudica una borsa di studio per un master allo Iowa Writers' Workshop, un seminario di scrittura creativa. Raymond Carver abbandona anche Iowa City per andare a vivere a Sacramento, dove lavora come custode in un ospedale: un lavoro che gli permette di continuare a scrivere. Quindi ottiene un impiego presso la Science Research Associates, casa editrice di Palo Alto, per la quale si occupa della redazione di libri scientifici.

Alla fine degli anni Sessanta, vede pubblicata "Near Klamath", la sua prima raccolta di poesie, e segue la moglie Maryann in Israele, a Tel Aviv; ben presto, però, torna negli Stati Uniti. Vincitore nel 1969 del Discovery Award per la poesia, si trasferisce con la famiglia (tornata nel frattempo negli Usa) in California; intanto il suo racconto "Ventiquattro ettari" entra nell'antologia "The best little magazine fiction", mentre la casa editrice Kajal Press pubblica "Winter insonnia", la sua seconda raccolta di poesie.

Gli anni '70

Nel 1971 Carver riceve l'incarico di insegnare all'Università di California di Santa Cruz per un corso di scrittura creativa: poco dopo il suo racconto "Fat" appare su "Harper's Bazar". Nominato visiting lecturer per la narrativa dall'Università di Berkeley, nel 1973 pubblica su "Voices in American Poetry" alcune sue poesie, mentre l'anno successivo è redattore di "Spectrum", rivista dell'Università di California a Santa Barbara, dove insegna.

A dispetto del successo registrato in campo letterario, le condizioni economiche di Carver non sono ottimali, complicate anche dalla sua dedizione all'alcol, che lo porta a dimettersi dall'università. Egli non rinuncia, comunque, alla scrittura: nel 1976 per McGraw-Hill pubblica "Will you please be quiet, please?" (Vuoi star zitta, per favore?), mentre l'anno successivo dà alle stampe "Furious seasons and other stories".

Gli anni '80

Al 1981 risale "What we talk about when we talk about love", mentre sono del 1983 "Cathedral" e "Fires: Essays, poems, stories" (trad.it. Voi non sapete cos'è l'amore).

Nel settembre del 1987 Raymond Carver viene operato di urgenza a Syracuse a causa di una emorragia al polmone. L'anno successivo, mentre il suo racconto "Errand" vince il Prize Stories, si vede diagnosticare delle metastasi al cervello, che lo obbligano a sottoporsi a Seattle a un ciclo di radioterapia.

Quell'anno entra a far parte dell'American Academy and Institute of Arts and Letters; gli ultimi giorni della sua vita saranno dedicati a "A new path to the waterfall" (Il nuovo sentiero per la cascata), il suo ultimo libro di poesie.

Ricoverato al Virginia Mason Hospital, Carver muore il 2 agosto del 1988 nella sua casa di Port Angeles: il suo corpo viene seppellito all'Ocean View Cemetery, nello stesso giorno in cui la Collins Harvill a Londra pubblica "Elephant and other stories".

Biografia di Wes Craven

L'incubo migliore
2 agosto 1939Leone

Pochi registi sono diventati così famosi in un arco temporale così breve come Wes Craven, al secolo Westley Earl Craven. Re incontrastato dell'horror, a cui ha apportato una vena comica e grottesca di personalissima marca, questo funambolico giocoliere della macchina da presa è nato il 2 agosto del 1939 a Cleveland nell'Ohio.

Cresciuto in una rigida famiglia battista, da adolescente inizia naturalmente a frequentare il college ma a causa di una malattia che gli colpisce la colonna vertebrale é costretto a interrompere gli studi per un anno ma, malgrado queste difficoltà di ordine fisico, riesce a laurearsi in lettere e filosofia nel 1963 alla John Hopkins University di Baltimora.

I suoi inizi sono un po' imbarazzanti, dato che, pur di tenere una cinepresa in mano e smettere di fare i lavori più svariati (per qualche anno fa l'insegnante ma per pagarsi il materiale si ritrova a fare anche il tassista), è disposto a girare film a luci rosse; ma grazie a questi ingaggi si fa comunque le ossa. La sua vera attrazione però è per il genere horror e dunque eccolo nel 1972 dirigere e montare il suo primo film del genere, il macabro e raccapricciante "L'ultima casa a sinistra", in cui già rivela una mano non comune.

Fra il 1975 e 1980 seguiranno altri titoli segnati dalla sua forte personalità, come "Le colline hanno gli occhi" (grande successo al botteghino). Nel 1981 gira altri due film: "Benedizione mortale" e "Il mostro della palude", omaggio al desiderio del pubblico di consumare soggetti sempre più astrusi. Ma il colpo di genio di Craven è quello di aver inventato il bizzarro quanto terrificante personaggio di Freddy Krueger, protagonista della fortunata serie "Nightmare", con cui Craven ha di fatto inventato un nuovo genere di cinema horror (anche se in realtà dalla sua mano sono usciti solo il primo e l'ultimo titolo della sestina che comprende la serie). Grazie a Freddy Krueger, il mostro protagonista del film, Wes vince il Festival di Avoriaz, il premio della critica e il premio per la migliore attrice.

Tra i film diretti negli anni '80 e i primi del '90 da Craven ricordiamo "Dovevi essere morta" (1986), "Sotto Shock" (1989), "La Casa Nera" (1991), "Vampiro a Brooklin" (1995) e "Scream", il suo tredicesimo film che ha ottenuto un fenomenale successo sia negli USA che in Europa (il film si è anche aggiudicato l'MTV Awards come miglior film del 1996).

I suoi successivi film sono stati la realizzazione del secondo (nel cui cast ricordiamo l'attrice Courtney Cox) e terzo capitolo della trilogia di Scream e "La musica del cuore" con Meryl Streep, presentato alla mostra Cinematografica di Venezia del 1999 nel quale il regista si è confrontato con un genere per lui inusuale, il film drammatico.

Il suo ultimo film "Dracula's legacy - Il fascino del male", di cui Craven è anche produttore esecutivo, è uscito nelle sale nel 2000.

Per quanto riguarda la televisione Craven ha collaborato alla creazione della serie "Nightmare Cafe", ed ha diretto i telefilm "Night Visions" e "A Stranger in Our House".

Ha curato inoltre la regia di sette episodi di Twilight Zone nel 1980.

Biografia di Warren G. Harding

2 novembre 1865Scorpione
2 agosto 1923

Warren Gamaliel Harding nasce il 2 novembre del 1865 a Blooming Grove, nell'Ohio, primo di otto figli di George Tryon Harding Sr. E di Phoebe Elizabeth Dickerson. Trasferitosi da bambino con il resto della famiglia a Caledonia, dove il padre acquista un settimanale locale, "The Argus", Warren ha la possibilità di apprendere le basi del giornalismo proprio grazie a questo giornale.

Nel 1878 deve fare i conti con un duplice lutto, la morte per febbre tifoidea del fratello Charles e della sorella Persilla.

Gli studi, la stampa e i primi guadagni

Iscrittosi all'Ohio Central College, continua a interessarsi alla stampa e al commercio di giornali, e nel frattempo lavora allo Union Register di Mount Gilead. Divenuto un portavoce del college, a diciassette anni ottiene il Bachelor of Science degree.

Nel 1884 acquisisce una certa popolarità quando la Citizens' Comet Band in cui suona si aggiudica un premio di 200 dollari e il terzo posto in una competizione a Findlay, l'Ohio State Band Festival: il denaro gli serve per pagare le uniformi, che erano state acquistate a credito.

Il primo giornale

Dopo la laurea, Warren G. Harding ha esperienze come insegnante e come agente assicurativo; per un certo periodo, tenta anche di studiare legge. In seguito, insieme con altre persone raccoglie 300 dollari per acquistare il "Marion Daily Star", uno dei tre giornali della città; l'acquisto viene completato nel 1886.

Con la sua esperienza, la linea editoriale della pubblicazione viene mutata e risollevata, con il sostegno al Partito Repubblicano e al Governatore Foraker. Nel giro di breve tempo, il "Marion Daily Star" diventa uno dei giornali più popolari dello Stato.

Nel 1889, tuttavia, Harding ha a che fare con un esaurimento nervoso, che lo costringe a passare diverse settimane presso il Battle Creek Sanitarium, per recuperare le energie. Tornato a casa, riprende a lavorare per il giornale: nel 1893 lo "Star" soppianta il "Marion Indipendent" come il giornale ufficiale per le notizie governative locali.

La politica

Il suo operato in ambito editoriale gli procura l'ammirazione di Foraker, che gli suggerisce di entrare in politica. Harding, così, diventa dapprima senatore dell'Ohio (a trentacinque anni) per poi entrare in Senato a Washington, nel 1914, peraltro prendendo proprio il posto di Foraker, con il quale in ogni caso continua a mantenere rapporti più che buoni.

Immediatamente Warren G. Harding si fa notare con un intervento critico relativo al comportamento degli Stati Uniti nella Prima Guerra Mondiale, schierandosi contro il presidente in carica Woodrow Wilson.

Successivamente, si mostra favorevole al proibizionismo e contrario al controllo delle fonti di energia a livello federale, per poi attivarsi strenuamente per promuovere la richiesta di eliminare le restrizioni approvate per regolamentare alcuni settori produttivi dopo la guerra.

Oppositore del Trattato di Versailles nel 1919, si mostra contrario anche all'adesione americana - voluta da Wilson - alla Società delle Nazioni.

La corsa alla presidenza degli Stati Uniti

Nel 1920, Harding - potendo contare sulla forte raccomandazione di un affarista dell'Ohio, Harry Dougherty, che rappresenta i grandi signori del petrolio - si candida alle elezioni presidenziali per il Partito Repubblicano, che gli affianca come vice Calvin Coolidge: anche grazie al supporto di Dougherty ottiene una vittoria schiacciante, conquistando sette milioni di voti in più rispetto all'avversario democratico.

Nel 1921, dunque, Warren G. Harding diventa ufficialmente presidente degli Stati Uniti. Chiamato a formare il governo, presta particolare attenzione alle necessità dei suoi grandi elettori, decidendo di conferire diversi posti di responsabilità a sue vecchie conoscenze dell'Ohio: il Ministero del Tesoro, per esempio, viene affidato al magnate dell'alluminio Andrew W. Mellon, fondatore della Mellon National Bank, mentre il Ministero del Commercio è appannaggio di Herbert Clark Hoover, futuro presidente.

La politica sull'immigrazione

Alla fine del 1921 il Paese inizia a uscire dalla pesante recessione che era iniziata nel gennaio dell'anno precedente (causata in maniera particolare dalle conseguenze della guerra): complice la ripresa economica, la popolarità di Harding aumenta, per poi salire ancora di più quando viene presa la decisione di ridurre l'orario di lavoro degli operai.

In seguito, il presidente approva una legge sull'immigrazione, la Emergency Quota Act, che pone un limite alle entrate degli stranieri a seconda del Paese di provenienza, con una suddivisione delle quote (peraltro basata su una discriminazione razziale) che tiene conto dell'immigrazione del 1890, e dunque sottovaluta - in maniera voluta - quella in arrivo dall'Europa del Sud.

Gli ultimi anni

In questi anni Harding è coinvolto in diversi affari loschi, sia dal punto di vista della vita privata (una relazione adulterina con la figlia di un vecchio amico, Nan Britton), sia sul fronte economico e politico.

Il suo ministro degli Interni Albert B. Fall, per esempio, deve fare i conti con un affare che riguarda la vendita in cambio di tangenti di un enorme giacimento petrolifero: anche a causa di tale circostanza Harding, vedendo la propria posizione in bilico, dichiara di essere estraneo ai fatti e intraprende un viaggio per tutto il Paese al fine di entrare in contatto da vicino con i propri elettori.

Mentre si trova a San Francisco, tuttavia, si ammala di polmonite. Il presidente Warren G. Harding muore Il 2 agosto del 1923, probabilmente a causa di un infarto, a soli cinquantasette anni, quando il suo mandato ha da poco superato la boa dei due anni. Il suo cadavere viene seppellito a Marion, presso quello che verrà denominato Harding Memorial Park.

Biografia di Fritz Lang

Immaginare la fantascienza
5 dicembre 1890Sagittario
2 agosto 1976

Fritz Lang nasce come Friedrich Christian Anton Lang il 5 dicembre 1890 a Vienna, in Austria. Figlio di Paula Schlesinger, ebrea, e del celebre architetto Anton Lang, decide di abbandonare le orme del padre e di frequentare le lezioni dell'Accademia delle Arti Grafiche. Dopo aver iniziato a lavorare come scenografo e pittore in diversi cabaret della città, intraprende alcuni viaggi intorno al mondo, guadagnandosi da vivere disegnando fumetti per i quotidiani e dipingendo cartoline.

Tornato in Austria in occasione della Prima Guerra Mondiale, parte per il fronte dopo essersi arruolato nell'esercito imperiale. Durante i combattimenti rimane ferito, e così nel corso del periodo della convalescenza inizia a comporre sceneggiature. L'esordio alla regia arriva nel 1919, con "Mezzosangue", cui segue poco dopo "I ragni", feuilleton a episodi dal carattere esotico.

Sempre in questo periodo, entra in contatto e si innamora di Thea von Harbou, sceneggiatrice e scrittrice, con la quale si sposa l'anno successivo, e che collaborerà con lui fino al 1932. Nel frattempo la carriera di Lang dietro la macchina da presa conosce un'inaspettata ascesa: nei primi anni Venti diventa, così, una delle figure più rappresentative dell'espressionismo tedesco, con "Il dottor Mabuse", del 1922, e la doppia pellicola dei Nibelunghi ("La morte di Sigfrido" e poi "La vendetta di Crimilde").
Il vero capolavoro del regista austriaco, però, è "Metropolis", che suscita anche l'ammirazione di Hitler: il Fuhrer propone (tramite Goebbels) a Lang di diventare il responsabile dell'industria cinematografica del Reich, ma lui (dopo aver accettato in un primo momento) rifiuta - timoroso di una trappola - e lascia Berlino, trasferendosi in Francia.

Nel 1931 arriva il primo film sonoro: si tratta di "M, il mostro di Dusseldorf", che propone la ricerca disperata di un maniaco che violenta e ammazza bambine. Il clima inquietante del film, tra motivetti fischiati e ombre misteriose, evidenzia un'abilità registica inusitata per i tempi. Mentre gira "Il testamento del dottor Mabuse", Lang lascia la moglie, che nel frattempo ha scelto di aderire al nazismo, e abbandona definitivamente l'Europa: trasferitosi a Hollywood, collabora addirittura con Spencer Tracy, protagonista di "Furia", nel 1935.

In America Fritz Lang si trova come a casa: conquista la cittadinanza statunitense, va a vivere per diversi mesi in una tribù di Navajos e realizza il primo film a colori, "Il vendicatore di Jess il bandito". È il 1940: gli anni successivi saranno contrassegnati da opere antinaziste, che fanno seguito alla fondazione della "Società contro il nazismo" che lui stesso ha contribuito a creare. Per tutto il decennio lavora con i più grandi attori americani, e addirittura collabora con Bertolt Brecht, che partecipa alla sceneggiatura di "Anche i boia muoiono", prodotto da Arnold Pressburger.

Ne "La donna del ritratto", del 1944, Lang arruola Edward G. Robinson, mentre Joan Bennet, nel frattempo diventata sua seconda moglie, acquisisce un'importanza sempre maggiore, diventando spesso l'eroina delle sue pellicole.

La decadenza di Lang inizia quando finisce nella lista nera del senatore repubblicano Joseph McCarthy, complice l'accusa di aver fatto parte di organizzazioni di sinistra, ma il regista sa presto riabilitarsi, con "Rancho Notorious", dove dirige una Marlene Dietrich sul viale del tramonto, e con "Gardenia Blu", con Anne Baxter. Sono entrambe pellicole del 1952.

Gli ultimi fuochi d'artificio arriveranno grazie a "Quando la città dorme", del 1959, e "Il diabolico Dottor Mabuse", dell'anno successivo, prima della partecipazione come attore a "Il disprezzo" (firmato dal maestro Jean-Luc Godard) nei panni di se stesso, e come giurato al Festival di Cannes, negli anni Sessanta. La morte lo coglie il 2 agosto del 1976 a Beverly Hills.

Oltre a "Metropolis", film che ha praticamente aperto la via della fantascienza al cinema, Lang si è fatto apprezzare per l'impronta noir dei suoi film, dove la sua concezione della vita, alquanto pessimistica, è sempre filtrata e confezionata in un gusto espressionista della fotografia e delle inquadrature. Nelle sue pellicole, ansia e violenza dominano la società industriale, e l'individuo, generalmente alienato, è una semplice vittima che non può opporsi al destino che lo opprime.

Biografia di Myrna Loy

Ironia e solarità
2 agosto 1905Leone
14 dicembre 1993

Attrice indimenticabile, carica di fascino, grazia e brio, Myrna Loy si è meritata giustamente, negli anni '30, l'epiteto di "Regina di Hollywood", per quella sua inarrivabile eleganza, e quelle accattivanti doti di dolcezza e disinvoltura. Figlia di un politico di origine scozzese, Myrna Adele Williams nasce a Radersburg, nel Montana, il 2 agosto 1905; cresce con la passione per il teatro e la musica, grazie anche alla "melomane" genitrice. Dopo la prematura morte del padre, si trasferisce con la madre e il fratellino nei pressi di Los Angeles, dove, ancora quindicenne, entra a far parte di alcune compagnie locali come attrice e ballerina.

Durante una rappresentazione viene notata dalla moglie di Rodolfo Valentino, che insiste con il marito perché reciti nel suo nuovo film, "A che prezzo la bellezza? " (What Price Beauty?, 1925).

Così in quel film la giovanissima Myrna Loy farà la sua prima apparizione cinematografica nel ruolo di una vamp.

Per via del suo fascino procace ed intrigante, l'attrice verrà impiegata, per tutti gli anni '20, in ruoli di seduttrice e femme fatale. Ma il vero grande successo arriva con l'avvento del sonoro, che le darà l'opportunità per mettere in luce il suo sorprendente brio recitativo e la sua solare bellezza, in ruoli di ironica moglie o capricciosa ereditiera.

Nel 1933 viene scritturata dalla Metro Goldwyn Mayer, e l'anno seguente ottiene un grande successo al fianco di William Powell nella gustosa commedia "L'uomo ombra" (The Thin Man), diretta dal grande W.S. Van Dyke, e tratta dall'omonimo romanzo di Dashiell Hammett, in cui i due impersonano una coppia di coniugi detective, ironici e amanti dell'alcool. Il film, che avrà ben cinque seguiti (l'ultimo, "La canzone dell'uomo ombra", The Song of the Thin Man, sarà del 1947) offre all'attrice la possibilità di dimostrarsi scanzonata, fascinosa e raffinata attrice brillante.

Negli anni '30 e '40 la vediamo, spesso in coppia con Powell, sfavillante interprete di numerose commedie, come "La donna del giorno" (Libeled Lady, 1936) di Jack Conway, "Il paradiso delle fanciulle" (The Great Ziegfeld, 1936) di Robert Z. Leonard, "Gli arditi dell'aria" (Test Pilot, 1938) di Victor Fleming, con Clark Gable, "Ti amo ancora" (I Love You Again, 1940) di W.S. Van Dyke e "La casa dei nostri sogni" (Mr. Blandings Builds His Dream House, 1947) di H.C. Potter, ma anche di impegnati film drammatici, come "I migliori anni della nostra vita" (The Best Years of Our Lives, 1946), diretto da William Wyler, in cui impersona con grande intensità la dolce moglie di un reduce di guerra.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Myrna Loy si dedica con grande impegno come intrattenitrice delle truppe americane al fronte, e come organizzatrice di attività politiche e culturali per l'UNESCO.

Gli anni '50 e '60 la vedono impegnata soprattutto in teatro, così l'attrice riserverà al cinema solo sporadiche apparizioni in film come "Dalla Terrazza" (From the Terrace, 1960), con Paul Newman, e "Sento che mi sta succedendo qualcosa" (The April Fools, 1969).

La grande Myrna Loy si ritira dalla scene nel 1982: nove anni dopo le viene conferito l'Oscar alla carriera.

Muore a New York il 14 dicembre 1993.

Biografia di Corrado Mantoni

Romantiche rivoluzioni televisive
2 agosto 1924Leone
8 giugno 1999

Corrado Mantoni nasce il 2 agosto 1924 a Roma. I genitori sono di origini marchigiane.

Terminati gli studi classici frequenta la facoltà di giurisprudenza, ma non arriva al conseguimento della laurea, perché la sua attenzione viene rapita dal magico mondo dello spettacolo, che nel ventennio fascista, nel periodo di guerra e nel dopoguerra, rappresenta anche una fabbrica di sogni.

Tuttavia Corrado Mantoni è dapprima chiamato a raccontare agli italiani i loro drammi, le tragedie, la sofferenza, lavorando prima come speaker ufficiale, grazie al bel timbro naturale della sua grave voce, dalla eccellente dizione, che presto diventa quella ufficiale della radio italiana; poi diventa presentatore, che all'epoca, in radio era il coronamento della carriera.

Sostituisce così Silvio Gigli e subito costruisce una fucina di prodotti pronti a rivoluzionare lo spettacolo radiotelevisivo italiano, inventando i primi veri show nazionalpopolari come "Rosso e Nero" e "Radio Naja". Il passaggio alla televisione è ostacolato dai dirigenti della Radio, che allora vedevano la TV come la concorrenza all'interno della stessa RAI.

Corrado riesce a realizzare solo qualche trasmissione televisiva dei suoi show radiofonici; va ricordato che i grandi ascolti erano a pannagio della radio, non ancora della TV. Qualcuno poteva inoltre vedere Corrado al cinema che interpretava se stesso, facendo da spalla a grandi attori come Totò, o prestava la sua immagine a Rossellini, o addirittura metteva in scena, nei film, i suoi programmi più famosi; sarà Corrado a lanciare Sophia Loren.

Intanto Corrado Mantoni prosegue la carriera di doppiatore. La sua voce diventa la voce degli italiani. Anche Umberto Eco ne tesse elogi. Corrado conosce i congiuntivi, la consecutio temporum, e la sua parlata è misurata, ma ha grande ricchezza terminologica e proprietà di linguaggio; il tutto è reso più popolare dalla sua semplicità apparente, e dal suo fare e dal suo dire, dipinti di un romanesco ornamentale ancor più che sostanziale.

Corrado conosce bene e ama Roma, sua città, in cui si sposa e ha un figlio, Roberto, con Luciana Guerra, dalla quale divorzia nel 1972.

Nel 1961 arriva il tempo del suo primo programma televisivo. Di qui Corrado incastona uno dietro l'altro gioiellini che preparano il terreno a un vera e propria rivoluzione televisiva, come già era avvenuta in radio. Diventa il presentatore ufficiale della televisione italiana,ove conduce le premiazioni, i programmi celebrativi, i galà del sabato sera, i concerti, mentre Mike Bongiorno presenta essenzialmente quiz e Sanremo (di cui Corrado presenta la sola edizione del 1974).

Fra i due mostri sacri della TV nasce complicità e non rivalità. L'amico del giaguaro, Controcanale, Il Tappabuchi sono programmi che il presentatore conduce in questi anni. Nel 1965 La prova del nove. Nel 1968 La Corrida radiofonica. Corrado fino agli anni '80 non lascerà la radio.

Nel 1970 presenta ancora una volta Canzonissima, e nel 1971, per la prima volta nella storia del varietà della Lotteria, viene riconfermato il conduttore con la showgirl Raffaella Carrà, che Mantoni contribuisce a lanciare. Nel 1972 Un'ora per voi, trasmissione della TSI (tv della Svizzera italiana). Nel 1975 viene varata la riforma della tv, da cui nascono TG1, TG2 e palinsesti autonomi delle due reti RAI.

Si avvicina un altro momento della rivoluzione televisiva in atto, negli anni dell'austerity per intrattenere gli italiani nei pomeriggi festivi: Corrado presenta "Domenica in..." da lui così inventata e scritta inizialmente con Paolini e Silvestri, e per tre edizioni di 39 puntate l'una dalle 14 alle 19:50, crea un nuovo modo di fare tv, un happening, e pone le basi del primo vero talk-show italiano. Ma non va dimenticato che all'interno del programma è Corrado a inserire la rubrica del teatro, della scienza, della musica, della tv, non mancando di sostenere l'Italia delle tradizioni e dei paesi; persino i germi di programmi quali "Mi manda Raitre" sono già presenti nel programma di Corrado; si pensi al libro dei "comandamenti"; ineguagliate inoltre le sue scenette con gli attori famosi, che ospita; non mancano prestigiatori. Lancia Tony Binarelli e Alexander.

Gli ascolti rimangono altissimi. Le edizioni successive a quelle di Mantoni tradiscono, a parte alcune delle edizioni di Pippo Baudo, immediato successore, lo stile di un programma elegante, divertente ed equilibrato. Nel 1978 il sodalizio fra Corrado e il grande Paolo Grassi, allora presidente della RAI, si rompe.

Nel 1979 conduce alla radio "Corradodue" su Radiodue, nel 1980 "La mia voce per la tua domenica" su Radiouno, nel 1981 "Gran Canal" sulla seconda rete RAI, il venerdì al posto di Portobello di Enzo Tortora, una trasmissione in diretta dal Teatro delle Vittorie che prosegue la rivoluzione televisiva, con un gioco per soli concorrenti stranieri in Italia, e ove viene proposta una sorta di soap-opera, dagli attori protagonisti in teatro, di cui il pubblico telefonicamente deve indicare il finale. Anche questa idea verrà ripresa nella tv successiva.

Nel 1982, dopo aver portato al successo "Fantastico" con Raffaella Carrà e Gigi Sabani (quest'ultimo lanciato da Corrado in una edizione della Corrida radiofonica), opta per la tv commerciale e reinventa su Canale 5, nato da un paio d'anni, la fascia di mezzogiorno, allora inesistente. Il programma è "Il Pranzo è servito", un controquiz, più che un quiz, sicuramente uno dei giochi più amati degli anni '80.

Nel 1983 presenta un'altra sua creatura "Ciao Gente": è il pubblico ad essere protagonista del programma nel quale lancia Dario Ballantini.

Nel 1984 con Maurizio Costanzo presenta "Buona Domenica".

Subisce un'operazione alle corde vocali nel 1985. L'anno seguente, il 1986, anno storico della rivoluzione, il conduttore porta in TV un programma radiofonico, esperimento mai riuscito prima, e presenta "La Corrida", per oltre dieci anni, iniziando nell'estate, per passare poi negli anni a venire, rinnovando con umiltà, un eterno ritorno della sua gavetta, in primavera, fino all'inverno e all'autunno, quando nel 1997 per la prima volta sorpasserà il programma di punta del sabato sera RAI abbinato alla Lotteria.

La carriera di Corrado ha le caratteristiche dell'ironia, di cui, unico forse con Raimondo Vianello, è icona.

Tra le sue nuove scoperte di questo periodo vi è anche Neri Marcorè.

Nel 1987, nel 1988, poi nel 1989 subisce operazioni per un edema polmonare. Nel 1990 un altro momento importante: Corrado presenta il Gran Premio Internazionale della TV, che per 7 anni consecutivi lo vede come autore e conduttore in coppia con altri volti della RAI.

Tra il 1991 e il 1996 scrive "Tira e Molla", gioco condotto da Paolo Bonolis che per due edizioni vince nella fascia preserale.

Negli anni seguenti scrive "Il Gatto e la Volpe" per la coppia Paolo Bonolis, Luca Laurenti. Sposa Marina Donato.

Nel 1998 si ammala gravemente.

Corrado Mantoni muore l'8 giugno 1999, a Roma.

A lui è dedicata una via nel quartiere in cui ha abitato, nel IV municipio di Roma, Casale Nei.