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Biografie di personaggi famosi e storici nato il 6 agosto


Biografie di personaggi famosi e storici


Biografie di personaggi famosi nella storia e celebrità


  1. Biografia di Theodor W. Adorno
  2. Biografia di Jorge Amado
  3. Biografia di Paul Claudel
  4. Biografia di Alexander Fleming
  5. Biografia di Geri Halliwell
  6. Biografia di Ben Jonson
  7. Biografia di George Jung
  8. Biografia di Marisa Miller
  9. Biografia di Domenico Modugno
  10. Biografia di Daniel O'Connell
  11. Biografia di Papa Paolo VI
  12. Biografia di Benedetta Parodi
  13. Biografia di Giorgio Rocca
  14. Biografia di Dutch Schultz
  15. Biografia di Alfred Tennyson
  16. Biografia di Luc de Clapiers de Vauvenargues
  17. Biografia di Diego Velázquez
  18. Biografia di Andy Warhol

Biografia di Theodor W. Adorno

Attualità di un inattuale
11 settembre 1903
6 agosto 1969

Chi è: Theodor W. Adorno


Sociologo, musicologo e filosofo tedesco, Theodor Wiesengrund Adorno nasce l'11 settembre del 1903 a Francoforte sul Meno. Figlio unico di un mercante di vini ebreo, firma i suoi primi scritti con il cognome della madre, Maria Adorno, una cantante cattolica di origini còrse e, prima ancora, genovesi. Il nome ebraico del padre viene così abbreviato in una W.

Introdotto dalla madre allo studio della musica e da Siegfried Kracauer, un amico di famiglia assai colto ed erudito, alla filosofia classica tedesca, Adorno si laurea in Filosofia nel 1924, con una dissertazione sulla fenomenologia di Husserl.

Il primo articolo del giovane filosofo è invece dedicato all'espressionismo, improvvisamente sedotto dal violento ed intenso linguaggio del compositore austriaco Arnold Schönberg, uno degli esponenti più in vista di quella corrente artistica. Adorno si reca quindi a Vienna per studiare con lui, diventando quindi anch'egli un "adepto" della sua cerchia, la stessa che partorirà la celeberrima "Seconda scuola di Vienna". L'intento principale di questi artisti era quello di scardinare le regole soggiacenti la musica tonale (ossia le regole che informano tutta la musica occidentale), nella convizione che il cromatismo esasperato a cui erano giunti i compositori precedenti (un "piano inclinato" innescato da Wagner), avesse portato a lidi che andavano superati. Per certi versi un processo che nella loro ottica era "naturale" e non rivoluzionario, come in genere si tende a credere ancora oggi (e basterebbe andare a rileggere, per convincersi di questo, gli scritti di Webern).

Il contributo fondamentale a questo superamento sarà proprio quello apportato da Schoenberg che, inizialmente pervenuto ad un tipo di scrittura "a-tonale", approda al metodo di composizione chiamato "Dodecafonico", una sorta di "Comunismo dei dodici suoni" o di "emancipazione della dissonanza", per usare espressioni dello stesso compositore.

Adorno, nella sua produzione saggistica e polemica, sarà sempre strenuo sostenitore di questa Nuova Musica, del tutto avversata invece dal pubblico e da buona parte della critica di allora.

Paradigmatico, in questo senso, il testo del 1949 intitolato proprio "La filosofia della nuova musica".

Adorno si colloca in quel tragico clima culturale che segna il passaggio dalla vecchia concezione del mondo alla società di massa, la stessa che andava elaborando le sue autonome tavole dei valori, ancorate senza dubbio alle regole fondamentali dei linguaggi del passato, ma semplificate al massimo grado e svuotate di tutti i loro contenuti.

Nel 1931 Adorno diviene libero docente all'università di Francoforte, dove insegnerà fino a quando sarà costretto - a causa dell'avvento del nazismo - ad emigrare a Parigi, in Inghilterra e infine negli Stati Uniti.

Nel 1950 fa ritorno a Francoforte dove insegna filosofia e sociologia e dirige l'Istituto per le ricerche sociali.

Personalità poliedrica, dai molteplici interessi culturali, ha lasciato un contributo originalissimo in tutti i campi in cui ha esercitato la sua eccezionale capacità dialettica e speculativa. La filosofia e la musica sono in sintesi le sue passioni fondamentali, passioni che si condensano nello stupendo "Dialettica dell'illuminismo", scritto nel 1947 in collaborazione con l'altro grande esponente della cosiddetta "Scuola di Francoforte", ossia Horkheimer.

I due misero qui a punto la più raffinata critica della cultura occidentale del Novecento, elaborando una riflessione sul modo in cui la società occidentale ha trasformato il suo potenziale di emancipazione e dedicando una parte considerevole dell'opera a uno studio teorico sulla "questione antisemita" (espressione che preferivano a quella disorientante di "questione ebraica").

L'acutezza di questo sguardo filosofico sarebbe stata tale che nella comunità degli esuli tedeschi si proverà a tradurre in una ricerca empirica questa analisi che intrecciava freudismo e marxismo. Si ha così la pubblicazione di una serie di volumi collettivi intitolata "Studi sul pregiudizio".

Altrettanto fondamentali in campo estetico sono invece l'incompiuta "Teoria estetica" e la "Dialettica negativa". Il primo testo mette in rilievo il sottile rapporto dialettico fra opera d'arte e realtà sociale, mentre il secondo è un tentativo stimolante di aggiornare l'eredità hegeliana.

La spettacolare intelligenza di Adorno si è anche esercitata in sagaci aforismi, pubblicati in quel vero e proprio "cult" che reca il titolo di "Minima moralia" (1947), debitore, per la vena paradossale e brillante che lo percorre, verso gli illustri precedenti di Nietzsche e Kierkegaard. Ma assieme alla "bellezza" nietzscheana, in quel testo che stabilisce con vigore nella storia un prima e un dopo la grande mattanza nazista, traspare il lutto per i tragici avvenimenti dell'Europa di quegli anni.

Ansioso di riprendere a insegnare a studenti tedeschi, il filosofo fa come detto negli ultimi anni ritorno in Germania, convinto che la lingua madre sia lo strumento più adatto per esprimere il suo pensiero. Attento alla ricostruzione democratica del Paese, mette da parte i toni anti-borghesi della gioventù e toglie dalla circolazione i suoi scritti più influenzati dal marxismo.

Quando esplode il Sessantotto che a lui si richiamava, Adorno se ne mostra infastidito, ampiamente ricambiato in seguito dagli ottusi "rivoluzionari".

L'anno successivo, dopo un'ennesima contestazione, si allontana dall'università. Muore di crepacuore di lì a qualche giorno a Visp, in Svizzera, il 6 agosto 1969.

Biografia di Jorge Amado

Il cantore di Bahia
10 agosto 1912
6 agosto 2001

Chi è: Jorge Amado


Il grande scrittore brasiliano Jorge Amado nasce il 10 agosto 1912 in una fattoria nell'interno di Itabuna nello stato di Bahia, in Brasile. Figlio di un grande proprietario terriero produttore di cacao (un cosiddetto "fazendeiro"), fu testimone fin da bambino delle lotte violente che venivano scatenate per il possesso della terra. Si tratta di ricordi indelebili, più volte riutilizzati nella stesura delle sue opere.

Attratto dalla letteratura fin dall'adolescenza , si propone subito come giovane ribelle, sia dal punto di vista letterario che politico, scelta fra l'altro alla quale il grande "cantore di Bahia" non ha mai deflesso, anche quando i pericoli erano assai minacciosi (ad esempio, negli anni della dittatura nazista, che, se avesse vinto, rischiava di contagiare anche le civiltà sudamericane).

Inoltre, è utile sottolineare che il Brasile della gioventù di Amado era un Paese assai arretrato e ancorato a tradizioni che gettavano le loro radici addirittura nel sistema schiavistico, peraltro a quel tempo recentemente smantellato. Un Paese, quindi, che guardava con sospetto e timore a qualsiasi forma di "sovversione". Infine, la forte crisi economica e la conseguente apertura delle frontiere, che determinò un fortissimo flusso migratorio di tutte le razze (italiani compresi), non faceva che minare il senso di sicurezza dei cittadini, desiderosi vieppiù di garanzie e stabilità.

In questo mondo attraversato da profonde trasformazioni Jorge Amado esordisce non ancora ventenne con il suo primo romanzo "Il paese del Carnevale", storia di un giovane che non riesce a trovare la sua strada in una società che rifiuta di affrontare i problemi per ignorarli o mascherarli con trucchi di vario genere, fra cui appunto il mitico Carnevale. A proposito di questo primo romanzo, l'Enciclopedia della Letteratura Garzanti così scrive: "qui già si delinea la sua fisionomia di narratore realista, inclina ad una sorta di populismo romantico, legato alla gente e ai problemi della terra bahiana".

Seguirono subito dopo due romanzi di impegno sociale "Cacao" e "Sudore": il primo sul drammatico problema degli "affittati" (in pratica schiavi utilizzati nelle piantagioni di cacao), il secondo sulla condizione non meno drammatica del sottoproletariato urbano. Ma il grande esordio che lo pone davvero all'attenzione di tutti, anche al di fuori del mondo delle lettere, avviene nel 1935 con il romanzo "Jubiabá", dal nome del protagonista, il grande stregone negro di Bahia. Romanzo provocatorio quant'altri mai per la mentalità brasiliana, a causa dell'intensa narrazione che vede protagonisti cultura e personaggi negri (in un paese la cui cultura ufficiale aveva fino ad allora negato il valore della cultura negra in quanto tale), nonché una storia d'amore di un uomo nero con una donna bianca (argomento assolutamente tabù). Infine, sullo sfondo sono tratteggiate le vicende di un grande sciopero, visto come il superamento delle differenze razziali nella lotta di classe. Insomma, un gran calderone che infrangeva in un una sola grande narrazione tutte le fragili, ma al tempo stesso radicate resistenze della cultura brasiliana

A quel punto il cammino di Jorge Amado è tracciato, la sua scelta ideale di vita troverà nelle opere successive una serie di precise conferme mentre le sue scelte politiche, come l'adesione al Partito Comunista, provocheranno più volte il suo arresto e l'esilio. Finita la seconda guerra mondiale, infatti, costretto ad allontanarsi dal Brasile con l'ascesa alla presidenza di Enrico Gaspar Dutra, Jorge Amado vive prima a Parigi e poi, vincitore del premio Stalin, passa tre anni nell'Unione Sovietica. Nel 1952 pubblica in tre volumi "I sotterranei della libertà", la storia delle lotte del partito comunista in Brasile. Pubblica in seguito altre opere minori sul suo soggiorno nei paesi dell'Unione Sovietica.

Poco dopo, però, ecco un'altra grande svolta, avvenuta precisamente nel 1956. Questa è la data della sua uscita dal Partito Comunista Brasiliano per dissensi sugli sviluppi del comunismo in Unione Sovietica.

Nel 1958, ritornato in Brasile, pubblica con sorpresa di tutti "Gabriella, garofano e cannella". Un ritorno al passato, alla sua terra d'origine e alle lotte dei "fazendeiros" per il possesso delle terre; nel romanzo, tra una sparatoria e una cavalcata la bella Gabriela ama e rivendica il diritto di amare. Questo diritto di amare al femminile, questo superamento del binomio sesso-peccato può sembrare banale, al giorno d'oggi, ma a quel tempo, nel 1958, ottenne un effetto provocatorio forse superiore a quello dello stesso "Jubiabá" vent'anni prima. Una riprova? Amado non poté rimettere piede a Ilhéus per molto tempo a causa delle minacce ricevute per aver offeso l'onore e la rispettabilità delle donne del posto.

Molti anni più tardi, quando compirà ottant'anni, il "paese del carnevale" gli renderà omaggio con una grandiosa festa, un gigantesco carnevale nel vecchio quartiere bahiano del Pelourinho, tante volte descritto dal "bahiano più bahiano di Bahia". Verso la fine della sua vita, il bilancio del vecchio e indomito scrittore non potè che essere improntato all'orgoglio e alla soddisfazione. I suoi libri, pubblicati in 52 paesi e tradotti in 48 lingue e dialetti, hanno venduto milioni di copie, contribuendo a risvegliare le coscienze ma anche a distendere e a divertire (soprattutto grazie alla sua "seconda fase", quella "spensierata" di "Gabriella garofano e cannella"). Il leggendario cantore di Bahia è scomparso il 6 agosto 2001.

Biografia di Paul Claudel

6 agosto 1868
23 febbraio 1955

Chi è: Paul Claudel


Paul Claudel nasce il 6 agosto del 1868 a Villeneuve-sur-Fère, ultimo di quattro figli (sua sorella Camille diventerà una celebre scultrice). Durante l'infanzia è costretto a cambiare città continuamente a causa del lavoro svolto dal padre, alto funzionario dell'amministrazione statale, fino a quando nel 1882 la famiglia Claudel si stabilisce definitivamente a Parigi; gli anni dell'adolescenza passati nella capitale francese, comunque, non inducono Paul a dimenticare Villeneuve, cui è legato soprattutto per il rapporto stretto con il nonno materno.

A Parigi Paul Claudel smarrisce la fede religiosa e si avvicina al positivismo, pensiero dominante nella società del momento: dopo esserci entrato in contatto, tuttavia, lo rifiuta, privilegiando il movimento anarchico.

Appassionatosi alla lettura, legge Dostoevskij, Dante e Shakespeare, ma anche autori contemporanei come Renan, Hugo e Zola. Mentre ha l'occasione di conoscere Mallarmé, prendendo parte ai suoi martedì, si lascia intrigare dalla lettura delle opere di Rimbaud, e incontra Verlaine. Nel 1886, dopo un periodo di turbamento interiore, si converte al cattolicesimo: l'episodio che lo induce alla scelta è la partecipazione a una Messa di Natale a Notre-Dame de Paris, mentre ascolta il "Magnificat".

Nel frattempo, dopo avere studiato nel campo del diritto, Paul Claudel intraprende la carriera diplomatica lavorando per il Ministero degli Esteri: il suo primo incarico fuori dai confini nazionali è il vice-consolato negli Stati Uniti (dapprima a New York e poi a Boston), che gli viene assegnato nel 1893; due anni più tardi, invece, è console a Shanghai.

Nel 1900, all'età di trentadue anni, Claudel pensa di porre fine alla carriera diplomatica per diventare un monaco benedettino, e chiede di entrare nell'Abbaye Saint-Martin de Ligugé: la sua richiesta, tuttavia, viene rifiutata dal monastero (anche se nel 1905 diventa oblato della stessa abbazia). Tornato in Cina, continua la carriera diplomatica: prima è vice-console a Fuzhou, poi console a Tianjin. Nel 1909 è console a Praga, mentre due anni più tardi assume la stessa carica a Francoforte.

Dopo il consolato di Amburgo ottenuto nel 1913, nella seconda metà degli anni Dieci il diplomatico francese viene nominato plenipotenziario di Rio de Janeiro; nello stesso periodo scrive le raccolte poetiche "Poèmes de guerre" (sono gli anni della Prima Guerra Mondiale) e "Corona benignitatis Anni Dei", nelle quali manifesta la sua chiave espressiva prediletta, un versetto ritmato che non rispetta le regole classiche ma è lontano dal verso libero.

Nel 1920 Claudel si trova a Copenaghen, dove negli anni successivi scrive "La scarpina di raso". Dopo essere stato ambasciatore a Tokyo a partire dal 1922, si trasferisce a Washington (nel 1928) e a Bruxelles (nel 1933), dove termina la carriera diplomatica nel 1936. A quel punto si stabilisce definitivamente nel castello di Brangues, in Isère, acquistato una decina di anni prima per trascorrervi i mesi estivi. Da questo momento in poi il lavoro letterario, già sviluppato parzialmente durante la carriera diplomatica, inizia a occupare la maggior parte della sua esistenza.

Paul si dedica, in particolar modo, al dramma "L'annuncio a Maria", iniziato già negli anni Novanta dell'Ottocento, che racconta la storia della giovane Violaine e dei suoi familiari, trattando di fede e di amore. A Brangues, inoltre, Claudel ospita personaggi politici importanti come il presidente Edouard Herriot o scrittori come François Mauriac. Nel 1938 entra nel consiglio di amministrazione della Société des Moteurs Gnome et Rhone in virtù dell'intercessione del suo direttore, Paul-Lois Weiller, mecenate e protettore di numerosi artisti (come Paul Valéry e Jean Cocteau). Tale ruolo, riccamente retribuito, procura tuttavia molti grattacapi a Paul Claudel, criticato sia per l'elevato stipendio ricevuto, sia perché nel corso della Seconda Guerra Mondiale l'impresa partecipa all'"effort de guerre" tedesco durante l'Occupazione.

Il 4 aprile del 1946 Claudel viene eletto accademico di Francia insieme con Henri Mondor, Jules Romains, Marcel Pagnol, Charles de Chambrun e Maurice Garçon. Diventato membro del Comitato d'onore del Centro culturale internazionale di Royaumont, Paul Claudel muore a Parigi il 23 febbraio 1955 in conseguenza di una crisi cardiaca: sul suo epitaffio fa scrivere semplicemente la frase "Qui riposano i resti e la semenza di Paul Claudel".

Biografia di Alexander Fleming

Fare la muffa in laboratorio
6 agosto 1881
11 marzo 1955

Chi è: Alexander Fleming


Bronchite, polmonite, broncopolmonite: a sentire queste parole non si può fare a meno di provare una certa inquietudine. La tosse spesso è un sintomo di queste malattie, fino a non molti anni fa considerate pericolose. Ma la polmonite che per secoli è stata considerata gravissima, oggi è poco più importante di un mal di gola. Merito di un biologo inglese, Sir Alexander Fleming, che nel 1928 scoprì, per caso, che una muffa (chiamata "penicillium", cioè "muffa a forma di pennello") impediva la riproduzione di alcuni batteri; da quella muffa sarebbe stata estratta la penicillina, il primo antibiotico usato in medicina: una sostanza assolutamente "naturale".

In realtà dovettero passare undici anni prima che i ricercatori Florey e Chain riuscissero a dare valore alla scoperta di Alexander Fleming e iniziassero a produrre la penicillina su scala industriale; ma bastarono pochissimi anni perché il nuovo farmaco, usato dai soldati alleati durante la II guerra mondiale, alla fine del conflitto si diffondesse in tutto il mondo. Da allora decine di altri antibiotici sono stati sintetizzati e le malattie batteriche dei bronchi e dei polmoni sono diventate curabili facilmente e rapidamente.

Medico, scienziato e filantropo lo scopritore di questa fondamentale "arma" per combattere le infezioni nacque il 6 agosto 1881 a Lochfield, vicino Darvel (Scozia), una cittadina nell'Ayrshire, regione rurale della Scozia. Discendente da una famiglia di agricoltori, Alexander Fleming fu il terzo di quattro figli. I suoi genitori lavoravano in una fattoria di ottocento acri che distava un miglio dalla casa più vicina. Durante l'infanzia Fleming passò molto del suo tempo libero divertendosi a correre e giocare tra i ruscelli, le valli e le brughiere, tipici del paesaggio scozzese, sviluppando un sempre crescente interesse per i fenomeni naturali.

Suo padre morì quando egli aveva sette anni, lasciando la madre a occuparsi della fattoria con il figliastro più vecchio. Frequentare gli studi divenne particolarmente duro per lui, soprattutto a causa della grande distanza a cui si trovavano le scuole. Il futuro scienziato fece immensi sacrifici per arrivare alla laurea. Per un breve periodo dopo il diploma superiore, spinto dalla necessità, lavorò come impiegato in una compagnia di navigazione dell'epoca, con il serio rischio di dover interrompere la carriera scolastica. Malgrado la stanchezza proprio quel lavoro gli fornì le risorse necessarie per iscriversi all'Università.

Come studente di medicina Fleming dimostrò immediatamente di possedere eccezionali capacità, superando con estrema facilità tutti gli esami e guadagnando numerosi premi: nel 1906 ottenne il College Diploma e nel 1908 il London University Degree con medaglia d'oro. In virtù della brillante carriera universitaria, fu immediatamente scelto come allievo interno da Sir Almroth Wright, microbiologo, professore di patologia ed uno dei maggiori esperti di immunologia del tempo: iniziò così la brillante attività di Alexander Fleming che da semplice studente lo portò a diventare uno degli assistenti personali di Wright ed a lavorare al suo fianco in laboratorio.

Intanto nel 1915 Fleming sposò Sarah Marion McElroy, figlia di un allevatore irlandese, la quale lavorava in una casa di cura privata: il matrimonio durò fino alla morte di lei, nel 1949.

Sotto la guida del suo maestro comprese l'importanza di sviluppare nel corpo umano un'immunità per guarirlo da un'infezione, ed impostò le sue ricerche in questa direzione. Tra tutte le scoperte fatte in quel periodo, Fleming rimase particolarmente colpito dal lavoro del medico e chimico tedesco P. Ehrlich, che aveva sviluppato il "Salvarsan", un composto a base di arsenico utilizzato per la cura della sifilide: una "pallottola magica" in grado di uccidere l'organismo infettante senza danneggiare il soggetto infettato. Diventò così uno dei pochi medici ad avere la possibilità di somministrare questo potente farmaco, facendo inoltre esperienza con le nuove e difficili tecniche di iniezione endovenosa.

Il punto di svolta si ebbe quando Alexander Fleming nel suo laboratorio di St. Martin, a Londra, verificando lo stato di una coltura di batteri, vi trovò una copertura di muffa. Questo evento non aveva nulla di straordinario, poiché erano normali situazioni del genere; la cosa eccezionale fu invece il fatto che questa muffa aveva annientato tutti i batteri circostanti. La scoperta, come si è detto, fu casuale; se si fosse trattato di un altro tipo di germi, o di un altro tipo di muffa, o più semplicemente di uno scienziato più distratto, probabilmente tutto sarebbe passato inosservato.

La scoperta non suscitò all'epoca grande entusiasmo anche perché la penicillina non curava molte altre malattie, tra cui la più banale influenza, non immunizzava e soprattutto non eliminava definitivamente i batteri, ma li "stordiva", in attesa che il sistema immunitario si organizzasse per combatterli e distruggerli. Inoltre, essendo eliminata piuttosto velocemente, erano necessarie diverse somministrazioni giornaliere per ottenere l'effetto desiderato.

Nel 1941 però successe qualcosa che dimostrò l'efficacia reale di questo ritrovato. In un ospedale di Oxford, durante la guerra era ricoverato un poliziotto che stava per morire di setticemia a causa di una piccola ferita infetta al lato della bocca. Rivelatesi inutili le somministrazioni di sulfamidici, al poliziotto venne iniettata una dose di penicillina di 200 mg. Accanto al suo letto non c'era Fleming, ma i suoi due collaboratori Chain e Florey; un netto miglioramento cominciò a vedersi. Purtroppo le scorte di penicillina si esaurirono ed il poliziotto morì, ma l'efficacia del farmaco contro le infezioni fu definitivamente dimostrato. In Gran Bretagna e negli USA cominciò una massiccia produzione del preparato.

Nel 1944 Alexander Fleming fu insignito del titolo di Sir e l'anno dopo divise il premio Nobel con i suoi collaboratori Chain e Florey. Fleming morì il giorno 11 marzo 1955 e fu sepolto nella Cattedrale di St. Paul, insieme ad altri inglesi illustri.

Biografia di Geri Halliwell

Spice story
6 agosto 1972

Chi è: Geri Halliwell


Geraldine Estelle Halliwell nasce il 6 agosto 1972 a Watford, in Inghilterra. Le belle fattezze di Geri sono il frutto di un miscuglio di individui dalle nazionalità assai differenti. La madre infatti è di origine spagnola, il padre (ormai scomparso da anni) inglese mentre il nonno è svedese. Cresciuta ascoltando Madonna, Micheal Jackson e gli Abba e nutrita di cultura pop da capo a piedi, da piccola sviluppò una passione irrefrenabile per i film interpretati da Judy Garland, Marilyn Monroe e Shirley Bassey e per le relative colonne sonore.

Appena adolescente la voglia di sfondare si fa subito sentire e, per percorrere la sua strada senza dover rendere conto a nessuno, a sedici anni abbandona il nucleo familiare per tentare la carriera nel mondo dello spettacolo. Naturalmente gli inizi sono duri; a scarseggiare sono soprattutto i soldi e così si adatta a svolgere ogni tipo di lavoro utile e sbarcare il lunario: fa la cameriera, l'insegnante di aerobica, ma passa anche fra le "forche caudine" del mestiere di cubista e della valletta (in particolare, nella versione turca del programma "Ok il prezzo è giusto").

Dotata di forte personalità con il tempo i risultati cominciano ad emergere e, malgrado la non eccezionale voce, grazie alla forte presenza scenica nel 1994 supera il provino per entrare nelle Touch, il gruppo che, con l'arrivo di Emma Bunton, sarebbe diventato le Spice Girls: un fenomeno mondiale. Il quintetto di ragazze, che lanciò il fortunato slogan del "girl power" (ossia della forza rappresentata dalle donne: una sorta di neo-femminismo in chiave pop), debutta nel 1996 con il singolo "Wannabe". La Halliwell, che interpreta la parte della rossa e volgarotta "Ginger Spice", è solita esibirsi in un vestito ricavato dalla bandiera inglese, con la quale afferma il suo sostegno per Margaret Thatcher.

Dopo circa due anni di "Spicemania", Geri stupisce il mondo annunciando la propria intenzione di lasciare la band. Le voci sui veri motivi dell'abbandono sono centinaia, come si addice a un gruppo che ogni giorno per un motivo o per l'altro occupa le pagine dei giornali. La tesi più accreditata è quella di un litigio con Melanie Brown per la leadership all'interno del gruppo.

Geri, abbonata ormai da tempo alle copertine dei giornali, non intende certo farsi dimenticare e diventare così una meteora. Così, tenta prima con qualche delusione la carriera televisiva, poi si ricicla come ambasciatrice ONU, e nella primavera del 1999 lancia in pompa magna la propria carriera solista con "Schizophonic", un album che ottiene discreto successo grazie anche ai video che accompagnano le singole canzoni, accattivanti e molto curati.

Nel maggio del 2001 sconcerta tutti con il lancio di "Scream if you wanna go faster" dove compare in una versione completamente rinnovata. Non è solo il look ad essere del tutto diverso, ma anche la stessa persona, come hanno modo di constatare, sconcertati, tutti gli adepti della MTV-generation di fronte ai suoi videoclip. La Geri Halliwell sensuale ma un po' sovrappeso sembra definitivamente scomparsa per lasciare il posto ad una più sbarazzina ma asciutta e palestrata (e anche un po' androgina, a dire il vero), pop star che comunica grande energia e voglia di divertirsi.

Il 14 maggio 2006 dà alla luce Bluebell Madonna Halliwell, figlia dello sceneggiatore Sacha Gervasi.

Biografia di Ben Jonson

Umori inglesi
11 giugno 1572
6 agosto 1637

Chi è: Ben Jonson


Benjamin Jonson nasce a Londra il giorno 11 giugno 1572. Drammaturgo, attore e poeta, rappresenta una figura di primo piano del teatro elisabettiano, uno dei periodi artistici di maggior splendore del teatro britannico.

Nato nel quartiere di Westminster frequenta per breve tempo la Westminster School; ancora giovane è costretto dal patrigno a intraprendere l'attività di apprendista muratore. Nonostante tutto riesce ad approfondire la propria cultura.

Si arruola in seguito come volontario nell'esercito e partecipa alla guerra nei Paesi Bassi. In seguito, rientrato a Londra, intorno al 1597 inizia a dedicarsi al teatro, dapprima nelle vesti di attore, poi soprattutto come autore di drammi. Proprio nel 1597 Ben Jonson collabora con Thomas Nashe all'opera "The Isle of Dogs", lavoro che gli procurerà dei guai con le autorità: viene imprigionato per oltraggio e le copie dell'opera in questione vengono distrutte.

Sempre allo stesso anno viene fatta risalire l'opera "The case is altered", commedia sentimentale, un genere che Jonson abbandonerà rapidamente.

Nel 1598 scrive la commedia "Ognuno nel suo umore": rappresentata dalla compagnia di Shakespeare, quest'opera è da considerarsi il primo vero successo di Ben Jonson. Questa commedia inaugura la serie delle commedie degli "umori": il termine vuole richiamare la medicina ippocratica e galenica, secondo la quale nel corpo umano esistono quattro umori (collera, sangue, flemma, melancolia) che interagiscono. La buona salute sarebbe il frutto di un equilibrio perfetto tra questi quattro umori e, di conseguenza, uno squilibrio nella loro proporzione sarebbe all'origine delle malattie. Secondo la sua teoria degli umori ogni uomo è il compendio dei quattro umori identificabili con i liquidi del corpo: sangue, flemma, bile gialla e bile nera. I suoi personaggi sono caratterizzati da uno solo di questi umori.

Nello stesso periodo subisce un grave processo per l'uccisione in duello del collega attore Gabriel Spencer.

In seguito all'insuccesso delle sue ultime commedie si ritira dal teatro popolare per dedicarsi agli spettacoli di corte e alla poesia. Curerà personalmente la pubblicazione delle sue opere in un unico volume, "The Works" (1616): sarà l'unico drammaturgo elisabettiano a realizzare una raccolta di questo tipo.

La letteratura di Jonson rispetta i canoni classicisti, e tale si è sempre considerato egli stesso, pur non risparmiando le lodi a Shakespeare. L'opera di Jonson però ha tratti di realismo, rivela una acuta conoscenza del costume e del temperamento popolare. Molte delle poesie brevi e alcuni intermezzi drammatici hanno ispirazioni liriche delicate e sincere. I prologhi teatrali, per sicurezza e capacità di penetrazione, fanno di questo autore uno dei più acuti critici della storia letteraria inglese.

Biografia di George Jung

6 agosto 1942

Chi è: George Jung


La sua storia criminale è raccontata nel film "Blow" (2001 , di Ted Demme, con Johnny Depp). George Jung, soprannominato anche "Boston George", fu uno dei maggiori trafficanti di cocaina degli Stati Uniti negli anni '70 e '80, e uno dei pilastri del cartello di Medellín, vasta organizzazione di narcotrafficanti colombiana.

George Jacob Jung nasce il 6 agosto del 1942 a Boston, nel Massachusetts, figlio di Frederick Jung e di Ermine O'Neill. Cresciuto a Weymouth, al college - pur non ottenendo ottimi voti - si segnala per le sue qualità nel football. Arrestato da giovane per induzione alla prostituzione (aveva tentato di adescare una poliziotta sotto copertura), si diploma nel 1961 alla Weymouth High School per poi iscriversi alla University of Southern Mississippi, dove frequenta corsi per pubblicitari ma non porta a termine gli studi.

Dalle prime esperienze con la marijuana al traffico di droga

In questo periodo inizia anche a usare marijuana a scopo ricreativo, spacciandola in piccole quantità per ripagarsi delle spese. Nel 1967, dopo avere incontrato un amico d'infanzia, si rende conto dei potenziali enormi profitti che si potrebbero ricavare dallo spaccio nel New England della cannabis che egli compra in California.

In un primo momento si fa aiutare dalla sua ragazza, che lavora come hostess, e che trasporta la droga nelle valigie senza destare sospetti. George Jung, però, ben presto vuole ampliare i propri affari, desideroso di ottenere profitti più significativi, e quindi allarga il business fino a Puerto Vallarta, in Messico.

È qui che compra la droga ed è da qui che riparte utilizzando aerei rubati da aeroporti privati, ricorrendo all'aiuto di piloti professionisti. Quando i suoi affari raggiungono il picco più elevato, Jung e i suoi soci guadagnano 250mila dollari al mese (pari a più di un milione e mezzo di dollari di oggi).

L'arresto e l'incontro con un "collega" colombiano

L'avventura del trafficante del Massachusetts, tuttavia, si conclude una prima volta nel 1974, quando egli viene arrestato a Chicago con l'accusa di spaccio di 660 pound (pari a 300 chili) di marijuana.

Jung viene arrestato a causa di una soffiata di una banda, che - arrestata per smercio di eroina - per ottenere uno sconto di pena informa le autorità dei traffici illeciti di George, il quale viene incarcerato nella prigione federale di Danbury, nel Connecticut.

Qui, ha l'opportunità di conoscere Carlos Lehder Rivas, suo compagno di cella, ragazzo di origini tedesche e colombiane che lo introduce al Cartello di Medellìn: in cambio, Jung gli insegna come spacciare. Quando i due vengono rilasciati, iniziano a lavorare insieme: il loro progetto è quello di trasportare centinaia di chili di cocaina dal ranch colombiano di Pablo Escobar fino agli Stati Uniti, dove un contatto di Jung in California, Richard Barile, la dovrebbe prendere in carico.

Traffici complessi

Inizialmente, George Jung decide di non far conoscere Barile a Lehder o ad altri componenti del cartello di Medellìn, perché un'azione del genere rischierebbe di escluderlo dai guadagni. Come intermediario, in effetti, Jung (che nel frattempo diventa un intenso consumatore di cocaina) ritornando a trafficare droga guadagna milioni di dollari: soldi che vengono depositati presso la banca nazionale di Panama City.

Con il passare degli anni, tuttavia, Lehder conosce Barile, e finisce per tagliare progressivamente fuori Jung dai propri affari, intrattenendo rapporti direttamente con il suo contatto americano: ciò, comunque, non impedisce a George di continuare a trafficare e accumulare profitti per milioni.

Nuovi arresti

Egli viene arrestato nuovamente nel 1987, mentre si trova nella sua residenza di Nauset Beach, vicino a Eastham, nel Massachusetts. L'arresto, avvenuto nel corso di un blitz a dir poco burrascoso, viene portato a termine dagli uomini della Dea.

Jung riesce, comunque, a ottenere la libertà provvisoria, ma nel giro di poco tempo si fa coinvolgere in un altro traffico losco che lo porta a essere arrestato ancora a causa della delazione di un suo conoscente.

Uscito di prigione, George Jung si dedica per qualche tempo ad alcuni lavori puliti, prima di tornare nel mondo della droga. Nel 1994 riallaccia i contatti con un suo vecchio partner nel traffico di cocaina, e viene arrestato con poco meno di ottocento chili di polvere bianca a Topeka, nel Kansas. Viene condannato, quindi, a sessanta anni di prigione e incarcerato nella Otisville Federal Prison di Mount Hope, nello stato di New York.

Il film Blow e gli anni recenti

Nel 2001, il regista Ted Demme dirige il film "Blow", ispirato alla storia e biografia di George Jung e basato sul romanzo omonimo scritto dallo stesso, insieme con Bruce Porter. Nella pellicola, George è interpretato da Johnny Depp, mentre la parte di Pablo Escobar è affidata a Cliff Curtis.

Successivamente, Jung viene trasferito in Texas, ad Anthony, nel Federal Correctional Institution di La Tuna. In questo periodo, inizia a scrivere insieme con lo sceneggiatore e autore T. Rafael Cimino (nipote del regista Michael Cimino) un romanzo intitolato "Heavy", ritenuto un sequel del romanzo "Blow" e il prequel del romanzo "Mid Ocean" (scritto dallo stesso Cimino).

Poco dopo Jung testimonia nel processo che riguarda Carlos Lehder: grazie a tale testimonianza, ottiene uno sconto di pena. Spostato nel Federal Correctional Institution di Fort Dix, Jung viene rilasciato nel giugno del 2014, e va a vivere sulla West Coast, intenzionato a reintegrarsi nella società.

Biografia di Marisa Miller

Fare la modella per sport
6 agosto 1978

Chi è: Marisa Miller


Il vero nome della top model americana Marisa Miller è Marisa Bertetta.

Nata a Santa Cruz (California, USA) il giorno 6 agosto 1978 la sua immagine di modella è nota soprattutto per essere apparsa nei cataloghi di Victoria's Secret e nella "Swimsuit Edition" (costumi da bagno e soprattutto bikini) della rivista "Sports Illustrated".

La carriera professionale nel magico mondo della moda ha inizio nel 1998, quando Marisa Miller posa in topless per la rivista "Perfect 10".

Nel 2000 sposa Jim Miller, dal quale si separa dopo soli due anni; mantiene tuttavia il suo cognome.

La svolta importante e decisiva arriva tuttavia nel 2001 grazie a un importante fotografo, il peruviano Mario Testino, che la nota sulla spiaggia di Manhattan Beach, in California. Marisa, come ogni californiano che si rispetti, ama il surf, ma ama praticare anche la boxe.

Marisa compare successivamente su importanti copertine in tutto il mondo tra cui ricordiamo le italiane Vogue Italia, Amica, ma anche Cosmopolitan UK, Shape, Self, Fitness, Razor. Le pubblicità a cui presta la propria immagine sono numerose e importanti, come quelle di Andrew Marc, Calzedonia, Tommy Hillfiger e Victoria's Secret.

Marisa può vantare tantissime e costanti apparizioni nella già citata "Swimsuit Edition" di Sports Illustrated (praticamente ogni anno a partire dal 2002).

La sua carriera di modella fa un grande balzo verso l'alto quando tra il 2007 e il 2008 firma un contratto per l'agenzia Elite Model Management e fa la sua prima comparsa nel famoso "Victoria's Secret Fashion Show", la sfilata di moda che negli Stati Uniti è considerata da molti la più importante, quanto meno per il suo valore mediatico.

Il 15 aprile 2006 sposato il produttore di Hollywood Griffin Guess, che dal 2008 diviene inoltre suo manager.

Nel 2007 fa il giro del mondo una sua foto in cui compare nuda, coperta solo da un iPod; poco tempo dopo, nel mese di febbraio 2008 la Miller appare sulla copertina di "Sports Illustrated": spesso accade che alle ragazze che finiscono sulla copertina di quest'ultima rivista, arrivino numerose proposte di partecipazioni a trasmissioni tv statunitensi, così la notorietà non può far altro che aumentare.

Nel 2008 lascia Elite Model Management in favore di Cartel Management, l'agenzia del secondo marito Griffin Guess, sposato nel 2006. Nel 2011 firma per unirsi al cast di R.I.P.D. il film della Universal con Ryan Reynolds e Jeff Bridges.

Il 13 dicembre 2012 Marisa Miller dà alla luce il suo primo figlio Gavin Lee. Appassionata di sport, Marisa pratica il surf e la boxe.

Biografia di Domenico Modugno

Penso che un sogno così...
9 gennaio 1928
6 agosto 1994

Chi è: Domenico Modugno


Domenico Modugno nasce il 9 gennaio 1928 a Polignano a Mare (Bari), paesino dalle case bianche a picco sul mare. Il padre Cosimo è comandante del Corpo delle Guardie Municipali a San Pietro Vernotico (BR): da lui il piccolo Mimmo impara fin da bambino a suonare la chitarra e la fisarmonica, ereditando una grande passione per la musica.

Insoddisfatto della vita di paese a 19 anni scappa di casa per andare a Torino, dove si adatta a fare il gommista e il cameriere.

Ritornato al suo paese per espletare il servizio militare, poi riparte per Roma desideroso di iniziare quella carriera artistica che a Torino non è stato capace di trovare. Partecipa al concorso per attori al Centro Sperimentale di Cinematografia, dove viene ammesso e dove poi vincerà una borsa di studio come migliore allievo della sezione di recitazione. Qui conosce Riccardo Pazzaglia, allievo della sezione di regia, che sarà futuro scrittore e giornalista, e paroliere di alcune memorabili canzoni di Modugno.

Nel 1951, ancora allievo, Domenico prende parte al film "Filumena Marturano" di Eduardo De Filippo. Nel 1952 è in "Carica eroica" di De Robertis dove interpreta la parte di un soldato siciliano che canta la "Ninna Nanna" ad una bambina. Sempre nel 1952 è in teatro nel "Il borghese gentiluomo" di Molière e prende parte ai film "Anni facili" (1953, di Luigi Zampa) e all'episodio "La giara" del film "Questa è la vita" (1954, di Giorgio Pastina).

Nel 1953 si presenta al concorso musicale radiofonico "Trampolino", poi prende parte alla trasmissione "Radioclub" che celebra Frank Sinatra. Notato da Fulvio Palmieri, funzionario Rai, a Modugno viene offerta una serie di trasmissioni radiofoniche intitolate "Amuri... Amuri" della quale egli stesso scrive i testi, è regista e (insieme a Franca Gandolfi) attore, e infine rumorista.

Durante questo periodo Domenico Modugno compone molte canzoni in dialetto pugliese e in siciliano, tra cui "Lu pisce spada", "Lu minaturi", "La sveglietta", "La donna riccia", "Lu sciccareddu 'mbriacu", "Attimu d'amuri".

Nel 1957 vince il II premio al Festival della Canzone Napoletana con "Lazzarella" (cantata da Aurelio Fierro). Seguono poi canzoni come "Sole, sole, sole", "Strada 'nfosa", "Resta cu mme", "Nisciuno po' sape'", "Io, mammeta e tu" che rimodernano di fatto lo stile della canzone napoletana.

Nel 1958 Modugno si presenta a Sanremo al festival della Canzone Italiana con "Nel blu dipinto di blu" (testo scritto da Franco Migliacci). Il celeberrimo brano non solo vince il primo premio, ma sarà destinato a rivoluzionare la canzone italiana degli anni a venire. "Volare" - così viene popolarmente ribattezzata la canzone - viene tradotta in così tante lingue che è difficile tenerne il conto. Arriverà addirittua in testa alle classifiche statunitensi, vincendo due Grammy Awards, uno come disco dell'anno e uno come canzone dell'anno 1958.

Anche il Cash Box Bilboard conferisce a Modugno l'Oscar per la migliore canzone dell'anno. Riceve infine in dono dalle industrie musicali tre dischi d'oro: uno come migliore cantante, uno per la migliore canzone e uno per il disco più venduto.

Negli USA vende così tanti milioni di copie e diventa così tanto popolare che nel corso di una tournée gli vengono offerte le chiavi di Washington e la stella di sceriffo di Atlantic City. Per quattro mesi, senza interruzione, gli altoparlanti di Broadway e le stazioni radio americane trasmettono "Nel blu dipinto di blu".

Altri brani di successo di Modugno saranno poi "L'uomo in frack", "Notte di luna calante", "Io" (incisa da Elvis Presley con il titolo "Ask me").

Nel 1959 Modugno vince nuovamente a Sanremo: il brano si intitola "Piove (Ciao, ciao bambina)"; l'anno seguente arriva secondo con "Libero".

Dopo lo stop di un anno causato da un incidente (frattura della gamba) debutta come protagonista nella commedia musicale "Rinaldo in campo" di Garinei e Giovannini; Modugno ne compone tutte le musiche ("Se Dio vorrà", "Notte chiara", "Tre briganti e tre somari", "La bandiera"). Lo spettacolo registra record d'incassi mai raggiunti prima in questo campo, tanto che viene definito "Il più grosso successo teatrale italiano di tutti i tempi".

Nel 1962 vince ancora a Sanremo con la canzone "Addio..., Addio...". Nel 1963 si cimenta nella regia cinematografica del film "Tutto è musica". Nel 1964 vince il Festival di Napoli con "Tu si' 'na cosa grande". Nel 1966 è ancora primo a Sanremo con "Dio, come ti amo". Nel 1968 interpreta "Liolà" di Luigi Pirandello. Tra il 1973 e il 1975 è Mackie Messer in "Opera da tre soldi" di Bertolt Brecht e Kurt Weill per la regia di Giorgio Sthreler. Tra gli sceneggiati televisivi ricordiamo quello del 1984 "Western di cose nostre", tratto da un racconto di Leonardo Sciascia, sceneggiato da Andrea Camilleri per la regia di Pino Passalacqua.

Appassionato di poesia, Modugno scrive la musica per "Le morte chitarre" e "Ora che sale il giorno" di Salvatore Quasimodo. Per Pasolini musica "Cosa sono le nuvole", e che poi canta nell'episodio omonimo del film "Capriccio all'italiana".

Tra i film di Modugno vanno ricordati "Europa di notte" (1959, di Alessandro Blasetti), "Nel blu dipinto di blu" (1959, di Piero Tellini), "Lo scopone scientifico" (1972, di Luigi Comencini) e "Il giudizio universale" (1961, di Vittorio De Sica).

Nel 1974 partecipa alla campagna sul divorzio del Psi, componendo per l'occasione la canzone "L'anniversario" (parole di Iaia Fiastri).

Domenico Modugno viene colpito da un ictus nel marzo del 1984 durante le prove della trasmissione tv di Canale 5 "La luna del pozzo": la semi-paralisi conseguente lo costringe a lasciare l'attività artistica.

Nel 1986 inizia dedicarsi alla vita politica iscrivendosi al Partito Radicale, per cui viene eletto deputato l'anno successivo. Intraprende una vera e propria battaglia civile per l'ospedale psichiatrico di Agrigento, nel quale i malati vivono in condizioni disumane, riuscendo nel 1988 a far chiudere il nosocomio e dedicando ai ricoverati un concerto, il primo dopo la malattia. Nel 1990 è eletto consigliere comunale ad Agrigento.

Nel 1991 la malattia lo aggredisce nuovamente; nonostante questo nel 1993 incide assieme al figlio Massimo il disco "Delfini".

Domenico Modugno si spegne il 6 agosto 1994 a Lampedusa, nella sua casa, di fronte al mare.

Biografia di Daniel O'Connell

Emancipazioni ed agitazioni
6 agosto 1775
15 maggio 1847

Chi è: Daniel O'Connell


Daniel O'Connell nasce a Carhen House, nella contea di Kerry (Irlanda), il 6 agosto 1775. Conseguita la laurea in Legge, entra in politica iniziando la duplice battaglia per l'emancipazione dei cattolici e per l'autonomia dell'Irlanda rispetto all'Inghilterra.

Fonda la Catholic Association, grazie alla quale i cattolici irlandesi comprendono di essere una consistente forza politica. Nel 1828 viene eletto ai Comuni, ma la sua condizione di cattolico non gli consente l'esercizio della funzione. L'anno successivo, però, il suo impegno viene coronato con la storica approvazione del "Catholic Relief Bill", la legge che sancisce il concreto avvio del processo di emancipazione dei cattolici di Irlanda ed Inghilterra consentendone la partecipazione alla vita pubblica.

Per la sua importanza e per gli inevitabili risvolti politici e culturali, la legge apre un animato dibattito facendo emergere grandi oppositori nel mondo intellettuale britannico, tra i quali William Wordsworth, Samuel Taylor Coleridge e Robert Southey. Ma è anche causa di violenti disordini.

Ottenuto l'accesso al Parlamento diviene capo del partito irlandese ed ingaggia una dura lotta contro l'Atto di unione dell'Irlanda alla Gran Bretagna, reclamando, al contrario, l'"Home Rule", un governo autonomo irlandese. La sua grande capacità di mobilitare folle smisurate gli è valso l'appellativo di "Grande agitatore". Alla causa irlandese si appassionano moltissimi liberali di tutta Europa, compresi quelli britannici.

Nel 1841, dopo due secoli e mezzo, Daniel O'Connell è il primo cattolico a tornare a ricoprire la carica di Sindaco di Dublino. In tale ruolo due anni dopo organizza un ennesimo grande comizio al quale si prevede la partecipazione di oltre un milione di persone, in un'Irlanda che conta otto milioni di abitanti; le autorità britanniche, però, non autorizzano l'evento ed egli, per salvaguardare l'incolumità dei suoi connazionali, lo annulla. La decisione è contestata da molti suoi seguaci, che avrebbero invece preferito andare al muro contro muro, e da qui nasce un nuovo movimento, lo "Young Ireland", tendenzialmente estremista rispetto alla sua linea considerata ormai debole e inefficace. Eppure O'Connell viene accusato di alimentare la cospirazione e condannato ad un anno di carcere.

Successivamente assolto dalla Camera dei Lords, ritorna in Parlamento dove inizia nei suoi confronti una campagna di ostruzionismo proprio da parte dello "Young Ireland".

Daniel O'Connell Muore a Genova il 15 maggio 1847, nel corso di un viaggio alla volta di Roma per incontrare papa Pio IX. Tre anni dopo, nel Regno Unito, sarà formalmente istituita la "Chiesa Cattolica Romana d'Inghilterra e Galles"; la "Home Rule", invece, dovrà attendere il governo Asquith, nel 1912, per il suo varo.

Biografia di Papa Paolo VI

Attraverso periodi difficili
26 settembre 1897
6 agosto 1978

Chi è: Papa Paolo VI


Giovanni Battista Enrico Antonio Maria Montini nasce il 26 settembre 1897 a Concesio, un paese nei pressi di Brescia, in una casa dove i suoi genitori sono soliti trascorrere le vacanze estive. Il padre, Giorgio Montini, dirige un giornale cattolico, "Il cittadino di Brescia" ed è deputato del Partito Popolare italiano di Don Luigi Sturzo. L'uomo è anche un noto esponente del cattolicesimo politico e sociale di questo periodo. La madre invece è Giuditta Alghisi.

Giovanni ha due fratelli, Francesco e Ludovico; all'età di sei anni viene iscritto presso il collegio gesuita bresciano "Cesare Arici", in cui viene ammesso come studente esterno, poiché ha una salute cagionevole. Nel 1907, dopo un'udienza papale, il papa Pio X gli impartisce il sacramento della prima comunione e della cresima. Giovanni frequenta l'Istituto religioso bresciano fino al momento in cui consegue il diploma di maturità presso il liceo pubblico "Arnaldo da Brescia", nel 1916.

All'età di diciotto anni inizia a collaborare con il giornale studentesco "La Fionda" e tre anni dopo entra a far parte della Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI). Il 29 maggio dell'anno successivo viene ordinato sacerdote. Di lì a poco si trasferisce a Roma, dove inizia a lavorare nella Segreteria di Stato Vaticano e dove intraprende gli studi accademici.

Presto si laurea in filosofia, diritto civile e diritto canonico. In questo periodo inoltre ricopre anche l'incarico di assistente ecclesiastico della FUCI, lasciandolo nel 1933 a causa del grande impegno che gli richiede la Segreteria di Stato Vaticano. Quattro anni dopo, nel mese di dicembre, Montini è nominato sostituto della Segreteria di Stato e collabora con Eugenio Pacelli, che in questi anni ricopre la carica cardinale Segretario di Stato.

Pochi anni dopo, papa Pio XI muore e sale sul soglio pontificale Pacelli con il nome di Pio XII. Lo scoppio della seconda guerra mondiale è alle porte e Giovanni aiuta il papa a scrivere il radiomessaggio che quest'ultimo deve fare per evitare l'inizio delle ostilità.

Nel corso della guerra il papa e lo stesso Montini sono accusati di collaborazionismo filonazista, ma in realtà in gran segreto sarà quest'ultimo a condurre con la mediazione della Chiesa una trattativa con Maria José di Savoia al fine di giungere a una pace separata con gli Alleati americani.

Inoltre in questo periodo la Chiesa aiuta circa quattromila ebrei italiani, offrendo loro ospitalità in Vaticano, all'insaputa di Mussolini e di Hitler. Nel 1952 Montini appoggia, in occasione delle elezioni amministrative, il candidato Alcide De Gasperi, che stima molto. Sempre nel medesimo anno viene nominato pro-Segretario di Stato per gli Affari ordinari.

Nel mese di novembre di due anni dopo è eletto arcivescovo di Milan e deve quindi abbandonare la Segreteria di Stato Vaticano. In qualità di arcivescovo di Milano, riesce ad avviare una politica di dialogo con le varie componenti sociali dell'area milanese e, attraverso la creazione delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, riesce a riprendere il dialogo con i lavoratori meneghini.

Nel 1958 il nuovo papa Giovanni XXIII lo ordina cardinale e, nel corso del breve pontificato del primo, presiede i lavori del Concilio Vaticano II che però viene interrotto nel 1963 a causa della morte del papa.

Dopo la morte di Giovanni XXIII viene indetta una breve consultazione e Montini viene eletto nuovo papa con grandi consensi il 21 giugno 1958. Montini assume il nome di Paolo VI.

L'anno successivo decide di vendere la tiara papale con l'obiettivo di fare del bene al prossimo con i fondi ricavati. Questa viene acquistata dall'arcivescovo di New York, Spellman.

Uomo di indole molto mite, papa Paolo VI riesce a condurre gli affari religiosi e sociali con caparbietà, riprendendo i lavori del Concilio Vaticano II che si erano interrotti poco prima, in seguito alla morte del suo predecessore. Nel corso dei lavori si apre alla modernizzazione del mondo cattolico, intraprendendo la via del dialogo e della pace con i Paesi del Terzo mondo, ma rimanendo fedele ad alcuni principi della religione cattolica.

Un anno dopo la sua elezione parte per un viaggio in Terra Santa, mostrando una grande apertura nei confronti anche del Patriarcato cristiano ortodosso di Costantinopoli, testimoniato dall'abbraccio tra lui e il patriarca Atenagora.

Il 14 settembre 1965 convoca il Sinodo dei vescovi per cercare di smorzare la tensione con la collegialità episcopale. Il mese successivo dello stesso anno effettua un viaggio negli Stati Uniti, facendo un discorso presso la sede delle Nazioni Unite a New York. Nello stesso anno si concludono i lavori del Concilio Vaticano II, ma la situazione sociale nel Paese diventa complicata, poiché si diffondono gli ideali politici marxisti e quelli laici, che attaccano la Chiesa cattolica. L'anno seguente abolisce "L'indice dei libri proibiti" e nel 1968 istituisce La Giornata Mondiale per la pace, che sarà celebrata a partire dall'anno successivo.

In questo periodo scrive l'enciclica "Sacerdotalis Caelibatus", in cui affronta il tema del celibato sacerdotale, tenendosi fedele alle disposizioni del Concilio di Trento. L'anno dopo celebra la messa di Natale nelle acciaierie dell'Italsider, a Taranto, con l'obiettivo di continuare il dialogo con le forze lavoratrici italiane. Tra le sue encicliche note in questi anni si ricordano "Populorum progressio" avente l'obiettivo di aiutare ulteriormente i Paesi del Terzo mondo, e la criticata "Humanae vitae", in cui si ribadisce che la procreazione deve essere finalizzata esclusivamente all'interno del contesto matrimoniale.

Nel corso del suo pontificato svolge numerosi viaggi: si reca in pellegrinaggio in Portogallo, nel santuario di Fatima, in India, a Istanbul, Efeso e Smirne in occasione di un viaggio apostolico, a Bogotà, a Ginevra in occasione del cinquantesimo anniversario dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro, si reca in pellegrinaggio in Uganda, in Asia Orientale, Oceania e Australia. Inoltre si reca a Pisa per il Congresso Eucaristico Nazionale e va in pellegrinaggio a Cagliari presso il Santuario Mariano di Nostra Signora di Bonaria.

Nel biennio 1974-1975 inaugura l'Anno Santo e durante l'apertura della porta santa dei calcinacci dopo essersi staccati cadono sul papa. L'episodio viene trasmesso in diretta televisiva. Due anni dopo fa la sua ultima visita fuori dal territorio romano quando visita Pescara durante il Congresso Eucaristico Nazionale.

Il 16 marzo 1978 viene rapito il Presidente del Consiglio italiano Aldo Moro per mano delle Brigate Rosse; in quest'occasione papa Paolo VI, il 21 aprile dello stesso anno, fa pubblicare a tutti i quotidiani italiani una lettera, in cui chiede con grande umiltà ai rapitori di liberare il politico della Democrazia Cristiana. Purtroppo l'auto di Aldo Moro viene ritrovata il 9 maggio di quell'anno in Via Caetani a Roma, con all'interno il corpo del politico, che in vita è stato un grande amico del papa. Destando anche delle critiche il papa partecipa ai funerali di Stato di Aldo Moro.

Papa Paolo VI muore il 6 agosto 1978 nella residenza di Castel Gandolfo, colpito nel corso della notte da un edema polmonare.

Viene beatificato da Papa Francesco nella giornata di domenica 19 ottobre 2014.

Biografia di Benedetta Parodi

Semplicità in cucina
6 agosto 1972

Chi è: Benedetta Parodi


Benedetta Parodi nasce il 6 agosto del 1972 ad Alessandria. Sorella di Roberto, giornalista e scrittore (tra l'altro per "Gq" e "Vanity Fair"), e di Cristina Parodi, per anni giornalista del Tg5 e volto storico del rotocalco rosa "Verissimo", Benedetta si laurea all'Università degli Studi di Milano in Lettere Moderne nel 1997, per poi diventare giornalista professionista due anni più tardi.

Entrata in Mediaset nella redazione di "Studio Aperto", diventa una delle conduttrici di punta dell'edizione meridiana del telegiornale di Italia 1, ma talvolta le viene affidata anche la conduzione dell'edizione della sera.

Abbandonata la scrivania, alla fine del 2008 diventa la protagonista di "Cotto e mangiato", rubrica culinaria che va in onda tutti i giorni all'interno dell'edizione di Studio Aperto delle 12.25. Registrato direttamente nella cucina della sua abitazione, "Cotto e mangiato" vede la Parodi alle prese ogni giorno con una ricetta diversa, preparata in maniera semplice e veloce.

La trasmissione diventa nel giro di breve tempo un fenomeno televisivo importante, al punto che la Parodi nel 2009 pubblica per Vallardi un libro intitolato "Cotto e mangiato" che raccoglie tutte le ricette presentate nel programma. Il libro vende addirittura 800mila copie, e viene seguito da una seconda pubblicazione, "Benvenuti nella mia cucina" (la frase con cui la Parodi all'inizio della rubrica accoglie i telespettatori), sempre per Vallardi.

Nel 2011, la giornalista lascia Italia 1 e Mediaset, e trasloca su La7, dove le viene affidato un altro programma di cucina, "I menù di Benedetta", della durata di un'ora. La trasmissione, tuttavia, non incontra il successo di pubblico sperato, non riuscendo a oltrepassare il 3 % di share né nella collocazione meridiana né nella collocazione pomeridiana. "I menù di Benedetta", comunque, viene confermato anche per il 2012, anno in cui Benedetta viene raggiunta, sull'emittente di Telecom Italia Media, dalla sorella Cristina, che su La7 condurrà un programma pomeridiano.

Nel frattempo, la più giovane delle sorelle Parodi pubblica il suo terzo libro, "I menù di Benedetta", edito questa volta da Rizzoli.

Sposata con Fabio Caressa, giornalista di Sky Sport, Benedetta Parodi ha tre figli: Diego, Eleonora e Matilde.

Biografia di Giorgio Rocca

Una vita per lo sci
6 agosto 1975

Chi è: Giorgio Rocca


Lo sciatore italiano Giorgio Rocca nasce il 6 agosto 1975 nella cittadina elvetica di Coira, nel Cantone dei Grigioni.

L'amore per la neve e la montagna nasce prestissimo: a soli tre anni compie le prime curve sugli alpeggi dell'alta Valtellina. Il suo primo Sci Club è il "Livigno". Nei primi circuiti provinciali e regionali comincia a fare le sue prime esperienze agonistiche, conoscendo le prime vittorie.

A quattordici anni entra nel Comitato Alpi Centrali, squadra regionale della Lombardia di cui fanno parte i migliori ragazzi del circuito Fis Giovani.

A Courmayeur nella categoria Allievi consegue il titolo di campione italiano. Successivamente a Piancavallo è campione di slalom nella categoria Giovani.

A sedici anni entra nella squadra nazionale C; il coach è Claudio Ravetto, che sarà suo allenatore anche in squadra nazionale A.

Dopo la artecipazione ai Campionati del Mondo Juniores, nel 1993 a Monte Campione consegue il sesto tempo in slalom; l'anno successivo in Canada a Lake Placid è bronzo in combinata.

Giorgio Rocca entra poi nel Gruppo Sportivo dei Carabinieri, cui segue l'esperienza in squadra nazionale B con i due podi nel 1995 in Coppa Europa nei giganti di Bardonecchia. Prima di approdare in nazionale A, l'esordio in Coppa del Mondo (all'inizio del 1996) nel gigante di Flachau: purtroppo sulle nevi austriache subisce un trauma al ginocchio destro ed è costretto a ritardare la sua scalata sull'olimpo dei grandi del circo bianco.

Nella stagione 1998-99 Rocca pare maturare al punto di affermarsi nel primo gruppo di merito in slalom. Arriva il primo podio, che si materializza nel tempio dello sci, a Kitzbuehel.

Arrivano poi i Mondiali di Vail: otto centesimi separano l'appuntamento di Rocca dal podio. L'anno seguente subisce un nuovo incidente, ancora al ginocchio.

Quella del 2001-02 è una stagione significativa: è secondo ad Aspen, e secondo a Madonna di Campiglio. Inoltre quando arriva a tagliare il traguardo nelle gare di slalom di Coppa del mondo, Rocca è sempre tra i primi dieci.

Le Olimpiadi di Salt Lake City del 2002 sono deludenti: nello slalom speciale di Deer Valley, esce nella prima sessione.

Nel 2003 arriva la prima magica vittoria, a Wengen. Giorgio domina la pista ghiacciata delle alpi bernesi e successivamente coglie un altro trionfo alle finali di Kviftjell.

Due trionfi e tre podi: secondo a Sestriere nello slalom, secondo a Yongpyong in Corea del Sud e terzo in Giappone a Shiga Kogen.

Nel febbario 2003 l'apuntamento sono i Mondiali di St. Moritz: Giorgio Rocca è puntuale sul podio dello slalom con un terzo posto sulle nevi dell'Engadina. In combinata arriva ottavo.

Nel 2003-04 altri due podi: secondo a Campiglio sul Canalone Miramonti, terzo a Flachau e primo a Chamonix, dopo una memorabile seconda manche condotta tra la pioggia battente che sfaldava il pendio di Les Suches.

La stagione 2004-05 di Giorgio Rocca è addirittura sensazionale: tre bellissime vittorie a Flachau, a Chamonix ed a Kranjska Gora, con un podio nell'opening dei "rapid gates" a Beaver Creek.

Ai Mondiali che si disputano in Italia, a Bormio, Rocca è il portabandiera azzurro; ed è ancora protagonista con due splendide medaglie di bronzo in slalom speciale ed in combinata.

Seguono poi allenamenti primaverili tra il Passo del Tonale, Les Deux Alpes e Zermatt. Passa due mesi allenandosi e a testando nuovi materiali, in Argentina a Ushuaia, nell'estremità meridionale della Terra del Fuoco.

Nella stagione olimpica 2005/2006 esordisce in Coppa del Mondo collezionando cinque incredibili vittorie consecutive nelle gare di slalom speciale disputate (Beaver Creek, Madonna di Campiglio, Kranjska Gora, Adelboden e Wengen). Questa straordinaria condizione proietta Rocca nella storia come terzo sciatore capace di vincere le prime tre gare della stagione, dopo Ingemar Stenmark ed Alberto Tomba. Inoltre ha eguagliato il record di cinque vittorie consecutive dello stesso Stenmark e di Marc Girardelli.

Alle Olimpiadi invernali di Torino 2006 Giorgio Rocca è stato l'atleta più atteso, l'uomo di punta della squadra di sci alpino. Purtroppo nella gara più attesa, quella dello slalom speciale, ha deluso le aspettative uscendo alla prima manche.

In televisione

Ai XXI Giochi olimpici invernali di Vancouver 2010 e ai XXII di Soči 2014 Giorgio Rocca è stato commentatore tecnico per la rete televisiva italiana Sky Sport.

Nel 2012 ha partecipato alla prima edizione della trasmissione televisiva italiana Pechino Express. Nel 2015 ha vinto la terza edizione di "Notti sul ghiaccio".

Biografia di Dutch Schultz

Un re a New York
6 agosto 1902
24 ottobre 1935

Chi è: Dutch Schultz


Arthur Simon Flegenheimer, in arte Dutch Schultz, nasce il 6 agosto 1902 a New York City. E' da ritenersi l'ultimo boss indipendente da cosa nostra e unico padrino della mafia ebrea. Fratello maggiore della piccola Lucy e figlio di Emma, vengono abbandonati nella miseria dal padre nonché marito.

All'età di 17 anni, entra nella "The Frog Hollow Gang", la più spietata banda criminale di minorenni del Bronx, arrestato per furto viene condannato a 15 mesi di carcere minorile, dove si guadagna il sopranome d'onorificenza di Dutch Schultz.

Nel 1921, costituisce una sua banda specializzata in furti con scasso e aggressioni. A partire dal 1925, ottiene con soldi e violenza il controllo di numerosi rackets, dalle lotterie clandestine alla prostituzione, dai night club alle scommesse sui cavalli, diventa il padrone di diverse banche, grattacieli e di due case cinematografiche, impone con metodi feroci, liquori e birra verde, chi non paga le tasse e la protezione (imposta con la forza), viene fatto sfregiare con il vetriolo.

Il 15 ottobre 1928, il suo braccio destro Joey Noe viene ucciso, Schultz capisce che il mandante è il boss irlandese Jack "Legs" Diamond, agganciato alla mafia italiana. Il 24 novembre Arnold Rothstein, viene colpito mortalmente al "Park Central Hotel", colpevole di essere il sicario di Noe.

In quegli anni diventa "The King of New York", terminologia usata per indicare il boss della malavita più potente e carismatico della città.

Dutch Schultz è uno psicopatico, il suo volto è sempre colorito di un giallo indefinibile, cambia umore dalla mattina alla sera e spara come pochi sanno fare. I suoi ordini sono semplici: non fare domande, eseguire gli incarichi con precisione e soprattutto osservare, ascoltare e tenersi sempre aggiornato. Tra gli anni 1930 e 1931 si impossessa del quartiere di Harlem, sbarazzandosi del boss Ciro Terranova. Nell'agosto 1931, scampa al quattordicesimo attentato (in totale ne subirà 26), commissionato da Jack "Legs" Diamond e il boss della mafia italiana Salvatore Maranzano.

Il 10 settembre tramite la sua gang, elimina "il capo di tutti i capi" Salvatore Maranzano (in questo modo viene chiamato, il boss indiscusso di cosa nostra), e due mesi dopo Diamond viene freddato con altri otto gangster alle sue dipendenze.

Nello stesso anno Vincent "Mad Dog" Coll, si stacca dal suo impero, dando vita a organizzazioni rivali e attentando alla vita dell'Olandese, che viene sfiorato da numerose pallottole, ma invece di colpire il bersaglio desiderato, uccide una bambina di tre anni. Schultz fa mettere una taglia di 10.000 dollari, Vincent Coll viene eliminato.

Nel 1933, durante una riunione del sindacato del crimine, dichiara di lasciare l'organizzazione per fondarne una tutto sua, in quanto è il boss più potente e ricco di New York. Cosa nostra, per la prima volta nella sua storia, si sente inferiore al potere che l'Olandese esercita su tutta New York.

Il sindaco Fiorello La Guardia assieme al procuratore distrettuale Thomas E. Dewey "L'incorrutibile", (entrambi nel libro paga della mafia italiana) durante una conferenza stampa, dichiarano Dutch Schultz come "Il Nemico Pubblico N° 1".

Thomas E. Dewey, cerca d'incastrare l'Olandese per evasione fiscale (come Al Capone), in due processi, il 29 aprile 1935 a Syracuse e il 2 agosto nella località di Malone; Dutch Schultz in entrambi procedimenti viene assolto.

Schultz è circondato, il sindacato del crimine, le alte cariche politiche di New York e degli Stati Uniti d'America lo vogliono morto.

Eliot Ness è contrario, afferma che se non si "aiuta" L'Olandese, la mafia italiana diventerà più forte e incontrollabile.

Il 5 settembre 1935, Abe Weinberg (suo vice), viene fatto sparire con un cappotto di cemento, in quanto lo tradisce con Cosa nostra.

Il 23 Ottobre 1935 a Newark nella periferia di New York City, alle ore 22.30 di sera, il boss Dutch Schultz, il contabile Otto "aba dada" Berman e i suoi bodyguard Abe Landau e Lulu Rosenkrantz, nel bar night "Palace Chop House" vengono colti di sorpresa da nove sicari; Schultz in quell'istante, si trova in una stanza attigua, apre le semiporte girevoli e uccide con le sue due pistole calibro 45 quattro killer ferendone altri tre, una seconda squadra di sicari entra dentro il locale e Schultz viene colpito con tre colpi, due al torace e uno alla schiena.

Berman e Landau muoiono sul colpo, Rosenkrantz spira dopo ore di agonia, Dutch Schultz muore dopo 20 ore, il 24 ottobre 1935.

Una persona molto vicina a Dutch Schultz ha tradito.

Tutto era pronto, per eliminare il Procuratore Distrettuale Thomas E. Dewey, il Sindaco di New York Fiorello La Guardia e il Boss di cosa nostra Frank Costello, in tre diversi precisi momenti.

Sulla storia dell'Olandese sono stati girati molti film e scritto diversi libri, ma sia le sceneggiature che i racconti mostrano gravi lacune rispetto alla realtà.

Assieme a John Gotti, Al Capone e Lucky Luciano (che in realtà agiva su comando di Frank Costello), Dutch Schultz è considerato Negli Stati Uniti D'America tra i boss più potenti e spietati nella storia della malavita organizzata.

Biografia di Alfred Tennyson

Il verso della raffinatezza
6 agosto 1809
6 ottobre 1892

Chi è: Alfred Tennyson


Alfred Tennyson nasce il 6 agosto 1809 nel piccolissimo villaggio di Somersby, nel Lincolnshire (Regno Unito), dove il padre era parroco e dove con la famiglia - che complessivamente conta ben dodici figli - vive fino al 1837.

Il futuro poeta Alfred Tennyson è discendente del re Edoardo III d'Inghilterra: il padre George Clayton Tennyson era il maggiore di due fratelli, in gioventù era stato diseredato dal padre - il proprietario terriero George Tennyson - in favore del fratello minore Charles, che in seguito prende il nome di Charles Tennyson d'Eyncourt. Il padre George è perennemente a corto di soldi e finisce per diventare alcolizzato e mentalmente instabile.

Alfred e due dei suoi fratelli maggiori iniziano a scrivere poesie sin dall'adolescenza: una raccolta dei loro scritti viene pubblicata a livello locale quando Alfred aveva soltanto 17 anni. Uno di questi due fratelli, Charles Tennyson Turner, più tardi sposerà Louisa Sellwood, sorella minore della futura moglie di Alfred. L'altro fratello poeta è Frederick Tennyson.

Alfred frequenta la scuola secondaria Re Edoardo IV a Louth ed entra al Trinity College di Cambridge nel 1828. Qui si unisce ad una società studentesca segreta chiamata "Cambridge Apostles" (Gli apostoli di Cambridge), ed incontra Arthur Henry Hallam che diventa il suo migliore amico.

Per uno dei suoi primi scritti, ispirato alla città di Timbuctù, riceve un premio nel 1829. L'anno dopo pubblica la sua prima raccolta di poesie, "Poems Chiefly Lyrical" (Poesie soprattutto liriche): nel volume sono incluse "Claribel" e "Mariana", due delle più note ed apprezzate poesie di Alfred Tennyson. I suoi versi appaiono eccessivamente sdolcinati alla critica, tuttavia diventano talmente popolari che Tennyson viene portato all'attenzione di alcuni dei letterati più noti dell'epoca, tra i quali Samuel Taylor Coleridge.

Il padre George muore nel 1831: a causa del lutto Alfred lascia Cambridge prima di conseguire la laurea. Torna nella casa parrocchiale dove si prende cura della madre e della numerosa famiglia. Nel corso dell'estate l'amico Arthur Hallam va ad abitare presso i Tennyson: in questo contesto si innamora e si fidanza con la sorella del poeta, Emilia Tennyson.

Nel 1833 Alfred pubblica il suo secondo libro di poesie il quale che comprende il suo poema più celebre "The Lady of Shalott" (La signora di Shalott): è la storia di una principessa che può guardare il mondo solo attraverso il riflesso di uno specchio. Quando Lancillotto arriva a cavallo vicino alla torre in cui è rinchiusa, lei lo guarda e il suo destino si compie: muore dopo essere salita su una piccola barca, sulla quale discende il fiume, che porta il suo nome scritto sulla poppa. La critica si scaglia in modo molto duro contro quest'opera: Tennyson continua comunque a scrivere, ma rimane tanto scoraggiato che bisognerà attendere oltre dieci anni per la pubblicazione di un altro scritto.

Nello stesso periodo Hallam viene colpito da un'emorragia cerebrale mentre si trova in vacanza a Vienna: muore così, improvvisamente. Alfred Tennyson, ventiquattrenne, rimane profondamente turbato dalla perdita del giovane amico che molto l'aveva ispirato nella composizione delle sue poesie. E' da considerare probabile che la morte di Hallam sia anch'essa una della cause che portano Tennyson a rimandare così a lungo le sue successive pubblicazioni.

Tennyson si trasferisce con la famiglia nella regione dell'Essex. A causa di un rischioso ed errato investimento economico in un'impresa di arredi ecclesiastici in legno, perdono quasi tutti i loro risparmi.

Nel 1842, mentre a Londra vive una vita modesta, Tennyson pubblica due raccolte di Poesie: la prima include opere già pubblicate in precedenza, mentre la seconda è composta quasi interamente da nuovi scritti. Le raccolte questa volta riscuotono subito un grande successo. E' così fu anche per "The Princess" (La principessa) che viene pubblicata nel 1847.

Alfred Tennyson raggiunge l'apice della carriera letteraria nell'anno 1850, quando viene nominato "Poeta Laureato" succedendo a William Wordsworth. Nello stesso anno scrive il suo capolavoro "In Memoriam A.H.H." - dedicato allo scomparso amico Hallam - e sposa Emily Sellwood che aveva conosciuto sin da giovane nel villaggio di Shiplake. Dalla coppia nasceranno i figli Hallam e Lionel.

Tennyson ricoprirà il ruolo di Poeta Laureato fino al giorno della sua morte, scrivendo composizioni corrette ed appropriate per il suo ruolo tuttavia di mediocre valore, come la poesia composta per accogliere Alessandra di Danimarca quando arrivò in Inghilterra per sposare il futuro re Edoardo VII.

Nel 1855 compone una delle sue opere più famose "The Charge of the Light Brigade" (La carica della brigata leggera), un commosso tributo verso i cavalieri inglesi che si sono sacrificati in un'eroica ma sconsiderata carica il 25 ottobre 1854 nel corso della guerra di Crimea.

Tra gli altri scritti di questo periodo ricordiamo "Ode on the Death of the Duke of Wellington" (Ode per la morte del Duca di Wellington) e "Ode Sung at the Opening of the International Exhibition" (Ode per l'inaugurazione della fiera internazionale).

La regina Vittoria, la quale è un'ardente ammiratrice dell'opera di Alfed Tennyson, nel 1884 lo nomina Barone Tennyson di Aldworth (in Sussex) e di Freshwater sull'isola di Wight. Diviene così il primo scrittore e poeta ad essere elevato al rango di Pari del Regno Unito.

Esistono delle registrazioni effettuate da Thomas Edison - purtroppo di bassa qualità sonora - nelle quali Alfred Tennyson recita in prima persona alcune delle proprie poesie (tra cui "The Charge of the Light Brigade").

Nel 1885 pubblica una delle sue opere più famose, "Idylls of the King" (Idilli del re), una raccolta di poesie interamente basate su Re Artù e sul ciclo bretone, tema che gli viene ispirato dai racconti di Sir Thomas Malory precedentemente scritti sul leggendario King Arthur. L'opera viene dedicata da Tennyson al Principe Alberto, marito della regina Vittoria.

Il poeta continua a scrivere fino all'età di ottant'anni: Alfred Tennyson muore il 6 ottobre 1892 all'età di 83 anni. E' seppellito all'interno dell'Abbazia di Westminster. Il figlio Hallam gli succederà come secondo Barone Tennyson; nel 1897 autorizzerà la pubblicazione di una biografia del padre e, tempo dopo, diverrà il secondo governatore dell'Australia.

Biografia di Luc de Clapiers de Vauvenargues

Massime riflessioni
6 agosto 1715
28 maggio 1747

Chi è: Luc de Clapiers de Vauvenargues


Luc de Clapiers, marchese di Vauvenargues - scrittore, saggista e moralista francese - nasce a Aix-en-Provence il giorno 6 agosto 1715.

Nato in una nobile famiglia, trascorre l'infanzia tra il castello di Vauvenargues e il palazzo di Aix, città dove studia senza però riuscire a padroneggiare né il latino né il greco; nonostante le difficoltà relative alle materia delle lingue antiche, diviene un grande ammiratore di Plutarco e di Seneca.

Nel 1735 Luc de Clapiers entra nell'esercito con il grado di tenente rimanendovi per nove anni; prende parte alla guerra di successione polacca, alla campagna d'Italia del Maresciallo Villars nel 1736, e alla spedizione in Boemia per sostenere le ambizioni di Federico II di Prussia sulla Slesia; in quest'ultima campagna l'esercito francese, sotto il comando del Maresciallo de Belle-Isle, viene abbandonato dai suoi alleati e costretto nel 1742 a una disastrosa ritirata; successivamente a questo evento, Vauvenargues è costretto a subire una lunga permanenza nell'ospedale di Nancy a causa di un congelamento delle gambe. Partecipa poi alla battaglia di Dettingen nel 1743; di ritorno in Francia viene destinato ad Arras.

Anche a causa di sopraggiunti disturbi alla vista abbandona la carriera militare. L'amico Victor Riqueti, marchese di Mirabeau, autore de "L'Ami des Hommes" (e padre del futuro uomo politico Honoré Gabriel Riqueti), spinge Vauvenargues a volgersi verso la letteratura, ma questi era troppo povero per recarsi a Parigi, centro della cultura francese.

Cerca di entrare nel servizio diplomatico senza tuttavia riuscire nel suo intento: un attacco di vaiolo mette fine alle sue possibilità di carriera in questo ambito.

Vauvenargues si trasferisce a Parigi nel 1745 e qui conduce una vita ritirata, frequentando pochi amici tra i quali Jean-François Marmontel e Voltaire. Tra i suoi corrispondenti c'è anche l'archeologo Fauris de Saint-Vincens.

Su consiglio di Voltaire e le esortazioni di Mirabeau, Vauvenargues ignora le obiezioni del padre e si butta nella scrittura. Riprende le proprie osservazioni e note segnate su carta e pubblica nel 1746, coperto dall'anonimato, l'opera "Introduction à la connaissance de l'esprit humain" (Introduzione alla conoscenza dello spirito umano), seguita da "Réflexions e Maximes" (Riflessioni e Massime). Pur non passando completamente inosservato, il libro non viene accolto con grande calore.

Voltaire, il quale non aveva mai dubitato del talento di Vauvenargues, lo incita a rivisitare la sua opera per una seconda edizione. Seguendo i consigli di Voltaire ritocca lo stile in molti punti, sopprimendo più di duecento massime. Questa nuova edizione sarà pubblicata postuma, nel 1747, dagli abati Trublet e Séguy.

Luc de Clapiers de Vauvenargues muore improvvisamente a Parigi il 28 maggio 1747, ancor prima di arrivare a compiere trentadue anni.

Biografia di Diego Velázquez

Inconfondibile pienezza
6 giugno 1599Gemelli
6 agosto 1660

Chi è: Diego Velazquez


Diego Rodriguez de Silva y Velazquez nasce qualche giorno prima del 6 giugno del 1599 (giorno in cui viene battezzato) in Andalusia, a Siviglia, figlio di Juan, avvocato portoghese di origini ebree, e di Jeronima Velazquez, appartenente alla nobiltà minore degli hidalgo. Dopo aver ricevuto un'educazione religiosa e una discreta preparazione filosofica e linguistica, studia presso Francisco Herrera il Vecchio, pittore da cui impara a utilizzare i pennelli con setole lunghe. A dodici anni abbandona lo studio di Herrera e diventa apprendista di Francisco Pacheco: qui rimane per cinque anni, studiando la prospettiva e le proporzioni.

Negli anni Venti del Seicento Velazquez gode già di un'ottima reputazione: sposatosi con Juana, figlia di Pacheco, diventa padre di due bambine, e in questo periodo realizza il dipinto "Jesus y los peregrinos de Emaus", dal quale si intravede il suo realismo attento. Nel 1623 gli viene commissionato un ritratto del re Filippo IV di Spagna: il dipinto viene realizzato in un giorno solo, e convince il Duca Conte de Olivares, ministro del re, a indurlo a trasferirsi a Madrid, nominandolo pittore di corte. Potendo contare su alloggio gratuito e su venti ducati di stipendio al mese, Velazquez si stabilisce definitivamente nella capitale. Nel 1627 Filippo IV decreta una competizione tra i pittori migliori della nazione, con la cacciata dei mori come tema: a vincere è Diego, il cui dipinto, però, verrà distrutto in occasione dell'incendio di palazzo del 1734. Egli, in ogni caso, diventa - grazie a quest'opera - cerimoniere di corte.

Nel 1629, il pittore andaluso si sposta in Italia: si tratta di un momento fondamentale nell'evoluzione del suo stile di pittura (oltre che del mecenatismo della monarchia spagnola, visto che il viaggio viene finanziato da Filippo IV). Il primo viaggio in Italia, secondo la categorizzazione degli storici d'arte, dà il la al secondo periodo di Velazquez, mentre il secondo viaggio viene fatto corrispondere all'inizio del terzo. Tornato in Spagna, l'artista ritrae Don Baltasar Carlos, erede al trono iberico, in molte opere: protetto come sempre dal ministro Olivares, Diego non manca di rappresentare anche il suo tutore.

Nel frattempo la sua arte raggiunge una pienezza inconfondibile: a seconda delle diverse commissioni del re, si alternano toni e armonie differenti. Rare composizioni a sfondo religioso, come il "Cristo flagellato" conservato attualmente nella National Gallery di Londra, si alternano a opere più barocche, come il "San Tommaso" visitabile nel museo diocesano di Orihuela. Non mancano, poi, le opere realizzate per oratori o monasteri, come l'"Incoronazione della Vergine" e il "Crocefisso scultoreo olimpico", situati al Prado.

Tra il 1636 e il 1639 Velazquez dipinge per la Torre de la Parada l'"Esopo" e "Marte": seguono "La fucina di Vulcano" e la "Venere allo specchio", realizzata forse in Italia, sicuramente negli anni Quaranta. Destinato, invece, al salone dei Regni del ritiro è il capolavoro "La resa di Breda", dai colori raffinati, con contrapposizione di toni. Con il passare degli anni, l'artista iberico tende a specializzarsi nel ritratto, con protagonisti presi soprattutto dalla famiglia reale. Si citano, tra gli altri, i ritratti di cacciatori di Filippo IV, di Balthasar Carlos e di Don Ferdinando, fratello del re, ma anche il "Ritratto di Fraga", risalente al 1644 (attualmente fa parte della Frick Collection a New York) che impressiona lo spettatore per gli accordi argento e rosa. D'altra parte, Velazquez si dedica anche alla rappresentazione dei cosiddetti hombres de placer, vale a dire buffoni e nani di corte: immortalati in pose teatrali o ironiche, presentano uno sguardo acuto e perfino insostenibile. Rivelano, in sostanza, la profonda umanità di Velazquez.

Nella sua rassegna, per altro, non mancano alti dignitari, come il Conte di Benavente, e visitatori di prestigio, come Francesco I d'Este. Anche familiari e amici rientrano nella creatività di Diego: il ritratto della moglie Juana è situato al Prado, mentre quello di Juan de Pareja, suo collaboratore mulatto, appartiene a una collezione privata britannica. Quest'ultimo dipinto risale al 1650: in quell'anno, l'artista si trova a Roma, dove è stato chiamato per ritrarre Papa Innocenzo X. Un quadro autorevole e audace, luminoso e imponente, che viene considerato da molti il capolavoro del ritratto barocco. È bene sottolineare, per altro, che il secondo viaggio italiano di Velazquez lascia spazio a un periodo di dieci anni contraddistinti da un rinnovamento dello stile. Ma anche dei temi: ai ritratti del re, ormai indebolito e sciupato, si affiancano quelli dei nipoti ("Infante Felipe Prospero" e "Infanta Margarita Maria in veste blu") e della regina Maria Anna. Si tratta di modelli tanto graziosi quanto rigidi e indifferenti: non personaggi, ma semplici elementi armonici.

Le ultime due importanti opere di Velazquez sono "Le filatrici" e "L'infanta Margherita e le sue dame", attualmente conservate entrambe al Prado: la prima si presenta come la raffigurazione di una bottega di tappezzeria che rievoca il mito di Aracne; la seconda, invece, si propone di immortalare la vita di corte di un qualsiasi pomeriggio estivo, tra nani, damigelle d'onore e animali. Un quadro molto particolare, non solo perché viene raffigurato lo stesso pittore impegnato ad agire su una tela, ma anche per la misteriosa tenerezza della luce. Insomma, partita dal tenebrismo, la parabola artistica di Velazquez si conclude - o completa - in un particolare impressionismo.

Nel 1660 Velazquez si trasferisce sull'Isola dei Fagiani, situata sul fiume Bidasoa, per curare l'ornamento del tendone spagnolo e dell'allestimento scenico in vista del matrimonio tra Luigi XIV di Francia e Maria Teresa di Spagna, che sancisce la pace tra i due Paesi. Tornato a Madrid, viene colto, poco meno di un mese dopo, da un attacco di febbre, probabilmente conseguenza del soggiorno in quell'isola paludosa.

Muore il 6 agosto del 1660, dopo aver firmato un testamento in cui nomina unici esecutori il curatore dei registri reali Fuensalida e la moglie, che però morirà una settimana dopo. Sepolto nella chiesa di San Giovanni Battista nella cripta dei Fuensalida, attualmente la sua tomba non può essere identificata con precisione, in quanto la chiesa venne distrutta nel 1811 dai Francesi.

Biografia di Andy Warhol

Le banalità di un mito
6 agosto 1928
22 febbraio 1987

Chi è: Andy Warhol


Andy Warhol, considerato a pieno titolo uno dei più grandi geni artistici del suo secolo, nasce a Pittsburgh (Pennsylvania) il 6 agosto 1928: figlio di immigrati slovacchi di etnia Rutena il suo nome vero è Andrew Warhola. Tra il 1945 e il 1949 studia al Carnegie Institute of Technology della sua città. Si trasferisce poi a New York dove lavora come grafico pubblicitario presso alcune riviste: "Vogue", "Harper's Bazar", "Glamour". Fa anche il vetrinista e realizza le sue prime pubblicità per il calzaturificio I. Miller.

Le prime mostre

Nel 1952 tiene la prima personale alla Hugo Gallery di New York. Disegna anche scenografie. Nel 1956 espone alcuni disegni alla Bodley Gallery e presenta le sue Golden Shoes in Madison Avenue. Compie poi alcuni viaggi in Europa e Asia.

Gli anni '60

Intorno al 1960 Warhol comincia a realizzare i primi dipinti che si rifanno a fumetti e immagini pubblicitarie. Nei suoi lavori compaiono Dick Tracy, Popeye, Superman e le prime bottiglie di Coca Cola.

Inizia a utilizzare la tecnica di stampa impiegata nella serigrafia nel 1962, rivolgendo l'attenzione alla riproduzione di immagini comuni, degne del titolo di "icone simbolo" del suo tempo, comprese le lattine di zuppa. Tratta anche temi carichi di tensione, come i Car Crash (Incidenti automobilistici) e Electric Chair (sedia elettrica). Dal suo stile "neutro" e banale prende il via la cosiddetta Pop-art.

Come scrive Francesco Morante: "La sua arte prende spunto dal cinema, dai fumetti, dalla pubblicità, senza alcuna scelta estetica, ma come puro istante di registrazione delle immagini più note e simboliche. E l'opera intera di Warhol appare quasi un catalogo delle immagini-simbolo della cultura di massa americana: si va dal volto di Marilyn Monroe alle inconfondibili bottigliette di Coca Cola, dal simbolo del dollaro ai detersivi in scatola, e così via.

In queste sue opere non vi è alcuna scelta estetica, ma neppure alcuna intenzione polemica nei confronti della società di massa: unicamente esse ci documentano quale è divenuto l'universo visivo in cui si muove quella che noi definiamo la "società dell'immagine" odierna. Ogni altra considerazione è solo conseguenziale ed interpretativa, specie da parte della critica europea, che in queste operazioni vede una presa di coscienza nei confronti del kitsch che dilaga nella nostra società, anche se ciò, a detta dello stesso Warhol, sembra del tutto estraneo alle sue intenzioni".

Negli anni successivi decide di abbracciare un progetto più vasto, proponendosi come imprenditore dell'avanguardia creativa di massa. Per questo fonda la "Factory", che può essere considerata una sorta di officina di lavoro collettivo. Iniziano i rapporti di lavoro con Leo Castelli.

Nel 1963 inizia a dedicarsi al cinema e produce due lungometraggi: "Sleep" ed "Empire" (1964). Nel 1964 espone alla Galerie Sonnabend di Parigi e da Leo Castelli a New York. Per il Padiglione Americano alla Fiera mondiale di New York realizza i Thirteen Most Wanted Men. L'anno successivo espone all'Institute of Contemporary Art di Philadelphia.

Le collaborazioni artistiche

Fallito il tentativo di fondare un gruppo musicale con La Monte Young e Walter de Maria (due dei più celebri compositori d'avanguardia del periodo), nel 1967 si lega al gruppo rock dei Velvet Underground (di Lou Reed), di cui finanzia il primo disco. Anche la nota copertina del disco, una semplice banana gialla su sfondo bianco, è sua.

L'attentato del 1972

Nel 1968 rischia la morte, all'interno della Factory, per l'attentato di una squilibrata, tale Valerie Solanas, unico membro della S.C.U.M. (società che si propone di eliminare gli uomini). Espone al Moderna Museet di Stoccolma. Pubblica il romanzo "A: a novel" e produce il primo film in collaborazione con Paul Morissey. Si tratta di "Flash", cui seguiranno "Trash", nel 1970, e "Heat", nel 1972.

Gli anni '70

Nel 1969 fonda la rivista "Interview", che da strumento di riflessione sul cinema amplia le sue tematiche a moda, arte, cultura e vita mondana. A partire da questa data, fino al 1972, esegue ritratti, su commissione e no. Scrive anche un libro: "La filosofia di Andy Warhol (Dalla A alla B e ritorno)", pubblicato nel 1975. L'anno seguente espone a Stoccarda, Düsseldorf, Monaco, Berlino e Vienna. Nel 1978 a Zurigo. Nel 1979 il Whitney Museum di New York organizza una mostra di ritratti di Warhol, intitolata "Andy Warhol: Portraits of the 70s".

Gli anni '80

Nel 1980 diventa produttore della Andy Warhol's TV. Nel 1982 è presente alla Documenta 5 di Kassel. Nel 1983 espone al Cleveland Museum of Natural History e gli viene commissionato un poster commemorativo per il centenario del Ponte di Brooklyn. Nel 1986 si dedica ai ritratti di Lenin e ad alcuni autoritratti. Negli ultimi anni si occupa anche della rivisitazione di opere dei grandi maestri del Rinascimento: Paolo Uccello, Piero della Francesca, e soprattutto Leonardo da Vinci, da cui ricava il ciclo "The Last Supper" (L'ultima cena). Realizza anche alcune opere a più mani con Francesco Clemente e Jean-Michel Basquiat, il "maledetto" della scena artistica newyorchese.

La morte

Andy Warhol muore a New York il 22 febbraio 1987 durante una semplice operazione chirurgica.

Nella primavera del 1988, 10.000 oggetti di sua proprietà vengono venduti all'asta da Sotheby's per finanziare la Andy Warhol Foundation for the Visual Arts. Nel 1989 il Museum of Modern Art di New York gli dedica una grandiosa retrospettiva.

Le opere di Andy Warhol

Quelle che seguono sono alcune delle opere più significative della carriera dell'artista americano, che abbiamo approfondito singolarmente con articoli dedicati.

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03. taglio ala dell'Aquila e la volpe.
04. L'Aquila e la volpe.
05. L'Aquila e la freccia.
06. L'Aquila e i Galli.
07. le volpi sulle rive del fiume Meandro.
08. la volpe che è stata riempita il suo grembo.
09. la volpe e il biancospino
10. la volpe e il taglialegna.
11. la volpe e il serpente.
12. la volpe e i grappoli di uva.
13. la volpe e il coccodrillo.
14. la volpe e la Pantera.
15. la volpe e la scimmia incoronato re
16. la volpe e il cane.
17. la volpe e la scimmia discusso circa la sua nobiltà.
18. la volpe e il caprone nel pozzo.
19. la volpe con la coda tagliata.
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