Biografie di personaggi famosi e storici nato il 15 agosto


Biografie di personaggi famosi e storici


Biografie di personaggi famosi nella storia e celebrità:

  1. Ben Affleck
  2. Ethel Barrymore
  3. Napoleone Bonaparte
  4. Raoul Casadei
  5. Igor Cassina
  6. Louis de Broglie
  7. Grazia Deledda
  8. Gianfranco Ferrè
  9. Jules Grévy
  10. Jennifer Lawrence
  11. René Magritte
  12. Giuseppe Parini
  13. Walter Scott
  14. Antonio Stoppani

Biografia di Ben Affleck

Ben formato
15 agosto 1972

Chi è Ben Affleck?


Classico belloccio da megascreen ma con doti di autoironia non indifferenti, Benjamin Geza Affleck nasce il 15 agosto del 1972 e, a dispetto della sua aria da star viziata, ha perlomeno il merito di essere un self-made man. Nessun retaggio artistico nella sua famiglia: né genitori ex attori né parenti produttori o cantanti falliti, ma solo un padre meccanico e una madre insegnante (separati fin dalla sua nascita).

Da quei due anonimi genitori è comunque scaturito uno degli attori più sexy e clamorosamente belli che il cinema ricordi, adorato dalle donne fin dalle sue prime apparizioni. Da sempre a suo agio di fronte ad una telecamera come di fronte ad un pubblico reale, si intrufola negli ambienti giusti già da ragazzino, esordendo a soli quattordici anni in un film per la tv intitolato "Wanted: The perfect guy".

Termina gli studi e prende il suo bravo diploma alla Cambridge Rindge and Latin High School, con la voglia nel sangue di uscire per sempre dalle forche caudine scolastiche e buttarsi alla ricerca della sua strada, che per lui ha un solo nome: cinema. La gavetta di Ben Affleck, buon per lui, non è poi così faticosa: arriva sul grande schermo già nel 1992 con "Scuola d'onore", che non lascia un gran segno ma che gli permette di essere chiamato per il più fortunato "Generazione X", una pellicola che mette a fuoco i problemi della generazione nata nell'Ottanta.

Da questa scelta, dalla volontà di non accondiscendere per forza i voleri della grande distribuzione, privilegiando talvolta gli intelligenti film dei piccoli registi indipendenti, si comincia a definire una delle peculiarità del Ben Affleck attore: uno che avrebbe tutte le potenzialità per diventare il divo di turno ma che non si stanca di esplorare diverse strade artistiche.

La riprova? Oltre alle nobili intenzioni, è anche un abile sceneggiatore. Ed è proprio grazie ad una sua sceneggiatura che arriva il grande successo quando, con l'amico d'infanzia Matt Damon, scrive "Will Hunting - Genio ribelle", in cui reciteranno entrambi (insieme al fratello minore, Casey). Con questo film oltre al successo al botteghino si porta a casa anche un Oscar proprio per la migliore sceneggiatura. Naturale che da quel momento fiocchino proposte da tutte le parti, con consueto innalzamento del cachet a livelli stellari. E la star è fatta.

La carriera di Ben infatti si impenna: è tra i protagonisti (insieme a Bruce Willis) del commerciale "Armageddon", ottimo successo e del sofisticato "Shakespeare in love" (altro film premiato con vari Oscar), al fianco di Gwyneth Paltrow con la quale vivrà un amore di pochi mesi.

Nel 1999 escono col suo nome stampato sui manifesti pellicole singolari come "Piovuta dal cielo", "200 cigarettes", ma lo abbiamo anche visto in "The Third Wheel" (di cui è stato anche produttore) e "Bounce" ancora accanto alla sua ex fiamma Gwyneth Paltrow.

Poi è stato il protagonista di "Pearl Harbour", un drammone che ha catalizzato le attenzioni dei media americani e gli sguardi rapiti di migliaia di donne. Più di recente è apparso nel ruolo di "angelo" nel delirante, comicissimo, "Dogma" di nuovo accanto al suo grande amico Matt Damon, realizzato nel 1999 da quel folle artigiano della cinepresa che è Kevin Smith e uscito con grave ritardo nelle sale cinematografiche.

Inoltre da non dimenticare sono i più commerciali "Ipotesi di reato", "Al vertice della tensione" e il fumettone di moda "Daredevil".

E' stato un uomo molto invidiato quando stava per sposare la proprietaria del fondoschiena più desiderato del mondo... quello di Miss Jennifer Lopez. Poi la turbolenta relazione è terminata, e Ben Affleck si è unito in matrimonio con l'attrice Jennifer Garner (giugno 2005) dalla quale ha avuto due figlie, Violet Anne Affleck (2005), e Seraphina Rose Elizabeth Affleck (2009).

Dopo il buon film The Town (2010) in cui Ben Affleck oltre a recitare siede dietro la macchina da presa, il suo grande successo come regista arriva nel 2012 con il film "Argo": il film narra i fatti realmente accaduti a Teheran dopo la rivoluzione iraniana del 1979; Affleck è il protagonista, Tony Mendez, incaricato dalla Cia per risolvere la questione degli ostaggi statunitensi: la pellicola è vincitrice dell'Oscar come miglior film del 2012.

Biografia di Ethel Barrymore

Glamour per sempre
15 agosto 1879
18 giugno 1959

Chi è Ethel Barrymore?


Proveniente da una celebre famiglia di attori, l'affascinante, sofisticata e viziosa Ethel Barrymore nasce a Philadelphia, in Pennsylvania (USA), il 15 agosto 1879. Educata in un convento, ha solo quindici anni quando, sotto la guida di suo zio, sale la prima volta sul palcoscenico.

Interpreta la sua prima parte da protagonista a Broadway in "Captain Jinks of the Horses Marines", nel 1900.

L'indomani è una star e in breve tempo diventa la "prima signora" della scena americana ottenendo grandissimo successo per oltre quarant'anni, grazie al suo intrigante fascino (viene coniata per lei l'espressione "glamour girl") e al suo notevole temperamento drammatico. Memorabile la sua interpretazione dell'inquieta Nora in "Casa di bambola" di Ibsen (1905); eccellente interprete shakespeariana di Rosalinda in "Come vi piace", Porzia ne "Il mercante di Venezia", e Ofelia nell'"Amleto".

Dopo il suo esordio cinematografico in "The Nightingale" (1914), Ethel Barrymore interpreta altri tredici film negli anni '10 e in seguito si dedica esclusivamente al teatro sino al suo ritorno sul set, nel ruolo dell'ostinatamente stupida zarina, con "Rasputin e l'imperatrice" (Rasputin and the Empress, 1932) di Richard Boleslawski, l'unico in cui è insieme ai suoi celebri fratelli, John e Lionel.

Dopo essersi dedicata di nuovo al teatro, nel 1944 torna alla grande sullo schermo per interpretare la madre di un giovane sbandato (interpretato da Cary Grant) nell'insolito "Il ribelle" (None But the Lonely Heart, 1944) di Clifford Odets, per il quale ottiene un meritatissimo premio Oscar.

Rimane così nel cinema, interpretando la versione femminile dei personaggi tipici di suo fratello Lionel, ossia vecchie signore dal carattere difficile e bisbetico, ma in fondo generoso, in film come "La scala a chiocciola" (The Spiral Staircase, 1946) di Robert Siodmak, "Il caso Paradine" (The Paradine Case, 1947) di Alfred Hitchcock, "Il ritratto di Jennie" (Portrait of Jennie, 1948 ) di William Dieterle, e "Tu sei il mio destino" (Young at Heart, 1954) di Gordon Douglas.

Grande favorita degli ambienti sociali più esclusivi di Hollywood, Ethel Barrymore viene apprezzata per il suo fine senso dell'umorismo e per la sua passione per il baseball, che essa avrebbe incarnato orgogliosamente nel film "Sogno dei miei vent'anni" (Just for You, 1952) di Elliott Nugent.

Ethel Barrymore muore a Beverly Hills, in California, il 18 giugno 1959; successivamente un teatro di Broadway verrà intitolato al suo nome.

Biografia di Napoleone Bonaparte

Imperatore totale
15 agosto 1769
5 maggio 1821

Chi è Napoleone Bonaparte?


Napoleone Buonaparte (cognome successivamente francesizzato in Bonaparte), nasce il 15 agosto 1769 ad Ajaccio, in Corsica, secondogenito di Carlo Buonaparte, avvocato di origini toscane e di Letizia Ramolino, bella e giovane donna che avrà addirittura tredici figli. E' proprio il padre che, contrario all'idea che il figlio intraprendesse la carriera forense, lo spinge ad intraprendere quella militare.

Il 15 maggio 1779, infatti, Napoleone si trasferisce nel collegio militare di Brienne, un luogo nel quale, a spese del re, venivano preparati i figli delle famiglie nobili. Accettato a seguito delle raccomandazioni del conte di Marbeuf, vi rimase cinque anni. Nel settembre del 1784, a quindici anni, viene invece ammesso alla scuola militare di Parigi. Dopo un anno ottiene il grado di sottotenente di artiglieria. Grandi rivolgimenti politici e sociali attendevano l'Europa e il giovane Napoleone era forse bel lungi dal credere che ne sarebbe stato l'artefice principale.

Tutto ha inizio a seguito della Rivoluzione Francese, Al suo sanguinoso scoppio, i realisti còrsi si schierarono a difesa dell'antico regime e lo stesso Napoleone aderisce con entusiasmo alle idee che il nuovo movimento popolare professa. Dopo l'assalto e la presa della Bastiglia, Napoleone cerca di diffondere la febbre rivoluzionaria anche nella sua isola. Si getta nella vita politica del posto e combatte nelle fila di Pascal Paoli (il futuro realizzatore dell'unità morale e politica della Corsica). I suoi meriti sono tali che nel 1791 viene nominato comandante di battaglione nella Guardia Nazionale di Ajaccio. Il 30 novembre 1789 l'Assemblea nazionale proclama la Corsica parte integrante della Francia, ponendo così fine ad un'occupazione militare iniziata nel 1769.

Intanto la Francia versa in una crisi politica senza precedenti. Alla caduta di Robespierre, Napoleone si vede affidare, nel 1796, poco prima del suo matrimonio con Joséphine de Beauharnais, il comando delle truppe per la campagna d'Italia nel corso della quale alla sua stoffa di stratega militare si aggiunge quella del vero Capo di Stato.

Ma vediamo le tappe di questa "escalation". Il 21 gennaio Luigi XVI viene ghigliottinato in Place de la Révolution e Napoleone Bonaparte, promosso capitano di prima classe, partecipa alla repressione dell'insurrezione girondina e federalista delle città di Marsiglia, Lione e Tolone. Nell'assedio di Tolone il giovane capitano, con una intelligente manovra, ottiene la capitolazione della piazzaforte.

Il 2 marzo 1796 viene nominato appunto comandante dell'armata d'Italia e, dopo aver battuto Piemontesi ed Austriaci, impone la pace con il trattato di Campoformio (1797), gettando in questo modo le basi di quello che più tardi diverrà il Regno d'Italia.

Dopo questa notevole prova, si imbarca nella Campagna d'Egitto, apparentemente per colpire gli interessi orientali degli inglesi; in realtà, vi è inviato dal Direttorio francese, che lo considerava troppo pericoloso in patria. Sbarcato ad Alessandria, sconfigge i mamelucchi e la flotta inglese dell'Ammiraglio Oratio Nelson. La situazione in Francia intanto peggiora, disordine e confusione regnano sovrane, senza contare che l'Austria sta raccogliendo numerose vittorie. Deciso a tornare, affida il comando delle sue truppe al generale Kleber e si imbarca per la Francia, contravvenendo agli ordini di Parigi. Il 9 ottobre 1799 sbarca a S. Raphael e fra il 9 e il 10 novembre (il cosiddetto 18 Brumaio del calendario rivoluzionario), con un colpo di stato abbatte il Direttorio, prendendo in questo modo il potere quasi assoluto. Il 24 dicembre vara l'istituzione del Consolato, di cui si nomina Primo Console.

Capo dello Stato e delle Armate, Napoleone, dotato di una capacità di lavoro, d'una intelligenza, e d'una immaginazione creativa straordinaria, riforma in tempo record l'amministrazione e la giustizia. Ancora una volta vittorioso contro la coalizione austriaca, impone la pace agli Inglesi e firma nel 1801 il Concordato con Pio VII che mette la Chiesa francese al servizio del Regime. Poi, dopo aver scoperto e sventato un complotto monarchico, si fa proclamare nel 1804 Imperatore dei Francesi sotto il Nome di Napoleone 1° e, l'anno dopo, anche Re d'Italia.

Si crea così intorno a lui una vera e propria " monarchia " con Corti e Nobiltà d'Impero mentre il regime stabilito prosegue, sotto il suo impulso, riforme e modernizzazione : insegnamento, urbanismo, economia, arte, creazione del cosiddetto "Codice napoleonico", che fornisce una base giuridica alla società uscente dalla Rivoluzione. Ma l'Imperatore è presto preso da altre guerre.

Fallito un attacco all'Inghilterra nella famosa battaglia di Trafalgar, porta a buon fine una serie di campagne contro gli Austro-Russi (Austerlitz, 1805), i Prussiani (Iéna, 1806 ) ed edifica il suo grande Impero dopo il trattato di Tilsit nel 1807.

L'Inghilterra, comunque, rimane sempre la sua spina nel fianco, l'uno vero grande ostacolo alla sua egemonia europea. In risposta al blocco marittimo applicato da Londra, Napoleone mette in atto, tra il 1806 ed il 1808, il blocco continentale al fine di isolare quella grande potenza. Il blocco dinamizza l'industria e l'agricoltura francese ma infastidisce l'economia europea ed obbliga l'Imperatore a sviluppare una politica espansionistica che, dagli Stati Pontifici al Portogallo ed alla Spagna passando dal controllo d'una nuova coalizione dell'Austria (Wagram 1809), lascia le sue armate sfinite.

Nel 1810, preoccupato di lasciare una discendenza, Napoleone sposa Marie Louise d'Austria che gli dà un figlio, Napoleone II.

Nel 1812, intuendo l'ostilità dalla parte dello Zar Alessandro 1°, la grande Armata di Napoleone invade la Russia.

Questa sanguinante e disastrosa campagna, totalmente fallimentare per le forze napoleoniche che vennero brutalmente ricacciate indietro a seguito oltretutto di migliaia di perdite, farà suonare il risveglio dell'Europa Orientale e vedrà Parigi invasa dalle truppe nemiche il 4 marzo 1814. Qualche giorno più tardi, Napoleone sarà obbligato ad abdicare in favore di suo figlio poi, il 6 aprile 1814, a rinunciare alla totalità dei suoi poteri.

Spodestato dal trono e solo, è costretto all'esilio. Dal maggio 1814 al marzo 1815, durante il suo soggiorno forzato all'Isola d'Elba, fantasmatico sovrano dell'isola su cui ripristinerà una pallida imitazione della sua passata corte, Napoleone vedrà Austiaci, Prussiani, Inglesi e Russi dividersi, nel corso del Congresso di Vienna, ciò che fu il suo Grande Impero.

Sfuggendo alla sorveglianza Inglese, Napoleone riuscì però a rientrare in Francia nel Marzo 1815 dove, sostenuto dai Liberali, conoscerà un secondo ma breve Regno conosciuto sotto il nome di "Regno dei Cento Giorni". La nuova e riconquistata gloria non durerà a lungo: presto le illusioni di ripresa verranno cancellate dal disastro seguito alla battaglia di Waterloo, ancora una volta contro gli inglesi. La storia si ripete, dunque, e Napoleone deve nuovamente abdicare al suo ripristinato ruolo di Imperatore il 22 Giugno1815.

Ormai in mano agli inglesi, questi gli assegnano coma prigione la lontana isola di Sant'Elena, dove prima di spegnersi il 5 maggio 1821, evocherà spesso con nostalgia la sua isola natale, la Corsica. Il suo rammarico, confidato alle poche persone rimastigli vicine, era quello di aver trascurato la sua terra, troppo occupato in guerre ed imprese.

Il 5 maggio 1821, quello che è stato indubbiamente il più grande generale e condottiero dopo Cesare, si spegne solo e abbandonato a Longwood, sull'isola di Sant'Elena, sotto la sorveglianza degli inglesi.

Biografia di Raoul Casadei

Vai col liscio
15 agosto 1937

Chi è Raoul Casadei?


Leader dell'orchestra più famosa d'Italia, deus ex-machina del gruppo che ha fatto ballare, incontrare e innamorare generazioni di italiani, Raoul Casadei è nato il 15 agosto 1937. L'Orchestra Casadei venne fondata in realtà nel 1928 da Secondo Casadei, zio di Raoul, amatissimo autore di più di mille brani di musica popolare romagnola, e divenne sin dall'inizio una delle più seguite orchestre da ballo della riviera romagnola.

Nel 1970 Raoul, che fin da giovanissimo collaborava con lo zio, ha preso completamente in mano l'Orchestra, ringiovanendola e rinnovando le coordinate musicali di riferimento. Il genere proposto, il "liscio", affonda le sue radici nel valzer, nella mazurka e nella polka senza tuttavia disdegnare le contaminazioni e le espressioni musicali moderne.

Nel 1974 ha partecipato al Festival di Sanremo con la canzone "La canta", ma naturalmente tutti associano il suo nome alle melodie immortali come "Ciao mare" e soprattutto "Romagna mia" - scritta dallo zio Secondo nel 1954 (Edizioni Musicali CASADEI SONORA) - uno di quei pezzi capaci, a dispetto della geografia di cui il titolo è limitativo, di diventare una specie di secondo inno nazionale.

Canzoni semplici e orecchiabili, quelle di Casadei, ma colme di una solarità e di un'allegria che mettono addosso la gioia di vivere.

Nel 1980 Raoul Casadei ha appeso la chitarra al chiodo, decidendo di non partecipare più alle serate live per potersi dedicare del tutto alla parte organizzativa ed artistica. L'Orchestra ha continuato così ad avere successo in tutta Italia, portando avanti un progetto musicale di recupero della tradizione, affiancato alla solita ed imprescindibile innovazione stilistica e strumentale. Pochi sanno che Casadei e la sua orchestra vantano numerose collaborazioni con altri artisti di grande livello, da Tito Puente a Gloria Gaynor, da Elio e le Storie Tese ai Pitura Freska.

Nel 2000 Mirko, primogenito di Raoul, è entrato stabilmente alla guida dell'Orchestra, rinnovata ulteriormente nell'organico e attualmente composta da dieci musicisti. In oltre 75 anni di carriera artistica, l'Orchestra Casadei ha pubblicato oltre 35 album, con milioni di copie vendute in tutta Europa.

Raoul Casadei sarà una delle star della prossima edizione del reality show "L'Isola dei Famosi".

Biografia di Igor Cassina

Le vertigini hanno un nome proprio
15 agosto 1977

Chi è Igor Cassina?


Igor Cassina, ginnasta italiano campione nella specialità della sbarra, nasce a Seregno, nel cuore della brianza lombarda, il giorno 15 agosto 1977.

Figlio di un designer, proprietario di una fabbrica di mobili, dopo una brevissima esperienza nel judo, a soli cinque anni si avvicina alla ginnastica artistica, allenato da Franco Giorgetti. Igor ha solo nove anni anni quando disputa a Varese la sua prima gara. Su circa ottanta bambini che partecipano, arriva quarto. All'epoca seguiva con entusiasmo le gesta atletiche del ginnasta russo Dimitri Bilozerchev.

A quindici anni, nel 1992 a Vercelli, Igor Cassina si laurea campione nazionale Junior. Due anni più tardi, ancora minorenne, è di nuovo campione italiano Junior e campione assoluto alla sbarra: è il primo ginnasta italiano appartanente alla categoria Junior a vincere un titolo assoluto.

Nel 1999 partecipa ai Mondiali di Tianjin a squadre e arriva 14°. Nel 2000 è nella squadra olimpica italiana che vola a Sydney per la XXVII Olimpiade.

Nel 2001 ai Mondiali di Gand Igor Cassina arriva quarto alla sbarra. L'anno successivo partecipa agli Europei di Patrasso dove conquista una medaglia di bronzo. Da qui partono una serie di successi che passano, nel 2003, dai Mondiali di Anaheim, dove ottiene un argento.

Nel 2004 è in formissima: partecipa alla sua seconda Olimpiade, quella di Atene. E' il 23 agosto quando Igor Cassina si presenta alla pedana della sbarra. Prima ancora della gara guadagna una soddisfazione grandissima. E' il primo atleta al mondo a presentare una particolare figura artistica: si tratta di un movimento Kovacs (si chiama così dal nome di un famoso ginnasta ungherese) teso con avvitamento a 360° sull'asse longitudinale. La federazione internazionale aveva già riconosciuto l'unicità del gesto ufficializzando dal 2002 la figura con il nome "movimento Cassina". Igor rasenta la perfezione: vince la medaglia d'oro alla sbarra. E' il primo italiano di sempre. Prima di lui l'unica medaglia conquistata alla sbarra da un italiano era l'argento di Romeo Neri, risalente al 1928 ad Amsterdam. Quella di Igor Cassina è la medaglia italiana numero 500 nella storia dei Giochi Olimpici.

Nel 2005 deve confermare il suo ruolo di campione e lo fa arrivando primo a Parigi, alla FIG World Cup, secondo nel concorso generale agli assoluti italiani, e secondo ai campionati europei che si svolgono a Debrecen (Ungheria).

Ai mondiali del 2005 presenta il "Cassina 2", un esercizio ancora più complesso del "movimento Cassina": si tratta di un doppio salto con gambe tese e due avvitamenti, molto pericoloso. Il "Cassina 2" gli vale però solo il decimo posto.

Nel 2006 agli europei di Volos (Grecia) alla sbarra chiude al quinto posto. Ai successivi mondiali di Aarhus (Danimarca, 2006) cade durante le qualificazioni e si procura un brutto infortunio al costato. Igor Cassina punta dritto alle Olimpiadi di Pechino 2008 e dopo questo incidente decide di cambiare esercizio, mettendo da parte il "Cassina 2".

Igor si dedica così allo studio universitario (Scienze motorie) e alla propria riabilitazione: rimessosi completamente anche grazie all'aiuto del suo allenatore Maurizio Allievi (della Società Ginnastica Meda), ex ginnasta azzurro durante gli anni '70, Igor torna a gareggiare agli europei del 2007 che si svolgono ad Amsterdam, conquistando il bronzo.

Il "Cassina 2" non viene presentato a Pechino in quanto la figura non è ancora stata omologata dalla federazione: ciò comporta che il guadagno potenziale in termini di punteggio sia molto sproporzionato rispetto alla perdita di punti in caso di errore nell'esecuzione. Ad ogni modo è da tener presente che il "Cassina 1" è già di per sè considerato l'esercizio più difficile da eseguire alla sbarra.

Nel febbraio del 2011 annuncia il suo ritiro dallo sport agonistico. Lavora in seguito come commentatore tecnico per la Rai.

Biografia di Louis de Broglie

Quanta fisica
15 agosto 1892
19 marzo 1987

Chi è Louis de Broglie?


Louis Victor Pierre Raymond Duc De Broglie nacque a Dieppe (Francia) il giorno 15 agosto 1892. Studiò storia alla Sorbona di Parigi, volendo intraprendere una carriera nel servizio diplomatico. All'età di diciotto anni cominciò a studiare fisica, e comunque solo dopo aver studiato lettere, ottenendo una laurea in storia e diritto nel 1910 (a soli diciotto anni).

De Broglie fu ben conosciuto per la sua teoria sulla dualità della particella d'onda, materia che aveva la proprietà sia delle particelle sia delle onde. La sua tesi per il dottorato del 1924 proponeva questa teoria delle onde dell'elettrone basata sul lavoro di Einstein e Planck.

La natura dell'onda dell'elettrone fu confermata sperimentalmente nel 1927 da C.J. Davsson, C.H. Kunsman e L.H. Germer negli Stati Uniti, e da G.P. Thomsom in Scozia. Louis De Broglie in un'intervista del 1963 descrisse come giunse alle sue scoperte così:

"Come nelle mie conversazioni con mio fratello,noi siamo sempre arrivati alla conclusione,che nel caso dei raggi-x, uno aveva avuto entrambe le onde e i corpuscoli, così improvvisamente... così era certamente accaduto nel corso del 1923. Avevo avuto l'idea che uno aveva esteso questa dualità per le particelle materiali, specialmente per gli elettroni. E realizzai che da un lato la teoria di Hamilton-Jacobi puntò qualche cosa in questa direzione, ed è per questo che era possibile applicarla alle particelle, e in aggiunta rappresentava un occhio geometrico; dall'altro lato nei fenomeni quantici uno otteneva numeri quantici, che raramente era possibile trovarli in meccanica, ma che occorrevano frequentemente nei fenomeni ondosi, e in tutti i problemi che trattavano con un movimento d'onda."

Dopo il suo dottorato De Broglie rimase alla Sorbona di Parigi diventando professore di Fisica Teoretica all'istituto di Henri Poincaré nel 1928. Insegnò fino al 1962. Nel 1945 divenne consigliere alla French Atomic Energy Commissariat.

La teoria di De Broglie sul problema delle onde di elettroni fu poi usata da Schrödinger per scoprire le onde meccaniche. De Broglie ricevette il Premio Nobel nel 1929.

Scrisse molti lavori popolari che dimostrano il suo interesse nelle implicazioni filosofiche della fisica moderna, includendo "Materia e Luce"; "The New Physics" (La Nuova Fisica nel 1939); "The Revolution in Physics" (La Rivoluzione nella Fisica nel 1953); "Phisycs and Microphysics" (Fisica e Microfisica nel 1960); "The New Perspectives in Physics" (Le nuove Prospettive nella Fisica nel 1962).

La questione centrale nella vita di De Broglie fu se la natura statistica dell'atomo fisico rifletteva un'ignoranza che era alla base della teoria, o se la statistica era tutto ciò che poteva essere conosciuto. Per molto tempo lui credette alla prima, sebbene fosse un giovane ricercatore, infatti all'inizio credette che le statistiche nascondevano la nostra ignoranza. Forse sorpreso, ritornò a questo punto di vista tardi nella sua vita, affermando che "le teorie statistiche nascondono un perfetto deciso e una realtà constatata dietro variabili che eludono le nostre tecniche sperimentali."

Louis de Broglie morì il 19 marzo 1987 a Louveciennes, alla veneranda età di 94 anni.

Biografia di Grazia Deledda

Grazia sarda
27 settembre 1871
15 agosto 1936

Chi è Grazia Deledda?


Grazia Deledda nasce a Nuoro il 27 settembre 1871 da Giovanni Antonio e Francesca Cambosu, quinta di sette figli. La famiglia appartiene alla borghesia agiata: il padre che ha conseguito il diploma di procuratore legale, si dedica al commercio del carbone ed è un cattolico intransigente.

Diciasettenne, invia alla rivista "Ultima moda" di Roma il primo scritto, chiedendone la pubblicazione: è "Sangue sardo", un racconto nel quale la protagonista uccide l'uomo di cui è innamorata e che non la corrisponde, ma aspira ad un matrimonio con la sorella di lei.

Il testo rientra nel genere della letteratura popolare e d'appendice sulle orme di Ponson du Terrail. Incerte sono le notizie di un lavoro ancora precedente, datato da alcuni critici al 1884. Tra il 1888 ed il 1890, collabora intensamente con riviste romane, sarde e milanesi, incerta tra prosa e poesia. L'opera che segna più propriamente l'inizio della carriera letteraria è "Fior di Sardegna" (1892), che ottiene qualche buona recensione.

Gli scritti risentono di un clima tardo romantico, esprimendo in termini convenzionali e privi di spessore psicologico un amore vissuto come fatalità ineluttabile. E' anche, per lei, un'epoca di sogni sentimentali, più che di effettive relazioni: uomini che condividono le sue stesse aspirazioni artistiche sembrano avvicinarla, ma per lo più un concreto progetto matrimoniale viene concepito da lei sola. Si tratta di Stanislo Manca, nobile sardo residente a Roma, di Giuseppe M. Lupini, musicista che le dedica una romanza, del giornalista triestino Giulio Cesari e del maestro elementare Giovanni Andrea Pirodda, "folclorista gallurese".

Sollecitata da Angelo De Gubernatis, si occupa di etnologia: della collaborazione alla "Rivista di Tradizioni Popolari Italiane", che va dal dicembre 1893 al maggio 1895, il miglior risultato sono le undici puntate delle "Tradizioni popolari di Nuoro in Sardegna".

Nel 1895 presso Cogliati a Milano, viene publicato "Anime oneste".

L'anno successivo esce "La via del male" che incontra il favore di Luigi Capuana.

Durante una permanenza a Cagliari, nel 1899, conosce Palmiro Madesani, funzionario del Ministero delle Finanze in missione. Contemporaneamente compare a puntate su "Nuova Antologia" il romanzo "Il vecchio della montagna".

L'11 gennaio dell'anno successivo, si sposa con Palmiro e in aprile si trasferiscono a Roma: si realizza in questo modo il suo sogno di evadere dalla provincia sarda. Sebbene conduca vita appartata, nella capitale verrà a contatto con alcuni dei maggiori interpreti della cultura italiana contemporanea.

Tra agosto e dicemdre del 1900, sempre su "Nuova Antologia", esce "Elias Portolu".

Il 3 dicembre nasce il primogenito, Sardus; tenuto a battesimo dal De Gubernatis (avrà in seguito un altro figlio, Franz). La giornata di Grazia Deledda si divide fra la famiglia e la scrittura, a cui dedica alcune ore tutti i pomeriggi.

Nel 1904 viene pubblicato il volume "Cenere", da cui verrà tratto un film interpretato da Eleonora Duse (1916).

I due romanzi del 1910, considerati in genere frutto di una tenace volontà di scrivere piuttosto che di autentica ispirazione, sono notevoli tuttavia per essere, il primo, "Il nostro padrone", un testo a chiaro sfondo sociale e il secondo, "Sino al confine", per certi aspetti autobiografico.

Al ritmo sostenuto di quasi due testi all'anno compaiono i racconti di "Chiaroscuro" (1912), i romanzi "Colombi e sparvieri" (1912), "Canne al vento"(1913), "Le colpe altrui" (1914), "Marianna Sirca" (1915), la raccolta "Il fanciullo nascosto" (1916), "L'incendio nell'uliveto" (1917) e "La madre" (1919).

Si tratta della stagione più felice. I romanzi hanno tutti una prima pubblicazione su riviste (volta a volta "Nuova Antologia", "Illustrazione italiana", "La lettura" e "Il tempo"), quindi vengono stampati per i tipi di Treves.

Nel 1912 esce "Il segreto di un uomo solitario", vicenda di un eremita che scelto l'isolamento per nascondere il proprio passato. "Il Dio dei viventi", del 1922, è la storia di un'eredità da cui trtaspare una religiosità dicarattere immanente.

Il 10 settembre 1926 Grazia Deledda riceve il Nobel per la Letteratura: è il secondo autore in Italia, preceduta solo da Carducci vent'anni prima; resta finora l'unica scrittrice italiana premiata.

In "Annalena Bilsini" si avverte una certa stanchezza, che colpisce la la critica soprattutto a seguito dei recenti riconoscimenti. L'ultimo romanzo "La chiesa della solitudine" è del 1936. La protagonista è, come l'Autrice, ammalata di tumore.

Di li a poco Grazia Deledda si spegne, è il 15 agosto.

Lascia un'opera incompiuta, che verrà pubblicata l'anno successivo a cura di Antonio Baldini con il titolo "Cosima, quasi Grazia".

Biografia di Gianfranco Ferrè

Architetture di moda
15 agosto 1944
17 giugno 2007

Chi è Gianfranco Ferrè?


Nato a Legnano il 15 agosto 1944, dopo aver conseguito la laurea in Architettura al Politecnico di Milano (1969), Gianfranco Ferrè fa il suo ingresso nella moda negli anni '70, ottenendo un primo successo - in modo quasi casuale - come creatore di bijoux e accessori, collaborando con nomi già affermati come Walter Albini e Christane Baily.

Una fondamentale esperienza viene dalla sua permanenza in India dove vive e lavora per diversi anni, per una società di abbigliamento genovese. Nel periodo successivo realizza la collezione "Ketch" e dà vita al suo pret à porter femminile. Nel 1978 fonda la sua maison, la "Gianfranco Ferré SpA". Nel 1984 crea il suo primo profumo femminile.

Alla fine degli anni '80 arriva l'inattesa e incredibile opportunità di assumere la direzione artistica della celebre maison francese Christian Dior.

Nel 1996 nasce la linea "Gianfranco Ferrè Jeans". Due anni più tardi inaugura una nuova sede nell'ex palazzo Gondrand di Via Pontaccio 21, a Milano.

Nel 2000 esce la linea per bambini alla quale segue un preliminare accordo tra Gianfranco Ferrè SpA con GTP (Gruppo Tonino Perna) per l'acquisizione del 90% della società milanese da parte del gruppo Perna.

Nel tempo il nome di Gianfranco Ferré diviene garanzia assoluta di qualità e di stile. Rappresenta e riassume una realtà in crescita costante: decine sono le collezioni presentate ogni anno, moltissime le licenze, oltre quattrocento sono i punti vendita nel mondo, con un export che sfiora il 75%.

La moda di Ferrè è una sintesi di suggestioni ed emozioni in un linguaggio di segni e forme, di colori e materiali. Costante è la ricerca di un equilibrio che trae dalla ricchezza della tradizione gli stimoli per inventare, innovare, sperimentare. Il suo stile è anche caratterizzato da un'identità forte e trasversale e da un intento di coinvolgimento globale. Tutto rimanda a culture ed esperienze differenti, che paiono ridurre le distanze ed annullare i confini.

L'equilibrio è sempre stato per Ferrè anche uno stile di vita: la nota mondanità che circonda il mondo della moda non è mai stata tra gli aspetti più amati e l'atteggiamento di personaggio pubblico è sempre apparso riservato.

Sempre legato al mondo dei giovani universitari, già avvezzo a tenere lezioni su moda e design nelle principali università del mondo (Tokyo e New York, solo per citarne alune), nel mese di marzo del 2007 viene nominato Presidente dell'Accademia di Belle Arti di Brera (Milano). Poco tempo dopo, il 17 giugno 2007, scompare a Milano a causa di un'improvvisa emorragia cerebrale.

Era soprannominato l'Architetto, per via della sua laurea, ma soprattutto - e ci teneva ad essere così considerato - perchè per lui ogni abito non era solamente una creazione artistica, ma un vero e proprio progetto.

Biografia di Jules Grévy

Statista dell’immobilismo
15 agosto 1807
9 settembre 1891

Chi è Jules Grevy?


Jules Grévy nasce il 15 agosto 1807 a Mont-sous-Vaudrey, nel Giura (Francia). Compiuti gli studi in legge, si dedica alla professione di avvocato a Parigi. Di idee saldamente repubblicane ed anticlericali, con l'abbattimento della monarchia di Luigi Filippo, in seguito alla terza rivoluzione francese del 1848, viene eletto deputato nell'Assemblea costituente. Prevedendo con buona lungimiranza il colpo di stato di Luigi Napoleone, anch'egli membro dell'assemblea ed in odore di elezione alla presidenza della nuova repubblica, cerca di impedirlo avversandone tenacemente l'azione politica, ma ottenendone in cambio l'esclusione dalla vita politica fino al 1868.

Allo stesso scopo aveva anche tentato di sopprimere la carica di presedente della repubblica per sostituirla con altra di pari autorevolezza ma che fosse rimovibile dalla stessa Assemblea. Luigi Napoleone attuerà il colpo di stato e si avvierà alla proclamazione dell'impero assumendo, il 2 dicembre 1852, il nome di Napoleone III; cadrà disastrosamente, insieme al suo impero, a Sedan, nel 1870.

La terza repubblica francese che ne scaturisce durerà ben 70 anni, anche se i suoi governi saranno sempre caratterizzati da instabilità dovuta alla forza elettorale che i monarchici continuano a rappresentare ma anche a contrasti tra le varie anime repubblicane, da quella rappresentata dallo stesso Grevy, oltre a Clemenceau, Jaurès, Gambetta, Ferry, a quella più moderata ed opportunista, fino a quella radicale.

Nel febbraio del 1871 Grévy è presidente dell'Assemblea nazionale a Bordeaux, nello stesso mese del 1876 della Camera dei deputati, ed il 30 gennaio 1879 succede al dimissionario Mac Mahon alla presidenza della repubblica. Questa fase è caratterizzata dalle riforme dettate dalla costituzione, quali l'introduzione di libertà sindacali, libertà di stampa, laicizzazione della società.

Scaduto il mandato nel 1885, viene riconfermato alla presidenza nel dicembre dello stesso anno ed affida la formazione del nuovo governo prima al moderato Charles de Freycinet e, successivamente, a René Goblet. Deve però abbandonare con le dimissioni due anni dopo, quando suo genero Daniel Wilson viene coinvolto nello scandalo delle decorazioni, un traffico a scopo di lucro di onorificenze della Legion d'Onore.

Pur non essendoci alcun suo coinvolgimento nello scandalo, le dimissioni vengono richieste a gran voce perché comunque ritenuto responsabile dell'eccessiva libertà di cui ha potuto godere suo genero all'Eliseo. Jules Grevy vive ancora quattro anni, per spegnersi a Mont-sous-Vaudrey, il 9 settembre 1891, all'età di 84 anni.

La sua figura è stata caratterizzata da scrupolosità nella gestione dell'interesse pubblico, ma anche dal suo atteggiamento in parte strategico e in parte caratteriale di astensionismo politico. Avendo a cuore la salvaguardia della grande conquista della repubblica, la sua linea è ben sintetizzata dalle parole: "limitiamoci a gestire e non facciamo nulla". Questo comportamento pacato e prudente si rivela, nella carriera politica, la carta vincente rispetto all'attivismo irrequieto dell'altro grande repubblicano, Leon Gambetta.

Dedito anche all'arte dello scrivere, ha lasciato l'opera "Discorsi politici e giudiziari, rapporti e messaggi accompagnati da note storiche e una introduzione di Lucien Delabrousse", (2 voll., 1888).

Biografia di Jennifer Lawrence

15 agosto 1990

Chi è Jennifer Lawrence?


Jennifer Shrader Lawrence nasce il 15 agosto del 1990 a Louisville, nel Kentucky, figlia di Karen e Gary e sorella di Ben e Blaine. Dopo aver recitato, già da piccola, in alcuni teatri locali, dall'età di quattordici anni decide di intraprendere la carriera di attrice, convincendo i suoi genitori a portarla a New York per trovare un agente. Così, dopo aver frequentato la Kammerer Middle School in Kentucky, si trasferisce nella Grande Mela.

Il suo primo ruolo di rilievo è per la comedy della Tbs "The Bill Engvall Show", in cui interpreta Lauren Pearson. Scritto e creato da Bill Engvall e Michael Leeson, lo show è ambientato nella periferia di Denver e segue la vita del protagonista Bill Pearson (del quale Lauren è la figlia più vecchia). La serie viene trasmessa a partire dal mese di settembre del 2007 (durerà per tre stagioni, fino al 2009), e vale a Jennifer Lawrence lo Young Artist Award for Outstanding Youth Performer in a TV series.

Nel frattempo la ragazza di Louisville ottiene piccole apparizioni nei telefilm "Cold Case", "Medium" e "Monk". Prende parte ai casting per "Twilight" (si propone per il ruolo di Bella Swan, che però sarà assegnato a Kristen Stewart; più tardi, Jennifer ammetterà di essere contenta di non aver ottenuto quel ruolo a causa dell'eccessiva attenzione mediatica che esso le avrebbe procurato). Dopo aver recitato nel ruolo di Tiff nel film "Garden Party", nel 2008 Lawrence appare in "The burning plain", film di debutto alla regia di Guillermo Arriaga, al fianco di Kim Basinger e Charlize Theron. La sua performance le consente di ottenere il Premio Marcello Mastroianni come migliore attrice emergente al Festival del Cinema di Venezia di quell'anno.

Nello stesso periodo, la giovane interprete viene chiamata da Lori Petty per recitare nel drammatico "The Poker House", insieme con Chloe Garace Moretz e Selma Blair: qui veste di panni di Agnes, una ragazza vittima di abusi. Anche in questo caso arriva un premio, il Los Angeles Film Festival Award for Outstanding Performance. Dopo essere apparsa nel videoclip del brano "The mess I made" dei Parachute, Jennifer Lawrence ottiene il ruolo di Debra Granik in "Winter's bone", film che - presentato al Sundance Film Festival - le vale la consacrazione internazionale. Nella pellicola veste i panni di Ree Dolly, una diciassettenne preoccupata per la malattia mentale della madre, che si occupa dei suoi fratelli. Acclamato dalla critica, il film permette a Jennifer Lawrence di mettersi in luce: arrivano il National Board of Review Award for Best Breakthrough Performance e addirittura una nomination come migliore attrice agli Oscar del 2011. Non mancano, inoltre, candidature per i Satellite Awards, i Golden Globe, gli Independent Spirit Awards e gli Screen Actors Guild Awards.

In seguito la Lawrence compare in una commedia dark, "The beaver", che annovera nel cast anche Mel Gibson e Jodie Foster; quindi, prende parte al film indipendente "Like crazy", presentato in anteprima al Sundance Film Festival del 2011. Nel mese di marzo dello stesso anno le viene offerta la parte di Katniss Everdeen in "The Hunger Games", basato sull'omonimo romanzo di Suzanne Collins. Jennifer, inizialmente impaurita dalla maestosità del film e dalla fama che esso le avrebbe potuto procurare, accetta solo dopo tre giorni di riflessione (pur essendo una grande ammiratrice del libro). Dopo allenamenti consistenti (inclusi esercizi di arrampicata sugli alberi e sulla roccia) necessari ad avere la forma fisica necessaria per le riprese, la Lawrence gira il film, che uscirà nel mese di marzo 2012 (nel primo week-end al botteghino guadagnerà più di 150 milioni di dollari).

Nel frattempo l'attrice di Louisville affianca Michael Fassbender e James McAvoy in "X-Men: First class", prequel della serie di film di "X-Men", interpretando Mystique, una versione giovane del personaggio portato sul grande schermo in precedenza da Rebecca Romijn. Dopo aver recitato in "House at the end of the street", thriller di Mark Tonderai con Elisabeth Shue e Max Thieriot, viene chiamata da Oliver Stone per recitare in "Savages" (suo il ruolo di O), ma è costretta a rifiutare a causa di impegni sovrapposti. Nel novembre del 2012 ritorna al cinema con "Silver Linings Playbook", adattamento sul grande schermo del romanzo omonimo di Matthew Quick: il suo personaggio è quello di Tiffany Maxwell, e al suo fianco ci sono Robert De Niro e Bradley Cooper (per quel ruolo vincerà un Oscar e un Golden Globe come migliore attrice nel 2013).

Jennifer Lawrence recita anche (al posto di Angelina Jolie) in "Serena", thriller di Susanne Bier basato sul libro omonimo di Ron Rush: interpreta una donna mentalmente instabile che non riesce a sopportare i figli di suo marito, arrivando persino a uccidere. A partire dalla fine del 2012, inizia le riprese del secondo episodio di "Hunger Games", "The Hunger Games: Catching Fire", la cui uscita è programmata per il mese di novembre del 2013. Eletta al numero uno nella classica delle 99 donne più desiderabili per il 2013 da "AskMen", viene scelta come testimonial di Dior. Nel 2013 ottiene un ruolo nel film "American Hustle", con Amy Adams, Bradley Cooper e Christian Bale, e viene chiamata da David O. Russell per "The ends of the Earth". Recita e partecipa alla produzione, inoltre, di "Rules of inheritance", tratto dall'autobiografia di Claire Bidwell Smith.

Alla fine del 2013 torna sui grandi schermi con il nuovo capitolo "The Hunger Games - La ragazza di fuoco" a cui segue nel 2014 "The Hunger Games - Il canto della rivolta - Parte 1".

Biografia di René Magritte

Vicino al reale
21 novembre 1898
15 agosto 1967

Chi è Rene Magritte?


René François Ghislain Magritte nasce a Lessines (Belgio) il 21 novembre 1898. Il padre Léopard Magritte era un mercante e spesso la famiglia è costretta a trasferirsi: nel 1910 sono a Châtelet. Qui, a tredici anni Magritte vive uno shock che lo accompagnerà per tutta l'esistenza: vede recuperare dal fiume Sambre il cadavere della madre, morta suicida, coperta dalla camicia da notte, avvolta intorno alla testa. Questo fatto rimarrà particolarmente impresso in alcuni dipinti, come "L'histoire centrale" e "Les amantse".

Con il padre e i due fratelli si trasferisce nuovamente, questa volta a Charleroi, per allontanare il dolore della tragedia. Dopo gli studi classici Magritte volge i suoi interessi alla pittura. Nel 1916 si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Bruxelles, dove la famiglia si trasferisce due anni più tardi.

Inizia ad interessarsi alle ricerche futuriste, conosciute attraverso Pierre Floquet; nel 1919 espone - presso la Galerie Giroux - "Trois Femmes", la sua prima tela.

Sposa Georgette Berger nel 1922, conosciuta dall'età di quindici anni. Vende il suo primo dipinto l'anno dopo: si tratta del ritratto della cantante Evelyn Brélin. Intanto inizia a lavorare come grafico, principalmente nel design di carta da parati.

I suoi inizi di pittore si muovono nell'ambito delle avanguardie del Novecento, assimilando influenze dal cubismo e dal futurismo. Secondo quanto affermato da lui stesso in un suo scritto, la svolta surrealista avviene con la scoperta dell'opera di Giorgio De Chirico, dalla quale viene profondamente colpito, in particolare dalla visione del quadro "Canto d'amore", dove compare sul lato di un edificio la testa enorme di una statua greca ed un gigantesco guanto di lattice.

Al 1925 risale l'entrata di Magritte nel periodo surrealista, con l'adesione al gruppo surrealista di Bruxelles, composto da Camille Goemans, Marcel Lecomte e Paul Nougé; dipinge "Le Jockey perdu", il primo quadro surrealista, mentre lavora a diversi disegni pubblicitari.

Un anno dopo prende contatto con André Breton, leader del movimento surrealista, e nel 1927 si tiene la sua prima mostra personale, presso la galleria "Le Centaure" di Bruxelles. Qui Magritte espone 61 opere.

Successivamente, nel 1928, si trasferisce con la moglie a Perreux-sur-Marne, nei pressi di Parigi. Nel 1940, per timore dell'occupazione tedesca, si spostano nel sud della Francia a Carcassonne. Questi sono gli anni in cui sperimenta un nuovo stile pittorico, detto alla Renoir o solare, che porterà avanti fino al 1947.

Inizia poi il periodo vache, una sorta di parodia del fauvismo.

Dopo un ultimo, lungo viaggio avvenuto nel 1966 che lo vede spostarsi fra Cannes, Montecatini e Milano, René Magritte muore il 15 agosto 1967 a Bruxelles nella sua casa di rue des Mimosas, dopo un breve periodo in ospedale. Poco prima della morte, in Italia, si era recato inoltre in una fonderia vicino a Verona, dove aveva preparato la cera per otto sue sculture, delle quali però non avrebbe mai visto la tiratura.

René Magritte è detto anche "le saboteur tranquille" per la sua capacità di insinuare dubbi sul reale attraverso la rappresentazione del reale stesso, non avvicina il reale per interpretarlo, né per ritrarlo, ma per mostrarne il Mistero. Insieme a Paul Delvaux è oggi considerato il maggiore esponente del Surrealismo in Belgio e uno dei più originali esponenti europei dell'intero movimento.

Biografia di Giuseppe Parini

Luce concreta
23 maggio 1729
15 agosto 1799

Chi è Giuseppe Parini?


Giuseppe Parino, che cambierà in seguito nome in Parini, nasce a Bosisio in provincia di Como il 23 maggio 1729, da Angela Maria Carpani e Francesco Maria Parino, piccolo commerciante di seta.

Giuseppe studia a Milano presso i padri barnabiti; in seguito per poter usufruire di una modesta rendita lasciatagli dalla prozia alla quale era stato affidato, intraprende la strada per diventare sacerdote. Dal 1754, anno in cui prende i voti, e per alcuni anni è precettore nelle case di nobili famiglie, fino al 1762 i Serbelloni, poi gli Imbonati.

Già nel 1752, grazie alla rendita ottenuta, aveva pubblicato una raccolta di rime dal titolo "Alcune poesie di Ripano Eupilino" (Ripano è l'anagramma di Parino, Eupili è il nome latino del lago di Pusiano, presso il quale sorge il suo paese natale). Nel 1753 viene ammesso all'Accademia dei Trasformati, cosa che gli dà modo di partecipare alla vita intellettuale della Milano illuministica.

Grazie al successo delle prime due parti del poemetto "Il giorno", viene segnalato al governatore di Milano, conte Firmian: Parini ottiene così nel 1768 la direzione della "Gazzetta di Milano"; poi nel 1769 ottiene la cattedra di Eloquenza alle Scuole palatine (che nel 1773 diventeranno ginnasio di Brera); infine gli viene assegnata la sovrintendenza delle scuole pubbliche.

Nel 1796 con l'arrivo a Milano dei francesi entra a far parte per qualche tempo della municipalità democratica di Milano, tuttavia deluso dal comportamento dei rivoluzionari, e per le sue idee moderate, viene privato di ogni incarico.

Con l'esperienza maturata in casa Serbelloni, Parini aveva osservato la vita della nobiltà in tutti i suoi aspetti assorbendo e rielaborando quelle nuove idee che arrivavano dalla Francia di Voltaire, Montesquieu, Rousseau, Condillac e dell'"Encyclopédie", idee che influenzeranno tutti gli scritti di questo periodo come il "Dialogo contro la nobiltà" (1757), le odi "La vita rustica" (pubblicata però nel 1790 nelle "Rime degli arcadi" con lo pseudonimo di Darisbo Elidonio), "La salubrità dell'aria" (1759) e "La impostura" (1761).

Tra le sue opere più note vi è anche il "Dialogo sopra la poesia" (1761). Del 1765 sono altre due odi di ispirazione sociale "L'innesto del vaiuolo" in cui sostiene la necessità di divulgare l'uso della vaccinazione, e "Il bisogno sull'abolizione della tortura", un'analisi che individua nella povertà l'origine della criminalità. Nel 1769 scrive "La musica" in cui polemizza contro l'uso dell'evirazione nei fanciulli per creare cantanti soprani.

Quando si chiude il periodo di slancio illuminista lombardo, anche la vena polemica di Parini si attenua, avvicinandosi di fatto alla poetica neoclassicista: la sua attenzione si punta sull'interiorità. Nelle Odi "Il pericolo" (1787), e "Il dono" (1790) si avvertono questi mutamenti: questi scritti si ispirano alla bellezza femminile, inquietante nella prima, rasserenatrice nella seconda.

Altre tarde "Odi" neoclassiciste si trovano nel "Giorno", poema satirico in endecasillabi sciolti: le prime due parti "Il mattino" (1763), "Il mezzogiorno" (1765), vengono pubblicate in vita; in seguito lavorerà per rifinire queste due parti e completare "Il vespro" (1801), mentre "La notte" rimarrà incompiuta.

L'ultima ode composta da Parini è "Alla Musa" (1795), una celebrazione della poesia come culto delle cose nobili e buone.

Il poeta muore il 15 agosto 1799 nella sua abitazione di Brera; nello stesso giorno detta il noto sonetto "Predàro i filistei l'arca di Dio", celebrante il ritorno degli austriaci a Milano, avvenuto da pochi mesi.

Sepolto a Milano nel cimitero di Porta Comasina, Parini stesso aveva chiesto nel suo testamento funerali modesti: "Voglio, ordino e comando che le spese funebri mi siano fatte nel più semplice e mero necessario, ed all'uso che si costuma per il più infimo dei cittadini".

Biografia di Walter Scott

Al principio del romanzo storico
15 agosto 1771
21 settembre 1832

Chi è Walter Scott?


Sir Walter Scott, anche noto come il Barone Scott, nasce in Scozia, ad Edimburgo, il 15 agosto del 1771. Grande autore, poeta e romanziere, anche editore, vero e proprio punto di riferimento della letteratura scozzese, ha dato vita, probabilmente prima e meglio di chiunque altro, a quello che viene definito il romanzo storico di tradizione europea.

La famiglia nella quale nasce appartiene alla ricca borghesia cittadina, pur non essendo aristocratica. Il papà, anche lui di nome Walter, è un avvocato, con interessi negli studi storici e di teologia, mentre Anne Rutherford, la moglie, figlia di un professore di medicina dell'Università di Edimburgo, è una donna molto raffinata.

Ad appena un anno di età il piccolo Walter contrae la poliomelite, malattia che lo costringe a letto, per molti anni, per giunta portandolo a trascorrere gran parte della sua infanzia in una fattoria scozzese, in piena campagna, nella zona di Border. Qui il futuro poeta e scrittore scozzese apprende delle storie e delle tradizioni risalenti al medioevo scozzese, che faranno da sfondo alla sua futura produzione letteraria. A colpire la sua fantasia sono anche i racconti dell'ultima insurrezione nazionale, con la battaglia di Culloden del 1746.

Nel 1775, il piccolo Walter torna ad Edimburgo, per poi trasferirsi presso la cittadina di Bath, famosa per le proprie terme. Nuovamente nella capitale scozzese, nel 1778, viene introdotto agli studi dal padre, attraverso alcuni insegnamenti privati, in vista dell'iscrizione nel 1979 alla prestigiosa Royal High School.

È l'inizio della sua attività di studioso, forte, finalmente, di una ritrovata salute. Trasferitosi a Kelso, da una zia, frequenta la Scuola di Grammatica, dove conosce il suo futuro illustratore, James Ballantyne. Secondo il volere paterno, nel 1783 comincia a studiare legge presso l'Università di Edimburgo.

Dal 1789 al 1792 fa pratica nello studio paterno, pur portando avanti mille altri interessi, soprattutto letterari. Sviluppa la passione per gli studi storici e per la mitologia tradizionale, fa la conoscenza di personalità importanti della cultura, come il poeta Thomas Blacklock, quel James Macpherson autore del Ciclo di Ossian e, anche, il noto poeta Robert Burns.

Dopo la laurea, che arriva nel 1792, comincia da avvocato ad esercitare la professione, dandosi da fare parallelamente nello studio del tedesco, per meglio comprendere l'opera di Goethe e di alcuni altri letterati a lui coevi. È in questo periodo che Walter Scott inizia la sua lunga carriera di viaggiatore, alla ricerca di terre poco visitate e spesso abbandonate. Compie il primo viaggio nel nord estremo della Scozia, nelle Highlands, sulla scia di vecchie ballate della tradizione. Qui conosce e si innamora della figlia di un baronetto, Williamina Belsches di Fettercairn, che però non ricambia il suo amore.

Tuttavia Scott trova comunque la propria donna, proprio dopo aver pubblicato i suoi primi lavori, in realtà traduzioni di opere tedesche, come "Lenore" di Gottfried Burger e il "Gotz" di Goethe. Nel 1797 infatti sposa Margaret Charlotte Charpentier, da cui avrà ben cinque figli.

I primi riconoscimenti arrivano con la pubblicazione di una raccolta di canzoni e ballate popolari, dal titolo "La poesia del confine scozzese", datate 1802 e 1803. La popolarità arriva grazie al poemetto narrativo "I lai dell'ultimo menestrello", del 1805. È l'inizio di una serie di poemi a sfondo epico: "Marmion", del 1808, "La donna del lago", del 1810, e "Il signore delle isole", datato 1815.

Contemporaneamente però, arriva l'ascesa poetica di Byron, la cui opera comincia a surclassare quella di Walter Scott e di tutti gli altri, almeno in lingua inglese. Così, l'autore, si "ricicla" romanziere e comincia a rivolgersi alla prosa, la quale gli garantisce l'accesso tra gli immortali della letteratura di sempre.

La pubblicazione di "Waverley" nel 1814 segna l'inizio di una grande carriera, accolta da un immediato successo di critica e pubblico. Scott scopre il romanzo storico, lo inventa, riscoprendo d'un tratto e con una verve narrativa ineguagliata fino a quel tempo, il periodo medievale e, soprattutto, il passato scozzese.

Scrive oltre venti romanzi storici tra i quali "Guy Mannering", del 1815, "I puritani di Scozia", uscito l'anno dopo, "La sposa di Lammermoor", datata 1819 e, ovviamente, la grande opera di "Ivanhoe", del 1820.

Intanto, insieme ai fratelli Ballantyne, dal 1804 diventa proprietario di una tipografia che, almeno fino al fallimento del 1813, sembra andare benone. Dopo questa data, a causa delle ristrettezze economiche e l'intento di mantenere la sua abitazione, ossia il castello di Abbotsford, Scott deve intensificare la propria produzione, e c'è chi sostiene che se non fosse caduto in ristrettezze economiche non avrebbe mai scritto il primo vero romanzo storico, ossia "Waverly", cominciato e abbandonato già dieci anni prima dalla sua effettiva pubblicazione.

Nel 1820 lo scrittore viene nominato baronetto, dopo aver pubblicato una serie sterminata di opere di stampo storico e romanzesco di grande successo. Tuttavia, poco dopo la nomina, viene coinvolto nel fallimento dei suoi editori. Sempre per tale ragione arriva il famoso "Ivanhoe", ad oggi una delle sue opere più lette e, anche, tra le più musicate da parte dei migliori compositori di sempre.

Verso la fine degli anni '20, si concentra sulle fasce più umili della società scozzese con "The Chronicles of the Canongate". Da segnalare anche il poema epico "Vita di Napoleone", del 1827.

Sir Walter Scott muore il 21 settembre del 1832 ad Abbotsford, all'età di 61 anni.

Grande osservatore e narratore della società, la sua fortuna si deve anche ai personaggi più subdoli della sua opera, come zingari, fuorilegge e girovaghi. Il suo stile letterario è vigoroso e, al contempo, poetico, soffuso.

Honoré de Balzac, Charles Dickens e William Makepeace Thackeray, ma anche e soprattutto Alessandro Manzoni, sono solo alcuni degli autori che hanno preso spunto dall'opera di Walter Scott, rendendogli il giusto in più di un'occasione, quale grande iniziatore del romanzo d'ambientazione storica. Per la sua fama è considerato tutt'oggi lo scrittore nazionale scozzese.

Biografia di Antonio Stoppani

La storia naturale del Bel Paese
15 agosto 1824
2 gennaio 1891

Chi è Antonio Stoppani?


Antonio Stoppani, letterato e scienziato nei campi della geologia e della paleontologia, nasce a Lecco il 15 agosto 1824. Compie gli studi in seminario e nel 1848 viene ordinato sacerdote. Nel marzo dello stesso anno prende parte attiva, in qualità di volontario nella Croce Rossa, alla rivolta antiaustriaca nelle Cinque Giornate di Milano, impresa per la quale riceverà una medaglia d'oro.

Partecipa altresì alla Prima Guerra d'Indipendenza. Inizia ad insegnare e da buon rosminiano diffonde idee liberali, motivo per il quale viene sospeso dalla cattedra.

Nel 1861 Stoppani ottiene la nomina di docente di geologia all'università di Pavia e nel 1867 all'Istituto Tecnico Superiore di Milano (Politecnico). Continua intanto a lavorare, insieme ad altri studiosi del ramo alla "Paleontologie lombarde ou description des fossiles de Lombardie", il cui primo volume viene pubblicato nel 1858.

Dopo la Terza Guerra d'Indipendenza, cui prende parte sempre tramite la Croce Rossa nel 1866, ritorna ad insegnare a Milano e poi a Firenze. Fra il 1871 ed il 1873 pubblica un "Corso di geologia" in tre volumi, prima opera italiana sull'argomento; nel 1874 "I primi anni di Alessandro Manzoni"; nel 1875 è la volta de "Il bel Paese"; seguono "Trovanti", nel 1881.

Nel 1883 Antonio Stoppani rientra a Milano ed assume la direzione del Museo civico di Storia Naturale, alla cui nascita aveva contribuito, circa vent'anni prima; considerato ormai la massima autorità in materia, l'anno successivo è chiamato alla presidenza della Società Geologica Italiana, la prima istituzione italiana in materia di Scienza della Terra, nata nel 1881.

Prosegue intanto la sua attività di scrittore, alternando scienze e letteratura, con "Il Dogma e le Scienze Positive", nel 1884; "Gli intransigenti", nel 1886; "Sulla Cosmogonia Mosaica", nel 1887; "Da Milano a Damasco. Ricordo di una carovana milanese nel 1874", del 1888; "Exameron", pubblicato postumo negli anni 1893-1894; "Asteroidi", volume di composizioni poetiche, nel 1879.

Antonio Stoppani muore a Milano, il 2 gennaio 1891, all'età di 66 anni.

Lo spirito patriottico di Stoppani è tutto contenuto nella sua opera più importante, "Il bel Paese" - un graziosissimo affresco delle bellezze e delle ricchezze naturali del'intera Italia - alla quale affida un'alta missione unificatrice: la suggestiva descrizione dei luoghi, dei paesaggi, dell'arte, insinua nel lettore la sensazione di vivere nel Paese più bello del mondo dando vita ad una sorta di orgoglio dell'appartenenza tanto necessario in quegli anni per cementare il sentimento nazionale.

Con il "Bel Paese", infatti, Stoppani va ad inserirsi nel solco - tracciato da Alessandro Manzoni e ripercorso dal Edmondo De Amicis - di quella letteratura tesa alla creazione di un sentimento nazionale che contenga il connubio ideale fra impulso unitario e fede.