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2 Re 5-8, Punti notevoli della Bibbia: settimana del 24 agosto

Punti notevoli della lettura della Bibbia: 2 Re 5-6-7-8. Informazioni per studio personale

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(2 RE 5:1)

“Ora un certo Naaman, capo dell’esercito del re di Siria, era divenuto un uomo grande davanti al suo signore e tenuto in stima, perché mediante lui Geova aveva dato salvezza alla Siria; e l’uomo stesso aveva mostrato d’essere un uomo potente e valoroso, anche se lebbroso.”

*** it-1 p. 311 Ben-Adad ***
Doveva essere anche il re che durante il regno di Ieoram mandò Naaman, il comandante lebbroso del suo esercito, a farsi guarire da Eliseo. Questo re di Siria adorava il dio Rimmon (il cui nome è incluso in quello di Tabrimmon, padre di Ben-Adad I). — 2Re 5:1-19.

*** it-1 p. 814 Eliseo ***
Guarigione di Naaman. Ben-Adad II re di Siria ha uno stimato comandante militare, Naaman, affetto da lebbra, e lo manda dal re d’Israele perché sia guarito da questa malattia. Quest’uomo di valore, benché lebbroso, aveva salvato la Siria. Evidentemente il fatto di avere la lebbra non impedisce a Naaman di ricoprire una così alta carica in Siria, mentre in Israele questo avrebbe comportato la rimozione dall’incarico. (Le 13:46)

*** it-2 p. 352 Naaman ***
2. Comandante dell’esercito siro nel X secolo a.E.V., durante i regni di Ieoram in Israele e di Ben-Adad II in Siria. Per mezzo di Naaman, ‘uomo grande, potente, valoroso e stimato’, “Geova aveva dato salvezza alla Siria”. (2Re 5:1) La Bibbia non fornisce particolari su come o perché Naaman fosse stato lo strumento per recare questa salvezza alla Siria. Una possibilità è che comandasse le truppe sire che riuscirono a sventare i tentativi di Salmaneser III re d’Assiria di invadere la Siria. Dato che, rimanendo libera, la Siria costituiva uno stato cuscinetto fra Israele e l’Assiria, ciò servì forse a rallentare la spinta aggressiva dell’Assiria verso O fino al tempo stabilito da Geova perché il regno settentrionale fosse portato in esilio.
Guarito dalla lebbra. Naaman era lebbroso, e anche se i siri non mettevano in isolamento i lebbrosi come richiedeva invece la legge di Geova in Israele, venire a sapere che poteva essere guarito da quella malattia ripugnante era senz’altro una notizia piacevole.

(2 RE 5:3)

“A suo tempo disse alla sua padrona: “Se solo il mio signore fosse davanti al profeta che è in Samaria! In tal caso lo guarirebbe dalla sua lebbra”.”

*** w08 15/2 pp. 9-10 par. 14 Camminate nelle vie di Geova ***
14 Secoli dopo, una ragazzina israelita fu presa prigioniera da una banda di predoni siri e divenne una servitrice nella casa del comandante militare siro Naaman, che era afflitto dalla lebbra. Poiché aveva sentito parlare dei miracoli che Dio aveva compiuto tramite il profeta Eliseo, la ragazzina disse coraggiosamente alla moglie di Naaman: ‘Se il mio signore andasse in Israele, il profeta di Geova lo guarirebbe dalla lebbra’. Naaman andò quindi in Israele e fu guarito miracolosamente. (2 Re 5:1-3) Che ottimo esempio trovano in quella ragazzina i giovani che confidano in Geova per avere il coraggio di dare testimonianza a insegnanti, compagni e altri!

*** w05 1/8 p. 10 par. 2 Punti notevoli del libro di Secondo Re ***
5:3. La ragazzina israelita aveva fede che Dio può compiere miracoli ed ebbe anche il coraggio di parlare della sua fede. Giovani, vi sforzate di rafforzare la vostra fede nelle promesse di Dio e di trovare il coraggio di parlare della verità a insegnanti e compagni di scuola?

(2 RE 5:12)

“Non sono l’Abana e il Farpar, i fiumi di Damasco, migliori di tutte le acque d’Israele? Non mi posso bagnare in essi e certamente essere puro?” Allora si voltò e andò via con furore.”

*** it-1 pp. 14-15 Abana ***
ABANA
(Abàna).
Uno dei due fiumi di Damasco menzionati da Naaman, comandante dell’esercito siro, nel disdegnare le istruzioni di Eliseo di bagnarsi nelle acque del Giordano per guarire dalla lebbra. — 2Re 5:12.
Viene generalmente identificato col Barada, fiume che nasce dai monti dell’Antilibano a NO di Damasco, scorre fra le montagne ed esce da una gola immediatamente a O di Damasco. Attraversa quindi la parte N della città e si apre a ventaglio, irrigando una vasta zona, prima di perdersi nelle paludi a E della città. Le sue acque, mediante condotte e canali, servono a irrigare orti e frutteti, creando un’estesa oasi verdeggiante. Si può ben dire che Damasco deve la sua esistenza al Barada, che da molto tempo fornisce l’acqua per cisterne, fontane e bagni della città. Gli scrittori classici lo chiamavano “Fiume d’oro” (Crisorroa). Sembra dunque che l’alta stima in cui Naaman teneva il fiume fosse giustificata.
Nella versione a cura del Pontificio Istituto Biblico e anche nella versione rabbinica in 2 Re 5:12 ricorre il nome “Amana” o “Amanà”, che compare anche in margine al testo masoretico e nella Pescitta siriaca. Nel Cantico dei Cantici 4:8 molte traduzioni hanno “Amana”, si pensa in riferimento ai monti dell’Antilibano sui quali si trovava la sorgente del fiume in questione. Quindi potrebbe darsi che il fiume avesse preso nome dai monti da cui aveva origine.

*** it-1 p. 148 Antilibano ***
Anche l’Abana (l’odierno Barada) è chiamato “Amana” in 2 Re 5:12 nella Pescitta siriaca e nei Targumim aramaici, e questo fiume, il principale di Damasco, nasce nella parte meridionale dell’Antilibano.

*** it-1 pp. 900-901 Farpar ***
FARPAR
(Fàrpar).
Uno dei due “fiumi di Damasco” che Naaman riteneva superiori a “tutte le acque d’Israele”. (2Re 5:12) Il fatto che Naaman menzionò il Farpar per secondo potrebbe indicare che era il corso d’acqua minore. Questo fiume di solito viene identificato col Nahr el-ʼAʽwaj, l’unico altro corso d’acqua indipendente della zona di Damasco oltre al Nahr Barada (identificato con l’Abana). Ma la portata dell’ʼAʽwaj è pari solo a un quarto di quella del Barada. I corsi d’acqua minori che confluiscono formando l’ʼAʽwaj provengono dai pendii orientali dell’Ermon e si uniscono circa 30 km a SO di Damasco. Da lì in poi il fiume serpeggia attraverso profonde gole rocciose finché si perde in una palude a SE di Damasco. In linea d’aria la distanza coperta da questo fiume (incluse le sorgenti) è di 64 km circa.
La principale obiezione contro questa identificazione è che l’ʼAʽwaj non è veramente un ‘fiume di Damasco’, dal momento che scorre oltre 15 km a S della città. Per questa ragione alcuni preferiscono identificare il Farpar col Nahr Taura, un ramo del Nahr Barada. Comunque la menzione di Damasco da parte di Naaman poteva includere la piana di Damasco in cui scorre il Nahr el-ʼAʽwaj.

(2 RE 5:16)

“Comunque, egli disse: “Come vive Geova dinanzi al quale in effetti io sto, certamente non l’accetterò”. Ed egli insisteva perché l’accettasse, ma [l’altro] rifiutava.”

*** w05 1/8 p. 9 par. 2 Punti notevoli del libro di Secondo Re ***
5:15, 16: Perché Eliseo non accettò il dono di Naaman? Eliseo rifiutò il dono perché riconobbe che aveva compiuto il miracolo di guarire Naaman non con il proprio potere ma con quello di Geova. Non gli sarebbe neppure passato per la mente di trarre profitto dall’incarico affidatogli da Dio. Oggi i veri adoratori non cercano di trarre un guadagno personale dal servizio di Geova. Prestano ascolto all’esortazione di Gesù: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. — Matteo 10:8.

*** it-1 p. 814 Eliseo ***
Offre un dono a Eliseo, che però lo rifiuta, in armonia col principio che il miracolo è dovuto al potere di Geova, non al suo, ed egli non intende approfittare dell’incarico affidatogli da Geova. — 2Re 5:9-19; cfr. Mt 10:8.

(2 RE 5:17)

“Infine Naaman disse: “Se no, ti prego, sia data al tuo servitore un po’ di terra, il carico di un paio di muli; perché il tuo servitore non offrirà più olocausto o sacrificio a nessun altro dio, ma solo a Geova.”

*** it-1 p. 814 Eliseo ***
Naaman torna da Eliseo e fa voto che da quel momento in poi servirà fedelmente Geova l’Iddio d’Israele. Porta con sé un po’ di terra d’Israele, “il carico di un paio di muli”, su cui farà sacrifici a Geova, volgendo senz’altro lo sguardo in direzione del tempio di Gerusalemme. Come funzionario del re di Siria continuerà a svolgere il suo lavoro, che include l’accompagnare il re nella casa del falso dio Rimmon. Poiché il re dev’essere sorretto da lui, egli dovrà chinarsi insieme al re, ma dice che non adorerà più Rimmon. Quello che compirà non sarà un atto di culto, ma solo il suo dovere di servitore del re. Offre un dono a Eliseo, che però lo rifiuta, in armonia col principio che il miracolo è dovuto al potere di Geova, non al suo, ed egli non intende approfittare dell’incarico affidatogli da Geova. — 2Re 5:9-19; cfr. Mt 10:8.

(2 RE 5:18)

“In questa cosa Geova perdoni il tuo servitore: Quando il mio signore entra nella casa di Rimmon per inchinarvisi, ed egli si appoggia alla mia mano, e io mi devo inchinare nella casa di Rimmon, quando mi inchino nella casa di Rimmon Geova perdoni, ti prego, il tuo servitore a questo riguardo”.”

*** w05 1/8 p. 9 par. 3 Punti notevoli del libro di Secondo Re ***
5:18, 19: Naaman chiedeva forse perdono perché doveva partecipare a un atto religioso? Il re siro evidentemente era vecchio e debole per cui doveva appoggiarsi a Naaman. Quando il re si inchinava nel culto di Rimmon, si inchinava anche Naaman. Comunque Naaman lo faceva in modo meccanico, all’unico scopo di sostenere il re e non per rendere adorazione. Quindi chiedeva a Geova di perdonarlo perché assolveva questo dovere di natura civile. Poiché gli credeva, Eliseo gli disse: “Va in pace”.

*** it-1 p. 814 Eliseo ***
Naaman torna da Eliseo e fa voto che da quel momento in poi servirà fedelmente Geova l’Iddio d’Israele. Porta con sé un po’ di terra d’Israele, “il carico di un paio di muli”, su cui farà sacrifici a Geova, volgendo senz’altro lo sguardo in direzione del tempio di Gerusalemme. Come funzionario del re di Siria continuerà a svolgere il suo lavoro, che include l’accompagnare il re nella casa del falso dio Rimmon. Poiché il re dev’essere sorretto da lui, egli dovrà chinarsi insieme al re, ma dice che non adorerà più Rimmon. Quello che compirà non sarà un atto di culto, ma solo il suo dovere di servitore del re. Offre un dono a Eliseo, che però lo rifiuta, in armonia col principio che il miracolo è dovuto al potere di Geova, non al suo, ed egli non intende approfittare dell’incarico affidatogli da Geova. — 2Re 5:9-19; cfr. Mt 10:8.

*** it-2 p. 353 Naaman ***
Naaman chiese poi che Geova lo perdonasse quando, nell’adempimento dei suoi doveri civili, si sarebbe inchinato davanti al dio Rimmon insieme al re, che evidentemente era vecchio e infermo e si appoggiava a Naaman. Se le cose stavano così, il suo inchino sarebbe stato un gesto puramente meccanico, non avendo egli altro scopo che quello di sostenere il re, com’era suo dovere, e non di compiere un atto personale di adorazione. Eliseo credette alla sincerità della richiesta di Naaman e rispose: “Va in pace”. — 2Re 5:18, 19.

(2 RE 5:23)

“Allora Naaman disse: “Orsù, prendi due talenti”. E lo sollecitava e infine legò due talenti d’argento in due sacchi, con due mute di vesti, e li diede a due suoi servitori, perché li portassero davanti a lui.”

*** it-1 p. 375 Borsa ***
Naaman, ufficiale dell’esercito siro, diede all’avido Gheazi “due talenti d’argento in due sacchi [ebr. charitìm], con due mute di vesti, e li diede a due suoi servitori, perché li portassero”. Poiché un talento era pari a circa 34 kg, è evidente che un sacco del genere (charìt) doveva essere grande e robusto per contenere un talento più una muta di vesti e perciò, una volta pieno, era tutto quello che un uomo riusciva a portare. (2Re 5:23)

(2 RE 5:24)

“Quando fu giunto a Ofel, immediatamente egli li prese dalla loro mano e li depose nella casa e mandò via gli uomini. Così se ne andarono.”

*** it-2 p. 419 Ofel ***
Alcuni pensano che il termine ʽÒfel in 2 Re 5:24 si riferisca a qualche grosso colle o luogo fortificato nei pressi di Samaria dove Gheazi, servitore di Eliseo, portò gli oggetti di valore ottenuti da Naaman. Questo mostra che il termine era usato con riferimento anche ad alture diverse da quella situata a Gerusalemme.

(2 RE 6:1)

“E i figli dei profeti dicevano a Eliseo: “Ecco, ora, il luogo dove dimoriamo davanti a te è troppo angusto per noi.”

*** it-2 p. 663 Profeta ***
I “figli dei profeti”. Come spiega la Gesenius’ Hebrew Grammar (Oxford, 1952, p. 418), il termine ebraico ben (figlio di) o benèh (figli di) può indicare “appartenenza a una corporazione o associazione (oppure a una tribù, o a una qualsiasi classe particolare)”. (Cfr. Ne 3:8, dove l’espressione “membro dei mischiatori di unguento” letteralmente è “figlio dei mischiatori di unguento”). L’espressione “figli dei profeti” potrebbe quindi indicare una scuola frequentata da coloro che erano chiamati a svolgere questa professione o semplicemente un’associazione cooperativa di profeti. Simili gruppi di profeti erano presenti a Betel, Gerico e Ghilgal. (2Re 2:3, 5; 4:38; cfr. 1Sa 10:5, 10). Samuele presiedeva un gruppo a Rama (1Sa 19:19, 20), e sembra che anche Eliseo ai suoi giorni avesse un incarico simile. (2Re 4:38; 6:1-3; cfr. 1Re 18:13).

(2 RE 6:2)

“Lasciaci andare, ti preghiamo, fino al Giordano a prendere di là ciascuno una trave e a farci là un luogo in cui dimorare”. Così disse: “Andate”.”

*** it-2 p. 663 Profeta ***
La Bibbia menziona il fatto che nel costruirsi l’abitazione si servirono di un arnese preso in prestito, il che potrebbe indicare che vivevano molto modestamente. Anche se spesso vivevano insieme e prendevano i pasti in comune, potevano ricevere singolarmente l’incarico di svolgere missioni profetiche. — 1Re 20:35-42; 2Re 4:1, 2, 39; 6:1-17;

(2 RE 6:5)

“E avvenne che uno stava abbattendo la sua trave, e il ferro stesso della scure cadde nell’acqua. Ed egli gridava e diceva: “Ohimè, mio padrone, poiché era stata presa a prestito!””

*** it-2 p. 663 Profeta ***
La Bibbia menziona il fatto che nel costruirsi l’abitazione si servirono di un arnese preso in prestito, il che potrebbe indicare che vivevano molto modestamente. Anche se spesso vivevano insieme e prendevano i pasti in comune, potevano ricevere singolarmente l’incarico di svolgere missioni profetiche. — 1Re 20:35-42; 2Re 4:1, 2, 39; 6:1-17;

(2 RE 6:13)

“Egli dunque disse: “Andate e vedete dov’è, affinché io mandi a prenderlo”. Più tardi gli fu riferito, dicendo: “Ecco, è a Dotan”.”

*** it-1 p. 950 Attività profetica di Elia e di Eliseo, L’ ***
Rovine di Dotan. Qui Eliseo e il suo servitore, circondati da un esercito di siri, videro miracolosamente che la regione montagnosa era piena di carri di fuoco angelici mandati da Geova (2Re 6:13-17)

(2 RE 6:16)

“Ma egli disse: “Non aver timore, poiché quelli che sono con noi sono più numerosi di quelli che sono con loro”.”

*** w98 15/6 pp. 12-13 Apprezzate l’organizzazione di Geova? ***
Uno che vide le schiere celesti
4 Il re di Siria aveva inviato nottetempo a Dotan una grossa spedizione militare per catturare Eliseo. Quando la mattina presto il servitore di Eliseo si alzò e uscì, forse per prendere una boccata d’aria fresca sul tetto a terrazza della loro tipica abitazione mediorientale, rimase scioccato! Un intero esercito di siri con cavalli e carri da guerra circondava la città, in attesa di catturare il profeta di Dio. Il servitore gridò a Eliseo: “Ohimè, mio padrone! Che faremo?” Manifestando evidentemente calma e convinzione, Eliseo rispose: “Non aver timore, poiché quelli che sono con noi sono più numerosi di quelli che sono con loro”. Il servitore dev’essersi chiesto: ‘E dove sono? Non li vedo!’ A volte questo potrebbe essere anche il nostro problema: non riusciamo a vedere, a discernere, le schiere celesti con gli occhi dell’intendimento. — 2 Re 6:8-16; Efesini 1:18.
5 Eliseo pregò che gli occhi del suo servitore si aprissero. Cosa avvenne? “Immediatamente Geova aprì gli occhi del servitore, così che vide; ed ecco, la regione montagnosa era piena di cavalli e di carri da guerra di fuoco tutt’intorno a Eliseo”. (2 Re 6:17) Sì, vide le schiere celesti, gli eserciti angelici che attendevano di proteggere il servitore di Dio. Ora poteva capire perché Eliseo era tanto fiducioso.
6 Ci capita a volte di avere un problema simile a quello del servitore di Eliseo? Siamo inclini a vedere solo l’aspetto fisico delle situazioni che minacciano noi o l’opera cristiana in certi paesi? In tal caso possiamo aspettarci di essere illuminati da una visione speciale? No, perché abbiamo qualcosa che il servitore di Eliseo non aveva: un intero libro contenente molte visioni, la Bibbia, che può permetterci di acquistare intendimento riguardo all’organizzazione celeste.

*** w98 15/6 p. 18 par. 5 L’organizzazione di Geova sostiene il nostro ministero ***
5 Satana ha usato ogni mezzo a sua disposizione per cercare di fermare l’opera di testimonianza dei fratelli di Cristo e dei loro leali compagni. Eppure, come dimostrano tantissime esperienze, né minacce, né intimidazioni, né violenza fisica, né prigioni, né campi di concentramento, né la morte stessa hanno messo a tacere i testimoni di Geova. Ed è sempre stato così in tutta la storia. Più volte sono state loro di incoraggiamento le parole di Eliseo: “Non aver timore, poiché quelli che sono con noi sono più numerosi di quelli che sono con loro”. Una ragione è che gli angeli fedeli sono molto più numerosi delle orde del Diavolo! — 2 Re 6:16; Atti 5:27-32, 41, 42.

(2 RE 6:17)

“Ed Eliseo pregava e diceva: “O Geova, apri i suoi occhi, ti prego, affinché veda”. Immediatamente Geova aprì gli occhi del servitore, così che vide; ed ecco, la regione montagnosa era piena di cavalli e di carri da guerra di fuoco tutt’intorno a Eliseo.”

*** w98 15/6 pp. 12-13 Apprezzate l’organizzazione di Geova? ***
Uno che vide le schiere celesti
4 Il re di Siria aveva inviato nottetempo a Dotan una grossa spedizione militare per catturare Eliseo. Quando la mattina presto il servitore di Eliseo si alzò e uscì, forse per prendere una boccata d’aria fresca sul tetto a terrazza della loro tipica abitazione mediorientale, rimase scioccato! Un intero esercito di siri con cavalli e carri da guerra circondava la città, in attesa di catturare il profeta di Dio. Il servitore gridò a Eliseo: “Ohimè, mio padrone! Che faremo?” Manifestando evidentemente calma e convinzione, Eliseo rispose: “Non aver timore, poiché quelli che sono con noi sono più numerosi di quelli che sono con loro”. Il servitore dev’essersi chiesto: ‘E dove sono? Non li vedo!’ A volte questo potrebbe essere anche il nostro problema: non riusciamo a vedere, a discernere, le schiere celesti con gli occhi dell’intendimento. — 2 Re 6:8-16; Efesini 1:18.
5 Eliseo pregò che gli occhi del suo servitore si aprissero. Cosa avvenne? “Immediatamente Geova aprì gli occhi del servitore, così che vide; ed ecco, la regione montagnosa era piena di cavalli e di carri da guerra di fuoco tutt’intorno a Eliseo”. (2 Re 6:17) Sì, vide le schiere celesti, gli eserciti angelici che attendevano di proteggere il servitore di Dio. Ora poteva capire perché Eliseo era tanto fiducioso.
6 Ci capita a volte di avere un problema simile a quello del servitore di Eliseo? Siamo inclini a vedere solo l’aspetto fisico delle situazioni che minacciano noi o l’opera cristiana in certi paesi? In tal caso possiamo aspettarci di essere illuminati da una visione speciale? No, perché abbiamo qualcosa che il servitore di Eliseo non aveva: un intero libro contenente molte visioni, la Bibbia, che può permetterci di acquistare intendimento riguardo all’organizzazione celeste.

*** it-1 p. 438 Carro da guerra ***
Uso figurativo. In senso figurativo e profetico, i carri sono simbolo di guerra come l’arco e la spada. (Isa 21:7, 9; Zac 9:10) Viene detto che “i carri da guerra di Dio sono a decine di migliaia, migliaia su migliaia”, a indicare l’invincibile potere che Dio ha di distruggere i suoi nemici. — Sl 68:17; 2Re 6:17.

*** it-1 p. 452 Cavallo ***
L’invisibile equipaggiamento bellico celeste di Geova è rappresentato da carri e cavalli di fuoco. (2Re 2:11, 12) Una volta Eliseo pregò che gli occhi del suo atterrito servitore si aprissero affinché vedesse che “la regione montagnosa era piena di cavalli e di carri da guerra di fuoco tutt’intorno a Eliseo” per proteggerlo dall’accerchiamento delle truppe sire mandate a catturarlo. — 2Re 6:17.

*** it-1 p. 728 Dotan ***
Secoli dopo il re di Siria mandò un grosso contingente militare a Dotan per catturare Eliseo. Lì gli occhi del timoroso servitore del profeta furono miracolosamente aperti affinché vedesse il fiammeggiante equipaggiamento bellico di Dio nella “regione montagnosa . . . tutt’intorno a Eliseo”, cioè o sulla stessa collina dove sorgeva Dotan oppure sulle colline vicine a E, S e O di Dotan. (2Re 6:11-17) I siri, per accerchiare la città, potevano essersi appostati sulle colline circostanti, da cui poi ‘scesero’ quando Eliseo uscì dalla città incontro a loro. Le forze nemiche furono però rese inoffensive essendo miracolosamente colpite da cecità; forse per far questo Geova si servì di forze angeliche. — 2Re 6:18, 19; cfr. Ge 19:1, 10, 11.

(2 RE 6:18)

“Quando cominciarono a scendere verso di lui, Eliseo pregava Geova e diceva: “Ti prego, colpisci questa nazione di cecità”. Egli li colpì dunque di cecità secondo la parola di Eliseo.”

*** si p. 71 par. 10 Libro biblico numero 12: 2 Re ***
Quando i siri attaccano, il profeta prega di nuovo Geova, ed essi vengono colpiti da cecità psichica e condotti dal re d’Israele. Tuttavia, invece di farli mettere a morte, Eliseo dice al re di dar loro da mangiare e di mandarli a casa.

*** it-1 p. 454 Cecità ***
La cecità che colpì le forze armate della Siria alla parola di Eliseo doveva essere una cecità psichica. Se l’intero esercito fosse stato effettivamente colpito da cecità, avrebbero dovuto essere condotti tutti per mano. Ma la Bibbia riferisce semplicemente che Eliseo disse loro: “Questa non è la via e questa non è la città. Seguitemi”. A proposito di questo fenomeno William James (Principles of Psychology, 1981, vol. 1, p. 59) dichiara: “Un effetto molto interessante del disordine corticale è la cecità psichica. Questa consiste non tanto nell’insensibilità alle impressioni ottiche, quanto nell’incapacità di comprenderle. Psicologicamente è interpretabile come perdita di associazioni fra le sensazioni ottiche e il loro significato; e può essere provocata da qualsiasi interruzione delle vie che collegano i centri ottici coi centri di altre idee”. Tale forse fu la cecità eliminata da Geova quando l’esercito siro giunse a Samaria. (2Re 6:18-20) Psichica può essere stata anche la cecità che colpì gli uomini di Sodoma, dal momento che il racconto mostra che, invece di disperarsi per la perdita delle facoltà visive, continuarono a cercare la porta della casa di Lot. — Ge 19:11.

*** it-1 p. 728 Dotan ***
Secoli dopo il re di Siria mandò un grosso contingente militare a Dotan per catturare Eliseo. Lì gli occhi del timoroso servitore del profeta furono miracolosamente aperti affinché vedesse il fiammeggiante equipaggiamento bellico di Dio nella “regione montagnosa . . . tutt’intorno a Eliseo”, cioè o sulla stessa collina dove sorgeva Dotan oppure sulle colline vicine a E, S e O di Dotan. (2Re 6:11-17) I siri, per accerchiare la città, potevano essersi appostati sulle colline circostanti, da cui poi ‘scesero’ quando Eliseo uscì dalla città incontro a loro. Le forze nemiche furono però rese inoffensive essendo miracolosamente colpite da cecità; forse per far questo Geova si servì di forze angeliche. — 2Re 6:18, 19; cfr. Ge 19:1, 10, 11.

*** it-1 pp. 814-815 Eliseo ***
Poi, mentre le schiere dei siri si avvicinano, Eliseo prega che accada il miracolo opposto: “Ti prego, colpisci questa nazione di cecità”. Eliseo dice ai siri di seguirlo, ma non deve condurli per mano, perché evidentemente si tratta di cecità psichica più che di cecità vera e propria. Essi non riconoscono Eliseo, che erano venuti a prendere, né sanno dove egli li porta. — 2Re 6:8-19.
Con che tipo di cecità Geova colpì i siri che volevano catturare Eliseo?
A proposito di questa forma di cecità, William James (Principles of Psychology, 1981, vol. 1, p. 59) afferma: “Un effetto molto interessante del disordine corticale è la cecità psichica. Questa consiste non tanto nell’insensibilità alle impressioni ottiche, quanto nell’incapacità di comprenderle. Psicologicamente è interpretabile come perdita di associazioni fra le sensazioni ottiche e il loro significato; e può essere provocata da qualsiasi interruzione delle vie che collegano i centri ottici coi centri di altre idee”.

(2 RE 6:19)

“Eliseo ora disse loro: “Questa non è la via e questa non è la città. Seguitemi, e lasciate che io vi conduca dall’uomo che cercate”. Comunque, li condusse a Samaria.”

*** it-1 p. 454 Cecità ***
La cecità che colpì le forze armate della Siria alla parola di Eliseo doveva essere una cecità psichica. Se l’intero esercito fosse stato effettivamente colpito da cecità, avrebbero dovuto essere condotti tutti per mano. Ma la Bibbia riferisce semplicemente che Eliseo disse loro: “Questa non è la via e questa non è la città. Seguitemi”. A proposito di questo fenomeno William James (Principles of Psychology, 1981, vol. 1, p. 59) dichiara: “Un effetto molto interessante del disordine corticale è la cecità psichica. Questa consiste non tanto nell’insensibilità alle impressioni ottiche, quanto nell’incapacità di comprenderle. Psicologicamente è interpretabile come perdita di associazioni fra le sensazioni ottiche e il loro significato; e può essere provocata da qualsiasi interruzione delle vie che collegano i centri ottici coi centri di altre idee”. Tale forse fu la cecità eliminata da Geova quando l’esercito siro giunse a Samaria. (2Re 6:18-20) Psichica può essere stata anche la cecità che colpì gli uomini di Sodoma, dal momento che il racconto mostra che, invece di disperarsi per la perdita delle facoltà visive, continuarono a cercare la porta della casa di Lot. — Ge 19:11.

*** it-2 p. 258 Menzogna ***
Il fatto che la Bibbia condanni la menzogna non significa che uno sia costretto a informare altri di verità che non hanno diritto di sapere. Gesù Cristo consigliò: “Non date ciò che è santo ai cani, né gettate le vostre perle davanti ai porci, affinché non le calpestino con i loro piedi e voltandosi non vi sbranino”. (Mt 7:6) Perciò Gesù a volte evitò di dare informazioni complete o una risposta diretta a certe domande quando ciò avrebbe potuto essere dannoso. (Mt 15:1-6; 21:23-27; Gv 7:3-10) Evidentemente il comportamento di Abraamo, Isacco, Raab ed Eliseo, inteso a sviare alcuni che non erano adoratori di Geova o a non rivelare loro tutti i particolari, va visto sotto la stessa luce. — Ge 12:10-19; cap. 20; 26:1-10; Gsè 2:1-6; Gc 2:25; 2Re 6:11-23.

(2 RE 6:20)

“E avvenne che appena furono arrivati a Samaria, Eliseo quindi disse: “O Geova, apri gli occhi di questi perché vedano”. Immediatamente Geova aprì i loro occhi, e vedevano; ed ecco, erano in mezzo a Samaria.”

*** it-1 p. 454 Cecità ***
La cecità che colpì le forze armate della Siria alla parola di Eliseo doveva essere una cecità psichica. Se l’intero esercito fosse stato effettivamente colpito da cecità, avrebbero dovuto essere condotti tutti per mano. Ma la Bibbia riferisce semplicemente che Eliseo disse loro: “Questa non è la via e questa non è la città. Seguitemi”. A proposito di questo fenomeno William James (Principles of Psychology, 1981, vol. 1, p. 59) dichiara: “Un effetto molto interessante del disordine corticale è la cecità psichica. Questa consiste non tanto nell’insensibilità alle impressioni ottiche, quanto nell’incapacità di comprenderle. Psicologicamente è interpretabile come perdita di associazioni fra le sensazioni ottiche e il loro significato; e può essere provocata da qualsiasi interruzione delle vie che collegano i centri ottici coi centri di altre idee”. Tale forse fu la cecità eliminata da Geova quando l’esercito siro giunse a Samaria. (2Re 6:18-20) Psichica può essere stata anche la cecità che colpì gli uomini di Sodoma, dal momento che il racconto mostra che, invece di disperarsi per la perdita delle facoltà visive, continuarono a cercare la porta della casa di Lot. — Ge 19:11.

(2 RE 6:25)

“A suo tempo una grande carestia sorse a Samaria, ed ecco, l’assediavano finché la testa di un asino valse ottanta pezzi d’argento, e un quarto di cab di sterco di colombo valse cinque pezzi d’argento.”

*** it-1 pp. 223-224 Asino ***
Anche se impuri, a Samaria si mangiarono asini a motivo della terribile carestia durante l’assedio della città posto dal re Ben-Adad, e persino la parte meno commestibile, la testa ossuta e scarna di un asino, divenne in effetti un cibo di lusso che costava 80 pezzi d’argento (se sicli, ca. 274.000 lire). — 2Re 6:24, 25.

*** it-1 p. 382 Cab ***
CAB
Misura che secondo fonti rabbiniche corrispondeva a 1⁄18 di efa (2Re 6:25), e quindi anche a 1⁄18 di bat. (Ez 45:11) Se il bat, una misura di capacità, era pari a 22 litri, come sembrano indicare le testimonianze archeologiche, il cab sarebbe pari a 1,22 litri.

*** it-1 p. 677 Denaro ***
In tempi di carestia i prezzi salivano bruscamente. Gli 80 pezzi d’argento (il salario di circa 240 giorni) con cui un tempo si potevano acquistare 8 homer (1.760 litri) di orzo, durante un assedio bastavano solo per l’ossuta testa di un asino, animale che secondo la Legge mosaica non era neanche commestibile. — 2Re 6:25; cfr. Os 3:2.

*** it-2 pp. 1050-1051 Sterco di colombo ***
STERCO DI COLOMBO
L’assedio di Samaria ad opera di Ben-Adad re di Siria provocò una carestia così grave che ‘la testa di un asino valeva ottanta pezzi d’argento, e un quarto di cab di sterco di colombo valeva cinque pezzi d’argento’. (2Re 6:24, 25) Il costo di una testa di asino si aggirava sulle 274.000 lire (se i “pezzi d’argento” erano sicli) e “un quarto di cab [0,3 l] di sterco di colombo” valeva circa 16.000 lire. Questo indica che, a motivo della penuria di viveri, una testa d’asino ossuta e poco carnosa era diventata un genere alimentare costoso (benché l’asino fosse un animale impuro secondo la Legge mosaica), e persino lo sterco di colombo era piuttosto caro. A proposito dello sterco di colombo si è molto discusso circa il termine, se sia da intendersi letteralmente o no, e circa l’uso che ne faceva l’acquirente.
È stata avanzata l’ipotesi che l’espressione “sterco di colombo” si riferisse a qualche pianta. Comunque non ci sono prove che le piante indicate da coloro che propendono per questa ipotesi siano mai state conosciute con questo nome o che piante del genere fossero accessibili alla popolazione imbottigliata a Samaria a motivo dell’assedio.
Quelli che attribuiscono un significato letterale all’espressione sono a loro volta divisi circa l’uso che si faceva di questa sostanza. Alcuni fanno rilevare che nel Medio Oriente lo sterco di colombo è usato da molto tempo come fertilizzante nella coltivazione dei meloni, ma sembrerebbe ragionevole supporre che persone in procinto di morire di fame si preoccupassero di generi di consumo immediato più che di un raccolto che avrebbero dovuto attendere per parecchi mesi.
Molti propendono per l’ipotesi che lo sterco di colombo fosse effettivamente consumato come cibo, osservando che si sta parlando di carestia e dei terribili estremi a cui giungono gli esseri umani spinti dai morsi della fame. Pur essendo volutamente esagerata e crudele per incutere terrore, la minaccia di Rabsache, funzionario di Sennacherib, secondo cui un assedio da parte dell’Assiria avrebbe costretto la popolazione di Gerusalemme a ‘mangiare i propri escrementi e bere la propria urina’ poteva avere qualche fondamento reale. (2Re 18:27) Anche se l’idea che lo sterco letterale venisse consumato dall’uomo è estremamente ripugnante, non è di per sé una ragione per escludere questa ipotesi. Il fatto che a Samaria la fame fosse così terribile che delle donne avrebbero bollito e mangiato i propri figli indica che gli abitanti erano giunti al punto di consumare qualunque cosa. (2Re 6:26-29) Benché qualcuno obietti che lo sterco doveva avere poco valore nutritivo, di per sé questo fattore non escluderebbe la possibilità che venisse acquistato come cibo, poiché le persone affamate sono spesso irrazionali, e mangiano qualsiasi cosa pur di attutire i morsi della fame.
Forse un’ipotesi ancora più probabile è quella avanzata da alcuni rabbini i quali sostengono che lo sterco servisse come combustibile. Ciò trova almeno un altro parallelo nella Bibbia: al profeta Ezechiele fu ordinato di raffigurare le condizioni altrettanto terribili che si sarebbero verificate durante l’ormai prossimo assedio di Gerusalemme, usando dello sterco per cuocere il cibo. (Ez 4:12-17) Sterco bovino secco viene tuttora usato comunemente come combustibile in molte parti della terra. In tal caso la descrizione potrebbe semplicemente riferirsi al costo dei viveri (in questo caso la testa di un asino) e del combustibile per cuocerli. I versetti successivi indicano che la gente non mangiava ancora carne cruda.

(2 RE 7:2)

“Allora l’aiutante alla cui mano il re si appoggiava rispose all’uomo del [vero] Dio e disse: “Se Geova facesse cateratte nei cieli, potrebbe questa cosa aver luogo?” A ciò egli disse: “Ecco, lo vedrai con i tuoi propri occhi, ma non ne mangerai”.”

*** it-1 p. 247 Atteggiamenti e gesti ***
I re o gli uomini autorevoli avevano la consuetudine di appoggiarsi al braccio di un servitore o di un subalterno, come fece Ieoram re d’Israele. (2Re 7:2, 17)

(2 RE 7:6)

“E Geova stesso aveva fatto udire al campo dei siri il rumore di carri da guerra, il rumore di cavalli, il rumore di grandi forze militari, così che si dissero gli uni gli altri: “Ecco, il re d’Israele ha assoldato contro di noi i re degli ittiti e i re d’Egitto per venire contro di noi!””

*** it-1 p. 789 Egitto, Egiziani ***
Governo e legge. Sia l’uno che l’altra erano nelle mani del sovrano, il faraone, considerato un dio in forma umana. Egli governava il paese mediante i suoi subalterni, i ministri, e mediante capi feudali, il cui potere, in periodi di debolezza del potere centrale, rivaleggiava con quello del re. Forse questi ultimi capi erano considerati dai loro sudditi come veri e propri re, il che spiegherebbe l’espressione biblica “i re d’Egitto”, usata in riferimento a determinati periodi. (2Re 7:6; Ger 46:25)

(2 RE 7:17)

“E il re stesso aveva affidato all’aiutante alla cui mano si appoggiava la sorveglianza della porta; e il popolo lo calpestava alla porta, così che morì, proprio come l’uomo del [vero] Dio aveva parlato, quando parlò al tempo in cui il re era sceso a lui.”

*** it-1 p. 247 Atteggiamenti e gesti ***
I re o gli uomini autorevoli avevano la consuetudine di appoggiarsi al braccio di un servitore o di un subalterno, come fece Ieoram re d’Israele. (2Re 7:2, 17)

(2 RE 8:10)

“Quindi Eliseo gli disse: “Va, digli: ‘Positivamente ti rimetterai’, e Geova mi ha mostrato che positivamente morirà”.”

*** it-1 p. 258 Azael ***
Eliseo disse ad Azael: “Va [da Ben-Adad], digli: ‘Positivamente ti rimetterai’”. Ma poi proseguì: “E Geova mi ha mostrato che positivamente morirà”. Quindi disse ad Azael: “Geova mi ha mostrato che tu sarai re sulla Siria”. Al suo ritorno, riferendo la risposta di Eliseo alla domanda del re, Azael disse: “Mi ha detto: ‘Positivamente ti rimetterai’”. Ma l’indomani Azael soffocò il re con un copriletto bagnato e cominciò a regnare al suo posto. — 2Re 8:7-15.
Le parole di Eliseo ad Azael sono state oggetto di molte congetture. Secondo le annotazioni a margine del testo masoretico, come pure secondo la Settanta greca, la Vulgata latina, la Pescitta siriaca e 18 manoscritti ebraici, sarebbero: “Digli: ‘. . . ti rimetterai’”. Mentre la lezione principale del testo masoretico dice: “Digli: ‘. . . non ti rimetterai’”.
Ammesso che Azael dovesse dire a Ben-Adad “Positivamente ti rimetterai”, può darsi che alla domanda di Ben-Adad Eliseo abbia risposto con un enigma, intendendo che la malattia di Ben-Adad in se stessa non sarebbe stata mortale, ma che ciò nonostante egli sarebbe morto (come infatti avvenne, per mano di Azael). Ad ogni modo, Azael riferì al re la prima parte della risposta di Eliseo: “Positivamente ti rimetterai”, dando il resto della risposta con la sua azione violenta. — 2Re 8:10.

(2 RE 8:12)

“A ciò Azael disse: “Perché il mio signore piange?” A ciò egli disse: “Perché so bene che danno farai ai figli d’Israele. Consegnerai al fuoco i loro luoghi fortificati, e ucciderai con la spada i loro uomini scelti, e sfracellerai i loro fanciulli, e sventrerai le loro donne incinte”.”

*** it-1 p. 258 Azael ***
Specie durante il regno di Ioacaz d’Israele, figlio di Ieu, Azael cominciò a opprimere sempre più Israele, adempiendo quanto era stato previsto dal profeta Eliseo: Azael avrebbe dato fuoco ai luoghi fortificati d’Israele, passato a fil di spada gli uomini scelti, sfracellato i bambini e sventrato le donne incinte. (2Re 13:3, 22; 8:12)

(2 RE 8:15)

“E il giorno dopo avvenne che prendeva un copriletto e l’immergeva nell’acqua e glielo stendeva sulla faccia, così che morì. E Azael regnava in luogo di lui.”

*** it-2 p. 835 Salmaneser ***
Iscrizioni riguardanti Azael e Ieu. In adempimento della profezia pronunciata da Geova per mezzo di Elia, Azael, ciambellano di Ben-Adad re di Damasco, uccise il suo signore e diventò re, probabilmente verso la fine del regno di Ieoram (ca. 917-905 a.E.V.). (2Re 8:7-15) Un’iscrizione di Salmaneser III conferma questo, dicendo: “Adadezer [Adad-idri, evidentemente Ben-Adad II di Damasco] (stesso) perì. Azael, un uomo qualunque (lett., un figlio di nessuno), si impadronì del trono”. Conflitti con Azael sono menzionati nel 18° e nel 21° anno del regno di Salmaneser; gli assiri riportarono vittorie ma non riuscirono mai a prendere Damasco. — Ancient Near Eastern Texts, cit., p. 280.

(2 RE 8:16)

“E nel quinto anno di Ieoram figlio di Acab re d’Israele, mentre Giosafat era re di Giuda, Ieoram figlio di Giosafat re di Giuda divenne re.”

*** it-1 p. 623 Cronologia ***
Mentre alcuni cronologi biblici tentano di sincronizzare i dati relativi ai re ipotizzando numerose coreggenze e interregni nel regno di Giuda, sembra sia necessario prendere atto di un’unica coreggenza. È il caso di Ieoram, che, come si legge (almeno nel testo masoretico e in alcuni dei più antichi manoscritti della Bibbia), divenne re “mentre Giosafat era re di Giuda”, il che dà motivo di supporre una coreggenza. (2Re 8:16) In questo modo l’intero periodo rientra nel limite dei 390 anni.

*** it-1 p. 1250 Ieoram ***
3. Figlio primogenito di Giosafat che, all’età di 32 anni, diventò re di Giuda. (2Cr 21:1-3, 5, 20) Sembra che per alcuni anni Ieoram in qualche modo abbia regnato insieme al padre. (2Re 1:17; 8:16) Gli otto anni di regno attribuiti a Ieoram iniziano a contarsi dal 913 a.E.V. (2Re 8:17) Perciò in quegli anni il regno settentrionale e quello meridionale ebbero sovrani omonimi, che erano anche cognati perché Ieoram di Giuda aveva sposato Atalia, figlia di Acab e di Izebel e sorella di Ieoram di Israele. — 2Re 8:18, 25, 26; vedi n. 2.

(2 RE 8:17)

“Aveva trentadue anni quando divenne re, e regnò otto anni a Gerusalemme.”

*** it-1 p. 1250 Ieoram ***
Gli otto anni di regno attribuiti a Ieoram iniziano a contarsi dal 913 a.E.V. (2Re 8:17) Perciò in quegli anni il regno settentrionale e quello meridionale ebbero sovrani omonimi, che erano anche cognati perché Ieoram di Giuda aveva sposato Atalia, figlia di Acab e di Izebel e sorella di Ieoram di Israele. — 2Re 8:18, 25, 26; vedi n. 2.

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Tutte le favole di Esopo con lezioni e morale

Tutte le favole di Esopo con lezioni e morale - 393 favole Autore: Esopo


INDICE DI TUTTE LE FAVOLE:
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02. L'Aquila, la lepre e lo scarabeo.
03. taglio ala dell'Aquila e la volpe.
04. L'Aquila e la volpe.
05. L'Aquila e la freccia.
06. L'Aquila e i Galli.
07. le volpi sulle rive del fiume Meandro.
08. la volpe che è stata riempita il suo grembo.
09. la volpe e il biancospino
10. la volpe e il taglialegna.
11. la volpe e il serpente.
12. la volpe e i grappoli di uva.
13. la volpe e il coccodrillo.
14. la volpe e la Pantera.
15. la volpe e la scimmia incoronato re
16. la volpe e il cane.
17. la volpe e la scimmia discusso circa la sua nobiltà.
18. la volpe e il caprone nel pozzo.
19. la volpe con la coda tagliata.
20. la volpe che non aveva mai visto un leone.
21. la volpe e la maschera vuota.
22. la volpe e il labrador maschio.
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