Punti notevoli della Bibbia: 2 Samuele 4-5-6-7-8 > Scuola di Ministero Teocratico

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2 SAMUELE 4:2


“E c’erano due uomini, capi di bande di predoni, che appartenevano al figlio di Saul, e il nome dell’uno era Baana e il nome dell’altro era Recab, figli di Rimmon il beerotita, dei figli di Beniamino; poiché anche Beerot si contava come parte di Beniamino.”

*** it-1 pp. 306-307 Beerot ***
Nel descrivere l’assassinio di Is-Boset figlio di Saul ad opera degli uomini di Beerot, viene confermato che “anche Beerot si contava come parte di Beniamino”. Questo potrebbe indicare che la città si trovava presso il confine con una tribù vicina, per cui era necessario specificare in quale territorio tribale era situata. (2Sa 4:2-6) Viene menzionato che i suoi abitanti fuggirono a Ghittaim, ma senza spiegarne la ragione; può darsi che ciò fosse dovuto alle incursioni dei filistei in seguito alla vittoria da loro riportata presso il monte Ghilboa sulle forze di Saul, o che la fuga fosse avvenuta dopo l’assassinio di Is-Boset, onde evitare azioni intese a vendicarne l’assassinio.

2 SAMUELE 4:3


“E i beerotiti fuggivano a Ghittaim, e là divennero residenti forestieri fino a questo giorno.”

*** it-1 pp. 306-307 Beerot ***
Nel descrivere l’assassinio di Is-Boset figlio di Saul ad opera degli uomini di Beerot, viene confermato che “anche Beerot si contava come parte di Beniamino”. Questo potrebbe indicare che la città si trovava presso il confine con una tribù vicina, per cui era necessario specificare in quale territorio tribale era situata. (2Sa 4:2-6) Viene menzionato che i suoi abitanti fuggirono a Ghittaim, ma senza spiegarne la ragione; può darsi che ciò fosse dovuto alle incursioni dei filistei in seguito alla vittoria da loro riportata presso il monte Ghilboa sulle forze di Saul, o che la fuga fosse avvenuta dopo l’assassinio di Is-Boset, onde evitare azioni intese a vendicarne l’assassinio.

2 SAMUELE 5:1


“A suo tempo tutte le tribù d’Israele vennero da Davide a Ebron e dissero: “Ecco, noi stessi siamo tuo osso e tua carne.”

*** w05 15/5 p. 17 par. 1 Punti notevoli del libro di Secondo Samuele ***
5:1, 2: Dopo che Is-Boset era stato assassinato, quanto tempo passò prima che Davide divenisse re su tutto Israele? Pare ragionevole concludere che Is-Boset iniziasse i suoi due anni di regno poco dopo la morte di Saul, più o meno al tempo in cui Davide cominciò a regnare a Ebron. Davide regnò su Giuda da Ebron per sette anni e mezzo. Subito dopo essere divenuto re su tutto Israele trasferì la capitale a Gerusalemme. Quindi dopo la morte di Is-Boset passarono circa cinque anni prima che Davide divenisse re su tutto Israele. — 2 Samuele 2:3, 4, 8-11; 5:4, 5.

2 SAMUELE 5:5


“A Ebron regnò su Giuda sette anni e sei mesi e a Gerusalemme regnò trentatré anni su tutto Israele e su Giuda.”

*** it-2 p. 55 Is-Boset ***
In quel tempo Is-Boset aveva 40 anni, e viene detto che regnò per due anni. Poiché la Bibbia non dice esattamente dove collocare questi due anni nei sette anni e mezzo durante i quali Davide regnò a Ebron, non c’è modo di risolvere le divergenze d’opinione che esistono fra gli studiosi a questo riguardo. Tuttavia sembra più ragionevole pensare che Is-Boset sia stato fatto re poco dopo la morte del padre (piuttosto che cinque anni dopo), nel qual caso ci sarebbe stato un intervallo di circa cinque anni fra il suo assassinio e l’insediamento di Davide quale re su tutto Israele. — 2Sa 2:8-11; 4:7; 5:4, 5.

2 SAMUELE 5:6


“Di conseguenza il re e i suoi uomini andarono a Gerusalemme contro i gebusei che abitavano nel paese, ed essi dicevano a Davide: “Tu non entrerai qui, ma i ciechi e gli zoppi certamente ti respingeranno”, pensando: “Davide non entrerà qui”.”

*** it-1 p. 455 Cecità ***
I gebusei erano così convinti che la loro cittadella fosse imprendibile che schernirono Davide, dicendo che i loro stessi ciechi, per quanto deboli e debilitati, erano in grado di difendere la fortezza di Sion da Israele. — 2Sa 5:6, 8.

*** it-2 p. 1238 Zoppo, Zoppicare ***
Usi illustrativi e figurativi. I gebusei illustrarono la vanagloriosa fiducia che avevano nella sicurezza della loro cittadella schernendo Davide con queste parole: “‘Tu non entrerai qui, ma i ciechi e gli zoppi certamente ti respingeranno’, pensando: ‘Davide non entrerà qui’”. Può darsi che effettivamente avessero messo persone del genere a difendere le mura, come afferma Giuseppe Flavio (Antichità giudaiche, VII, 61 [iii, 1]), e questa potrebbe essere la ragione per cui Davide disse: “Chiunque colpisca i gebusei si incontri, per mezzo del tunnel dell’acqua, sia con gli zoppi che con i ciechi, odiosi all’anima di Davide!”

2 SAMUELE 5:7


“Ciò nonostante, Davide catturava la fortezza di Sion, cioè la Città di Davide.”

*** it-1 p. 505 Città isolate ***
Una parte dell’antica Gerusalemme costituì per quattro secoli un’enclave gebusea in territorio israelita finché Davide infine non la conquistò. — Gsè 15:63; Gdc 1:21; 19:11, 12; 2Sa 5:6-9.

*** gm cap. 7 pp. 95-96 La Bibbia si contraddice? ***
Leggete attentamente il racconto
19 A volte per chiarire apparenti contraddizioni è sufficiente leggere attentamente il racconto e ragionare sulle informazioni in esso contenute. Un caso pertinente è quello della conquista di Gerusalemme da parte degli israeliti. Gerusalemme era elencata come parte dell’eredità di Beniamino, ma leggiamo che la tribù di Beniamino non era riuscita a conquistarla. (Giosuè 18:28; Giudici 1:21) Si legge anche che Giuda non era riuscita a conquistare Gerusalemme, come se fosse stata parte dell’eredità di quella tribù. Infine Giuda sconfisse Gerusalemme e la diede alle fiamme. (Giosuè 15:63; Giudici 1:8) Viene riferito, comunque, che centinaia di anni dopo anche Davide conquistò Gerusalemme. — 2 Samuele 5:5-9.
20 Di primo acchito tutto questo potrebbe sembrare confuso, ma in realtà non c’è nessuna contraddizione. Infatti il confine tra l’eredità di Beniamino e quella di Giuda correva lungo la valle di Innom, proprio attraverso l’antica città di Gerusalemme. Quella che in seguito venne chiamata Città di Davide era situata appunto nel territorio di Beniamino, proprio come dice Giosuè 18:28. Ma è probabile che la città gebusea di Gerusalemme si estendesse oltre la valle di Innom e quindi sconfinasse nel territorio di Giuda, per cui anche Giuda dovette far guerra contro gli abitanti cananei di quella città.
21 Beniamino non riuscì a conquistare la città. Fu Giuda in un’occasione a conquistare Gerusalemme e a incendiarla. (Giudici 1:8, 9) Ma evidentemente gli eserciti di Giuda proseguirono l’avanzata, e alcuni degli abitanti originari ripresero possesso della città. In seguito formarono una sacca di resistenza che né Giuda né Beniamino poterono eliminare. Così i gebusei continuarono a dimorare in Gerusalemme finché Davide non conquistò la città secoli dopo.

2 SAMUELE 5:8


“Davide disse dunque quel giorno: “Chiunque colpisca i gebusei si incontri, per mezzo del tunnel dell’acqua, sia con gli zoppi che con i ciechi, odiosi all’anima di Davide!” Perciò dicono: “Il cieco e lo zoppo non entreranno nella casa”.”

*** w97 15/6 p. 10 La Gerusalemme dei tempi biblici: Cosa rivela l’archeologia? ***
Da tempo gli studiosi sono giunti alla conclusione che la principale riserva d’acqua della città antica era la sorgente di Ghihon. Si trovava fuori delle mura della città, ma abbastanza vicino da poter scavare un tunnel e un pozzo profondo 11 metri che consentivano agli abitanti di attingere l’acqua senza dover uscire dalle mura. È chiamato Pozzo di Warren, dal nome di Charles Warren, che lo scoprì nel 1867. Ma quando furono scavati il tunnel e il pozzo? Esistevano già all’epoca di Davide? Era questo il tunnel dell’acqua attraverso il quale passò Gioab? Dan Gill risponde: “Per sapere se il Pozzo di Warren era in effetti un inghiottitoio naturale, abbiamo analizzato un frammento calcareo della crosta delle sue pareti irregolari per vedere se conteneva carbonio-14. Non ce n’era neanche un po’, a indicare che la crosta ha più di 40.000 anni, e questo prova inequivocabilmente che il pozzo non poteva essere stato scavato dall’uomo”.

*** w97 15/6 p. 9 La Gerusalemme dei tempi biblici: Cosa rivela l’archeologia? ***
Per esempio, Davide disse ai suoi uomini: “Chiunque colpisca i gebusei si incontri, per mezzo del tunnel dell’acqua”, con il nemico. (2 Samuele 5:8) Questo è ciò che fece Gioab, comandante dell’esercito di Davide. Cosa significa esattamente l’espressione “tunnel dell’acqua”?

*** it-1 p. 503 Città di Davide ***
Nella valle del Chidron, ai piedi del pendio E del contrafforte su cui sorgeva la fortezza, c’è una sorgente chiamata Ghihon. (1Re 1:33) Gli scavi archeologici indicano che nell’antichità un tunnel o pozzo scavato nella roccia rendeva possibile l’accesso alla sorgente senza uscire dalle mura della città. È stata avanzata l’ipotesi che proprio arrampicandosi su per questo pozzo Gioab e i suoi uomini riuscirono a penetrare nella fortezza e a impadronirsene. — 2Sa 5:8; 1Cr 11:5, 6.

*** it-1 p. 1051 Gerusalemme ***
Ma Davide conquistò la città, presa d’assalto da Gioab, che riuscì a penetrarvi attraverso il “tunnel dell’acqua”. (2Sa 5:6-9; 1Cr 11:4-8) Gli studiosi hanno qualche incertezza circa il significato del termine ebraico qui reso “tunnel dell’acqua”, ma in genere accettano questo o termini simili (“canale”, CEI, VR; “acquedotto”, Lu) come il significato più probabile. La breve descrizione non indica in che modo fu aperta una breccia nelle fortificazioni della città. È opinione comune che, dopo la scoperta del tunnel e del pozzo che portano alla sorgente di Ghihon, Gioab alla testa dei suoi uomini abbia sferrato un attacco di sorpresa penetrando nella città attraverso il pozzo verticale e il tunnel inclinato. (ILLUSTRAZIONE, vol. 2, p. 951)

*** it-1 p. 1090 Ghihon ***
È opinione generale che la sorgente di Ghihon sia servita al generale Gioab per penetrare nella quasi inespugnabile roccaforte gebusea di Gerusalemme, rendendone possibile la conquista da parte di Davide. (1Cr 11:6) Anche se la traduzione del testo ebraico di 2 Samuele 5:8 presenta qualche problema, il modo in cui viene reso di solito indica la presenza di un “tunnel dell’acqua”, menzionato da Davide nell’incitare all’attacco della città. Nel 1867 Charles Warren scoprì un canale per l’acqua che, partendo dalla grotta in cui scaturisce la sorgente di Ghihon, arriva dopo circa 20 m a una piscina o cisterna. Un pozzo verticale profondo 11 m scavato nella roccia sopra questa cisterna permette a coloro che stanno in cima di calare mediante una fune recipienti per attingere acqua dalla cisterna sottostante. Un corridoio in pendenza, lungo quasi 39 m, risaliva dal pozzo fino all’interno della città. In tal modo si ritiene che i gebusei potessero sempre avere accesso alla sorgente anche quando non potevano avventurarsi fuori delle mura della città a causa di un attacco nemico. Anche se la sorgente di Ghihon non è menzionata direttamente, si pensa che Gioab e i suoi uomini siano penetrati audacemente nella città passando da questo tunnel per l’acqua.

*** it-2 p. 1238 Zoppo, Zoppicare ***
Usi illustrativi e figurativi. I gebusei illustrarono la vanagloriosa fiducia che avevano nella sicurezza della loro cittadella schernendo Davide con queste parole: “‘Tu non entrerai qui, ma i ciechi e gli zoppi certamente ti respingeranno’, pensando: ‘Davide non entrerà qui’”. Può darsi che effettivamente avessero messo persone del genere a difendere le mura, come afferma Giuseppe Flavio (Antichità giudaiche, VII, 61 [iii, 1]), e questa potrebbe essere la ragione per cui Davide disse: “Chiunque colpisca i gebusei si incontri, per mezzo del tunnel dell’acqua, sia con gli zoppi che con i ciechi, odiosi all’anima di Davide!” Questi zoppi e ciechi erano il simbolo dell’affronto fatto dai gebusei a Davide e, peggio ancora, del loro scherno nei confronti degli eserciti di Geova. Davide odiava i gebusei, con tutti i loro zoppi e ciechi, per questa arroganza. Può darsi che per derisione chiamasse gli stessi condottieri gebusei ‘zoppi e ciechi’. — 2Sa 5:6-8.
Al versetto 8 si legge: “Perciò dicono: ‘Il cieco e lo zoppo non entreranno nella casa’”. Queste parole sono state spiegate in molti modi. Nel testo non sono attribuite a Davide e potrebbe darsi che altri avessero adottato questo detto proverbiale riferito a quanti, come i gebusei, si vantavano o erano troppo sicuri di sé. Oppure il detto poteva significare: ‘Non vi entrerà nessuno che abbia a che fare con persone sgradevoli come i gebusei’. Altri preferiscono rendere la frase: “Perché i ciechi e gli zoppi continuavano a dire: Non entrerà in questa casa”, oppure: “Perché avevano detto, persino i ciechi e gli zoppi: Non entrerà nella casa”. — Barrett, Synopsis of Criticisms, Londra, 1847, vol. II, parte II, p. 518; KJ, nt. marginale.

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