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Punti notevoli della Bibbia: 1 Samuele 19-22 > Scuola di Ministero Teocratico

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Scuola di Ministero Teocratico: Informazioni per studio personale

Lettura della Bibbia: 1 Samuele 19-22 (8 min)


1 SAMUELE 19:5


“E metteva la sua anima nella palma della sua mano e abbatteva il filisteo, così che Geova compì una grande salvezza per tutto Israele. Tu lo vedesti, e ti abbandonasti all’allegrezza. Perché devi dunque peccare contro sangue innocente facendo mettere a morte Davide per nulla?””

*** it-2 p. 198 Mano ***
‘mettere la vita nella propria mano o palma’, rischiare la vita (1Sa 19:5; Gb 13:14).

1 SAMUELE 19:11


“Più tardi Saul mandò messaggeri alla casa di Davide per sorvegliarla e per farlo mettere a morte la mattina; ma Mical sua moglie lo riferì a Davide, dicendo: “Se non fai scampare questa notte la tua anima, domani sarai un uomo messo a morte”.”

*** it-2 p. 857 Samuele, Libri di ***
L’episodio del re Saul che manda dei messaggeri a sorvegliare la casa di Davide per ucciderlo fa da sfondo al Salmo 59. (1Sa 19:11)

1 SAMUELE 19:13


“Mical prese quindi l’immagine dei terafim e la pose sul letto, e mise nel posto della sua testa una rete di pelo di capra, dopo di che la coprì con una veste.”

*** w04 1/6 p. 29 Domande dai lettori ***
Domande dai lettori
Perché Davide, un fedele servitore di Geova, permise alla moglie Mical di avere un’immagine dei terafim, un idolo, come indica 1 Samuele 19:12, 13?
Prima esaminiamo in breve il contesto. Quando seppe che il re Saul complottava di uccidere suo marito Davide, essa agì immediatamente. La Bibbia dice: “Mical fece . . . scendere Davide dalla finestra, perché se ne andasse e fuggisse e si mettesse in salvo. Mical prese quindi l’immagine dei terafim [che aveva evidentemente le dimensioni e la forma di un uomo] e la pose sul letto, e mise nel posto della sua testa una rete di pelo di capra, dopo di che la coprì con una veste”. Quando arrivarono i messaggeri di Saul per prendere Davide, Mical disse loro: “È malato”. Questo stratagemma fece guadagnare tempo prezioso e Davide riuscì a mettersi in salvo. — 1 Samuele 19:11-16.
Scoperte archeologiche fanno pensare che nell’antichità le immagini dei terafim venissero tenute non solo per uso religioso ma anche per scopi giuridici. Anticamente le immagini dei terafim avevano la stessa funzione dei titoli di proprietà e dei testamenti odierni: stabilire chi ha diritto a un’eredità. È evidente che il possesso dei terafim, in certe circostanze, poteva dare a un genero il diritto di reclamare la proprietà del suocero defunto. Questo potrebbe spiegare perché, in una precedente occasione, Rachele prese le immagini dei terafim del padre e perché lui era tanto ansioso di riaverle. In quel caso Giacobbe, il marito di Rachele, ignorava ciò che essa aveva fatto. — Genesi 31:14-34.
Quando divennero una nazione, gli israeliti ricevettero i Dieci Comandamenti, il secondo dei quali vieta specificamente di fare idoli. (Esodo 20:4, 5) In seguito il profeta Samuele, parlando al re Saul, fece riferimento a questa legge quando disse: “La ribellione è come il peccato della divinazione, e lo spingersi presuntuosamente avanti come il far uso del potere magico e dei terafim”. (1 Samuele 15:23) Per questa ragione è improbabile che in Israele i terafim venissero usati per garantire il diritto all’eredità. Nondimeno pare che in alcune case israelite si continuasse a seguire questa antica superstizione ebraica. (Giudici 17:5, 6; 2 Re 23:24) Che Mical tenesse fra i suoi oggetti un’immagine dei terafim fa pensare che il suo cuore non fosse completo verso Geova. O Davide non sapeva niente dell’immagine o la tollerava perché Mical era la figlia del re Saul.
Ciò che Davide pensava dell’esclusiva devozione a Geova è indicato dalle parole: “Geova è grande e da lodare assai, e dev’essere temuto più di tutti gli altri dèi. Poiché tutti gli dèi dei popoli sono dèi senza valore. In quanto a Geova, ha fatto i cieli”. — 1 Cronache 16:25, 26.
[Illustrazione a pagina 29]
Il secondo dei Dieci Comandamenti vietava di fare idoli, come l’immagine dei terafim rappresentata qui
[Fonte]
Dal libro The Holy Land, Vol. II, 1859

*** it-2 p. 1097 Terafim ***
Quindi il fatto che Mical, moglie di Davide, avesse fra i suoi oggetti un’immagine di terafim fa pensare che il suo cuore non fosse completo verso Geova e che Davide non sapesse dell’esistenza di questa immagine o che la tollerasse perché Mical era figlia del re Saul. — 1Sa 19:12, 13.


1 SAMUELE 19:20


“Subito Saul mandò messaggeri a prendere Davide. Quando videro quelli di età avanzata dei profeti che profetizzavano, e Samuele che stava al suo posto su di loro, lo spirito di Dio fu sui messaggeri di Saul, e anche loro si comportavano da profeti.”

*** it-2 p. 662 Profeta ***
bensì lo spirito di Dio ‘scendeva su di loro’ in determinate occasioni, rivelando i messaggi da annunciare. (Ez 11:4, 5; Mic 3:8) Questo aveva su di loro un effetto stimolante, spingendoli a parlare. (1Sa 10:10; Ger 20:9; Am 3:8) Non solo essi facevano cose che erano fuori dell’ordinario, ma anche il loro modo di esprimersi rifletteva senza dubbio la straordinaria intensità dei loro sentimenti. Ciò può spiegare in parte cosa s’intendeva dicendo che alcuni “si comportavano da profeti”. (1Sa 10:6-11; 19:20-24; Ger 29:24-32; cfr. At 2:4, 12-17; 6:15; 7:55).

*** it-2 p. 663 Profeta ***
I “figli dei profeti”. Come spiega la Gesenius’ Hebrew Grammar (Oxford, 1952, p. 418), il termine ebraico ben (figlio di) o benèh (figli di) può indicare “appartenenza a una corporazione o associazione (oppure a una tribù, o a una qualsiasi classe particolare)”. (Cfr. Ne 3:8, dove l’espressione “membro dei mischiatori di unguento” letteralmente è “figlio dei mischiatori di unguento”). L’espressione “figli dei profeti” potrebbe quindi indicare una scuola frequentata da coloro che erano chiamati a svolgere questa professione o semplicemente un’associazione cooperativa di profeti. Simili gruppi di profeti erano presenti a Betel, Gerico e Ghilgal. (2Re 2:3, 5; 4:38; cfr. 1Sa 10:5, 10). Samuele presiedeva un gruppo a Rama (1Sa 19:19, 20),

*** it-2 pp. 892-893 Saul ***
Quella notte Davide fuggì da una finestra della sua casa e corse a Rama, dove risiedeva Samuele. Poi insieme a Samuele si stabilì a Naiot. Quando ne ebbe notizia, Saul inviò messaggeri a prendere Davide. Ma, una volta arrivati, essi “si comportavano da profeti”. Evidentemente lo spirito di Dio operava su di loro in modo tale che dimenticarono completamente lo scopo della loro missione. Quando la stessa cosa accadde anche ad altri due gruppi di messaggeri inviati da lui, Saul si recò personalmente a Rama. Egli pure venne a trovarsi sotto il potere dello spirito di Dio, e ciò per parecchio tempo, cosa che evidentemente diede a Davide la possibilità di fuggire. — 1Sa 19:12–20:1; vedi PROFETA (Nomina e ispirazione).

1 SAMUELE 19:21


“Quando lo riferirono a Saul, mandò immediatamente altri messaggeri, e anche loro si comportavano da profeti. Saul mandò dunque di nuovo messaggeri, il terzo gruppo, e anche loro si comportavano da profeti.”

*** it-2 p. 662 Profeta ***
bensì lo spirito di Dio ‘scendeva su di loro’ in determinate occasioni, rivelando i messaggi da annunciare. (Ez 11:4, 5; Mic 3:8) Questo aveva su di loro un effetto stimolante, spingendoli a parlare. (1Sa 10:10; Ger 20:9; Am 3:8) Non solo essi facevano cose che erano fuori dell’ordinario, ma anche il loro modo di esprimersi rifletteva senza dubbio la straordinaria intensità dei loro sentimenti. Ciò può spiegare in parte cosa s’intendeva dicendo che alcuni “si comportavano da profeti”. (1Sa 10:6-11; 19:20-24; Ger 29:24-32; cfr. At 2:4, 12-17; 6:15; 7:55).

*** it-2 pp. 892-893 Saul ***
Quella notte Davide fuggì da una finestra della sua casa e corse a Rama, dove risiedeva Samuele. Poi insieme a Samuele si stabilì a Naiot. Quando ne ebbe notizia, Saul inviò messaggeri a prendere Davide. Ma, una volta arrivati, essi “si comportavano da profeti”. Evidentemente lo spirito di Dio operava su di loro in modo tale che dimenticarono completamente lo scopo della loro missione. Quando la stessa cosa accadde anche ad altri due gruppi di messaggeri inviati da lui, Saul si recò personalmente a Rama. Egli pure venne a trovarsi sotto il potere dello spirito di Dio, e ciò per parecchio tempo, cosa che evidentemente diede a Davide la possibilità di fuggire. — 1Sa 19:12–20:1; vedi PROFETA (Nomina e ispirazione).

1 SAMUELE 19:23


“E di là continuò per la sua via verso Naiot di Rama, e lo spirito di Dio fu su di lui, sì, su di lui, ed egli continuò a camminare e continuò a comportarsi da profeta finché entrò a Naiot di Rama.”

*** it-2 pp. 892-893 Saul ***
Quella notte Davide fuggì da una finestra della sua casa e corse a Rama, dove risiedeva Samuele. Poi insieme a Samuele si stabilì a Naiot. Quando ne ebbe notizia, Saul inviò messaggeri a prendere Davide. Ma, una volta arrivati, essi “si comportavano da profeti”. Evidentemente lo spirito di Dio operava su di loro in modo tale che dimenticarono completamente lo scopo della loro missione. Quando la stessa cosa accadde anche ad altri due gruppi di messaggeri inviati da lui, Saul si recò personalmente a Rama. Egli pure venne a trovarsi sotto il potere dello spirito di Dio, e ciò per parecchio tempo, cosa che evidentemente diede a Davide la possibilità di fuggire. — 1Sa 19:12–20:1; vedi PROFETA (Nomina e ispirazione).

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