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Studio Biblico di Congregazione ‒ Settimana del 9 Marzo

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cl cap. 21 §§ 9-15 (30 min)

CAPITOLO 21

Gesù rivela la “sapienza di Dio”


Il suo modo di insegnare

9. Cosa dissero dell’insegnamento di Gesù alcuni soldati, e perché questa non era un’esagerazione?

9 Il secondo campo in cui Gesù rispecchiò la sapienza di Dio è il suo modo di insegnare. In un’occasione alcuni soldati che erano stati mandati ad arrestarlo tornarono a mani vuote dicendo: “Nessun altro uomo ha mai parlato così”. (Giovanni 7:45, 46) Non era un’esagerazione. Di tutti gli esseri umani che siano mai vissuti, Gesù, che era “dei reami di sopra”, era quello che aveva il più grande bagaglio di conoscenza ed esperienza. (Giovanni 8:23) Davvero insegnava come nessun altro essere umano era in grado di fare. Esaminiamo solo due dei metodi di questo saggio Insegnante.
Giovanni 7:45, 46 gli ufficiali tornarono dai capi sacerdoti e dai farisei, e questi dissero loro: “Perché non lo avete condotto?” 46 Gli ufficiali risposero: “Nessun [altro] uomo ha mai parlato così”.
Giovanni 8:23 egli proseguì, dicendo loro: “Voi siete dei reami di sotto; io sono dei reami di sopra. Voi siete di questo mondo; io non sono di questo mondo.

10, 11. (a) Perché non possiamo fare a meno di ammirare il modo in cui Gesù usava le illustrazioni? (b) Cosa sono le parabole, e quale esempio dimostra perché le parabole di Gesù sono così efficaci per insegnare?

10 Efficace uso di illustrazioni. “Gesù disse tutte queste cose alle folle mediante illustrazioni”, leggiamo. “Realmente, senza illustrazioni non parlava loro”. (Matteo 13:34) Non possiamo fare a meno di ammirare la sua impareggiabile capacità di insegnare verità profonde tramite cose di ogni giorno. Agricoltori che seminano, donne che preparano il pane, bambini che giocano nella piazza del mercato, pescatori che ritirano le reti, pastori che cercano la pecora smarrita: queste erano cose che gli ascoltatori avevano visto molte volte. Verità importanti, se collegate a cose familiari, si imprimono rapidamente e profondamente nella mente e nel cuore di chi ascolta. — Matteo 11:16-19; 13:3-8, 33, 47-50; 18:12-14.
Matteo 13:34 disse tutte queste cose alle folle mediante illustrazioni. Realmente, senza illustrazioni non parlava loro;
Matteo 11:16-19 chi paragonerò questa generazione? È simile a fanciullini seduti nei luoghi di mercato che gridano ai loro compagni di gioco, 17 dicendo: ‘Vi abbiamo suonato il flauto, ma non avete ballato; abbiamo fatto lamenti, ma non vi siete percossi con dolore’. 18 Così, Giovanni è venuto senza mangiare né bere, e dicono: ‘Ha un demonio’; 19 il Figlio dell’uomo è venuto mangiando e bevendo, e dicono: ‘Ecco, un uomo che è un ghiottone e un bevitore di vino, amico di esattori di tasse e peccatori’. In ogni modo, che la sapienza sia giusta è provato dalle sue opere”.
Matteo 13:3-8 dichiarò loro molte cose mediante illustrazioni, dicendo: “Ecco, un seminatore uscì per seminare; 4 e mentre seminava, alcuni [semi] caddero lungo la strada, e vennero gli uccelli e li mangiarono. 5 Altri caddero in luoghi rocciosi dove non avevano molto terreno, e subito germogliarono perché non avevano terreno profondo. 6 Ma quando si levò il sole inaridirono, e non avendo radice si seccarono. 7 E altri caddero fra le spine, e le spine crebbero e li soffocarono. 8 Altri ancora caddero sul terreno eccellente e davano frutto, questo il cento, quello il sessanta, l’altro il trenta.
Matteo 13:33 loro un’altra illustrazione: “Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e nascose in tre grosse misure di farina, finché l’intera massa fu fermentata”.
Matteo 13:47-50 il regno dei cieli è simile a una rete a strascico calata in mare che radunò [pesci] di ogni specie. 48 Quando fu piena la tirarono sulla spiaggia, e, sedutisi, raccolsero gli eccellenti in vasi, ma gli inadatti li gettarono via. 49 Così sarà al termine del sistema di cose: gli angeli usciranno e separeranno i malvagi di mezzo ai giusti 50 e li getteranno nella fornace ardente. Là sarà il [loro] pianto e lo stridore dei [loro] denti.
Matteo 18:12-14 ne pensate? Se un uomo ha cento pecore e una di esse si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti per andare in cerca di quella smarrita? 13 E se avviene che la trova, certamente vi dico, si rallegra più d’essa che delle novantanove che non si sono smarrite. 14 Similmente non è desiderio del Padre mio che è nel cielo che uno di questi piccoli perisca.
11 Gesù spesso si serviva di parabole, brevi storie da cui trarre una morale o una verità spirituale. Poiché le storie si capiscono e si ricordano più facilmente delle idee astratte, le parabole hanno contribuito a preservare gli insegnamenti di Gesù. In molte parabole Gesù descrisse il Padre con vivide illustrazioni che non si potevano dimenticare tanto facilmente. Per esempio, chi non capisce il senso della parabola del figlio prodigo, cioè che quando uno che si è sviato mostra sincero pentimento, Geova prova pietà e lo riaccoglie teneramente? — Luca 15:11-32.
Luca 15:11-32 disse: “Un uomo aveva due figli. 12 E il più giovane di loro disse al padre: ‘Padre, dammi la parte della proprietà che mi spetta’. Quindi egli divise fra loro i suoi mezzi di sostentamento. 13 In seguito, dopo non molti giorni, il figlio più giovane radunò ogni cosa e fece un viaggio all’estero in un paese lontano, e vi sperperò la sua proprietà, vivendo una vita dissoluta. 14 Quando ebbe speso ogni cosa, venne in quel paese una grave carestia, ed egli cominciò ad essere nel bisogno. 15 Andò perfino ad unirsi a un cittadino di quel paese, che lo mandò nei suoi campi a pascere porci. 16 E desiderava saziarsi delle carrube che mangiavano i porci, e nessuno gli dava [nulla]. 17 “Quando fu tornato in sé, disse: ‘Quanti uomini salariati di mio padre hanno abbondanza di pane, mentre io perisco di fame! 18 Mi leverò e andrò da mio padre, dicendogli: “Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te. 19 Non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Fammi come uno dei tuoi salariati”’. 20 E levatosi, andò da suo padre. Mentre era ancora lontano, suo padre lo scorse e fu mosso a pietà, e corse e gli si gettò al collo e lo baciò teneramente. 21 Quindi il figlio gli disse: ‘Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te. Non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Fammi come uno dei tuoi salariati’. 22 Ma il padre disse ai suoi schiavi: ‘Presto, portate una lunga veste, la migliore, e vestitelo, e mettetegli un anello nella mano e sandali ai piedi. 23 E conducete il giovane toro ingrassato, scannatelo e mangiamo e rallegriamoci, 24 perché questo mio figlio era morto ed è tornato alla vita; era perduto ed è stato ritrovato’. Ed essi cominciarono a rallegrarsi. 25 “Ora il figlio maggiore era nel campo; e quando venne e si avvicinò alla casa udì un concerto musicale e delle danze. 26 E chiamato a sé uno dei servitori, domandò che significavano queste cose. 27 Gli disse: ‘È venuto tuo fratello, e tuo padre ha scannato il giovane toro ingrassato, perché l’ha riavuto in buona salute’. 28 Ma egli si adirò e non voleva entrare. Allora suo padre uscì e lo supplicava. 29 Rispondendo, egli disse a suo padre: ‘Ecco, sono tanti anni che ti faccio da schiavo e non ho mai trasgredito un tuo comandamento, eppure a me non hai mai dato un capretto per rallegrarmi con i miei amici. 30 Ma appena è arrivato questo tuo figlio che ha mangiato i tuoi mezzi di sostentamento con le meretrici, hai scannato per lui il giovane toro ingrassato’. 31 Quindi egli gli disse: ‘Figlio, tu sei sempre stato con me, e tutte le cose mie sono tue; 32 ma dovevamo pure rallegrarci e far festa, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato alla vita, ed era perduto ed è stato ritrovato’”.

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