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Punti notevoli di Rut 1-4 - Scuola di Ministero Teocratico

Scuola di Ministero Teocratico: Informazioni per studio personale

Lettura della Bibbia: Rut 1-4 (8 min)


(Rut 1:1)

Ora, nei giorni in cui i giudici amministravano la giustizia, avvenne che sorse nel paese una carestia, e da Betleem di Giuda un uomo andava a risiedere come forestiero nei campi di Moab, lui con sua moglie e i suoi due figli.

*** w12 1/7 p. 23 “Dove andrai tu andrò io” ***
Rut era cresciuta in Moab, una regione situata a est del Mar Morto. Il territorio era in gran parte costituito da altipiani piuttosto brulli solcati da profonde gole. Evidentemente i “campi di Moab” si rivelavano spesso terreni fertili, anche quando Israele era piagato dalla carestia. In effetti fu proprio per questo che Rut conobbe Malon e la sua famiglia. — Rut 1:1.
Una carestia che colpì Israele convinse Elimelec, il marito di Naomi, a lasciare il proprio paese insieme a lei e ai due figli per andare a vivere come stranieri in Moab. Il trasferimento deve aver messo alla prova la fede di ognuno di loro, visto che gli israeliti dovevano andare regolarmente ad adorare nel luogo sacro indicato da Geova. (Deuteronomio 16:16, 17)

(Rut 1:4)

In seguito gli uomini si presero delle mogli, donne moabite. Il nome dell’una era Orpa e il nome dell’altra Rut. E continuarono a dimorare là per circa dieci anni.

*** w12 1/7 pp. 23-24 “Dove andrai tu andrò io” ***
Deve aver sofferto molto anche in seguito, quando i suoi figli sposarono delle moabite. (Rut 1:4) Naomi sapeva che Abraamo, padre della nazione d’Israele, aveva fatto tanto per trovare a suo figlio Isacco una moglie che appartenesse alla sua gente, un’adoratrice di Geova. (Genesi 24:3, 4) Successivamente la Legge mosaica aveva comandato agli israeliti di non permettere ai loro figli e alle loro figlie di sposare degli stranieri, affinché il popolo di Dio non cadesse nell’idolatria. — Deuteronomio 7:3, 4.
Malon e Chilion, però, sposarono donne moabite. Naomi, anche se forse era preoccupata o delusa, fu senz’altro buona e premurosa con le nuore Rut e Orpa. Forse sperava che un giorno anche loro avrebbero cominciato ad adorare Geova. Ad ogni modo, sia Rut che Orpa si affezionarono molto a Naomi.

(Rut 1:5)

A suo tempo tutt’e due, Malon e Chilion, pure morirono, così che la donna rimase senza i suoi due figli e suo marito.

*** w12 1/7 pp. 24-25 “Dove andrai tu andrò io” ***
Ad ogni modo, sia Rut che Orpa si affezionarono molto a Naomi. Il forte legame che si era creato fra loro le aiutò nel momento della tragedia: ancor prima di avere figli Rut e Orpa rimasero vedove. — Rut 1:5.
L’ambiente religioso in cui Rut era cresciuta l’aveva preparata ad affrontare un avvenimento così tragico? Difficilmente. I moabiti adoravano molte divinità, la principale delle quali era Chemos. (Numeri 21:29) A quanto pare il loro culto non era immune dalla brutalità e dagli orrori comuni a quel tempo, come il sacrificio dei bambini. Qualsiasi cosa Rut avesse imparato da Malon o da Naomi riguardo a Geova, il misericordioso e amorevole Dio di Israele, l’aveva sicuramente colpita. Che differenza rispetto ai suoi dèi! Il dominio di Geova si basava sull’amore, non sul terrore. (Deuteronomio 6:5) In seguito alla scomparsa del marito, Rut si sarà probabilmente avvicinata ancora di più a Naomi e avrà ascoltato volentieri l’anziana suocera mentre le parlava dell’Iddio onnipotente, Geova, delle sue opere straordinarie, nonché dell’amore e della misericordia che aveva mostrato al suo popolo.

*** w09 1/2 p. 14 Cosa si cela in un nome? ***
Talvolta i nomi venivano dati o assunti a seconda dei caratteri somatici della persona. A Isacco e Rebecca, per esempio, nacque un figlio dalla peluria rossa, folta quanto un manto di lana: lo chiamarono Esaù. Perché? In ebraico il nome significa “peloso”. (Genesi 25:25) Secondo il libro di Rut, Naomi ebbe due figli. L’uno si chiamava Malon, o “malaticcio, invalido”, l’altro Chilion, o “fragilità”. Non si sa se i nomi siano stati dati loro alla nascita o successivamente; in ogni caso sembrano essere appropriati, dato che i due giovani morirono prematuramente. — Rut 1:5.

(Rut 1:6)

Ed essa si levava con le sue nuore e tornava dai campi di Moab, poiché nel campo di Moab aveva udito che Geova aveva rivolto l’attenzione al suo popolo dandogli pane.

*** w12 1/7 p. 25 “Dove andrai tu andrò io” ***
Naomi, da parte sua, attendeva con ansia notizie dal suo paese. Un giorno venne a sapere, forse da un mercante di passaggio, che la carestia in Israele era cessata. Geova aveva rivolto l’attenzione al suo popolo. Betleem era di nuovo all’altezza del suo nome, che significa “casa del pane”. Naomi decise quindi di tornare a casa. — Rut 1:6.

(Rut 1:8)

Infine Naomi disse ad entrambe le sue nuore: “Andate, tornate, ciascuna alla casa di sua madre. Geova eserciti amorevole benignità verso di voi, proprio come voi l’avete esercitata verso gli uomini ora morti e verso di me.

*** w12 1/7 p. 25 “Dove andrai tu andrò io” ***
Lungo il tragitto un’altra preoccupazione cominciò ad assillare Naomi. Pensava alle due giovani nuore che camminavano al suo fianco e all’amore che avevano manifestato a lei e ai suoi due figli. Non sopportava l’idea di porre su di loro un altro peso. Se avessero lasciato il paese di Moab per seguirla, cosa avrebbe potuto fare per loro una volta a Betleem?
Infine Naomi esternò i suoi pensieri: “Andate, tornate, ciascuna alla casa di sua madre. Geova eserciti amorevole benignità verso di voi, proprio come voi l’avete esercitata verso gli uomini ora morti e verso di me”. Espresse anche la speranza che Geova le ricompensasse con un marito e una nuova vita. “Quindi le baciò”, dice la Bibbia, “ed esse alzavano la voce e piangevano”. Non è difficile capire come mai Rut e Orpa fossero così attaccate a questa donna altruista e di buon cuore. Entrambe continuavano a dire: “No, ma torneremo con te al tuo popolo”. — Rut 1:8-10.

*** w05 1/3 p. 27 par. 1 Punti notevoli del libro di Rut ***
1:8: Perché Naomi disse alle nuore di tornare “ciascuna alla casa di sua madre” invece che alla casa di suo padre? Non sappiamo se a quel tempo il padre di Orpa fosse vivo. Il padre di Rut però lo era.
(Rut 2:11)
Comunque sia, Naomi parlò della casa della madre perché forse pensava che menzionando la madre avrebbe ricordato loro quanto è confortante l’affetto materno. Ciò avrebbe recato particolare sollievo alle figlie, addolorate perché dovevano separarsi dall’amata suocera. Il commento può anche riferirsi al fatto che, a differenza di Naomi, la madre di Rut e quella di Orpa avevano una casa in cui non mancava nulla.

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