Punti notevoli di Giudici 11-14 - Scuola di Ministero Teocratico

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Lettura della Bibbia: Giudici 11-14 (8 min)


(Giudici 11:1)

Ora Iefte il galaadita era divenuto un uomo potente e valoroso, ed era figlio di una prostituta, e Galaad aveva generato Iefte.

*** it-1 p. 1245 Iefte ***
Essi riconobbero la necessità che qualcuno prendesse la direttiva e il comando. (Gdc 10:18) Si rendevano conto che per sconfiggere Ammon dovevano essere guidati da un uomo scelto da Dio. (Gdc 11:5, 6, 10) Senza dubbio Iefte e i suoi uomini avevano compiuto azioni coraggiose a Tob, tali da far ritenere che fosse lui l’uomo designato da Dio. (Gdc 11:1) Gli uomini di Galaad decisero di andare da Iefte, che avevano disprezzato, per chiedergli di diventare il loro capo.

*** it-1 p. 1244 Iefte ***
Figlio legittimo. Sua madre era una “prostituta”, ma questo non vuol dire che Iefte fosse un figlio illegittimo o nato dalla prostituzione. La madre era stata una prostituta prima di sposare Galaad come moglie secondaria, così come Raab era stata una prostituta ma poi aveva sposato Salmon. (Gdc 11:1; Gsè 2:1; Mt 1:5) Che Iefte non fosse un figlio illegittimo è dimostrato dal fatto che i fratellastri, figli della moglie effettiva di Galaad, lo scacciarono perché non ricevesse parte dell’eredità. (Gdc 11:2) Per di più Iefte diventò in seguito il riconosciuto condottiero degli uomini di Galaad (fra cui i fratellastri di Iefte sembravano primeggiare). (Gdc 11:11) Inoltre egli offrì un sacrificio a Dio presso il tabernacolo. (Gdc 11:30, 31) Un figlio illegittimo non avrebbe potuto fare nessuna di queste cose, poiché la Legge diceva espressamente: “Nessun figlio illegittimo potrà entrare nella congregazione di Geova. Fino alla decima generazione nessuno dei suoi potrà entrare nella congregazione di Geova”. — De 23:2.

*** it-1 p. 1261 Illegittimo ***
Alcuni commentatori asseriscono che Iefte fosse figlio illegittimo, ma non è così. La Bibbia non dice che fosse figlio illegittimo; dice che era “figlio di una prostituta”. (Gdc 11:1) Come Raab, che dopo aver fatto la prostituta si era sposata con l’israelita Salmon, senza dubbio la madre di Iefte aveva contratto un matrimonio onorevole, e Iefte non era un figlio illegittimo come non lo era stato il figlio di Salmon e di Raab, che fu uno degli antenati umani di Gesù Cristo. (Mt 1:5) Probabilmente la madre di Iefte era una moglie secondaria di Galaad, e Iefte può addirittura essere stato il primogenito di Galaad. Se fosse stato un figlio illegittimo, non avrebbe potuto far parte della congregazione di Israele, e i suoi fratellastri, che lo avevano scacciato, non avrebbero potuto legalmente chiedergli di divenire il loro capo. (Gdc 11:2, 6, 11) Che Iefte fosse figlio di una moglie secondaria non lo avrebbe reso un figlio illegittimo. Ai fini dell’eredità, come afferma la Legge in Deuteronomio 21:15-17, il figlio di una moglie secondaria aveva gli stessi diritti del figlio della moglie preferita.

(Giudici 11:2)

E la moglie di Galaad continuò a partorirgli figli. Quando i figli della moglie furono cresciuti, cacciavano Iefte e gli dicevano: “Tu non devi avere eredità nella casa di nostro padre, poiché sei figlio di un’altra donna”.

*** it-1 p. 1244 Iefte ***
Che Iefte non fosse un figlio illegittimo è dimostrato dal fatto che i fratellastri, figli della moglie effettiva di Galaad, lo scacciarono perché non ricevesse parte dell’eredità. (Gdc 11:2)

(Giudici 11:3)

Iefte fuggì dunque a causa dei suoi fratelli e prese a dimorare nel paese di Tob. E si raccoglievano intorno a Iefte uomini oziosi, e uscivano con lui.

*** w07 15/5 p. 8 Iefte mantiene il voto fatto a Geova ***
Iefte intanto ha dei problemi personali da risolvere. I suoi avidi fratellastri lo hanno scacciato per sottrargli l’eredità. Così Iefte si stabilisce in Tob, una regione situata a est di Galaad ed esposta agli attacchi dei nemici di Israele. “Uomini oziosi”, cioè uomini che probabilmente erano disoccupati a causa degli oppressori o in rivolta perché non volevano assoggettarsi, si radunano attorno a Iefte. ‘Escono con lui’, forse nel senso che lo accompagnano quando Iefte fa delle incursioni in territorio nemico.

*** it-1 p. 1245 Iefte ***
“Uomini oziosi” si uniscono a Iefte. Quando fu scacciato dai fratellastri, Iefte si stabilì nel paese di Tob, regione a E di Galaad, probabilmente fuori dei confini di Israele. Iefte si trovava dunque alla frontiera, esposto agli attacchi dei nemici stranieri di Israele, in particolare di Ammon. “Uomini oziosi”, cioè uomini che probabilmente erano oziosi o disoccupati a motivo delle angherie ammonite, e in rivolta contro l’asservimento ad Ammon, si unirono a Iefte mettendosi ai suoi ordini. (Gdc 11:3) Gli abitanti di Galaad a E del Giordano (le tribù di Ruben e Gad e mezza tribù di Manasse) erano per lo più allevatori di bestiame, e le scorrerie dei predoni ammoniti (che a volte si spingevano anche oltre il Giordano) a quanto pare avevano privato molti di loro dei possedimenti e dei mezzi di sussistenza. — Gdc 10:6-10.

(Giudici 11:5)

E avvenne che quando i figli di Ammon combatterono in effetti contro Israele, gli anziani di Galaad andarono immediatamente a prendere Iefte dal paese di Tob.

*** it-1 p. 1245 Iefte ***
Essi riconobbero la necessità che qualcuno prendesse la direttiva e il comando. (Gdc 10:18) Si rendevano conto che per sconfiggere Ammon dovevano essere guidati da un uomo scelto da Dio. (Gdc 11:5, 6, 10) Senza dubbio Iefte e i suoi uomini avevano compiuto azioni coraggiose a Tob, tali da far ritenere che fosse lui l’uomo designato da Dio. (Gdc 11:1) Gli uomini di Galaad decisero di andare da Iefte, che avevano disprezzato, per chiedergli di diventare il loro capo.

(Giudici 11:9)

Iefte disse dunque agli anziani di Galaad: “Se mi riconducete a combattere contro i figli di Ammon, e Geova in effetti me li abbandona, io, da parte mia, diverrò vostro capo!”

*** w07 15/5 p. 9 Iefte mantiene il voto fatto a Geova ***
Iefte accetta di diventare il comandante dei galaaditi, ma a una sola condizione: ‘Se Geova abbandona Ammon nelle mie mani’, dice, ‘io diverrò vostro capo!’ La vittoria fornirebbe la prova dell’appoggio di Dio, ma Iefte vuole anche essere sicuro che, appena superata la crisi, il popolo non si sottrarrà al dominio divino. — Giudici 11:8-11.

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