Punti notevoli di Levitico 17, 18, 19, 20

Punti Notevoli Della Lettura Della Bibbia ‒ Levitico 17, 18, 19, 20

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Punti notevoli del libro di Levitico 17-20

Risposta a domande bibliche:

19:27: Cosa significa il comando di non “accorciare in tondo i riccioli ai lati della testa” e non “distruggere l’estremità” della barba? Questa legge fu data evidentemente per impedire agli ebrei di tagliarsi la barba e i capelli come si faceva in certe usanze pagane. (Geremia 9:25, 26; 25:23; 49:32) Tuttavia il comando di Dio non significava che gli ebrei non potessero tagliarsi affatto la barba o i baffi. — 2 Samuele 19:24.

Lezioni per noi:

20:9. Agli occhi di Geova uno spirito malvagio e pieno di odio equivaleva all’omicidio. Perciò egli stabilì che chi vituperava i genitori era soggetto alla pena di morte come chi li uccideva veramente. Questo non dovrebbe quindi spingerci a mostrare amore ai compagni di fede? — 1 Giovanni 3:14, 15.

Levitico 17:11-13
5. Perché il fatto che Dio consideri sacro il sangue è per il nostro bene?
Il sangue è sacro perché agli occhi di Dio rappresenta la vita, o anima, di una creatura. (Genesi 9:3, 4) La legge divina, che mette sullo stesso piano il valore del sangue e quello della vita, è per il nostro bene. Perché? Perché sulla base di questa legge Dio ha reso possibile il perdono dei peccati. — Leggi Levitico 17:11-13; Ebrei 9:22.
Gesù presentò a Dio il proprio sangue, che rappresentava la sua vita. (Ebrei 9:12) Dato che Gesù era perfetto, il suo sangue era particolarmente prezioso. Il sangue versato da Gesù ci dà la possibilità di ottenere la vita eterna. — Leggi Matteo 26:28; Giovanni 3:16.

Levitico 17:11
2 Un architetto prepara un progetto nel quale è chiaramente indicato in cosa consisterà la ristrutturazione.
Geova Dio diede agli israeliti un codice di leggi e progettò un tempio in cui lo avrebbero adorato. La Bibbia dice: “Queste cose sono un’ombra delle cose avvenire”. (Colossesi 2:17) Come nel caso di un progetto, rappresentavano qualcosa di più grande.
Gli israeliti, per esempio, offrivano sacrifici animali per ottenere il perdono dei peccati. (Levitico 17:11) Questi sacrifici ne prefiguravano uno più importante che sarebbe stato offerto secoli dopo, un sacrificio che avrebbe significato vera redenzione per l’umanità. Perfino il modo in cui erano strutturati il tabernacolo e il tempio presso cui gli israeliti si recavano per il culto prefigurava i passi che avrebbe compiuto il futuro Messia, dalla morte di sacrificio all’ascensione al cielo. — Vedi il prospetto a pagina 7.

Levitico 17:14
[Riquadro/Illustrazione a pagina 31]
VI SIETE MAI CHIESTI PERCHÉ?
Forse sapete che i testimoni di Geova non accettano le trasfusioni di sangue. Vi siete mai chiesti perché?
Spesso questa posizione basata sulle Scritture viene fraintesa. Alcuni ne deducono che i testimoni di Geova rifiutano qualsiasi terapia o che semplicemente non attribuiscono valore alla vita. Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità. I testimoni di Geova vogliono le migliori cure mediche disponibili sia per loro che per i loro familiari. Tuttavia desiderano che il piano terapeutico non preveda l’uso di sangue. Perché?
La loro posizione si basa su una legge fondamentale che Dio diede al genere umano. Poco dopo il diluvio dei giorni di Noè, Dio permise a Noè e alla sua famiglia di mangiare la carne degli animali imponendo però una restrizione: non dovevano consumare sangue. (Genesi 9:3, 4) Tutti gli esseri umani di ogni razza discendono da Noè, per cui questa legge vale per tutta l’umanità. Non è mai stata abrogata. Più di otto secoli dopo, Dio riconfermò quella legge alla nazione di Israele, spiegando che il sangue è sacro in quanto rappresenta l’anima o la vita stessa. (Levitico 17:14) Oltre 1.500 anni dopo, gli apostoli comandarono a tutti i cristiani di ‘astenersi dal sangue’. — Atti 15:29.
I testimoni di Geova ritengono che sia impossibile astenersi dal sangue se lo si introduce nel proprio corpo con una trasfusione. Pertanto richiedono di essere curati con terapie alternative alle emotrasfusioni. Spesso questa presa di posizione basata sulle Scritture permette di ricevere cure mediche di migliore qualità. Senza dubbio questo spiega perché molte persone che non sono testimoni di Geova preferiscono essere curate senza che si faccia ricorso al sangue.

Levitico 18:6, 9 — Levitico 18:19
3. Onore e rispetto. I Dieci Comandamenti dicevano chiaramente: “Onora tuo padre e tua madre”. (Esodo 20:12) Nei proverbi del saggio re Salomone leggiamo: “Ascolta, figlio mio, la disciplina di tuo padre, e non abbandonare la legge di tua madre”. — Proverbi 1:8.
La Legge conteneva norme dettagliate che regolavano i rapporti fra persone di sesso opposto, norme che rivelano un certo riguardo nei confronti della donna. (Levitico 18:6, 9; Deuteronomio 22:25, 26) Un bravo marito doveva tenere conto dei limiti della moglie dovuti a fattori fisici e biologici. — Levitico 18:19.

Lev. 18:20, 29
[Riquadro a pagina 15]
ALTRE TECNICHE DI FIVET
Lo sviluppo della FIVET ha dato avvio ad altre tecniche che sono chiaramente in contrasto con i pensieri di Dio contenuti nelle Scritture. Ad esempio, gli ovuli di una donna potrebbero essere fecondati con spermatozoi di un uomo che non è il marito. Lei potrebbe poi acconsentire a che gli embrioni risultanti siano inseriti nel suo utero. (Le coppie lesbiche a volte ricorrono a questa tecnica). Oppure gli spermatozoi di un uomo potrebbero essere usati per fecondare gli ovuli di una donna che non è sua moglie. La moglie potrebbe poi accettare che le vengano impiantati gli embrioni risultanti.
In un’altra tecnica, definita da alcuni “adozione di embrioni”, gli embrioni impiantati nell’utero di una donna non sono stati ottenuti né dagli ovuli della donna né dagli spermatozoi del marito. In un’altra ancora, gli ovuli della moglie vengono fecondati in vitro con gli spermatozoi del marito. Gli embrioni risultanti vengono poi impiantati nell’utero di una madre surrogata, cioè di una donna che porta a termine la gravidanza per conto della coppia.
Queste tecniche di procreazione sono inaccettabili per i servitori di Dio, tenendo conto del suo comando: “Non devi dare la tua emissione come seme alla moglie del tuo compagno per divenire impuro mediante esso”. (Lev. 18:20, 29; Prov. 6:29) Quando la fecondazione è ottenuta da ovuli o spermatozoi (o entrambi) provenienti da qualcuno al di fuori del matrimonio, questo rientra in ciò che la Bibbia definisce pornèia, cioè immoralità sessuale. Queste tecniche rappresentano un uso gravemente errato degli organi genitali. — Matt. 5:32; 1 Cor. 5:11; 6:9, 18; Ebr. 13:4.

Levitico 18:6, 23
Che dire dei rapporti prematrimoniali? Anch’essi vanno contro le norme morali stabilite da Geova. “Questo è ciò che Dio vuole, . . . che vi asteniate dalla fornicazione”, dice la Bibbia. (1 Tessalonicesi 4:3) Anche omosessualità, incesto e bestialità sono peccati contro Dio. (Levitico 18:6, 23; Romani 1:26, 27) Chiunque voglia piacere a Dio e avere una vita veramente felice deve astenersi da pratiche immorali.

Levitico 18:3
Da non trascurare è la coscienza di cui Dio ci ha dotato. Ognuno di noi nasce con il senso di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato, di ciò che è buono e di ciò che è cattivo. (Romani 2:15) La coscienza ci dice cosa è normale e corretto e cosa è anormale e oltraggioso, a meno che non sia stata alterata o resa insensibile da pratiche pervertite. Geova fece riferimento a ciò quando diede agli israeliti la legge contro il matrimonio fra parenti carnali stretti. Leggiamo: “Voi non dovete fare come fa il paese d’Egitto, in cui dimoraste; e non dovete fare come fa il paese di Canaan, in cui sto per introdurvi; e non dovete camminare nei loro statuti”. (Levitico 18:3) I cristiani apprezzano molto la loro coscienza basata sulla Bibbia e non permettono che sia corrotta dal senso distorto del bene e del male delle nazioni. — Efesini 4:17-19.

Levitico 19:18
Poi Gesù disse: “Devi amare il tuo prossimo come te stesso” (versetto 31; Levitico 19:18). L’amore per Dio e l’amore per il prossimo sono strettamente collegati. Il secondo è il risultato del primo (1 Giovanni 4:20, 21). Se amiamo il prossimo come noi stessi, tratteremo gli altri nel modo in cui vorremmo essere trattati noi (Matteo 7:12). Così facendo dimostreremo di amare Dio, che ha creato sia noi che loro a sua immagine (Genesi 1:26).

Lev. 19:17
14 O forse un fratello non arriverebbe a commettere “assassinii”, ma potrebbe permettere al rancore di avvelenargli il cuore al punto da odiare un compagno di fede (Lev. 19:17). Riuscirà a eliminare tali sentimenti che potrebbero rendere insensibile il suo cuore? (Matt. 5:21, 22).

Lev. 19:
13 L’influenza corruttrice del mormorare può avere altre conseguenze spiritualmente dannose. Per esempio, il mormorare può minare la pace e l’unità della congregazione. Inoltre, esprimere lamentele riguardo a compagni di fede non solo può ferirli, ma può anche degenerare nei peccati di calunnia e oltraggio. (Lev. 19:16; 1 Cor. 5:11) Nella congregazione del I secolo alcuni mormoratori ‘trascuravano la signoria e parlavano ingiuriosamente dei gloriosi’. (Giuda 8, 16) Di certo tale comportamento nei confronti degli uomini responsabili della congregazione non aveva l’approvazione di Dio.

Levitico 19:15
“Esercitare la giustizia”. Stando a un’opera di consultazione, il termine “giustizia” in ebraico “implica rapporti giusti ed equi nella comunità”. (A Handbook on the Books of Obadiah, Jonah, and Micah) Dio ci chiede di trattare gli altri secondo ciò che è giusto ed equo sulla base delle sue norme. Possiamo esercitare la giustizia essendo imparziali, corretti e onesti nei rapporti interpersonali. (Levitico 19:15; Isaia 1:17; Ebrei 13:18) Se trattiamo gli altri con giustizia, probabilmente anche loro tratteranno noi allo stesso modo. — Matteo 7:12.

Levitico capitolo 19
“SANTO, santo, santo è Geova Dio”. (Rivelazione [Apocalisse] 4:8) Con queste parole la Bibbia attribuisce a Geova la santità, che include la purezza, in sommo grado. Dio è completamente separato dalla peccaminosità; non può essere in nessun modo contaminato né macchiato dal peccato. Significa questo che gli esseri umani imperfetti siano irrimediabilmente estraniati dal Dio che è santo in modo superlativo? Assolutamente no! Consideriamo le rincuoranti parole che troviamo nel capitolo 19 di Levitico.
Geova si rivolse a Mosè in questo modo: “Parla all’intera assemblea dei figli d’Israele”. Ciò che Dio disse in quella circostanza, dunque, riguardava tutti i componenti della nazione. Cosa doveva riferire Mosè? Dio proseguì: “Devi dire loro: ‘Voi vi dovete mostrare santi, perché io, Geova vostro Dio, sono santo’”. (Versetto 2) Ogni israelita doveva manifestare santità. La parola “dovete” indica che non si trattava di una raccomandazione, ma di un comando. Significa che Dio si aspettasse l’impossibile?
Va notato che Geova non presentò la sua santità come un modello da uguagliare, ma come la ragione su cui si fondava il suo comando. In altre parole, egli non disse ai suoi imperfetti adoratori che dovevano essere santi come lui; questo sarebbe stato impossibile. Geova, il “Santissimo”, supera chiunque altro in santità. (Proverbi 30:3) D’altra parte, essendo santo, richiede che i suoi adoratori siano santi nella misura in cui ciò è possibile per degli esseri umani imperfetti. Come potevano, quindi, gli israeliti mostrarsi santi?
Dopo aver comandato loro di essere santi, Geova diede tramite Mosè dei precetti che toccavano ogni aspetto della loro vita. Ogni israelita doveva ubbidire a certe norme di comportamento, come ad esempio avere il dovuto rispetto per i genitori e le persone anziane (versetti 3, 32), mostrare considerazione per i sordi, i ciechi e chi era afflitto da altri problemi (versetti 9, 10, 14), essere onesto e imparziale nei rapporti con il prossimo (versetti 11-13, 15, 35, 36) e amare gli altri adoratori di Geova come se stesso. (Versetto 18) Attenendosi a queste e alle altre norme menzionate nella stessa circostanza, gli israeliti ‘in realtà si sarebbero mostrati santi al loro Dio’. — Numeri 15:40.
Il comando di essere santi ci permette di comprendere meglio il modo di pensare e di agire di Geova Dio. In primo luogo, impariamo che per avere una stretta relazione con lui dobbiamo fare del nostro meglio per vivere in armonia con le sue sante norme di condotta. (1 Pietro 1:15, 16) Attenendoci ad esse vivremo nel modo migliore. — Isaia 48:17.
Questo comando, inoltre, è un segno della fiducia che Geova nutre nei confronti dei suoi adoratori. Geova non si aspetta mai da noi più di quello che possiamo fare. (Salmo 103:13, 14) Sa che, essendo fatti a sua immagine, abbiamo in noi il potenziale per coltivare la santità, almeno in senso relativo. (Genesi 1:26) Tutto questo non suscita in voi il desiderio di sapere come avvicinarvi ancor di più a Geova, il Dio che è santo?

Levitico 19:9, 10
In cosa consisteva la spigolatura, o racimolatura, e chi ne beneficiava?
▪ La Legge mosaica proibiva agli agricoltori di raccogliere indiscriminatamente tutto ciò che producevano i loro appezzamenti di terreno. Perciò alla mietitura non si dovevano mietere i campi fino all’orlo; alla vendemmia non si dovevano raccogliere i grappoli sparsi qua e là o tornare a recuperare quelli in precedenza lasciati perché non ancora maturi; e alla raccolta delle olive, chi batteva i rami doveva lasciare quelle che non erano cadute. (Levitico 19:9, 10; Deuteronomio 24:19-21) I poveri, gli orfani, le vedove e i residenti forestieri potevano così spigolare, racimolare o raccogliere quello che era rimasto nei campi.

Levitico 19:9, 10
La legge di Dio sulla spigolatura
11 Un secondo aspetto della Legge mosaica che dimostra come Dio si interessa del benessere dei suoi servitori era il diritto di spigolare. Per ordine di Geova, quando un agricoltore israelita raccoglieva la messe o i frutti del suo campo doveva permettere ai bisognosi di raccogliere quello che i mietitori lasciavano. Gli agricoltori non dovevano mietere i campi fino all’orlo né tornare a racimolare l’uva dopo la vendemmia o a raccogliere le olive rimaste sui rami dopo la bacchiatura. Non bisognava tornare a prendere i covoni di grano lasciati inavvertitamente nei campi. Questa era una disposizione amorevole a favore dei poveri, dei residenti forestieri, degli orfani e delle vedove. È vero che spigolare costava fatica, ma in questo modo nessuno era costretto a mendicare. — Levitico 19:9, 10; Deuteronomio 24:19-22; Salmo 37:25.
12 La legge sulla spigolatura non specificava quanta parte del raccolto gli agricoltori dovessero lasciare ai bisognosi. Dipendeva da loro se le fasce non mietute ai bordi dei campi erano ampie o strette. Perciò questa legge insegnava la generosità. Dava agli agricoltori l’opportunità di dimostrare gratitudine al Provveditore della messe, perché “chi mostra favore al povero . . . glorifica [il suo Fattore]”. (Proverbi 14:31) Uno che si comportò così fu Boaz. Egli si accertò benignamente che Rut, una vedova che spigolava nei suoi campi, raccogliesse una buona quantità d’orzo, e Geova lo ricompensò ampiamente per la sua generosità. — Rut 2:15, 16; 4:21, 22; Proverbi 19:17.
13 Il principio che stava alla base della legge sulla spigolatura non è cambiato. Geova si aspetta che i suoi servitori siano generosi, soprattutto nei confronti di chi è nel bisogno. Più siamo generosi, più saremo benedetti. “Praticate il dare, e vi sarà dato”, disse Gesù. “Vi sarà versata in grembo una misura eccellente, pigiata, scossa e traboccante. Poiché con la misura con la quale misurate, sarà rimisurato a voi”. — Luca 6:38.

Levitico 20:2, 27
In Levitico 20:2 leggiamo: “Qualunque uomo dei figli d’Israele, e qualunque residente forestiero che risiede come forestiero in Israele, che dia qualcuno della sua progenie a Molec, dev’essere messo a morte immancabilmente. Il popolo del paese lo deve colpire a morte con pietre”. Anche coloro ‘in cui si fosse trovato uno spirito medianico o spirito di predizione dovevano essere messi a morte immancabilmente’. Come? “Li lapiderete con pietre”, dice la Bibbia (Lev. 20:27).

Levitico 20:2, 3
‘Qualcosa che io non avevo comandato’
Contrariamente agli israeliti, gli abitanti di Canaan offrivano i loro figli in sacrificio agli dèi, tra cui il dio ammonita Molec, chiamato anche Milcom o Moloc. (1 Re 11:5, 7, 33; Atti 7:43) Un manuale sulla Bibbia dice: “I cananei praticavano il culto dandosi all’immoralità come rito religioso in presenza dei loro dèi; quindi assassinavano i loro primogeniti come sacrificio a quegli stessi dèi”. — Halley’s Bible Handbook.
Dio poteva gradire pratiche simili? Decisamente no. Quando gli israeliti stavano per entrare nel paese di Canaan, Geova aveva dato loro il comando riportato in Levitico 20:2, 3: “Devi dire ai figli d’Israele: ‘Qualunque uomo dei figli d’Israele, e qualunque residente forestiero che risiede come forestiero in Israele, che dia qualcuno della sua progenie a Molec, dev’essere messo a morte immancabilmente. Il popolo del paese lo deve colpire a morte con pietre. E in quanto a me, io porrò la mia faccia contro quell’uomo, e certamente lo stroncherò di fra il suo popolo, perché ha dato qualcuno della sua progenie a Molec allo scopo di contaminare il mio santo luogo e di profanare il mio santo nome’”.

Levitico 20:10
14 Il fatto che non ci sia modo per riparare i danni provocati dall’adulterio dovrebbe essere un buon motivo per evitare questo atto sfacciatamente egoistico. Proverbi 6:30-35 mostra che si può anche avere comprensione per un ladro che ruba per necessità, ma che un adultero viene disprezzato perché i suoi motivi sono cattivi. Egli “porta la sua propria anima [o vita] alla rovina”. Sotto la Legge mosaica sarebbe stato messo a morte. (Levitico 20:10) Chi commette adulterio causa dolore ad altri solo per soddisfare la sua brama, e gli adulteri impenitenti non rimangono nell’amore di Dio ma vengono espulsi dalla pura congregazione cristiana.

Levitico 19:26; 20:27
Naturalmente nell’antico Israele un medico timorato di Dio non sarebbe ricorso a pratiche spiritiche. Saggiamente Dio aveva comandato: “Non si deve trovare in te . . . alcuno che usi la divinazione, né praticante di magia né alcuno che cerchi presagi né stregone . . . Poiché chiunque fa queste cose è detestabile a Geova”. (Deuteronomio 18:10-12; Levitico 19:26; 20:27) Lo stesso vale oggi per i servitori di Dio cristiani. È appropriato essere cauti.
Negli ultimi anni molte persone si sono rivolte a terapie e tecniche diagnostiche “alternative”. Fondamentalmente si tratta di decisioni personali. (Matteo 7:1; confronta Romani 14:3, 4). Certo sarebbe una cosa triste se un cristiano si preoccupasse a tal punto di questioni salutistiche controverse da trascurare il ministero, che è l’unico modo sicuro per salvare delle vite. (1 Timoteo 4:16) La Bibbia non dice che nel nuovo mondo le malattie verranno guarite e la salute perfetta verrà raggiunta tramite terapie mediche, erbe, diete o regimi olistici. In effetti la piena guarigione avverrà solo tramite il perdono del peccato sulla base del sacrificio di riscatto di Gesù. — Isaia 33:24; Rivelazione 22:1, 2.

Riferimenti consultati: Watchtower Library 2013 CD‒ROM

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