Punti notevoli di Levitico 14, 15, 16

Punti Notevoli Della Lettura Della Bibbia ‒ Levitico 14, 15, 16

Risposta a domande bibliche:

15:16-18: Cos’è l’“emissione seminale” menzionata in questi versetti? Sembra si riferisca sia a una polluzione notturna che ai rapporti sessuali fra coniugi.

16:29: In che modo gli israeliti dovevano ‘affliggere le loro anime’? Era qualcosa che si faceva il giorno di espiazione e aveva relazione con la richiesta del perdono dei peccati. Digiunare in quel periodo significava evidentemente riconoscersi peccatori. Con tutta probabilità, quindi, con l’espressione ‘affliggersi l’anima’ si intendeva il digiuno.

Levitico 14:34
MUFFE NEI TEMPI BIBLICI
La Bibbia parla della “piaga della lebbra in una casa”, intendendo nell’edificio stesso. (Levitico 14:34-48) È stato ipotizzato che questo fenomeno, chiamato anche “lebbra maligna”, fosse una specie di muffa o ruggine, ma c’è incertezza al riguardo. Ad ogni modo, la Legge di Dio imponeva ai proprietari di togliere le pietre infette, raschiare completamente l’interno della casa e buttare tutto il materiale sospetto fuori della città, in “un luogo impuro”. Se la piaga si ripresentava, si doveva dichiarare impura l’intera casa, quindi bisognava abbatterla e le macerie andavano eliminate. Le istruzioni dettagliate che Geova diede al suo popolo dimostravano quanto lo amasse e quanto tenesse al suo benessere fisico.

Lev 14:44
Luogo di istruzione spirituale. Sin dai tempi più remoti la casa era un centro in cui si insegnava la pura adorazione. La legge data da Dio a Israele comandava espressamente al padre di ammaestrare i figli mentre erano seduti in casa, come pure in altri momenti. (De 6:6, 7; 11:19) Inoltre la legge di Dio si doveva scrivere, in modo ovviamente simbolico, sugli stipiti della porta di casa (De 6:9; 11:20), e in casa non ci dovevano essere oggetti idolatrici. (De 7:26) Dato che la casa serviva per uno scopo così sacro, le case affette da “lebbra maligna” dovevano essere abbattute. (Vedi LEBBRA). La legge relativa alle case lebbrose doveva ricordare agli israeliti che potevano vivere solo in case pure dal punto di vista di Dio. — Le 14:33-57.

Lev 15:2
Tuttavia, se una donna aveva una perdita irregolare, anormale o prolungata, doveva contare altri sette giorni dopo che la perdita era cessata. Anche l’uomo doveva contare sette giorni dopo che uno scolo si era arrestato. (Un simile stato patologico delle vie urinarie non va confuso con la normale emissione seminale). Qualunque cosa l’uomo o la donna potesse toccare o su cui potesse sedere (letti, sedie, selle, abiti, ecc.) durante la sua impurità diventava essa stessa impura e, a sua volta, chiunque toccasse questi oggetti o la persona impura stessa doveva fare il bagno, lavare i propri indumenti e restare impuro fino alla sera. Oltre a fare il bagno e lavarsi le vesti, l’ottavo giorno l’uomo o la donna doveva portare alla tenda di adunanza due tortore o due piccioni, e il sacerdote li doveva offrire, uno come offerta per il peccato e l’altro come olocausto per fare espiazione per la persona purificata. — Le 15:1-17, 19-33.

Levitico 15:18)
9 Certe disposizioni del patto della Legge stabilivano che il parto e i rapporti sessuali, anche fra persone sposate, comportavano un periodo di impurità. (Levitico 12:2-4; 15:16-18) Simili disposizioni non sminuivano questi puri doni di Dio. (Genesi 1:28; 2:18-25) Piuttosto sostenevano la santità di Geova, aiutando i suoi adoratori a evitare qualsiasi contaminazione. Va notato che le nazioni intorno a Israele mischiavano l’adorazione con riti che esaltavano il sesso e la fertilità. La prostituzione maschile e femminile faceva parte della religione cananea, e questo causava una dilagante degradazione della peggiore specie. La Legge invece separava completamente l’adorazione di Geova da ciò che aveva a che fare con il sesso. C’erano anche altri benefìci.
10 Queste leggi servivano a insegnare una verità fondamentale. Dopo tutto, in che modo la macchia del peccato di Adamo si trasmetteva di generazione in generazione? Non si trasmetteva attraverso i rapporti sessuali e il parto? (Romani 5:12) Sì, la Legge di Dio ricordava al suo popolo la sempre presente realtà del peccato. Tutti, difatti, siamo nati nel peccato. (Salmo 51:5) Per accostarci al nostro santo Dio abbiamo bisogno del perdono e della redenzione.

Levitico 15:24
18 Inoltre, in Israele c’erano leggi che ponevano limiti sulle attività sessuali anche entro il vincolo coniugale. Il marito doveva trattenersi dall’avere rapporti con la moglie durante il periodo mestruale. (Levitico 15:24; 18:19; 20:18) Ciò richiedeva da parte degli uomini d’Israele amorevole considerazione e padronanza di sé. Dovrebbero i cristiani avere meno considerazione per la propria moglie? L’apostolo Pietro dice che i mariti cristiani dovrebbero dimorare con la propria moglie “secondo conoscenza”, cioè tenendo conto della sua costituzione di “vaso più debole, il femminile”. — 1 Pietro 3:7.

Levitico 16:2
Da dove avrebbe parlato Geova? Lui stesso diede la risposta. Disse a Mosè: “Apparirò in una nuvola sopra il coperchio”. (Levitico 16:2) La nuvola rimaneva sospesa sopra la sacra Arca, tra i due cherubini. La Bibbia non dice a che altezza si trovasse o quanto si estendesse sopra i cherubini.
Questa nuvola luminosa illuminava il Santissimo, dove era l’unica fonte di luce. Essa era utile al sommo sacerdote quando entrava in quella stanza più interna nel giorno di espiazione e si trovava alla presenza di Geova.

Levitico 16:6
2 L’applicazione del sacrificio di riscatto di Gesù era rappresentata nell’annuale giorno di espiazione. Quel giorno il sommo sacerdote d’Israele prima sacrificava un toro come offerta per il peccato e ne presentava il sangue presso la sacra Arca, che si trovava nel Santissimo del tabernacolo e in seguito nel tempio. Faceva questo per sé, la sua casa e la tribù di Levi. Nello stesso modo Gesù Cristo presentò a Dio il valore del suo sangue prima per coprire i peccati dei suoi “fratelli” spirituali. (Ebrei 2:12; 10:19-22; Levitico 16:6, 11-14)

Levitico 16:12
15 Nell’antico Israele solo il sommo sacerdote poteva entrare nel Santissimo dinanzi alla simbolica presenza di Geova. Portare con sé l’incenso era per lui una questione di vita o di morte. La legge di Geova diceva: “[Aaronne] deve prendere il portafuoco pieno di carboni di fuoco ardenti dall’altare dinanzi a Geova, e il cavo di entrambe le sue mani pieno di fine incenso profumato, e li deve portare dentro la cortina. Deve anche mettere l’incenso sul fuoco dinanzi a Geova, e la nuvola dell’incenso deve estendersi sul coperchio dell’Arca, che è sopra la Testimonianza, affinché egli non muoia”. (Levitico 16:12, 13) Era impossibile per il sommo sacerdote entrare impunemente nel Santissimo se non aveva bruciato incenso.
16 Nel sistema di cose cristiano non solo il Sommo Sacerdote antitipico, Gesù Cristo, ma anche ciascuno dei 144.000 sottosacerdoti entra infine nell’antitipico Santissimo, il luogo del cielo in cui risiede Geova stesso. (Ebrei 10:19-23) Per questi sacerdoti, qui rappresentati dai 24 anziani, è impossibile entrare in questo Santissimo a meno che non ‘brucino incenso’, elevino cioè di continuo preghiere e supplicazioni a Geova. — Ebrei 5:7; Giuda 20, 21; confronta Salmo 141:2.

Levitico 16:15
Il giorno di espiazione il sommo sacerdote sacrificava anche un capro come offerta per il peccato e ne presentava il sangue nel Santissimo, facendo così espiazione per i peccati delle dodici tribù non sacerdotali d’Israele. Similmente il Sommo Sacerdote Gesù Cristo applicherà il suo sangue vitale a favore degli esseri umani che esercitano fede, cancellando i loro peccati. — Levitico 16:15.

Levitico 16:16
Santificazione di luoghi. Il luogo dove dimora Geova o qualsiasi luogo dove egli dimori in modo rappresentativo è un luogo santo o santificato, un santuario. Il tabernacolo nel deserto, il tempio costruito da Salomone e quello costruito da Zorobabele (ricostruito e ampliato da Erode il Grande) erano definiti miqdàsh o qòdhesh, luoghi ‘appartati’ o ‘santi’. Poiché si trovavano in mezzo a un popolo peccatore, quei luoghi dovevano periodicamente essere purificati (in senso tipico o illustrativo) mediante l’aspersione del sangue degli animali sacrificati. — Le 16:16.

Levitico 16:21
Un altro capro e un toro venivano scannati e il loro sangue veniva usato in sacrificio per fare espiazione per i sacerdoti e per il popolo. Parte del sangue veniva anche portata oltre la cortina, nel Santissimo del tempio. Perciò potete pensare a questo mentre guardate la foto della città. — Levitico 16:1-34.

Le 16:27
Secondo la Legge, nessuna offerta per il peccato, il cui sangue veniva portato nel santuario per fare espiazione, doveva essere mangiata dal sacerdote. La carcassa e lo sterco dell’animale dovevano essere bruciati in un luogo puro fuori del campo. (Le 4:11, 12; 6:30; 16:27) Questo perché nessuna parte dell’animale doveva essere utilizzata in altro modo né lasciata a decomporsi. Esso era “puro”, cioè santificato a Geova, e quindi doveva essere bruciato in un luogo puro. — Cfr. Eb 13:11-13.

Levitico 16:31
Anche se è vero che Geova comandò alla sua nazione eletta: “Dovete affliggere le anime vostre”, in genere si ritiene che questo indichi il digiuno. (Levitico 16:31) Il digiuno era un’espressione di dispiacere e di pentimento per i peccati commessi, oppure veniva praticato quando esistevano circostanze dolorose. Pertanto, il digiuno non era una forma di autopunizione ma un modo per umiliarsi dinanzi a Dio. — Esdra 8:21.

Le 16:32
L’espressione ebraica millèʼ yadh, tradotta in molte versioni “consacrare”, significa letteralmente “riempire la mano” ed è usata per indicare il conferimento di pieni poteri nelle mani di coloro che dovevano svolgere mansioni sacerdotali. Quando Aaronne e i suoi figli vennero insediati come sacerdoti di Geova, le loro mani furono riempite di potere affinché prestassero servizio in tale incarico. (Eso 28:41; 29:9, 29, 33, 35; Le 8:33; 16:32; 21:10; Nu 3:3) Per simboleggiare questo, il montone d’insediamento fu ucciso e tagliato a pezzi, e certe sue parti, insieme a determinate cose cotte al forno prese dal cesto dei pani non fermentati, furono messe da Mosè sulla palma delle mani di Aaronne e dei suoi figli, che quindi agitarono l’offerta dinanzi a Geova. Infine le cose agitate furono fatte fumare sull’altare sopra l’olocausto. — Eso 29:19-25; Le 8:22-28; vedi INSEDIAMENTO; SACERDOTE; UNTO, UNZIONE.

Riferimenti consultati: Watchtower Library 2013 CD-ROM

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