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PROVERBI 17-21 | Tesori della Parola di Dio: settimana del 24-30 ottobre

TESTI BIBLICI E RIFERIMENTI: TESORI DELLA PAROLA DI DIO | PROVERBI 17-21

“PERSEGUIAMO LA PACE CON GLI ALTRI”: (10 MIN)

La pace che esiste nel popolo di Geova non è frutto del caso. Eventuali contrasti possono avere un impatto molto forte sui nostri sentimenti, ma i consigli della Parola di Dio hanno un effetto ancora più forte.
Quando sorgono problemi, i cristiani fedeli perseguono la pace se...
19:11

• restano calmi
18:13, 17
• si assicurano di conoscere bene i fatti prima di rispondere
17:9
• mostrano amore passando sopra agli errori

Pr 19:11 — Quando veniamo offesi cerchiamo di restare calmi (w14 1/12 12-13)

• Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti Proverbi 19:11
11 La perspicacia di un uomo certamente rallenta la sua ira, ed è bellezza da parte sua passare sopra alla trasgressione.
• La Torre di Guardia (2014) “La perspicacia di un uomo certamente rallenta la sua ira”
“La perspicacia di un uomo certamente rallenta la sua ira”Un allenatore di pallacanestro viene licenziato perché non riesce a controllare la rabbia
Un bambino esplode in un capriccio isterico perché non ottiene quello che vuole
Una madre e suo figlio si urlano contro perché lui ha lasciato la camera in disordine
A TUTTI è capitato di vedere qualcuno che si arrabbia e senz’altro qualche volta è successo anche a noi di cedere alla rabbia. Anche se crediamo che la rabbia sia un sentimento negativo che va soffocato, spesso potremmo pensare di avere valide ragioni per essere irritati, specialmente se qualcuno ha calpestato il nostro senso di giustizia. Un articolo dell’Associazione Americana di Psicologia indica perfino che “la rabbia è un sentimento umano assolutamente naturale, solitamente sano”.
Questo può sembrare un punto di vista plausibile se consideriamo quello che l’apostolo Paolo fu ispirato a scrivere. Riconoscendo che a volte le situazioni portano una persona ad arrabbiarsi, scrisse: “Siate adirati, eppure non peccate; il sole non tramonti sul vostro stato d’irritazione” (Efesini 4:26). È quindi giusto dare sfogo alla rabbia? Oppure dovremmo fare il possibile per controllarla?
È GIUSTO ARRABBIARSI?Quando Paolo diede questo consiglio riguardo alla rabbia, è probabile che avesse in mente ciò che scrisse il salmista: “Agitatevi, ma non peccate” (Salmo 4:4). Qual è quindi il significato del consiglio ispirato di Paolo? Lo troviamo nelle parole che seguono: “Ogni acrimoniosa amarezza e collera e ira e clamore e parola ingiuriosa sia tolta via da voi con ogni malizia” (Efesini 4:31). Quindi Paolo in effetti stava incoraggiando i cristiani a non cedere alla rabbia. Fatto interessante, l’articolo citato prima continua affermando: “Le ricerche hanno dimostrato che cedendo alla rabbia si innesca un vortice di ulteriore rabbia che sfocia in aggressività e tutto questo non aiuta affatto [...] a risolvere il problema”.
Come si possono ‘togliere via’ la rabbia e tutti gli effetti negativi che comporta? Salomone, il saggio re dell’antico Israele, scrisse: “La perspicacia di un uomo certamente rallenta la sua ira, ed è bellezza da parte sua passare sopra alla trasgressione” (Proverbi 19:11). In che modo la perspicacia ci può essere d’aiuto quando sentiamo salire la rabbia?
COME LA PERSPICACIA ‘RALLENTA L’IRA’La perspicacia è la capacità di penetrare con lo sguardo nella profondità delle cose. Avere perspicacia significa saper vedere oltre quello che appare in superficie. In che modo questo può essere utile quando veniamo offesi o provocati?
È naturale essere indignati di fronte all’ingiustizia. Tuttavia, se seguiamo le nostre emozioni e reagiamo in maniera violenta, finiamo per ferire noi stessi e altri. Proprio come un incendio fuori controllo può radere al suolo una casa, uno scoppio d’ira può distruggere la nostra reputazione, i nostri rapporti con gli altri e perfino la nostra relazione con Dio. Quindi, quando sentiamo che la rabbia sale dentro di noi, è il momento di vedere oltre la superficie, di guardare la situazione in maniera più profonda. Una visione più completa di quello che sta succedendo ci aiuterà senz’altro a tenere sotto controllo le nostre emozioni.
Il padre di Salomone, il re Davide, stava per rendersi colpevole di uno spargimento di sangue a motivo di un uomo di nome Nabal, ma fu aiutato a vedere la situazione in maniera più profonda. Davide e i suoi uomini avevano protetto le pecore di Nabal nel deserto di Giuda. Quando giunse il momento di tosare il gregge, Davide chiese a Nabal alcune provviste di cibo. La risposta fu: “Devo io prendere il mio pane e la mia acqua e la mia carne scannata che ho macellato per i miei tosatori e darli a uomini dei quali non so nemmeno di dove siano?” Che insulto! Sentendo queste parole, Davide, insieme a circa 400 uomini, decise di annientare Nabal e la sua casa (1 Samuele 25:4-13).
La moglie di Nabal, Abigail, venne a sapere dell’accaduto e andò incontro a Davide. Quando raggiunse Davide e i suoi uomini, cadde ai suoi piedi e disse: “Ti prego, lascia che la tua schiava parli ai tuoi orecchi, e ascolta le parole della tua schiava”. Gli spiegò poi che Nabal era un uomo insensato e lo incoraggiò a non vendicarsi perché si sarebbe certamente pentito se avesse causato uno spargimento di sangue (1 Samuele 25:24-31).
In che modo le parole di Abigail aiutarono Davide ad avere la perspicacia necessaria per smorzare la tensione? Primo, Davide si rese conto che in definitiva Nabal era una persona insensata e, secondo, rifletté sulla colpa di sangue in cui sarebbe incorso se si fosse vendicato. Potrebbe succedere che qualcosa vi faccia infuriare, come accadde a Davide. Cosa potete fare in quel momento? “Prendetevi qualche minuto per respirare profondamente e contare fino a 10”, suggerisce un articolo della Mayo Clinic sulla gestione della rabbia. Quindi, fermatevi un attimo e cercate di capire qual è la causa del problema e a quali conseguenze porterebbe il modo in cui intendete reagire. Fate in modo che la perspicacia rallenti la vostra ira o, ancora meglio, che la elimini (1 Samuele 25:32-35).
Molti oggi hanno trovato utile agire in modo simile per controllare la rabbia. Sebastian dice che lo studio della Bibbia lo ha aiutato a controllare il temperamento e la forte tendenza ad arrabbiarsi, quando a 23 anni era detenuto in una prigione della Polonia. “Prima rifletto sul problema”, spiega, “poi cerco di applicare i consigli della Bibbia. Ho riscontrato che la Bibbia è il miglior manuale in assoluto”.
Setsuo ha seguito basilarmente la stessa tattica. Racconta: “Al lavoro ero abituato ad alzare la voce quando qualcuno mi irritava. Ma grazie allo studio della Bibbia ora, invece di perdere le staffe, mi chiedo: ‘In fondo di chi è la colpa? E se fossi proprio io a causare il problema?’” Pensare a domande del genere lo ha aiutato a calmare la rabbia e a contenere così i forti impulsi che sentiva crescere dentro di sé.
La rabbia potrebbe essere un sentimento molto forte, ma i consigli della Parola di Dio sono anche più forti. Seguendo questi saggi consigli e chiedendo in preghiera l’aiuto di Dio, anche voi potrete fare in modo che la perspicacia rallenti la vostra ira o vi permetta di tenerla sotto controllo.

Pr 18:13, 17; 21:13 — Assicuriamoci di conoscere bene i fatti (w11 15/8 30 parr. 11-14)

• Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti Proverbi 18:13
13 Quando qualcuno risponde a una questione prima di aver[la] udita, questo da parte sua è stoltezza e umiliazione.
• Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti Proverbi 18:17
17 Chi è il primo nella sua causa è giusto; entra il suo compagno e certamente lo scruta.
• Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti Proverbi 21:13
13 In quanto a chiunque chiude l’orecchio al grido di lamento del misero, egli stesso pure chiamerà e non gli sarà risposto.
• La Torre di Guardia (2011) Perseguiamo la pace
11. A cosa deve stare attento un anziano quando un fratello vuole parlargli di un problema che ha con un compagno di fede?
11 Come deve comportarsi un anziano se un fratello vuole parlargli di un problema che ha con un parente o con un compagno di fede? Proverbi 21:13 afferma: “In quanto a chiunque chiude l’orecchio al grido di lamento del misero, egli stesso pure chiamerà e non gli sarà risposto”. Di certo un anziano non ‘chiuderebbe l’orecchio’. Nondimeno, un altro proverbio avverte: “Il primo a parlare in una lite sembra aver ragione, ma viene il suo avversario e lo confuta”. (Prov. 18:17, CEI) L’anziano deve ascoltare benignamente, ma allo stesso tempo starà attento a non prendere le parti di chi gli riferisce l’accaduto. Dopo averlo ascoltato, verosimilmente gli chiederà se ha parlato con l’altra persona. Vorrà inoltre spiegargli quali passi scritturali può compiere per perseguire la pace.
12. Quali esempi mostrano il pericolo di agire in maniera affrettata dopo aver ascoltato le rimostranze di una persona?
12 Tre esempi biblici mettono in evidenza il pericolo di agire in maniera affrettata dopo aver udito una sola campana. Potifar credette a sua moglie quando questa gli disse che Giuseppe aveva cercato di violentarla. In preda all’ira, Potifar fece gettare Giuseppe in prigione. (Gen. 39:19, 20) Il re Davide credette a Ziba, il quale gli aveva raccontato che il proprio padrone, Mefiboset, si era schierato con i nemici del re. “Ecco, ogni cosa che appartiene a Mefiboset è tua”, fu l’avventata risposta di Davide. (2 Sam. 16:4; 19:25-27) Al re Artaserse fu riferito che i giudei stavano ricostruendo le mura di Gerusalemme e si preparavano a ribellarsi all’impero persiano. Il re credette a questo falso rapporto e ordinò che tutti i lavori di ricostruzione a Gerusalemme cessassero. Di conseguenza i giudei dovettero interrompere i lavori presso il tempio di Dio. (Esd. 4:11-13, 23, 24) Gli anziani cristiani, saggiamente, seguono il consiglio di Paolo a Timoteo ed evitano di emettere giudizi avventati. — Leggi 1 Timoteo 5:21.
13, 14. (a) Quando c’è una controversia tra cristiani, cosa bisogna tenere presente? (b) Su quale aiuto possono contare gli anziani per esprimere giudizi corretti?
13 Anche quando sembra di aver capito le ragioni di entrambe le parti, è importante tenere presente che “se qualcuno pensa di avere acquistato conoscenza di qualche cosa, non la conosce ancora come la dovrebbe conoscere”. (1 Cor. 8:2) Siamo davvero a conoscenza di tutti i fatti all’origine della controversia? Capiamo fino in fondo la mentalità e il vissuto delle persone coinvolte? Quando sono chiamati a giudicare, è della massima importanza che gli anziani non si facciano ingannare da falsità, astuzie o semplici voci. Gesù Cristo, il Giudice costituito da Geova, giudica con giustizia. ‘Non giudica da ciò che solo appare ai suoi occhi, né riprende semplicemente secondo la cosa udita dai suoi orecchi’. (Isa. 11:3, 4) Al contrario, si fa guidare dallo spirito di Geova. Analogamente gli anziani cristiani beneficiano della guida dello spirito santo di Dio.
14 Prima di esprimere giudizi, gli anziani devono chiedere in preghiera l’aiuto dello spirito di Geova e devono farsi guidare da tale spirito consultando la Parola di Dio e le pubblicazioni della classe dello schiavo fedele e discreto. — Matt. 24:45.

Pr 17:9 — Mostriamo amore passando sopra agli errori (w11 15/8 31 par. 17)

• Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti Proverbi 17:9
9 Chi copre la trasgressione cerca amore, e chi continua a parlare di una questione separa quelli che sono familiari l’uno con l’altro.
• La Torre di Guardia (2011) Perseguiamo la pace
17. Cosa deve fare ogni cristiano per perseguire la pace?
17 La maggior parte dei contrasti tra fratelli non è dovuta a peccati gravi, che richiedono un’azione giudiziaria. Quanto è meglio, perciò, mostrare amore e passare sopra agli errori. “Chi copre la trasgressione cerca amore”, dice la Parola di Dio, “e chi continua a parlare di una questione separa quelli che sono familiari l’uno con l’altro”. (Prov. 17:9) Se tutti noi agiremo in armonia con queste parole, salvaguarderemo la pace della congregazione e manterremo una buona relazione con Geova. — Matt. 6:14, 15.

SCAVIAMO PER TROVARE GEMME SPIRITUALI: (8 MIN)

Pr 17:5 — Qual è un motivo per cui dovremmo mostrare saggezza nella scelta dei divertimenti? (w10 15/11 6 par. 17; w10 15/11 31 par. 15)

• Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti Proverbi 17:5
5 Chi deride uno che ha pochi mezzi ha biasimato il suo Fattore. Chi è gioioso per il disastro [di un altro] non sarà esente dalla punizione.
• La Torre di Guardia (2010) Ragazzi, fatevi guidare dalla Parola di Dio
17. Nella scelta dei divertimenti quali domande possono farsi i ragazzi?
17 Per rimanere leale a Dio quando sei da solo devi sviluppare le tue “facoltà di percezione . . . per distinguere il bene e il male”, e poi esercitare tali facoltà “mediante l’uso” agendo sulla base di ciò che sai essere giusto. (Ebr. 5:14) Ad esempio, ecco un suggerimento che ti sarà utile per scegliere ciò che è giusto ed evitare ciò che è sbagliato per quanto riguarda musica, film o siti Internet. Chiediti: ‘Questo materiale mi incoraggerà a essere teneramente compassionevole o mi spingerà a essere contento “per il disastro di un altro”?’ (Prov. 17:5) ‘Mi aiuterà ad “amare ciò che è bene” o mi renderà difficile “odiare ciò che è male”?’ (Amos 5:15) Ciò che fai quando sei da solo rivela quali valori ti stanno veramente a cuore. — Luca 6:45.
• La Torre di Guardia (2010) Camminiamo nella nostra integrità!
15. Perché è sbagliato rallegrarci delle disgrazie che potrebbero colpire chi ci odia?
15 Dato che Giobbe era una persona giusta non si rallegrava mai se qualcuno che lo odiava veniva colpito da una calamità. Un proverbio che risale a un’epoca successiva avverte: “Quando il tuo nemico cade, non ti rallegrare; e quando è fatto inciampare, il tuo cuore non gioisca, affinché Geova non veda e sia male ai suoi occhi e certamente ritiri la sua ira di contro a lui”. (Prov. 24:17, 18) Dato che Geova legge nel cuore, sa se dentro di noi ci rallegriamo delle disgrazie altrui e senza dubbio non approva sentimenti del genere. (Prov. 17:5) Dio, notando il nostro atteggiamento, potrebbe trattarci di conseguenza, poiché egli dice: “La vendetta e la retribuzione sono mie”. — Deut. 32:35.

Pr 20:25 — In che modo questo principio si applica al corteggiamento e al matrimonio? (w09 15/5 15-16 parr. 12-13)
Cosa impariamo su Geova dai capitoli in programma questa settimana?

• Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti Proverbi 20:25
25 È un laccio quando l’uomo terreno ha sconsideratamente gridato: “Santo!” e dopo i voti [è disposto] a fare un esame.
• La Torre di Guardia (2009) Ragazzi, rendete manifesto il vostro progresso
12. Perché il cristiano che intende sposarsi dovrebbe applicare il principio di Proverbi 20:25?
12 Alcuni giovani si sono sposati frettolosamente, pensando che il matrimonio fosse la soluzione all’infelicità, alla solitudine, alla noia e ai problemi in famiglia. Comunque i voti matrimoniali sono un passo serio. Nei tempi biblici alcuni facevano frettolosamente voti sacri senza esaminare con attenzione cosa comportassero. (Leggi Proverbi 20:25). A volte i giovani non considerano seriamente le responsabilità che il matrimonio comporta, ma in seguito si accorgono che sono molto più onerose di quanto si aspettassero.
13. Quali domande dovrebbero porsi coloro che intendono corteggiare qualcuno, e di quali utili consigli dispongono?
13 Perciò, prima di corteggiare qualcuno, chiediti: ‘Perché voglio sposarmi? Quali sono le mie aspettative? È la persona giusta per me? Quale sarà il mio contributo per la riuscita del matrimonio?’ Per aiutarti a esaminare i tuoi motivi, “lo schiavo fedele e discreto” ha pubblicato articoli molto specifici. (Matt. 24:45-47) Considerali come consigli che vengono da Geova. Soppesali e mettili in pratica. Non diventare mai “come il cavallo o il mulo senza intendimento”. (Sal. 32:8, 9) Acquista piena consapevolezza delle responsabilità che il matrimonio comporta. Se pensi di essere pronto per impegnarti in una relazione sentimentale, ricorda sempre di essere “un esempio . . . nella castità”. — 1 Tim. 4:12.

Quali punti di questi capitoli possiamo usare nel ministero di campo?

PROVERBI 17-21 | SUGGERIMENTI PER I VOSTRI COMMENTI PERSONALI

PROVERBI 17:3)
“Il crogiolo è per l’argento e il forno fusorio per l’oro, ma Geova è l’esaminatore dei cuori.”
it-2 p. 699 Raffinare, Raffinatore
Spesso l’oro contiene argento in varia percentuale. Non si sa come venissero separati nei tempi biblici, ma in Proverbi 17:3 e 27:21 sembra si faccia una distinzione fra i metodi usati per trattare i due metalli: “Il crogiolo è per l’argento e il forno fusorio per l’oro”. L’acido nitrico non fu scoperto che nel IX secolo E.V.; perciò prima l’oro veniva purificato in altri modi. Per esempio, se insieme all’oro era presente del piombo, le impurità potevano essere eliminate sotto forma di scorie schiumose, mentre l’oro veniva trattenuto dal piombo. Poi facendo fondere lentamente il piombo (mediante un processo di coppellazione) si otteneva l’oro puro. Questo processo richiede notevole abilità, poiché se la temperatura è troppo alta o la fusione troppo rapida, l’oro viene eliminato insieme al piombo. Il raffinatore impara a giudicare e controllare il processo di raffinamento dal colore del metallo fuso. (Cfr. Sl 12:6; Ger 6:28-30; Ez 22:18-22). Le Scritture accennano all’impiego di liscivia per raffinare l’argento. — Mal 3:2, 3.
g90 8/8 p. 12 Come posso scegliere un film decente?
Desideri anche tu essere puro agli occhi di Geova Dio, Colui che esamina i cuori? (Proverbi 17:3) Allora fa attenzione a quello che metti nel tuo cuore. Evita di esporti inutilmente a scene di violenza gratuita o di sesso, o al turpiloquio; queste cose possono solo desensibilizzarti verso ciò che è giusto e corrompere il tuo cuore.
PROVERBI 17:9)
“Chi copre la trasgressione cerca amore, e chi continua a parlare di una questione separa quelli che sono familiari l’uno con l’altro.”
it-2 p. 581 Pettegolezzo, Calunnia
Forse il pettegolo parla delle mancanze e degli errori altrui. Ma anche se le cose che dice sono vere, egli ha comunque torto e manifesta mancanza di amore. Il proverbio dice: “Chi copre la trasgressione cerca amore, e chi continua a parlare di una questione separa quelli che sono familiari l’uno con l’altro”. — Pr 17:9.
PROVERBI 17:10)
“Il rimprovero opera più profondamente in chi ha intendimento che il colpire cento volte uno stupido.”
it-2 p. 29 Intendimento
Poiché ha intendimento egli è pronto ad ascoltare, capisce la ragione della riprensione e ne trae beneficio, più di quanto ne possa trarre uno stupido da cento percosse. — Pr 17:10; cfr. 29:19.
PROVERBI 17:14)
“Il principio della contesa è come uno che fa uscire acque; vattene, dunque, prima che la lite sia scoppiata.”
g02 8/2 p. 24 Cosa scatena tutta questa rabbia?
In un libro sull’argomento, Frank Donovan consiglia: “Una tattica che quando si è molto arrabbiati risulta molto valida e di fondamentale importanza è quella di sfuggire alla rabbia o, per essere più precisi, di sfuggire al luogo e alle persone coinvolte nell’episodio”. — Dealing With Anger—Self-Help Solutions for Men.
Proverbi 17:14 “Il principio della contesa è come uno che fa uscire acque; vattene, dunque, prima che la lite sia scoppiata”.
ba p. 26 Un libro pratico per la vita moderna
“Il principio della contesa è come uno che fa uscire acque; vattene, dunque, prima che la lite sia scoppiata”. (Proverbi 17:14) È saggio togliersi da una situazione che potrebbe degenerare prima di perdere le staffe.
PROVERBI 17:17)
“Il vero compagno ama in ogni tempo, ed è un fratello nato per quando c’è angustia.”
w11 1/7 p. 8 Una vita significativa ora e per sempre
PRINCIPIO BIBLICO: “Il vero compagno ama in ogni tempo, ed è un fratello nato per quando c’è angustia”. — PROVERBI 17:17.
È molto più facile affrontare un problema se si ha qualcuno accanto. Il filosofo inglese Francesco Bacone scrisse che per chi non ha veri amici “il mondo non è che un deserto”. Avere veri amici, ed essere buoni amici, è una cosa bella e soddisfacente che può rendere la vita migliore.
w05 1/8 pp. 6-7 La Bibbia può aiutarvi a provare gioia
“Il vero compagno ama in ogni tempo, ed è un fratello nato per quando c’è angustia”. (Proverbi 17:17) Confidarsi con una persona cara o con qualcuno di fiducia può aiutarci ad affrontare i sentimenti negativi e a dominarli prima che essi dominino noi. Parlare con altri può aiutarci a vedere le cose da un punto di vista equilibrato e positivo. “È molto utile sfogarsi con qualcuno”, ammette Simona. “C’è bisogno di dire come ci si sente. Spesso basta questo per sentirsi meglio”. Se lo farete, vedrete quanto sono vere le parole del proverbio che dice: “L’ansiosa cura nel cuore dell’uomo è ciò che lo farà chinare, ma la parola buona è ciò che lo fa rallegrare”. — Proverbi 12:25.
PROVERBI 17:18)
“L’uomo che manca di cuore dà strette di mano, facendosi pienamente garante davanti al suo compagno.”
it-1 p. 245 Atteggiamenti e gesti
Accordo, compartecipazione. La stretta di mano era un gesto usato per esprimere accordo, ratifica o conferma di un contratto o affare. (Esd 10:19) Le Scritture avvertono di non farlo a garanzia di un prestito per qualcun altro. (Pr 6:1-3; 17:18; 22:26)
it-1 p. 633 Cuore
Un altro proverbio dice: “L’uomo che manca di cuore [“insensato”, PS] dà strette di mano [gesto con cui si ratificavano gli accordi], facendosi pienamente garante davanti al suo compagno”. (Pr 17:18) Forse per sentimentalismo, tale uomo stipula un accordo che potrebbe costargli caro sotto il profilo finanziario e creargli serie difficoltà economiche. Sebbene animato da buone intenzioni o lodevoli motivi, egli dà prova di scarso giudizio.
PROVERBI 17:19)
“Chi ama la trasgressione ama la zuffa. Chi fa alto il suo ingresso cerca il crollo.”
w93 15/5 p. 30 Evitate lo spirito superbo!
Evitate lo spirito superbo!
Un saggio proverbio biblico dice: “Chi fa alto il suo ingresso cerca il crollo”. (Proverbi 17:19) Che male c’è ad avere una porta d’ingresso alta? E qual è la morale del proverbio?
NEI tempi antichi individui e bande di predoni a cavallo non erano rari. Le case extraurbane non protette erano esposte ai ladri. Per impedire i furti, alcuni proprietari costruivano un muro con una porta particolare. Il muro era alto, ma la porta era bassa. Alcune porte infatti non superavano il metro d’altezza, troppo basse per un cavallo e il suo cavaliere. Se la porta d’ingresso del cortile non era bassa, il proprietario rischiava che uomini a cavallo vi entrassero e saccheggiassero la casa.
Nelle città la porta d’ingresso del cortile era di solito bassa e non pretenziosa, così che dall’esterno non si poteva capire se e quali ricchezze si trovassero nella proprietà recintata. In Persia un portone alto era un segno di regalità, che alcuni sudditi cercavano di imitare, esponendosi a gravi rischi. Costruire una porta alta significava ostentare prosperità ed era come invitare i ladri a svaligiare la casa.
Proverbi 17:19 mostra così che quelli che fanno alto il loro ingresso vanno in cerca di guai reputandosi più importanti di quello che sono. Il proverbio potrebbe anche alludere alla bocca come a un ingresso reso altezzoso dalla vanteria e dall’arroganza. Esprimersi in questo modo fa sorgere contese e può infine condurre la persona superba al disastro. Com’è saggio quindi evitare lo spirito superbo!
[Referenza fotografica a pagina 30]
Picturesque Palestine, Sinai and Egypt, volume 1, a cura del colonnello Wilson (1881)
w87 15/5 p. 29 Temete Geova e sarete felici
♦ 17:19 — Che c’è di male ad avere un ingresso alto?
Chi nella propria casa o nel proprio palazzo non faceva le porte di accesso basse correva il rischio che uomini a cavallo entrassero e razziassero i suoi beni. In questo proverbio può darsi che anche la bocca sia paragonata a un ingresso che è stato innalzato da discorsi arroganti e pretenziosi. Simili discorsi fomentano zuffe e conducono infine al disastro.
PROVERBI 17:22)
“Il cuore che è gioioso fa bene come un rimedio, ma lo spirito che è abbattuto secca le ossa.”
g 8/11 p. 29 Cuore saggio, cuore sano
Avere un cuore gioioso produce effetti simili. In un servizio di BBC News il dott. Derek Cox, ufficiale sanitario che lavora in Scozia, ha dichiarato: “Chi è felice ha meno probabilità di avere problemi di salute rispetto a chi è infelice”. Lo stesso servizio spiegava: “Le persone più felici sono anche meno soggette a malattie cardiache e ictus”.
g 8/11 p. 29 Cuore saggio, cuore sano
“Il cuore che è gioioso fa bene come un rimedio”. — PROVERBI 17:22.
g00 8/8 p. 8 Se i prodotti chimici vi fanno star male
È pure importante essere positivi e avere un certo senso dell’umorismo, oltre che essere amati e mostrare amore ad altri. Una dottoressa prescrive a tutti i suoi pazienti affetti da MCS “amore e risate”. Sì, “il cuore che è gioioso fa bene come un rimedio”. — Proverbi 17:22.
g97 22/6 p. 25 Come posso affrontare una malattia grave?
Proverbi 17:22 dice: “Il cuore che è gioioso fa bene come un rimedio”. Qualcuno potrebbe pensare che ridere non sia appropriato quando si ha una malattia grave. Ma l’umorismo e una compagnia piacevole ristorano la mente e accrescono la voglia di vivere. Anzi, la gioia è una qualità cristiana, un frutto dello spirito di Dio. (Galati 5:22) Questo spirito può aiutarti a provare gioia anche se stai lottando contro una malattia. — Salmo 41:3.
g94 22/5 pp. 26-27 Condite la vita con un pizzico di umorismo
Senso dell’umorismo e salute
Se usato debitamente, il senso dell’umorismo è molto prezioso. Si stanno lentamente accumulando prove secondo cui ridere avrebbe addirittura benefici effetti terapeutici. È noto che la risata provvede un salutare massaggio agli organi interni. Inoltre, secondo la rivista American Health, alcuni “ricercatori credono che il ridere possa potenziare il sistema immunitario”. La rivista prosegue citando questa dichiarazione dell’immunologo Lee S. Berk: “Le emozioni negative possono influire sul sistema immunitario, e ora sembra che anche quelle positive possano fare qualcosa di analogo”. Questo sottolinea la saggezza delle parole della Bibbia: “Il cuore che è gioioso fa bene come un rimedio”. — Proverbi 17:22.
w93 15/3 p. 22 Perché la situazione di chi si lamenta non è piacevole
Come osservò una volta il saggio re Salomone, “il cuore che è gioioso fa bene come un rimedio, ma lo spirito che è abbattuto secca le ossa”. (Proverbi 17:22) Lo spirito di lamentela ci inaridisce emotivamente e ci priva della gioia. È segno di pessimismo, non di ottimismo. Coloro invece che imparano a pensare e a parlare delle ‘cose degne di lode’ hanno un cuore gioioso, che può anche farli sentire meglio. — Filippesi 4:8.
g91 8/3 p. 9 Visite ai pazienti: Come renderle profittevoli
Non presentatevi con la faccia triste o grave, anche se pare che le condizioni della paziente non siano buone. “Il cuore che è gioioso fa bene come un rimedio”, dice il saggio scrittore di Proverbi, “ma lo spirito che è abbattuto secca le ossa”. (Proverbi 17:22)
w90 1/3 p. 4 Si può trovare la gioia in un mondo deprimente!
Visto che ‘lo spirito abbattuto secca le ossa’, ovvero mina la stessa esistenza, spesso alla base della depressione grave c’è una scarsa stima di se stessi. (Proverbi 17:22) La ‘pena del cuore’ potrebbe anche essere dovuta al fatto che ci si preoccupa troppo di come ci vedono gli altri, oppure a perfezionismo, ira repressa, risentimento, contrasti non appianati o sensi di colpa (reali o esagerati).
it-2 p. 182 Malattie e rimedi
Le Scritture riconoscono l’esistenza del fattore psicosomatico, benché solo in tempi relativamente recenti i medici si siano resi conto che c’è una certa relazione fra le condizioni patologiche del corpo e lo stato emotivo della persona. Proverbi 17:22 dice: “Il cuore che è gioioso fa bene come un rimedio, ma lo spirito che è abbattuto secca le ossa”. Sentimenti come invidia, timore, avidità, odio e ambizione egoistica sono nocivi, mentre un effetto buono e a volte anche salutare si ha coltivando e manifestando i frutti dello spirito di Dio: amore, gioia, pace, longanimità, benignità, bontà, fede, mitezza e padronanza di sé. (Gal 5:22, 23)
PROVERBI 17:23)
“Chi è malvagio prenderà perfino un regalo dal seno per piegare i sentieri del giudizio.”
it-2 p. 718 Regalo
Le espressioni “un regalo dal seno” e “un regalo nel seno” si possono comprendere meglio tenendo conto che la parola ebraica per “seno” può riferirsi alla piega dell’abito sopra la cintura. Perciò queste espressioni indicano che il regalo veniva nascosto nel lembo superiore dell’abito e quindi dato in segreto a un altro che a sua volta lo nascondeva nello stesso modo. — Pr 17:23; 21:14; vedi DONI.
PROVERBI 17:24)
“La sapienza è davanti alla faccia di chi ha intendimento, ma gli occhi dello stupido sono all’estremità della terra.”
w06 15/9 p. 19 par. 10 Punti notevoli del libro di Proverbi
17:24. A differenza dello “stupido”, i cui occhi e la cui mente vagano invece di stare concentrati sulle cose importanti, dovremmo cercare l’intendimento per agire con sapienza.
it-2 p. 28 Intendimento
Chi agisce col giusto motivo cerca l’intendimento non per semplice curiosità o per esaltarsi, ma proprio per agire con sapienza: ‘la sapienza è davanti alla sua faccia’. (Pr 17:24; vedi SAPIENZA).
it-2 p. 416 Occhio
Viene detto che gli occhi dello stupido sono “all’estremità della terra”, cioè vagano qua e là senza guardare qualcosa in particolare, poiché i suoi pensieri sono ovunque tranne dove dovrebbero essere. (Pr 17:24)
PROVERBI 17:27)
“Chi trattiene i suoi detti possiede conoscenza, e l’uomo di discernimento è freddo di spirito.”
w97 15/3 p. 14 par. 9 Inclina il tuo cuore al discernimento
9 Se ci adiriamo, il discernimento può suggerirci di rimanere calmi per evitare che scoppi una lite. Proverbi 17:27 dice: “Chi trattiene i suoi detti possiede conoscenza, e l’uomo di discernimento è freddo di spirito”. Il discernimento e l’amore fraterno ci aiuteranno a capire che dobbiamo trattenerci quando proviamo l’impulso di dire qualcosa che ferisce. Se lo scoppio d’ira è già avvenuto, l’amore e l’umiltà ci spingeranno a chiedere scusa e a rimediare. Ma supponete che qualcuno ci abbia offeso. In tal caso parliamogli in privato con mitezza e umiltà, e soprattutto con l’intento di promuovere la pace. — Matteo 5:23, 24; 18:15-17.
w90 15/9 pp. 21-22 Controllate il vostro spirito!
Siate freddi di spirito
Un altro proverbio dice: “Chi trattiene i suoi detti possiede conoscenza, e l’uomo di discernimento è freddo di spirito”. (Proverbi 17:27) Chi conosce la Parola di Dio “trattiene i suoi detti” anziché pronunciare fiumi di parole, specialmente quando è turbato. Conscio della propria relazione con Geova e del proprio posto nell’organizzazione di Dio, non si accalorerà fino al punto di essere sopraffatto dall’ira. Al contrario, “l’uomo di discernimento” si sforza di continuare a pensare in maniera equilibrata e a mente fredda. Con un tale spirito, anche voi potete controllarvi in situazioni che spingerebbero chi è stolto a peccare.
PROVERBI 18:1)
“Chi si isola cercherà [la sua propria] brama egoistica; irromperà contro ogni saggezza.”
w12 1/6 p. 8 Una guida pratica per i nostri giorni
Da uno studio decennale condotto in Australia è emerso che le persone anziane che potevano contare su “migliori relazioni sociali con amici e confidenti” in genere vivevano più a lungo.
w12 1/6 p. 8 Una guida pratica per i nostri giorni
Inoltre avverte: “Chi si isola cercherà la sua propria brama egoistica; irromperà contro ogni saggezza”. (Proverbi 18:1)
it-2 pp. 881-882 Sapienza
Chi si isola, seguendo la propria limitata, ristretta veduta della vita e i propri desideri egoistici, finirà per prendere un indirizzo totalmente contrario alla saggezza. — Pr 18:1.
w86 1/11 p. 19 par. 11 Giovani: il vostro ruolo in una famiglia felice e unita
11 Perciò, siate disposti a trattare con i vostri genitori anche argomenti spiacevoli. Parlate dei vostri timori e delle vostre delusioni, nonché delle vostre gioie e dei vostri successi. Dite loro quali mete vi siete prefissi nella vita e per che cosa pregate. Non cedete alla tendenza a ‘isolarvi’. (Proverbi 18:1) Cercate di passare regolarmente un po’ di tempo insieme a uno dei vostri genitori, per poter parlare di questi argomenti personali. Alcuni giovani sono riusciti a farlo tra una visita e l’altra mentre svolgevano l’opera di predicazione con un genitore, o durante lunghe passeggiate, o anche quando la famiglia sta insieme per divertirsi.
PROVERBI 18:9)
“Inoltre, chi si mostra indolente nel suo lavoro è fratello di chi causa rovina.”
it-1 p. 969 Fratello
Compagni aventi natura e inclinazioni simili, anche se cattive, sono giustamente chiamati fratelli. — Pr 18:9.
PROVERBI 18:10)
“Il nome di Geova è una forte torre. Il giusto vi corre e gli è data protezione.”
w04 15/8 pp. 17-18 par. 4 Geova, la nostra ‘fortezza in tempi di angustia’
4 In armonia con la preghiera di Gesù, Geova vigila davvero su di noi. È la nostra “fortezza nel tempo dell’angustia”. (Salmo 37:39) Il libro di Proverbi usa un’espressione simile: “Il nome di Geova è una forte torre. Il giusto vi corre e gli è data protezione”. (Proverbi 18:10) Questa scrittura rivela una verità fondamentale riguardo al tenero interesse che Geova mostra per le sue creature. Egli offre protezione specialmente ai giusti che si danno da fare per cercarlo, come se corressero a ripararsi in una forte torre.
be p. 274 par. 6-p. 275 par. 2 Il messaggio che dobbiamo proclamare
Il nome di Dio è “una forte torre”. Coloro che acquistano veramente conoscenza di Geova sentono di essere protetti. Questo non avviene semplicemente perché usano il suo nome personale o sanno elencare alcune qualità, ma perché ripongono fiducia in Geova stesso. Riguardo a loro Proverbi 18:10 dice: “Il nome di Geova è una forte torre. Il giusto vi corre e gli è data protezione”.
Fate buon uso delle opportunità di esortare altri a riporre fiducia in Geova. (Sal. 37:3; Prov. 3:5, 6) Tale fiducia dimostra che abbiamo fede in lui e nelle sue promesse. (Ebr. 11:6) La Parola di Dio ci assicura che chi ‘invoca il nome di Geova’, perché sa che è il Sovrano universale, ama le sue vie e crede di cuore che solo lui può offrire vera salvezza, sarà salvato. (Rom. 10:13, 14) Mentre insegnate ad altri, aiutateli a edificare questo tipo di fede in ogni aspetto della vita.
Molti hanno gravi problemi personali. Forse non vedono nessuna via d’uscita. Esortateli a conoscere le vie di Geova, a confidare in lui e a mettere in pratica quello che imparano. (Sal. 25:5) Incoraggiateli a chiedere fervidamente l’aiuto di Dio in preghiera e a ringraziarlo per le sue benedizioni. (Filip. 4:6, 7) Quando avranno imparato a conoscere Geova, non semplicemente leggendo certe dichiarazioni nella Bibbia ma anche sperimentando l’adempimento delle sue promesse nella loro vita, cominceranno a provare la sicurezza che deriva dal comprendere appieno ciò che il nome di Geova rappresenta. — Sal. 34:8; Ger. 17:7, 8.
cl cap. 7 p. 70 par. 8 Potenza protettiva: ‘Dio è per noi un rifugio’
Proverbi 18:10 dice: “Il nome di Geova è una forte torre. Il giusto vi corre e gli è data protezione”. Nei tempi biblici a volte si costruivano torri nel deserto che servivano da sicuri luoghi di rifugio, ma chi era in pericolo doveva rifugiarsi in una di queste torri se voleva mettersi al sicuro. Lo stesso si può dire del trovare rifugio nel nome di Dio. Non basta limitarsi a ripetere il nome di Dio; il nome divino non è una formula magica. Piuttosto bisogna conoscere Colui che porta questo nome, confidare in lui e vivere in armonia con le sue giuste norme. Come è amorevole Geova ad assicurarci che se ci rivolgiamo a lui con fede sarà per noi una torre che offre protezione!
w98 1/9 p. 10 parr. 9-10 Rimanete al sicuro nell’organizzazione di Dio
9 Anche l’organizzazione visibile di Geova è una protezione. In che senso? In Proverbi 18:10 si legge: “Il nome di Geova è una forte torre. Il giusto vi corre e gli è data protezione”. Questo non significa che la semplice ripetizione del nome di Dio sia di per sé una protezione. Rifugiarsi nel nome di Dio significa piuttosto confidare in lui. (Salmo 20:1; 122:4) Significa sostenere la sua sovranità, osservare le sue leggi e i suoi princìpi e avere fede nelle sue promesse. (Salmo 8:1-9; Isaia 50:10; Ebrei 11:6) Include il rendergli esclusiva devozione. Solo quelli che adorano Geova in questo modo possono dire con il salmista: “In [Geova] si rallegra il nostro cuore; poiché abbiamo confidato nel suo santo nome”. — Salmo 33:21; 124:8.
10 Ora tutti i componenti dell’organizzazione visibile di Dio dicono come Michea: “Noi, da parte nostra, cammineremo nel nome di Geova nostro Dio a tempo indefinito, sì, per sempre”. (Michea 4:5) L’organizzazione moderna è radunata intorno all’“Israele di Dio”, che la Bibbia chiama “un popolo per il suo nome”. (Galati 6:16; Atti 15:14; Isaia 43:6, 7; 1 Pietro 2:17) Perciò, far parte dell’organizzazione di Geova significa appartenere a un popolo che ricerca la protezione nel nome di Dio e la ottiene.
w98 15/12 p. 30 Ricordate?
In che senso si può dire che “il nome di Geova è una forte torre”? (Proverbi 18:10) Rifugiarsi nel nome di Dio significa confidare in lui. (Salmo 20:1; 122:4) Significa sostenere la sua sovranità, osservare le sue leggi e i suoi princìpi, avendo fede nelle sue promesse e rendendogli esclusiva devozione. (Isaia 50:10; Ebrei 11:6) — 1/9, pagina 10.
w94 1/2 p. 19 “Il nome di Geova è una forte torre”
Dai proclamatori del Regno
“Il nome di Geova è una forte torre”
VIVIAMO in un’epoca di instabilità. La nostra vita apparentemente stabile può cambiare da un giorno all’altro. Senza alcun preavviso alcuni si trovano in grave pericolo prima ancora di rendersene conto. Il pericolo può essere causato da sconvolgimenti politici, aggressioni, calamità naturali o malattie gravi. Qualunque sia la causa, a chi dovrebbe rivolgersi il cristiano quando la sua vita è in pericolo?
David, missionario che vive in una delle filiali della Società (Watch Tower), ha avuto risposta a questa domanda in seguito a un’esperienza agghiacciante. Prestando servizio come autista, una mattina lasciò la filiale per andare a prendere alcuni volontari che prestano servizio alla Betel ma che abitano fuori. Era ancora buio. Aveva fatto salire Rosalía e stava passando davanti a un posto di polizia quando udì il primo sparo.
Poi, tutto si svolse molto rapidamente. Sentì un rumore come di un grosso petardo e il sibilo dell’aria che usciva da una delle gomme. All’improvviso vide un soldato in mezzo alla strada che gli puntava un fucile contro. Tre cose avvennero quasi contemporaneamente: una serie di colpi crivellò la fiancata della jeep, mandando in frantumi i vetri; David e Rosalía si chinarono per schivare i colpi; il soldato sparò attraverso il parabrezza ad altezza d’uomo.
Mentre la jeep veniva ripetutamente colpita dai proiettili, David frenò alla meglio rimanendo sempre giù. Sia David che Rosalía pensarono che sarebbero morti. Invocarono ad alta voce Geova, chiedendogli di vigilare su di loro. In seguito Rosalía raccontò di essersi chiesta in quel frangente come avrebbe reagito la sua famiglia alla notizia della sua morte!
Ancora vivi!
Alla fine il rumore degli spari e dei vetri infranti cessò e David diede un’occhiata a Rosalía. Vedendo una piccola macchia di sangue sulla sua schiena, David si sentì gelare. Ma non era stata colpita da un proiettile, bensì da un pezzo di vetro che le si era conficcato nella schiena. Sempre a causa dei frammenti di vetro aveva le ginocchia sanguinanti, ma per il resto sembrava illesa.
Uomini in uniforme con una fascia bianca al braccio si avvicinarono alla jeep e ordinarono loro di uscire con le mani alzate. Uno, che sembrava di grado superiore, si voltò verso un soldato e disse: “Ti era stato detto di non sparare sui civili”. Il soldato si scusò, dicendo che aveva udito degli spari e che aveva pensato che venissero dalla jeep.
Quando David disse che lui e Rosalía erano testimoni di Geova la reazione fu favorevole. Egli spiegò cosa stava facendo, ma i soldati volevano comunque trattenerli. A quanto pare nelle prime ore del mattino una fazione militare aveva fatto un colpo di stato e quei soldati stavano andando a prendere possesso del posto di polizia quando David e Rosalía erano passati con la jeep.
Rosalía era molto scossa, ma coraggiosamente rimase calma mentre David li pregava di lasciarli andare. Alla fine ebbero il permesso di andarsene, ma senza la jeep. Dovettero recarsi a piedi in un viale vicino e prendere l’autobus per andare alla filiale, dove Rosalía venne medicata nell’infermeria.
Il potere della preghiera
David ha imparato una cosa da questa esperienza: non sottovalutare mai il potere della fervida preghiera e non dimenticare mai che identificarsi coraggiosamente come testimoni di Geova è spesso una protezione. Si può riscontrare letteralmente che “il nome di Geova è una forte torre. Il giusto vi corre e gli è data protezione”. — Proverbi 15:29; 18:10; Filippesi 4:6.
[Referenza fotografica a pagina 19]
Foto Publicaciones Capriles, Caracas, Venezuela
it-1 p. 967 Fortificazioni
Usi simbolici. Dato che nel deserto le torri erano i luoghi di rifugio più sicuri per chilometri e chilometri, si capisce perché Proverbi 18:10 dice: “Il nome di Geova è una forte torre. Il giusto vi corre e gli è data protezione”.
it-2 p. 402 Nome
A ciascuno di loro si riferisce la solenne promessa di Dio in Salmo 91:14: “Lo proteggerò perché ha conosciuto il mio nome”. Il nome non è in se stesso una formula magica, ma Colui che porta quel nome può proteggere il suo popolo devoto. Perciò il nome rappresenta Dio stesso. Per questo il proverbio dice: “Il nome di Geova è una forte torre. Il giusto vi corre e gli è data protezione”. (Pr 18:10) Questo è ciò che fanno coloro che gettano il loro peso su Geova. (Sl 55:22)
it-2 p. 678 Proverbi, Libro di
Chi ‘si rifugia’ nel nome di Geova (comprendendo e riconoscendo tutto ciò che quel nome rappresenta) riscontrerà che esso è una forte torre, come quelle in cui, nell’antichità, ci si rifugiava per mettersi in salvo dal nemico. — Pr 18:10; 29:25.
rs p. 368 par. 2 Spiritismo
Prov. 18:10: “Il nome di Geova è una forte torre. Il giusto vi corre e gli è data protezione”. (Questo non significa che si possa usare il nome personale di Dio come un talismano per scacciare il male. Il “nome” di Geova ne rappresenta la Persona. Siamo protetti quando impariamo a conoscerlo e a riporre piena fiducia in lui, sottomettendoci alla sua autorità e ubbidendo ai suoi comandi. In tal caso, quando invocheremo il suo aiuto usando il suo nome personale, egli ci darà la protezione che ha promesso nella sua Parola).
w87 15/5 p. 20 Ascoltate Geova mentre si avvicina la fine
‘Corriamo’ a Geova
17 Proverbi 18:10 afferma: “Il nome di Geova è una forte torre. Il giusto vi corre e gli è data protezione”. State ‘correndo’ a Geova? Ricordate ciò che Gesù disse delle persone dei giorni di Noè. “Mangiavano e bevevano, gli uomini si sposavano e le donne erano date in matrimonio, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si avvidero di nulla finché venne il diluvio e li spazzò via tutti”. (Matteo 24:38, 39) Ciò che non andava era il fatto che si preoccupavano di tutto fuorché di ascoltare Dio che parlava mediante il suo servitore, Noè, “predicatore di giustizia”. (2 Pietro 2:5) Poiché non ascoltarono, quando il Diluvio venne li “spazzò via tutti” nella distruzione.
18 Senza dubbio molti di quelli che persero la vita nel Diluvio pensavano di essere “brave persone”, dal momento che non partecipavano alla violenza che caratterizzava la società di quei giorni. Ma il semplice fatto di essere “brave persone” non li salvò. Con la loro apatia essi condonavano il male allora esistente. Il punto fondamentale era che non ‘corsero’ a Geova; non ascoltarono il servitore di Dio quando parlò. Non fecero di conseguenza i passi necessari per sopravvivere. Quelli che ascoltarono invece sopravvissero.
19 Oggi Dio rivolge un messaggio di pace a coloro che lo ascoltano. Che vantaggi ne traggono essi? Isaia 54:13 afferma: “Tutti i tuoi figli saranno persone ammaestrate da Geova, e abbondante sarà la pace dei tuoi figli”. Sì, “Geova stesso benedirà il suo popolo con la pace”. (Salmo 29:11) Così, in mezzo a un mondo violento, fra i testimoni di Geova regna una vera pace che nulla può infrangere. C’è fra loro un’amorevole fratellanza che i capi del mondo, le loro nazioni e le loro religioni non possono riprodurre. Perché non ci riescono? Perché non ascoltano realmente quando parla Dio. Pertanto non agiscono in base a ciò che lui dice. I testimoni di Geova, invece, ascoltano Dio. Prendono a cuore le parole di Ecclesiaste 12:13: “Temi il vero Dio e osserva i suoi comandamenti. Poiché questo è l’intero obbligo dell’uomo”.
20 Ecco ciò che tutti devono fare, sì, tutti coloro che vogliono vivere nel nuovo mondo di Dio. Devono ‘correre’ senza indugio a Geova. Sì, devono farsi guidare dalla sapienza data da Dio, sapienza che viene raffigurata nell’atto di dire: “Ascoltatemi; sì, felici sono quelli che osservano le mie medesime vie. Ascoltate la disciplina e divenite saggi, e non mostrate alcuna negligenza. Felice è l’uomo che mi ascolta . . . Poiché chi mi trova certamente troverà la vita”. — Proverbi 8:32-35.
PROVERBI 18:11)
“Le cose di valore del ricco sono la sua città forte, e nella sua immaginazione sono come un muro protettivo.”
g 4/09 p. 6 ‘Ho troppo da fare!’
UN IMMAGINARIO MURO PROTETTIVO
“Le cose di valore del ricco sono la sua città forte, e nella sua immaginazione sono come un muro protettivo”. (Proverbi 18:11) Nell’antichità la difesa contro eventuali attacchi era affidata ad alte mura di cinta. Immaginate di vivere invece in una città circondata da mura che esistono solo nella vostra mente. Per quanto vogliate credere il contrario, quelle mura non vi proteggeranno dai nemici.
Come chi vive in una città non protetta, i ragazzi che inseguono le ricchezze vanno incontro alla delusione. Se siete genitori, fareste bene ad aiutare vostro figlio a evitare la trappola del materialismo e a non rinchiudersi, per così dire, in una città cinta da un immaginario muro protettivo.
w01 15/6 p. 8 Come si può avere un concetto equilibrato del denaro?
La Parola di Dio dice: “Le cose di valore del ricco sono la sua città forte, e nella sua immaginazione sono come un muro protettivo”. (Proverbi 18:11) Pertanto in ultima analisi la sicurezza che le ricchezze offrono è solo immaginaria e di fatto è ingannevole. È sbagliato imperniare la propria vita sulle ricchezze anziché sull’ottenere l’approvazione di Dio.
w92 15/7 p. 15 par. 7 Rigettate le fantasie del mondo, perseguite le realtà del Regno
7 Le ricchezze materiali possono facilmente ingannarci. Per questo ci viene detto: “Le cose di valore del ricco sono la sua città forte, e nella sua immaginazione sono come un muro protettivo”. (Proverbi 18:11) Sì, solo “nella sua immaginazione”, perché i beni materiali offrono poca protezione in tempi di inflazione galoppante, crollo economico, sconvolgimenti politici o malattie con esito infausto. Gesù Cristo mise in guardia contro la stoltezza di riporre la propria fiducia nelle ricchezze materiali. (Luca 12:13-21) Abbiamo anche l’avvertimento dato dall’apostolo Paolo: “L’amore del denaro è la radice di ogni sorta di cose dannose, e correndo dietro a questo amore alcuni sono stati sviati dalla fede e si sono del tutto feriti con molte pene”. — 1 Timoteo 6:10.
w86 15/6 p. 7 Sperate in Dio o nelle ricchezze?
Dobbiamo rammentare che le cose materiali hanno un valore relativo. La Parola di Dio dice: “Le cose di valore del ricco sono la sua città forte, e nella sua immaginazione esse sono come un muro protettivo”. (Proverbi 18:11) Sì, la sicurezza che può offrire la ricchezza è pura e semplice immaginazione, è un’illusione. Non è che in se stesse le cose materiali siano cattive. È sbagliato però imperniare su di esse la nostra vita invece di cercare di ottenere l’approvazione di Dio. Gesù, considerato uno dei più saggi insegnanti della storia, acutamente disse: “Anche quando una persona ha abbondanza la sua vita non dipende dalle cose che possiede”. — Luca 12:15.
PROVERBI 18:12)
“Prima del crollo il cuore dell’uomo è altero, e prima della gloria c’è l’umiltà.”
it-2 p. 1158 Umiltà
L’umiltà guiderà una persona sulla retta via e le farà conseguire la gloria, poiché è Dio che esalta uno e umilia l’altro. (Sl 75:7) “Prima del crollo il cuore dell’uomo è altero, e prima della gloria c’è l’umiltà”. (Pr 18:12; 22:4) Perciò chi cerca la gloria con arroganza non l’avrà, come Uzzia re di Giuda, che diventò presuntuoso e usurpò le mansioni sacerdotali: “Appena egli si fu fortificato, il suo cuore si insuperbì fino al punto di causare rovina, così che agì infedelmente contro Geova suo Dio ed entrò nel tempio di Geova per bruciare incenso sull’altare dell’incenso”. Quando Uzzia si infuriò verso i sacerdoti che lo avevano ripreso, venne colpito dalla lebbra. (2Cr 26:16-21) La mancanza di umiltà lo fece sviare, a sua rovina.
it-2 p. 1160 Umiltà
La falsa umiltà può in effetti produrre superbia, perché uno può essere indotto a pensare di essere giusto per merito proprio; o può pensare di raggiungere i suoi fini, senza rendersi conto che non può ingannare Geova. Se diventa superbo, a suo tempo sarà umiliato in modo poco piacevole. Sarà abbassato e, forse, distrutto. — Pr 18:12; 29:23.
w89 15/6 pp. 25-27 “Prima della gloria c’è l’umiltà”
“Prima della gloria c’è l’umiltà”
UN GIOVANE si trovava in una prigione egiziana dietro falsa accusa. Aveva subìto molte umiliazioni e sembrava che ogni speranza di riottenere la libertà fosse svanita. Poi gli arrivò l’ordine di comparire davanti a Faraone. Le guardie lo fecero subito uscire. Si rase, si cambiò i mantelli e quindi comparì di fronte al sovrano.
Per Giuseppe era in serbo una sorpresa. Con l’aiuto di Geova egli interpretò correttamente due sogni di Faraone e quest’ultimo disse: “Vedi, davvero ti pongo sopra tutto il paese d’Egitto”. (Genesi 41:41) Che esperienza incredibile: dalla prigione al palazzo di corte in un sol giorno! L’esperienza di Giuseppe illustra bene ciò che in seguito fu ispirato a scrivere il re Salomone: “Poiché è uscito dalla stessa casa di prigionia per divenire re”. Appropriatamente, Salomone scrisse due volte: “Prima della gloria c’è l’umiltà”. — Ecclesiaste 4:14; Proverbi 15:33; 18:12.
Se volete trarre beneficio da questa verità biblica, chiedetevi: Cosa diede a Giuseppe la forza di sopportare le umiliazioni inflittegli? Come fece questo fedele servitore di Geova a sopportare la prigione sapendo di essere lì dietro falsa accusa? Quale gloria aveva in mente Geova per Giuseppe? Quale gloria attende coloro che nel corso dei secoli hanno subìto con fedeltà e coraggio persecuzione e umiliazioni? E soprattutto, cosa ci aiuta a non perdere l’equilibrio quando soffriamo umiliazioni?
Giuseppe deve aver meditato spesso sui due sogni profetici che aveva avuto in precedenza, secondo i quali i suoi fratelli e anche i suoi genitori si sarebbero ‘inchinati’ davanti a lui. In effetti i suoi fratelli, udito il primo sogno, chiesero: ‘Regnerai su di noi?’ — Genesi 37:8-10.
I fratelli di Giuseppe, per gelosia, per poco non lo uccisero! Ma sotto la guida di Geova il ragazzo, che allora aveva 17 anni, fu venduto a dei mercanti che viaggiavano e questi, a loro volta, lo vendettero a Potifar, capo della guardia del corpo di Faraone.
In seguito Giuseppe divenne l’economo della casa di Potifar, e la moglie di questi tentò di sedurlo, essendo egli un giovane di bell’aspetto. Ma Giuseppe si mostrò leale a Geova e scappò. Mentendo, l’astuta moglie accusò Giuseppe di aver cercato di violentarla e Potifar le credette, così che il poveretto finì in prigione.
Ad ogni modo, Giuseppe rimase leale a Geova, e Geova, come abbiamo visto, fece sì che venisse portato da Faraone per interpretare dei sogni. In seguito Faraone assegnò a Giuseppe l’importante privilegio di organizzare le scorte alimentari dell’Egitto. Quando una carestia colpì anche Canaan, ecco che i fratelli di Giuseppe si inchinarono dinanzi a lui per procurarsi cibo per la famiglia.
Altri che passarono ‘dall’umiltà alla gloria’
Un altro fedele servitore di Geova la cui vita conferma la verità divina secondo cui “prima della gloria c’è l’umiltà” fu Mosè. Allevato nel lusso della corte di Faraone, Mosè aveva dinanzi a sé un futuro invidiabile. Poi sembrò che gli eventi precipitassero. Mosè agì mosso dalla fede in Geova e dall’amorevole interessamento per il suo popolo, e fu così che per salvare la pelle dovette sfuggire all’ira di Faraone. Completamente solo, viaggiò fino a Madian. Per quarant’anni manifestò umiltà conducendo una semplice vita da pastore, al servizio di suo suocero Ietro. Come dovette essere incoraggiante per Mosè, durante quei formativi quarant’anni, riflettere sul modo in cui Geova l’aveva umiliato e pensare a ciò che gli poteva ancora riservare il futuro!
Poi venne la gloria. Geova nominò Mosè Suo portavoce presso Faraone e lo incaricò di condurre il Suo popolo fuori dall’Egitto. Che privilegi gloriosi, per Mosè, avere un ruolo importante in relazione alle dieci piaghe e condurre il popolo d’Israele attraverso il Mar Rosso! In seguito, sul Sinai, Mosè ricevette da Geova la Legge. Quando ridiscese, gli altri “non potevano fissare attentamente la faccia di Mosè a causa della gloria della sua faccia”. — 2 Corinti 3:7.
Considerate anche Giobbe, il più grande di tutti gli orientali. Era un ‘uomo irriprovevole e retto, che temeva Dio e si ritraeva dal male’. (Giobbe 1:2, 3, 8) Poi, all’improvviso, perse i suoi dieci figli e tutte le migliaia di pecore, cammelli, bovini e asine che aveva.
E non era tutto. Il suo corpo si ricoprì di foruncoli maligni, dandogli un aspetto disgustoso. Perfino sua moglie lo schernì: “Mantieni ancora la tua integrità? Maledici Dio e muori!” (Giobbe 2:9) Giobbe affrontò severe prove e umiliazioni, ma era del tutto all’oscuro della contesa celeste tra Geova e l’arciribelle, Satana. E la lunga conversazione con i suoi tre “amici” non lo aiutò minimamente. Tuttavia, Giobbe mantenne l’integrità. Accettò anche, umilmente, i saggi consigli di Eliu, che pure era molto più giovane di lui. — Giobbe 32:4.
Fu ricompensato? Sì. Geova ristabilì Giobbe, raddoppiò le dimensioni dei suoi greggi e gli diede sette figli e tre figlie, le più belle di tutto il paese! Che conclusione gloriosa per l’umiltà di Giobbe! Ancora una volta si dimostrarono vere le parole: “Prima della gloria c’è l’umiltà”. — Giobbe 42:12-15.
Diversi tipi di gloria
Com’è ovvio, ci sono diversi tipi di gloria: dalla gloria dei capelli della donna alla gloria della faccia di Mosè quando scese dal Sinai. (1 Corinti 11:15; 2 Corinti 3:7) Tramonti spettacolari hanno una loro gloria, e altra è la gloria delle stelle. — 1 Corinti 15:41.
La parola “gloria” nelle sue diverse forme è usata nella Bibbia centinaia di volte. Esaminando questi versetti e il loro contesto è chiaro che la fonte di ogni gloria è Geova. I suoi fedeli servitori e i capolavori della sua creazione non possono che riflettere questa gloria in molti modi e in diversi gradi.
Il nostro secolo ha visto coloro che hanno la gloriosa speranza della vita celeste soffrire molte umiliazioni. Durante la prima guerra mondiale i principali responsabili della Watch Tower Society a Brooklyn furono condannati a vent’anni di prigione dietro false accuse. In quello stesso periodo la persecuzione scoppiò in vari luoghi. Ad esempio, J. B. Siebenlist fu tenuto in prigione per tre giorni senza processo e senza cibo, a parte tre pezzi di focaccia di granturco avariati. Una turba lo prese dalla prigione, lo spogliò, lo ricoprì di pece calda e lo frustò con una frusta da calesse dotata di un’estremità metallica. A un processo il pubblico ministero esclamò: “All’inferno la vostra Bibbia; dovreste essere all’inferno con la schiena spezzata; dovreste essere impiccati”.
Nel corso della seconda guerra mondiale alcuni fedeli servitori di Geova dovettero sopportare indicibili sofferenze nei campi di concentramento nazisti. Uno di questi fu Martin Poetzinger, un unto Testimone che sopravvisse e divenne membro del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova. Egli descrisse Dachau come un “manicomio di demoni”. Nel campo di Mauthausen “la Gestapo tentò ogni sistema per indurci a infrangere la nostra fede in Geova. Fame, falsi amici, brutalità, farci rimanere giorni e giorni in piedi in un luogo angusto, appenderci per i polsi, con le mani dietro la schiena, a un palo di tre metri, frustate: [tentarono] questo e altro”.
Cosa diede a questi cristiani fedeli la forza di continuare?
In condizioni così squallide e umilianti, ciò che li aiutò a perseverare fu la loro fede nel risultato finale, compreso il glorioso futuro che attende coloro che mantengono l’integrità. Per il “piccolo gregge” di Testimoni unti si tratta di un’eredità celeste. (Luca 12:32) Uno speciale tipo di gloria terrena è riservato ad altri esseri umani fedeli. Alcuni di loro, come Giuseppe e Mosè, sono menzionati nel capitolo 11 di Ebrei. Leggete i versetti 32-40 e meditate sulle umiliazioni subite da alcuni di quei fedeli. Inoltre, “una grande folla” sta ora servendo Geova sulla terra. (Rivelazione 7:9, 15) Quale futuro è in serbo per loro?
Un futuro magnifico. Il governo celeste retto da Gesù Cristo avrà rappresentanti terreni che metteranno in pratica le istruzioni contenute nei rotoli menzionati in Rivelazione 20:12. Costoro avranno privilegi gloriosi, non come re, ma come “principi in tutta la terra”, e insieme a loro innumerevoli altri esseri umani umili e fedeli, tra cui molti risuscitati, otterranno la vita eterna in una gloriosa terra paradisiaca. — Salmo 45:16.
Oggi milioni di persone hanno mostrato umiltà abbandonando la falsa religione e impegnandosi con gioia nell’opera di predicazione di casa in casa compiuta dai testimoni di Geova. Molti di essi hanno affrontato scherni da parte di familiari e amici, ma si sono attenuti alla vera adorazione. Hanno accettato con umiltà correzione e disciplina così da servire il vero Dio, Geova. La loro speranza è quella di vivere nel Paradiso ripristinato, quando “la terra sarà piena della conoscenza della gloria di Geova come le acque stesse coprono il mare”. — Abacuc 2:14.
Questo è un periodo di prove per il popolo di Geova. È quasi come se fossimo forestieri in un paese straniero. Il baratro che separa la vera adorazione da quella falsa si allarga sempre più. Tutti noi subiamo qualche forma di umiliazione. Ma proprio come Gesù trasse conforto e forza dalla gioia che gli era posta dinanzi, così anche noi possiamo superare le prove ricordando quale sarà l’esito finale.
La Bibbia ci consiglia: “Umiliatevi agli occhi di Geova, ed egli vi esalterà”. (Giacomo 4:10) Ogni volta che dovete affrontare una prova difficile, ricordate queste parole: “Prima della gloria c’è l’umiltà”. E ricordate anche che Geova non può venir meno!
PROVERBI 18:13)
“Quando qualcuno risponde a una questione prima di aver[la] udita, questo da parte sua è stoltezza e umiliazione.”
w99 15/3 pp. 16-17 par. 4 Insegnate con perspicacia e persuasione
4 È particolarmente importante che gli anziani cristiani siano buoni ascoltatori. Solo così possono veramente “sapere come dare risposta a ciascuno”. (Colossesi 4:6) Proverbi 18:13 avverte: “Quando qualcuno risponde a una questione prima di averla udita, questo da parte sua è stoltezza e umiliazione”. Una volta due fratelli ben intenzionati diedero consigli a una sorella per metterla in guardia dallo spirito mondano perché aveva saltato alcune adunanze. La sorella fu profondamente ferita dal fatto che non le avessero chiesto il motivo della sua assenza. Era mancata alle adunanze perché aveva subìto un intervento chirurgico. Com’è importante, dunque, ascoltare prima di dare consigli!
g88 8/9 p. 20 Dovrei fare la spia sul conto di un amico?
Proverbi 18:13, però, avverte: “Quando qualcuno risponde a una questione prima di averla udita, questo da parte sua è stoltezza”. Forse c’è stato qualche malinteso. D’altronde il tuo amico può sentirsi sollevato per il fatto che il suo problema è venuto a galla e che egli ha qualcuno con cui parlare e confidarsi. Sii dunque un buon ascoltatore. (Giacomo 1:19) Non impedirgli di esprimere liberamente i suoi sentimenti sparando giudizi come “Non avresti dovuto . . .” o “Se fossi stato in te, avrei . . .” Commenti del genere non fanno altro che accentuare i sentimenti di colpa del tuo amico e il suo senso di inettitudine. Allo stesso modo, espressioni di sgomento quali “Come hai potuto!” non fanno altro che peggiorare una situazione già grave.
PROVERBI 18:14)
“Lo spirito di un uomo può sostenere la sua malattia, ma in quanto a uno spirito abbattuto, chi lo può sollevare?”
g97 22/6 p. 25 Come posso affrontare una malattia grave?
Uno spirito positivo
Per affrontare qualsiasi malattia ci vuole uno spirito positivo. La Bibbia dice: “Lo spirito di un uomo può sostenere la sua malattia, ma in quanto a uno spirito abbattuto, chi lo può sollevare?” (Proverbi 18:14) Pensieri e sentimenti tristi e pessimistici ostacolano la guarigione. Jason l’ha riscontrato di persona.
All’inizio Jason dovette combattere contro sentimenti negativi, come l’ira, che lo buttavano giù. Cosa l’ha aiutato? Egli spiega: “Gli articoli della Torre di Guardia e di Svegliatevi! sulla depressione mi hanno aiutato molto a mantenere uno spirito positivo. Ora mi sforzo di affrontare la vita un giorno alla volta”.
Anche Carmen, che ha 17 anni, ha imparato a vedere il lato positivo delle cose. Pur soffrendo di anemia falciforme, si concentra sulle benedizioni che ha. “Penso a quelli che stanno peggio di me e che non possono fare quello che faccio io”, dice. “Così mi sento grata e non mi commisero”.
g91 22/11 p. 6 La Bibbia ha precorso la scienza nella lotta contro le malattie
Vale la pena di ponderare le parole di Proverbi capitolo 18, versetto 14: “Lo spirito di un uomo può sostenere la sua malattia, ma in quanto a uno spirito abbattuto, chi lo può sollevare?” Questo versetto fa pensare che la propria capacità di resistere a una certa malattia fisica può aumentare attingendo alle forze spirituali.
PROVERBI 18:15)
“Il cuore di chi ha intendimento acquista conoscenza, e l’orecchio dei saggi cerca di trovare conoscenza.”
w04 15/10 p. 14 par. 4 “Percorri il paese”
4 La Parola di Dio dice: “Il cuore di chi ha intendimento acquista conoscenza, e l’orecchio dei saggi cerca di trovare conoscenza”. (Proverbi 18:15) Ci sono molti campi che si potrebbero approfondire, ma l’accurata conoscenza di Geova Dio e del suo modo di agire è di primaria importanza. Di certo ciò che leggiamo nella Bibbia è fondamentale. (2 Timoteo 3:16) Notate, però, che vi è implicato l’intendimento, ovvero la capacità di esaminare una questione, di discernere o afferrare la relazione che c’è fra le sue componenti e il tutto.
PROVERBI 18:17)
“Chi è il primo nella sua causa è giusto; entra il suo compagno e certamente lo scruta.”
w11 15/8 p. 30 parr. 11-12 Perseguiamo la pace
Nondimeno, un altro proverbio avverte: “Il primo a parlare in una lite sembra aver ragione, ma viene il suo avversario e lo confuta”. (Prov. 18:17, CEI) L’anziano deve ascoltare benignamente, ma allo stesso tempo starà attento a non prendere le parti di chi gli riferisce l’accaduto. Dopo averlo ascoltato, verosimilmente gli chiederà se ha parlato con l’altra persona. Vorrà inoltre spiegargli quali passi scritturali può compiere per perseguire la pace.
12 Tre esempi biblici mettono in evidenza il pericolo di agire in maniera affrettata dopo aver udito una sola campana. Potifar credette a sua moglie quando questa gli disse che Giuseppe aveva cercato di violentarla. In preda all’ira, Potifar fece gettare Giuseppe in prigione. (Gen. 39:19, 20) Il re Davide credette a Ziba, il quale gli aveva raccontato che il proprio padrone, Mefiboset, si era schierato con i nemici del re. “Ecco, ogni cosa che appartiene a Mefiboset è tua”, fu l’avventata risposta di Davide. (2 Sam. 16:4; 19:25-27) Al re Artaserse fu riferito che i giudei stavano ricostruendo le mura di Gerusalemme e si preparavano a ribellarsi all’impero persiano. Il re credette a questo falso rapporto e ordinò che tutti i lavori di ricostruzione a Gerusalemme cessassero. Di conseguenza i giudei dovettero interrompere i lavori presso il tempio di Dio. (Esd. 4:11-13, 23, 24) Gli anziani cristiani, saggiamente, seguono il consiglio di Paolo a Timoteo ed evitano di emettere giudizi avventati. — Leggi 1 Timoteo 5:21.
PROVERBI 18:19)
“Il fratello contro cui si trasgredisce è più di una città forte; e ci sono contese come la sbarra di una torre di dimora.”
w06 15/9 p. 18 par. 10 Punti notevoli del libro di Proverbi
18:19: In che senso “il fratello contro cui si trasgredisce è più di una città forte”? Come una città forte stretta d’assedio, la persona a cui si fa un torto può irrigidirsi e rifiutarsi di fare concessioni. Le dispute fra lei e il trasgressore possono facilmente diventare una barriera, come “la sbarra di una torre di dimora”.
w94 1/2 p. 32 “Più di una città forte”
“Più di una città forte”
“AL RITMO attuale, il 40 per cento circa dei bambini americani vedrà naufragare il matrimonio dei genitori prima di arrivare ai 18 anni”. (Science, 7 giugno 1991) Una statistica agghiacciante! Perché succede questo?
In un’intervista concessa a un giornale, Edward M. Ginsburg, magistrato esperto in diritto di famiglia e dei minori, ha espresso la sua opinione dicendo: “Siamo una società egoista. Pensiamo al nostro io. Chiediamo: ‘Che ci guadagno?’ Vogliamo la gratificazione istantanea”. — The Boston Globe.
Questo egoismo dovuto all’immaturità è causa di rancori e conflitti nel matrimonio. Il giudice Ginsburg dice che quando infine arrivano all’udienza per ottenere il divorzio, marito e moglie vogliono che qualcuno dica loro che hanno ragione e che il coniuge ha torto. Vogliono che qualcuno dica: “Hai vinto tu”.
Le sue parole fanno venire in mente un proverbio ispirato: “Il fratello contro cui si trasgredisce è più di una città forte”. (Proverbi 18:19) Sì, quando nel matrimonio ci sono accesi contrasti, i contendenti possono irrigidirsi su posizioni irragionevoli. Spesso si rifiutano ostinatamente di fare concessioni, come “una città forte” stretta d’assedio.
È proprio necessario che le cose vadano così? No, c’è un’alternativa. I matrimoni sono forti e durevoli quando, fin dall’inizio, entrambi i coniugi danno ascolto alle parole dell’apostolo Paolo: “Divenite benigni gli uni verso gli altri, teneramente compassionevoli, perdonandovi liberalmente gli uni gli altri, come anche Dio vi ha liberalmente perdonati mediante Cristo”. (Efesini 4:32) È facile coltivare queste qualità? Non sempre. Ma fino a che punto è facile divorziare? Che dire del dolore causato dagli strascichi emotivi ed economici di un matrimonio infranto? E che dire dei figli, che spesso si porteranno addosso le cicatrici del divorzio dei genitori anche da adulti?
È molto meglio che entrambi i coniugi si impegnino per consolidare il matrimonio e non siano intransigenti come “una città forte” l’uno con l’altro. Il consiglio che Paolo diede ai cristiani vale in particolare per le coppie di sposi: “Rivestitevi d’amore, poiché è un perfetto vincolo d’unione”. — Colossesi 3:14.
[Referenza fotografica a pagina 32]
The Complete Encyclopedia of Illustration/J. G. Heck
it-1 p. 556 Contesa
Le dispute fra persone legate un tempo da vincoli fraterni possono costituire una barriera quasi insormontabile che impedisce la riconciliazione. “Il fratello contro cui si trasgredisce è più di una città forte; e ci sono contese come la sbarra di una torre di dimora”. — Pr 18:19.
PROVERBI 18:21)
“Morte e vita sono in potere della lingua, e chi l’ama ne mangerà i frutti.”
w00 1/3 p. 17 “Ricercate Geova e la sua forza”
Potere di far male e potere di sanare
14 Non ogni potere che abbiamo viene direttamente da Dio. La lingua, per esempio, ha sia il potere di far male che quello di sanare. “Morte e vita sono in potere della lingua”, avverte Salomone. (Proverbi 18:21) I risultati della breve conversazione che Satana ebbe con Eva dimostrano quanto danno possano fare le parole. (Genesi 3:1-5; Giacomo 3:5) Anche noi possiamo fare molto danno con la lingua. Commenti dispregiativi sull’aspetto di una ragazza possono spingerla verso l’anoressia. Ripetere sconsideratamente una calunnia può rovinare un’amicizia che durava da una vita. Sì, bisogna controllare la lingua.
it-2 pp. 1204-1205 Vita
Nel salvaguardare la propria vita custodendo il cuore, occorre tenere sotto controllo la lingua. “Morte e vita sono in potere della lingua, e chi l’ama ne mangerà i frutti”. (Pr 18:21) Gesù ne spiegò la ragione: “Le cose che escono dalla bocca vengono dal cuore, e queste cose contaminano l’uomo”. (Mt 15:18; Gc 3:5-10) Impiegando appropriatamente la lingua per lodare Dio e per dire cose giuste, si rimane invece nella via della vita. — Sl 34:12-14; 63:3; Pr 15:4.
PROVERBI 18:24)
“Esistono compagni disposti a spezzarsi l’un l’altro, ma esiste un amico che si tiene più stretto di un fratello.”
g96 8/2 p. 7 Fidarsi o non fidarsi
Lo scrittore del libro biblico di Proverbi riconosce che “esistono compagni disposti a spezzarsi l’un l’altro”, cioè persone che cercano di approfittare della fiducia altrui. Il mondo ne è pieno. Ma date agli altri il tempo e l’opportunità di dimostrare che meritano fiducia, e troverete degli amici che, in effetti, ‘si tengono più stretti di un fratello’. — Proverbi 18:24.
PROVERBI 19:3)
“È la stoltezza dell’uomo terreno che torce la sua via, e così il suo cuore diviene furente contro Geova stesso.”
w03 15/7 p. 23 Salvaguardate la facoltà di pensare e agite con saggezza
È anche possibile ‘divenire furenti contro Geova stesso’. (Proverbi 19:3) In che modo? Incolpando Dio dei nostri problemi e usandoli per giustificare azioni che non sono in armonia con le sue leggi e i suoi princìpi.
w98 1/8 p. 32 Di chi è la colpa?
Di chi è la colpa?
Molti danno a Dio la colpa dei loro guai. Un proverbio biblico dice: “Certa gente va in rovina per la sua stoltezza, ma se la prende con il Signore”. (Proverbi 19:3, Parola del Signore) Attribuire a Dio la responsabilità dei guai dell’uomo è come incolpare il fabbricante di un’automobile dei frequenti incidenti causati dalla guida in stato di ebbrezza.
w92 15/11 pp. 15-18 parr. 9-20 Non si può dare la colpa a Geova
Dovremmo apprezzare l’aiuto che riceviamo da Dio, non dando mai a lui la colpa dei problemi e delle difficoltà che ci creiamo da soli. A questo riguardo un saggio proverbio dice: “È la stoltezza dell’uomo terreno che torce la sua via, e così il suo cuore diviene furente contro Geova stesso”. (Proverbi 19:3) Un’altra traduzione lo rende così: “Certa gente va in rovina per la sua stoltezza, ma se la prende con il Signore”. (Parola del Signore) E un’altra ancora: “La stoltezza d’un uomo ne guasta gli affari; ed egli poi se la prende con Dio”. — Pontificio Istituto Biblico.
10 Secondo il principio contenuto in questo proverbio, Adamo agì egoisticamente e il suo stolto modo di pensare ‘torse la sua via’. Il suo cuore si allontanò da Geova Dio, ed egli seguì una condotta egoistica e indipendente. Adamo si mostrò così ingrato da dare la colpa al suo Creatore e in tal modo si rese nemico dell’Altissimo! Il peccato di Adamo causò la rovina sua e della sua famiglia. Che avvertimento è questo! Chi è incline a dare la colpa a Geova per certe situazioni spiacevoli farebbe bene a chiedersi: Do a Dio il merito delle cose buone che ho? Sono riconoscente di essere in vita come sua creatura? È possibile che le mie difficoltà siano dovute ai miei propri errori? Mi merito il favore o l’aiuto di Geova perché seguo la sua guida, esposta nella sua Parola ispirata, la Bibbia?
Un pericolo anche per i servitori di Dio
11 I capi religiosi ebrei del I secolo E.V. asserivano di servire Dio, ma trascuravano la sua parola di verità e confidavano nel proprio intendimento. (Matteo 15:8, 9) Quando Gesù Cristo smascherò il loro modo di pensare errato, lo misero a morte. In seguito si infuriarono contro i suoi discepoli. (Atti 7:54-60) Torsero a tal punto la loro via che divennero furenti contro Geova stesso. — Confronta Atti 5:34, 38, 39.
12 Persino alcuni componenti della congregazione cristiana hanno sviluppato un modo di pensare pericoloso e cercano di attribuire a Dio la responsabilità dei loro problemi. Per esempio, gli anziani di una certa congregazione ritennero necessario dare a una giovane donna sposata consigli scritturali benevoli, ma fermi, perché frequentava un uomo del mondo. Durante una conversazione, la giovane incolpò Dio di non averla aiutata a resistere alla tentazione che la compagnia assidua di quell’uomo costituiva per lei. Arrivò a dire che era arrabbiatissima con Dio! A nulla valsero i ragionamenti scritturali e i ripetuti tentativi di aiutarla; in seguito essa intraprese una condotta immorale che la portò ad essere espulsa dalla congregazione cristiana.
13 Lo spirito di lamentela può portare una persona a prendersela con Geova. “Uomini empi” che si erano insinuati nella congregazione del I secolo avevano un cattivo spirito di questo tipo, nonché altri atteggiamenti spiritualmente corrotti. Come disse il discepolo Giuda, quegli uomini ‘mutavano l’immeritata benignità del nostro Dio in una scusa per tenere una condotta dissoluta e si mostravano falsi al nostro solo Proprietario e Signore, Gesù Cristo’. Giuda dichiarò pure: “Questi uomini sono mormoratori, lamentatori della loro sorte nella vita”. (Giuda 3, 4, 16) Saggiamente i leali servitori di Geova pregheranno per avere uno spirito riconoscente, non uno spirito di lamentela che potrebbe col tempo inasprirli al punto da far perdere loro la fede in Dio e mettere a repentaglio la loro relazione con lui.
14 Forse pensate che questo non vi accadrà mai. Eppure le cose che vanno storte a causa dei nostri errori o di quelli di altri potrebbero alla fine spingerci a dare la colpa a Dio. Per esempio, uno potrebbe offendersi per ciò che dice o fa un compagno di fede. L’offeso — magari uno che ha servito lealmente Geova per molti anni — potrebbe quindi dire: ‘Se nella congregazione c’è quella persona, io non vengo alle adunanze’. Potrebbe agitarsi a tal punto da dire nel proprio cuore: ‘Se le cose vanno così, non voglio far parte della congregazione’. Ma un cristiano dovrebbe ragionare in questa maniera? Se l’offensore è un altro essere umano imperfetto, perché prendersela con un’intera congregazione di persone accette a Dio e che lo servono lealmente? Perché uno che si è dedicato a Geova Dio dovrebbe smettere di fare la sua volontà e prendersela in tal modo con lui? Quanto è saggio lasciare che un individuo o una serie di circostanze distruggano la buona relazione che abbiamo con Geova? Sicuramente sarebbe stolto e peccaminoso smettere di adorare Geova Dio, per qualunque ragione. — Giacomo 4:17.
15 Immaginate di trovarvi nella stessa congregazione in cui si trovava l’amorevole cristiano Gaio. Egli ‘faceva un’opera fedele’, dando ospitalità ai compagni di fede in visita, e per di più estranei! Ma a quanto pare nella stessa congregazione c’era l’orgoglioso Diotrefe. Egli non accettava nulla con rispetto da Giovanni, apostolo di Gesù Cristo. Anzi, Diotrefe chiacchierava sul conto di Giovanni con parole malvage. L’apostolo disse: “Non contento di queste cose, [Diotrefe] nemmeno riceve i fratelli con rispetto, e quelli che vogliono riceverli cerca di ostacolarli e di cacciarli dalla congregazione”. — 3 Giovanni 1, 5-10.
16 Se fosse andato in quella congregazione, Giovanni avrebbe senz’altro ricordato ciò che Diotrefe stava facendo. Nel frattempo, come reagivano Gaio e altri cristiani ospitali di quella congregazione? Non ci sono motivi scritturali per ritenere che alcuno di loro abbia detto: ‘Finché nella congregazione ci sarà Diotrefe, non intendo farne parte. Non mi vedrete alle adunanze’. Senza dubbio Gaio e altri come lui rimasero saldi. Non permisero che alcuna cosa facesse smettere loro di compiere la volontà di Dio, e di sicuro non divennero furenti contro Geova. No di certo, e non caddero vittime degli stratagemmi di Satana il Diavolo, che si sarebbe rallegrato se fossero diventati infedeli e se la fossero presa con Geova Dio. — Efesini 6:10-18.
Non divenite mai furenti contro Geova!
17 Anche se nella congregazione qualcuno o qualcosa causasse dispiacere o offesa a un servitore di Dio, l’offeso torcerebbe in effetti la propria via se smettesse di associarsi col popolo di Geova. Non farebbe buon uso delle proprie facoltà di percezione. (Ebrei 5:14) Siate quindi determinati ad affrontare qualunque avversità rimanendo integri. Mantenetevi leali a Geova Dio, a Gesù Cristo e alla congregazione cristiana. (Ebrei 10:24, 25) La verità che conduce alla vita eterna non si trova da nessun’altra parte.
18 Ricordate pure che Geova non mette mai alla prova nessuno col male. (Giacomo 1:13) Dio, che è la personificazione stessa dell’amore, fa del bene, specialmente a quelli che lo amano. (1 Giovanni 4:8) Anche se non sempre comprendiamo il modo in cui Dio agisce, possiamo avere fiducia che Geova Dio non mancherà mai di fare ciò che è meglio per i suoi servitori. Come disse Pietro, “umiliatevi, perciò, sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi esalti a suo tempo; mentre gettate su di lui tutta la vostra ansietà, perché egli ha cura di voi”. (1 Pietro 5:6, 7) Sì, Geova ha davvero cura del suo popolo. — Salmo 94:14.
19 Perciò non permettete mai che qualcosa o qualcuno vi faccia inciampare. Come disse molto bene il salmista, ‘abbondante pace appartiene a quelli che amano la legge di Geova Dio, e per loro non c’è pietra d’inciampo’. (Salmo 119:165) Tutti noi dobbiamo affrontare delle prove, e a volte queste possono farci sentire depressi o scoraggiati. Ma non lasciate mai che il vostro cuore si inasprisca, specie contro Geova. (Proverbi 4:23) Con il suo aiuto e in base alle Scritture, affrontate i problemi che potete risolvere e sopportate quelli che persistono. — Matteo 18:15-17; Efesini 4:26, 27.
20 Non lasciate mai che i vostri stati d’animo vi facciano reagire stoltamente così da torcere la vostra via. Parlate e agite in modo da rallegrare il cuore di Geova. (Proverbi 27:11) Invocate Geova con fervide preghiere, sapendo che ha veramente cura di voi come suoi servitori e che vi darà l’intendimento necessario per continuare a camminare insieme al suo popolo sulla via della vita. (Proverbi 3:5, 6) Soprattutto, non divenite furenti contro Dio. Quando le cose vanno male, ricordate sempre che la colpa non è di Geova.
PROVERBI 19:8)
“Chi acquista cuore ama la sua propria anima. Chi custodisce il discernimento troverà il bene.”
w99 1/7 p. 19 parr. 4-5 Famiglie, lodate Dio come parte della sua congregazione
Forse i suoi motivi non sono tutti errati, ma ci vuole tempo per rendere il proprio cuore veramente gradito a Dio. Questo comporta il mettere i propri pensieri, desideri, affetti, sentimenti e obiettivi in armonia con ciò che Dio approva, nella misura in cui possono farlo esseri umani imperfetti. Quando si modella la persona interiore nel modo che Dio gradisce, si “acquista cuore”. — Proverbi 9:4; 19:8.
5 I genitori possono aiutare i figli ad ‘acquistare cuore’? È vero che nessun essere umano può mettere una buona condizione di cuore in un altro. Ognuno di noi è dotato del libero arbitrio, e molto dipende da ciò su cui concentriamo la nostra mente. Usando discernimento, però, spesso i genitori possono far esprimere il figlio, così da sapere cosa ha nel cuore e di quale aiuto ha bisogno. Fate domande come queste: ‘Tu che ne pensi?’ ‘Cosa ti piacerebbe veramente fare?’ Poi ascoltate pazientemente. Evitate reazioni inconsulte. (Proverbi 20:5) Se volete raggiungere il cuore, è importante che ci sia un’atmosfera affettuosa, comprensiva e amorevole.
it-1 p. 633 Cuore
In contrasto con chi “manca di cuore”, i proverbi parlano anche di chi “acquista cuore”. Ad esempio, Proverbi 19:8 dice: “Chi acquista cuore ama la sua propria anima. Chi custodisce il discernimento troverà il bene”. Tale persona presta seriamente attenzione a ciò che è nel suo intimo. Usa la mente per acquistare accurata conoscenza di Dio e delle sue vie; medita su queste cose e cerca di metterle in pratica. Modella attentamente i propri desideri, affetti, emozioni e mete nella vita secondo ciò che sa essere approvato da Dio. Agendo così, fa del bene a se stessa, dimostrando di ‘amare la sua propria anima’. Edificando in tal modo la persona interiore, “custodisce il discernimento”, perché fortifica in senso positivo quei fattori che esercitano una notevole influenza sulla sua capacità di pensare con lucidità e di agire con saggezza.
PROVERBI 19:11)
“La perspicacia di un uomo certamente rallenta la sua ira, ed è bellezza da parte sua passare sopra alla trasgressione.”
w07 1/12 pp. 19-20 Insegnate ai vostri figli a essere pacifici
Siate lenti all’ira
Proverbi 19:11 dice: “La perspicacia di un uomo certamente rallenta la sua ira”. Come potete aiutare i figli a coltivare tale perspicacia? David menziona un modo pratico che lui e sua moglie, Mariann, hanno trovato utile con i loro due bambini. Dice: “Quando i nostri figli si arrabbiano perché qualcuno ha detto o fatto qualcosa che li ha offesi, li aiutiamo a mettersi nei panni degli altri. Facciamo loro domande semplici del tipo: ‘Ha forse avuto una giornata difficile? Potrebbe essere geloso? Qualcuno l’ha offeso?’” Mariann aggiunge: “Questo tende a calmare i bambini invece di farli rimuginare sull’accaduto o di farli discutere su chi ha ragione e chi ha torto”.
Questa educazione può sortire ottimi risultati. Notate come Nicole, citata all’inizio di questo articolo, fu aiutata da sua madre, Michelle, in un modo che andò oltre il semplice sanare la frattura con la sua amichetta Gabrielle. “Io e Nicole leggemmo il capitolo 14 del libro Impariamo dal grande Insegnante”, dice Michelle. “Poi le spiegai cosa intendeva Gesù quando disse che dovremmo perdonare qualcuno ‘fino a settantasette volte’. Dopo aver ascoltato quello che lei aveva da dire, l’aiutai a immaginarsi quanto fosse triste e delusa Gabrielle perché la sua migliore amica si stava trasferendo così lontano”. — Matteo 18:21, 22.
Ora che aveva capito perché Gabrielle poteva aver reagito in quel modo, Nicole imparò a mostrare considerazione per i sentimenti altrui e volle telefonare a Gabrielle per scusarsi. “Da allora”, dice Michelle, “Nicole è contenta di rispettare i sentimenti altrui e di fare qualcosa per aiutare gli altri a stare meglio”. — Filippesi 2:3, 4.
Aiutate i vostri figli a non agitarsi di fronte a errori e malintesi. Così facendo è possibile che proverete la soddisfazione di vedere i vostri bambini mostrare sincera gentilezza e tenero affetto verso gli altri. — Romani 12:10; 1 Corinti 12:25.
La “bellezza” del perdono
“È bellezza . . . passare sopra alla trasgressione”, dice Proverbi 19:11. Nel momento di maggiore agonia, Gesù imitò suo Padre e fu disposto a perdonare. (Luca 23:34) I vostri figli possono imparare la “bellezza” del perdono se provano essi stessi il conforto che deriva dal vostro perdono.
Per esempio, a Willy, un bambino di cinque anni, piace molto colorare insieme alla nonna. In un’occasione la nonna smise all’improvviso di colorare, sgridò Willy e andò via. Il bambino ci rimase molto male. Sam, suo padre, dice: “La nonna ha la malattia di Alzheimer. Lo abbiamo spiegato a Willy con parole semplici”. Dopo aver ricordato a Willy che era stato perdonato molte volte e che lui doveva fare la stessa cosa con gli altri, Sam rimase meravigliato della reazione del figlio. “Non potete immaginare come ci sentimmo io e mia moglie”, dice Sam, “quando vedemmo nostro figlio andare dalla nonna ottantenne, parlarle in tono di scusa e poi prenderla per mano e riaccompagnarla al tavolo!”
La “bellezza” del perdono sta nel vedere i propri figli imparare a ‘sopportare’ i difetti e gli errori degli altri, e a perdonarli. (Colossesi 3:13) Anche quando qualcuno è volutamente indisponente, assicurate ai vostri figli che una risposta pacifica può essere molto efficace, perché “quando Geova si compiace delle vie dell’uomo fa stare in pace con lui perfino i suoi stessi nemici”. — Proverbi 16:7.
g05 22/2 pp. 19-20 Come faccio a controllarmi?
Si tratta, ancora una volta, di controllare i tuoi pensieri. In Proverbi 19:11 la Bibbia dice: “La perspicacia di un uomo certamente rallenta la sua ira, ed è bellezza da parte sua passare sopra alla trasgressione”. Se qualcuno ti ha fatto innervosire, cerca di capire perché l’ha fatto. Era sua intenzione ferirti? Potrebbe aver agito d’impulso o semplicemente senza volerlo? Quando sorvoliamo sugli errori degli altri riflettiamo la misericordia di Dio e questo può aiutarci a mitigare la rabbia.
cl cap. 18 p. 187 par. 22 La sapienza della “parola di Dio”
22 La Parola di Dio dà questo saggio consiglio: “La perspicacia di un uomo certamente rallenta la sua ira, ed è bellezza da parte sua passare sopra alla trasgressione”. (Proverbi 19:11) La perspicacia è la capacità di vedere sotto la superficie, di guardare oltre ciò che è ovvio. La perspicacia produce intendimento, dato che ci può aiutare a capire perché un’altra persona ha parlato o ha agito in un certo modo. Sforzandoci di comprenderne i veri motivi, i sentimenti e le circostanze saremo aiutati a scacciare pensieri e sentimenti negativi nei suoi confronti.
ba p. 26 Un libro pratico per la vita moderna
La Bibbia contiene anche consigli sensati per dominare l’ira. Per esempio Proverbi 19:11 dice: “La perspicacia di un uomo certamente rallenta la sua ira, ed è bellezza da parte sua passare sopra alla trasgressione”. La parola ebraica per “perspicacia” deriva da un verbo che fa pensare alla “conoscenza della ragione” di qualche cosa.14 Il consiglio saggio è: “Pensa prima di agire”. Sforzarsi di capire le ragioni per cui altri parlano o agiscono in un certo modo può aiutare a essere più tolleranti, e meno inclini all’ira. — Proverbi 14:29.
w95 15/7 p. 22 Barriere che si possono superare!
“La perspicacia di un uomo certamente rallenta la sua ira, ed è bellezza da parte sua passare sopra alla trasgressione”, dice Proverbi 19:11. Quanto è meglio perdonare che covare ira e risentimento! Salvador, un anziano noto per la sua indole amorevole, dice: “Quando un fratello mi tratta male o è sgarbato, mi chiedo: ‘Come posso aiutarlo? Come posso evitare di perdere la preziosa relazione che ho con lui?’ Si sa quanto è facile dire cose fuori luogo. Se qualcuno parla sconsideratamente, la soluzione ideale sarebbe quella di cancellare ciò che ha detto e ricominciare daccapo. Ma è impossibile, perciò prendo per buona la versione successiva e non tengo conto di quello che ha detto prima. Invece di considerarlo un riflesso della vera personalità del fratello lo attribuisco semplicemente a un rigurgito della carne imperfetta”.
kl cap. 17 p. 166 par. 12 Sicurezza in mezzo al popolo di Dio
Come reagirete se qualcuno vi offende? Un proverbio biblico dice: “La perspicacia di un uomo certamente rallenta la sua ira, ed è bellezza da parte sua passare sopra alla trasgressione”. (Proverbi 19:11) Avere perspicacia significa vedere oltre le apparenze, capire le ragioni recondite che inducono una persona a parlare o agire in un dato modo. Quasi tutti usiamo molta perspicacia per scusare i nostri errori. Perché non usarla per capire e coprire le imperfezioni altrui? — Matteo 7:1-5; Colossesi 3:13.
g88 22/4 p. 22 Come posso ‘onorare mio padre e mia madre’?
“La perspicacia di un uomo certamente rallenta la sua ira, ed è bellezza da parte sua passare sopra alla trasgressione”, dichiara Proverbi 19:11. La parola originale ebraica resa “perspicacia” pone l’accento sul “conoscere la ragione” di qualcosa. Perciò, avendo perspicacia riuscirai a capire anche quello che sta dietro ad una determinata situazione.
Per esempio, se tuo padre o tua madre non ti lascia andare da qualche parte, chiediti: ‘Ha a cuore i miei migliori interessi? Che differenza fa, dopo tutto, se non ci vado? È forse più una questione di orgoglio da parte mia?’ È vero che ci si può sentire frustrati, ma è poi la fine del mondo? Se ci pensi bene, ti accorgerai che ci sono buoni motivi per tenere a freno la lingua così da non peggiorare ulteriormente le cose rispondendo per le rime. — Proverbi 10:19; 16:23.
La perspicacia rende comprensivi, permettendo di capire le circostanze o i precedenti di chi ci sta di fronte. (Proverbi 21:11) Ad esempio, una ragazza spiegò: ‘Stare con i miei mi dava sui nervi. Poi però la mia nonna paterna si ammalò gravemente, e dovemmo assisterla per un lungo periodo. Parlava a mio padre come fosse un ragazzo, e io non avevo mai pensato a lui come ad un mio coetaneo. Così cominciai a pensare che anche lui non doveva aver avuto una vita facile, e mi sono sentita meno egoista. Ora non mi arrabbio più tanto con lui quando mi chiede di fare qualcosa’.
Inoltre, la perspicacia ti aiuta a vedere la bellezza di ‘passare sopra alle trasgressioni’. Sì, anche quando pensi di avere un motivo legittimo per lamentarti, sii disposto a sopportare gli altri e a perdonarli liberalmente. (Colossesi 3:13) Quando si è feriti, viene spontaneo pensare di vendicarsi. Ma se si perdona veramente, si interrompe quel circolo vizioso che di solito porta a parlare o ad agire in maniera irrispettosa.
g87 8/5 pp. 22-23 Come posso mantenere la calma?
‘Come rallentare l’ira’
Proverbi 19:11 dice: “La perspicacia di un uomo certamente rallenta la sua ira”. (Confronta Proverbi 14:29). La perspicacia è la capacità di vederci chiaro in una situazione, di avere in mano tutti i fatti relativi a una questione prima d’agire. Avendo perspicacia potresti anche renderti conto che in fondo non hai molti motivi per offenderti.
Immagina ad esempio che alcuni tuoi amici debbano passare a prenderti per andare al cinema e che siano in ritardo. Cominci a pensare a tutte le altre volte che ti è capitato, e più ci pensi più ti fa rabbia! Quando finalmente arriveranno, che farai? Gliene dirai quattro, o cercherai di sapere cosa li ha fatti arrivare tanto in ritardo? Probabilmente c’è una buona ragione. L’avere perspicacia può dunque impedire un’esplosione di collera.
L’avere perspicacia può anche voler dire soffermarsi a valutare le conseguenze di quelle reazioni che ci detterebbe la collera. Considera un racconto biblico relativo al re Davide. Quando un certo Nabal disprezzò la benignità di Davide, quest’ultimo progettò impulsivamente di vendicarsi, di ucciderlo! Comunque Abigail, moglie di Nabal, implorò Davide di considerare le conseguenze dello spargere sangue innocente. Davide si fermò immediatamente. “Benedetto il tuo senno”, disse Davide ad Abigail, “e benedetta tu che mi hai trattenuto dall’entrare in questo giorno nella colpa di sangue”. —1 Samuele 25:2-33.
Pensando alle conseguenze di uno scatto d’ira potresti anche tu evitare di inasprire inutilmente un dissapore con qualcuno che occupa una posizione di autorità, come un professore o un datore di lavoro. “Se lo spirito del governante si inalberasse contro di te, non lasciare il tuo proprio luogo, poiché la calma stessa allevia grandi peccati”, disse Salomone. (Ecclesiaste 10:4) E anche quando vorresti rendere pan per focaccia a un tuo coetaneo, ricorda quello che dice la Bibbia: “Non dire: ‘Proprio come ha fatto a me, così farò a lui’”. — Proverbi 24:29.
Un altro modo per ‘rallentare’ l’ira è quello di badare a ciò che metti nella mente. Molti programmi televisivi sono saturi di violenza. È vero che molti pensano che la violenza televisiva e cinematografica influisca solo su quelli che vi sono già inclini. Un’équipe di ricercatori, comunque, afferma che “tutti gli spettatori tendono a esserne influenzati”. — How to Live With—And Without—Anger (Come vivere con — e senza — ira), di Albert Ellis.
PROVERBI 19:13)
“Un figlio stupido significa avversità per suo padre, e le contese di una moglie sono come il gocciolare di un tetto che costringe ad andar via.”
it-1 p. 440 Casa
Travetti venivano posti trasversalmente e poi ricoperti con un traliccio di rami, canne e simili. Quindi c’era uno strato di terra di un certo spessore rivestito di un pesante intonaco di argilla o di argilla e calce. Era facile praticare un’apertura in un tetto del genere, come fecero alcuni uomini che cercavano di portare un paralitico alla presenza di Gesù perché potesse essere sanato. (Mr 2:4) Spesso le travi del tetto erano sostenute da una fila di pali verticali di legno poggianti su basi di pietra. Su questi tetti poteva spuntare erba (Sl 129:6), ed era difficile impedire le infiltrazioni d’acqua. (Pr 19:13; 27:15; Ec 10:18) Probabilmente prima che iniziasse la stagione delle piogge i tetti venivano riparati e spianati per facilitare il deflusso dell’acqua.
PROVERBI 19:17)
“Chi mostra favore al misero presta a Geova, ed Egli gli ripagherà il suo trattamento.”
w10 15/10 p. 19 Prendete l’iniziativa nell’onorare i fratelli?
Onorate i “modesti”
15 Nel mostrare onore ai componenti della congregazione chi non dobbiamo trascurare? La Parola di Dio afferma: “Chi mostra favore al misero presta a Geova, ed Egli gli ripagherà il suo trattamento”. (Prov. 19:17) Come dovrebbe influire questo principio su di noi quando prendiamo l’iniziativa nel mostrare onore?
16 Sarete senz’altro d’accordo che la gente di solito non fa fatica a mostrare onore ai propri superiori, ma a volte tratta con poco o nessun rispetto chi considera inferiore. Geova non si comporta così, infatti dichiara: “Onorerò quelli che mi onorano”. (1 Sam. 2:30; Sal. 113:5-7) Egli mostra onore a tutti coloro che lo servono e lo onorano; non ignora i “modesti”. (Leggi Isaia 57:15; 2 Cron. 16:9) Naturalmente noi desideriamo imitare Geova. Perciò, se vogliamo valutare fino a che punto stiamo mostrando vero onore agli altri facciamo bene a chiederci: ‘Come tratto chi non è in vista e non ha posizioni di responsabilità nella congregazione?’ (Giov. 13:14, 15) La risposta a questa domanda la dice lunga in merito al grado di rispetto che nutriamo per gli altri. — Leggi Filippesi 2:3, 4.
cl cap. 20 p. 207 par. 19 “Saggio di cuore”, eppure umile
Notate cosa dice Proverbi 19:17: “Chi mostra favore al misero presta a Geova”. Chiaramente solo un signore buono e ragionevole prenderebbe nota di ogni atto di benignità compiuto a favore dei miseri. Per di più questo passo biblico indica che il Creatore dell’universo in effetti si considera in debito verso semplici esseri umani che compiono simili opere di misericordia. Questa è l’umiltà più profonda.
w87 15/5 p. 29 Temete Geova e sarete felici
♦ 19:17 — Perché aiutare il misero è come prestare a Geova?
I miseri appartengono a Dio, e quello che noi facciamo loro viene considerato come fatto a lui. (Proverbi 14:31) Se l’amore e la generosità ci spingono a mostrare favore ai miseri o a dare ai poveri, senza aspettarsi nulla in cambio da loro, Geova considera questi doni come prestiti fatti a lui che egli ripaga concedendo il suo favore e le sue benedizioni. — Luca 14:12-14.
PROVERBI 19:20)
“Ascolta il consiglio e accetta la disciplina, per divenire saggio nel tuo futuro.”
w02 15/10 p. 32 ‘Divieni saggio nel tuo futuro’
‘Divieni saggio nel tuo futuro’
“La massima parte del genere umano impiega i suoi primi anni di vita a rendere infelici gli ultimi”. Sono parole di Jean de La Bruyère, saggista francese del XVII secolo. Un giovane indeciso può tentennare davanti a una scelta, provando così insoddisfazione e rammarico. Viceversa un giovane testardo può persistere in una condotta poco saggia, rendendo così infelici gli anni successivi della sua vita. In ogni caso, i peccati sia di omissione che di commissione possono causare gravi sofferenze.
Come si può evitare tutto questo? Nel mettere in guardia contro l’indecisione giovanile, la Parola di Dio dà questo consiglio: “Ricorda, ora, il tuo grande Creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i giorni calamitosi, o che siano arrivati gli anni in cui dirai: ‘Non provo alcun diletto in essi’”. (Ecclesiaste 12:1) Se sei giovane, agisci concretamente e in maniera decisa per acquistare conoscenza del “tuo grande Creatore” durante la tua gioventù.
In che modo la Bibbia aiuta i giovani a evitare di agire in modo avventato? Dice: “Ascolta il consiglio e accetta la disciplina, per divenire saggio nel tuo futuro”. (Proverbi 19:20) Inoltre la Bibbia mostra chiaramente che rigettare la sapienza di Dio perché si è negligenti o ribelli durante la giovinezza, o a qualunque altra età, reca frutti amari. (Proverbi 13:18) Viceversa, seguire la guida di Dio significa “lunghezza di giorni e anni di vita e pace”, una vita piena e soddisfacente. — Proverbi 3:2.
PROVERBI 19:25)
“Devi colpire lo schernitore, affinché l’inesperto divenga accorto; e si deve riprendere chi ha intendimento, affinché discerna la conoscenza.”
it-2 p. 29 Intendimento
Chi ha vero intendimento non pensa di sapere tutto; infatti in Proverbi 19:25 si legge: “Si deve riprendere chi ha intendimento, affinché discerna la conoscenza”. (Cfr. Gb 6:24, 25; Sl 19:12, 13).
PROVERBI 20:1)
“Il vino è schernitore, la bevanda inebriante è tumultuosa, e chiunque ne è sviato non è saggio.”
w04 1/12 pp. 19-20 parr. 2-6 Manteniamo un punto di vista equilibrato sugli alcolici
“Il vino è schernitore”, avverte la Bibbia, “la bevanda inebriante è tumultuosa, e chiunque ne è sviato non è saggio”. (Proverbi 20:1) Ma cosa significa lasciarsi sviare dall’alcool? Che quantità è da considerare eccessiva? Qual è un punto di vista equilibrato in merito?
Come si può essere ‘sviati’ dall’alcool?
3 Nell’antico Israele un figlio che era un ghiottone e un ubriacone impenitente doveva essere messo a morte mediante lapidazione. (Deuteronomio 21:18-21) L’apostolo Paolo ammonì i cristiani: “[Cessate] di mischiarvi in compagnia di qualcuno chiamato fratello che è fornicatore o avido o idolatra o oltraggiatore o ubriacone o rapace, non mangiando nemmeno con un tal uomo”. È chiaro che bere fino a ubriacarsi è un’azione condannata dalle Scritture. — 1 Corinti 5:11; 6:9, 10.
4 Descrivendo i sintomi dell’ubriachezza, la Bibbia dice: “Non guardare il vino quando rosseggia, quando scintilla nel calice, quando va giù diritto. Alla fine morde proprio come un serpente, e secerne veleno proprio come una vipera. I tuoi propri occhi vedranno cose strane, e il tuo proprio cuore pronuncerà cose perverse”. (Proverbi 23:31-33) Bere troppo è un po’ come essere morsi da un serpente velenoso: ne risultano malessere, confusione mentale e persino uno stato di incoscienza. L’ubriaco vede “cose strane” nel senso che può avere delle allucinazioni o fantasticare a occhi aperti. Può anche essere più disinibito nell’esprimere pensieri e desideri perversi che di solito vengono soffocati.
5 Che dire, però, se una persona consuma degli alcolici ma sta attenta a non bere così tanto da essere visibilmente ubriaca? Alcuni mostrano pochissimi segni di ubriachezza anche dopo aver bevuto parecchio. Comunque, pensare che tale pratica sia innocua equivale a ingannare se stessi. (Geremia 17:9) Poco a poco nella persona potrebbe instaurarsi una dipendenza dall’alcool che la renderebbe ‘schiava di molto vino’. (Tito 2:3) Riguardo alla spirale che porta all’alcolismo, la scrittrice Caroline Knapp dice: “È un processo lento, graduale, insidioso ed elusivo”. Il consumo smodato di alcolici è una trappola micidiale!
6 Consideriamo anche l’avvertimento di Gesù: “Prestate attenzione a voi stessi affinché i vostri cuori non siano aggravati dalla crapula nel mangiare e nel bere e dalle ansietà della vita e quel giorno non piombi all’improvviso su di voi come un laccio. Poiché verrà su tutti quelli che abitano sulla faccia di tutta la terra”. (Luca 21:34, 35) Non è necessario bere fino a ubriacarsi per sentirsi sonnolenti e pigri, sia in senso fisico che spirituale. Che dire se il giorno di Geova ci sorprendesse in tale condizione?
w04 1/12 pp. 20-21 par. 10 Manteniamo un punto di vista equilibrato sugli alcolici
10 Bere smodatamente fa male sia sotto il profilo fisico che spirituale. “Il vino e il vino dolce tolgono il buon motivo”, dichiara la Bibbia. (Osea 4:11) L’alcool influisce sulla mente. “Allorché si beve un bicchierino”, spiega un opuscolo pubblicato dall’Istituto Nazionale americano per la Tossicomania, “l’alcool assorbito tramite l’apparato digerente passa nel sistema circolatorio e raggiunge subito il cervello. Comincia a far rallentare quelle parti del cervello che presiedono al controllo del pensiero e delle emozioni. Ci si sente meno inibiti e più liberi”. In una condizione simile è più facile essere ‘sviati’, prendersi delle libertà ed essere esposti a molte tentazioni. — Proverbi 20:1.
w00 1/5 p. 19 Matrimoni gioiosi che onorano Geova
La Bibbia avverte che “la bevanda inebriante è tumultuosa”. (Proverbi 20:1) La parola ebraica tradotta “tumultuosa” ha il senso di “fare un gran baccano”. Se l’alcool può rendere rumoroso un individuo, immaginate cosa può succedere quando una folla di persone eccede nel bere!
it-2 p. 1149 Ubriachezza
Vietata nella congregazione cristiana. L’ubriacone è incline alla violenza, chiassoso in modo rude e sfrenato e si comporta in modo ridicolo, a sua vergogna. (Pr 20:1; Sl 107:27; Isa 19:14)
w87 15/5 p. 29 Temete Geova e sarete felici
♦ 20:1 — In che senso il vino è “schernitore”?
Il vino può indurre chi eccede nel bere ad agire in modo ridicolo e chiassoso. Visto che può avere conseguenze così deleterie, i cristiani devono evitare di eccedere nel bere. — 1 Timoteo 3:2, 3, 8; 1 Corinti 6:9, 10; Proverbi 23:20, 21.
w87 1/8 p. 4 Qual è il punto di vista cristiano sull’alcool?
“Non è saggio” per chi?
Vuol dire questo che l’alcool sia assolutamente proibito ai cristiani? Che dire dell’affermazione dell’ecclesiastico ricordato nell’articolo precedente — il quale afferma di basarsi su Proverbi 20:1 — secondo cui “chi è saggio si astiene dal vino”? Questo versetto dice: “Il vino è schernitore, la bevanda inebriante è tumultuosa, e chiunque ne è sviato non è saggio”. Ancora una volta la Bibbia non condanna chi beve vino, bensì chi ne è sviato! “Quelli che stanno molto tempo col vino” e “gli smodati bevitori di vino”: ecco chi “non è saggio”.
w87 1/8 p. 3 Ciò che la gente si chiede sull’alcool
Alcuni addirittura sono fautori dell’astinenza dagli alcolici. Il summenzionato ecclesiastico nigeriano sostiene: “Proverbi 20:1 dice esplicitamente che chi beve vino non è saggio”.
g86 8/3 p. 10 Alcool e guida: cosa si può fare?
Un proverbio biblico dice: “Il vino è schernitore, la bevanda inebriante è tumultuosa, e chiunque ne è sviato non è saggio”. (Proverbi 20:1) Questo raccomanda un senso di responsabilità nell’uso di bevande alcoliche, un comportamento tale da non dovervi rammaricare per quanto accaduto quando avevate bevuto.
Questo non vuol dire che la Bibbia sostenga il proibizionismo. Non condanna affatto l’uso moderato di alcolici. (Salmo 104:15; I Timoteo 3:2, 3, 8)
PROVERBI 20:4)
“A causa dell’inverno il pigro non arerà; chiederà l’elemosina al tempo della raccolta, ma non ci sarà nulla.”
it-1 p. 175 Aratura
Giornate più fredde, tempo incerto o nubi minacciose non trattenevano comunque l’uomo risoluto dal lavorare nella stagione dell’aratura, mentre costituivano per l’agricoltore pigro una buona scusa per non lavorare. I vicini non avrebbero avuto ragione di compatirlo se non avesse avuto nulla da raccogliere essendo stato pigro quando era tempo di arare. (Pr 20:4; Ec 11:4) Anche durante l’aratura gli agricoltori israeliti dovevano però osservare il sabato. — Eso 34:21.
it-2 p. 252 Mendicante, Mendicare
Viceversa Proverbi 20:4 descrive il pigro nell’atto di ‘chiedere l’elemosina al tempo della raccolta’, e Salmo 109:10 dice che a motivo della punizione in cui incorre il malvagio “i suoi figli [vanno] vagando; e devono chiedere l’elemosina, e devono cercare il cibo dai loro luoghi desolati”. In questi ultimi due brani l’espressione “chiedere l’elemosina” traduce l’ebraico shaʼal, verbo che fondamentalmente significa “chiedere” (Eso 3:22; 1Re 3:11); comunque in questi due casi è sottinteso che la richiesta è fatta nella maniera propria dell’accattonaggio.
it-2 p. 595 Pigrizia
Inoltre non ha considerazione né rispetto per il prossimo, ma preferisce lasciare che qualcun altro faccia il suo lavoro, addirittura che un altro gli provveda le cose che desidera. — Pr 20:4.
PROVERBI 20:5)
“Il consiglio nel cuore dell’uomo è come acque profonde, ma l’uomo di discernimento è quello che l’attingerà.”
w05 15/11 p. 12 Quando ascoltare è una dimostrazione di amore
“Il consiglio nel cuore dell’uomo è come acque profonde, ma l’uomo di discernimento è quello che l’attingerà”, dice Proverbi 20:5. Se una persona esperta e saggia non è propensa a dare consigli a meno che non le siano chiesti, per riceverli forse dobbiamo essere noi a farla esprimere. La situazione è simile quando si ascolta motivati dall’amore. Ci vuole discernimento per far esprimere una persona. Anche se può essere utile fare domande, dobbiamo stare attenti a non diventare invadenti. Magari per iniziare è meglio invitare la persona a parlare di cose che non la mettono in imbarazzo. Per esempio, una moglie che vuole parlare dei suoi problemi coniugali forse sarà più propensa a confidarsi se prima racconta come lei e suo marito si sono conosciuti. Per uno che è diventato inattivo nel ministero cristiano può essere più semplice iniziare la conversazione raccontando come ha conosciuto la verità.
g04 8/12 pp. 9-10 Buoni amici, cattivi amici
Per conoscere veramente il carattere di una persona ci vogliono sia pazienza e abilità che tempo. È necessario osservare come agisce nella vita reale. La Bibbia dice: “Il consiglio nel cuore dell’uomo è come acque profonde, ma l’uomo di discernimento è quello che l’attingerà”. (Proverbi 20:5) Con i nostri potenziali amici dovremmo parlare di argomenti seri, che ne mettano in risalto la vera personalità, i motivi e anche i valori. Che genere di persone sono? Sono gentili o freddi? Generalmente sono positivi e allegri o negativi e cinici? Altruisti o opportunisti? Degni di fiducia o sleali? Se una persona vi parla in tono critico di altri, cosa vi fa pensare che non parlerà in tono negativo di voi alle vostre spalle? “Dall’abbondanza del cuore la bocca parla”, disse Gesù. (Matteo 12:34) Quando la bocca parla, dovremmo ascoltare.
w03 15/9 p. 14 par. 20 Le conversazioni spirituali edificano
Siate comprensivi con chi è timido. “Il consiglio nel cuore dell’uomo è come acque profonde, ma l’uomo di discernimento è quello che l’attingerà”. (Proverbi 20:5)
w03 15/9 p. 14 Le conversazioni spirituali edificano
In Israele certi pozzi erano molto profondi. A Gabaon gli archeologi hanno scoperto una cisterna profonda circa 25 metri, all’interno della quale vi sono dei gradini che permettevano di scendere sino in fondo per attingere l’acqua.
w97 1/11 p. 32 Attingere “acque profonde”
Attingere “acque profonde”
UN PROVERBIO biblico dice: “Il consiglio nel cuore dell’uomo è come acque profonde, ma l’uomo di discernimento è quello che l’attingerà”. (Proverbi 20:5) Nei tempi biblici attingere l’acqua era molto più laborioso di quanto non lo sia oggi in molti paesi. Quando Gesù parlò alla donna samaritana, questa stava tirando su l’acqua dalla fonte di Giacobbe, un pozzo profondo 23 metri! — Giovanni 4:5-15.
Come indica Proverbi 20:5, il discernimento necessario per far esprimere a una persona i pensieri e i sentimenti che custodisce nell’intimo del suo cuore è molto simile allo sforzo che occorre per attingere acqua da un pozzo. È così in quasi tutti i campi della vita. Per esempio, probabilmente conoscete persone che nel corso degli anni hanno accumulato un notevole bagaglio di conoscenza ed esperienza. Se non sono inclini a dare spontaneamente consigli, potrebbe essere necessario cercare di farle esprimere. Mostrando interesse, facendo domande e sondando con tatto, sarà come calare il secchio in un profondo pozzo di sapienza.
Il consiglio di Proverbi 20:5 vale anche nella famiglia. Spesso si sentono mogli dire: “Mio marito non mi rende partecipe dei suoi sentimenti!” Un marito potrebbe dire: “Mia moglie non mi rivolge la parola per lunghi periodi”. In situazioni del genere, ci vuole discernimento per aiutare il coniuge a esprimere ciò che ha nel cuore. Facendo delle domande con tatto (Hai avuto una giornata difficile? Cosa è successo? Cosa posso fare per te?) spesso si riesce ad aprire un dialogo franco. Mostrando in tal modo discernimento si rafforzerà il vincolo matrimoniale, e ciò sarà di beneficio sia al marito che alla moglie.
g89 22/4 pp. 21-22 Cosa fare per conoscersi bene?
Tuttavia per ‘attingere’ le intenzioni del cuore di un altro ci vuole uno sforzo. (Proverbi 20:5) Predisponi attività che ti aiuteranno a vedere l’intima personalità dell’altro. Mentre in principio si può andare al cinema o a un concerto, è più facile fare conoscenza se ci si impegna in attività che permettono di conversare (ad esempio pattinare, giocare a bowling, visitare zoo e musei).
Per avere un’idea di come la pensa l’altra persona, fa domande generiche quali ad esempio: “Come passi il tuo tempo libero?” “Se te lo potessi permettere, finanziariamente parlando, cosa ti piacerebbe fare?” “Quale aspetto dell’adorazione che rendiamo a Dio preferisci? Perché?” Queste domande si prestano a risposte che ti permetteranno di sapere quali sono le cose che l’altra persona considera importanti.
w88 1/5 p. 5 Come essere buoni genitori
Prendete il caso di Diane. Suo figlio Eric, ora quattordicenne, da piccolo era “un bambino molto sensibile e chiuso”, dice lei. Fu allora che Diane scoprì quanto era saggio il proverbio biblico: “Il consiglio [cioè il proposito o le intenzioni] nel cuore dell’uomo è come acque profonde, ma l’uomo di discernimento è quello che l’attingerà”. (Proverbi 20:5) Ci sono bambini in cui emozioni, pensieri, le loro vere intenzioni, sono custoditi nel loro cuore come acque in fondo a un pozzo molto profondo. Eric era fatto così. Ci vuole grande impegno da parte del genitore per attingere a quelle intenzioni. “Quando tornava a casa da scuola, non è che traboccasse di cose da raccontare”, ricorda Diane. “Perciò mi prendevo il tempo di scoprire quali problemi incontrava a scuola. A volte dovevo parlare letteralmente per ore con Eric prima che venisse a galla ciò che lui pensava veramente nel suo cuore”.
PROVERBI 20:7)
“Il giusto cammina nella sua integrità. Felici sono i suoi figli dopo di lui.”
it-2 p. 26 Integrità
Felici i figli che hanno simili genitori (Pr 20:7), poiché ricevono una splendida eredità rappresentata dall’esempio del padre, godono del suo buon nome e del rispetto che si è guadagnato!
PROVERBI 20:11)
“Anche mediante le sue pratiche il ragazzo fa riconoscere se la sua attività è pura e retta.”
g97 22/8 p. 20 Cosa posso fare perché non diano sempre la colpa a me?
Ma come mai alcuni genitori tendono a trarre affrettatamente conclusioni sbagliate sul conto dei propri figli? Ad essere onesti, bisogna dire che a volte i figli danno ai genitori motivo di essere sospettosi. Proverbi 20:11 dice: “Anche mediante le sue pratiche il ragazzo fa riconoscere se la sua attività è pura e retta”. Che reputazione ti sei fatto presso i tuoi genitori? Le tue “pratiche” hanno dimostrato che sei ‘retto’ e serio oppure negligente e irresponsabile? In quest’ultimo caso, non sorprenderti se i tuoi traggono spesso conclusioni errate sul tuo conto. “Dovetti essere onesto con me stesso”, ha ammesso Ramon, il giovane menzionato all’inizio, parlando delle critiche che gli facevano i genitori. “A volte nei loro sospetti c’era un fondo di verità”.
w86 1/11 p. 20 par. 18 Giovani: il vostro ruolo in una famiglia felice e unita
18 Non dimenticate mai che non è l’ambiente familiare da solo a determinare quanto valete come persona, né quale sarà il vostro futuro. Ma “mediante le sue pratiche il ragazzo [o la ragazza] fa riconoscere se la sua attività è pura e retta”. (Proverbi 20:11) Le vostre pratiche rette vi renderanno cari a Dio e daranno un senso e un significato alla vostra vita.
PROVERBI 20:12)
“L’orecchio che ode e l’occhio che vede, Geova stesso ha fatto pure entrambi.”
it-2 p. 676 Proverbi, Libro di
Geova, il Creatore. Geova, con incomparabile sapienza, ha creato tutte le cose e stabilito le leggi che le governano; perciò ha diritto all’adorazione di tutte le creature. (Pr 3:19, 20) Ha fatto l’orecchio per udire e l’occhio per vedere, sia letteralmente che in senso morale. Quindi bisogna rivolgersi a Lui per vedere e udire con vero intendimento, e bisogna riconoscere che si deve rendere conto a Colui che vede e ode tutto. — 20:12.
PROVERBI 20:15)
“Esiste oro, anche abbondanza di coralli, ma le labbra della conoscenza son vasi preziosi.”
g 5/11 p. 19 Le vostre labbra sono “vasi preziosi”?
Le vostre labbra sono “vasi preziosi”?
● “Esiste oro, anche abbondanza di coralli, ma le labbra della conoscenza son vasi preziosi”, scrisse il re Salomone. (Proverbi 20:15) L’oro è da sempre molto apprezzato, e ai giorni di Salomone lo erano anche i coralli. Ma le nostre labbra possono essere ancora più preziose. In che senso? Non a motivo del loro aspetto, ma per i pensieri che esprimono.
Le labbra sono preziose quando esprimono parole buone, benigne e amorevoli. E possono essere definite “labbra della conoscenza” quando fanno conoscere le verità riguardo a Dio, verità riportate nella Bibbia. Questo antico libro è infatti ricco di sapienza e verità intorno al nostro Creatore, come pure di eccellenti consigli per vivere meglio. — Giovanni 17:17.
Purtroppo molti usano male le labbra dicendo riguardo a Dio cose non vere. Per esempio alcuni lo incolpano delle ingiustizie e delle sofferenze del mondo, anche se in gran parte è l’uomo stesso a esserne responsabile. A questo proposito Proverbi 19:3 afferma: “Certa gente va in rovina per la sua stoltezza, ma se la prende con il Signore”. — Parola del Signore.
Altri tolgono valore alle loro labbra dicendo parole insincere, facendo pettegolezzi o addirittura diffondendo calunnie. Usando un’immagine vivida, Proverbi 26:23 dice: “Come vernice d’argento stesa su un frammento di terracotta sono le labbra ferventi insieme a un cuore cattivo”. Proprio come una “vernice d’argento” nasconde la terracotta sottostante, così delle “labbra ferventi”, pur ostentando forti sentimenti e persino sincerità, possono di fatto nascondere “un cuore cattivo”. — Proverbi 26:24-26.
Naturalmente la cattiveria di un cuore del genere non rimane nascosta a Dio. Egli vede chi siamo veramente. Per tale motivo Gesù Cristo disse: “Pulisci prima l’interno del calice e del piatto, affinché anche l’esterno sia pulito”. (Matteo 23:26) Quanto sono vere queste parole! Per di più la purezza interiore, unita a un cuore colmo di verità spirituali, sarà evidente dalle nostre parole. Cosa ne risulterà? Le nostre labbra saranno “vasi preziosi”, soprattutto agli occhi di Dio.
[Illustrazione a pagina 19]
Le labbra dei saggi sono “vasi preziosi”
PROVERBI 20:16)
“Prendigli la veste, nel caso che uno si sia fatto garante per un estraneo; e se si tratta di una donna straniera, prendi da lui un pegno.”
it-2 p. 524 Pegno
Nelle Scritture Ebraiche fu ripetuto più volte il consiglio di non rendersi garanti per un estraneo, impegnandosi in tal modo a pagare il suo debito se lui non l’avesse fatto. (Pr 11:15; 22:26, 27; vedi GARANTE, GARANZIA). Infatti Proverbi 20:16 parla di ‘prendere la veste’ di chi si fosse reso garante per un estraneo. Questo è in netto contrasto con la comprensione che si doveva mostrare al povero costretto per sua sfortuna a indebitarsi con un altro. Chi si rendesse garante per un estraneo non sarebbe semplicemente sfortunato, ma stupido; il proverbio vuole evidentemente dire: ‘ne subisca pure le conseguenze’. L’ultima parte del versetto invita a ‘prendere un pegno se si tratta di una donna straniera’. L’uomo che avesse avuto una relazione con una donna del genere si sarebbe impoverito (cfr. Pr 5:3, 8-10) e forse avrebbe dovuto impegnare i suoi restanti possedimenti per garantire i suoi debiti. Il proverbio sembra voler dire che egli non merita alcuna pietà, poiché ha agito contrariamente a ogni saggio consiglio avendo rapporti con la “donna straniera”.
PROVERBI 20:17)
“Il pane [guadagnato mediante] falsità fa piacere all’uomo, ma poi la sua bocca sarà piena di ghiaia.”
it-1 p. 1088 Ghiaia
GHIAIA
Frammenti di roccia o piccoli ciottoli. Nelle Scritture il termine “ghiaia” è usato in senso illustrativo. Le cattive conseguenze del guadagnarsi il pane mediante falsità sono paragonate all’avere la bocca piena di ghiaia. (Pr 20:17)
PROVERBI 20:18)
“Mediante il consiglio i piani stessi sono fermamente stabiliti, e mediante l’abile direzione fa la tua guerra.”
w12 15/6 p. 31 Siate saggi: Acquistate “abile direzione”
Fatto interessante, il termine reso “abile direzione” è usato anche con riferimento alla guerra. “Mediante l’abile direzione [“con la strategia”, La Bibbia, Oscar Mondadori] farai la tua guerra, e nella moltitudine dei consiglieri c’è la salvezza”. — Prov. 24:6; 20:18.
Come farebbe lo stratega in procinto di organizzare una battaglia, dobbiamo prevedere possibili pericoli per la nostra spiritualità. (Prov. 22:3)
PROVERBI 20:25)
“È un laccio quando l’uomo terreno ha sconsideratamente gridato: “Santo!” e dopo i voti [è disposto] a fare un esame.”
it-2 p. 1133 Trappola
Prima di fare voti o promettere di farli, bisogna valutare bene la cosa ed essere cauti, per non trovarsi intrappolati in una situazione da cui può essere difficile o impossibile sfuggire. (Pr 6:1-3; 20:25)
g89 22/2 p. 21 Conoscersi bene: Quanto è importante?
Un uomo e sua moglie si promettono solennemente davanti a Dio d’essere fedeli l’uno all’altro per il resto della loro vita. La Bibbia avverte che una tale promessa è una cosa seria, dicendo: “È un laccio quando l’uomo terreno ha sconsideratamente gridato: ‘Santo!’ e dopo i voti è disposto a fare un esame”. (Proverbi 20:25) Sull’impulso del momento qualcuno può fare una promessa solenne ma poi rendersi conto che comporta più di quanto si aspettasse. Ma il momento di “fare un esame” è prima di fare il voto, non dopo.
Nel periodo in cui due si frequentano per conoscersi hanno la possibilità di fare questo esame o indagine. Se questo periodo viene impiegato nel modo giusto, non solo la coppia sarà aiutata a stabilire se sono veramente fatti l’uno per l’altro, ma può anche prepararsi per le difficoltà della vita coniugale.
PROVERBI 20:26)
“Il re saggio disperde i malvagi, e volge su di loro una ruota.”
it-2 p. 809 Ruota
Uso illustrativo e figurativo. Secondo il testo ebraico masoretico, Proverbi 20:26 dice: “Il re saggio disperde i malvagi, e volge su di loro una ruota”. Sembra che qui si voglia alludere a un’azione compiuta dal re e paragonabile all’uso della ruota per trebbiare. (Cfr. Isa 28:27, 28) Sembra che il senso della metafora sia che il re saggio agisce senza indugio per separare i malvagi dai giusti e punire i malvagi, eliminando così il male dal suo reame. (Cfr. Pr 20:8). Tuttavia, con una lieve correzione, il versetto dice che il re saggio volge sui malvagi “la loro propria nocività”.
PROVERBI 20:27)
“L’alito dell’uomo terreno è la lampada di Geova, che scruta attentamente tutte le parti più interne del ventre.”
it-2 p. 93 Lampada
Secondo Proverbi 20:27, “l’alito dell’uomo terreno è la lampada di Geova, che scruta attentamente tutte le parti più interne del ventre”. Ciò che uno ‘espira’, cioè le espressioni buone o cattive che usa, rivela o fa luce sulla sua personalità o sul suo intimo. — Cfr. At 9:1.
PROVERBI 20:29)
“La bellezza dei giovani è la loro potenza, e lo splendore dei vecchi sono i loro capelli grigi.”
w93 15/3 pp. 27-30 Lo splendore dei capelli grigi
La potenza dei giovani
La Bibbia riconosce che il vigore giovanile ha i suoi vantaggi, in quanto afferma: “La bellezza dei giovani è la loro potenza”. (Proverbi 20:29) Nell’antico Israele il vigore dei giovani leviti era messo a buon frutto nel tempio, dove spesso svolgevano molti dei lavori più pesanti. Oggi gran parte del lavoro compiuto nelle tipografie, nelle case Betel e nella costruzione di edifici della Watch Tower Society è svolto da uomini e donne giovani che offrono il loro vigore e le loro capacità per promuovere gli interessi del Regno. (Matteo 6:33) Essi hanno quindi eccellenti privilegi nel servizio di Dio.
Il proverbio appena citato termina con le parole “e lo splendore dei vecchi sono i loro capelli grigi”. Quando il vigore giovanile è abbinato all’esperienza e alla saggezza acquisite nel corso degli anni, il risultato è straordinario.
Per esempio, un giovane apprendista falegname a cui è stato chiesto di installare dei pannelli cerca di eseguire il suo compito con vigore giovanile. Un falegname più anziano e più esperto nota che, nonostante il suo vigore, il giovane aiutante batte i chiodi diverse volte prima di conficcarli. L’uomo più anziano suggerisce al giovane di impugnare il martello all’estremità del manico anziché vicino alla testa metallica. Questo permette al giovane di battere i chiodi con più forza, risparmiando tempo ed energie.
Similmente una giovane piena di energie può imparare a furia di errori che certi tessuti si rovinano se non si lavano secondo le istruzioni. Una donna esperta però sa che è meglio prendersi il tempo di dividere la biancheria e lavare alcuni capi a parte. Ha anche imparato che può evitare di stirare certe cose se appena ritira i panni stesi ad asciugare o li toglie dall’asciugatrice li piega.
Imparare da persone esperte può rendere la vita più facile. Tuttavia viene il tempo in cui anche la persona più esperta non riesce più a fare certi lavori che fino a pochi anni prima eseguiva con facilità. Uno scrittore fece questa acuta osservazione: “Se i giovani sapessero e i vecchi potessero!” Ma com’è bello quando le persone anziane apprezzano il vigore dei giovani e trasmettono pazientemente loro l’esperienza acquisita nel corso degli anni, e quando i giovani accettano umilmente i suggerimenti! In questo modo sia gli uni che gli altri ne traggono beneficio.
Acquistare splendore
Di per sé l’età non basta. “Non sono quelli che semplicemente abbondano di giorni a mostrarsi saggi, né quelli che sono soltanto vecchi a comprendere il giudizio”, disse il giovane Eliu. (Giobbe 32:9; Ecclesiaste 4:13) Per essere veramente apprezzata per i suoi capelli grigi, la persona anziana deve aver fatto qualcosa di più che trascorrere pigramente la vita guardando la televisione, interessandosi di sport o divertendosi in qualche altro modo. E anche nella vecchiaia le persone anziane devono continuare a imparare.
Alcuni si vantano di fare le cose a modo loro, oppure dicono: “L’esperienza è la miglior maestra”. Ma la Parola di Dio consiglia: “Il saggio ascolterà e guadagnerà più istruzione, e l’uomo d’intendimento è quello che acquista abile direzione”. (Proverbi 1:5; confronta 1 Corinti 10:11). Non sempre l’esperienza è la miglior maestra, perché possiamo imparare dagli errori altrui senza bisogno di ripeterli personalmente. Inoltre il cristiano vorrà tenere presente che “i capelli grigi sono una corona di bellezza quando si trovano nella via della giustizia”. (Proverbi 16:31) Una vita di fedele servizio a Geova è bella dal Suo punto di vista e merita il rispetto degli altri come un buon esempio. Naturalmente quello di imparare intorno a Dio e acquistare esperienza “nella via della giustizia” è un processo che può iniziare presto nella vita e che non dovrebbe finire mai. — Romani 11:33, 34.
Lo si può illustrare con ciò che disse un bambino di sette anni in Svezia. Aveva chiesto al sorvegliante della Scuola di Ministero Teocratico della sua congregazione se poteva iscriversi alla scuola. Quando il sorvegliante gli chiese a sua volta “Perché?”, il bambino rispose: “Non si può rimanere tutta la vita senza far nulla!” (Ecclesiaste 12:1) Che esempio positivo sia per i giovani che per le persone anziane!
Onorare quelli con i capelli grigi
Una preoccupante tendenza della società moderna è quella di attribuire molta importanza alla forma fisica e alla forza atletica e di considerare con sufficienza le persone anziane. Quale dovrebbe essere l’atteggiamento del cristiano verso i componenti della congregazione che hanno i capelli grigi?
Invece di trascurare i cristiani avanti con gli anni, dovremmo mostrare considerazione per loro e dedicare loro del tempo. Per esempio, alle settimanali adunanze nella Sala del Regno dei Testimoni di Geova, vi prefiggete di salutare i fratelli e le sorelle d’età avanzata? Fa loro molto piacere essere salutati dai più giovani e dagli altri. E come sono felici di essere invitati alle riunioni a scopo di svago insieme ai loro conservi di ogni età! Anche se una giovane coppia sposata può avere più cose in comune con altre coppie della loro età, sarebbe edificante includere alcune persone anziane quando ci si riunisce a scopo di svago. — 1 Tessalonicesi 3:12; 5:15.
Com’è importante mostrare considerazione quando si parla a una persona di una certa età! Quando una volta un fratello anziano con più di 40 anni di servizio a Geova parlò con un altro anziano di congregazione su come poteva essere impiegato nella congregazione, il più giovane disse: “Hai ben poco da dare”. Che osservazione meschina! Il fratello più anziano non aveva più le energie di un tempo, la sua partecipazione al ministero di campo era alquanto diminuita, e a quanto pare alcuni privilegi di sorveglianza erano al di là delle sue capacità attuali: eppure aveva molto da dare. Aveva accumulato anni di saggezza ed esperienza nella via della giustizia. Grazie al fatto che questi fratelli d’età avanzata hanno lavorato duramente come predicatori del Regno, hanno sopportato persecuzioni, hanno portato onerosi carichi di responsabilità cristiana e hanno addestrato altri, oggi il popolo di Dio ha una forte organizzazione sostenuta dal Suo spirito. Mostriamo quindi a questi fratelli più anziani il rispetto che meritano come saggi consiglieri, amorevoli pastori e insegnanti efficaci.
C’è anche una valida ragione per prendere in seria considerazione i suggerimenti dati dalle persone anziane. Per esempio, un fratello esperto suggerì di non mettere la porta di una certa Sala del Regno sul lato ovest dell’edificio. Fratelli più giovani, preoccupati più della presunta bellezza dell’edificio, non seguirono il suo suggerimento. Diversi anni dopo, però, la porta dovette essere spostata perché il vento continuo e la pioggia che venivano da ovest l’avevano rovinata. La saggezza dell’esperienza era più importante dei fattori estetici. Se le persone più giovani onorano quelle più anziane ascoltando le loro opinioni e la loro saggezza, questo può far risparmiare tempo e denaro. Anche se il suggerimento della persona anziana non viene seguito, le si può mostrare onore spiegandole che è stato preso in considerazione, ma che per altri fattori si è dovuto decidere diversamente. — Confronta Proverbi 1:8.
it-1 p. 422 Capelli, Peli
La Bibbia riconosce sia la bellezza della gioventù che lo splendore della vecchiaia. “La bellezza dei giovani è la loro potenza, e lo splendore dei vecchi sono i loro capelli grigi”. (Pr 20:29) Ciò è particolarmente vero per coloro che adorano e servono Geova.
w86 1/11 p. 16 par. 3 Giovani: il vostro ruolo in una famiglia felice e unita
I disaccordi, insieme alla sensazione che non si tenga conto del loro punto di vista, possono essere tra le cause dell’interruzione del dialogo. Ma perché sorgono questi contrasti? Proverbi 20:29 suggerisce una ragione. Qui leggiamo: “La bellezza dei giovani è la loro potenza, e lo splendore dei vecchi sono i loro capelli grigi”. Siccome la “potenza” giovanile non è stata temprata dalle dure realtà vissute nel corso degli anni, voi giovani potete non vedere i pericoli, pensando che ‘non succederà niente di male’. I vostri genitori, invece, grazie alla saggezza accumulata con gli anni — o anche in seguito a qualche amara esperienza personale — la pensano in un altro modo. Anche se comprendono i vostri sentimenti, possono scorgere subdoli pericoli di cui voi non vi accorgete. — Proverbi 29:15.
PROVERBI 20:30)
“Le ferite da contusione sono quelle che purificano dal male; e i colpi, le parti più interne del ventre.”
it-2 p. 553 Percosse
Le Scritture sottolineano più volte l’utilità delle percosse come misura disciplinare. Proverbi 20:30 spiega che la disciplina può andare molto a fondo, per il bene dell’individuo: “Le ferite da contusione sono quelle che purificano dal male; e i colpi, le parti più interne del ventre”. Chi viene disciplinato in tal modo dovrebbe riconoscere di aver agito stoltamente e quindi cambiare. (Pr 10:13; 19:29)
PROVERBI 21:1)
“Il cuore del re è come ruscelli d’acqua nella mano di Geova. Dovunque si diletti, egli lo dirige.”
it-2 p. 378 Neemia, Libro di
Il fatto che Geova spingesse Artaserse a compiere la Sua volontà permettendo a Neemia di ricostruire le mura di Gerusalemme è una conferma storica di Proverbi 21:1: “Il cuore del re è come ruscelli d’acqua nella mano di Geova. Dovunque si diletti, egli lo dirige”. — Ne 2:4-8.
PROVERBI 21:6)
“L’ottener tesori mediante la lingua falsa è un soffio portato via, nel caso di quelli che cercano la morte.”
w87 15/4 p. 29 I “tesori mediante la lingua falsa”: “un soffio”
I “tesori mediante la lingua falsa”: “un soffio”
SPESSO menzogne e imbrogli sono considerati tattiche commerciali legittime e di grande successo al giorno d’oggi. Succedeva anche nei tempi biblici. Il salmista Asaf scrisse di coloro che avevano “accresciuto i loro mezzi di sostentamento”, facendo evidentemente ricorso a metodi fraudolenti. Costoro potrebbero sembrare “a loro agio indefinitamente” a motivo della ricchezza accumulata mediante i loro inganni. — Salmo 73:8, 12.
Gli odierni cristiani, tuttavia, devono evitare di ‘amare il guadagno disonesto’ e di ricorrere a manovre commerciali ambigue o disoneste. (1 Pietro 5:2) Proverbi 21:6 avverte: “L’ottener tesori mediante la lingua falsa è un soffio portato via, nel caso di quelli che cercano la morte”. Certo, i “tesori” ottenuti con la menzogna e la frode sono destinati a rivelarsi temporanei come “un soffio”, evanescenti come vapore. “I tesori del malvagio non saranno di nessun beneficio” a lungo andare. (Proverbi 10:2) In realtà il bugiardo ‘cerca la morte’ perseguendo una condotta che lo porterà, come conseguenza, alla morte. La sua vita potrebbe concludersi prematuramente se i suoi piani ingannevoli si ritorcono contro di lui. (Confronta Ester 7:10). O, al più tardi, la sua vita avrà termine nel giorno del giudizio di Dio.
g87 8/10 p. 20 Mentire è poi così sbagliato?
Sì, mentire suscita ira e risentimento. E quando menti ai tuoi genitori, probabilmente verrai disciplinato a dovere.
È naturale che la Bibbia dica: “L’ottener tesori mediante la lingua falsa è un soffio portato via”. (Proverbi 21:6) In altre parole, qualsiasi vantaggio arrecato da una bugia è di breve durata come un soffio.
PROVERBI 21:11)
“Quando si infligge una multa allo schernitore, l’inesperto diviene saggio; e quando si dà perspicacia al saggio, egli ottiene conoscenza.”
it-2 p. 575 Perspicacia
Secondo Proverbi 21:11, quando il saggio acquista perspicacia — cioè quando valuta attentamente le informazioni disponibili e di conseguenza ottiene un quadro più chiaro della situazione — “ottiene conoscenza”, cioè sa cosa fare al riguardo, quali conclusioni trarre, quali consigli dare.
it-2 p. 877 Sapienza
Proverbi 21:11 dice che “quando si dà perspicacia al saggio, egli ottiene conoscenza”. La persona saggia è felice di ottenere qualsiasi informazione che le permetta di avere un’idea più chiara delle circostanze, delle condizioni e delle cause che sono alla base di un problema. In tal modo “ottiene conoscenza” sul da farsi, sa quali conclusioni trarre, cosa ci vuole per risolvere il problema esistente. — Cfr. Pr 9:9; Ec 7:25; 8:1; Ez 28:3; vedi PERSPICACIA.
w88 1/6 p. 29 Quando una “multa” rende saggi
Quando una “multa” rende saggi
PROVERBI 21:11 dice: “Quando si infligge una multa allo schernitore, l’inesperto diviene saggio; e quando si dà perspicacia al saggio, egli ottiene conoscenza”.
Spesso chi è “inesperto” trova difficile capire perché una certa condotta è sbagliata. A un certo punto, però, può notare uno “schernitore” — uno cioè che si fa beffe dei princìpi della Parola di Dio — cadere vittima della propria malvagità e patire “angustia e tempi difficili”. (Proverbi 1:27) Sotto la Legge mosaica al trasgressore poteva essere imposta un’adeguata ‘punizione’ (CEI) o, più precisamente, una “multa”. — Confronta Esodo 21:22; Deuteronomio 22:19.
L’effetto sull’inesperto? Vedendo infine le conseguenze di una condotta errata, potrebbe ‘divenire saggio’ e risolversi a non seguirla. (Confronta Proverbi 19:25). Il “saggio”, invece, grazie ad esperienze precedenti, a spirito di osservazione e alla conoscenza dei princìpi biblici sa già che un certo comportamento è corrotto o deleterio. Non ha sempre bisogno di vedere il disastroso risultato di una determinata azione per convincersi che è sbagliata. Egli può così ottenere ulteriore “perspicacia” grazie alla semplice istruzione, piuttosto che in seguito ad esperienze amare.
PROVERBI 21:13)
“In quanto a chiunque chiude l’orecchio al grido di lamento del misero, egli stesso pure chiamerà e non gli sarà risposto.”
w93 15/3 p. 20 Perché la situazione di chi si lamenta non è piacevole
Proverbi 21:13 dice: “In quanto a chiunque chiude l’orecchio al grido di lamento del misero, egli stesso pure chiamerà e non gli sarà risposto”. Invece di ignorare una lamentela legittima, gli anziani dovrebbero ascoltare con comprensione. Da parte nostra, tutti possiamo collaborare presentando le lamentele serie agli anziani e non andando in giro a parlarne con tutti quelli disposti ad ascoltare.
PROVERBI 21:14)
“Un dono fatto in segreto calma l’ira; e un regalo nel seno, il forte furore.”
it-2 p. 718 Regalo
Le espressioni “un regalo dal seno” e “un regalo nel seno” si possono comprendere meglio tenendo conto che la parola ebraica per “seno” può riferirsi alla piega dell’abito sopra la cintura. Perciò queste espressioni indicano che il regalo veniva nascosto nel lembo superiore dell’abito e quindi dato in segreto a un altro che a sua volta lo nascondeva nello stesso modo. — Pr 17:23; 21:14; vedi DONI.
PROVERBI 21:17)
“Chi ama il divertimento sarà un individuo nell’indigenza; chi ama il vino e l’olio non guadagnerà ricchezze.”
w97 1/10 p. 27 Lo spirito del mondo vi sta avvelenando?
La Bibbia avverte: “Chi ama il divertimento sarà un individuo nell’indigenza”. (Proverbi 21:17) Non è sbagliato divertirsi, ma amare il divertimento, cioè metterlo al primo posto, porta all’indigenza spirituale. Gradualmente si perde l’appetito spirituale e si ha sempre meno tempo da dedicare alla predicazione della buona notizia.
PROVERBI 21:18)
“Il malvagio è un riscatto per il giusto; e chi agisce slealmente prende il posto dei retti.”
it-1 p. 1180 Giustizia
Ai giusti è promesso il definitivo possesso della terra; i malvagi devono essere eliminati dalla terra come “riscatto” in cambio dei giusti; infatti finché i malvagi dominano, i giusti non possono vivere in pace. Anche i possedimenti dei malvagi andranno ai giusti, come dice il proverbio: “La ricchezza del peccatore è qualcosa che è riservato al giusto”. — Pr 13:22; 21:18.
it-2 p. 678 Proverbi, Libro di
I giudizi di Geova sono assolutamente giusti, sotto tutti gli aspetti, e per il bene di coloro che cercano la rettitudine. A suo tempo Dio eliminerà i malvagi dal paese, e la loro morte sarà il prezzo della libertà dei giusti. Infatti il proverbio dice: “Il malvagio è un riscatto per il giusto; e chi agisce slealmente prende il posto dei retti”. (Pr 21:18)
it-2 pp. 772-773 Riscatto
Spesso viene menzionato il fatto che Geova redense la nazione di Israele dall’Egitto perché divenisse sua “proprietà particolare” (De 9:26; Sl 78:42), e molti secoli dopo la redense dall’esilio in Assiria e Babilonia. (Isa 35:10; 51:11; Ger 31:11, 12; Zac 10:8-10) Anche in questi casi la redenzione richiese un prezzo, uno scambio. Nel redimere Israele dall’Egitto, Geova fece evidentemente pagare il prezzo all’Egitto. Israele era in effetti il “primogenito” di Dio e Geova avvertì il faraone che l’ostinato rifiuto di liberare Israele sarebbe costato la vita del primogenito del faraone e dei primogeniti di tutto l’Egitto, sia degli uomini che degli animali. (Eso 4:21-23; 11:4-8) Similmente in cambio della vittoria riportata da Ciro su Babilonia e della liberazione degli ebrei esiliati, Geova diede ‘l’Egitto come riscatto [forma di kòfer] per il suo popolo, l’Etiopia e Seba’ in vece loro. Infatti l’impero persiano in seguito conquistò quelle regioni e così ‘gruppi nazionali furono dati al posto delle anime degli israeliti’. (Isa 43:1-4) Questi scambi sono in armonia con l’ispirata dichiarazione che “il malvagio è [o serve come] un riscatto [kòfer] per il giusto; e chi agisce slealmente prende il posto dei retti”. — Pr 21:18.
tp cap. 4 pp. 40-41 par. 18 Prima la distruzione mondiale, poi la pace mondiale
18 La distruzione di quelli che preferiscono il sistema di cose attuale è dunque il prezzo che si dovrà pagare per redimere dall’insicurezza e dalla sofferenza quelli che amano ciò che è giusto. Questo è in armonia col principio biblico secondo cui “il malvagio è un riscatto per il giusto”. — Proverbi 21:18; confronta Isaia 43:1, 3, 4.
PROVERBI 21:19)
“È meglio dimorare in un paese deserto che con una moglie rissosa insieme alla vessazione.”
w06 15/9 p. 28 par. 13 “Rallegrati con la moglie della tua giovinezza”
Un proverbio biblico dice: “È meglio dimorare in un paese deserto che con una moglie rissosa insieme alla vessazione”. (Proverbi 21:19) Se questa è la situazione che esiste tra voi e vostro marito, chiedetevi: ‘Con il mio carattere rendo difficile a mio marito starmi vicino?’
PROVERBI 21:21)
“Chi persegue la giustizia e l’amorevole benignità troverà vita, giustizia e gloria.”
w10 15/8 p. 25 par. 19 “La legge di amorevole benignità” custodisca la vostra lingua
19 Proverbi 21:21 afferma: “Chi persegue la giustizia e l’amorevole benignità troverà vita, giustizia e gloria”. Fra le benedizioni che ricevono coloro che mettono in pratica questo proverbio c’è il trovare la vita: non un’esistenza fugace, ma la vita senza fine. Geova li aiuterà ad ‘afferrare fermamente la vera vita’. (1 Tim. 6:12, 19)
w91 15/7 p. 22 Perseguiamo sempre l’amorevole benignità
Continuate a perseguire l’amorevole benignità
17 Tutti coloro che desiderano il favore di Dio devono perseguire l’amorevole benignità. “Chi persegue la giustizia e l’amorevole benignità troverà vita, giustizia e gloria”, dice un saggio proverbio. (Proverbi 21:21) Chi è devoto persegue in maniera diligente la giustizia di Dio, facendosi sempre guidare dalle norme divine. (Matteo 6:33) Mostra di continuo ad altri amore leale, cioè amorevole benignità, in senso materiale e soprattutto in senso spirituale. In questo modo trova la giustizia, poiché lo spirito di Geova l’aiuta a vivere in maniera giusta. In effetti, egli ‘si riveste di giustizia’ come il devoto Giobbe. (Giobbe 29:14) Tale persona non cerca la propria gloria. (Proverbi 25:27) Al contrario, riceve la misura di gloria che Geova gli concede, forse sotto forma di rispetto da parte di altri indotti da Dio a trattarlo benignamente perché egli stesso mostra amorevole benignità nei loro confronti. Oltre a ciò, chi fa lealmente la volontà di Dio trova la vita, e non solo per pochi brevi anni, ma per sempre.
PROVERBI 21:25)
“La medesima brama del pigro lo metterà a morte, poiché le sue mani han rifiutato di lavorare.”
it-2 p. 596 Pigrizia
La pigrizia alla fine causerà all’indolente terribili conseguenze, poiché “la medesima brama del pigro lo metterà a morte”. Egli brama cose che non gli spettano, o errate in se stesse. Può rovinarsi cercando di ottenerle. Ad ogni modo la sua brama unita alla pigrizia lo allontana da Dio, la Fonte di vita. — Pr 21:25.
PROVERBI 21:28)
“Il testimone menzognero perirà, ma l’uomo che ascolta parlerà anche per sempre.”
w87 15/5 p. 29 Temete Geova e sarete felici
Cosa impariamo: “Il testimone menzognero” manca di rispetto a Dio e sotto la Legge poteva essere messo a morte. Poteva perciò ‘perire’ per mano degli uomini o di Geova. (Proverbi 21:28; Deuteronomio 5:20; 19:16-21; confronta Atti 5:1-11). Ma ‘l’uomo che ascoltava’ attentamente parlava solo quando era certo di quanto aveva udito. La sua testimonianza restava “per sempre”, in quanto in seguito non sarebbe stata respinta come falsa. Tra i testimoni di Geova, quelli che rendono testimonianza durante un’udienza giudiziaria devono aver ascoltato con attenzione per essere in grado di provvedere informazioni accurate; una testimonianza non accurata o falsa, infatti, può essere spiritualmente dannosa.
PROVERBI 21:30)
“Non c’è sapienza, né discernimento, né consiglio nell’opposizione a Geova.”
w97 15/3 p. 15 par. 16 Inclina il tuo cuore al discernimento
Qualsiasi consiglio che sia in opposizione a lui è infatti senza valore. Proverbi 21:30 dichiara: “Non c’è sapienza, né discernimento, né consiglio nell’opposizione a Geova”. (Confronta Proverbi 19:21). Solo il discernimento spirituale, coltivato tramite lo studio della Parola di Dio con l’aiuto delle pubblicazioni provvedute dallo “schiavo fedele e discreto”, ci aiuterà a seguire la retta via nella vita. (Matteo 24:45-47) Dirigiamo quindi i nostri passi in armonia con i consigli di Geova, sapendo che per quanto un consiglio contrario possa sembrare plausibile, non regge al confronto con la sua Parola.
it-1 p. 555 Consigliere, Consiglio
Questo sottolinea che un consiglio, per essere efficace, deve tener conto di Geova. Qualsiasi consiglio si opponga all’Altissimo è privo di valore. È proprio un cattivo consiglio. — Pr 19:21; 21:30.
it-2 p. 27 Intendimento
Conosce il suo stesso inarrestabile proposito e ciò che farà nel futuro. Le sue giuste norme sono ferme, immutabili. Quindi “non c’è sapienza, né discernimento, né consiglio nell’opposizione a Geova”. (Pr 21:30; cfr. Isa 29:13, 14; Ger 23:20; 30:24).
it-2 p. 678 Proverbi, Libro di
Giudizio e guida. Chi conosce Geova si rende conto attraverso la conoscenza e l’esperienza che, come dice Proverbi 21:30, “non c’è sapienza, né discernimento, né consiglio nell’opposizione a Geova”. Perciò, anche se sente parlare di altri piani o li ha in cuore, la persona sensata darà alla propria vita l’indirizzo che è in armonia con il consiglio di Geova, sapendo che qualunque consiglio diverso, per quanto possa sembrare saggio o plausibile, non può riuscire se è contrario alla parola di Geova. — Pr 19:21; cfr. Gsè 23:14; Mt 5:18.
PROVERBI 21:31)
“Il cavallo è qualcosa di preparato per il giorno della battaglia, ma la salvezza appartiene a Geova.”
w98 15/12 p. 10 par. 2 La salvezza appartiene a Geova
2 Anche Salomone, figlio di Davide, sapeva che Geova è la Fonte della salvezza, perché disse: “Il cavallo è qualcosa di preparato per il giorno della battaglia, ma la salvezza appartiene a Geova”. (Proverbi 21:31) Nell’antichità in Medio Oriente i buoi tiravano l’aratro, gli asini erano bestie da soma, i muli si usavano come cavalcatura e i cavalli servivano per la guerra. Tuttavia prima che gli israeliti entrassero nella Terra Promessa Dio comandò che il loro futuro re ‘non avrebbe dovuto aumentare i suoi cavalli’. (Deuteronomio 17:16) Non ci sarebbe stato bisogno di destrieri, perché Geova avrebbe salvato il suo popolo.

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Tutte le favole di Esopo con lezioni e morale

Tutte le favole di Esopo con lezioni e morale - 393 favole Autore: Esopo


INDICE DI TUTTE LE FAVOLE:
01. Aquila, Raven e il pastore.
02. L'Aquila, la lepre e lo scarabeo.
03. taglio ala dell'Aquila e la volpe.
04. L'Aquila e la volpe.
05. L'Aquila e la freccia.
06. L'Aquila e i Galli.
07. le volpi sulle rive del fiume Meandro.
08. la volpe che è stata riempita il suo grembo.
09. la volpe e il biancospino
10. la volpe e il taglialegna.
11. la volpe e il serpente.
12. la volpe e i grappoli di uva.
13. la volpe e il coccodrillo.
14. la volpe e la Pantera.
15. la volpe e la scimmia incoronato re
16. la volpe e il cane.
17. la volpe e la scimmia discusso circa la sua nobiltà.
18. la volpe e il caprone nel pozzo.
19. la volpe con la coda tagliata.
20. la volpe che non aveva mai visto un leone.
21. la volpe e la maschera vuota.
22. la volpe e il labrador maschio.
23. la volpe e il granchio di mare.
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25. la volpe e il corvo grida.
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