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PROVERBI 12-16 | Tesori della Parola di Dio: settimana del 17-23 ottobre

TESTI BIBLICI E RIFERIMENTI: TESORI DELLA PAROLA DI DIO | PROVERBI 12-16

“LA SAPIENZA È MIGLIORE DELL’ORO”: (10 MIN)

Perché la sapienza divina è così preziosa? Perché libera dalle cattive vie e conserva in vita chi la possiede. Ha inoltre un effetto positivo sul nostro atteggiamento, le nostre parole e le nostre azioni.
La sapienza protegge dall’orgoglio
16:18, 19
• Chi è saggio riconosce che Geova è la Fonte di tutta la sapienza
• Chi raggiunge risultati importanti o riceve maggiori responsabilità deve stare particolarmente attento a non inorgoglirsi o insuperbirsi
La sapienza fa parlare in un modo che ristora gli altri
16:21-24
• Chi è saggio usa perspicacia per trovare il bene negli altri e parlare bene di loro
• Le parole sagge sono persuasive e dolci come il miele, non dure o polemiche
LO SAPEVATE?
Il miele può essere assimilato facilmente dal corpo e trasformato velocemente in energia. È apprezzato per la sua dolcezza e per le sue proprietà terapeutiche.
Proprio come il miele fa bene al fisico, così le parole piacevoli danno ristoro spirituale.

Pr 16:16, 17 — Chi è saggio studia la Parola di Dio e la mette in pratica (w07 15/7 8)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti Proverbi 16:16, 17
16 Acquistare sapienza, oh quanto è meglio dell’oro! E l’acquisto dell’intendimento è da scegliere più dell’argento.
17 La strada maestra dei retti è ritrarsi dal male. Chi salvaguarda la sua via custodisce la sua anima.
La Torre di Guardia (2007) “La sapienza è per una protezione”
“La sapienza è per una protezione”
“ACQUISTARE sapienza, oh quanto è meglio dell’oro! E l’acquisto dell’intendimento è da scegliere più dell’argento”, dice Proverbi 16:16. Come mai la sapienza è così preziosa? Perché “la sapienza è per una protezione come il denaro è per una protezione; ma il vantaggio della conoscenza è che la sapienza stessa conserva in vita quelli che la possiedono”. (Ecclesiaste 7:12) In che modo la sapienza conserva in vita chi la possiede?
Acquistando la sapienza divina, vale a dire l’accurata conoscenza della Parola di Dio, la Bibbia, e agendo di conseguenza, siamo aiutati a camminare nella via che Geova approva. (Proverbi 2:10-12) Salomone, re dell’antico Israele, dice: “La strada maestra dei retti è ritrarsi dal male. Chi salvaguarda la sua via custodisce la sua anima”. (Proverbi 16:17) La sapienza libera dalle cattive vie e conserva in vita chi la possiede. I detti saggi e concisi di Proverbi 16:16-33 indicano l’effetto positivo che la sapienza divina può avere sul nostro atteggiamento, le nostre parole e le nostre azioni.
“Modesti di spirito”
La sapienza personificata è descritta nell’atto di dire: “Ho odiato la superbia e l’orgoglio”. (Proverbi 8:13) Orgoglio e sapienza sono agli antipodi. Bisogna agire con sapienza e badare di non diventare alteri o arroganti. Dovremmo stare particolarmente attenti se abbiamo avuto successo in qualche campo o ci è stato affidato un incarico di responsabilità nella congregazione cristiana.
“L’orgoglio è prima del crollo”, avverte Proverbi 16:18, “e lo spirito superbo prima dell’inciampo”. Pensiamo al più colossale crollo dell’universo: la caduta di un perfetto figlio spirituale di Dio che diventò Satana il Diavolo. (Genesi 3:1-5; Rivelazione [Apocalisse] 12:9) Non aveva manifestato uno spirito superbo prima del crollo? La Bibbia si riferisce a questo quando dice che nella congregazione

Pr 16:18, 19 — Chi è saggio non è orgoglioso o superbo (w07 15/7 8-9)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti Proverbi 16:18, 19
18 L’orgoglio è prima del crollo, e lo spirito superbo prima dell’inciampo.
19 È meglio essere modesti di spirito con i mansueti che dividere le spoglie con chi si esalta.
La Torre di Guardia (2007) “La sapienza è per una protezione”
“La sapienza è per una protezione”
“ACQUISTARE sapienza, oh quanto è meglio dell’oro! E l’acquisto dell’intendimento è da scegliere più dell’argento”, dice Proverbi 16:16. Come mai la sapienza è così preziosa? Perché “la sapienza è per una protezione come il denaro è per una protezione; ma il vantaggio della conoscenza è che la sapienza stessa conserva in vita quelli che la possiedono”. (Ecclesiaste 7:12) In che modo la sapienza conserva in vita chi la possiede?
Acquistando la sapienza divina, vale a dire l’accurata conoscenza della Parola di Dio, la Bibbia, e agendo di conseguenza, siamo aiutati a camminare nella via che Geova approva. (Proverbi 2:10-12) Salomone, re dell’antico Israele, dice: “La strada maestra dei retti è ritrarsi dal male. Chi salvaguarda la sua via custodisce la sua anima”. (Proverbi 16:17) La sapienza libera dalle cattive vie e conserva in vita chi la possiede. I detti saggi e concisi di Proverbi 16:16-33 indicano l’effetto positivo che la sapienza divina può avere sul nostro atteggiamento, le nostre parole e le nostre azioni.
“Modesti di spirito”
La sapienza personificata è descritta nell’atto di dire: “Ho odiato la superbia e l’orgoglio”. (Proverbi 8:13) Orgoglio e sapienza sono agli antipodi. Bisogna agire con sapienza e badare di non diventare alteri o arroganti. Dovremmo stare particolarmente attenti se abbiamo avuto successo in qualche campo o ci è stato affidato un incarico di responsabilità nella congregazione cristiana.
“L’orgoglio è prima del crollo”, avverte Proverbi 16:18, “e lo spirito superbo prima dell’inciampo”. Pensiamo al più colossale crollo dell’universo: la caduta di un perfetto figlio spirituale di Dio che diventò Satana il Diavolo. (Genesi 3:1-5; Rivelazione [Apocalisse] 12:9) Non aveva manifestato uno spirito superbo prima del crollo? La Bibbia si riferisce a questo quando dice che nella congregazione cristiana non si dovrebbe affidare un incarico di sorveglianza a un uomo convertito di recente “affinché non si gonfi d’orgoglio e cada nel giudizio emesso contro il Diavolo”. (1 Timoteo 3:1, 2, 6) Quanto è importante evitare di alimentare l’orgoglio altrui, come pure permettere che si sviluppi in noi!
“È meglio essere modesti di spirito con i mansueti che dividere le spoglie con chi si esalta”, dice Proverbi 16:19. Che questo sia un consiglio saggio è dimostrato da quanto accadde a Nabucodonosor, re dell’antica Babilonia. Con orgoglio eresse nella pianura di Dura una statua immensa, che forse lo ritraeva. È possibile che fosse collocata su un piedistallo molto alto, tanto da raggiungere i 27 metri. (Daniele 3:1) Quell’imponente monumento doveva essere il simbolo dell’impero di Nabucodonosor. Come quella statua, strutture alte e maestose quali obelischi, campanili e grattacieli possono impressionare gli esseri umani, ma non impressionano certo Dio. Il salmista cantò: “Geova è alto, eppure vede l’umile; ma conosce l’altero solo da lontano”. (Salmo 138:6) Anzi “ciò che è alto fra gli uomini è cosa disgustante dinanzi a Dio”. (Luca 16:15) È meglio essere “attirati dalle cose modeste” che ‘pensare alle cose alte’. — Romani 12:16.
Parliamo con “perspicacia” e “persuasione”
In che modo la sapienza influisce su come parliamo? Il saggio re ci dice: “Chi mostra perspicacia in una questione troverà il bene, e felice è chi confida in Geova. Chi è saggio di cuore sarà chiamato persona di intendimento, e chi è dolce di labbra aggiunge persuasione. Per chi la possiede la perspicacia è fonte di vita; e la disciplina degli stolti è stoltezza. Il cuore del saggio fa mostrar perspicacia alla sua bocca, e aggiunge persuasione alle sue labbra”. — Proverbi 16:20-23.
La saggezza ci aiuta a parlare con perspicacia e in modo persuasivo. Perché? Perché chi è saggio di cuore cerca sempre di ‘trovare il bene’ e “confida in Geova”. Se cerchiamo di trovare il bene negli altri è più probabile che parleremo bene di loro. Invece di essere dure e polemiche, le nostre parole saranno dolci e persuasive. Rendendoci conto delle circostanze in cui alcuni si trovano, capiremo le difficoltà che potrebbero avere e in che modo le affrontano.
Le parole dettate dalla sapienza sono importanti anche nell’opera di predicare il Regno e fare discepoli. Nell’insegnare la Parola di Dio il nostro obiettivo non è semplicemente trasmettere informazioni scritturali, ma toccare il cuore delle persone. Quindi bisogna parlare con persuasione. L’apostolo Paolo esortò Timoteo suo compagno d’opera a rimanere nelle cose che era stato “persuaso a credere”. — 2 Timoteo 3:14, 15.
Il verbo greco qui reso ‘persuadere’ significa “indurre un cambiamento di mente

Pr 16:20-24 — Chi è saggio usa le parole per aiutare gli altri (w07 15/7 9-10)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti Proverbi 16:20-24
20 Chi mostra perspicacia in una questione troverà il bene, e felice è chi confida in Geova.
21 Chi è saggio di cuore sarà chiamato persona di intendimento, e chi è dolce di labbra aggiunge persuasione.
22 Per chi la possiede la perspicacia è fonte di vita; e la disciplina degli stolti è stoltezza.
23 Il cuore del saggio fa mostrar perspicacia alla sua bocca, e aggiunge persuasione alle sue labbra.
24 I detti piacevoli sono un favo di miele, dolci all’anima e salute alle ossa.
La Torre di Guardia (2007) “La sapienza è per una protezione”
cristiana non si dovrebbe affidare un incarico di sorveglianza a un uomo convertito di recente “affinché non si gonfi d’orgoglio e cada nel giudizio emesso contro il Diavolo”. (1 Timoteo 3:1, 2, 6) Quanto è importante evitare di alimentare l’orgoglio altrui, come pure permettere che si sviluppi in noi!
“È meglio essere modesti di spirito con i mansueti che dividere le spoglie con chi si esalta”, dice Proverbi 16:19. Che questo sia un consiglio saggio è dimostrato da quanto accadde a Nabucodonosor, re dell’antica Babilonia. Con orgoglio eresse nella pianura di Dura una statua immensa, che forse lo ritraeva. È possibile che fosse collocata su un piedistallo molto alto, tanto da raggiungere i 27 metri. (Daniele 3:1) Quell’imponente monumento doveva essere il simbolo dell’impero di Nabucodonosor. Come quella statua, strutture alte e maestose quali obelischi, campanili e grattacieli possono impressionare gli esseri umani, ma non impressionano certo Dio. Il salmista cantò: “Geova è alto, eppure vede l’umile; ma conosce l’altero solo da lontano”. (Salmo 138:6) Anzi “ciò che è alto fra gli uomini è cosa disgustante dinanzi a Dio”. (Luca 16:15) È meglio essere “attirati dalle cose modeste” che ‘pensare alle cose alte’. — Romani 12:16.
Parliamo con “perspicacia” e “persuasione”
In che modo la sapienza influisce su come parliamo? Il saggio re ci dice: “Chi mostra perspicacia in una questione troverà il bene, e felice è chi confida in Geova. Chi è saggio di cuore sarà chiamato persona di intendimento, e chi è dolce di labbra aggiunge persuasione. Per chi la possiede la perspicacia è fonte di vita; e la disciplina degli stolti è stoltezza. Il cuore del saggio fa mostrar perspicacia alla sua bocca, e aggiunge persuasione alle sue labbra”. — Proverbi 16:20-23.
La saggezza ci aiuta a parlare con perspicacia e in modo persuasivo. Perché? Perché chi è saggio di cuore cerca sempre di ‘trovare il bene’ e “confida in Geova”. Se cerchiamo di trovare il bene negli altri è più probabile che parleremo bene di loro. Invece di essere dure e polemiche, le nostre parole saranno dolci e persuasive. Rendendoci conto delle circostanze in cui alcuni si trovano, capiremo le difficoltà che potrebbero avere e in che modo le affrontano.
Le parole dettate dalla sapienza sono importanti anche nell’opera di predicare il Regno e fare discepoli. Nell’insegnare la Parola di Dio il nostro obiettivo non è semplicemente trasmettere informazioni scritturali, ma toccare il cuore delle persone. Quindi bisogna parlare con persuasione. L’apostolo Paolo esortò Timoteo suo compagno d’opera a rimanere nelle cose che era stato “persuaso a credere”. — 2 Timoteo 3:14, 15.
Il verbo greco qui reso ‘persuadere’ significa “indurre un cambiamento di mente attraverso il ragionamento o considerazioni morali”. (An Expository Dictionary of New Testament Words di W. E. Vine) Per trovare argomenti convincenti che inducano chi ci ascolta a cambiare parere ci vuole perspicacia, bisogna cioè intuire come la pensa, quali sono i suoi interessi, le sue circostanze e il suo bagaglio culturale. Come possiamo riuscirci? Il discepolo Giacomo risponde: “Ogni uomo dev’essere pronto a udire, lento a parlare”. (Giacomo 1:19) Facendo esprimere il nostro interlocutore e prestando molta attenzione a quello che dice, riusciremo a sapere che tipo di persona è.
L’apostolo Paolo aveva una straordinaria capacità di persuasione. (Atti 18:4) Persino uno dei suoi oppositori, l’argentiere Demetrio, riconobbe: “Non solo a Efeso ma in quasi tutto il distretto dell’Asia questo Paolo ha persuaso una considerevole folla e l’ha volta a un’altra opinione”. (Atti 19:26) Paolo si attribuì forse il merito dell’efficacia della sua opera di predicazione? Niente affatto. Considerava la sua predicazione ‘una dimostrazione dello spirito e della potenza di Dio’. (1 Corinti 2:4, 5) Anche noi abbiamo l’aiuto dello spirito santo di Geova. Dal momento che confidiamo in Lui, siamo certi del suo aiuto se cerchiamo di parlare con perspicacia e in modo persuasivo nel nostro ministero.
A ragione “chi è saggio di cuore” viene definito “intelligente” o “assennato”. (Proverbi 16:21; CEI; La Bibbia Concordata) La perspicacia è davvero “fonte di vita” per chi la possiede. Ma che dire degli stolti? Essi ‘disprezzano la sapienza e la disciplina’. (Proverbi 1:7) Che risultati ottengono rifiutando di farsi disciplinare da Geova? Come abbiamo visto sopra, Salomone dice: “La disciplina degli stolti è stoltezza”. (Proverbi 16:22) Essi ricevono ulteriore disciplina, spesso sotto forma di severa punizione. Inoltre possono procurarsi guai, disonore, malattie e persino una morte prematura.
Additando un ulteriore effetto salutare della sapienza sul nostro modo di parlare, il re di Israele dice: “I detti piacevoli sono un favo di miele, dolci all’anima e salute alle ossa”. (Proverbi 16:24) Come il miele è dolce e offre un immediato ristoro a chi è affamato, i detti piacevoli incoraggiano e ristorano. Il miele ha inoltre proprietà terapeutiche e fa bene. Lo stesso si può dire dei detti piacevoli: sono spiritualmente salutari. — Proverbi 24:13, 14.
Attenzione alla ‘via che sembra retta’
“Esiste una via che davanti all’uomo è retta”, dice Salomone, “ma la sua fine son poi le vie della morte”. (Proverbi 16:25) Questo mette in guardia da falsi ragionamenti e da una condotta contraria alla legge di Dio. Un certo percorso potrebbe sembrare giusto da un punto di vista umano, ma in realtà essere contrario ai giusti principi della Parola di Dio. Inoltre Satana potrebbe ingannare una persona inducendola a prendere una strada

SCAVIAMO PER TROVARE GEMME SPIRITUALI: (8 MIN)

Pr 15:15 — Come possiamo essere più gioiosi? (g 11/13 16)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti Proverbi 15:15
15 Tutti i giorni dell’afflitto sono cattivi; ma chi è buono di cuore [ha] un banchetto continuo.
Svegliatevi! 2013 Avete anche voi “un banchetto continuo”?
Avete anche voi “un banchetto continuo”?
“Tutti i giorni dell’afflitto sono cattivi; ma chi è buono di cuore ha un banchetto continuo” (Proverbi 15:15)
COSA significano queste parole? Descrivono la condizione mentale ed emotiva di una persona. L’“afflitto” indugia sulle cose negative, e questo rende “cattivi”, o cupi, i suoi giorni. Per contro, “chi è buono di cuore” cerca di concentrarsi sulle cose positive: un modo di pensare che produce gioia interiore, paragonabile al vivere “un banchetto continuo”.
Tutti noi affrontiamo problemi che potrebbero privarci in una certa misura della felicità. Ma ci sono alcune cose che possiamo fare per mantenere la gioia anche nei momenti difficili. Vediamo cosa dice la Bibbia.
o Non permettiamo all’ansia per il domani di abbatterci nel presente. Gesù Cristo disse: “Non preoccupatevi troppo per il domani: ci pensa lui, il domani, a portare altre pene. Per ogni giorno basta la sua pena” (Matteo 6:34, Parola del Signore).
o Proviamo a concentrarci sulle cose positive che ci sono successe. Quando ci sentiamo giù, può essere utile fare una lista di queste cose e rifletterci sopra. Inoltre, è meglio non soffermarsi sugli errori del passato. Facciamone tesoro e andiamo avanti. Cerchiamo di essere come un autista che ogni tanto guarda lo specchietto retrovisore ma non lo fissa per tutto il tempo. Ricordiamo anche che “presso [Dio] c’è il vero perdono” (Salmo 130:4).
o Quando l’ansia ci opprime, dovremmo fare affidamento su qualcuno che sa tirarci su. “L’ansiosa cura [...] farà chinare [il nostro cuore], ma la parola buona è ciò che lo fa rallegrare”, dice Proverbi 12:25. Questa “parola buona” può venire da un familiare o un amico fidato, qualcuno che non è cinico o pessimista ma che “ama in ogni tempo” (Proverbi 17:17).
Le perle di saggezza racchiuse nella Bibbia hanno aiutato molti a provare più gioia nella vita, anche nei momenti duri. Avvaletevi anche voi di questi pensieri.

Pr 16:4 — In che senso Geova ha fatto il malvagio “per il Suo scopo”? (w07 15/5 18-19)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti Proverbi 16:4
4 Geova ha fatto ogni cosa per il Suo scopo, sì, perfino il malvagio per il giorno cattivo.
La Torre di Guardia (2007) “I tuoi piani saranno fermamente stabiliti”
guardia contro questo pericolo dicendo: “Tutte le vie dell’uomo sono pure ai suoi propri occhi, ma Geova fa una stima degli spiriti”. — Proverbi 16:2.
L’amore di noi stessi può spingerci a giustificare i nostri errori, a mascherare i lati negativi della nostra personalità e a non vedere i nostri difetti. Ma non possiamo ingannare Geova, colui che fa una stima degli spiriti. Lo spirito di una persona è la sua inclinazione mentale dominante e ha stretta relazione con il suo cuore. Il modo in cui tale spirito si sviluppa dipende notevolmente dall’attività del cuore simbolico, che coinvolge pensieri, sentimenti e motivi. Lo spirito è ciò che “l’esaminatore dei cuori” stima, e i Suoi giudizi sono esenti da favoritismi o parzialità. È bene prestare attenzione al proprio spirito.
“Rotola le tue opere su Geova”
Fare piani implica il ragionamento, un’attività del cuore. I piani di solito sono seguiti dalle azioni. Riusciremo a realizzare ciò che ci prefiggiamo? Salomone dice: “Rotola le tue opere su Geova stesso e i tuoi piani saranno fermamente stabiliti”. (Proverbi 16:3) Rotolare le nostre opere su Geova vuol dire riporre fiducia in lui, confidare in lui, essergli devoti: toglierci per così dire un peso dalle spalle e metterlo sulle sue. Il salmista cantò: “Rotola su Geova la tua via, e confida in lui, ed egli stesso agirà”. — Salmo 37:5.
Tuttavia, perché i nostri piani siano fermamente stabiliti devono essere in armonia con la Parola di Dio e nascere da buoni motivi. Inoltre dobbiamo chiedere in preghiera l’aiuto e il sostegno di Geova e fare in tutta coscienza del nostro meglio per seguire i consigli della Bibbia. Soprattutto quando siamo davanti a prove o difficoltà è importante ‘gettare su Geova il nostro peso’, perché ‘egli ci sosterrà’. In effetti “non permetterà mai che il giusto vacilli”. — Salmo 55:22.
“Geova ha fatto ogni cosa per il Suo scopo”
Se rotoleremo le nostre opere su Geova quale altro risultato otterremo? “Geova ha fatto ogni cosa per il Suo scopo”, dice il re saggio. (Proverbi 16:4a) Il Creatore dell’universo è un Dio che ha un proposito. Se rotoliamo le nostre opere su di lui, avremo una vita piena di attività significative e con uno scopo ben preciso, anziché un’esistenza vuota o inutile. E il proposito di Geova per la terra e gli uomini è eterno. (Efesini 3:11) Egli formò la terra e la creò “perché fosse abitata”. (Isaia 45:18) Inoltre ciò che si propose in origine per il genere umano qui sulla terra si realizzerà immancabilmente. (Genesi 1:28) La vita di coloro che sono devoti al vero Dio durerà in eterno e avrà sempre un significato.
Geova ha fatto “perfino il malvagio per il giorno cattivo”. (Proverbi 16:4b) Dal momento che “la sua attività è perfetta”, non è stato lui a creare i malvagi. (Deuteronomio 32:4) Comunque permette loro di venire all’esistenza e di continuare a vivere finché non ritenga opportuno eseguire il suo giudizio avverso. Ad esempio, Geova disse al faraone d’Egitto: “Per questo ti ho tenuto in esistenza, al fine di mostrarti la mia potenza e perché il mio nome sia dichiarato in tutta la terra”. (Esodo 9:16) Le dieci piaghe e l’annientamento del faraone e del suo esercito al Mar Rosso furono memorabili dimostrazioni dell’ineguagliabile potenza di Dio.
Geova può anche far andare le cose in modo tale che i malvagi, senza rendersene conto, servano al suo scopo. Rivolgendosi a Geova, il salmista disse: “Il medesimo furore dell’uomo ti loderà; del rimanente del furore ti cingerai”. (Salmo 76:10) Geova può permettere ai suoi nemici di esprimere il loro furore contro i suoi servitori, ma solo nella misura necessaria per disciplinare e ammaestrare questi ultimi. Quando oltrepassano il segno, Dio interviene.
Geova sostiene i suoi umili servitori. Ma che dire di chi è orgoglioso e arrogante? “Chiunque è orgoglioso di cuore è qualcosa di detestabile a Geova”, dice il re di Israele. “Mano può unirsi a mano, eppure non si è esentati dalla punizione”. (Proverbi 16:5) Coloro che sono ‘orgogliosi di cuore’ possono allearsi per darsi man forte, ma non sfuggiranno alla punizione. Quindi, indipendentemente da quante cose sappiamo, da quanto siamo capaci o dai privilegi di servizio che abbiamo, facciamo bene a coltivare uno spirito umile.
“Nel timore di Geova”
Dal momento che siamo nati nel peccato, siamo inclini a sbagliare. (Romani 3:23; 5:12) Cosa ci aiuterà a non fare piani che ci porterebbero a compiere azioni errate? Proverbi 16:6 dichiara: “Mediante l’amorevole benignità e la verità è espiato l’errore, e nel timore di Geova ci si ritrae dal male”. È vero che mediante la sua amorevole benignità e verità Geova provvede all’espiazione dei nostri peccati, ma è il timore di Geova a costituire un deterrente, impedendoci di commetterli. Oltre ad amare Dio e a essere grati della sua amorevole benignità, è di vitale importanza coltivare il timore di dispiacergli.
Quando impariamo a mostrare riverenza e rispetto per la tremenda potenza divina, il timore di Dio entra nel nostro cuore. Pensate anche solo alla potenza riflessa nella creazione! Al patriarca Giobbe fu ricordata la potenza manifesta nelle opere creative di Dio e questo lo aiutò a correggere il suo modo di pensare. (Giobbe 42:1-6) Non accade lo stesso a noi quando leggiamo ciò che dice la Bibbia su come Dio ha trattato il suo popolo e poi meditiamo su queste vicende? Il salmista cantò: “Venite, e vedete le attività di Dio. Ciò che fa con i figli degli uomini è tremendo”. (Salmo 66:5) Non dobbiamo dare per scontato che saremo oggetto dell’amorevole benignità di Geova. Quando gli israeliti ‘si ribellarono e contristarono il suo spirito santo, Geova si mutò in loro nemico; egli stesso fece guerra contro di loro’. (Isaia 63:10) D’altra parte, “quando Geova si compiace delle vie dell’uomo fa stare in pace con lui perfino i suoi stessi nemici”. (Proverbi 16:7) Il timore di Geova è veramente una protezione!
“È meglio un poco con giustizia che un’abbondanza di prodotti senza rettitudine”, dice il re saggio. (Proverbi 16:8) Proverbi 15:16 afferma: “È meglio un poco nel timore di Geova che una provvista abbondante insieme a confusione”. Non c’è dubbio, per rimanere sulla strada buona è essenziale avere un reverenziale timore di Dio.
“Il cuore dell’uomo terreno può ideare la sua via”
L’uomo fu creato con il libero arbitrio, la facoltà di scegliere tra il bene e il male. (Deuteronomio 30:19, 20) Il cuore simbolico ha la facoltà di valutare diverse alternative e concentrarsi su una o più di esse. Indicando che è nostra responsabilità fare delle scelte, Salomone dice: “Il cuore dell’uomo terreno può ideare la sua via”. Fatto questo, “è Geova stesso

Cosa impariamo su Geova dai capitoli in programma questa settimana?

Quali punti di questi capitoli possiamo usare nel ministero di campo?

PROVERBI 12-16 | SUGGERIMENTI PER I VOSTRI COMMENTI PERSONALI

PROVERBI 12:1)
“Chi ama la disciplina ama la conoscenza, ma chi odia la riprensione è irragionevole.”
w03 15/1 pp. 28-29 ‘Chi è buono ottiene l’approvazione di Dio’
La disciplina è essenziale
“Chi ama la disciplina ama la conoscenza”, dichiara Salomone, “ma chi odia la riprensione è irragionevole”. (Proverbi 12:1) Poiché vuole migliorare la sua personalità, l’uomo buono desidera la disciplina. Egli è pronto ad applicare i consigli che riceve alle adunanze cristiane o nel corso di conversazioni a livello personale. Le parole nelle Scritture e nelle pubblicazioni basate sulla Bibbia sono come pungoli che lo spronano a seguire una condotta retta. Egli cerca la conoscenza e la usa per rendere diritti i suoi sentieri. Sì, chi ama la disciplina ama anche la conoscenza.
Com’è necessaria la disciplina per i veri adoratori, in modo particolare l’autodisciplina! Possiamo desiderare di avere una conoscenza più profonda della Parola di Dio. Magari di essere più efficaci nel ministero cristiano e migliori insegnanti della Parola di Dio. (Matteo 24:14; 28:19, 20) Ci vuole però autodisciplina per realizzare questi desideri. L’autodisciplina è indispensabile anche in altri campi della vita. Per esempio, oggi abbonda materiale che suscita desideri illeciti. Non ci vuole forse autodisciplina per impedire ai nostri occhi di concentrarsi su immagini non appropriate? Inoltre, poiché “l’inclinazione del cuore dell’uomo è cattiva fin dalla sua giovinezza”, nei recessi della mente può effettivamente sorgere un pensiero immorale. (Genesi 8:21) L’autodisciplina è indispensabile per non far soffermare la mente su pensieri del genere.
Chi odia la riprensione invece non ama né la disciplina né la conoscenza. Cedendo alla peccaminosa tendenza umana di offendersi quando si è ripresi, egli si abbassa al livello degli animali irragionevoli, bruti, privi di senso morale. Dobbiamo opporci con decisione a questa tendenza.
it-1 p. 690 Dichiarare giusti
Tuttavia, quando è evidente che un giudizio si basa sulla Parola di Dio, chi viene ripreso da un fratello cristiano, specie da un anziano della congregazione, non deve sottrarsi alla riprensione cercando di dimostrare la propria giustizia. (Pr 12:1; Eb 12:11; 13:17)
it-2 pp. 771-772 Riprensione
La peccaminosa tendenza umana è quella di offendersi per la riprensione e prendersela con il servitore umano mediante cui può essere stata impartita. Ma assecondando questa tendenza ci si abbassa al livello degli animali irragionevoli privi di senso morale; il proverbio ispirato afferma: “Chi odia la riprensione è irragionevole”. (Pr 12:1)
PROVERBI 12:2)
“Chi è buono ottiene approvazione da Geova, ma egli dichiara malvagio l’uomo dalle idee [malvage].”
w03 15/1 p. 28 ‘Chi è buono ottiene l’approvazione di Dio’
A chi Dio concede il suo favore? Il re Salomone dell’antico Israele risponde: “Chi è buono ottiene approvazione da Geova, ma egli dichiara malvagio l’uomo dalle idee malvage”. — Proverbi 12:2.
Chiaramente Geova si compiace di chi è buono, della persona virtuosa. Le virtù di chi è buono comprendono qualità come autodisciplina, imparzialità, umiltà, compassione e prudenza. I suoi pensieri sono giusti, le sue parole incoraggianti, le sue azioni rette e benefiche.
PROVERBI 12:3)
“Nessun uomo sarà fermamente stabilito dalla malvagità; ma in quanto alla radice dei giusti, non sarà fatta vacillare.”
w03 15/1 p. 29 ‘Chi è buono ottiene l’approvazione di Dio’
‘Una radice che non sarà smossa’
Naturalmente un uomo buono non può essere ingiusto. Pertanto anche la giustizia è indispensabile per ottenere l’approvazione di Geova. Il re Davide cantò: “Tu stesso benedirai ogni giusto, o Geova; come con un grande scudo, li circonderai di approvazione”. (Salmo 5:12) Facendo un contrasto fra la condizione del giusto e quella del malvagio, Salomone dice: “Nessun uomo sarà fermamente stabilito dalla malvagità; ma in quanto alla radice dei giusti, non sarà fatta vacillare”. — Proverbi 12:3.
Forse sembra che i malvagi prosperino. Pensate all’esperienza del salmista Asaf. “In quanto a me”, disse, “i miei piedi si erano quasi sviati, poco mancò che si facessero scivolare i miei passi”. Perché? Asaf rispose: “Ebbi invidia di quelli che si vantavano, quando vedevo la medesima pace dei malvagi”. (Salmo 73:2, 3) Ma andando nel santuario del tempio di Dio si rese conto che Geova li aveva posti su suolo sdrucciolevole. (Salmo 73:17, 18) Qualunque apparente successo ottengano i malvagi è temporaneo. Perché dovremmo invidiarli?
Per contro, chi ha l’approvazione di Geova è stabile. Ricorrendo alla metafora del robusto apparato radicale di un albero, Salomone dichiara: “La radice dei giusti non sarà smossa”. (Proverbi 12:3, La Bibbia Concordata) Le radici nascoste di un albero maestoso, come la sequoia, possono estendersi fino a coprire una superficie di oltre un ettaro e mezzo e possono costituire un solido ancoraggio anche in presenza di alluvioni o venti impetuosi. Una torreggiante sequoia può addirittura resistere a un forte terremoto.
Proprio come tali radici si estendono nel suolo fertile, così la nostra mente e il nostro cuore devono penetrare in profondità nella Parola di Dio per attingere le sue acque vivificanti. In questo modo la nostra fede diventa ben radicata e forte, la nostra speranza sicura e ferma. (Ebrei 6:19) Non saremo “portati qua e là da ogni vento d’insegnamento [falso]”. (Efesini 4:14) Naturalmente risentiremo gli effetti delle situazioni tempestose e potremmo anche tremare nelle avversità. Ma la nostra ‘radice non sarà fatta vacillare’.
w94 15/9 p. 32 ‘Radici che non possono essere smosse’
‘Radici che non possono essere smosse’
FRA i più grandi e i più antichi organismi viventi del mondo ci sono le sequoie della California. Queste meraviglie torreggianti raggiungono i 90 metri d’altezza e possono vivere anche 3.000 anni.
L’aspetto delle sequoie è maestoso, ma il loro invisibile apparato radicale è altrettanto imponente. Le radici della sequoia possono estendersi fino a coprire una superficie di circa un ettaro o un ettaro e mezzo. Questo gigantesco apparato radicale costituisce un solido ancoraggio anche in presenza di alluvioni o venti impetuosi. Una sequoia può addirittura resistere a un forte terremoto!
Il re Salomone scelse come metafora in uno dei suoi proverbi il robusto apparato radicale di un albero. “Non starà saldo l’uomo con l’empietà”, disse, “ma la radice dei giusti non sarà smossa”. (Proverbi 12:3, La Bibbia Concordata) Sì, la stabilità dei malvagi è precaria. Qualunque apparente successo ottengano è solo temporaneo, perché Geova promette che “la medesima speranza dei malvagi perirà”. — Proverbi 10:28.
Questo è un avvertimento per coloro che si professano cristiani, perché Gesù disse che alcuni non avrebbero avuto “radice” in se stessi e avrebbero inciampato. (Matteo 13:21) Inoltre l’apostolo Paolo scrisse di persone che sarebbero state ‘portate qua e là da ogni vento d’insegnamento’ falso. (Efesini 4:14) Come si può evitare questo?
Proprio come le radici di una sequoia si estendono notevolmente nel suolo fertile, così la nostra mente e il nostro cuore devono penetrare in profondità nella Parola di Dio per attingere le sue acque vivificanti. Questo ci aiuterà a sviluppare una fede ben radicata. Naturalmente sentiremo gli effetti delle situazioni tempestose. Come un albero, potremmo anche tremare nelle avversità. Ma se la nostra fede è ben radicata, dimostreremo di avere ‘radici che non possono essere smosse’. — Confronta Ebrei 6:19.
PROVERBI 12:4)
“La moglie capace è una corona per il suo proprietario, ma come marciume nelle ossa di lui è colei che agisce vergognosamente.”
w03 15/1 pp. 29-30 ‘Chi è buono ottiene l’approvazione di Dio’
“La moglie capace è una corona per il suo proprietario”
Molti conoscono il detto: “Dietro un grande uomo c’è una grande donna”. Indicando quanto sia importante il sostegno di una brava moglie, Salomone afferma: “La moglie capace è una corona per il suo proprietario, ma come marciume nelle ossa di lui è colei che agisce vergognosamente”. (Proverbi 12:4) La parola “capace” racchiude molte caratteristiche della bontà. Le virtù di una buona moglie, descritte nei particolari in Proverbi 31, comprendono operosità, fedeltà e saggezza. Una donna con queste qualità è una corona per il marito perché la buona condotta di lei gli fa onore, accrescendone la stima agli occhi degli altri. Non si spinge mai avanti con ambizione né compete con il marito per imporsi. Anzi, è un complemento per il marito.
In che modo una donna potrebbe agire vergognosamente e con quali conseguenze? La condotta vergognosa può andare dalla litigiosità all’adulterio. (Proverbi 7:10-23; 19:13) Una moglie che fa cose del genere può solo abbattere il marito. È come “marciume nelle ossa” nel senso che “lo porta alla rovina, come una malattia che indebolisce il fisico”, dice un’opera di consultazione. “Un termine moderno equivalente potrebbe essere ‘un cancro’, un male insidioso che intacca progressivamente la vitalità dell’individuo”, afferma un’altra opera. Le donne cristiane vorranno sforzarsi di ottenere l’approvazione di Dio riflettendo le virtù di una moglie capace.
it-1 p. 576 Corona
La moglie capace è “una corona per il suo proprietario”, perché la sua buona condotta fa onore al marito, accrescendone la stima agli occhi degli altri. (Pr 12:4)
it-1 p. 724 Donna
Doveva sempre parlare bene del marito e accrescere il rispetto che gli altri avevano per lui, in modo che egli potesse essere orgoglioso di lei. “La moglie capace è una corona per il suo proprietario, ma come marciume nelle ossa di lui è colei che agisce vergognosamente”. (Pr 12:4)
PROVERBI 12:5)
“I pensieri dei giusti sono giudizio; il dirigere dei malvagi è inganno.”
w03 15/1 p. 30 ‘Chi è buono ottiene l’approvazione di Dio’
Dalle parole alle azioni e alle conseguenze
I pensieri portano alle azioni che, a loro volta, hanno delle conseguenze. Salomone presenta quindi la progressione dai pensieri alle azioni, facendo il paragone tra i giusti e i malvagi. Egli dichiara: “I pensieri dei giusti sono giudizio; il dirigere dei malvagi è inganno. Le parole dei malvagi sono in agguato per il sangue, ma la bocca dei retti è ciò che li libererà”. — Proverbi 12:5, 6.
Anche i pensieri di chi è buono sono moralmente sani e sono diretti verso ciò che è leale e giusto. Poiché i giusti sono spinti dall’amore per Dio e per il prossimo, i loro motivi sono buoni. I malvagi sono motivati invece dall’egoismo. Perciò i loro progetti, i modi per raggiungere i loro obiettivi, sono ingannevoli. Le loro azioni sono sleali. Essi non esitano a mettere una trappola per gli innocenti, magari davanti a un tribunale, facendo false accuse. Le loro parole “sono in agguato per il sangue” perché intendono fare del male alle loro vittime innocenti. Conoscendo i disegni malvagi e avendo la sapienza necessaria per essere prudenti, i retti sono in grado di evitare questo pericolo. Essi possono perfino mettere in guardia gli ignari e liberarli dalle ingannevoli macchinazioni dei malvagi.
PROVERBI 12:6)
“Le parole dei malvagi sono in agguato per il sangue, ma la bocca dei retti è ciò che li libererà.”
w03 15/1 p. 30 ‘Chi è buono ottiene l’approvazione di Dio’
Dalle parole alle azioni e alle conseguenze
I pensieri portano alle azioni che, a loro volta, hanno delle conseguenze. Salomone presenta quindi la progressione dai pensieri alle azioni, facendo il paragone tra i giusti e i malvagi. Egli dichiara: “I pensieri dei giusti sono giudizio; il dirigere dei malvagi è inganno. Le parole dei malvagi sono in agguato per il sangue, ma la bocca dei retti è ciò che li libererà”. — Proverbi 12:5, 6.
Anche i pensieri di chi è buono sono moralmente sani e sono diretti verso ciò che è leale e giusto. Poiché i giusti sono spinti dall’amore per Dio e per il prossimo, i loro motivi sono buoni. I malvagi sono motivati invece dall’egoismo. Perciò i loro progetti, i modi per raggiungere i loro obiettivi, sono ingannevoli. Le loro azioni sono sleali. Essi non esitano a mettere una trappola per gli innocenti, magari davanti a un tribunale, facendo false accuse. Le loro parole “sono in agguato per il sangue” perché intendono fare del male alle loro vittime innocenti. Conoscendo i disegni malvagi e avendo la sapienza necessaria per essere prudenti, i retti sono in grado di evitare questo pericolo. Essi possono perfino mettere in guardia gli ignari e liberarli dalle ingannevoli macchinazioni dei malvagi.
PROVERBI 12:7)
“C’è un rovesciamento dei malvagi e non sono più, ma la medesima casa dei giusti continuerà a stare in piedi.”
w03 15/1 p. 30 ‘Chi è buono ottiene l’approvazione di Dio’
Come andrà a finire ai giusti e ai malvagi? “C’è un rovesciamento dei malvagi e non sono più, ma la medesima casa dei giusti continuerà a stare in piedi”. (Proverbi 12:7) Secondo un commentario, la casa “rappresenta la dimora e tutto ciò che è prezioso per un individuo e che gli permette di vivere bene”. Può anche riferirsi alla famiglia e ai discendenti dei giusti. In ogni caso, il punto del proverbio è chiaro: i giusti resteranno saldi nell’avversità.
PROVERBI 12:8)
“Un uomo sarà lodato per la discrezione della sua bocca, ma chi è di cuore tortuoso sarà oggetto di disprezzo.”
w03 15/1 p. 30 ‘Chi è buono ottiene l’approvazione di Dio’
Mettendo in evidenza il valore del discernimento, il re d’Israele afferma: “Un uomo sarà lodato per la discrezione della sua bocca, ma chi è di cuore tortuoso sarà oggetto di disprezzo”. (Proverbi 12:8) La persona che ha discernimento non parla in modo avventato. Pensa prima di parlare e ha rapporti pacifici con gli altri per “la discrezione della sua bocca” che l’aiuta a scegliere attentamente le parole. Di fronte a domande sciocche o basate su semplici congetture, l’uomo di discernimento è in grado di ‘trattenere i suoi detti’. (Proverbi 17:27) Tale uomo viene lodato e Geova si compiace di lui. Com’è diverso da chi ha opinioni distorte che hanno origine da un “cuore tortuoso”!
be studio 33 p. 198 par. 4 Tatto e fermezza
Proverbi 12:8 loda la ‘discrezione della bocca’. L’espressione ebraica usata in questo versetto ha a che fare con qualità come la perspicacia e la prudenza. Perciò la discrezione implica il mostrare cautela nel parlare dopo aver valutato bene la cosa, in modo da agire saggiamente.
PROVERBI 12:9)
“È migliore chi è poco stimato ma ha un servitore di chi si glorifica ma manca di pane.”
w03 15/1 p. 30 ‘Chi è buono ottiene l’approvazione di Dio’
Si, l’uomo discreto viene lodato, ma il proverbio successivo ci insegna il valore dell’umiltà. Esso dice: “È migliore chi è poco stimato ma ha un servitore di chi si glorifica ma manca di pane”. (Proverbi 12:9) Sembra che Salomone voglia dire che è meglio essere umili e possedere poche cose, magari un solo servitore, invece che spendere ciò che serve per le necessità della vita nel tentativo di mantenere una condizione sociale elevata. Questo è un buon consiglio per noi: evitare di vivere al di sopra delle nostre possibilità!
PROVERBI 12:10)
“Il giusto ha cura dell’anima del suo animale domestico, ma le misericordie dei malvagi sono crudeli.”
w03 15/1 pp. 30-31 ‘Chi è buono ottiene l’approvazione di Dio’
Lezioni di bontà tratte dalla vita rurale
Portando come esempio aspetti della vita rurale, Salomone presenta due lezioni di bontà. “Il giusto ha cura dell’anima del suo animale domestico”, dice, “ma le misericordie dei malvagi sono crudeli”. (Proverbi 12:10) Il giusto tratta in modo benevolo i suoi animali. Ne conosce le necessità e si preoccupa del loro benessere. Forse il malvagio dice di preoccuparsi degli animali, ma è insensibile alle loro necessità. I suoi motivi sono egoistici e tratta gli animali a seconda del beneficio che ne può trarre. Ciò che considera una cura adeguata degli animali in effetti potrebbe essere un trattamento crudele.
Il principio di trattare bene gli animali è valido anche per gli animali da compagnia. Come sarebbe crudele prendere animali da compagnia e poi farli soffrire inutilmente non avendone cura o maltrattandoli! Nel caso di un animale che soffre molto per una grave malattia o ferita, farlo sopprimere potrebbe essere un gesto benevolo.
g98 8/11 p. 27 Crudeltà verso gli animali: Cosa c’è di male?
Proverbi 12:10 esprime chiaramente il punto di vista di Dio: “Il giusto ha cura dell’anima del suo animale domestico, ma le misericordie dei malvagi sono crudeli”. Un commentario biblico rende così questo versetto: “La benignità del giusto è rivolta perfino agli animali senza parola, mentre il malvagio è crudele, anche quando pensa di essere assai benevolo”. — Believer’s Bible Commentary, a cura di William MacDonald.
Il giusto tratta con benignità gli animali e cerca di conoscere i loro bisogni. Il malvagio dirà a parole di amare gli animali, ma le sue “misericordie” nel migliore dei casi sono crudeli. Le sue azioni tradiscono il motivo egoistico che ha in mente. Questo si può ben dire di coloro che aizzano un animale contro l’altro nella speranza di vincere denaro!
it-2 p. 297 Misericordia
Misericordia verso gli animali. Proverbi 12:10 dice: “Il giusto ha cura dell’anima del suo animale domestico, ma le misericordie dei malvagi sono crudeli”. Mentre il giusto conosce le necessità degli animali e si preoccupa del loro benessere, le misericordie del malvagio sono insensibili a queste necessità. Secondo il mondo egoista e indifferente, il trattamento riservato agli animali domestici dipende unicamente dal beneficio che se ne può trarre. Quella che il malvagio potrebbe ritenere una cura adeguata in effetti potrebbe essere un trattamento crudele. (Vedi, al contrario, Ge 33:12-14). La preoccupazione del giusto per i suoi animali trova riscontro nella cura che Dio ebbe di loro come parte della sua creazione. — Cfr. Eso 20:10; De 25:4; 22:4, 6, 7; 11:15; Sl 104:14, 27; Gna 4:11.
g88 22/3 p. 27 Perché alcuni sono feroci e altri mansueti
un appassionato di combattimenti tra cani ha detto dei suoi pit bull che “per loro combattere era importante come l’aria che respiravano”. Voleva dire che farli combattere non era un atto di crudeltà ma di misericordia. Muoiono felici, appagati, facendo quello per cui sono allevati e addestrati, ha asserito. In armonia con questo strano modo di pensare, un altro sadico patito di combattimenti illegali tra cani ha fatto questo disgustoso commento: “I miei cani muoiono scodinzolando”.
Muoiono anche con le ossa rotte, le orecchie a brandelli, la carne lacerata e il sangue che sgorga dalle ferite. I combattimenti durano da una a tre ore. Combattono fino alla morte. Randall Lockwood aggiunge questo commento ironico: “Ora non è strano sentire di cani che escono dall’arena e assalgono gli spettatori. Alcuni dei nostri investigatori l’hanno visto accadere”. Blackwood, sceriffo di San Diego, dice: “Li abbiamo visti, con le zampe anteriori rotte, spingersi attraverso il ring per combattere”. Anche questi cani muoiono scodinzolando?
I pit bull sono dotati di un coraggio e una forza fenomenali. Com’è disgustoso, com’è triste che questo coraggio e questa forza siano impiegati in un modo così crudele e sadico: cani resi feroci da uomini ancora più crudeli! Infine Lockwood deplora questa perversità e le sue conseguenze: “I combattimenti tra cani sono la maggiore perversione della speciale relazione esistente fra le persone e i cani. Sono le persone a sottoporre i cani a incredibili crudeltà. E ora i cani si rivoltano uccidendo le persone”. È il caso di chiedersi: hanno fatto più male i pit bull alle persone, o le persone ai pit bull? Come sono appropriate le parole che troviamo nella Bibbia in Proverbi 12:10: “Il giusto ha cura dell’anima del suo animale domestico, ma le misericordie dei malvagi sono crudeli”!
PROVERBI 12:11)
“Chi coltiva il suo terreno si sazierà lui stesso di pane, ma chi insegue cose senza valore manca di cuore.”
w08 15/4 p. 3 parr. 2-3 Ripudiate le “cose senza valore”
2 La Bibbia, d’altra parte, parla anche di cose senza valore e avverte di non sprecare le nostre risorse per procurarcele. Considerate a questo riguardo le parole di Proverbi 12:11: “Chi coltiva il suo terreno si sazierà lui stesso di pane, ma chi insegue cose senza valore manca di cuore”. Non è difficile capire l’applicazione letterale di questo proverbio. Se un uomo impiega il suo tempo e le sue energie lavorando sodo per mantenere la famiglia, ha buone probabilità di conseguire una certa sicurezza economica. (1 Tim. 5:8) Se invece spreca le sue risorse inseguendo cose senza valore, “manca di cuore”, cioè dimostra di non avere né buon senso né giuste motivazioni. Probabilmente un uomo di questo tipo finirà per trovarsi nel bisogno.
3 Che dire, però, se applichiamo all’adorazione il principio contenuto in questo proverbio? Allora comprendiamo che il cristiano che serve Geova in modo fedele e diligente gode di vera sicurezza. Egli può avere fiducia nella benedizione di Dio ora e ha una speranza sicura per il futuro. (Matt. 6:33; 1 Tim. 4:10) Invece il cristiano che si lascia distrarre dalle cose senza valore mette in pericolo la sua relazione con Geova e le sue prospettive di vita eterna. Come possiamo evitare che questo ci accada? Dobbiamo cercare di capire quali cose nella nostra vita sono “senza valore” ed essere sempre più determinati a rigettarle. — Leggi Tito 2:11, 12.
w03 15/1 p. 31 ‘Chi è buono ottiene l’approvazione di Dio’
Riferendosi a un altro aspetto della vita rurale, la coltivazione del terreno, Salomone dice: “Chi coltiva il suo terreno si sazierà lui stesso di pane”. Il lavoro duro e significativo porta davvero frutto. “Ma chi insegue cose senza valore manca di cuore”. (Proverbi 12:11) Mancando di buon giudizio o di intendimento, chi “manca di cuore” insegue imprese vane, rischiose e senza valore.
PROVERBI 12:12)
“Il malvagio ha desiderato la preda irretita dagli uomini cattivi; ma in quanto alla radice dei giusti, essa produce.”
w03 15/1 p. 31 ‘Chi è buono ottiene l’approvazione di Dio’
Il giusto prospera
“Il malvagio ha desiderato la preda irretita dagli uomini cattivi”, dice il re saggio. (Proverbi 12:12a) In che modo il malvagio fa questo? A quanto pare desiderando i profitti guadagnati ingiustamente.
Che dire di chi è buono? Una persona buona ama la disciplina ed è fermamente radicata nella fede. È giusta e retta, discreta e umile, misericordiosa e diligente. Quindi, “in quanto alla radice dei giusti”, dichiara Salomone, “essa produce”, o “è rigogliosa”. (Proverbi 12:12b; La Bibbia Concordata) “La radice dei giusti resterà per sempre”, dice An American Translation. Una persona giusta è stabile e al sicuro.
PROVERBI 12:13)
“Mediante la trasgressione delle labbra il cattivo è accalappiato, ma il giusto esce dall’angustia.”
w03 15/3 p. 26 ‘Le labbra di verità dureranno per sempre’
‘La trasgressione che accalappia’
“Mediante la trasgressione delle labbra il cattivo è accalappiato, ma il giusto esce dall’angustia”, dice Salomone. (Proverbi 12:13) La menzogna è una trasgressione delle labbra che si trasforma in una trappola mortale per colui che la pratica. (Rivelazione [Apocalisse] 21:8) Forse sembra che la disonestà sia una scappatoia per sfuggire alla punizione o per evitare una situazione spiacevole. Ma non è forse vero che spesso una bugia porta ad altre bugie? Proprio come una persona che comincia a giocare d’azzardo con piccole somme è poi portata a giocare somme sempre maggiori nel tentativo di ricuperare i soldi che ha perso, chi è bugiardo si ritrova presto intrappolato in un circolo vizioso.
Inoltre la trasgressione delle labbra intrappola in quanto chi mente agli altri può finire per mentire a se stesso. Per esempio un bugiardo può facilmente convincersi di essere intelligente e brillante, mentre in realtà sa molto poco. Comincia così a vivere una menzogna. In realtà “ai suoi propri occhi ha agito troppo dolcemente verso se stesso per scoprire il suo errore in modo da odiarlo”. (Salmo 36:2) Le bugie si rivelano davvero una trappola! Per contro, il giusto non si metterà in una situazione così difficile. Anche sotto pressione, non ricorrerà alla lingua falsa.
PROVERBI 12:14)
“Dal frutto della sua bocca l’uomo si sazia di bene, e le medesime azioni delle mani dell’uomo torneranno a lui.”
w03 15/3 p. 27 ‘Le labbra di verità dureranno per sempre’
‘Il frutto che sazia’
“Non siate sviati: Dio non è da beffeggiare”, avverte l’apostolo Paolo. “Poiché qualunque cosa l’uomo semini, questa pure mieterà”. (Galati 6:7) Questo principio si applica senz’altro sia alle nostre parole che alle nostre azioni. Salomone afferma: “Dal frutto della sua bocca l’uomo si sazia di bene, e le medesime azioni delle mani dell’uomo torneranno a lui”. — Proverbi 12:14.
PROVERBI 12:15)
“La via dello stolto è retta ai suoi propri occhi, ma chi ascolta il consiglio è saggio.”
w03 15/3 p. 27 ‘Le labbra di verità dureranno per sempre’
La bocca che ‘esprime sapienza’ produce il frutto che sazia. (Salmo 37:30) La sapienza richiede che si abbia conoscenza e nessun uomo è depositario di tutta la conoscenza. Tutti abbiamo bisogno di ricevere buoni consigli e di seguirli. “La via dello stolto è retta ai suoi propri occhi”, dice il re d’Israele, “ma chi ascolta il consiglio è saggio”. — Proverbi 12:15.
Geova ci dà consigli validi mediante la sua Parola e la sua organizzazione, usando le pubblicazioni provvedute dallo “schiavo fedele e discreto”. (Matteo 24:45; 2 Timoteo 3:16) Com’è stolto rigettare i buoni consigli e continuare a fare le cose di testa propria! ‘Dobbiamo essere pronti a udire’ quando Geova, “Colui che insegna agli uomini la conoscenza”, ci consiglia attraverso il suo canale di comunicazione. — Giacomo 1:19; Salmo 94:10.
it-1 p. 555 Consigliere, Consiglio
Nessun uomo è depositario di tutta la conoscenza. Perciò chi ascolta i buoni consigli è saggio. (Pr 12:15) Respingere, come fece il re Roboamo, i saggi consigli di consiglieri esperti è il massimo della stoltezza. — 1Re 12:8.
PROVERBI 12:16)
“Lo stolto fa conoscere la sua vessazione nello [stesso] giorno, ma l’accorto copre il disonore.”
w03 15/3 p. 27 ‘Le labbra di verità dureranno per sempre’
In che modo il saggio e lo stolto reagiscono agli insulti o alle critiche ingiuste? Salomone risponde: “Lo stolto fa conoscere la sua vessazione nello stesso giorno, ma l’accorto copre il disonore”. — Proverbi 12:16.
Se viene trattato male, lo stolto dà subito, “nello stesso giorno”, una risposta adirata. Ma chi è giudizioso invoca Dio perché gli conceda il Suo spirito per esercitare padronanza di sé. Si prende il tempo per meditare sui consigli della Parola di Dio e riflette con apprezzamento sulle parole di Gesù: “A chi ti schiaffeggia sulla guancia destra, porgi anche l’altra”. (Matteo 5:39) Poiché non desidera ‘rendere a nessuno male per male’, l’accorto trattiene le sue labbra dal parlare sconsideratamente. (Romani 12:17) Quando, allo stesso modo, non teniamo conto di parole cattive dette nei nostri confronti evitiamo ulteriori liti.
w87 15/5 p. 29 Temete Geova e sarete felici
Cosa impariamo: “Lo stolto” risponde subito, “nello stesso giorno”, e con ira a chi lo insulta o lo ‘disonora’. Ma “l’accorto”, chi è prudente, invoca Dio perché gli conceda il Suo spirito per mantenere la padronanza di sé e seguire la Sua Parola. (Proverbi 12:16) Così facendo, possiamo evitare ulteriori dispute che potrebbero provocare danni emotivi o fisici a noi stessi o ad altri.
PROVERBI 12:17)
“Chi esprime fedeltà dichiarerà ciò che è giusto, ma il falso testimone, inganno.”
w03 15/3 p. 27 ‘Le labbra di verità dureranno per sempre’
La trasgressione delle labbra può provocare molti danni in una questione giudiziaria. Il re d’Israele dice: “Chi esprime fedeltà dichiarerà ciò che è giusto, ma il falso testimone, inganno”. (Proverbi 12:17) Il testimone sincero esprime fedeltà perché la sua testimonianza è attendibile e degna di fiducia. Le sue parole contribuiscono a che la giustizia abbia il suo corso. Il falso testimone, invece, è pieno d’inganno e promuove la perversione della giustizia.
PROVERBI 12:18)
“C’è chi parla sconsideratamente come con i colpi di una spada, ma la lingua dei saggi è salute.”
lv cap. 12 pp. 134-135 par. 5 Ogni vostra parola “sia buona per edificare”
5 Descrivendo chiaramente il potere delle parole, un altro proverbio dice: “C’è chi parla sconsideratamente come con i colpi di una spada”. (Proverbi 12:18) Le parole sconsiderate dette avventatamente possono causare profonde ferite emotive e rovinare buoni rapporti. Vi è mai capitato di essere trafitti da una lingua affilata come una spada? D’altra parte lo stesso proverbio dice: “La lingua dei saggi è salute”. Le parole ponderate di qualcuno che manifesta santa sapienza possono sanare un cuore in pena e ristabilire buoni rapporti. Ricordate un’occasione in cui delle parole gentili vi hanno recato sollievo? (Proverbi 16:24) Consapevoli del potere che hanno le parole, vogliamo certo usarle per sanare e non per ferire.
w05 1/6 p. 20 Quando sorgono contrasti fra marito e moglie
Un proverbio biblico dice: “C’è chi, parlando senza riflettere, trafigge come spada”. (Proverbi 12:18, Nuova Riveduta) È vero, le parole aspre possono provocare ferite che rimangono anche molto tempo dopo che la discussione è finita. Le liti possono persino sfociare in violenza. — Esodo 21:18.
w04 15/11 p. 27 “La tenda dei retti fiorirà”
Le Scritture affermano: “C’è chi parla sconsideratamente come con i colpi di una spada, ma la lingua dei saggi è salute”. (Proverbi 12:18) Le parole del saggio non sono sconsiderate o taglienti. Il suo cuore medita per rispondere. (Proverbi 15:28) Il suo modo di parlare ben ponderato ha un effetto salutare, incoraggia le anime depresse e risolleva gli oppressi. Anziché irritare, le sue labbra promuovono la pace e la calma.
w03 15/3 pp. 27-28 ‘Le labbra di verità dureranno per sempre’
“C’è chi parla sconsideratamente come con i colpi di una spada”, continua Salomone, “ma la lingua dei saggi è salute”. (Proverbi 12:18) Le parole possono ferire come una spada, distruggendo amicizie e causando difficoltà. O possono essere piacevoli, conservando le amicizie. E cosa sono epiteti ingiuriosi, grida, critiche continue e insulti umilianti se non colpi che causano profonde ferite emotive? E se ci scappa qualche parola fuori luogo, com’è bello correggerci usando parole lenitive, sincere parole di scusa!
Nei tempi difficili in cui viviamo non sorprende che molti abbiano “il cuore rotto” e siano “di spirito affranto”. (Salmo 34:18) Quando ‘parliamo in maniera consolante alle anime depresse’ e ‘sosteniamo i deboli’, non stiamo in realtà usando il potere sanatore delle parole? (1 Tessalonicesi 5:14) Sì, parole comprensive possono incoraggiare gli adolescenti che lottano per resistere alle pressioni deleterie dei compagni. Parole premurose possono rassicurare persone d’età avanzata, facendole sentire necessarie e amate. Parole amorevoli possono rallegrare la giornata di chi è malato. Perfino la riprensione è più facile da accettare se viene impartita “con uno spirito di mitezza”. (Galati 6:1) E com’è confortante la lingua di chi annuncia la buona notizia del Regno di Dio per quelli che ascoltano!
cl cap. 10 pp. 102-104 parr. 14-16 ‘Diveniamo imitatori di Dio’ nell’uso del potere
“La lingua dei saggi è salute”, dice Proverbi 12:18. Sì, parole positive, salutari, possono essere come un balsamo lenitivo, medicamentoso, per il cuore. Facciamo qualche esempio.
15 “Parlate in maniera consolante alle anime depresse”, esorta 1 Tessalonicesi 5:14. Anche fedeli servitori di Geova a volte devono lottare contro la depressione. Come possiamo aiutarli? Con una lode specifica, sincera, aiutiamoli a capire che sono importanti agli occhi di Geova. Menzioniamo loro le potenti parole di versetti biblici che mostrano come Geova ami e gli siano cari quelli “che hanno il cuore rotto” e “sono di spirito affranto”. (Salmo 34:18) Se usiamo il potere della lingua per confortare qualcuno, mostriamo di imitare il nostro compassionevole Dio, “che consola gli afflitti”. — 2 Corinti 7:6, CEI.
16 Possiamo usare il potere della lingua anche per incoraggiare qualcuno che ne ha molto bisogno. Un compagno di fede ha perso una persona cara? Parole amichevoli che esprimono il nostro interessamento e la nostra partecipazione possono confortare un cuore addolorato. Un fratello o una sorella avanti negli anni si sente inutile? Parole affettuose possono assicurare alle persone anziane che sono stimate e apprezzate. Qualcuno lotta contro una malattia cronica? Parole gentili per telefono o di persona possono fare molto per sollevare lo spirito del malato. Che piacere deve provare il Creatore quando usiamo il potere della lingua per pronunciare una parola “buona per edificare”! — Efesini 4:29.
w00 1/3 pp. 17-18 par. 15 “Ricercate Geova e la sua forza”
15 Ma la lingua può anche edificare, non solo abbattere. Un proverbio biblico dice: “C’è chi parla sconsideratamente come con i colpi di una spada, ma la lingua dei saggi è salute”. (Proverbi 12:18) I cristiani saggi usano il potere della lingua per confortare chi è depresso e chi ha perso una persona cara. Parole comprensive possono incoraggiare gli adolescenti che lottano per resistere alle pressioni dei compagni. Una lingua premurosa può assicurare a fratelli e sorelle d’età avanzata che sono ancora necessari e amati. Parole amorevoli possono rischiarare la giornata di chi è malato. Soprattutto possiamo usare la lingua per annunciare il potente messaggio del Regno a tutti quelli che accettano di ascoltarlo.
w98 1/7 p. 32 La vostra lingua ferisce o sana?
La vostra lingua ferisce o sana?
IN QUESTI tempi difficili, non sorprende che molti abbiano il “cuore rotto” e lo “spirito affranto”. (Salmo 34:18) Così, per dirla con l’apostolo Paolo, bisogna continuare a ‘parlare in maniera consolante alle anime depresse e sostenere i deboli’. (1 Tessalonicesi 5:14) Ma che dire se qualcuno ci offende o ci fa un grave torto? In una situazione del genere potremmo sentirci giustificati a redarguire aspramente l’offensore. Ma bisogna stare attenti. Un consiglio, anche se valido, può essere dannoso se viene dato in modo brusco. Proverbi 12:18 dice: “C’è chi parla sconsideratamente come con i colpi di una spada”.
Perciò quando ci accingiamo a correggere qualcuno o a chiarire un malinteso, è essenziale che ricordiamo la seconda parte di Proverbi 12:18: “La lingua dei saggi è salute”. Chiedetevi sempre: ‘Se fossi io a ricevere la correzione, come vorrei essere trattato?’ La maggioranza di noi reagisce meglio all’incoraggiamento che alle critiche. Perciò siate prodighi di lodi. Spesso questo darà all’offensore l’incentivo per migliorare, ed è più probabile che sia riconoscente per l’eventuale aiuto offertogli.
È davvero essenziale che temperiamo sempre le nostre parole con la mitezza! Se useremo parole lenitive, chi ci ascolta si sentirà come il salmista, che scrisse: “Se mi colpisse il giusto, sarebbe amorevole benignità; e se mi riprendesse, sarebbe olio sulla mia testa, che la mia testa non vorrebbe rifiutare”. — Salmo 141:5.
ba p. 26 Un libro pratico per la vita moderna
“C’è chi parla sconsideratamente come con i colpi di una spada, ma la lingua dei saggi è salute”. (Proverbi 12:18) Pensate prima di parlare. Le parole sconsiderate possono ferire altri e guastare un’amicizia.
w96 15/9 p. 23 È davvero necessario chiedere scusa?
Proverbi 12:18 rileva: “C’è chi parla sconsideratamente come con i colpi di una spada, ma la lingua dei saggi è salute”. I ‘colpi sconsiderati’ non si possono annullare, ma si possono sanare con scuse sincere. Naturalmente ciò richiede attenzione e sforzo continui.
fy cap. 12 p. 147 par. 16 Potete superare i problemi che rovinano la famiglia
16 La violenza domestica non si limita ai maltrattamenti fisici. Spesso gli attacchi sono verbali. Proverbi 12:18 dice: “C’è chi parla sconsideratamente come con i colpi di una spada”. Questi “colpi” che caratterizzano la violenza domestica includono epiteti ingiuriosi e grida, e anche continue critiche, insulti umilianti e minacce di violenza fisica. Le ferite inflitte dalla violenza psicologica sono invisibili e spesso passano inosservate.
PROVERBI 12:19)
“Il labbro di verità sarà fermamente stabilito per sempre, ma la lingua di falsità sarà solo per un momento.”
w07 1/2 p. 7 Perché dire la verità?
La verità sarà stabilita per sempre
“Il labbro di verità sarà fermamente stabilito per sempre, ma la lingua di falsità sarà solo per un momento”, spiega Proverbi 12:19. Le affermazioni veritiere durano nel tempo. I rapporti umani sono più stabili e soddisfacenti quando gli individui sono decisi a dire la verità e ad agire di conseguenza. Dire la verità reca infatti benefìci immediati, come una coscienza pulita, una buona reputazione e relazioni stabili nel matrimonio, in famiglia, tra amici, e anche negli affari.
Le menzogne invece non resistono alla prova del tempo. La lingua che dice cose false può ingannare per un po’, ma a lungo andare la falsità non prevale. Oltre a ciò, Geova, il Dio di verità, ha stabilito un limite di tempo oltre il quale non tollererà la falsità né quelli che diffondono menzogne. La Bibbia promette che Geova eliminerà completamente l’influenza di Satana il Diavolo, il padre della menzogna, che svia l’intera terra abitata. Presto Geova porrà fine a tutte le bugie e a tutti i bugiardi. — Rivelazione 21:8.
Che sollievo si proverà quando infine “il labbro di verità” sarà fermamente stabilito per sempre!
w03 15/3 p. 28 ‘Le labbra di verità dureranno per sempre’
‘Il labbro che dura’
Usando il termine “labbro” come sinonimo di “lingua”, Salomone dichiara: “Il labbro di verità sarà fermamente stabilito per sempre, ma la lingua di falsità sarà solo per un momento”. (Proverbi 12:19) L’espressione “labbro di verità” in ebraico è al singolare e ha un significato più ampio delle semplici parole veritiere. “Implica qualità come durevolezza, stabilità e attendibilità”, dice un’opera di consultazione. “Le parole che hanno queste caratteristiche dureranno . . . per sempre perché si riveleranno degne di fiducia, in contrasto con la lingua falsa . . . che magari inganna per un momento, ma non regge alla prova”.
PROVERBI 12:23)
“L’uomo accorto copre la conoscenza, ma il cuore degli stupidi è quello che proclama la stoltezza.”
w06 15/9 p. 18 par. 8 Punti notevoli del libro di Proverbi
12:23: Come si fa a ‘coprire la conoscenza’? Coprire la conoscenza non significa non darne affatto prova. Significa manifestarla con discrezione, senza vantarsene.
w03 15/3 p. 29 ‘Le labbra di verità dureranno per sempre’
‘Parole che coprono la conoscenza’
Descrivendo ancora un’altra differenza tra chi sta attento all’uso delle parole e chi no, il re d’Israele dice: “L’uomo accorto copre la conoscenza, ma il cuore degli stupidi è quello che proclama la stoltezza”. — Proverbi 12:23.
Un uomo accorto, prudente, sa quando parlare e quando no. Copre la conoscenza, nel senso che si trattiene dall’ostentare quello che conosce. Ciò non significa che tiene sempre nascosta la sua conoscenza, ma che è discreto nel manifestarla. Lo stupido, al contrario, fa presto a parlare e a rendere nota la sua stoltezza. Perciò, lasciamo che le nostre parole siano poche e che la nostra lingua si trattenga dal vantarsi.
PROVERBI 12:24)
“La mano dei diligenti è quella che governerà, ma la mano pigra sarà per i lavori forzati.”
w03 15/3 p. 29 ‘Le labbra di verità dureranno per sempre’
Continuando a fare contrasti, Salomone enuncia un punto cruciale riguardo alla laboriosità e alla pigrizia. Dichiara: “La mano dei diligenti è quella che governerà, ma la mano pigra sarà per i lavori forzati”. (Proverbi 12:24) Il duro lavoro può portare a riconoscimenti e all’indipendenza economica, la pigrizia ai lavori forzati e a uno stato di servitù. “Col passare del tempo”, dice uno studioso, “il pigro diventerà schiavo del diligente”.
it-2 p. 99 Lavori forzati
La pigrizia poteva facilmente indurre a contrarre debiti e col tempo costringere un israelita a vendere la sua eredità e anche se stesso come schiavo. Di qui il proverbio: “La mano pigra sarà per i lavori forzati”. — Pr 12:24.
PROVERBI 12:25)
“L’ansiosa cura nel cuore dell’uomo è ciò che lo farà chinare, ma la parola buona è ciò che lo fa rallegrare.”
w03 15/3 pp. 29-30 ‘Le labbra di verità dureranno per sempre’
‘La parola che causa gioia’
Il re Salomone torna a soffermarsi sul tema dell’uso della lingua, facendo un’acuta osservazione sulla natura umana. “L’ansiosa cura nel cuore dell’uomo è ciò che lo farà chinare, ma la parola buona è ciò che lo fa rallegrare”. — Proverbi 12:25.
Molte sono le ansietà e le preoccupazioni che possono rattristare il cuore. Ciò di cui c’è bisogno per alleggerire il peso e far rallegrare il cuore sono le parole d’incoraggiamento di una persona comprensiva. Ma come possono gli altri sapere quanto è intensa l’ansia o la preoccupazione nel nostro cuore se non esprimiamo i nostri sentimenti e non ne parliamo? Sì, quando siamo angustiati o depressi dobbiamo confidarci con una persona comprensiva che è in grado di aiutarci. Inoltre, parlare dei nostri sentimenti allevia la pena del cuore. Pertanto, è bene confidarsi con il coniuge, con i genitori o con un amico compassionevole e spiritualmente qualificato.
Ci sono parole d’incoraggiamento migliori di quelle che si trovano nella Bibbia? Dobbiamo quindi avvicinarci a Dio meditando con apprezzamento sulla sua Parola ispirata. Questo può certamente dare gioia a un cuore afflitto e illuminare gli occhi tristi. Il salmista lo attesta, dicendo: “La legge di Geova è perfetta, ridona l’anima. Il rammemoratore di Geova è degno di fede, rende saggio l’inesperto. Gli ordini di Geova sono retti, fanno rallegrare il cuore; il comandamento di Geova è mondo, fa brillare gli occhi”. — Salmo 19:7, 8.
w90 1/3 pp. 5-6 Vincere la battaglia contro la depressione
Esprimete il vostro stato d’animo
Dovrebbe parlarne con qualcuno. Proverbi 12:25 afferma: “L’ansiosa cura nel cuore dell’uomo è ciò che lo farà chinare, ma la parola buona è ciò che lo fa rallegrare”. Nessun altro essere umano può sapere quanto è intensa l’“ansiosa cura” nel vostro cuore a meno che non vi apriate e ne parliate. Confidandovi con una persona comprensiva che è in grado di aiutarvi, probabilmente apprenderete che altri si sono sentiti come voi e hanno avuto problemi simili. Inoltre, esprimere a parole i sentimenti è un processo salutare, poiché fa bene al cuore esprimere un dolore anziché cercare di reprimerlo. Pertanto, chi è depresso dovrebbe confidarsi con il coniuge, con i genitori o con un amico compassionevole e spiritualmente qualificato. — Galati 6:1.
it-1 p. 146 Ansia, Ansietà
L’ansia può nuocere alla salute. Può portare alla depressione e privare dell’iniziativa e della forza di agire. L’ispirato proverbio dice: “L’ansiosa cura nel cuore dell’uomo è ciò che lo farà chinare”. (Pr 12:25) Due ricercatori osservano: “I medici sanno che l’ansietà può influire sul fisico. Può far alzare (o abbassare) la pressione del sangue; può far aumentare i globuli bianchi; può alterare improvvisamente il livello dello zucchero nel sangue per l’azione dell’adrenalina sul fegato. Può persino alterare il vostro cardiogramma. Il dottor Charles Mayo ha detto: ‘L’ansia influisce sulla circolazione, sul cuore, sulle ghiandole, su tutto il sistema nervoso’”. — P. Steincrohn e D. LaFia, How to Master Your Nerves, 1970, p. 14.
g87 22/10 p. 12 Vincere la lotta contro la depressione
Tradurre i propri sentimenti in parole è un processo salutare che impedisce alla mente di cercare di negare la realtà del problema o della perdita di un proprio caro e, quindi, di lasciare le cose in sospeso. Palesate invece i vostri veri sentimenti. Non lasciatevi frenare da un falso senso di orgoglio, volendo dare l’impressione che siete uno che non si lascia turbare dalle avversità. “L’ansiosa cura nel cuore dell’uomo è ciò che lo farà chinare, ma la parola buona è ciò che lo fa rallegrare”, dichiara Proverbi 12:25. Tuttavia, è solo se vi aprite che gli altri possono cominciare a capire la vostra “ansiosa cura” e dirvi poi quella “parola buona” di incoraggiamento.
PROVERBI 12:26)
“Il giusto esplora il suo proprio pascolo, ma la medesima via dei malvagi li fa errare.”
w03 15/3 p. 30 ‘Le labbra di verità dureranno per sempre’
Il sentiero che porta a buoni risultati
Confrontando la via del giusto con quella del malvagio, il re d’Israele dice: “Il giusto esplora il suo proprio pascolo, ma la medesima via dei malvagi li fa errare”. (Proverbi 12:26) Il giusto bada al suo proprio pascolo, cioè le compagnie e gli amici che frequenta. Li sceglie con saggezza, sforzandosi di evitare contatti pericolosi. Non così il malvagio, che rifiuta i consigli e insiste a fare le cose di testa propria. Essendo sviato, erra.
PROVERBI 12:27)
“La pigrizia non scova la selvaggina, ma il diligente è la preziosa ricchezza di un uomo.”
w03 15/3 p. 30 ‘Le labbra di verità dureranno per sempre’
Il re Salomone mostra ora la differenza tra il pigro e il diligente da un altro punto di vista ancora. “La pigrizia non scova la selvaggina”, dice, “ma il diligente è la preziosa ricchezza di un uomo”. (Proverbi 12:27) Il pigro non “scova”, o “arrostisce”, la sua selvaggina. (Nuova Riveduta) Per questo motivo non riesce a portare a termine quello che comincia. D’altra parte, la diligenza è sinonimo di ricchezza.
La pigrizia è così dannosa che l’apostolo Paolo trovò necessario scrivere ai cristiani di Tessalonica e correggere certuni che “camminavano disordinatamente, . . . non lavorando affatto ma intromettendosi in ciò che non li riguardava”. Costoro mettevano un costoso peso sugli altri. Perciò Paolo li consigliò apertamente, esortandoli a ‘lavorare quietamente’ ‘mangiando il cibo che essi stessi guadagnavano’. E se non ubbidivano a questo deciso consiglio, Paolo ammonì gli altri nella congregazione di ‘ritirarsi’ da loro, per evitarli, evidentemente nei rapporti sociali. — 2 Tessalonicesi 3:6-12.
PROVERBI 13:1)
“Il figlio è saggio dove c’è la disciplina del padre, ma lo schernitore è quello che non ha udito il rimprovero.”
w03 15/9 pp. 21-22 “La legge del saggio” è una fonte di vita
Lasciarsi ammaestrare
“Il figlio è saggio dove c’è la disciplina del padre, ma lo schernitore è quello che non ha udito il rimprovero”, dice Proverbi 13:1. La disciplina di un padre può essere indulgente o severa. Prima può essere impartita sotto forma di istruzione e poi, se questa viene rifiutata, di punizione. Il figlio che accetta la disciplina del padre è saggio.
“Geova disciplina colui che ama”, dice la Bibbia, e “flagella ognuno che riceve come figlio”. (Ebrei 12:6) Un mezzo usato dal nostro Padre celeste per disciplinarci è la sua Parola scritta, la Bibbia. Quando la leggiamo con rispetto e mettiamo in pratica quello che impariamo, essa in effetti ci disciplina. Questo è a nostro vantaggio, dato che tutto quello che Geova dice è per il nostro bene. — Isaia 48:17.
La disciplina può assumere anche la forma di correzione impartita da un compagno di fede che si interessa della nostra salute spirituale. Qualsiasi consiglio utile che è in armonia con la Parola di Dio può essere visto non come dato da quella persona, ma come proveniente dalla massima Fonte di verità. Siamo saggi accettandolo come se venisse da Geova. Se facciamo questo e permettiamo che plasmi il nostro pensiero, che migliori la nostra comprensione delle Scritture e corregga le nostre vie, trarremo beneficio dalla disciplina. Lo stesso si può dire dei consigli che riceviamo alle adunanze cristiane e dalle pubblicazioni basate sulla Bibbia. Essere sensibili a questi consigli, letti o uditi, è un’ottima forma di autodisciplina.
Lo schernitore, viceversa, non accetta la disciplina. “Siccome pensa di sapere tutto”, dice un commentario biblico, “non è disposto a imparare”. Non accetta neanche un rimprovero, una forma più forte di disciplina. Ma potrà mai dimostrare che la disciplina del Padre è sbagliata? Geova non ha mai sbagliato e non sbaglierà mai. Rifiutando la disciplina, lo schernitore si rende solo ridicolo. Con poche parole ben scelte Salomone spiega molto bene l’importanza di lasciarsi ammaestrare.
PROVERBI 13:2)
“Dal frutto della sua bocca l’uomo mangerà il bene, ma la medesima anima di quelli che agiscono slealmente è violenza.”
w03 15/9 p. 22 “La legge del saggio” è una fonte di vita
Attenzione alla lingua!
Per mostrare l’importanza di farsi guidare dalla Parola di Dio nel parlare, il re di Israele paragona la bocca a un albero da frutto, e dice: “Dal frutto della sua bocca l’uomo mangerà il bene, ma la medesima anima [il “desiderio dell’anima”, nota in calce] di quelli che agiscono slealmente è violenza”. (Proverbi 13:2) Il frutto della bocca sono le parole pronunciate. E l’uomo raccoglie quello che ha seminato con le sue parole. “Se le sue parole sono benintenzionate e volte a stabilire un rapporto amichevole con il prossimo”, dice uno studioso,“mangerà cose buone, avrà un’esistenza felice e pacifica”. Le cose vanno diversamente per chi agisce slealmente. Questi vuole usare violenza e fare del male. La violenza che progetta si ritorcerà contro di lui. I lacci della morte sono alla sua porta.
PROVERBI 13:3)
“Chi sorveglia la sua bocca custodisce la sua anima. Chi spalanca le sue labbra, avrà rovina.”
w03 15/9 p. 22 “La legge del saggio” è una fonte di vita
“Chi sorveglia la sua bocca custodisce la sua anima”, prosegue Salomone. “Chi spalanca le sue labbra, avrà rovina”. (Proverbi 13:3) Cattiva reputazione, sentimenti feriti, rapporti tesi e persino danno fisico sono tutti possibili risultati di discorsi sciocchi, sconsiderati. Si può incorrere anche nella disapprovazione di Dio, poiché egli chiede conto a ciascuno delle sue parole. (Matteo 12:36, 37) Custodendo attentamente la nostra bocca saremo senz’altro salvati dalla rovina. Ma come possiamo imparare a sorvegliare la nostra bocca?
Un modo semplice per farlo è non parlare troppo. “Nell’abbondanza delle parole non manca la trasgressione”, dice la Bibbia. (Proverbi 10:19) Un altro modo è pensare prima di parlare. Lo scrittore ispirato dichiara: “C’è chi parla sconsideratamente come con i colpi di una spada”. (Proverbi 12:18) Quando non si pensa minimamente a quello che si dice, sia chi parla che chi ascolta possono rimanerci male. Perciò la Bibbia ci dà questo pratico consiglio: “Il cuore del giusto medita per rispondere”. — Proverbi 15:28.
it-2 p. 85 Labbro
Chi “spalanca le sue labbra” parla in modo sconsiderato o poco saggio. (Pr 13:3) Questo può portarlo alla rovina, perché Dio chiede conto a ciascuno delle sue parole. — De 23:23; Nu 30:6-8; Pr 12:13; cfr. Gb 2:10; Mt 12:36, 37.
w86 15/8 pp. 22-23 Tenete a freno la vostra lingua!
Tenete a freno la vostra lingua!
PUÒ essere tagliente e distruttiva quanto un’arma, ma può anche essere dolce come il miele e può lenire come un balsamo. Può dare la vita, ma può anche provocare la morte. Ecco come la Bibbia descrive la facoltà del linguaggio umano. — Proverbi 12:18; 16:24; 18:21.
Non c’è da stupirsi se Salomone disse: “Chi guarda la sua bocca custodisce la sua anima. Chi spalanca le sue labbra, avrà rovina”. (Proverbi 13:3) Reputazione rovinata, sentimenti feriti, rapporti tesi e persino danni fisici: ecco cosa può causare un modo di parlare stolto. Senza dubbio, comunque, volete ‘custodire la vostra anima’. Come si può imparare a tenere a freno la propria lingua ed evitare la possibile rovina?
“Nell’abbondanza delle parole . . .”
Un modo molto semplice è quello di non parlare troppo! Forse siete stati assieme a un uomo o a una donna che sembrava avesse da dire la sua su tutto. Quanto può essere irritante una persona del genere! “La bocca degli stupidi sgorga stoltezza” e “lo stolto pronuncia molte parole”, dice la Bibbia. (Proverbi 15:2; Ecclesiaste 10:14) Questo non vuol dire, naturalmente, che ogni persona loquace sia stupida e che chiunque parla poco sia saggio. Ma è effettivamente pericoloso parlare in continuazione. Proverbi 10:19 spiega: “Nell’abbondanza delle parole non manca la trasgressione, ma chi tiene a bada le sue labbra agisce con discrezione”.
Riflettete prima di rispondere
Un altro modo per tenere a freno la lingua è quello di pensare prima di parlare. Se non si pensa a ciò che si sta per dire, ne possono derivare dei danni sia a colui che parla sia ai suoi ascoltatori. Lo scrittore ispirato afferma: “C’è chi parla sconsideratamente come coi colpi di una spada, ma la lingua dei saggi è salute”. — Proverbi 12:18, NW.
A indicare quanto male possa fare il parlare in modo sconsiderato, il libro biblico di Giacomo dice: “Qual piccolo fuoco ci vuole per incendiare una grande foresta! E la lingua è un fuoco. La lingua è costituita fra le nostre membra un mondo d’ingiustizia, poiché macchia tutto il corpo e infiamma la ruota della vita naturale ed è infiammata dalla Geenna”. — Giacomo 3:5, 6.
Geenna è un nome che trae origine dalla valle di Innom, situata a sud e sudovest di Gerusalemme. In certi periodi della storia di Israele, in questa valle c’erano dei fuochi sempre accesi per consumare i rifiuti della città: questo rendeva la Geenna un opportuno simbolo di distruzione completa. Ma in che modo la lingua che non è tenuta a freno potrebbe essere “infiammata dalla Geenna”? Una persona che dice bugie, insegna dottrine che disonorano Dio, o fa in qualche altro modo un uso errato della lingua, può perdere l’approvazione di Dio lei stessa e farla perdere ad altri. Il risultato? La distruzione eterna! Per esempio, Gesù Cristo disse ai farisei: “Guai a voi, scribi e Farisei, ipocriti! perché attraversate mare e terra per fare un proselito, e quando lo è diventato lo rendete soggetto alla Geenna il doppio di voi”. — Matteo 23:15.
La Bibbia pertanto ci dà questo consiglio molto pratico: “Il cuore del giusto medita come rispondere”. (Proverbi 15:28) È molto meglio valutare bene ciò che si sta per dire, anziché parlare senza riflettere e fare forse del male!
“La parola a tempo giusto”
Un’altra maniera ancora di tenere a freno la propria lingua è quella di parlare al momento giusto. Salomone fece notare: “Per ogni cosa c’è un tempo fissato . . . un tempo per stare zitti e un tempo per parlare”. (Ecclesiaste 3:1, 7) Se il vostro coniuge sembra stanco dopo aver lavorato o aver accudito alle faccende domestiche per tutto il giorno, è proprio necessario assillarlo in quel momento con richieste o problemi di importanza secondaria? Forse quello è il “tempo per stare zitti”.
D’altra parte c’è “un tempo per parlare”. In Proverbi 15:23 leggiamo: “La parola a tempo giusto è tanto buona!” Conoscete qualcuno che è scoraggiato a motivo di problemi e di difficoltà? Non potrebbe darsi che abbia proprio bisogno di una parola incoraggiante detta al momento opportuno?
Gesù Cristo non si lasciò mai sfuggire l’occasione di incoraggiare gli altri. In una circostanza disse ai suoi discepoli: “Venite in privato, voi, in un luogo solitario, e riposatevi un po’”. Il racconto prosegue: “Se ne andarono in barca verso un luogo solitario per appartarsi. Ma li videro andare e molti lo seppero, e da tutte le città vi corsero insieme a piedi e li precedettero”. Dal punto di vista di quelle persone quello sembrava indubbiamente il momento adatto per ricevere parole di conforto! Per Gesù e i suoi discepoli, però, il momento non sembrava proprio vantaggioso. “E, sceso [dalla barca], egli vide una gran folla, ma fu mosso a pietà verso di loro, perché erano come pecore senza pastore. E cominciò a insegnar loro molte cose”. (Marco 6:31-34) Sì, Gesù sapeva tenere sotto controllo la propria lingua. Sapeva quando parlare e quando starsene zitto. — Confronta Matteo 26:63; 27:12-14.
Anche voi potete imparare a tenere sotto controllo la vostra lingua. Sforzatevi personalmente di evitare di parlare troppo. Non parlate in modo sconsiderato: potreste danneggiare la reputazione vostra e quella altrui. Cercate di cogliere le occasioni adatte per fare del bene ad altri con una “parola a tempo giusto”. Così ‘custodirete la vostra anima’. — Proverbi 13:3.
[Foto a pagina 23]
Siete portati a interrompere gli altri o a dire la vostra su tutto?
PROVERBI 13:4)
“Il pigro si mostra desideroso, ma la sua anima non [ha] nulla. Comunque, la medesima anima dei diligenti sarà resa grassa.”
w06 15/9 p. 19 par. 5 Punti notevoli del libro di Proverbi
13:4. Non basta ‘desiderare’ una posizione di responsabilità nella congregazione o la vita nel nuovo mondo. Dobbiamo anche darci da fare e compiere uno sforzo diligente per fare quello che ci viene richiesto.
w03 15/9 pp. 22-23 “La legge del saggio” è una fonte di vita
Essere diligenti
“Il pigro si mostra desideroso”, dice Salomone, “ma la sua anima non ha nulla. Comunque, la medesima anima dei diligenti sarà resa grassa”. (Proverbi 13:4) “Il succo [di questo proverbio] è che il semplice desiderio è assolutamente vano”, dice un commentario biblico, e “ciò che conta è darsi da fare. I pigri sono vittime dei desideri . . . che li consumano, e restano con un pugno di mosche”. Invece l’anima, o il desiderio, dei diligenti è soddisfatta, resa grassa.
Che dire di chi si trattiene dal dedicarsi a Geova perché non vuole assumersi responsabilità? Gli piacerebbe vivere nel nuovo mondo di Dio, ma è disposto a fare qualcosa al riguardo? Un requisito di coloro che “vengono dalla grande tribolazione” è avere esercitato fede nel sacrificio di riscatto di Gesù, essersi dedicati a Geova e aver simboleggiato la loro dedicazione con il battesimo. — Rivelazione (Apocalisse) 7:14, 15.
Consideriamo anche cosa comporta aspirare a un incarico di sorveglianza nella congregazione. Aspirare a quest’opera eccellente è certo lodevole ed è incoraggiato dalle Scritture. (1 Timoteo 3:1) Ma non basta mostrarsi desiderosi. Per qualificarsi per un incarico occorre coltivare le qualità e le capacità necessarie. Ci vuole uno sforzo diligente.
it-1 p. 1193 Grasso
Ci viene detto che chi è generoso, diligente e confida in Geova “sarà reso grasso”, cioè sarà nell’abbondanza. (Pr 11:25; 13:4; 28:25)
it-2 p. 595 Pigrizia
La persona pigra non è come colui che l’apostolo Paolo definisce ‘autosufficiente’, cioè che si accontenta di avere ‘nutrimento e di che coprirsi’. (1Tm 6:6-8) Anzi di solito desidera molto più che il cibo e il vestiario. “Il pigro si mostra desideroso, ma la sua anima non ha nulla”. (Pr 13:4)
PROVERBI 13:5)
“La parola falsa è ciò che il giusto odia, ma i malvagi agiscono vergognosamente e si causano ignominia.”
w03 15/9 p. 23 “La legge del saggio” è una fonte di vita
La giustizia è una protezione
La persona giusta coltiva sante qualità e dice la verità. Si rende conto che mentire è contro la legge di Geova. (Proverbi 6:16-19; Colossesi 3:9) A questo proposito, Salomone dice: “La parola falsa è ciò che il giusto odia, ma i malvagi agiscono vergognosamente e si causano ignominia”. (Proverbi 13:5) Il giusto non si limita a non dire bugie: le odia. Sa che per quanto possano sembrare innocenti, le bugie nuocciono ai rapporti umani. Inoltre la credibilità di chi mente è compromessa. Il malvagio agisce in modo vergognoso mentendo o in qualche altro modo, e così rovina la sua reputazione.
PROVERBI 13:6)
“La giustizia stessa salvaguarda chi è innocuo nella sua via, ma la malvagità è ciò che sovverte il peccatore.”
w03 15/9 p. 23 “La legge del saggio” è una fonte di vita
Per dimostrare che è bene fare ciò che è giusto agli occhi di Dio, il re saggio dice: “La giustizia stessa salvaguarda chi è innocuo nella sua via, ma la malvagità è ciò che sovverte il peccatore”. (Proverbi 13:6) Come una fortezza, la giustizia protegge l’individuo, mentre la malvagità lo rovina.
PROVERBI 13:7)
“C’è chi finge di essere ricco eppure non ha proprio nulla; c’è chi finge di avere pochi mezzi eppure [ha] molte cose di valore.”
w03 15/9 pp. 23-24 “La legge del saggio” è una fonte di vita
Non fingere
Mostrando di capire la natura umana, il re di Israele osserva: “C’è chi finge di essere ricco eppure non ha proprio nulla; c’è chi finge di avere pochi mezzi eppure ha molte cose di valore”. (Proverbi 13:7) Uno potrebbe non essere quello che sembra. Alcuni poveri potrebbero fingersi ricchi, forse facendo vistosa ostentazione, per dare l’impressione di avere successo o solo per salvare la faccia. Un ricco potrebbe fingersi povero, semplicemente per nascondere la sua ricchezza.
Non è bene ostentare il falso né nascondere la realtà. Se le nostre risorse materiali sono limitate, spendere per articoli di lusso solo per apparire benestanti può privare noi e la nostra famiglia del necessario. E chi si finge povero pur essendo ricco potrebbe diventare spilorcio e privarsi della dignità e della felicità che derivano dalla generosità. (Atti 20:35) Vivere onestamente è la cosa migliore.
PROVERBI 13:8)
“Il riscatto per l’anima di un uomo sono le sue ricchezze, ma chi ha pochi mezzi non ha udito rimprovero.”
w03 15/9 p. 24 “La legge del saggio” è una fonte di vita
Accontentarsi
“Il riscatto per l’anima di un uomo sono le sue ricchezze”, dice Salomone, “ma chi ha pochi mezzi non ha udito rimprovero”. (Proverbi 13:8) Che lezione ci dà questo detto saggio?
Ci sono vantaggi a essere ricchi, ma la ricchezza non garantisce la felicità. Nei tempi difficili in cui viviamo, i ricchi e le loro famiglie corrono spesso il pericolo di essere rapiti. A volte un ricco può pagare un riscatto per salvare la propria vita o quella di un familiare. Ma spesso chi viene rapito viene ucciso. Sulla testa del ricco pende sempre questa minaccia.
Chi ha pochi mezzi non ha questa preoccupazione. Anche se non ha le comodità e le cose materiali di cui gode il ricco, ha meno probabilità di venire rapito. Questo è uno dei benefìci dell’accontentarsi e del non dedicare tempo ed energie alla ricerca della ricchezza. — 2 Timoteo 2:4.
PROVERBI 13:9)
“La medesima luce dei giusti si rallegrerà; ma la lampada dei malvagi sarà estinta.”
w03 15/9 p. 24 “La legge del saggio” è una fonte di vita
Rallegrarsi della “luce”
Salomone prosegue mostrando che fare le cose alla maniera di Geova è nel nostro interesse. “La medesima luce dei giusti si rallegrerà”, dice, “ma la lampada dei malvagi sarà estinta”. — Proverbi 13:9.
La lampada simboleggia ciò su cui facciamo affidamento nella vita perché ci illumini il cammino. ‘La parola di Dio è una lampada al piede del giusto e una luce al suo cammino’. (Salmo 119:105) Contiene l’inesauribile conoscenza e sapienza del Creatore. Più miglioriamo l’intendimento che abbiamo della volontà e del proposito di Dio, più la luce spirituale che ci guida diviene splendente. E che fonte di gioia è! Perché farci distrarre dalla sapienza del mondo o da quella che è “falsamente chiamata ‘conoscenza’”? — 1 Timoteo 6:20; 1 Corinti 1:20; Colossesi 2:8.
In quanto al malvagio la sua lampada si estinguerà, per quanto possa apparire luminosa e per quanto egli possa sembrare prospero. Finirà nelle tenebre, dove il suo piede è destinato a inciampare. Inoltre “non ci sarà futuro” per lui. — Proverbi 24:20.
it-2 p. 92 Lampada
Altri usi figurativi. Ciò a cui uno si affida perché gli illumini il cammino è simboleggiato da una lampada. Il proverbio si serve di questa figura nel fare un paragone fra il giusto e il malvagio: “La medesima luce dei giusti si rallegrerà; ma la lampada dei malvagi sarà estinta”. (Pr 13:9) La luce del giusto diventa sempre più fulgida, ma, per quanto la lampada del malvagio sembri risplendere e per quanto la sua via possa di conseguenza apparire prospera, Dio farà finire il malvagio nelle tenebre, dove il suo piede certo inciamperà. Questo deve attendersi chi invoca il male sul proprio padre e sulla propria madre. — Pr 20:20.
Il fatto che la ‘lampada del malvagio si estingua’ indica inoltre che per lui non c’è avvenire. Un altro proverbio dice: “Non ci sarà futuro per nessun cattivo; la medesima lampada dei malvagi si estinguerà”. — Pr 24:20.
PROVERBI 13:10)
“Mediante la presunzione si causa solo zuffa, ma presso quelli che si consultano c’è sapienza.”
w03 15/9 p. 24 “La legge del saggio” è una fonte di vita
Ma cosa fare quando non è chiaro come dobbiamo comportarci in una data situazione o se non siamo sicuri di essere autorizzati a intervenire? Proverbi 13:10 avverte: “Mediante la presunzione si causa solo zuffa”. Intervenire senza conoscenza o senza averne l’autorità denota presunzione e finisce per causare attriti. Non sarebbe meglio consultare qualcun altro che ha conoscenza e discernimento? “Presso quelli che si consultano c’è sapienza”, dice il re saggio.
it-2 p. 653 Presunzione
Chi non è sicuro sul da farsi, o non è certo di essere autorizzato a fare una determinata cosa, dovrebbe assolutamente consultarsi prima con altri che hanno conoscenza e discernimento. Le Scritture consigliano: “Mediante la presunzione si causa solo zuffa, ma presso quelli che si consultano c’è sapienza”. (Pr 13:10)
PROVERBI 13:11)
“Le cose di valore che derivano dalla vanità diminuiscono, ma chi raduna mediante la mano è colui che fa aumentare.”
w03 15/9 p. 25 “La legge del saggio” è una fonte di vita
Attenti alle false speranze
Il denaro può essere utile. Avere mezzi adeguati è meglio che dover vivere nelle strettezze o nella miseria. (Ecclesiaste 7:11, 12) Ma i presunti benefìci delle ricchezze acquistate in modo illecito possono essere illusori. Salomone avverte: “Le cose di valore che derivano dalla vanità diminuiscono, ma chi raduna mediante la mano è colui che fa aumentare”. — Proverbi 13:11.
Prendiamo, per esempio, la tentazione del gioco d’azzardo. Il giocatore potrebbe spendere il denaro guadagnato faticosamente nella speranza di vincere una grossa somma. Ma quante volte questo avviene a spese della famiglia! E cosa succede se vince? Poiché è denaro guadagnato con facilità, egli potrebbe non apprezzarne il valore. Inoltre potrebbe semplicemente non essere in grado di gestire il denaro che ha vinto. Non è probabile che le sue ricchezze scompaiano con la stessa rapidità con cui le ha accumulate? Viceversa le ricchezze messe da parte gradualmente, poco per volta, facendo un buon lavoro, aumentano di continuo e si può farne buon uso.
PROVERBI 13:12)
“L’aspettazione differita fa ammalare il cuore, ma la cosa desiderata è un albero di vita quando realmente viene.”
w11 15/1 p. 31 Riflettiamo su ciò che Geova ha fatto per noi
Che effetto hanno su di noi le aspettative deluse?
I due discepoli in cammino verso Emmaus erano tristi perché gli avvenimenti che si aspettavano non si erano verificati. Provavano ciò che viene descritto in Proverbi 13:12: “L’aspettazione differita fa ammalare il cuore”. In maniera simile, alcuni di noi che servono fedelmente Geova da decenni si aspettavano che la “grande tribolazione” arrivasse diverso tempo fa. (Matt. 24:21; Riv. 7:14) È comprensibile che sul momento questa aspettativa non realizzata possa provocare una certa tristezza.
w03 15/9 p. 25 “La legge del saggio” è una fonte di vita
“L’aspettazione differita fa ammalare il cuore”, dichiara Salomone, “ma la cosa desiderata è un albero di vita quando realmente viene”. (Proverbi 13:12) Le speranze irrealizzate sono destinate a causare delusioni che fanno ammalare il cuore. Questo avviene nella vita di ogni giorno, ma non con le speranze solidamente basate sulla Parola di Dio. Possiamo avere piena fiducia che si realizzeranno. Anche gli apparenti ritardi è meno probabile che ci deludano.
Per esempio, sappiamo che il nuovo mondo di Dio è imminente. (2 Pietro 3:13) Con viva anticipazione attendiamo gioiosamente l’adempimento delle promesse di Dio. Cosa succede quando impieghiamo l’attesa dandoci da fare “nell’opera del Signore”, incoraggiando i compagni di fede ed edificando una relazione sempre più stretta con Geova? Invece di avere il ‘mal di cuore’, siamo pieni di gioia. (1 Corinti 15:58; Ebrei 10:24, 25; Giacomo 4:8) Quando un desiderio lungamente atteso viene appagato, è un albero di vita, rinvigorisce e ristora davvero.
w00 1/9 p. 16 Aspettate con pazienza!
Attesa: frustrante o gioiosa?
19 Salomone sapeva che l’attesa può essere frustrante. Scrisse: “L’aspettazione differita fa ammalare il cuore”. (Proverbi 13:12) Certo se una persona nutre aspettative infondate il suo cuore può ammalarsi per la delusione. Ma l’attesa di eventi lieti — forse un matrimonio, la nascita di un bambino o l’incontro con persone che amiamo — può riempirci di gioia molto prima del giorno in cui avranno luogo. Tale gioia aumenta se mentre aspettiamo usiamo saggiamente il tempo, facendo preparativi in vista di quell’evento.
20 Quando abbiamo assoluta fiducia che le nostre aspettative si realizzeranno — anche se non sappiamo quando — l’attesa non fa necessariamente ‘ammalare il cuore’. I fedeli adoratori di Dio sanno che il Regno millenario di Cristo è imminente. Sono sicuri di vedere la fine delle malattie e della morte. Con viva anticipazione attendono gioiosamente il tempo in cui riaccoglieranno miliardi di morti, compresi i loro cari. (Rivelazione 20:1-3, 6; 21:3, 4) In questi tempi di crisi ecologica, pregustano la sicura prospettiva di vedere stabilito sulla terra il Paradiso. (Isaia 35:1, 2, 7) Nell’attesa, quindi, com’è saggio usare con giudizio il tempo, “avendo sempre molto da fare nell’opera del Signore”! (1 Corinti 15:58) Continuate ad alimentarvi di cibo spirituale. Rafforzate sempre più la vostra relazione con Geova. Cercate altri che desiderano servire Geova di cuore. Incoraggiate i vostri compagni di fede. Valetevi pienamente del tempo che Geova concederà ancora. Se agirete così, aspettare Geova non ‘farà mai ammalare il vostro cuore’. Al contrario, lo riempirà di gioia!
g94 8/9 p. 14 Come combattere lo stress?
Non nutrite aspettative irragionevoli
“L’aspettazione differita fa ammalare il cuore”, dice la Bibbia. (Proverbi 13:12) Quando le aspettative non si realizzano mai, lo stress può diventare insopportabile. Questo è quasi inevitabile se nutriamo aspettative troppo elevate per essere realistiche.
it-2 p. 1205 Vita
Proverbi 13:12 dice: “L’aspettazione differita fa ammalare il cuore, ma la cosa desiderata è un albero di vita quando realmente viene”. L’adempimento di un desiderio da molto tempo accarezzato rafforza e ristora, infondendo nuovo vigore.
g90 8/10 p. 11 Un nuovo mondo senza sofferenze
Oggi “l’aspettazione differita fa ammalare il cuore”, come dichiara la Bibbia. Ma nel nuovo mondo la situazione sarà capovolta. A quel tempo ‘la cosa desiderata sarà un albero di vita quando realmente verrà’. (Proverbi 13:12) Nessuno avrà più il cuore aggravato dalla sofferenza o da speranze non realizzate. Tutti saranno invece pieni di contentezza e di gioia per le molte cose meravigliose che Dio farà per la famiglia umana.
PROVERBI 13:13)
“Da chi ha disprezzato la parola si prenderà un pegno [quale debitore]; ma chi teme il comandamento è quello che sarà ricompensato.”
it-2 p. 524 Pegno
Se uno avesse “disprezzato la parola”, non restituendo ciò che aveva preso in prestito, avrebbe perso ciò che aveva dato in pegno; similmente chi non avesse ubbidito al comandamento di Dio avrebbe subìto una perdita. — Pr 13:13.
PROVERBI 13:14)
“La legge del saggio è una fonte di vita, per allontanare dai lacci della morte.”
w03 15/9 p. 21 “La legge del saggio” è una fonte di vita
“La legge del saggio” è una fonte di vita
“O PROFONDITÀ della ricchezza e della sapienza e della conoscenza di Dio! Come sono imperscrutabili i suoi giudizi e impenetrabili le sue vie!”, esclamò l’apostolo Paolo. (Romani 11:33) E il fedele patriarca Giobbe disse: “[Geova Dio] è saggio di cuore”. (Giobbe 9:4) Sì, la sapienza del Creatore del cielo e della terra è impareggiabile. Cosa si può dire della legge, o Parola scritta, di questo Creatore?
Il salmista cantò: “La legge di Geova è perfetta, ridona l’anima. Il rammemoratore di Geova è degno di fede, rende saggio l’inesperto. Gli ordini di Geova sono retti, fanno rallegrare il cuore; il comandamento di Geova è mondo, fa brillare gli occhi”. (Salmo 19:7, 8) Quanto dovette apprezzare la veracità di queste parole Salomone, re dell’antico Israele! Infatti disse: “La legge del saggio è una fonte di vita, per allontanare dai lacci della morte”. (Proverbi 13:14)
PROVERBI 13:15)
“La buona perspicacia stessa dà favore, ma la via di quelli che agiscono slealmente è scabrosa.”
w04 15/7 pp. 27-28 “Ogni accorto agirà con conoscenza”
La buona perspicacia fa ottenere favore
“La buona perspicacia stessa dà favore”, dice Salomone, “ma la via di quelli che agiscono slealmente è scabrosa”. (Proverbi 13:15) Secondo un’opera di consultazione l’espressione originale per “buona perspicacia”, o buon intendimento, “indica la capacità di avere buon senso, sano giudizio e opinioni sagge”. Chi dimostra tali qualità non troverà difficile ottenere il favore altrui.
Considerate con quanta perspicacia agì l’apostolo Paolo con il suo conservo Filemone quando gli rimandò lo schiavo fuggiasco Onesimo, che era diventato cristiano. Paolo esortò Filemone ad accogliere Onesimo con la stessa benignità con cui avrebbe accolto lui stesso. Anzi, Paolo si offrì di pagare ciò che Onesimo eventualmente doveva a Filemone. Avrebbe potuto usare la sua autorità e ordinare a Filemone di fare la cosa giusta, ma preferì trattare la faccenda con tatto e con amore. In tal modo mostrò fiducia nella collaborazione di Filemone, che si sentì spinto a fare anche più di quello che Paolo gli chiedeva. Non dovremmo anche noi agire così con i compagni di fede? — Filemone 8-21.
D’altra parte, la via degli sleali è scabrosa o “dura”. (La Bibbia Concordata) In che senso? Secondo un biblista la parola usata qui significa “forte o fermo, in riferimento alla condotta incallita dei malvagi. . . . L’uomo che è deciso nelle sue vie malvage, incallito e indifferente ai saggi consigli di altri è sulla strada che porta alla rovina”.
PROVERBI 13:16)
“Ogni accorto agirà con conoscenza, ma chi è stupido spanderà stoltezza.”
w04 15/7 p. 28 “Ogni accorto agirà con conoscenza”
Salomone continua: “Ogni accorto agirà con conoscenza, ma chi è stupido spanderà stoltezza”. (Proverbi 13:16) L’accorto di cui si parla qui non è un individuo astuto. Qui l’accortezza è collegata alla conoscenza e associata a una persona prudente che pondera le cose prima di agire. Se è oggetto di una critica ingiusta o perfino di insulti, l’accorto tiene a bada le sue labbra. Prega Dio di aiutarlo a manifestare i frutti dello spirito santo per non irritarsi eccessivamente. (Galati 5:22, 23) Chi è prudente non si lascia condizionare dall’altra persona o dalla situazione. Mantiene invece la calma ed evita le dispute in cui spesso viene a trovarsi chi perde subito le staffe quando viene offeso.
L’accorto agisce con conoscenza anche quando deve prendere decisioni. Sa che fare congetture, lasciarsi trascinare dalle emozioni o seguire la maggioranza raramente porta a compiere azioni sagge. Perciò si prende il tempo di esaminare la sua situazione. Raccoglie tutti i fatti e stabilisce quali possibilità ha davanti. Quindi fa ricerche nelle Scritture e determina quali leggi o princìpi biblici si applicano al suo caso. Il sentiero di una persona di questo tipo rimane diritto. — Proverbi 3:5, 6.
PROVERBI 13:17)
“Il messaggero malvagio cadrà nel male, ma l’inviato fedele è salute.”
w04 15/7 pp. 28-29 “Ogni accorto agirà con conoscenza”
“L’inviato fedele è salute”
A noi testimoni di Geova è stata affidata la proclamazione del messaggio di Dio. Le parole del proverbio successivo ci aiutano a rimanere fedeli nell’assolvere il nostro incarico: “Il messaggero malvagio cadrà nel male, ma l’inviato fedele è salute”. — Proverbi 13:17.
Qui l’accento è posto sulle qualità del messaggero. Che dire se egli distorce o altera malvagiamente il messaggio? Non riceverà un giudizio avverso? Pensate a Gheazi, il servitore del profeta Eliseo, il quale, per avidità, trasmise un messaggio falso a Naaman, capo dell’esercito siro. La lebbra da cui Naaman era stato guarito colpì Gheazi. (2 Re 5:20-27) Che dire se l’inviato diventa infedele e smette completamente di dichiarare il messaggio? “[Se] tu in effetti non parli per avvertire il malvagio perché si ritragga dalla sua via”, dice la Bibbia, “egli stesso morirà come malvagio nel suo proprio errore, ma io [Geova] richiederò il suo sangue dalla tua propria mano”. — Ezechiele 33:8.
L’inviato fedele, invece, è salute per se stesso e per quelli che lo ascoltano. Paolo esortò Timoteo: “Presta costante attenzione a te stesso e al tuo insegnamento. Attieniti a queste cose, poiché facendo questo salverai te stesso e quelli che ti ascoltano”. (1 Timoteo 4:16) Pensate all’effetto salutare che ha la fedele proclamazione della buona notizia del Regno. Desta le persone dalla giusta condizione di cuore e le guida alla verità che le rende libere. (Giovanni 8:32) Anche se le persone rifiutano di ascoltare il messaggio, il messaggero leale ‘certamente libererà la sua propria anima’. (Ezechiele 33:9) Vorremo sempre assolvere il nostro incarico di predicare. (1 Corinti 9:16) E stiamo sempre attenti a ‘predicare la parola’, non annacquandola né edulcorandola mai. — 2 Timoteo 4:2.
PROVERBI 13:18)
“Chi trascura la disciplina [perviene a] povertà e disonore, ma chi osserva la riprensione è colui che è glorificato.”
w04 15/7 pp. 29-30 “Ogni accorto agirà con conoscenza”
‘Chi osserva la riprensione è glorificato’
La persona accorta dovrebbe offendersi quando gli vengono dati consigli utili? Proverbi 13:18 dice: “Chi trascura la disciplina perviene a povertà e disonore, ma chi osserva la riprensione è colui che è glorificato”. Siamo saggi se accettiamo con gratitudine anche una riprensione non richiesta. I buoni consigli possono risultare molto utili anche quando non pensiamo di averne bisogno. Prestare ascolto a questi consigli può risparmiarci dispiaceri e farci evitare una tragedia. Rifiutare la riprensione porterà disonore.
La lode, quando è meritata, solleva lo spirito ed è davvero incoraggiante. Ma dobbiamo anche essere pronti a ricevere e accettare la riprensione. Pensate alle due lettere che l’apostolo Paolo scrisse a Timoteo. Pur lodandolo per la sua fedeltà, nelle sue lettere dà molti consigli a Timoteo, più giovane di lui. Lo consiglia apertamente su come mantenere fede e buona coscienza, come trattare con gli altri nella congregazione, coltivare santa devozione e autosufficienza, insegnare ad altri, resistere all’apostasia e compiere il ministero. I giovani nella congregazione fanno bene a chiedere consigli ai fratelli che hanno più esperienza e ad accettarli.
PROVERBI 13:19)
“Il desiderio quando si realizza è piacevole per l’anima; ma è cosa detestabile per gli stupidi ritrarsi dal male.”
w04 15/7 p. 30 “Ogni accorto agirà con conoscenza”
“Il desiderio quando si realizza è piacevole per l’anima”, dice il re saggio, “ma è cosa detestabile per gli stupidi ritrarsi dal male”. (Proverbi 13:19) Spiegando il significato di questo proverbio, un commentario biblico osserva: “Quando si raggiunge un obiettivo o si realizza un desiderio, l’uomo nella sua interezza prova un senso di appagamento . . . Dato che raggiungere un obiettivo è un’esperienza molto piacevole, ne consegue che abbandonare il male deve essere abominevole per gli stupidi. Possono realizzare le loro aspirazioni solo ricorrendo a metodi malvagi, e se abbandonassero il male dovrebbero rinunciare al piacere di soddisfare i loro desideri”. È davvero essenziale coltivare desideri giusti!
PROVERBI 13:20)
“Chi cammina con le persone sagge diverrà saggio, ma chi tratta con gli stupidi se la passerà male.”
w12 15/7 p. 15 parr. 12-13 Serviamo l’Iddio della libertà
Il modo in cui i versetti sono formulati mostra che Geova fa appello al nostro cuore. Si noti infatti che nessuno di essi consiste in un divieto, del tipo ‘non devi fare questo o quello’. Al contrario si limitano a enunciare dei fatti. In effetti Geova ci sta dicendo: ‘Le cose stanno così. Cosa farai? Cosa c’è nel tuo cuore?’
13 I tre versetti esprimono verità fondamentali, che quindi sono senza tempo e hanno un campo di applicazione molto ampio. Per esempio, ci permettono di porci domande del tipo:
w12 15/7 p. 15 par. 13 Serviamo l’Iddio della libertà
Chi sono le “persone sagge” che Geova vuole che io frequenti? Chi sono gli “stupidi” che vuole che eviti? (Sal. 111:10; 112:1; Prov. 1:7)
w12 15/7 p. 15 par. 11 Serviamo l’Iddio della libertà
“Chi cammina con le persone sagge diverrà saggio, ma chi tratta con gli stupidi se la passerà male”. (Prov. 13:20)
w10 1/9 p. 5 Perché la gente fa cose tanto cattive?
“Chi cammina con le persone sagge diverrà saggio, ma chi tratta con gli stupidi se la passerà male”. — PROVERBI 13:20.
Quelli con cui trascorriamo il tempo influiscono su di noi, in bene o in male: su questo non ci piove. Capita spesso che le persone facciano cose che non avevano nessuna intenzione di fare, con conseguenze tragiche, solo perché condizionate da quelli che hanno intorno o, come dicono molti, per colpa delle amicizie sbagliate. Nel linguaggio biblico, con il termine “stupidi” non ci si riferisce a persone prive di intelligenza, ma a coloro che ignorano i saggi consigli della Parola di Dio. Che sia giovane o meno, chi fa scelte sbagliate in fatto di amicizie e compagnie non tenendo conto delle buone norme della Bibbia sicuramente “se la passerà male”.
w09 15/8 pp. 20-21 parr. 11-13 “Mantenetevi nell’amore di Dio”
In fatto di compagnie noi esseri umani siamo come spugne: tendiamo ad assorbire tutto quello che ci circonda. Il nostro Creatore sa bene quanto le compagnie possano influire, in bene o in male, sugli esseri umani imperfetti, per cui ci dà questo saggio consiglio: “Chi cammina con le persone sagge diverrà saggio, ma chi tratta con gli stupidi se la passerà male”. (Prov. 13:20; 1 Cor. 15:33) Nessuno di noi vuole ‘passarsela male’, e d’altra parte tutti vogliamo ‘divenire saggi’. Geova non può divenire più saggio di quello che è, né può essere corrotto da nessuno, eppure in quanto alle amicizie ci dà un ottimo esempio. Riflettiamo: chi sceglie come amici fra gli esseri umani imperfetti?
12 Geova chiamò il patriarca Abraamo “mio amico”. (Isa. 41:8) Quest’uomo fu straordinariamente fedele, giusto e ubbidiente: un uomo di fede. (Giac. 2:21-23) Ecco il tipo di persone che Geova considera suoi amici, ora come allora. Se Geova sceglie amici come questi, non è essenziale che noi facciamo altrettanto, in modo da camminare con persone sagge e divenire saggi?
13 Cosa può aiutarci a fare buone scelte al riguardo? Ci sarà senz’altro utile esaminare gli esempi che troviamo nella Bibbia. Pensiamo all’amicizia tra Rut e sua suocera Naomi, tra Davide e Gionatan o tra Timoteo e Paolo. (Rut 1:16, 17; 1 Sam. 23:16-18; Filip. 2:19-22) Quelle erano amicizie solide soprattutto per una ragione: si basavano sul sincero amore per Geova. Potete trovare degli amici che amino Geova quanto lo amate voi? State certi che nella congregazione cristiana potete trovare molti amici di questo tipo, amici che non vi porteranno a passarvela male in senso spirituale. Anzi, vi aiuteranno a ubbidire a Geova, a crescere spiritualmente e a seminare in vista dello spirito. (Leggi Galati 6:7, 8).
lv cap. 3 p. 25 par. 2 Amate coloro che Dio ama
2 La Bibbia esprime una verità incontestabile quando dice: “Chi cammina con le persone sagge diverrà saggio, ma chi tratta con gli stupidi se la passerà male”. (Proverbi 13:20) Questo proverbio non parla di semplici contatti sporadici. L’espressione “cammina con” fa pensare a una frequentazione assidua. A proposito di questo versetto un commentario biblico dice: “Camminare con una persona implica amore e attaccamento”. Non siete d’accordo che tendiamo a imitare coloro che amiamo? Dal momento che stringiamo un legame affettivo con le persone che amiamo, queste possono avere su di noi una forte influenza, positiva o negativa.
lv cap. 3 p. 25 Amate coloro che Dio ama
La parola ebraica resa “trattare con” è tradotta anche “stare in compagnia” e “accompagnarsi”. — Giudici 14:20; Proverbi 22:24.
g 10/06 p. 7 TV: questa “insidiosa educatrice”
Dobbiamo stare attenti a quello che guardiamo perché influirà sul nostro modo di pensare. La Bibbia dice: “Chi cammina con le persone sagge diverrà saggio, ma chi tratta con gli stupidi se la passerà male”. (Proverbi 13:20) Il biblista Adam Clarke osserva: “Camminare con una persona implica amore e attaccamento, ed è impossibile non imitare coloro che amiamo. È per questo che diciamo: ‘Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei’. Dimmi quali persone frequenta, e ti dirò facilmente quali sono le sue qualità morali”. Come abbiamo visto, la maggioranza delle persone passa molto tempo in compagnia di personaggi televisivi che sono tutt’altro che saggi, personaggi che il cristiano sincero non si sognerebbe mai di invitare a casa sua.
w04 15/7 p. 30 “Ogni accorto agirà con conoscenza”
Che potente effetto hanno le compagnie che frequentiamo sui nostri pensieri e sui nostri gusti! Salomone dichiara una verità immutabile quando dice: “Chi cammina con le persone sagge diverrà saggio, ma chi tratta con gli stupidi se la passerà male”. (Proverbi 13:20) Non c’è dubbio che le persone che frequentiamo, anche quando ci divertiamo, navighiamo in Internet o leggiamo qualcosa, influiscono su ciò che siamo e ciò che diverremo. Quanto è importante scegliere saggiamente le compagnie!
g03 22/3 p. 12 Videoclip musicali: Come posso essere selettivo?
Proverbi 13:20: “Chi tratta con gli stupidi se la passerà male”. Chiediti: ‘Inviterei a casa mia persone violente, invischiate nello spiritismo, che si ubriacano o che sono immorali?’ Stare in compagnia di queste persone guardando la TV equivale a invitarle a casa propria. Facendo questo potresti ‘passartela male’? Kimberly fa questa osservazione: “Ad una festa ho notato che in certe situazioni alcune ragazze volevano imitare il modo di vestire e i movimenti che avevano visto da poco in un video”. Forse hai notato qualcosa di simile. Imitando coloro che non hanno nessun rispetto per le norme divine questi giovani dimostrano di aver già iniziato a ‘passarsela male’. Pertanto, evita assolutamente qualsiasi tipo di ‘cattiva compagnia’. — 1 Corinti 15:33.
it-1 pp. 522-523 Compagnie, Associazione
Mentre le buone compagnie possono essere di vero aiuto per continuare a camminare in armonia con la sapienza divina, è innegabile che le cattive compagnie esercitano un’influenza dannosa. Il proverbio ispirato dichiara: “Chi cammina con le persone sagge diverrà saggio, ma chi tratta con gli stupidi se la passerà male”. (Pr 13:20; cfr. Pr 22:24, 25; 28:7; 29:3). La parola ebraica raʽàh, tradotta ‘trattare con’ in Proverbi 13:20, è anche resa ‘stare in compagnia’, ed è affine al termine ebraico rèaʽ, che significa “prossimo; compagno”. — Gdc 14:20; Le 19:18; Sl 15:3.
gm cap. 12 p. 164 parr. 5-6 Una superiore fonte di sapienza
5 Anche questa dichiarazione biblica è veritiera: “Chi cammina con le persone sagge diverrà saggio, ma chi tratta con gli stupidi se la passerà male”. (Proverbi 13:20) Avete mai fatto caso al potente effetto che le compagnie hanno su di noi? Le pressioni esercitate dai compagni hanno spinto certi giovani all’ubriachezza, all’abuso di droga e all’immoralità. Se frequentiamo persone che usano un linguaggio osceno, alla fine ci troveremo a usare lo stesso linguaggio. Stando in compagnia di persone disoneste, è probabile che finiremo per diventare disonesti. È proprio vero ciò che la Bibbia dice: “Le cattive compagnie corrompono le utili abitudini”. — 1 Corinti 15:33.
6 D’altra parte, le buone compagnie possono fare di noi persone migliori. ‘Camminando con le persone sagge’ diverremo saggi noi stessi. Le buone abitudini si perdono, e così anche le cattive. Ancora una volta la Bibbia dimostra saggezza incoraggiandoci a scegliere con cura le nostre amicizie.
PROVERBI 13:21)
“I peccatori sono quelli che la calamità insegue, ma i giusti sono quelli che il bene ricompensa.”
w04 15/7 p. 30 “Ogni accorto agirà con conoscenza”
“I peccatori sono quelli che la calamità insegue”, dichiara il re di Israele, “ma i giusti sono quelli che il bene ricompensa”. (Proverbi 13:21) Perseguire la giustizia dà molte soddisfazioni perché Geova ha cura dei giusti. (Salmo 37:25)
PROVERBI 13:22)
“Chi è buono lascerà un’eredità ai figli dei figli, e la ricchezza del peccatore è qualcosa che è riservato al giusto.”
w04 15/7 pp. 30-31 “Ogni accorto agirà con conoscenza”
“Chi è buono lascerà un’eredità ai figli dei figli”, afferma Salomone. (Proverbi 13:22a) Che preziosa eredità i genitori lasciano ai loro figli quando li aiutano ad acquistare conoscenza di Geova e a coltivare una buona relazione con lui! Ma non sarebbe anche prudente prendere disposizioni, se è possibile, per il benessere materiale della famiglia nel caso in cui un genitore dovesse morire prematuramente? In molti luoghi i capifamiglia stipulano un’assicurazione sulla vita, fanno testamento e mettono da parte dei risparmi.
Cosa si può dire dell’eredità dei malvagi? “La ricchezza del peccatore è qualcosa che è riservato al giusto”, prosegue Salomone. (Proverbi 13:22b) Oltre ai benefìci immediati, questo diverrà realtà quando Geova adempirà la sua promessa di creare “nuovi cieli e nuova terra” in cui “dimorerà la giustizia”. (2 Pietro 3:13) Allora i malvagi saranno stati eliminati e “i mansueti stessi possederanno la terra”. — Salmo 37:11.
w97 15/8 p. 19 par. 9 “Siate di mente sana” mentre si avvicina la fine
9 Avete preso qualche provvedimento affinché la vostra famiglia abbia il necessario per vivere nel caso doveste morire prematuramente? Proverbi 13:22 dice: “Chi è buono lascerà un’eredità ai figli dei figli”. Oltre a un’eredità di conoscenza di Geova e di amicizia con lui, i genitori dovrebbero interessarsi di provvedere materialmente ai figli. In molti paesi capifamiglia responsabili cercano di mettere da parte dei risparmi, di fare testamento e di stipulare un’assicurazione sulla vita. Dopo tutto i servitori di Dio non sono immuni ‘dal tempo e dall’avvenimento imprevisto’. (Ecclesiaste 9:11) Il denaro è “per una protezione” e spesso facendo i piani in anticipo si possono evitare difficoltà. (Ecclesiaste 7:12) Nei paesi in cui lo stato non assicura l’assistenza medica, alcuni decidono di mettere da parte del denaro per le spese sanitarie o di stipulare un’apposita assicurazione.
it-1 p. 1180 Giustizia
Ai giusti è promesso il definitivo possesso della terra; i malvagi devono essere eliminati dalla terra come “riscatto” in cambio dei giusti; infatti finché i malvagi dominano, i giusti non possono vivere in pace. Anche i possedimenti dei malvagi andranno ai giusti, come dice il proverbio: “La ricchezza del peccatore è qualcosa che è riservato al giusto”. — Pr 13:22; 21:18.
PROVERBI 13:23)
“Il terreno arato delle persone di pochi mezzi [produce] una gran quantità di cibo, ma esiste chi è spazzato via per mancanza di giudizio.”
w04 15/7 p. 31 “Ogni accorto agirà con conoscenza”
L’accorto agisce con conoscenza anche quando ha pochi mezzi. “Il terreno arato delle persone di pochi mezzi produce una gran quantità di cibo”, dice Proverbi 13:23, “ma esiste chi è spazzato via per mancanza di giudizio”. Il poco può diventare molto grazie al lavoro diligente e alle benedizioni di Dio. Ma quando non c’è giustizia un giudizio iniquo può dilapidare un patrimonio.
PROVERBI 13:24)
“Chi trattiene la sua verga odia suo figlio, ma chi lo ama è colui che in effetti lo cerca con la disciplina.”
w08 1/4 p. 14 Educare i figli in una società permissiva
Non c’è da stupirsi se Proverbi 13:24 dice: “Chi trattiene la sua verga odia suo figlio, ma chi lo ama è colui che in effetti lo cerca con la disciplina”. In questo contesto la verga della disciplina rappresenta qualunque forma di correzione. Disciplinando con amore, un genitore cerca di correggere difetti che, se mettessero radice, causerebbero non pochi guai al figlio una volta cresciuto. Di fatto trattenere tale disciplina equivale a odiare il figlio; impartirla è un segno d’amore.
w07 1/9 p. 23 par. 8 Genitori, crescete i figli con amore
8 Viceversa i genitori che non disciplinano i figli mostrano mancanza di amore. Geova ispirò Salomone a scrivere: “Chi trattiene la sua verga odia suo figlio, ma chi lo ama è colui che in effetti lo cerca con la disciplina”. (Proverbi 13:24) I ragazzi cresciuti senza una disciplina coerente probabilmente saranno egoisti e infelici. D’altro canto si è riscontrato che, se i genitori sono comprensivi ma stabiliscono limiti precisi, i ragazzi riescono meglio a scuola, sono più socievoli e in genere felici. Quindi i genitori che disciplinano i figli dimostrano di amarli davvero.
w04 15/7 p. 31 “Ogni accorto agirà con conoscenza”
‘Cercalo con la disciplina’
Gli esseri umani imperfetti hanno bisogno di disciplina fin dall’infanzia. “Chi trattiene la sua verga odia suo figlio”, dice il re di Israele, “ma chi lo ama è colui che in effetti lo cerca con la disciplina”. — Proverbi 13:24.
La verga è un simbolo di autorità e in Proverbi 13:24 si riferisce all’autorità dei genitori. In questo contesto usare la verga della disciplina non significa necessariamente sculacciare un figlio. Indica invece il mezzo di correzione, qualunque forma assuma. Talvolta un rimprovero benevolo può bastare a correggere il comportamento errato di un figlio. Per un altro figlio invece può volerci un rimprovero più severo. “Il rimprovero opera più profondamente in chi ha intendimento che il colpire cento volte uno stupido”, dice Proverbi 17:10.
La disciplina dei genitori deve essere sempre guidata dall’amore e dalla sapienza a beneficio dei figli. Un genitore amorevole non ignora i difetti del figlio. Al contrario, cerca di conoscerli in modo da correggerli prima che diventino troppo radicati. Naturalmente un genitore amorevole prende a cuore l’esortazione di Paolo: “Padri, non irritate i vostri figli, ma continuate ad allevarli nella disciplina e nella norma mentale di Geova”. — Efesini 6:4.
Che dire se un genitore è permissivo e non impartisce la correzione necessaria? Riceverà in seguito ringraziamenti per la sua permissività? Tutt’altro! (Proverbi 29:21) La Bibbia dice: “Il ragazzo lasciato senza freno farà vergogna a sua madre”. (Proverbi 29:15) I genitori che rinunciano a esercitare l’autorità mostrano indifferenza o mancanza di amore. Coloro che la esercitano con benignità e fermezza, invece, dimostrano amorevole interesse.
g91 22/9 p. 7 Amore a prima vista e poi per sempre!
Michela è d’accordo con il pensiero di Proverbi 13:24: “Chi trattiene la sua verga odia suo figlio, ma chi lo ama è colui che in effetti lo cerca con la disciplina”. L’uso della verga, simbolo dell’autorità, può richiedere una sculacciata, ma molte volte questo non è necessario. Poiché i bambini sono diversi e diverso è il comportamento errato, anche la disciplina dev’essere diversa. Un rimprovero gentile può bastare; il comportamento ostinato può richiedere un rimedio più forte: “Il rimprovero opera più profondamente in chi ha intendimento che il colpire cento volte uno stupido”. (Proverbi 17:10) Altrettanto valido è il detto: “Il servitore [o il bambino] non si farà correggere dalle semplici parole, poiché comprende ma non presta ascolto”. — Proverbi 29:19.
w88 15/12 p. 7 Significato delle notizie
Uso della verga
“Risparmiate la verga, ma badate alle conseguenze”, era il titolo di un articolo del Natal Mercury, un quotidiano sudafricano, che deplorava la tendenza attuale a evitare di infliggere punizioni fisiche ai bambini a casa e a scuola. Chi è responsabile di questo mutato atteggiamento verso le sculacciate? Il prof. Smythe, pediatra presso l’Università del Natal, in Sudafrica, dà la colpa proprio agli psicologi dell’infanzia. “Di solito studiando a fondo gli aspetti emotivi del fenomeno”, spiega Smythe, “si trova che questo mutato atteggiamento deriva dai dogmi degli psicologi. Prima assolutamente contrari ad ogni forma di punizione fisica, poi sgomenti dinanzi alle conseguenze dell’indisciplina che deriva da una cultura che non vuole frustrazioni e inibizioni”.
Smythe propone un maggior equilibrio. “Essere troppo permissivi è sbagliato quanto l’essere troppo severi”, egli rileva, “ma dato che è più semplice ricuperare un figlio educato in maniera troppo severa che non uno educato in maniera troppo permissiva, quando si è in dubbio è meglio optare per la disciplina”. Il professore sottolinea che il motivo per cui si impartiscono punizioni corporali dovrebbe essere l’amorevole interesse per il benessere presente e futuro del bambino.
Consigli del genere non sono nuovi, ma si tratta di un ritorno all’infallibile guida della Bibbia: “Chi trattiene la sua verga odia suo figlio, ma chi lo ama è colui che in effetti lo cerca con la disciplina”. — Proverbi 13:24; vedi anche Proverbi 23:13, 14.
w87 1/10 pp. 16-17 parr. 2-5 La disciplina produce un pacifico frutto
La Parola di Dio dice: “Chi trattiene la sua verga odia suo figlio, ma chi lo ama è colui che in effetti lo cerca con la disciplina. (Proverbi 13:24) Molti esperti di psicologia infantile contestano questa espressione della sapienza divina. Anni fa uno disse: “Madri, vi rendete conto che ogni volta che sculacciate vostro figlio mostrate di odiarlo?” Tuttavia la loro permissività ha prodotto una tale ondata di delinquenza minorile che un giudice di un tribunale di Brooklyn ha fatto questa acuta osservazione: “Credo che sia necessario punire certi ragazzi. Ma ora non va di moda. Ora ci viene detto che non bisogna picchiare un bambino; si rischia di reprimere un genio”. Ma la loro permissività non ha prodotto nessuna messe di geni, bensì un’ondata di illegalità sotto forma di criminali adolescenti.
3 Ora si avvertono venti di cambiamento. Burton L. White, esperto in materia di sviluppo infantile, afferma che la severità non spingerà vostro figlio ad “amarvi di meno che se foste indulgenti. . . . Anche se li sculacciate regolarmente, riscontrerete che continueranno a venire da voi”. Egli ribadisce che un bisogno primario del bambino è quello di un traboccante “amore irrazionale”. Il dott. Joyce Brothers riferisce in merito a uno studio condotto su centinaia di bambini delle elementari rigorosamente disciplinati, i quali ritenevano che le norme rigide “erano un’espressione di amore da parte dei genitori”. Un periodico (Journal of Lifetime Living) dice: “Gli esperti di psicologia infantile, arrovellandosi per determinare se è meglio l’allattamento a ore fisse o quello a richiesta, sculacciare o non sculacciare, hanno riscontrato che nessuna di queste cose fa gran differenza purché il bambino sia amato”. Anche il dott. Benjamin Spock, autore di un libro sull’infanzia (Baby and Child Care), si è addossato parte della colpa per la mancanza di fermezza da parte dei genitori e la conseguente delinquenza. Ha detto che la colpa è degli esperti, “gli psichiatri di fanciulli, gli psicologi, gli insegnanti, gli assistenti sociali e i pediatri come me”.
La verga della disciplina
4 La “verga”, nel senso usato sopra, non implica necessariamente la punizione fisica; rappresenta il mezzo di correzione, qualsiasi forma esso assuma. A proposito di questo versetto una traduzione biblica (The New International Version) dice: “Verga. Probabilmente una figura di linguaggio per indicare ogni tipo di disciplina”. La verga è un simbolo di dominio o autorità, in questo caso dell’autorità dei genitori. Il genitore permissivo o indulgente non riceverà in seguito ringraziamenti: “Se uno vizia il suo servitore [o figlio] fin dalla giovinezza, nel periodo successivo della sua vita diverrà persino ingrato”. (Proverbi 29:21) Rinunciare permissivamente ad esercitare l’autorità in qualità di genitori è fonte di vergogna e non è segno di amore, ma di indifferenza; usare la verga della disciplina benevolmente, ma con fermezza, è indice di amorevole interesse. “La verga e la riprensione sono ciò che dà sapienza; ma il ragazzo lasciato senza freno farà vergogna a sua madre”. — Proverbi 29:15.
5 Parlando di Proverbi 13:24, il commentario di Keil-Delitzsch (Commentary on the Old Testament) spiega: “Un padre che ha veramente a cuore il bene di suo figlio lo assoggetta abbastanza presto a una severa disciplina, per dargli, finché è ancora in grado di esserne influenzato, il giusto orientamento, e per impedire a qualsiasi tratto errato di mettere radice in lui; ma colui che è indulgente con suo figlio quando dovrebbe essere severo, agisce come se in effetti ne desiderasse la rovina”.
g87 22/5 p. 11 Addestra tuo figlio nella via giusta e sin dall’infanzia!
“Chi trattiene la sua verga odia suo figlio, ma chi lo ama è colui che in effetti lo cerca con la disciplina”. (Proverbi 13:24) La New International Version Study Bible dice nella nota in calce su questo versetto: “verga. Probabilmente una figura retorica per indicare disciplina di qualsiasi specie”. Il Vine’s Expository Dictionary of Old and New Testament Words definisce “verga” uno “scettro, un simbolo di autorità”.
L’autorità dei genitori può includere le sculacciate, ma il più delle volte no. In base a 2 Timoteo 2:24, 25, i cristiani devono essere ‘gentili verso tutti, istruendo con mitezza’. La parola “istruendo” che ricorre in questo caso traduce la parola greca per disciplina. La disciplina dev’essere impartita tenendo conto dei sentimenti dei figli: “E voi, padri, non irritate i vostri figli, ma continuate ad allevarli nella disciplina e nella norma mentale di Geova”. — Efesini 6:4.
Gli psicologi favorevoli alla permissività dicono che se sculacciate vostro figlio significa che lo odiate. Non è vero. È la permissività che è odiosa. Ha provocato un’ondata di delinquenza minorile e di criminalità in tutta la terra e ha procurato dispiaceri a milioni di genitori. È come dice Proverbi 29:15: “Il ragazzo lasciato senza freno farà vergogna a sua madre”. In un articolo intitolato “Genitori severi e genitori permissivi”, il dott. Joyce Brothers dice:
“Da un recente studio condotto su quasi 2.000 alunni della quinta e della sesta classe — alcuni dei quali erano stati allevati da genitori severi, altri da genitori permissivi — sono emersi alcuni risultati sorprendenti. I bambini che avevano ricevuto una disciplina severa avevano molto rispetto di sé e riuscivano molto bene, sia sul piano sociale che su quello scolastico”. Nutrivano risentimento nei confronti dei genitori severi? No, “erano convinti che le regole erano state stabilite dai genitori per il bene dei figli, e che erano un’espressione del loro amore”.
tp cap. 15 pp. 172-173 par. 22 Perché interessarsi degli altri?
Proverbi 13:24 dice: ‘Il padre che ama suo figlio è colui che lo cerca in effetti con la disciplina’. Perciò un padre amorevole è coerente nell’impartire la disciplina. Spiega pazientemente le cose ai figli e tiene conto delle limitazioni mentali, emotive e fisiche di ciascuno. (Efesini 6:4; Colossesi 3:21)
PROVERBI 13:25)
“Il giusto mangia fino a saziare l’anima sua, ma il ventre dei malvagi sarà vuoto.”
w04 15/7 p. 31 “Ogni accorto agirà con conoscenza”
Una persona accorta e retta che agisce con vera conoscenza sarà ricompensata. Salomone ci assicura: “Il giusto mangia fino a saziare l’anima sua, ma il ventre dei malvagi sarà vuoto”. (Proverbi 13:25) Geova sa cosa è bene per noi in ogni campo: la famiglia, i rapporti con gli altri e il ministero, oppure quando veniamo disciplinati. Applicando saggiamente i consigli che troviamo nella sua Parola seguiremo senza dubbio il miglior modo di vivere.
PROVERBI 14:1)
“La donna veramente saggia ha edificato la sua casa, ma la stolta la demolisce con le sue proprie mani.”
w11 15/5 pp. 8-9 par. 11 Famiglie cristiane, ‘state sveglie’
11 La moglie esemplare si adopera per il bene della famiglia. (Leggi Proverbi 14:1). A differenza della donna stolta, che non rispetta il principio dell’autorità, la donna saggia ha profondo rispetto per questa disposizione. Lungi dal manifestare lo spirito di disubbidienza e indipendenza tipico di questo mondo, è sottomessa al marito. (Efes. 2:2) La moglie stolta non esita a parlare male del marito, mentre la donna saggia cerca di accrescere il rispetto che i figli e altri hanno per lui. La moglie saggia sta attenta a non minare l’autorità del marito criticandolo o polemizzando con lui. Un’altra questione importante è la gestione del denaro. La donna stolta tende a sperperare il denaro della famiglia, guadagnato con fatica. La brava moglie non si comporta così. Coopera con il marito nelle questioni finanziarie. Agisce con accortezza e parsimonia. Non pretende che il marito faccia straordinari al lavoro.
w04 15/11 p. 26 “La tenda dei retti fiorirà”
Quando la sapienza edifica la casa
Parlando di come la moglie può influire sul benessere della famiglia, Salomone, re dell’antico Israele, dice: “La donna veramente saggia ha edificato la sua casa, ma la stolta la demolisce con le sue proprie mani”. (Proverbi 14:1) Come fa la donna saggia a edificare la sua casa? Essa rispetta la disposizione divina dell’autorità. (1 Corinti 11:3) Non si fa influenzare dallo spirito indipendente del mondo di Satana. (Efesini 2:2) È sottomessa al marito e ne parla bene, facendo crescere il rispetto che altri hanno per lui. Si occupa attivamente dell’educazione dei figli sia in senso spirituale che pratico. Lavora sodo nell’interesse dei suoi, facendo della casa un luogo piacevole e confortevole. Amministra le cose con accortezza e parsimonia. La donna veramente saggia contribuisce alla prosperità e alla stabilità della sua casa.
La donna stolta, invece, non ha rispetto per la disposizione divina dell’autorità. Non esita a parlare male del marito. Non essendo parsimoniosa spreca le risorse della famiglia guadagnate con fatica. Sciupa anche il tempo. Di conseguenza la casa non è linda e pulita, e i figli ci rimettono fisicamente e spiritualmente. La donna stolta demolisce la sua casa.
w97 15/3 p. 14 par. 11 Inclina il tuo cuore al discernimento
11 Non c’è dubbio che saggezza e discernimento sono essenziali per avere una vita familiare felice. Per esempio, Proverbi 14:1 dice: “La donna veramente saggia ha edificato la sua casa, ma la stolta la demolisce con le sue proprie mani”. La moglie saggia, dotata di discernimento e debitamente sottomessa al marito si adopererà per il bene della famiglia e contribuirà così a edificare la sua casa. Un modo in cui contribuisce a ‘edificare la sua casa’ è parlando sempre bene del marito, cosa che accresce negli altri il rispetto per lui. La moglie capace che ha discernimento e timore reverenziale di Geova merita di essere lodata. — Proverbi 12:4; 31:28, 30.
it-1 p. 724 Donna
In secondo luogo, la donna doveva ubbidire al marito. Aveva la responsabilità di lavorare sodo per il bene della famiglia e per recare onore al suo capo maritale; questo avrebbe recato la massima gloria anche a lei. Proverbi 14:1 dice: “La donna veramente saggia ha edificato la sua casa, ma la stolta la demolisce con le sue proprie mani”.
g90 22/2 pp. 9-10 Una buona relazione tra suocera e nuora è possibile
“La donna veramente saggia”
Se due generazioni devono collaborare in una questione così delicata come l’educazione dei figli, devono agire entrambe con saggezza. “La donna veramente saggia ha edificato la sua casa”, dice un proverbio biblico, “ma la stolta la demolisce con le sue proprie mani”. (Proverbi 14:1) Come può una donna edificare la sua casa? Tomiko dice che fu comunicando che riuscì a migliorare la relazione con la nuora Fujiko. “I piani sono frustrati dove non si parla in maniera confidenziale”, consiglia la Bibbia. — Proverbi 15:22.
Comunicare non significa lasciarsi sfuggire di bocca tutto quello che si ha nella mente senza tener conto dei sentimenti altrui. È qui che bisogna usare saggezza. “Il saggio ascolterà” ciò che altri hanno da dire. A volte la suocera o la nuora hanno qualcosa da dire, ma esitano a esprimersi. Usate discernimento e ‘attingete i pensieri’ dell’altra persona. Quindi ‘meditate’ prima di parlare. — Proverbi 1:5; 15:28; 20:5.
È molto importante scegliere il momento opportuno. “Come mele d’oro in cesellature d’argento è una parola pronunciata al tempo giusto”, dice un proverbio biblico. (Proverbi 25:11) Tokiko e sua nuora dicono che aspettano il tempo giusto per esprimere opinioni che potrebbero infastidire l’altra parte. “Cerco di pensare prima di parlare quando desidero far notare qualcosa a mia nuora”, dice Tokiko. “Tengo presenti i punti e parlo quando lei è di buon umore e non ha fame. Vedete, è facile irritarsi quando si ha fame”.
La donna saggia si asterrà dal parlar male dei parenti del marito. “Che siamo suocere o nuore, dovremmo renderci conto che qualsiasi cosa cattiva diciamo dell’altra persona, alla fine lei verrà a saperlo”, dice Sumie Tanaka, una scrittrice giapponese vissuta insieme alla suocera per 30 anni. Piuttosto essa incoraggia a parlare bene dei parenti del marito, direttamente e indirettamente.
PROVERBI 14:2)
“Chi cammina nella sua rettitudine teme Geova, ma chi è perverso nelle sue vie Lo disprezza.”
w04 15/11 pp. 26-27 “La tenda dei retti fiorirà”
Cosa determina però se una persona è saggia o stolta? Proverbi 14:2 dice: “Chi cammina nella sua rettitudine teme Geova, ma chi è perverso nelle sue vie Lo disprezza”. La persona retta teme il vero Dio e “il timore di Geova è il principio della sapienza”. (Salmo 111:10) Chi è veramente saggio sa che ha l’obbligo di ‘temere il vero Dio e osservare i suoi comandamenti’. (Ecclesiaste 12:13) D’altro canto lo stolto segue una condotta che non è in armonia con le norme divine di rettitudine. Le sue vie sono perverse. Tale persona disprezza Dio, dicendo nel suo cuore: “Non c’è Geova”. — Salmo 14:1.
PROVERBI 14:3)
“La verga della superbia è nella bocca dello stolto, ma le medesime labbra dei saggi li custodiranno.”
w04 15/11 p. 27 “La tenda dei retti fiorirà”
Quando le labbra sono guidate dalla sapienza
Cosa si può dire del modo di parlare della persona che teme Geova e di quello della persona che lo disprezza? “La verga della superbia è nella bocca dello stolto”, dice il re, “ma le medesime labbra dei saggi li custodiranno”. (Proverbi 14:3) Non avendo la sapienza dall’alto lo stolto non è né pacifico né ragionevole. La sapienza che guida i suoi passi è terrena, animale e demonica. Egli parla in modo polemico e arrogante. La superbia che traspare dal suo modo di parlare procura molti guai a lui e ad altri. — Giacomo 3:13-18.
Invece le labbra del saggio lo custodiscono, o lo proteggono, dandogli un senso di benessere. In che modo? Le Scritture affermano: “C’è chi parla sconsideratamente come con i colpi di una spada, ma la lingua dei saggi è salute”. (Proverbi 12:18) Le parole del saggio non sono sconsiderate o taglienti. Il suo cuore medita per rispondere. (Proverbi 15:28) Il suo modo di parlare ben ponderato ha un effetto salutare, incoraggia le anime depresse e risolleva gli oppressi. Anziché irritare, le sue labbra promuovono la pace e la calma.
it-2 p. 882 Sapienza
“La verga della superbia è nella bocca dello stolto, ma le medesime labbra dei saggi li custodiranno”. Saggiamente essi evitano le parole presuntuose, aspre o avventate. (Pr 14:3; 17:27, 28; Ec 10:12-14)
PROVERBI 14:4)
“Dove non ci sono bovini la mangiatoia è monda, ma la messe è abbondante a causa della potenza del toro.”
w04 15/11 p. 27 “La tenda dei retti fiorirà”
Quando la sapienza è una guida nelle attività umane
Salomone pronuncia poi un interessante proverbio che a quanto pare si riferisce alla necessità di soppesare i vantaggi e gli svantaggi del fare un certo lavoro: “Dove non ci sono bovini la mangiatoia è monda, ma la messe è abbondante a causa della potenza del toro”. — Proverbi 14:4.
Commentando il significato di questo proverbio un’opera di consultazione dice: “Una mangiatoia vuota è segno che non ci sono buoi a cui dare da mangiare, per cui non ci si deve preoccupare di pulirli e averne cura, e le spese sono inferiori. Ma tutto questo non è più un ‘vantaggio’ alla luce della parte b del versetto 4: è sottinteso che senza buoi la messe non sarà abbondante”. Il contadino deve fare una scelta saggia.
Non dovremmo tener conto di questo stesso principio anche quando pensiamo di cambiare lavoro, scegliere un certo tipo di casa, acquistare un’auto, comprare un animale da compagnia, ecc.? Il saggio soppeserà i vantaggi e gli svantaggi e calcolerà se il gioco vale veramente la candela.
PROVERBI 14:5)
“Il testimone fedele è quello che non dirà menzogne, ma il testimone falso spaccia semplici menzogne.”
w04 15/11 pp. 27-28 “La tenda dei retti fiorirà”
Quando il testimone è saggio
“Il testimone fedele è quello che non dirà menzogne”, prosegue Salomone, “ma il testimone falso spaccia semplici menzogne”. (Proverbi 14:5) Un falso testimone può causare gravi danni. Nabot l’izreelita fu lapidato perché due buoni a nulla testimoniarono il falso contro di lui. (1 Re 21:7-13) E non ci furono forse due uomini che testimoniarono il falso anche contro Gesù, causandone la morte? (Matteo 26:59-61) Ci furono falsi testimoni pure nel caso di Stefano, il primo discepolo di Gesù che venne ucciso per la sua fede. — Atti 6:10, 11.
Il bugiardo può non essere scoperto subito, ma pensate al suo futuro. Geova odia “il falso testimone che spaccia menzogne”, dice la Bibbia. (Proverbi 6:16-19) Gli è riservato il lago che brucia con fuoco e zolfo, la seconda morte, insieme ad assassini, fornicatori e idolatri. — Rivelazione (Apocalisse) 21:8.
Il testimone fedele non dice il falso sotto giuramento. La sua testimonianza non è macchiata dalle menzogne. Questo non significa però che sia tenuto a dire tutto quello che sa a chi forse vuole danneggiare in qualche modo i servitori di Geova. I patriarchi Abraamo e Isacco non rivelarono certe informazioni ad alcuni che non erano adoratori di Geova. (Genesi 12:10-19; 20:1-18; 26:1-10) Raab, una donna di Gerico, fornì indicazioni errate agli uomini del re. (Giosuè 2:1-7) Anche Gesù Cristo si trattenne dal dare tutte le informazioni quando ciò avrebbe potuto causare inutile danno. (Giovanni 7:1-10) Disse: “Non date ciò che è santo ai cani, né gettate le vostre perle ai porci”. Perché no? “Affinché . . . voltandosi non vi sbranino”. — Matteo 7:6.
PROVERBI 14:6)
“Lo schernitore ha cercato di trovare la sapienza, e non ce n’è; ma per chi ha intendimento la conoscenza è cosa facile.”
w04 15/11 pp. 28-29 “La tenda dei retti fiorirà”
Quando “la conoscenza è cosa facile”
La sapienza è appannaggio di tutti? Proverbi 14:6 dice: “Lo schernitore ha cercato di trovare la sapienza, e non ce n’è; ma per chi ha intendimento la conoscenza è cosa facile”. Può darsi che lo schernitore cerchi la sapienza, ma la vera sapienza gli sfugge. Dato che ride con arroganza delle cose di Dio, gli manca il requisito preliminare per ottenere la sapienza: l’accurata conoscenza del vero Dio. La superbia e l’arroganza gli impediscono di conoscere Dio e di ottenere sapienza. (Proverbi 11:2) Ma perché allora si prende la briga di cercare la sapienza? Il proverbio non lo dice, ma forse la cerca perché gli altri pensino che è saggio.
“La conoscenza è cosa facile” per chi ha intendimento, termine definito “facoltà di attribuire significati o costituire rapporti mediante l’intelletto”. (Il Dizionario della lingua italiana di Devoto-Oli) L’intendimento è la capacità di collegare i vari aspetti di un soggetto e vedere il quadro completo, non solo le parti isolate. Secondo questo proverbio, la conoscenza è facile per chi ha tale capacità.
A questo proposito considerate come voi stessi avete acquistato conoscenza della verità scritturale. Quando avete cominciato a studiare la Bibbia molto probabilmente fra le prime cose che avete imparato c’erano gli insegnamenti basilari riguardo a Dio, alle sue promesse e a suo Figlio. Per qualche tempo i dettagli erano slegati. Man mano che studiavate, però, le tessere del mosaico si ricomponevano e potevate capire chiaramente come i vari dettagli erano collegati al proposito generale di Geova per gli esseri umani e la terra. La verità contenuta nella Bibbia è diventata logica e coerente, quindi ora è più facile imparare e ricordare nuovi particolari perché capite dove inserirli nel quadro complessivo.
it-1 p. 554 Conoscenza
Siccome chi ha intendimento è in grado di collegare informazioni nuove con cose che già sa, “per chi ha intendimento la conoscenza è cosa facile”. (Pr 14:6) Conoscenza e intendimento sono intimamente legati, e si devono ricercare entrambi. — Pr 2:5; 18:15.
PROVERBI 14:7)
“Va via d’innanzi all’uomo stupido, poiché certamente non noterai le labbra di conoscenza.”
w04 15/11 p. 29 “La tenda dei retti fiorirà”
Il re saggio indica dove non è possibile trovare la conoscenza. “Va via d’innanzi all’uomo stupido”, dice, “poiché certamente non noterai le labbra di conoscenza”. (Proverbi 14:7) Lo stupido non ha vera conoscenza. Essa è lungi dalle sue labbra. Il consiglio è di allontanarsi da tale uomo, ed è saggio starne alla larga. Chiunque “tratta con gli stupidi se la passerà male”. — Proverbi 13:20.
PROVERBI 14:8)
“La sapienza dell’accorto è comprendere la sua via, ma la stoltezza degli stupidi è inganno.”
w04 15/11 p. 29 “La tenda dei retti fiorirà”
“La sapienza dell’accorto è comprendere la sua via”, prosegue Salomone, “ma la stoltezza degli stupidi è inganno”. (Proverbi 14:8) Il saggio pensa a come agire. Considera le varie alternative e valuta con attenzione l’eventuale esito di ognuna. Sceglie saggiamente la strada da seguire. Che dire dello stupido? Sceglie la via stolta, credendo di sapere quello che fa e di fare la scelta migliore. La stoltezza lo inganna.
PROVERBI 14:9)
“Stolti son quelli che ridono della colpa, ma fra i retti c’è accordo.”
w04 15/11 p. 29 “La tenda dei retti fiorirà”
Quando la sapienza è una guida nei rapporti umani
Chi si fa guidare dalla sapienza vive in pace con gli altri. “Stolti son quelli che ridono della colpa”, osserva il re di Israele, “ma fra i retti c’è accordo”. (Proverbi 14:9) Il senso di colpa, o rimorso, è una cosa ridicola per lo stolto. Egli danneggia i rapporti con i familiari e con altri perché è “troppo arrogante per fare ammenda” e cercare la pace. (The New English Bible) La persona retta è tollerante nei confronti dei difetti altrui. È pronta a scusarsi e a fare ammenda quando ha torto. Poiché persegue la pace, i suoi rapporti con gli altri sono sereni e stabili. — Ebrei 12:14.
PROVERBI 14:10)
“Il cuore è consapevole dell’amarezza della propria anima, e nessun estraneo si immischierà nella sua allegrezza.”
w06 15/9 p. 19 par. 7 Punti notevoli del libro di Proverbi
14:10. Il conforto che gli altri possono darci è limitato perché non sempre riusciamo a esprimere esattamente i nostri sentimenti più intimi né gli altri riescono sempre a capirli. Possiamo dover sopportare certe difficoltà facendo assegnamento solo su Geova.
w04 15/11 p. 29 “La tenda dei retti fiorirà”
Successivamente Salomone menziona un fattore che limita i rapporti umani: “Il cuore è consapevole dell’amarezza della propria anima, e nessun estraneo si immischierà nella sua allegrezza”. (Proverbi 14:10) Riusciamo sempre a esprimere i nostri più intimi sentimenti, sia la tristezza che la gioia, e a dire esattamente quello che proviamo? E riusciamo sempre a capire bene come si sente un altro? La risposta a entrambe le domande è no.
Prendiamo ad esempio chi vuole togliersi la vita. Spesso non riesce a dire chiaramente a un familiare o a un amico come si sente. E gli altri non sempre sono in grado di riconoscere questi sentimenti. Non è il caso di sentirsi in colpa se non si capiscono tali segnali e non si riesce ad aiutare la persona. Questo proverbio insegna inoltre che, anche se un amico comprensivo può dare un certo sostegno morale, il conforto che gli esseri umani sono in grado di dare è limitato. Forse davanti a certe difficoltà dobbiamo confidare unicamente in Geova.
PROVERBI 14:11)
“La casa dei malvagi sarà annientata, ma la tenda dei retti fiorirà.”
w04 15/11 p. 29 “La tenda dei retti fiorirà”
“Cose di valore e ricchezze sono nella sua casa”
“La casa dei malvagi sarà annientata”, afferma il re di Israele, “ma la tenda dei retti fiorirà”. (Proverbi 14:11) Forse il malvagio prospera nel presente sistema di cose e forse ha una bella casa, ma a che gli servirà tutto questo quando lui non ci sarà più? (Salmo 37:10) D’altra parte la persona retta potrebbe avere un’abitazione piuttosto modesta, ma “cose di valore e ricchezze sono nella sua casa”, dice Salmo 112:3. Cosa sono queste cose di valore e queste ricchezze?
Quando la sapienza guida le nostre parole e le nostre azioni, abbiamo ‘le ricchezze e la gloria’ che ne derivano. (Proverbi 8:18) Esse comprendono una relazione pacifica con Dio e con i nostri simili, una sensazione di benessere e una certa dose di stabilità. “La tenda dei retti” può fiorire anche ora.
PROVERBI 14:12)
“Esiste una via che davanti all’uomo è retta, ma la sua fine son poi le vie della morte.”
w05 15/7 p. 17 “L’accorto considera i suoi passi”
Scegliete bene la via da seguire
Per fare scelte sagge e avere successo nella vita bisogna indubbiamente saper distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Tuttavia la Bibbia avverte: “Esiste una via che davanti all’uomo è retta, ma la sua fine son poi le vie della morte”. (Proverbi 14:12) Quindi dobbiamo imparare a riconoscere ciò che è veramente giusto da ciò che sembra essere giusto. L’espressione “le vie della morte” indica che i sentieri ingannevoli sono tanti. Consideriamo alcune cose di cui è bene essere consapevoli e che dovremmo evitare.
Le persone ricche e famose del mondo sono spesso considerate rispettabili e degne di ammirazione. Il loro successo economico e sociale può far sembrare che il loro modo di fare le cose sia giusto. Ma che dire dei mezzi impiegati da molte di loro per ottenere ricchezza e fama? Sono sempre giusti e onesti? Ci sono poi alcuni che manifestano encomiabile zelo per le loro credenze religiose. Ma la loro sincerità dimostra forse che ciò in cui credono è giusto? — Romani 10:2, 3.
Una via può inoltre sembrarci giusta perché inganniamo noi stessi. Basare le nostre decisioni su ciò che noi pensiamo sia giusto significa fidarsi del cuore, che è un consigliere ingannevole. (Geremia 17:9) Una coscienza non illuminata e non addestrata può portarci a pensare che la via sbagliata sia giusta. Cosa ci aiuterà allora a scegliere una linea di condotta corretta?
Un diligente studio personale delle verità più profonde della Parola di Dio è essenziale se vogliamo avere le “facoltà di percezione esercitate per distinguere il bene e il male”. Dobbiamo inoltre esercitare queste facoltà “mediante l’uso” applicando i princìpi biblici. (Ebrei 5:14) Dobbiamo stare attenti a non permettere che una via che solo in apparenza è giusta ci faccia allontanare dalla ‘strada angusta che conduce alla vita’. — Matteo 7:13, 14.
PROVERBI 14:13)
“Perfino nel riso il cuore può essere in pena; ed è nel dolore che finisce l’allegrezza.”
w05 15/7 pp. 17-18 “L’accorto considera i suoi passi”
“Il cuore può essere in pena”
Possiamo essere felici se non abbiamo pace interiore? Riso e allegria servono ad alleviare una pena profonda? Si dimostra forse accortezza quando si affoga la propria frustrazione nell’alcol, si fa uso di droga o si cerca di mettere a tacere questi stati d’animo adottando uno stile di vita promiscuo? La risposta è no. “Nel riso il cuore può essere in pena”, dice il re saggio. — Proverbi 14:13a.
Il riso potrà anche mascherare la pena, ma non la elimina. “Per ogni cosa c’è un tempo fissato”, afferma la Bibbia. C’è infatti “un tempo per piangere e un tempo per ridere; un tempo per fare lamento e un tempo per saltare”. (Ecclesiaste 3:1, 4) Quando la depressione persiste dobbiamo agire per combatterla, cercando “abile direzione” se necessario. (Proverbi 24:6) Riso e divertimento servono, ma fino a un certo punto. Mettendo in guardia contro le forme di divertimento errate e gli eccessi nello svago, Salomone dice: “È nel dolore che finisce l’allegrezza”. — Proverbi 14:13b.
it-1 p. 708 Divertimenti
Indicando il limitato valore del divertimento, Proverbi 14:13 dice: “Perfino nel riso [sechòhq] il cuore può essere in pena; ed è nel dolore che finisce l’allegrezza”. (Cfr. Ec 2:2; 7:2, 3, 6).
PROVERBI 14:14)
“L’infedele di cuore si sazierà dei risultati delle sue proprie vie, ma l’uomo buono dei risultati delle sue azioni.”
w05 15/7 p. 18 “L’accorto considera i suoi passi”
Gli infedeli e i buoni: come si saziano?
“L’infedele di cuore si sazierà dei risultati delle sue proprie vie”, prosegue il re di Israele, “ma l’uomo buono dei risultati delle sue azioni”. (Proverbi 14:14) In che senso gli infedeli e i buoni si saziano dei risultati delle loro azioni?
La persona infedele non si preoccupa di dover rendere conto a Dio. Quindi fare ciò che è giusto agli occhi di Geova non è importante per chi non ha fede. (1 Pietro 4:3-5) Egli è soddisfatto, o si sazia, del suo stile di vita materialistico. (Salmo 144:11-15a) La persona buona invece ha a cuore gli interessi spirituali. In tutto ciò che fa si attiene alle giuste norme di Dio. Si sazia dei risultati perché Geova è il suo Dio, e trae incomparabile gioia dal servire l’Altissimo. — Salmo 144:15b.
w87 15/5 p. 29 Temete Geova e sarete felici
♦ 14:14 — Di che cosa si sazia l’infedele?
“L’infedele di cuore” è sazio, appagato, del suo modo di vivere materialistico. (Salmo 144:11-15a) Per lui non ha alcuna importanza fare quello che è giusto dal punto di vista di Dio e non gli passa neppure per la mente l’idea di dover rendere conto a Dio. (1 Pietro 4:3-5) “L’uomo buono”, invece, respinge le pratiche dell’infedele e si sazia “dei risultati delle sue azioni”. Mette al primo posto gli interessi spirituali, si attiene alle norme di Dio, prova l’enorme gioia di servirLo e si sazia delle Sue benedizioni. — Salmo 144:15b.
PROVERBI 14:15)
“Chiunque è inesperto ripone fede in ogni parola, ma l’accorto considera i suoi passi.”
w05 15/7 pp. 18-19 “L’accorto considera i suoi passi”
Non ‘riponete fede in ogni parola’
Facendo un contrasto tra il modo di procedere degli inesperti e quello delle persone prudenti, Salomone dice: “Chiunque è inesperto ripone fede in ogni parola, ma l’accorto considera i suoi passi”. (Proverbi 14:15) L’accorto non è credulone. Anziché credere a tutto quello che sente o lasciare che gli altri pensino per lui, considera saggiamente i suoi passi. Mettendo insieme tutti gli elementi disponibili, agisce con cognizione di causa.
Prendete ad esempio la domanda “Dio esiste?” L’inesperto è incline ad accettare ciò che è popolare o ciò che credono persone in vista. L’accorto, d’altro canto, trova il tempo di esaminare i fatti. Riflette su passi biblici come Romani 1:20 ed Ebrei 3:4. Quando si tratta di argomenti spirituali, chi è prudente non accetta semplicemente l’opinione dei capi religiosi. ‘Prova le espressioni ispirate per vedere se hanno origine da Dio’. — 1 Giovanni 4:1.
Com’è saggio dare ascolto al consiglio di non ‘riporre fede in ogni parola’! In particolare quelli cui è stata affidata la responsabilità di consigliare altri nella congregazione cristiana devono prendere seriamente la cosa. Chi dà consigli deve avere il quadro completo della situazione. Deve ascoltare attentamente e sentire tutte le parti in causa per poter dare un consiglio che sia valido e imparziale. — Proverbi 18:13; 29:20.
g96 8/2 p. 6 Fidarsi o non fidarsi
Considerate attentamente i vostri passi
Che cosa potete fare? La Bibbia dà alcuni buoni consigli al riguardo. “Chiunque è inesperto ripone fede in ogni parola”, dice Proverbi 14:15. Questo non è distruttivo cinismo. Serve a ricordare in modo realistico che bisogna essere cauti. Solo una persona molto ingenua e inesperta si fida ciecamente di ogni parola che sente. A ragione il proverbio biblico continua dicendo: “Ma l’accorto considera i suoi passi”. Il drammaturgo inglese William Shakespeare scrisse: “Non vi affidate a delle tavole imputridite”. (Da Shakespeare — Tutte le opere, trad. di A. Zanco, Sansoni, Firenze, 1980, “Antonio e Cleopatra”, atto III, scena VII, p. 996) Chi pensa che le tavole di un ponte sopra un profondo burrone possano essere marce è molto sciocco se ci cammina sopra. Come si possono dunque ‘considerare i propri passi’ affinché la propria fiducia non sia malriposta?
La Bibbia ci incoraggia a verificare quello che la gente dice anziché accettare ciecamente tutto quello che sentiamo. “L’orecchio stesso prova le parole, proprio come il palato gusta quando si mangia”, dice. (Giobbe 34:3) Non è proprio così? Non assaporiamo di solito il cibo prima di mandarlo giù? Dovremmo anche provare le parole e le azioni altrui prima di accettarle. Chi è sincero non si offende se verifichiamo le sue credenziali. Che si debba verificare la genuinità di una cosa è confermato da un proverbio scozzese che dice: “Se uno mi inganna una volta, è una vergogna per lui; se mi inganna due volte, è una vergogna per me”.
g94 8/12 pp. 15-17 Mode: Dovrei seguire la massa?
Considera i tuoi passi
La Bibbia non condanna categoricamente le mode in sé e per sé. Alcune attività in voga possono essere appropriate anche se rispecchiano la moda del momento. Il jogging, ad esempio, era considerato una moda da alcuni quando divenne popolare qualche anno fa. Ma chi può negare i benefìci di un sano e moderato esercizio fisico? — Confronta 1 Timoteo 4:8.
Certe mode, comunque, sono sciocche o addirittura pericolose. È quindi appropriato l’avvertimento di un antico proverbio: “Chiunque è inesperto ripone fede in ogni parola, ma l’accorto considera i suoi passi”. (Proverbi 14:15) Chi è accorto è saggio, perspicace. Non segue ciecamente una nuova moda solo perché lo fanno tutti. Saggiamente, valuta le conseguenze delle sue azioni.
Una delle cose da valutare potrebbe essere il costo. Una rivista canadese cita il caso di una ragazza che lavora in un fast food e spende più di metà del suo sudato stipendio per vestire all’ultima moda. “Il denaro è per una protezione”, dice la Bibbia; in altre parole, è uno strumento utile e necessario. (Ecclesiaste 7:12) Puoi permetterti di sprecarlo in oggetti che, per usare le parole di una scrittrice, sono “progettati per diventare antiquati nel giro di una stagione o due”?
Un altro fattore da prendere in considerazione può essere il rischio per la salute. Non tanto tempo fa andava di moda la break dance. Molti che la praticavano, però, riportarono lesioni alla schiena. Che dire di oggi? Un articolo della rivista Rolling Stone parla delle stravaganze che ci sono nelle sale da ballo e ai concerti rock, come lo “stage-diving” (tuffarsi dal palco fra le braccia del pubblico che acclama), lo “slamming” (tipo di ballo punk in cui si va a sbattere l’uno contro l’altro) e il “moshing” (simile al precedente ma più violento e con la pista da ballo molto affollata). Questi “balli” non sono altro che violenza a ritmo di musica. “La cosa è sfuggita di mano. Dico sul serio”, si lamenta una ragazza. Poi spiega in che modo i giovani scatenati che praticano il “moshing” “si impadroniscono della pista da ballo e si scatenano, ondeggiando in un vortice sempre più grande, e sbattono senza farsi problemi contro chiunque abbia la sfortuna di trovarsi nelle vicinanze”. Può darsi che questo tipo di comportamento faccia colpo su alcuni tuoi coetanei. Ma frequentando questo tipo di ambienti o facendo queste cose guadagnerai forse l’approvazione di Dio, che comanda ai cristiani di “ripudiare l’empietà e i desideri mondani e . . . vivere con sanità di mente”? — Tito 2:12.
Che dire dei rischi per la salute cui si va incontro forandosi parti del corpo e tatuandosi, cose anche queste sempre più di moda tra i giovani? I medici dicono che tatuarsi può comportare dei rischi, come l’epatite e forse anche l’AIDS, se non si adottano precauzioni igieniche. C’è poi la prospettiva di essere decorati in maniera permanente molto tempo dopo che la moda dei tatuaggi è passata. È vero che certi tatuaggi si possono eliminare con il laser. Ma questi interventi richiedono diverse sedute dolorose che costano centinaia di migliaia di lire ciascuna.
La cosa più letale è il danno spirituale che si può subire seguendo certe mode. Molte di queste si ispirano a personaggi famosi: attori o attrici, atleti, cantanti e così via. Diventa di moda vestirsi e agire come chi è sulla cresta dell’onda. Ma come considera Geova Dio questo culto della personalità? Come una forma di idolatria. La Bibbia perciò avverte: “Fuggite l’idolatria”. (1 Corinti 10:14) Molti personaggi famosi non hanno nessun rispetto per le norme morali della Bibbia. (1 Corinti 6:9-11) Stando così le cose, può Dio compiacersi se tu ti comporti o ti vesti in modi che, in effetti, rendono omaggio a tali persone?
g89 22/7 p. 19 Cosa devo fare se pettegolano sul mio conto?
Strategie per affrontare il pettegolezzo
Proverbi 14:15 dice che “l’accorto considera i suoi passi”. Questo suggerisce di ideare con calma una strategia per affrontare in maniera efficace il pettegolezzo.
Anzitutto vedi quanto è serio il pettegolezzo. Forse quello che si dice di te, anche se imbarazzante o addirittura infondato, è divertente e in effetti non infanga la tua reputazione. In altre parole, avresti preferito che non sapessero tutti quanti che ti eri chiuso fuori di casa durante un temporale o che ti si erano rotti i pantaloncini da ginnastica mentre facevi le flessioni, ma ora che si sa, è veramente un così gran disastro? Forse il modo migliore per far cessare la voce è di manifestare il senso dell’umorismo.
Supponi però che si tratti di chiacchiere tutt’altro che lusinghiere o addirittura offensive. C’è davvero la probabilità che danneggino in modo duraturo la tua reputazione? O è più probabile che tutto finisca presto? Se la seconda eventualità è la più probabile, forse è meglio superare il momento critico. Comportandoti ‘come sempre’ — anziché andare in giro col broncio o con fare colpevole — eviterai come minimo di alimentare le chiacchiere.
PROVERBI 14:16)
“Il saggio teme e si ritrae dal male, ma lo stupido si infuria e confida in sé.”
w05 15/7 p. 19 “L’accorto considera i suoi passi”
Indicando un’altra differenza tra i saggi e gli stolti, il re di Israele dice: “Il saggio teme e si ritrae dal male, ma lo stupido si infuria e confida in sé.
w05 15/7 p. 19 “L’accorto considera i suoi passi”
Proverbi 14:16,
w05 15/7 p. 19 “L’accorto considera i suoi passi”
La persona saggia teme le conseguenze della condotta errata. Perciò è cauta ed è grata di qualsiasi consiglio l’aiuti a evitare il male. Lo stupido non ha questo timore. Essendo troppo sicuro di sé ignora altezzosamente i consigli che gli vengono dati.
PROVERBI 14:17)
“Chi presto si adira commetterà stoltezza, ma l’uomo che ha capacità di pensare è odiato.”
w06 15/9 p. 18 par. 9 Punti notevoli del libro di Proverbi
14:17: In che modo “l’uomo che ha capacità di pensare è odiato”? L’espressione ebraica tradotta “capacità di pensare” può significare sia discernimento che pensieri maliziosi. Ovviamente l’uomo che ha idee malvage è odiato. Ma lo è anche l’uomo che ha discernimento il quale esercita le sue facoltà di pensare e sceglie di ‘non fare parte del mondo’. — Giovanni 15:19.
w05 15/7 p. 19 “L’accorto considera i suoi passi”
Pronto all’ira, si infuria e agisce stoltamente. Ma come mai l’uomo che ha capacità di pensare diventa oggetto di ostilità?
L’espressione originale tradotta “capacità di pensare” ha due significati. In senso positivo può voler dire discernimento o intelligenza. (Proverbi 1:4; 2:11; 3:21) In senso negativo può riferirsi a idee malvage o a pensieri maliziosi. — Salmo 37:7; Proverbi 12:2; 24:8.
Se l’espressione “l’uomo che ha capacità di pensare” si riferisce a uno che trama il male, non è difficile capire perché tale persona è odiata. Ma non è forse vero che anche chi ha discernimento può essere odiato da quelli che non hanno questa qualità? Per esempio, coloro che esercitano le proprie facoltà mentali e decidono di ‘non far parte del mondo’ sono odiati dal mondo. (Giovanni 15:19) I giovani cristiani che esercitano le proprie capacità di pensare e resistono alle malsane sollecitazioni dei compagni per evitare la condotta errata vengono presi in giro. Sta di fatto che i veri adoratori sono odiati dal mondo, che è sotto il potere di Satana il Diavolo. — 1 Giovanni 5:19.
w05 15/7 p. 19 “L’accorto considera i suoi passi”
Chi presto si adira commetterà stoltezza, ma l’uomo che ha capacità di pensare è odiato”. — Proverbi 14:16, 17.
it-1 p. 420 Capacità di pensare
Chi però si vale veramente della propria capacità di pensare può anche diventare oggetto di odio. Questo potrebbe essere il pensiero espresso in Proverbi 14:17: “L’uomo che ha capacità di pensare è odiato”. Spesso le persone poco riflessive non vedono di buon occhio coloro che fanno uso delle proprie facoltà mentali. Inoltre coloro che usano la propria mente per fare la volontà di Dio sono odiati, come disse Gesù Cristo: “Poiché non fate parte del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo motivo il mondo vi odia”. (Gv 15:19) Naturalmente, il termine ebraico tradotto “capacità di pensare” in Proverbi 14:17 può anche includere pensieri maliziosi. Perciò il versetto potrebbe anche significare che chi escogita cose cattive è odiato, e alcune versioni infatti lo traducono: “L’uomo malizioso è odiato”. — Di.
PROVERBI 14:18)
“Gli inesperti certamente prenderanno possesso della stoltezza, ma gli accorti porteranno la conoscenza come un’acconciatura per il capo.”
w05 15/7 p. 19 “L’accorto considera i suoi passi”
Le persone prudenti, o accorte, sono diverse dagli inesperti anche sotto un altro aspetto. “Gli inesperti certamente prenderanno possesso della stoltezza, ma gli accorti porteranno la conoscenza come un’acconciatura per il capo”. (Proverbi 14:18) Mancando di discernimento, gli inesperti optano per ciò che è stolto. Questa finisce per essere la loro sorte. D’altra parte, la conoscenza adorna le persone accorte proprio come la corona conferisce onore a un re.
PROVERBI 14:19)
“I cattivi si dovranno inchinare davanti ai buoni, e i malvagi alle porte del giusto.”
w05 15/7 pp. 19-20 “L’accorto considera i suoi passi”
“I cattivi si dovranno inchinare davanti ai buoni”, dice il re saggio, “e i malvagi alle porte del giusto”. (Proverbi 14:19) In altre parole, alla fine i buoni trionferanno sui malvagi. Considerate il grande aumento e l’eccellente modo di vivere che contraddistinguono oggi il popolo di Dio. Vedendo simili benedizioni elargite da Geova ai suoi servitori, certi oppositori sono obbligati a ‘inchinarsi’ davanti alla simbolica donna celeste di Geova, rappresentata sulla terra dal rimanente unto con lo spirito. Al più tardi ad Armaghedon quegli oppositori saranno costretti a riconoscere che la parte terrena dell’organizzazione di Dio agisce realmente per conto di quella celeste. — Isaia 60:1, 14; Galati 6:16; Rivelazione (Apocalisse) 16:14, 16.
PROVERBI 14:20)
“Chi ha pochi mezzi è oggetto di odio perfino da [parte del] suo prossimo, ma molti sono gli amici del ricco.”
g 11/12 p. 24 Ostentazione, a che prezzo?
Il punto di vista biblico
Ostentazione, a che prezzo?
“Infilare un paio di jeans firmati o qualsiasi altro capo griffato può far passare l’insicuro dalla fase critica del ‘non sono nessuno’ a quella, euforica, dell’‘anch’io conto qualcosa e, se non ci credi, dai un’occhiata all’etichetta!’” — Chaytor Mason, psicologo.
PER essere oggetto di ammirazione, alcuni fanno sfoggio dei loro abiti firmati o di altri prodotti costosi. In un paese asiatico, ad esempio, i “nuovi ricchi amano i beni di lusso (borsette importate dalla Francia, auto sportive italiane) e ancora di più amano ostentare [il loro benessere]”, dice un articolo del Washington Post.
Ovviamente non c’è niente di sbagliato a godersi il risultato delle proprie fatiche. “Non c’è nulla di meglio”, afferma la Bibbia, “che ogni uomo mangi e in realtà beva e veda il bene per tutto il suo duro lavoro. È il dono di Dio”. (Ecclesiaste 3:12, 13) Ma è giusto ostentare, ovvero mettere in mostra, ciò che si possiede? Cosa dice la Bibbia in proposito?
“Il ricco ha molti amici”
Ostentando ciò che possiede, che tipo di amici attira chi è ricco, o chi vuole sembrarlo? La Bibbia fornisce un indizio in questo saggio proverbio sulla natura umana: “Il povero è odiato dal suo stesso prossimo, ma il ricco ha molti amici”. — Proverbi 14:20, La Nuova Diodati.
Ecco il sottinteso: i “molti amici” del ricco sono legati non tanto a lui quanto alla sua ricchezza. La loro pseudoamicizia si fonda sul tornaconto; lo stesso vale per i loro discorsi adulatori, che la Bibbia definisce “pretesto per concupiscenza”, o avidità. — 1 Tessalonicesi 2:5.
Che genere di amici vogliamo avere? Persone che ci vogliono bene per ciò che possediamo o veri amici che ci amano per quello che siamo? La Bibbia mostra che il nostro atteggiamento è uno dei fattori che determinano il genere di amici di cui ci circondiamo.
“La sapienza è con i modesti”
Un altro problema legato all’ostentazione è ben illustrato da un episodio che vide protagonista il re Ezechia, vissuto nell’antica Gerusalemme. In un’occasione Ezechia mostrò ad alcuni dignitari babilonesi “tutto ciò che si trovava nei suoi tesori”. Evidentemente le sue enormi ricchezze fecero colpo sugli ospiti. È anche possibile che la cosa facesse leva sulla loro avidità. Dopo che furono andati via, il coraggioso profeta Isaia, parlando per conto di Dio, riferì a Ezechia quello che un giorno sarebbe accaduto al suo tesoro: “Sarà realmente portato a Babilonia. Non sarà lasciato nulla”. Ed è quello che accadde: alcuni anni più tardi i babilonesi tornarono e portarono via tutte le ricchezze che appartenevano alla famiglia di Ezechia. — 2 Re 20:12-17; 24:12, 13.
Anche oggi chi ostenta la propria ricchezza rischia di perdere molto, se non addirittura tutto. Un rapporto sulla criminalità e sulla sicurezza in Messico rivela quanto segue: “L’ostentazione della ricchezza è una calamita per i ladri di Città del Messico. Chi indossa gioielli
w05 15/7 p. 20 “L’accorto considera i suoi passi”
Considerando la natura umana, Salomone fa questa riflessione: “Chi ha pochi mezzi è oggetto di odio perfino da parte del suo prossimo, ma molti sono gli amici del ricco”. (Proverbi 14:20) Questo si può ben dire degli uomini imperfetti! Essendo portati all’egoismo, tendono a favorire i ricchi a scapito dei poveri. Benché siano molti, però, gli amici del ricco sono precari come le sue ricchezze. Non dovremmo pertanto evitare di farci amici con il denaro o con l’adulazione?
PROVERBI 14:21)
“Chi disprezza il suo proprio prossimo pecca, ma felice è chi mostra favore agli afflitti.”
w05 15/7 p. 20 “L’accorto considera i suoi passi”
Che dire se un onesto esame di coscienza rivela che cerchiamo di ingraziarci i ricchi e guardiamo dall’alto in basso le persone di pochi mezzi? Dobbiamo comprendere che il favoritismo è condannato dalla Bibbia. Essa dichiara: “Chi disprezza il suo proprio prossimo pecca, ma felice è chi mostra favore agli afflitti”. — Proverbi 14:21.
Dovremmo mostrare considerazione a chi si trova in circostanze difficili. (Giacomo 1:27) In che modo? Fornendo “i mezzi di sostentamento di questo mondo”, che possono includere denaro, cibo, alloggio, vestiario e attenzioni. (1 Giovanni 3:17) Felice è chi mostra favore alle persone afflitte, poiché “c’è più felicità nel dare che nel ricevere”. — Atti 20:35.
w86 15/10 Siate felici, mostrate favore agli afflitti!
Siate felici, mostrate favore agli afflitti!
“Chi disprezza il suo proprio prossimo pecca, ma felice è chi mostra favore agli afflitti”. — PROVERBI 14:21.
MENTRE i componenti di tre famiglie filippine della provincia di Pangasinan stavano assistendo a un’adunanza cristiana, un incendio fortuito distrusse completamente le loro abitazioni. Tornati a casa, si ritrovarono senza cibo e senza un tetto sotto cui dormire. Venuti a sapere del disastro, alcuni conservi cristiani immediatamente portarono loro del cibo e disposero che fossero ospitati da altri componenti della congregazione. Il mattino seguente, alcuni cristiani si presentarono sul luogo dell’incendio con bambù e altro materiale da costruzione. I vicini furono colpiti favorevolmente da un simile amore fraterno. Anche le tre famiglie ne sentirono gli effetti positivi. L’incendio aveva distrutto le loro case, ma la loro fede e le altre qualità cristiane si erano salvate, anzi erano cresciute grazie alla premura mostrata. — Matteo 6:33; confronta I Corinti 3:12-14.
2 Non è forse vero che esperienze del genere ci incoraggiano? Rafforzano la nostra fede nella benignità umana e ancor più nella forza del vero cristianesimo. (Atti 28:2) Comprendiamo, però, le ragioni scritturali per cui bisogna ‘operare ciò che è bene verso tutti, ma specialmente verso quelli che hanno relazione con noi nella fede’? (Galati 6:10) Inoltre, in che modo potremmo fare personalmente di più in questo senso?
Un ottimo modello per noi
3 Il discepolo Giacomo ci dice: “Ogni dono buono e ogni regalo perfetto viene dall’alto”. (Giacomo 1:17) Le cose stanno proprio così; Geova infatti provvede in abbondanza al nostro benessere spirituale e materiale. Ma a cosa dà la precedenza? Alle cose spirituali. Ci ha dato, per esempio, la Bibbia perché avessimo una guida spirituale e una speranza. Questa speranza si impernia sul dono di suo Figlio, in base al cui sacrificio possiamo ottenere il perdono e avere la prospettiva della vita eterna. — Giovanni 3:16; Matteo 20:28.
4 Geova si preoccupa anche del nostro benessere materiale. L’apostolo Paolo ragionò su questo aspetto con alcuni abitanti dell’antica Listra. Pur non essendo veri adoratori, non potevano negare che il Creatore ‘aveva fatto del bene, dandoci piogge dal cielo e stagioni fruttifere, riempiendo i nostri cuori di cibo e buon umore’. (Atti 14:15-17) Geova, per amore, soddisfa i nostri bisogni spirituali e provvede alla nostra vita fisica. Non pensate che ciò contribuisca a renderlo il “felice Iddio”? — I Timoteo 1:11.
5 Il modo di agire di Dio verso gli antichi israeliti fa vedere con quale equilibrio presta attenzione sia ai bisogni spirituali che alla condizione materiale dei suoi servitori. In primo luogo, mise a disposizione del suo popolo la Legge. I re dovevano prepararne di persona una copia e il popolo si riuniva periodicamente per ascoltarne la lettura. (Deuteronomio 17:18; 31:9-13) La Legge stabiliva che ci fosse un tabernacolo, o un tempio, e sacerdoti che offrissero sacrifici, perché il popolo potesse avere l’approvazione di Dio. Gli israeliti si riunivano regolarmente in occasione delle feste spirituali, che erano momenti salienti della loro adorazione annuale. (Deuteronomio 16:1-17) Grazie a tutto ciò, i singoli israeliti potevano essere spiritualmente ricchi agli occhi di Dio.
6 La Legge, tuttavia, mostrava anche che Dio si preoccupava delle circostanze materiali dei suoi servitori. Forse vi vengono subito in mente le leggi date agli israeliti relative alle norme igieniche e alle misure da prendere per limitare il diffondersi di infezioni. (Deuteronomio 14:11-21; 23:10-14) Ma non dovremmo dimenticare i particolari provvedimenti che Dio prese per aiutare i poveri e gli afflitti. A causa di cattiva salute o di un disastro, come un incendio o un’alluvione, un israelita poteva diventare povero. Nella sua stessa Legge, Geova tenne conto del fatto che non tutti sarebbero stati uguali sul piano economico. (Deuteronomio 15:11) Tuttavia, non si limitò semplicemente a provare commiserazione per i poveri e gli afflitti. Fece in modo che fossero aiutati.
7 Come prima cosa, avrebbero avuto bisogno di cibo. Così, Dio dispose che in Israele i poveri fossero liberi di spigolare nei campi o raccogliere quanto era rimasto nelle vigne e sugli olivi. (Deuteronomio 24:19-22; Levitico 19:9, 10; 23:22) Il modo di agire di Dio non incoraggiava le persone a divenire pigre o a vivere delle elemosine altrui, se potevano lavorare. Uno spigolatore israelita doveva compiere uno sforzo, perché doveva forse lavorare ore e ore sotto il sole per raccogliere il cibo per il giorno. Non dovremmo, però, dimenticare che in questo modo Dio provvedeva premurosamente per i poveri. — Confronta Rut 2:2-7; Salmo 69:33; 102:17.
8 Geova ribadì il suo interessamento per gli afflitti in dichiarazioni come quelle che leggiamo in Isaia 58:6, 7. In un momento in cui alcuni boriosi israeliti osservavano un digiuno ipocrita, il profeta di Dio affermò: “Non è questo il digiuno che io scelgo? . . . Mandar liberi gli oppressi, e che rompiate ogni sbarra di giogo? Non è lo spezzare del tuo pane all’affamato, e che dovresti far venire l’afflitto, senzatetto, nella tua casa? Che, nel caso che tu dovessi vedere qualcuno nudo, lo devi coprire, e che non ti dovresti nascondere dalla tua propria carne?” Oggi, alcuni proteggono gelosamente quella che si potrebbe definire la loro ‘sfera di comodità’. Sono disposti ad aiutare chi è nel bisogno solo se questo non implica sacrifici personali o disagi per loro. Che spirito diverso veniva sottolineato dalle parole di Dio pronunciate tramite Isaia! — Vedi anche Ezechiele 18:5-9.
9 Si poteva dimostrare la propria premura nei confronti dei fratelli israeliti poveri quando si facevano loro prestiti. Un israelita poteva aspettarsi di ricevere un certo interesse sui prestiti fatti a qualcuno che voleva mettersi in affari o ingrandire la propria attività commerciale. Geova, però, disse di non richiedere interesse sul denaro prestato a un fratello povero, perché altrimenti la sua condizione disperata l’avrebbe potuto spingere a commettere una trasgressione. (Esodo 22:25; Deuteronomio 15:7, 8, 11; 23:19, 20; Proverbi 6:30, 31) Il comportamento di Geova verso i derelitti era un modello che i suoi servitori dovevano seguire. Leggiamo anche la promessa: “Chi mostra favore al misero presta a Geova, ed Egli gli ripagherà il suo trattamento”. (Proverbi 19:17) Pensate: prestare a Geova, con l’assicurazione che egli vi ripagherà abbondantemente!
10 Tutti noi dovremmo perciò chiederci: Cosa significa per me il modo in cui Dio considera e tratta gli afflitti? Ho capito il suo esempio perfetto e mi sto sforzando di imitarlo? Posso cercare di essere più simile alla Sua immagine sotto questo aspetto? — Genesi 1:26.
Tale il Padre, tale il Figlio
11 Gesù Cristo ‘è il riflesso della gloria di Geova e l’esatta rappresentazione del suo stesso essere’. (Ebrei 1:3) Ci aspetteremmo, perciò, che rispecchiasse la premurosa attenzione del Padre suo per coloro che si interessano della vera adorazione. Ed è quello che fece. Gesù spiegò che la povertà che è più importante eliminare è quella spirituale: “Felici quelli che si rendono conto del loro bisogno spirituale, poiché a loro appartiene il regno dei cieli”. (Matteo 5:3; confronta Luca 6:20). Inoltre Cristo disse: “Per questo sono nato e per questo son venuto nel mondo, per rendere testimonianza alla verità”. (Giovanni 18:37) Gesù, infatti, era conosciuto primariamente come Insegnante, e non come uno che compiva miracoli o guarigioni. (Marco 10:17-21; 12:28-33) A questo riguardo notate il racconto di Marco 6:30-34. Lì leggiamo che in un’occasione Gesù aveva cercato di riservare un po’ di tempo al riposo. Poi “vide una gran folla” di persone che “erano come pecore senza pastore”. Cosa fece? “Cominciò a insegnar loro molte cose”. Certo, Gesù si prodigò per soddisfare il loro bisogno più grande: il bisogno di verità per mezzo della quale avrebbero potuto vivere per sempre. — Giovanni 4:14; 6:51.
12 Pur concentrandosi sui bisogni spirituali degli umili ebrei, Gesù non ne trascurò i bisogni materiali. Il racconto di Marco fa vedere che Gesù era pronto a soddisfare il bisogno di cibo letterale. In un primo momento, gli apostoli suggerirono di lasciare andar via quelle persone perché ‘si comprassero qualche cosa da mangiare’. Gesù non fu d’accordo. Allora gli apostoli prospettarono la possibilità di attingere denaro dal fondo che avevano con sé e usarlo per comprare del cibo. Gesù, invece, decise di compiere il famoso miracolo col quale servì a 5.000 uomini, oltre alle donne e ai bambini, un semplice pasto a base di pane e pesce. Alcuni oggi potrebbero pensare che fu facile per Gesù soddisfare i bisogni di tanta gente con un miracolo. Non dimentichiamo, però, che l’azione di Gesù scaturiva dal suo sincero interessamento. — Marco 6:35-44; Matteo 14:21.
13 Nei racconti evangelici avrete probabilmente letto che la compassione di Gesù per gli sfortunati non si fermava ai poveri. Egli aiutò anche i malati e gli afflitti. (Luca 6:17-19; 17:12-19; Giovanni 5:2-9; 9:1-7) E non si limitava a guarire solo coloro che gli stavano vicino. A volte si recò dal malato per aiutarlo. — Luca 8:41-55.
14 Tuttavia, erano solo coloro che potevano dare sollievo compiendo miracoli a preoccuparsi dei bisogni dei discepoli (o di quelli che cercavano la verità) che erano poveri e afflitti? No. Tutti i discepoli di Gesù dovevano preoccuparsene e comportarsi di conseguenza. Per esempio, Gesù rivolse questa esortazione a un ricco che voleva la vita eterna: “Vendi tutte le cose che hai e distribuiscile ai poveri, e avrai un tesoro nei cieli”. (Luca 18:18-22) Inoltre suggerì: “Quando tu fai una festa, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai felice, perché essi non hanno nulla per ricompensarti. Poiché tu sarai ricompensato nella risurrezione dei giusti”. — Luca 14:13, 14.
15 Un cristiano è un seguace di Cristo, perciò ognuno di noi dovrebbe chiedersi: Fino a che punto imito l’atteggiamento e la condotta di Gesù nei confronti dei poveri, degli afflitti, dei miseri? Posso onestamente far mie le parole di Paolo: “Divenite miei imitatori, come anch’io lo sono di Cristo”? — I Corinti 11:1.
Paolo: un esempio felice
16 È opportuno esaminare quello che fece Paolo a questo riguardo, perché riscontriamo che anche lui diede un ottimo esempio. Come c’era da immaginarsi, la sua principale attenzione era rivolta ai bisogni spirituali altrui. Egli era un ‘ambasciatore in sostituzione di Cristo, e come tale implorava gli altri: “Siate riconciliati con Dio”’. (II Corinti 5:20) Paolo aveva ricevuto lo specifico incarico di predicare ed edificare le congregazioni tra i non ebrei. Scrisse: “Mi era stata affidata la buona notizia per quelli che sono incirconcisi”. — Galati 2:7.
17 Ma, dal momento che asseriva di imitare Cristo, Paolo si preoccupava (come Geova e Gesù) delle afflizioni fisiche o delle difficoltà dei suoi conservi? Lasciamo che sia Paolo stesso a rispondere. In Galati 2:9 proseguì dicendo: ‘Giacomo e Cefa [Pietro] e Giovanni diedero a me e a Barnaba la destra di comune partecipazione, affinché noi andassimo alle nazioni’. Poi, nel versetto immediatamente successivo, Paolo aggiunse: “Solo avremmo dovuto rammentare i poveri. Questa stessa cosa ho pure premurosamente cercato di fare”. (Galati 2:10) Paolo perciò si rendeva conto del fatto che, sebbene in quanto missionario e apostolo avesse delle responsabilità verso molte congregazioni, non poteva avere tanto da fare da non interessarsi del benessere fisico dei suoi fratelli e delle sue sorelle.
18 È probabile che “i poveri” di cui parlava in Galati 2:10 fossero soprattutto i cristiani ebrei di Gerusalemme e della Giudea. Tempo prima c’era stato “un mormorio da parte dei Giudei di lingua greca contro i Giudei di lingua ebraica, perché le loro vedove erano trascurate nella distribuzione” quotidiana del cibo. (Atti 6:1) Così, pur dicendo di essere un apostolo alle nazioni, Paolo fece chiaramente capire che non stava trascurando nessun componente della fratellanza cristiana. (Romani 11:13) Ben sapeva che anche la cura fisica dei fratelli rientrava nelle parole: ‘Nel corpo non vi sia divisione, ma le sue membra abbiano la stessa cura le une per le altre. E se un membro soffre, tutte le altre membra soffrono con esso’. — I Corinti 12:25, 26.
19 Quando i cristiani di Gerusalemme e della Giudea si trovarono a soffrire a causa di povertà, carestie locali o persecuzione, alcune congregazioni lontane si mossero in loro aiuto. Naturalmente, nelle loro preghiere avranno senz’altro invocato il sostegno e il conforto di Dio sui loro fratelli bisognosi. Ma non si fermarono lì. Paolo scrisse che “quelli della Macedonia e dell’Acaia hanno avuto piacere di condividere le loro cose mediante una contribuzione per i poveri dei santi che sono in Gerusalemme”. (Romani 15:26, 27) Coloro che contribuivano finanziariamente per i loro fratelli afflitti erano “arricchiti per ogni sorta di generosità, che produce per mezzo nostro un’espressione di grazie a Dio”. (II Corinti 9:1-13) Questo non li avrebbe forse resi felici?
20 I fratelli che avevano donato denaro ai “poveri dei santi che sono in Gerusalemme” avevano un altro motivo per essere felici. Il fatto che si preoccupavano degli afflitti li avrebbe aiutati a conseguire l’approvazione di Dio. Possiamo capirne il perché se teniamo presente che il termine greco tradotto “contribuzione” in Romani 15:26 e II Corinti 9:13 esprime il concetto di “segno di comunione, prova di unità fraterna, anche dono”. Viene usato in Ebrei 13:16, dove si legge: “Non dimenticate di fare il bene e di condividere con altri, poiché Dio si compiace di tali sacrifici”.
Saremo felici?
21 In questa trattazione abbiamo visto che le Scritture mostrano che Geova Dio, Gesù Cristo e l’apostolo Paolo si preoccupavano degli afflitti. Abbiamo notato che tutti e tre riconoscevano che in primo luogo si doveva prestare attenzione ai bisogni spirituali. Ma è altrettanto vero che mostrarono in modi molto pratici il loro interesse per i poveri, i malati e coloro che erano stati colpiti da disgrazie. Provarono felicità offrendo aiuto pratico. Non dovremmo fare lo stesso anche noi? L’apostolo Paolo ci esorta a “tener presenti le parole del Signore Gesù, che egli stesso disse: ‘Vi è più felicità nel dare che nel ricevere’”. — Atti 20:35.
22 Potreste chiedervi però: Cosa posso fare personalmente? Come faccio a sapere chi ha veramente bisogno? Come posso offrire aiuto in modo tale da non incoraggiare la pigrizia, pur essendo al tempo stesso generoso e realistico, riguardoso verso i sentimenti altrui ed equilibrato rispetto al mio dovere cristiano di diffondere la buona notizia? Il prossimo articolo si concentrerà su alcuni aspetti di questo argomento, mostrandovi come si può provare ulteriore felicità.
[Nota in calce]
Va notato che lo stesso Gesù non si sentì in imbarazzo nell’accettare aiuto materiale da altri e non fu spinto dall’orgoglio a rifiutarlo. — Luca 5:29; 7:36, 37; 8:3.
PROVERBI 14:22)
“Non andranno errando quelli che meditano il male? Ma riguardo a quelli che meditano il bene ci sono amorevole benignità e verità.”
w05 15/7 p. 20 “L’accorto considera i suoi passi”
Come vivono?
Il principio “qualunque cosa l’uomo semini, questa pure mieterà” si applica sia alla persona accorta che a quella stolta. (Galati 6:7) La prima fa il bene, la seconda medita il male. “Non andranno errando quelli che meditano il male?”, chiede il re saggio. La risposta è sì, in quanto ‘deviano dalla retta via’. (La Nuova Diodati) “Ma riguardo a quelli che meditano il bene ci sono amorevole benignità e verità”. (Proverbi 14:22) Quelli che fanno il bene godono della simpatia altrui oltre che dell’amorevole benignità di Dio.
PROVERBI 14:23)
“Da ogni genere di fatica viene un vantaggio, ma la semplice parola delle labbra [porta] all’indigenza.”
w05 15/7 p. 20 “L’accorto considera i suoi passi”
Mettendo in relazione il successo con il duro lavoro e l’insuccesso con le molte parole e i pochi fatti, Salomone dice: “Da ogni genere di fatica viene un vantaggio, ma la semplice parola delle labbra porta all’indigenza”. (Proverbi 14:23) Questo principio si applica senz’altro agli sforzi che compiamo in senso spirituale. Quando lavoriamo sodo nel ministero cristiano facendo conoscere a molti la vivificante verità della Parola di Dio, siamo ricompensati. Assolvendo fedelmente qualsiasi incarico teocratico ci venga affidato proviamo gioia e soddisfazione.
w97 15/9 p. 22 Come mantenere la gioia nel servizio a tempo pieno
Proverbi 14:23 dice che “da ogni genere di fatica viene un vantaggio”. Indipendentemente dal compito che ci è stato affidato, svolgerlo fedelmente contribuisce al successo dell’opera del Regno. E possiamo provare grande soddisfazione — sì, gioia — nella particolare opera che Dio ci ha affidato. — Confronta 1 Corinti 12:18, 27, 28.
PROVERBI 14:24)
“La corona dei saggi è la loro ricchezza; la stoltezza degli stupidi è stoltezza.”
w05 15/7 p. 20 “L’accorto considera i suoi passi”
“La corona dei saggi è la loro ricchezza; la stoltezza degli stupidi è stoltezza”, afferma Proverbi 14:24. Questo può voler dire che la saggezza che i saggi si sforzano di conseguire è la loro ricchezza, ed essa li incorona, o li adorna. D’altro canto gli stupidi ottengono solo stoltezza. Secondo un’opera di consultazione, questo proverbio potrebbe anche lasciare intendere che “la ricchezza è un ornamento per coloro che ne fanno buon uso . . . [mentre] agli stolti non resta che la loro follia”. Comunque sia, il saggio vive meglio dello stolto.
PROVERBI 14:25)
“Il testimone verace libera anime, ma quello ingannevole spaccia semplici menzogne.”
w05 15/7 p. 20 “L’accorto considera i suoi passi”
“Il testimone verace libera anime”, dice il re di Israele, “ma quello ingannevole spaccia semplici menzogne”. (Proverbi 14:25) Ciò è senz’altro vero in un contesto giudiziario, ma notate come si applica al nostro ministero. L’opera di predicare il Regno e fare discepoli richiede che si renda testimonianza alla verità della Parola di Dio. Questa testimonianza libera dalla falsa religione le persone dal cuore retto e salva delle vite. Prestando costante attenzione a noi stessi e al nostro insegnamento salveremo sia noi che quelli che ci ascoltano. (1 Timoteo 4:16) Mentre continuiamo a far questo, vorremo essere desti per manifestare accortezza in ogni aspetto della vita.
PROVERBI 14:26)
“Nel timore di Geova c’è forte fiducia, e per i suoi figli ci sarà un rifugio.”
w05 15/9 p. 13 “Il timore di Geova, questo è sapienza”
Fonte di “forte fiducia”
“Nel timore di Geova c’è forte fiducia”, dichiara Salomone, “e per i suoi figli ci sarà un rifugio”. (Proverbi 14:26) Colui che infonde fiducia nell’uomo timorato di Dio è il leale e onnipotente Dio, Geova. Non è strano che chi teme Geova vada incontro al domani con forte fiducia! Il suo avvenire è felice e di lunga durata.
Cosa si può dire invece del futuro di quelli che ripongono la propria fiducia nel mondo, con tutti i suoi progetti, le sue organizzazioni, le sue ideologie e i beni che offre? Qualunque futuro sperino di avere sarà di breve durata, perché la Bibbia afferma: “Il mondo passa e pure il suo desiderio, ma chi fa la volontà di Dio rimane per sempre”. (1 Giovanni 2:17) Perché mai, dunque, dovremmo ‘amare il mondo o le cose del mondo’? — 1 Giovanni 2:15.
Cosa possono fare i genitori timorati di Dio affinché per i loro figli ‘ci sia un rifugio’? “Venite, figli, ascoltatemi”, cantò il salmista, “vi insegnerò il timore di Geova”. (Salmo 34:11) I figli che grazie all’esempio e all’insegnamento dei genitori imparano a temere Dio hanno maggiori probabilità di diventare adulti che nutrono forte fiducia in Geova. — Proverbi 22:6.
PROVERBI 14:27)
“Il timore di Geova è una fonte di vita, per allontanare dai lacci della morte.”
w05 15/9 p. 13 “Il timore di Geova, questo è sapienza”
“Il timore di Geova è una fonte di vita”, continua Salomone, “per allontanare dai lacci della morte”. (Proverbi 14:27) Il timore di Geova è “una fonte di vita” perché il vero Dio è “la fonte d’acqua viva”. (Geremia 2:13) Acquistare conoscenza di Geova e di Gesù Cristo può significare vita eterna per noi. (Giovanni 17:3) Inoltre il santo timore ci fa allontanare dai lacci della morte. Come? Proverbi 13:14 afferma: “La legge del saggio è una fonte di vita, per allontanare dai lacci della morte”. Non è forse vero che temendo Geova, ubbidendo alla sua legge e permettendo alla sua Parola di guidare i nostri passi siamo protetti da abitudini e da stati d’animo dannosi che possono portare a una morte prematura?
PROVERBI 14:28)
“Nella moltitudine del popolo è l’ornamento del re, ma nella mancanza di popolazione è la rovina dell’alto funzionario.”
w05 15/9 p. 14 “Il timore di Geova, questo è sapienza”
“L’ornamento del re”
Per quasi tutto il suo regno Salomone temette Geova e gli ubbidì. Per questa ragione il suo fu un buon governo. Da cosa si vede se un re governa bene o no? Proverbi 14:28 risponde: “Nella moltitudine del popolo è l’ornamento del re, ma nella mancanza di popolazione è la rovina dell’alto funzionario”. Il successo di un re si misura dal benessere dei suoi sudditi. Se sono molte le persone che desiderano rimanere sotto il suo governo questo indica che è un buon governante. Salomone aveva “sudditi da mare a mare [dal Mar Rosso al Mediterraneo] e dal Fiume [Eufrate] alle estremità della terra”. (Salmo 72:6-8) Il suo dominio fu caratterizzato da pace e prosperità senza precedenti. (1 Re 4:24, 25) Salomone dimostrò di essere un buon re. D’altro canto, se un alto funzionario non gode della stima del popolo è un’onta per lui.
A questo proposito, cosa si può dire della gloria del più grande Salomone, il Re messianico Gesù Cristo? Pensate a quanti sudditi ha fin d’ora. Da un’estremità all’altra della terra, più di sei milioni di uomini e donne timorati di Dio hanno già scelto di vivere sotto il dominio di Cristo. Esercitano fede in Gesù e sono uniti nella vera adorazione dell’Iddio vivente. (Giovanni 14:1) Alla fine del Regno millenario tutti quelli che sono nella memoria di Dio saranno stati risuscitati. Allora la terra sarà un paradiso pieno di persone giuste e felici che avranno dato prova di apprezzare il loro Re. Che dimostrazione della bontà del dominio di Cristo! Non lasciamoci sfuggire la meravigliosa speranza del Regno.
it-1 pp. 67-68 Adornamento
I Proverbi spiegano che il successo di un re si misura dal fatto che molti decidono di sottomettersi a lui e provano piacere nel farlo. Ciò è per lui un adornamento che lo raccomanda e gli conferisce splendore come sovrano. (Pr 14:28) Tale è Geova, mediante il suo Regno messianico. — Sl 22:27-31; Flp 2:10, 11.
ws cap. 8 pp. 71-72 parr. 15-16 Come partecipare alla “gioia” del “Principe della pace”
15 Il saggio Salomone, re dell’antico Israele, scrisse: “Nella moltitudine del popolo è l’ornamento del re”. (Proverbi 14:28) L’attuale Signore, il Re Cristo Gesù, autorità assai più alta del terreno re Salomone, ha questo “ornamento” relativo alla “moltitudine del popolo”. Questo può dirsi già da ora, prima dell’inizio del suo Regno millenario, sì, mentre regna in mezzo ai suoi nemici terreni, dei quali Satana il Diavolo è l’invisibile re sovrumano. — Matteo 4:8, 9; Luca 4:5, 6.
16 L’attuale “ornamento”, consono a un’alta autorità di rango reale, consiste nel crescente numero delle sue “altre pecore” di cui è composta la “grande folla”.
PROVERBI 14:29)
“Chi è lento all’ira è abbondante in discernimento, ma chi è impaziente esalta la stoltezza.”
w05 15/9 p. 14 “Il timore di Geova, questo è sapienza”
Proverbi 14:29 dichiara: “Chi è lento all’ira è abbondante in discernimento, ma chi è impaziente esalta la stoltezza”. Se abbiamo discernimento comprendiamo che l’ira incontrollata nuoce alla nostra spiritualità. “Inimicizie, contesa, gelosia, accessi d’ira, contenzioni” sono tra le opere che potrebbero impedirci di ‘ereditare il regno di Dio’. (Galati 5:19-21) Ci viene consigliato di non covare ira nemmeno quando è giustificata. (Efesini 4:26, 27) E in quanto all’impazienza, può portarci a parlare in maniera stolta e a compiere azioni di cui in seguito ci rammarichiamo.
g02 8/2 p. 24 Cosa scatena tutta questa rabbia?
Il dott. Redford B. Williams ha detto a JAMA: “È improbabile che un consiglio semplicistico come quello di sfogare la propria ira . . . sia di grande aiuto. È molto più importante imparare ad analizzare la situazione e poi controllare la propria ira”. Suggerisce di farsi queste domande: (1) È importante per me questa circostanza? (2) Considerando oggettivamente i fatti, i pensieri e i sentimenti che provo sono appropriati? (3) È una situazione che si può cambiare, in modo da non dovermi arrabbiare?”
Proverbi 14:29; 29:11 “Chi è lento all’ira è abbondante in discernimento, ma chi è impaziente esalta la stoltezza. Tutto il suo spirito è ciò che lo stupido lascia uscire, ma chi è saggio lo tiene calmo sino alla fine”.
w97 15/3 pp. 13-14 parr. 7-8 Inclina il tuo cuore al discernimento
7 Inclinare il cuore al discernimento aiuta anche a controllare il proprio spirito. “Chi è lento all’ira è abbondante in discernimento”, dice Proverbi 14:29, “ma chi è impaziente esalta la stoltezza”. Una ragione per cui chi ha discernimento si sforza di controllare l’ira, è che essa è dannosa a livello fisico. Può far salire la pressione del sangue e causare problemi respiratori. I medici hanno incluso l’ira e il furore fra le emozioni che aggravano o provocano disturbi come asma, malattie della pelle e affezioni dell’apparato digerente, compresa l’ulcera.
8 Ma non è solo per evitare danni alla salute che dovremmo usare discernimento ed essere ‘lenti all’ira’. L’impazienza può far compiere azioni stolte di cui poi ci si pentirà. Il discernimento ci porta a riflettere sui possibili risultati del parlare a ruota libera o dell’agire d’impulso e ci impedirà così di ‘esaltare la stoltezza’ agendo poco saggiamente. In particolare il discernimento ci aiuta a capire che l’ira può alterare le nostre facoltà mentali impedendoci di usare giudizio. Questo ci renderebbe incapaci di fare la volontà di Dio e di vivere secondo i Suoi giusti princìpi. Sì, cedere all’ira incontrollata è spiritualmente dannoso, tant’è vero che gli “accessi d’ira” sono elencati fra le detestabili “opere della carne” che impediscono di ereditare il Regno di Dio. (Galati 5:19-21) Come cristiani dotati di discernimento, quindi, vogliamo essere ‘pronti a udire, lenti a parlare, lenti all’ira’. — Giacomo 1:19.
w90 15/9 p. 22 Controllate il vostro spirito!
“Chi è lento all’ira è abbondante in discernimento, ma chi è impaziente esalta la stoltezza”. (Proverbi 14:29) Essere impazienti quando si è alterati può portare ad agire in maniera stolta. Quant’è meglio riflettere sulle conseguenze a cui si può andare incontro parlando o agendo in maniera incontrollata! Altrimenti si può agire con impazienza e fare ciò che non è saggio, ‘esaltando la stoltezza’. Siate dunque ‘lenti all’ira’, come lo è Dio, ed eviterete di agire in maniera impaziente e poco saggia. — Esodo 34:6.
it-2 p. 46 Ira, II
Effetti nocivi. L’ira non solo ha conseguenze deleterie sulla nostra salute spirituale, ma influisce profondamente anche sull’organismo fisico. Può provocare ipertensione, alterazioni arteriose, difficoltà respiratorie e disturbi di fegato, e può anche alterare la secrezione biliare e influire sul pancreas. Secondo i medici, ira e furore, essendo emozioni forti, possono provocare o aggravare asma, disturbi agli occhi, malattie della pelle, orticaria, ulcere, mal di denti e cattiva digestione. Rabbia e furia possono sconvolgere la mente al punto che la persona non è più in grado di ragionare con logica o esprimere giudizi sensati. Spesso a uno scatto di rabbia segue un periodo di profonda depressione mentale. È dunque saggio non solo dal punto di vista religioso ma anche da un punto di vista fisico controllare l’ira e ricercare pace e amore. — Pr 14:29, 30; Ro 14:19; Gc 3:17; 1Pt 3:11.
PROVERBI 14:30)
“Il cuore calmo è la vita dell’organismo carnale, ma la gelosia è marciume alle ossa.”
w12 1/6 p. 8 Una guida pratica per i nostri giorni
Per esempio afferma che “il cuore calmo è la vita dell’organismo carnale”. (Proverbi 14:30)
w12 1/6 p. 8 Una guida pratica per i nostri giorni
La calma, i forti vincoli di amicizia e la generosità hanno un buon effetto sulla salute. Una rivista medica riferisce: “Gli uomini che hanno esplosioni di rabbia hanno il doppio delle probabilità di essere colpiti da ictus di quelli che si controllano”. (The Journal of the American Medical Association)
g 8/11 p. 29 Cuore saggio, cuore sano
“Il cuore calmo è la vita dell’organismo carnale”. — PROVERBI 14:30.
g 8/11 p. 29 Cuore saggio, cuore sano
Mettendo a confronto il cuore di una persona calma con quello di chi si arrabbia facilmente, un periodico medico ha affermato: “Le attuali scoperte indicano che esiste un legame pericoloso tra sentimenti come rabbia e ostilità e cardiopatia coronarica”. E ha aggiunto: “Prevenzione e cure efficaci della cardiopatia coronarica possono includere . . . non solo terapie fisiche e farmacologiche convenzionali, ma anche psicoterapia mirata alla gestione di rabbia e ostilità”. (Journal of the American College of Cardiology) In parole povere, il cuore calmo aiuta a stare in buona salute, proprio come dice la Bibbia.
g 5/06 p. 28 Ha senso essere pacifici?
CALMA INTERIORE “Il cuore calmo è la vita dell’organismo carnale”, si legge in Proverbi 14:30. Molti rapporti medici indicano che la rabbia e l’ostilità possono provocare ictus e infarti. Di recente una rivista medica, riferendosi alle persone che hanno una cardiopatia, paragonava uno scoppio di rabbia al veleno. Affermava inoltre che “chi va su tutte le furie rischia di ammalarsi seriamente”. Chi invece persegue la pace può avere un “cuore calmo” e trarne giovamento.
Ne è un esempio Jim, un uomo di 61 anni che ora è un insegnante della Bibbia in una comunità vietnamita. Spiega: “Dopo essere stato per sei anni nelle forze armate e aver preso parte a tre missioni di guerra in Vietnam, conoscevo molto bene la violenza, la rabbia e la frustrazione. Il mio passato mi tormentava e avevo disturbi del sonno. Ben presto iniziai a soffrire di stress e ad avere problemi di stomaco e di nervi”. Cosa gli diede sollievo? Jim dice: “Lo studio della Bibbia con i testimoni di Geova mi ha salvato la vita. Sapere che Dio si propone di portare un pacifico nuovo mondo e imparare come si può rivestire ‘la nuova personalità’ mi ha dato calma interiore, e di riflesso la mia salute è notevolmente migliorata”. (Efesini 4:22-24; Isaia 65:17; Michea 4:1-4) Molti altri sono arrivati per esperienza alla conclusione che sviluppare un atteggiamento pacifico può migliorare la salute emotiva, fisica e spirituale. — Proverbi 15:13.
w05 15/9 p. 14 “Il timore di Geova, questo è sapienza”
Indicando le ripercussioni che l’ira ha sul fisico, il re d’Israele dice: “Il cuore calmo è la vita dell’organismo carnale, ma la gelosia è marciume alle ossa”. (Proverbi 14:30) Tra i problemi di salute causati dalla rabbia e dall’ira ci sono disturbi respiratori, ipertensione, disfunzioni del fegato e del pancreas. Secondo i medici, inoltre, ira e rabbia possono aggravare, se non addirittura causare, problemi come ulcera, orticaria, asma, malattie della pelle e disturbi digestivi. D’altro canto “un cuore che è in pace dà vita al corpo”. (Proverbi 14:30, New International Version) Siamo dunque saggi se “perseguiamo le cose che contribuiscono alla pace e le cose che sono reciprocamente edificanti”. — Romani 14:19.
w00 15/8 p. 23 Come reagite quando sorgono contrasti?
Fare del nostro meglio per appianare amichevolmente i contrasti contribuirà a farci avere una vita più sana e pacifiche relazioni con gli altri. Un antico proverbio dice: “Il cuore calmo è la vita dell’organismo carnale”. — Proverbi 14:30.
ba pp. 25-26 Un libro pratico per la vita moderna
La salute fisica spesso è legata allo stato di salute mentale e alla condizione psicologica. Per esempio studi scientifici hanno dimostrato gli effetti nocivi dell’ira. “Quasi tutte le prove disponibili indicano che le persone irascibili corrono un rischio più alto di contrarre malattie cardiovascolari (come pure altre malattie) per svariate ragioni, fra cui meno amici, maggiore reattività biologica quando sono adirate e comportamenti maggiormente a rischio per la salute”, spiegano in un loro libro il dott. Redford Williams, direttore delle ricerche nel campo della medicina comportamentale presso il Centro Medico della Duke University, e sua moglie, Virginia.13
Migliaia di anni prima di questi studi scientifici, la Bibbia, in parole semplici ma chiare, indicò una relazione fra la nostra condizione psicologica e la nostra salute fisica: “Il cuore calmo è la vita dell’organismo carnale, ma la gelosia è marciume alle ossa”. (Proverbi 14:30; 17:22)
w96 1/2 p. 31 Per tutta la vita ho sperato di non morire mai
“Continuerò ad essere sereno e ottimista”, risposi. In effetti ciò che mi ha dato stabilità è stato il proverbio biblico che dice: “Il cuore calmo è la vita dell’organismo carnale”. — Proverbi 14:30.
Gli oncologi elogiarono questo consiglio biblico. “La prospettiva mentale è il 90 per cento della terapia dei malati di cancro”, dissero.
w96 15/12 p. 32 I benefìci di un cuore calmo
I benefìci di un cuore calmo
DA TEMPO la moderna scienza medica sa che l’ira incontrollata ha effetti deleteri sul corpo umano. Più di cento anni fa la rivista dell’Ordine dei Medici Americani (JAMA) diceva: “Un uomo stramazza al suolo e muore in un accesso d’ira, e forse si dirà che aveva il cuore debole, che non ha retto allo stress provocato dal suo stato mentale. Nessuno sembra pensare che in effetti si tratta solo del culmine di una lunga serie di accessi d’ira, che sono stati essi stessi la causa della debolezza in questione”. — The Journal of the American Medical Association.
Queste parole non sorprendono affatto chi studia la Parola di Dio, la Bibbia. Circa 29 secoli prima che la rivista JAMA denunciasse i pericoli del temperamento iroso, il re Salomone fu ispirato a scrivere: “Il cuore calmo è la vita dell’organismo carnale”. (Proverbi 14:30) Queste parole sono ancora vere.
Mantenendo la calma possiamo risparmiarci numerosi disturbi legati allo stress, come pressione alta, mal di testa e problemi respiratori. Oltre ad avere una salute migliore, se ‘lasciamo stare l’ira e abbandoniamo il furore’ miglioreranno anche i nostri rapporti con gli altri. (Salmo 37:8) Le persone si sentivano attratte da Gesù a motivo della sua indole mite e del sincero interesse che nutriva per loro. (Marco 6:31-34) In modo analogo, anche noi saremo fonte di ristoro per altri se cercheremo di avere un cuore calmo. — Matteo 11:28-30.
g96 8/12 p. 10 Come si può ridurre il rischio?
In condizioni di grave stress emotivo o psicologico, per chi è affetto da malattia coronarica il rischio di infarto e di morte improvvisa per cause cardiache è molto più alto che per chi ha le arterie sane. Secondo uno studio, lo stress può far restringere le arterie già parzialmente occluse dalla placca, diminuendo il flusso di sangue anche del 27 per cento. È stato osservato un restringimento significativo anche in arterie poco malate. Un altro studio fa pensare che lo stress grave possa creare le condizioni per la rottura della placca presente sulle pareti arteriose, provocando un infarto.
Una rivista afferma: “Sembra che alcuni affrontino la vita con uno spirito del tutto negativo. Sono cinici, arrabbiati e suscettibili. Mentre la maggioranza delle persone di fronte alle piccole irritazioni lascia correre, chi è ostile ha una reazione emotiva esagerata”. (Consumer Reports on Health) Sentimenti cronici di ira e di ostilità fanno salire la pressione del sangue, accelerano il battito cardiaco e stimolano il fegato a liberare colesterolo nel sangue. Questo danneggia le coronarie e contribuisce alle malattie coronariche. Si pensa che l’ira raddoppi il rischio di infarto, e questo rischio dura per almeno due ore. Cosa si può fare?
Secondo il New York Times il dott. Murray Mittleman ha detto che chi si sforza di rimanere calmo in un conflitto emotivo può ridurre il rischio di infarto. Questo assomiglia molto a ciò che fu scritto nella Bibbia secoli fa: “Il cuore calmo è la vita dell’organismo carnale”. — Proverbi 14:30.
g93 8/7 p. 32 Arrabbiarsi fa male
Arrabbiarsi fa male
ARRABBIARSI fa male al cuore. Da un recente studio condotto presso la Stanford University, negli Stati Uniti, è emerso che quando a dei cardiopatici veniva chiesto di ricordare episodi che li facevano ancora arrabbiare, l’efficienza con cui il loro cuore pompava sangue calava del 5 per cento. Anche se questo calo non era permanente, i medici lo considerano significativo in vista delle crescenti prove secondo cui le persone aggressive rischiano di ammalarsi di cuore molto più che quelle pacifiche.
“La riduzione del 5 per cento che abbiamo riscontrato nell’efficienza cardiaca dei pazienti in stato d’ira è significativa, pur se lieve”, ha detto la dottoressa Gail Ironson, che ha condotto la ricerca. “I pazienti hanno detto che nel narrare l’episodio si sono infuriati solo la metà di quando esso si è verificato. Presumibilmente l’efficienza cardiaca sarebbe ancora minore durante un vero e proprio accesso d’ira”.
Questo è il primo studio che dimostra come l’ira può modificare direttamente la funzionalità del cuore. E anche se l’ira non è l’unica causa dei disturbi cardiaci — vi contribuiscono anche dieta, esercizio fisico e fattori genetici — i ricercatori ritengono che l’ira può avere una notevole importanza.
I medici sanno da tempo che l’ira danneggia il fisico. Tra i possibili effetti ci sono ipertensione, modificazioni alle arterie, problemi respiratori, mal di fegato, alterazioni nella secrezione biliare e danni al pancreas. Si ritiene anche che l’ira aggravi disturbi come asma, problemi agli occhi, malattie della pelle, orticaria e ulcere, oltre che problemi dentali e digestivi.
Pertanto, a parte i vantaggi di carattere spirituale e sociale, ci sono anche vantaggi sul piano fisico a seguire i consigli biblici che dicono: “Lascia stare l’ira e abbandona il furore”, e: “Non ti affrettare nel tuo spirito a offenderti” (“Non essere facile all’ira dentro di te”, Garofalo). Com’è saggio coltivare il “discernimento” che rende ‘lenti all’ira’! È proprio vero che “il cuore calmo è la vita dell’organismo carnale”. — Salmo 37:8; Ecclesiaste 7:9; Proverbi 14:29, 30.
g91 22/7 p. 14 L’alto prezzo dell’ira
Che dire di coloro che fremono di rabbia repressa anziché trovare modi positivi per risolvere i loro problemi? In un periodo di 18 anni la dottoressa Mara Julius, epidemiologa dell’Università del Michigan, ha studiato un gruppo di donne, riscontrando che tra quelle che manifestavano chiari segni di ostilità abituale repressa il tasso di mortalità era circa tre volte più alto rispetto a quelle che non covavano tale ira. La Julius trae questa conclusione: “Per molte donne, pare che l’ira continuamente repressa predisponga più del fumo a una mortalità precoce”.
Migliaia d’anni prima che venissero fatti questi studi scientifici, la Bibbia metteva in guardia contro l’ira. “Il sole non tramonti sul vostro stato d’irritazione”, dice un versetto. (Efesini 4:26) “Lascia stare l’ira e abbandona il furore”, consiglia un altro. (Salmo 37:8) Cosa ancor più sorprendente, la Bibbia indica un legame fra lo stato emotivo e la salute fisica quando afferma: “Il cuore calmo è la vita dell’organismo carnale”. — Proverbi 14:30.
w90 15/9 p. 21 Controllate il vostro spirito!
L’ira può provocare ipertensione, difficoltà respiratorie e altri disturbi. Il furore può sconvolgere la mente, e spesso a uno scatto di rabbia segue un periodo di profonda depressione mentale. L’ira nuoce anche alla salute spirituale. Non a caso la Bibbia dice: “Il cuore calmo è la vita dell’organismo carnale”. (Proverbi 14:30)
it-2 p. 46 Ira, II
Effetti nocivi. L’ira non solo ha conseguenze deleterie sulla nostra salute spirituale, ma influisce profondamente anche sull’organismo fisico. Può provocare ipertensione, alterazioni arteriose, difficoltà respiratorie e disturbi di fegato, e può anche alterare la secrezione biliare e influire sul pancreas. Secondo i medici, ira e furore, essendo emozioni forti, possono provocare o aggravare asma, disturbi agli occhi, malattie della pelle, orticaria, ulcere, mal di denti e cattiva digestione. Rabbia e furia possono sconvolgere la mente al punto che la persona non è più in grado di ragionare con logica o esprimere giudizi sensati. Spesso a uno scatto di rabbia segue un periodo di profonda depressione mentale. È dunque saggio non solo dal punto di vista religioso ma anche da un punto di vista fisico controllare l’ira e ricercare pace e amore. — Pr 14:29, 30; Ro 14:19; Gc 3:17; 1Pt 3:11.
it-2 p. 457 Ossa
Nutrire gelosia nei confronti di altri può avere sulla persona effetti distruttivi in senso fisico e spirituale, per cui “la gelosia è marciume alle ossa”. — Pr 14:30.
w89 15/4 p. 28 Significato delle notizie
Un vero killer
Gli esperti hanno creduto per anni che i più soggetti ad attacchi cardiaci fossero coloro che sono aggressivi e vanno sempre di fretta. Ora, però, nuovi dati suggeriscono che il vero killer possa essere non l’impazienza, bensì l’ira. Il dott. Redford Williams, jr., del Duke University Medical Center, ha spiegato che andare di fretta o essere maniaci del lavoro non è “necessariamente dannoso per il cuore”, riferisce il New York Post. Williams ha indicato che “la cosa dannosa è nutrire intensa ostilità ed ira e non curarsi di nasconderla nei rapporti con gli altri”. Le persone ad alto rischio di infarto venivano descritte come sospettose e “pronte a dare in escandescenze”. “Si arrabbiano facilmente ed esprimono apertamente il loro disappunto, anziché tenerlo per sé”, osserva il Post.
Gli effetti dannosi dell’ira sono noti da tempo a chi studia la Bibbia. Secoli fa il saggio re Salomone scrisse: “Chi presto si adira commetterà stoltezza”, e: “L’uomo infuriato suscita contesa”. Invece, “chi è lento all’ira acquieta la lite”. (Proverbi 14:17; 15:18) Chi segue saggiamente questo consiglio biblico può ridurre il rischio di malattie cardiache. La Parola di Dio ha ragione quando dice: “Il cuore calmo è la vita dell’organismo carnale, ma la gelosia è marciume alle ossa”. — Proverbi 14:30.
w87 1/7 p. 4 L’ira: che cos’è?
Pertanto, dar sfogo all’ira non migliora i nostri rapporti con gli altri. Ma ci è forse utile dal punto di vista fisico? Diversi medici convengono che non è così. Gli studi hanno dimostrato che i valori della pressione arteriosa di chi è incline alle sfuriate sono più alti. Alcuni riferiscono che l’ira ha prodotto palpitazioni, cefalee, emorragie nasali, capogiri o incapacità di articolare le parole. D’altro canto, il Datore della vita spiega: “Il cuore calmo è la vita dell’organismo carnale”. (Proverbi 14:30)
PROVERBI 14:31)
“Chi defrauda il misero ha biasimato il suo Fattore, ma chi mostra favore al povero Lo glorifica.”
w05 15/9 pp. 14-15 “Il timore di Geova, questo è sapienza”
Il timore di Dio ci fa essere imparziali
“Chi defrauda il misero ha biasimato il suo Fattore”, dice Salomone, “ma chi mostra favore al povero Lo glorifica”. (Proverbi 14:31) Se siamo timorati di Dio ci rendiamo conto che tutti gli uomini hanno lo stesso Fattore, Geova Dio. Quindi il misero è un nostro simile, e il modo in cui lo trattiamo si riflette sul Creatore del genere umano. Per glorificare Dio dobbiamo essere onesti e imparziali nei rapporti con gli altri. Il cristiano che ha pochi mezzi dovrebbe ricevere attenzione spirituale senza essere discriminato. Dobbiamo portare la buona notizia del Regno di Dio sia ai poveri che ai ricchi.
PROVERBI 14:32)
“A causa della sua malizia il malvagio sarà spinto giù, ma il giusto si rifugerà nella sua integrità.”
w05 15/9 p. 15 “Il timore di Geova, questo è sapienza”
Riferendosi a un altro beneficio del timore di Dio, il re saggio dice: “A causa della sua malizia il malvagio sarà spinto giù, ma il giusto si rifugerà nella sua integrità”. (Proverbi 14:32) In che senso il malvagio è spinto giù? Secondo alcuni questo significa che non ha nessuna possibilità di riprendersi quando gli capita una disgrazia. In tali circostanze, invece, l’uomo timorato di Dio si rifugia nella sua integrità. Avendo assoluta fiducia in Geova anche di fronte alla morte, mostra la stessa risolutezza di Giobbe che disse: “Finché spirerò non rimuoverò da me la mia integrità!” — Giobbe 27:5.
PROVERBI 14:33)
“Nel cuore di chi ha intendimento riposa la sapienza, e in mezzo agli stupidi diviene nota.”
w05 15/9 p. 15 “Il timore di Geova, questo è sapienza”
Per mantenere l’integrità bisogna avere santo timore e sapienza. E dove si può trovare la sapienza? “Nel cuore di chi ha intendimento riposa la sapienza”, risponde Proverbi 14:33, “e in mezzo agli stupidi diviene nota”. Sì, la sapienza si può trovare nel cuore dell’uomo dotato di intendimento. In che senso però essa diviene nota in mezzo agli stolti? Secondo un’opera di consultazione “lo stolto, ansioso di apparire saggio, se ne esce con ciò che pensa sia sapienza, ma così facendo la muta in insensatezza”.
PROVERBI 14:34)
“La giustizia è ciò che esalta una nazione, ma il peccato è qualcosa di ignominioso ai gruppi nazionali.”
w05 15/9 p. 15 “Il timore di Geova, questo è sapienza”
“Esalta una nazione”
Il re d’Israele parla ora di come il timore di Dio influisce non solo sull’individuo ma su un’intera nazione: “La giustizia è ciò che esalta una nazione, ma il peccato è qualcosa di ignominioso ai gruppi nazionali”. (Proverbi 14:34) Che chiara dimostrazione della validità di questo principio si ebbe nel caso della nazione di Israele! Finché aderì alle elevate norme divine fu esaltata al di sopra delle nazioni circostanti. Ma con i suoi ripetuti atti di disubbidienza si coprì di ignominia, o disonore, tanto che fu infine rigettata da Geova. Lo stesso principio si applica agli odierni servitori di Dio. La congregazione cristiana è diversa dal mondo perché aderisce ai giusti princìpi di Dio. Ma per mantenere questa posizione elevata ciascuno di noi deve vivere una vita casta. Se pratichiamo il peccato non facciamo che coprirci di ignominia e recare disonore alla congregazione e a Dio.
w95 15/12 pp. 26-29 La giustizia esalta una nazione
La giustizia esalta una nazione
DOPO vari giorni di pioggia, com’è bello svegliarsi e vedere il sole che splende in un cielo senza nubi! La terra si è bagnata e ora la vegetazione può crescere lussureggiante. Geova Dio si servì una volta di un’immagine simile per illustrare le benedizioni del giusto dominio. Al re Davide disse: “Quando chi governa il genere umano è giusto, governando nel timore di Dio, allora è come la luce del mattino, quando rifulge il sole, un mattino senza nubi. Dal fulgore, dalla pioggia, spunta erba dalla terra”. — 2 Samuele 23:3, 4.
Le parole di Dio si dimostrarono vere durante il giusto dominio del re Salomone, figlio di Davide. La Bibbia narra: “Giuda e Israele continuarono a dimorare al sicuro, ognuno sotto la sua propria vite e sotto il suo proprio fico, da Dan a Beer-Seba, per tutti i giorni di Salomone”. — 1 Re 4:25.
L’antico Israele era il popolo eletto di Dio. Egli diede agli israeliti le sue leggi e disse loro che se avessero ubbidito alla sua voce li avrebbe posti “in alto al di sopra di tutte le altre nazioni della terra”. (Deuteronomio 28:1) A esaltare gli israeliti non fu la loro propria giustizia, ma quella di Geova. I comandamenti che Dio diede loro erano di gran lunga superiori alle leggi delle nazioni vicine. Come popolo, essi erano imperfetti quanto le altre nazioni. Perciò se erano innalzati al di sopra delle nazioni lo dovevano alla superiore Legge di Geova e al fatto che la seguivano rigorosamente. Quando ubbidivano alle leggi di Geova godevano del suo favore e della sua benedizione. Salomone ne ebbe una prova durante il suo regno. “La giustizia è ciò che esalta una nazione”, avvertì, “ma il peccato è qualcosa di ignominioso ai gruppi nazionali”. — Proverbi 14:34.
Purtroppo, per i suoi numerosi atti di disubbidienza, la nazione di Israele cadde molto in basso. Come nazione cadde in disgrazia. Questo la portò da ultimo a essere definitivamente rigettata: il suo posto fu preso da una nuova nazione spirituale. — Matteo 21:43.
L’Israele spirituale
A un’adunanza del corpo direttivo cristiano tenuta a Gerusalemme, Giacomo, ebreo di nascita, disse sotto ispirazione che Dio ‘aveva rivolto l’attenzione alle nazioni per trarne un popolo per il suo nome’. (Atti 15:14) L’apostolo Paolo chiamò questa nuova nazione cristiana ‘l’Israele di Dio’. (Galati 6:16) Circa lo scopo della loro chiamata, Pietro scrisse: “Voi siete ‘una razza eletta, un regal sacerdozio, una nazione santa, un popolo di speciale possesso, affinché dichiariate le eccellenze’ di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua meravigliosa luce”. (1 Pietro 2:9) Essendo il popolo eletto di Dio dovevano risplendere come illuminatori nel mondo. La giustizia di Geova li avrebbe posti in alto. — Filippesi 2:15.
La scelta di questi israeliti spirituali si può paragonare all’estrazione dei diamanti. Quando in una miniera si estrae il materiale che contiene i diamanti, la resa può essere anche solo di un carato (200 milligrammi) ogni tre tonnellate di terra. Un metodo che si usava un tempo per separare i diamanti consisteva nel mescolare il materiale grezzo con acqua e far scorrere la poltiglia su tavole spalmate di grasso. I diamanti sono idrorepellenti e rimanevano appiccicati allo strato di grasso, mentre il resto del materiale scorreva via. A quel punto i diamanti erano ancora grezzi. Ma una volta tagliati e lucidati riflettevano la luce in ogni direzione.
Come i diamanti, idrorepellenti, non fanno parte del materiale che li circonda, così i servitori di Geova sono stati separati dal mondo. (Giovanni 17:16) Quando inizialmente vengono portati alla luce, forse non brillano. Ma la Parola e lo spirito di Geova creano in loro una nuova personalità, ed essi risplendono come illuminatori nel mondo. È grazie alla giustizia di Geova, non alla propria, che vengono posti in alto e riflettono la gloriosa luce della verità del Regno in tutte le direzioni.
Tuttavia, dalla fine del I secolo E.V., l’apostasia si infiltrò nelle congregazioni e contagiò molti. I cosiddetti cristiani divennero parte integrante delle nazioni del mondo e non furono più distinguibili dal mondo intorno a loro.
Oggi un fedele rimanente di israeliti spirituali è stato ristabilito nel favore di Geova. Si sono separati dal mondo e si sono purificati da “ogni contaminazione di carne e di spirito”. (2 Corinti 7:1) Essendo puri e retti dinanzi a Geova, sostengono la sua giustizia. Questo li ha esaltati a un’elevata posizione di favore rispetto alle nazioni del mondo. Tramite la loro zelante predicazione della buona notizia del Regno, una grande folla internazionale è stata attratta a Geova ed è entrata a far parte del suo popolo. — Rivelazione (Apocalisse) 7:9, 10.
Il mondo nota la differenza
A volte le autorità del mondo lodano la condotta dei servitori di Dio. Qualche tempo fa il responsabile della sicurezza della fiera di Pretoria (Pretoria Show Grounds), in Sudafrica, fece un commento sul comportamento dei testimoni di Geova di tutte le razze che usano la fiera per le loro assemblee annuali. Fra le altre cose scrisse: “Tutti erano e sono cortesi, si trattano con gentilezza: questo è l’atteggiamento che ho notato nei giorni scorsi, e dimostra la levatura dei membri della vostra società, che vivono tutti insieme come un’unica famiglia felice”.
I servitori di Geova possono contribuire alla giustizia della sua nazione non solo in occasione di questi grandi raduni ma anche nella loro vita privata. Per esempio, la filiale sudafricana della Società (Watch Tower) ricevette una lettera da una donna di Johannesburg, che diceva: “La settimana scorsa mi sono messa al volante dimenticando la borsa sul tetto della macchina. È caduta in Jan Smuts Avenue ed è stata raccolta con tutto il contenuto da un componente della vostra congregazione, il signor R—, che mi ha telefonato per restituirmela. . . . Apprezzo molto questa onestà, così rara oggi, e desidero lodare la vostra congregazione per aver stabilito i princìpi a cui si ispirano i vostri membri”.
Sì, rispettando i giusti princìpi di Geova, i suoi servitori si distinguono nettamente dal mondo. Poiché essi manifestano la giustizia di Geova, le persone sincere vengono attratte dalla congregazione cristiana. È naturale essere attratti da qualcosa di puro e pulito. Per esempio, una volta un estraneo si recò a un’adunanza dei testimoni di Geova a Zurigo, in Svizzera, e disse che voleva divenire membro della congregazione. Spiegò che sua sorella era stata disassociata per immoralità e aggiunse che voleva entrare a far parte di un’organizzazione che “non tollera la condotta errata”. Persino un’enciclopedia cattolica riconosce che i testimoni di Geova sono, “a livello mondiale, uno dei gruppi che si comportano meglio”. — New Catholic Encyclopedia.
Mentre la giustizia eleva, il peccato può infangare il buon nome di una persona, specialmente se si tratta di una trasgressione grave e di pubblico dominio. A volte la congregazione cristiana deve subire il biasimo a motivo di singoli individui che commettono gravi peccati. Certo, i componenti fedeli della congregazione possono difendere il buon nome della congregazione dicendo che il trasgressore è stato disciplinato in modo misericordioso, cioè in armonia con i princìpi scritturali. Se qualcuno pratica il peccato e non si pente, viene espulso dalla congregazione, disassociato. — 1 Corinti 5:9-13.
Perché alcuni vengono disassociati
Anche se ogni anno alcune migliaia di persone vengono disassociate dalla congregazione cristiana, rappresentano solo una minima parte dei quasi cinque milioni di Testimoni che ci sono nel mondo. Perché prendere un provvedimento così drastico nei confronti di un componente della congregazione cristiana? La natura della trasgressione è uno dei fattori determinanti. Ma un fattore più importante è se il trasgressore è sinceramente pentito del grave errore commesso. Se è veramente compunto nel cuore, se si è rivolto a Geova con un’accorata preghiera implorando perdono per aver peccato contro di Lui e se ha chiesto aiuto ai responsabili della congregazione, può essere aiutato a riacquistare il favore di Dio e a rimanere nella congregazione. — Proverbi 28:13; Giacomo 5:14, 15.
Quando un figlio che ha un buon rapporto col padre fa qualcosa che rattrista il genitore, entrambi dovrebbero ristabilire al più presto la loro preziosa relazione. In modo simile, quando ci dedichiamo a Geova, stringiamo con lui la più preziosa delle relazioni. Perciò, quando facciamo qualcosa che lo rattrista, dovremmo agire senza indugio per cercare di ristabilire tale relazione col nostro Padre celeste.
È bello vedere che alcuni disassociati prendono a cuore l’illustrazione del figlio prodigo. In essa Geova Dio è paragonato a un Padre amorevole, pronto ad accogliere di nuovo il peccatore pentito che si converte e gli chiede perdono. (Luca 15:11-24) La via del ritorno nel favore di Geova e nella congregazione cristiana passa per il sincero pentimento e l’abbandono del male. Alcuni trasgressori che si sentivano oppressi dal rimorso sono stati indotti a pentirsi e a fare i passi necessari per tornare nell’amorevole ambiente della congregazione cristiana. Hanno potuto così apprezzare le parole di Geova riportate in Isaia 57:15.
Per impedire alle persone di tornare sotto l’amorevole cura di Geova, Satana vorrebbe far credere loro che hanno commesso peccati imperdonabili. Ma il sacrificio di riscatto di Cristo Gesù è in grado di espiare i peccati di tutti coloro che si pentono, sì, la peccaminosità ereditata di “tutto il mondo”. (1 Giovanni 2:1, 2) L’unico peccato che non viene espiato dal riscatto è quello contro lo spirito santo di Dio, che consiste nella deliberata ribellione contro l’operato dello spirito di Dio, come i tremendi peccati di Giuda Iscariota e di molti scribi e farisei. — Matteo 12:24, 31, 32; 23:13, 33; Giovanni 17:12.
Sosteniamo la giustizia di Geova
Da che nel 1919 il rimanente degli israeliti spirituali fu ristabilito nel favore di Geova, essi sono stati posti sempre più in alto rispetto al mondo circostante. Questo non è dovuto a qualche particolare bontà da parte loro, ma al fatto che si sottomettono spontaneamente alle leggi e alle norme di Geova. Di conseguenza milioni di “altre pecore” di Cristo sono state attratte dall’Israele spirituale e ne sono divenute leali compagni. (Giovanni 10:16) Queste persone recano gloria e onore a Geova Dio in un mondo molto lontano dalle Sue giuste norme. Una rivista sudafricana una volta ebbe a dire: “Sembra che i testimoni di Geova abbondino di buone qualità e siano quasi esenti dalle cattive”. — Personality.
Per mantenere questa elevata posizione in un mondo empio, ciascun componente della congregazione cristiana deve vivere una vita pura e retta agli occhi di Geova. Nella Bibbia la celeste organizzazione di Geova è raffigurata da cose pure. Viene vista come una donna bellissima, vestita del sole e con la luna sotto i piedi. (Rivelazione 12:1) La Nuova Gerusalemme è descritta come una città santa, dall’aspetto splendido. (Rivelazione 21:2) Ai fedeli componenti della sposa di Cristo viene dato del “lino fine, splendente e puro”. (Rivelazione 19:8) I componenti della grande folla vengono visti “vestiti di lunghe vesti bianche”. (Rivelazione 7:9) Un’organizzazione pura attira chi è incline alla giustizia. L’organizzazione di Satana, invece, è impura. Il suo sistema religioso è raffigurato come una meretrice e quelli che si trovano fuori della città santa vengono descritti come sporchi e impuri. — Rivelazione 17:1; 22:15.
Ai giusti è promessa la vita eterna. Il popolo congregato che sostiene la giustizia di Geova ha la prospettiva di sopravvivere alla fine di questo sistema malvagio. “Chi mi ascolta, risiederà al sicuro e sarà indisturbato dal terrore della calamità”, promette Dio in Proverbi 1:33.
Che gioia si proverà quando il più grande Salomone, Cristo Gesù, regnerà su quel nuovo mondo con giustizia e nel timore di Geova! (2 Pietro 3:13) Sarà come la luce del mattino quando rifulge il sole, un mattino senza nubi. Tutti gli abitanti della terra dimoreranno al sicuro, ciascuno sotto la propria vite e sotto il proprio fico, per così dire. La giusta società umana abbellirà la terra e occuperà il posto che le spetta nell’universo, a eterna lode del nostro Dio, Geova. — Michea 4:3, 4; vedi anche Isaia 65:17-19, 25.
[Referenza fotografica a pagina 26]
Garo Nalbandian
PROVERBI 14:35)
“Il piacere del re è nel servitore che agisce con perspicacia, ma il suo furore è verso chi agisce vergognosamente.”
w05 15/9 p. 15 “Il timore di Geova, questo è sapienza”
A proposito di ciò che rallegra un re, Salomone dice: “Il piacere del re è nel servitore che agisce con perspicacia, ma il suo furore è verso chi agisce vergognosamente”. (Proverbi 14:35) E Proverbi 16:13 dichiara: “Le labbra di giustizia fanno piacere a un gran re; ed egli ama chi parla di cose rette”. Sì, il nostro Condottiero e Re, Gesù Cristo, è ben contento quando agiamo con giustizia e perspicacia e usiamo le labbra per predicare il Regno e fare discepoli. Continuiamo perciò a darci da fare in quest’opera mentre gustiamo le benedizioni che derivano dal temere il vero Dio.
PROVERBI 15:1)
“La risposta, quando è mite, allontana il furore, ma la parola che causa pena fa sorgere l’ira.”
w09 15/7 p. 25 Ho iniziato a ‘ricordare il mio grande Creatore’ novant’anni fa
Un giorno, predicando in una cittadina, feci visita a un avvocato. L’uomo si infuriò, estrasse una pistola da un cassetto e mi intimò di andarmene. Pregai silenziosamente e ricordai il consiglio biblico: “La risposta, quando è mite, allontana il furore”. (Prov. 15:1) Così dissi: “Sono venuto qui da amico per portare una buona notizia, e la ringrazio per il suo autocontrollo”. L’uomo tolse il dito dal grilletto, ed io indietreggiai cautamente e uscii dal suo ufficio.
w08 15/3 p. 22 par. 9 “Chi è saggio e ha intendimento fra voi?”
Per di più, le persone intorno a noi potrebbero incoraggiarci ad andare nella direzione opposta dicendo che è giusto rendere pan per focaccia. Ma è davvero saggio? Se a casa vostra si verificasse un principio d’incendio lo spegnereste con benzina o con acqua? Gettare benzina sul fuoco non farebbe altro che peggiorare le cose, mentre l’acqua probabilmente permetterebbe di ottenere il risultato sperato. Similmente, la Bibbia ci consiglia: “La risposta, quando è mite, allontana il furore, ma la parola che causa pena fa sorgere l’ira”. (Prov. 15:1, 18) La prossima volta che sorge un problema all’interno o all’esterno della congregazione, perché non mostriamo vera sapienza reagendo con mitezza? — 2 Tim. 2:24.
w06 1/7 pp. 13-14 “Chi ha riguardo per la riprensione è accorto”
Cosa “allontana il furore”?
Spiegando come influiscono le nostre parole sul furore e sull’ira, Salomone, re dell’antico Israele, dichiara: “La risposta, quando è mite, allontana il furore, ma la parola che causa pena fa sorgere l’ira”. (Proverbi 15:1) “Ira” è un termine usato per descrivere un sentimento violento o una reazione determinata dal disappunto. Il “furore” è definito “ira incontrollata, collera travolgente”. (Dizionario italiano De Mauro) Come può aiutarci questo proverbio a far fronte all’ira altrui e a dominare la nostra?
Le parole aspre che causano pena possono peggiorare una situazione spiacevole. Viceversa una risposta mite spesso placa gli animi. È vero che non è sempre facile dare una risposta mite a chi è adirato. Se però cerchiamo di capire cosa lo ha fatto arrabbiare, siamo facilitati. “La perspicacia di un uomo certamente rallenta la sua ira”, dice la Bibbia, “ed è bellezza da parte sua passare sopra alla trasgressione”. (Proverbi 19:11) È possibile che la persona sia adirata perché è insicura o vuole richiamare l’attenzione? Il vero motivo potrebbe non avere nulla a che fare con ciò che forse abbiamo detto o fatto. Spesso, quando nel ministero cristiano capita che un padrone di casa reagisca con ira, non è forse perché è disinformato su ciò in cui crediamo o accecato da qualche pregiudizio? Dovremmo prendercela e replicare con asprezza? Anche quando non è facile discernere la causa dell’ira di qualcuno, rispondere con parole che causano pena indicherebbe mancanza di autodisciplina da parte nostra. Dobbiamo evitare di reagire in questo modo.
Il consiglio di dare una risposta mite è prezioso anche quando dobbiamo tenere sotto controllo la nostra ira. Possiamo seguire questo consiglio imparando a esprimere i nostri sentimenti in modo da non offendere l’ascoltatore. Quando trattiamo con i familiari, anziché usare parole aspre o lanciare insulti, possiamo cercare di esprimerci con calma. L’aggressione verbale generalmente spinge l’offeso a rendere pan per focaccia. Quando spieghiamo gentilmente quali sono i nostri stati d’animo il tono sarà meno accusatorio e l’altra persona potrebbe essere indotta a chiedere scusa.
g01 22/11 p. 23 Come devo comportarmi con chi è arrabbiato?
“Era furioso. Voleva darmele, forse perché aveva visto che ero più piccolo di lui. Mentre indietreggiavo, ho detto: ‘Un momento! Aspetta un minuto! Aspetta un minuto! Perché mi vuoi picchiare? Non ti ho fatto niente. Non so neanche perché sei arrabbiato. Possiamo parlarne?’” — David, 16 anni.
g01 22/11 pp. 23-24 Come devo comportarmi con chi è arrabbiato?
La Bibbia dà questo saggio consiglio: “La risposta, quando è mite, allontana il furore, ma la parola che causa pena fa sorgere l’ira”. (Proverbi 15:1) Sì, rispondere all’ira con una “parola che causa pena” non fa che aggravare la situazione. Invece una risposta mite spesso calma le acque e sdrammatizza una situazione tesa.
Ricordi David, menzionato all’inizio? Riuscì a farsi spiegare dal ragazzo prepotente perché era arrabbiato. Venne fuori che qualcuno gli aveva portato via il pranzo e lui stava semplicemente sfogando la sua frustrazione sulla prima persona che gli era capitata a tiro. “Darmele non ti farà ritrovare il pranzo”, ragionò David. Poi suggerì di tornare insieme nella mensa. “Poiché conoscevo la ragazza che ci lavorava”, ricorda David, “riuscii a fargli avere un altro pranzo. Mi strinse la mano e da allora è stato amichevole con me”. Vedi come possono essere potenti le parole miti? Un proverbio dice: “La stessa lingua mite può rompere un osso”. — Proverbi 25:15.
ba p. 26 Un libro pratico per la vita moderna
“La risposta, quando è mite, allontana il furore, ma la parola che causa pena fa sorgere l’ira”. (Proverbi 15:1) Ci vuole padronanza per rispondere con gentilezza, ma un comportamento del genere spesso appiana problemi e favorisce rapporti pacifici.
w89 15/10 p. 29 Significato delle notizie
Chi studia la Bibbia sa da tempo che la violenza genera violenza e che “la risposta, quando è mite, allontana il furore”. (Proverbi 15:1) La Bibbia ci consiglia di fuggire, sin dall’inizio, da situazioni che potrebbero condurre a un’esplosione di violenza. Il saggio re Salomone scrisse: “Il principio della contesa è come uno che fa uscire acque; vattene, dunque, prima che la lite sia scoppiata”. — Proverbi 17:14.
w87 1/7 p. 6 Come controllare l’ira vostra e altrui
Di fronte a una situazione irritante, è bene saper parlare del proprio stato d’animo senza assalire l’altra persona. C’è una bella differenza tra l’aggredire verbalmente l’altro (“Sei uno stupido!”, “Ti spacco la faccia!”) e il dire che si è arrabbiati (“Sono molto seccato”, “Ci sono rimasto molto male”). In genere aggredire verbalmente l’altro non serve a niente, perché questi sarà spinto a cercare di pareggiare i conti; spiegare qual è il proprio stato d’animo non significa attaccare l’altro, il quale anzi potrebbe sentirsi indotto a chiedere scusa. Anche la Bibbia dice: “La risposta, quando è mite, allontana il furore, ma la parola che causa pena fa sorgere l’ira. L’uomo infuriato suscita contesa, ma chi è lento all’ira acquieta la lite”. — Proverbi 15:1,
PROVERBI 15:2)
“La lingua dei saggi fa il bene con la conoscenza, ma la bocca degli stupidi fa sgorgare stoltezza.”
w06 1/7 p. 14 “Chi ha riguardo per la riprensione è accorto”
“La lingua dei saggi fa il bene”
L’autodisciplina influisce sul modo in cui parliamo nonché su ciò che diciamo. “La lingua dei saggi fa il bene con la conoscenza”, dice Salomone, “ma la bocca degli stupidi fa sgorgare stoltezza”. (Proverbi 15:2) Quando nutriamo il desiderio di aiutare altri e parliamo loro del proposito di Dio e dei suoi meravigliosi doni, non stiamo ‘facendo il bene con la conoscenza’? Lo stupido non fa questo perché è privo di conoscenza.
PROVERBI 15:3)
“Gli occhi di Geova sono in ogni luogo, vigilando sui cattivi e sui buoni.”
w06 1/7 p. 14 “Chi ha riguardo per la riprensione è accorto”
Prima di dare altri consigli sull’uso della lingua, Salomone fa notare un contrasto che induce a riflettere. “Gli occhi di Geova sono in ogni luogo, vigilando sui cattivi e sui buoni”. (Proverbi 15:3) Possiamo rallegrarcene, poiché ci viene assicurato che, “riguardo a Geova, i suoi occhi scorrono tutta la terra per mostrare la sua forza a favore di quelli il cui cuore è completo verso di lui”. (2 Cronache 16:9) Dio sa se stiamo facendo il bene. Inoltre osserva quelli che praticano il male e ne chiede loro conto.
g03 22/3 p. 19 I proverbi akan: uno specchio della loro società
Un altro proverbio akan dice: “Anche se correte lontano da Dio, siete sempre sotto di lui”. Quindi, chi cerca di ignorare Dio, inganna se stesso. Molto tempo fa la Bibbia ha fatto un’affermazione simile, dicendo che gli occhi di Dio “sono in ogni luogo, vigilando sui cattivi e sui buoni”. (Proverbi 15:3) Tutti dobbiamo rendere conto all’Onnipotente.
w01 15/6 p. 22 par. 18 Rimanete saldi come vedendo Colui che è invisibile!
18 Proverbi 15:3 dice: “Gli occhi di Geova sono in ogni luogo, vigilando sui cattivi e sui buoni”. Sì, Dio vigila sui cattivi e li ricompensa come meritano. D’altra parte, se siamo fra i “buoni” possiamo essere certi che Geova nota i nostri atti di fedeltà. Com’è incoraggiante sapere che ‘la nostra fatica non è vana riguardo al Signore’ e che colui che è invisibile ‘non dimenticherà la nostra opera e l’amore che abbiamo mostrato per il suo nome’! — 1 Corinti 15:58; Ebrei 6:10.
tp cap. 10 p. 111 par. 8 Siete disposti ad affrontare la verità nella vostra vita?
Proverbi 15:3 ci dice: “Gli occhi di Geova sono in ogni luogo, vigilando sui cattivi e sui buoni”. Sapendo che Geova Dio vigila, dovremmo essere aiutati a trattenerci dal fare il male. Nello stesso tempo possiamo essere incoraggiati dall’assicurazione che egli guarda con favore ‘i buoni’.
PROVERBI 15:4)
“La calma della lingua è un albero di vita, ma la distorsione in essa significa abbattimento di spirito.”
lv cap. 12 p. 134 Ogni vostra parola “sia buona per edificare”
Il termine ebraico reso “distorsione” in Proverbi 15:4 si può rendere anche “tortuosità, perversità”.
lv cap. 12 p. 134 Ogni vostra parola “sia buona per edificare”
PERCHÉ STARE ATTENTI A COME SI PARLA
4 Una ragione importante per stare attenti a come si parla è che le parole hanno un effetto potente. Proverbi 15:4 dice: “La calma della lingua è un albero di vita, ma la distorsione in essa significa abbattimento di spirito”. Come l’acqua ridà vita a un albero assetato, così calme parole di conforto possono ristorare lo spirito di chi le ode. Viceversa le parole ambigue pronunciate da una lingua perversa possono abbattere. Quello che diciamo ha davvero il potere di ferire o di ristorare. — Proverbi 18:21.
w06 1/7 p. 14 “Chi ha riguardo per la riprensione è accorto”
Salomone sottolinea ulteriormente il valore della lingua mite dicendo: “La calma della lingua è un albero di vita, ma la distorsione in essa significa abbattimento di spirito”. (Proverbi 15:4) L’espressione “albero di vita” fa pensare a proprietà curative e toniche. (Rivelazione [Apocalisse] 22:2) Le parole calme del saggio ristorano lo spirito di quelli che le ascoltano. Fanno leva sulle loro buone qualità. Al contrario, la lingua ingannevole o perversa abbatte lo spirito degli ascoltatori.
it-2 p. 1205 Vita
Similmente “la calma della lingua è un albero di vita, ma la distorsione in essa significa abbattimento di spirito”. (Pr 15:4) Le parole calme del saggio aiutano gli ascoltatori e ne ristorano lo spirito, alimentando in loro buone qualità e aiutandoli a trovare la via della vita, mentre il parlare distorto è come un frutto cattivo: causa affanno e scoraggiamento, nuocendo agli ascoltatori.
PROVERBI 15:5)
“Chi è stolto non ha rispetto per la disciplina di suo padre, ma chi ha riguardo per la riprensione è accorto.”
w06 1/7 p. 14 “Chi ha riguardo per la riprensione è accorto”
Ricevere disciplina e “spargere conoscenza”
“Chi è stolto non ha rispetto per la disciplina di suo padre”, prosegue il re saggio, “ma chi ha riguardo per la riprensione è accorto”. (Proverbi 15:5) Come si può ‘avere riguardo’ per la riprensione se essa non viene data? In questo versetto non è forse sottinteso che quando è necessario bisogna impartire disciplina correttiva? Nella famiglia è responsabilità dei genitori, in particolare del padre, impartire la disciplina, ed è dovere del figlio accettarla. (Efesini 6:1-3) Comunque, tutti i servitori di Geova ricevono disciplina in un modo o nell’altro. “Geova disciplina colui che ama”, dice Ebrei 12:6, “infatti, flagella ognuno che riceve come figlio”. Il modo in cui reagiamo alla disciplina rivela se siamo saggi o stolti.
fy cap. 6 pp. 71-72 par. 16 Aiutate i figli nell’adolescenza
16 La Bibbia dice: “Chi è stolto non ha rispetto per la disciplina di suo padre, ma chi ha riguardo per la riprensione è accorto”. (Proverbi 15:5) Impariamo molto da questo versetto. Esso sottintende che la disciplina verrà impartita. Un adolescente non può ‘avere riguardo per la riprensione’ se questa non viene impartita. Geova affida ai genitori, specie al padre, la responsabilità di disciplinare i figli. Ma è responsabilità dell’adolescente ascoltare la disciplina. Se presta ascolto alla disciplina di suo padre e di sua madre imparerà di più e farà meno errori. (Proverbi 1:8) La Bibbia dice: “Chi trascura la disciplina perviene a povertà e disonore, ma chi osserva la riprensione è colui che è glorificato”. — Proverbi 13:18.
PROVERBI 15:7)
“Le labbra dei saggi continuano a spargere conoscenza, ma il cuore degli stupidi non è così.”
w06 1/7 pp. 14-15 “Chi ha riguardo per la riprensione è accorto”
Facendo un altro contrasto, Salomone dice: “Le labbra dei saggi continuano a spargere conoscenza, ma il cuore degli stupidi non è così”. (Proverbi 15:7) Impartire conoscenza è come spargere seme. Il contadino non semina tutta la semente in un solo punto, piuttosto sparge a manciate i semi su tutta la superficie del campo. Avviene la stessa cosa quando si impartisce conoscenza. Quando ad esempio incontriamo qualcuno nel ministero, non sarebbe saggio dirgli in una volta tutto ciò che sappiamo della Bibbia. La persona saggia invece è disciplinata nel parlare. ‘Sparge’ conoscenza mettendo in risalto una verità biblica alla volta e su questa edifica, tenendo conto della reazione del suo interlocutore. È ciò che fece il nostro Modello, Gesù Cristo, quando parlò con la samaritana. — Giovanni 4:7-26.
Per impartire conoscenza bisogna dire qualcosa di istruttivo e benefico. E per pronunciare parole significative e incoraggianti bisogna prima riflettere. Quindi “il cuore del giusto medita per rispondere”. (Proverbi 15:28) Com’è essenziale che le nostre parole siano come una pioggerella che bagna il terreno anziché come un torrente che trascina con sé tutto quello che incontra!
w06 15/9 p. 19 par. 8 Punti notevoli del libro di Proverbi
15:7. Non dovremmo dire a una persona quello che sappiamo tutto in una volta, come un contadino non semina tutto il suo seme in un posto solo. Il saggio ‘sparge’ la sua conoscenza un po’ per volta, secondo il bisogno.
PROVERBI 15:8)
“Il sacrificio dei malvagi è qualcosa di detestabile a Geova, ma la preghiera dei retti gli fa piacere.”
w06 1/7 p. 15 “Chi ha riguardo per la riprensione è accorto”
‘Santi nella condotta’
Spargere conoscenza intorno a Geova e al suo proposito e offrirgli “il frutto di labbra” come “sacrificio di lode” è senz’altro saggio. (Ebrei 13:15) Tuttavia, perché questo sacrificio sia gradito a Geova dobbiamo essere ‘santi in tutta la nostra condotta’. (1 Pietro 1:14-16) Servendosi di due proverbi che contengono pensieri antitetici o contrastanti, Salomone porta vigorosamente alla nostra attenzione questa verità essenziale. Egli dice: “Il sacrificio dei malvagi è qualcosa di detestabile a Geova, ma la preghiera dei retti gli fa piacere. La via del malvagio è qualcosa di detestabile a Geova, ma egli ama chi persegue la giustizia”. — Proverbi 15:8, 9.
PROVERBI 15:9)
“La via del malvagio è qualcosa di detestabile a Geova, ma egli ama chi persegue la giustizia.”
w06 1/7 p. 15 “Chi ha riguardo per la riprensione è accorto”
‘Santi nella condotta’
Spargere conoscenza intorno a Geova e al suo proposito e offrirgli “il frutto di labbra” come “sacrificio di lode” è senz’altro saggio. (Ebrei 13:15) Tuttavia, perché questo sacrificio sia gradito a Geova dobbiamo essere ‘santi in tutta la nostra condotta’. (1 Pietro 1:14-16) Servendosi di due proverbi che contengono pensieri antitetici o contrastanti, Salomone porta vigorosamente alla nostra attenzione questa verità essenziale. Egli dice: “Il sacrificio dei malvagi è qualcosa di detestabile a Geova, ma la preghiera dei retti gli fa piacere. La via del malvagio è qualcosa di detestabile a Geova, ma egli ama chi persegue la giustizia”. — Proverbi 15:8, 9.
PROVERBI 15:10)
“La disciplina è cattiva per chi lascia il sentiero; chiunque odia la riprensione morirà.”
w06 1/7 p. 15 “Chi ha riguardo per la riprensione è accorto”
Come considerano la riprensione quelli che lasciano la strada che conduce alla vita, e cosa li attende? (Matteo 7:13, 14) “La disciplina è cattiva per chi lascia il sentiero; chiunque odia la riprensione morirà”. (Proverbi 15:10) Anziché accettare la correzione da parte dei responsabili della congregazione cristiana e pentirsi sinceramente, alcuni che seguono una condotta errata lasciano il sentiero della giustizia. Che stoltezza! Secondo un’altra versione, questo versetto dice: “Una correzione severa tocca a chi lascia la buona strada; chi odia l’ammonizione perirà”. — Garofalo.
PROVERBI 15:11)
“Lo Sceol e [il luogo della] distruzione sono di fronte a Geova. Quanto più i cuori dei figli del genere umano!”
w06 1/7 pp. 15-16 “Chi ha riguardo per la riprensione è accorto”
Che dire se qualcuno finge di accettare la riprensione ma in cuor suo la odia? Neppure questo è saggio. “Lo Sceol e il luogo della distruzione sono di fronte a Geova”, dice il re di Israele. “Quanto più i cuori dei figli del genere umano!” (Proverbi 15:11) Simbolicamente, nulla potrebbe essere lontano dall’Iddio vivente più dello Sceol, il luogo dei morti. Eppure esso è di fronte a lui. Dio conosce l’identità e la personalità di tutti coloro che sono lì ed è in grado di risuscitarli. (Salmo 139:8; Giovanni 5:28, 29) Com’è facile per Geova sapere cosa c’è nel cuore degli uomini! “Tutte le cose sono nude e apertamente esposte agli occhi di colui al quale dobbiamo rendere conto”, scrisse l’apostolo Paolo. (Ebrei 4:13) La finzione può ingannare gli uomini ma non Dio.
it-1 p. 14 Abaddon
In ebraico il termine ʼavaddòhn significa “distruzione” e può anche indicare “il luogo della distruzione”. Nel testo ebraico originale ricorre in tutto cinque volte, e in quattro di queste è usato come equivalente di “luogo di sepoltura”, “Sceol” e “morte”. (Sl 88:11; Gb 26:6; 28:22; Pr 15:11) In questi versetti ʼavaddòhn si riferisce evidentemente al processo distruttivo che segue la morte umana, e indica che la decomposizione o distruzione avviene nello Sceol, la comune tomba del genere umano.
it-1 pp. 705-706 Distruzione
Tutti quelli che furono distrutti in passato da Dio sono morti per sempre?
La Bibbia indica che non sempre la distruzione è eterna. Questo è dimostrato dal fatto che il sostantivo ebraico ʼavaddòhn (distruzione) è usato due volte come corrispondente di “Sceol”. (Gb 26:6; Pr 15:11) Il profeta Sofonia parlò della distruzione dell’Assiria, mentre Ezechiele disse che gli assiri sarebbero scesi nello Sceol. (Sof 2:13; Ez 32:21, 22) A proposito della distruzione dei ribelli Datan e Abiram, Mosè scrisse che scesero “vivi nello Sceol”. (Nu 16:31, 33) Dal momento che lo Sceol nella Bibbia indica la comune tomba del genere umano da cui ci sarà risurrezione, è evidente che non sempre la distruzione — neanche la distruzione per mano di Dio — è eterna.
PROVERBI 15:12)
“Lo schernitore non ama chi lo riprende. Non andrà dai saggi.”
w06 1/7 p. 16 “Chi ha riguardo per la riprensione è accorto”
La persona che rigetta la disciplina non solo odia la riprensione, ma prova anche disprezzo per chi la impartisce. “Lo schernitore non ama chi lo riprende”, dice Salomone. Ampliando il concetto con un pensiero parallelo, aggiunge: “Non andrà dai saggi”. (Proverbi 15:12) C’è davvero ben poca speranza che una persona del genere raddrizzi il suo sentiero!
PROVERBI 15:13)
“Il cuore gioioso ha un buon effetto sul viso, ma a causa della pena del cuore c’è lo spirito abbattuto.”
w06 1/7 p. 16 “Chi ha riguardo per la riprensione è accorto”
Atteggiamento ottimista
Il riferimento alla parola “cuore” accomuna i successivi tre proverbi di Salomone. Descrivendo l’effetto che sentimenti e stati d’animo hanno sul viso, il re saggio dice: “Il cuore gioioso ha un buon effetto sul viso, ma a causa della pena del cuore c’è lo spirito abbattuto”. — Proverbi 15:13.
A cosa può essere dovuta la pena del cuore? “L’ansiosa cura nel cuore dell’uomo è ciò che lo farà chinare [per la tristezza]”, dichiara la Bibbia. (Proverbi 12:25) Cosa possiamo fare per impedire che le cose brutte della vita ci abbattano? Anziché soffermarci di continuo sulle circostanze che difficilmente possiamo cambiare, riflettiamo sulle abbondanti benedizioni spirituali che Geova ci ha elargito ora e su ciò che farà per noi nel futuro. Questo ci farà stringere di più a lui. Certo, se ci avviciniamo al “felice Dio”, il nostro cuore triste non potrà che riempirsi di gioia. — 1 Timoteo 1:11.
Inoltre il messaggio della Bibbia è un’ottima fonte di conforto e piacere. Il salmista dichiarò felice l’uomo il cui “diletto è nella legge di Geova, e [che] lègge sottovoce nella sua legge giorno e notte”. (Salmo 1:1, 2) Anche quando il nostro cuore è affranto dal dolore, leggere la Bibbia e riflettere su ciò che dice ci incoraggerà. In più c’è il ministero che Dio ci ha affidato. Ci viene assicurato che “quelli che seminano con lacrime mieteranno pure con grido di gioia”. — Salmo 126:5.
PROVERBI 15:14)
“Il cuore che ha intendimento ricerca la conoscenza, ma la bocca degli stupidi aspira alla stoltezza.”
w06 1/7 p. 16 “Chi ha riguardo per la riprensione è accorto”
“Il cuore che ha intendimento ricerca la conoscenza”, dice Salomone, “ma la bocca degli stupidi aspira alla stoltezza”. (Proverbi 15:14) Questo proverbio porta alla nostra attenzione il netto contrasto tra il consiglio del saggio e quello dello stolto. Prima di dare un consiglio, la persona il cui cuore ha intendimento ricerca la conoscenza. Ascolta con attenzione e si informa bene dei fatti. Esamina le Scritture per essere sicura di quali leggi e princìpi si applicano a quella particolare situazione. Il suo consiglio è solidamente basato sulla Parola di Dio. Lo stolto invece non si preoccupa di venire a conoscenza di come stanno le cose e parla in maniera avventata. Quando abbiamo bisogno di un consiglio, quindi, è saggio rivolgerci a persone mature e bene informate anziché a chi potrebbe essere incline a dirci quello che vogliamo sentire. Com’è bello avere nella congregazione cristiana “doni negli uomini” che ‘ricercano la conoscenza’ prima di dare consigli! — Efesini 4:8.
PROVERBI 15:15)
“Tutti i giorni dell’afflitto sono cattivi; ma chi è buono di cuore [ha] un banchetto continuo.”
w06 1/7 p. 16 “Chi ha riguardo per la riprensione è accorto”
Il successivo proverbio dichiara qual è uno straordinario vantaggio di un atteggiamento ottimista. Il re di Israele dice: “Tutti i giorni dell’afflitto sono cattivi; ma chi è buono di cuore ha un banchetto continuo”. (Proverbi 15:15) La vita ha i suoi alti e bassi, le sue gioie e i suoi dolori. Se ci soffermiamo solo sugli aspetti spiacevoli, il dolore avrà il sopravvento sui nostri pensieri e tutti i nostri giorni saranno tetri. Se invece riflettiamo soprattutto sulle cose buone che abbiamo e sulla speranza che Dio ci offre, gli aspetti penosi della vita passeranno in secondo piano e proveremo gioia interiore. Un atteggiamento ottimista ci permette di godere “un banchetto continuo”.
w05 1/8 p. 6 La Bibbia può aiutarvi a provare gioia
“Tutti i giorni son brutti per l’afflitto, per un cuore felice è sempre festa”. (Proverbi 15:15, CEI) Il modo in cui vediamo noi stessi e le nostre circostanze dipende da noi. Possiamo essere come chi vede tutto in modo negativo e si affligge, oppure possiamo scegliere di pensare in modo positivo, di avere “un cuore felice” e di essere allegri come se fossimo a una festa. Simona dice: “Mi sforzo di essere più ottimista che posso. Mi tengo occupata nello studio personale e nel ministero e sono costante nella preghiera. Cerco anche di stare insieme a gente ottimista e di essere disponibile”. Una simile condizione di cuore permette di provare vera gioia; infatti la Bibbia ci esorta: “Rallegratevi in Geova e gioite, voi giusti; e gridate di gioia, voi tutti che siete retti di cuore”. — Salmo 32:11.
it-2 p. 497 Pasto
Poiché prendere i pasti con moderazione può essere molto piacevole, la condizione di chi ha un cuore gioioso è paragonabile a un continuo banchetto. (Pr 15:15)
PROVERBI 15:16)
“È meglio un poco nel timore di Geova che una provvista abbondante insieme a confusione.”
w06 1/8 p. 16 Il timore di Dio: “una disciplina verso la sapienza”
Quando è meglio avere poco
“È meglio un poco nel timore di Geova che una provvista abbondante insieme a confusione”, dice Salomone, re dell’antico Israele. (Proverbi 15:16) È stolto ignorare il Creatore e fare della ricerca dei beni materiali il principale obiettivo della propria vita. Questo tipo di vita logora e procura tanta ansietà. Che peccato sarebbe rendersi conto nella vecchiaia che la propria vita è stata vuota e priva di significato! Certo non è saggio accumulare tanti beni insieme a “confusione”. È molto meglio imparare ad accontentarsi e vivere una vita semplice. La vera contentezza si trova nel timore di Geova, nella nostra relazione con lui, non nei beni materiali. — 1 Timoteo 6:6-8.
PROVERBI 15:17)
“È meglio un piatto di verdura dove c’è amore che un toro ingrassato insieme all’odio.”
w06 1/8 p. 16 Il timore di Dio: “una disciplina verso la sapienza”
Sottolineando che una buona relazione con il prossimo vale più della prosperità materiale, Salomone dice: “È meglio un piatto di verdura dove c’è amore che un toro ingrassato insieme all’odio”. (Proverbi 15:17) Un’atmosfera amorevole in famiglia è da desiderare più di tanti cibi prelibati. Se c’è un solo genitore le risorse possono essere molto limitate. In alcuni paesi i cibi semplici sono tutto quello che ci si può permettere. Tuttavia le famiglie sono felici dove c’è amore e affetto.
it-2 p. 497 Pasto
Anche un’atmosfera amorevole contribuisce al piacere di un pasto. Il proverbio dice: “È meglio un piatto di verdura dove c’è amore che un toro ingrassato insieme all’odio”. — Pr 15:17.
PROVERBI 15:18)
“L’uomo infuriato suscita contesa, ma chi è lento all’ira acquieta la lite.”
w06 1/8 pp. 16-17 Il timore di Dio: “una disciplina verso la sapienza”
Anche nelle famiglie dove di solito l’atmosfera è amorevole possono crearsi situazioni difficili. Un componente della famiglia può dire o fare qualcosa che offende un altro. Come dovrebbe reagire l’offeso? Proverbi 15:18 dice: “L’uomo infuriato suscita contesa, ma chi è lento all’ira acquieta la lite”. Perché ci siano pace e tranquillità bisogna rispondere con mitezza. Il consiglio di questo proverbio vale con ugual forza in altri campi della vita, tra cui le attività della congregazione e il ministero pubblico.
PROVERBI 15:19)
“La via del pigro è come una siepe di rovi, ma il sentiero dei retti è una via elevata.”
w06 1/8 p. 17 Il timore di Dio: “una disciplina verso la sapienza”
“Una via elevata”
Il proverbio successivo mette in risalto il contrasto che c’è fra chi non presta attenzione alla sapienza e chi invece le presta attenzione. “La via del pigro è come una siepe di rovi”, dice il re saggio, “ma il sentiero dei retti è una via elevata”. — Proverbi 15:19.
Una siepe di rovi costituisce una barriera. Il pigro immagina ogni sorta di ostacoli e li usa per giustificare il fatto che non si mette all’opera. I retti invece non si preoccupano dei potenziali ostacoli. Svolgono con diligenza il loro lavoro e prestano attenzione a quello che stanno facendo, evitando così molti problemi spinosi che potrebbero sorgere se fossero negligenti. La loro via è “elevata”, va avanti. Il loro lavoro procede e questo li rallegra.
Si prenda ad esempio il fatto di acquistare accurata conoscenza della Parola di Dio e di progredire verso la maturità. È necessario sforzarsi. Un’istruzione limitata, il non saper leggere bene o l’avere poca memoria sono tutte ragioni che si possono usare come scuse per non fare un diligente studio personale della Bibbia. È molto meglio non vedere tali cose come ostacoli sulla via della conoscenza. Anche se le nostre capacità sono limitate possiamo fare uno sforzo per imparare a leggere e capire meglio quello che stiamo leggendo, forse ricorrendo al dizionario quando occorre. Essere positivi ci aiuta ad acquistare conoscenza e a fare progresso spirituale.
it-2 p. 595 Pigrizia
Mentalità del pigro. Nel libro di Proverbi troviamo la descrizione del pigro. Prima di tutto erige barriere nella propria mente per giustificare il fatto di non mettersi all’opera. “La via del pigro è come una siepe di rovi”. (Pr 15:19) Vede il compito che gli sta davanti come una strada irta di rovi, molto difficile da percorrere.
it-2 p. 803 Roveto, Rovo
Proverbi 15:19, dove ricorre chèdheq, paragona il sentiero del pigro a una “siepe di rovi”, forse nel senso che egli vede o immagina difficoltà e problemi spinosi in ogni cosa e così scusa la propria pigrizia.
PROVERBI 15:20)
“Il figlio saggio è quello che fa rallegrare il padre, ma l’uomo stupido disprezza sua madre.”
w06 1/8 pp. 17-18 Il timore di Dio: “una disciplina verso la sapienza”
Ciò che “fa rallegrare il padre”
“Il figlio saggio è quello che fa rallegrare il padre”, dice il re di Israele, “ma l’uomo stupido disprezza sua madre”. (Proverbi 15:20) Non è forse vero che i genitori si rallegrano quando i figli agiscono saggiamente? Certo, per ottenere risultati del genere i genitori devono educare e disciplinare i figli. (Proverbi 22:6) Che gioia dà il figlio saggio ai genitori! Quello stolto invece causa loro dolore a non finire.
PROVERBI 15:21)
“La stoltezza rallegra chi manca di cuore, ma l’uomo di discernimento è uno che cammina diritto.”
w06 1/8 p. 18 Il timore di Dio: “una disciplina verso la sapienza”
Usando il termine ‘rallegrare’ in un altro contesto il re saggio dice: “La stoltezza rallegra chi manca di cuore, ma l’uomo di discernimento è uno che cammina diritto”. (Proverbi 15:21) Chi manca di cuore si rallegra abbandonandosi a un tipo di ilarità sciocca che non dà vera soddisfazione o felicità. Tuttavia l’uomo di discernimento capisce che è stolto ‘amare i piaceri anziché amare Dio’. (2 Timoteo 3:1, 4) Attenendosi ai princìpi divini è aiutato a tenere un comportamento retto e a camminare su sentieri diritti.
w97 15/3 pp. 14-15 parr. 12-14 Inclina il tuo cuore al discernimento
12 Il discernimento ci aiuta ad agire sempre rettamente. Lo indica Proverbi 15:21, che dice: “La stoltezza rallegra chi manca di cuore, ma l’uomo di discernimento è uno che cammina diritto”. Come dobbiamo intendere questo proverbio? La condotta stolta diverte chi è senza senno, uomo, donna o giovane che sia. “Manca di cuore”, di buoni motivi, per cui è così insensato che si rallegra della stoltezza.
13 Un re di Israele che aveva discernimento, Salomone, apprese che la frivolezza serve a poco. Ammise: “Io, sì, io, dissi nel mio cuore: ‘Ora vieni, lascia che ti provi con l’allegrezza. Inoltre, vedi il bene’. Ed ecco, anche questo era vanità. Dissi al riso: ‘Follia!’ e all’allegrezza: ‘Che fa questa?’” (Ecclesiaste 2:1, 2) Come uomo di discernimento, Salomone riscontrò che l’allegria e il riso di per sé non danno soddisfazione, perché non producono felicità vera e duratura. Ridere può farci dimenticare temporaneamente i problemi, che però dopo possono riemergere più seri di prima. Salomone poteva giustamente definire il riso “follia”. Perché? Perché ridere a sproposito offusca il sano giudizio. Può farci prendere alla leggera cose molto serie. Non si può dire che il tipo di allegrezza legato ai motti e ai gesti di un buffone di corte produca qualcosa di veramente utile. Discernere la lezione insita nell’esperimento fatto da Salomone in relazione al riso e all’allegria ci aiuta a non divenire “amanti dei piaceri anziché amanti di Dio”. — 2 Timoteo 3:1, 4.
14 In che senso l’uomo di discernimento “cammina diritto”? Il discernimento spirituale e l’applicazione dei santi princìpi ci fanno seguire una via diritta, retta. La traduzione di Byington dice esplicitamente: “La stoltezza è la beatitudine di chi è senza cervello, ma l’uomo intelligente andrà diritto”. “L’uomo di discernimento” fa sentieri diritti per i suoi piedi e sa distinguere ciò che è retto da ciò che non lo è, perché mette in pratica la Parola di Dio nella vita. — Ebrei 5:14; 12:12, 13.
PROVERBI 15:22)
“I piani sono frustrati dove non si parla in maniera confidenziale, ma nella moltitudine dei consiglieri c’è la riuscita.”
w06 1/8 p. 18 Il timore di Dio: “una disciplina verso la sapienza”
Quando “c’è la riuscita”
Se viviamo secondo i princìpi divini abbiamo dei vantaggi in altri campi della vita. Proverbi 15:22 dichiara: “I piani sono frustrati dove non si parla in maniera confidenziale, ma nella moltitudine dei consiglieri c’è la riuscita”.
Parlare in maniera confidenziale vuol dire comunicare in maniera riservata ma schietta. Il termine ebraico tradotto ‘parlare in maniera confidenziale’ è reso “intimo gruppo” in Salmo 89:7. Questo sottintende una certa intimità. Non si tratta di semplici conversazioni superficiali, ma di uno scambio di pensieri e sentimenti sinceri. Quando marito e moglie come pure genitori e figli comunicano liberamente in questo modo, fra loro regnano pace e unità. Ma quando non si parla in maniera confidenziale, nella famiglia ci sono problemi e frustrazioni.
Nel prendere decisioni importanti è saggio dare ascolto al consiglio: “Nella moltitudine dei consiglieri c’è la riuscita”. Per esempio, quando si sceglie una cura medica non è opportuno consultare più di un medico, in particolare se sono in gioco questioni serie?
Nel prendersi cura di aspetti spirituali non si sottolineerà mai abbastanza il vantaggio di avere molti consiglieri. Quando gli anziani si consultano e si avvalgono della saggezza che hanno come gruppo “c’è la riuscita”. Inoltre, gli anziani nominati da poco non dovrebbero esitare a chiedere consiglio a quelli più esperti e più avanti con gli anni, specie nelle questioni difficili.
w06 15/9 pp. 23-24 Mostrate amore e rispetto tenendo sotto controllo la lingua
È indispensabile ‘parlare in maniera confidenziale’
16 A volte il marito o la moglie decidono di chiudersi in un ostinato mutismo. Questo dà scarsi risultati e rischia di fare molto danno. Non sempre lo si fa per ripicca nei confronti del coniuge: a volte si sceglie la via del silenzio per frustrazione o scoraggiamento. Rifiutarsi di parlare, però, non fa che accrescere la tensione e non risolve la questione. Una moglie spiega: “Alla fine ricominciamo a parlare, ma non affrontiamo mai il problema”.
17 Quando le tensioni coniugali si trascinano nel tempo, non ci sono scorciatoie. Proverbi 15:22 dice: “I piani sono frustrati dove non si parla in maniera confidenziale, ma nella moltitudine dei consiglieri c’è la riuscita”. Dovete sedervi con vostro marito o vostra moglie e parlare del problema. Fate di tutto per ascoltare il vostro coniuge in maniera obiettiva e serena. Se questo vi sembra impossibile, perché non vi valete del provvedimento degli anziani all’interno della congregazione cristiana? Questi uomini conoscono bene le Scritture e hanno esperienza nell’applicare i princìpi biblici. Sono “come un luogo per riparare dal vento e un nascondiglio dal temporale”. — Isaia 32:2.
g97 8/4 p. 24 Si può salvare il matrimonio in caso di infedeltà?
Proverbi 15:22 dice: “I piani sono frustrati dove non si parla in maniera confidenziale”. La parola ebraica tradotta “parlare in maniera confidenziale” sottintende intimità, e in Salmo 89:7 è resa “intimo gruppo”. Questo perciò richiederebbe non semplici conversazioni superficiali, ma un dialogo onesto e sincero, in cui entrambe le parti rivelino i loro più profondi sentimenti. — Proverbi 13:10.
fy cap. 6 p. 65 par. 4 Aiutate i figli nell’adolescenza
4 La Bibbia dice: “I piani sono frustrati dove non si parla in maniera confidenziale”. (Proverbi 15:22) Se era necessario parlare in maniera confidenziale quando i figli erano più piccoli, è ancora più importante durante gli anni dell’adolescenza, quando è probabile che i ragazzi trascorrano meno tempo in casa e più tempo con i compagni di scuola o con altri amici. Se non si parla in maniera confidenziale — se non c’è un dialogo aperto e onesto tra figli e genitori — gli adolescenti possono diventare degli estranei in casa. Come si possono quindi tenere aperte le linee di comunicazione?
w91 15/10 pp. 19-20 Rivestitevi di mitezza!
L’utilità di avere una moltitudine di consiglieri
16 La preghiera e lo studio aiuteranno gli anziani a rispondere a domande e a risolvere problemi difficili, tuttavia è bene ricordare che “nella moltitudine dei consiglieri c’è la riuscita”. (Proverbi 15:22) Consultandosi con altri anziani si può attingere a un prezioso bagaglio di sapienza. (Proverbi 13:20) Non tutti gli anziani hanno la stessa esperienza o la stessa conoscenza biblica. Perciò la mitezza che appartiene alla sapienza dovrebbe indurre un anziano che ha meno esperienza a consultarsi con anziani che hanno più conoscenza ed esperienza, specie nelle questioni serie.
17 Anche quando alcuni anziani vengono scelti per trattare una questione seria, essi possono sempre chiedere aiuto in maniera confidenziale. Mosè scelse ‘uomini capaci, che temevano Dio, uomini fidati, che odiavano il profitto ingiusto’, perché lo aiutassero a giudicare gli israeliti. Pur essendo anziani, questi non avevano la stessa conoscenza ed esperienza di Mosè. Pertanto, “la causa difficile la portavano a Mosè, ma ogni causa piccola la consideravano essi stessi come giudici”. (Esodo 18:13-27) Se è necessario, dunque, gli anziani che oggi trattano un caso difficile possono appropriatamente chiedere aiuto a sorveglianti esperti, anche se poi saranno loro stessi a prendere la decisione finale.
18 La Mishnàh dice che il numero di giudici che formavano la corte nei tribunali dei vari villaggi in Israele variava a seconda della gravità del caso. È davvero utile avere una moltitudine di consiglieri, anche se il numero di per sé non è una garanzia di giustizia, poiché anche la maggioranza può avere torto. (Esodo 23:2) I fattori decisivi che garantiscono che si prenderanno decisioni giuste sono le Scritture e lo spirito di Dio. La sapienza e la mitezza spingeranno i cristiani a sottomettersi ad essi.
PROVERBI 15:23)
“L’uomo ha allegrezza nella risposta della sua bocca, e com’è buona una parola al tempo giusto!”
w06 1/8 pp. 18-19 Il timore di Dio: “una disciplina verso la sapienza”
Quando c’è “allegrezza nella risposta”
Quale effetto positivo si ha quando si parla con perspicacia? “L’uomo ha allegrezza nella risposta della sua bocca”, dice il re di Israele, “e com’è buona una parola al tempo giusto!” (Proverbi 15:23) Non ci rallegriamo forse quando qualcuno, grazie a una nostra risposta, ovvero a un nostro consiglio, ottiene buoni risultati? Per essere efficace, comunque, il consiglio deve soddisfare due requisiti.
Per prima cosa dev’essere basato solidamente sulla Parola di Dio, la Bibbia. (Salmo 119:105; 2 Timoteo 3:16, 17) In secondo luogo, dev’essere dato al momento giusto. Perfino cose vere dette nel momento sbagliato possono nuocere. Ad esempio, dare un consiglio a qualcuno prima di averlo ascoltato non è né saggio né utile. È fondamentale ‘essere pronti a udire, lenti a parlare’. — Giacomo 1:19.
w87 15/5 p. 29 Temete Geova e sarete felici
♦ 15:23 — In che senso possiamo ‘rallegrarci nella risposta della nostra bocca’?
Possiamo farlo quando i nostri consigli vengono presi a cuore e producono risultati positivi. Ma per essere di aiuto a qualcuno dobbiamo ascoltare con attenzione, soppesare i fattori che entrano in gioco nel suo problema e dare consigli in base alla Bibbia. “Com’è buona una parola al tempo giusto!”
w86 15/8 p. 23 Tenete a freno la vostra lingua!
“La parola a tempo giusto”
Un’altra maniera ancora di tenere a freno la propria lingua è quella di parlare al momento giusto. Salomone fece notare: “Per ogni cosa c’è un tempo fissato . . . un tempo per stare zitti e un tempo per parlare”. (Ecclesiaste 3:1, 7) Se il vostro coniuge sembra stanco dopo aver lavorato o aver accudito alle faccende domestiche per tutto il giorno, è proprio necessario assillarlo in quel momento con richieste o problemi di importanza secondaria? Forse quello è il “tempo per stare zitti”.
D’altra parte c’è “un tempo per parlare”. In Proverbi 15:23 leggiamo: “La parola a tempo giusto è tanto buona!” Conoscete qualcuno che è scoraggiato a motivo di problemi e di difficoltà? Non potrebbe darsi che abbia proprio bisogno di una parola incoraggiante detta al momento opportuno?
PROVERBI 15:24)
“Il sentiero della vita è diretto verso l’alto per chi agisce con perspicacia, per allontanare dallo Sceol di sotto.”
w06 1/8 p. 19 Il timore di Dio: “una disciplina verso la sapienza”
“Il sentiero della vita è diretto verso l’alto”
Proverbi 15:24 dichiara: “Il sentiero della vita è diretto verso l’alto per chi agisce con perspicacia, per allontanare dallo Sceol di sotto”. Chi agisce con perspicacia è sulla via che porta lontano dallo Sceol, la comune tomba del genere umano. Egli rifugge da pratiche dannose come immoralità sessuale, uso di droga e ubriachezza, evitando così la morte prematura. Il sentiero su cui cammina conduce alla vita.
PROVERBI 15:28)
“Il cuore del giusto medita per rispondere, ma la bocca dei malvagi fa sgorgare cose cattive.”
w07 15/11 p. 16 Siete fonte di ristoro per gli altri?
Tanto per cominciare possiamo pensare prima di parlare. Proverbi 15:28 dichiara: “Il cuore del giusto medita per rispondere”. Non ci vogliono lunghe ore di riflessione. Pensandoci prima di solito si riesce a determinare come saranno recepite le nostre parole. Potremmo chiederci: ‘Ciò che sto per dire è amorevole? Corrisponde a verità o è una semplice diceria? È “una parola al tempo giusto”? Sarà fonte di ristoro per gli altri?’ (Proverbi 15:23) Se ci rendiamo conto che ciò che vogliamo dire è negativo o inopportuno, facciamo uno sforzo cosciente per trattenerci. Meglio ancora, perché non tentiamo di dire qualcosa di più positivo e appropriato? Le parole avventate sono come “i colpi di una spada”, mentre i commenti positivi sono “salute”. — Proverbi 12:18.
w06 1/8 p. 19 Il timore di Dio: “una disciplina verso la sapienza”
Mostrandoci come evitare una trappola comune, il re di Israele dice: “Il cuore del giusto medita per rispondere, ma la bocca dei malvagi fa sgorgare cose cattive”. (Proverbi 15:28) Il consiglio contenuto in questo proverbio è veramente prezioso. Di rado si ottengono buoni risultati se si danno risposte sciocche e senza riflettere. Quando consideriamo vari fattori che possono influire su una faccenda, tra cui le circostanze e i sentimenti altrui, è improbabile che diciamo qualcosa di cui in seguito possiamo rammaricarci.
it-2 p. 246 Meditazione
Chi medita in modo profittevole non sarà incline a dare risposte avventate. Rifletterà seriamente sulle questioni importanti e di conseguenza le sue risposte verranno dal cuore, non saranno qualche cosa di cui rammaricarsi poi. — Pr 15:28.
PROVERBI 15:29)
“Geova è lontano dai malvagi, ma ode la preghiera dei giusti.”
w06 1/8 pp. 19-20 Il timore di Dio: “una disciplina verso la sapienza”
Che vantaggio c’è allora a temere Dio e ad accettarne la disciplina? Il saggio risponde: “Geova è lontano dai malvagi, ma ode la preghiera dei giusti”. (Proverbi 15:29) Il vero Dio non è vicino ai malvagi. “Chi distoglie l’orecchio dall’udire la legge”, afferma la Bibbia, “perfino la sua preghiera è qualcosa di detestabile”. (Proverbi 28:9) Coloro che temono Dio e si sforzano di fare ciò che è giusto ai suoi occhi possono rivolgersi liberamente a lui, avendo piena fiducia che li udrà.
PROVERBI 15:30)
“La luminosità degli occhi fa rallegrare il cuore; la notizia che è buona fa ingrassare le ossa.”
w06 1/8 p. 20 Il timore di Dio: “una disciplina verso la sapienza”
Cosa “fa rallegrare il cuore”
Facendo un paragone che induce a riflettere, Salomone dice: “La luminosità degli occhi fa rallegrare il cuore; la notizia che è buona fa ingrassare le ossa”. (Proverbi 15:30) Che le ossa siano ‘grasse’ significa che sono piene di midollo, e di conseguenza l’intero corpo viene rinvigorito e il cuore si rallegra. La gioia del cuore si riflette quindi nella luminosità degli occhi. Questo è l’effetto che produce una buona notizia.
Non è forse vero che le notizie che riguardano l’espansione mondiale dell’adorazione di Geova sono fonte di vero incoraggiamento per noi? Quando veniamo a conoscenza di tutto quello che si compie nell’opera di predicare il Regno e fare discepoli ci sentiamo rafforzati per partecipare maggiormente al ministero. (Matteo 24:14; 28:19, 20) Le esperienze di quelli che fanno di Geova il loro Dio e abbracciano la vera adorazione ci riempiono il cuore di gioia. Dal momento che “una buona notizia da un paese lontano” ha un effetto così notevole, è importantissimo fare un rapporto accurato e scrupoloso di quello che compiamo nel ministero. — Proverbi 25:25.
it-1 p. 1193 Grasso
In Proverbi 15:30 si legge che una buona notizia “fa ingrassare le ossa”, o le riempie di midollo: in altre parole, tutto il corpo ne è invigorito. Il sostantivo dèshen dà pure l’idea di opulenza, come in Salmo 36:8, dove viene detto che i figli degli uomini “bevono a sazietà del grasso [dèshen; “abbondanza”, CEI]” della casa di Dio. — Cfr. Ger 31:14.
it-2 p. 457 Ossa
“La notizia che è buona fa ingrassare le ossa”, cioè le riempie di midollo, nel senso che rinvigorisce tutto il corpo. (Pr 15:30)
PROVERBI 15:31)
“L’orecchio che ascolta la riprensione della vita alberga proprio fra i saggi.”
w06 1/8 p. 20 Il timore di Dio: “una disciplina verso la sapienza”
“Prima della gloria c’è l’umiltà”
Mettendo in risalto quanto sia importante accettare la disciplina nelle sue varie forme, il re saggio dice: “L’orecchio che ascolta la riprensione della vita alberga proprio fra i saggi. Chiunque evita la disciplina rigetta la sua propria anima, ma chi ascolta la riprensione acquista cuore”. (Proverbi 15:31, 32) La riprensione, o disciplina, raggiunge il cuore e lo corregge, aiutando la persona ad acquistare buon senso. Non è strano che sia “la verga della disciplina” ad allontanare ‘la stoltezza legata al cuore del ragazzo’. (Proverbi 22:15) Chi ascolta la disciplina acquista anche cuore, cioè buoni motivi. D’altra parte, evitare la disciplina equivale a rigettare la vita.
PROVERBI 15:32)
“Chiunque evita la disciplina rigetta la sua propria anima, ma chi ascolta la riprensione acquista cuore.”
w06 1/8 p. 20 Il timore di Dio: “una disciplina verso la sapienza”
“Prima della gloria c’è l’umiltà”
Mettendo in risalto quanto sia importante accettare la disciplina nelle sue varie forme, il re saggio dice: “L’orecchio che ascolta la riprensione della vita alberga proprio fra i saggi. Chiunque evita la disciplina rigetta la sua propria anima, ma chi ascolta la riprensione acquista cuore”. (Proverbi 15:31, 32) La riprensione, o disciplina, raggiunge il cuore e lo corregge, aiutando la persona ad acquistare buon senso. Non è strano che sia “la verga della disciplina” ad allontanare ‘la stoltezza legata al cuore del ragazzo’. (Proverbi 22:15) Chi ascolta la disciplina acquista anche cuore, cioè buoni motivi. D’altra parte, evitare la disciplina equivale a rigettare la vita.
it-2 p. 678 Proverbi, Libro di
La disciplina e il cuore. Proverbi dà molta importanza alla disciplina nelle sue varie forme (Pr 3:11, 12), e dice: “Chiunque evita la disciplina rigetta la sua propria anima, ma chi ascolta la riprensione acquista cuore”. (15:32) Quindi la riprensione raggiunge il cuore e lo corregge, aiutando la persona ad acquistare buon senso o discernimento.
PROVERBI 15:33)
“Il timore di Geova è una disciplina verso la sapienza, e prima della gloria c’è l’umiltà.”
w06 1/8 p. 20 Il timore di Dio: “una disciplina verso la sapienza”
In effetti, accettare di buon grado e con umiltà la disciplina derivante dalla sapienza reca beneficio. Chi agisce così non solo è contento, fa progresso, si rallegra e ha buoni risultati, ma ottiene anche gloria e vita. Concludendo, Proverbi 15:33 dice: “Il timore di Geova è una disciplina verso la sapienza, e prima della gloria c’è l’umiltà”.
w89 15/6 pp. 25-27 “Prima della gloria c’è l’umiltà”
“Prima della gloria c’è l’umiltà”
UN GIOVANE si trovava in una prigione egiziana dietro falsa accusa. Aveva subìto molte umiliazioni e sembrava che ogni speranza di riottenere la libertà fosse svanita. Poi gli arrivò l’ordine di comparire davanti a Faraone. Le guardie lo fecero subito uscire. Si rase, si cambiò i mantelli e quindi comparì di fronte al sovrano.
Per Giuseppe era in serbo una sorpresa. Con l’aiuto di Geova egli interpretò correttamente due sogni di Faraone e quest’ultimo disse: “Vedi, davvero ti pongo sopra tutto il paese d’Egitto”. (Genesi 41:41) Che esperienza incredibile: dalla prigione al palazzo di corte in un sol giorno! L’esperienza di Giuseppe illustra bene ciò che in seguito fu ispirato a scrivere il re Salomone: “Poiché è uscito dalla stessa casa di prigionia per divenire re”. Appropriatamente, Salomone scrisse due volte: “Prima della gloria c’è l’umiltà”. — Ecclesiaste 4:14; Proverbi 15:33; 18:12.
Se volete trarre beneficio da questa verità biblica, chiedetevi: Cosa diede a Giuseppe la forza di sopportare le umiliazioni inflittegli? Come fece questo fedele servitore di Geova a sopportare la prigione sapendo di essere lì dietro falsa accusa? Quale gloria aveva in mente Geova per Giuseppe? Quale gloria attende coloro che nel corso dei secoli hanno subìto con fedeltà e coraggio persecuzione e umiliazioni? E soprattutto, cosa ci aiuta a non perdere l’equilibrio quando soffriamo umiliazioni?
Giuseppe deve aver meditato spesso sui due sogni profetici che aveva avuto in precedenza, secondo i quali i suoi fratelli e anche i suoi genitori si sarebbero ‘inchinati’ davanti a lui. In effetti i suoi fratelli, udito il primo sogno, chiesero: ‘Regnerai su di noi?’ — Genesi 37:8-10.
I fratelli di Giuseppe, per gelosia, per poco non lo uccisero! Ma sotto la guida di Geova il ragazzo, che allora aveva 17 anni, fu venduto a dei mercanti che viaggiavano e questi, a loro volta, lo vendettero a Potifar, capo della guardia del corpo di Faraone.
In seguito Giuseppe divenne l’economo della casa di Potifar, e la moglie di questi tentò di sedurlo, essendo egli un giovane di bell’aspetto. Ma Giuseppe si mostrò leale a Geova e scappò. Mentendo, l’astuta moglie accusò Giuseppe di aver cercato di violentarla e Potifar le credette, così che il poveretto finì in prigione.
Ad ogni modo, Giuseppe rimase leale a Geova, e Geova, come abbiamo visto, fece sì che venisse portato da Faraone per interpretare dei sogni. In seguito Faraone assegnò a Giuseppe l’importante privilegio di organizzare le scorte alimentari dell’Egitto. Quando una carestia colpì anche Canaan, ecco che i fratelli di Giuseppe si inchinarono dinanzi a lui per procurarsi cibo per la famiglia.
Altri che passarono ‘dall’umiltà alla gloria’
Un altro fedele servitore di Geova la cui vita conferma la verità divina secondo cui “prima della gloria c’è l’umiltà” fu Mosè. Allevato nel lusso della corte di Faraone, Mosè aveva dinanzi a sé un futuro invidiabile. Poi sembrò che gli eventi precipitassero. Mosè agì mosso dalla fede in Geova e dall’amorevole interessamento per il suo popolo, e fu così che per salvare la pelle dovette sfuggire all’ira di Faraone. Completamente solo, viaggiò fino a Madian. Per quarant’anni manifestò umiltà conducendo una semplice vita da pastore, al servizio di suo suocero Ietro. Come dovette essere incoraggiante per Mosè, durante quei formativi quarant’anni, riflettere sul modo in cui Geova l’aveva umiliato e pensare a ciò che gli poteva ancora riservare il futuro!
Poi venne la gloria. Geova nominò Mosè Suo portavoce presso Faraone e lo incaricò di condurre il Suo popolo fuori dall’Egitto. Che privilegi gloriosi, per Mosè, avere un ruolo importante in relazione alle dieci piaghe e condurre il popolo d’Israele attraverso il Mar Rosso! In seguito, sul Sinai, Mosè ricevette da Geova la Legge. Quando ridiscese, gli altri “non potevano fissare attentamente la faccia di Mosè a causa della gloria della sua faccia”. — 2 Corinti 3:7.
Considerate anche Giobbe, il più grande di tutti gli orientali. Era un ‘uomo irriprovevole e retto, che temeva Dio e si ritraeva dal male’. (Giobbe 1:2, 3, 8) Poi, all’improvviso, perse i suoi dieci figli e tutte le migliaia di pecore, cammelli, bovini e asine che aveva.
E non era tutto. Il suo corpo si ricoprì di foruncoli maligni, dandogli un aspetto disgustoso. Perfino sua moglie lo schernì: “Mantieni ancora la tua integrità? Maledici Dio e muori!” (Giobbe 2:9) Giobbe affrontò severe prove e umiliazioni, ma era del tutto all’oscuro della contesa celeste tra Geova e l’arciribelle, Satana. E la lunga conversazione con i suoi tre “amici” non lo aiutò minimamente. Tuttavia, Giobbe mantenne l’integrità. Accettò anche, umilmente, i saggi consigli di Eliu, che pure era molto più giovane di lui. — Giobbe 32:4.
Fu ricompensato? Sì. Geova ristabilì Giobbe, raddoppiò le dimensioni dei suoi greggi e gli diede sette figli e tre figlie, le più belle di tutto il paese! Che conclusione gloriosa per l’umiltà di Giobbe! Ancora una volta si dimostrarono vere le parole: “Prima della gloria c’è l’umiltà”. — Giobbe 42:12-15.
Diversi tipi di gloria
Com’è ovvio, ci sono diversi tipi di gloria: dalla gloria dei capelli della donna alla gloria della faccia di Mosè quando scese dal Sinai. (1 Corinti 11:15; 2 Corinti 3:7) Tramonti spettacolari hanno una loro gloria, e altra è la gloria delle stelle. — 1 Corinti 15:41.
La parola “gloria” nelle sue diverse forme è usata nella Bibbia centinaia di volte. Esaminando questi versetti e il loro contesto è chiaro che la fonte di ogni gloria è Geova. I suoi fedeli servitori e i capolavori della sua creazione non possono che riflettere questa gloria in molti modi e in diversi gradi.
Il nostro secolo ha visto coloro che hanno la gloriosa speranza della vita celeste soffrire molte umiliazioni. Durante la prima guerra mondiale i principali responsabili della Watch Tower Society a Brooklyn furono condannati a vent’anni di prigione dietro false accuse. In quello stesso periodo la persecuzione scoppiò in vari luoghi. Ad esempio, J. B. Siebenlist fu tenuto in prigione per tre giorni senza processo e senza cibo, a parte tre pezzi di focaccia di granturco avariati. Una turba lo prese dalla prigione, lo spogliò, lo ricoprì di pece calda e lo frustò con una frusta da calesse dotata di un’estremità metallica. A un processo il pubblico ministero esclamò: “All’inferno la vostra Bibbia; dovreste essere all’inferno con la schiena spezzata; dovreste essere impiccati”.
Nel corso della seconda guerra mondiale alcuni fedeli servitori di Geova dovettero sopportare indicibili sofferenze nei campi di concentramento nazisti. Uno di questi fu Martin Poetzinger, un unto Testimone che sopravvisse e divenne membro del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova. Egli descrisse Dachau come un “manicomio di demoni”. Nel campo di Mauthausen “la Gestapo tentò ogni sistema per indurci a infrangere la nostra fede in Geova. Fame, falsi amici, brutalità, farci rimanere giorni e giorni in piedi in un luogo angusto, appenderci per i polsi, con le mani dietro la schiena, a un palo di tre metri, frustate: [tentarono] questo e altro”.
Cosa diede a questi cristiani fedeli la forza di continuare?
In condizioni così squallide e umilianti, ciò che li aiutò a perseverare fu la loro fede nel risultato finale, compreso il glorioso futuro che attende coloro che mantengono l’integrità. Per il “piccolo gregge” di Testimoni unti si tratta di un’eredità celeste. (Luca 12:32) Uno speciale tipo di gloria terrena è riservato ad altri esseri umani fedeli. Alcuni di loro, come Giuseppe e Mosè, sono menzionati nel capitolo 11 di Ebrei. Leggete i versetti 32-40 e meditate sulle umiliazioni subite da alcuni di quei fedeli. Inoltre, “una grande folla” sta ora servendo Geova sulla terra. (Rivelazione 7:9, 15) Quale futuro è in serbo per loro?
Un futuro magnifico. Il governo celeste retto da Gesù Cristo avrà rappresentanti terreni che metteranno in pratica le istruzioni contenute nei rotoli menzionati in Rivelazione 20:12. Costoro avranno privilegi gloriosi, non come re, ma come “principi in tutta la terra”, e insieme a loro innumerevoli altri esseri umani umili e fedeli, tra cui molti risuscitati, otterranno la vita eterna in una gloriosa terra paradisiaca. — Salmo 45:16.
Oggi milioni di persone hanno mostrato umiltà abbandonando la falsa religione e impegnandosi con gioia nell’opera di predicazione di casa in casa compiuta dai testimoni di Geova. Molti di essi hanno affrontato scherni da parte di familiari e amici, ma si sono attenuti alla vera adorazione. Hanno accettato con umiltà correzione e disciplina così da servire il vero Dio, Geova. La loro speranza è quella di vivere nel Paradiso ripristinato, quando “la terra sarà piena della conoscenza della gloria di Geova come le acque stesse coprono il mare”. — Abacuc 2:14.
Questo è un periodo di prove per il popolo di Geova. È quasi come se fossimo forestieri in un paese straniero. Il baratro che separa la vera adorazione da quella falsa si allarga sempre più. Tutti noi subiamo qualche forma di umiliazione. Ma proprio come Gesù trasse conforto e forza dalla gioia che gli era posta dinanzi, così anche noi possiamo superare le prove ricordando quale sarà l’esito finale.
La Bibbia ci consiglia: “Umiliatevi agli occhi di Geova, ed egli vi esalterà”. (Giacomo 4:10) Ogni volta che dovete affrontare una prova difficile, ricordate queste parole: “Prima della gloria c’è l’umiltà”. E ricordate anche che Geova non può venir meno!
PROVERBI 16:1)
“All’uomo terreno appartengono le disposizioni del cuore, ma da Geova viene la risposta della lingua.”
w07 15/5 p. 17 “I tuoi piani saranno fermamente stabiliti”
A chi appartengono “le disposizioni del cuore”?
“All’uomo terreno appartengono le disposizioni del cuore”, dice Proverbi 16:1a. È chiaro che “le disposizioni del cuore” sono una nostra responsabilità. Geova non predispone in modo miracoloso il nostro cuore né ci dà uno spirito volenteroso. Siamo noi che dobbiamo sforzarci di acquistare accurata conoscenza della sua Parola, la Bibbia, riflettere su ciò che impariamo e mettere i nostri pensieri in armonia con i suoi. — Proverbi 2:10, 11.
Tuttavia, il fatto che Davide chiedesse “un cuore puro” e “uno spirito nuovo” mostra che riconosceva di essere incline al peccato e di avere bisogno dell’aiuto di Dio per purificare il proprio cuore. Dal momento che siamo imperfetti potremmo essere tentati di compiere “le opere della carne”. (Galati 5:19-21) Per ‘fare morire le membra del nostro corpo che sono sulla terra rispetto a fornicazione, impurità, appetito sessuale, desideri dannosi e concupiscenza’ abbiamo bisogno dell’aiuto di Geova. (Colossesi 3:5) Se vogliamo eliminare dal nostro cuore le tendenze peccaminose ed evitare di cedere alle tentazioni dobbiamo assolutamente pregarlo chiedendogli di assisterci.
Possiamo influire positivamente sulle “disposizioni del cuore” degli altri? “C’è chi parla sconsideratamente come con i colpi di una spada”, afferma la Bibbia, “ma la lingua dei saggi è salute”. (Proverbi 12:18) Quand’è che la nostra lingua può avere un effetto benefico sugli altri? Solo quando “da Geova viene la risposta della lingua”, cioè quando pronunciamo parole di verità spiritualmente corrette. — Proverbi 16:1b.
it-2 p. 142 Lingua
Infatti, se pronuncia parole di Dio, la lingua può sanare in senso spirituale. (Pr 12:18) “Da Geova viene la risposta della lingua”, perché solo lui può dare risposte spiritualmente corrette che hanno un effetto risanatore. (Pr 16:1)
PROVERBI 16:2)
“Tutte le vie dell’uomo sono pure ai suoi propri occhi, ma Geova fa una stima degli spiriti.”
w07 15/5 pp. 17-18 “I tuoi piani saranno fermamente stabiliti”
“Il cuore è più ingannevole di qualunque altra cosa ed è difficile da correggere”, dice la Bibbia. (Geremia 17:9) Il nostro cuore simbolico è incline a giustificarsi e a ingannarsi. Salomone, re dell’antico Israele, mette in guardia contro questo pericolo dicendo: “Tutte le vie dell’uomo sono pure ai suoi propri occhi, ma Geova fa una stima degli spiriti”. — Proverbi 16:2.
L’amore di noi stessi può spingerci a giustificare i nostri errori, a mascherare i lati negativi della nostra personalità e a non vedere i nostri difetti. Ma non possiamo ingannare Geova, colui che fa una stima degli spiriti. Lo spirito di una persona è la sua inclinazione mentale dominante e ha stretta relazione con il suo cuore. Il modo in cui tale spirito si sviluppa dipende notevolmente dall’attività del cuore simbolico, che coinvolge pensieri, sentimenti e motivi. Lo spirito è ciò che “l’esaminatore dei cuori” stima, e i Suoi giudizi sono esenti da favoritismi o parzialità. È bene prestare attenzione al proprio spirito.
PROVERBI 16:3)
“Rotola le tue opere su Geova stesso e i tuoi piani saranno fermamente stabiliti.”
w11 1/2 pp. 29-30 “Questo è il vostro giorno”
“Stabilite fermamente i vostri piani”. Questo è stato il tema trattato da William Samuelson, insegnante di Galaad. Il discorso era basato su Proverbi 16:3, che dice: “Rotola le tue opere su Geova stesso e i tuoi piani saranno fermamente stabiliti”. Il fratello Samuelson ha chiesto agli studenti: “Questo versetto significa forse che per ‘stabilire i vostri piani’ non dovete far altro che ‘rotolare le vostre opere’ su Geova?” Ha risposto di no, perché Proverbi 16:1 afferma: “All’uomo terreno appartengono le disposizioni del cuore”. Il fratello Samuelson ha spiegato: “Non è Geova che predispone in modo miracoloso il vostro cuore per voi. Siete voi che dovete accertarvi di andare nella direzione giusta, spinti da giuste motivazioni. Studiando, pregando e mantenendo stretti contatti con la filiale locale, continuerete ad avere un cuore che farà il suo dovere, e Geova stesso ‘stabilirà fermamente i vostri piani’”.
w07 15/5 p. 18 “I tuoi piani saranno fermamente stabiliti”
“Rotola le tue opere su Geova”
Fare piani implica il ragionamento, un’attività del cuore. I piani di solito sono seguiti dalle azioni. Riusciremo a realizzare ciò che ci prefiggiamo? Salomone dice: “Rotola le tue opere su Geova stesso e i tuoi piani saranno fermamente stabiliti”. (Proverbi 16:3) Rotolare le nostre opere su Geova vuol dire riporre fiducia in lui, confidare in lui, essergli devoti: toglierci per così dire un peso dalle spalle e metterlo sulle sue. Il salmista cantò: “Rotola su Geova la tua via, e confida in lui, ed egli stesso agirà”. — Salmo 37:5.
Tuttavia, perché i nostri piani siano fermamente stabiliti devono essere in armonia con la Parola di Dio e nascere da buoni motivi. Inoltre dobbiamo chiedere in preghiera l’aiuto e il sostegno di Geova e fare in tutta coscienza del nostro meglio per seguire i consigli della Bibbia. Soprattutto quando siamo davanti a prove o difficoltà è importante ‘gettare su Geova il nostro peso’, perché ‘egli ci sosterrà’. In effetti “non permetterà mai che il giusto vacilli”. — Salmo 55:22.
PROVERBI 16:4)
“Geova ha fatto ogni cosa per il Suo scopo, sì, perfino il malvagio per il giorno cattivo.”
w07 15/5 pp. 18-19 “I tuoi piani saranno fermamente stabiliti”
“Geova ha fatto ogni cosa per il Suo scopo”
Se rotoleremo le nostre opere su Geova quale altro risultato otterremo? “Geova ha fatto ogni cosa per il Suo scopo”, dice il re saggio. (Proverbi 16:4a) Il Creatore dell’universo è un Dio che ha un proposito. Se rotoliamo le nostre opere su di lui, avremo una vita piena di attività significative e con uno scopo ben preciso, anziché un’esistenza vuota o inutile. E il proposito di Geova per la terra e gli uomini è eterno. (Efesini 3:11) Egli formò la terra e la creò “perché fosse abitata”. (Isaia 45:18) Inoltre ciò che si propose in origine per il genere umano qui sulla terra si realizzerà immancabilmente. (Genesi 1:28) La vita di coloro che sono devoti al vero Dio durerà in eterno e avrà sempre un significato.
Geova ha fatto “perfino il malvagio per il giorno cattivo”. (Proverbi 16:4b) Dal momento che “la sua attività è perfetta”, non è stato lui a creare i malvagi. (Deuteronomio 32:4) Comunque permette loro di venire all’esistenza e di continuare a vivere finché non ritenga opportuno eseguire il suo giudizio avverso. Ad esempio, Geova disse al faraone d’Egitto: “Per questo ti ho tenuto in esistenza, al fine di mostrarti la mia potenza e perché il mio nome sia dichiarato in tutta la terra”. (Esodo 9:16) Le dieci piaghe e l’annientamento del faraone e del suo esercito al Mar Rosso furono memorabili dimostrazioni dell’ineguagliabile potenza di Dio.
Geova può anche far andare le cose in modo tale che i malvagi, senza rendersene conto, servano al suo scopo. Rivolgendosi a Geova, il salmista disse: “Il medesimo furore dell’uomo ti loderà; del rimanente del furore ti cingerai”. (Salmo 76:10) Geova può permettere ai suoi nemici di esprimere il loro furore contro i suoi servitori, ma solo nella misura necessaria per disciplinare e ammaestrare questi ultimi. Quando oltrepassano il segno, Dio interviene.
it-2 p. 190 Malvagità
Inoltre Geova Dio si avvale delle circostanze in modo che i malvagi stessi servano inconsapevolmente al suo proposito. Benché gli si oppongano, egli è in grado di trattenerli nella misura necessaria a preservare l’integrità dei suoi servitori e di far sì che le loro azioni mettano in evidenza la sua giustizia. (Ro 3:3-5, 23-26; 8:35-39; Sl 76:10) Questo pensiero è espresso in Proverbi 16:4: “Geova ha fatto ogni cosa per il Suo scopo, sì, perfino il malvagio per il giorno cattivo”.
Un caso pertinente è quello del faraone a cui Geova, per mezzo di Mosè e Aaronne, ordinò di liberare gli israeliti schiavi. Non era stato Dio a rendere malvagio quel sovrano egiziano. Dio comunque gli permise di continuare a vivere e inoltre determinò le circostanze che indussero il faraone a rivelarsi malvagio e meritevole di morte. Il proposito di Geova nel far questo è rivelato in Esodo 9:16: “Per questo ti ho tenuto in esistenza, al fine di mostrarti la mia potenza e perché il mio nome sia dichiarato in tutta la terra”.
Le dieci piaghe che si abbatterono sull’Egitto, culminate con l’annientamento del faraone e delle sue forze militari nel Mar Rosso, furono un’impressionante manifestazione della potenza di Geova. (Eso 7:14–12:30; Sl 78:43-51; 136:15) Anni dopo le nazioni vicine ne parlavano ancora, e il nome di Dio fu così dichiarato in tutta la terra. (Gsè 2:10, 11; 1Sa 4:8) Se Geova Dio avesse ucciso immediatamente il faraone, non ci sarebbe stata questa grande manifestazione della Sua potenza, a Sua gloria e per la liberazione del Suo popolo.
Le Scritture assicurano che verrà il tempo in cui la malvagità non esisterà più poiché, una volta raggiunto lo scopo per cui è stata permessa, tutti coloro che si oppongono al Creatore saranno distrutti. — 2Pt 3:9-13; Ri 18:20-24; 19:11–20:3, 7-10.
PROVERBI 16:5)
“Chiunque è orgoglioso di cuore è qualcosa di detestabile a Geova. Mano [può unirsi] a mano, [eppure] non si è esentati dalla punizione.”
w07 15/5 p. 19 “I tuoi piani saranno fermamente stabiliti”
Geova sostiene i suoi umili servitori. Ma che dire di chi è orgoglioso e arrogante? “Chiunque è orgoglioso di cuore è qualcosa di detestabile a Geova”, dice il re di Israele. “Mano può unirsi a mano, eppure non si è esentati dalla punizione”. (Proverbi 16:5) Coloro che sono ‘orgogliosi di cuore’ possono allearsi per darsi man forte, ma non sfuggiranno alla punizione. Quindi, indipendentemente da quante cose sappiamo, da quanto siamo capaci o dai privilegi di servizio che abbiamo, facciamo bene a coltivare uno spirito umile.
PROVERBI 16:6)
“Mediante l’amorevole benignità e la verità è espiato l’errore, e nel timore di Geova ci si ritrae dal male.”
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“Nel timore di Geova”
Dal momento che siamo nati nel peccato, siamo inclini a sbagliare. (Romani 3:23; 5:12) Cosa ci aiuterà a non fare piani che ci porterebbero a compiere azioni errate? Proverbi 16:6 dichiara: “Mediante l’amorevole benignità e la verità è espiato l’errore, e nel timore di Geova ci si ritrae dal male”. È vero che mediante la sua amorevole benignità e verità Geova provvede all’espiazione dei nostri peccati, ma è il timore di Geova a costituire un deterrente, impedendoci di commetterli. Oltre ad amare Dio e a essere grati della sua amorevole benignità, è di vitale importanza coltivare il timore di dispiacergli.
Quando impariamo a mostrare riverenza e rispetto per la tremenda potenza divina, il timore di Dio entra nel nostro cuore. Pensate anche solo alla potenza riflessa nella creazione! Al patriarca Giobbe fu ricordata la potenza manifesta nelle opere creative di Dio e questo lo aiutò a correggere il suo modo di pensare. (Giobbe 42:1-6) Non accade lo stesso a noi quando leggiamo ciò che dice la Bibbia su come Dio ha trattato il suo popolo e poi meditiamo su queste vicende? Il salmista cantò: “Venite, e vedete le attività di Dio. Ciò che fa con i figli degli uomini è tremendo”. (Salmo 66:5) Non dobbiamo dare per scontato che saremo oggetto dell’amorevole benignità di Geova. Quando gli israeliti ‘si ribellarono e contristarono il suo spirito santo, Geova si mutò in loro nemico; egli stesso fece guerra contro di loro’. (Isaia 63:10)
PROVERBI 16:7)
“Quando Geova si compiace delle vie dell’uomo fa stare in pace con lui perfino i suoi stessi nemici.”
w07 15/5 p. 19 “I tuoi piani saranno fermamente stabiliti”
Non dobbiamo dare per scontato che saremo oggetto dell’amorevole benignità di Geova. Quando gli israeliti ‘si ribellarono e contristarono il suo spirito santo, Geova si mutò in loro nemico; egli stesso fece guerra contro di loro’. (Isaia 63:10) D’altra parte, “quando Geova si compiace delle vie dell’uomo fa stare in pace con lui perfino i suoi stessi nemici”. (Proverbi 16:7) Il timore di Geova è veramente una protezione!
PROVERBI 16:8)
“È meglio un poco con giustizia che un’abbondanza di prodotti senza rettitudine.”
w07 15/5 p. 19 “I tuoi piani saranno fermamente stabiliti”
“È meglio un poco con giustizia che un’abbondanza di prodotti senza rettitudine”, dice il re saggio. (Proverbi 16:8) Proverbi 15:16 afferma: “È meglio un poco nel timore di Geova che una provvista abbondante insieme a confusione”. Non c’è dubbio, per rimanere sulla strada buona è essenziale avere un reverenziale timore di Dio.
PROVERBI 16:9)
“Il cuore dell’uomo terreno può ideare la sua via, ma è Geova stesso che dirige i suoi passi.”
w07 15/5 pp. 19-20 “I tuoi piani saranno fermamente stabiliti”
“Il cuore dell’uomo terreno può ideare la sua via”
L’uomo fu creato con il libero arbitrio, la facoltà di scegliere tra il bene e il male. (Deuteronomio 30:19, 20) Il cuore simbolico ha la facoltà di valutare diverse alternative e concentrarsi su una o più di esse. Indicando che è nostra responsabilità fare delle scelte, Salomone dice: “Il cuore dell’uomo terreno può ideare la sua via”. Fatto questo, “è Geova stesso che dirige i suoi passi”. (Proverbi 16:9) Dato che Geova può guidare i nostri passi, siamo saggi se gli chiediamo aiuto per ‘stabilire fermamente i nostri piani’.
Come abbiamo già visto, il cuore è ingannevole e può fare ragionamenti falsi. Per esempio una persona può commettere un peccato, e il suo cuore può cercare delle giustificazioni. Invece di abbandonare la condotta peccaminosa, forse ragiona che Dio è amorevole, benigno, misericordioso e clemente. Tale persona dice nel suo cuore: “Dio ha dimenticato. Ha nascosto la sua faccia. Certamente non lo vedrà mai”. (Salmo 10:11) Tuttavia è sbagliato e pericoloso approfittare della misericordia di Dio.
sg studio 15 p. 75 par. 8 Toccate il cuore dei vostri ascoltatori
8 A volte il cuore può prevalere sulle conclusioni della mente, dando motivi che favoriscono ed elevano le emozioni o i desideri al di sopra del ragionamento logico. Non solo la persona deve conoscere con la sua mente ciò che è giusto agli occhi di Geova, ma deve avere nel cuore il desiderio di seguire tale corso. Questa capacità del cuore, di scegliere fra corsi facoltativi e di fissarne uno nel proprio disegno, spiega perché la Bibbia dice che il cuore dell’uomo ‘fa piani’ e ‘idea [volge la propria mente alle] sue vie’. (Prov. 19:21; 16:9) A meno che le circostanze non le obblighino più o meno a fare altrimenti, le persone seguiranno il corso che piace al loro cuore. Questo è particolarmente vero quando si tratta di questioni morali e spirituali. — Matt. 5:28.
it-2 pp. 645-646 Prescienza, Preordinazione
Uno di questi princìpi è che Dio mette alla prova le persone causando o permettendo il verificarsi di certe circostanze o avvenimenti, o facendo sì che esse odano i suoi ispirati messaggi, e siano in tal modo obbligate a esercitare la loro libertà di scelta per prendere una decisione e rivelare così una precisa inclinazione di cuore, letta da Geova. (Pr 15:11; 1Pt 1:6, 7; Eb 4:12, 13) A seconda di come reagiscono, Dio può anche plasmarle secondo la condotta da esse liberamente scelta. (1Cr 28:9; Sl 33:13-15; 139:1-4, 23, 24) Prima quindi “il cuore dell’uomo terreno” si mostra incline a seguire una certa via, e poi Geova dirige i passi di tale persona. (Pr 16:9; Sl 51:10) Nella prova, il cuore può divenire determinato, indurendosi nell’ingiustizia e nella ribellione o divenendo saldo nell’incrollabile devozione a Geova Dio e nel compiere la Sua volontà. (Gb 2:3-10; Ger 18:11, 12; Ro 2:4-11; Eb 3:7-10, 12-15) Essendo la persona giunta a quel punto di sua spontanea volontà, il risultato finale della sua condotta può ora essere preconosciuto e predetto senza alcuna ingiustizia o violazione del suo libero arbitrio. — Cfr. Gb 34:10-12.
PROVERBI 16:10)
“La decisione ispirata dovrebbe essere sulle labbra del re; nel giudizio la sua bocca non si dovrebbe mostrare infedele.”
w07 15/5 p. 20 “I tuoi piani saranno fermamente stabiliti”
Spostando l’attenzione dal cuore e dalle azioni dell’uomo terreno a quelli di un re, Salomone dice: “La decisione ispirata dovrebbe essere sulle labbra del re; nel giudizio la sua bocca non si dovrebbe mostrare infedele”. (Proverbi 16:10) Questo sarà senz’altro vero nel caso del Re intronizzato Gesù Cristo, che governerà la terra in armonia con la volontà di Dio.
PROVERBI 16:11)
“Misuratore e bilancia giusti appartengono a Geova; tutti i pesi di pietra della borsa sono opera sua.”
w07 15/5 p. 20 “I tuoi piani saranno fermamente stabiliti”
Indicando la fonte del diritto e della giustizia, il re saggio dice: “Misuratore e bilancia giusti appartengono a Geova; tutti i pesi di pietra della borsa sono opera sua”. (Proverbi 16:11) Misuratori e bilance giusti provengono da Geova. Non è un re a dover stabilire queste norme secondo le sue preferenze. Quando fu sulla terra Gesù disse: “Non posso fare una sola cosa di mia propria iniziativa; come odo, giudico; e il giudizio che rendo è giusto, perché non cerco la mia propria volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato”. Possiamo aspettarci perfetta giustizia dal Figlio, a cui il Padre “ha affidato tutto il giudizio”. — Giovanni 5:22, 30.
PROVERBI 16:12)
“Il compiere malvagità è qualcosa di detestabile ai re, poiché il trono è fermamente stabilito mediante la giustizia.”
w07 15/5 p. 20 “I tuoi piani saranno fermamente stabiliti”
Cos’altro ci si può aspettare da un re che rappresenta Geova? “Il compiere malvagità è qualcosa di detestabile ai re”, dice il re di Israele, “poiché il trono è fermamente stabilito mediante la giustizia”. (Proverbi 16:12) Il Regno messianico si regge sui giusti princìpi di Dio. Non ha niente a che fare con “il trono che causa avversità”. — Salmo 94:20; Giovanni 18:36; 1 Giovanni 5:19.
PROVERBI 16:13)
“Le labbra di giustizia fanno piacere a un gran re; ed egli ama chi parla di cose rette.”
w07 15/5 p. 20 “I tuoi piani saranno fermamente stabiliti”
Come ottenere la “buona volontà” di un re
Come dovrebbero agire i sudditi di un grande re? Salomone dice: “Le labbra di giustizia fanno piacere a un gran re; ed egli ama chi parla di cose rette. Il furore del re significa messaggeri di morte, ma l’uomo saggio è quello che lo placa”. (Proverbi 16:13, 14) Gli odierni adoratori di Geova danno retta a queste parole e si impegnano nell’opera di predicare il Regno e fare discepoli. (Matteo 24:14; 28:19, 20) Sanno che usando le proprie labbra in questo modo recano piacere al Re messianico, Gesù Cristo. Se era saggio evitare la disapprovazione di un potente re umano e cercare il suo favore, quanto più lo è cercare l’approvazione del Re messianico!
PROVERBI 16:14)
“Il furore del re significa messaggeri di morte, ma l’uomo saggio è quello che lo placa.”
w07 15/5 p. 20 “I tuoi piani saranno fermamente stabiliti”
Come ottenere la “buona volontà” di un re
Come dovrebbero agire i sudditi di un grande re? Salomone dice: “Le labbra di giustizia fanno piacere a un gran re; ed egli ama chi parla di cose rette. Il furore del re significa messaggeri di morte, ma l’uomo saggio è quello che lo placa”. (Proverbi 16:13, 14) Gli odierni adoratori di Geova danno retta a queste parole e si impegnano nell’opera di predicare il Regno e fare discepoli. (Matteo 24:14; 28:19, 20) Sanno che usando le proprie labbra in questo modo recano piacere al Re messianico, Gesù Cristo. Se era saggio evitare la disapprovazione di un potente re umano e cercare il suo favore, quanto più lo è cercare l’approvazione del Re messianico!
PROVERBI 16:15)
“Alla luce della faccia del re c’è vita, e la sua buona volontà è come la nube di pioggia primaverile.”
w07 15/5 p. 20 “I tuoi piani saranno fermamente stabiliti”
“Alla luce della faccia del re c’è vita”, prosegue Salomone, “e la sua buona volontà è come la nube di pioggia primaverile”. (Proverbi 16:15) Con l’espressione “luce della faccia del re” si intende il suo favore, proprio come l’espressione ‘luce della faccia di Geova’ indica il favore divino. (Salmo 44:3; 89:15) Come le nuvole cariche di pioggia garantiscono l’acqua che permette alle messi di maturare, così la buona volontà di un re è garanzia di buone cose avvenire. Sotto il dominio del Re messianico la vita sarà piena di gioia e prosperità, come avvenne in piccola scala sotto il regno di Salomone. — Salmo 72:1-17.
it-2 p. 159 Luce
Similmente si parla del favore di un sovrano come della “luce della faccia del re”. — Pr 16:15.
it-2 p. 600 Pioggia
La buona volontà di un re è paragonata alla “nube di pioggia primaverile”, perché promette piacevoli condizioni avvenire, come le nuvole cariche di pioggia assicurano l’acqua necessaria a un buon raccolto. — Pr 16:15.
PROVERBI 16:16)
“Acquistare sapienza, oh quanto è meglio dell’oro! E l’acquisto dell’intendimento è da scegliere più dell’argento.”
w07 15/7 p. 8 “La sapienza è per una protezione”
“ACQUISTARE sapienza, oh quanto è meglio dell’oro! E l’acquisto dell’intendimento è da scegliere più dell’argento”, dice Proverbi 16:16. Come mai la sapienza è così preziosa? Perché “la sapienza è per una protezione come il denaro è per una protezione; ma il vantaggio della conoscenza è che la sapienza stessa conserva in vita quelli che la possiedono”. (Ecclesiaste 7:12) In che modo la sapienza conserva in vita chi la possiede?
Acquistando la sapienza divina, vale a dire l’accurata conoscenza della Parola di Dio, la Bibbia, e agendo di conseguenza, siamo aiutati a camminare nella via che Geova approva. (Proverbi 2:10-12)
PROVERBI 16:17)
“La strada maestra dei retti è ritrarsi dal male. Chi salvaguarda la sua via custodisce la sua anima.”
w07 15/7 p. 8 “La sapienza è per una protezione”
Acquistando la sapienza divina, vale a dire l’accurata conoscenza della Parola di Dio, la Bibbia, e agendo di conseguenza, siamo aiutati a camminare nella via che Geova approva. (Proverbi 2:10-12) Salomone, re dell’antico Israele, dice: “La strada maestra dei retti è ritrarsi dal male. Chi salvaguarda la sua via custodisce la sua anima”. (Proverbi 16:17) La sapienza libera dalle cattive vie e conserva in vita chi la possiede.
PROVERBI 16:18)
“L’orgoglio è prima del crollo, e lo spirito superbo prima dell’inciampo.”
w07 15/7 pp. 8-9 “La sapienza è per una protezione”
“L’orgoglio è prima del crollo”, avverte Proverbi 16:18, “e lo spirito superbo prima dell’inciampo”. Pensiamo al più colossale crollo dell’universo: la caduta di un perfetto figlio spirituale di Dio che diventò Satana il Diavolo. (Genesi 3:1-5; Rivelazione [Apocalisse] 12:9) Non aveva manifestato uno spirito superbo prima del crollo? La Bibbia si riferisce a questo quando dice che nella congregazione cristiana non si dovrebbe affidare un incarico di sorveglianza a un uomo convertito di recente “affinché non si gonfi d’orgoglio e cada nel giudizio emesso contro il Diavolo”. (1 Timoteo 3:1, 2, 6) Quanto è importante evitare di alimentare l’orgoglio altrui, come pure permettere che si sviluppi in noi!
it-2 pp. 1063-1064 Superbia
Guardarsi dalla superbia. Bisogna dunque badare bene di tener lontana la superbia dal proprio cuore, specie quando si è avuto successo in qualche impresa o si raggiunge una posizione superiore o di maggiore responsabilità. Occorre ricordare che “l’orgoglio è prima del crollo, e lo spirito superbo prima dell’inciampo”. (Pr 16:18) Se uno lascia spazio alla superbia, questa può dominarlo al punto di farlo classificare da Geova fra coloro che Egli abbandona a un disapprovato stato mentale, e che sono meritevoli di morte. (Ro 1:28, 30, 32) Questo avvertimento è particolarmente appropriato negli “ultimi giorni”, quando, come avvertì l’apostolo, la superbia sarebbe stata una delle caratteristiche di questi tempi difficili. — 2Tm 3:1, 2.
PROVERBI 16:19)
“È meglio essere modesti di spirito con i mansueti che dividere le spoglie con chi si esalta.”
w07 15/7 p. 9 “La sapienza è per una protezione”
“È meglio essere modesti di spirito con i mansueti che dividere le spoglie con chi si esalta”, dice Proverbi 16:19. Che questo sia un consiglio saggio è dimostrato da quanto accadde a Nabucodonosor, re dell’antica Babilonia. Con orgoglio eresse nella pianura di Dura una statua immensa, che forse lo ritraeva. È possibile che fosse collocata su un piedistallo molto alto, tanto da raggiungere i 27 metri. (Daniele 3:1) Quell’imponente monumento doveva essere il simbolo dell’impero di Nabucodonosor. Come quella statua, strutture alte e maestose quali obelischi, campanili e grattacieli possono impressionare gli esseri umani, ma non impressionano certo Dio. Il salmista cantò: “Geova è alto, eppure vede l’umile; ma conosce l’altero solo da lontano”. (Salmo 138:6) Anzi “ciò che è alto fra gli uomini è cosa disgustante dinanzi a Dio”. (Luca 16:15) È meglio essere “attirati dalle cose modeste” che ‘pensare alle cose alte’. — Romani 12:16.
PROVERBI 16:20)
“Chi mostra perspicacia in una questione troverà il bene, e felice è chi confida in Geova.”
w11 15/6 p. 25 par. 7 ‘Abbiate riguardo per quelli che faticano fra voi’
Alcune pecore per carattere potrebbero non essere affabili e socievoli. Gli anziani, però, cercano di mostrare perspicacia e ‘trovare il bene’ in loro. (Prov. 16:20) Certo, essendo imperfetto, forse l’anziano deve sforzarsi per avere un concetto positivo di ogni singola pecora.
w07 15/7 pp. 9-10 “La sapienza è per una protezione”
Parliamo con “perspicacia” e “persuasione”
In che modo la sapienza influisce su come parliamo? Il saggio re ci dice: “Chi mostra perspicacia in una questione troverà il bene, e felice è chi confida in Geova. Chi è saggio di cuore sarà chiamato persona di intendimento, e chi è dolce di labbra aggiunge persuasione. Per chi la possiede la perspicacia è fonte di vita; e la disciplina degli stolti è stoltezza. Il cuore del saggio fa mostrar perspicacia alla sua bocca, e aggiunge persuasione alle sue labbra”. — Proverbi 16:20-23.
La saggezza ci aiuta a parlare con perspicacia e in modo persuasivo. Perché? Perché chi è saggio di cuore cerca sempre di ‘trovare il bene’ e “confida in Geova”. Se cerchiamo di trovare il bene negli altri è più probabile che parleremo bene di loro. Invece di essere dure e polemiche, le nostre parole saranno dolci e persuasive. Rendendoci conto delle circostanze in cui alcuni si trovano, capiremo le difficoltà che potrebbero avere e in che modo le affrontano.
Le parole dettate dalla sapienza sono importanti anche nell’opera di predicare il Regno e fare discepoli. Nell’insegnare la Parola di Dio il nostro obiettivo non è semplicemente trasmettere informazioni scritturali, ma toccare il cuore delle persone. Quindi bisogna parlare con persuasione. L’apostolo Paolo esortò Timoteo suo compagno d’opera a rimanere nelle cose che era stato “persuaso a credere”. — 2 Timoteo 3:14, 15.
Il verbo greco qui reso ‘persuadere’ significa “indurre un cambiamento di mente attraverso il ragionamento o considerazioni morali”. (An Expository Dictionary of New Testament Words di W. E. Vine) Per trovare argomenti convincenti che inducano chi ci ascolta a cambiare parere ci vuole perspicacia, bisogna cioè intuire come la pensa, quali sono i suoi interessi, le sue circostanze e il suo bagaglio culturale. Come possiamo riuscirci? Il discepolo Giacomo risponde: “Ogni uomo dev’essere pronto a udire, lento a parlare”. (Giacomo 1:19) Facendo esprimere il nostro interlocutore e prestando molta attenzione a quello che dice, riusciremo a sapere che tipo di persona è.
L’apostolo Paolo aveva una straordinaria capacità di persuasione. (Atti 18:4) Persino uno dei suoi oppositori, l’argentiere Demetrio, riconobbe: “Non solo a Efeso ma in quasi tutto il distretto dell’Asia questo Paolo ha persuaso una considerevole folla e l’ha volta a un’altra opinione”. (Atti 19:26) Paolo si attribuì forse il merito dell’efficacia della sua opera di predicazione? Niente affatto. Considerava la sua predicazione ‘una dimostrazione dello spirito e della potenza di Dio’. (1 Corinti 2:4, 5) Anche noi abbiamo l’aiuto dello spirito santo di Geova. Dal momento che confidiamo in Lui, siamo certi del suo aiuto se cerchiamo di parlare con perspicacia e in modo persuasivo nel nostro ministero.
A ragione “chi è saggio di cuore” viene definito “intelligente” o “assennato”. (Proverbi 16:21; CEI; La Bibbia Concordata) La perspicacia è davvero “fonte di vita” per chi la possiede.
w93 1/6 pp. 20-21 Cosa occorre per essere felici?
Confidare in Geova
Se una persona si rende conto del proprio bisogno spirituale è segno che desidera confidare in Dio. Questo contribuisce alla felicità, come spiegò il re Salomone: “Felice è chi confida in Geova”. — Proverbi 16:20.
Ma non è un fatto che molti confidano più nel denaro e nei beni materiali che in Dio? Da questo punto di vista, difficilmente potrebbe esserci luogo meno appropriato del denaro per scrivere il motto “Noi confidiamo in Dio” (In God We Trust), anche se questa frase compare sulle monete e sulle banconote americane.
Il re Salomone, a cui non mancava nessuna delle buone cose che si possono acquistare col denaro, riconobbe che confidare nei beni materiali non reca durevole felicità. (Ecclesiaste 5:12-15) Il denaro in banca può andare perduto se la banca fallisce o a causa dell’inflazione. Le proprietà immobiliari possono essere distrutte da calamità naturali. Le polizze assicurative, anche se compensano in parte i danni materiali, non possono mai compensare quelli emotivi. Titoli e azioni possono perdere valore da un giorno all’altro a causa di un improvviso crollo del mercato. Anche un lavoro ben retribuito può, per varie ragioni, scomparire dall’oggi al domani.
PROVERBI 16:21)
“Chi è saggio di cuore sarà chiamato persona di intendimento, e chi è dolce di labbra aggiunge persuasione.”
w07 15/7 pp. 9-10 “La sapienza è per una protezione”
Parliamo con “perspicacia” e “persuasione”
In che modo la sapienza influisce su come parliamo? Il saggio re ci dice: “Chi mostra perspicacia in una questione troverà il bene, e felice è chi confida in Geova. Chi è saggio di cuore sarà chiamato persona di intendimento, e chi è dolce di labbra aggiunge persuasione. Per chi la possiede la perspicacia è fonte di vita; e la disciplina degli stolti è stoltezza. Il cuore del saggio fa mostrar perspicacia alla sua bocca, e aggiunge persuasione alle sue labbra”. — Proverbi 16:20-23.
La saggezza ci aiuta a parlare con perspicacia e in modo persuasivo. Perché? Perché chi è saggio di cuore cerca sempre di ‘trovare il bene’ e “confida in Geova”. Se cerchiamo di trovare il bene negli altri è più probabile che parleremo bene di loro. Invece di essere dure e polemiche, le nostre parole saranno dolci e persuasive. Rendendoci conto delle circostanze in cui alcuni si trovano, capiremo le difficoltà che potrebbero avere e in che modo le affrontano.
Le parole dettate dalla sapienza sono importanti anche nell’opera di predicare il Regno e fare discepoli. Nell’insegnare la Parola di Dio il nostro obiettivo non è semplicemente trasmettere informazioni scritturali, ma toccare il cuore delle persone. Quindi bisogna parlare con persuasione. L’apostolo Paolo esortò Timoteo suo compagno d’opera a rimanere nelle cose che era stato “persuaso a credere”. — 2 Timoteo 3:14, 15.
Il verbo greco qui reso ‘persuadere’ significa “indurre un cambiamento di mente attraverso il ragionamento o considerazioni morali”. (An Expository Dictionary of New Testament Words di W. E. Vine) Per trovare argomenti convincenti che inducano chi ci ascolta a cambiare parere ci vuole perspicacia, bisogna cioè intuire come la pensa, quali sono i suoi interessi, le sue circostanze e il suo bagaglio culturale. Come possiamo riuscirci? Il discepolo Giacomo risponde: “Ogni uomo dev’essere pronto a udire, lento a parlare”. (Giacomo 1:19) Facendo esprimere il nostro interlocutore e prestando molta attenzione a quello che dice, riusciremo a sapere che tipo di persona è.
L’apostolo Paolo aveva una straordinaria capacità di persuasione. (Atti 18:4) Persino uno dei suoi oppositori, l’argentiere Demetrio, riconobbe: “Non solo a Efeso ma in quasi tutto il distretto dell’Asia questo Paolo ha persuaso una considerevole folla e l’ha volta a un’altra opinione”. (Atti 19:26) Paolo si attribuì forse il merito dell’efficacia della sua opera di predicazione? Niente affatto. Considerava la sua predicazione ‘una dimostrazione dello spirito e della potenza di Dio’. (1 Corinti 2:4, 5) Anche noi abbiamo l’aiuto dello spirito santo di Geova. Dal momento che confidiamo in Lui, siamo certi del suo aiuto se cerchiamo di parlare con perspicacia e in modo persuasivo nel nostro ministero.
A ragione “chi è saggio di cuore” viene definito “intelligente” o “assennato”. (Proverbi 16:21; CEI; La Bibbia Concordata) La perspicacia è davvero “fonte di vita” per chi la possiede.
PROVERBI 16:22)
“Per chi la possiede la perspicacia è fonte di vita; e la disciplina degli stolti è stoltezza.”
w07 15/7 p. 9 “La sapienza è per una protezione”
Per chi la possiede la perspicacia è fonte di vita; e la disciplina degli stolti è stoltezza.
w07 15/7 p. 9 “La sapienza è per una protezione”
Proverbi 16:20-
w07 15/7 p. 10 “La sapienza è per una protezione”
La perspicacia è davvero “fonte di vita” per chi la possiede. Ma che dire degli stolti? Essi ‘disprezzano la sapienza e la disciplina’. (Proverbi 1:7) Che risultati ottengono rifiutando di farsi disciplinare da Geova? Come abbiamo visto sopra, Salomone dice: “La disciplina degli stolti è stoltezza”. (Proverbi 16:22) Essi ricevono ulteriore disciplina, spesso sotto forma di severa punizione. Inoltre possono procurarsi guai, disonore, malattie e persino una morte prematura.
it-1 pp. 702-703 Disciplina
Risultati dell’accettarla e dell’ignorarla. I malvagi, gli stolti o quelli moralmente indegni mostrano il loro odio per la disciplina di Geova rifiutandola nel modo più assoluto. (Sl 50:16, 17; Pr 1:7) I cattivi risultati di una stoltezza del genere costituiscono ulteriore disciplina, spesso un severo castigo. Come dice il proverbio: “La disciplina degli stolti è stoltezza”. (Pr 16:22) Costoro possono causarsi miseria, vergogna, malattie e infine anche la morte. La storia degli israeliti illustra quanto può essere grave il danno. Essi non prestarono attenzione alla disciplina sotto forma di riprensione e correzione impartita per mezzo dei profeti. Furono incuranti della disciplina impartita da Geova rifiutando la sua protezione e benedizione. Alla fine subirono la severa disciplina preannunciata: la conquista e l’esilio. — Ger 2:30; 5:3; 7:28; 17:23; 32:33; Os 7:12-16; 10:10; Sof 3:2.
PROVERBI 16:23)
“Il cuore del saggio fa mostrar perspicacia alla sua bocca, e aggiunge persuasione alle sue labbra.”
w07 15/7 pp. 9-10 “La sapienza è per una protezione”
Parliamo con “perspicacia” e “persuasione”
In che modo la sapienza influisce su come parliamo? Il saggio re ci dice: “Chi mostra perspicacia in una questione troverà il bene, e felice è chi confida in Geova. Chi è saggio di cuore sarà chiamato persona di intendimento, e chi è dolce di labbra aggiunge persuasione. Per chi la possiede la perspicacia è fonte di vita; e la disciplina degli stolti è stoltezza. Il cuore del saggio fa mostrar perspicacia alla sua bocca, e aggiunge persuasione alle sue labbra”. — Proverbi 16:20-23.
La saggezza ci aiuta a parlare con perspicacia e in modo persuasivo. Perché? Perché chi è saggio di cuore cerca sempre di ‘trovare il bene’ e “confida in Geova”. Se cerchiamo di trovare il bene negli altri è più probabile che parleremo bene di loro. Invece di essere dure e polemiche, le nostre parole saranno dolci e persuasive. Rendendoci conto delle circostanze in cui alcuni si trovano, capiremo le difficoltà che potrebbero avere e in che modo le affrontano.
Le parole dettate dalla sapienza sono importanti anche nell’opera di predicare il Regno e fare discepoli. Nell’insegnare la Parola di Dio il nostro obiettivo non è semplicemente trasmettere informazioni scritturali, ma toccare il cuore delle persone. Quindi bisogna parlare con persuasione. L’apostolo Paolo esortò Timoteo suo compagno d’opera a rimanere nelle cose che era stato “persuaso a credere”. — 2 Timoteo 3:14, 15.
Il verbo greco qui reso ‘persuadere’ significa “indurre un cambiamento di mente attraverso il ragionamento o considerazioni morali”. (An Expository Dictionary of New Testament Words di W. E. Vine) Per trovare argomenti convincenti che inducano chi ci ascolta a cambiare parere ci vuole perspicacia, bisogna cioè intuire come la pensa, quali sono i suoi interessi, le sue circostanze e il suo bagaglio culturale. Come possiamo riuscirci? Il discepolo Giacomo risponde: “Ogni uomo dev’essere pronto a udire, lento a parlare”. (Giacomo 1:19) Facendo esprimere il nostro interlocutore e prestando molta attenzione a quello che dice, riusciremo a sapere che tipo di persona è.
L’apostolo Paolo aveva una straordinaria capacità di persuasione. (Atti 18:4) Persino uno dei suoi oppositori, l’argentiere Demetrio, riconobbe: “Non solo a Efeso ma in quasi tutto il distretto dell’Asia questo Paolo ha persuaso una considerevole folla e l’ha volta a un’altra opinione”. (Atti 19:26) Paolo si attribuì forse il merito dell’efficacia della sua opera di predicazione? Niente affatto. Considerava la sua predicazione ‘una dimostrazione dello spirito e della potenza di Dio’. (1 Corinti 2:4, 5) Anche noi abbiamo l’aiuto dello spirito santo di Geova. Dal momento che confidiamo in Lui, siamo certi del suo aiuto se cerchiamo di parlare con perspicacia e in modo persuasivo nel nostro ministero.
A ragione “chi è saggio di cuore” viene definito “intelligente” o “assennato”. (Proverbi 16:21; CEI; La Bibbia Concordata) La perspicacia è davvero “fonte di vita” per chi la possiede.
w99 15/3 pp. 15-16 Insegnate con perspicacia e persuasione
“Il cuore del saggio fa mostrar perspicacia alla sua bocca, e aggiunge persuasione alle sue labbra”. — PROVERBI 16:23.
IL NOSTRO obiettivo quali insegnanti della Parola di Dio è quello di illuminare non solo la mente, ma anche il cuore dei nostri studenti. (Efesini 1:18) Perciò insegnare implica più che semplicemente trasmettere informazioni. Proverbi 16:23 dice: “Il cuore del saggio fa mostrar perspicacia alla sua bocca, e aggiunge persuasione alle sue labbra”.
2 L’apostolo Paolo seguiva di certo questo principio nella sua attività di insegnante. A Corinto, “ogni sabato pronunciava un discorso nella sinagoga e persuadeva giudei e greci”. (Atti 18:4) Secondo un lessicografo, il termine greco qui reso ‘persuadere’ significa “indurre un cambiamento di mente attraverso il ragionamento o considerazioni morali”. Mediante argomentazioni convincenti, Paolo riusciva a indurre gli ascoltatori a cambiare il loro modo di pensare. La sua capacità di persuasione era tale da spaventare gli avversari. (Atti 19:24-27) Tuttavia l’insegnamento di Paolo non era una manifestazione di abilità umana. Ai corinti disse: “La mia parola e ciò che predicai non consistettero in persuasive parole di sapienza, ma in dimostrazione di spirito e potenza, affinché la vostra fede fosse non nella sapienza degli uomini, ma nella potenza di Dio”. (1 Corinti 2:4, 5) Dato che tutti i cristiani hanno l’aiuto dello spirito di Geova Dio, tutti possono divenire insegnanti persuasivi. Ma come? Esaminiamo alcune efficaci tecniche di insegnamento.
Siate buoni ascoltatori
3 La prima tecnica di insegnamento non riguarda il parlare, ma l’ascoltare. Come indica Proverbi 16:23, per essere persuasivi occorre avere perspicacia. Gesù usava senz’altro perspicacia con coloro ai quali insegnava. Giovanni 2:25 dice: “Egli stesso sapeva cosa c’era nell’uomo”. Ma come facciamo noi a sapere cosa c’è nel cuore di coloro ai quali insegniamo? Un modo è quello di essere buoni ascoltatori. Giacomo 1:19 dice: “Ogni uomo dev’essere pronto a udire, lento a parlare”. È vero che non tutti esprimono subito quello che pensano. Man mano però che si convincono del nostro sincero interesse per loro, le persone con le quali studiamo la Bibbia possono essere più inclini a esprimere i loro veri sentimenti. Spesso benevole domande mirate possono aiutarci a raggiungere il cuore e ad ‘attingerne’ i sentimenti. — Proverbi 20:5.
kl cap. 15 p. 143 par. 9 Come edificare una famiglia che onori Dio
9 Un proverbio biblico dice: “Il cuore del saggio fa mostrar perspicacia alla sua bocca, e aggiunge persuasione alle sue labbra”. (Proverbi 16:23) Realmente, dunque, il segreto per avere un buon dialogo sta nel cuore, non nella bocca. Che atteggiamento avete verso il vostro coniuge? La Bibbia incoraggia i cristiani a mostrare “i medesimi sentimenti”. (1 Pietro 3:8) Riuscite a far questo quando il vostro coniuge è profondamente angustiato? Vi aiuterà a sapere cosa rispondere. — Isaia 50:4.
w93 1/8 p. 4 Comunicare è più che parlare
Perspicacia
Un proverbio biblico dice: “Il cuore del saggio fa mostrar perspicacia alla sua bocca, e aggiunge persuasione alle sue labbra”. (Proverbi 16:23) La parola ebraica qui tradotta “fa mostrar perspicacia” dà l’idea di essere prudenti, di soppesare attentamente le cose. Perciò comunicare con efficacia è qualcosa che dipende più dal cuore che dalla bocca. Chi desidera veramente comunicare dev’essere non tanto un gran parlatore quanto un ascoltatore in grado di immedesimarsi negli altri. (Giacomo 1:19) Deve saper discernere nel comportamento del coniuge i sentimenti e i problemi che si nascondono dietro le apparenze. — Proverbi 20:5.
PROVERBI 16:24)
“I detti piacevoli sono un favo di miele, dolci all’anima e salute alle ossa.”
w07 15/7 p. 10 “La sapienza è per una protezione”
Additando un ulteriore effetto salutare della sapienza sul nostro modo di parlare, il re di Israele dice: “I detti piacevoli sono un favo di miele, dolci all’anima e salute alle ossa”. (Proverbi 16:24) Come il miele è dolce e offre un immediato ristoro a chi è affamato, i detti piacevoli incoraggiano e ristorano. Il miele ha inoltre proprietà terapeutiche e fa bene. Lo stesso si può dire dei detti piacevoli: sono spiritualmente salutari. — Proverbi 24:13, 14.
it-2 p. 280 Miele
Uso figurativo. Il miele è paragonato ai detti piacevoli e alla sapienza, non solo perché è dolce e gradevole al gusto, ma anche per le sue proprietà risanatrici. I detti piacevoli sono spiritualmente salutari, proprio come il miele giova al corpo fisico. Lo scrittore di Proverbi dice: “I detti piacevoli sono un favo di miele, dolci all’anima e salute alle ossa”. — Pr 16:24; 24:13, 14.
PROVERBI 16:25)
“Esiste una via che davanti all’uomo è retta, ma la sua fine son poi le vie della morte.”
w07 15/7 pp. 10-11 “La sapienza è per una protezione”
Attenzione alla ‘via che sembra retta’
“Esiste una via che davanti all’uomo è retta”, dice Salomone, “ma la sua fine son poi le vie della morte”. (Proverbi 16:25) Questo mette in guardia da falsi ragionamenti e da una condotta contraria alla legge di Dio. Un certo percorso potrebbe sembrare giusto da un punto di vista umano, ma in realtà essere contrario ai giusti principi della Parola di Dio. Inoltre Satana potrebbe ingannare una persona inducendola a prendere una strada che sembra giusta, mentre in effetti porta alla morte.
Il modo migliore per non ingannare se stessi è avere un cuore che è saggio e ha intendimento e una coscienza che è illuminata dalla conoscenza della Parola di Dio. Quando si tratta di prendere decisioni nella vita, in fatto di moralità, adorazione o quant’altro, il modo migliore per non essere tratti in inganno è farsi guidare dalle norme di Dio del bene e del male.
PROVERBI 16:26)
“L’anima di chi lavora duramente ha lavorato duramente per lui, perché la sua bocca ha fatto duramente pressione su di lui.”
w07 15/7 p. 11 “La sapienza è per una protezione”
“L’appetito del lavoratore lavora per lui”
“L’anima di chi lavora duramente ha lavorato duramente per lui”, prosegue il saggio re, “perché la sua bocca ha fatto duramente pressione su di lui”. (Proverbi 16:26) Salomone dice che il desiderio di mangiare ‘può lavorare duramente per il lavoratore’ perché la fame ‘fa pressione su di lui’ o lo motiva. Nella versione della CEI si legge: “L’appetito del lavoratore lavora per lui, perché la sua bocca lo stimola”. Un normale desiderio, come l’appetito, può spingerci a essere produttivi. Un desiderio del genere è costruttivo. Ma che dire se si lascia che un desiderio giusto diventi così esagerato da trasformarsi in avidità? Risultati simili si hanno quando un fuoco acceso all’aperto per cucinare sfugge al controllo e si trasforma in un incendio della foresta. L’avidità è un desiderio smodato ed è deleteria. Rendendosi conto del pericolo, la persona saggia tiene sotto controllo anche i desideri sani.
PROVERBI 16:27)
“L’uomo buono a nulla scava ciò che è male, e sulle sue labbra c’è, per così dire, un fuoco che brucia.”
w07 15/7 p. 11 “La sapienza è per una protezione”
Le parole che escono dalla nostra bocca possono essere distruttive come un incendio. Descrivendo l’effetto rovinoso di andare alla ricerca dei difetti altrui e di sbandierarli ai quattro venti, Salomone dice: “L’uomo buono a nulla scava ciò che è male, e sulle sue labbra c’è, per così dire, un fuoco che brucia. L’uomo di intrighi continua a suscitar contesa, e il calunniatore separa quelli che sono familiari l’uno con l’altro”. — Proverbi 16:27, 28.
Chi cerca di rovinare la reputazione di qualcun altro è un “buono a nulla”. Dovremmo cercare di trovare del bene negli altri e dire cose che inducano a rispettarli. Che dire inoltre di dar retta a coloro che diffondono pettegolezzi dannosi? Le loro parole possono facilmente destare sospetti infondati, dividere amici e causare fratture all’interno della congregazione. La saggezza ci spingerà a non prestare loro ascolto.
it-1 p. 975 Fuoco
Tuttavia, a motivo della sua potenza distruttiva quando è incontrollato, il fuoco viene descritto come una delle quattro cose che non dicono mai “Basta!” (Pr 30:15, 16) Per la stessa ragione Giacomo paragona a un fuoco la lingua usata erroneamente. — Gc 3:5-8; cfr. Pr 16:27.
PROVERBI 16:28)
“L’uomo di intrighi continua a suscitar contesa, e il calunniatore separa quelli che sono familiari l’uno con l’altro.”
w07 15/7 p. 11 “La sapienza è per una protezione”
Le parole che escono dalla nostra bocca possono essere distruttive come un incendio. Descrivendo l’effetto rovinoso di andare alla ricerca dei difetti altrui e di sbandierarli ai quattro venti, Salomone dice: “L’uomo buono a nulla scava ciò che è male, e sulle sue labbra c’è, per così dire, un fuoco che brucia. L’uomo di intrighi continua a suscitar contesa, e il calunniatore separa quelli che sono familiari l’uno con l’altro”. — Proverbi 16:27, 28.
Chi cerca di rovinare la reputazione di qualcun altro è un “buono a nulla”. Dovremmo cercare di trovare del bene negli altri e dire cose che inducano a rispettarli. Che dire inoltre di dar retta a coloro che diffondono pettegolezzi dannosi? Le loro parole possono facilmente destare sospetti infondati, dividere amici e causare fratture all’interno della congregazione. La saggezza ci spingerà a non prestare loro ascolto.
w89 15/10 p. 13 par. 16 Guardatevi dal pettegolezzo dannoso!
16 Non dovremmo ascoltare chi pettegola con malignità, perché costoro separano gli amici. Spesso i calunniatori esagerano, travisano, mentono e accumulano montagne di parole provocatorie. Invece di parlare a una persona faccia a faccia, sussurrano alle sue spalle. Spesso fanno nascere sospetti infondati. Così “il calunniatore separa quelli che sono familiari l’uno con l’altro”. — Proverbi 16:28.
PROVERBI 16:29)
“L’uomo di violenza sedurrà il suo prossimo, e certamente lo farà andare in una via che non è buona.”
w07 15/7 pp. 11-12 “La sapienza è per una protezione”
Mettendo in guardia da qualcosa di allettante che può indurre a tenere un comportamento sbagliato, Salomone dice: “L’uomo di violenza sedurrà il suo prossimo, e certamente lo farà andare in una via che non è buona. Ammicca con gli occhi per progettare intrighi. Stringendo le sue labbra, certamente porta a termine il male”. — Proverbi 16:29, 30.
La violenza può attirare i veri adoratori? Oggi nel mondo molti sono stati indotti a “progettare intrighi”. Favoriscono o commettono azioni violente. Forse non abbiamo difficoltà a evitare di prendere direttamente parte alla violenza. Ma che dire di esserne adescati in modi più sottili? Milioni di persone non sono forse attratte da spettacoli o avvenimenti sportivi che esaltano la violenza? Il consiglio scritturale è chiaro: “Chi cammina con le persone sagge diverrà saggio, ma chi tratta con gli stupidi se la passerà male”. (Proverbi 13:20) Che protezione offre la sapienza divina!
PROVERBI 16:30)
“Ammicca con gli occhi per progettare intrighi. Stringendo le sue labbra, certamente porta a termine il male.”
w07 15/7 pp. 11-12 “La sapienza è per una protezione”
Mettendo in guardia da qualcosa di allettante che può indurre a tenere un comportamento sbagliato, Salomone dice: “L’uomo di violenza sedurrà il suo prossimo, e certamente lo farà andare in una via che non è buona. Ammicca con gli occhi per progettare intrighi. Stringendo le sue labbra, certamente porta a termine il male”. — Proverbi 16:29, 30.
La violenza può attirare i veri adoratori? Oggi nel mondo molti sono stati indotti a “progettare intrighi”. Favoriscono o commettono azioni violente. Forse non abbiamo difficoltà a evitare di prendere direttamente parte alla violenza. Ma che dire di esserne adescati in modi più sottili? Milioni di persone non sono forse attratte da spettacoli o avvenimenti sportivi che esaltano la violenza? Il consiglio scritturale è chiaro: “Chi cammina con le persone sagge diverrà saggio, ma chi tratta con gli stupidi se la passerà male”. (Proverbi 13:20) Che protezione offre la sapienza divina!
PROVERBI 16:31)
“I capelli grigi sono una corona di bellezza quando si trovano nella via della giustizia.”
w07 15/7 p. 12 “La sapienza è per una protezione”
Cosa si può dire di chi ha dato prova di sapienza e intendimento per tutta la vita e ‘non è andato in una via che non è buona’? Una vita trascorsa nella via della giustizia è bella agli occhi di Dio ed è degna di rispetto. “I capelli grigi sono una corona di bellezza quando si trovano nella via della giustizia”, dice Proverbi 16:31.
w05 15/1 pp. 8-9 Quando l’età avanzata diventa “una corona di bellezza”
Anche il libro biblico di Proverbi dà risalto alla giustizia quale ornamento della vecchiaia. Vi si legge: “I capelli grigi sono una corona di bellezza quando si trovano nella via della giustizia”. (Proverbi 16:31) La giustizia è infatti una manifestazione di intima bellezza. La persona che per tutta la vita ha perseguito la giustizia si guadagna il rispetto degli altri. (Levitico 19:32) I capelli grigi, se accompagnati da saggezza e virtù, sono degni di onore. — Giobbe 12:12.
Geova considera bella la persona che ha speso la vita nel suo servizio. Nelle Scritture Geova dice: “Sarò lo stesso fino alla vostra vecchiaia, vi sosterrò fin quando avrete i capelli bianchi. Come ho già fatto, continuerò ad aver cura di voi, vi aiuterò e vi salverò”. (Isaia 46:4, Parola del Signore [PS]) Com’è confortante sapere che il nostro amorevole Padre celeste promette di aiutare e sostenere i suoi leali nella vecchiaia! — Salmo 48:14.
Dato che una vita trascorsa fedelmente al servizio di Geova è bella ai suoi occhi, non merita anche il rispetto degli altri? Rispecchiando il punto di vista di Dio, siamo molto affezionati ai nostri conservi d’età avanzata. (1 Timoteo 5:1, 2) Cerchiamo quindi di mostrare amore cristiano in modi pratici per aver cura dei loro bisogni.
w93 15/3 p. 29 Lo splendore dei capelli grigi
Inoltre il cristiano vorrà tenere presente che “i capelli grigi sono una corona di bellezza quando si trovano nella via della giustizia”. (Proverbi 16:31) Una vita di fedele servizio a Geova è bella dal Suo punto di vista e merita il rispetto degli altri come un buon esempio. Naturalmente quello di imparare intorno a Dio e acquistare esperienza “nella via della giustizia” è un processo che può iniziare presto nella vita e che non dovrebbe finire mai. — Romani 11:33, 34.
Lo si può illustrare con ciò che disse un bambino di sette anni in Svezia. Aveva chiesto al sorvegliante della Scuola di Ministero Teocratico della sua congregazione se poteva iscriversi alla scuola. Quando il sorvegliante gli chiese a sua volta “Perché?”, il bambino rispose: “Non si può rimanere tutta la vita senza far nulla!” (Ecclesiaste 12:1) Che esempio positivo sia per i giovani che per le persone anziane!
it-1 p. 151 Anziano
Le Scritture Ebraiche sottolineano dunque che l’età da sola non basta, che “i capelli grigi sono una corona di bellezza” solo quando “si trovano nella via della giustizia”. (Pr 16:31) Non sono “quelli che semplicemente abbondano di giorni a mostrarsi saggi, né quelli che sono soltanto vecchi a comprendere il giudizio”, ma quelli che, oltre ad avere esperienza, sono guidati dallo spirito di Dio e hanno acquistato intendimento della sua Parola. — Gb 32:8, 9; Sl 119:100; Pr 3:5-7; Ec 4:13.
it-1 p. 422 Capelli, Peli
La Bibbia riconosce sia la bellezza della gioventù che lo splendore della vecchiaia. “La bellezza dei giovani è la loro potenza, e lo splendore dei vecchi sono i loro capelli grigi”. (Pr 20:29) Ciò è particolarmente vero per coloro che adorano e servono Geova. “I capelli grigi sono una corona di bellezza quando si trovano nella via della giustizia”. (Pr 16:31) “Quelli che sono piantati nella casa di Geova, . . . continueranno ancora a prosperare durante i capelli grigi”. (Sl 92:13, 14) Non saranno abbandonati dal loro Dio. (Isa 46:4) La legge di Geova dice: “Ti devi levare davanti ai capelli grigi, e devi mostrare considerazione per la persona del vecchio”. — Le 19:32.
it-1 p. 576 Corona
I capelli grigi sono come una splendida “corona di bellezza quando si trovano nella via della giustizia”, in quanto dal punto di vista di Geova una vita trascorsa nel timore di Lui è bella e merita il rispetto di tutti come un valido esempio. (Pr 16:31; vedi Le 19:32).
w89 1/2 p. 4 La vera bellezza si può sviluppare
Il proverbio biblico dice: “I capelli grigi sono una corona di bellezza quando si trovano nella via della giustizia”. (Proverbi 16:31) La giustizia è un aspetto della bellezza interiore. Se un giovane la coltiva, continuerà ad averla anche quando perderà l’attraente vigore della giovinezza.
PROVERBI 16:32)
“Chi è lento all’ira è migliore di un uomo potente, e chi controlla il suo spirito di uno che cattura una città.”
w07 15/7 p. 12 “La sapienza è per una protezione”
Viceversa non c’è niente di bello nell’ira incontrollata. Caino, figlio primogenito di Adamo ed Eva, “si accese di grande ira”, quindi “assaliva Abele suo fratello e lo uccideva”. (Genesi 4:1, 2, 5, 8) Anche se a volte potremmo avere ragione di adirarci, dobbiamo stare attenti che l’ira non sfugga al nostro controllo. Proverbi 16:32 dice chiaramente: “Chi è lento all’ira è migliore di un uomo potente, e chi controlla il suo spirito di uno che cattura una città”. L’ira incontrollata non è segno di forza né di virtù. È un difetto che può farci “andare in una via che non è buona”.
g01 22/10 pp. 13-14 Perché non dovrei vendicarmi?
Autocontrollo: un segno di forza
Maltrattamenti e ingiustizie non sono certo una novità. Uno scrittore biblico diede questo consiglio: “Lascia stare l’ira e abbandona il furore; non mostrarti acceso solo per fare il male”. (Salmo 37:8) Fin troppo spesso quando ci si arrabbia si perde il controllo e ci si sfoga senza valutare le conseguenze. Quando “ci si scalda”, si può esplodere! Con quali possibili risultati?
Prendiamo il caso di Caino e Abele. “Caino si accese di grande ira” verso suo fratello Abele. Di conseguenza, “mentre erano nel campo Caino assaliva Abele suo fratello e lo uccideva”. (Genesi 4:5, 8) Il re Saul diede un altro esempio di rabbia incontrollata. Geloso delle imprese militari del giovane Davide, scagliò la lancia non solo contro Davide ma anche contro il proprio figlio Gionatan! — 1 Samuele 18:11; 19:10; 20:30-34.
È vero che ci sono momenti in cui è giusto arrabbiarsi. Ma se non è tenuta sotto controllo, anche la giusta indignazione può farci compiere azioni sbagliate. Simeone e Levi, per esempio, venuti a sapere che Sichem aveva violentato la loro sorella Dina ebbero certamente diritto di adirarsi con lui. Anziché mantenere la calma, però, si fecero prendere dall’ira, come mostra ciò che dissero in seguito: “Doveva qualcuno trattare nostra sorella come una prostituta?” (Genesi 34:31) E quando la loro ira divenne incontenibile “prendevano ciascuno la sua spada e andavano senza destar sospetti nella città e uccidevano ogni maschio” che viveva nel villaggio di Sichem. La loro rabbia fu contagiosa, perché “gli altri figli di Giacobbe” si unirono a loro nell’attacco omicida. (Genesi 34:25-27) Perfino ad anni di distanza dall’accaduto Giacobbe, padre di Simeone e Levi, denunciò la loro ira incontrollata. — Genesi 49:5-7.
Da questo impariamo una lezione importante: L’ira incontrollata non è un segno di forza, ma di debolezza. Proverbi 16:32 dice: “Chi è lento all’ira è migliore di un uomo potente, e chi controlla il suo spirito di uno che cattura una città”.
w87 1/7 p. 5 Come controllare l’ira vostra e altrui
Ma se siamo arrabbiati, o se abbiamo a che fare con qualcuno che lo è, dobbiamo imparare a controllarci per continuare ad essere felici e a star bene. In che modo? La Bibbia dice: “Chi è lento all’ira è migliore di un uomo potente, e chi controlla il suo spirito di uno che cattura una città”. (Proverbi 16:32) Anziché decidere precipitosamente di dar sfogo alla propria ira, dovremmo soppesare le possibili conseguenze delle nostre azioni. Contare fino a dieci potrà impedirci di fare qualcosa di cui poi potremmo pentirci. — Proverbi 14:17.
PROVERBI 16:33)
“Nel grembo si getta la sorte, ma ogni decisione mediante essa è da Geova.”
w07 15/7 p. 12 “La sapienza è per una protezione”
Quando ‘ogni decisione è da Geova’
“Nel grembo si getta la sorte”, dice il re di Israele, “ma ogni decisione mediante essa è da Geova”. (Proverbi 16:33) Nell’antico Israele, Geova a volte si serviva delle sorti per far conoscere la sua volontà. Le sorti erano sassolini oppure pezzetti di legno o di pietra. Prima si invocava Geova perché decidesse una questione. Poi si gettavano le sorti nelle pieghe di una veste e quindi si estraevano. Si accettava il risultato come la risposta di Dio.
Geova non si serve più delle sorti per informare i suoi servitori di quello che ha in mente. Ha rivelato la sua volontà nella sua Parola. Per avere sapienza divina è fondamentale acquistare accurata conoscenza di quanto dice la Bibbia. Perciò non dovremmo lasciar passare neanche un giorno senza leggere le Scritture ispirate. — Salmo 1:1, 2; Matteo 4:4.

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Tutte le favole di Esopo con lezioni e morale

Tutte le favole di Esopo con lezioni e morale - 393 favole Autore: Esopo


INDICE DI TUTTE LE FAVOLE:
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02. L'Aquila, la lepre e lo scarabeo.
03. taglio ala dell'Aquila e la volpe.
04. L'Aquila e la volpe.
05. L'Aquila e la freccia.
06. L'Aquila e i Galli.
07. le volpi sulle rive del fiume Meandro.
08. la volpe che è stata riempita il suo grembo.
09. la volpe e il biancospino
10. la volpe e il taglialegna.
11. la volpe e il serpente.
12. la volpe e i grappoli di uva.
13. la volpe e il coccodrillo.
14. la volpe e la Pantera.
15. la volpe e la scimmia incoronato re
16. la volpe e il cane.
17. la volpe e la scimmia discusso circa la sua nobiltà.
18. la volpe e il caprone nel pozzo.
19. la volpe con la coda tagliata.
20. la volpe che non aveva mai visto un leone.
21. la volpe e la maschera vuota.
22. la volpe e il labrador maschio.
23. la volpe e il granchio di mare.
24. la volpe e il corvo affamato.
25. la volpe e il corvo grida.
26. le vol…

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