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SALMI 120-134 | Tesori della Parola di Dio: settimana del 12-18 settembre

TESTI BIBLICI E RIFERIMENTI: TESORI DELLA PAROLA DI DIO | SALMI 120-134

“IL MIO AIUTO È DA GEOVA”: (10 MIN)

I Salmi da 120 a 134 sono chiamati “Canti delle ascese”. Molti ritengono che gli israeliti gioiosi cantassero questi salmi quando, in occasione delle feste annuali, salivano a Gerusalemme, che era situata in alto tra le montagne di Giuda.
La protezione di Geova viene paragonata a quella di...
121:3-8
• un pastore attento
• un’ombra che ripara dal sole
• un compagno di battaglia leale

Sl 121:1, 2 — Geova è il Creatore e questo costituisce una base per avere fiducia in lui (w04 15/12 12 par. 3)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti Salmo 121:1, 2
121 Alzerò i miei occhi ai monti.
Da dove verrà il mio aiuto?
2 Il mio aiuto è da Geova,
Il Fattore del cielo e della terra.
La Torre di Guardia (2004) Geova è il nostro Soccorritore
3. Verso quali monti il salmista può avere alzato gli occhi, e perché?
3 Come base per avere fiducia in Geova, il salmista fece riferimento al fatto che Egli è il Creatore: “Alzerò i miei occhi ai monti. Da dove verrà il mio aiuto? Il mio aiuto è da Geova, il Fattore del cielo e della terra”. (Salmo 121:1, 2) Il salmista non alzò gli occhi verso un monte qualsiasi. Quando queste parole furono messe per iscritto, il tempio di Geova era situato a Gerusalemme. La città, ubicata fra le montagne di Giuda, era il simbolico luogo di dimora di Geova. (Salmo 135:21) Forse il salmista alzò gli occhi verso i monti di Gerusalemme, sui quali era costruito il tempio di Geova, confidando nel Suo aiuto. Perché il salmista era così sicuro che Geova lo avrebbe aiutato? Perché Egli è “il Fattore del cielo e della terra”. In effetti il salmista stava dicendo: ‘Sicuramente non c’è nulla che possa impedire all’onnipotente Creatore di aiutarmi!’ — Isaia 40:26.

Sl 121:3, 4 — Geova è attento alle necessità dei suoi servitori (w04 15/12 12 par. 4)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti Salmo 121:3, 4
3 Egli non può permettere che il tuo piede vacilli.
Colui che ti custodisce non può essere sonnolento.
4 Ecco, non sarà sonnolento né si addormenterà,
Colui che custodisce Israele.
La Torre di Guardia (2004) Geova è il nostro Soccorritore
4. In che modo il salmista mostrò che Geova è sempre attento ai bisogni dei suoi servitori, e perché questo è un pensiero confortante?
4 Il salmista spiegò poi che Geova è sempre attento alle necessità dei suoi servitori: “Egli non può permettere che il tuo piede vacilli. Colui che ti custodisce non può essere sonnolento. Ecco, non sarà sonnolento né si addormenterà, Colui che custodisce Israele”. (Salmo 121:3, 4) È impensabile che Dio lasci che chi confida in lui “vacilli” o cada senza possibilità di rialzarsi. (Proverbi 24:16) Perché? Perché Geova è come un pastore attento che protegge le sue pecore. Questo non è forse un pensiero confortante? Egli non perde di vista nemmeno per un momento i bisogni dei suoi servitori. Vigila su di loro giorno e notte.

Sl 121:5-8 — Geova è il leale Protettore del suo popolo (w04 15/12 13 parr. 5-7)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti Salmo 121:5-8
5 Geova ti custodisce.
Geova è la tua ombra alla tua destra.
6 Di giorno il sole stesso non ti colpirà,
Né la luna di notte.
7 Geova stesso ti custodirà da ogni calamità.
Egli custodirà la tua anima.
8 Geova stesso custodirà il tuo uscire e il tuo entrare
Da ora in poi e a tempo indefinito.
La Torre di Guardia (2004) Geova è il nostro Soccorritore
5. Perché è detto che Geova è alla “destra”?
5 Fiducioso che Geova è il leale Protettore del suo popolo, il salmista scrisse: “Geova è la tua ombra alla tua destra. Di giorno il sole stesso non ti colpirà, né la luna di notte”. (Salmo 121:5, 6) Per chi viaggia a piedi in Medio Oriente, un posto all’ombra rappresenta un gradito luogo di protezione dal sole cocente. Geova è per i suoi servitori come un’ombra che ripara dall’ardente calore delle calamità. Si noti che viene detto che Geova è alla “destra”. Anticamente in battaglia la mano destra del soldato era in un certo qual modo scoperta, in quanto lo scudo veniva tenuto con la mano sinistra. Un amico leale poteva dare protezione stando alla destra del soldato. Come un amico del genere, Geova sta accanto ai suoi adoratori, sempre pronto ad aiutarli.
6, 7. (a) Come ci assicura il salmista che Geova non smetterà mai di aiutare i suoi servitori? (b) Perché possiamo nutrire la stessa fiducia del salmista?
6 Geova smetterà mai di aiutare chi lo serve? È assolutamente inconcepibile. Il salmista concluse: “Geova stesso ti custodirà da ogni calamità. Egli custodirà la tua anima. Geova stesso custodirà il tuo uscire e il tuo entrare da ora in poi e a tempo indefinito”. (Salmo 121:7, 8) Si noti che qui il salmista parla al futuro. In precedenza, al versetto 5, aveva usato il presente: “Geova ti custodisce”. Ma in questi versetti scrive: “Geova stesso ti custodirà”. Questo assicura ai veri adoratori che l’aiuto di Geova si estende nel futuro. A prescindere da dove vadano e indipendentemente dalle calamità che affrontano, non saranno mai fuori dalla portata della sua mano protettiva. — Proverbi 12:21.
7 Indubbiamente lo scrittore del Salmo 121 era fiducioso che l’onnipotente Creatore vigila sui suoi servitori con la benignità di un pastore premuroso e l’attenzione di una guardia diligente. Abbiamo ogni motivo per nutrire la stessa fiducia del salmista poiché Geova non cambia. (Malachia 3:6) Significa questo che riceveremo sempre protezione fisica? No, ma finché ci rivolgiamo a lui come Soccorritore, egli ci salvaguarderà da tutto ciò che potrebbe recarci danno spirituale. Ovviamente ci chiediamo: ‘Come ci aiuta Geova?’ Esaminiamo quattro modi in cui lo fa. In questo articolo vedremo come aiutò i suoi servitori nei tempi biblici. Nel prossimo articolo considereremo come li aiuta oggi.

SCAVIAMO PER TROVARE GEMME SPIRITUALI: (8 MIN)

Sl 123:2 — Qual è il senso dell’illustrazione inerente agli occhi dei servitori? (w06 1/9 15 par. 3)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti Salmo 123:2
2 Ecco, come gli occhi dei servitori sono verso la mano del loro padrone,
Come gli occhi della serva sono verso la mano della sua padrona,
Così i nostri occhi sono verso Geova nostro Dio
Finché ci mostri favore.
La Torre di Guardia (2006) Punti notevoli del Libro Quinto dei Salmi
123:2: Qual è il senso dell’illustrazione inerente agli occhi dei servitori? Servi e serve guardano verso la mano del padrone o della padrona per due ragioni: per capire che cosa desidera nonché per ricevere protezione e il necessario per vivere. Allo stesso modo noi guardiamo verso Geova per discernere la sua volontà e ottenere il suo favore.

Sl 133:1-3 — Qual è una delle lezioni contenute in questo salmo? (w06 1/9 16 par. 2)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti Salmo 133:1-3
133 Ecco, come è buono e come è piacevole
Che i fratelli dimorino insieme in unità!
2 È come il buon olio sulla testa,
Che scende sulla barba,
La barba di Aaronne,
Che scende fino al colletto delle sue vesti.
3 È come la rugiada dell’Ermon
Che scende sui monti di Sion.
Poiché là Geova comandò [che fosse] la benedizione,
[Anche] la vita a tempo indefinito.
La Torre di Guardia (2006) Punti notevoli del Libro Quinto dei Salmi
133:1-3. L’unità del popolo di Geova ha un effetto calmante, salutare e rinfrescante. Non dovremmo turbarla con critiche, dispute o lamentele.

Cosa impariamo su Geova dai salmi in programma questa settimana?

Quali punti di questi salmi possiamo usare nel ministero di campo?

SALMI 120-134 | SUGGERIMENTI PER I VOSTRI COMMENTI PERSONALI

SALMO 120:4)
“Frecce aguzze di un uomo potente, Insieme a carboni ardenti di ginestre.”
w06 1/9 p. 15 par. 6 Punti notevoli del Libro Quinto dei Salmi
120:3, 4. Se dobbiamo sopportare qualcuno che ha la “lingua ingannevole”, può esserci di conforto sapere che a tempo debito Geova metterà le cose a posto. I calunniatori subiranno la calamità per mano di “un uomo potente”. Riceveranno sicuramente l’infuocato giudizio di Geova simboleggiato da “carboni ardenti di ginestre”.
w87 15/3 pp. 24-25 Un Dio felice, un popolo felice!
♦ 120:4 — Cos’erano le “frecce aguzze” e i “carboni ardenti”?
La lingua calunniatrice può essere distruttiva quanto un’arma o quanto il fuoco. (Proverbi 12:18; Giacomo 3:6) Per punizione Geova fa in modo che la lingua calunniatrice sia messa a tacere come mediante le frecce di un guerriero. Va rilevato che il carbone di ginestra brucia producendo intenso calore, cosa che ci fa capire quanto sia severo il giudizio di Dio nei confronti della “lingua ingannevole”. — Salmo 120:2, 3.
SALMO 121:1)
“Alzerò i miei occhi ai monti. Da dove verrà il mio aiuto?”
w04 15/12 p. 12 Geova è il nostro Soccorritore
Una sicura Fonte di aiuto
3 Come base per avere fiducia in Geova, il salmista fece riferimento al fatto che Egli è il Creatore: “Alzerò i miei occhi ai monti. Da dove verrà il mio aiuto?
w04 15/12 p. 12 par. 3 Geova è il nostro Soccorritore
Salmo 121:1,
w04 15/12 p. 12 par. 3 Geova è il nostro Soccorritore
Il salmista non alzò gli occhi verso un monte qualsiasi. Quando queste parole furono messe per iscritto, il tempio di Geova era situato a Gerusalemme. La città, ubicata fra le montagne di Giuda, era il simbolico luogo di dimora di Geova. (Salmo 135:21) Forse il salmista alzò gli occhi verso i monti di Gerusalemme, sui quali era costruito il tempio di Geova, confidando nel Suo aiuto.
w95 15/3 pp. 29-30 Loderete Geova?
Si può ricevere aiuto
Molti interessati forse desiderano lodare Geova, ma ritengono di non essere in grado di soddisfare i requisiti richiesti. Essi fanno bene a ricordare le parole del salmista: “Alzerò i miei occhi ai monti. Da dove verrà il mio aiuto? Il mio aiuto è da Geova, il Fattore del cielo e della terra”. (Salmo 121:1, 2) È chiaro che il salmista alzò gli occhi ai monti di Gerusalemme dov’erano situati il tempio di Geova e la sede terrena del governo teocratico. Da ciò possiamo giustamente dedurre che l’aiuto necessario per lodare Geova Dio e dichiarare il messaggio del Regno viene solo da lui e dalla sua organizzazione. — Salmo 3:4; Daniele 6:10.
it-2 p. 316 Montagna, Monte
Forse in riferimento al fatto di pregare rivolti verso i monti di Gerusalemme, il salmista disse: “Alzerò i miei occhi ai monti. Da dove verrà il mio aiuto? Il mio aiuto è da Geova”. — Sl 121:1, 2; cfr. Sl 3:4; 1Re 8:30, 44, 45; Da 6:10.
SALMO 121:2)
“Il mio aiuto è da Geova, Il Fattore del cielo e della terra.”
w04 15/12 p. 12 Geova è il nostro Soccorritore
Geova è il nostro Soccorritore
“Il mio aiuto è da Geova, il Fattore del cielo e della terra”. — SALMO 121:2.
CHI fra noi non ha mai bisogno di aiuto? La verità è che a volte ne abbiamo bisogno tutti, forse per affrontare un problema pressante, per sopportare una perdita dolorosa o per tenere duro di fronte a una prova difficile. Quando hanno bisogno di aiuto spesso le persone si rivolgono a un amico premuroso. Condividere un peso con un amico del genere lo rende più leggero. Ma ci sono dei limiti a ciò che un essere umano può fare per aiutare. Inoltre, una persona potrebbe non essere in grado di prestare aiuto quando viene richiesto.
2 Tuttavia c’è un Soccorritore che ha potere e risorse illimitati. Inoltre, egli ci assicura che non ci abbandonerà mai. Il salmista lo identificò dichiarando con piena fiducia: “Il mio aiuto è da Geova”. (Salmo 121:2) Perché il salmista era convinto che Geova lo avrebbe aiutato? Per rispondere esaminiamo il Salmo 121. Tale esame ci permetterà di vedere perché anche noi possiamo rivolgerci fiduciosamente a Geova come nostro Soccorritore.
Una sicura Fonte di aiuto
3 Come base per avere fiducia in Geova, il salmista fece riferimento al fatto che Egli è il Creatore: “Alzerò i miei occhi ai monti. Da dove verrà il mio aiuto? Il mio aiuto è da Geova, il Fattore del cielo e della terra”. (Salmo 121:1, 2) Il salmista non alzò gli occhi verso un monte qualsiasi. Quando queste parole furono messe per iscritto, il tempio di Geova era situato a Gerusalemme. La città, ubicata fra le montagne di Giuda, era il simbolico luogo di dimora di Geova. (Salmo 135:21) Forse il salmista alzò gli occhi verso i monti di Gerusalemme, sui quali era costruito il tempio di Geova, confidando nel Suo aiuto. Perché il salmista era così sicuro che Geova lo avrebbe aiutato? Perché Egli è “il Fattore del cielo e della terra”. In effetti il salmista stava dicendo: ‘Sicuramente non c’è nulla che possa impedire all’onnipotente Creatore di aiutarmi!’ — Isaia 40:26.
SALMO 121:3)
“Egli non può permettere che il tuo piede vacilli. Colui che ti custodisce non può essere sonnolento.”
w04 15/12 pp. 12-13 par. 4 Geova è il nostro Soccorritore
4 Il salmista spiegò poi che Geova è sempre attento alle necessità dei suoi servitori: “Egli non può permettere che il tuo piede vacilli. Colui che ti custodisce non può essere sonnolento. Ecco, non sarà sonnolento né si addormenterà, Colui che custodisce Israele”. (Salmo 121:3, 4) È impensabile che Dio lasci che chi confida in lui “vacilli” o cada senza possibilità di rialzarsi. (Proverbi 24:16) Perché? Perché Geova è come un pastore attento che protegge le sue pecore. Questo non è forse un pensiero confortante? Egli non perde di vista nemmeno per un momento i bisogni dei suoi servitori. Vigila su di loro giorno e notte.
SALMO 121:4)
“Ecco, non sarà sonnolento né si addormenterà, Colui che custodisce Israele.”
w04 15/12 pp. 12-13 par. 4 Geova è il nostro Soccorritore
4 Il salmista spiegò poi che Geova è sempre attento alle necessità dei suoi servitori: “Egli non può permettere che il tuo piede vacilli. Colui che ti custodisce non può essere sonnolento. Ecco, non sarà sonnolento né si addormenterà, Colui che custodisce Israele”. (Salmo 121:3, 4) È impensabile che Dio lasci che chi confida in lui “vacilli” o cada senza possibilità di rialzarsi. (Proverbi 24:16) Perché? Perché Geova è come un pastore attento che protegge le sue pecore. Questo non è forse un pensiero confortante? Egli non perde di vista nemmeno per un momento i bisogni dei suoi servitori. Vigila su di loro giorno e notte.
SALMO 121:5)
“Geova ti custodisce. Geova è la tua ombra alla tua destra.”
w09 1/5 p. 14 Il linguaggio figurato nella Bibbia: Ne afferrate il senso?
D’altra parte Salmo 121:5 dice: “Geova è la tua ombra alla tua destra”. Proprio come l’ombra può proteggerci dal sole cocente, Geova può proteggere coloro che lo servono dal calore delle avversità, dando loro protezione all’ombra della sua “mano” o delle sue “ali”. — Isaia 51:16; Salmo 17:8; 36:7.
w04 15/12 p. 13 par. 5 Geova è il nostro Soccorritore
5 Fiducioso che Geova è il leale Protettore del suo popolo, il salmista scrisse: “Geova è la tua ombra alla tua destra. Di giorno il sole stesso non ti colpirà, né la luna di notte”. (Salmo 121:5, 6) Per chi viaggia a piedi in Medio Oriente, un posto all’ombra rappresenta un gradito luogo di protezione dal sole cocente. Geova è per i suoi servitori come un’ombra che ripara dall’ardente calore delle calamità. Si noti che viene detto che Geova è alla “destra”. Anticamente in battaglia la mano destra del soldato era in un certo qual modo scoperta, in quanto lo scudo veniva tenuto con la mano sinistra. Un amico leale poteva dare protezione stando alla destra del soldato. Come un amico del genere, Geova sta accanto ai suoi adoratori, sempre pronto ad aiutarli.
it-2 p. 199 Mano
Di solito un guerriero impugnava la spada con la destra, e questa non era protetta dallo scudo tenuto nella sinistra. Perciò un amico stava o combatteva alla sua destra per sostenerlo e proteggerlo. Questa circostanza è menzionata metaforicamente a proposito dell’aiuto e della protezione che Dio assicura a quelli che lo servono. — Sl 16:8; 109:30, 31; 110:5; 121:5.
SALMO 121:6)
“Di giorno il sole stesso non ti colpirà, Né la luna di notte.”
it-2 p. 162 Luna
Similmente Salmo 121:6 secondo alcuni indicherebbe la credenza che certe malattie fossero causate dall’esposizione alla luce lunare. Ma leggendo l’intero salmo è evidente che un’ipotesi del genere è infondata: il salmo piuttosto esprime in forma poetica la certezza della protezione di Dio dalle calamità in qualunque circostanza e in ogni tempo, sia di giorno alla luce del sole che di notte al lume della luna.
SALMO 121:7)
“Geova stesso ti custodirà da ogni calamità. Egli custodirà la tua anima.”
w04 15/12 p. 13 par. 6 Geova è il nostro Soccorritore
6 Geova smetterà mai di aiutare chi lo serve? È assolutamente inconcepibile. Il salmista concluse: “Geova stesso ti custodirà da ogni calamità. Egli custodirà la tua anima. Geova stesso custodirà il tuo uscire e il tuo entrare da ora in poi e a tempo indefinito”. (Salmo 121:7, 8) Si noti che qui il salmista parla al futuro. In precedenza, al versetto 5, aveva usato il presente: “Geova ti custodisce”. Ma in questi versetti scrive: “Geova stesso ti custodirà”. Questo assicura ai veri adoratori che l’aiuto di Geova si estende nel futuro. A prescindere da dove vadano e indipendentemente dalle calamità che affrontano, non saranno mai fuori dalla portata della sua mano protettiva. — Proverbi 12:21.
SALMO 121:8)
“Geova stesso custodirà il tuo uscire e il tuo entrare Da ora in poi e a tempo indefinito.”
w04 15/12 p. 13 par. 6 Geova è il nostro Soccorritore
6 Geova smetterà mai di aiutare chi lo serve? È assolutamente inconcepibile. Il salmista concluse: “Geova stesso ti custodirà da ogni calamità. Egli custodirà la tua anima. Geova stesso custodirà il tuo uscire e il tuo entrare da ora in poi e a tempo indefinito”. (Salmo 121:7, 8) Si noti che qui il salmista parla al futuro. In precedenza, al versetto 5, aveva usato il presente: “Geova ti custodisce”. Ma in questi versetti scrive: “Geova stesso ti custodirà”. Questo assicura ai veri adoratori che l’aiuto di Geova si estende nel futuro. A prescindere da dove vadano e indipendentemente dalle calamità che affrontano, non saranno mai fuori dalla portata della sua mano protettiva. — Proverbi 12:21.
SALMO 122:1)
“Mi rallegrai quando mi dicevano: “Andiamo alla casa di Geova”.”
km 12/01 p. 3 par. 1 Assemblea di distretto dei testimoni di Geova del 2002: “Zelanti . . .”
1 “Mi rallegrai quando mi dicevano: ‘Andiamo alla casa di Geova’”. (Sal. 122:1) Nell’esaminare queste parole, notate (1) come si sentì il salmista quando fu invitato ad adorare Geova, (2) le buone compagnie che frequentava che, come lui, erano interessate alla vera adorazione e (3) i preparativi necessari per estendere l’invito, riunirsi e fare il viaggio fino alla casa di Dio.
g97 22/10 p. 31 Cosa rende felici?
Fatto interessante, Scientific American diceva: “Anche chi è impegnato in attività religiose riscontra di essere più felice. Da un sondaggio Gallup è emerso che le persone molto religiose erano due volte più propense a dichiararsi molto felici rispetto a quelle con un impegno religioso minimo. Da altri sondaggi, tra cui uno studio a cui hanno collaborato 16 nazioni e che ha preso in esame 166.000 persone di 14 nazioni, è emerso che la felicità e la soddisfazione nella vita aumentano quando si è molto religiosi e quando si frequentano assiduamente le funzioni religiose”.
Molto tempo fa il salmista Davide rivelò che la felicità è strettamente legata all’adorare unitamente Geova Dio, scrivendo: “Mi rallegrai quando mi dicevano: ‘Andiamo alla casa di Geova’”. — Salmo 122:1.
SALMO 122:3)
“Gerusalemme è edificata come una città Che è stata congiunta unitamente,”
w06 1/9 p. 15 par. 2 Punti notevoli del Libro Quinto dei Salmi
122:3: In che senso Gerusalemme era una città “congiunta unitamente”? Come avveniva di solito nelle città dell’antichità, le case di Gerusalemme erano costruite l’una a ridosso dell’altra. La città era compatta e quindi facile da difendere. Inoltre il fatto che le case fossero così vicine permetteva agli abitanti di fare assegnamento l’uno sull’altro e di aiutarsi e proteggersi a vicenda. Ciò fa pensare all’unità spirituale delle dodici tribù di Israele quando si riunivano per l’adorazione.
SALMO 123:2)
“Ecco, come gli occhi dei servitori sono verso la mano del loro padrone, Come gli occhi della serva sono verso la mano della sua padrona, Così i nostri occhi sono verso Geova nostro Dio Finché ci mostri favore.”
w06 1/9 p. 15 par. 3 Punti notevoli del Libro Quinto dei Salmi
123:2: Qual è il senso dell’illustrazione inerente agli occhi dei servitori? Servi e serve guardano verso la mano del padrone o della padrona per due ragioni: per capire che cosa desidera nonché per ricevere protezione e il necessario per vivere. Allo stesso modo noi guardiamo verso Geova per discernere la sua volontà e ottenere il suo favore.
SALMO 125:3)
“Poiché lo scettro di malvagità non continuerà a riposare sulla sorte dei giusti, Affinché i giusti non stendano la mano su alcuna iniquità.”
it-2 p. 896 Scettro
Salmo 125:3 dichiara che “lo scettro di malvagità non continuerà a riposare sulla sorte dei giusti”. Queste parole assicurano che i giusti non saranno oppressi per sempre da coloro che esercitano autorità in modo malvagio.
SALMO 126:5)
“Quelli che seminano con lacrime Mieteranno pure con grido di gioia.”
g02 22/9 p. 22 Perché papà non mi vuole bene?
“Quelli che seminano con lacrime mieteranno pure con grido di gioia”, dice la Bibbia. (Salmo 126:5) Come si può applicare questa scrittura? Se ti sforzi di mettere in pratica i giusti princìpi biblici quando le circostanze sono difficili, alla fine le lacrime lasceranno il posto alla gioia e riceverai la benedizione di Dio.
w01 15/7 pp. 18-19 parr. 13-14 Proseguiamo l’opera di mietitura!
13 Le parole di Salmo 126:5, 6 sono di grande conforto per i mietitori di Dio e specialmente per coloro che sono perseguitati: “Quelli che seminano con lacrime mieteranno pure con grido di gioia. Colui che immancabilmente esce, pure piangendo, portando una borsa di seme, immancabilmente verrà con grido di gioia, portando i suoi covoni”. Le parole del salmista circa la semina e la mietitura illustrano la cura di Geova e la sua benedizione sul rimanente che tornò dalla cattività nell’antica Babilonia. I reduci dall’esilio furono molto felici di essere stati liberati, ma forse piangevano quando seminavano il suolo desolato rimasto incolto nei 70 anni dell’esilio. Tuttavia quelli che continuarono a impegnarsi nelle attività di semina e di costruzione raccolsero con soddisfazione i frutti delle loro fatiche.
14 Forse anche noi versiamo lacrime quando siamo nella prova o quando noi o i nostri compagni di fede soffriamo per amore della giustizia. (1 Pietro 3:14) Può darsi che all’inizio della nostra opera di mietitura incontriamo difficoltà non vedendo alcun risultato tangibile degli sforzi compiuti nel ministero. Ma se continuiamo a seminare e a innaffiare, Dio farà crescere, spesso oltre le nostre aspettative. (1 Corinti 3:6) Questo è ben illustrato dai risultati che si ottengono con la nostra divulgazione di Bibbie e pubblicazioni bibliche.
it-2 p. 931 Semina, Seminatore
Uso illustrativo. Per fare un esempio di come Geova avrebbe avuto cura del rimanente tornato da Babilonia e l’avrebbe benedetto, il salmista scrisse: “Quelli che seminano con lacrime mieteranno pure con grido di gioia. Colui che immancabilmente esce, pure piangendo, portando una borsa di seme, immancabilmente verrà con grido di gioia, portando i suoi covoni”. (Sl 126:1, 5, 6) Quelli che tornarono da Babilonia erano molto felici di essere stati rimessi in libertà, ma può darsi che abbiano pianto nel seminare la loro terra desolata che non era stata lavorata per 70 anni. Nondimeno Geova li aveva fatti ritornare per amore del suo nome, e quelli che si impegnarono nel seminare e ricostruire videro il frutto della loro fatica. Per un po’, quando la costruzione del tempio fu sospesa, Geova rese scarsa la produzione del paese; tuttavia, per mezzo dei profeti Aggeo e Zaccaria il popolo venne nuovamente spronato all’attività ed ebbe di nuovo il favore di Dio. — Ag 1:6, 9-11; 2:15-19.
SALMO 126:6)
“Colui che immancabilmente esce, pure piangendo, Portando una borsa di seme, Immancabilmente verrà con grido di gioia, Portando i suoi covoni.”
w01 15/7 pp. 18-19 parr. 13-14 Proseguiamo l’opera di mietitura!
13 Le parole di Salmo 126:5, 6 sono di grande conforto per i mietitori di Dio e specialmente per coloro che sono perseguitati: “Quelli che seminano con lacrime mieteranno pure con grido di gioia. Colui che immancabilmente esce, pure piangendo, portando una borsa di seme, immancabilmente verrà con grido di gioia, portando i suoi covoni”. Le parole del salmista circa la semina e la mietitura illustrano la cura di Geova e la sua benedizione sul rimanente che tornò dalla cattività nell’antica Babilonia. I reduci dall’esilio furono molto felici di essere stati liberati, ma forse piangevano quando seminavano il suolo desolato rimasto incolto nei 70 anni dell’esilio. Tuttavia quelli che continuarono a impegnarsi nelle attività di semina e di costruzione raccolsero con soddisfazione i frutti delle loro fatiche.
14 Forse anche noi versiamo lacrime quando siamo nella prova o quando noi o i nostri compagni di fede soffriamo per amore della giustizia. (1 Pietro 3:14) Può darsi che all’inizio della nostra opera di mietitura incontriamo difficoltà non vedendo alcun risultato tangibile degli sforzi compiuti nel ministero. Ma se continuiamo a seminare e a innaffiare, Dio farà crescere, spesso oltre le nostre aspettative. (1 Corinti 3:6) Questo è ben illustrato dai risultati che si ottengono con la nostra divulgazione di Bibbie e pubblicazioni bibliche.
SALMO 127:1)
“A meno che Geova stesso non edifichi la casa, Non serve a nulla che vi abbiano lavorato duramente i suoi edificatori. A meno che Geova stesso non custodisca la città, Non serve a nulla che sia stata sveglia la guardia.”
w93 1/12 p. 32 Il nome di Dio
Il nome di Dio
“Se Geova non edifica la casa, invano si affaticano gli edificatori”. Così dice questa iscrizione latina. Le parole sono tratte dal passo biblico di Salmo 127:1 e racchiudono una profonda verità: Qualunque impresa che non abbia la benedizione di Geova risulterà infine vana.
L’iscrizione, datata 1780, si trova su un edificio di Colombo, nello Srī Lanka, ed è degna di nota perché contiene il nome di Dio, Geova. (Vedi foto). Nei secoli scorsi questo nome era d’uso comune. Veniva spesso posto su edifici secolari, chiese e perfino monete. I missionari usarono il nome di Dio quando introdussero la Bibbia in paesi lontani, cosa che senza dubbio spiega questa iscrizione nello Srī Lanka.
w89 1/10 pp. 27-29 ‘A meno che Geova non edifichi la casa . . .’
‘A meno che Geova non edifichi la casa . . .’
DOVUNQUE viviate, c’è qualche posto che per voi è “casa”. L’aspetto degli edifici e i metodi di costruzione cambiano moltissimo: capanne di fango e canne, baracche fatte con tronchi, edifici prefabbricati di cemento . . . la lista sembra non aver fine. C’è chi si sente a casa propria in una capanna di paglia proprio come altri si sentono a casa propria in dimore ben più solide. Come mai?
Il sentirsi soddisfatti e a proprio agio dipende in gran parte dalla compagnia di cui si gode. (Proverbi 18:24) Nonostante tutto lo sfarzo e tutte le attrattive che il mondo offre, la propria casa è il posto in cui istintivamente si cercano pace e conforto. Tuttavia, a giudicare da quanto si sente sulla vita domestica moderna, non è detto che in casa si trovino sempre pace e conforto. Coloro che vivono con voi, i vostri familiari, possono far molto per contribuire alla vostra pace o per rovinarla. Qual è dunque il segreto per edificare una casa felice e pacifica?
Come si edifica una casa
“A meno che Geova stesso non edifichi la casa, non serve a nulla che vi abbiano lavorato duramente i suoi edificatori”, dice il primo versetto del Salmo 127. Lo sa bene chi partecipa alla costruzione di edifici per l’adorazione del vero Dio, Geova. Anche se abili operai donano volontariamente il loro tempo e le loro energie per costruire in brevissimo tempo belle Sale del Regno, è la benedizione di Geova che garantisce il successo. Anche gli osservatori spesso capiscono che c’è qualcosa di straordinario all’opera. Ad esempio, nel riferire di un tale progetto a Colchester, in Inghilterra, una rivista titolava: “Geova edifica il tetto”.
Ma anche altri progetti, che non riguardano costruzioni letterali, dipendono dalla benedizione di Geova per avere successo. Prendete le parole di Salomone nel terzo versetto del Salmo 127: “Ecco, i figli sono un’eredità da Geova; il frutto del ventre è una ricompensa”. Geova è un Edificatore per eccellenza anche per quanto concerne le famiglie, e i genitori hanno il meraviglioso privilegio di essere suoi compagni d’opera, o collaboratori. (Ebrei 11:10) In che modo i genitori cristiani possono valersi di questo aiuto che hanno il privilegio di avere, così da riuscire a edificare una famiglia felice e pacifica, una famiglia che rechi onore al Creatore, Geova Dio?
Come avere successo nell’edificare una famiglia
Per edificare un palazzo è essenziale avere un buon progetto architettonico. Per edificare giovani lodatori di Dio, non c’è progetto migliore della sua ispirata Parola, la Bibbia. (2 Timoteo 3:16, 17) “Addestra il ragazzo secondo la via per lui; anche quando sarà invecchiato non se ne allontanerà”, scrisse Salomone. (Proverbi 22:6) “La via per lui” è la via di Geova, e quando i genitori la seguono offrono ai loro piccoli la prospettiva di diventare fedeli servitori di Dio.
Perché un edificio sia solido ci vogliono solidi materiali da costruzione. Un turista africano in Europa non riusciva a credere che alcuni degli edifici che vedeva erano vecchi di secoli. Per lui fu una scoperta notare i materiali duraturi con cui erano costruiti questi edifici. D’altra parte, quando gli edificatori lesinano sui materiali, spesso i risultati sono disastrosi, o addirittura fatali. Questo può accadere anche nell’allevare i figli.
Al concepimento, i figli ricevono un’eredità genetica caratterizzata dall’imperfezione dovuta al peccato. (Salmo 51:5) In altre parole, sono imperfetti fin dall’inizio. I genitori cristiani devono cercare di compensare questo fatto sforzandosi di edificare qualità sane e durevoli nei loro figli. (1 Corinti 3:10-15) Se non lo fanno, per quanto duramente possano lavorare sotto altri aspetti, come nel provvedere ai loro figli il meglio in quanto a cibo, vestiario e alloggio, i loro sforzi per edificare non serviranno a nulla.
Ecco perché ai genitori, specialmente ai padri, è rivolto l’avvertimento divino: “Continuate ad allevarli [i figli] nella disciplina e nella norma mentale di Geova”. (Efesini 6:4) La disciplina e la norma mentale di Geova provvedono il migliore progetto e i migliori materiali da costruzione. Usandoli, l’intera famiglia otterrà benefìci eterni.
Insegnare il mestiere
Nonostante i migliori progetti, nel corso di qualsiasi costruzione capitano sempre degli imprevisti. Analogamente, i genitori devono imparare ad aspettarsi che nella vita quotidiana dei vari familiari capitino degli imprevisti, e devono saperli affrontare. Come si può fare?
È essenziale che i due genitori comunichino molto fra loro. Quando padre e madre, dopo una preghiera, ragionano insieme sul progresso dei figli, troveranno dei punti per i quali vanno lodati, e altri dove bisogna “edificare” ancora. Una volta identificati tali punti deboli, i genitori possono agire insieme e prendere le misure del caso.
Forse però avete una famiglia molto numerosa, e vi chiedete come adattare i vostri sforzi ai bisogni individuali di tutti i figli che avete. Ebbene, perché non “insegnare il mestiere”, così che i vostri figli si possano aiutare l’un l’altro? Gli apprendisti lavorano per anni a fianco dei maestri artigiani per imparare un mestiere. Nel corso dello studio familiare potete forse provare a chiedere ai vostri figli adolescenti di spiegare alcune cose ai più piccoli. L’onestà, la scelta degli amici, il resistere a cattive influenze a scuola e così via, sono tutti argomenti che sia i figli più grandi che quelli più piccoli sentono molto vicini. Affidando ai figli più grandi l’incarico di fare ricerche su questi soggetti che hanno relazione con la vita di tutti i giorni potete addestrarli a sviluppare le proprie facoltà di percezione e le capacità di insegnamento mentre insegnano ai più piccoli ciò che devono sapere. (Ebrei 5:14) E questo ha l’ulteriore vantaggio di unire maggiormente fra loro i figli.
Forse la vostra è una famiglia piccola, con un solo figlio. In tal caso, avrete molte occasioni per riuscire a conoscerlo e capirlo. State attenti, però, a non viziarlo facendolo oggetto di troppe attenzioni. Siete in tre, non è vero? Perciò fate le cose insieme. Questo gli insegnerà a comunicare con altri e a pensare agli altri, evitando così di divenire egocentrico.
State insieme come famiglia
Naturalmente, per edificare una famiglia ci vuole molto più che condurre uno studio biblico e impartire consigli e disciplina. Salomone disse: “Per l’uomo non c’è nulla di meglio che mangiare e in realtà bere e far vedere alla sua anima il bene a causa del suo duro lavoro”. (Ecclesiaste 2:24) Senz’altro la vostra famiglia apprezza il cibo quando è preparato in maniera appetitosa. Disponete di prendere i pasti insieme come famiglia? Questo potrebbe non essere sempre possibile quando vari membri della famiglia sono via per lavoro, a scuola o per altri motivi. Di solito, però, c’è perlomeno un pasto al giorno che potete prendere insieme come famiglia. Cosa può contribuire a creare una sana atmosfera al tavolo familiare?
Un fratello approfitta dell’occasione per porre una domanda biblica su cui tutti i presenti ragionano. Naturalmente, evita di mettere in imbarazzo chi non conosce la risposta. Altri raccontano esperienze avute nel ministero di campo. Se si considerano argomenti spirituali, l’ora dei pasti diventa un’occasione per edificare l’intera famiglia. (Vedi Romani 14:19). È vero che in alcune parti del mondo non c’è l’abitudine di conversare molto a tavola. Tuttavia, è essenziale fare uno sforzo cosciente per mantenere un’atmosfera felice. Proverbi 15:17 dice: “È meglio un piatto di verdura dove c’è amore che un toro ingrassato insieme all’odio”.
Anche lo svago e i cambiamenti di ritmo hanno il loro posto nella vita familiare cristiana. I genitori saggi usano tali occasioni per rafforzare l’unità della famiglia teocratica. In che modo?
È facile lasciar andare i giovani perché si dedichino ai propri interessi, ma è anche pericoloso. Ad esempio, come può essere stolto permettere loro di impegnarsi nello sport al punto di mettere in pericolo la propria vita, o di rischiare di rompersi un braccio o una gamba! (1 Timoteo 4:8) Per quanto è possibile, scegliete attività che coinvolgano tutti i membri della famiglia. Il padre può chiedere l’opinione e le idee di tutti e incaricare ciascuno di fare una parte dei preparativi.
Come famiglia, potete allargarvi nel vostro amore e invitare altri membri della congregazione a rallegrarsi insieme a voi? I membri più anziani della congregazione spesso sono felici quando possono godere di un’atmosfera familiare, specie se le loro famiglie non sono vicine o non vivono secondo i princìpi cristiani. (Giacomo 1:27) In molte congregazioni, ci sono famiglie con un solo genitore. Tenendo nella dovuta considerazione l’autorità teocratica e rispettando le norme di condotta cristiane, gli anziani e altri possono offrire rifugio spirituale ai membri di tali famiglie. (Isaia 32:1) Molti ‘orfani di padre’ crescendo sono divenuti capifamiglia equilibrati grazie all’amorevole interesse mostrato loro da un maturo adulto cristiano. — Salmo 82:3.
Edificare una casa cristiana è un’opera difficile, ma con l’aiuto di Geova vi renderete realmente conto che “i figli sono un’eredità da Geova; il frutto del ventre è una ricompensa”. (Salmo 127:1, 3) Essi possono essere motivo di lode non solo per i genitori cristiani ma anche per il loro Creatore, Geova Dio.
[Nota in calce]
In effetti, si pensa che entrambe le parole ebraiche per “edificatori” (versetto 1) e “figli” (versetto 3) derivino dal verbo che significa “edificare”. Inoltre, in ebraico la parola “casa” può significare sia “luogo di dimora” che “famiglia”. (2 Samuele 7:11, 16; Michea 1:5) Perciò, edificare una casa ha relazione con il tirar su una famiglia. La benedizione di Geova è essenziale in entrambe le imprese.
SALMO 127:3)
“Ecco, i figli sono un’eredità da Geova; Il frutto del ventre è una ricompensa.”
w05 1/4 Genitori, proteggete la vostra preziosa eredità
Genitori, proteggete la vostra preziosa eredità
“La sapienza è per una protezione . . . conserva in vita quelli che la possiedono”. — ECCLESIASTE 7:12.
I GENITORI mettono al mondo un essere vivente che ha caratteristiche fisiche e personalità simili alle loro. La Bibbia chiama questi piccoli “un’eredità da Geova”. (Salmo 127:3) Dato che è il vero Datore di vita, Geova in effetti affida ai genitori ciò che in ultima analisi gli appartiene. (Salmo 36:9) Genitori, come considerate questo prezioso dono di Dio?
2 Senza dubbio un simile dono va ricevuto con umiltà e gratitudine. Oltre 3.000 anni fa, l’israelita Manoa reagì in questo modo quando sua moglie fu informata da un angelo che avrebbe dato alla luce un bambino. Appresa la bella notizia, Manoa pregò: “Scusami, Geova. L’uomo del vero Dio che hai appena mandato, ti prego, venga di nuovo da noi e ci insegni ciò che dobbiamo fare al piccolo che nascerà”. (Giudici 13:8) Genitori, cosa imparate dall’esempio di Manoa?
Perché è necessario l’aiuto divino
3 Ora più che mai i genitori hanno bisogno dell’aiuto di Geova per crescere i figli. Per quale ragione? Satana il Diavolo e i suoi angeli sono stati scagliati sulla terra. “Guai alla terra”, avverte la Bibbia, “perché il Diavolo è sceso a voi, avendo grande ira, sapendo che ha un breve periodo di tempo”. (Rivelazione [Apocalisse] 12:7-9, 12) “Come un leone ruggente”, spiega la Bibbia, Satana sta “cercando di divorare qualcuno”. (1 Pietro 5:8) In genere i leoni scelgono come prede i più vulnerabili, spesso i più piccoli. Saggiamente, dunque, i genitori cristiani si rivolgono a Geova per sapere come proteggere i loro figli. Quanto vi state sforzando in tal senso?
4 Se sapeste che nel vicinato si aggira un leone, una delle vostre principali preoccupazioni sarebbe sicuramente quella di proteggere i vostri figli. Satana è un predatore. Cerca di corrompere i servitori di Dio facendo in modo che perdano la Sua approvazione. (Giobbe 2:1-7; 1 Giovanni 5:19) I figli sono un facile bersaglio. Per sfuggire ai lacci del Diavolo devono imparare a conoscere Geova e a ubbidirgli. La conoscenza della Bibbia è fondamentale. “Questo significa vita eterna”, disse Gesù, “che acquistino conoscenza di te, il solo vero Dio, e di colui che tu hai mandato, Gesù Cristo”. (Giovanni 17:3) Inoltre i giovani hanno bisogno di sapienza, cioè della capacità di comprendere e mettere in pratica ciò che imparano. Dato che “la sapienza stessa conserva in vita quelli che la possiedono”, voi genitori dovete instillare la verità nel cuore dei vostri figli. (Ecclesiaste 7:12) Come potete farlo?
5 Potreste leggere ai vostri figli la Parola di Dio, anzi, dovreste farlo. Ma per aiutarli ad amare Geova e a ubbidirgli ci vuole dell’altro: è necessario che comprendano. Ad esempio, a un bambino si potrebbe dire di non attraversare la strada prima di aver guardato sia a destra che a sinistra. Tuttavia qualche bambino non ubbidisce. Perché no? Forse perché non gli sono state spiegate abbastanza spesso le conseguenze dell’essere investiti da un’automobile, o non gli è stato fatto capire pienamente cos’è il pericolo, in modo da vincere la “stoltezza” che potrebbe portarlo ad avere un incidente. Per impartire sapienza ci vogliono sia tempo che molta pazienza. Ma la sapienza è di grande valore! “Le sue vie sono vie di piacevolezza”, dice la Bibbia, “e tutti i suoi sentieri sono pace. È un albero di vita per quelli che l’afferrano, e quelli che la ritengono saldamente devono chiamarsi felici”. — Proverbi 3:13-18; 22:15.
L’insegnamento che impartisce sapienza
6 Spesso i giovani agiscono in modo errato non perché non sia stato insegnato loro ciò che è giusto, ma perché l’insegnamento non ha raggiunto il cuore, il loro intimo. Il Diavolo vuole a tutti i costi controllare il cuore dei giovani. Cerca di esporli alle influenze empie del suo mondo. Cerca anche di sfruttare la loro peccaminosa inclinazione ereditata a commettere cose errate. (Genesi 8:21; Salmo 51:5) I genitori devono comprendere che è in corso una vera e propria guerra per il controllo del cuore dei loro figli.
7 Di solito i genitori dicono ai figli ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, pensando che in questo modo stiano insegnando loro un certo principio morale. Forse dicono ai figli che è sbagliato mentire, rubare e avere rapporti sessuali con qualcuno che non è il proprio coniuge. Tuttavia per ubbidire i figli hanno bisogno di motivazioni più forti delle semplici parole dei genitori. Si tratta delle leggi di Geova. I figli devono imparare che è saggio ubbidire ai comandamenti di Dio. — Proverbi 6:16-19; Ebrei 13:4.
8 La complessità dell’universo, la varietà di forme di vita e l’alternarsi delle stagioni sono tutte cose che possono aiutare un bambino ad accettare l’esistenza di un Creatore onnisapiente. (Romani 1:20; Ebrei 3:4) Inoltre bisogna insegnargli che Dio lo ama e che gli dà la possibilità, tramite il sacrificio di Suo Figlio, di vivere per sempre. Il bambino deve capire che può rendere felice Dio ubbidendo a ciò che Egli dice. In questo modo è probabile che maturerà il desiderio di servire Geova, malgrado i tentativi del Diavolo di impedirglielo. — Proverbi 22:6; 27:11; Giovanni 3:16.
9 Il tipo di insegnamento che protegge i figli e li induce a fare ciò che è giusto deve essere pianificato e richiede tempo e attenzione. Presuppone che i genitori accettino la guida di Dio. La Bibbia dice: ‘Voi, padri, continuate ad allevare i vostri figli nella disciplina e nella norma mentale di Geova’. (Efesini 6:4) Cosa significa? Nel greco originale, “norma mentale” dà l’idea di “porre in mente”. In altre parole, i padri sono esortati a mettere la mente di Geova in quella dei loro figli. Questa è una vera protezione per i giovani! Se i figli hanno nella mente i pensieri di Dio, il suo modo di vedere le cose, saranno protetti da ciò che è errato.
Desiderio motivato dall’amore
10 Comunque, per soddisfare il vostro desiderio di crescere bene i figli, i vostri sforzi devono essere motivati dall’amore. È importante avere un buon dialogo. Cercate di capire cosa accade nella vita dei vostri figli e come vedono le cose. Create un’atmosfera rilassata e fateli esprimere. A volte ciò che vi diranno potrebbe scioccarvi. State molto attenti a non reagire in modo eccessivo. Al contrario, ascoltate con interesse.
11 È vero che forse avete letto ai vostri figli, direttamente dalla Bibbia, le leggi di Dio che proibiscono l’immoralità sessuale, e magari lo avete fatto più volte. (1 Corinti 6:18; Efesini 5:5) È probabile che questo abbia impresso in loro ciò che piace e ciò che non piace a Geova. Tuttavia, per mettere il Suo modo di pensare nella mente dei figli ci vuole dell’altro. I figli devono essere aiutati a ragionare sull’importanza delle leggi di Geova. Hanno bisogno di convincersi che le sue leggi sono giuste e benefiche e che è amorevole e appropriato osservarle. Solo se ragionate con i vostri figli usando le Scritture, in modo che accettino il punto di vista di Dio, si può dire che avete instillato in loro il suo modo di pensare.
12 Quando parlate del sesso potreste chiedere: “Secondo te ubbidire alla legge di Geova di non avere rapporti sessuali prima del matrimonio ci priva della felicità?” Incoraggiate vostro figlio a spiegare la sua risposta. Dopo aver esaminato il modo meraviglioso in cui Dio ha disposto che un uomo e una donna abbiano figli, potreste chiedere: “Secondo te il nostro amorevole Dio farebbe leggi per impedirci di trarre il meglio dalla vita? Oppure pensi che le sue leggi esistano per renderci felici e proteggerci?” (Salmo 119:1, 2; Isaia 48:17) Cercate di capire cosa pensa vostro figlio al riguardo. Quindi potreste fare esempi di come l’immoralità sessuale ha portato angoscia e problemi. (2 Samuele 13:1-33) Ragionare con vostro figlio in modo che comprenda e accetti il punto di vista di Dio è un bel passo avanti verso la meta di mettere nella sua mente i pensieri di Dio. Comunque potete fare dell’altro.
13 Saggiamente, insegnerete a vostro figlio non solo quali sono le conseguenze della disubbidienza, ma anche che il modo in cui viviamo influisce su Geova. Usando la Bibbia, mostrate a vostro figlio che se non facciamo la volontà di Geova feriamo i suoi sentimenti. (Salmo 78:41) Potreste chiedere: “Perché non vuoi rattristare Geova?” E poi spiegate: “Il suo nemico, Satana, asserisce che serviamo Geova per motivi egoistici e non perché lo amiamo”. Quindi spiegate che, mantenendo l’integrità, Giobbe rallegrò il cuore di Dio e rispose così alle false accuse di Satana. (Giobbe 1:9-11; 27:5) Vostro figlio deve capire che la sua condotta può rattristare o rallegrare Geova. (Proverbi 27:11) Si possono insegnare ai bambini questa e molte altre importanti lezioni con il libro Impariamo dal grande Insegnante.
Risultati soddisfacenti
14 Un nonno che vive in Croazia e legge il libro Insegnante con il nipotino di sette anni ha scritto che il bambino gli ha riferito quanto segue: “La mamma mi aveva detto di fare una cosa, ma io non volevo. Poi mi sono ricordato del capitolo ‘L’ubbidienza ti protegge’, sono tornato da lei e le ho detto che le avrei ubbidito”. In merito al capitolo “Perché non dobbiamo mentire”, due coniugi della Florida (USA) hanno detto: “Contiene domande che inducono i bambini ad aprire il cuore e ad ammettere errori che altrimenti non ammetterebbero”.
15 Il libro Insegnante ha più di 230 figure, con didascalie che descrivono ciascuna figura o gruppo di figure. “Spesso mio figlio fissa lo sguardo su una figura e non vuole che si volti pagina”, dice riconoscente una madre. “Non solo le figure sono attraenti, ma insegnano anche delle lezioni, o quanto meno stimolano i bambini a fare domande. In merito a una figura in cui un bambino guarda la televisione quasi al buio, mio figlio mi ha chiesto: ‘Mamma, ma cosa sta facendo?’ Il suo tono di voce indicava che sapeva che c’era qualcosa di sbagliato”. La didascalia dice: “Chi può vedere tutto quello che facciamo?”
Istruzione indispensabile per il nostro tempo
16 I figli hanno bisogno di conoscere l’uso corretto e quello errato delle loro parti intime. Tuttavia parlarne non è sempre facile. Una giornalista ha spiegato di essere cresciuta in un periodo in cui, se si usavano parole riferite agli organi genitali, si era considerati maleducati. In relazione all’educazione da impartire ai suoi figli, ha scritto: “Dovrò superare il mio imbarazzo”. In realtà quando i genitori evitano di parlare del sesso ai figli a causa dell’imbarazzo, non li proteggono. I molestatori sfruttano l’ignoranza dei bambini. Impariamo dal grande Insegnante affronta l’argomento in modo sano e dignitoso. Parlare ai bambini del sesso non li priva dell’innocenza. Al contrario, non farlo potrebbe portare proprio a questo.
17 Al capitolo 10, quando si parla degli angeli malvagi che vennero sulla terra e generarono figli, viene chiesto al bambino: “Cosa sai dei rapporti sessuali?” Il libro dà una risposta semplice e dignitosa. Più avanti, il capitolo 32 spiega come proteggere i bambini dai molestatori. Molti hanno scritto dicendo che tali informazioni sono importantissime. Una lettera diceva: “La scorsa settimana, quando ho portato mio figlio Javan dalla pediatra, lei mi ha chiesto se gli avevamo parlato dell’uso corretto delle parti intime. È rimasta sorpresa apprendendo che lo avevamo fatto con l’aiuto del nostro nuovo libro”.
18 Un altro capitolo esamina l’episodio biblico dei tre giovani ebrei Sadrac, Mesac e Abednego, i quali si rifiutarono di inchinarsi davanti a un’immagine che rappresentava lo Stato babilonese. (Daniele 3:1-30) Forse alcuni non mettono in relazione il rendere omaggio a un’immagine con il salutare la bandiera, come invece fa il libro Insegnante. Tuttavia, notate ciò che uno scrittore, Edward Gaffney, ha raccontato in un’intervista rilasciata alla rivista U.S. Catholic. Dopo il primo giorno di scuola, sua figlia gli disse che avevano imparato una “nuova preghiera”. Lui le chiese di ripetergliela. “Si mise la mano sul cuore”, dice Gaffney, “e iniziò a recitare in tono fiero: ‘Giuro fedeltà alla bandiera . . . ’”. Egli continua: “Improvvisamente capii una cosa. I testimoni di Geova hanno ragione. C’è un aspetto del culto nazionale che viene promosso sin dai primissimi anni di scuola: la lealtà assoluta, senza se e senza ma”.
Vale la pena di fare qualsiasi sforzo
19 Vale la pena di fare qualsiasi sforzo per educare i figli. Una madre che vive nel Kansas (USA) si commosse fino alle lacrime leggendo una lettera di suo figlio. La lettera diceva: “Mi considero veramente fortunato di aver ricevuto un’educazione che mi ha aiutato ad avere stabilità emotiva ed equilibrio. Tu e papà meritate davvero di essere lodati”. (Proverbi 31:28) Impariamo dal grande Insegnante può aiutare molti altri genitori a educare i figli, proteggendo in tal modo questa preziosa eredità.
20 I figli meritano tutto il tempo, le attenzioni e gli sforzi che possiamo dedicare loro. Sono giovani per così poco tempo! Cogliete ogni occasione per stare insieme a loro e per aiutarli. Non ve ne pentirete. Impareranno ad amarvi. Ricordate sempre che i vostri figli sono un dono di Dio, una preziosa eredità. (Salmo 127:3-5) Quindi trattateli di conseguenza, come se foste responsabili davanti a Dio del modo in cui li allevate, perché in effetti lo siete.
[Nota in calce]
Edito dai testimoni di Geova. Vedi il capitolo 40, intitolato “Come rallegrare Dio”.
w05 1/4 pp. 8-13 I figli, una preziosa eredità
I figli, una preziosa eredità
“Ecco, i figli sono un’eredità da Geova; il frutto del ventre è una ricompensa”. — SALMO 127:3.
CONSIDERATE gli avvenimenti miracolosi che Geova Dio rese possibili grazie al modo in cui creò il primo uomo e la prima donna. Sia il padre, Adamo, sia la madre, Eva, diedero qualcosa di sé per produrre una nuova vita che si sviluppò nel grembo di Eva fino a diventare una persona pienamente formata, il primo bambino. (Genesi 4:1) Il concepimento e la nascita di un bambino ci riempiono ancor oggi di meraviglia e sono descritti da molti come un vero e proprio miracolo.
2 In circa 270 giorni, dalla cellula iniziale creatasi in seguito all’unione della madre con il padre, si sviluppa un bambino formato da migliaia di miliardi di cellule. Quella cellula contiene tutte le informazioni necessarie per produrre più di 200 tipi di cellule. Seguendo tali meravigliose informazioni, che sono al di sopra della comprensione umana, queste cellule estremamente complesse si sviluppano esattamente nell’ordine e nel modo giusti per formare un nuovo essere vivente.
3 Secondo voi, chi è il vero creatore del bambino? È certamente Colui che creò la vita fin dal principio. Il salmista biblico cantò: “Riconoscete che Geova è Dio. È lui che ci ha fatti, e non noi stessi”. (Salmo 100:3) Genitori, come ben sapete, non è grazie a particolari capacità da parte vostra che avete prodotto tale prezioso bambino. Solo Dio, nella sua infinita sapienza, è in grado di creare miracolosamente una nuova vita. Per migliaia d’anni persone ragionevoli hanno attribuito la formazione di un bambino nel grembo materno al grande Creatore. Siete anche voi della stessa opinione? — Salmo 139:13-16.
4 Ma Geova è forse un Creatore insensibile che ha semplicemente stabilito un processo biologico grazie al quale uomini e donne possono generare figli? Certi esseri umani sono insensibili, ma Geova non è così. (Salmo 78:38-40) La Bibbia dice nel Salmo 127:3: “Ecco, i figli sono un’eredità da Geova; il frutto del ventre è una ricompensa”. Esaminiamo ora cos’è un’eredità e di cosa è prova.
Un’eredità e una ricompensa
5 Un’eredità è paragonabile a un dono. Spesso i genitori lavorano duramente molti anni per lasciare un’eredità ai figli, che può consistere di denaro, una proprietà o forse un oggetto prezioso. In ogni caso è una prova dell’amore dei genitori. La Bibbia dice che Dio ha dato i figli ai genitori come un’eredità. Sono un suo dono amorevole. Se siete genitori, le vostre azioni dimostrano che considerate i vostri figli come un dono affidatovi dal Creatore dell’universo?
6 Nel fare questo dono, Geova si proponeva di riempire la terra di discendenti di Adamo ed Eva. (Genesi 1:27, 28; Isaia 45:18) Non creò di persona ogni essere umano, come fece nel caso dei milioni di angeli. (Salmo 104:4; Rivelazione [Apocalisse] 4:11) Decise invece di creare gli esseri umani con la facoltà di generare figli simili a loro. Per un padre e una madre è una cosa meravigliosa mettere al mondo una nuova persona e prendersene cura! In qualità di genitori, ringraziate Geova per avervi messo in condizione di godere di tale preziosa eredità?
Impariamo dall’esempio di Gesù
7 Triste a dirsi, non tutti i genitori considerano i figli una ricompensa. Molti manifestano scarsa compassione verso i figli. Questi genitori non riflettono l’atteggiamento di Geova e di suo Figlio. (Salmo 27:10; Isaia 49:15) Considerate, invece, l’interesse di Gesù per i giovani. Anche prima che Gesù venisse sulla terra come uomo, quando era una potente persona spirituale in cielo, la Bibbia dice che le cose che lo “dilettavano erano presso i figli degli uomini”. (Proverbi 8:31) Amava così tanto gli esseri umani che cedette di buon grado la sua vita come riscatto perché ricevessimo la vita eterna. — Matteo 20:28; Giovanni 10:18.
8 Quando era sulla terra Gesù diede un esempio straordinario ai genitori. Considerate ciò che fece. Dedicò del tempo ai bambini anche quando era molto occupato o sotto stress. Li osservò mentre giocavano nei luoghi di mercato, e quando insegnava menzionò certi aspetti del loro comportamento. (Matteo 11:16, 17) Durante il suo ultimo viaggio a Gerusalemme, Gesù sapeva che avrebbe sofferto e che sarebbe stato ucciso. Quando le persone gli condussero dei bambini perché lo vedessero, i suoi discepoli, forse per evitargli ulteriore stress, cercarono di mandarli via. Ma Gesù rimproverò i suoi discepoli. Mostrando che i bambini lo “dilettavano”, disse: “Lasciate che i bambini vengano a me; non cercate di impedirglielo”. — Marco 10:13, 14.
9 C’è da imparare dall’esempio di Gesù. Quando i vostri figli vengono da voi, come reagite, specialmente se siete occupati? Come Gesù? Egli fu disposto a dar loro tempo e attenzioni, proprio ciò che i bambini hanno bisogno di ricevere, in particolare dai genitori. È vero che espressioni come “ti voglio bene” sono importanti, ma i fatti sono più eloquenti delle parole. L’amore non si nota solo da ciò che dite ma, soprattutto, da ciò che fate. Si nota dal tempo e dalle attenzioni che dedicate ai vostri piccoli e dalla cura che avete per loro. Tutto questo, comunque, potrebbe anche non produrre risultati tangibili, perlomeno non così rapidamente come vorreste. Ci vuole pazienza. Possiamo imparare a essere pazienti imitando il modo in cui Gesù trattava i suoi discepoli.
L’affetto e la pazienza di Gesù
10 Gesù sapeva che fra i discepoli c’era una certa rivalità dovuta al desiderio di preminenza. Un giorno, dopo essere arrivato a Capernaum insieme ai suoi discepoli, chiese: “‘Di che discutevate per la strada?’ Essi tacevano, poiché per la strada avevano discusso fra loro su chi era il più grande”. Anziché rimproverarli aspramente, Gesù impartì con pazienza una lezione pratica per insegnare loro l’umiltà. (Marco 9:33-37) Questo produsse i risultati sperati? Non immediatamente. Circa sei mesi dopo, Giacomo e Giovanni, tramite la madre, chiesero a Gesù di concedere loro posizioni preminenti nel Regno. Pazientemente, Gesù corresse di nuovo il loro modo di pensare. — Matteo 20:20-28.
11 Ben presto arrivò la Pasqua del 33 E.V. e Gesù si incontrò privatamente con i suoi apostoli per celebrarla. Giunti nella stanza superiore, nessuno dei dodici apostoli si fece avanti per lavare, secondo la consuetudine, i piedi impolverati degli altri, umile compito che di solito era svolto da un servitore o da una donna della famiglia. (1 Samuele 25:41; 1 Timoteo 5:10) Come dev’essersi addolorato Gesù nel vedere che i suoi discepoli continuavano ad aspirare a una posizione! Quindi Gesù lavò i piedi a tutti e poi li esortò calorosamente a seguire il suo esempio servendo gli altri. (Giovanni 13:4-17) Lo fecero? La Bibbia dice che quella stessa sera “sorse fra loro anche un’accesa disputa su chi di loro sembrava essere il più grande”. — Luca 22:24.
12 Quando i vostri figli non vi ubbidiscono, riuscite a immaginare come dovette sentirsi Gesù? Eppure non gettò la spugna, ma continuò ad aiutare i suoi apostoli malgrado la loro lentezza a correggere i propri difetti. Alla fine la sua pazienza portò frutto. (1 Giovanni 3:14, 18) Genitori, fate bene a imitare l’amore e la pazienza di Gesù non arrendendovi mai ma continuando ad addestrare i vostri figli.
13 I figli hanno bisogno di sentire che i genitori li amano e si interessano di loro. Gesù voleva sapere ciò che pensavano i suoi discepoli, per cui ascoltava quando gli rivolgevano delle domande. Chiese la loro opinione su certe questioni. (Matteo 17:25-27) In effetti per insegnare bene bisogna ascoltare con attenzione e mostrare sincero interesse. Un genitore dovrebbe resistere alla tendenza a respingere il figlio che ha qualcosa da chiedere, liquidandolo con un brusco: “Va’ via, non vedi che ho da fare?” Se un genitore ha veramente da fare dovrebbe dire al figlio che parleranno della cosa più tardi, e poi dovrà mantenere la parola. In questo modo il figlio percepirà il sincero interesse del genitore e si sentirà più incline a confidare in lui.
14 È appropriato che i genitori manifestino il loro affetto prendendo fra le braccia i figli e stringendoli a sé? Anche in questo i genitori possono imparare da Gesù. La Bibbia dice che “prese i bambini fra le braccia e li benediceva, ponendo su di loro le mani”. (Marco 10:16) Secondo voi come reagirono i bambini? Senza dubbio Gesù riscaldò il loro cuore ed essi ne furono attratti. Se c’è sincero affetto e amore fra voi genitori e i vostri figli, essi reagiranno meglio ai vostri sforzi di disciplinarli ed educarli.
Quanto tempo si deve dedicare ai figli?
15 Alcuni hanno messo in dubbio che i figli abbiano veramente bisogno di molto tempo e delle amorevoli attenzioni dei loro genitori. Un’idea relativa all’educazione che è stata abilmente promossa è quella del cosiddetto tempo di qualità. Secondo i sostenitori di questa idea, i bambini non hanno bisogno che i genitori dedichino loro molto tempo, a condizione che il tempo che trascorrono insieme, seppur limitato, sia significativo e ben pianificato. Ma quanto è valido il concetto del tempo di qualità? È stato concepito tenendo presente il benessere dei bambini?
16 Uno scrittore che ha parlato con molti bambini ha detto che “quello che desiderano maggiormente dai genitori è che trascorrano più tempo con loro” dedicando loro “la massima attenzione”. Fatto interessante, un docente universitario ha osservato: “L’espressione [tempo di qualità] è nata per non far sentire in colpa i genitori. Era una giustificazione per dedicare meno tempo ai figli”. Quanto tempo i genitori dovrebbero dedicare ai figli?
17 La Bibbia non lo dice. Tuttavia i genitori israeliti erano esortati a parlare con i figli quando erano a casa, quando camminavano per la strada, quando giacevano e quando si levavano. (Deuteronomio 6:7) Questo ovviamente significa che i genitori devono interagire con i figli educandoli costantemente, ogni giorno.
18 Gesù addestrava con profitto i suoi discepoli mentre mangiavano insieme, quando viaggiavano e persino nei momenti di relax. In pratica coglieva ogni occasione per insegnare loro. (Marco 6:31, 32; Luca 8:1; 22:14) In modo analogo, i genitori cristiani dovrebbero essere desti e cogliere ogni occasione per stabilire e mantenere un buon dialogo con i figli e per addestrarli nelle vie di Geova.
Cosa insegnare e come farlo
19 Dedicare del tempo ai figli e insegnare loro non basta per allevarli bene. Fondamentale è anche cosa viene insegnato. Notate come la Bibbia sottolinea ciò che l’insegnamento dovrebbe comprendere. “Queste parole che oggi ti comando”, dice, “le devi inculcare a tuo figlio”. Quali sono “queste parole” da insegnare ai figli? Evidentemente sono quelle che erano state appena menzionate, vale a dire: “Devi amare Geova tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima e con tutta la tua forza vitale”. (Deuteronomio 6:5-7) Gesù disse che questo è il più importante di tutti i comandamenti divini. (Marco 12:28-30) I genitori devono innanzi tutto insegnare ai figli in merito a Geova, spiegando loro perché solo lui è degno del nostro amore e della nostra devozione con tutta l’anima.
20 Comunque “queste parole” che i genitori sono esortati a insegnare ai figli includono più che amare Dio con tutto se stessi. Noterete che, nel precedente capitolo di Deuteronomio, Mosè ripete le leggi scritte da Dio su tavolette di pietra, i Dieci Comandamenti. Queste leggi comprendono i comandi di non mentire, non rubare, non uccidere e non commettere adulterio. (Deuteronomio 5:11-22) Pertanto ai genitori di quel tempo fu fatto comprendere il bisogno di instillare nei figli i valori morali. Oggi i genitori cristiani devono provvedere ai propri figli un’educazione simile per garantire loro un futuro sicuro e felice.
21 Notate che ai genitori viene detto come devono insegnare “queste parole”, o comandamenti: “Le devi inculcare a tuo figlio”. La parola “inculcare” significa “imprimere profondamente nell’animo altrui, con una perseverante opera di persuasione o con l’esempio”. (Il dizionario della lingua italiana di Devoto e Oli) Quindi Dio, in effetti, sta dicendo ai genitori di stabilire un programma di istruzione biblica con l’obiettivo specifico di imprimere concetti spirituali nella mente dei figli.
22 Tale programma richiede spirito di iniziativa da parte dei genitori. La Bibbia dice: “Devi legartele [“queste parole”, o comandamenti di Dio] come un segno sulla mano, e devono servire da frontale fra i tuoi occhi; e le devi scrivere sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte”. (Deuteronomio 6:8, 9) Questo non significa che i genitori debbano scrivere letteralmente le leggi di Dio sugli stipiti e sulle porte, legarne una copia alla mano dei figli o metterla fra i loro occhi. Significa invece che dovrebbero di continuo ricordare ai figli gli insegnamenti di Dio. Ciò dovrebbe essere fatto in modo regolare e costante, come se gli insegnamenti di Dio fossero sempre davanti a loro.
23 Quali sono alcune cose particolarmente importanti che i genitori devono insegnare ai figli? Perché è essenziale che i figli oggi vengano sia educati che addestrati per essere protetti? Che ausilio hanno ora i genitori per insegnare ai figli con efficacia? Queste e altre domande che stanno a cuore a molti genitori saranno prese in esame nel prossimo articolo.
g97 8/8 p. 10 Aiutate i vostri figli a crescere felici
La Bibbia provvedeva norme elevate. Insegnava agli ebrei che i figli erano preziosi, che andavano considerati un’eredità da Dio stesso, e che bisognava trattarli di conseguenza. (Salmo 127:3) Evidentemente molti seguivano tali consigli. Persino la loro lingua era significativa sotto questo aspetto. Edersheim osserva che oltre alle parole per figlio e figlia, gli antichi ebrei avevano nove parole per dire bambino, ciascuna delle quali si riferiva a una diversa fase della crescita. Ad esempio, c’era una parola per indicare un bambino che veniva ancora allattato e un’altra per quello che era stato svezzato. Per i bambini un po’ più grandicelli c’era una parola che indicava che stavano diventando forti e robusti. E per i giovani più grandi c’era una parola che letteralmente significava ‘liberarsi scuotendosi’. Edersheim osserva: “Non c’è dubbio che coloro che osservavano la vita dei bambini con tanta attenzione da attribuire un nome descrittivo a ciascuna fase della loro esistenza dovevano nutrire profondo attaccamento per i propri figli”.
w96 1/10 p. 31 ‘Provvedere alla famiglia’: Una sfida nei paesi in via di sviluppo
Naturalmente la Bibbia dice che “i figli sono un’eredità da Geova”. (Salmo 127:3) Si noti, però, che queste parole furono scritte in un periodo in cui in Israele c’era molta prosperità. In seguito gravi carestie e guerre resero difficile la vita delle famiglie. (Lamentazioni 2:11, 20; 4:10) Vista la difficile situazione che esiste in molti paesi in via di sviluppo, i cristiani responsabili dovrebbero riflettere seriamente su quanti figli possono realisticamente sfamare, vestire, alloggiare ed educare. Avendo calcolato la spesa, molte coppie decidono che sarebbe meglio non seguire la tradizione e limitare il numero dei figli da mettere al mondo. — Confronta Luca 14:28.
fy cap. 10 p. 126 parr. 21-22 Quando in famiglia qualcuno è malato
21 Prendete il caso di una giovane asiatica. Poco dopo che aveva cominciato a conoscere la Bibbia studiando con i testimoni di Geova, partorì una bambina prematura, che pesava appena un chilo e mezzo circa. Fu un colpo per lei quando un medico le disse che la bambina sarebbe stata gravemente ritardata e non sarebbe mai stata in grado di camminare. Egli le consigliò di metterla in un istituto. Il marito era incerto sul da farsi. A chi poteva rivolgersi?
22 Essa dice: “Ricordo di aver imparato dalla Bibbia che ‘i figli sono un’eredità da Geova; il frutto del ventre è una ricompensa’”. (Salmo 127:3) Decise di portarsi a casa questa “eredità” e di prendersene cura. Dapprima fu difficile, ma con l’aiuto di amici cristiani della locale congregazione dei testimoni di Geova, la donna riuscì a provvedere alla bambina lo speciale sostegno di cui aveva bisogno. Dodici anni dopo la bambina andava alle adunanze alla Sala del Regno e godeva della compagnia degli altri bambini. La madre osserva: “Sono così riconoscente che i princìpi biblici mi abbiano spinta a fare ciò che è giusto. La Bibbia mi ha aiutata a mantenere una coscienza pura dinanzi a Geova Dio e a non avere i rimpianti che mi avrebbero afflitta per il resto della vita”.
w89 1/10 pp. 27-28 ‘A meno che Geova non edifichi la casa . . .’
Ma anche altri progetti, che non riguardano costruzioni letterali, dipendono dalla benedizione di Geova per avere successo. Prendete le parole di Salomone nel terzo versetto del Salmo 127: “Ecco, i figli sono un’eredità da Geova; il frutto del ventre è una ricompensa”. Geova è un Edificatore per eccellenza anche per quanto concerne le famiglie, e i genitori hanno il meraviglioso privilegio di essere suoi compagni d’opera, o collaboratori. (Ebrei 11:10) In che modo i genitori cristiani possono valersi di questo aiuto che hanno il privilegio di avere, così da riuscire a edificare una famiglia felice e pacifica, una famiglia che rechi onore al Creatore, Geova Dio?
w89 1/10 p. 28 ‘A meno che Geova non edifichi la casa . . .’
In effetti, si pensa che entrambe le parole ebraiche per “edificatori” (versetto 1) e “figli” (versetto 3) derivino dal verbo che significa “edificare”. Inoltre, in ebraico la parola “casa” può significare sia “luogo di dimora” che “famiglia”. (2 Samuele 7:11, 16; Michea 1:5) Perciò, edificare una casa ha relazione con il tirar su una famiglia. La benedizione di Geova è essenziale in entrambe le imprese.
SALMO 127:4)
“Come frecce nella mano di un uomo potente, Così sono i figli della giovinezza.”
w08 1/4 pp. 13-16 Educare i figli in una società permissiva
“Come frecce nella mano”
La Bibbia illustra il rapporto genitore-figlio con un esempio che evidenzia il bisogno dei figli di essere guidati dai genitori. Salmo 127:4, 5 dice: “Come frecce nella mano di un uomo potente, così sono i figli della giovinezza. Felice è l’uomo robusto che ne ha riempito la sua faretra”. Nel paragone, i figli sono le frecce e il genitore è il potente guerriero. Proprio come un arciere sa che non colpirà il bersaglio se tira le frecce a casaccio, i genitori premurosi si rendono conto che l’educazione dei figli non può essere lasciata al caso. Vogliono che i figli centrino un “bersaglio” in particolare, cioè che diventino adulti felici e responsabili con una vita piena di soddisfazioni. Vogliono che i figli facciano scelte oculate, usino giudizio per evitare inutili problemi e conseguano obiettivi validi. Ma non basta volerlo.
Cosa occorre perché una freccia centri il bersaglio? Dev’essere preparata meticolosamente, custodita con cura e indirizzata con decisione al bersaglio. Allo stesso modo, i figli hanno bisogno di preparazione, protezione e guida se si vuole che il loro cammino verso l’età adulta proceda senza intoppi. Consideriamo uno alla volta questi tre aspetti dell’educazione dei figli.
Preparare la freccia meticolosamente
Nei tempi biblici, le frecce usate dagli arcieri venivano preparate con molta attenzione. L’asta della freccia, che poteva essere di legno leggero, doveva essere lavorata a mano per farla diventare più dritta possibile. La punta doveva essere aguzza. All’altra estremità dell’asta si fissavano delle penne per stabilizzare la freccia in volo e farle mantenere la traiettoria.
I genitori vogliono che i figli siano come quelle frecce, che andavano dritte senza deviare. Perciò, se sono saggi, di fronte alle gravi mancanze dei figli non lasciano correre, ma piuttosto li aiutano a impegnarsi per risolvere il problema. Visto che “la stoltezza è legata al cuore del ragazzo”, c’è parecchio da fare con ciascun figlio. (Proverbi 22:15) Pertanto la Bibbia esorta i genitori a disciplinare i figli. (Efesini 6:4) Senz’alcun dubbio la disciplina è indispensabile per formare la mente e il carattere del bambino e per correggerlo.
Non c’è da stupirsi se Proverbi 13:24 dice: “Chi trattiene la sua verga odia suo figlio, ma chi lo ama è colui che in effetti lo cerca con la disciplina”. In questo contesto la verga della disciplina rappresenta qualunque forma di correzione. Disciplinando con amore, un genitore cerca di correggere difetti che, se mettessero radice, causerebbero non pochi guai al figlio una volta cresciuto. Di fatto trattenere tale disciplina equivale a odiare il figlio; impartirla è un segno d’amore.
I genitori che amano i figli li aiutano anche a capire le ragioni delle regole. Perciò disciplinare non significa soltanto impartire ordini e infliggere punizioni, ma soprattutto mettere nella condizione di capire, intendere. La Bibbia spiega: “Il figlio che ha intendimento osserva la legge”. — Proverbi 28:7.
L’impennaggio, l’insieme delle penne che l’arciere fissa alla freccia, serve a farla volare dritta dopo che è stata scoccata. In modo analogo gli insegnamenti biblici, che provengono dall’Istitutore della famiglia, rimangono con il figlio e gli sono utili per tutta la vita, anche dopo che se n’è andato di casa. (Efesini 3:14, 15) Ma come possono i genitori accertarsi che tali insegnamenti divengano davvero parte integrante del modo di pensare del figlio?
Notate il consiglio che i genitori israeliti del tempo di Mosè ricevettero da Dio: “Queste parole che oggi ti comando devono essere nel tuo cuore; e le devi inculcare a tuo figlio”. (Deuteronomio 6:6, 7) Ci sono quindi due cose che i genitori devono fare. Innanzi tutto devono conoscere e mettere in pratica loro stessi la Parola di Dio, imparando ad amare le sue leggi. (Salmo 119:97) Poi potranno fare ciò che dice la seconda parte della scrittura, ovvero “inculcare” le leggi di Dio nei propri figli. Questo significa far capire loro l’importanza di tali leggi insegnandole con efficacia e ripetendole di frequente.
È chiaro che insegnare i princìpi biblici e disciplinare con amore per correggere difetti gravi non sono cose antiquate o superate. Anzi sono essenziali per preparare queste preziose “frecce”, affinché volino dritto e senza scossoni verso l’età adulta.
Custodire la freccia con cura
Ritorniamo all’illustrazione di Salmo 127:4, 5. L’arciere ‘riempiva la sua faretra’ di frecce. Una volta preparate, le frecce andavano custodite. Per tale ragione l’arciere le teneva nella faretra, dov’era difficile che si rovinassero o si rompessero. Fatto interessante, una profezia biblica descrive il Messia come una “freccia forbita” che il Padre “occultò nella sua propria faretra”. (Isaia 49:2) Geova Dio, il Padre più amorevole che si possa immaginare, protesse veramente il diletto Figlio Gesù da ogni tipo di danno finché non giunse il tempo in cui il Messia doveva essere messo a morte, come predetto. E anche allora Dio protesse suo Figlio, in quanto impedì che venisse danneggiato permanentemente dalla morte facendolo tornare in cielo sano e salvo per vivere in eterno.
In modo simile, i bravi genitori si preoccupano di proteggere i figli dai pericoli di questo mondo corrotto. Forse vietano loro certe attività che li esporrebbero inutilmente a influenze pericolose. Per esempio, i genitori accorti prendono seriamente il principio secondo cui “le cattive compagnie corrompono le utili abitudini”. (1 Corinti 15:33) Se proteggiamo i figli dalla compagnia di chi non rispetta le norme morali espresse nella Bibbia, probabilmente impediamo loro di commettere diversi errori gravi, se non fatali.
Non sempre il figlio apprezza la protezione dei genitori. Anzi, a volte la cosa gli dà proprio fastidio, dato che spesso proteggere significa dire di no. Un’affermata autrice di libri sull’educazione dei figli spiega: “Anche se non sempre lo fanno capire e magari lì per lì non vi ringraziano, in realtà i figli vogliono che i genitori provvedano loro punti di riferimento sicuri e stabili. Si può far questo essendo genitori autorevoli che fissano dei limiti al comportamento dei figli”.
Proteggendo i vostri figli da qualsiasi cosa possa privarli della pace e dell’innocenza o pregiudicare la loro condizione pura davanti a Dio, dimostrate in modo inequivocabile di amarli. Col tempo probabilmente capiranno i vostri motivi e impareranno ad apprezzare la vostra protezione amorevole.
Imprimere alla freccia una direzione
Si noti che in Salmo 127:4, 5 il genitore è presentato come “un uomo potente”. Significa forse che solo il ruolo del padre è determinante per l’educazione dei figli? Assolutamente no. Il principio racchiuso in questa illustrazione è valido sia per i padri che per le madri, anche quando tirano su i figli senza l’aiuto di un coniuge. (Proverbi 1:8) Poiché si parla di “un uomo potente”, doveva volerci parecchia forza per tirare una freccia con l’arco. Nei tempi biblici gli archi a volte erano rivestiti di rame e si diceva che il soldato ‘calcava l’arco’, forse tenendolo fermo col piede per fissarvi la corda. (Geremia 50:14, 29) Di sicuro per tirare a sé la corda in tensione e scagliare la freccia verso il bersaglio ci volevano molta energia e grande sforzo!
Anche per educare i figli ci vuole notevole sforzo. I figli non vengono su da soli, più di quanto una freccia non si tiri da sola. Purtroppo oggi molti genitori non sembrano disposti a fare lo sforzo necessario. Preferiscono la strada più facile, lasciando che siano televisione, scuola e coetanei a educare i loro figli in merito a ciò che è giusto e sbagliato, alla moralità e al sesso. Permettono ai figli di avere tutto quello che vogliono, e quando dire di no sembra troppo faticoso, dicono di sì, spesso nascondendosi dietro la scusa che non vogliono ferire i sentimenti dei figli. Ma in realtà è la loro permissività a danneggiare i figli in modo permanente.
Per educare i figli c’è da lavorare sodo. Certo, svolgere questo compito con tutta l’anima seguendo la guida della Parola di Dio è impegnativo, ma i risultati sono straordinari. La rivista Parents afferma: “Gli studi . . . hanno permesso di rilevare che i ragazzi che hanno genitori affettuosi ma autorevoli — che sostengono i figli ma pongono limiti precisi — riescono a eccellere negli studi, sono più socievoli, stanno bene con se stessi e sono in generale più felici di quelli che hanno genitori troppo indulgenti o troppo severi”.
I buoni risultati però vanno molto più in là. Abbiamo già esaminato la prima parte di Proverbi 22:6: “Addestra il ragazzo secondo la via per lui”. Il versetto prosegue con un pensiero confortante: “Anche quando sarà invecchiato non se ne allontanerà”. Questo proverbio ispirato garantisce che tutto andrà bene? No. Vostro figlio è dotato del libero arbitrio e, crescendo, lo userà. Questo versetto comunque rassicura i genitori. Perché?
Se allevate i vostri figli facendovi guidare dai consigli biblici, create i presupposti per un risultato davvero meraviglioso: vederli diventare adulti felici, soddisfatti e responsabili. (Proverbi 23:24) Quindi preparate le vostre preziose “frecce”, proteggetele e fate il possibile per dare loro la giusta direzione. Non ve ne pentirete mai.
w07 1/9 p. 26 Insegnate ai vostri figli ad amare Geova
Insegnate ai vostri figli ad amare Geova
“Come frecce nella mano di un uomo potente, così sono i figli della giovinezza”. — SALMO 127:4.
UN ARCIERE si appresta a lanciare una freccia. La appoggia con cura alla corda e, con la forza dei muscoli, tende l’arco. Nonostante lo sforzo, si sofferma per prendere bene la mira, poi scocca la freccia. Il bersaglio verrà colpito? Questo dipende da vari fattori, fra cui la bravura dell’arciere, l’effetto del vento e le condizioni della freccia.
2 Il re Salomone paragonò i figli a “frecce nella mano di un uomo potente”. (Salmo 127:4) Vediamo come si potrebbe applicare questa illustrazione. L’arciere tiene la freccia in mano solo per un tempo relativamente breve. Per colpire il bersaglio deve ben presto lasciarla andare. Allo stesso modo i genitori hanno solo un periodo di tempo relativamente breve per coltivare nei figli un sincero amore per Geova. Dopo pochi anni, che sembrano passare in un attimo, i figli crescono e se ne vanno da casa. (Matteo 19:5) Colpiranno il bersaglio? Vale a dire, continueranno ad amare e servire Dio? La risposta dipende da numerosi fattori. Tre di questi sono la bravura dei genitori, l’ambiente in cui i figli vengono cresciuti e il modo in cui la ‘freccia’, ovvero il figlio o la figlia, reagisce all’istruzione che riceve.
w07 1/9 p. 30 Insegnate ai vostri figli ad amare Geova
La responsabilità dei figli
17 Torniamo all’illustrazione dell’arciere. Per quanto possa essere bravo, è improbabile che colpisca il bersaglio se la freccia che scocca è piegata o storta. Naturalmente i genitori faranno di tutto per raddrizzare, per così dire, la freccia piegata, sforzandosi di correggere le idee sbagliate del figlio. Ma alla fin fine sono i ragazzi che devono decidere per proprio conto se lasciare che questo mondo li pieghi alla sua volontà o se permettere a Geova di ‘rendere diritti i loro sentieri’. — Proverbi 3:5, 6; Romani 12:2.
18 I genitori hanno l’onerosa responsabilità di allevare i figli “nella disciplina e nella norma mentale di Geova”, ma la decisione finale di quello che diventerà ciascun figlio crescendo dipende da lui. (Efesini 6:4) Quindi, ragazzi, chiedetevi: ‘Accetterò l’amorevole educazione che mi impartiscono i miei genitori?’ Se lo farete, sceglierete il miglior modo di vivere che ci sia. Renderete molto felici i vostri genitori. Soprattutto, rallegrerete il cuore di Geova. — Proverbi 27:11.
SALMO 127:5)
“Felice è l’uomo robusto che ne ha riempito la sua faretra. Essi non proveranno vergogna, Poiché parleranno con i nemici alla porta.”
w08 1/4 pp. 13-16 Educare i figli in una società permissiva
“Come frecce nella mano”
La Bibbia illustra il rapporto genitore-figlio con un esempio che evidenzia il bisogno dei figli di essere guidati dai genitori. Salmo 127:4, 5 dice: “Come frecce nella mano di un uomo potente, così sono i figli della giovinezza. Felice è l’uomo robusto che ne ha riempito la sua faretra”. Nel paragone, i figli sono le frecce e il genitore è il potente guerriero. Proprio come un arciere sa che non colpirà il bersaglio se tira le frecce a casaccio, i genitori premurosi si rendono conto che l’educazione dei figli non può essere lasciata al caso. Vogliono che i figli centrino un “bersaglio” in particolare, cioè che diventino adulti felici e responsabili con una vita piena di soddisfazioni. Vogliono che i figli facciano scelte oculate, usino giudizio per evitare inutili problemi e conseguano obiettivi validi. Ma non basta volerlo.
Cosa occorre perché una freccia centri il bersaglio? Dev’essere preparata meticolosamente, custodita con cura e indirizzata con decisione al bersaglio. Allo stesso modo, i figli hanno bisogno di preparazione, protezione e guida se si vuole che il loro cammino verso l’età adulta proceda senza intoppi. Consideriamo uno alla volta questi tre aspetti dell’educazione dei figli.
Preparare la freccia meticolosamente
Nei tempi biblici, le frecce usate dagli arcieri venivano preparate con molta attenzione. L’asta della freccia, che poteva essere di legno leggero, doveva essere lavorata a mano per farla diventare più dritta possibile. La punta doveva essere aguzza. All’altra estremità dell’asta si fissavano delle penne per stabilizzare la freccia in volo e farle mantenere la traiettoria.
I genitori vogliono che i figli siano come quelle frecce, che andavano dritte senza deviare. Perciò, se sono saggi, di fronte alle gravi mancanze dei figli non lasciano correre, ma piuttosto li aiutano a impegnarsi per risolvere il problema. Visto che “la stoltezza è legata al cuore del ragazzo”, c’è parecchio da fare con ciascun figlio. (Proverbi 22:15) Pertanto la Bibbia esorta i genitori a disciplinare i figli. (Efesini 6:4) Senz’alcun dubbio la disciplina è indispensabile per formare la mente e il carattere del bambino e per correggerlo.
Non c’è da stupirsi se Proverbi 13:24 dice: “Chi trattiene la sua verga odia suo figlio, ma chi lo ama è colui che in effetti lo cerca con la disciplina”. In questo contesto la verga della disciplina rappresenta qualunque forma di correzione. Disciplinando con amore, un genitore cerca di correggere difetti che, se mettessero radice, causerebbero non pochi guai al figlio una volta cresciuto. Di fatto trattenere tale disciplina equivale a odiare il figlio; impartirla è un segno d’amore.
I genitori che amano i figli li aiutano anche a capire le ragioni delle regole. Perciò disciplinare non significa soltanto impartire ordini e infliggere punizioni, ma soprattutto mettere nella condizione di capire, intendere. La Bibbia spiega: “Il figlio che ha intendimento osserva la legge”. — Proverbi 28:7.
L’impennaggio, l’insieme delle penne che l’arciere fissa alla freccia, serve a farla volare dritta dopo che è stata scoccata. In modo analogo gli insegnamenti biblici, che provengono dall’Istitutore della famiglia, rimangono con il figlio e gli sono utili per tutta la vita, anche dopo che se n’è andato di casa. (Efesini 3:14, 15) Ma come possono i genitori accertarsi che tali insegnamenti divengano davvero parte integrante del modo di pensare del figlio?
Notate il consiglio che i genitori israeliti del tempo di Mosè ricevettero da Dio: “Queste parole che oggi ti comando devono essere nel tuo cuore; e le devi inculcare a tuo figlio”. (Deuteronomio 6:6, 7) Ci sono quindi due cose che i genitori devono fare. Innanzi tutto devono conoscere e mettere in pratica loro stessi la Parola di Dio, imparando ad amare le sue leggi. (Salmo 119:97) Poi potranno fare ciò che dice la seconda parte della scrittura, ovvero “inculcare” le leggi di Dio nei propri figli. Questo significa far capire loro l’importanza di tali leggi insegnandole con efficacia e ripetendole di frequente.
È chiaro che insegnare i princìpi biblici e disciplinare con amore per correggere difetti gravi non sono cose antiquate o superate. Anzi sono essenziali per preparare queste preziose “frecce”, affinché volino dritto e senza scossoni verso l’età adulta.
Custodire la freccia con cura
Ritorniamo all’illustrazione di Salmo 127:4, 5. L’arciere ‘riempiva la sua faretra’ di frecce. Una volta preparate, le frecce andavano custodite. Per tale ragione l’arciere le teneva nella faretra, dov’era difficile che si rovinassero o si rompessero. Fatto interessante, una profezia biblica descrive il Messia come una “freccia forbita” che il Padre “occultò nella sua propria faretra”. (Isaia 49:2) Geova Dio, il Padre più amorevole che si possa immaginare, protesse veramente il diletto Figlio Gesù da ogni tipo di danno finché non giunse il tempo in cui il Messia doveva essere messo a morte, come predetto. E anche allora Dio protesse suo Figlio, in quanto impedì che venisse danneggiato permanentemente dalla morte facendolo tornare in cielo sano e salvo per vivere in eterno.
In modo simile, i bravi genitori si preoccupano di proteggere i figli dai pericoli di questo mondo corrotto. Forse vietano loro certe attività che li esporrebbero inutilmente a influenze pericolose. Per esempio, i genitori accorti prendono seriamente il principio secondo cui “le cattive compagnie corrompono le utili abitudini”. (1 Corinti 15:33) Se proteggiamo i figli dalla compagnia di chi non rispetta le norme morali espresse nella Bibbia, probabilmente impediamo loro di commettere diversi errori gravi, se non fatali.
Non sempre il figlio apprezza la protezione dei genitori. Anzi, a volte la cosa gli dà proprio fastidio, dato che spesso proteggere significa dire di no. Un’affermata autrice di libri sull’educazione dei figli spiega: “Anche se non sempre lo fanno capire e magari lì per lì non vi ringraziano, in realtà i figli vogliono che i genitori provvedano loro punti di riferimento sicuri e stabili. Si può far questo essendo genitori autorevoli che fissano dei limiti al comportamento dei figli”.
Proteggendo i vostri figli da qualsiasi cosa possa privarli della pace e dell’innocenza o pregiudicare la loro condizione pura davanti a Dio, dimostrate in modo inequivocabile di amarli. Col tempo probabilmente capiranno i vostri motivi e impareranno ad apprezzare la vostra protezione amorevole.
Imprimere alla freccia una direzione
Si noti che in Salmo 127:4, 5 il genitore è presentato come “un uomo potente”. Significa forse che solo il ruolo del padre è determinante per l’educazione dei figli? Assolutamente no. Il principio racchiuso in questa illustrazione è valido sia per i padri che per le madri, anche quando tirano su i figli senza l’aiuto di un coniuge. (Proverbi 1:8) Poiché si parla di “un uomo potente”, doveva volerci parecchia forza per tirare una freccia con l’arco. Nei tempi biblici gli archi a volte erano rivestiti di rame e si diceva che il soldato ‘calcava l’arco’, forse tenendolo fermo col piede per fissarvi la corda. (Geremia 50:14, 29) Di sicuro per tirare a sé la corda in tensione e scagliare la freccia verso il bersaglio ci volevano molta energia e grande sforzo!
Anche per educare i figli ci vuole notevole sforzo. I figli non vengono su da soli, più di quanto una freccia non si tiri da sola. Purtroppo oggi molti genitori non sembrano disposti a fare lo sforzo necessario. Preferiscono la strada più facile, lasciando che siano televisione, scuola e coetanei a educare i loro figli in merito a ciò che è giusto e sbagliato, alla moralità e al sesso. Permettono ai figli di avere tutto quello che vogliono, e quando dire di no sembra troppo faticoso, dicono di sì, spesso nascondendosi dietro la scusa che non vogliono ferire i sentimenti dei figli. Ma in realtà è la loro permissività a danneggiare i figli in modo permanente.
Per educare i figli c’è da lavorare sodo. Certo, svolgere questo compito con tutta l’anima seguendo la guida della Parola di Dio è impegnativo, ma i risultati sono straordinari. La rivista Parents afferma: “Gli studi . . . hanno permesso di rilevare che i ragazzi che hanno genitori affettuosi ma autorevoli — che sostengono i figli ma pongono limiti precisi — riescono a eccellere negli studi, sono più socievoli, stanno bene con se stessi e sono in generale più felici di quelli che hanno genitori troppo indulgenti o troppo severi”.
I buoni risultati però vanno molto più in là. Abbiamo già esaminato la prima parte di Proverbi 22:6: “Addestra il ragazzo secondo la via per lui”. Il versetto prosegue con un pensiero confortante: “Anche quando sarà invecchiato non se ne allontanerà”. Questo proverbio ispirato garantisce che tutto andrà bene? No. Vostro figlio è dotato del libero arbitrio e, crescendo, lo userà. Questo versetto comunque rassicura i genitori. Perché?
Se allevate i vostri figli facendovi guidare dai consigli biblici, create i presupposti per un risultato davvero meraviglioso: vederli diventare adulti felici, soddisfatti e responsabili. (Proverbi 23:24) Quindi preparate le vostre preziose “frecce”, proteggetele e fate il possibile per dare loro la giusta direzione. Non ve ne pentirete mai.
SALMO 128:1)
“Felice è chiunque teme Geova, Chi cammina nelle sue vie.”
w87 1/12 p. 11 par. 7 Il timore di Dio può esservi utile?
7 Un’altra meta che quasi tutti perseguono è la felicità. Come la si può ottenere? La Parola di Dio dice: “Felice è l’uomo che teme Geova”. (Salmo 112:1; 128:1) Lo dimostra la vicenda di un’adolescente. Questa ragazza aveva avuto relazioni sessuali illecite di ogni sorta, e aveva anche avuto a che fare con spiritismo e furto. Poi cominciò a studiare la Bibbia e si rese conto di dover ascoltare e temere Geova. Lei dice: “Conoscere Geova è stata la più bella cosa che mi sia capitata. Geova mi ha aiutato tantissimo a trovare la verità e la felicità. Sento di avere un grandissimo debito nei suoi confronti perché mi ha aperto gli occhi e mi ha offerto l’effettiva possibilità di riflettere e di trovarlo. Ora voglio aiutare altri a provare questa felicità”.
SALMO 128:3)
“Tua moglie sarà come una vite fruttifera Nelle parti più interne della tua casa. I tuoi figli saranno come rampolli di olivi tutt’intorno alla tua tavola.”
w00 15/5 p. 27 Un olivo lussureggiante nella casa di Dio
“Come rampolli di olivi”
L’utile pianta d’olivo illustra appropriatamente le benedizioni divine. Che ricompensa avrebbe ricevuto l’uomo timorato di Dio? “Tua moglie sarà come una vite fruttifera nelle parti più interne della tua casa”, cantò il salmista. “I tuoi figli saranno come rampolli di olivi tutt’intorno alla tua tavola”. (Salmo 128:3) Cosa sono questi “rampolli di olivi”, e perché il salmista li usa per indicare i figli?
Una delle peculiarità dell’olivo è che alla base del tronco spuntano di continuo nuovi germogli. Quando, a causa dell’età, il tronco principale non porta più frutto come un tempo, i coltivatori possono lasciar crescere diversi rampolli, o nuovi germogli, finché non diventano parte integrante dell’albero. Dopo un certo tempo la pianta originale sarà circondata da tre o quattro tronchi giovani e vigorosi, come figli intorno alla tavola. Questi rampolli vengono dalla stessa radice e accresceranno la produzione di olive.
Questa caratteristica dell’olivo ben illustra come figli e figlie possono crescere solidi nella fede, grazie alle forti radici spirituali dei genitori. Man mano che crescono, anche i figli cominciano a portare frutto e a sostenere i genitori, che si rallegrano vedendoli servire Geova al loro fianco. — Proverbi 15:20.
w00 15/8 p. 30 Ricordate?
A cosa fa pensare Salmo 128:3 quando paragona i figli a “rampolli di olivi” intorno alla tavola di un uomo?
Spesso alla base del tronco dell’olivo spuntano nuovi germogli. Quando il tronco principale di un vecchio albero non porta più molto frutto, i nuovi germogli possono diventare tronchi vigorosi intorno ad esso. Similmente i genitori possono rallegrarsi di avere figli che portano frutto e servono Geova al loro fianco. — 15/5, pagina 27.
g97 8/8 p. 8 Aiutate i vostri figli a crescere felici
La Bibbia dice al padre di considerare i figli come “rampolli di olivi tutt’intorno alla [sua] tavola”. (Salmo 128:3, 4) Una tenera pianticella non diventerebbe mai un albero fruttifero se non venisse coltivata con cura e se non avesse le giuste sostanze nutritizie, il giusto tipo di terreno e il giusto grado di umidità. Analogamente, per allevare bene i figli ci vogliono impegno e attenzione. I figli hanno bisogno di un ambiente sano per divenire adulti maturi.
g92 22/9 p. 3 Gli anni formativi: Quando dare il meglio è più importante che mai
Gli anni formativi: Quando dare il meglio è più importante che mai
I FIGLI, dice la Bibbia, sono “un’eredità da Geova”, “come rampolli di olivi tutt’intorno alla tua tavola”. (Salmo 127:3; 128:3) E i genitori devono ‘continuare ad allevarli nella disciplina e nella norma mentale di Geova’. — Efesini 6:4.
Se volete dare una determinata forma agli olivi perché producano frutti migliori, il momento buono per farlo è quando sono ancora ‘come rampolli tutt’intorno alla tavola’. Un proverbio dice che l’albero cresce a seconda di come si piega il germoglio.
it-1 p. 543 Piante menzionate nella Bibbia
Il salmista biblico allude ad alcune caratteristiche dell’olivo quando promette a coloro che temono Geova: “I tuoi figli saranno come rampolli di olivi tutt’intorno alla tua tavola”. (Sl 128:1-3) Per produrre nuovi alberi d’olivo spesso si usano i rampolli o polloni presi da una pianta adulta. Inoltre i vecchi olivi possono emettere germogli dalle radici, perpetuando così se stessi. Come questi germogli, i figli circondano il padre, contribuendo alla felicità della famiglia.
it-2 p. 427 Olivo
L’olivo non solo è un albero centenario ma, se viene tagliato, dalle radici potranno spuntare fino a sei germogli che formeranno altrettanti nuovi tronchi; gli alberi vecchi spesso si perpetuano in questo modo. Di frequente la piantagione avviene mediante talee tagliate da un albero adulto. È quindi assai appropriata l’illustrazione del salmista che paragona i figli di un uomo benedetto a “rampolli di olivi tutt’intorno alla [sua] tavola”. — Sl 128:3.
SALMO 129:3)
“Gli aratori hanno arato sul mio medesimo dorso; Hanno allungato i loro solchi”.”
it-1 p. 176 Aratura
Le parole di Israele a proposito di quelli che avevano ‘arato sul suo medesimo dorso, allungando i loro solchi’, descrivono evidentemente le sofferenze della nazione per colpa dei suoi molti nemici che senza posa e crudelmente la devastarono e la maltrattarono, poiché Israele aveva reso il suo dorso “proprio come la terra . . . per i passanti”. (Sl 129:1-3; Isa 51:23; cfr. Sl 66:12).
SALMO 129:6)
“Diverranno come l’erba verde dei tetti, Che prima di essere strappata via si è seccata,”
it-1 p. 440 Casa
Quindi c’era uno strato di terra di un certo spessore rivestito di un pesante intonaco di argilla o di argilla e calce. Era facile praticare un’apertura in un tetto del genere, come fecero alcuni uomini che cercavano di portare un paralitico alla presenza di Gesù perché potesse essere sanato. (Mr 2:4) Spesso le travi del tetto erano sostenute da una fila di pali verticali di legno poggianti su basi di pietra. Su questi tetti poteva spuntare erba (Sl 129:6),
it-1 p. 827 Erba
Gli israeliti sapevano bene che durante la stagione asciutta l’erba si secca per l’intenso calore del sole. Perciò la transitorietà della vita umana è appropriatamente paragonata a quella dell’erba e messa in contrasto con l’eternità di Geova e della sua “parola”. (Sl 90:4-6; 103:15-17; Isa 40:6-8; 51:12; 1Pt 1:24, 25) Anche i malfattori sono paragonati all’erba che si secca rapidamente. (Sl 37:1, 2) Coloro che odiano Sion e anche quelli che stanno per essere soggiogati mediante una conquista militare sono paragonati all’erba che cresce sui tetti di terra e perciò ha poche radici, erba che si secca ancor prima di venir strappata o che è riarsa quando soffia il vento orientale. — Sl 129:5, 6; 2Re 19:25, 26; Isa 37:26, 27.
SALMO 130:3)
“Se tu guardassi gli errori, o Iah, O Geova, chi potrebbe stare in piedi?”
w02 15/10 p. 14 par. 5 Geova ha cura di voi
5 Geova non ci scruta per scoprire ogni nostro difetto e manchevolezza. Il salmista scrisse: “Se tu guardassi gli errori, o Iah, o Geova, chi potrebbe stare in piedi?” (Salmo 130:3) La risposta implicita è: nessuno. (Ecclesiaste 7:20)
SALMO 131:2)
“Di sicuro ho calmato e acquietato la mia anima Come un bambino appena svezzato sopra sua madre. La mia anima è come un bambino appena svezzato sopra di me.”
w06 1/9 p. 15 par. 4 Punti notevoli del Libro Quinto dei Salmi
131:1-3: In che modo Davide aveva ‘calmato e acquietato la sua anima come un bambino appena svezzato sopra sua madre’? Come il bambino svezzato impara a trovare conforto e soddisfazione tra le braccia della madre, così Davide aveva imparato a calmare e ad acquietare la sua anima “come un bambino appena svezzato sopra sua madre”. In che modo? Non essendo di cuore superbo e di occhi alteri e non ricercando cose troppo grandi per se stesso. Anziché cercare la preminenza, di solito Davide riconosceva i suoi limiti e mostrava umiltà. È saggio imitare il suo atteggiamento, in particolare quando si aspira ad avere privilegi nella congregazione.
it-2 p. 1065 Svezzamento
Il bambino svezzato, anche se non prova più il desiderio di essere allattato, si sente ancora sicuro e soddisfatto tra le braccia della madre. Similmente Davide aveva calmato e acquietato la sua anima “come un bambino appena svezzato sopra sua madre”, e la sua anima era “come un bambino appena svezzato sopra di [lui]”. A quanto pare era calmo, quieto e soddisfatto perché non desiderava primeggiare, aveva manifestato umiltà, evitato la superbia, e si era astenuto dal camminare in cose troppo grandi per lui. Esortava Israele a fare lo stesso, ‘aspettando Geova a tempo indefinito’, con umiltà. — Sl 131:1-3.
w87 15/3 p. 25 Un Dio felice, un popolo felice!
♦ 131:2 — In che senso l’anima diviene “come un bambino appena svezzato”?
Prima di essere svezzato, un piccolo non vede l’ora di stare con la madre perché essa soddisfi il suo desiderio di essere nutrito. E un bambino appena svezzato si sente soddisfatto, sicuro e confortato nelle braccia della madre. Accontentandosi di condurre un’esistenza semplice (versetto 1), il salmista si sentiva “calmato e acquietato”, come un bambino appena svezzato tra le braccia della madre. Aspettando con umiltà Geova e compiendo la sua volontà, ci si sente al sicuro e si ricevono ricche benedizioni.
SALMO 132:6)
“Ecco, l’abbiamo udito in Efrata, L’abbiamo trovato nei campi della foresta.”
it-1 p. 783 Efrata
2. Antico nome di Betleem o nome della regione circostante. I nomi Betleem ed Efrata ricorrono insieme in vari passi. Nel descrivere la morte di Rachele viene detto che fu sepolta “nella via di Efrat [Efrata], vale a dire Betleem”. (Ge 35:16, 19; 48:7) I membri della famiglia di Elimelec sono chiamati “efratei da Betleem”, e a Betleem tornò da Moab la sua vedova Naomi. (Ru 1:2, 19) La benedizione pronunciata su Boaz all’epoca del suo matrimonio con Rut fu che potesse dimostrare ‘il suo valore in Efrata e farsi un nome in Betleem’. (Ru 4:11) E infine, nella profezia relativa alla nascita del Messia, i due nomi sono uniti, “Betleem Efrata”. (Mic 5:2) In considerazione di ciò sembra che anche la menzione di Efrata in Salmo 132:6, a proposito dell’interessamento di Davide per l’arca del patto, si riferisca alla sua città natale. — Vedi BETLEEM n. 1.
SALMO 132:17)
“Là farò crescere il corno di Davide. Ho disposto una lampada per il mio unto.”
it-2 p. 729 Regno di Dio
I re nominati da Dio ricevevano l’incarico mediante unzione, per cui il termine “messia”, che significa “unto”, ben si addiceva loro. (1Sa 16:1; Sl 132:13, 17) È dunque chiaro che il regno terreno stabilito da Geova su Israele servì come tipo o rappresentazione in scala ridotta del futuro Regno del Messia, Gesù Cristo, il “figlio di Davide”. — Mt 1:1.
SALMO 133:1)
“Ecco, come è buono e come è piacevole Che i fratelli dimorino insieme in unità!”
w12 1/12 p. 7 Passare del tempo con la famiglia
“Ecco, come è buono e come è piacevole che i fratelli dimorino insieme in unità!” — SALMO 133:1.
Un motivo per cui alcuni celebrano il Natale.
Visto che erano tutti discendenti di un uomo, Giacobbe (o Israele), gli israeliti erano “fratelli”, componenti della stessa famiglia. Per loro riunirsi a Gerusalemme in occasione delle feste era “buono” e “piacevole”.
w96 15/7 p. 11 par. 4 La preziosa unità della famiglia di Geova
4 Il salmista Davide apprezzava molto l’unità tra fratelli. Fu addirittura ispirato a comporre un canto al riguardo! Immaginatelo mentre, accompagnandosi con l’arpa, canta: “Ecco, come è buono e come è piacevole che i fratelli dimorino insieme in unità! È come il buon olio sulla testa, che scende sulla barba, la barba di Aaronne, che scende fino al colletto delle sue vesti. È come la rugiada dell’Ermon che scende sui monti di Sion. Poiché là Geova comandò che fosse la benedizione, anche la vita a tempo indefinito”. — Salmo 133:1-3.
w96 15/7 p. 11 par. 5 La preziosa unità della famiglia di Geova
5 Queste parole si applicavano all’unità fraterna dell’antico popolo di Dio, gli israeliti. Quando si congregavano a Gerusalemme per le loro tre feste annuali, dimoravano realmente insieme in unità. Benché appartenessero a varie tribù, formavano un’unica famiglia.
it-1 p. 969 Fratello
“Ecco, come è buono e come è piacevole che i fratelli dimorino insieme in unità!”, scrisse Davide, indicando che non è il semplice fatto di essere consanguinei a produrre pace e unità tra fratelli carnali. (Sl 133:1)
SALMO 133:2)
“È come il buon olio sulla testa, Che scende sulla barba, La barba di Aaronne, Che scende fino al colletto delle sue vesti.”
w96 15/7 p. 11 par. 4 La preziosa unità della famiglia di Geova
4 Il salmista Davide apprezzava molto l’unità tra fratelli. Fu addirittura ispirato a comporre un canto al riguardo! Immaginatelo mentre, accompagnandosi con l’arpa, canta: “Ecco, come è buono e come è piacevole che i fratelli dimorino insieme in unità! È come il buon olio sulla testa, che scende sulla barba, la barba di Aaronne, che scende fino al colletto delle sue vesti. È come la rugiada dell’Ermon che scende sui monti di Sion. Poiché là Geova comandò che fosse la benedizione, anche la vita a tempo indefinito”. — Salmo 133:1-3.
w96 15/7 p. 11 par. 5 La preziosa unità della famiglia di Geova
Lo stare insieme aveva su di loro un effetto benefico, paragonabile al rinfrescante olio di unzione dal gradevole aroma. Quando quell’olio fu versato sulla testa di Aaronne, gli scese giù lungo la barba fino al colletto della veste. Nel caso degli israeliti, lo stare insieme aveva un’influenza positiva che permeava l’intero popolo congregato. Le incomprensioni venivano appianate e veniva promossa l’unità. Un’unità simile esiste oggi nella famiglia mondiale di Geova. Il fatto di riunirsi regolarmente insieme ha un effetto spiritualmente benefico sui suoi membri. Qualsiasi incomprensione o difficoltà viene risolta applicando i consigli della Parola di Dio. (Matteo 5:23, 24; 18:15-17) I servitori di Geova apprezzano molto l’incoraggiamento reciproco derivante dalla loro unità fraterna.
it-2 p. 1163 Unto, Unzione
Unzione. Quando uno era unto con olio, l’olio gli veniva versato sulla testa ed era lasciato scorrere lungo la barba fino al colletto delle vesti. (Sl 133:2) Nei tempi biblici sia gli ebrei che certi non ebrei usavano ungere cerimonialmente i governanti. Questo atto era la conferma ufficiale della loro nomina. (Gdc 9:8, 15; 1Sa 9:16; 2Sa 19:10) Samuele unse Saul come re dopo che Dio lo ebbe designato per tale incarico. (1Sa 10:1) Davide fu unto re in tre diverse occasioni: una volta da Samuele, quindi dagli uomini di Giuda e infine da tutte le tribù. (1Sa 16:13; 2Sa 2:4; 5:3) Aaronne fu unto dopo aver ricevuto l’incarico di sommo sacerdote. (Le 8:12) Successivamente sulle vesti di Aaronne e dei suoi figli fu spruzzata parte dell’olio di unzione insieme al sangue dei sacrifici, ma solo ad Aaronne fu versato olio sulla testa. — Le 8:30.
SALMO 133:3)
“È come la rugiada dell’Ermon Che scende sui monti di Sion. Poiché là Geova comandò [che fosse] la benedizione, [Anche] la vita a tempo indefinito.”
w07 15/11 p. 15 Siete fonte di ristoro per gli altri?
Siete fonte di ristoro per gli altri?
IL MONTE Ermon, che sorge nella parte meridionale della catena montuosa dell’Antilibano, raggiunge l’altezza di 2.814 metri sul livello del mare. Per la maggior parte dell’anno la vetta dell’Ermon è innevata, quindi i caldi vapori notturni che passano sopra di essa si condensano trasformandosi in rugiada. La rugiada si posa sugli abeti e sugli alberi da frutto nei pendii sottostanti e sui vigneti ancora più in basso. Nell’antico Israele, durante la lunga stagione asciutta, la rinfrescante rugiada era la principale fonte di umidità per la vegetazione.
In un cantico divinamente ispirato l’unità fra gli adoratori di Geova è paragonata alla “rugiada dell’Ermon che scende sui monti di Sion”. (Salmo 133:1, 3) Proprio come il monte Ermon è fonte di rinfrescante rugiada per la vegetazione, anche noi possiamo dare ristoro agli altri.
w07 15/11 p. 16 Siete fonte di ristoro per gli altri?
[Illustrazioni a pagina 16]
La rugiada del monte Ermon, una rinfrescante fonte di umidità per la vegetazione
w98 15/8 p. 32 “Chi ha generato le gocce di rugiada?”
In Israele, durante la calda stagione asciutta, “la rugiada dell’Ermon” assicurava la sopravvivenza della vegetazione e quindi della popolazione. Le alture dell’Ermon, innevate e ricoperte di foreste, generano ancora vapori notturni che, condensandosi, producono un’abbondante rugiada. Il salmista Davide paragonò a quella rugiada ristoratrice la piacevolezza del dimorare in unità fra gli adoratori di Geova. — Salmo 133:3.
w96 15/7 p. 11 par. 4 La preziosa unità della famiglia di Geova
4 Il salmista Davide apprezzava molto l’unità tra fratelli. Fu addirittura ispirato a comporre un canto al riguardo! Immaginatelo mentre, accompagnandosi con l’arpa, canta: “Ecco, come è buono e come è piacevole che i fratelli dimorino insieme in unità! È come il buon olio sulla testa, che scende sulla barba, la barba di Aaronne, che scende fino al colletto delle sue vesti. È come la rugiada dell’Ermon che scende sui monti di Sion. Poiché là Geova comandò che fosse la benedizione, anche la vita a tempo indefinito”. — Salmo 133:1-3.
w96 15/7 p. 11 parr. 6-7 La preziosa unità della famiglia di Geova
6 In che senso il fatto che gli israeliti dimorassero insieme era simile alla rugiada dell’Ermon? Ebbene, dato che questo monte supera i 2.800 metri d’altezza, ha la cima ricoperta di neve quasi tutto l’anno. La cima innevata dell’Ermon fa condensare l’umidità notturna producendo così l’abbondante rugiada che tiene in vita la vegetazione nella lunga stagione asciutta. Le correnti d’aria fredda che scendono dalla catena dell’Ermon possono trasportare questa umidità verso sud fino ai dintorni di Gerusalemme, dove per condensazione si trasforma in rugiada. Perciò il salmista si espresse correttamente quando parlò della ‘rugiada dell’Ermon che scende sul monte Sion’. Che eccellente rammemoratore dell’influenza ristoratrice che promuove l’unità nella famiglia degli adoratori di Geova!
7 Prima che venisse istituita la congregazione cristiana, il centro della vera adorazione era Sion, o Gerusalemme. Perciò era là che Dio aveva comandato che fosse la benedizione. Dal momento che, in senso rappresentativo, la Fonte di tutte le benedizioni risiedeva nel santuario di Gerusalemme, le benedizioni venivano da lì. La vera adorazione, però, non è più legata a una determinata località, e quindi oggi la benedizione, l’amore e l’unità dei servitori di Dio si trovano in tutta la terra. (Giovanni 13:34, 35) Quali sono alcuni fattori che promuovono questa unità?
it-1 pp. 831-832 Ermon
La cima innevata dell’Ermon favorisce la condensazione dell’umidità notturna, producendo un’abbondante rugiada. H. B. Tristram, naturalista del XIX secolo, osservò: “Non avevamo mai visto rugiada più abbondante. Tutto ne era imbevuto, e le tende erano di ben poca protezione”. (The Land of Israel, Londra, 1866, pp. 608, 609) La ristoratrice rugiada dell’Ermon tiene in vita la vegetazione durante la lunga stagione asciutta. (Sl 133:3; vedi RUGIADA).
it-2 p. 469 Palestina
Gran parte della rugiada in Palestina è dovuta alle brezze cariche di umidità che salgono dal Mediterraneo e scendono dall’Ermon. (Sl 133:3) In certe zone la rugiada notturna è così abbondante che la vegetazione assorbe abbastanza umidità da compensare la perdita dovuta alla calura diurna. (Cfr. Gb 29:19).
it-2 p. 807 Rugiada
L’amorevole unità che prevale fra il popolo di Dio ristora “come la rugiada dell’Ermon che scende sui monti di Sion”. Le cime dell’Ermon perennemente incappucciate di neve e coperte di boschi facevano alzare vapori notturni che, trasportati lontano dalle correnti d’aria fredda che scendevano sull’Ermon da N, si potevano condensare sui monti di Sion molti chilometri più a S. — Sl 133:1-3; ILLUSTRAZIONE, vol. 1, p. 332.

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Tutte le favole di Esopo con lezioni e morale - 393 favole Autore: Esopo


INDICE DI TUTTE LE FAVOLE:
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02. L'Aquila, la lepre e lo scarabeo.
03. taglio ala dell'Aquila e la volpe.
04. L'Aquila e la volpe.
05. L'Aquila e la freccia.
06. L'Aquila e i Galli.
07. le volpi sulle rive del fiume Meandro.
08. la volpe che è stata riempita il suo grembo.
09. la volpe e il biancospino
10. la volpe e il taglialegna.
11. la volpe e il serpente.
12. la volpe e i grappoli di uva.
13. la volpe e il coccodrillo.
14. la volpe e la Pantera.
15. la volpe e la scimmia incoronato re
16. la volpe e il cane.
17. la volpe e la scimmia discusso circa la sua nobiltà.
18. la volpe e il caprone nel pozzo.
19. la volpe con la coda tagliata.
20. la volpe che non aveva mai visto un leone.
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