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SALMI 92-101 | Tesori della Parola di Dio: settimana del 8-14 agosto

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TESTI BIBLICI E RIFERIMENTI: TESORI DELLA PAROLA DI DIO | SALMI 92-101

“PROSPERANO SPIRITUALMENTE NELL’ETÀ AVANZATA”: (10 MIN)

92:12
La palma da dattero può vivere più di un secolo e continuare a portare frutto
Le persone anziane portano frutto in senso spirituale...
92:13-15
• pregando a favore di altri
• studiando la Bibbia
• assistendo e partecipando alle adunanze
• trasmettendo ad altri la propria esperienza
• predicando con entusiasmo

Sl 92:12 — I giusti portano frutto in senso spirituale (w07 15/9 32; w06 15/7 13 par. 2)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 92:12
12 Il giusto stesso fiorirà come la palma;+
Come il cedro del Libano, egli crescerà.+
La Torre di Guardia (2007)‘Prosperano durante i capelli grigi’
‘Prosperano durante i capelli grigi’
NEI paesi mediterranei molti piantano le palme da dattero in cortile. Questi alberi sono conosciuti per la loro bellezza e per i loro gustosi frutti. Inoltre prosperano per più di un secolo.
Salomone, re dell’antico Israele, descrisse in modo poetico la statura di una bella ragazza sulamita paragonandola a una palma. (Il Cantico dei Cantici 7:7) Un libro afferma: “Il termine ebraico per palma da dattero è ‘tàmâr’. . . . Per gli ebrei esso divenne simbolo di grazia ed eleganza, ed era spesso usato come nome di donna”. (Plants of the Bible) Per esempio, Tamar era il nome della bella sorellastra di Salomone. (2 Samuele 13:1) Ancora adesso alcuni genitori danno questo nome alle loro figlie.
Le donne di bell’aspetto non sono le uniche a essere paragonate a una palma. Il salmista cantò: “Il giusto stesso fiorirà come la palma; come il cedro del Libano, egli crescerà. Quelli che sono piantati nella casa di Geova, nei cortili del nostro Dio, fioriranno. Continueranno ancora a prosperare durante i capelli grigi, grassi e freschi continueranno ad essere”. — Salmo 92:12-14.
In senso figurato coloro che servono fedelmente Dio durante la vecchiaia hanno molto in comune con l’elegante palma. “I capelli grigi sono una corona di bellezza quando si trovano nella via della giustizia”, dice la Bibbia. (Proverbi 16:31) Anche se forse col passare degli anni le loro energie diminuiscono, le persone anziane possono mantenere la vitalità spirituale traendo sostentamento dal regolare studio della Parola di Dio, la Bibbia. (Salmo 1:1-3; Geremia 17:7, 8) Grazie alla saggezza delle loro parole e al loro eccellente esempio, le persone anziane che si dimostrano fedeli sono una notevole fonte di incoraggiamento e continuano a portare frutto anno dopo anno. (Tito 2:2-5; Ebrei 13:15, 16) Come la palma da dattero, le persone anziane possono prosperare durante l’età avanzata.
La Torre di Guardia (2006)Punti notevoli dei Libri Terzo e Quarto dei Salmi
92:12: In che senso i giusti ‘fioriscono come la palma’? La palma è rinomata perché produce frutto per molti anni. Il giusto è come una palma in quanto è retto agli occhi di Geova e continua a portare “frutti eccellenti”, che comprendono le opere buone. — Matteo 7:17-20.

Sl 92:13, 14 — Le persone anziane possono prosperare spiritualmente nonostante i problemi di salute (w14 15/1 26 par. 17; w04 15/5 12 parr. 9-10)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 92:13, 14
13 Quelli che sono piantati nella casa di Geova,+
Nei cortili del nostro Dio,+ fioriranno.
14 Continueranno ancora a prosperare durante i capelli grigi,+
Grassi e freschi continueranno ad essere,+
La Torre di Guardia (2014)Servite Geova “prima che vengano i giorni calamitosi”
17. Cosa possiamo fare per aiutare i cristiani che sono anziani o malati a dare il proprio contributo alla pura adorazione?
17 Non dovremmo trascurare di aiutare i cristiani che sono anziani o malati. Alcuni di loro vorrebbero tanto essere con noi alle adunanze e alle assemblee, ma di rado ci riescono. Diverse congregazioni aiutano amorevolmente questi proclamatori facendo in modo che seguano le adunanze per telefono, ma in alcune zone questo non è possibile. Nonostante ciò, i fratelli e le sorelle impossibilitati ad andare alle adunanze possono dare il proprio contributo alla pura adorazione, per esempio pregando per la crescita della congregazione cristiana. (Leggi Salmo 92:13, 14.)
La Torre di Guardia (2004)Nella fratellanza cristiana le persone anziane sono preziose
9, 10. Come fanno i cristiani più avanti negli anni a rimanere sani nella fede e a conservare il vigore spirituale? (Vedi il riquadro a pagina 13).
9 Richiamando l’attenzione sulla produttività dei servitori di Geova avanti negli anni, il salmista cantò: “Il giusto stesso fiorirà come la palma; come il cedro del Libano, egli crescerà. Continueranno ancora a prosperare durante i capelli grigi, grassi e freschi continueranno ad essere”. — Salmo 92:12, 14.
10 Come potete conservare il vigore spirituale nonostante il passare degli anni? Il segreto della bellezza duratura della palma sta in un’inesauribile fonte di acqua dolce. Allo stesso modo, voi potete alimentarvi con le acque della verità biblica studiando la Parola di Dio e associandovi alla sua organizzazione. (Salmo 1:1-3; Geremia 17:7, 8) La vostra vitalità spirituale vi rende un bene prezioso per i compagni di fede. Pensate a come questo fu vero nel caso dell’anziano sommo sacerdote Ieoiada.

Sl 92:15 — Le persone anziane possono usare la propria esperienza per incoraggiare altri (w04 15/5 12-14 parr. 13-18)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 92:15
15 Per annunciare che Geova è retto.+
[Egli è] la mia Roccia,+ in cui non è alcuna ingiustizia.+
La Torre di Guardia (2004)Nella fratellanza cristiana le persone anziane sono preziose
13. Come i cristiani avanti negli anni possono ‘fare del bene verso il vero Dio e la sua casa’?
13 Forse la cattiva salute o altre circostanze limitano quello che potete fare a sostegno della vera adorazione. Comunque, avete sempre la possibilità di ‘fare del bene verso il vero Dio e la sua casa’. Potete mostrare zelo per la casa spirituale di Geova assistendo e prendendo parte attiva alle adunanze della congregazione e partecipando al ministero di campo ogni volta che è possibile. La vostra prontezza nel seguire i consigli biblici e la vostra lealtà nel sostenere “lo schiavo fedele e discreto” e la congregazione rafforzeranno la fratellanza cristiana. (Matteo 24:45-47) Inoltre potete incitare i compagni di fede “all’amore e alle opere eccellenti”. (Ebrei 10:24, 25; Filemone 8, 9) E sarete una benedizione per gli altri se agirete in armonia con il consiglio di Paolo: “Gli uomini d’età avanzata siano di abitudini moderate, seri, di mente sana, sani [saldi, CEI] nella fede, nell’amore, nella perseveranza. Similmente le donne d’età avanzata siano di condotta riverente, non calunniatrici, né schiave di molto vino, maestre di ciò che è bene”. — Tito 2:2-4.
14. Cosa possono fare i sorveglianti cristiani di vecchia data per sostenere la vera adorazione?
14 Servite come anziani di congregazione da molto tempo? “Usate altruisticamente la saggezza accumulata nel corso degli anni”, è il consiglio di un anziano di congregazione di vecchia data. “Delegate le responsabilità e mettete la vostra esperienza a disposizione di chi è di spirito volenteroso . . . Scoprite il potenziale degli altri. Sviluppatelo e coltivatelo. Edificate per il futuro”. (Deuteronomio 3:27, 28) Il vostro sincero interesse per l’opera del Regno in continua espansione recherà molte benedizioni ad altri componenti della nostra fratellanza cristiana.
“Annunciare che Geova è retto”
15. In che modo i cristiani avanti negli anni possono “annunciare che Geova è retto”?
15 I servitori di Dio più avanti negli anni possono assolvere con gioia l’incarico di “annunciare che Geova è retto”. Se siete cristiani di una certa età, potete dimostrare con le parole e con le azioni che ‘Geova è la vostra roccia, in cui non è alcuna ingiustizia’. (Salmo 92:15) La palma testimonia in silenzio le straordinarie qualità del suo Creatore. Ma voi avete ricevuto da Geova il privilegio di parlare di lui a coloro che abbracciano la vera adorazione. (Deuteronomio 32:7; Salmo 71:17, 18; Gioele 1:2, 3) Perché questo è importante?
16. Quale esempio biblico evidenzia l’importanza di “annunciare che Geova è retto”?
16 Quando era “vecchio e avanzato nei giorni” Giosuè, condottiero degli israeliti, “chiamava tutto Israele, i suoi anziani e i suoi capi e i suoi giudici e i suoi ufficiali”, per ricordare loro la rettitudine di Dio. E diceva: “Nemmeno una parola di tutte le buone parole che Geova vostro Dio vi ha proferito è venuta meno. Vi si sono avverate tutte”. (Giosuè 23:1, 2, 14) Per qualche tempo queste parole rafforzarono la determinazione del popolo di rimanere fedele. Dopo la morte di Giosuè, però, “sorse un’altra generazione che non conosceva Geova né l’opera che egli aveva fatto per Israele. E i figli d’Israele si misero a fare ciò che era male agli occhi di Geova e a servire i Baal”. — Giudici 2:8-11.
17. Cosa ha fatto Geova per il suo popolo nei nostri tempi?
17 Oggi l’integrità della congregazione cristiana non dipende dalla testimonianza orale dei servitori di Dio più anziani. Eppure la nostra fede in Geova e nelle sue promesse si rafforza sentendo descrivere da chi ne è stato testimone la “grande opera” che Egli ha compiuto per il suo popolo in questi ultimi giorni. (Giudici 2:7; 2 Pietro 1:16-19) Se fate parte dell’organizzazione di Geova da molti anni, forse ricordate il tempo in cui c’erano pochissimi proclamatori del Regno nella vostra zona o nel vostro paese o quando l’opera di predicazione incontrava forte opposizione. Col tempo avete visto Geova eliminare certi ostacoli e ‘affrettare’ l’espansione del Regno. (Isaia 54:17; 60:22) Avete assistito al chiarimento di verità bibliche e al progressivo miglioramento della parte visibile dell’organizzazione di Dio. (Proverbi 4:18; Isaia 60:17) Cercate di incoraggiare gli altri descrivendo la vostra esperienza relativa alle giuste opere di Geova? Che effetto positivo e rassicurante può avere questo sulla fratellanza cristiana!
18. (a) Illustrate gli effetti a lungo termine che si hanno ‘annunciando che Geova è retto’. (b) Avete riscontrato di persona che Geova è retto?
18 Che dire di tutte le circostanze in cui avete sentito l’amorevole cura e la guida di Geova nella vostra vita? (Salmo 37:25; Matteo 6:33; 1 Pietro 5:7) Un’anziana sorella di nome Martha incoraggiava gli altri dicendo: “Qualunque cosa accada, non abbandonate mai Geova. Lui vi sosterrà”. Questo consiglio ebbe un profondo effetto su Tolmina, con cui Martha aveva studiato la Bibbia all’inizio degli anni ’60. “Quando morì mio marito”, ricorda Tolmina, “ero molto abbattuta, ma quelle parole mi spronarono a non perdere una sola adunanza. E Geova mi ha dato davvero la forza di andare avanti”. Nel corso degli anni Tolmina ha dato lo stesso consiglio a molti con cui studiava la Bibbia. Essendo incoraggianti e parlando della rettitudine di Geova, potete davvero fare molto per rafforzare la fede di altri credenti.

SCAVIAMO PER TROVARE GEMME SPIRITUALI: (8 MIN)

Sl 99:6, 7 — Perché Mosè, Aaronne e Samuele sono ottimi esempi? (w15 15/7 8 par. 5)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 99:6, 7
6 Mosè e Aaronne furono fra i suoi sacerdoti,+
E Samuele fu tra quelli che invocavano il suo nome.+
Invocavano Geova, ed egli stesso rispondeva loro.+
7 Continuò a parlare loro nella colonna di nuvola.+
Osservarono i suoi rammemoratori e il regolamento che diede loro.+
La Torre di Guardia (2015)Contribuiamo a rendere più bello il nostro paradiso spirituale
5 In questo modo, quindi, seguiamo l’esempio dei fedeli servitori di Geova descritto nel Salmo 99:1-3, 5-7. (Leggi.) Come indica questo salmo, Mosè, Aaronne e Samuele sostennero pienamente le disposizioni prese nei loro giorni a favore della vera adorazione. Oggi, prima di andare in cielo per servire come sacerdoti con Gesù, i fratelli unti ancora in vita sulla terra prestano servizio nel cortile terreno del tempio spirituale. Milioni di “altre pecore” li sostengono lealmente (Giov. 10:16). Nonostante abbiano speranze diverse, entrambi i gruppi adorano unitamente Geova sulla terra, lo sgabello dei suoi piedi. A livello individuale, però, facciamo bene a chiederci: “Sto sostenendo pienamente la disposizione di Geova per la vera adorazione?”

Sl 101:2 — Cosa significa camminare con integrità di cuore nella propria casa? (w05 1/11 24 par. 14)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 101:2
2 Di sicuro agirò con discrezione in maniera irreprensibile.+
Quando verrai a me?+
Camminerò nell’integrità del mio cuore dentro la mia casa.+
La Torre di Guardia (2005)Camminerete con Dio?
14. Se Geova è reale per noi, come lo si noterà dalle decisioni che prendiamo a livello personale?
14 Per camminare con Geova, egli dev’essere reale per noi. Ricordate che Geova assicurò ai fedeli dell’antico Israele che non si era nascosto a loro. Similmente oggi egli si palesa al suo popolo come sommo Insegnante. Geova è per voi così reale da essere, per così dire, in piedi davanti a voi per istruirvi? Dobbiamo avere questo tipo di fede se vogliamo camminare con Dio. Mosè l’aveva, “poiché rimase saldo come vedendo Colui che è invisibile”. (Ebrei 11:27) Se Geova è reale per noi, quando prendiamo delle decisioni terremo conto dei suoi sentimenti. Per esempio, non ci sfiorerà nemmeno l’idea di commettere trasgressioni e cercare poi di nascondere i nostri peccati agli anziani di congregazione o ai nostri familiari. Al contrario, ci sforzeremo di camminare con Dio anche quando nessun essere umano può vederci. Vogliamo avere la stessa determinazione che aveva l’antico re Davide: “Camminerò nell’integrità del mio cuore dentro la mia casa”. — Salmo 101:2.

Cosa impariamo su Geova dai salmi in programma questa settimana?

Quali punti di questi salmi possiamo usare nel ministero di campo?

SALMI 92-101 | SUGGERIMENTI PER I VOSTRI COMMENTI PERSONALI

SALMO 92:4)
“Poiché mi hai fatto rallegrare, o Geova, a motivo della tua attività; A motivo delle opere delle tue mani grido di gioia.”
*** g88 8/11 p. 31 Potete gridare di gioia? ***
Potete gridare di gioia?
Nell’ambiente naturale che ci circonda riuscite a vedere la generosità e la premura di un Creatore amorevole? Sebbene nuvole, alberi, fiumi e monti non ci siano semplicemente per la loro attraente bellezza, non è degno di nota che, ciò nonostante, furono fatti in modo da soddisfare l’occhio? E a chi non piace l’effetto gradevole, rilassante — e anche tonificante — di una passeggiata in tale ambiente? Se a ciò si aggiungono le benedizioni dell’aria fresca da respirare, del profumo dei fiori e del canto degli uccelli, non è difficile essere d’accordo con la seguente dichiarazione: “A motivo delle opere delle tue mani grido di gioia. Come sono grandi le tue opere, o Geova!” — Salmo 92:4, 5.
È vero che, a motivo dell’egoismo e dell’imperfezione dell’uomo, molti oggi non possono godere di tutte queste benedizioni. Ma è prossimo il tempo in cui il governo del Regno di Dio soddisferà i bisogni di ogni creatura vivente. — Salmo 104; Luca 21:7-36.
SALMO 92:12)
“Il giusto stesso fiorirà come la palma; Come il cedro del Libano, egli crescerà.”
*** w07 15/9 p. 32 ‘Prosperano durante i capelli grigi’ ***
‘Prosperano durante i capelli grigi’
NEI paesi mediterranei molti piantano le palme da dattero in cortile. Questi alberi sono conosciuti per la loro bellezza e per i loro gustosi frutti. Inoltre prosperano per più di un secolo.
Salomone, re dell’antico Israele, descrisse in modo poetico la statura di una bella ragazza sulamita paragonandola a una palma. (Il Cantico dei Cantici 7:7) Un libro afferma: “Il termine ebraico per palma da dattero è ‘tàmâr’. . . . Per gli ebrei esso divenne simbolo di grazia ed eleganza, ed era spesso usato come nome di donna”. (Plants of the Bible) Per esempio, Tamar era il nome della bella sorellastra di Salomone. (2 Samuele 13:1) Ancora adesso alcuni genitori danno questo nome alle loro figlie.
Le donne di bell’aspetto non sono le uniche a essere paragonate a una palma. Il salmista cantò: “Il giusto stesso fiorirà come la palma; come il cedro del Libano, egli crescerà. Quelli che sono piantati nella casa di Geova, nei cortili del nostro Dio, fioriranno. Continueranno ancora a prosperare durante i capelli grigi, grassi e freschi continueranno ad essere”. — Salmo 92:12-14.
In senso figurato coloro che servono fedelmente Dio durante la vecchiaia hanno molto in comune con l’elegante palma. “I capelli grigi sono una corona di bellezza quando si trovano nella via della giustizia”, dice la Bibbia. (Proverbi 16:31) Anche se forse col passare degli anni le loro energie diminuiscono, le persone anziane possono mantenere la vitalità spirituale traendo sostentamento dal regolare studio della Parola di Dio, la Bibbia. (Salmo 1:1-3; Geremia 17:7, 8) Grazie alla saggezza delle loro parole e al loro eccellente esempio, le persone anziane che si dimostrano fedeli sono una notevole fonte di incoraggiamento e continuano a portare frutto anno dopo anno. (Tito 2:2-5; Ebrei 13:15, 16) Come la palma da dattero, le persone anziane possono prosperare durante l’età avanzata.
*** w06 15/7 p. 13 par. 2 Punti notevoli dei Libri Terzo e Quarto dei Salmi ***
92:12: In che senso i giusti ‘fioriscono come la palma’? La palma è rinomata perché produce frutto per molti anni. Il giusto è come una palma in quanto è retto agli occhi di Geova e continua a portare “frutti eccellenti”, che comprendono le opere buone. — Matteo 7:17-20.
*** w01 1/10 p. 32 Una lezione dalla palma ***
Una lezione dalla palma
“HA UNA grazia e una bellezza tutte particolari”. Così dice un’enciclopedia biblica a proposito della palma da datteri. Nei tempi biblici, e ancora oggi, le palme abbelliscono la valle del Nilo, in Egitto, e provvedono ombra rinfrescante intorno alle oasi del deserto del Negheb.
Come la maggioranza delle palme, quella da datteri è alta e slanciata. Alcuni esemplari raggiungono i 30 metri d’altezza e continuano a portare frutto per 150 anni. Quindi la palma da datteri è bella e straordinariamente fruttifera. Ogni anno produce diversi grappoli di datteri. Un solo grappolo può avere più di 1.000 datteri. Riguardo ad essi, un esperto ha scritto che chi “ha assaggiato solo i frutti secchi, quelli impacchettati esposti nelle vetrine dei negozi, non immagina nemmeno quanto siano deliziosi quelli freschi”.
Appropriatamente la Bibbia paragona certe persone a palme da datteri. Per piacere a Dio, come una palma fruttifera, bisogna essere moralmente retti e continuare a portare frutto sotto forma di opere buone. (Matteo 7:17-20) Per questa ragione sia il tempio di Salomone che quello della visione di Ezechiele erano decorati con incisioni di palme. (1 Re 6:29, 32, 35; Ezechiele 40:14-16, 20, 22) Perché l’adorazione che si rende a Dio gli sia accettevole bisogna avere certe caratteristiche desiderabili simili a quelle di una palma da datteri. La Parola di Dio spiega: “Il giusto stesso fiorirà come la palma”. — Salmo 92:12.
*** w99 1/1 p. 32 “Crescerà come il cedro del Libano” ***
“Crescerà come il cedro del Libano”
SULLE belle montagne del Libano crescono degli alberi chiamati Arz Ar-rab, “Cedri del Signore”. Questi imponenti sempreverdi, che un tempo ricoprivano le montagne, sono menzionati nella Bibbia circa 70 volte, più di qualsiasi altro albero.
Per descrivere i maestosi cedri del Libano le Scritture usano i termini “scelto” e “maestoso”. (Il Cantico dei Cantici 5:15; Ezechiele 17:23) Per le sue dimensioni e la resistenza del suo legno il cedro da tempo viene usato per costruire case e navi, oltre che per fare mobili. La fragranza e il caldo colore rosso rendono molto attraente questo legno, e l’elevato contenuto di resina lo rende resistente nel tempo e inattaccabile dagli insetti. I cedri sono particolarmente alti e massicci: possono superare i 37 metri d’altezza e i 12 metri di circonferenza. Hanno radici solide e profonde. Non sorprende che alcuni esperti forestali del nostro tempo abbiano definito il cedro “il non plus ultra del mondo vegetale in quanto a bellezza”!
Lo scrittore biblico Ezechiele paragonò profeticamente il Messia al ramoscello di un cedro, che viene poi piantato da Dio stesso. (Ezechiele 17:22) In effetti la parola ebraica per “cedro” viene da una radice che significa “essere fermo”. Similmente oggi i seguaci del Messia, Gesù Cristo, hanno bisogno di ‘essere fermi nella fede e di divenire potenti’, come un alto e resistente cedro. (1 Corinti 16:13) Come possono farlo? Resistendo con fermezza alle influenze non cristiane e perseverando fedelmente in una vita di integrità e santa devozione. Descrivendo chi agisce così, la Bibbia dice: “Il giusto . . . crescerà come il cedro del Libano”. — Salmo 92:12, La Nuova Diodati.
*** it-2 p. 470 Palma ***
Essendo alta e diritta, e molto fruttifera, la palma era inoltre un appropriato simbolo del “giusto”, ‘piantato nei cortili di Geova’. — Sl 92:12, 13.
SALMO 92:14)
“Continueranno ancora a prosperare durante i capelli grigi, Grassi e freschi continueranno ad essere,”
*** w07 15/9 p. 32 ‘Prosperano durante i capelli grigi’ ***
‘Prosperano durante i capelli grigi’
NEI paesi mediterranei molti piantano le palme da dattero in cortile. Questi alberi sono conosciuti per la loro bellezza e per i loro gustosi frutti. Inoltre prosperano per più di un secolo.
*** w06 15/7 p. 13 par. 6 Punti notevoli dei Libri Terzo e Quarto dei Salmi ***
92:14, 15. Studiando con diligenza la Parola di Dio e stando regolarmente in compagnia del popolo di Geova, le persone anziane continuano a essere ‘grasse e fresche’, cioè vigorose in senso spirituale, e sono preziose per la congregazione.
SALMO 92:15)
“Per annunciare che Geova è retto. [Egli è] la mia Roccia, in cui non è alcuna ingiustizia.”
*** w04 15/5 pp. 13-14 Nella fratellanza cristiana le persone anziane sono preziose ***
“Annunciare che Geova è retto”
15 I servitori di Dio più avanti negli anni possono assolvere con gioia l’incarico di “annunciare che Geova è retto”. Se siete cristiani di una certa età, potete dimostrare con le parole e con le azioni che ‘Geova è la vostra roccia, in cui non è alcuna ingiustizia’. (Salmo 92:15) La palma testimonia in silenzio le straordinarie qualità del suo Creatore. Ma voi avete ricevuto da Geova il privilegio di parlare di lui a coloro che abbracciano la vera adorazione. (Deuteronomio 32:7; Salmo 71:17, 18; Gioele 1:2, 3) Perché questo è importante?
16 Quando era “vecchio e avanzato nei giorni” Giosuè, condottiero degli israeliti, “chiamava tutto Israele, i suoi anziani e i suoi capi e i suoi giudici e i suoi ufficiali”, per ricordare loro la rettitudine di Dio. E diceva: “Nemmeno una parola di tutte le buone parole che Geova vostro Dio vi ha proferito è venuta meno. Vi si sono avverate tutte”. (Giosuè 23:1, 2, 14) Per qualche tempo queste parole rafforzarono la determinazione del popolo di rimanere fedele. Dopo la morte di Giosuè, però, “sorse un’altra generazione che non conosceva Geova né l’opera che egli aveva fatto per Israele. E i figli d’Israele si misero a fare ciò che era male agli occhi di Geova e a servire i Baal”. — Giudici 2:8-11.
17 Oggi l’integrità della congregazione cristiana non dipende dalla testimonianza orale dei servitori di Dio più anziani. Eppure la nostra fede in Geova e nelle sue promesse si rafforza sentendo descrivere da chi ne è stato testimone la “grande opera” che Egli ha compiuto per il suo popolo in questi ultimi giorni. (Giudici 2:7; 2 Pietro 1:16-19) Se fate parte dell’organizzazione di Geova da molti anni, forse ricordate il tempo in cui c’erano pochissimi proclamatori del Regno nella vostra zona o nel vostro paese o quando l’opera di predicazione incontrava forte opposizione. Col tempo avete visto Geova eliminare certi ostacoli e ‘affrettare’ l’espansione del Regno. (Isaia 54:17; 60:22) Avete assistito al chiarimento di verità bibliche e al progressivo miglioramento della parte visibile dell’organizzazione di Dio. (Proverbi 4:18; Isaia 60:17) Cercate di incoraggiare gli altri descrivendo la vostra esperienza relativa alle giuste opere di Geova? Che effetto positivo e rassicurante può avere questo sulla fratellanza cristiana!
18 Che dire di tutte le circostanze in cui avete sentito l’amorevole cura e la guida di Geova nella vostra vita? (Salmo 37:25; Matteo 6:33; 1 Pietro 5:7) Un’anziana sorella di nome Martha incoraggiava gli altri dicendo: “Qualunque cosa accada, non abbandonate mai Geova. Lui vi sosterrà”. Questo consiglio ebbe un profondo effetto su Tolmina, con cui Martha aveva studiato la Bibbia all’inizio degli anni ’60. “Quando morì mio marito”, ricorda Tolmina, “ero molto abbattuta, ma quelle parole mi spronarono a non perdere una sola adunanza. E Geova mi ha dato davvero la forza di andare avanti”. Nel corso degli anni Tolmina ha dato lo stesso consiglio a molti con cui studiava la Bibbia. Essendo incoraggianti e parlando della rettitudine di Geova, potete davvero fare molto per rafforzare la fede di altri credenti.
SALMO 93:2)
“Il tuo trono è fermamente stabilito da molto tempo fa; Tu sei da tempo indefinito.”
*** it-2 p. 1143 Trono ***
Geova, che nemmeno il “cielo dei cieli” può contenere, non siede su un seggio o trono letterale. (1Re 8:27) Egli tuttavia si serve del simbolo del trono per indicare la sua autorità regale e la sua sovranità. Alcuni servitori di Dio ebbero il privilegio di vedere in visione il suo trono. (1Re 22:19; Isa 6:1; Ez 1:26-28; Da 7:9; Ri 4:1-3) I Salmi descrivono il trono di Geova — la sua maestà o potenza, la sua posizione di Supremo Giudice — stabilito su giustizia e giudizio “da molto tempo fa”. — Sl 89:14; 93:2; 97:2.
SALMO 94:6)
“Uccidono la vedova e il residente forestiero, E assassinano gli orfani di padre.”
*** w95 1/1 p. 30 Debolezza, malvagità e pentimento ***
Uccidono la vedova e il residente forestiero, e assassinano gli orfani di padre. E continuano a dire: ‘Iah non vede; e l’Iddio di Giacobbe non lo comprende’”? — Salmo 94:4-7.
Probabilmente i peccati trattati in una congregazione non riguarderanno assassini e omicidi. Ma gli anziani che esaminano un caso di trasgressione possono notare lo stesso spirito, lo spirito di chi non ci pensa due volte a danneggiare gli altri per tornaconto personale. Anche questo è indice di arroganza, una caratteristica dei malvagi. (Proverbi 21:4) È l’esatto contrario dello spirito del vero cristiano, che è disposto a sacrificarsi per i fratelli. — Giovanni 15:12, 13.
SALMO 94:19)
“Quando i miei inquietanti pensieri divennero molti dentro di me, Le tue proprie consolazioni vezzeggiavano la mia anima.”
*** w06 15/7 p. 13 par. 7 Punti notevoli dei Libri Terzo e Quarto dei Salmi ***
94:19. Qualunque sia la causa dei nostri “inquietanti pensieri”, leggere le “consolazioni” contenute nella Bibbia e meditare su di esse ci darà conforto.
*** w03 15/3 p. 9 Prima e dopo: Una svolta nella sua vita ***
“Quando i miei inquietanti pensieri divennero molti dentro di me, le tue proprie consolazioni [di Dio] vezzeggiavano la mia anima”. (Salmo 94:19) Le “consolazioni” di Dio contenute nella sua Parola sono di grande conforto. Riflettendo su di esse mentre si medita e si prega si è aiutati a scacciare i pensieri inquietanti e ad acquistare fiducia in Dio, un Amico comprensivo.
*** w01 1/9 pp. 16-17 par. 10 Come può la pace del Cristo dominare nei nostri cuori? ***
10 Un modo è cercare conforto nella Parola di Dio. Il re Davide scrisse: “Quando i miei inquietanti pensieri divennero molti dentro di me, le tue proprie consolazioni vezzeggiavano la mia anima”. (Salmo 94:19) Le “consolazioni” di Geova si possono trovare nella Bibbia. La regolare consultazione di questo Libro ispirato ci aiuterà a mantenere la pace del Cristo nei nostri cuori.
SALMO 95:3)
“Poiché Geova è un grande Dio E un gran Re su tutti gli [altri] dèi,”
*** w86 15/12 p. 29 “Benedite Geova”: perché? ***
95:3 — In che senso Geova è un “Re su tutti gli altri dèi”?
In quanto Sovrano universale, Geova è il supremo ed è Re su tutte le false divinità, poiché è molto al di sopra di loro. Non esiste semplicemente paragone fra Geova Dio e qualsiasi angelo o altre cose che possono essere adorate, compresi gli inesistenti falsi dèi.
SALMO 95:7)
“Poiché egli è il nostro Dio, e noi siamo il popolo del suo pascolo e le pecore della sua mano. Oggi, se ascoltate la sua voce,”
*** w98 15/7 pp. 12-13 Guardatevi dalla mancanza di fede ***
“Non indurite i vostri cuori”
13 Dopo aver esaminato la posizione privilegiata dei cristiani ebrei, Paolo diede questo avvertimento: “Dice lo spirito santo: ‘Oggi, se ascoltate la sua voce, non indurite i vostri cuori come nell’occasione in cui fu causata amara ira, come nel giorno della prova nel deserto’”. (Ebrei 3:7, 8) Paolo stava citando il 95° Salmo e poteva quindi dire: ‘Lo spirito santo dice’. (Salmo 95:7, 8; Esodo 17:1-7) Le Scritture sono ispirate da Dio mediante lo spirito santo. — 2 Timoteo 3:16.
14 Dopo essere stati liberati dalla schiavitù d’Egitto, gli israeliti ricevettero il grande onore di concludere un patto con Geova. (Esodo 19:4, 5; 24:7, 8) Invece di apprezzare ciò che Dio aveva fatto per loro, ben presto agirono in modo ribelle. (Numeri 13:25–14:10) Come poté accadere una cosa simile? Paolo ne spiega la ragione: il loro cuore si era indurito. Ma come può indurirsi un cuore sensibile alla Parola di Dio? E cosa dobbiamo fare per evitare che accada a noi?
15 Paolo iniziò il suo avvertimento con la premessa: “Se ascoltate la sua voce”. Geova Dio parlò al suo popolo tramite Mosè e altri profeti. Poi parlò loro tramite suo Figlio, Gesù Cristo. (Ebrei 1:1, 2) Oggi abbiamo l’ispirata Parola di Dio, la Sacra Bibbia, al completo. Abbiamo anche “lo schiavo fedele e discreto”, costituito da Gesù per dispensare il “cibo [spirituale] a suo tempo”. (Matteo 24:45-47) Perciò Dio sta ancora parlando. Ma ascoltiamo? Per esempio, come reagiamo ai consigli circa l’abbigliamento o l’acconciatura o la scelta dello svago e della musica? ‘Ascoltiamo’, cioè prestiamo attenzione e ubbidiamo alle cose udite? Se abbiamo l’abitudine di giustificarci o di trovare da ridire sui consigli, ci esponiamo all’insidioso pericolo di indurire il nostro cuore.
16 Il nostro cuore può indurirsi anche se ci tratteniamo dal fare ciò che potremmo e dovremmo fare. (Giacomo 4:17) Nonostante tutto ciò che Geova aveva fatto per loro, gli israeliti non esercitarono fede, si ribellarono a Mosè, preferirono credere a un rapporto negativo sul paese di Canaan e si rifiutarono di entrare nella Terra Promessa. (Numeri 14:1-4)
*** w98 15/7 p. 13 par. 19 Guardatevi dalla mancanza di fede ***
19 La lezione quindi è che se prendiamo l’abitudine di non ‘ascoltare la voce’ di Geova, ignorando i consigli che ci dà tramite la sua Parola e la classe dello schiavo fedele, non passerà molto tempo prima che il nostro cuore divenga incallito, indurito. Per esempio, due persone non sposate possono diventare un po’ troppo intime. Che accadrà se ignorano semplicemente la cosa? Saranno aiutate a non ripetere ciò che hanno fatto o non sarà più facile che capiti di nuovo? Similmente, quando la classe dello schiavo ci consiglia di fare attenzione alla musica e allo svago che scegliamo, e via dicendo, accettiamo con gratitudine questi consigli e facciamo gli eventuali cambiamenti necessari? Paolo ci esorta a ‘non abbandonare la comune adunanza’. (Ebrei 10:24, 25) Nonostante questo consiglio, alcuni assumono un atteggiamento indifferente verso le adunanze cristiane. Forse pensano che perderne alcune o addirittura non frequentare mai certe adunanze non abbia conseguenze.
*** w98 15/7 p. 12 Guardatevi dalla mancanza di fede ***
Evidentemente Paolo stava citando la Settanta greca, che traduce l’ebraico per “Meriba” e “Massa” rispettivamente con “lite” e “prova”. Vedi Perspicacia nello studio delle Scritture, volume 2, pagine 262 e 227, edito in Italia dalla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova.
*** w93 15/1 p. 32 Siete come una di queste? ***
In Salmo 95:7 si parla dei servitori di Dio come di pecore simboliche: “[Geova] è il nostro Dio, e noi siamo il popolo del suo pascolo e le pecore della sua mano”. Qualcuno potrebbe pensare che il salmista avrebbe dovuto dire “pecore del suo pascolo” e “popolo della sua mano”. L’inversione però fa capire che i servitori di Geova stessi sono in pratica le sue pecore. Godono dei benefìci del pascolo di Dio e sono guidati dalla sua mano amorevole.
SALMO 95:8)
“Non indurite il vostro cuore come a Meriba, Come nel giorno di Massa nel deserto,”
*** w98 15/7 pp. 12-13 Guardatevi dalla mancanza di fede ***
“Non indurite i vostri cuori”
13 Dopo aver esaminato la posizione privilegiata dei cristiani ebrei, Paolo diede questo avvertimento: “Dice lo spirito santo: ‘Oggi, se ascoltate la sua voce, non indurite i vostri cuori come nell’occasione in cui fu causata amara ira, come nel giorno della prova nel deserto’”. (Ebrei 3:7, 8) Paolo stava citando il 95° Salmo e poteva quindi dire: ‘Lo spirito santo dice’. (Salmo 95:7, 8; Esodo 17:1-7) Le Scritture sono ispirate da Dio mediante lo spirito santo. — 2 Timoteo 3:16.
14 Dopo essere stati liberati dalla schiavitù d’Egitto, gli israeliti ricevettero il grande onore di concludere un patto con Geova. (Esodo 19:4, 5; 24:7, 8) Invece di apprezzare ciò che Dio aveva fatto per loro, ben presto agirono in modo ribelle. (Numeri 13:25–14:10) Come poté accadere una cosa simile? Paolo ne spiega la ragione: il loro cuore si era indurito. Ma come può indurirsi un cuore sensibile alla Parola di Dio? E cosa dobbiamo fare per evitare che accada a noi?
15 Paolo iniziò il suo avvertimento con la premessa: “Se ascoltate la sua voce”. Geova Dio parlò al suo popolo tramite Mosè e altri profeti. Poi parlò loro tramite suo Figlio, Gesù Cristo. (Ebrei 1:1, 2) Oggi abbiamo l’ispirata Parola di Dio, la Sacra Bibbia, al completo. Abbiamo anche “lo schiavo fedele e discreto”, costituito da Gesù per dispensare il “cibo [spirituale] a suo tempo”. (Matteo 24:45-47) Perciò Dio sta ancora parlando. Ma ascoltiamo? Per esempio, come reagiamo ai consigli circa l’abbigliamento o l’acconciatura o la scelta dello svago e della musica? ‘Ascoltiamo’, cioè prestiamo attenzione e ubbidiamo alle cose udite? Se abbiamo l’abitudine di giustificarci o di trovare da ridire sui consigli, ci esponiamo all’insidioso pericolo di indurire il nostro cuore.
16 Il nostro cuore può indurirsi anche se ci tratteniamo dal fare ciò che potremmo e dovremmo fare. (Giacomo 4:17) Nonostante tutto ciò che Geova aveva fatto per loro, gli israeliti non esercitarono fede, si ribellarono a Mosè, preferirono credere a un rapporto negativo sul paese di Canaan e si rifiutarono di entrare nella Terra Promessa. (Numeri 14:1-4)
*** w98 15/7 p. 13 par. 19 Guardatevi dalla mancanza di fede ***
19 La lezione quindi è che se prendiamo l’abitudine di non ‘ascoltare la voce’ di Geova, ignorando i consigli che ci dà tramite la sua Parola e la classe dello schiavo fedele, non passerà molto tempo prima che il nostro cuore divenga incallito, indurito. Per esempio, due persone non sposate possono diventare un po’ troppo intime. Che accadrà se ignorano semplicemente la cosa? Saranno aiutate a non ripetere ciò che hanno fatto o non sarà più facile che capiti di nuovo? Similmente, quando la classe dello schiavo ci consiglia di fare attenzione alla musica e allo svago che scegliamo, e via dicendo, accettiamo con gratitudine questi consigli e facciamo gli eventuali cambiamenti necessari? Paolo ci esorta a ‘non abbandonare la comune adunanza’. (Ebrei 10:24, 25) Nonostante questo consiglio, alcuni assumono un atteggiamento indifferente verso le adunanze cristiane. Forse pensano che perderne alcune o addirittura non frequentare mai certe adunanze non abbia conseguenze.
*** w98 15/7 p. 12 Guardatevi dalla mancanza di fede ***
Evidentemente Paolo stava citando la Settanta greca, che traduce l’ebraico per “Meriba” e “Massa” rispettivamente con “lite” e “prova”. Vedi Perspicacia nello studio delle Scritture, volume 2, pagine 262 e 227, edito in Italia dalla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova.
*** si p. 245 par. 12 Libro biblico numero 58: Ebrei ***
12 Entrare nel riposo di Dio mediante la fede e l’ubbidienza (3:7–4:13). I cristiani in particolare dovrebbero trarre una lezione dall’esempio di infedeltà degli israeliti, affinché non sorga in loro “un cuore malvagio privo di fede che si allontani dall’Iddio vivente”. (Ebr. 3:12; Sal. 95:7-11) Per la loro disubbidienza e la loro mancanza di fede, gli israeliti che lasciarono l’Egitto non entrarono nel riposo, o sabato, di Dio, durante il quale egli si è astenuto dal compiere opere creative in relazione alla terra.
*** it-2 p. 227 Massa ***
In seguito il salmista ammonì gli israeliti di non indurire il loro cuore come la generazione che aveva vagato nel deserto. Il suo riferimento a Meriba e a Massa allude evidentemente al mormorio degli israeliti per avere acqua presso Refidim, episodio rappresentativo del loro comportamento privo di fede durante l’intero periodo di 40 anni. (Sl 95:8-11) Questa sembra l’idea della citazione delle parole del salmista (dalla Settanta greca) che si trova in Ebrei capitolo 3: “Non indurite i vostri cuori come nell’occasione in cui fu causata amara ira [Meriba], come nel giorno della prova [Massa] nel deserto, in cui i vostri antenati mi tentarono con una prova, eppure avevano visto le mie opere per quarant’anni”. (Eb 3:8, 9) Sia Salmo 95:8 che Ebrei 3:8 potrebbero includere i successivi mormorii di Israele per avere acqua a Meriba nella regione di Cades. — Nu 20:1-13.
*** w86 1/4 p. 23 Badate di non farvi indurire dal peccato! ***
In Ebrei 3:7-11 Paolo mostra che il peccato della mancanza di fede infettò la nazione israelita. Qui, citando Salmo 95:7-11, Paolo dice: “Per questa ragione, come dice lo spirito santo: ‘Oggi, se ascoltate la sua voce, non indurite i vostri cuori come nell’occasione in cui fu causata amara ira, come nel giorno della prova nel deserto, in cui i vostri antenati mi tentarono con una prova, eppure avevano visto le mie opere per quarant’anni. Per questa ragione mi disgustai di quella generazione e dissi: “sempre si sviano nei loro cuori, e non hanno conosciuto le mie vie”. E giurai nella mia ira: “Non entreranno nel mio riposo”’”.
L’“occasione in cui fu causata amara ira” fu ciò che accadde in una località chiamata sia Meriba che Massa. (Salmo 95:8) Qui, poco tempo dopo la miracolosa liberazione dall’Egitto, “il popolo litigava con Mosè, dicendo: ‘Dacci acqua onde beviamo’”. (Esodo 17:2)
SALMO 96:1)
“Cantate a Geova un nuovo canto. Cantate a Geova, [genti di] tutta la terra.”
*** re cap. 29 p. 201 par. 9 Il trionfale nuovo cantico ***
Dal 1935 una crescente grande folla di altre pecore ha udito il loro trionfante cantico ed è stata spinta a unirsi loro nel proclamare il Regno di Dio. (Giovanni 10:16; Rivelazione 7:9) È vero che questi nuovi arrivati non possono imparare a cantare lo stesso nuovo cantico che cantano i futuri governanti del Regno di Dio. Ma anch’essi elevano un melodioso coro di lode a Geova, un inno che acclama Geova per le cose nuove che sta compiendo. Adempiono così l’esortazione del salmista, che disse: “Cantate a Geova un nuovo canto. Cantate a Geova, genti di tutta la terra. Cantate a Geova, benedite il suo nome. Di giorno in giorno annunciate la buona notizia della sua salvezza. Dichiarate fra le nazioni la sua gloria, fra tutti i popoli le sue meravigliose opere. Ascrivete a Geova, o famiglie dei popoli, ascrivete a Geova gloria e forza. Dite fra le nazioni: ‘Geova stesso è divenuto re’”. — Salmo 96:1-3, 7, 10; 98:1-9.
*** w00 15/4 p. 10 par. 10 Fatta ogni cosa nuova, come predetto ***
10 Nella Bibbia la parola “terra” non si riferisce sempre al pianeta. Per esempio Salmo 96:1 dice letteralmente: ‘Cantate a Geova, tutta la terra!’ Sappiamo che il nostro pianeta — la terraferma e gli oceani — non può cantare. Ma la gente sì. Perciò Salmo 96:1 si riferisce agli abitanti della terra.
*** w00 15/4 p. 10 Fatta ogni cosa nuova, come predetto ***
La Nuova Riveduta traduce così questo versetto: “Cantate al Signore, abitanti di tutta la terra”, a conferma che con l’espressione “nuova terra” Isaia si riferiva al popolo di Dio in patria.
*** it-1 p. 416 Cantico ***
Di un “nuovo canto” o “nuovo cantico” si parla non solo nei Salmi, ma anche negli scritti di Isaia e dell’apostolo Giovanni. (Sl 33:3; 40:3; 96:1; 98:1; 144:9; 149:1; Isa 42:10; Ri 5:9; 14:3) Un esame del contesto in cui ricorre l’espressione “nuovo canto” rivela che il più delle volte esso viene cantato per celebrare qualche nuovo sviluppo nell’esercizio della sovranità universale da parte di Geova. Come viene proclamato gioiosamente nel Salmo 96:10, “Geova stesso è divenuto re”. I nuovi sviluppi nell’estensione della regalità di Geova, come pure il loro significato per il cielo e la terra, sembrano costituire il tema di questo “nuovo canto”. — Sl 96:11-13; 98:9; Isa 42:10, 13.
*** w89 15/5 p. 27 Il paese dell’uccello del pepe ode il “nuovo canto” ***
“Cantate a Geova un nuovo canto. Cantate a Geova, genti di tutta la terra. Dite fra le nazioni: ‘Geova stesso è divenuto re’”. (Salmo 96:1, 10) Sì, è il canto dell’istituito Regno di Dio, con Gesù Cristo come Re. A cantarlo sono i futuri eredi del celeste governo di Geova. Nell’attuale “termine del sistema di cose”, essi e i loro compagni stanno proclamando con gioia la “buona notizia” riguardo a questo Regno in tutte le nazioni, Liberia compresa. (Matteo 24:3, 14)
*** w88 15/12 p. 20 par. 4 “Temete Dio e dategli gloria” ***
I 144.000 cantano “un nuovo cantico”. Esso nasce dalla loro esperienza singolare di essere stati comprati dalla terra per divenire eredi del Regno. Anche la grande folla ‘canta a Geova un nuovo canto’, ma la cosa è diversa in quanto essi cantano con la prospettiva di ricevere la vita nel reame terrestre del Regno. — Rivelazione 7:9; 14:1-5; Salmo 96:1-10;
SALMO 96:2)
“Cantate a Geova, benedite il suo nome. Di giorno in giorno annunciate la buona notizia della sua salvezza.”
*** w02 1/1 p. 8 parr. 2-3 I veri cristiani sono tutti evangelizzatori ***
Perché i testimoni di Geova, come quei primi cristiani, sono così zelanti? Innanzi tutto perché la buona notizia che proclamano viene da Geova Dio stesso. Potrebbe esserci una ragione migliore? Essi predicano in risposta alle parole del salmista: “Cantate a Geova, benedite il suo nome. Di giorno in giorno annunciate la buona notizia della sua salvezza”. — Salmo 96:2.
3 Le parole del salmista ci ricordano una seconda ragione per cui i testimoni di Geova sono zelanti. Il loro è un messaggio di salvezza. Ci sono persone che operano in campo medico, sociale, economico o in altri settori per migliorare le condizioni di vita del prossimo, e i loro sforzi sono lodevoli. Ma qualunque cosa un essere umano possa fare per gli altri è ben poco in confronto alla ‘salvezza di Dio’. Tramite Gesù Cristo, Geova salverà i miti dal peccato, dalle malattie e dalla morte. Quelli che ne traggono beneficio vivranno per sempre! (Giovanni 3:16, 36; Rivelazione [Apocalisse] 21:3, 4)
SALMO 96:3)
“Dichiarate fra le nazioni la sua gloria, Fra tutti i popoli le sue meravigliose opere.”
*** w01 15/4 p. 8 par. 23 Osservate Colui che fa cose meravigliose! ***
Il senso di meraviglia che proviamo per le grandi opere di Dio non dovrebbe spingerci a parlare di lui, di ciò che ha fatto e di ciò che ancora farà? La risposta è ovvia: dovremmo dichiarare “fra le nazioni la sua gloria, fra tutti i popoli le sue meravigliose opere”. (Salmo 96:3-5) Sì, possiamo manifestare umile apprezzamento per le meravigliose opere di Dio parlando ad altri di ciò che abbiamo appreso riguardo a lui. Anche se le persone sono cresciute in una società che ha messo da parte il Creatore, possiamo aiutarle a riconoscerne l’esistenza presentando loro informazioni concrete. Oltre a ciò, possiamo indurle a voler conoscere e servire colui che ‘creò tutte le cose’, Colui che compie opere meravigliose, Geova. — Rivelazione 4:11.
SALMO 96:5)
“Poiché tutti gli dèi dei popoli sono dèi senza valore; Ma in quanto a Geova, ha fatto i medesimi cieli.”
*** it-1 pp. 671-672 Dei e Dee ***
Gli dèi delle nazioni in paragone con Geova. Oggi molti dèi menzionati nella Bibbia sono poco più che un nome. Anche se gli adoratori giunsero a volte a sacrificare loro i propri figli, i falsi dèi erano incapaci di liberare chi ricorreva a loro per ricevere aiuto nei momenti di necessità. (2Re 17:31) Perciò, a motivo dei suoi successi militari, il re d’Assiria per mezzo di Rabsache suo portavoce si vantò: “Hanno gli dèi delle nazioni liberato affatto ciascuno il suo proprio paese dalla mano del re d’Assiria? Dove sono gli dèi di Amat e di Arpad? Dove sono gli dèi di Sefarvaim, di Ena e di Ivva? Hanno essi liberato Samaria dalla mia mano? Chi fra tutti gli dèi dei paesi ha liberato il proprio paese dalla mia mano, così che Geova liberi Gerusalemme dalla mia mano?” (2Re 18:28, 31-35) Ma Geova non abbandonò il suo popolo come quei falsi dèi. In una notte l’angelo di Geova uccise 185.000 uomini nell’accampamento degli assiri. Umiliato, l’orgoglioso monarca assiro Sennacherib fece ritorno a Ninive, per essere poi assassinato da due suoi figli nel tempio del suo dio Nisroc. (2Re 19:17-19, 35-37) Davvero “tutti gli dèi dei popoli sono dèi senza valore; ma in quanto a Geova, ha fatto i medesimi cieli”. — Sl 96:5.
*** it-2 pp. 622-623 Potenza, Opere potenti ***
“Dèi della natura” in contrasto col vero Dio. Antichi documenti provenienti da Babilonia e da località raggiunte dalla migrazione dei popoli rivelano che l’adorazione di “dèi della natura” (come il dio-sole babilonese Shamash, il dio egiziano della pioggia e del tuono Thot, e il dio cananeo della fertilità Baal) acquistò grande rilevanza in quei tempi remoti. Gli uomini associavano gli “dèi della natura” con periodiche o cicliche manifestazioni di potenza, come il quotidiano rifulgere dei raggi del sole, gli effetti stagionali dei solstizi e degli equinozi (che determinano estate e inverno, primavera e autunno), i venti e le tempeste, la pioggia e il suo rapporto con la fertilità della terra al tempo della semina e della mietitura, e altri fenomeni. Queste sono tutte forze impersonali. A ciò gli uomini supplivano con la loro immaginazione, attribuendo personalità ai loro dèi. La personalità degli dèi, come essi li immaginavano, era generalmente capricciosa; simili dèi non avevano un proposito definito, ed erano moralmente degradati e indegni di essere adorati e serviti.
Eppure i cieli visibili e la terra dimostrano chiaramente l’esistenza di una Fonte superiore di potenza che creò tutte queste forze coordinandole fra loro, a conferma di un innegabile disegno intelligente. A questa Fonte è diretta l’acclamazione: “Degno sei, Geova, Dio nostro, di ricevere la gloria e l’onore e la potenza, perché tu creasti tutte le cose, e a causa della tua volontà esse esisterono e furono create”! (Ri 4:11) Geova non è un Dio condizionato o governato da cicli celesti o terrestri. Le espressioni della sua potenza non sono capricciose, imprevedibili o incoerenti. In ciascun caso esse rivelano qualcosa della sua personalità, delle sue norme, del suo proposito. Nel commentare il concetto di Dio espresso nelle Scritture Ebraiche, il Grande Lessico del Nuovo Testamento osserva infatti che l’idea di un Dio personale “abbassa la ‘potenza’ a strumento della volontà divina”, aggiungendo che ‘questo dato teologico fondamentale riveste un’importanza decisiva nella coscienza religiosa ebraica’. — G. Kittel, Brescia, 1966, vol. II, col. 1491.
L’adorazione di tali “dèi della natura” da parte degli israeliti era un atto di apostasia, un sopprimere la verità in favore della menzogna, un atteggiamento irragionevole che portava ad adorare la creazione anziché il Creatore; questo è quanto l’apostolo afferma in Romani 1:18-25. Benché invisibile, Geova Dio aveva reso manifeste le sue qualità fra gli uomini, poiché, come dice Paolo, “le sue invisibili qualità, perfino la sua sempiterna potenza e Divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo, perché si comprendono dalle cose fatte, così che sono inescusabili”.
Autorità di Dio sulle forze naturali. Era ragionevole aspettarsi che Geova, per dimostrare di essere il vero Dio, manifestasse la sua autorità sulle forze del creato, e che lo facesse in un modo chiaramente ricollegabile al suo Nome. (Sl 135:5, 6) Il sole, la luna, i pianeti e le stelle seguono il loro corso regolare, le condizioni atmosferiche della terra (che provocano vento, pioggia e altri fenomeni) ubbidiscono alle leggi che le governano, le locuste sciamano e gli uccelli migrano, per cui questi e molti altri fenomeni naturali non sarebbero stati sufficienti a santificare il nome di Dio di fronte a opposizione e falsa adorazione.
Tuttavia Geova Dio poteva far sì che la creazione e gli elementi naturali attestassero la sua Divinità servendosene per raggiungere precisi intenti al di là delle loro normali funzioni, spesso in un tempo specificamente stabilito. Anche quando in se stessi gli avvenimenti non erano straordinari, come una siccità, un acquazzone o fenomeni del genere, il fatto che accadessero in adempimento di una profezia di Geova li rendeva speciali. (Cfr. 1Re 17:1; 18:1, 2, 41-45). Nella maggioranza dei casi, comunque, gli avvenimenti stessi erano realmente straordinari, sia per estensione che per intensità (Eso 9:24), oppure perché si verificavano in modo insolito, persino inaudito, o in un tempo inconsueto. — Eso 34:10; 1Sa 12:16-18.
Similmente, la nascita di un bambino era una cosa normale. Ma la nascita di un bambino da una donna che era stata sterile per tutta la vita e che non era più in età di avere figli (come nel caso di Sara) era una cosa straordinaria. (Ge 18:10, 11; 21:1, 2) Dimostrava l’intervento di Dio. Anche la morte era un fatto comune. Ma quando la morte avveniva nel tempo stabilito o nel modo preannunciato, per cause altrimenti sconosciute, era un fatto straordinario, un segno dell’intervento di Dio. (1Sa 2:34; 2Re 7:1, 2, 20; Ger 28:16, 17) Tutte queste cose dimostravano che Geova è il vero Dio, e che gli “dèi della natura” erano “dèi senza valore”. — Sl 96:5.
SALMO 96:8)
“Ascrivete a Geova la gloria che appartiene al suo nome; Portate un dono ed entrate nei suoi cortili.”
*** w04 1/1 pp. 8-9 parr. 2-4 Tutti dichiarino la gloria di Geova ***
Ascrivete a Geova la gloria che appartiene al suo nome”. (Salmo 96:7, 8) Coloro che hanno una stretta relazione con Geova sono davvero felici di rispondere a questa esortazione. Cosa significa ascrivere gloria a Dio?
3 Le semplici parole non bastano. Gli israeliti dei giorni di Isaia glorificavano Dio con le labbra, ma la maggioranza di loro non era sincera. Tramite Isaia, Geova disse: “Questo popolo si è accostato con la sua bocca, e mi ha glorificato semplicemente con le sue labbra, e ha allontanato da me il suo stesso cuore”. (Isaia 29:13) Qualsiasi lode pronunciata da persone di questo tipo era inutile. Per avere significato, la lode deve nascere da un cuore pieno di amore per Geova e dal riconoscere sinceramente che la sua gloria è senza uguali. Geova solo è il Creatore. È l’Onnipotente, il Giusto per eccellenza e la personificazione dell’amore. È la fonte della nostra salvezza e il legittimo Sovrano a cui tutti in cielo e sulla terra devono essere sottomessi. (Rivelazione [Apocalisse] 4:11; 19:1) Se crediamo veramente a queste cose, gli renderemo gloria con tutto il cuore.
4 Gesù Cristo disse come glorificare Dio: “Il Padre mio è glorificato in questo, che continuiate a portare molto frutto e vi dimostriate miei discepoli”. (Giovanni 15:8) In che modo portiamo molto frutto? Primo, partecipiamo con tutta l’anima alla predicazione della “buona notizia del regno”, unendoci così a tutto il creato nell’‘annunciare’ le “invisibili qualità” di Dio. (Matteo 24:14; Romani 1:20) In questo modo inoltre tutti abbiamo una parte, direttamente o indirettamente, nel fare i nuovi discepoli che accrescono il coro di lode a Geova Dio. Secondo, coltiviamo il frutto prodotto in noi dallo spirito santo e ci sforziamo di imitare le superlative qualità di Geova. (Galati 5:22, 23; Efesini 5:1; Colossesi 3:10) Come risultato la nostra condotta quotidiana glorifica Dio.
SALMO 96:10)
“Dite fra le nazioni: “Geova stesso è divenuto re. Anche il paese produttivo diviene fermamente stabilito così che non si può far vacillare. Egli perorerà la causa dei popoli nella rettitudine”.”
*** w90 15/5 p. 5 Armaghedon: quando? ***
Geova creò la terra perché fosse abitata, non perché fosse distrutta in un conflitto termonucleare tra esseri umani o fosse comunque resa inadatta per la vita. (Isaia 45:18) Egli ‘ridurrà in rovina quelli che rovinano la terra’. (Rivelazione 11:18) Ma il salmista dichiarò: “Geova stesso è divenuto re. Anche il paese produttivo [ebraico, tevèl; la terra, in quanto fertile e abitata, il globo abitabile] diviene fermamente stabilito così che non si può far vacillare”. — Salmo 96:10.
*** it-1 p. 416 Cantico ***
Di un “nuovo canto” o “nuovo cantico” si parla non solo nei Salmi, ma anche negli scritti di Isaia e dell’apostolo Giovanni. (Sl 33:3; 40:3; 96:1; 98:1; 144:9; 149:1; Isa 42:10; Ri 5:9; 14:3) Un esame del contesto in cui ricorre l’espressione “nuovo canto” rivela che il più delle volte esso viene cantato per celebrare qualche nuovo sviluppo nell’esercizio della sovranità universale da parte di Geova. Come viene proclamato gioiosamente nel Salmo 96:10, “Geova stesso è divenuto re”. I nuovi sviluppi nell’estensione della regalità di Geova, come pure il loro significato per il cielo e la terra, sembrano costituire il tema di questo “nuovo canto”. — Sl 96:11-13; 98:9; Isa 42:10, 13.
SALMO 96:11)
“Si rallegrino i cieli, e gioisca la terra. Tuoni il mare e ciò che lo riempie.”
*** si p. 102 par. 8 Libro biblico numero 19: Salmi ***
Fatto interessante, in Salmo 96:11 si trova un acrostico del nome di Geova. In ebraico la prima metà di questo versetto consiste di quattro parole le cui iniziali, lette da destra a sinistra, sono le quattro consonanti del Tetragramma, YHWH (יהוה).
*** it-1 pp. 488-489 Cielo ***
In altri casi si tratta dei cieli letterali, ma descritti figurativamente come se si rallegrassero o gridassero. Quando Geova viene a giudicare la terra, come si legge in Salmo 96:11-13, i cieli, insieme alla terra, al mare e alla campagna, assumono un aspetto festoso. (Cfr. Isa 44:23).
SALMO 96:12)
“Esulti la campagna e tutto ciò che è in essa. Nello stesso tempo tutti gli alberi della foresta prorompano [in grida] di gioia”
*** g99 8/3 p. 21 Un albero che canta ***
Un albero che canta
DAL CORRISPONDENTE DI SVEGLIATEVI! IN KENYA
NELLE sconfinate savane dell’Africa spicca un albero che spesso canta. Appartiene alla specie delle acacie e viene chiamato acacia zufolatrice. Perché? Perché quando il vento soffia tra i suoi rami sottili, sembra che l’albero canti.
Quando le sue spine insolitamente lunghe e sottili vibrano al vento producono un piacevole suono dal ritmo vivace. Alla melodia delle spine si unisce il suono prodotto dalle galle cave, molto simile a quello che si ottiene soffiando in una bottiglia vuota. Questi “strumenti” sono opera delle formiche, che si dice svuotino le galle, in cui abitano, e vi pratichino minuscoli fori per entrare e uscire. Poiché le galle e i fori sono di misura diversa, producono suoni di diversa tonalità. Questi suoni accrescono la singolarità e la bellezza dell’acacia zufolatrice.
Quest’albero ci ricorda le parole del salmista che dichiarò in senso figurato: “Tutti gli alberi della foresta prorompano [in canti] di gioia dinanzi a Geova”. (Salmo 96:12, 13) Indubbiamente quando il vento soffia tra le spine e le galle flautate, produce suoni che costituiscono una piacevole, toccante canzone africana.
SALMO 97:1)
“Geova stesso è divenuto re! Gioisca la terra. Si rallegrino le molte isole.”
*** ws cap. 11 p. 91 La Gerusalemme terrena in contrasto con la Gerusalemme di sopra ***
La “Gerusalemme di sopra” diviene una città regale
3 La “Gerusalemme di sopra” ha assunto un aspetto regale dalla fine dei “fissati tempi delle nazioni” nel 1914. (Luca 21:24) Da allora in poi si applica Salmo 97:1: “Geova stesso regna! Gioisca la terra”. In modo analogo si applica Salmo 99:1, 2: “Geova stesso regna. . . . Geova è grande in Sion, ed è alto su tutti i popoli”. Nel 1914 venne per lui il tempo di porre fine al calpestamento del Regno nelle mani della dinastia di Davide, rappresentato da quella che un tempo era la città regale di Gerusalemme. Egli pertanto intronizzò suo Figlio Gesù Cristo quale Re alla propria destra nella “Gerusalemme di sopra”, la Gerusalemme del cielo, rendendola in tal modo una città regale. La regalità di Geova stesso è rafforzata o ampliata dall’intronizzazione di Gesù Cristo quale Re.
SALMO 97:2)
“Nuvole e fitta oscurità gli sono tutt’intorno; Giustizia e giudizio sono lo stabilito luogo del suo trono.”
*** it-2 p. 1143 Trono ***
Geova, che nemmeno il “cielo dei cieli” può contenere, non siede su un seggio o trono letterale. (1Re 8:27) Egli tuttavia si serve del simbolo del trono per indicare la sua autorità regale e la sua sovranità. Alcuni servitori di Dio ebbero il privilegio di vedere in visione il suo trono. (1Re 22:19; Isa 6:1; Ez 1:26-28; Da 7:9; Ri 4:1-3) I Salmi descrivono il trono di Geova — la sua maestà o potenza, la sua posizione di Supremo Giudice — stabilito su giustizia e giudizio “da molto tempo fa”. — Sl 89:14; 93:2; 97:2.
SALMO 97:5)
“I monti stessi si struggevano proprio come la cera a causa di Geova, A causa del Signore dell’intera terra.”
*** it-2 p. 315 Montagna, Monte ***
Quando la Bibbia parla di monti che ‘si struggono’ o ‘scorrono via’ potrebbe descrivere l’effetto di un violento temporale. (Gdc 5:5; Sl 97:5) Le forti piogge formano corsi d’acqua e torrenti impetuosi che erodono il terreno, come se lo dissolvessero. Similmente fu predetto che l’espressione dell’ira di Geova contro le nazioni avrebbe provocato un massacro tale che il sangue degli uccisi avrebbe fatto struggere i monti, cioè avrebbe eroso il terreno. (Isa 34:1-3)
SALMO 97:7)
“Tutti quelli che servono qualche immagine scolpita provino vergogna, Quelli che si vantano di dèi senza valore. Inchinatevi davanti a lui, dèi tutti.”
*** w92 15/1 p. 23 Cosa dicono le Scritture della “divinità di Cristo”? ***
[Riquadro a pagina 23]
Gli angeli adorano Gesù?
CERTE traduzioni di Ebrei 1:6 dicono: “Tutti gli angeli di Dio l’adorino”, cioè adorino Gesù. (Versione Riveduta; confronta CEI) A quanto pare l’apostolo Paolo stava citando la Settanta, che in Salmo 97:7 dice: “AdorateLo [riferito a Dio] voi tutti Suoi angeli”. — The Septuagint Bible, a cura di Charles Thomson.
Il verbo greco proskynèo, reso ‘adorare’ in Ebrei 1:6 è usato dalla Settanta in Salmo 97:7 per tradurre il verbo ebraico shahhàh, che significa “inchinarsi”. Questo può essere un ineccepibile gesto di rispetto verso esseri umani. (Genesi 23:7; 1 Samuele 24:8; 2 Re 2:15) Oppure può riferirsi all’adorazione del vero Dio o a quella erroneamente resa a falsi dèi. — Esodo 23:24; 24:1; 34:14; Deuteronomio 8:19.
Di solito quando l’atto descritto da proskynèo è rivolto a Gesù corrisponde all’omaggio reso a re e ad altri personaggi. (Confronta Matteo 2:2, 8; 8:2; 9:18; 15:25; 20:20 con 1 Samuele 25:23, 24; 2 Samuele 14:4-7; 1 Re 1:16; 2 Re 4:36, 37). Spesso è chiaro che l’omaggio è reso a Gesù non come Dio ma come “Figlio di Dio” o come messianico “Figlio dell’uomo”. — Matteo 14:32, 33; Luca 24:50-52; Giovanni 9:35, 38.
Ebrei 1:6 si riferisce alla posizione che Gesù ha sotto Dio. (Filippesi 2:9-11) Qui alcune versioni traducono proskynèo con ‘rendere omaggio’ (The New English Bible; Traduzione del Nuovo Mondo) o ‘inchinarsi’ (An American Translation). Se si preferisce la traduzione “l’adorino”, tale adorazione va intesa in senso relativo, perché Gesù disse a Satana: “Devi adorare [forma di proskynèo] Geova il tuo Dio, e a lui solo devi rendere sacro servizio”. — Matteo 4:8-10.
Benché Salmo 97:7, che parla dell’adorare Dio, in Ebrei 1:6 venga applicato a Cristo, Paolo aveva appena spiegato che il risuscitato Gesù è ‘il riflesso della gloria di Dio e l’esatta rappresentazione del suo stesso essere’. (Ebrei 1:1-3) Perciò qualsiasi “adorazione” gli angeli rendano al Figlio di Dio è relativa e tramite lui è rivolta a Geova.
*** it-2 p. 430 Omaggio ***
Omaggio al glorificato Gesù Cristo. Invece Cristo Gesù è stato elevato dal Padre a una posizione seconda solo a quella di Dio, affinché “nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio di quelli che sono in cielo e di quelli che sono sulla terra e di quelli che sono sotto il suolo, e ogni lingua confessi apertamente che Gesù Cristo è Signore alla gloria di Dio Padre”. (Flp 2:9-11; cfr. Da 7:13, 14, 27). Ebrei 1:6 spiega inoltre che anche gli angeli rendono omaggio al risuscitato Gesù Cristo. Traducendo questo versetto molti rendono proskynèo ‘adorare’, ma alcuni lo rendono ‘inchinarsi’ (AT; Yg) e ‘rendere omaggio’ (NE). Qualunque sia il termine usato nelle lingue moderne, il testo greco rimane lo stesso e l’omaggio che gli angeli rendono a Cristo dev’essere in armonia col resto delle Scritture. Gesù stesso disse chiaramente a Satana: “Devi adorare [forma di proskynèo] Geova il tuo Dio, e a lui solo devi rendere sacro servizio”. (Mt 4:8-10; Lu 4:7, 8) Similmente l’angelo o gli angeli dissero a Giovanni: “Adora Dio”. (Ri 19:10; 22:9) Questo avvenne dopo la risurrezione ed esaltazione di Gesù; quindi le cose non erano cambiate a questo riguardo. È vero che nel Salmo 97, che l’apostolo evidentemente cita in Ebrei 1:6, l’atto di ‘inchinarsi’ è rivolto a Geova Dio; eppure questo versetto fu applicato a Cristo Gesù. (Sl 97:1, 7) Comunque l’apostolo aveva in precedenza spiegato che il Cristo risuscitato è ‘il riflesso della gloria di Dio e l’esatta rappresentazione del suo stesso essere’. (Eb 1:1-3) Quindi se ciò che viene reso ‘adorare’ è rivolto dagli angeli al Figlio, in realtà per mezzo suo è rivolto a Geova Dio, il Sovrano Signore, “Colui che fece il cielo e la terra e il mare e le fonti delle acque”. (Ri 14:7; 4:10, 11; 7:11, 12; 11:16, 17; cfr. 1Cr 29:20; Ri 5:13, 14; 21:22). D’altra parte le traduzioni ‘inchinarsi’ e ‘rendere omaggio’ (anziché ‘adorare’) non si discostano affatto dall’originale, né dall’ebraico di Salmo 97:7 né dal greco di Ebrei 1:6, poiché tali traduzioni rendono il significato fondamentale sia di hishtachawàh che di proskynèo.
SALMO 97:10)
“O voi che amate Geova, odiate ciò che è male. Egli custodisce le anime dei suoi leali; Li libera dalla mano dei malvagi.”
*** cl cap. 28 pp. 285-286 par. 15 “Tu solo sei leale” ***
15 Nella sua amorevole benignità, Geova viene più volte in aiuto dei suoi servitori quando sono in difficoltà. Il salmista dice: “Egli custodisce le anime dei suoi leali; li libera dalla mano dei malvagi”. (Salmo 97:10) Consideriamo cosa fece per la nazione di Israele. Dopo la liberazione miracolosa attraverso il Mar Rosso, gli israeliti cantarono a Geova: “Nella tua amorevole benignità [o “amore leale”, nota in calce] hai guidato il popolo che hai ricuperato”. (Esodo 15:13) La liberazione al Mar Rosso fu certamente un atto di amore leale da parte di Geova. Pertanto Mosè disse agli israeliti: “Non perché foste il più popoloso di tutti i popoli Geova vi ha mostrato affetto così che vi ha scelti, poiché eravate il più piccolo di tutti i popoli. Ma è stato perché Geova vi ama, e perché ha osservato la dichiarazione giurata che aveva giurato ai vostri antenati, che Geova vi ha fatto uscire con mano forte, per redimerti dalla casa degli schiavi, dalla mano di Faraone re d’Egitto”. — Deuteronomio 7:7, 8.
*** w93 15/4 p. 17 par. 12 Giovani, cosa state perseguendo? ***
12 Soprattutto, dovete imparare a odiare, aborrire e detestare ciò che è male. (Salmo 97:10) Come si fa a odiare ciò che all’inizio può essere divertente o piacevole? Pensando alle conseguenze! “Non siate sviati: Dio non è da beffeggiare. Poiché qualunque cosa l’uomo semini, questa pure mieterà; perché chi semina in vista della sua carne mieterà la corruzione dalla sua carne”. (Galati 6:7, 8) Quando siete tentati di cedere alla passione, pensate alla conseguenza più seria: il dispiacere che questo darebbe a Geova Dio. (Confronta Salmo 78:41). Pensate anche alla possibilità di una gravidanza indesiderata o di contrarre qualche malattia, come l’AIDS. Considerate l’effetto devastante che subireste a livello emotivo e la perdita del rispetto di voi stessi. Possono pure esserci conseguenze a lungo termine. Una donna cristiana ammette: “Prima di conoscerci, sia mio marito che io abbiamo avuto rapporti sessuali con altri. Anche se oggi siamo entrambi cristiani, la nostra precedente vita sessuale è fonte di contesa e gelosia nel nostro matrimonio”. Da non sottovalutare inoltre è la perdita dei privilegi teocratici o la possibilità di essere espulsi dalla congregazione cristiana! (1 Corinti 5:9-13) Qualunque piacere momentaneo vale un prezzo così alto?
*** w90 15/8 p. 29 Ricordate? ***
Perché è essenziale ‘odiare ciò che è male’ agli occhi di Geova? (Salmo 97:10)
Quelli che odiano ciò che è male non cercheranno i modi per compierlo. Al contrario, coloro che non odiano il male potrebbero trattenersi dal commetterlo materialmente, ma desiderare mentalmente di farlo. — 15/4, pagina 21.
*** g90 8/8 p. 11 Come posso scegliere un film decente? ***
La Bibbia ci esorta a ‘odiare ciò che è male’. (Salmo 97:10) Puoi veramente odiare il male se ti esponi regolarmente a scene sataniche truculente, di mutilazioni e violenza, o a scene di immoralità sessuale di sorprendente verismo? È un po’ difficile.
*** w89 1/11 p. 12 par. 8 La purezza morale è la bellezza dei giovani ***
8 Triste a dirsi, però, vari giovani cristiani si sono lasciati contagiare dagli atteggiamenti immorali del mondo. Forse sostengono di amare ciò che è bene, ma non odiano ciò che è male; o perlomeno, non lo odiano abbastanza. (Salmo 97:10) A volte sembra addirittura che lo amino. Salmo 52:3 lo spiega in questo modo: “Hai amato ciò che è male più di ciò che è bene, la falsità più del parlare con giustizia”. Alcuni giungono persino al punto di rigettare apertamente la direttiva dell’organizzazione di Geova su cose come frequentare persone dell’altro sesso, svago e moralità. Come risultato, spesso recano biasimo sia su se stessi che sui loro genitori. Inoltre, perdono la loro bellezza agli occhi di Dio. — 2 Pietro 2:21, 22.
SALMO 97:11)
“La luce stessa ha brillato per il giusto, E l’allegrezza anche per i retti di cuore.”
SALMO 98:8)
“I fiumi stessi battano le mani; Tutti insieme gridino di gioia i medesimi monti”
*** it-2 p. 316 Montagna, Monte ***
I monti si rallegrano e lodano Geova. Quando Geova rivolge con favore l’attenzione al suo popolo, ciò ha un buon effetto sul paese. Coltivati e curati, i pendii dei monti non hanno più un aspetto incolto, come se facessero lutto a motivo di desolazione o piaga. Perciò, in senso figurato, i monti ‘gridano di gioia’ e la loro bellezza e produttività è una lode a Geova. — Sl 98:8; 148:7-9; cfr. Isa 44:23; 49:13; 55:12, 13; Ez 36:1-12.
SALMO 99:1)
“Geova stesso è divenuto re. Si agitino i popoli. Siede sui cherubini. Rabbrividisca la terra.”
*** ws cap. 11 p. 91 La Gerusalemme terrena in contrasto con la Gerusalemme di sopra ***
La “Gerusalemme di sopra” diviene una città regale
3 La “Gerusalemme di sopra” ha assunto un aspetto regale dalla fine dei “fissati tempi delle nazioni” nel 1914. (Luca 21:24) Da allora in poi si applica Salmo 97:1: “Geova stesso regna! Gioisca la terra”. In modo analogo si applica Salmo 99:1, 2: “Geova stesso regna. . . . Geova è grande in Sion, ed è alto su tutti i popoli”. Nel 1914 venne per lui il tempo di porre fine al calpestamento del Regno nelle mani della dinastia di Davide, rappresentato da quella che un tempo era la città regale di Gerusalemme. Egli pertanto intronizzò suo Figlio Gesù Cristo quale Re alla propria destra nella “Gerusalemme di sopra”, la Gerusalemme del cielo, rendendola in tal modo una città regale. La regalità di Geova stesso è rafforzata o ampliata dall’intronizzazione di Gesù Cristo quale Re.
SALMO 99:2)
“Geova è grande in Sion, Ed è alto su tutti i popoli.”
*** ws cap. 11 p. 91 La Gerusalemme terrena in contrasto con la Gerusalemme di sopra ***
La “Gerusalemme di sopra” diviene una città regale
3 La “Gerusalemme di sopra” ha assunto un aspetto regale dalla fine dei “fissati tempi delle nazioni” nel 1914. (Luca 21:24) Da allora in poi si applica Salmo 97:1: “Geova stesso regna! Gioisca la terra”. In modo analogo si applica Salmo 99:1, 2: “Geova stesso regna. . . . Geova è grande in Sion, ed è alto su tutti i popoli”. Nel 1914 venne per lui il tempo di porre fine al calpestamento del Regno nelle mani della dinastia di Davide, rappresentato da quella che un tempo era la città regale di Gerusalemme. Egli pertanto intronizzò suo Figlio Gesù Cristo quale Re alla propria destra nella “Gerusalemme di sopra”, la Gerusalemme del cielo, rendendola in tal modo una città regale. La regalità di Geova stesso è rafforzata o ampliata dall’intronizzazione di Gesù Cristo quale Re.
SALMO 99:6)
“Mosè e Aaronne furono fra i suoi sacerdoti, E Samuele fu tra quelli che invocavano il suo nome. Invocavano Geova, ed egli stesso rispondeva loro.”
*** it-2 p. 822 Sacerdote ***
Altri significati del termine “sacerdote”. Mosè è chiamato sacerdote in Salmo 99:6 a motivo del suo incarico di mediatore ed essendo stato designato a svolgere nel santuario la cerimonia di santificazione con la quale vennero insediati come sacerdoti Aaronne e i suoi figli. Mosè intercedette per Israele, invocando il nome di Geova. (Nu 14:13-20)
SALMO 100:1)
“Urlate in trionfo a Geova, [genti di] tutta la terra.”
*** w95 15/1 p. 19 Serviamo Geova con gioia di cuore ***
“Servite Geova con allegrezza”
13 La gioia dev’essere una caratteristica del servizio che rendiamo a Dio. Questo fu indicato in una melodia di rendimento di grazie in cui il salmista cantò: “Urlate in trionfo a Geova, genti di tutta la terra. Servite Geova con allegrezza. Entrate dinanzi a lui con grido di gioia”. (Salmo 100:1, 2) Geova è il “felice Dio” e vuole che i suoi servitori provino gioia nell’adempiere la loro dedicazione a lui. (1 Timoteo 1:11) Persone di tutte le nazioni dovrebbero esultare in Geova e le nostre espressioni di lode dovrebbero essere vigorose, come le ‘urla di trionfo’ di un esercito vittorioso. Dato che servire Dio è fonte di ristoro, dovrebbe essere accompagnato da allegrezza. Perciò il salmista esortò a presentarsi a Dio “con grido di gioia”.
SALMO 100:2)
“Servite Geova con allegrezza. Entrate dinanzi a lui con grido di gioia.”
*** yb01 pp. 3-4 Lettera del Corpo Direttivo ***
Appropriatamente la Bibbia ci rivolge l’invito: “Servite Geova con allegrezza. . . . Entrate nelle sue porte con rendimento di grazie, nei suoi cortili con lode. Rendete grazie a lui, benedite il suo nome. Poiché Geova è buono; la sua amorevole benignità è a tempo indefinito, e la sua fedeltà di generazione in generazione”. (Sal. 100:2-5) Servire Geova con allegrezza ha stretta attinenza con l’avere una forte relazione personale con lui. Egli rende possibile stringere questa relazione e noi abbiamo il privilegio di coltivarla. Sappiamo che, se abbiamo questo tipo di relazione, Geova è sempre pronto ad aiutarci e a rafforzarci nei momenti di bisogno. Abbiamo fiducia che darà la forza spirituale e la guida necessarie per far fronte ai problemi che si incontrano vivendo negli ultimi giorni di questo sistema di cose. Indipendentemente dalle difficoltà che affrontiamo, compiamo il ministero con gioia e ringraziamo Geova ogni giorno perché, come ci ricorda la sua Parola, ‘egli ha cura di noi’. — 1 Piet. 5:7.
*** w95 15/1 p. 19 Serviamo Geova con gioia di cuore ***
“Servite Geova con allegrezza”
13 La gioia dev’essere una caratteristica del servizio che rendiamo a Dio. Questo fu indicato in una melodia di rendimento di grazie in cui il salmista cantò: “Urlate in trionfo a Geova, genti di tutta la terra. Servite Geova con allegrezza. Entrate dinanzi a lui con grido di gioia”. (Salmo 100:1, 2) Geova è il “felice Dio” e vuole che i suoi servitori provino gioia nell’adempiere la loro dedicazione a lui. (1 Timoteo 1:11) Persone di tutte le nazioni dovrebbero esultare in Geova e le nostre espressioni di lode dovrebbero essere vigorose, come le ‘urla di trionfo’ di un esercito vittorioso. Dato che servire Dio è fonte di ristoro, dovrebbe essere accompagnato da allegrezza. Perciò il salmista esortò a presentarsi a Dio “con grido di gioia”.
SALMO 100:3)
“Riconoscete che Geova è Dio. È lui che ci ha fatti, e non noi stessi. [Noi siamo] il suo popolo e le pecore del suo pascolo.”
*** ip-2 cap. 4 p. 47 par. 4 “Voi siete i miei testimoni”! ***
4 Geova si interessa in modo speciale di Israele perché gli appartiene. È stato lui a formare la nazione in adempimento del patto abraamico. (Genesi 12:1-3) Perciò Salmo 100:3 dice: “Riconoscete che Geova è Dio. È lui che ci ha fatti, e non noi stessi. Noi siamo il suo popolo e le pecore del suo pascolo”.
*** w96 15/1 p. 15 par. 2 Le pecore di Geova hanno bisogno di tenera cura ***
2 Quali beneficiari della sua tenera cura, possiamo dire con il salmista: “Servite Geova con allegrezza. Entrate dinanzi a lui con grido di gioia. Riconoscete che Geova è Dio. È lui che ci ha fatti, e non noi stessi. Noi siamo il suo popolo e le pecore del suo pascolo”. (Salmo 100:2, 3) Sì, ci sentiamo gioiosi e sicuri. È come se fossimo al sicuro da feroci predatori in un ovile dalle robuste mura di pietra. — Numeri 32:16; 1 Samuele 24:3; Sofonia 2:6.
*** w95 15/1 p. 19 par. 14 Serviamo Geova con gioia di cuore ***
14 Il salmista aggiunse: “Riconoscete che Geova è Dio. È lui che ci ha fatti, e non noi stessi. Noi siamo il suo popolo e le pecore del suo pascolo”. (Salmo 100:3) Poiché Geova è il nostro Creatore, apparteniamo a lui come le pecore al loro pastore. Dio ha tanta cura di noi che ci sentiamo spinti a lodarlo con gratitudine. (Salmo 23)
*** w89 1/8 p. 11 par. 5 Dio si propone che l’uomo viva felice in un paradiso ***
Sapeva di non essere un uomo che si era fatto o sviluppato da sé. Se era in quella condizione, non era davvero opera sua. — Confronta Salmo 100:3;
SALMO 100:4)
“Entrate nelle sue porte con rendimento di grazie, Nei suoi cortili con lode. Rendete grazie a lui, benedite il suo nome.”
*** w99 15/1 pp. 18-19 par. 12 Alzate mani leali in preghiera ***
12 Riguardo a Dio, il salmista cantò: “Entrate nelle sue porte con rendimento di grazie, nei suoi cortili con lode. Rendete grazie a lui, benedite il suo nome. Poiché Geova è buono; la sua amorevole benignità è a tempo indefinito, e la sua fedeltà di generazione in generazione”. (Salmo 100:4, 5) Oggi persone di tutte le nazioni stanno entrando nei cortili del santuario di Geova, e questo è un motivo per rendergli lode e grazie. Esprimete gratitudine a Dio per la vostra Sala del Regno? Dimostrate la vostra riconoscenza frequentando regolarmente le adunanze che vi si tengono insieme a quelli che lo amano? Mentre siete lì, innalzate di cuore cantici di lode e rendimento di grazie al nostro amorevole Padre celeste?
*** w95 15/1 p. 19 parr. 14-15 Serviamo Geova con gioia di cuore ***
Riguardo a Geova, il salmista cantò pure: “Entrate nelle sue porte con rendimento di grazie, nei suoi cortili con lode. Rendete grazie a lui, benedite il suo nome. Poiché Geova è buono; la sua amorevole benignità è a tempo indefinito, e la sua fedeltà di generazione in generazione”. — Salmo 100:4, 5.
15 Oggi persone gioiose di tutte le nazioni stanno entrando nei cortili del santuario di Geova per offrire grazie e lodi. Con gioia benediciamo il nome di Geova Dio parlando sempre bene di lui, e le sue stupende qualità ci spingono a lodarlo.
*** w92 15/3 p. 23 La libertà che Dio dà reca gioia ***
Tenete cara la libertà che Dio vi ha dato
20 Come popolo di Geova dovremmo senz’altro tener cara la libertà che Dio ci ha dato e che è per noi motivo di gioia e di tante benedizioni. Non è strano che Salmo 100:1-5 ci esorti a venire alla presenza di Dio “con grido di gioia”. Geova è il nostro Proprietario e ha cura di noi come un Pastore amorevole. Sì, “noi siamo il suo popolo e le pecore del suo pascolo”. La sua posizione di Creatore e le sue meravigliose qualità ci spingono a entrare nei cortili del suo santuario con lode e rendimento di grazie. Siamo indotti a ‘benedire il suo nome’, a parlare bene di Geova Dio.
SALMO 100:5)
“Poiché Geova è buono; La sua amorevole benignità è a tempo indefinito, E la sua fedeltà di generazione in generazione.”
*** w95 15/1 pp. 19-20 parr. 14-15 Serviamo Geova con gioia di cuore ***
Salmo 100:4, 5.
15 Oggi persone gioiose di tutte le nazioni stanno entrando nei cortili del santuario di Geova per offrire grazie e lodi. Con gioia benediciamo il nome di Geova Dio parlando sempre bene di lui, e le sue stupende qualità ci spingono a lodarlo. Egli è completamente buono e si può fare sempre assegnamento sulla sua amorevole benignità, o compassionevole riguardo, per i suoi servitori, perché continua a tempo indefinito. “Di generazione in generazione” Geova è fedele nel mostrare amore a quelli che fanno la sua volontà. (Romani 8:38, 39)
SALMO 101:2)
“Di sicuro agirò con discrezione in maniera irreprensibile. Quando verrai a me? Camminerò nell’integrità del mio cuore dentro la mia casa.”
*** w05 1/11 pp. 24-25 par. 14 Camminerete con Dio? ***
Se Geova è reale per noi, quando prendiamo delle decisioni terremo conto dei suoi sentimenti. Per esempio, non ci sfiorerà nemmeno l’idea di commettere trasgressioni e cercare poi di nascondere i nostri peccati agli anziani di congregazione o ai nostri familiari. Al contrario, ci sforzeremo di camminare con Dio anche quando nessun essere umano può vederci. Vogliamo avere la stessa determinazione che aveva l’antico re Davide: “Camminerò nell’integrità del mio cuore dentro la mia casa”. — Salmo 101:2.
*** w98 15/7 p. 31 Avete “un cuore ubbidiente”? ***
Il salmista disse che anche nella sua casa, dove altri non lo vedevano, ‘camminava con integrità di cuore’. (Salmo 101:2) Mentre siete in casa, potreste accendere la televisione e cominciare a guardare un film. Proprio lì la vostra ubbidienza potrebbe essere messa alla prova. Il contenuto del film potrebbe rivelarsi immorale. Continuerete a guardarlo, ragionando che tanto i film di oggi sono questi? Oppure il vostro cuore ubbidiente vi spingerà a conformarvi al comando scritturale: ‘La fornicazione e l’impurità non siano neppure menzionate fra voi’? (Efesini 5:3-5) Spegnerete il televisore, anche se la trama del film è avvincente? Cambierete canale se un programma diventa violento? “Geova stesso esamina sia il giusto che il malvagio”, dice il salmista, “e la Sua anima certamente odia chiunque ama la violenza”. — Salmo 11:5.
SALMO 101:3)
“Non porrò di fronte ai miei occhi nessuna cosa buona a nulla. Ho odiato il fare di quelli che apostatano; Non si attacca a me.”
*** w11 15/7 p. 13 parr. 12-13 Seguirete l’amorevole guida di Geova? ***
In maniera analoga il re Davide prese questa determinazione: “Non porrò di fronte ai miei occhi nessuna cosa buona a nulla”. (Sal. 101:3) Qualunque cosa possa macchiare la nostra coscienza o compromettere la nostra relazione con Geova è per noi una “cosa buona a nulla”. Questo include qualsiasi tentazione che, attraverso i nostri occhi, possa indurre il nostro cuore a fare il male.
13 D’altra parte, di sicuro non vorremmo mai diventare, per così dire, una “cosa buona a nulla” per gli altri suscitando in loro desideri errati. È per questo che prendiamo sul serio il consiglio ispirato di indossare abiti appropriati e modesti. (1 Tim. 2:9) La modestia non è un concetto che possiamo definire in base ai nostri gusti. Dobbiamo tenere conto della coscienza e della sensibilità degli altri, anteponendo il loro benessere e la loro pace mentale alle nostre preferenze. (Rom. 15:1, 2)
SALMO 101:5)
“Chiunque calunnia il suo compagno in segreto, Lo ridurrò al silenzio. Chiunque è di occhi superbi e di cuore arrogante, Non lo posso sopportare.”
*** w89 15/9 p. 27 Chi può essere amico di Dio? ***
Davide dichiarò: “Chiunque calunnia il suo compagno in segreto, lo ridurrò al silenzio”. (Salmo 101:5) Anche noi possiamo ridurre al silenzio i calunniatori rifiutandoci di ascoltarli.

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