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SALMI 87-91| Tesori della Parola di Dio: settimana del 1°-7 agosto

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TESTI BIBLICI E RIFERIMENTI: TESORI DELLA PAROLA DI DIO | SALMI 87-91

“RIMANIAMO NEL LUOGO SEGRETO DELL’ALTISSIMO”: (10 MIN)

Il “luogo segreto” di Geova offre sicurezza spirituale
91:1, 2, 9-14
• Ai nostri giorni, per dimorare nel luogo segreto di Geova è essenziale essere dedicati e battezzati
• Questo luogo è sconosciuto a chi non confida in Dio
• Chi si trova nel luogo segreto di Geova non si lascia influenzare da niente o nessuno che possa compromettere la sua fede in Dio e il suo amore per lui
L’“uccellatore” cerca di catturarci
91:3
• Gli uccelli sono prudenti, difficili da catturare
• Chi cerca di catturare gli uccelli osserva attentamente le loro abitudini ed escogita modi per catturarli
• Satana, l’“uccellatore”, osserva i servitori di Geova e posiziona trappole create per portarli alla rovina spirituale
Quattro delle trappole mortali usate da Satana:
• Timore dell’uomo
• Materialismo
• Divertimenti dannosi
• Contrasti

Sl 91:1, 2 — Il “luogo segreto” di Geova offre sicurezza spirituale (w10 15/2 26-27 parr. 10-11)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 91:1, 2
91 Chiunque dimora nel luogo segreto dell’Altissimo
Si procurerà albergo sotto la medesima ombra dell’Onnipotente.
2 Certamente dirò a Geova: “[Sei] il mio rifugio e la mia fortezza,
Il mio Dio in cui di sicuro confiderò”.
La Torre di Guardia (2010)Avete scelto il miglior modo di vivere!
10, 11. Che cos’è il “luogo segreto dell’Altissimo”, e come possiamo accedervi?
10 La dedicazione e il battesimo recano un’altra notevole benedizione: il privilegio di dimorare nel “luogo segreto dell’Altissimo”. (Leggi Salmo 91:1). Questo è un luogo simbolico in cui trovare salvezza e sicurezza; si tratta di una condizione, o stato, in cui si è protetti da qualunque danno spirituale. È un “luogo segreto” perché è sconosciuto a chi non ha la vista spirituale e non confida in Dio. Vivendo in armonia con la nostra dedicazione ed esercitando completa fiducia in Geova in effetti gli diciamo: “Sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio in cui di sicuro confiderò”. (Sal. 91:2) Geova Dio diventa il nostro sicuro luogo di dimora. (Sal. 91:9) Cosa si potrebbe chiedere di più?
11 Il fatto che abbiamo accesso al “luogo segreto” di Geova implica inoltre che abbiamo già ricevuto il privilegio di stringere una relazione personale con lui. A questo luogo accediamo con la dedicazione e il battesimo; dopo di che rafforziamo la nostra relazione con Dio avvicinandoci a lui per mezzo dello studio della Bibbia, della fervida preghiera e della completa ubbidienza. (Giac. 4:8) Nessuno è mai stato più vicino a Geova di Gesù, la cui fiducia nel Creatore non ha mai vacillato. (Giov. 8:29) Perciò non dubitiamo mai di Geova né del suo desiderio e della sua capacità di aiutarci a tener fede al nostro voto di dedicazione. (Eccl. 5:4) I doni spirituali che Dio ha elargito ai suoi servitori sono una prova innegabile che ci ama davvero e vuole che riusciamo nel nostro proponimento di servirlo.

Sl 91:3 — Come uno che cerca di catturare gli uccelli, Satana cerca di intrappolare noi (w07 1/10 26-30 parr. 1-18)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 91:3
3 Poiché egli stesso ti libererà dalla trappola dell’uccellatore,
Dalla pestilenza che causa avversità.
La Torre di Guardia (2007)‘Liberàti dalle trappole dell’uccellatore’
1. Chi è l’“uccellatore”, e perché è pericoloso?
TUTTI i veri cristiani sono nel mirino di un predatore, un predatore dotato di intelligenza e astuzia sovrumane. In Salmo 91:3 questo nemico viene chiamato l’“uccellatore”. Di chi si tratta? Sin dal numero del 1° giugno 1883 (edizione inglese) questa rivista ha indicato che si tratta di Satana il Diavolo. Come un uccellatore che cerca di catturare un uccello, questo formidabile avversario cerca con astuzia di sviare i servitori di Geova e prenderli in trappola.
2. Perché Satana è paragonato a un uccellatore?
2 Nei tempi antichi gli uccelli venivano catturati per il bel canto e il piumaggio variopinto, oltre che per scopi alimentari e per i sacrifici. Gli uccelli, comunque, sono creature caute e diffidenti per natura, difficili da prendere in trappola. Perciò nei tempi biblici un uccellatore studiava prima attentamente le caratteristiche e le abitudini del tipo di uccelli che gli interessavano, e poi ideava sistemi ingegnosi per catturarli. Paragonando Satana a un uccellatore, la Bibbia ci aiuta a capire i suoi metodi. Il Diavolo studia ognuno di noi. Osserva le nostre abitudini e caratteristiche e, nel tentativo di prenderci vivi, prepara trappole insidiose. (2 Timoteo 2:26) Essere catturati da lui significa la rovina spirituale e può portare infine alla distruzione. Quindi per proteggerci dobbiamo saper riconoscere i vari metodi usati dall’“uccellatore”.
3, 4. Quand’è che le tattiche di Satana somigliano a quelle di un leone? Quando a quelle di un cobra?
3 Con un linguaggio molto espressivo, il salmista paragona le tattiche di Satana anche a quelle di un giovane leone o di un cobra. (Salmo 91:13) Come un leone, a volte Satana sferra attacchi diretti, frontali, servendosi della persecuzione o di provvedimenti legislativi contro i servitori di Geova. (Salmo 94:20) Questi attacchi violenti possono fare inciampare alcuni. Il più delle volte, però, hanno un effetto boomerang e finiscono per rendere il popolo di Dio ancora più unito. Ma cosa possiamo dire dei suoi attacchi più subdoli, simili a quelli di un cobra?
4 Il Diavolo usa la sua intelligenza sovrumana per lanciare attacchi insidiosi e mortali come quelli di un serpente velenoso che esce all’improvviso da un nascondiglio. Con questo sistema è riuscito ad avvelenare la mente di alcuni servitori di Dio, inducendoli con l’inganno a fare la sua volontà anziché quella di Geova, e le conseguenze sono state tragiche. Grazie a Dio, non ignoriamo i disegni di Satana. (2 Corinti 2:11) Consideriamo quattro delle trappole mortali usate dall’“uccellatore”.
Il timore dell’uomo
5. Perché il laccio del “tremare davanti agli uomini” funziona così bene?
5 L’“uccellatore” sa che l’uomo desidera essere accettato e cerca l’approvazione dei suoi simili. I cristiani non sono insensibili e indifferenti a ciò che pensano e provano le persone intorno a loro. Il Diavolo ne è consapevole e vuole approfittarne. Ad esempio, per far perdere l’equilibrio ad alcuni servitori di Dio usa il laccio del “tremare davanti agli uomini”. (Proverbi 29:25) Se a causa del timore dell’uomo i servitori di Dio seguono gli altri e fanno ciò che Dio vieta o si astengono dal fare ciò che la sua Parola comanda, l’“uccellatore” li ha presi al laccio. — Ezechiele 33:8; Giacomo 4:17.
6. Quale esempio mostra come un ragazzo può essere preso in trappola dall’“uccellatore”?
6 Un ragazzo, ad esempio, può cedere alle pressioni dei compagni di scuola e fumare una sigaretta. Forse quel giorno, quando è uscito per andare a scuola, l’ultima cosa che gli passava per la mente era fumare. Ma ben presto si è trovato a fare qualcosa che oltre a danneggiargli la salute è disapprovato da Dio. (2 Corinti 7:1) Come ha potuto farsi adescare? Forse stava insieme ai compagni sbagliati e temeva che lo criticassero. Ragazzi, non lasciatevi allettare e intrappolare dall’“uccellatore”! Per non farvi prendere vivi, fate attenzione anche ai piccoli compromessi. Prestate ascolto all’avvertimento della Bibbia di evitare le cattive compagnie. — 1 Corinti 15:33.
7. In che modo Satana potrebbe far perdere l’equilibrio spirituale ad alcuni genitori?
7 I genitori cristiani prendono sul serio la responsabilità scritturale di soddisfare i bisogni materiali della propria famiglia. (1 Timoteo 5:8) Tuttavia Satana vuole che i cristiani perdano l’equilibrio sotto questo aspetto. Forse cominciano a saltare abitualmente le adunanze perché il datore di lavoro pretende che facciano gli straordinari. Può darsi che abbiano paura di chiedere un permesso per assistere a tutte le sessioni dell’assemblea di distretto e adorare Geova insieme ai loro fratelli. Per proteggersi da questo laccio bisogna ‘confidare in Geova’. (Proverbi 3:5, 6) Inoltre ci sarà più facile mantenere l’equilibrio ricordando che facciamo tutti parte della famiglia di Geova e che egli si è impegnato a vegliare su di noi. Genitori, avete fede che Geova, quando fate la sua volontà, in un modo o nell’altro si prenderà cura di voi e della vostra famiglia? Oppure il Diavolo vi prenderà vivi e vi indurrà a fare la sua volontà perché avete timore dell’uomo? Vi esortiamo a riflettere su queste domande in preghiera.
Il laccio del materialismo
8. Come usa Satana l’esca del materialismo?
8 Un’altra esca che Satana usa per attirare le persone nella sua trappola è il materialismo. Il sistema commerciale di questo mondo propone spesso metodi per arricchire in fretta che possono abbindolare perfino alcuni servitori di Dio. Potremmo ricevere questo consiglio: “Lavora sodo, e quando ti sarai fatto una posizione potrai rallentare il ritmo e goderti la vita. Forse potrai anche fare il pioniere”. Parole di questo tipo possono essere il risultato del ragionamento poco equilibrato di alcuni componenti della congregazione cristiana che traggono vantaggi economici dai rapporti con i compagni di fede. State attenti a incoraggiamenti del genere. Non rispecchiano forse il modo di pensare del ricco della parabola di Gesù, un uomo definito “irragionevole”? — Luca 12:16-21.
9. Perché il desiderio di cose materiali può far cadere alcuni cristiani in un laccio?
9 Satana manovra il suo sistema malvagio in modo da indurre le persone a desiderare cose materiali. Alla fine tale desiderio può avere un effetto negativo sulla vita del cristiano, “soffocando la parola” e rendendola “infruttuosa”. (Marco 4:19) La Bibbia incoraggia ad accontentarsi del nutrimento e del necessario per coprirsi. (1 Timoteo 6:8) Molti però cadono nel laccio dell’“uccellatore” perché non seguono questo consiglio. È possibile che sia l’orgoglio a far pensare loro che devono seguire un certo stile di vita? Che dire di noi? Il desiderio di possedere cose materiali ci spinge a mettere in secondo piano gli interessi della vera adorazione? (Aggeo 1:2-8) Purtroppo in tempi di crisi economica alcuni hanno sacrificato la propria spiritualità per mantenere il tenore di vita a cui erano abituati. Tale atteggiamento materialistico fa gongolare l’“uccellatore”.
La trappola dei divertimenti dannosi
10. Quale autoesame dovrebbe fare ciascun cristiano?
10 Un’altra tattica dell’“uccellatore” è quella di indebolire il senso innato del bene e del male. Una mentalità simile a quella che c’era a Sodoma e Gomorra ha finito per condizionare gran parte dell’industria dello spettacolo. Perfino il modo in cui televisione e giornali presentano le notizie di cronaca dà risalto alla violenza e alimenta un interesse morboso per il sesso. Gran parte di ciò che i media presentano come intrattenimento offusca la capacità di “distinguere il bene e il male”. (Ebrei 5:14) Rammentate, comunque, le parole che Geova disse per mezzo di Isaia: “Guai a quelli che dicono che il bene sia male e che il male sia bene!” (Isaia 5:20) L’“uccellatore” ha forse influito subdolamente sul vostro modo di pensare servendosi di tali divertimenti dannosi? È importantissimo esaminarsi. — 2 Corinti 13:5.
11. Quale avvertimento diede questa rivista riguardo alle soap opera?
11 Circa 25 anni fa La Torre di Guardia diede alla famiglia della fede un premuroso avvertimento in merito ai serial televisivi. Riguardo al subdolo effetto delle popolari soap opera fu fatto questo commento: “Il bisogno d’amore viene usato per giustificare qualsiasi condotta. Per esempio, una ragazza non sposata e incinta dice a un’amica: ‘Io amo Victor. Non m’importa. . . . Avere un figlio da lui significa tutto per me!’ La dolce musica di sottofondo rende difficile giudicare sbagliato il suo comportamento. Victor piace anche a voi. Provate simpatia per la ragazza. Siete ‘comprensivi’. ‘È incredibile quante giustificazioni si possono trovare’, ha detto un’ex patita di questi programmi dopo essere tornata in sé. ‘Sappiamo che commettere immoralità è male. . . . Ma mi rendo conto che mentalmente vi partecipavo’”.
12. Quali fatti indicano che l’avvertimento dato riguardo a certi programmi televisivi è più attuale che mai?
12 Da che sono stati pubblicati tali articoli, questo tipo di programmi che corrompono il cuore sono diventati sempre più comuni. In molti luoghi vengono trasmessi 24 ore su 24. Uomini, donne e molti adolescenti si riempiono la mente e il cuore di queste cose. Noi però non dobbiamo ingannarci: sarebbe un errore pensare che, in fondo, ciò che si vede in questi spettacoli depravati non è molto diverso da ciò che si vede nella realtà. Che scuse avrebbe un cristiano per scegliere di farsi intrattenere da persone che non si sognerebbe mai di invitare a casa sua?
13, 14. Cos’hanno detto alcuni dei benefìci che hanno tratto dagli avvertimenti riguardo alla TV?
13 Molti che hanno dato ascolto a tale avvertimento dello “schiavo fedele e discreto” ne hanno visto i benefìci. (Matteo 24:45-47) Dopo avere letto questi chiari consigli basati sulla Bibbia, alcuni hanno scritto per dire quale effetto avevano avuto su di loro. Una Testimone ha confessato: “Per 13 anni ho visto regolarmente teleromanzi, o sceneggiati televisivi, a puntate. Pensavo d’essere al sicuro semplicemente frequentando le adunanze cristiane ed essendo appena regolare nel servizio di campo. Ma adottai la mentalità mondana incoraggiata dai teleromanzi secondo la quale se tuo marito ti maltratta o se non ti senti amata, l’adulterio è giustificato: se l’è voluto. E così, sentendomi ‘giustificata’ intrapresi questa cattiva condotta e peccai contro Geova e contro il mio coniuge”. Questa donna fu disassociata. Infine capì di avere peccato, si pentì e venne riaccolta nella congregazione. Gli articoli che mettevano in guardia contro le soap opera le diedero la forza di rifiutare di divertirsi con ciò che Geova odia. — Amos 5:14, 15.
14 Un’altra lettrice ha scritto: “Leggendo quegli articoli mi misi a piangere, poiché scoprii che il mio cuore non era più completo verso Geova. Promisi a Dio che non sarei più stata schiava di questi sceneggiati”. Dopo avere ringraziato per gli articoli, una cristiana ha ammesso la sua dipendenza e ha scritto: “Mi chiedevo . . . se la mia relazione con Geova poteva esserne compromessa. Come potevo avere ‘loro’ per amici ed essere anche amica di Geova?” Se tali spettacoli televisivi hanno corrotto il cuore di alcuni 25 anni fa, che effetto hanno oggi? (2 Timoteo 3:13) Non dimentichiamoci che Satana si serve della trappola dei divertimenti dannosi in tutte le sue forme, che si tratti di soap opera, videogiochi violenti o video musicali immorali.
La trappola dei contrasti tra fratelli
15. In che modo alcuni sono presi vivi dal Diavolo?
15 Satana si serve dei contrasti che sorgono tra i fratelli per dividere il popolo di Geova. Il pericolo di cadere in questa trappola esiste indipendentemente dai privilegi di servizio che abbiamo. Alcuni sono presi vivi dal Diavolo perché permettono che i contrasti rovinino la pace, l’unità e la meravigliosa prosperità spirituale che Geova ha reso possibili. — Salmo 133:1-3.
16. In che modo Satana cerca scaltramente di turbare la nostra unità?
16 Durante la prima guerra mondiale Satana cercò di distruggere la parte terrena dell’organizzazione di Geova con un attacco frontale, ma non ci riuscì. (Rivelazione 11:7-13) Da allora opera scaltramente per rovinare la nostra unità. Quando permettiamo che i contrasti con i fratelli causino divisione, forniamo un appiglio all’“uccellatore”. Potremmo impedire allo spirito santo di operare liberamente nella nostra vita e nella congregazione. Se ciò dovesse accadere Satana ne sarebbe contento, perché quando la pace e l’unità della congregazione vengono turbate l’opera di predicazione ne risente. — Efesini 4:27, 30-32.
17. Cosa può aiutare ad appianare i contrasti con i compagni di fede?
17 Cosa potete fare se avete un contrasto con un altro cristiano? È vero che ogni situazione è un caso a sé. Tuttavia, anche se le ragioni per cui sorgono i problemi possono essere molteplici, non c’è nessun motivo per non risolverli. (Matteo 5:23, 24; 18:15-17) I consigli che troviamo nella Parola di Dio sono ispirati e perfetti. I princìpi biblici non sbagliano mai. Funzionano sempre.
18. Perché imitare Geova ci aiuta ad appianare i contrasti?
18 Geova è “pronto a perdonare”, e concede “il vero perdono”. (Salmo 86:5; 130:4) Quando lo imitiamo, mostriamo di essere suoi “figli diletti”. (Efesini 5:1) Siamo tutti peccatori e abbiamo un disperato bisogno del suo perdono. Quindi, se non abbiamo nessuna voglia di perdonare qualcuno, dobbiamo fare attenzione. Potremmo divenire come lo schiavo di una parabola di Gesù: rifiutò di condonare il debito di un compagno di schiavitù che era un’inezia in paragone con il debito che il suo padrone gli aveva appena condonato. Venutone a conoscenza, il padrone fece gettare in prigione lo schiavo che si era mostrato inflessibile. Gesù terminò la parabola dicendo: “In maniera simile anche il mio Padre celeste agirà con voi, se non perdonate di cuore ciascuno al proprio fratello”. (Matteo 18:21-35) Quando cerchiamo di appianare i contrasti con un fratello ci sarà senz’altro di aiuto meditare su questa illustrazione e ricordare quante volte Geova ci ha perdonati liberalmente. — Salmo 19:14.

Sl 91:9-14 — Geova è il nostro rifugio (w10 15/1 10 parr. 13-14; w01 15/11 19-20 parr. 13-19)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 91:9-14
9 Perché [hai detto]: “Geova è il mio rifugio”,
Hai fatto dell’Altissimo stesso la tua dimora;
10 Non ti accadrà nessuna calamità,
E nemmeno una piaga si avvicinerà alla tua tenda.
11 Poiché egli darà ai suoi propri angeli un comando riguardo a te,
Di custodirti in tutte le tue vie.
12 Sulle loro mani ti porteranno,
Affinché non urti il tuo piede contro alcuna pietra.
13 Sul giovane leone e sul cobra camminerai;
Calpesterai il giovane leone fornito di criniera e la grossa serpe.
14 Poiché in me ha riposto il suo affetto,
Anch’io gli provvederò scampo.
Lo proteggerò perché ha conosciuto il mio nome.
La Torre di Guardia (2010)Appartenere a Geova: un’espressione della sua immeritata benignità
13. In che modo Geova ci protegge dai pericoli che minacciano il nostro benessere spirituale?
13 In che modo Geova protegge i suoi servitori da questi pericoli di natura spirituale? Il salmo dice: “Egli darà ai suoi propri angeli un comando riguardo a te, di custodirti in tutte le tue vie”. (Sal. 91:11) Gli angeli ci guidano e ci proteggono così che possiamo predicare la buona notizia. (Riv. 14:6) Oltre agli angeli, anche gli anziani cristiani, attenendosi fermamente alle Scritture nel loro insegnamento, ci proteggono affinché non siamo ingannati da falsi ragionamenti. Essi possono aiutare chi sta lottando per sconfiggere degli atteggiamenti mondani. (Tito 1:9; 1 Piet. 5:2) “Lo schiavo fedele e discreto”, poi, ci provvede cibo spirituale per proteggerci dall’insegnamento dell’evoluzione, dall’allettamento dei desideri immorali, dalla ricerca della ricchezza e della preminenza, nonché da numerosi altri desideri e condizionamenti dannosi. (Matt. 24:45) Cosa vi ha aiutato a resistere ad alcuni di questi pericoli?
14. Come possiamo avvalerci della protezione che Dio ci offre?
14 Cosa dobbiamo fare per rimanere nel “luogo segreto” dove Dio ci protegge? Proprio come dobbiamo proteggerci costantemente da pericoli fisici come incidenti, aggressioni e infezioni, così è necessario che agiamo di continuo per proteggerci dai pericoli spirituali. Pertanto dovremmo avvalerci regolarmente della guida che Geova ci offre tramite le nostre pubblicazioni, le adunanze di congregazione e le assemblee. Chiediamo consiglio agli anziani. E non è forse vero che le numerose qualità manifestate dai nostri fratelli e dalle nostre sorelle ci sono di aiuto? Associarci con la congregazione ci aiuta davvero a divenire saggi. — Prov. 13:20; leggi 1 Pietro 4:10.
La Torre di Guardia (2001)Geova è il nostro rifugio
13. Quali calamità non ci accadono, e perché?
13 Benché questo mondo sia sempre meno sicuro, mettiamo Dio al primo posto e traiamo coraggio dalle parole del salmista: “Perché hai detto: ‘Geova è il mio rifugio’, hai fatto dell’Altissimo stesso la tua dimora; non ti accadrà nessuna calamità, e nemmeno una piaga si avvicinerà alla tua tenda”. (Salmo 91:9, 10) Sì, Geova è il nostro rifugio. Tuttavia facciamo dell’Altissimo anche ‘la nostra dimora’, dove troviamo sicurezza. Lodiamo Geova come Sovrano universale, ‘dimoriamo’ presso di lui considerandolo la nostra Fonte di sicurezza e dichiariamo la buona notizia del suo Regno. (Matteo 24:14) Perciò ‘non ci accadrà nessuna calamità’, nessuna delle calamità descritte in precedenza in questo salmo. E anche quando siamo coinvolti, insieme ad altri, in calamità come terremoti, uragani, inondazioni, carestie e orrori della guerra, non perdiamo la nostra fede o la nostra sicurezza spirituale.
14. Come servitori di Geova, perché non siamo infettati da piaghe letali?
14 I cristiani unti sono come residenti forestieri che vivono in tende, separati da questo sistema di cose. (1 Pietro 2:11) ‘Nemmeno una piaga si avvicina alla loro tenda’. Sia che abbiamo una speranza celeste o terrena, non facciamo parte del mondo e non siamo infettati da piaghe spiritualmente letali come immoralità, materialismo, falsa religione e adorazione della “bestia selvaggia” e della sua “immagine”, le Nazioni Unite. — Rivelazione 9:20, 21; 13:1-18; Giovanni 17:16.
15. Sotto quali aspetti abbiamo l’aiuto angelico?
15 Riguardo alla protezione che abbiamo il salmista aggiunge: “Egli [Geova] darà ai suoi propri angeli un comando riguardo a te, di custodirti in tutte le tue vie. Sulle loro mani ti porteranno, affinché non urti il tuo piede contro alcuna pietra”. (Salmo 91:11, 12) Agli angeli è stato dato il potere necessario per proteggerci. (2 Re 6:17; Salmo 34:7-9; 104:4; Matteo 26:53; Luca 1:19) Essi ci custodiscono ‘in tutte le nostre vie’. (Matteo 18:10) Come proclamatori del Regno abbiamo la loro guida e il loro sostegno e non inciampiamo spiritualmente. (Rivelazione 14:6, 7) Neppure ‘pietre’ come divieti imposti sulla nostra opera ci hanno fatto inciampare e perdere il favore divino.
16. In che modo differiscono gli attacchi di un “giovane leone” da quelli di un “cobra”, ma come ci comportiamo al riguardo?
16 Il salmista continua: “Sul giovane leone e sul cobra camminerai; calpesterai il giovane leone fornito di criniera e la grossa serpe”. (Salmo 91:13) Come un giovane leone che attacca direttamente, frontalmente, alcuni nostri nemici si oppongono apertamente facendo approvare leggi che hanno lo scopo di fermare la nostra opera di predicazione. Ma siamo anche oggetto di attacchi inaspettati come quelli del cobra che se ne sta nascosto prima di colpire. Nascondendosi dietro le quinte, a volte il clero ci attacca per mezzo di legislatori, giudici e altri. Ma con il sostegno di Geova cerchiamo pacificamente di ottenere la riparazione dei torti nei tribunali, ‘difendendo e stabilendo legalmente la buona notizia’. — Filippesi 1:7; Salmo 94:14, 20-22.
17. In che modo calpestiamo “il giovane leone fornito di criniera”?
17 Il salmista parla di calpestare “il giovane leone fornito di criniera e la grossa serpe”. Un giovane leone fornito di criniera può essere molto feroce e una grossa serpe può essere un rettile di grandi dimensioni. (Isaia 31:4) Ma per quanto un giovane leone fornito di criniera possa essere feroce quando attacca frontalmente, in senso simbolico lo calpestiamo ubbidendo a Dio anziché a uomini o ad organizzazioni simili a leoni. (Atti 5:29) Quindi il minaccioso “leone” non ci causa alcun danno spirituale.
18. A chi può farci pensare “la grossa serpe”, e cosa dobbiamo fare se siamo attaccati?
18 Nella Settanta greca la “grossa serpe” è chiamata “dragone”. Questo può farci venire in mente “il gran dragone . . . , l’originale serpente, colui che è chiamato Diavolo e Satana”. (Rivelazione 12:7-9; Genesi 3:15) Egli è come un rettile mostruoso capace di stritolare e inghiottire la preda. (Geremia 51:34) Quando Satana cerca di avvinghiarci tra le sue spire, di stritolarci con le pressioni di questo mondo e di inghiottirci, divincoliamoci e calpestiamo questa “grossa serpe”. (1 Pietro 5:8) L’unto rimanente deve far questo per poter partecipare all’adempimento di Romani 16:20.
Geova, Fonte di salvezza
19. Perché ci rifugiamo in Geova?
19 Riguardo al vero adoratore, il salmista presenta Dio mentre dice: “Poiché in me ha riposto il suo affetto, anch’io gli provvederò scampo. Lo proteggerò perché ha conosciuto il mio nome”. (Salmo 91:14) La frase “lo proteggerò” significa, in senso letterale, “lo porrò in alto”, cioè fuori portata. Ci rifugiamo in Geova come suoi adoratori specialmente perché ‘in lui abbiamo riposto il nostro affetto’. (Marco 12:29, 30; 1 Giovanni 4:19) In cambio Dio ‘ci provvede scampo’ dai nostri nemici. Non saremo mai distrutti. Saremo invece salvati perché conosciamo il nome divino e lo invochiamo con fede. (Romani 10:11-13) E siamo determinati a ‘camminare nel nome di Geova per sempre’. — Michea 4:5; Isaia 43:10-12.

SCAVIAMO PER TROVARE GEMME SPIRITUALI: (8 MIN)

Sl 89:34-37 — A quale patto si riferiscono questi versetti, e quale esempio usa Geova per descriverne l’affidabilità? (w14 15/10 10 par. 14; w07 15/7 32 parr. 3-4)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 89:34-37
34 Non profanerò il mio patto,
E non cambierò l’espressione uscita dalle mie labbra.
35 Una volta ho giurato nella mia santità,
A Davide di sicuro non dirò menzogne.
36 Il suo stesso seme mostrerà d’essere fino a tempo indefinito,
E il suo trono come il sole di fronte a me.
37 Come la luna sarà fermamente stabilito a tempo indefinito,
La Torre di Guardia (2014)Abbiate incrollabile fede nel Regno
14 Vediamo cosa promise Geova a Davide, re dell’antico Israele, per mezzo del patto davidico. (Leggi 2 Samuele 7:12, 16.) Geova lo stipulò con Davide mentre quest’ultimo regnava a Gerusalemme, promettendogli che il Messia sarebbe stato un suo discendente (Luca 1:30-33). In tal modo restrinse ulteriormente la linea di discendenza del seme e stabilì che un erede di Davide avrebbe avuto “il diritto legale” al trono del Regno messianico (Ezec. 21:25-27). Mediante Gesù, il regno di Davide “sarà fermamente stabilito a tempo indefinito”. Il seme di Davide davvero “mostrerà d’essere fino a tempo indefinito, e il suo trono come il sole” (Sal. 89:34-37). Il governo del Messia non si corromperà mai, e i risultati che conseguirà dureranno per sempre!
La Torre di Guardia (2007)“Testimone fedele nei cieli”
Più di 3.000 anni fa Geova Dio stipulò con Davide, re dell’antico Israele, il patto del Regno. (2 Samuele 7:12-16) Lo scopo di quel patto era stabilire una base legale perché Gesù Cristo, erede di Davide, possedesse il trono per sempre. (Isaia 9:7; Luca 1:32, 33) Richiamandosi al trono del “seme” di Davide, il salmista cantò: “Come la luna sarà fermamente stabilito a tempo indefinito, e come testimone fedele nei cieli nuvolosi”. — Salmo 89:36, 37.
La luna, il ‘luminare che domina la notte’, evoca la stabilità del dominio di Cristo. (Genesi 1:16) A proposito del suo Regno, Daniele 7:14 dice: “Il suo dominio è un dominio di durata indefinita che non passerà, e il suo regno un regno che non sarà ridotto in rovina”. Come un vero e proprio testimone, la luna ci ricorda quel Regno e le benedizioni che donerà all’umanità.

Sl 90:10, 12 — Come possiamo “contare i nostri giorni in modo tale da indurre il cuore alla saggezza”? (w06 15/7 13 par. 4; w01 15/11 13 par. 19)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 90:10
10 In se stessi i giorni dei nostri anni sono settant’anni;
E se a causa di speciale potenza sono ottant’anni,
Tuttavia la loro insistenza è sull’affanno e sulle cose nocive;
Poiché deve presto passare, e voliamo via.
Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 90:12
12 Mostra[ci] proprio come contare i nostri giorni in modo tale
Da indurre il cuore alla saggezza.
La Torre di Guardia (2006)Punti notevoli dei Libri Terzo e Quarto dei Salmi
90:10, 12. Dato che la vita è breve dovremmo “contare i nostri giorni”. Come? Inducendo “il cuore alla saggezza”, o essendo saggi affinché i giorni che ci restano non vadano sprecati ma siano impiegati in un modo che piace a Geova. A tal fine dobbiamo dare la precedenza alle cose spirituali e usare il tempo saggiamente. — Efesini 5:15, 16; Filippesi 1:10.
La Torre di Guardia (2001)Geova ci mostra come contare i nostri giorni
19 Con le sue parole il salmista prega Geova di insegnare ai suoi servitori ad apprezzare e a usare con saggezza i giorni che rimangono loro in modo da avere l’approvazione di Dio. Una probabilità di vita di 70 anni significa avere a disposizione circa 25.500 giorni. Indipendentemente dalla nostra età, comunque, ‘non sappiamo che cosa sarà domani la nostra vita, poiché siamo un vapore che appare per un po’ e quindi scompare’. (Giacomo 4:13-15) Dato che ‘il tempo e l’avvenimento imprevisto capitano a tutti’, non possiamo dire quanto vivremo ancora. Preghiamo dunque per avere la saggezza con cui affrontare le prove, trattare gli altri nel modo appropriato e fare del nostro meglio nel servizio di Geova anche ora, oggi! (Ecclesiaste 9:11; Giacomo 1:5-8) Geova ci guida per mezzo della sua Parola, del suo spirito e della sua organizzazione. (Matteo 24:45-47; 1 Corinti 2:10; 2 Timoteo 3:16, 17) Esercitando sapienza siamo spinti a ‘cercare prima il Regno di Dio’ e a usare i nostri giorni in modo da recargli gloria e rallegrare il suo cuore. (Matteo 6:25-33; Proverbi 27:11) Adorandolo di tutto cuore non elimineremo tutti i nostri problemi, naturalmente, ma proveremo senz’altro molta gioia.

Cosa impariamo su Geova dai salmi in programma questa settimana?

Quali punti di questi salmi possiamo usare nel ministero di campo?

SALMI 87-91 | SUGGERIMENTI PER I VOSTRI COMMENTI PERSONALI

Documento estratto
SALMO 87:SOPRASCRITTA)
“Dei figli di Cora. Melodia, canto.”
it-1 p. 25 Abiasaf
Sembra che i figli di Cora non si siano uniti al padre quando, insieme a Datan e Abiram, si ribellò a Mosè e Aaronne. Quindi questi figli non morirono in quell’occasione insieme al padre. (Nu 26:9-11) Infatti, in epoca successiva, troviamo menzionati nella soprascritta di molti Salmi “i figli di Cora” (42, 44–49, 84, 85, 87, 88), anche se questa espressione fondamentalmente significa “i discendenti di Cora” o “la casa di Cora”.
SALMO 87:4)
“Farò menzione di Raab e di Babilonia come fra quelli che mi conoscono; Ecco la Filistea e Tiro, insieme a Cus: “Questo è uno che è nato là”.”
it-2 p. 692 Raab
2. [Ebr. Ràhav, da una radice che significa “tempestare di sollecitazioni”]. Espressione simbolica usata per la prima volta in Giobbe (9:13; 26:12), dove è resa “colui che infuria”. (NM) Nel secondo passo, il contesto e il parallelismo la mettono in relazione con un grande mostro marino. Anche Isaia 51:9 collega Raab con un mostro marino: “Non sei tu quello che fece a pezzi Raab, che trafisse il mostro marino?”
Raab, un “mostro marino”, finì per simboleggiare l’Egitto e il faraone che si oppose a Mosè e a Israele. Il brano di Isaia 51:9, 10 allude alla liberazione di Israele dall’Egitto compiuta da Geova: “Non sei tu quello che prosciugò il mare, le acque del vasto abisso? Quello che fece delle profondità del mare una via per far passare i ricomprati?” In Isaia 30:7 ancora una volta “Raab” è messo in relazione con l’Egitto. Salmo 87:4 menziona “Raab” nel posto che spetterebbe all’Egitto, il primo in un elenco di nemici di Israele insieme a Babilonia, Filistea, Tiro e Cus. In questo versetto i Targumim hanno “gli egiziani”,
SALMO 87:5)
“E rispetto a Sion si dirà: “Questo e quello sono nati in essa”. E l’Altissimo stesso la stabilirà fermamente.”
w89 15/8 p. 20 par. 23 Il Paradiso restaurato glorifica Dio
23 È sia possibile che probabile che un giorno i nomi di tutti i cristiani unti che avranno reso sicura la loro “chiamata ed elezione” al Regno celeste e che saranno stati benedetti con questa superna risurrezione verranno resi noti, per informarne la famiglia umana nel Paradiso terrestre. (2 Pietro 1:10; Salmo 87:5, 6)
SALMO 87:6)
“Geova stesso dichiarerà, quando registrerà i popoli: “Questo è uno che è nato là”. Sela.”
w06 15/7 p. 12 par. 10 Punti notevoli dei Libri Terzo e Quarto dei Salmi
87:5, 6. Quelli che avranno la vita nel Paradiso terrestre conosceranno mai il nome di coloro che sono stati risuscitati alla vita celeste? Tali versetti indicano che questa è una possibilità concreta.
w89 15/8 p. 20 par. 23 Il Paradiso restaurato glorifica Dio
23 È sia possibile che probabile che un giorno i nomi di tutti i cristiani unti che avranno reso sicura la loro “chiamata ed elezione” al Regno celeste e che saranno stati benedetti con questa superna risurrezione verranno resi noti, per informarne la famiglia umana nel Paradiso terrestre. (2 Pietro 1:10; Salmo 87:5, 6)
SALMO 88:SOPRASCRITTA)
“Canto, melodia dei figli di Cora. Al direttore su Maalat per dare risposte. Maschil di Eman l’ezraita.”
it-1 p. 25 Abiasaf
Sembra che i figli di Cora non si siano uniti al padre quando, insieme a Datan e Abiram, si ribellò a Mosè e Aaronne. Quindi questi figli non morirono in quell’occasione insieme al padre. (Nu 26:9-11) Infatti, in epoca successiva, troviamo menzionati nella soprascritta di molti Salmi “i figli di Cora” (42, 44–49, 84, 85, 87, 88), anche se questa espressione fondamentalmente significa “i discendenti di Cora” o “la casa di Cora”.
it-1 p. 893 Ezraita
EZRAITA
[nativo].
Appellativo dato a Etan (1Re 4:31; Sl 89:sopr) e ad Eman (Sl 88:sopr), entrambi famosi per la loro sapienza. In 1 Cronache 2:3-6 Etan ed Eman sono identificati come discendenti di Giuda tramite Zera. Sembra quindi che l’appellativo “ezraita” corrisponda a ‘zeraita’. (Nu 26:20) Il Targum di Gionata interpreta “ezraita” nel senso di “figlio di Zera”.
it-2 p. 166 Maalat, II
MAALAT, II
(Maalàt).
Probabilmente un termine musicale, forse di natura tecnica, che compare nella soprascritta dei Salmi 53 e 88. Alcuni ritengono che questo termine sia affine a un verbo ebraico che significa “indebolirsi; ammalarsi”, e che quindi indichi una melodia cupa e malinconica. Questo concorderebbe con il contenuto piuttosto triste dei due cantici, specie del Salmo 88.
SALMO 88:11)
“Sarà la tua amorevole benignità dichiarata nello stesso luogo di sepoltura, La tua fedeltà nel [luogo della] distruzione?”
it-1 p. 14 Abaddon
In ebraico il termine ʼavaddòhn significa “distruzione” e può anche indicare “il luogo della distruzione”. Nel testo ebraico originale ricorre in tutto cinque volte, e in quattro di queste è usato come equivalente di “luogo di sepoltura”, “Sceol” e “morte”. (Sl 88:11; Gb 26:6; 28:22; Pr 15:11) In questi versetti ʼavaddòhn si riferisce evidentemente al processo distruttivo che segue la morte umana, e indica che la decomposizione o distruzione avviene nello Sceol, la comune tomba del genere umano.
SALMO 88:13)
“Eppure da te, o Geova, io stesso ho invocato soccorso, E al mattino la mia propria preghiera continua a presentarsi a te.”
w88 15/2 p. 15 par. 20 “Non si turbi il vostro cuore”
Ma a volte sembra che la soluzione tardi ad arrivare. Perché? Forse la risposta deve attendere il tempo stabilito da Dio. Sembra che in alcuni casi Dio permetta a coloro che lo implorano di dimostrare la profondità della loro preoccupazione, l’intensità del loro desiderio, la sincerità della loro devozione. Un salmista ebbe questa esperienza. — Salmo 88:13, 14; confronta 2 Corinti 12:7-10.
SALMO 89:SOPRASCRITTA)
“Maschil. Di Etan l’ezraita.”
it-1 pp. 875-876 Etan
1. Uno dei quattro uomini la cui sapienza, benché grande, fu superata da quella di Salomone. (1Re 4:31) Questo Etan potrebbe essere lo scrittore del Salmo 89, poiché la soprascritta lo attribuisce a Etan l’ezraita. In 1 Cronache 2:6, Etan, Eman, Calcol e Dara sono definiti tutti figli di Zera della tribù di Giuda, e forse sono gli stessi menzionati in 1 Re. Etan è definito padre di Azaria. — 1Cr 2:8; vedi EZRAITA.
it-1 p. 893 Ezraita
EZRAITA
[nativo].
Appellativo dato a Etan (1Re 4:31; Sl 89:sopr) e ad Eman (Sl 88:sopr), entrambi famosi per la loro sapienza. In 1 Cronache 2:3-6 Etan ed Eman sono identificati come discendenti di Giuda tramite Zera. Sembra quindi che l’appellativo “ezraita” corrisponda a ‘zeraita’. (Nu 26:20) Il Targum di Gionata interpreta “ezraita” nel senso di “figlio di Zera”.
SALMO 89:5)
“E i cieli loderanno il tuo atto meraviglioso, o Geova, Sì, la tua fedeltà nella congregazione dei santi.”
it-1 p. 485 Cielo
Inoltre i “cieli” personificati rappresentano tale organizzazione angelica, la “congregazione dei santi”. — Sl 89:5-7; cfr. Lu 15:7, 10; Ri 12:12.
SALMO 89:6)
“Poiché chi nei cieli nuvolosi si può paragonare a Geova? Chi può somigliare a Geova tra i figli di Dio?”
it-1 p. 697 Dio
Il plurale, ʼelìm, è usato a proposito di altri dèi, per esempio in Esodo 15:11. È usato anche come plurale di maestà o eccellenza, per esempio in Salmo 89:6: “Chi può somigliare a Geova tra i figli di Dio [bivenèh ʼElìm]?” Che il plurale qui e in diversi altri passi sia riferito a un singolo individuo è sostenuto dalla traduzione di ʼElìm col singolare Theòs nella Settanta greca, e con Deus nella Vulgata latina.
SALMO 89:7)
“Dio è da temere rispettosamente fra l’intimo gruppo dei santi; Egli è grande e tremendo su tutti quelli che gli sono intorno.”
it-1 pp. 226-227 Assemblea
Riunioni intime di vario genere sono indicate dal termine ebraico sohdh, che significa “discorsi confidenziali; intimità”. (Sl 83:3; Gb 29:4) È reso “intimo gruppo” in Salmo 89:7, dove si legge: “Dio è da temere rispettosamente fra l’intimo gruppo dei santi; egli è grande e tremendo su tutti quelli che gli sono intorno”.
SALMO 89:10)
“Tu stesso hai schiacciato Raab, perfino come un ucciso. Mediante il braccio della tua forza hai disperso i tuoi nemici.”
it-2 p. 692 Raab
2. [Ebr. Ràhav, da una radice che significa “tempestare di sollecitazioni”]. Espressione simbolica usata per la prima volta in Giobbe (9:13; 26:12), dove è resa “colui che infuria”. (NM) Nel secondo passo, il contesto e il parallelismo la mettono in relazione con un grande mostro marino. Anche Isaia 51:9 collega Raab con un mostro marino: “Non sei tu quello che fece a pezzi Raab, che trafisse il mostro marino?”
Raab, un “mostro marino”, finì per simboleggiare l’Egitto e il faraone che si oppose a Mosè e a Israele. Il brano di Isaia 51:9, 10 allude alla liberazione di Israele dall’Egitto compiuta da Geova: “Non sei tu quello che prosciugò il mare, le acque del vasto abisso? Quello che fece delle profondità del mare una via per far passare i ricomprati?” In Isaia 30:7 ancora una volta “Raab” è messo in relazione con l’Egitto. Salmo 87:4 menziona “Raab” nel posto che spetterebbe all’Egitto, il primo in un elenco di nemici di Israele insieme a Babilonia, Filistea, Tiro e Cus. In questo versetto i Targumim hanno “gli egiziani”, e in Salmo 89:10 parafrasano “Raab” in modo da collegare questo termine con l’arrogante faraone d’Egitto umiliato da Geova.
SALMO 89:14)
“Giustizia e giudizio sono lo stabilito luogo del tuo trono; Amorevole benignità e verità stesse vengono dinanzi alla tua faccia.”
it-2 p. 1143 Trono
Geova, che nemmeno il “cielo dei cieli” può contenere, non siede su un seggio o trono letterale. (1Re 8:27) Egli tuttavia si serve del simbolo del trono per indicare la sua autorità regale e la sua sovranità. Alcuni servitori di Dio ebbero il privilegio di vedere in visione il suo trono. (1Re 22:19; Isa 6:1; Ez 1:26-28; Da 7:9; Ri 4:1-3) I Salmi descrivono il trono di Geova — la sua maestà o potenza, la sua posizione di Supremo Giudice — stabilito su giustizia e giudizio “da molto tempo fa”. — Sl 89:14; 93:2; 97:2.
SALMO 89:15)
“Felice è il popolo che conosce l’urlo di gioia. O Geova, nella luce della tua faccia continuano a camminare.”
it-2 p. 159 Luce
La ‘luce della faccia di Dio’ significa il Suo favore. (Sl 44:3; 89:15)
SALMO 89:27)
“Inoltre, io stesso lo porrò come primogenito, Il più alto dei re della terra.”
it-2 p. 658 Primogenito, Primo nato
Perché Geova parla di “Davide mio servitore” come di un primogenito visto che Davide non lo era?
Nel Salmo 89 Geova menziona “Davide mio servitore” e rievoca il patto del regno stipulato con lui. Nel brano troviamo questa dichiarazione: “Io stesso lo porrò come primogenito, il più alto dei re della terra”. (Sl 89:20, 27) Davide non era un primogenito. (1Cr 2:13-15) Sembra quindi che Geova si riferisse profeticamente a colui che Davide prefigurava, il Figlio “primogenito” di Dio stesso nei cieli al quale Egli conferisce un regno più alto di quello di qualsiasi governante umano. — Cfr. Ez 34:24, dove si fa riferimento al Messia come al “mio servitore Davide”.
SALMO 89:29)
“E certamente stabilirò il suo seme per sempre E il suo trono come i giorni del cielo.”
w06 15/12 p. 4 La nascita di Gesù: In che modo porta la pace
Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo; e Geova Dio gli darà il trono di Davide suo padre, ed egli regnerà sulla casa di Giacobbe per sempre e del suo regno non ci sarà fine”. Maria chiese come fosse possibile, visto che era vergine e quindi non aveva rapporti con nessun uomo. Gabriele rispose che il bambino sarebbe stato concepito mediante lo spirito santo di Dio. Non si sarebbe trattato di un bambino comune. — Luca 1:28-35.
Un re predetto
Le parole di Gabriele dovettero far capire a Maria che il figlio che avrebbe portato in grembo era colui di cui parlavano antiche profezie. Udendo la rivelazione secondo cui Geova avrebbe dato a suo figlio “il trono di Davide suo padre”, Maria, come avrebbe fatto qualsiasi ebreo che conoscesse le Scritture, avrà pensato alla promessa che Dio aveva fatto a Davide, re di Israele.
Tramite il profeta Natan, Geova aveva detto a Davide: “La tua casa e il tuo regno saranno certamente saldi a tempo indefinito davanti a te; il tuo medesimo trono diverrà fermamente stabilito a tempo indefinito”. (2 Samuele 7:4, 16) Geova dichiarò riguardo a Davide: “Certamente stabilirò il suo seme per sempre e il suo trono come i giorni del cielo. Il suo stesso seme mostrerà d’essere fino a tempo indefinito, e il suo trono come il sole di fronte a me”. (Salmo 89:20, 29, 35, 36) Perciò, non era una coincidenza che sia Maria che Giuseppe discendessero dalla casa di Davide.
pe cap. 13 p. 118 par. 16 Il pacifico governo di Dio
16 Quasi 700 anni dopo la promessa fatta a Giuda, Geova disse riguardo a Davide, della tribù di Giuda: “Ho trovato Davide mio servitore . . . E certamente stabilirò il suo seme per sempre e il suo trono come i giorni del cielo”. (Salmo 89:20, 29) Cosa intendeva Dio dicendo che il “seme” di Davide sarebbe stato stabilito “per sempre” e che “il suo trono” sarebbe durato “come i giorni del cielo”? Geova Dio voleva dire che il governo del Regno affidato al governante incaricato, Gesù Cristo, sarebbe durato per sempre.
SALMO 89:37)
“Come la luna sarà fermamente stabilito a tempo indefinito, E [come] testimone fedele nei cieli nuvolosi”. Sela.”
w07 15/7 p. 32 “Testimone fedele nei cieli”
“Testimone fedele nei cieli”
DA SEMPRE poeti e compositori esaltano la bellezza della luna. Per esempio, un cantico ispirato parla di una donna “bella come la luna piena”. (Il Cantico dei Cantici 6:10) E nei suoi versi un salmista chiama la luna “testimone fedele nei cieli”. (Salmo 89:37) Qual è il significato di questa espressione?
La luna completa puntualmente la sua orbita intorno alla terra ogni 27,3 giorni. La fedeltà della luna si può riferire quindi alla sua affidabilità. Ma è possibile che il salmista avesse in mente un significato molto più profondo. Infatti la chiamò “testimone fedele” in un componimento che parla profeticamente del Regno per il quale Gesù insegnò ai suoi seguaci a pregare. — Matteo 6:9, 10.
Più di 3.000 anni fa Geova Dio stipulò con Davide, re dell’antico Israele, il patto del Regno. (2 Samuele 7:12-16) Lo scopo di quel patto era stabilire una base legale perché Gesù Cristo, erede di Davide, possedesse il trono per sempre. (Isaia 9:7; Luca 1:32, 33) Richiamandosi al trono del “seme” di Davide, il salmista cantò: “Come la luna sarà fermamente stabilito a tempo indefinito, e come testimone fedele nei cieli nuvolosi”. — Salmo 89:36, 37.
La luna, il ‘luminare che domina la notte’, evoca la stabilità del dominio di Cristo. (Genesi 1:16) A proposito del suo Regno, Daniele 7:14 dice: “Il suo dominio è un dominio di durata indefinita che non passerà, e il suo regno un regno che non sarà ridotto in rovina”. Come un vero e proprio testimone, la luna ci ricorda quel Regno e le benedizioni che donerà all’umanità.
w93 1/1 p. 32 “Testimone fedele nei cieli”
Quando gli israeliti osservavano la luna, essa ricordava loro una cosa meravigliosa. Dio aveva promesso che la dinastia reale di Davide non sarebbe scomparsa. Aveva detto: “Come la luna [il seme di Davide] sarà fermamente stabilito a tempo indefinito, e come testimone fedele nei cieli nuvolosi”. (Salmo 89:35-37) Questa promessa si adempì in Gesù, il “Figlio di Davide”. (Luca 18:38) Dopo la sua morte Gesù fu risuscitato quale spirito immortale e ascese al cielo. (Atti 2:34-36) A suo tempo fu intronizzato come Re del celeste Regno di Dio. (Rivelazione 12:10) Quel Regno ora domina e “sussisterà a tempi indefiniti”. (Daniele 2:44) In questo modo Gesù, l’immortale rappresentante della dinastia reale di Davide, esisterà per sempre come la luna, il “testimone fedele nei cieli”.
Così, ogni volta che vedete la luna splendere luminosa nel cielo notturno, ricordate la promessa che Dio fece a Davide e siate grati che il Regno di Dio ora domina e che dominerà per sempre, alla gloria di Dio e per la benedizione eterna dell’umanità fedele. — Rivelazione 11:15.
SALMO 89:49)
“Dove sono i tuoi precedenti atti di amorevole benignità, o Geova, Circa i quali giurasti a Davide nella tua fedeltà?”
w86 15/12 p. 29 “Benedite Geova”: perché?
89:49 — In cosa consistevano questi “atti di amorevole benignità”?
L’espressione “atti di amorevole benignità” si riferisce al patto del Regno e a tutti gli aspetti ad esso attinenti. In tempi difficili, era giusto che gli israeliti portassero all’attenzione di Geova queste promesse, non perché mettessero in dubbio il patto, ma per implorare Dio in base ad esso.
SALMO 89:52)
“Benedetto sia Geova a tempo indefinito. Amen e Amen.”
it-1 p. 110 Amen
La preghiera riportata in 1 Cronache 16:36 e quelle contenute nei Salmi (41:13; 72:19; 89:52; 106:48), come pure le espressioni contenute nelle lettere canoniche, indicano tutte la correttezza di dire “Amen” alla conclusione delle preghiere. È vero che non tutte le preghiere riportate hanno tale conclusione, come l’ultima preghiera di Davide a favore di Salomone (1Cr 29:19) o la preghiera di dedicazione pronunciata da Salomone all’inaugurazione del tempio (1Re 8:53-61), anche se tale espressione può benissimo essere stata usata. (Vedi 1Cr 29:20). Similmente non ne è documentato l’uso nelle preghiere di Gesù (Mt 26:39, 42; Gv 17:1-26), o nella preghiera dei discepoli riportata in Atti 4:24-30. Tuttavia i fatti presentati indicano chiaramente che è giusto dire “Amen” a conclusione di una preghiera, e in particolare le parole di Paolo in 1 Corinti 14:16 mostrano che i cristiani radunati avevano l’abitudine di intervenire dicendo Amen alla preghiera. Inoltre gli esempi di quanto avviene in cielo, riportati in Rivelazione 5:13, 14; 7:10-12 e 19:1-4, sostengono tutti l’uso di aderire a preghiere o dichiarazioni solenni con quest’unica parola, esprimendo così la fiducia, la decisa approvazione e la sincera speranza del proprio cuore.
it-1 p. 109 Amen
Ciascuno dei primi quattro libri o collezioni dei Salmi termina con questa espressione, forse a indicare che la congregazione d’Israele aveva l’abitudine di intervenire alla fine del cantico o salmo con un “Amen”. — Sl 41:13; 72:19; 89:52; 106:48.
SALMO 90:SOPRASCRITTA)
“Preghiera di Mosè, l’uomo del [vero] Dio.”
w01 15/11 p. 10 par. 2 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
2 Nella soprascritta il Salmo 90 è chiamato “preghiera di Mosè, l’uomo del vero Dio”. Poiché questo salmo dà risalto alla fugacità della vita umana, fu composto probabilmente dopo che gli israeliti erano stati liberati dalla schiavitù egiziana e durante i 40 anni di peregrinazione nel deserto, quando la morte di migliaia di persone pose fine a una generazione senza fede. (Numeri 32:9-13)
SALMO 90:1)
“O Geova, tu stesso hai mostrato d’essere per noi una vera dimora Di generazione in generazione.”
w10 1/7 p. 28 Dio ha avuto un inizio?
Teniamo presente però che il concetto dell’eternità di Dio non si riduce a una fredda nozione. Come emerge da una più attenta riflessione sulla preghiera di Mosè, il fatto che Dio sia eterno avvalora la sua rassicurante promessa di darci la vita eterna. In contrasto con la fugace natura della nostra vita attuale, Dio è “per noi una vera dimora di generazione in generazione”. Il nostro amorevole Padre Geova è stato, è e sempre sarà accanto ai suoi servitori. Questa meravigliosa verità non vi è di conforto? — Salmo 90:1.
w01 15/11 p. 11 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
Geova, la nostra “vera dimora”
4 Il salmista inizia con le parole: “O Geova, tu stesso hai mostrato d’essere per noi una vera dimora di generazione in generazione.
w01 15/11 p. 11 parr. 5-6 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
5 Per noi l’“Iddio eterno”, Geova, è “una vera dimora”, un rifugio spirituale. (Romani 16:26) Ci sentiamo sicuri perché è sempre pronto ad aiutarci quale “Uditore di preghiera”. (Salmo 65:2) Dato che gettiamo le nostre ansietà sul nostro Padre celeste per mezzo del suo diletto Figlio, ‘la pace di Dio che sorpassa ogni pensiero custodirà il nostro cuore e le nostre facoltà mentali’. — Filippesi 4:6, 7; Matteo 6:9; Giovanni 14:6, 14.
6 Abbiamo sicurezza spirituale perché, figurativamente parlando, Geova è una “vera dimora” per noi. Egli provvede anche “stanze interne” — forse strettamente legate alle congregazioni del suo popolo — come oasi spirituali, dove amorevoli pastori contribuiscono in notevole misura a farci sentire al sicuro. (Isaia 26:20; 32:1, 2; Atti 20:28, 29) Alcuni di noi, inoltre, sono cresciuti in famiglie che servono Dio da molto tempo e hanno riscontrato di persona che egli è “una vera dimora di generazione in generazione”.
w01 15/11 p. 11 par. 4 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
Salmo 90:1,
w93 1/3 p. 32 ‘Prima dei monti’
‘Prima dei monti’
“HAI mostrato d’essere per noi una vera dimora di generazione in generazione. Prima che i monti stessi nascessero, o che tu generassi come con dolori di parto la terra e il paese produttivo, sì, da tempo indefinito fino a tempo indefinito tu sei Dio”. (Salmo 90:1, 2) Queste parole furono rivolte al nostro Creatore, e come sono confortanti, specialmente oggi, quando nulla sembra stabile!
Col peggiorare della situazione economica, pochi hanno fiducia nel futuro. L’allarmante aumento della criminalità e dell’abuso di droga ha trasformato alcune città in zone di guerra. Persino un’istituzione antichissima come la famiglia vacilla. Si sentono novità come la famiglia omosessuale. Aumentano le famiglie con un solo genitore, spesso sottoposto a grave stress. La pace di molte famiglie è scossa da situazioni tragiche come coniugi maltrattati e abusi all’infanzia.
Chi ci guiderà attraverso questi tempi difficili? Non mancano i consigli di psicologi, educatori e altri, ma in gran parte sono contraddittori. Per un’intera generazione, il dott. Benjamin Spock fu considerato in Occidente il principale esperto in fatto di educazione dei figli. Poi egli ammise che i suoi consigli erano sbagliati!
È molto più saggio fare di Dio il nostro ‘luogo di dimora’! In questi tempi turbolenti, egli è una stabile roccia che esiste “da tempo indefinito fino a tempo indefinito”. Tramite il profeta Malachia egli disse di sé: “Io sono Geova; non sono cambiato”. (Malachia 3:6) Le norme di Dio, scritte nella Bibbia, sono assolutamente attendibili. Egli esisteva ‘prima dei monti’, e i suoi consigli, contenuti nelle Sacre Scritture, sono basati sulla sua sapienza eterna. Sono proprio ciò di cui abbiamo bisogno per essere felici e avere successo.
È dunque saggio confidare nella Parola di Dio, la Bibbia. Studiatela per trarre beneficio dalla sapienza divina. Abbiate fiducia in quello che imparate e lasciate che vi illumini lungo il sentiero della vita. (Salmo 119:105) Solo chi agisce così ha buoni motivi per sperare nel futuro e gode di vera pace mentale.
SALMO 90:2)
“Prima che i monti stessi nascessero, O che tu generassi come con dolori di parto la terra e il paese produttivo, Sì, da tempo indefinito fino a tempo indefinito tu sei Dio.”
w10 1/7 p. 28 Dio ha avuto un inizio?
Mosè disse a Geova in preghiera: “Da sempre e per sempre tu sei”. (Salmo 89:2, CEI [90:2, NM]) Qui Mosè intendeva che l’esistenza di Dio si estende in due direzioni dal punto di vista temporale. Una va verso il futuro. Geova è “Colui che vive per i secoli dei secoli”. (Rivelazione [Apocalisse] 4:10) Quindi la sua esistenza si estende in avanti all’infinito. L’altra direzione è il passato. In pratica Geova non è mai stato creato e non ha mai avuto inizio: la sua esistenza si estende nel passato all’infinito.
Ci sono idee astratte che la maggioranza di noi fa fatica ad afferrare. Eppure a volte abbiamo a che fare con concetti complicati, come ad esempio quello di numeri positivi e negativi. Quando contiamo, sia in avanti che a ritroso, potremmo teoricamente continuare all’infinito. Questo esempio si può benissimo applicare allo scorrere degli anni nella vita del Creatore.
È quindi appropriato che Dio sia l’unico a portare l’incomparabile titolo di “Re d’eternità”. (1 Timoteo 1:17) Provate a pensare: Gesù Cristo, le miriadi di angeli nei cieli e l’umanità sulla terra hanno avuto tutti un inizio in quanto sono stati creati. (Colossesi 1:15, 16) Ma Dio no. Sostenere che Dio debba essere stato creato serve solamente a innescare uno sterile circolo vizioso di interrogativi su chi abbia creato il Creatore. Piuttosto, solo Geova esiste “d’eternità in eternità”. (Salmo 90:2, Sales) In altre parole è esistito “prima di ogni tempo”. — Giuda 25, nota in calce.
w01 15/11 p. 11 parr. 7-8 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
7 Geova esisteva prima che i monti “nascessero” o che la terra fosse generata come con “dolori di parto”. Vedendo le cose da un punto di vista umano, ci volle un grande sforzo per produrre questa terra con tutte le sue caratteristiche, i suoi processi chimici e i suoi meccanismi complicati. E dicendo che i monti ‘nacquero’ e che la terra fu generata come con “dolori di parto”, il salmista mostra grande rispetto per tutto il lavoro che Geova fece quando creò queste cose. Non dovremmo nutrire lo stesso rispetto e apprezzamento per l’opera del Creatore?
Geova è sempre pronto ad aiutarci
8 “Da tempo indefinito fino a tempo indefinito tu sei Dio”, cantò il salmista. L’espressione “tempo indefinito” può riferirsi a cose che hanno fine ma la cui durata non è stata specificata. (Esodo 31:16, 17; Ebrei 9:15) In Salmo 90:2 e in altre parti delle Scritture Ebraiche, però, l’espressione “tempo indefinito” significa “eterno”. (Ecclesiaste 1:4) La nostra mente non riesce a capire come Geova possa essere sempre esistito. Eppure egli non ebbe principio e non avrà fine. (Abacuc 1:12) Sarà sempre vivente e pronto ad aiutarci.
w01 15/11 p. 11 par. 4 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
Prima che i monti stessi nascessero, o che tu generassi come con dolori di parto la terra e il paese produttivo, sì, da tempo indefinito fino a tempo indefinito tu sei Dio [o, il Divino]”. — Salmo 90:1, 2, nota in calce.
w93 1/3 p. 32 ‘Prima dei monti’
‘Prima dei monti’
“HAI mostrato d’essere per noi una vera dimora di generazione in generazione. Prima che i monti stessi nascessero, o che tu generassi come con dolori di parto la terra e il paese produttivo, sì, da tempo indefinito fino a tempo indefinito tu sei Dio”. (Salmo 90:1, 2) Queste parole furono rivolte al nostro Creatore, e come sono confortanti, specialmente oggi, quando nulla sembra stabile!
Col peggiorare della situazione economica, pochi hanno fiducia nel futuro. L’allarmante aumento della criminalità e dell’abuso di droga ha trasformato alcune città in zone di guerra. Persino un’istituzione antichissima come la famiglia vacilla. Si sentono novità come la famiglia omosessuale. Aumentano le famiglie con un solo genitore, spesso sottoposto a grave stress. La pace di molte famiglie è scossa da situazioni tragiche come coniugi maltrattati e abusi all’infanzia.
Chi ci guiderà attraverso questi tempi difficili? Non mancano i consigli di psicologi, educatori e altri, ma in gran parte sono contraddittori. Per un’intera generazione, il dott. Benjamin Spock fu considerato in Occidente il principale esperto in fatto di educazione dei figli. Poi egli ammise che i suoi consigli erano sbagliati!
È molto più saggio fare di Dio il nostro ‘luogo di dimora’! In questi tempi turbolenti, egli è una stabile roccia che esiste “da tempo indefinito fino a tempo indefinito”. Tramite il profeta Malachia egli disse di sé: “Io sono Geova; non sono cambiato”. (Malachia 3:6) Le norme di Dio, scritte nella Bibbia, sono assolutamente attendibili. Egli esisteva ‘prima dei monti’, e i suoi consigli, contenuti nelle Sacre Scritture, sono basati sulla sua sapienza eterna. Sono proprio ciò di cui abbiamo bisogno per essere felici e avere successo.
È dunque saggio confidare nella Parola di Dio, la Bibbia. Studiatela per trarre beneficio dalla sapienza divina. Abbiate fiducia in quello che imparate e lasciate che vi illumini lungo il sentiero della vita. (Salmo 119:105) Solo chi agisce così ha buoni motivi per sperare nel futuro e gode di vera pace mentale.
si p. 278 parr. 2-3 Studio numero 2: Il tempo e le Sacre Scritture
2 Geova stesso vive nell’eternità. In quanto alle sue creature, si è compiaciuto di collocarle nel tempo. Gli angeli del cielo, perfino il ribelle Satana, si rendono pienamente conto del passare del tempo. (Dan. 10:13; Riv. 12:12) Riguardo agli uomini è scritto: “Il tempo e l’avvenimento imprevisto capitano a tutti loro”. (Eccl. 9:11) Felice l’uomo che tiene sempre presente Dio nei suoi pensieri, e che accetta di buon grado il provvedimento di Dio del “cibo a suo tempo”! — Matt. 24:45.
3 Il tempo è unidirezionale. Benché il tempo sia universale, nessuno al mondo è in grado di dire cosa sia. Esso è insondabile come lo spazio. Nessuno può spiegare dove cominciò il tempo o dove esso scorra. Queste cose appartengono all’illimitata conoscenza di Geova, del quale è detto che è Dio “da tempo indefinito fino a tempo indefinito”. — Sal. 90:2.
it-1 p. 593 Creazione
Prima che la creazione avesse inizio, Geova, che è sempre esistito, era solo. — Sl 90:1, 2; 1Tm 1:17.
it-1 p. 1031 Geova
La Persona identificata dal nome. Geova è il Creatore di ogni cosa, la grande Causa Prima; quindi è senza principio, non essendo stato creato. (Ri 4:11) “Per numero i suoi anni sono imperscrutabili”. (Gb 36:26) È impossibile attribuirgli un’età, perché non c’è un punto di partenza da cui calcolarla. Pur essendo senza età, è giustamente chiamato l’“Antico di Giorni” poiché la sua esistenza risale all’infinito nel passato. (Da 7:9, 13) Egli inoltre non cesserà mai di esistere (Ri 10:6), essendo incorruttibile, immortale. Perciò è chiamato il “Re d’eternità” (1Tm 1:17), e per lui mille anni sono come una veglia di poche ore durante la notte. — Sl 90:2, 4; Ger 10:10; Aba 1:12; Ri 15:3.
it-2 p. 8 Immortalità
I termini “immortale” e “immortalità” non compaiono nelle Scritture Ebraiche, le quali tuttavia spiegano che Geova Dio, la Fonte di tutta la vita, non è soggetto alla morte, per cui è immortale. (Sl 36:7, 9; 90:1, 2; Aba 1:12)
it-2 p. 1094 Tempo indefinito
A volte il termine ʽohlàm si riferisce a qualcosa di eterno. (1Re 2:45, nt.) Il profeta Isaia scrisse: “Geova, il Creatore delle estremità della terra, è Dio a tempo indefinito”. (Isa 40:28) Geova è “da tempo indefinito fino a tempo indefinito”. (Sl 90:2) Dal momento che è immortale, Geova continuerà a essere Dio per tutta l’eternità. (Aba 1:12; 1Tm 1:17)
rs p. 107-p. 108 Dio
Dio ha avuto un principio?
Sal. 90:2: “Prima che i monti stessi nascessero, o che tu generassi come con dolori di parto la terra e il paese produttivo, sì, da tempo indefinito fino a tempo indefinito tu sei Dio”.
È ragionevole questo? La nostra mente non può comprenderlo appieno. Ma questa non è una valida ragione per non crederci. Esempi: (1) Il tempo. Nessuno può additare un certo istante come l’inizio del tempo. Ed è un fatto che sebbene la nostra vita termini, il tempo non cessa. Non rifiutiamo il concetto del tempo solo perché ci sono aspetti che non comprendiamo pienamente. Anzi, regoliamo la nostra vita in base ad esso. (2) Lo spazio. Gli astronomi non trovano l’inizio o la fine dello spazio. Più a fondo scrutano l’universo, più spazio trovano. Non respingono ciò che l’evidenza dei fatti indica; molti pensano che lo spazio sia infinito. Lo stesso principio vale per l’esistenza di Dio.
SALMO 90:3)
“Tu fai tornare l’uomo mortale alla polvere, E dici: “Tornate, figli degli uomini”.”
w01 15/11 pp. 11-12 par. 10 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
10 L’uomo è mortale e Dio lo fa ‘tornare alla polvere’. Vale a dire che l’uomo torna alla “materia frantumata”, cioè alla terra polverizzata. In effetti Geova dice: ‘Torna alla polvere del suolo dal quale sei stato tratto’. (Genesi 2:7; 3:19) Questo vale per tutti — forti o deboli, ricchi o poveri — poiché nessun essere umano imperfetto ‘può in alcun modo redimere sia pure un fratello, né dare a Dio un riscatto per lui, perché viva per sempre’. (Salmo 49:6-9) Ma come siamo grati del fatto che ‘Dio ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque esercita fede in lui abbia vita eterna’! — Giovanni 3:16; Romani 6:23.
w01 15/11 p. 11 par. 9 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
Salmo 90:3,
w01 15/11 p. 11 par. 9 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
Rivolgendosi a Dio scrisse: “Tu fai tornare l’uomo mortale alla polvere, e dici: ‘Tornate, figli degli uomini’.
SALMO 90:4)
“Poiché mille anni sono ai tuoi occhi come ieri quando è passato, E come una veglia durante la notte.”
w01 15/11 p. 12 par. 11 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
11 Dal punto di vista di Geova, perfino Metusela che arrivò a 969 anni visse meno di un giorno. (Genesi 5:27) Agli occhi di Dio mille anni sono solo come ieri — un periodo di appena 24 ore — quando è passato. Il salmista fa pure notare che agli occhi di Dio mille anni sono come le quattro ore di veglia di una sentinella in un accampamento durante la notte. (Giudici 7:19) È chiaro, dunque, che un tempo che per noi è lungo è brevissimo per Geova, l’Iddio eterno.
w01 15/11 p. 11 par. 9 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
Poiché mille anni sono ai tuoi occhi come ieri quando è passato, e come una veglia durante la notte”. — Salmo 90:3, 4.
it-1 p. 1129 Giorno
La condizione dell’uomo non si può paragonare a quella del Creatore, che non risiede all’interno del nostro sistema solare e su cui non influiscono i suoi vari cicli e orbite. Di Dio, che è da tempo indefinito a tempo indefinito, il salmista dice: “Mille anni sono ai tuoi occhi come ieri quando è passato, e come una veglia durante la notte”. (Sl 90:2, 4) Analogamente l’apostolo Pietro scrive che “un giorno è presso Geova come mille anni e mille anni come un giorno”. (2Pt 3:8) Per un uomo 1.000 anni rappresentano 365.242 singole unità di tempo costituite da giorno e notte, ma per il Creatore sono un unico periodo di tempo ininterrotto in cui egli comincia a svolgere una determinata attività e la porta a felice conclusione, come un uomo inizia un lavoro la mattina e lo termina alla fine della giornata.
SALMO 90:5)
“Li hai spazzati via; divengono un semplice sonno; Al mattino [sono] proprio come l’erba verde che muta.”
w01 15/11 p. 12 par. 12 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
12 In contrasto con l’esistenza eterna di Dio, la vita umana attuale è davvero breve. Il salmista dice: “Li hai spazzati via; divengono un semplice sonno; al mattino sono proprio come l’erba verde che muta.
w01 15/11 p. 12 par. 12 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
Mosè vide migliaia di israeliti morire nel deserto, “spazzati via” da Dio come da un’inondazione. Questa parte del salmo è stata resa così: “Spazzi via gli uomini nel sonno della morte”. (New International Version) D’altra parte, la durata della vita degli esseri umani imperfetti è “un semplice sonno” di breve durata, paragonabile al sonno di una notte.
w01 15/11 p. 12 par. 12 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
Salmo 90:5,
SALMO 90:6)
“Al mattino fiorisce e deve mutare; Alla sera inaridisce e certamente si secca.”
w01 15/11 p. 12 par. 13 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
13 Siamo ‘proprio come l’erba verde che al mattino fiorisce’ ma che la sera si è già inaridita sotto il forte calore del sole. Sì, la nostra vita è fugace come l’erba che in un giorno si inaridisce. Perciò non sprechiamo questo bene prezioso. Dovremmo invece chiedere a Dio di indicarci come usare gli anni che ci rimangono in questo sistema di cose.
w01 15/11 p. 12 par. 12 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
Al mattino fiorisce e deve mutare; alla sera inaridisce e certamente si secca”. (Salmo 90:5, 6)
SALMO 90:7)
“Poiché siamo pervenuti alla fine nella tua ira, E mediante il tuo furore siamo stati turbati.”
w01 15/11 p. 12 par. 15 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
15 Gli israeliti senza fede ‘pervennero alla fine nell’ira di Dio’. Furono ‘turbati dal suo furore’ o ‘atterriti per il suo sdegno’. (Nuova Riveduta) Alcuni furono “abbattuti nel deserto” come risultato dei giudizi divini. (1 Corinti 10:5)
w01 15/11 p. 12 par. 14 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
14 In quanto a Dio il salmista aggiunge: “Siamo pervenuti alla fine nella tua ira, e mediante il tuo furore siamo stati turbati.
w01 15/11 p. 12 par. 14 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
Salmo 90:7
SALMO 90:8)
“Hai posto i nostri errori proprio di fronte a te, Le nostre cose nascoste dinanzi alla tua luminosa faccia.”
w01 15/11 p. 13 par. 16 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
16 Se qualcuno di noi praticasse il peccato in segreto forse riuscirebbe per un po’ a nascondere tale condotta ai suoi simili. Ma i nostri peccati nascosti sarebbero ‘dinanzi alla luminosa faccia di Geova’ e le nostre azioni danneggerebbero la nostra relazione con lui. Per riacquistare l’intimità con lui dovremmo pregare per avere il suo perdono, lasciare le nostre trasgressioni e accettare con gratitudine l’aiuto spirituale degli anziani cristiani. (Proverbi 28:13; Giacomo 5:14, 15)
w01 15/11 p. 12 par. 15 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
Geova ‘pose i loro errori proprio di fronte a lui’. Chiese loro conto delle trasgressioni che avevano commesso apertamente, ma persino le loro “cose nascoste”, o peccati occulti, erano ‘dinanzi alla sua luminosa faccia’. (Proverbi 15:3)
w01 15/11 p. 12 par. 14 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
Salmo 90:7-
w01 15/11 p. 12 par. 14 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
Hai posto i nostri errori proprio di fronte a te, le nostre cose nascoste dinanzi alla tua luminosa faccia.
SALMO 90:9)
“Poiché tutti i nostri giorni sono giunti al loro declino nel tuo furore; Abbiamo finito i nostri anni proprio come un bisbiglio.”
w01 15/11 p. 13 par. 16 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
Per riacquistare l’intimità con lui dovremmo pregare per avere il suo perdono, lasciare le nostre trasgressioni e accettare con gratitudine l’aiuto spirituale degli anziani cristiani. (Proverbi 28:13; Giacomo 5:14, 15) Sarebbe molto meglio che ‘finire i nostri anni proprio come un bisbiglio’, mettendo in pericolo la speranza della vita eterna!
w01 15/11 pp. 12-13 par. 15 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
Avendo Dio riversato su di loro il suo furore, gli israeliti impenitenti ‘finirono i loro anni proprio come un bisbiglio’. Del resto, la nostra breve vita è come un soffio che esce dalle nostre labbra in un semplice bisbiglio.
w01 15/11 p. 12 par. 14 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
Poiché tutti i nostri giorni sono giunti al loro declino nel tuo furore; abbiamo finito i nostri anni proprio come un bisbiglio”. — Salmo 90:7-9.
SALMO 90:10)
“In se stessi i giorni dei nostri anni sono settant’anni; E se a causa di speciale potenza sono ottant’anni, Tuttavia la loro insistenza è sull’affanno e sulle cose nocive; Poiché deve presto passare, e voliamo via.”
w01 15/11 p. 13 par. 19 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
Una probabilità di vita di 70 anni significa avere a disposizione circa 25.500 giorni. Indipendentemente dalla nostra età, comunque, ‘non sappiamo che cosa sarà domani la nostra vita, poiché siamo un vapore che appare per un po’ e quindi scompare’. (Giacomo 4:13-15) Dato che ‘il tempo e l’avvenimento imprevisto capitano a tutti’, non possiamo dire quanto vivremo ancora. Preghiamo dunque per avere la saggezza con cui affrontare le prove, trattare gli altri nel modo appropriato e fare del nostro meglio nel servizio di Geova anche ora, oggi! (Ecclesiaste 9:11; Giacomo 1:5-8)
w01 15/11 p. 13 par. 17 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
17 Riguardo alla durata della vita degli uomini imperfetti, il salmista dice: “In se stessi i giorni dei nostri anni sono settant’anni; e se a causa di speciale potenza sono ottant’anni, tuttavia la loro insistenza è sull’affanno e sulle cose nocive; poiché deve presto passare, e voliamo via”. (Salmo 90:10) Le persone in generale vivono sui 70 anni, e a 85 anni Caleb parlò della sua forza inconsueta. Ci sono state eccezioni, come Aaronne (123), Mosè (120) e Giosuè (110). (Numeri 33:39; Deuteronomio 34:7; Giosuè 14:6, 10, 11; 24:29) Ma della generazione senza fede che uscì dall’Egitto, i registrati dai vent’anni in su morirono entro 40 anni. (Numeri 14:29-34) Oggi in molti paesi la durata media della vita umana è ancora quella indicata dal salmista. I nostri anni sono pieni di ‘affanno e cose nocive’. Passano in fretta “e voliamo via”. — Giobbe 14:1, 2.
ba p. 21 Questo libro è d’accordo con la scienza?
Questo codice sanitario rivela una sapienza che i medici delle nazioni circostanti dell’epoca non avevano. Migliaia di anni prima che la medicina scoprisse come si diffondono le malattie, la Bibbia aveva prescritto ragionevoli misure preventive per evitarle. Non sorprende che Mosè potesse dire che in genere gli israeliti dei suoi giorni vivevano 70 o 80 anni. — Salmo 90:10.
ba p. 21 Questo libro è d’accordo con la scienza?
Nel 1900 la probabilità di vita in molti paesi europei e negli Stati Uniti era di meno di 50 anni. Da allora è aumentata enormemente non solo grazie ai progressi della medicina nel tenere sotto controllo le malattie, ma anche grazie alle migliori condizioni igieniche e di vita.
g95 22/10 pp. 3-4 Si può sperare di vivere più a lungo?
Quanti anni possono aspettarsi di vivere gli uomini? Il profeta Mosè descrisse così la situazione ai suoi giorni, circa 3.500 anni fa: “In se stessi i giorni dei nostri anni sono settant’anni; e se a causa di speciale potenza sono ottant’anni, tuttavia la loro insistenza è sull’affanno e sulle cose nocive; poiché deve presto passare, e voliamo via”. — Salmo 90:10.
Settant’anni: sono solo 25.567 giorni. E 80 anni consistono di soli 29.219 giorni. Davvero pochi! Si può fare qualcosa per prolungare la vita umana?
La scienza medica può fare qualcosa?
La rivista Science faceva notare: “La probabilità di vita alla nascita [negli Stati Uniti] è passata da 47 anni nel 1900 a circa 75 anni nel 1988”. Essendo stata ridotta la mortalità infantile grazie a condizioni sanitarie e alimentari migliori, gli abitanti degli Stati Uniti possono ora aspettarsi di vivere all’incirca quanto disse Mosè. Ad ogni modo, si prevede per la maggioranza delle persone qualche sorprendente aumento della durata della vita?
È significativo che in un suo libro Leonard Hayflick, famoso gerontologo, affermi: “Progressi nella ricerca biomedica e l’attuazione di migliori cure mediche nel nostro secolo hanno senz’altro influito sulla longevità dell’uomo, ma solo in quanto permettono a più persone di avvicinarsi al limite massimo prestabilito della durata della vita umana”. Pertanto spiega: “La probabilità di vita è aumentata, ma non la durata della vita; la differenza è sostanziale”. — How and Why We Age.
Qual è il “limite massimo prestabilito” della durata della vita dell’uomo? Alcuni dicono che non c’è la certezza che in tempi recenti qualcuno sia vissuto più di 115 anni. Tuttavia la rivista Science affermava: “Fino a quest’anno, 1990, l’età massima accertata che una persona ha raggiunto supera di poco i 120 anni”. Ai primi dell’anno in corso il ministro francese della Sanità, insieme a una schiera di giornalisti e fotografi, ha fatto visita a Jeanne Calment ad Arles, in Francia, in occasione del suo 120° compleanno. Anche Mosè arrivò a 120 anni, ben oltre la media. — Deuteronomio 34:7.
Gli scienziati danno qualche speranza che si possa normalmente vivere tanto a lungo o anche di più? La maggioranza d’essi no. Il Detroit News titolava: “I ricercatori dicono che il limite massimo della durata media della vita è forse di 85 anni”. Nell’articolo S. Jay Olshansky, noto gerontologo, diceva: “Una volta superati gli 85 anni, la persona muore perché più organi smettono di funzionare. Cessa di respirare. In sostanza si muore di vecchiaia. E non c’è cura che tenga”. E aggiungeva: “Se si esclude un’inversione a livello molecolare del processo dell’invecchiamento, non ci saranno altri rapidi aumenti della probabilità di vita”.
La rivista Science rilevava che forse “ci si è già avvicinati al limite massimo della longevità e che è improbabile che la mortalità scenda ancora in maniera significativa”. Si dice che se si potessero eliminare tutte le cause di morte registrate sui certificati di morte, la probabilità di vita aumenterebbe di meno di 20 anni.
w93 15/11 p. 3 Quanti anni potete vivere?
“In se stessi i giorni dei nostri anni sono settant’anni; e se a causa di speciale potenza sono ottant’anni, tuttavia la loro insistenza è sull’affanno e sulle cose nocive; poiché deve presto passare, e voliamo via”. (Salmo 90:10) Secondo la Bibbia, quindi, la vita media dell’uomo è di 70 o 80 anni.
it-2 p. 337 Morte
A volte certi versetti vengono presentati come presunte prove che la morte fisica era considerata un’eventualità naturale sia per gli esseri umani che per gli animali; ad esempio il riferimento alla durata di ‘settanta o ottanta anni’ (Sl 90:10) della vita umana e l’affermazione dell’apostolo che “agli uomini è riservato di morire una volta per sempre, ma dopo ciò un giudizio”. (Eb 9:27) Comunque tutti questi versetti furono scritti dopo l’introduzione della morte fra il genere umano, e si riferiscono a esseri umani imperfetti, peccatori. La straordinaria longevità degli uomini vissuti prima del Diluvio va per lo meno vista come un riflesso del notevole potenziale del corpo umano, di molto superiore a quello di qualsiasi animale anche nelle condizioni più ideali. (Ge 5:1-31) Come si è già detto, la Bibbia pone chiaramente la presenza della morte nella famiglia umana in relazione con il peccato di Adamo.
it-2 p. 1207 Vita, Durata della
Dal tempo di Mosè in poi. Circa 3.500 anni fa Mosè scrisse in merito alla durata della vita: “In se stessi i giorni dei nostri anni sono settant’anni; e se a causa di speciale potenza sono ottant’anni, tuttavia la loro insistenza è sull’affanno e sulle cose nocive”. (Sl 90:10) Sotto questo aspetto la situazione non è mutata sostanzialmente.
Nel corso dei secoli i tentativi dell’uomo di prolungare l’arco della vita umana non hanno avuto successo. Tuttavia in molti paesi sono aumentate le probabilità di vita. James Fries e Lawrence Crapo osservano: “Negli Stati Uniti la durata media della vita è cresciuta dai circa 47 anni al volgere del secolo agli attuali 73 e più, con un aumento di oltre 25 anni. . . . Un’analisi critica di questi dati rivela però che le maggiori probabilità di vita dipendono dall’eliminazione delle cause di morte prematura più che dal prolungamento del naturale arco di vita”. — Vitality and Aging, 1981, pp. 74, 75.
g88 8/10 pp. 23-24 Fatti in maniera meravigliosa per vivere, non per morire
Infatti Brian Stableford, biologo dell’Università di Reading (Inghilterra), dice nel suo libro Future Man: “La durata della nostra vita è calcolata sin dai tempi biblici sui 70 anni, e sebbene duemila anni di progresso scientifico abbiano permesso a un numero molto maggiore di persone di arrivare a quell’età, finora gli scienziati non sono riusciti ad allungarla”.
Stableford si riferiva a parole scritte 3.500 anni fa da un israelita, Mosè: “In se stessi i giorni dei nostri anni sono settant’anni; e se a causa di speciale potenza sono ottant’anni, tuttavia la loro insistenza è sull’affanno e sulle cose nocive”. (Salmo 90:10)
w86 15/12 p. 29 “Benedite Geova”: perché?
90:10 — Mosè non visse forse molto più di 80 anni?
Mosè, il quale visse 120 anni, non era un esempio tipico della gente in genere. Della generazione priva di fede che era uscita dall’Egitto, i registrati “dai vent’anni in su” sarebbero dovuti morire nel giro di 40 anni, vale a dire molto prima del limite di cui parla Mosè. (Numeri 14:29-34) Il fatto che sia precisato che al tempo della sua morte “il suo occhio non si era indebolito, e la sua forza vitale non l’aveva abbandonato”, indica che Mosè era stato sostenuto dal potere di Dio. — Deuteronomio 34:7.
SALMO 90:11)
“Chi conosce la forza della tua ira E il tuo furore secondo il timore di te?”
w01 15/11 p. 13 par. 18 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
Nessuno di noi conosce appieno la forza dell’ira di Geova o la misura del suo furore, e questo fatto dovrebbe accrescere il reverenziale timore che nutriamo nei suoi confronti. Dovrebbe infatti spingerci a chiedergli “proprio come [possiamo] contare i nostri giorni in modo tale da indurre il cuore alla saggezza”.
w01 15/11 p. 13 par. 18 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
Salmo 90:11,
w01 15/11 p. 13 par. 18 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
18 Successivamente il salmista canta: “Chi conosce la forza della tua ira e il tuo furore secondo il timore di te?
SALMO 90:12)
“Mostra[ci] proprio come contare i nostri giorni in modo tale Da indurre il cuore alla saggezza.”
w06 15/7 p. 13 par. 4 Punti notevoli dei Libri Terzo e Quarto dei Salmi
90:10, 12. Dato che la vita è breve dovremmo “contare i nostri giorni”. Come? Inducendo “il cuore alla saggezza”, o essendo saggi affinché i giorni che ci restano non vadano sprecati ma siano impiegati in un modo che piace a Geova. A tal fine dobbiamo dare la precedenza alle cose spirituali e usare il tempo saggiamente. — Efesini 5:15, 16; Filippesi 1:10.
w05 1/5 p. 32 Agiamo in modo da usare bene ogni giorno
Agiamo in modo da usare bene ogni giorno
“MOSTRACI proprio come contare i nostri giorni in modo tale da indurre il cuore alla saggezza”. (Salmo 90:12) Questa fu l’umile preghiera dello scrittore biblico Mosè. Cosa chiedeva in particolare? Dovremmo fare anche noi una simile richiesta devota?
Nel versetto 10 dello stesso salmo Mosè si rammaricò che l’arco della vita umana fosse così breve. In un’altra occasione mise per iscritto le parole di Giobbe, che disse: “L’uomo, nato di donna, è di breve vita e sazio di agitazione”. (Giobbe 14:1) È evidente che Mosè era penosamente consapevole della natura passeggera della vita umana imperfetta. Perciò considerava ciascun giorno di vita come un bene prezioso. Rivolgendo a Dio questa supplica, Mosè espresse il desiderio di vivere in modo saggio i giorni che gli restavano, così da piacere al suo Creatore. Non dovremmo anche noi cercare di usare i nostri giorni in modo significativo? È quello che ci sforzeremo di fare se desideriamo avere l’approvazione di Dio.
Mosè e Giobbe erano motivati anche da qualcos’altro, e dovremmo esserlo anche noi: questi due uomini devoti aspettavano una ricompensa futura, la vita sulla terra in condizioni migliori. (Giobbe 14:14, 15; Ebrei 11:26) Allora nessuno dovrà interrompere le sue opere buone a causa della morte. Il nostro Creatore si propone che i fedeli vivano per sempre su una terra paradisiaca. (Isaia 65:21-24; Rivelazione [Apocalisse] 21:3, 4) Anche voi potete avere questa prospettiva se ‘contate i vostri giorni in modo tale da indurre il cuore alla saggezza’.
w02 15/11 p. 21 Cosa possiamo fare perché i nostri giorni abbiano valore agli occhi di Geova?
Mosè fu un altro uomo di fede che riconobbe di dipendere da Dio. Analogamente a Davide, Mosè si rendeva conto che la vita è piena di problemi. Perciò supplicò Dio di mostrargli ‘come contare i suoi giorni in modo tale da indurre il cuore alla saggezza’. (Salmo 90:10-12) Si può indurre il cuore alla saggezza solo imparando e applicando le leggi e i princìpi di Geova. Mosè lo sapeva e successivamente si adoperò per inculcare questa verità fondamentale nella nazione d’Israele ripetendo loro le leggi e i regolamenti di Dio prima che prendessero possesso della Terra Promessa.
w01 15/11 p. 13 par. 18 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
Mostraci proprio come contare i nostri giorni in modo tale da indurre il cuore alla saggezza”. (Salmo 90:11, 12)
w01 15/11 p. 13 par. 19 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
19 Con le sue parole il salmista prega Geova di insegnare ai suoi servitori ad apprezzare e a usare con saggezza i giorni che rimangono loro in modo da avere l’approvazione di Dio. Una probabilità di vita di 70 anni significa avere a disposizione circa 25.500 giorni. Indipendentemente dalla nostra età, comunque, ‘non sappiamo che cosa sarà domani la nostra vita, poiché siamo un vapore che appare per un po’ e quindi scompare’. (Giacomo 4:13-15) Dato che ‘il tempo e l’avvenimento imprevisto capitano a tutti’, non possiamo dire quanto vivremo ancora. Preghiamo dunque per avere la saggezza con cui affrontare le prove, trattare gli altri nel modo appropriato e fare del nostro meglio nel servizio di Geova anche ora, oggi! (Ecclesiaste 9:11; Giacomo 1:5-8) Geova ci guida per mezzo della sua Parola, del suo spirito e della sua organizzazione. (Matteo 24:45-47; 1 Corinti 2:10; 2 Timoteo 3:16, 17) Esercitando sapienza siamo spinti a ‘cercare prima il Regno di Dio’ e a usare i nostri giorni in modo da recargli gloria e rallegrare il suo cuore. (Matteo 6:25-33; Proverbi 27:11) Adorandolo di tutto cuore non elimineremo tutti i nostri problemi, naturalmente, ma proveremo senz’altro molta gioia.
w99 1/9 pp. 20-21 parr. 5-6 Abbiate successo nella vostra vita!
Come userete dunque il prezioso dono della vita che avete ora? Mosè pregò: “Mostraci proprio come contare i nostri giorni in modo tale da indurre il cuore alla saggezza”. — Salmo 90:12.
6 Cosa significa contare i propri giorni? Non significa vivere ossessionati dall’idea della morte. Mosè stava pregando Geova di insegnare ai Suoi servitori a usare bene i giorni che rimanevano loro in modo da onorarLo. State contando i giorni della vostra vita, considerando ciascun giorno una preziosa risorsa da impiegare alla lode di Dio?
w99 15/11 pp. 17-18 par. 20 Ricorda il tuo grande Creatore!
Di sicuro una vita relativamente breve e travagliata non può essere tutto quello che c’è per coloro che ricordano Geova e fanno di cuore la sua volontà. Giovani o vecchi, hanno lo stesso atteggiamento che aveva Mosè, il quale disse in preghiera: “Mostraci proprio come contare i nostri giorni in modo tale da indurre il cuore alla saggezza”. L’umile profeta desiderava ardentemente che Geova Dio mostrasse, o insegnasse, a lui e al popolo di Israele ad apprezzare saggiamente ‘i giorni dei loro anni’ e a usarli come vuole Dio. — Salmo 90:10, 12.
w95 1/11 p. 17 par. 6 È tempo di stare svegli
Ansiosi di vedere la fine di questo sistema malvagio, a volte i servitori di Geova hanno fatto congetture sul tempo in cui sarebbe scoppiata la “grande tribolazione”, collegandolo anche con quella che poteva essere la durata di una generazione a partire dal 1914. Tuttavia ‘induciamo il cuore alla saggezza’ non facendo congetture sul numero di anni o di giorni che compongono una generazione, ma riflettendo su come “contare i nostri giorni” lodando Geova con gioia. (Salmo 90:12)
w94 1/2 pp. 14-15 Traete beneficio dall’insegnamento divino
Un vero scopo nella vita
7 L’insegnamento di Geova ci reca beneficio mostrandoci come usare la nostra vita in maniera utile. L’insegnamento divino ci indica infatti come contare i nostri giorni in un modo particolare. Una vita della durata media di 70 anni offre la prospettiva di vivere circa 25.550 giorni. Una persona di 50 anni ne ha già trascorsi 18.250, e i rimanenti 7.300 giorni che spera ancora di vivere sembrano davvero pochi. Ora in particolare può capire meglio perché il profeta Mosè pregò Dio con le parole di Salmo 90:12: “Mostraci proprio come contare i nostri giorni in modo tale da indurre il cuore alla saggezza”. Cosa intendeva dire Mosè con questo?
8 Mosè non intendeva dire che Dio avrebbe rivelato il numero esatto dei giorni di vita che avrebbe avuto ciascun israelita. Secondo il Salmo 90, versetti 9 e 10, questo profeta ebreo riconobbe che la vita può durare 70 o 80 anni circa, davvero poco. Quindi le parole di Salmo 90:12 esprimevano evidentemente il desiderio di Mosè che Geova mostrasse, o insegnasse, a lui e al Suo popolo a esercitare sapienza nel valutare ‘i giorni dei loro anni’ e nell’usarli in un modo approvato da Dio. Che dire dunque di noi? Apprezziamo ciascun prezioso giorno? Induciamo il cuore alla saggezza cercando di trascorrere ogni giorno in modo proficuo alla gloria del nostro sommo Insegnante, Geova Dio? L’insegnamento divino ci aiuterà a fare proprio questo.
9 Se impariamo a contare i nostri giorni alla gloria di Geova, forse potremo continuare a contarli senza interruzione, poiché l’insegnamento divino impartisce conoscenza per la vita eterna.
SALMO 90:13)
“Torna, o Geova! Fino a quando sarà? E prova rammarico per i tuoi servitori.”
w01 15/11 p. 13 par. 20 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
Salmo 90:13,
w01 15/11 pp. 13-14 par. 20 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
Dio non sbaglia. Nondimeno “prova rammarico” e ‘si ritrae’ dalla sua ira e dal mandare un determinato castigo quando, in seguito al suo avvertimento, i trasgressori pentiti cambiano atteggiamento e condotta. (Deuteronomio 13:17)
w01 15/11 p. 13 par. 20 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
20 Come sarebbe meraviglioso se potessimo rallegrarci per il resto della nostra vita! A questo riguardo, Mosè implora: “Torna, o Geova! Fino a quando sarà? E prova rammarico per i tuoi servitori.
SALMO 90:14)
“Saziaci al mattino con la tua amorevole benignità, Affinché gridiamo di gioia e ci rallegriamo durante tutti i nostri giorni.”
w01 15/11 p. 13 par. 20 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
Saziaci al mattino con la tua amorevole benignità [o, “amore leale”], affinché gridiamo di gioia e ci rallegriamo durante tutti i nostri giorni”. (Salmo 90:13, 14; nota in calce)
w01 15/11 p. 14 par. 20 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
Perciò, anche se commettiamo errori gravi, purché dimostriamo vero pentimento, Geova ‘ci sazia con la sua amorevole benignità’ e abbiamo ragione di ‘gridare di gioia’. (Salmo 32:1-5) E tenendo una condotta giusta, percepiremo il suo leale amore per noi e potremo ‘rallegrarci durante tutti i nostri giorni’, sì, per il resto della vita.
SALMO 90:15)
“Facci rallegrare corrispondentemente ai giorni che ci hai afflitti, Agli anni in cui abbiamo visto la calamità.”
w01 15/11 p. 14 par. 21 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
21 Il salmista prega con fervore: “Facci rallegrare corrispondentemente ai giorni che ci hai afflitti, agli anni in cui abbiamo visto la calamità.
w01 15/11 p. 14 par. 21 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
Salmo 90:15,
w01 15/11 p. 14 par. 21 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
Forse Mosè chiedeva a Dio di benedire Israele con un’allegrezza corrispondente, o di durata pari, ai giorni della loro afflizione e agli anni in cui avevano subìto la calamità.
SALMO 90:16)
“La tua attività appaia ai tuoi propri servitori E il tuo splendore sui loro figli.”
w01 15/11 p. 14 par. 21 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
La tua attività appaia ai tuoi propri servitori e il tuo splendore sui loro figli”. (Salmo 90:15, 16)
w01 15/11 p. 14 par. 21 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
Chiese che l’“attività” di Dio nel benedire gli israeliti divenisse evidente ai Suoi servitori e il Suo splendore fosse reso manifesto sui loro figli o progenie. Possiamo appropriatamente pregare affinché nel nuovo mondo promesso da Dio siano riversate sul genere umano ubbidiente benedizioni in gran quantità. — 2 Pietro 3:13.
SALMO 90:17)
“E la piacevolezza di Geova nostro Dio sia su di noi, E l’opera delle nostre mani stabilisci fermamente su di noi. Sì, l’opera delle nostre mani, stabiliscila fermamente.”
w06 15/7 p. 13 par. 5 Punti notevoli dei Libri Terzo e Quarto dei Salmi
90:17. È appropriato pregare Geova di ‘stabilire fermamente l’opera delle nostre mani’ e di benedire gli sforzi che compiamo nel ministero.
w01 15/11 pp. 14-15 par. 22 Geova ci mostra come contare i nostri giorni
22 Il Salmo 90 termina con questa supplica: “La piacevolezza di Geova nostro Dio sia su di noi, e l’opera delle nostre mani stabilisci fermamente su di noi. Sì, l’opera delle nostre mani, stabiliscila fermamente”. (Salmo 90:17) Queste parole mostrano che possiamo giustamente pregare affinché Dio benedica gli sforzi che facciamo nel suo servizio. Sia che siamo cristiani unti o che facciamo parte dei loro compagni, le “altre pecore”, ci rallegriamo che “la piacevolezza di Geova” rimanga su di noi. (Giovanni 10:16) Come siamo felici che Dio abbia ‘fermamente stabilito l’opera delle nostre mani’ come proclamatori del Regno e in altri modi!
SALMO 91:1)
“Chiunque dimora nel luogo segreto dell’Altissimo Si procurerà albergo sotto la medesima ombra dell’Onnipotente.”
w10 15/1 pp. 9-10 parr. 10-11 Appartenere a Geova: un’espressione della sua immeritata benignità
10 Il salmo comincia così: “Chiunque dimora nel luogo segreto dell’Altissimo si procurerà albergo sotto la medesima ombra dell’Onnipotente. Certamente dirò a Geova: ‘Sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio in cui di sicuro confiderò’. Poiché egli stesso ti libererà dalla trappola dell’uccellatore”. (Sal. 91:1-3) Va notato che Dio promette di proteggere chi lo ama e confida in lui. (Leggi Salmo 91:9, 14). Di che tipo di protezione si tratta? Nell’antichità Geova protesse alcuni suoi servitori in senso fisico; in alcuni casi lo fece per preservare la linea di discendenza da cui sarebbe venuto il Messia promesso. D’altra parte molti altri uomini fedeli furono imprigionati, torturati e uccisi perché il Diavolo tentava di allontanarli da Dio. (Ebr. 11:34-39) Essi trovarono il coraggio di perseverare grazie al fatto che Geova li protesse spiritualmente in modo che non perdessero la loro integrità. Quindi le parole del Salmo 91 vanno intese come una promessa di protezione spirituale.
11 Il “luogo segreto dell’Altissimo” di cui parla il salmista è dunque un luogo simbolico di protezione spirituale. Chi vi dimora, essendo ospite di Dio, è al riparo da qualsiasi cosa o persona che minacci la sua fede e il suo amore per Dio. (Sal. 15:1, 2; 121:5) Si tratta di un luogo segreto nel senso che i non credenti non possono conoscerlo. In tale luogo Geova protegge il suo popolo, che di fatto gli dice: “Sei . . . il mio Dio in cui di sicuro confiderò”. Se rimaniamo in questo luogo di rifugio non dobbiamo preoccuparci eccessivamente di cadere in una trappola di Satana, l’“uccellatore”, e perdere così il favore di Dio.
w10 15/2 pp. 26-27 Avete scelto il miglior modo di vivere!
Al sicuro nel “luogo segreto”
10 La dedicazione e il battesimo recano un’altra notevole benedizione: il privilegio di dimorare nel “luogo segreto dell’Altissimo”. (Leggi Salmo 91:1). Questo è un luogo simbolico in cui trovare salvezza e sicurezza; si tratta di una condizione, o stato, in cui si è protetti da qualunque danno spirituale. È un “luogo segreto” perché è sconosciuto a chi non ha la vista spirituale e non confida in Dio. Vivendo in armonia con la nostra dedicazione ed esercitando completa fiducia in Geova in effetti gli diciamo: “Sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio in cui di sicuro confiderò”. (Sal. 91:2) Geova Dio diventa il nostro sicuro luogo di dimora. (Sal. 91:9) Cosa si potrebbe chiedere di più?
11 Il fatto che abbiamo accesso al “luogo segreto” di Geova implica inoltre che abbiamo già ricevuto il privilegio di stringere una relazione personale con lui. A questo luogo accediamo con la dedicazione e il battesimo; dopo di che rafforziamo la nostra relazione con Dio avvicinandoci a lui per mezzo dello studio della Bibbia, della fervida preghiera e della completa ubbidienza. (Giac. 4:8) Nessuno è mai stato più vicino a Geova di Gesù, la cui fiducia nel Creatore non ha mai vacillato. (Giov. 8:29) Perciò non dubitiamo mai di Geova né del suo desiderio e della sua capacità di aiutarci a tener fede al nostro voto di dedicazione. (Eccl. 5:4) I doni spirituali che Dio ha elargito ai suoi servitori sono una prova innegabile che ci ama davvero e vuole che riusciamo nel nostro proponimento di servirlo.
w06 15/7 p. 13 par. 1 Punti notevoli dei Libri Terzo e Quarto dei Salmi
91:1, 2: Che cos’è il “luogo segreto dell’Altissimo” e come possiamo ‘dimorarvi’? È un luogo simbolico in cui trovare salvezza e sicurezza in senso spirituale, una condizione o uno stato in cui si è protetti per non essere danneggiati spiritualmente. Il luogo è segreto perché chi non confida in Dio non lo conosce. Facciamo di Geova la nostra dimora considerandolo il nostro rifugio e la nostra fortezza, lodandolo come Sovrano Signore dell’universo e predicando la buona notizia del Regno. Ci sentiamo spiritualmente al sicuro perché sappiamo che Geova è sempre pronto ad aiutarci. — Salmo 90:1.
w01 15/11 p. 16 Geova è il nostro rifugio
Sicuri nel ‘luogo segreto di Dio’
3 Il salmista canta: “Chiunque dimora nel luogo segreto dell’Altissimo si procurerà albergo sotto la medesima ombra dell’Onnipotente.
w01 15/11 p. 16 par. 3 Geova è il nostro rifugio
Salmo 91:1,
w01 15/11 p. 16 par. 3 Geova è il nostro rifugio
Il “luogo segreto dell’Altissimo” è un luogo simbolico di protezione per noi, e in particolare per gli unti, che sono speciali bersagli del Diavolo. (Rivelazione [Apocalisse] 12:15-17) Egli ci distruggerebbe tutti se non fosse per la protezione che abbiamo albergando presso Dio come suoi ospiti spirituali. ‘Albergando sotto la medesima ombra dell’Onnipotente’ sperimentiamo cosa significa trovare riparo sotto l’ombra protettiva di Dio. (Salmo 15:1, 2; 121:5)
w90 15/4 pp. 20-21 par. 18 Preparatevi per essere liberati ed entrare nel nuovo mondo
18 Descrivendo in maniera molto bella quelli che godono della protezione che Geova offre fin d’ora, Salmo 91:1, 2 dice: “Chiunque dimora nel luogo segreto dell’Altissimo si procurerà albergo sotto la medesima ombra dell’Onnipotente. Certamente dirò a Geova: ‘Sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio in cui di sicuro confiderò’”. C’è quindi un gruppo di persone che sono protette da Dio come piccoli uccelli sotto le poderose ali della madre. Esse ripongono piena fiducia in Geova. Riconoscono in lui l’Altissimo, l’Onnipotente. Di conseguenza rispettano l’autorità teocratica e si sottomettono ad essa, sia che venga esercitata dai genitori o dallo “schiavo fedele e discreto”. (Matteo 24:45-47) Può dirsi questo di noi individualmente? Come Noè, stiamo imparando a fare ‘tutto ciò che Geova ci comanda’ e a farlo come vuole lui? (Genesi 6:22) In caso affermativo, stiamo reagendo positivamente alla preparazione cui Geova ci sottopone per liberarci e introdurci nel suo giusto nuovo mondo.
w86 15/12 p. 29 “Benedite Geova”: perché?
Cosa impariamo: Il Salmo 91 sottolinea un’altra ragione per cui si deve benedire Geova: il “luogo segreto dell’Altissimo”. (Versetto 1) Si tratta di un luogo di sicurezza spirituale, di protezione spirituale, per coloro che soddisfano le esigenze elencate nel salmo. È “segreto”, in quanto non è conosciuto dalle persone del mondo, le quali non hanno una vista spirituale. Il fatto che sia il luogo segreto “dell’Altissimo” indica che solo se ci schieriamo dalla parte di Geova nella controversia relativa alla sovranità universale vi potremo trovare sicurezza.
SALMO 91:2)
“Certamente dirò a Geova: “[Sei] il mio rifugio e la mia fortezza, Il mio Dio in cui di sicuro confiderò”.”
w10 15/1 pp. 9-10 parr. 10-11 Appartenere a Geova: un’espressione della sua immeritata benignità
10 Il salmo comincia così: “Chiunque dimora nel luogo segreto dell’Altissimo si procurerà albergo sotto la medesima ombra dell’Onnipotente. Certamente dirò a Geova: ‘Sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio in cui di sicuro confiderò’. Poiché egli stesso ti libererà dalla trappola dell’uccellatore”. (Sal. 91:1-3) Va notato che Dio promette di proteggere chi lo ama e confida in lui. (Leggi Salmo 91:9, 14). Di che tipo di protezione si tratta? Nell’antichità Geova protesse alcuni suoi servitori in senso fisico; in alcuni casi lo fece per preservare la linea di discendenza da cui sarebbe venuto il Messia promesso. D’altra parte molti altri uomini fedeli furono imprigionati, torturati e uccisi perché il Diavolo tentava di allontanarli da Dio. (Ebr. 11:34-39) Essi trovarono il coraggio di perseverare grazie al fatto che Geova li protesse spiritualmente in modo che non perdessero la loro integrità. Quindi le parole del Salmo 91 vanno intese come una promessa di protezione spirituale.
11 Il “luogo segreto dell’Altissimo” di cui parla il salmista è dunque un luogo simbolico di protezione spirituale. Chi vi dimora, essendo ospite di Dio, è al riparo da qualsiasi cosa o persona che minacci la sua fede e il suo amore per Dio. (Sal. 15:1, 2; 121:5) Si tratta di un luogo segreto nel senso che i non credenti non possono conoscerlo. In tale luogo Geova protegge il suo popolo, che di fatto gli dice: “Sei . . . il mio Dio in cui di sicuro confiderò”. Se rimaniamo in questo luogo di rifugio non dobbiamo preoccuparci eccessivamente di cadere in una trappola di Satana, l’“uccellatore”, e perdere così il favore di Dio.
w01 15/11 p. 16 par. 3 Geova è il nostro rifugio
Certamente dirò a Geova: ‘Sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio in cui di sicuro confiderò’”. (Salmo 91:1, 2)
w01 15/11 p. 16 par. 3 Geova è il nostro rifugio
Non c’è rifugio più sicuro o fortezza più formidabile del Sovrano Signore, Geova. — Proverbi 18:10.
SALMO 91:3)
“Poiché egli stesso ti libererà dalla trappola dell’uccellatore, Dalla pestilenza che causa avversità.”
w10 15/1 pp. 9-10 parr. 10-11 Appartenere a Geova: un’espressione della sua immeritata benignità
10 Il salmo comincia così: “Chiunque dimora nel luogo segreto dell’Altissimo si procurerà albergo sotto la medesima ombra dell’Onnipotente. Certamente dirò a Geova: ‘Sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio in cui di sicuro confiderò’. Poiché egli stesso ti libererà dalla trappola dell’uccellatore”. (Sal. 91:1-3) Va notato che Dio promette di proteggere chi lo ama e confida in lui. (Leggi Salmo 91:9, 14). Di che tipo di protezione si tratta? Nell’antichità Geova protesse alcuni suoi servitori in senso fisico; in alcuni casi lo fece per preservare la linea di discendenza da cui sarebbe venuto il Messia promesso. D’altra parte molti altri uomini fedeli furono imprigionati, torturati e uccisi perché il Diavolo tentava di allontanarli da Dio. (Ebr. 11:34-39) Essi trovarono il coraggio di perseverare grazie al fatto che Geova li protesse spiritualmente in modo che non perdessero la loro integrità. Quindi le parole del Salmo 91 vanno intese come una promessa di protezione spirituale.
11 Il “luogo segreto dell’Altissimo” di cui parla il salmista è dunque un luogo simbolico di protezione spirituale. Chi vi dimora, essendo ospite di Dio, è al riparo da qualsiasi cosa o persona che minacci la sua fede e il suo amore per Dio. (Sal. 15:1, 2; 121:5) Si tratta di un luogo segreto nel senso che i non credenti non possono conoscerlo. In tale luogo Geova protegge il suo popolo, che di fatto gli dice: “Sei . . . il mio Dio in cui di sicuro confiderò”. Se rimaniamo in questo luogo di rifugio non dobbiamo preoccuparci eccessivamente di cadere in una trappola di Satana, l’“uccellatore”, e perdere così il favore di Dio.
w07 1/10 p. 26 ‘Liberàti dalle trappole dell’uccellatore’
‘Liberàti dalle trappole dell’uccellatore’
“[Geova] stesso ti libererà dalla trappola dell’uccellatore”. — SALMO 91:3.
TUTTI i veri cristiani sono nel mirino di un predatore, un predatore dotato di intelligenza e astuzia sovrumane. In Salmo 91:3 questo nemico viene chiamato l’“uccellatore”. Di chi si tratta? Sin dal numero del 1° giugno 1883 (edizione inglese) questa rivista ha indicato che si tratta di Satana il Diavolo. Come un uccellatore che cerca di catturare un uccello, questo formidabile avversario cerca con astuzia di sviare i servitori di Geova e prenderli in trappola.
2 Nei tempi antichi gli uccelli venivano catturati per il bel canto e il piumaggio variopinto, oltre che per scopi alimentari e per i sacrifici. Gli uccelli, comunque, sono creature caute e diffidenti per natura, difficili da prendere in trappola. Perciò nei tempi biblici un uccellatore studiava prima attentamente le caratteristiche e le abitudini del tipo di uccelli che gli interessavano, e poi ideava sistemi ingegnosi per catturarli. Paragonando Satana a un uccellatore, la Bibbia ci aiuta a capire i suoi metodi. Il Diavolo studia ognuno di noi. Osserva le nostre abitudini e caratteristiche e, nel tentativo di prenderci vivi, prepara trappole insidiose. (2 Timoteo 2:26) Essere catturati da lui significa la rovina spirituale e può portare infine alla distruzione. Quindi per proteggerci dobbiamo saper riconoscere i vari metodi usati dall’“uccellatore”.
w01 15/11 p. 16 parr. 4-6 Geova è il nostro rifugio
4 Il salmista aggiunge: “Egli stesso [Geova] ti libererà dalla trappola dell’uccellatore, dalla pestilenza che causa avversità”. (Salmo 91:3) Nell’antico Israele un uccellatore catturava spesso gli uccelli servendosi di lacci o trappole. Fra i lacci dell’“uccellatore”, Satana, ci sono le sue “astuzie” e la sua organizzazione malvagia. (Efesini 6:11, nota in calce) Le trappole nascoste sono messe sul nostro cammino per indurci a compiere azioni malvage e causare la nostra rovina spirituale. (Salmo 142:3) Ma poiché abbiamo rinunciato all’ingiustizia, ‘la nostra anima è come un uccello che scampa dalla trappola’. (Salmo 124:7, 8) Come siamo grati che Geova ci liberi dal malvagio “uccellatore”! — Matteo 6:13.
5 Il salmista cita la “pestilenza che causa avversità”. Come un’epidemia, c’è qualcosa che causa “avversità” alla famiglia umana e ai sostenitori della sovranità di Geova. A questo riguardo lo storico Arnold Toynbee scrisse: “Dalla fine della seconda guerra mondiale il nazionalismo ha raddoppiato il numero degli stati sovrani indipendenti locali . . . L’umanità tende attualmente a essere sempre più divisa”.
6 Nel corso dei secoli certi governanti hanno alimentato le fiamme di divisive lotte internazionali. Hanno anche preteso di essere venerati o che venissero venerati vari simboli o immagini. Ma Geova non ha mai permesso che il suo popolo fedele fosse vittima di tale “pestilenza”. (Daniele 3:1, 2, 20-27; 6:7-10, 16-22) Facendo parte di un’amorevole fratellanza internazionale rendiamo a Geova esclusiva devozione, manteniamo la neutralità in ubbidienza alle Scritture e riconosciamo in modo imparziale che “in ogni nazione l’uomo che lo teme e opera giustizia gli è accetto”. (Atti 10:34, 35; Esodo 20:4-6; Giovanni 13:34, 35; 17:16; 1 Pietro 5:8, 9) Sebbene come cristiani subiamo “avversità” sotto forma di persecuzione, siamo gioiosi e spiritualmente al sicuro “nel luogo segreto dell’Altissimo”.
SALMO 91:4)
“Con le sue penne remiganti ostruirà l’accesso verso di te, E sotto le sue ali troverai rifugio. La sua verità sarà un grande scudo e un baluardo.”
w02 1/10 p. 12 parr. 1-2 Geova benedice e protegge coloro che gli ubbidiscono
SIMILI a fagottini gialli ricoperti di lanugine, i pulcini sono intenti a beccare fra l’erba bassa, del tutto ignari dell’incombente minaccia: un falco che volteggia in alto sopra di loro. All’improvviso la chioccia emette uno stridulo segnale di pericolo e distende le ali. I piccoli accorrono e in pochi secondi sono al sicuro sotto le sue ali. Il falco rinuncia all’attacco. La lezione? L’ubbidienza salva la vita!
2 Questa lezione è particolarmente importante per i cristiani odierni, perché Satana sta compiendo ogni sforzo per divorare i servitori di Dio. (Rivelazione [Apocalisse] 12:9, 12, 17) Egli mira a distruggere la nostra spiritualità affinché perdiamo il favore di Geova e la prospettiva della vita eterna. (1 Pietro 5:8) Comunque, se rimaniamo vicini a Dio e seguiamo prontamente le istruzioni che riceviamo tramite la sua Parola e la sua organizzazione, possiamo essere certi della sua cura protettiva. “Con le sue penne remiganti ostruirà l’accesso verso di te, e sotto le sue ali troverai rifugio”, scrisse il salmista. — Salmo 91:4.
w01 15/6 p. 26 Rallegratevi della speranza del Regno!
Il fratello Gerrit Lösch, del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova, ha concluso il programma spirituale trattando il tema: “Sopra e sotto le ali di Geova”. Ha spiegato che nella Bibbia la protezione e il sostegno che Dio dà ai suoi fedeli servitori sono illustrati dalle ali dell’aquila. (Deuteronomio 32:11, 12; Salmo 91:4) A volte l’aquila tiene per ore le ali distese per proteggere i suoi aquilotti. Talvolta mamma aquila può addirittura avvolgere la prole con le ali per ripararla dai venti freddi. In modo analogo e in armonia con il suo proposito, Geova può venire in soccorso dei suoi fedeli servitori, specialmente quando affrontano prove spirituali. Egli non permette che siano tentati oltre ciò che possono sopportare, ma fa per loro la via d’uscita affinché la possano sopportare. (1 Corinti 10:13) Il fratello Lösch ha concluso dicendo: “Per continuare a godere della protezione spirituale, dobbiamo rimanere sotto le ali di Geova. Questo significa che non dobbiamo sviluppare uno spirito di indipendenza. Stiamo sempre vicini a Geova e alla sua organizzazione paragonabile a una madre, non scostandoci dalla loro guida e dai loro amorevoli consigli”.
w01 15/11 pp. 16-17 parr. 7-8 Geova è il nostro rifugio
7 Avendo Geova come nostro rifugio traiamo conforto dalle parole: “Con le sue penne remiganti ostruirà l’accesso verso di te, e sotto le sue ali troverai rifugio. La sua verità sarà un grande scudo e un baluardo”. (Salmo 91:4) Dio ci protegge, come l’uccello che volteggia in modo protettivo sopra i suoi piccoli. (Isaia 31:5) ‘Con le sue penne remiganti ostruisce l’accesso verso di noi’. Le “penne remiganti” sono le penne esterne dell’ala. Con esse l’uccello copre i piccoli, proteggendoli dai predatori. Come semplici uccellini, siamo al sicuro sotto le simboliche penne remiganti di Geova perché ci siamo rifugiati nella vera organizzazione cristiana. — Rut 2:12; Salmo 5:1, 11.
8 Confidiamo nella “verità” o fedeltà. È come un grande scudo dell’antichità, sovente di forma rettangolare e abbastanza ampio da coprire tutto il corpo. (Salmo 5:12) La fiducia in tale protezione ci libera dal timore. (Genesi 15:1; Salmo 84:11) Come la nostra fede, la verità di Dio è un grande scudo protettivo che ferma i dardi infuocati di Satana e sventa i colpi del nemico. (Efesini 6:16) È anche un baluardo, un terrapieno difensivo dietro cui possiamo star fermi.
w00 15/4 p. 7 Potete trovare conforto nella forza di Geova
Quando cominciano a soffiare i venti dell’avversità e imperversano le persistenti piogge e grandine dell’angustia, Dio è pronto a proteggerci e a consolarci. Ecco come un salmo descrive Dio mentre dà riparo e conforto: “Con le sue penne remiganti ostruirà l’accesso verso di te, e sotto le sue ali troverai rifugio”. (Salmo 91:4) L’immagine descritta qui potrebbe essere quella di un’aquila che, avvertendo il pericolo, spiega protettivamente le ali sui suoi piccoli. In senso ancora più ampio Geova offre vera protezione a tutti quelli che si rifugiano in lui. — Salmo 7:1.
SALMO 91:5)
“Non avrai timore di nessuna cosa terribile di notte, Né della freccia che vola di giorno,”
w01 15/11 p. 17 par. 9 Geova è il nostro rifugio
Salmo 91:5,
w01 15/11 p. 17 parr. 9-10 Geova è il nostro rifugio
Dal momento che molte opere malvage sono commesse con il favore delle tenebre, la notte può incutere timore. Nelle tenebre spirituali che ora coprono la terra, i nostri nemici ricorrono spesso a sotterfugi nel tentativo di distruggere la nostra spiritualità e fermare l’opera di predicazione. Ma noi ‘non abbiamo timore di nessuna cosa terribile di notte’ perché Geova ci custodisce. — Salmo 64:1, 2; 121:4; Isaia 60:2.
10 La “freccia che vola di giorno” sembra indicare un attacco verbale. (Salmo 64:3-5; 94:20) Mentre continuiamo a presentare informazioni veritiere, tale aperta opposizione al nostro sacro servizio si rivela inutile.
w01 15/11 p. 17 par. 9 Geova è il nostro rifugio
9 Data la protezione di Dio, il salmista dice: “Non avrai timore di nessuna cosa terribile di notte, né della freccia che vola di giorno,
SALMO 91:6)
“Né della pestilenza che cammina nella caligine, Né della distruzione che spoglia a mezzogiorno.”
w10 15/1 p. 10 par. 12 Appartenere a Geova: un’espressione della sua immeritata benignità
Il salmista ne menziona diversi, tra cui la “pestilenza che cammina nella caligine” e la “distruzione che spoglia a mezzogiorno”. (Sal. 91:5, 6) L’“uccellatore” ha preso molti in trappola servendosi del desiderio egoistico di indipendenza. (2 Cor. 11:3) Ne ha catturato altri promuovendo avidità, orgoglio e materialismo. Ne svia altri ancora ricorrendo a ‘filosofie’, ideali come il patriottismo, teorie come l’evoluzione e insegnamenti della falsa religione. (Col. 2:8) Molti sono stati attirati nella trappola dei rapporti sessuali illeciti.
w01 15/11 p. 17 par. 9 Geova è il nostro rifugio
né della pestilenza che cammina nella caligine, né della distruzione che spoglia a mezzogiorno”. (Salmo 91:5, 6)
w01 15/11 pp. 17-18 parr. 10-11 Geova è il nostro rifugio
Inoltre non temiamo la “pestilenza che cammina nella caligine”. È una pestilenza simbolica che trae origine dalla caligine di questo mondo moralmente e religiosamente malato che giace nel potere di Satana. (1 Giovanni 5:19) Produce una condizione letale di mente e di cuore, che fa rimanere le persone nelle tenebre riguardo a Geova, ai suoi propositi e ai suoi amorevoli provvedimenti. (1 Timoteo 6:4) In mezzo a queste tenebre non abbiamo timore, perché abbiamo luce spirituale in abbondanza. — Salmo 43:3.
11 Non ci spaventa neppure la “distruzione che spoglia a mezzogiorno”. Il “mezzogiorno” può indicare le idee cosiddette illuminate del mondo. Coloro che sono vittime della sua mentalità materialistica subiscono la rovina spirituale. (1 Timoteo 6:20, 21) Mentre dichiariamo intrepidamente il messaggio del Regno, non temiamo nessun nemico, poiché Geova è il nostro Protettore. — Salmo 64:1; Proverbi 3:25, 26.
SALMO 91:7)
“Mille cadranno al tuo medesimo fianco E diecimila alla tua destra; A te non si accosterà.”
w01 15/11 p. 18 par. 12 Geova è il nostro rifugio
12 Il salmista continua: “Mille cadranno al tuo medesimo fianco e diecimila alla tua destra; a te non si accosterà.
w01 15/11 p. 18 par. 12 Geova è il nostro rifugio
Salmo 91:7,
w01 15/11 p. 18 par. 12 Geova è il nostro rifugio
Poiché non fanno di Geova il loro rifugio, molti ‘cadono’ nella morte spirituale al nostro “fianco”. In effetti “diecimila” sono caduti alla “destra” degli israeliti spirituali odierni. (Galati 6:16)
SALMO 91:8)
“Solo guarderai con i tuoi occhi E vedrai la retribuzione stessa dei malvagi.”
w01 15/11 p. 18 par. 12 Geova è il nostro rifugio
Solo guarderai con i tuoi occhi e vedrai la retribuzione stessa dei malvagi”. (Salmo 91:7, 8)
w01 15/11 pp. 18-19 par. 12 Geova è il nostro rifugio
Ma, sia che siamo cristiani unti o loro dedicati compagni, siamo al sicuro nel “luogo segreto” di Dio. Ci limitiamo a ‘guardare e a vedere la retribuzione dei malvagi’, che mietono guai in campo commerciale, religioso e in altri modi. — Galati 6:7.
SALMO 91:9)
“Perché [hai detto]: “Geova è il mio rifugio”, Hai fatto dell’Altissimo stesso la tua dimora;”
w01 15/11 p. 19 par. 13 Geova è il nostro rifugio
Salmo 91:9,
w01 15/11 p. 19 par. 13 Geova è il nostro rifugio
Sì, Geova è il nostro rifugio. Tuttavia facciamo dell’Altissimo anche ‘la nostra dimora’, dove troviamo sicurezza. Lodiamo Geova come Sovrano universale, ‘dimoriamo’ presso di lui considerandolo la nostra Fonte di sicurezza e dichiariamo la buona notizia del suo Regno. (Matteo 24:14)
w01 15/11 p. 19 par. 13 Geova è il nostro rifugio
13 Benché questo mondo sia sempre meno sicuro, mettiamo Dio al primo posto e traiamo coraggio dalle parole del salmista: “Perché hai detto: ‘Geova è il mio rifugio’, hai fatto dell’Altissimo stesso la tua dimora;
SALMO 91:10)
“Non ti accadrà nessuna calamità, E nemmeno una piaga si avvicinerà alla tua tenda.”
w01 15/11 p. 19 par. 13 Geova è il nostro rifugio
non ti accadrà nessuna calamità, e nemmeno una piaga si avvicinerà alla tua tenda”. (Salmo 91:9, 10)
w01 15/11 p. 19 parr. 13-14 Geova è il nostro rifugio
Perciò ‘non ci accadrà nessuna calamità’, nessuna delle calamità descritte in precedenza in questo salmo. E anche quando siamo coinvolti, insieme ad altri, in calamità come terremoti, uragani, inondazioni, carestie e orrori della guerra, non perdiamo la nostra fede o la nostra sicurezza spirituale.
14 I cristiani unti sono come residenti forestieri che vivono in tende, separati da questo sistema di cose. (1 Pietro 2:11) ‘Nemmeno una piaga si avvicina alla loro tenda’. Sia che abbiamo una speranza celeste o terrena, non facciamo parte del mondo e non siamo infettati da piaghe spiritualmente letali come immoralità, materialismo, falsa religione e adorazione della “bestia selvaggia” e della sua “immagine”, le Nazioni Unite. — Rivelazione 9:20, 21; 13:1-18; Giovanni 17:16.
SALMO 91:11)
“Poiché egli darà ai suoi propri angeli un comando riguardo a te, Di custodirti in tutte le tue vie.”
w10 15/1 p. 10 par. 13 Appartenere a Geova: un’espressione della sua immeritata benignità
Il salmo dice: “Egli darà ai suoi propri angeli un comando riguardo a te, di custodirti in tutte le tue vie”. (Sal. 91:11) Gli angeli ci guidano e ci proteggono così che possiamo predicare la buona notizia. (Riv. 14:6)
w01 15/11 p. 19 par. 15 Geova è il nostro rifugio
Salmo 91:11,
w01 15/11 p. 19 par. 15 Geova è il nostro rifugio
Agli angeli è stato dato il potere necessario per proteggerci. (2 Re 6:17; Salmo 34:7-9; 104:4; Matteo 26:53; Luca 1:19) Essi ci custodiscono ‘in tutte le nostre vie’. (Matteo 18:10)
w01 15/11 p. 19 par. 15 Geova è il nostro rifugio
15 Riguardo alla protezione che abbiamo il salmista aggiunge: “Egli [Geova] darà ai suoi propri angeli un comando riguardo a te, di custodirti in tutte le tue vie.
w88 1/12 p. 28 Gemme spirituali delle Scritture Greche Cristiane
Satana sottopose Gesù a una seconda tentazione, e cercò di sostenerla dicendo: “È scritto: ‘Egli darà ordine ai suoi angeli riguardo a te, ed essi ti porteranno sulle loro mani, affinché non urti mai il tuo piede contro una pietra’”. Dov’è che Satana aveva trovato quelle parole? Il riferimento marginale rimanda il lettore a Salmo 91:11, 12. Sì, Satana stava citando una scrittura, atteggiandosi ad “angelo di luce”. (2 Corinti 11:14)
SALMO 91:12)
“Sulle loro mani ti porteranno, Affinché non urti il tuo piede contro alcuna pietra.”
w01 15/11 p. 19 par. 15 Geova è il nostro rifugio
Sulle loro mani ti porteranno, affinché non urti il tuo piede contro alcuna pietra”. (Salmo 91:11, 12)
w01 15/11 p. 19 par. 15 Geova è il nostro rifugio
Come proclamatori del Regno abbiamo la loro guida e il loro sostegno e non inciampiamo spiritualmente. (Rivelazione 14:6, 7) Neppure ‘pietre’ come divieti imposti sulla nostra opera ci hanno fatto inciampare e perdere il favore divino.
w88 1/12 p. 28 Gemme spirituali delle Scritture Greche Cristiane
Satana sottopose Gesù a una seconda tentazione, e cercò di sostenerla dicendo: “È scritto: ‘Egli darà ordine ai suoi angeli riguardo a te, ed essi ti porteranno sulle loro mani, affinché non urti mai il tuo piede contro una pietra’”. Dov’è che Satana aveva trovato quelle parole? Il riferimento marginale rimanda il lettore a Salmo 91:11, 12. Sì, Satana stava citando una scrittura, atteggiandosi ad “angelo di luce”. (2 Corinti 11:14)
SALMO 91:13)
“Sul giovane leone e sul cobra camminerai; Calpesterai il giovane leone fornito di criniera e la grossa serpe.”
w11 15/1 pp. 26-27 parr. 2-3 Riceviamo potenza per superare qualsiasi prova
La Bibbia in effetti paragona gli attacchi di Satana sia a quelli di un giovane leone sia a quelli di un cobra. — Leggi Salmo 91:13.
3 Come un leone feroce, Satana spesso sferra attacchi aperti e frontali servendosi di violenza, imprigionamenti o proscrizioni. (Sal. 94:20) Gli atti dei testimoni di Geova nei tempi moderni pubblicati nell’Annuario contengono numerosi racconti che evidenziano queste tattiche. In molti luoghi folle inferocite, capeggiate in alcuni casi da sacerdoti o politici fanatici, hanno maltrattato i servitori di Geova. Questi attacchi, che ricordano davvero il modo di agire di un leone, hanno fatto inciampare alcuni. Ma il Diavolo tende anche agguati e attacca a tradimento come un cobra; il suo obiettivo è avvelenare la mente delle persone e indurle con l’inganno a fare la sua volontà. Questo tipo di attacco mira a indebolirci o danneggiarci dal punto di vista spirituale. Ma per mezzo dello spirito santo di Dio possiamo resistere a entrambe queste forme di persecuzione.
w07 1/10 p. 26 parr. 3-4 ‘Liberàti dalle trappole dell’uccellatore’
3 Con un linguaggio molto espressivo, il salmista paragona le tattiche di Satana anche a quelle di un giovane leone o di un cobra. (Salmo 91:13) Come un leone, a volte Satana sferra attacchi diretti, frontali, servendosi della persecuzione o di provvedimenti legislativi contro i servitori di Geova. (Salmo 94:20) Questi attacchi violenti possono fare inciampare alcuni. Il più delle volte, però, hanno un effetto boomerang e finiscono per rendere il popolo di Dio ancora più unito. Ma cosa possiamo dire dei suoi attacchi più subdoli, simili a quelli di un cobra?
4 Il Diavolo usa la sua intelligenza sovrumana per lanciare attacchi insidiosi e mortali come quelli di un serpente velenoso che esce all’improvviso da un nascondiglio. Con questo sistema è riuscito ad avvelenare la mente di alcuni servitori di Dio, inducendoli con l’inganno a fare la sua volontà anziché quella di Geova, e le conseguenze sono state tragiche. Grazie a Dio, non ignoriamo i disegni di Satana. (2 Corinti 2:11) Consideriamo quattro delle trappole mortali usate dall’“uccellatore”.
w01 15/11 pp. 19-20 parr. 16-18 Geova è il nostro rifugio
16 Il salmista continua: “Sul giovane leone e sul cobra camminerai; calpesterai il giovane leone fornito di criniera e la grossa serpe”. (Salmo 91:13) Come un giovane leone che attacca direttamente, frontalmente, alcuni nostri nemici si oppongono apertamente facendo approvare leggi che hanno lo scopo di fermare la nostra opera di predicazione. Ma siamo anche oggetto di attacchi inaspettati come quelli del cobra che se ne sta nascosto prima di colpire. Nascondendosi dietro le quinte, a volte il clero ci attacca per mezzo di legislatori, giudici e altri. Ma con il sostegno di Geova cerchiamo pacificamente di ottenere la riparazione dei torti nei tribunali, ‘difendendo e stabilendo legalmente la buona notizia’. — Filippesi 1:7; Salmo 94:14, 20-22.
17 Il salmista parla di calpestare “il giovane leone fornito di criniera e la grossa serpe”. Un giovane leone fornito di criniera può essere molto feroce e una grossa serpe può essere un rettile di grandi dimensioni. (Isaia 31:4) Ma per quanto un giovane leone fornito di criniera possa essere feroce quando attacca frontalmente, in senso simbolico lo calpestiamo ubbidendo a Dio anziché a uomini o ad organizzazioni simili a leoni. (Atti 5:29) Quindi il minaccioso “leone” non ci causa alcun danno spirituale.
18 Nella Settanta greca la “grossa serpe” è chiamata “dragone”. Questo può farci venire in mente “il gran dragone . . . , l’originale serpente, colui che è chiamato Diavolo e Satana”. (Rivelazione 12:7-9; Genesi 3:15) Egli è come un rettile mostruoso capace di stritolare e inghiottire la preda. (Geremia 51:34) Quando Satana cerca di avvinghiarci tra le sue spire, di stritolarci con le pressioni di questo mondo e di inghiottirci, divincoliamoci e calpestiamo questa “grossa serpe”. (1 Pietro 5:8) L’unto rimanente deve far questo per poter partecipare all’adempimento di Romani 16:20.
it-2 p. 124 Leone
Nel Salmo 91:13 il leone e il cobra sembrano rappresentare la potenza del nemico: il leone l’attacco aperto e il cobra subdoli piani o attacchi proditori. — Cfr. Lu 10:19; 2Co 11:3.
SALMO 91:14)
“Poiché in me ha riposto il suo affetto, Anch’io gli provvederò scampo. Lo proteggerò perché ha conosciuto il mio nome.”
w10 1/7 p. 3 Possiamo conoscere Dio e il suo nome?
A proposito di chi lo ama e ha fiducia in lui, Geova promette: “Lo proteggerò perché ha conosciuto il mio nome”. (Salmo 91:14) È ovvio che, se è un elemento essenziale per ottenere la protezione divina, conoscere il nome di Dio deve comportare molte cose.
w01 15/11 p. 20 par. 19 Geova è il nostro rifugio
19 Riguardo al vero adoratore, il salmista presenta Dio mentre dice: “Poiché in me ha riposto il suo affetto, anch’io gli provvederò scampo. Lo proteggerò perché ha conosciuto il mio nome”. (Salmo 91:14) La frase “lo proteggerò” significa, in senso letterale, “lo porrò in alto”, cioè fuori portata. Ci rifugiamo in Geova come suoi adoratori specialmente perché ‘in lui abbiamo riposto il nostro affetto’. (Marco 12:29, 30; 1 Giovanni 4:19) In cambio Dio ‘ci provvede scampo’ dai nostri nemici. Non saremo mai distrutti. Saremo invece salvati perché conosciamo il nome divino e lo invochiamo con fede. (Romani 10:11-13) E siamo determinati a ‘camminare nel nome di Geova per sempre’. — Michea 4:5; Isaia 43:10-12.
it-2 p. 402 Nome
A ciascuno di loro si riferisce la solenne promessa di Dio in Salmo 91:14: “Lo proteggerò perché ha conosciuto il mio nome”. Il nome non è in se stesso una formula magica, ma Colui che porta quel nome può proteggere il suo popolo devoto. Perciò il nome rappresenta Dio stesso. Per questo il proverbio dice: “Il nome di Geova è una forte torre. Il giusto vi corre e gli è data protezione”. (Pr 18:10) Questo è ciò che fanno coloro che gettano il loro peso su Geova. (Sl 55:22)
SALMO 91:15)
“Egli mi invocherà, e io gli risponderò. Sarò con lui nell’angustia. Lo libererò e lo glorificherò.”
w01 15/11 p. 20 par. 20 Geova è il nostro rifugio
20 Al termine del Salmo 91, Geova dice del suo fedele servitore: “Egli mi invocherà, e io gli risponderò. Sarò con lui nell’angustia. Lo libererò e lo glorificherò.
w01 15/11 p. 20 par. 20 Geova è il nostro rifugio
Salmo 91:15,
w01 15/11 p. 20 par. 20 Geova è il nostro rifugio
Quando invochiamo Dio in preghiera secondo la sua volontà, egli ci esaudisce. (1 Giovanni 5:13-15) Abbiamo già provato molta angustia a causa dell’ostilità fomentata da Satana. Ma le parole “sarò con lui nell’angustia” ci preparano per le prove future e ci assicurano che Dio ci sosterrà quando questo sistema malvagio sarà distrutto.
SALMO 91:16)
“Lo sazierò con lunghezza di giorni, E gli farò vedere la mia salvezza.”
w01 15/11 p. 20 par. 20 Geova è il nostro rifugio
Lo sazierò con lunghezza di giorni, e gli farò vedere la mia salvezza”. (Salmo 91:15, 16)
w01 15/11 p. 20 parr. 21-22 Geova è il nostro rifugio
21 Nonostante la furibonda opposizione di Satana, al tempo fissato da Geova, dopo una “lunghezza di giorni” sulla terra, tutti gli unti che sono fra noi saranno glorificati in cielo. Tuttavia, le sorprendenti liberazioni operate da Dio hanno già recato gloria spirituale agli unti. E che onore è per loro prendere la direttiva come testimoni di Geova sulla terra in questi ultimi giorni! (Isaia 43:10-12) La più grande liberazione che Geova compirà a favore del suo popolo avrà luogo durante la sua grande guerra, Armaghedon, quando rivendicherà la sua sovranità e santificherà il suo nome. — Salmo 83:18; Ezechiele 38:23; Rivelazione 16:14, 16.
22 Sia che siamo cristiani unti o loro compagni dedicati, speriamo in Dio per avere la salvezza. Durante il “grande e tremendo giorno di Geova”, quelli che lo servono lealmente saranno salvati. (Gioele 2:30-32) Chi farà parte della “grande folla” che sopravvivrà per entrare nel Suo nuovo mondo e che rimarrà fedele durante la prova finale sarà ‘saziato con lunghezza di giorni’, la vita senza fine. Geova risusciterà anche moltitudini di persone. (Rivelazione 7:9; 20:7-15) Proverà davvero grande diletto nel ‘farci vedere la salvezza’ mediante Gesù Cristo. (Salmo 3:8)

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