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SALMI 110-118 | Tesori della Parola di Dio: settimana del 29 agosto – 4 settembre

TESTI BIBLICI E RIFERIMENTI: TESORI DELLA PAROLA DI DIO | SALMI 110-118

“CHE COSA RENDERÒ A GEOVA?”: (10 MIN)

Il salmista era profondamente grato a Geova, che lo aveva liberato dalle “funi della morte” (Sl 116:3). Era deciso a dimostrare la sua gratitudine mantenendo tutte le promesse che aveva fatto a Geova e tutti gli impegni che si era assunto nei suoi confronti.
Che motivi ho questa settimana per essere grato a Geova?
Come posso dimostrare la mia gratitudine a Geova?

Sl 116:3, 4, 8 — Geova liberò il salmista dalla morte (w87 15/3 24 par. 5)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 116:3, 4
3 Le funi della morte mi circondarono
E le stesse circostanze angustiose dello Sceol mi trovarono.
Angustia e mestizia continuai a trovare.
4 Ma invocavo il nome di Geova:
“Ah, Geova, provvedi scampo alla mia anima!”
Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 116:8
8 Poiché tu hai liberato la mia anima dalla morte,
Il mio occhio dalle lacrime, il mio piede dall’inciampo.
w87 15/3 p. 24 Un Dio felice, un popolo felice!
♦ 110:3 — Cosa significa avere “giovani proprio come le gocce di rugiada”?
La rugiada è messa in relazione con la benedizione, la produttività e l’abbondanza. (Genesi 27:28) Le gocce di rugiada, inoltre, sono delicate, rinfrescanti, benefiche e abbondanti. Nel giorno delle forze militari del Re messianico, i suoi sudditi si offrono prontamente, lietamente e in numero così grande da poter essere paragonati a gocce di rugiada. Proprio come rinfrescanti gocce di rugiada, in tutta l’odierna organizzazione di Geova diversi giovani, sia uomini che donne, servono Dio e i loro compagni di adorazione.

Sl 116:12 — Il salmista voleva dimostrare la sua gratitudine a Geova (w09 15/7 29 parr. 4-5; w98 1/12 24 par. 3)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 116:12
12 Che cosa renderò a Geova
Per tutti i suoi benefici verso di me?
La Torre di Guardia (2009)Accettate con gratitudine, date con tutto il cuore
Il salmista si chiese: “Che cosa renderò a Geova per tutti i suoi benefici verso di me?” (Sal. 116:12) Quali benefìci aveva ricevuto? Geova lo aveva sostenuto in un periodo di “angustia e mestizia”; inoltre ‘aveva liberato la sua anima dalla morte’. Ora il salmista voleva ripagarlo in qualche modo. Cosa poteva fare? Disse: “I miei voti pagherò a Geova”. (Sal. 116:3, 4, 8, 10-14) Decise quindi di mantenere tutte le promesse che aveva fatto a Dio e di adempiere tutti i doveri che aveva nei suoi confronti.
Anche voi potete ripagare Geova. Come? Conducendo una vita che si conformi in ogni circostanza alle sue leggi e ai suoi princìpi. Fate in modo, quindi, che l’adorazione di Geova rimanga la cosa più importante della vostra vita e che il suo spirito vi guidi in tutto ciò che fate. (Eccl. 12:13; Gal. 5:16-18) È chiaro che non potrete mai sdebitarvi completamente per tutto quello che ha fatto per voi; potete però ‘rallegrare il suo cuore’ impegnandovi con tutta l’anima nel suo servizio. (Prov. 27:11) Dare a Geova una soddisfazione del genere è un privilegio meraviglioso.

Sl 116:13, 14, 17, 18 — Il salmista era determinato a mantenere tutti gli impegni che si era assunto nei confronti di Geova (w10 15/4 27, riquadro)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 116:13, 14
13 Alzerò il calice della grande salvezza,
E invocherò il nome di Geova.
14 I miei voti pagherò a Geova,
Sì, di fronte a tutto il suo popolo.
Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 116:17, 18
17 A te offrirò il sacrificio di rendimento di grazie,
E invocherò il nome di Geova.
18 I miei voti pagherò a Geova,
Sì, di fronte a tutto il suo popolo,
La Torre di Guardia (2010)State seguendo pienamente il Cristo?
Cosa vi aiuterà a continuare a seguire il Cristo?
▪ Leggere la Parola di Dio ogni giorno e meditare su di essa. — Sal. 1:1-3; 1 Tim. 4:15.
▪ Pregare spesso per avere il sostegno e la guida dello spirito di Dio. — Zacc. 4:6; Luca 11:9, 13.
▪ Stare insieme a coloro che manifestano un sincero zelo per il ministero. — Prov. 13:20; Ebr. 10:24, 25.
▪ Riconoscere l’urgenza dei tempi in cui viviamo. — Efes. 5:15, 16.
▪ Essere consapevoli delle serie conseguenze che risultano dal sottrarsi alle proprie responsabilità. — Luca 9:59-62.
▪ Riflettere regolarmente sul proprio voto di dedicazione e sulle ricche benedizioni che si ricevono servendo Geova e seguendo il Cristo con tutto il cuore. — Sal. 116:12-14; 133:3; Prov. 10:22.

SCAVIAMO PER TROVARE GEMME SPIRITUALI: (8 MIN)

Sl 110:4 — A quale giuramento si riferisce questo versetto? (w14 15/10 11 parr. 15-17; w06 1/9 13 par. 7)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 110:4
4 Geova ha giurato (e non si rammaricherà):
“Tu sei sacerdote a tempo indefinito
Alla maniera di Melchisedec!”
La Torre di Guardia (2014)Abbiate incrollabile fede nel Regno
15-17. Secondo il patto per un sacerdote come Melchisedec, quale altra funzione avrebbe avuto il seme della donna, e perché?
15 Anche se il patto abraamico e quello davidico assicurano che la progenie della donna avrebbe avuto una funzione regale, tale incarico da solo non sarebbe stato sufficiente a recare benedizioni a persone di tutte le nazioni. Queste dovevano essere liberate dal proprio stato peccaminoso ed essere accolte nella famiglia universale di Geova. Perché ciò sia possibile è necessario che il seme svolga anche una funzione sacerdotale. Il Creatore supplì saggiamente a questo bisogno mediante un altro accordo legale, il patto per un sacerdote come Melchisedec.
16 Attraverso il re Davide, Geova rivelò che avrebbe fatto con Gesù un patto personale con un duplice obiettivo: farlo ‘sedere alla propria destra’ finché ‘sottoponesse in mezzo ai suoi nemici’ e farlo essere “sacerdote a tempo indefinito alla maniera di Melchisedec”. (Leggi Salmo 110:1, 2, 4.) Perché “alla maniera di Melchisedec”? Perché molto tempo prima che qualsiasi discendente di Abraamo ereditasse la Terra Promessa, Melchisedec, re di Salem, serviva come “sacerdote dell’Iddio Altissimo” (Ebr. 7:1-3). Questo incarico gli era stato affidato direttamente da Geova, e si tratta della sola persona menzionata nelle Scritture Ebraiche che fu sia re che sacerdote. Inoltre, non avendo predecessori o successori a noi noti, può essere chiamato “sacerdote in perpetuo”, ovvero per sempre.
17 Per mezzo di questo patto stipulato con Gesù, Geova lo ha nominato direttamente sacerdote, un “sacerdote per sempre alla maniera di Melchisedec” (Ebr. 5:4-6). Ciò mostra con chiarezza che Geova si è legalmente vincolato a impiegare il Regno messianico per portare a compimento il suo proposito originale relativo agli esseri umani sulla terra.
La Torre di Guardia (2006)Punti notevoli del Libro Quinto dei Salmi
110:4: Quale ‘giuramento’ ha fatto Geova di cui ‘non si rammarica’? Questo giuramento è il patto che Geova ha fatto con Gesù Cristo perché serva come Re e Sommo Sacerdote. — Luca 22:29.

Sl 116:15 — Quando viene pronunciato un discorso funebre, perché non è appropriato applicare questo versetto al deceduto? (w12 15/5 22 par. 2)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 116:15
15 Preziosa agli occhi di Geova
È la morte dei suoi leali.
La Torre di Guardia (2012)Domande dai lettori
Quando viene pronunciato un discorso funebre non è appropriato applicare Salmo 116:15 al deceduto, anche se questi era un fedele servitore di Geova. Perché? L’affermazione del salmista ha una portata più ampia. Significa che Dio considera la morte dei suoi leali come gruppo una perdita troppo grave per permettere che accada. — Sal. 72:14; 116:8.

Cosa impariamo su Geova dai salmi in programma questa settimana?

Quali punti di questi salmi possiamo usare nel ministero di campo?

SALMI 110-118 | SUGGERIMENTI PER I VOSTRI COMMENTI PERSONALI

SALMO 110:1)
“Espressione di Geova al mio Signore: “Siedi alla mia destra Finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi”.”
w12 15/10 p. 26 par. 14 Ubbidiamo a Dio e traiamo beneficio dai suoi giuramenti
14 In secondo luogo, Geova ispirò Davide a predire che questo Re senza uguali avrebbe anche servito l’umanità come Sommo Sacerdote. In Israele il potere regale e il sacerdozio erano completamente separati. I sacerdoti provenivano dalla tribù di Levi, mentre i re da quella di Giuda. Tuttavia, riguardo al suo illustre erede, Davide predisse: “Espressione di Geova al mio Signore: ‘Siedi alla mia destra finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi’. Geova ha giurato (e non si rammaricherà): ‘Tu sei sacerdote a tempo indefinito alla maniera di Melchisedec!’” (Sal. 110:1, 4) In adempimento di tale profezia Gesù Cristo, il Seme promesso, ora regna dal cielo; inoltre ricopre il ruolo di Sommo Sacerdote dell’umanità aiutando chi si pente a stringere una buona relazione con Dio. — Leggi Ebrei 7:21, 25, 26.
w06 1/9 p. 13 par. 6 Punti notevoli del Libro Quinto dei Salmi
110:1, 2: Cosa fece Gesù Cristo, il ‘Signore di Davide’, mentre era seduto alla destra di Dio? Dopo essere stato risuscitato Gesù ascese al cielo e attese alla destra di Dio fino al 1914 quando avrebbe cominciato a governare come Re. In quel periodo Gesù esercitò autorità sui suoi unti seguaci, guidandoli nell’opera di predicare e fare discepoli, preparandoli anche a regnare con lui nel suo Regno. — Matteo 24:14; 28:18-20; Luca 22:28-30.
cl cap. 19 p. 194 par. 13 “La sapienza di Dio in un sacro segreto”
13 Sotto ispirazione, Davide scrisse: “Espressione di Geova al mio Signore: ‘Siedi alla mia destra finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi’.
cl cap. 19 p. 194 par. 13 “La sapienza di Dio in un sacro segreto”
Salmo 110:1,
cl cap. 19 p. 194 par. 13 “La sapienza di Dio in un sacro segreto”
Le parole di Davide si riferivano direttamente al Seme, o Messia, promesso. (Atti 2:35, 36) Questo Re avrebbe governato non da Gerusalemme ma dal cielo, stando alla “destra” di Geova. Ciò gli avrebbe conferito autorità non solo sul paese di Israele, ma sull’intera terra. (Salmo 2:6-8)
kl cap. 10 p. 96 par. 15 Il Regno di Dio governa
15 Riferendosi profeticamente a Gesù come al “Signore”, il re Davide disse: “Espressione di Geova al mio Signore: ‘Siedi alla mia destra finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi’”. (Salmo 110:1; confronta Atti 2:34-36). Questa profezia indica che Gesù non avrebbe iniziato a governare subito dopo la sua ascensione al cielo. Al contrario, avrebbe aspettato alla destra di Dio. (Ebrei 10:12, 13)
w94 1/6 pp. 28-29 “Gesù Cristo è Signore”: Come e quando?
“Gesù Cristo è Signore”: Come e quando?
“IL SIGNORE ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io non abbia posto i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi”. Questa è la traduzione di Salmo 110:1 secondo La Bibbia Concordata. Chi è il primo “Signore” e a chi sta parlando?
Una traduzione più accurata del testo ebraico risponde subito alla prima domanda. “Espressione di Geova al mio Signore: . . .” Il primo “Signore” è l’Iddio Onnipotente, Geova. La Bibbia Concordata, e altre che traducono in modo simile, non sono le prime a confondere questi titoli, perché l’antica versione dei Settanta, tradotta dall’ebraico in greco, ha “Signore” al posto di Geova nelle sue copie più tarde. Perché? Perché il nome divino, il Tetragramma (יהוה), fu sostituito col titolo “Signore”. Uno studioso, A. E. Garvie, dice: ‘L’uso del titolo Signore [Kỳrios] si spiega più facilmente e più verosimilmente col fatto che veniva usato nella sinagoga ebraica al posto del nome Yahweh [Geova] quando si leggevano le Scritture’.
La Bibbia chiama Geova “Sovrano Signore”. (Genesi 15:2, 8; Atti 4:24; Rivelazione [Apocalisse] 6:10) È anche chiamato ‘il vero Signore’ e “il Signore dell’intera terra”. (Esodo 23:17; Giosuè 3:13; Rivelazione 11:4) Chi è dunque l’altro “Signore” di Salmo 110:1, e come fu riconosciuto “Signore” da Geova?
Gesù Cristo quale “Signore”
Gesù è chiamato “Signore” nei quattro Vangeli, più frequentemente in Luca e in Giovanni. Nel I secolo E.V. questo era un titolo di rispetto e cortesia. (Giovanni 12:21; 20:15, Interlineare del Regno [inglese]) Nel Vangelo di Marco Gesù viene chiamato più spesso col termine “Maestro”, o Rabbòni. (Confronta Marco 10:51 con Luca 18:41). Anche la domanda di Saulo sulla via di Damasco, “Chi sei, Signore?”, rientra in questo stesso senso generale di domanda rispettosa. (Atti 9:5) È evidente però che, man mano che i seguaci di Gesù conoscevano meglio il loro Maestro, l’uso del titolo “Signore” da parte loro esprimeva molto più del semplice rispetto.
Dopo la sua morte e risurrezione, ma prima della sua ascensione al cielo, Gesù apparve ai discepoli e fece questo elettrizzante annuncio: “Ogni autorità mi è stata data in cielo e sulla terra”. (Matteo 28:18) Poi, il giorno di Pentecoste, sotto l’influsso dello spirito santo che era stato versato, Pietro fece riferimento a Salmo 110:1 e disse: “Sappia dunque per certo tutta la casa d’Israele che Dio l’ha fatto Signore e Cristo, questo Gesù che voi avete messo al palo”. (Atti 2:34-36) Essendo rimasto fedele fino alla morte, una morte ignominiosa sul palo di tortura, Gesù fu risuscitato e ricevette la più alta ricompensa. Fu allora che assunse la sua signoria nei cieli.
L’apostolo Paolo confermò le parole di Pietro quando scrisse che Dio aveva fatto “sedere [Cristo] alla sua destra nei luoghi celesti, molto al di sopra di ogni governo e autorità e potenza e signoria e di ogni nome che si nomina non solo in questo sistema di cose, ma anche in quello avvenire”. (Efesini 1:20, 21) La signoria di Gesù Cristo è superiore a tutte le altre e continuerà nel nuovo mondo. (1 Timoteo 6:15) Egli è stato esaltato a “una posizione superiore” e ha ricevuto “il nome che è al di sopra di ogni altro nome”, affinché tutti riconoscano “che Gesù Cristo è Signore alla gloria di Dio Padre”. (Filippesi 2:9-11) Così si adempì la prima parte di Salmo 110:1, e “angeli e autorità e potenze” furono sottoposti alla signoria di Gesù. — 1 Pietro 3:22; Ebrei 8:1.
Nelle Scritture Ebraiche l’espressione “Signore dei signori” è riferita solo a Geova. (Deuteronomio 10:17; Salmo 136:2, 3) Ma Pietro, sotto ispirazione, disse di Cristo Gesù: “Questi è Signore di tutti gli altri [“di tutti noi”, Goodspeed]”. (Atti 10:36) Egli è davvero “Signore sia dei morti che dei vivi”. (Romani 14:8, 9) I cristiani riconoscono volontariamente Gesù Cristo come loro Signore e Proprietario e gli ubbidiscono di buon grado in qualità di sudditi acquistati col suo preziosissimo sangue. E Gesù Cristo ha dominato quale Re dei re e Signore dei signori sulla sua congregazione sin dalla Pentecoste del 33 E.V. Ma ora, dal 1914, è stato investito dell’autorità reale per governare in tale ruolo con i suoi nemici posti a ‘sgabello dei suoi piedi’. Era giunto per lui il tempo di ‘sottoporre in mezzo a loro’, tutto in adempimento di Salmo 110:1, 2. — Ebrei 2:5-8; Rivelazione 17:14; 19:16.
si p. 247 par. 25 Libro biblico numero 58: Ebrei
25 Oltre a ciò, nella lettera di Paolo agli Ebrei troviamo la stimolante conferma che profezie scritte molto tempo fa nelle Scritture Ebraiche si adempirono in seguito in modo meraviglioso. Tutto questo ci serve oggi di istruzione e conforto. Per esempio, in Ebrei Paolo applica cinque volte le parole della profezia del Regno riportata in Salmo 110:1 a Gesù Cristo quale Seme del Regno, che “si è messo a sedere alla destra del trono di Dio” in attesa “che i suoi nemici fossero posti a sgabello dei suoi piedi”. (Ebr. 12:2; 10:12, 13; 1:3, 13; 8:1)
w90 15/8 p. 11 par. 5 Lealtà: a che prezzo?
5 Allo stesso modo, dopo la sua risurrezione Gesù sapeva di poter fare affidamento sulla promessa di Geova di ‘porre i suoi nemici a sgabello dei suoi piedi’. (Salmo 110:1) Quella promessa fu adempiuta nel 1914, allo scadere dei “tempi fissati delle nazioni”, quando fu istituito il Regno nei cieli. La promessa autorità di Gesù sui suoi nemici ebbe inizio con l’espulsione di Satana e dei suoi demoni dal cielo. Essa culminerà quando essi saranno inabissati per mille anni e “i re della terra e i loro eserciti” saranno stati distrutti. — Luca 21:24; Rivelazione 12:7-12; 19:19; 20:1-3.
it-2 p. 199 Mano
Essere alla destra di un sovrano significava avere la posizione più importante dopo il sovrano stesso (Sl 110:1; At 7:55, 56; Ro 8:34; 1Pt 3:22),
it-2 p. 1048 Stefano
Stefano fu il primo a testimoniare di aver visto, in una visione speciale, Gesù tornato in cielo e alla destra di Dio, come era stato profetizzato in Salmo 110:1. — At 7:55, 56.
pe cap. 16 p. 137 parr. 8-10 Il governo di Dio comincia a dominare
Quando arrivò per Cristo il tempo di cominciare a governare, Geova gli disse: “Sottoponi [o signoreggia] in mezzo ai tuoi nemici”. — Salmo 110:1, 2, 5, 6.
9 Vi sembra strano che esistano nemici del governo di Dio? Eppure non tutti vogliono vivere sotto un governo i cui sudditi devono agire rettamente. Perciò, dopo aver parlato dell’assunzione del dominio mondiale da parte di Geova e di suo Figlio, la Bibbia dice che “le nazioni si adirarono”. (Rivelazione 11:15, 17, 18) Le nazioni non accolgono lietamente il Regno di Dio, ma, essendo sviate da Satana, vi si oppongono.
10 Quando il governo di Dio inizia a dominare, Satana e i suoi angeli si trovano ancora in cielo. Poiché si oppongono al dominio del Regno, scoppia subito una guerra, che termina con l’espulsione di Satana e dei suoi angeli dal cielo.
w89 1/2 p. 17 par. 9 Trarrete beneficio dai patti di Dio?
9 Un altro fatto significativo è che il ruolo di Gesù come Re-Sacerdote non si limita all’ambito terrestre. Nello stesso contesto in cui menzionò questo patto per un sacerdote simile a Melchisedec, Davide scrisse: “Espressione di Geova al mio Signore: ‘Siedi alla mia destra finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi’”. Da questo possiamo capire che Gesù, il Signore di Davide, doveva avere un posto in cielo presso Geova, cosa che accadde alla sua ascensione. Dal cielo, Cristo può esercitare l’autorità con suo Padre, per sottoporre i nemici ed eseguire giudizi. — Salmo 110:1, 2; Atti 2:33-36; Ebrei 1:3; 8:1; 12:2.
ws cap. 3 p. 22 parr. 3-4 Il dominio del “Principe della pace” in mezzo ai nemici
Poco prima del suo martirio ebbe una disputa con i suoi oppositori religiosi e fece riferimento al Salmo 110. In Luca 20:41-44 leggiamo in merito: “A sua volta, egli disse loro: ‘Come mai dicono che il Cristo è figlio di Davide? Poiché Davide stesso dice nel libro dei Salmi: “Geova ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra finché io abbia messo i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi”. Davide, perciò, lo chiama “Signore”; com’è dunque suo figlio?’”
4 Chiaramente, quindi, Gesù Cristo, quale Figlio di Davide, non doveva cominciare a regnare dopo la conversione del mondo. Piuttosto, doveva cominciare a regnare fra nemici che Geova Dio, combattendo, avrebbe infine reso sgabello dei piedi del suo intronizzato Figlio.
SALMO 110:2)
“La verga della tua forza Geova manderà da Sion, [dicendo:] “Sottoponi in mezzo ai tuoi nemici”.”
gt cap. 132 Alla destra di Dio
Stando alla destra di Dio suo Padre, Gesù attende di ricevere da lui il comando: “Sottoponi in mezzo ai tuoi nemici”. Ma nel frattempo, prima di agire contro i suoi nemici, cosa fa Gesù?
gt cap. 132 Alla destra di Dio
In quell’anno Geova diede a Gesù il comando di sottoporre in mezzo ai suoi nemici!
Ubbidendo all’ordine del Padre, Gesù purificò i cieli da Satana e dai suoi demoni, scagliandoli sulla terra. Dopo aver visto accadere questo in visione, Giovanni ode una voce celeste che proclama: “Ora son venuti la salvezza e la potenza e il regno del nostro Dio e l’autorità del suo Cristo!” Sì, nel 1914 Cristo cominciò a esercitare l’autorità di Re!
Che buona notizia è questa per gli adoratori di Geova in cielo! A loro è rivolta l’esortazione: “Rallegratevi, o cieli e voi che risiedete in essi!” Ma qual è la situazione per coloro che sono sulla terra? “Guai alla terra e al mare”, prosegue la voce dal cielo, “perché il Diavolo è sceso a voi, avendo grande ira, sapendo che ha un breve periodo di tempo”.
Stiamo vivendo proprio in quel breve periodo di tempo. È in corso la separazione di coloro che entreranno nel nuovo mondo di Dio da coloro che subiranno la distruzione. In realtà il vostro futuro si sta decidendo ora in base a come reagite alla buona notizia del Regno di Dio che viene predicata in tutta la terra sotto la guida di Cristo.
Quando questa separazione sarà stata completata, Gesù Cristo agirà quale Rappresentante di Dio per liberare la terra dall’intero sistema di cose di Satana e da tutti coloro che lo sostengono. Gesù eliminerà totalmente la malvagità mediante la guerra che la Bibbia chiama Har-Maghedon, o Armaghedon. Dopo di che Gesù, la Persona più importante dell’universo dopo Geova Dio stesso, afferrerà Satana e i suoi demoni e li legherà relegandoli per mille anni in un “abisso”, cioè in uno stato di inattività simile alla morte.
w90 1/7 p. 20 parr. 12-13 Si sta per scrivere l’ultimo capitolo del “libro delle Guerre di Geova”
Il re-sacerdote Melchisedec raffigurava profeticamente Colui che sarebbe stato Sommo Sacerdote dell’Iddio Altissimo e allo stesso tempo un potente guerriero che avrebbe avuto il sostegno dell’Iddio Supremo. Il Salmo 110, composto sotto ispirazione dal re-guerriero Davide, si rivolge a Colui che è più grande di Melchisedec di Salem quando dice: “La verga della tua forza Geova manderà da Sion, dicendo: ‘Sottoponi in mezzo ai tuoi nemici’. Geova ha giurato (e non si rammaricherà): ‘Tu sei sacerdote a tempo indefinito alla maniera di Melchisedec!’ Geova stesso alla tua destra certamente farà a pezzi i re nel giorno della sua ira”. — Salmo 110:2, 4, 5.
13 L’ispirato scrittore del libro di Ebrei rivelò l’identità di Colui al quale erano rivolte in realtà queste parole dicendo: “Un precursore è entrato a nostro favore, Gesù, che è divenuto sommo sacerdote alla maniera di Melchisedec per sempre”. (Ebrei 6:20)
w90 1/7 p. 21 par. 17 Si sta per scrivere l’ultimo capitolo del “libro delle Guerre di Geova”
17 A tempo debito Geova Dio manderà Gesù Cristo, il più grande Melchisedec, come potente guerriero. Mediante lui Geova si farà un nome superando qualsiasi azione passata descritta nel libro delle Guerre di Geova o nelle Scritture Ebraiche della Sacra Bibbia.
it-1 pp. 295-296 Bastone, Verga
Il salmista scrisse: “Espressione di Geova al mio Signore: ‘Siedi alla mia destra finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi’. La verga della tua forza Geova manderà da Sion, dicendo: ‘Sottoponi in mezzo ai tuoi nemici’”. (Sl 110:1, 2) L’apostolo Paolo applica questo passo a Gesù Cristo che ha, per così dire, la ‘verga della forza di Geova’, essendo il rappresentante di Geova investito di piena autorità per eseguire il giudizio contro i suoi nemici. (Eb 10:12, 13) Gesù Cristo, il ‘ramoscello del ceppo di Iesse’, “deve colpire la terra con la verga della sua bocca; e con lo spirito delle sue labbra metterà a morte il malvagio”. (Isa 11:1, 4) Egli parla con l’autorità ed esercita il potere che Geova gli ha conferito di punire i malvagi. A proposito delle nazioni viene detto che le pascerà non come il pastore che guida pacificamente il gregge col suo bastone, ma con una verga di ferro. — Ri 2:27; 12:5; 19:15.
it-2 p. 384 Nemico
Dopo la risurrezione, però, egli “si mise a sedere alla destra di Dio, aspettando quindi fino a che i suoi nemici fossero posti a sgabello dei suoi piedi”. (Eb 10:12, 13; Lu 20:41-43) Questa profezia era contenuta nel Salmo 110, dov’è riportato il comando dato da Geova a suo Figlio: “Sottoponi in mezzo ai tuoi nemici”. (Sl 110:2) Si legge che questi nemici di Geova e del suo “unto” sono costituiti da “nazioni”, “gruppi nazionali”, “re della terra” e “alti funzionari”. (Sl 2:1-9) In Rivelazione 19:11-21 colui che è chiamato “Fedele e Verace”, “La Parola di Dio”, “Re dei re e Signore dei signori”, è descritto mentre guida gli eserciti celesti contro i suoi nemici. Qui i suoi nemici sono “la bestia selvaggia e i re della terra e i loro eserciti” e il “falso profeta”, che vengono tutti annientati da Cristo.
pe cap. 16 p. 137 parr. 8-10 Il governo di Dio comincia a dominare
Quando arrivò per Cristo il tempo di cominciare a governare, Geova gli disse: “Sottoponi [o signoreggia] in mezzo ai tuoi nemici”. — Salmo 110:1, 2, 5, 6.
9 Vi sembra strano che esistano nemici del governo di Dio? Eppure non tutti vogliono vivere sotto un governo i cui sudditi devono agire rettamente. Perciò, dopo aver parlato dell’assunzione del dominio mondiale da parte di Geova e di suo Figlio, la Bibbia dice che “le nazioni si adirarono”. (Rivelazione 11:15, 17, 18) Le nazioni non accolgono lietamente il Regno di Dio, ma, essendo sviate da Satana, vi si oppongono.
10 Quando il governo di Dio inizia a dominare, Satana e i suoi angeli si trovano ancora in cielo. Poiché si oppongono al dominio del Regno, scoppia subito una guerra, che termina con l’espulsione di Satana e dei suoi angeli dal cielo.
w88 15/10 pp. 15-16 Che cosa significherà per voi il giorno del Signore?
“Sottoponi in mezzo ai tuoi nemici”. — SALMO 110:2.
NEL 1914 Gesù fu insediato come Re del Regno di Dio ed ebbe inizio il giorno del Signore. Il nuovo Re incontrò subito una violenta opposizione da parte di Satana il Diavolo e dei suoi agenti terreni. (Salmo 2:1-6) Perciò quei primi anni del giorno del Signore sono stati un periodo di conflitti in cui Gesù ha ‘sottoposto in mezzo ai suoi nemici’. — Salmo 110:2.
2 Le vittorie del nuovo Re sono state straordinarie. Dopo il 1914 Satana cercò di ‘divorare’ il neonato Regno, e invece fu vergognosamente cacciato dal cielo. (Rivelazione 12:1-12) Egli dunque ‘fece guerra’ al rimanente degli unti, ma non fu in grado di impedire che essi ‘si rizzassero in piedi’ nel 1919 o che accettassero il “rotolino” dalla mano di Gesù Cristo. (Rivelazione 10:8-11; 11:11, 12; 12:17) Allo stesso modo egli non fu in grado di impedire che fossero radunati gli ultimi membri dei 144.000 e la grande folla di persone, provenienti da tutte le nazioni, che “rendono sacro servizio giorno e notte nel . . . tempio” di Geova. — Rivelazione 7:1-3, 9-15.
3 In effetti, dal 1914 in poi Gesù è ‘uscito vincendo’. Ciò nonostante, c’è ancora molto da fare. Gesù deve ancora “completare la sua vittoria”. Deve ancora agire per cancellare ogni traccia del sistema di cose mondiale di Satana. (Rivelazione 6:1, 2; 19:11-21)
w87 1/8 p. 16 par. 4 L’attiva guida di Cristo nel nostro tempo
4 Dopo essersi paragonato a “un uomo, in procinto di fare un viaggio all’estero, [il quale] chiamò i suoi schiavi e affidò loro i suoi averi”, Cristo aggiunse: “Dopo molto tempo il signore di quegli schiavi venne e fece i conti con loro”. (Matteo 25:14, 19) Nel 33 E.V. Cristo “andò in cielo”, dove fu posto a sedere “alla destra di Dio”. (1 Pietro 3:22) “Dopo molto tempo”, una volta intronizzato nel 1914, Cristo cominciò a ‘sottoporre in mezzo ai suoi nemici’, scagliando Satana e i suoi demoni sulla terra. (Salmo 110:1, 2; Rivelazione 12:7-9)
w86 1/1 p. 6 Svelato il mistero dei cavalieri
Ha inizio la cavalcata
La cavalcata sul cavallo bianco, quindi, doveva iniziare in un momento futuro, quando Gesù Cristo sarebbe stato intronizzato quale Re celeste del Regno di Dio. Allora Dio lo avrebbe inviato dandogli il comando: “Sottoponi in mezzo ai tuoi nemici”. (Salmo 110:2) Ma quando avviene questo?
L’incoronamento di Gesù Cristo quale Re celeste è descritto in Salmo 45:3-7. In Ebrei 1:8, 9, poi, l’apostolo Paolo cita parte di questo salmo e ne applica i versetti 6 e 7 al Figlio di Dio, Gesù Cristo. Informazioni dettagliate e prove scritturali pubblicate dai testimoni di Geova dimostrano che Gesù Cristo fu incoronato in cielo alla fine dei tempi dei Gentili, o “fissati tempi delle nazioni”, nel 1914. — Luca 21:24.
SALMO 110:3)
“Il tuo popolo si offrirà volenterosamente nel giorno delle tue forze militari. Negli splendori della santità, dal seno dell’aurora, Hai la tua compagnia di giovani proprio come le gocce di rugiada.”
w08 15/4 p. 12 par. 1 Ragazzi, ricordate ora il vostro grande Creatore
GEOVA considera preziosi i giovani cristiani e li paragona a rinfrescanti gocce di rugiada. In effetti predisse che, nel giorno delle “forze militari” di suo Figlio, ragazzi e ragazze si sarebbero ‘offerti volenterosamente’ nel servizio di Cristo. (Sal. 110:3) Quella profezia si sarebbe adempiuta in un periodo in cui generalmente le persone sarebbero state irreligiose, ossessionate dal proprio io e dal denaro, e disubbidienti. Eppure Geova sapeva che i giovani che l’avrebbero adorato sarebbero stati molto diversi. Ragazzi, Geova ha davvero grande fiducia in voi!
w02 15/9 p. 8 Giovani che sono come rinfrescanti gocce di rugiada
Il libro di Salmi predice una “compagnia di giovani” simile a rinfrescanti gocce di rugiada. Parla anche di “giovani” e di “vergini” che lodano il nome di Geova. — Salmo 110:3; 148:12, 13.
Un luogo dove i giovani prosperano
Il paragone con le gocce di rugiada è appropriato perché la rugiada è messa in relazione con l’abbondanza e la benedizione. (Genesi 27:28) Le gocce di rugiada sono delicate e rinfrescanti. In questo tempo della presenza di Cristo, i giovani cristiani si offrono volenterosamente e premurosamente in gran numero. Come rinfrescanti gocce di rugiada, molti giovani uomini e donne servono Dio con gioia e assistono i loro compagni di fede. — Salmo 71:17.
wi p. 30 parr. 24-25 Chi condurrà le nazioni alla pace?
24 Il re Davide scrisse che al tempo in cui il Messia avrebbe cominciato a governare, ‘il popolo di Dio sarebbe accorso volontario’. (Salmo 110:3) Sebbene da quell’anno segnato, il 1914, le condizioni del mondo siano andate di male in peggio, si è adempiuto anche l’aspetto positivo della profezia; il popolo di Dio ha offerto volenterosamente il proprio tempo per predicare ‘la buona notizia del regno in tutta la terra abitata, in testimonianza a tutte le nazioni’. (Matteo 24:14, NM) Per esempio, ogni anno i Testimoni dedicano centinaia di milioni di ore a parlare alla gente del Regno di Dio e a tenere gratuitamente studi biblici a domicilio con coloro che desiderano esaminare i fatti.
25 Tutto questo tempo è impiegato gratuitamente. Coloro che compiono l’opera sono persone di ogni ceto sociale ed età e svolgono praticamente qualsiasi professione si possa immaginare. Sono descritti in Isaia 2:3 con le parole: “Andranno molti popoli e diranno: ‘Venite che saliremo sul monte del Signore [ebraico, יהוה Geova]’”. Non si tratta di una semplice campagna per “conquistare anime”. È un programma di istruzione mondiale con due obiettivi: (1) Informare le persone in ogni nazione che il Regno di Dio è al potere e dire loro esattamente cosa farà presto, e (2) istruire, gratuitamente, tutti coloro che vogliono esaminare i fatti e servire l’Iddio vivente secondo i suoi desideri.
it-2 p. 807 Rugiada
Le gocce di rugiada si formano silenziosamente e numerose. Forse per indicare furtività o una moltitudine paragonabile alle gocce di rugiada, Husai disse ad Absalom: “Noi stessi saremo su [Davide] proprio come la rugiada cade sul suolo”. (2Sa 17:12) Il Re costituito da Geova ha la sua “compagnia di giovani proprio come le gocce di rugiada”, forse in quanto a numero. — Sl 110:3.
it-2 p. 937 Seno
Al Signore di Davide Geova dice che nel giorno delle sue forze militari questi avrà a disposizione volontari “come le gocce di rugiada”, “dal seno dell’aurora” (da dove proviene la rugiada mattutina). — Sl 110:1-3.
w87 15/3 p. 24 Un Dio felice, un popolo felice!
♦ 110:3 — Cosa significa avere “giovani proprio come le gocce di rugiada”?
La rugiada è messa in relazione con la benedizione, la produttività e l’abbondanza. (Genesi 27:28) Le gocce di rugiada, inoltre, sono delicate, rinfrescanti, benefiche e abbondanti. Nel giorno delle forze militari del Re messianico, i suoi sudditi si offrono prontamente, lietamente e in numero così grande da poter essere paragonati a gocce di rugiada. Proprio come rinfrescanti gocce di rugiada, in tutta l’odierna organizzazione di Geova diversi giovani, sia uomini che donne, servono Dio e i loro compagni di adorazione.
SALMO 110:4)
“Geova ha giurato e non si rammaricherà): “Tu sei sacerdote a tempo indefinito Alla maniera di Melchisedec!””
w12 15/10 p. 26 par. 14 Ubbidiamo a Dio e traiamo beneficio dai suoi giuramenti
14 In secondo luogo, Geova ispirò Davide a predire che questo Re senza uguali avrebbe anche servito l’umanità come Sommo Sacerdote. In Israele il potere regale e il sacerdozio erano completamente separati. I sacerdoti provenivano dalla tribù di Levi, mentre i re da quella di Giuda. Tuttavia, riguardo al suo illustre erede, Davide predisse: “Espressione di Geova al mio Signore: ‘Siedi alla mia destra finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi’. Geova ha giurato (e non si rammaricherà): ‘Tu sei sacerdote a tempo indefinito alla maniera di Melchisedec!’” (Sal. 110:1, 4) In adempimento di tale profezia Gesù Cristo, il Seme promesso, ora regna dal cielo; inoltre ricopre il ruolo di Sommo Sacerdote dell’umanità aiutando chi si pente a stringere una buona relazione con Dio. — Leggi Ebrei 7:21, 25, 26.
w06 1/9 p. 13 par. 7 Punti notevoli del Libro Quinto dei Salmi
110:4: Quale ‘giuramento’ ha fatto Geova di cui ‘non si rammarica’? Questo giuramento è il patto che Geova ha fatto con Gesù Cristo perché serva come Re e Sommo Sacerdote. — Luca 22:29.
cl cap. 19 p. 194 par. 13 “La sapienza di Dio in un sacro segreto”
Geova ha giurato (e non si rammaricherà): ‘Tu sei sacerdote a tempo indefinito alla maniera di Melchisedec!’” (Salmo 110:1, 4)
cl cap. 19 p. 194 par. 13 “La sapienza di Dio in un sacro segreto”
Notate che Geova giurò solennemente che il Messia sarebbe stato “sacerdote . . . alla maniera di Melchisedec”. Come Melchisedec, che serviva quale re-sacerdote ai giorni di Abraamo, il Seme che sarebbe venuto avrebbe ricevuto direttamente da Dio la nomina di Re e di Sacerdote. — Genesi 14:17-20.
si p. 245 parr. 13-16 Libro biblico numero 58: Ebrei
13 Maturo concetto della superiorità del sacerdozio di Cristo (4:14–7:28). Paolo esorta gli ebrei a tenere salda la loro confessione di Gesù, il grande Sommo Sacerdote che ha attraversato i cieli, affinché ottengano misericordia. Il Cristo non glorificò se stesso, ma fu il Padre a dire: “Tu sei sacerdote per sempre alla maniera di Melchisedec”. (Ebr. 5:6; Sal. 110:4) Prima Cristo fu reso perfetto per l’incarico di sommo sacerdote imparando l’ubbidienza attraverso le sofferenze, al fine di divenire responsabile di salvezza eterna per tutti quelli che gli ubbidiscono. Paolo ha “molte cose da dire e difficili a spiegarsi”, ma gli ebrei sono ancora bambini bisognosi di latte, quando invece dovrebbero essere maestri. “Il cibo solido è per le persone mature, per quelli che mediante l’uso hanno le loro facoltà di percezione esercitate per distinguere il bene e il male”. L’apostolo li esorta ad ‘avanzare verso la maturità’. — Ebr. 5:11, 14; 6:1.
14 È impossibile che quelli che hanno conosciuto la parola di Dio e che si sono allontanati siano di nuovo ravvivati a pentimento, “perché mettono di nuovo al palo il Figlio di Dio per loro conto e lo espongono a pubblica vergogna”. Solo mediante la fede e la pazienza i credenti possono ereditare la promessa fatta ad Abraamo, promessa resa sicura e ferma da due cose immutabili: la parola di Dio e il Suo giuramento. La loro speranza, che è come “un’àncora per l’anima, sicura e ferma”, è stata rafforzata dall’ingresso di Gesù “dentro la cortina” come Precursore e Sommo Sacerdote alla maniera di Melchisedec. — 6:6, 19.
15 Questo Melchisedec fu sia “re di Salem” che “sacerdote dell’Iddio Altissimo”. Anche il capofamiglia Abraamo gli pagò le decime, e per mezzo di lui le pagò anche Levi, che era ancora nei lombi di Abraamo. La benedizione che Melchisedec diede ad Abraamo si estese così a Levi che non era ancora nato, e questo dimostrava che il sacerdozio levitico era inferiore a quello di Melchisedec. Inoltre, se la perfezione fosse venuta per mezzo del sacerdozio levitico di Aaronne, che bisogno ci sarebbe stato di un altro sacerdote “alla maniera di Melchisedec”? Per giunta, siccome c’è un cambiamento di sacerdozio, “c’è per necessità anche un cambiamento di legge”. — 7:1, 11, 12.
16 La Legge, infatti, non ha reso nulla perfetto, ma si è dimostrata debole e inefficace. Dato che continuavano a morire, i sacerdoti sotto di essa furono molti, ma Gesù, “siccome rimane vivente per sempre, ha il proprio sacerdozio senza successori. Di conseguenza egli può anche salvare completamente quelli che si accostano a Dio per mezzo suo, perché è sempre vivente per intercedere a loro favore”. Questo Sommo Sacerdote, Gesù, è “leale, semplice, incontaminato, separato dai peccatori”, mentre i sommi sacerdoti costituiti dalla Legge sono deboli, dovendo offrire sacrifici per i propri peccati prima di poter intercedere per altri. La parola del giuramento di Dio dunque “costituisce un Figlio, che è reso perfetto per sempre”. — 7:24-26, 28.
si p. 247 par. 25 Libro biblico numero 58: Ebrei
Inoltre, Paolo cita Salmo 110:4 per spiegare l’importante incarico che il Figlio di Dio ricopre in qualità di “sacerdote per sempre alla maniera di Melchisedec”. Come il Melchisedec dell’antichità, che nel racconto biblico è “senza padre, senza madre, senza genealogia, non avendo né principio di giorni né fine di vita”, Gesù è sia Re che “sacerdote in perpetuo” per elargire i benefìci eterni del suo sacrificio di riscatto a tutti quelli che si sottopongono ubbidientemente al suo dominio. (Ebr. 5:6, 10; 6:20; 7:1-21) A questo stesso Re-Sacerdote si riferisce Paolo citando Salmo 45:6, 7: “Dio è il tuo trono per i secoli dei secoli, e lo scettro del tuo regno è lo scettro di rettitudine. Hai amato la giustizia e hai odiato l’illegalità. Perciò Dio, il tuo Dio, ti ha unto con olio di esultanza più dei tuoi compagni”. (Ebr. 1:8, 9) Man mano che Paolo cita le Scritture Ebraiche e ne mostra l’adempimento in Cristo Gesù, siamo illuminati vedendo come le varie parti del disegno divino si inquadrano nel tutto.
w90 1/7 p. 20 parr. 12-13 Si sta per scrivere l’ultimo capitolo del “libro delle Guerre di Geova”
Il re-sacerdote Melchisedec raffigurava profeticamente Colui che sarebbe stato Sommo Sacerdote dell’Iddio Altissimo e allo stesso tempo un potente guerriero che avrebbe avuto il sostegno dell’Iddio Supremo. Il Salmo 110, composto sotto ispirazione dal re-guerriero Davide, si rivolge a Colui che è più grande di Melchisedec di Salem quando dice: “La verga della tua forza Geova manderà da Sion, dicendo: ‘Sottoponi in mezzo ai tuoi nemici’. Geova ha giurato (e non si rammaricherà): ‘Tu sei sacerdote a tempo indefinito alla maniera di Melchisedec!’ Geova stesso alla tua destra certamente farà a pezzi i re nel giorno della sua ira”. — Salmo 110:2, 4, 5.
13 L’ispirato scrittore del libro di Ebrei rivelò l’identità di Colui al quale erano rivolte in realtà queste parole dicendo: “Un precursore è entrato a nostro favore, Gesù, che è divenuto sommo sacerdote alla maniera di Melchisedec per sempre”. (Ebrei 6:20)
w90 1/7 p. 21 par. 17 Si sta per scrivere l’ultimo capitolo del “libro delle Guerre di Geova”
17 A tempo debito Geova Dio manderà Gesù Cristo, il più grande Melchisedec, come potente guerriero. Mediante lui Geova si farà un nome superando qualsiasi azione passata descritta nel libro delle Guerre di Geova o nelle Scritture Ebraiche della Sacra Bibbia.
it-2 p. 250 Melchisedec
Tipo del sacerdozio di Cristo. In una notevole profezia messianica Geova giura al “Signore” di Davide: “Tu sei sacerdote a tempo indefinito alla maniera di Melchisedec!” (Sl 110:1, 4) Questo salmo ispirato diede agli ebrei ragione di aspettarsi che il promesso Messia sarebbe stato sia sacerdote che re. L’apostolo Paolo, nella lettera agli Ebrei, elimina ogni dubbio circa l’identità di colui che era stato predetto, parlando di “Gesù, che è divenuto sommo sacerdote alla maniera di Melchisedec per sempre”. — Eb 6:20; 5:10; vedi PATTO.
Nomina diretta. Melchisedec era stato evidentemente nominato sacerdote da Geova. Parlando della posizione di Gesù, il grande Sommo Sacerdote, Paolo spiegò che un uomo non prende l’onore “da sé, ma solo quando è chiamato da Dio, come lo fu anche Aaronne”. E aggiunse che “il Cristo non glorificò se stesso divenendo sommo sacerdote, ma fu glorificato da colui che disse a suo riguardo: ‘Tu sei mio figlio; io, oggi, ti ho generato’”, e quindi applicò a Gesù Cristo le parole profetiche di Salmo 110:4. — Eb 5:1, 4-6.
it-2 p. 507 Patto
Patto per un sacerdote come Melchisedec. Questo patto è descritto in Salmo 110:4, e lo scrittore del libro biblico di Ebrei lo applica a Cristo in Ebrei 7:1-3, 15-17. È un patto che Geova Dio ha fatto con Gesù Cristo soltanto. A quanto pare Gesù fece riferimento ad esso nel concludere un patto per un regno con i suoi seguaci. (Lu 22:29) Mediante il giuramento di Geova, Gesù Cristo, il celeste Figlio di Dio, sarebbe stato sacerdote secondo la maniera di Melchisedec. Melchisedec era re e sacerdote di Dio sulla terra. Gesù Cristo doveva essere sia Re che Sommo Sacerdote non sulla terra, ma in cielo. Ricevette tale incarico permanente dopo l’ascensione al cielo. (Eb 6:20; 7:26, 28; 8:1) Questo patto sarà sempre in vigore, perché Gesù, sotto la direttiva di Geova, sarà Re e Sommo Sacerdote per sempre. — Eb 7:3.
it-2 p. 1011 Sommo sacerdote
Per descrivere la grandezza del sacerdozio di Cristo e la sua superiorità rispetto al sacerdozio aaronnico, lo scrittore mostra che Melchisedec era re e sacerdote per designazione dell’Iddio Altissimo, e non per eredità. Cristo Gesù, che non era della tribù di Levi, ma di quella di Giuda e della discendenza di Davide, non ereditò l’incarico perché discendente di Aaronne, ma lo ricevette per diretta nomina di Dio, come Melchisedec. (Eb 5:10) In base alla promessa riportata in Salmo 110:4, “Geova ha giurato (e non si rammaricherà): ‘Tu sei sacerdote a tempo indefinito alla maniera di Melchisedec!’” Cristo viene nominato Re-Sacerdote celeste.
w89 1/2 pp. 16-17 parr. 6-10 Trarrete beneficio dai patti di Dio?
Davide scrisse: “Geova ha giurato (e non si rammaricherà): ‘Tu sei sacerdote a tempo indefinito alla maniera di Melchisedec!’” (Salmo 110:4) Cosa c’era dietro a questo giuramento di Dio che equivaleva a un patto personale fra Geova e il futuro Sacerdote?
7 Melchisedec aveva regnato sull’antica Salem, che evidentemente sorgeva dove in seguito fu costruita la città di Gerusalemme (nel cui nome figura anche “Salem”). Il racconto dei suoi rapporti con Abraamo sottolinea che era un re che adorava “l’Iddio Altissimo”. (Genesi 14:17-20) Tuttavia, ciò che Dio disse in Salmo 110:4 mostra che Melchisedec era anche un sacerdote, il che lo rendeva un personaggio unico. Era sia re che sacerdote, e prestava servizio nel luogo in cui i re davidici e i sacerdoti levitici in seguito avrebbero svolto le mansioni assegnate loro da Dio.
8 Paolo ci fornisce ulteriori dettagli riguardo a questo patto per un sacerdote simile a Melchisedec. Ad esempio, dice che fu Gesù Cristo a essere “chiamato da Dio sommo sacerdote alla maniera di Melchisedec”. (Ebrei 5:4-10; 6:20; 7:17, 21, 22) Anche se ovviamente Melchisedec ebbe genitori umani, non esiste nessuna registrazione della sua genealogia. Perciò, anziché ereditare il sacerdozio in base a una linea di discendenza documentata che risale a Melchisedec, Gesù venne nominato sacerdote direttamente da Dio. Il sacerdozio di Gesù non passerà a un successore, poiché “egli rimane sacerdote in perpetuo”, visto che i benefìci del suo servizio sacerdotale saranno eterni. È una vera benedizione avere un sacerdote che “può anche salvare completamente quelli che si accostano a Dio per mezzo suo”, nonché istruire e guidare i fedeli eternamente. — Ebrei 7:1-3, 15-17, 23-25.
9 Un altro fatto significativo è che il ruolo di Gesù come Re-Sacerdote non si limita all’ambito terrestre. Nello stesso contesto in cui menzionò questo patto per un sacerdote simile a Melchisedec, Davide scrisse: “Espressione di Geova al mio Signore: ‘Siedi alla mia destra finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi’”. Da questo possiamo capire che Gesù, il Signore di Davide, doveva avere un posto in cielo presso Geova, cosa che accadde alla sua ascensione. Dal cielo, Cristo può esercitare l’autorità con suo Padre, per sottoporre i nemici ed eseguire giudizi. — Salmo 110:1, 2; Atti 2:33-36; Ebrei 1:3; 8:1; 12:2.
10 Di conseguenza, conoscendo questo quinto patto comprendiamo meglio la maniera ordinata e sistematica in cui Geova adempirà il suo proposito. Esso dimostra che la parte principale del seme sarà anche un sacerdote in cielo e che la sua autorità come Re-Sacerdote sarà estesa a tutto l’universo. — 1 Pietro 3:22.
ws cap. 13 pp. 106-107 par. 3 Il “Principe della pace” si rivolge ad altri che non sono nel nuovo patto
3 Col suo sacrificio a favore del nuovo patto, Gesù divenne il Sommo Sacerdote di Geova. Non lo divenne per discendenza naturale da Aaronne, il primo sommo sacerdote d’Israele. Ricevette l’incarico di Sommo Sacerdote con un giuramento, fatto dall’Iddio Altissimo, Geova, l’Istitutore del sacerdozio. Le parole di Salmo 110:4 si riferiscono a Gesù: “Geova ha giurato (e non si rammaricherà): ‘Tu sei sacerdote a tempo indefinito secondo la maniera di Melchisedec!’” — Ebrei 7:20, 21.
SALMO 110:5)
“Geova stesso alla tua destra Certamente farà a pezzi i re nel giorno della sua ira.”
w06 1/9 p. 14 par. 7 Punti notevoli del Libro Quinto dei Salmi
109:30, 31; 110:5. La mano destra, con cui un soldato impugnava la spada, normalmente non era protetta dallo scudo che era tenuto nella sinistra. In senso metaforico Geova è “alla destra” dei suoi servitori e combatte per loro. In tal modo li protegge e li aiuta, un ottimo motivo per ‘celebrarlo grandemente’.
w90 1/7 p. 20 parr. 12-13 Si sta per scrivere l’ultimo capitolo del “libro delle Guerre di Geova”
Il re-sacerdote Melchisedec raffigurava profeticamente Colui che sarebbe stato Sommo Sacerdote dell’Iddio Altissimo e allo stesso tempo un potente guerriero che avrebbe avuto il sostegno dell’Iddio Supremo. Il Salmo 110, composto sotto ispirazione dal re-guerriero Davide, si rivolge a Colui che è più grande di Melchisedec di Salem quando dice: “La verga della tua forza Geova manderà da Sion, dicendo: ‘Sottoponi in mezzo ai tuoi nemici’. Geova ha giurato (e non si rammaricherà): ‘Tu sei sacerdote a tempo indefinito alla maniera di Melchisedec!’ Geova stesso alla tua destra certamente farà a pezzi i re nel giorno della sua ira”. — Salmo 110:2, 4, 5.
13 L’ispirato scrittore del libro di Ebrei rivelò l’identità di Colui al quale erano rivolte in realtà queste parole dicendo: “Un precursore è entrato a nostro favore, Gesù, che è divenuto sommo sacerdote alla maniera di Melchisedec per sempre”. (Ebrei 6:20)
w90 1/7 p. 21 par. 17 Si sta per scrivere l’ultimo capitolo del “libro delle Guerre di Geova”
17 A tempo debito Geova Dio manderà Gesù Cristo, il più grande Melchisedec, come potente guerriero. Mediante lui Geova si farà un nome superando qualsiasi azione passata descritta nel libro delle Guerre di Geova o nelle Scritture Ebraiche della Sacra Bibbia.
it-2 p. 199 Mano
Di solito un guerriero impugnava la spada con la destra, e questa non era protetta dallo scudo tenuto nella sinistra. Perciò un amico stava o combatteva alla sua destra per sostenerlo e proteggerlo. Questa circostanza è menzionata metaforicamente a proposito dell’aiuto e della protezione che Dio assicura a quelli che lo servono. — Sl 16:8; 109:30, 31; 110:5; 121:5.
SALMO 111:1)
“Lodate Iah! Celebrerò Geova con tutto il [mio] cuore Nell’intimo gruppo dei retti e nell’assemblea.”
w09 15/3 p. 20 Geova merita che lo lodiamo unitamente
Geova merita che lo lodiamo unitamente
“Lodate Iah!” — SAL. 111:1.
“ALLELUIA!” Questa esclamazione si sente spesso nelle chiese della cristianità. Alcuni la usano come intercalare nelle conversazioni quotidiane. Sono pochi, però, quelli che ne conoscono il significato sacro, e molti pur usando questa espressione disonorano Dio con il loro modo di vivere. (Tito 1:16) Come spiega un dizionario biblico, la parola “Alleluia” viene “usata dagli scrittori di vari salmi per invitare altri a unirsi a loro nel lodare Geova”. Infatti diversi biblisti fanno notare che “Alleluia” significa “‘Lodate Iah’, [cioè] Geova”.
2 Non sorprende che nella Traduzione del Nuovo Mondo l’espressione che si trova in Salmo 111:1 sia resa con le parole “Lodate Iah!” Una forma greca di questa espressione ricorre quattro volte in Rivelazione 19:1-6 per celebrare la fine della falsa religione. Quando questo avverrà, i veri adoratori avranno un motivo speciale per usare in modo rispettoso l’espressione “Alleluia”.
Le sue grandi opere
3 Il compositore del Salmo 111 elenca molti motivi per cui Geova merita che lo lodiamo unitamente. Il versetto 1 dice: “Celebrerò Geova con tutto il mio cuore nell’intimo gruppo dei retti e nell’assemblea”. I testimoni di Geova la pensano allo stesso modo. Il motivo principale per cui ci raduniamo regolarmente, sia nelle congregazioni che alle assemblee, è quello di lodare Geova.
SALMO 111:2)
“Le opere di Geova sono grandi, Ricercate da parte di tutti quelli che vi si dilettano.”
w09 15/3 pp. 20-21 parr. 4-6 Geova merita che lo lodiamo unitamente
4 “Le opere di Geova sono grandi, ricercate da parte di tutti quelli che vi si dilettano”. (Sal. 111:2) Si noti la parola “ricercate”. Secondo un’opera di consultazione, il versetto può riferirsi a coloro che fanno delle opere di Dio “l’oggetto di attento e devoto studio e meditazione”. Le opere create da Geova rivelano un proposito meraviglioso. Egli mise al loro posto il sole, la terra e la luna, tutti nella posizione ottimale l’uno rispetto agli altri, perché sulla terra ci fossero calore e luce, giorno e notte, stagioni e maree.
5 Gli scienziati hanno scoperto molte cose sulla posizione della terra nel sistema solare nonché sull’orbita, la massa e le dimensioni ideali di quel grande satellite che è la luna. La bellezza delle stagioni e il loro alternarsi dipendono dalla posizione di questi corpi celesti e dal rapporto di interdipendenza esistente tra loro. Si è appreso molto anche riguardo all’estrema precisione con cui sono calibrate le forze naturali dell’universo. Infatti un docente di ingegneria meccanica osserva in un suo articolo: “È molto facile capire perché negli ultimi 30 anni tanti scienziati hanno cambiato idea e hanno riconosciuto che ci vuole una gran fede per credere che l’universo sia semplicemente il frutto di un incidente cosmico. Le prove che c’è stato un progettista intelligente si fanno sempre più schiaccianti man mano che comprendiamo meglio il nostro habitat, ideato con tanta cura”.
6 Un’altra grande manifestazione dell’opera creativa di Dio è il modo in cui ci ha fatti. (Sal. 139:14) Dio ha creato l’uomo con una mente, un corpo dotato di tutti gli organi necessari alla vita e la facoltà e la capacità di lavorare. Si considerino per esempio le straordinarie facoltà di parlare e ascoltare di cui Dio ci ha dotato, oltre alla capacità di leggere e scrivere. Molti hanno queste capacità. Vantiamo anche un mirabile capolavoro strutturale, lo scheletro, che ci permette di mantenere la posizione eretta. Il modo in cui è progettato il nostro corpo, con il suo equilibrio e le sue funzioni meccaniche e chimiche, ispira un timore reverenziale. Oltre a questo, le straordinarie connessioni nervose che permettono alla mente e ai sensi di funzionare non hanno uguali tra le conquiste scientifiche dell’uomo. Anzi, è solo grazie alla mente e ai sensi di cui è dotato che l’uomo riesce a ottenere certi risultati. Nessun ingegnere, per quanto capace, sarebbe stato in grado di progettare leve così belle e così funzionali come le nostre dita. Chiediamoci: ‘Si sarebbero mai potute realizzare opere artistiche e architettoniche senza l’abile impiego delle dita, che sono un dono di Dio?’
SALMO 111:3)
“La sua attività è dignità e splendore stessi, E la sua giustizia dura per sempre.”
w09 15/3 pp. 21-22 Geova merita che lo lodiamo unitamente
Le grandi opere di Dio e le sue qualità
7 Tra le grandi opere di Geova ci sono altre cose meravigliose che egli ha fatto per l’umanità. Queste cose sono descritte nella Bibbia, un libro che rivela un’eccezionale armonia. A differenza di qualsiasi altro libro, la Bibbia è davvero “ispirata da Dio e utile per insegnare”. (2 Tim. 3:16) Per esempio Genesi, il primo libro della Bibbia, spiega come Dio purificò la terra dalla malvagità ai giorni di Noè. Esodo, il secondo libro, mostra come Geova rivendicò la sua Divinità liberando Israele dalla schiavitù in Egitto. Probabilmente il salmista pensava a questi avvenimenti quando fu spinto a dire riguardo a Geova: “La sua attività è dignità e splendore stessi, e la sua giustizia dura per sempre. Ha fatto un memoriale per le sue meravigliose opere. Geova è clemente e misericordioso”. (Sal. 111:3, 4) Non siete d’accordo che l’attività svolta da Geova nel corso della storia, anche le cose che ha fatto durante la vostra vita, sono un “memoriale” alla ‘sua dignità e al suo splendore’?
8 Si noti che il salmista pone anche l’accento su alcune belle qualità di Geova: giustizia, clemenza e misericordia. Si sa che le azioni dell’umanità peccatrice di rado si basano sulla giustizia. Sono spesso il risultato di avidità, invidia e orgoglio. Lo si vede dalle armi diaboliche che gli uomini fabbricano per combattere guerre che essi stessi fomentano e per tornaconto economico. Queste causano indicibili orrori e sofferenze a milioni di vittime innocenti. Inoltre, molte opere dell’uomo sono state compiute a spese dei poveri e degli oppressi. Si potrebbe citare, ad esempio, l’impiego degli schiavi nella costruzione delle piramidi, le quali servivano specialmente per la sepoltura degli orgogliosi faraoni. Per di più molte delle attuali opere dell’uomo, oltre a essere oppressive, “rovinano la terra”. — Leggi Rivelazione 11:18.
9 Come sono diverse le opere di Geova, che si basano sempre sulla giustizia! Tra queste c’è il misericordioso provvedimento per la salvezza dell’umanità peccatrice. Provvedendo il riscatto, Dio ‘dimostrò la sua propria giustizia’. (Rom. 3:25, 26) “La sua giustizia dura per sempre”. Per quel che riguarda la clemenza, Dio ha manifestato questa qualità con il modo paziente in cui ha trattato gli esseri umani peccatori. Più di una volta esortò gli israeliti con gentilezza e benignità a volgersi dalle loro cattive vie e a fare ciò che era giusto. — Leggi Ezechiele 18:25.
SALMO 111:4)
“Ha fatto un memoriale per le sue meravigliose opere. Geova è clemente e misericordioso.”
w09 15/3 pp. 21-22 Geova merita che lo lodiamo unitamente
Le grandi opere di Dio e le sue qualità
7 Tra le grandi opere di Geova ci sono altre cose meravigliose che egli ha fatto per l’umanità. Queste cose sono descritte nella Bibbia, un libro che rivela un’eccezionale armonia. A differenza di qualsiasi altro libro, la Bibbia è davvero “ispirata da Dio e utile per insegnare”. (2 Tim. 3:16) Per esempio Genesi, il primo libro della Bibbia, spiega come Dio purificò la terra dalla malvagità ai giorni di Noè. Esodo, il secondo libro, mostra come Geova rivendicò la sua Divinità liberando Israele dalla schiavitù in Egitto. Probabilmente il salmista pensava a questi avvenimenti quando fu spinto a dire riguardo a Geova: “La sua attività è dignità e splendore stessi, e la sua giustizia dura per sempre. Ha fatto un memoriale per le sue meravigliose opere. Geova è clemente e misericordioso”. (Sal. 111:3, 4) Non siete d’accordo che l’attività svolta da Geova nel corso della storia, anche le cose che ha fatto durante la vostra vita, sono un “memoriale” alla ‘sua dignità e al suo splendore’?
8 Si noti che il salmista pone anche l’accento su alcune belle qualità di Geova: giustizia, clemenza e misericordia. Si sa che le azioni dell’umanità peccatrice di rado si basano sulla giustizia. Sono spesso il risultato di avidità, invidia e orgoglio. Lo si vede dalle armi diaboliche che gli uomini fabbricano per combattere guerre che essi stessi fomentano e per tornaconto economico. Queste causano indicibili orrori e sofferenze a milioni di vittime innocenti. Inoltre, molte opere dell’uomo sono state compiute a spese dei poveri e degli oppressi. Si potrebbe citare, ad esempio, l’impiego degli schiavi nella costruzione delle piramidi, le quali servivano specialmente per la sepoltura degli orgogliosi faraoni. Per di più molte delle attuali opere dell’uomo, oltre a essere oppressive, “rovinano la terra”. — Leggi Rivelazione 11:18.
9 Come sono diverse le opere di Geova, che si basano sempre sulla giustizia! Tra queste c’è il misericordioso provvedimento per la salvezza dell’umanità peccatrice. Provvedendo il riscatto, Dio ‘dimostrò la sua propria giustizia’. (Rom. 3:25, 26) “La sua giustizia dura per sempre”. Per quel che riguarda la clemenza, Dio ha manifestato questa qualità con il modo paziente in cui ha trattato gli esseri umani peccatori. Più di una volta esortò gli israeliti con gentilezza e benignità a volgersi dalle loro cattive vie e a fare ciò che era giusto. — Leggi Ezechiele 18:25.
SALMO 111:5)
“Ha dato cibo a quelli che lo temono. A tempo indefinito si ricorderà del suo patto.”
w09 15/3 p. 22 Geova merita che lo lodiamo unitamente
Fedele alle sue promesse
10 “Ha dato cibo a quelli che lo temono. A tempo indefinito si ricorderà del suo patto”. (Sal. 111:5) Pare che qui il salmista si riferisse al patto abraamico. Geova aveva promesso di benedire il seme di Abraamo e aveva detto che questo seme avrebbe preso possesso della porta dei suoi nemici. (Gen. 22:17, 18; Sal. 105:8, 9) Nell’adempimento iniziale di tali promesse, il seme di Abraamo divenne la nazione di Israele. Questa nazione rimase schiava in Egitto per molto tempo, ma poi “Dio si ricordò del suo patto con Abraamo” e la liberò. (Eso. 2:24) Il modo in cui Geova in seguito trattò gli israeliti mostra quanto sia generoso. Provvide loro non solo cibo materiale per il corpo ma anche cibo spirituale per la mente e il cuore. (Deut. 6:1-3; 8:4; Nee. 9:21) Nei secoli successivi la nazione si allontanò spesso da Dio malgrado egli mandasse dei profeti per esortarla a tornare. Più di 1.500 anni dopo aver liberato gli israeliti dall’Egitto, Dio mandò sulla terra il suo Figlio unigenito. La maggioranza degli ebrei rigettò Gesù e permise che venisse ucciso. Quindi Geova formò una nuova nazione, una nazione spirituale, l’“Israele di Dio”. Insieme a Cristo questa nazione forma il seme spirituale di Abraamo che Geova avrebbe impiegato per benedire l’umanità, come aveva predetto. — Gal. 3:16, 29; 6:16.
11 Geova continua a ‘ricordarsi del suo patto’ e delle benedizioni promesse per mezzo di esso. Oggi provvede cibo spirituale in abbondanza in oltre 400 lingue. Continua anche a darci le cose materiali di cui abbiamo bisogno quando lo preghiamo in armonia con le parole: “Dacci il nostro pane per il giorno secondo l’esigenza del giorno”. — Luca 11:3; Sal. 72:16, 17; Isa. 25:6-8.
SALMO 111:6)
“La potenza delle sue opere ha annunciato al suo popolo, Dando loro l’eredità delle nazioni.”
w09 15/3 pp. 22-23 Geova merita che lo lodiamo unitamente
La tremenda potenza di Geova
12 “La potenza delle sue opere ha annunciato al suo popolo, dando loro l’eredità delle nazioni”. (Sal. 111:6) Un avvenimento rimarchevole della storia di Israele che forse il salmista aveva in mente era la liberazione miracolosa dall’Egitto. Quando infine Geova permise loro di entrare nella Terra Promessa, gli israeliti furono in grado di conquistare regni a est e a ovest del Giordano. (Leggi Neemia 9:22-25). Geova diede davvero a Israele “l’eredità delle nazioni”. Che manifestazione della potenza di Dio!
13 Sappiamo bene, comunque, che nonostante tutto ciò che Geova aveva fatto per loro, gli israeliti non mostrarono rispetto né per lui né per i loro antenati Abraamo, Isacco e Giacobbe. Continuarono a ribellarsi finché Dio si servì di Babilonia per portarli in esilio. (2 Cron. 36:15-17; Nee. 9:28-30) Se il compositore del Salmo 111, come ipotizzano alcuni biblisti, visse dopo il ritorno di Israele dall’esilio babilonese, avrà avuto un motivo in più per lodare Geova per la Sua lealtà e potenza. Dio diede prova di queste qualità liberando gli ebrei da Babilonia, un impero che seguiva la politica di non rilasciare mai i prigionieri. — Isa. 14:4, 17.
14 Circa cinque secoli dopo, Geova impiegò la sua potenza in misura maggiore liberando gli esseri umani pentiti dalla schiavitù del peccato e della morte. (Rom. 5:12) Uno dei risultati di tale liberazione fu l’opportunità data a 144.000 esseri umani di diventare seguaci di Cristo unti con lo spirito. Nel 1919 Geova usò la sua potenza per liberare un piccolo rimanente di questi unti che erano prigionieri della falsa religione. Ciò che sono riusciti a fare in questo tempo della fine è solo merito della potenza di Dio. Rimanendo fedeli sino alla morte potranno vivere in cielo con Gesù Cristo per regnare sulla terra a beneficio degli esseri umani pentiti. (Riv. 2:26, 27; 5:9, 10) Erediteranno la terra in un senso molto più ampio rispetto all’antico Israele. — Matt. 5:5.
SALMO 111:7)
“Le opere delle sue mani sono verità e giudizio; Degni di fede sono tutti gli ordini che egli dà,”
w09 15/3 p. 23 Geova merita che lo lodiamo unitamente
Princìpi eterni e degni di fede
15 “Le opere delle sue mani sono verità e giudizio; degni di fede sono tutti gli ordini che egli dà, ben sostenuti per sempre, a tempo indefinito, eseguiti in verità e rettitudine”. (Sal. 111:7, 8) Fra ‘le opere delle mani di Geova’ ci furono le due tavolette di pietra su cui vennero incise dieci importanti leggi date a Israele. (Eso. 31:18) Queste leggi, insieme a tutti gli altri regolamenti che divennero parte del patto della Legge mosaica, si basano su princìpi eterni e degni di fede.
16 Per esempio uno degli “ordini”, o leggi, incisi su quelle tavolette diceva: “Io, Geova tuo Dio, sono un Dio che esige esclusiva devozione”. E aggiungeva che Geova esercita “amorevole benignità verso la millesima generazione nel caso di quelli che [lo] amano e osservano i [suoi] comandamenti”. Le tavolette di pietra contenevano anche princìpi senza tempo come “onora tuo padre e tua madre” e “non devi rubare”, nonché una legge di immensa saggezza contro il desiderare ciò che appartiene ad altri. — Eso. 20:5, 6, 12, 15, 17.
SALMO 111:8)
“Ben sostenuti per sempre, a tempo indefinito, Eseguiti in verità e rettitudine.”
w09 15/3 p. 23 Geova merita che lo lodiamo unitamente
Princìpi eterni e degni di fede
15 “Le opere delle sue mani sono verità e giudizio; degni di fede sono tutti gli ordini che egli dà, ben sostenuti per sempre, a tempo indefinito, eseguiti in verità e rettitudine”. (Sal. 111:7, 8) Fra ‘le opere delle mani di Geova’ ci furono le due tavolette di pietra su cui vennero incise dieci importanti leggi date a Israele. (Eso. 31:18) Queste leggi, insieme a tutti gli altri regolamenti che divennero parte del patto della Legge mosaica, si basano su princìpi eterni e degni di fede.
16 Per esempio uno degli “ordini”, o leggi, incisi su quelle tavolette diceva: “Io, Geova tuo Dio, sono un Dio che esige esclusiva devozione”. E aggiungeva che Geova esercita “amorevole benignità verso la millesima generazione nel caso di quelli che [lo] amano e osservano i [suoi] comandamenti”. Le tavolette di pietra contenevano anche princìpi senza tempo come “onora tuo padre e tua madre” e “non devi rubare”, nonché una legge di immensa saggezza contro il desiderare ciò che appartiene ad altri. — Eso. 20:5, 6, 12, 15, 17.
SALMO 111:9)
“Egli ha mandato la stessa redenzione al suo popolo. A tempo indefinito ha comandato il suo patto. Il suo nome è santo e tremendo.”
w09 15/3 pp. 23-24 Geova merita che lo lodiamo unitamente
Il nostro Redentore è santo e tremendo
17 “Egli ha mandato la stessa redenzione al suo popolo. A tempo indefinito ha comandato il suo patto. Il suo nome è santo e tremendo”. (Sal. 111:9) Forse il salmista aveva di nuovo in mente la lealtà di Geova al patto stipulato con Abraamo. Sulla base di questa promessa, Geova non abbandonò il suo popolo né quando era schiavo in Egitto né in seguito quando era in cattività a Babilonia. In entrambi i casi Dio redense il suo popolo. Anche se fosse stato solo per quelle due liberazioni, Israele avrebbe dovuto considerare santo il nome di Dio. — Leggi Esodo 20:7; Romani 2:23, 24.
18 Lo stesso dicasi dei cristiani odierni che sono stati redenti dalla schiavitù del peccato e della morte, una schiavitù da cui non c’era via d’uscita. Dovremmo fare del nostro meglio per vivere in armonia con la prima richiesta della preghiera modello: “Sia santificato il tuo nome”. (Matt. 6:9)
SALMO 111:10)
“Il timore di Geova è il principio della sapienza. Tutti quelli che li mettono in pratica hanno buona perspicacia. La sua lode dura per sempre.”
w09 15/3 p. 24 parr. 18-19 Geova merita che lo lodiamo unitamente
Meditare su questo illustre nome dovrebbe suscitare in noi santo timore. Lo scrittore del Salmo 111 aveva il giusto punto di vista sul santo timore. Infatti disse: “Il timore di Geova è il principio della sapienza. Tutti quelli che li mettono in pratica [che osservano i suoi comandamenti] hanno buona perspicacia”. — Sal. 111:10.
19 Il sano timore di Dio ci permetterà di odiare il male. Ci permetterà anche di imitare le belle qualità di Dio indicate nel Salmo 112 che prenderemo in esame nel prossimo articolo. Questo salmo mostra cosa dobbiamo fare per essere tra i milioni di persone che loderanno Geova Dio per sempre. Non c’è dubbio che egli lo meriti. “La sua lode dura per sempre”. — Sal. 111:10.
w95 15/3 p. 16 Benefìci del temere il vero Dio
Sapienza, più preziosa dell’oro
3 Il beneficio principale è la vera sapienza. Salmo 111:10 afferma: “Il timore di Geova è il principio della sapienza”. Cosa significa questo? La sapienza è la capacità di usare la conoscenza per risolvere problemi, prevenire pericoli e conseguire certe mete. Implica sano giudizio. Il principio, l’inizio, il fondamento di tale sapienza è il timore di Geova. Perché? Perché tutta la creazione è opera delle sue mani. Dipende da lui. Egli dotò gli uomini del libero arbitrio, ma non della capacità di dirigere con successo i loro passi senza la sua guida. (Giosuè 24:15; Geremia 10:23) Solo se riconosciamo queste realtà fondamentali della vita e viviamo in armonia con esse possiamo avere durevole successo. Se la conoscenza di Geova Dio ci dà l’incrollabile convinzione che la sua volontà si realizzerà immancabilmente e che la sua promessa e la sua capacità di ricompensare i fedeli sono certe, allora il santo timore ci spingerà ad agire saggiamente. — Proverbi 3:21-26; Ebrei 11:6.
rs p. 151 par. 3 Filosofia
Prov. 1:7; Sal. 111:10: “Il timore di Geova è il principio della conoscenza . . . [e] della sapienza”. (Se l’universo non fosse opera di un Creatore intelligente, ma solo di una forza cieca e irrazionale, non sarebbe possibile avere una visione unitaria dell’universo, non è vero? Nulla di simile alla sapienza potrebbe derivare dallo studio di qualcosa che è di per sé irrazionale, non è così? Quelli che cercano di capire l’universo, o la vita stessa, e nello stesso tempo cercano di accantonare Dio e il suo proposito, non fanno che andare incontro a frustrazione. Interpretano erroneamente ciò che imparano e usano male i fatti che intravedono qua e là. Non accettando l’esistenza di Dio viene meno la chiave per ottenere accurata conoscenza e diventa impossibile dare ai pensieri una sistemazione veramente coerente e organica).
SALMO 112:1)
“Lodate Iah! Felice è l’uomo che teme Geova, Nei cui comandamenti ha provato sommo diletto.”
w09 15/3 pp. 25-26 I giusti loderanno Dio per sempre
La base della felicità
6 “Felice è l’uomo che teme Geova, nei cui comandamenti ha provato sommo diletto. Potente sulla terra diverrà la sua progenie. In quanto alla generazione dei retti, sarà benedetta”. (Sal. 112:1, 2) Si noti che prima il salmista menziona un singolo “uomo”, poi nella seconda parte del versetto 2 parla dei “retti”, un termine al plurale. Questo fa pensare che il Salmo 112 può riferirsi a un gruppo formato da molte persone. Fatto degno di nota, l’apostolo Paolo fu ispirato ad applicare Salmo 112:9 ai cristiani del I secolo. (Leggi 2 Corinti 9:8, 9). Che splendida descrizione fa questo salmo della felicità che possono provare i seguaci di Cristo oggi sulla terra!
7 Questi veri cristiani sono molto felici di camminare ‘nel timore di Geova’, come indica Salmo 112:1. Il sano timore di dispiacergli permette loro di resistere allo spirito del mondo di Satana. Provano “sommo diletto” nello studiare la Parola di Dio e nell’ubbidire ai Suoi comandamenti, uno dei quali è quello di predicare la buona notizia del Regno in tutta la terra. Si sforzano di fare discepoli di persone di tutte le nazioni mentre avvertono i malvagi dell’imminente giorno del giudizio di Dio. — Ezec. 3:17, 18; Matt. 28:19, 20.
8 Grazie all’ubbidienza a tali comandi, ora i servitori terreni di Dio sono circa sette milioni. Chi può negare che il suo popolo è diventato “potente sulla terra”? (Giov. 10:16; Riv. 7:9, 14) E saranno ulteriormente ‘benedetti’ quando Dio adempirà il suo proposito. Coloro che hanno la speranza terrena saranno preservati come gruppo durante l’imminente “grande tribolazione” per formare una “nuova terra” in cui “dimorerà la giustizia”. A suo tempo i superstiti di Armaghedon ‘saranno benedetti’ in misura ancora maggiore. Potranno accogliere i milioni di risuscitati. Che prospettiva emozionante! Infine, coloro che provano “sommo diletto” nei comandamenti di Dio raggiungeranno la perfezione umana e avranno per sempre “la gloriosa libertà dei figli di Dio”. — 2 Piet. 3:13; Rom. 8:21.
w00 15/7 p. 5 In che modo la vostra vita può essere più significativa
È uno svantaggio? No, perché sapere che la nostra condotta è importante agli occhi di Dio rende la nostra vita più significativa. Ci incoraggia a essere persone migliori, certo un obiettivo degno. “Felice è l’uomo che teme Geova, nei cui comandamenti ha provato sommo diletto”, dice Salmo 112:1. Il timore reverenziale di Dio e l’ubbidienza di cuore ai suoi comandamenti possono dare più significato alla nostra vita.
w87 1/12 p. 11 par. 7 Il timore di Dio può esservi utile?
7 Un’altra meta che quasi tutti perseguono è la felicità. Come la si può ottenere? La Parola di Dio dice: “Felice è l’uomo che teme Geova”. (Salmo 112:1; 128:1) Lo dimostra la vicenda di un’adolescente. Questa ragazza aveva avuto relazioni sessuali illecite di ogni sorta, e aveva anche avuto a che fare con spiritismo e furto. Poi cominciò a studiare la Bibbia e si rese conto di dover ascoltare e temere Geova. Lei dice: “Conoscere Geova è stata la più bella cosa che mi sia capitata. Geova mi ha aiutato tantissimo a trovare la verità e la felicità. Sento di avere un grandissimo debito nei suoi confronti perché mi ha aperto gli occhi e mi ha offerto l’effettiva possibilità di riflettere e di trovarlo. Ora voglio aiutare altri a provare questa felicità”.
SALMO 112:2)
“Potente sulla terra diverrà la sua progenie. In quanto alla generazione dei retti, sarà benedetta.”
w09 15/3 pp. 25-26 I giusti loderanno Dio per sempre
La base della felicità
6 “Felice è l’uomo che teme Geova, nei cui comandamenti ha provato sommo diletto. Potente sulla terra diverrà la sua progenie. In quanto alla generazione dei retti, sarà benedetta”. (Sal. 112:1, 2) Si noti che prima il salmista menziona un singolo “uomo”, poi nella seconda parte del versetto 2 parla dei “retti”, un termine al plurale. Questo fa pensare che il Salmo 112 può riferirsi a un gruppo formato da molte persone. Fatto degno di nota, l’apostolo Paolo fu ispirato ad applicare Salmo 112:9 ai cristiani del I secolo. (Leggi 2 Corinti 9:8, 9). Che splendida descrizione fa questo salmo della felicità che possono provare i seguaci di Cristo oggi sulla terra!
7 Questi veri cristiani sono molto felici di camminare ‘nel timore di Geova’, come indica Salmo 112:1. Il sano timore di dispiacergli permette loro di resistere allo spirito del mondo di Satana. Provano “sommo diletto” nello studiare la Parola di Dio e nell’ubbidire ai Suoi comandamenti, uno dei quali è quello di predicare la buona notizia del Regno in tutta la terra. Si sforzano di fare discepoli di persone di tutte le nazioni mentre avvertono i malvagi dell’imminente giorno del giudizio di Dio. — Ezec. 3:17, 18; Matt. 28:19, 20.
8 Grazie all’ubbidienza a tali comandi, ora i servitori terreni di Dio sono circa sette milioni. Chi può negare che il suo popolo è diventato “potente sulla terra”? (Giov. 10:16; Riv. 7:9, 14) E saranno ulteriormente ‘benedetti’ quando Dio adempirà il suo proposito. Coloro che hanno la speranza terrena saranno preservati come gruppo durante l’imminente “grande tribolazione” per formare una “nuova terra” in cui “dimorerà la giustizia”. A suo tempo i superstiti di Armaghedon ‘saranno benedetti’ in misura ancora maggiore. Potranno accogliere i milioni di risuscitati. Che prospettiva emozionante! Infine, coloro che provano “sommo diletto” nei comandamenti di Dio raggiungeranno la perfezione umana e avranno per sempre “la gloriosa libertà dei figli di Dio”. — 2 Piet. 3:13; Rom. 8:21.
SALMO 112:3)
“Cose di valore e ricchezze sono nella sua casa; E la sua giustizia dura per sempre.”
w09 15/3 pp. 26-27 I giusti loderanno Dio per sempre
Saggio impiego delle ricchezze
9 “Cose di valore e ricchezze sono nella sua casa; e la sua giustizia dura per sempre. Ha sfolgorato nelle tenebre come una luce per i retti. È clemente e misericordioso e giusto”. (Sal. 112:3, 4) Nei tempi biblici alcuni servitori di Dio erano noti per le loro ricchezze materiali. Comunque l’approvazione di Dio, anche se non ci rende materialmente ricchi, produce vera ricchezza in un altro senso. Il fatto è che la maggior parte di coloro che decidono di umiliarsi dinanzi a Dio forse sono poveri e disprezzati, come avveniva ai giorni di Gesù. (Luca 4:18; 7:22; Giov. 7:49) Ma che uno abbia poco o molto sotto il profilo materiale, può diventare ricco sotto quello spirituale. — Matt. 6:20; 1 Tim. 6:18, 19; leggi Giacomo 2:5.
w09 15/3 p. 27 par. 10 I giusti loderanno Dio per sempre
Gli oppositori hanno cercato di fermare l’opera di predicazione del Regno ma non ci sono riusciti. Al contrario il frutto di questa opera di giustizia ‘durerà per sempre’. Continuando a camminare nella via della giustizia i servitori di Dio possono essere certi che ‘dureranno per sempre’, cioè che vivranno in eterno.
SALMO 112:4)
“Ha sfolgorato nelle tenebre come una luce per i retti. È clemente e misericordioso e giusto.”
w09 15/3 pp. 26-27 par. 9 I giusti loderanno Dio per sempre
Ha sfolgorato nelle tenebre come una luce per i retti. È clemente e misericordioso e giusto”. (Sal. 112:3, 4)
w09 15/3 p. 27 par. 10 I giusti loderanno Dio per sempre
10 I cristiani unti e i loro compagni non tengono per sé le loro ricchezze spirituali. Hanno invece “sfolgorato” nelle tenebre del mondo di Satana “come una luce per i retti”. Lo hanno fatto e continuano a farlo aiutando altri ad avvalersi dei tesori spirituali della sapienza e della conoscenza di Dio.
SALMO 112:5)
“Buono è l’uomo che è clemente e presta. Sostiene i suoi affari con giustizia.”
w09 15/3 p. 27 I giusti loderanno Dio per sempre
Clemente e giusto
13 “Buono è l’uomo che è clemente e presta”. (Sal. 112:5) Avrete notato che chi aiuta il prossimo non manifesta sempre clemenza o benignità. Alcuni lo fanno di malavoglia o con aria di superiorità. Non è piacevole ricevere aiuto da chi ci fa sentire inferiori o ci considera una seccatura o un peso. Al contrario, com’è bello ricevere aiuto da chi lo offre con benignità. Geova è il massimo esempio in quanto al dare con gioia e benignità. (1 Tim. 1:11; Giac. 1:5, 17) Sotto questo aspetto Gesù Cristo rispecchiò alla perfezione l’esempio del Padre suo. (Mar. 1:40-42) Quindi se vogliamo che Dio ci consideri giusti, dobbiamo dare in modo gioioso e benigno, specialmente quando offriamo aiuto spirituale nel servizio di campo.
14 “Sostiene i suoi affari con giustizia”. (Sal. 112:5) Com’era predetto, la classe dell’economo fedele cura gli interessi del Signore in armonia con la giustizia di Geova. (Leggi Luca 12:42-44). Lo si vede dai consigli scritturali dati agli anziani, che a volte devono trattare casi di grave peccato nella congregazione. Il modo giusto di fare le cose si vede anche dalle istruzioni basate sulla Bibbia che la classe dello schiavo impartisce per il buon funzionamento di congregazioni, case missionarie e case Betel. Non solo gli anziani ma anche gli altri cristiani devono manifestare la qualità della giustizia nei loro rapporti con gli altri, siano essi credenti o meno, e questo vale anche per le questioni d’affari. — Leggi Michea 6:8, 11.
SALMO 112:6)
“Poiché non sarà mai fatto vacillare. Il giusto mostrerà d’essere in ricordo a tempo indefinito.”
w09 15/3 p. 28 par. 15 I giusti loderanno Dio per sempre
In caso di disastri, possono affrontare meglio la situazione perché confidano nel sostegno di Geova. Egli non permette mai che i giusti ‘vacillino’: li aiuta e dà loro la forza di perseverare. — Filip. 4:13.
w09 15/3 p. 28 par. 15 I giusti loderanno Dio per sempre
Sal. 112:6
w09 15/3 p. 28 par. 15 I giusti loderanno Dio per sempre
15 “Poiché non sarà mai fatto vacillare. Il giusto mostrerà d’essere in ricordo a tempo indefinito.
SALMO 112:7)
“Non avrà timore nemmeno di cattive notizie. Il suo cuore è saldo, confida in Geova.”
w09 15/3 p. 28 par. 16 I giusti loderanno Dio per sempre
16 Quelli che Dio considera giusti devono anche sopportare l’odio e le menzogne diffuse dagli oppositori, che non hanno mai ridotto né mai ridurranno al silenzio i veri cristiani. I servitori di Dio continuano invece a essere saldi e incrollabili nell’opera che Geova ha affidato loro: predicare la buona notizia del Regno e fare discepoli di tutti coloro che l’accettano.
w09 15/3 p. 28 par. 15 I giusti loderanno Dio per sempre
Mai prima d’ora si erano udite tante cattive notizie, tra cui guerre, terrorismo, comparsa di nuove malattie e recrudescenza di vecchie, criminalità, povertà e inquinamento senza precedenti. Coloro che Dio considera giusti non sono immuni dagli effetti di queste cattive notizie, ma il futuro non li spaventa. Al contrario il loro cuore è “saldo” e “incrollabile” mentre guardano al futuro con fiducia, sapendo che il giusto nuovo mondo di Dio è vicino. In caso di disastri, possono affrontare meglio la situazione perché confidano nel sostegno di Geova.
w09 15/3 p. 28 par. 15 I giusti loderanno Dio per sempre
Sal. 112:6-
w09 15/3 p. 28 par. 15 I giusti loderanno Dio per sempre
Non avrà timore nemmeno di cattive notizie. Il suo cuore è saldo, confida in Geova.
SALMO 112:8)
“Il suo cuore è incrollabile; non avrà timore, Finché guarda sui suoi avversari.”
w09 15/3 p. 28 par. 15 I giusti loderanno Dio per sempre
Coloro che Dio considera giusti non sono immuni dagli effetti di queste cattive notizie, ma il futuro non li spaventa. Al contrario il loro cuore è “saldo” e “incrollabile” mentre guardano al futuro con fiducia, sapendo che il giusto nuovo mondo di Dio è vicino. In caso di disastri, possono affrontare meglio la situazione perché confidano nel sostegno di Geova.
w09 15/3 p. 28 par. 15 I giusti loderanno Dio per sempre
Il suo cuore è incrollabile; non avrà timore, finché guarda sui suoi avversari”. (Sal. 112:6-8)
w09 15/3 p. 28 par. 16 I giusti loderanno Dio per sempre
È probabile che i giusti incontrino maggiore opposizione man mano che si avvicina la fine. Tale odio raggiungerà il culmine nell’attacco che Satana il Diavolo sferrerà in tutta la terra nel suo ruolo di Gog di Magog. Allora ‘guarderemo sui nostri avversari’ che subiranno un’umiliante sconfitta. Che esperienza sarà vedere la completa santificazione del nome di Geova! — Ezec. 38:18, 22, 23.
SALMO 112:9)
“Egli ha distribuito ampiamente; ha dato ai poveri. La sua giustizia dura per sempre. Il suo proprio corno sarà esaltato con gloria.”
w09 15/3 p. 27 parr. 11-12 I giusti loderanno Dio per sempre
11 I servitori di Dio, sia l’unta classe dello schiavo che coloro che formano la “grande folla”, si sono dimostrati generosi in senso materiale. Salmo 112:9 dice: “Egli ha distribuito ampiamente; ha dato ai poveri”. Oggi i veri cristiani spesso aiutano i compagni di fede e altri che sono nel bisogno. Impiegano inoltre le loro risorse economiche per organizzare soccorsi in occasione di disastri. Come indicò Gesù, anche questo è fonte di felicità. — Leggi Atti 20:35; 2 Corinti 9:7.
12 Pensate inoltre al denaro speso per pubblicare questa rivista in 172 lingue, molte delle quali sono parlate da persone relativamente povere. Un altro fatto da considerare è che questo periodico è prodotto anche in varie lingue dei segni usate dai sordi, oltre che in braille a beneficio dei ciechi.
w09 15/3 p. 28 I giusti loderanno Dio per sempre
“Esaltato con gloria”
17 Sarà davvero una gioia lodare Geova unitamente, senza l’opposizione del Diavolo e del suo mondo. Tutti coloro che manterranno una condizione giusta agli occhi di Dio avranno tale gioia per sempre. Non subiranno un’ignominiosa sconfitta, poiché Geova promette anche che il “corno” dei giusti “sarà esaltato con gloria”. (Sal. 112:9) Colui che Geova considera giusto esulterà vittoriosamente vedendo la disfatta di tutti i nemici della sovranità di Geova.
SALMO 112:10)
“Il malvagio stesso vedrà e certamente si sentirà vessato. Digrignerà i suoi medesimi denti e in effetti si struggerà. Il desiderio dei malvagi perirà.”
w09 15/3 p. 28 par. 18 I giusti loderanno Dio per sempre
18 “Il malvagio stesso vedrà e certamente si sentirà vessato. Digrignerà i suoi medesimi denti e in effetti si struggerà. Il desiderio dei malvagi perirà”. (Sal. 112:10) Tutti quelli che continuano a opporsi ai servitori di Dio presto ‘si struggeranno’ per l’invidia e l’odio. Il loro desiderio di porre fine alla nostra opera “perirà” con loro nell’imminente “grande tribolazione”. — Matt. 24:21.
SALMO 113:1)
“Lodate Iah! Offrite lode, o servitori di Geova, Lodate il nome di Geova.”
w97 1/7 p. 16 Separati in tutto il mondo quali lodatori gioiosi
“Lodate Iah! Offrite lode, o servitori di Geova, lodate il nome di Geova”. — SALMO 113:1.
GEOVA DIO è il grande Creatore del cielo e della terra, il nostro eterno Sovrano universale. È pienamente degno di ricevere la nostra lode entusiastica. Per questo Salmo 113:1-3 comanda: “Lodate Iah! Offrite lode, o servitori di Geova, lodate il nome di Geova. Il nome di Geova sia benedetto da ora in poi e a tempo indefinito. Dal levar del sole fin dove tramonta il nome di Geova dev’esser lodato”.
2 Come Testimoni di Dio siamo felici di fare questo. Com’è emozionante sapere che presto Geova Dio farà sì che questo gioioso canto di lode che oggi cantiamo riempia l’intera terra! (Salmo 22:27) Si ode la vostra voce in questo grandioso coro mondiale? Se sì, come deve rendervi felici l’essere separati da questo mondo diviso e privo di gioia!
3 La lode che rendiamo a Geova unitamente ci rende di sicuro diversi, unici. Parliamo e insegniamo concordemente e usiamo gli stessi metodi per dichiarare ‘l’abbondanza della bontà di Geova’. (Salmo 145:7) Sì, come dedicato popolo di Geova, siamo appartati per il servizio del nostro Dio, Geova. Al suo antico popolo dedicato, Israele, Dio disse che doveva mantenersi separato dalle nazioni circostanti e non contaminarsi con le loro pratiche. (Esodo 34:12-16) Per aiutare i suoi servitori in tal senso diede loro delle leggi. Similmente oggi Geova ci ha dato la sua Sacra Parola, la Bibbia. Le istruzioni in essa contenute ci mostrano come tenerci separati dal mondo. (2 Corinti 6:17; 2 Timoteo 3:16, 17) Non ci teniamo separati isolandoci in conventi e monasteri, come fanno i frati e le suore di Babilonia la Grande. Seguendo l’esempio di Gesù Cristo, siamo pubblici lodatori di Geova.
w92 15/11 pp. 8-9 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
Lodate Iah!
5 Il Salmo 113 risponde alla domanda: Perché lodare Geova? Inizia col comando: “Lodate Iah! Offrite lode, o servitori di Geova, lodate il nome di Geova. Il nome di Geova sia benedetto da ora in poi e a tempo indefinito”. (Salmo 113:1, 2) “Alleluia!” Sì, “Lodate Iah!” Questo comando si applica in special modo al popolo di Dio in questo “tempo della fine”. (Daniele 12:4) Da ora e per sempre il nome di Geova dev’essere esaltato in tutta la terra. I suoi Testimoni dichiarano ora che Geova è Dio, Cristo è Re e il Regno è stato istituito in cielo. Satana il Diavolo e la sua organizzazione non possono soffocare questo coro di lode a Geova.
6 Il cantico di lode continuerà finché Geova non lo avrà fatto risuonare in tutta la terra. “Dal levar del sole fin dove tramonta il nome di Geova dev’esser lodato”. (Salmo 113:3) Questo significa più che l’adorazione quotidiana resa da alcune creature sulla terra. Il sole si leva a est e tramonta a ovest, abbracciando l’intera terra. Presto, ovunque risplenda il sole, il nome di Geova sarà lodato da tutti coloro che saranno stati liberati dalla schiavitù della falsa religione e dell’organizzazione di Satana. Oggi questo cantico che non cesserà mai viene cantato dagli unti testimoni di Geova e da quelli che diverranno figli terreni del suo Re, Gesù Cristo. Che privilegio è per loro poter cantare le lodi di Geova!
SALMO 113:2)
“Il nome di Geova sia benedetto Da ora in poi e a tempo indefinito.”
w92 15/11 pp. 8-9 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
Lodate Iah!
5 Il Salmo 113 risponde alla domanda: Perché lodare Geova? Inizia col comando: “Lodate Iah! Offrite lode, o servitori di Geova, lodate il nome di Geova. Il nome di Geova sia benedetto da ora in poi e a tempo indefinito”. (Salmo 113:1, 2) “Alleluia!” Sì, “Lodate Iah!” Questo comando si applica in special modo al popolo di Dio in questo “tempo della fine”. (Daniele 12:4) Da ora e per sempre il nome di Geova dev’essere esaltato in tutta la terra. I suoi Testimoni dichiarano ora che Geova è Dio, Cristo è Re e il Regno è stato istituito in cielo. Satana il Diavolo e la sua organizzazione non possono soffocare questo coro di lode a Geova.
6 Il cantico di lode continuerà finché Geova non lo avrà fatto risuonare in tutta la terra. “Dal levar del sole fin dove tramonta il nome di Geova dev’esser lodato”. (Salmo 113:3) Questo significa più che l’adorazione quotidiana resa da alcune creature sulla terra. Il sole si leva a est e tramonta a ovest, abbracciando l’intera terra. Presto, ovunque risplenda il sole, il nome di Geova sarà lodato da tutti coloro che saranno stati liberati dalla schiavitù della falsa religione e dell’organizzazione di Satana. Oggi questo cantico che non cesserà mai viene cantato dagli unti testimoni di Geova e da quelli che diverranno figli terreni del suo Re, Gesù Cristo. Che privilegio è per loro poter cantare le lodi di Geova!
SALMO 113:3)
“Dal levar del sole fin dove tramonta Il nome di Geova dev’esser lodato.”
w06 1/9 p. 14 par. 1 Punti notevoli del Libro Quinto dei Salmi
113:3: In che senso il nome di Geova dev’essere lodato “dal levar del sole fin dove tramonta”? Qui non si parla solo di un gruppo di persone che adorano Dio ogni giorno. Da dove si leva a est fin dove tramonta a ovest, il sole illumina con i suoi raggi l’intero globo. In modo simile Geova dev’essere lodato in tutta la terra. Questo non è possibile senza uno sforzo congiunto. Quali suoi Testimoni abbiamo il grande privilegio di lodare Geova Dio e partecipare con zelo all’opera di predicare il Regno.
w92 15/11 p. 9 par. 6 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
6 Il cantico di lode continuerà finché Geova non lo avrà fatto risuonare in tutta la terra. “Dal levar del sole fin dove tramonta il nome di Geova dev’esser lodato”. (Salmo 113:3) Questo significa più che l’adorazione quotidiana resa da alcune creature sulla terra. Il sole si leva a est e tramonta a ovest, abbracciando l’intera terra. Presto, ovunque risplenda il sole, il nome di Geova sarà lodato da tutti coloro che saranno stati liberati dalla schiavitù della falsa religione e dell’organizzazione di Satana. Oggi questo cantico che non cesserà mai viene cantato dagli unti testimoni di Geova e da quelli che diverranno figli terreni del suo Re, Gesù Cristo. Che privilegio è per loro poter cantare le lodi di Geova!
it-2 p. 1007 Sole, Levare e tramontare del
L’espressione ‘da dove si leva a dove tramonta il sole’ significa da E a O. Questo è il senso di Salmo 113:3: “Dal levar del sole fin dove tramonta il nome di Geova dev’esser lodato”. (Vedi anche Mal 1:11; Isa 45:6). La stessa espressione ebraica può significare inoltre tutto il giorno.
SALMO 113:4)
“Geova è divenuto alto al di sopra di tutte le nazioni; La sua gloria è al di sopra dei cieli.”
w92 15/11 p. 9 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
Geova è incomparabile
7 Il salmista aggiunge: “Geova è divenuto alto al di sopra di tutte le nazioni; la sua gloria è al di sopra dei cieli”. (Salmo 113:4) Questo richiama l’attenzione su due aspetti della supremazia di Dio: (1) Per Geova, il Supremo, “alto al di sopra di tutte le nazioni”, esse non sono che una goccia dal secchio e un semplice velo di polvere sulla bilancia; (Isaia 40:15: Daniele 7:18) (2) la sua gloria è assai superiore a quella dei cieli fisici, in quanto gli angeli compiono la sua sovrana volontà. — Salmo 19:1, 2; 103:20, 21.
SALMO 113:5)
“Chi è simile a Geova nostro Dio, Il quale fa la sua dimora in alto?”
it-2 p. 1158 Umiltà
Una qualità di Dio. Geova Dio stesso include fra le sue qualità l’umiltà. Non che vi sia da parte sua alcuna inferiorità o sottomissione ad altri, bensì egli mostra umiltà nell’esercitare misericordia e grande compassione verso gli umili peccatori. E il fatto che abbia rapporti con i peccatori e abbia provveduto suo Figlio come sacrificio per i peccati del genere umano è un’espressione della sua umiltà. Geova Dio ha permesso il male per circa 6.000 anni e ha consentito agli esseri umani di moltiplicarsi, benché il loro padre Adamo avesse peccato. Nella sua immeritata benignità Geova mostrò misericordia ai discendenti di Adamo, dando loro l’opportunità di ottenere la vita eterna. (Ro 8:20, 21) Tutto questo mostra, insieme alle altre ottime qualità di Dio, la sua umiltà.
Il re Davide vide e apprezzò questa qualità nell’immeritata benignità mostratagli da Dio. Dopo che Geova l’aveva liberato dalla mano di tutti i suoi nemici, cantò: “Mi darai il tuo scudo di salvezza, ed è la tua umiltà che mi fa grande”. (2Sa 22:36; Sl 18:35) Benché Geova sieda con gran dignità nel suo elevato luogo nel più alto dei cieli, si può dire di lui: “Chi è simile a Geova nostro Dio, il quale fa la sua dimora in alto? Egli accondiscende a guardare sul cielo e sulla terra, facendo levare il misero dalla medesima polvere; esalta il povero dalla stessa fossa della cenere, per farlo sedere coi nobili, coi nobili del suo popolo”. — Sl 113:5-8.
SALMO 113:6)
“Egli accondiscende a guardare sul cielo e sulla terra,”
w06 15/6 p. 31 Orgoglio e umiltà: due esempi opposti
Anche se Geova è la Persona più importante dell’universo, Salmo 113:6, 7 dice che “egli accondiscende a guardare [“si abbassa a guardare”, Nuova Riveduta] sul cielo e sulla terra, facendo levare il misero dalla medesima polvere; esalta il povero dalla stessa fossa della cenere”.
w06 1/9 p. 14 par. 8 Punti notevoli del Libro Quinto dei Salmi
113:4-9. Geova è così alto che deve accondiscendere anche “a guardare sul cielo”. Tuttavia ha compassione del misero, del povero e della donna sterile. Il Sovrano Signore Geova è umile e vuole che lo siano anche i suoi adoratori. — Giacomo 4:6.
w05 15/10 p. 27 parr. 4-5 Coltivate la vera umiltà
4 Nell’aiutare gli esseri umani peccatori nessuno, in tutto l’universo, è stato così umile come il Sovrano Signore. Il salmista poté scrivere: “Geova è divenuto alto al di sopra di tutte le nazioni; la sua gloria è al di sopra dei cieli. Chi è simile a Geova nostro Dio, il quale fa la sua dimora in alto? Egli accondiscende a guardare sul cielo e sulla terra, facendo levare il misero dalla medesima polvere; esalta il povero dalla stessa fossa della cenere”. — Salmo 113:4-7.
5 Notate l’espressione “accondiscende a guardare”. Altre Bibbie, nel tradurre Salmo 113:6, dicono che Dio “si china a guardare”, “si abbassa a guardare”, “si umilia per guardare”. (Parola del Signore; Nuova Riveduta; Young’s Literal Translation of the Holy Bible) Che bel modo di descrivere come il nostro umile Dio presta amorevolmente attenzione ai bisogni dei suoi imperfetti adoratori umani! — 2 Samuele 22:36.
w04 1/11 p. 29 Cosa significa per noi l’umiltà di Geova
In Salmo 113:6, 7 leggiamo: “[Geova] accondiscende a guardare sul cielo e sulla terra, facendo levare il misero dalla medesima polvere”. Il fatto che “accondiscende” significa che “si china a guardare” o che “si umilia per guardare”. (Garofalo; Young’s Literal Translation of the Holy Bible)
w93 1/12 pp. 14-15 parr. 4-5 Esempi di umiltà da imitare
Di nuovo, in Salmo 113:6, leggiamo che Geova “accondiscende a guardare sul cielo e sulla terra”. Altre traduzioni dicono: “Si china a guardare quaggiù” (Parola del Signore), “si degna di guardare così in basso”. — The New English Bible.
5 Geova Dio si mostrò davvero condiscendente nel modo in cui trattò Abraamo, permettendogli di sindacare la Sua giustizia in quanto alla Sua intenzione di distruggere le malvage città di Sodoma e Gomorra. (Genesi 18:23-32) E quando Geova dichiarò di voler spazzare via la nazione di Israele — una volta per l’idolatria, un’altra volta per la ribellione — in entrambi i casi Mosè ragionò con Geova come se stesse parlando con un uomo come lui. Ogni volta Geova rispose favorevolmente. Ci volle umiltà da parte Sua per accondiscendere alle richieste di Mosè relative al Suo popolo, Israele. (Esodo 32:9-14; Numeri 14:11-20) Geova diede prova di umiltà pure in altre occasioni, quando trattò con esseri umani ponendosi, per così dire, sul loro stesso piano, come nel caso di Gedeone e in quello di Giona, episodi di cui si parla in Giudici 6:36-40 e Giona 4:9-11.
w92 15/11 p. 9 par. 8 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
8 Commosso dalla sublime maestà di Dio, il salmista disse: “Chi è simile a Geova nostro Dio, il quale fa la sua dimora in alto? Egli accondiscende [“si china”, CEI] a guardare sul cielo e sulla terra”. (Salmo 113:5, 6) Dio è così eminente che deve accondiscendere o ‘chinarsi’ per osservare ciò che avviene in cielo e sulla terra. Pur non essendo inferiore né sottomesso a nessuno, Geova mostra umiltà esercitando misericordia e compassione verso i miseri peccatori. L’aver dato suo Figlio, Gesù Cristo, come “sacrificio propiziatorio” per i cristiani unti e per il mondo del genere umano è un’espressione di umiltà da parte di Geova. — 1 Giovanni 2:1, 2.
it-1 p. 485 Cielo
Dalla sua suprema o eccelsa posizione Geova in effetti ‘guarda’ i sottostanti cieli fisici e la terra (Sl 14:2; 102:19; 113:6), e da tale posizione elevata parla, esaudisce suppliche e giudica. (1Re 8:49; Sl 2:4-6; 76:8; Mt 3:17)
it-2 p. 1158 Umiltà
Una qualità di Dio. Geova Dio stesso include fra le sue qualità l’umiltà. Non che vi sia da parte sua alcuna inferiorità o sottomissione ad altri, bensì egli mostra umiltà nell’esercitare misericordia e grande compassione verso gli umili peccatori. E il fatto che abbia rapporti con i peccatori e abbia provveduto suo Figlio come sacrificio per i peccati del genere umano è un’espressione della sua umiltà. Geova Dio ha permesso il male per circa 6.000 anni e ha consentito agli esseri umani di moltiplicarsi, benché il loro padre Adamo avesse peccato. Nella sua immeritata benignità Geova mostrò misericordia ai discendenti di Adamo, dando loro l’opportunità di ottenere la vita eterna. (Ro 8:20, 21) Tutto questo mostra, insieme alle altre ottime qualità di Dio, la sua umiltà.
Il re Davide vide e apprezzò questa qualità nell’immeritata benignità mostratagli da Dio. Dopo che Geova l’aveva liberato dalla mano di tutti i suoi nemici, cantò: “Mi darai il tuo scudo di salvezza, ed è la tua umiltà che mi fa grande”. (2Sa 22:36; Sl 18:35) Benché Geova sieda con gran dignità nel suo elevato luogo nel più alto dei cieli, si può dire di lui: “Chi è simile a Geova nostro Dio, il quale fa la sua dimora in alto? Egli accondiscende a guardare sul cielo e sulla terra, facendo levare il misero dalla medesima polvere; esalta il povero dalla stessa fossa della cenere, per farlo sedere coi nobili, coi nobili del suo popolo”. — Sl 113:5-8.
SALMO 113:7)
“Facendo levare il misero dalla medesima polvere; Esalta il povero dalla stessa fossa della cenere,”
w06 1/9 p. 14 par. 8 Punti notevoli del Libro Quinto dei Salmi
113:4-9. Geova è così alto che deve accondiscendere anche “a guardare sul cielo”. Tuttavia ha compassione del misero, del povero e della donna sterile. Il Sovrano Signore Geova è umile e vuole che lo siano anche i suoi adoratori. — Giacomo 4:6.
w92 15/11 pp. 9-10 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
Geova è compassionevole
9 Dando risalto alla compassione di Dio, il salmista aggiunge che Geova fa “levare il misero dalla medesima polvere; esalta il povero dalla stessa fossa della cenere, per farlo sedere coi nobili, coi nobili del suo popolo. Fa dimorare la donna sterile in una casa come gioiosa madre di figli. Lodate Iah!” (Salmo 113:7-9) I servitori di Geova hanno fede che egli può liberare i giusti che si trovano nel bisogno, cambiare la loro condizione e soddisfare le loro legittime aspirazioni e necessità. ‘L’Alto ed Eccelso ravviva lo spirito dei modesti e il cuore di quelli che sono affranti’. — Isaia 57:15.
10 In che modo Geova ‘esalta il povero per farlo sedere coi nobili’? Quando è sua volontà, Dio mette i suoi servitori in posizioni altolocate la cui gloria è pari a quella dei nobili. Fece questo con Giuseppe, che divenne amministratore annonario d’Egitto. (Genesi 41:37-49) In Israele sedere con i nobili, o uomini autorevoli fra il popolo di Geova, era considerato un grande privilegio. Come gli odierni anziani cristiani, quegli uomini godevano dell’aiuto e della benedizione di Dio.
SALMO 113:8)
“Per far[lo] sedere coi nobili, Coi nobili del suo popolo.”
w92 15/11 p. 10 par. 9 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
(Salmo 113:7-
w92 15/11 p. 10 par. 10 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
10 In che modo Geova ‘esalta il povero per farlo sedere coi nobili’? Quando è sua volontà, Dio mette i suoi servitori in posizioni altolocate la cui gloria è pari a quella dei nobili. Fece questo con Giuseppe, che divenne amministratore annonario d’Egitto. (Genesi 41:37-49) In Israele sedere con i nobili, o uomini autorevoli fra il popolo di Geova, era considerato un grande privilegio. Come gli odierni anziani cristiani, quegli uomini godevano dell’aiuto e della benedizione di Dio.
w92 15/11 p. 9 par. 9 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
per farlo sedere coi nobili, coi nobili del suo popolo.
SALMO 113:9)
“Fa dimorare la donna sterile in una casa Come gioiosa madre di figli. Lodate Iah!”
w92 15/11 p. 10 par. 11 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
11 Che dire del ‘fare della donna sterile una madre gioiosa’? Dio diede alla sterile Anna un figlio, Samuele, che lei dedicò al Suo servizio. (1 Samuele 1:20-28) Cosa ancora più significativa, a cominciare con Gesù e col versamento dello spirito santo sui discepoli alla Pentecoste del 33 E.V., la donna simbolica di Dio, la Sion celeste, cominciò a generare figli spirituali. (Isaia 54:1-10, 13; Atti 2:1-4) E proprio come ristabilì gli ebrei nella loro patria dopo l’esilio in Babilonia, così nel 1919 Dio liberò l’unto rimanente dell’“Israele di Dio” dalla cattività babilonica e l’ha talmente benedetto in senso spirituale che le parole di Salmo 113:7-9 si applicano in particolar modo a questa classe. (Galati 6:16) Quali leali testimoni di Geova, il rimanente dell’Israele spirituale e i suoi compagni che hanno la speranza terrena rispondono di cuore alle parole conclusive del Salmo 113: “Lodate Iah!”
SALMO 114:1)
“Quando Israele uscì dall’Egitto, La casa di Giacobbe da un popolo che parlava in modo non intelligibile,”
w92 15/11 p. 10 par. 12 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
12 Il Salmo 114 mostra l’incomparabilità di Geova citando avvenimenti straordinari che interessarono gli israeliti. Il salmista cantò: “Quando Israele uscì dall’Egitto, la casa di Giacobbe da un popolo che parlava in modo non intelligibile, Giuda divenne il suo luogo santo, Israele il suo grande dominio”. (Salmo 114:1, 2) Dio liberò Israele dalla schiavitù sotto gli egiziani, la cui lingua era strana ai loro orecchi. La liberazione del popolo di Geova, chiamato Giuda e Israele in questo parallelismo poetico, dimostra che Dio è in grado di liberare tutti i suoi servitori odierni.
SALMO 114:2)
“Giuda divenne il suo luogo santo, Israele il suo grande dominio.”
w92 15/11 p. 10 par. 12 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
12 Il Salmo 114 mostra l’incomparabilità di Geova citando avvenimenti straordinari che interessarono gli israeliti. Il salmista cantò: “Quando Israele uscì dall’Egitto, la casa di Giacobbe da un popolo che parlava in modo non intelligibile, Giuda divenne il suo luogo santo, Israele il suo grande dominio”. (Salmo 114:1, 2) Dio liberò Israele dalla schiavitù sotto gli egiziani, la cui lingua era strana ai loro orecchi. La liberazione del popolo di Geova, chiamato Giuda e Israele in questo parallelismo poetico, dimostra che Dio è in grado di liberare tutti i suoi servitori odierni.
SALMO 114:3)
“Il mare stesso vide e si diede alla fuga; In quanto al Giordano, tornava indietro.”
w92 15/11 p. 10 par. 13 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
(Salmo 114:3
w92 15/11 p. 10 par. 13 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
13 La sovranità di Geova su tutto il creato è evidente dalle parole: “Il mare stesso vide e si diede alla fuga; in quanto al Giordano, tornava indietro.
SALMO 114:4)
“I monti stessi saltarono all’intorno come montoni, I colli come agnelli.”
w92 15/11 p. 10 par. 13 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
I monti stessi saltarono all’intorno come montoni, i colli come agnelli.
w92 15/11 p. 10 par. 13 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
Salmo 114:3-
w92 15/11 p. 10 par. 13 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
‘I monti saltavano all’intorno come montoni’ quando il monte Sinai fumava e tremava in occasione dell’istituzione del patto della Legge. (Esodo 19:7-18)
it-2 p. 315 Montagna, Monte
Al monte Sinai che tremava si riferisce evidentemente la descrizione simbolica dei ‘monti che saltano come montoni’. (Sl 114:4, 6)
it-2 p. 523 Pecora
L’espressione figurata dei ‘monti che saltavano all’intorno come montoni’ (Sl 114:4-6; cfr. Sl 29:5, 6) sembra alludere al tremore del monte Sinai quando Geova diede la Legge a Israele. — Eso 19:18; Sl 68:8.
SALMO 114:5)
“Che avevi, o mare, che ti desti alla fuga, O Giordano, che tornavi indietro?”
w92 15/11 pp. 10-11 par. 13 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
Per portare il cantico al punto culminante, il salmista si esprime in forma di domanda, forse a indicare che cose inanimate come il mare, il fiume, i monti e i colli furono presi da timore reverenziale davanti a quelle manifestazioni della potenza di Geova.
w92 15/11 p. 10 par. 13 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
(Salmo 114:3-6) Il Mar Rosso “si diede alla fuga” quando Dio vi aprì un varco per farvi passare il suo popolo. Israele vide quindi la grande mano di Geova abbattersi sugli egiziani quando le acque tornarono al loro posto uccidendoli. (Esodo 14:21-31) Con una simile manifestazione di potenza divina, il fiume Giordano “tornava indietro”, cosa che permise agli israeliti di attraversarlo ed entrare in Canaan. (Giosuè 3:14-16)
w92 15/11 p. 10 par. 13 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
Che avevi, o mare, che ti desti alla fuga, o Giordano, che tornavi indietro?
SALMO 114:6)
“O monti, che vi metteste a saltare all’intorno come montoni; O colli, come agnelli?”
w92 15/11 pp. 10-11 par. 13 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
‘I monti saltavano all’intorno come montoni’ quando il monte Sinai fumava e tremava in occasione dell’istituzione del patto della Legge. (Esodo 19:7-18) Per portare il cantico al punto culminante, il salmista si esprime in forma di domanda, forse a indicare che cose inanimate come il mare, il fiume, i monti e i colli furono presi da timore reverenziale davanti a quelle manifestazioni della potenza di Geova.
w92 15/11 p. 10 par. 13 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
O monti, che vi metteste a saltare all’intorno come montoni; o colli, come agnelli?” (Salmo 114:3-6)
it-2 p. 315 Montagna, Monte
Al monte Sinai che tremava si riferisce evidentemente la descrizione simbolica dei ‘monti che saltano come montoni’. (Sl 114:4, 6)
it-2 p. 523 Pecora
L’espressione figurata dei ‘monti che saltavano all’intorno come montoni’ (Sl 114:4-6; cfr. Sl 29:5, 6) sembra alludere al tremore del monte Sinai quando Geova diede la Legge a Israele. — Eso 19:18; Sl 68:8.
SALMO 114:7)
“A causa del Signore sii in penosi dolori, o terra, A causa dell’Iddio di Giacobbe,”
w92 15/11 p. 11 par. 14 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
14 Alludendo ancora alla potenza di Geova, il salmista cantò: “A causa del Signore sii in penosi dolori, o terra, a causa dell’Iddio di Giacobbe, che cambia la roccia in stagno d’acqua folto di canne, la roccia di silice in sorgente d’acqua”. (Salmo 114:7, 8) Con un linguaggio figurato, il salmista indica così che l’umanità dovrebbe provare profonda riverenza davanti a Geova, il Sovrano Universale e Signore dell’intera terra. Egli era l’“Iddio di Giacobbe”, o Israele, come è l’Iddio degli israeliti spirituali e dei loro compagni terreni.
SALMO 114:8)
“Che cambia la roccia in stagno d’acqua folto di canne, La roccia di silice in sorgente d’acqua.”
w92 15/11 p. 11 par. 14 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
che cambia la roccia in stagno d’acqua folto di canne, la roccia di silice in sorgente d’acqua”. (Salmo 114:7, 8)
w92 15/11 p. 11 par. 14 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
A Meriba e a Cades nel deserto, Geova mostrò la sua potenza provvedendo miracolosamente acqua a Israele, cambiando “la roccia in stagno d’acqua folto di canne, la roccia di silice in sorgente”. (Esodo 17:1-7; Numeri 20:1-11) Questi rammemoratori della maestosa potenza di Geova e della sua tenera cura forniscono ai suoi Testimoni valide ragioni per avere assoluta fede in lui.
SALMO 115:8)
“Proprio come loro diverranno quelli che li fanno, Tutti quelli che in essi confidano.”
w92 15/11 p. 11 par. 16 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
Gli idoli delle nazioni, invece, non possono fare nulla, perché sono statue d’argento e d’oro fatte dall’uomo. Nonostante abbiano bocca, occhi e orecchi, sono muti, ciechi e sordi. Hanno naso, ma non possono odorare, piedi, ma non possono camminare, gola, ma non possono esprimere nessun suono. Quelli che fanno idoli impotenti e quelli che confidano in essi diventeranno privi di vita come loro. — Versetti 4-8.
SALMO 115:11)
“Voi che temete Geova, confidate in Geova; Egli è il loro aiuto e il loro scudo.”
w92 15/11 p. 11 par. 15 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
15 Il Salmo 115 ci esorta a lodare Geova e a confidare in lui. Gli ascrive la capacità di benedire e dare aiuto e dimostra l’inutilità degli idoli. Il salmo veniva forse cantato in forma antifonale, nel qual caso una voce cantava: “Voi che temete Geova, confidate in Geova”, e la congregazione rispondeva: “Egli è il loro aiuto e il loro scudo”. — Salmo 115:11.
w92 15/11 p. 11 par. 17 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
17 Viene poi data l’esortazione a confidare in Geova quale Aiuto e Scudo protettore di Israele, della casa sacerdotale di Aaronne e di tutti quelli che temono Dio. (Salmo 115:9-11) Poiché temiamo Geova, anche noi nutriamo profonda riverenza per Dio e sano timore di dispiacergli.
SALMO 115:16)
“Riguardo ai cieli, i cieli appartengono a Geova, Ma la terra l’ha data ai figli degli uomini.”
g 12/09 p. 10 Perché esistiamo?
La Bibbia dice in merito al proposito di Dio: “Riguardo ai cieli, i cieli appartengono a Geova, ma la terra l’ha data ai figli degli uomini”. (Salmo 115:16) A quanto pare in questo universo l’unico posto adatto alla vita dell’uomo è la terra, che Geova ha creato proprio a questo scopo.
w92 15/11 p. 11 par. 17 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
I cieli sono il luogo del trono di Dio ma egli ha fatto della terra la dimora eterna dell’umanità leale e ubbidiente.
w92 15/11 p. 11 par. 17 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
Salmo 115:16
g92 8/9 pp. 13-14 L’esplorazione dello spazio: Cosa riserva il futuro?
L’uomo metterà mai piede sui pianeti?
La famosa serie di film americani Star Trek ha solleticato in milioni di persone il desiderio di viaggiare nello spazio. Quali prospettive future ci sono per l’esplorazione di altri pianeti da parte di missioni con equipaggio umano? Ci sono due punti di vista da prendere in considerazione: quello umano e quello divino. Dopo tutto, la Bibbia dice che Geova è “il Fattore del cielo e della terra. Riguardo ai cieli, i cieli appartengono a Geova, ma la terra l’ha data ai figli degli uomini”. — Salmo 115:15, 16; Genesi 1:1.
Abbiamo già visto che molti scienziati sono ottimisti riguardo alla capacità dell’uomo di metter piede su Marte e stabilirvisi. Non c’è dubbio che la curiosità umana e la sete di sapere continueranno a indurre uomini e donne ad estendere le frontiere della conoscenza. Uno degli scopi del telescopio spaziale Hubble, secondo un comunicato stampa della NASA, è quello di “scoprire altri mondi, altre galassie e le origini dell’universo stesso”. La NASA afferma anche: “Le prospettive per le attività spaziali nel XXI secolo sono eccitanti e stimolanti. Possiamo immaginare traguardi importanti come industrie che funzionano in orbita, basi lunari e spedizioni su Marte con equipaggio umano. Ora che abbiamo oltrepassato la frontiera dello spazio, non si torna indietro”.
Cosa si può dire dal punto di vista biblico? È vero che Dio disse all’uomo di ‘moltiplicarsi e riempire la terra’. (Genesi 1:28) Allo stesso tempo gli diede l’intelligenza e il desiderio insaziabile di conoscere meglio il suo ambiente, compresa la biosfera, la stratosfera e ciò che c’è ancora più in là. Questo ambiente include il nostro minuscolo sistema solare e le stelle al di fuori di esso. Per questo il re Davide, circa tremila anni fa, fu ispirato a scrivere: “Quando vedo i tuoi cieli, le opere delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai preparato, che cos’è l’uomo mortale che tu ti ricordi di lui, e il figlio dell’uomo terreno che tu ne abbia cura?” — Salmo 8:3, 4.
Il telescopio Hubble ha trasmesso di recente un’immagine della galassia gigante M87. Questa galassia è stata definita una macchia di luce composta da duemila miliardi di stelle! Riuscite a immaginare questa cifra? E quanto dista M87? Si trova a 52 milioni di anni luce dalla terra, “relativamente vicina sulla scala delle distanze intergalattiche!” Ammettiamolo: in paragone con l’indescrivibile grandezza dell’universo, l’uomo e la terra sono insignificanti! Ciò che Geova sta facendo e farà in tutto questo spazio infinito va al di là della nostra attuale capacità di comprendere. Indipendentemente dalle ambizioni umane di viaggiare nello spazio, però, Dio deve prima intervenire per risolvere una contesa che è sorta sul nostro pianeta. — Rivelazione 16:14-16.
Una contesa da risolvere
La contesa riguarda la scelta fra il dominio di Dio e quello di Satana. Ecco perché i testimoni di Geova stanno proclamando in tutto il mondo che Dio deve intervenire presto per purificare la terra da malvagità, corruzione, omicidio, violenza e guerre. — Marco 13:10; 2 Corinti 4:4.
Gli astronauti che hanno osservato la terra dallo spazio, a centinaia di chilometri di distanza, sono rimasti affascinati dalla bellezza di questo gioiello planetario. Vista da lassù la terra non appare divisa e frammentata da confini politici. Non è che un’unica meravigliosa dimora per la famiglia umana. Noi, però, viviamo in un mondo pieno di avidità, invidia, menzogne, sfruttamento, ingiustizia, terrore, paura, criminalità e violenza. Cosa ci vuole per far rinsavire l’uomo?
La Bibbia indica che Geova Dio, il Fattore e Proprietario della terra, interverrà presto contro gli inquilini indisciplinati e ingovernabili di questo pianeta. Solo chi è veramente mansueto sarà lasciato ed erediterà la terra. Solo allora potremo sapere quali altri progetti Dio ha in mente per la famiglia umana ubbidiente. — Salmo 37:11, 29; Rivelazione 11:18; 16:14-16.
SALMO 115:17)
“I morti stessi non lodano Iah, Né alcuno che scende nel silenzio.”
w92 15/11 p. 11 par. 17 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
Salmo 115:16-
w92 15/11 p. 11 par. 17 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
Dato che i morti, silenziosi e inconsci, non possono lodare Geova, noi viventi dovremmo farlo con totale devozione e lealtà. (Ecclesiaste 9:5)
SALMO 115:18)
“Ma noi stessi certamente benediremo Iah Da ora in poi e a tempo indefinito. Lodate Iah!”
w92 15/11 p. 11 par. 17 “Chi è simile a Geova nostro Dio?”
Solo quelli che lodano Geova riceveranno la vita eterna e saranno in grado di ‘benedire Iah’ per sempre, parlando bene di lui “a tempo indefinito”. Uniamoci quindi lealmente a quelli che danno ascolto all’esortazione: “Lodate Iah!” — Salmo 115:16-18.
SALMO 116:3)
“Le funi della morte mi circondarono E le stesse circostanze angustiose dello Sceol mi trovarono. Angustia e mestizia continuai a trovare.”
w87 15/3 p. 24 Un Dio felice, un popolo felice!
♦ 116:3 — Cosa sono “le funi della morte”?
Era come se la morte avesse legato con funi resistentissime il salmista, tanto strettamente da rendergli impossibile la fuga. Le funi strette intorno ai fianchi provocano fortissimi dolori, o doglie, e la versione greca dei Settanta traduce il termine ebraico reso “funi” con “doglie”. Perciò, quando Gesù Cristo morì si trovò nella stretta paralizzante, o nelle doglie, della morte. Quando Geova risuscitò Gesù, pertanto, Egli ‘sciolse le doglie della morte’. — Atti 2:24.
SALMO 116:12)
“Che cosa renderò a Geova Per tutti i suoi benefici verso di me?”
w09 15/7 p. 29 Accettate con gratitudine, date con tutto il cuore
“Che cosa renderò a Geova?”
Il salmista si chiese: “Che cosa renderò a Geova per tutti i suoi benefici verso di me?” (Sal. 116:12) Quali benefìci aveva ricevuto? Geova lo aveva sostenuto in un periodo di “angustia e mestizia”; inoltre ‘aveva liberato la sua anima dalla morte’. Ora il salmista voleva ripagarlo in qualche modo. Cosa poteva fare? Disse: “I miei voti pagherò a Geova”. (Sal. 116:3, 4, 8, 10-14) Decise quindi di mantenere tutte le promesse che aveva fatto a Dio e di adempiere tutti i doveri che aveva nei suoi confronti.
Anche voi potete ripagare Geova. Come? Conducendo una vita che si conformi in ogni circostanza alle sue leggi e ai suoi princìpi. Fate in modo, quindi, che l’adorazione di Geova rimanga la cosa più importante della vostra vita e che il suo spirito vi guidi in tutto ciò che fate. (Eccl. 12:13; Gal. 5:16-18) È chiaro che non potrete mai sdebitarvi completamente per tutto quello che ha fatto per voi; potete però ‘rallegrare il suo cuore’ impegnandovi con tutta l’anima nel suo servizio. (Prov. 27:11) Dare a Geova una soddisfazione del genere è un privilegio meraviglioso.
w98 1/12 p. 24 Alle soglie di un’accresciuta attività
Karl Adams è stato il primo e ha parlato sul soggetto “Cosa renderete a Geova?” Il discorso era basato sul Salmo 116, forse lo stesso che Gesù cantò la notte prima di morire. (Matteo 26:30, nota in calce) Quali pensieri affollavano la mente di Gesù mentre intonava le parole: “Che cosa renderò a Geova per tutti i suoi benefici verso di me”? (Salmo 116:12) Forse rifletteva sul corpo perfetto che Geova gli aveva dato. (Ebrei 10:5) L’indomani lo avrebbe offerto in sacrificio dando prova dell’intensità del suo amore.
w88 1/12 pp. 29-31 Cosa possiamo rendere a Geova?
Cosa possiamo rendere a Geova?
COME reagiamo quando qualcuno si interessa attivamente e sinceramente di noi, forse facendo qualcosa per nostro beneficio? Di solito la benignità e la generosità suscitano sentimenti di gratitudine, non è vero? Quali sentimenti nutriamo dunque nei confronti del nostro Dio, Geova, per l’amorevole benignità che continua a mostrare verso di noi?
È molto facile, presi come siamo dalle pressioni della vita quotidiana, prendere per scontata la generosità di Geova, agendo a volte come se non provassimo vera riconoscenza. Facciamo quindi bene a soffermarci e a riflettere sulla domanda del salmista: “Che cosa renderò a Geova per tutti i suoi benefici verso di me?” (Salmo 116:12) In quali modi mostreremo la nostra gratitudine?
Benefìci da Geova
Come ci sentiremmo persi senza il dono che Geova ci ha fatto, la sua Parola, la Bibbia! Nei secoli passati uomini e donne coraggiosi rischiarono la vita per avere e leggere questo libro, e ora ne comprendiamo la ragione. Gli uomini di Dio sono sempre stati grati di avere la Scrittura ispirata, comprendendo quanto è utile “per insegnare, per riprendere, per correggere, per disciplinare nella giustizia”. — 2 Timoteo 3:16.
Sappiamo tuttavia che per essere ‘del tutto preparati per ogni opera buona’ abbiamo bisogno di più che semplice conoscenza mentale della Bibbia. (2 Timoteo 3:17) È tramite il potere dello spirito santo di Dio che la nostra vita viene positivamente influenzata, come ci aiutano a capire le benevole espressioni di Geova riportate dal profeta Isaia: “E ora mi ha mandato lo stesso Sovrano Signore Geova, sì, il suo spirito. Questo è ciò che ha detto Geova, il tuo Ricompratore, il Santo d’Israele: ‘Io, Geova, sono il tuo Dio, Colui che ti insegna per il tuo beneficio, Colui che ti fa calcare la via per la quale devi camminare. Oh se tu realmente prestassi attenzione ai miei comandamenti! Allora la tua pace diverrebbe proprio come un fiume, e la tua giustizia come le onde del mare’”. (Isaia 48:16-18) Mediante il suo spirito, e tramite la sua Parola, Geova ci guida per nostro beneficio, e questo produce pace e giustizia.
Inoltre la forza attiva di Geova opera efficacemente a nostro beneficio perché è stata creata una struttura, un’organizzazione terrena, attraverso la quale lo spirito santo agisce. In 1 Corinti capitolo 12, Paolo paragona la congregazione cristiana a un corpo, e al versetto 7 dichiara: “Ma la manifestazione dello spirito è data a ciascuno per uno scopo utile”. Egli prosegue spiegando come traiamo beneficio dall’essere parte dell’organizzazione terrena di Dio.
Circa cinque anni dopo aver scritto queste parole, Paolo compose la sua lettera alla congregazione di Efeso, descrivendo ulteriormente i benefìci derivanti dall’operare insieme a questa disposizione terrena. Anche se ciò che disse valeva inizialmente per i cristiani unti, non sono anche i componenti dell’odierna “grande folla” ‘ristabiliti per l’opera di ministero’, divenendo ‘uomini fatti’ in senso spirituale, stabili nella fede, ‘non più bambini’, e ‘crescendo in ogni cosa in lui che è il capo, Cristo’? (Rivelazione 7:9; Efesini 4:12-16) Tutti noi abbiamo valide ragioni per essere grati.
Identificato con la congregazione cristiana è lo schiavo fedele e discreto, il cui compito, quello di nutrirci spiritualmente, è un’altra prova della benevolenza di Geova. (Matteo 24:45, 46) Viviamo nel predetto tempo della presenza del Signore. Lo “schiavo” sta assolvendo il suo compito? Nonostante i problemi di questi “ultimi giorni”, siamo pieni di speranza? Abbiamo uno scopo degno nella vita? (2 Timoteo 3:1-5; Romani 5:5; 1 Timoteo 4:10) Sì! E la nostra speranza non è una semplice probabilità, ma una sicura convinzione basata sulla fede, la quale a sua volta poggia su solide evidenze. — Ebrei 11:1.
È quindi chiaro che Geova, il nostro grande Benefattore, ci ha dato molte cose di cui essere grati. A questo punto è logico chiedersi:
Cosa renderò a Geova?
Innanzi tutto dobbiamo riconoscere il fatto che Geova non ha bisogno di nulla da noi. Egli è colui che dice: “L’argento è mio, e mio è l’oro”, nonché “le bestie su mille monti”. (Aggeo 2:8; Salmo 50:10; Giobbe 41:11) Questo significa che non possiamo affatto “comprare” il favore di Geova; nondimeno siamo incoraggiati a fargli offerte volontarie. (Confronta 1 Cronache 29:14). Ci sono comunque certe condizioni da soddisfare per poter offrire doni a Geova.
“Con che cosa mi presenterò a Geova? Con che cosa mi inchinerò a Dio in alto? Mi presenterò a lui con olocausti, con vitelli di un anno? Si compiacerà Geova di migliaia di montoni, di decine di migliaia di torrenti d’olio? Darò il mio figlio primogenito per la mia rivolta, il frutto del mio ventre per il peccato della mia anima? Egli ti ha dichiarato, o uomo terreno, ciò che è buono. E che cosa richiede da te Geova, se non di esercitare la giustizia e di amare la benignità e di essere modesto nel camminare col tuo Dio?” — Michea 6:6-8.
Da questo impariamo che le esigenze di Geova sono sempre ragionevoli, sempre alla nostra portata. Oltre a ciò, Gesù indicò il requisito preliminare di essere a posto con Geova e col prossimo se vogliamo che le nostre offerte siano accettate. (Matteo 5:23, 24) Avendo posto la giusta base, possiamo ora vedere come tutti abbiamo qualcosa da dare a Geova, in segno di apprezzamento per la bontà che ci mostra.
Come possiamo usare ciò che abbiamo?
Ci vogliono tempo, sforzi e anche del denaro, ma quale privilegio è rappresentare Geova nell’opera di predicazione! Questo sacrificio di lode è qualcosa che tutti noi possiamo offrire a Geova. Ecco ciò che pensa al riguardo un anziano che ha tre bambini piccoli e fa il pioniere:
“Il privilegio di essere nel servizio a tempo pieno vale qualsiasi sacrificio personale, e anche più, perché è il mezzo più efficace per rendere lode al nostro Padre celeste. Ciò mi consente anche di ringraziarlo in qualche misura per l’immeritata benignità che mi mostra”.
La moglie aggiunge: “È un vero privilegio aiutare mio marito a fare il pioniere. Questo dà all’intera famiglia la possibilità di impegnarsi di più nel ministero, e il vedere come l’amorevole mano di Geova provvede per noi in senso sia spirituale che materiale suscita in noi il desiderio di lodarlo sempre più”.
Grazie all’opera di volontari, da oltre cento anni la Società (Watch Tower) diffonde Bibbie e pubblicazioni bibliche, e dal 1920 queste vengono stampate in proprio. Il tempo e gli sforzi dei volontari che lavorano alla Betel per produrre tutte le pubblicazioni che oggi abbiamo, insieme agli sforzi compiuti dai proclamatori di congregazione e dai pionieri per distribuirle, costituiscono in effetti un ulteriore contributo alla vitale opera di predicazione. — Matteo 24:14.
Inoltre, i cristiani che vivono nei paesi economicamente più stabili sono lieti di sapere che le loro benevole offerte in denaro, inviate alla filiale della Società nel loro paese, aiutano molti loro fratelli in altre parti del mondo a dedicare tutto il loro tempo all’opera di predicare e fare discepoli. Grazie a queste contribuzioni volontarie, missionari della Scuola di Galaad, sorveglianti di circoscrizione e di distretto e pionieri speciali vengono aiutati a continuare il loro servizio a tempo pieno.
Forse non avete la possibilità di prestare servizio alla Betel o nell’ambito del programma di costruzione teocratica in atto in tutto il mondo. Ma forse avete a disposizione dei fondi che possono sostenere coloro che si impegnano in queste attività ma non hanno fondi in “avanzo” per mantenersi in tale opera. Può così esserci un’utile uguaglianza, come dice 2 Corinti 8:14. Ecco cosa diceva una lettera, scritta da una sorella anziana, che accompagnava una di queste offerte:
“Sono molto grata a Geova per le benedizioni che mi dà, e prego di continuo per i progetti di costruzione e per l’organizzazione”.
Un’altra sorella ha detto: “Preferisco che questa piccola somma serva a qualcosa di teocraticamente utile piuttosto che lasciarla in una banca che tra non molto fallirà!”
Un fratello si è espresso così: “Il consiglio di Geova di usare i nostri beni per glorificarlo è una vera protezione dai rischi dell’avido commercio, il ‘terzo settore’ del malvagio sistema di cose di Satana. Colgo questa opportunità per dirvi quanto sono grato di contribuire in qualche modo per accelerare l’incremento che Geova ci sta dando e ringraziarlo per avermi dato la possibilità di rendermi utile”.
Doni da giovani e vecchi
È incoraggiante leggere della fedele determinazione di persone anziane che, pur sperando di sopravvivere alla fine di questo sistema, si assicurano, tramite un appropriato testamento, che in caso di morte i loro beni siano usati a beneficio dell’opera del Regno. Ecco alcune dichiarazioni di esecutori testamentari a proposito dell’eccellente spirito di tali testatori:
“Gentile con tutti, per tutta la vita . . . ha amato Geova e la sua creazione”.
“Ciò di cui si preoccupava più di ogni altra cosa erano sempre gli interessi del Regno”.
“Dopo 70 anni di fedele servizio ha conseguito la ricompensa celeste . . . aveva sempre desiderato usare i suoi beni per promuovere la verità”.
È anche piacevole ricevere lettere da giovani desiderosi di impiegare le loro cose materiali per l’opera di Geova. La filiale della Società in Gran Bretagna ha ricevuto una lettera da una proclamatrice in età scolare. Diceva che il suo tema aveva ottenuto il primo premio in un saggio. Ora accludeva l’intero premio in denaro. Le pubblicazioni della Società erano state l’unica fonte da cui aveva attinto le informazioni per il suo tema sull’“Impegno cristiano”. Riteneva quindi che quel denaro appartenesse giustamente a Geova.
Dopo essersi chiesto cosa avrebbe reso a Geova, lo scrittore del Salmo 116, nei versetti 13 e 14, aggiunse: “Alzerò il calice della grande salvezza, e invocherò il nome di Geova. I miei voti pagherò a Geova, sì, di fronte a tutto il suo popolo”. Apprezzando il prezioso dono della salvezza datoci da Geova tramite suo Figlio, anche noi, come il salmista, ci sentiamo spinti a invocarLo e a mantenere le promesse che Gli abbiamo fatto.
Geova è stato molto generoso con noi, e qualsiasi cosa possiamo fare in cambio sembra piccola in confronto. Com’è dunque appropriato che, come espressione di gratitudine, facciamo tutto ciò che è nelle nostre possibilità, sotto ogni aspetto! “A te offrirò il sacrificio di rendimento di grazie, e invocherò il nome di Geova”. — Salmo 116:17.
SALMO 116:13)
“Alzerò il calice della grande salvezza, E invocherò il nome di Geova.”
it-2 p. 716 Recipienti
Il “calice”, o porzione assegnata da Geova a Gesù, non includeva solo le sofferenze, ma anche il suo battesimo nella morte che culminò con la risurrezione alla vita immortale in cielo. (Lu 12:50; Ro 6:4, 5; Eb 5:7) Per Cristo questo fu dunque anche “il calice della grande salvezza”. (Sl 116:13)
SALMO 116:14)
“I miei voti pagherò a Geova, Sì, di fronte a tutto il suo popolo.”
w09 15/7 p. 29 Accettate con gratitudine, date con tutto il cuore
Cosa poteva fare? Disse: “I miei voti pagherò a Geova”. (Sal. 116:3, 4, 8, 10-14) Decise quindi di mantenere tutte le promesse che aveva fatto a Dio e di adempiere tutti i doveri che aveva nei suoi confronti.
Anche voi potete ripagare Geova. Come? Conducendo una vita che si conformi in ogni circostanza alle sue leggi e ai suoi princìpi. Fate in modo, quindi, che l’adorazione di Geova rimanga la cosa più importante della vostra vita e che il suo spirito vi guidi in tutto ciò che fate. (Eccl. 12:13; Gal. 5:16-18)
SALMO 116:15)
“Preziosa agli occhi di Geova È la morte dei suoi leali.”
w12 15/5 p. 22 Domande dai lettori
Domande dai lettori
Qual è il significato delle parole: “Preziosa agli occhi di Geova è la morte dei suoi leali”?
▪ Sotto ispirazione un salmista cantò: “Preziosa agli occhi di Geova è la morte dei suoi leali”. (Sal. 116:15) Geova considera molto preziosa la vita di ogni suo vero adoratore. Tuttavia le suddette parole del Salmo 116 non si riferiscono alla morte di un singolo individuo.
Quando viene pronunciato un discorso funebre non è appropriato applicare Salmo 116:15 al deceduto, anche se questi era un fedele servitore di Geova. Perché? L’affermazione del salmista ha una portata più ampia. Significa che Dio considera la morte dei suoi leali come gruppo una perdita troppo grave per permettere che accada. — Sal. 72:14; 116:8.
Salmo 116:15 ci assicura che Geova non permetterà che i suoi leali servitori vengano completamente eliminati come gruppo. Infatti, la nostra storia moderna documenta i molti casi in cui abbiamo superato dure prove e persecuzioni, il che dimostra oltre ogni dubbio che Dio non permetterà mai che il suo popolo venga sterminato.
Geova non permetterà che siamo spazzati via come gruppo perché la sua potenza è illimitata e il suo proposito è infallibile. Se lasciasse accadere una cosa del genere sarebbe come se i suoi nemici fossero più potenti di lui, il che, ovviamente, è impossibile. Il proposito di Geova secondo cui la terra deve essere abitata da persone a lui leali non si adempirebbe, e anche questo non può accadere. (Isa. 45:18; 55:10, 11) Se non rimanesse nessuno che lo adora nei cortili terreni del suo grande tempio spirituale, il sacro servizio a Geova sulla terra cesserebbe. Mancherebbe il fondamento della “nuova terra”, la giusta società umana che vivrà su questo pianeta sotto il “nuovo cielo”. (Riv. 21:1) Oltretutto il Regno millenario di Cristo non potrebbe diventare realtà senza sudditi terreni. — Riv. 20:4, 5.
Se Dio consentisse ai suoi nemici di spazzare via dalla terra l’intero suo popolo, la sua posizione e la sua reputazione sarebbero messe in dubbio. Se si verificasse un evento del genere, sarebbe un disonore per Geova quale Sovrano universale. Inoltre, Geova non permetterà che i suoi leali scompaiano come gruppo a motivo del rispetto che ha per se stesso e per il suo santo nome. Pensate anche a questo: dato che in Dio non c’è ingiustizia, egli custodirà sempre, come gruppo, gli esseri umani che lo servono lealmente. (Gen. 18:25; Deut. 32:4) Per di più, permettere lo sterminio di tutti i suoi servitori sarebbe in contrasto con la Parola di Dio, che dice: “Geova non abbandonerà il suo popolo per amore del suo grande nome”. (1 Sam. 12:22) Non c’è dubbio, “Geova non abbandonerà il suo popolo, né lascerà la sua propria eredità”. — Sal. 94:14.
Com’è confortante sapere che il popolo di Geova non sparirà mai dalla faccia della terra. Facciamo quindi tutto il possibile per rimanere leali a Dio, confidando nella sua promessa: “Qualsiasi arma formata contro di te non avrà successo, e qualsiasi lingua si levi contro di te in giudizio tu la condannerai. Questo è il possedimento ereditario dei servitori di Geova, e la loro giustizia viene da me”. — Isa. 54:17.
w12 15/8 p. 30 Ricordate?
Perché non sarebbe appropriato che in un discorso funebre l’oratore applicasse Salmo 116:15 al deceduto?
Salmo 116:15 dice: “Preziosa agli occhi di Geova è la morte dei suoi leali”. Ciò significa che Dio considera la morte dell’intero numero dei suoi leali una perdita troppo grande per lasciare che accada. Egli non permetterà che i suoi servitori vengano completamente eliminati come gruppo. — 15/5, pagina 22.
w06 1/9 p. 14 par. 2 Punti notevoli del Libro Quinto dei Salmi
116:15: Quanto è ‘preziosa agli occhi di Geova la morte dei suoi leali’? Per Geova i suoi adoratori sono così preziosi che se ne permettesse la morte come gruppo pagherebbe un prezzo troppo alto. Se Geova lasciasse accadere una cosa del genere sarebbe come se i suoi nemici fossero più potenti di lui. Inoltre sulla terra non rimarrebbe nessuno per costituire il fondamento del nuovo mondo.
SALMO 118:5)
“In circostanze angustiose invocai Iah; Iah rispose [e] mi [mise] in luogo spazioso.”
w93 1/6 pp. 23-24 La Scuola di Galaad: Ha 50 anni e va a gonfie vele!
L’oratore successivo, Ralph E. Walls, aveva scelto un tema particolare: “Come possiamo trovare scampo in un sicuro ‘luogo spazioso’?” Cos’è questo “luogo spazioso”? (Salmo 18:19) “Una condizione di liberazione che reca pace di mente e sicurezza di cuore”, ha spiegato l’oratore. Da cosa dobbiamo essere liberati? ‘Da noi stessi, dalle nostre manchevolezze’ e, ha aggiunto, ‘anche da circostanze esterne create da Satana’. (Salmo 118:5) Come possiamo trovare scampo in un sicuro luogo spazioso? ‘Ricercando gli ordini di Geova in tutto ciò che facciamo e supplicando Geova con fede in tutte le nostre preoccupazioni’.
SALMO 118:22)
“La pietra che gli edificatori hanno rigettato È divenuta la testa dell’angolo.”
w11 15/8 pp. 12-13 par. 4 Trovarono il Messia
Tuttavia, Dio aveva ispirato il salmista a dichiarare: “La pietra che gli edificatori hanno rigettato è divenuta la testa dell’angolo. Questo è stato fatto da Geova stesso”. (Sal. 118:22, 23) Gesù portò questo passo all’attenzione dei suoi oppositori religiosi, e Pietro spiegò che si era adempiuto in Cristo. (Mar. 12:10, 11; Atti 4:8-11) Gesù divenne davvero la ‘pietra angolare’ della congregazione cristiana. Benché rigettato da uomini empi, egli è ‘presso Dio eletto, prezioso’. — 1 Piet. 2:4-6.
w00 15/7 p. 14 parr. 19-20 La speranza della risurrezione è sicura!
19 Alcuni giorni dopo, Pietro si trovò davanti al Sinedrio e citò nuovamente i Salmi. Quando gli fu chiesto come avesse guarito un mendicante zoppo, l’apostolo disse: “Sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele che nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi metteste al palo ma che Dio ha destato dai morti, mediante lui quest’uomo sta sano qui davanti a voi. Questa [Gesù] è ‘la pietra, che è stata da voi edificatori considerata di nessun conto, la quale è divenuta la testa dell’angolo’. Inoltre, non c’è salvezza in nessun altro, poiché non c’è sotto il cielo nessun altro nome dato fra gli uomini mediante cui dobbiamo essere salvati”. — Atti 4:10-12.
20 Qui Pietro citò Salmo 118:22, applicandolo alla morte e risurrezione di Gesù. Istigati dai capi religiosi, i giudei rigettarono Gesù. (Giovanni 19:14-18; Atti 3:14, 15) Rigettando la pietra, ‘gli edificatori’ provocarono la morte di Cristo, ma perché ‘la pietra divenisse la testa dell’angolo’ Cristo doveva essere risuscitato alla gloria spirituale in cielo. Come predisse il salmista, ‘questo sarebbe stato fatto da Geova stesso’. (Salmo 118:23) Perché la “pietra” divenisse la Testa dell’angolo Gesù doveva essere esaltato quale Re designato. — Efesini 1:19, 20.
gt cap. 106 Smascherati mediante le illustrazioni della vigna
Il frutto che Geova si aspetta da questi coltivatori è la fede nel Figlio suo, il vero Messia. Dato che non producono tale frutto, Gesù li avverte: “Non avete mai letto nelle Scritture [in Salmo 118:22, 23]: ‘La pietra che gli edificatori hanno rigettato, questa è divenuta la principale pietra angolare. Questo è stato fatto da Geova, ed è meraviglioso agli occhi nostri’? Perciò vi dico: Il regno di Dio vi sarà tolto e sarà dato a una nazione che ne produca i frutti. E chi cadrà su questa pietra sarà frantumato. In quanto a chiunque sul quale essa cadrà, lo polverizzerà”.
si p. 253 par. 13 Libro biblico numero 60: 1 Pietro
Poi ancora, in un brano ricco di riferimenti ad altri passi ispirati, dimostra che la congregazione cristiana è edificata come una casa spirituale di pietre viventi sul fondamento di Cristo. E a che scopo? Pietro risponde: “Voi siete ‘una razza eletta, un regal sacerdozio, una nazione santa, un popolo di speciale possesso, affinché dichiariate le eccellenze’ di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua meravigliosa luce”. (1 Piet. 2:4-10; Isa. 28:16; Sal. 118:22; Isa. 8:14; Eso. 19:5, 6; Isa. 43:21; Osea 1:10; 2:23)
w90 1/1 p. 9 Smascherati dalle illustrazioni sulla vigna
Il frutto che Geova si aspetta da tali coltivatori è che ripongano fede nel suo Figlio, il vero Messia. Dato che non producono tale frutto, Gesù li avverte: “Non avete mai letto nelle Scritture [in Salmo 118:22, 23]: ‘La pietra che gli edificatori hanno rigettato, questa è divenuta la principale pietra angolare. Questo è stato fatto da Geova, ed è meraviglioso agli occhi nostri’? Perciò vi dico: Il regno di Dio vi sarà tolto e sarà dato a una nazione che ne produca i frutti. E chi cadrà su questa pietra sarà frantumato. In quanto a chiunque sul quale essa cadrà, lo polverizzerà”.
it-1 p. 771 Edificare, Edificatore
Gesù applicò a se stesso l’adempimento di Salmo 118:22, definendosi la “pietra” che gli “edificatori”, i capi religiosi ebrei e i loro seguaci, avevano rigettato. (Mt 21:42; Lu 20:17; At 4:11; 1Pt 2:7)
it-2 p. 588 Pietra angolare
Un’altra importante pietra angolare era la “testa dell’angolo” (Sl 118:22), espressione che a quanto pare si riferisce alla pietra posta in cima e quindi a coronamento dell’edificio. Per mezzo di questa pietra le due pareti che si univano ad angolo erano tenute insieme in alto affinché non si separassero provocando il crollo dell’edificio.
it-2 p. 589 Pietra angolare
Salmo 118:22 rivela che la pietra rigettata dagli edificatori sarebbe “divenuta la testa dell’angolo” (ebr. roʼsh pinnàh). Gesù citò e applicò questa profezia a se stesso, “la principale pietra angolare” (gr. kefalè gonìas, testa dell’angolo). (Mt 21:42; Mr 12:10, 11; Lu 20:17) E come la pietra più alta di un edificio è bene in vista, così Gesù Cristo è la pietra che corona l’unta congregazione cristiana, paragonata a un tempio spirituale. Anche Pietro applicò Salmo 118:22 a Cristo, spiegando che egli era la “pietra” rigettata dagli uomini ma scelta da Dio per diventare “la testa dell’angolo”. — At 4:8-12; vedi anche 1Pt 2:4-7.
SALMO 118:24)
“Questo è il giorno che Geova ha fatto; Certamente gioiremo e ci rallegreremo in esso.”
w91 1/1 p. 17 par. 7 Siate pieni di gioia
7 Stiamo vivendo in un giorno del tutto speciale. Dal 1914 siamo nel giorno in cui Cristo domina come Re celeste, nel giorno di cui si parla in Salmo 118:24, 25: “Questo è il giorno che Geova ha fatto; certamente gioiremo e ci rallegreremo in esso. Ah, ora, Geova, salva, ti prego! Ah, ora, Geova, concedi successo, ti prego!” Questo giorno avrà il suo culmine quando Geova giustizierà la religione babilonica e unirà la sposa di Cristo, i suoi 144.000 fratelli, con il loro Re celeste. Tutti i servitori di Dio ‘si rallegreranno ed esulteranno’ per questo. Si rallegreranno anche quando il loro Re messianico combatterà ad Armaghedon per salvare la sua nazione leale e farla entrare nel suo giusto nuovo mondo. (Rivelazione 19:1-7, 11-16)
SALMO 118:25)
“Ah, ora, Geova, salva, ti prego! Ah, ora, Geova, concedi successo, ti prego!”
w91 1/1 p. 17 par. 7 Siate pieni di gioia
7 Stiamo vivendo in un giorno del tutto speciale. Dal 1914 siamo nel giorno in cui Cristo domina come Re celeste, nel giorno di cui si parla in Salmo 118:24, 25: “Questo è il giorno che Geova ha fatto; certamente gioiremo e ci rallegreremo in esso. Ah, ora, Geova, salva, ti prego! Ah, ora, Geova, concedi successo, ti prego!” Questo giorno avrà il suo culmine quando Geova giustizierà la religione babilonica e unirà la sposa di Cristo, i suoi 144.000 fratelli, con il loro Re celeste. Tutti i servitori di Dio ‘si rallegreranno ed esulteranno’ per questo. Si rallegreranno anche quando il loro Re messianico combatterà ad Armaghedon per salvare la sua nazione leale e farla entrare nel suo giusto nuovo mondo. (Rivelazione 19:1-7, 11-16)
SALMO 118:27)
“Geova è il Divino, Ed egli ci dà luce. Legate la processione festiva con rami, Fino ai corni dell’altare.”
it-2 p. 660 Processione trionfale
Salmo 118:27 menziona una “processione festiva”, evidentemente in occasione dell’annuale festa delle capanne.
SALMO 118:29)
“Rendete grazie a Geova, poiché egli è buono; Poiché la sua amorevole benignità è a tempo indefinito.”
w02 15/1 p. 13 par. 10 Geova, il massimo Esempio di bontà
Uno di questi è il Salmo 118, cantato dalle famiglie israelite per concludere la celebrazione della Pasqua. Questo salmo inizia e finisce con le parole: “Rendete grazie a Geova, poiché egli è buono; poiché la sua amorevole benignità è a tempo indefinito”. (Salmo 118:1, 29) È probabile che queste siano state le ultime parole di lode che Gesù Cristo cantò con i suoi apostoli fedeli la sera prima di morire nel 33 E.V. — Matteo 26:30.

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Tutte le favole di Esopo con lezioni e morale

Tutte le favole di Esopo con lezioni e morale - 393 favole Autore: Esopo


INDICE DI TUTTE LE FAVOLE:
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02. L'Aquila, la lepre e lo scarabeo.
03. taglio ala dell'Aquila e la volpe.
04. L'Aquila e la volpe.
05. L'Aquila e la freccia.
06. L'Aquila e i Galli.
07. le volpi sulle rive del fiume Meandro.
08. la volpe che è stata riempita il suo grembo.
09. la volpe e il biancospino
10. la volpe e il taglialegna.
11. la volpe e il serpente.
12. la volpe e i grappoli di uva.
13. la volpe e il coccodrillo.
14. la volpe e la Pantera.
15. la volpe e la scimmia incoronato re
16. la volpe e il cane.
17. la volpe e la scimmia discusso circa la sua nobiltà.
18. la volpe e il caprone nel pozzo.
19. la volpe con la coda tagliata.
20. la volpe che non aveva mai visto un leone.
21. la volpe e la maschera vuota.
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