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SALMI 106-109 | Tesori della Parola di Dio: settimana del 22-28 agosto

TESTI BIBLICI E RIFERIMENTI: TESORI DELLA PAROLA DI DIO | SALMI 106-109

“RENDIAMO GRAZIE A GEOVA”: (10 MIN)

Perché gli israeliti dimenticarono in fretta gli atti di salvezza di Geova?
106:7, 13, 14
• Distolsero lo sguardo da Geova per concentrarsi sulle loro necessità immediate e sugli interessi personali
Come possiamo sviluppare e mantenere sincera gratitudine?
106:1-5
• Concentriamoci sui molti motivi che abbiamo per essere grati
• Meditiamo sulla speranza che abbiamo per il futuro
• Preghiamo Geova ringraziandolo in modo specifico per quello che abbiamo

Sl 106:1-3 — Geova merita la nostra gratitudine (w15 15/1 8 par. 1; w02 1/6 18 par. 19)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 106:1-3
106 Lodate Iah!
Rendete grazie a Geova, poiché egli è buono;
Poiché la sua amorevole benignità è a tempo indefinito.
2 Chi può proferire le potenti gesta di Geova,
[O] far udire tutta la sua lode?
3 Felici sono quelli che osservano il diritto,
Facendo giustizia in ogni tempo.
La Torre di Guardia (2015)Rendiamo grazie a Geova e saremo benedetti
1. Perché Geova merita la nostra gratitudine?
GEOVA, che ci dà “ogni dono buono e ogni regalo perfetto”, merita davvero la nostra gratitudine (Giac. 1:17). Come un Pastore amorevole si prende teneramente cura dei nostri bisogni fisici e spirituali (Sal. 23:1-3). Ha dimostrato di essere “per noi rifugio e forza”, soprattutto in momenti particolarmente difficili (Sal. 46:1). Senza dubbio abbiamo molte ragioni per unirci di tutto cuore al salmista nel dire: “Rendete grazie a Geova, poiché egli è buono; poiché la sua amorevole benignità è a tempo indefinito” (Sal. 106:1).
La scrittura dell’anno 2015 è: “Rendete grazie a Geova, poiché egli è buono” (Salmo 106:1)
La Torre di Guardia (2002)Provate diletto nella giustizia di Geova
19. Quali benedizioni possiamo avere se proviamo diletto nella giustizia di Dio?
19 In questi giorni pericolosi e incerti, provare diletto nella giustizia di Geova è fonte di sicurezza e protezione. Alla domanda: “O Geova, chi sarà ospite nella tua tenda? Chi risiederà sul tuo monte santo?” il re Davide rispose: “Colui che cammina senza difetto e pratica la giustizia”. (Salmo 15:1, 2) Perseguendo la giustizia di Dio e provando diletto in essa possiamo mantenere una buona relazione con lui e continuare ad avere il suo favore e la sua benedizione. Così ci sentiremo contenti e avremo rispetto di noi stessi e pace mentale. “Chi persegue la giustizia e l’amorevole benignità troverà vita, giustizia e gloria”, dice la Parola di Dio. (Proverbi 21:21) Inoltre, se facciamo del nostro meglio per agire rettamente in ogni cosa avremo rapporti interpersonali felici e miglioreremo la qualità della nostra vita, in senso morale e spirituale. Il salmista dichiarò: “Felici sono quelli che osservano il diritto, facendo giustizia in ogni tempo”. — Salmo 106:3.

Sl 106:7-14, 19-25, 35-39 — Gli israeliti persero l’apprezzamento e divennero infedeli (w15 15/1 8-9 parr. 2-3; w01 15/6 13 parr. 1-3)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 106:7-14
7 In quanto ai nostri antenati in Egitto,
Non mostrarono perspicacia riguardo alle tue meravigliose opere.
Non si ricordarono dell’abbondanza della tua grande amorevole benignità,
Ma si comportarono in maniera ribelle al mare, presso il Mar Rosso.
8 Ed egli li salvava per amore del suo nome,
In modo da far conoscere la sua potenza.
9 Pertanto rimproverò il Mar Rosso, ed esso gradualmente si prosciugò;
E li fece camminare attraverso le acque dell’abisso come attraverso il deserto;
10 E così li salvò dalla mano di chi [li] odiava
E li reclamò dalla mano del nemico.
11 E le acque coprivano i loro avversari;
Non ne fu lasciato nemmeno uno.
12 Quindi ebbero fede nella sua parola;
Cantavano la sua lode.
13 Presto dimenticarono le sue opere;
Non attesero il suo consiglio.
14 Ma mostrarono la loro brama egoistica nel deserto
E mettevano alla prova Dio nella steppa.
Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 106:19-25
19 Per di più, fecero in Horeb un vitello
E si inchinarono davanti a un’immagine di metallo fuso,
20 Tanto che scambiarono la mia gloria
Per la rappresentazione di un toro, un mangiatore di vegetazione.
21 Dimenticarono Dio loro Salvatore,
Colui che aveva fatto grandi cose in Egitto,
22 Opere meravigliose nel paese di Cam,
Cose tremende al Mar Rosso.
23 Ed egli stava per dire di annientarli,
Se non fosse stato per Mosè suo eletto,
Che stette nella breccia dinanzi a lui,
Per far ritirare il suo furore affinché non [li] riducesse in rovina.
24 E disprezzavano il paese desiderabile;
Non ebbero fede nella sua parola.
25 E continuarono a brontolare nelle loro tende;
Non ascoltarono la voce di Geova.
Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 106:35-39
35 E si mescolavano con le nazioni
E imparavano le loro opere.
36 E servivano i loro idoli,
E questi divennero per loro un laccio.
37 E sacrificavano i loro figli
E le loro figlie ai demoni.
38 Spargevano dunque sangue innocente,
Il sangue dei loro figli e delle loro figlie,
Che sacrificarono agli idoli di Canaan;
E il paese fu contaminato con lo spargimento di sangue.
39 E divennero impuri mediante le loro opere
E avevano rapporti immorali mediante le loro azioni.
La Torre di Guardia (2015)Rendiamo grazie a Geova e saremo benedetti
2, 3. (a) Quali pericoli corriamo se diamo per scontate le benedizioni che abbiamo? (b) Quali domande prenderemo in considerazione in questo articolo?
2 Perché è importante che prendiamo in considerazione il tema della gratitudine? Proprio come era stato predetto, in questi ultimi giorni le persone sono sempre più ingrate (2 Tim. 3:2). Molti danno per scontate le cose belle che hanno. Influenzati dal mondo commerciale e dalla pubblicità, milioni di persone cercano di avere sempre di più anziché accontentarsi di ciò che già possiedono. Anche noi potremmo essere influenzati da questo spirito di ingratitudine. Come gli antichi israeliti, potremmo diventare ingrati e perdere l’apprezzamento per la nostra preziosa relazione con Geova e per le benedizioni che abbiamo ricevuto da lui (Sal. 106:7, 11-13).
3 C’è anche da tener conto di cosa può succedere quando subiamo delle prove. In tali circostanze queste potrebbero facilmente sopraffarci, facendoci perdere di vista le benedizioni che abbiamo (Sal. 116:3). Come possiamo, quindi, coltivare e mantenere un cuore grato? E cosa ci aiuterà a non perdere un atteggiamento positivo anche quando affrontiamo prove difficili? Vediamo.
La Torre di Guardia (2001)Non divenite uditori dimentichi
1. Quali miracoli gli antichi israeliti ebbero il privilegio di vedere?
“INDIMENTICABILI” sarebbe un aggettivo adatto per descrivere i miracoli compiuti da Geova nell’antico Egitto. Ciascuna delle Dieci Piaghe suscitò innegabilmente timore e riverenza. Quei flagelli furono seguiti dalla straordinaria liberazione del popolo di Israele attraverso le acque del Mar Rosso. (Deuteronomio 34:10-12) Se foste stati testimoni oculari di quegli avvenimenti, c’è da sperare che non vi sareste mai dimenticati di Colui che li aveva fatti accadere. Eppure il salmista disse che gli israeliti “dimenticarono Dio loro Salvatore, Colui che aveva fatto grandi cose in Egitto, opere meravigliose nel paese di Cam, cose tremende al Mar Rosso”. — Salmo 106:21, 22.
2. Da cosa si comprende che l’apprezzamento di Israele per i potenti atti di Dio fu di breve durata?
2 Dopo aver attraversato il Mar Rosso, gli israeliti cominciarono ‘a temere Geova e a riporre fede in lui’. (Esodo 14:31) Gli uomini di Israele si unirono a Mosè nell’innalzare a Geova un canto di vittoria, mentre Miriam e altre donne rispondevano con tamburelli e danze. (Esodo 15:1, 20) Sì, i servitori di Geova furono molto colpiti dai suoi potenti atti. Ma il loro apprezzamento per Colui che li aveva compiuti fu di breve durata. Poco tempo dopo molti di loro si comportarono come se fossero stati colpiti da amnesia. Divennero mormoratori e si lamentarono contro Geova. Alcuni commisero idolatria e immoralità sessuale. — Numeri 14:27; 25:1-9.
Cosa potrebbe portarci a dimenticare?
3. A causa della nostra natura imperfetta, cosa potremmo dimenticare?
3 La mancanza di apprezzamento manifestata da Israele stupisce davvero. Ma la stessa cosa potrebbe capitare a noi. È vero che non abbiamo visto di persona simili miracoli compiuti da Dio. Nella nostra relazione con lui, però, ci sono state sicuramente situazioni indimenticabili. Alcuni di noi ricordano ad esempio quando hanno accettato la verità biblica. Altre occasioni gioiose possono includere la preghiera di dedicazione che abbiamo fatto a Geova e il giorno in cui ci siamo battezzati in acqua come veri cristiani. Molti di noi hanno sperimentato la mano soccorrevole di Geova in altri momenti della propria vita. (Salmo 118:15) Soprattutto, grazie alla morte sacrificale del suo stesso Figlio, Gesù Cristo, ci è stata offerta la speranza della salvezza. (Giovanni 3:16) Nondimeno, a causa della nostra natura imperfetta, quando siamo alle prese con desideri errati o con le ansietà della vita, possiamo dimenticare con molta facilità le cose buone che Geova ha fatto per noi.

Sl 106:4, 5, 48 — Abbiamo molti motivi per ringraziare Geova (w11 15/10 5 par. 7; w03 1/12 15-16 parr. 3-6)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 106:4, 5
4 Ricordati di me, o Geova, con la buona volontà verso il tuo popolo.
Abbi cura di me con la tua salvezza,
5 Perché io veda la bontà verso i tuoi eletti,
Perché mi rallegri con l’allegrezza della tua nazione,
Perché mi vanti della tua eredità.
Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 106:48
48 Benedetto sia Geova l’Iddio d’Israele
Da tempo indefinito fino a tempo indefinito;
E tutto il popolo deve dire Amen.
Lodate Iah!
La Torre di Guardia (2011)‘Rallegriamoci con tutti’!
Le cose sono molto diverse per noi cristiani. “Siate sempre allegri”, scrisse l’apostolo Paolo. (1 Tess. 5:16) E sono davvero tanti i motivi per essere gioiosi e rallegrarsi con tutti: adoriamo l’Iddio Altissimo, Geova, conosciamo la Parola di Dio, la Bibbia, e la verità in essa contenuta, abbiamo la speranza della salvezza e della vita eterna e possiamo aiutare altri ad ottenere le stesse benedizioni. — Sal. 106:4, 5; Ger. 15:16; Rom. 12:12.
La Torre di Guardia (2003)“Mostratevi grati”
3. Di che cosa siamo grati a Geova?
3 Dobbiamo essere riconoscenti verso Geova, nostro Creatore e Datore di vita, specialmente se riflettiamo su alcuni dei generosi doni che ci ha fatto. (Giacomo 1:17) Ogni giorno ringraziamo Geova della vita. (Salmo 36:9) Attorno a noi vediamo numerose prove dell’operato di Geova, come il sole, la luna e le stelle. Il deposito di minerali che sostengono la vita, di cui il nostro pianeta è ricco, la delicata miscela degli essenziali gas dell’atmosfera e i complessi cicli naturali sono la prova che dobbiamo molto al nostro amorevole Padre celeste. “Tu stesso hai fatto molte cose, o Geova mio Dio”, cantò il re Davide, “anche le tue opere meravigliose e i tuoi pensieri verso di noi; nessuno è paragonabile a te. Se io fossi incline ad annunciarli e a parlarne, sono divenuti più numerosi di quanto io possa raccontare”. — Salmo 40:5.
4. Perché dovremmo ringraziare Geova della felice compagnia di cui godiamo nelle nostre congregazioni?
4 Pur non essendo in un paradiso letterale, i servitori di Geova odierni vivono in un paradiso spirituale. Nelle Sale del Regno e alle assemblee si vede che il frutto dello spirito di Dio opera nei nostri compagni di fede. In effetti quando predicano a persone che sono poco o per nulla religiose, alcuni Testimoni citano le cose descritte da Paolo nella lettera ai Galati. Prima richiamano l’attenzione sulle “opere della carne” e quindi chiedono agli interlocutori cosa hanno notato. (Galati 5:19-23) La maggioranza ammette subito che queste cose contrassegnano la società umana odierna. Quando viene mostrata loro la descrizione del frutto dello spirito di Dio e sono invitati alla locale Sala del Regno per vedere di persona, molti riconoscono prontamente: “Dio è realmente fra voi”. (1 Corinti 14:25) E questo non avviene solo nella Sala del Regno della vostra zona. Ovunque andiate, quando incontrate uno qualsiasi degli oltre sei milioni di testimoni di Geova, trovate lo stesso spirito felice e gioioso. Questa edificante compagnia è un buon motivo per ringraziare Geova, colui che la rende possibile con il suo spirito. — Sofonia 3:9; Efesini 3:20, 21.
5, 6. Come possiamo mostrarci grati del riscatto, il dono più grande che Dio ci ha fatto?
5 Il dono più grande e perfetto che Geova ha fatto è suo Figlio, Gesù, tramite il quale è stato provveduto il sacrificio di riscatto. “Se Dio ci amò così”, scrisse l’apostolo Giovanni, “anche noi abbiamo l’obbligo di amarci gli uni gli altri”. (1 Giovanni 4:11) Ci mostriamo grati del riscatto non solo esprimendo amore e riconoscenza verso Geova ma anche vivendo in modo da mostrare amore agli altri. — Matteo 22:37-39.
6 Possiamo imparare qualcos’altro circa il mostrare gratitudine considerando come Geova trattò l’antico Israele. Per mezzo della Legge, che diede alla nazione tramite Mosè, Geova insegnò molte cose. Attraverso “l’ossatura della conoscenza e della verità” contenuta nella Legge possiamo imparare molte cose che ci aiuteranno a seguire il consiglio di Paolo: “Mostratevi grati”. — Romani 2:20; Colossesi 3:15.

SCAVIAMO PER TROVARE GEMME SPIRITUALI: (8 MIN)

Sl 109:8 — Dio predestinò Giuda a tradire Gesù per adempiere le profezie? (w00 15/12 24 par. 20; it-2 646-647)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 109:8
8 I suoi giorni siano pochi;
Prenda qualcun altro il suo incarico di sorveglianza.
La Torre di Guardia (2000)Siate compiuti e fermamente convinti
20. Se alcuni, relativamente pochi, si allontanano dalla via cristiana, perché questo non dovrebbe scoraggiarci?
20 Non dovreste farvi distogliere o scoraggiare dal fatto che non tutti continuano a essere compiuti e fermamente convinti. Alcuni possono venire meno, deviare o semplicemente rinunciare. Accadde fra quelli che erano più vicini a Gesù, gli apostoli. Ma quando Giuda divenne un traditore, gli altri apostoli rallentarono o si diedero per vinti? No davvero! Pietro applicò Salmo 109:8 per mostrare che un altro avrebbe preso il posto di Giuda. Fu scelto qualcuno per sostituirlo e i leali servitori di Dio portarono avanti diligentemente il loro incarico di predicare. (Atti 1:15-26) Erano decisi a essere compiuti e fermamente convinti.
Perspicacia, vol. 2Prescienza, Preordinazione
Dio predestinò Giuda a tradire Gesù per adempiere la profezia?
Il tradimento di Giuda Iscariota adempì una profezia divina e dimostrò la prescienza di Geova, e anche di suo Figlio. (Sl 41:9; 55:12, 13; 109:8; At 1:16-20) Ma non si può dire che Dio abbia preordinato o predestinato Giuda a comportarsi così. Le profezie avevano predetto che Gesù sarebbe stato tradito da un intimo amico, ma non specificavano quale dei suoi amici sarebbe stato. Ancora una volta, i princìpi biblici escludono che Dio abbia preordinato le azioni di Giuda. La norma divina enunciata dall’apostolo è: “Non porre mai le mani affrettatamente su nessun uomo; e non partecipare ai peccati altrui; mantieniti casto”. (1Tm 5:22; cfr. 3:6). A riprova della sua preoccupazione che la scelta dei dodici apostoli fosse fatta in maniera saggia e accurata, Gesù pregò tutta la notte il Padre prima di rendere nota la sua decisione. (Lu 6:12-16) Se Giuda fosse già stato preordinato da Dio ad essere traditore, ciò sarebbe stato indice di incoerenza nell’operato e nella guida di Dio e, secondo la sua stessa norma, avrebbe reso Dio partecipe dei peccati commessi da quell’uomo.
Sembra dunque evidente che quando Giuda venne scelto come apostolo, il suo cuore non rivelasse affatto un’inclinazione al tradimento. Egli lasciò che ‘una radice velenosa spuntasse’ e lo contaminasse, con il risultato che egli si sviò e seguì non la direttiva di Dio, ma quella del Diavolo, diventando ladro e traditore. (Eb 12:14, 15; Gv 13:2; At 1:24, 25; Gc 1:14, 15; vedi GIUDA ISCARIOTA). A un certo punto Gesù stesso poté leggere nel cuore di Giuda e predire il suo tradimento. — Gv 13:10, 11.
È vero che in Giovanni 6:64, nella descrizione dell’episodio in cui alcuni discepoli inciamparono a motivo di certi insegnamenti di Gesù, leggiamo che “dal principio [ex archès] Gesù sapeva chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito”. Benché il termine greco archè (principio) sia usato in 2 Pietro 3:4 a proposito dell’inizio della creazione, può anche riferirsi a tempi diversi. (Lu 1:2; Gv 15:27) Per esempio, quando l’apostolo Pietro disse che lo spirito santo era sceso sui gentili “come in principio su di noi”, ovviamente non si riferiva al principio della sua attività di discepolo o apostolo, ma a un momento importante del suo ministero, il giorno di Pentecoste del 33 E.V., il “principio” del versamento dello spirito santo per un particolare scopo. (At 11:15; 2:1-4) È perciò interessante notare questo commento su Giovanni 6:64: “[Dal principio] . . . non metafisicamente dal principio di tutte le cose, . . . e neanche dal principio della Sua [di Gesù] conoscenza di ciascuno, . . . né dal principio del Suo raccogliere i discepoli intorno a sé, o dal principio del Suo ministero messianico, . . . ma dai primi germi segreti di incredulità [che fecero inciampare alcuni discepoli]. Così pure conosceva il Suo traditore dal principio”. — J. P. Lange, Theologisch-homiletisches Bibelwerk, Das Evangelium nach Johannes, 1859, p. 155; cfr. 1Gv 3:8, 11, 12.

Sl 109:31 — In che senso Geova sta “alla destra del povero”? (w06 1/9 14 par. 7)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 109:31
31 Poiché egli starà alla destra del povero,
Per salvar[lo] da quelli che giudicano la sua anima.
La Torre di Guardia (2006)Punti notevoli del Libro Quinto dei Salmi
109:30, 31; 110:5. La mano destra, con cui un soldato impugnava la spada, normalmente non era protetta dallo scudo che era tenuto nella sinistra. In senso metaforico Geova è “alla destra” dei suoi servitori e combatte per loro. In tal modo li protegge e li aiuta, un ottimo motivo per ‘celebrarlo grandemente’.

Cosa impariamo su Geova dai salmi in programma questa settimana?

Quali punti di questi salmi possiamo usare nel ministero di campo?

SALMI 106-109 | SUGGERIMENTI PER I VOSTRI COMMENTI PERSONALI

SALMO 106:7)
“In quanto ai nostri antenati in Egitto, Non mostrarono perspicacia riguardo alle tue meravigliose opere. Non si ricordarono dell’abbondanza della tua grande amorevole benignità, Ma si comportarono in maniera ribelle al mare, presso il Mar Rosso.”
w95 1/9 pp. 19-20 Potete acquistare più discernimento?
Israele non mostrò discernimento
Il pericolo di non usare discernimento si comprende da un fatto avvenuto all’inizio della storia di Israele. Riflettendo su quel periodo, l’ispirato salmista disse: “In quanto ai nostri antenati in Egitto, non mostrarono perspicacia riguardo alle tue meravigliose opere. Non si ricordarono dell’abbondanza della tua grande amorevole benignità, ma si comportarono in maniera ribelle al mare, presso il Mar Rosso”. — Salmo 106:7.
Quando Mosè guidò Israele fuori d’Egitto, Geova aveva già dimostrato la sua potenza e la sua determinazione di liberare il suo popolo mandando dieci piaghe su quella potenza mondiale. Dopo che il faraone ebbe lasciato andare gli israeliti, Mosè li condusse sulla sponda del Mar Rosso. L’esercito egiziano però si lanciò all’inseguimento. Sembrava che gli israeliti fossero intrappolati e che la loro ritrovata libertà avrebbe avuto vita breve. Così il racconto biblico dice: “I figli d’Israele ebbero molto timore e gridavano a Geova”. E si rivolsero a Mosè dicendo: “Che cos’è questo che ci hai fatto, conducendoci fuori d’Egitto? . . . Poiché è meglio per noi servire gli egiziani che morire nel deserto”. — Esodo 14:10-12.
Il loro timore potrebbe sembrare comprensibile se non fosse per il fatto che avevano già visto dieci straordinarie dimostrazioni della potenza di Geova. Avevano visto di persona ciò che Mosè avrebbe rammentato loro una quarantina di anni dopo: “Geova ci fece uscire dall’Egitto con mano forte e con braccio steso e con grande spavento e con segni e miracoli”. (Deuteronomio 26:8) Quindi, come scrisse il salmista, quando gli israeliti si ribellarono alla guida di Mosè, “non mostrarono perspicacia”.
w89 15/3 p. 17 par. 1 Perspicacia che viene da Geova
GLI antichi israeliti sapevano che Geova era il solo vero Dio. Avevano udito dei suoi rapporti con i loro antenati, e avevano provato di persona la sua amorevole benignità. Ma in più di un’occasione agirono senza la minima perspicacia. “Si comportarono in maniera ribelle” nei confronti di Geova e dei suoi rappresentanti. Perché? Perché “non si ricordarono” di ciò che egli aveva fatto per loro. (Salmo 106:7, 13) Non è che non conoscessero queste cose; mancarono di riflettere con apprezzamento su di esse. Come risultato, si dimostrarono “desiderosi di cose dannose”. — 1 Corinti 10:6.
SALMO 106:13)
“Presto dimenticarono le sue opere; Non attesero il suo consiglio.”
w88 1/7 p. 8 par. 5 “Mostratevi grati”
5 Il Salmo 106 riassume in maniera poetica i potenti atti che Geova compì a favore del suo popolo, Israele. I rapporti di Dio con Israele andavano oltre la bontà e le normali benedizioni della vita che egli riversa sull’umanità in generale. Nonostante questi vantaggi, comunque, il salmista fa notare che gli israeliti non continuarono a mostrare apprezzamento per le loro impareggiabili benedizioni. Il versetto 13 afferma: “Presto dimenticarono le sue opere; non attesero il suo consiglio”. No, non fu il passare del tempo che fece affievolire la loro gratitudine, nel senso che a decenni di distanza non ricordavano più ciò che Geova aveva fatto per loro. Al contrario, essi dimenticarono presto, nel giro di qualche settimana, gli eccezionali miracoli che Geova aveva fatto a loro favore al Mar Rosso. (Esodo 16:1-3)
SALMO 106:16)
“E invidiavano Mosè nel campo, Anche Aaronne il santo di Geova.”
it-1 p. 30 Abiram
Abiram e suo fratello Datan appoggiarono il levita Cora nella sua ribellione contro l’autorità di Mosè e Aaronne. Un terzo rubenita di nome On è pure incluso nella fase iniziale della ribellione, ma poi non è più menzionato. (Nu 16:1) Radunato un gruppo di 250 capi principali, “uomini di fama”, costoro accusarono Mosè e Aaronne di innalzarsi arbitrariamente al di sopra del resto della congregazione. (Nu 16:1-3) Dalle parole rivolte da Mosè a Cora è chiaro che Cora e i leviti suoi seguaci volevano il sacerdozio che era stato conferito ad Aaronne (Nu 16:4-11); ma senz’altro la posizione di Abiram e Datan, che erano rubeniti, era diversa. Mosè si rivolse a loro separatamente, e il loro rifiuto di presentarsi a lui contiene accuse rivolte solo contro Mosè, senza alcun riferimento ad Aaronne. Essi protestavano contro l’autorità di Mosè sulla nazione, e dicevano che ‘cercava di fare da principe su di loro fino al limite’ e che non aveva mantenuto la promessa di portarli in un paese dove scorreva latte e miele. Anche la preghiera rivolta da Mosè a Geova in risposta a queste accuse contiene una difesa delle proprie azioni, non di quelle di Aaronne. — Nu 16:12-15.
Sembrerebbe dunque che la ribellione avesse un duplice intento e volesse contestare non solo il sacerdozio aaronnico ma anche la posizione di Mosè quale depositario delle istruzioni di Dio. (Sl 106:16) La situazione poteva sembrare propizia a fomentare il sentimento popolare favorevole a un cambiamento; infatti poco prima il popolo si era lamentato aspramente contro Mosè, aveva parlato di eleggere un nuovo capo per ricondurre la nazione in Egitto, e aveva persino proposto di lapidare Giosuè e Caleb perché sostenevano Mosè e Aaronne. (Nu 14:1-10) Ruben era il primogenito di Giacobbe, ma per una sua cattiva azione aveva perso il diritto all’eredità come tale. (1Cr 5:1) Quindi Datan e Abiram potevano esprimere risentimento per l’autorità che il levita Mosè esercitava su di loro, perché desideravano riacquistare il primato perso dal loro antenato. Numeri 26:9 indica però che non lottavano solo contro Mosè e Aaronne, ma anche “contro Geova”, che aveva conferito a Mosè e Aaronne le posizioni autorevoli che occupavano.
SALMO 106:32)
“Inoltre, causarono provocazione alle acque di Meriba, Così che andò male a Mosè per causa loro.”
it-2 p. 262 Meriba
2. Il nome “Meriba” fu dato poi anche a una località presso Cades, dato che anche qui Israele si mise in lite con Mosè e con Geova per via della mancanza d’acqua. (Nu 20:1-13) A differenza della località presso Refidim, dove gli israeliti si erano accampati meno di due mesi dopo essere usciti dall’Egitto (Eso 16:1; 17:1; 19:1), questa Meriba non fu chiamata anche Massa. Le Scritture a volte la distinguono dalla precedente località con le espressioni “acque di Meriba” (Sl 106:32) o “acque di Meriba a Cades”. (Nu 27:14; De 32:51)
SALMO 106:48)
“Benedetto sia Geova l’Iddio d’Israele Da tempo indefinito fino a tempo indefinito; E tutto il popolo deve dire Amen. Lodate Iah!”
it-1 p. 109 Amen
Ciascuno dei primi quattro libri o collezioni dei Salmi termina con questa espressione, forse a indicare che la congregazione d’Israele aveva l’abitudine di intervenire alla fine del cantico o salmo con un “Amen”. — Sl 41:13; 72:19; 89:52; 106:48.
it-1 p. 110 Amen
La preghiera riportata in 1 Cronache 16:36 e quelle contenute nei Salmi (41:13; 72:19; 89:52; 106:48), come pure le espressioni contenute nelle lettere canoniche, indicano tutte la correttezza di dire “Amen” alla conclusione delle preghiere. È vero che non tutte le preghiere riportate hanno tale conclusione, come l’ultima preghiera di Davide a favore di Salomone (1Cr 29:19) o la preghiera di dedicazione pronunciata da Salomone all’inaugurazione del tempio (1Re 8:53-61), anche se tale espressione può benissimo essere stata usata. (Vedi 1Cr 29:20). Similmente non ne è documentato l’uso nelle preghiere di Gesù (Mt 26:39, 42; Gv 17:1-26), o nella preghiera dei discepoli riportata in Atti 4:24-30. Tuttavia i fatti presentati indicano chiaramente che è giusto dire “Amen” a conclusione di una preghiera, e in particolare le parole di Paolo in 1 Corinti 14:16 mostrano che i cristiani radunati avevano l’abitudine di intervenire dicendo Amen alla preghiera. Inoltre gli esempi di quanto avviene in cielo, riportati in Rivelazione 5:13, 14; 7:10-12 e 19:1-4, sostengono tutti l’uso di aderire a preghiere o dichiarazioni solenni con quest’unica parola, esprimendo così la fiducia, la decisa approvazione e la sincera speranza del proprio cuore.
SALMO 107:23)
“Quelli che scendono al mare nelle navi, Facendo commercio su vaste acque,”
w05 15/10 p. 32 “Quelli che scendono in mare sulle navi”
“Quelli che scendono in mare sulle navi”
DI FRONTE al porto di Gloucester, nel Massachusetts (USA), c’è la statua in bronzo di un timoniere impegnato a governare la sua nave nella tempesta. La statua è stata eretta in onore delle migliaia di pescatori di Gloucester periti in mare. Sul basamento e su una targa posta lì vicino sono incise le parole di Salmo 107:23, 24: “Quelli che scendono in mare sulle navi, che fanno commercio sulle grandi acque; Questi vedono le opere del Signore, e le sue meraviglie negli abissi”. — “Bibbia del re Giacomo”.
In molti tratti dell’Atlantico la pesca rende bene, ma è un mestiere davvero pericoloso. Alla cittadina di Gloucester, che oggi conta circa 30.000 abitanti, nel corso del tempo il mare ha strappato ben 5.368 pescatori. Sulla targa commemorativa si legge: “Alcuni furono sopraffatti dalle onde gigantesche e dalla furia dell’inesorabile vento di nord-est. Altri andarono incontro alla morte nella completa solitudine, su una piccola barca a remi finita lontano dalla goletta che l’aveva portata nelle zone di pesca. Alcune navi si scontrarono fatalmente durante la tempesta e scomparvero tra i flutti. Altre furono speronate da piroscafi di linea di cui avevano incrociato la rotta”.
Il monumento commemora le strenue fatiche e i pericoli affrontati dai pescatori nel corso dei secoli. Pensate a quante lacrime amare ha versato chi ha perso mariti, padri, fratelli e figli. Geova Dio, comunque, non dimentica le vedove e gli orfani, e nemmeno coloro che hanno perso la vita in mare. L’apostolo Giovanni, parlando del futuro, scrisse: “Il mare diede i morti che erano in esso, e la morte e l’Ades diedero i morti che erano in essi”. (Rivelazione [Apocalisse] 20:13) Allora, quando saranno risorti, quelli che scesero “in mare sulle navi” vedranno davvero le meravigliose “opere del Signore”.
SALMO 107:24)
“Sono quelli che hanno visto le opere di Geova E le sue meravigliose opere nelle profondità;”
w05 15/10 p. 32 “Quelli che scendono in mare sulle navi”
“Quelli che scendono in mare sulle navi”
DI FRONTE al porto di Gloucester, nel Massachusetts (USA), c’è la statua in bronzo di un timoniere impegnato a governare la sua nave nella tempesta. La statua è stata eretta in onore delle migliaia di pescatori di Gloucester periti in mare. Sul basamento e su una targa posta lì vicino sono incise le parole di Salmo 107:23, 24: “Quelli che scendono in mare sulle navi, che fanno commercio sulle grandi acque; Questi vedono le opere del Signore, e le sue meraviglie negli abissi”. — “Bibbia del re Giacomo”.
In molti tratti dell’Atlantico la pesca rende bene, ma è un mestiere davvero pericoloso. Alla cittadina di Gloucester, che oggi conta circa 30.000 abitanti, nel corso del tempo il mare ha strappato ben 5.368 pescatori. Sulla targa commemorativa si legge: “Alcuni furono sopraffatti dalle onde gigantesche e dalla furia dell’inesorabile vento di nord-est. Altri andarono incontro alla morte nella completa solitudine, su una piccola barca a remi finita lontano dalla goletta che l’aveva portata nelle zone di pesca. Alcune navi si scontrarono fatalmente durante la tempesta e scomparvero tra i flutti. Altre furono speronate da piroscafi di linea di cui avevano incrociato la rotta”.
Il monumento commemora le strenue fatiche e i pericoli affrontati dai pescatori nel corso dei secoli. Pensate a quante lacrime amare ha versato chi ha perso mariti, padri, fratelli e figli. Geova Dio, comunque, non dimentica le vedove e gli orfani, e nemmeno coloro che hanno perso la vita in mare. L’apostolo Giovanni, parlando del futuro, scrisse: “Il mare diede i morti che erano in esso, e la morte e l’Ades diedero i morti che erano in essi”. (Rivelazione [Apocalisse] 20:13) Allora, quando saranno risorti, quelli che scesero “in mare sulle navi” vedranno davvero le meravigliose “opere del Signore”.
SALMO 107:26)
“Salgono ai cieli, Scendono alle profondità. A causa della calamità la loro medesima anima si strugge.”
it-1 p. 485 Cielo
Quindi, in senso fisico, il termine “cieli” ha un significato molto ampio. Può riferirsi alle più remote parti dell’universo, ma può riferirsi anche a qualcosa che è semplicemente alto o elevato più del normale. Infatti, di persone a bordo di navi sbattute dalla tempesta viene detto che “salgono ai cieli, scendono alle profondità”. (Sl 107:26)
SALMO 107:27)
“Vacillano e si muovono in maniera instabile come un ubriaco, E anche tutta la loro sapienza è confusa.”
w06 1/9 p. 14 par. 6 Punti notevoli del Libro Quinto dei Salmi
107:27-31. La sapienza del mondo ‘sarà confusa’ quando inizierà Armaghedon. (Rivelazione [Apocalisse] 16:14, 16) Non potrà salvare nessuno dalla distruzione. Solo quelli che confidano in Geova per ottenere la salvezza vivranno così da ‘rendergli grazie per la sua amorevole benignità’.
w87 15/3 p. 24 Un Dio felice, un popolo felice!
♦ 107:27 — In che senso ‘la loro sapienza era confusa’?
Come marinai sorpresi da una furiosa tempesta, i giudei non furono aiutati dalla loro sapienza durante il loro esilio a Babilonia; qualsiasi mezzo umano per liberarli non era servito a nulla. Ma essendosi rivolti a Geova nel mezzo di questa situazione tempestosa, erano stati liberati. Egli aveva fatto cessare la simbolica tempesta e li aveva portati in salvo in un “porto” sicuro: il paese di Giuda. — Salmo 107:30.
SALMO 107:30)
“Ed essi si rallegrano perché queste si placano, Ed egli li guida al porto del loro diletto.”
w87 15/3 p. 24 Un Dio felice, un popolo felice!
♦ 107:27 — In che senso ‘la loro sapienza era confusa’?
Come marinai sorpresi da una furiosa tempesta, i giudei non furono aiutati dalla loro sapienza durante il loro esilio a Babilonia; qualsiasi mezzo umano per liberarli non era servito a nulla. Ma essendosi rivolti a Geova nel mezzo di questa situazione tempestosa, erano stati liberati. Egli aveva fatto cessare la simbolica tempesta e li aveva portati in salvo in un “porto” sicuro: il paese di Giuda. — Salmo 107:30.
SALMO 108:9)
“Moab è il catino per lavarmi. Su Edom getterò il mio sandalo. Sulla Filistea urlerò in trionfo”.”
it-2 p. 303 Moab
Forse a proposito di questa vittoria, il salmista disse che Dio considerava Moab il suo ‘catino per lavarsi’. — Sl 60:8; 108:9.
it-2 p. 859 Sandalo
Con l’espressione “su Edom getterò il mio sandalo” (Sl 60:8; 108:9), Geova può aver voluto dire che Edom sarebbe stato assoggettato. Forse questo si riferiva alla consuetudine di indicare che si prendeva possesso di un pezzo di terra gettandoci sopra il proprio sandalo. Oppure poteva indicare disprezzo per Edom, dal momento che nello stesso versetto Moab è chiamato “il catino per lavarmi”. Tuttora nel Medio Oriente quello di gettare il sandalo è un gesto di disprezzo.
SALMO 108:10)
“Chi mi porterà alla città fortificata? Chi mi guiderà realmente fino a Edom?”
it-2 p. 922 Sela, I
4. Importante città edomita conquistata da Amazia re di Giuda e chiamata poi Iocteel. (2Re 14:7) Potrebbe darsi che l’innominata “città fortificata” menzionata in Salmo 108:10 fosse Sela.
SALMO 109:8)
“I suoi giorni siano pochi; Prenda qualcun altro il suo incarico di sorveglianza.”
bt cap. 2 p. 19 par. 20 “Mi sarete testimoni”
Evidentemente era proposito di Geova che fossero dodici apostoli che avevano seguito Gesù durante il suo ministero terreno a costituire le future “dodici pietre di fondamento” della Nuova Gerusalemme. (Riv. 21:2, 14) Perciò Dio permise a Pietro di capire che le parole profetiche “prenda qualcun altro il suo incarico di sorveglianza” si riferivano a Giuda. — Sal. 109:8.
si p. 204 par. 32 Libro biblico numero 44: Atti
32 Il libro di Atti aggiunge la sua testimonianza a quella dei Vangeli nel confermare l’autenticità e l’ispirazione delle Scritture Ebraiche. All’appressarsi della Pentecoste Pietro indicò l’adempimento di due profezie che ‘lo spirito santo aveva dichiarato in anticipo per bocca di Davide intorno a Giuda’. (Atti 1:16, 20; Sal. 69:25; 109:8)
it-1 p. 1163 Giuda Iscariota
Sostituito. Fra l’ascensione di Gesù e il giorno di Pentecoste del 33 E.V., Pietro spiegò a un gruppo di circa 120 discepoli radunati che, in armonia con la profezia del Salmo 109:8, era bene scegliere qualcuno per sostituire Giuda. Furono proposti due candidati e Mattia fu scelto a sorte “per prendere il posto di questo ministero e apostolato, dal quale Giuda deviò per andarsene al suo proprio posto”. — At 1:15, 16, 20-26.
it-2 p. 646 Prescienza, Preordinazione
Dio predestinò Giuda a tradire Gesù per adempiere la profezia?
Il tradimento di Giuda Iscariota adempì una profezia divina e dimostrò la prescienza di Geova, e anche di suo Figlio. (Sl 41:9; 55:12, 13; 109:8; At 1:16-20) Ma non si può dire che Dio abbia preordinato o predestinato Giuda a comportarsi così. Le profezie avevano predetto che Gesù sarebbe stato tradito da un intimo amico, ma non specificavano quale dei suoi amici sarebbe stato. Ancora una volta, i princìpi biblici escludono che Dio abbia preordinato le azioni di Giuda. La norma divina enunciata dall’apostolo è: “Non porre mai le mani affrettatamente su nessun uomo; e non partecipare ai peccati altrui; mantieniti casto”. (1Tm 5:22; cfr. 3:6). A riprova della sua preoccupazione che la scelta dei dodici apostoli fosse fatta in maniera saggia e accurata, Gesù pregò tutta la notte il Padre prima di rendere nota la sua decisione. (Lu 6:12-16) Se Giuda fosse già stato preordinato da Dio ad essere traditore, ciò sarebbe stato indice di incoerenza nell’operato e nella guida di Dio e, secondo la sua stessa norma, avrebbe reso Dio partecipe dei peccati commessi da quell’uomo.
Sembra dunque evidente che quando Giuda venne scelto come apostolo, il suo cuore non rivelasse affatto un’inclinazione al tradimento. Egli lasciò che ‘una radice velenosa spuntasse’ e lo contaminasse, con il risultato che egli si sviò e seguì non la direttiva di Dio, ma quella del Diavolo, diventando ladro e traditore. (Eb 12:14, 15; Gv 13:2; At 1:24, 25; Gc 1:14, 15; vedi GIUDA ISCARIOTA). A un certo punto Gesù stesso poté leggere nel cuore di Giuda e predire il suo tradimento. — Gv 13:10, 11.
w87 1/8 pp. 11-12 parr. 7-8 Cristo guida attivamente la sua congregazione
Nel ricercare la volontà di Geova quando si trattò di sostituire Giuda Iscariota, Pietro citò Salmo 109:8, dov’è detto: “Prenda qualcun altro il suo incarico di sorveglianza”. Poi Pietro e i suoi compagni chiesero in preghiera a Geova Dio di indicare l’uomo che doveva ‘prendere il posto di questo ministero e apostolato, dal quale Giuda aveva deviato’. Fu nominato Mattia perché prestasse servizio “con gli undici apostoli”. — Atti 1:20, 24-26.
8 Il primo caso che si ricordi in cui i 12 apostoli assolsero questo “incarico di sorveglianza” in qualità di corpo direttivo fu quando essi nominarono uomini qualificati in senso spirituale perché servissero i fratelli nella congregazione primitiva. (Atti 6:1-6) Il secondo fu allorché Filippo cominciò a predicare il Cristo ai samaritani. Come risultato di quest’attività, “gli apostoli . . . a Gerusalemme . . . inviarono loro Pietro e Giovanni”. I samaritani ‘ricevettero lo spirito santo’ solo dopo che quei due componenti e rappresentanti del corpo direttivo ebbero posto le mani su di loro. — Atti 8:5, 14-17.
SALMO 109:10)
“E immancabilmente i suoi figli vadano vagando; E devono chiedere l’elemosina, E devono cercare [il cibo] dai loro luoghi desolati.”
it-2 p. 252 Mendicante, Mendicare
Viceversa Proverbi 20:4 descrive il pigro nell’atto di ‘chiedere l’elemosina al tempo della raccolta’, e Salmo 109:10 dice che a motivo della punizione in cui incorre il malvagio “i suoi figli [vanno] vagando; e devono chiedere l’elemosina, e devono cercare il cibo dai loro luoghi desolati”. In questi ultimi due brani l’espressione “chiedere l’elemosina” traduce l’ebraico shaʼal, verbo che fondamentalmente significa “chiedere” (Eso 3:22; 1Re 3:11); comunque in questi due casi è sottinteso che la richiesta è fatta nella maniera propria dell’accattonaggio.
SALMO 109:23)
“Come un’ombra quando declina, sono obbligato ad andarmene; Sono stato scosso via come una locusta.”
w06 1/9 p. 13 par. 5 Punti notevoli del Libro Quinto dei Salmi
109:23: Cosa intendeva Davide quando disse: “Come un’ombra quando declina, sono obbligato ad andarmene”? Usando un linguaggio poetico Davide stava dicendo che sentiva la morte molto vicina. — Salmo 102:11.
it-2 p. 430 Ombra
Il modo in cui un’ombra cambia forma e infine sparisce con l’avanzare del sole è usato come esempio della transitorietà dell’uomo o della brevità della sua vita. (1Cr 29:15; Gb 8:9; 14:1, 2; Sl 102:11; 144:4; Ec 6:12; 8:13) Dire che i giorni di qualcuno sono “come un’ombra che è declinata” significa che la sua morte è vicina. (Sl 102:11; 109:23)
SALMO 109:31)
“Poiché egli starà alla destra del povero, Per salvar[lo] da quelli che giudicano la sua anima.”
w06 1/9 p. 14 par. 7 Punti notevoli del Libro Quinto dei Salmi
109:30, 31; 110:5. La mano destra, con cui un soldato impugnava la spada, normalmente non era protetta dallo scudo che era tenuto nella sinistra. In senso metaforico Geova è “alla destra” dei suoi servitori e combatte per loro. In tal modo li protegge e li aiuta, un ottimo motivo per ‘celebrarlo grandemente’.
it-2 p. 199 Mano
Di solito un guerriero impugnava la spada con la destra, e questa non era protetta dallo scudo tenuto nella sinistra. Perciò un amico stava o combatteva alla sua destra per sostenerlo e proteggerlo. Questa circostanza è menzionata metaforicamente a proposito dell’aiuto e della protezione che Dio assicura a quelli che lo servono. — Sl 16:8; 109:30, 31; 110:5; 121:5.

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Tutte le favole di Esopo con lezioni e morale

Tutte le favole di Esopo con lezioni e morale - 393 favole Autore: Esopo


INDICE DI TUTTE LE FAVOLE:
01. Aquila, Raven e il pastore.
02. L'Aquila, la lepre e lo scarabeo.
03. taglio ala dell'Aquila e la volpe.
04. L'Aquila e la volpe.
05. L'Aquila e la freccia.
06. L'Aquila e i Galli.
07. le volpi sulle rive del fiume Meandro.
08. la volpe che è stata riempita il suo grembo.
09. la volpe e il biancospino
10. la volpe e il taglialegna.
11. la volpe e il serpente.
12. la volpe e i grappoli di uva.
13. la volpe e il coccodrillo.
14. la volpe e la Pantera.
15. la volpe e la scimmia incoronato re
16. la volpe e il cane.
17. la volpe e la scimmia discusso circa la sua nobiltà.
18. la volpe e il caprone nel pozzo.
19. la volpe con la coda tagliata.
20. la volpe che non aveva mai visto un leone.
21. la volpe e la maschera vuota.
22. la volpe e il labrador maschio.
23. la volpe e il granchio di mare.
24. la volpe e il corvo affamato.
25. la volpe e il corvo grida.
26. le vol…

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