RICERCA PERSONALIZZATA

Ricerca personalizzata

SALMI 74-78 | Tesori della Parola di Dio: settimana del 18-24 luglio

ADS

TESTI BIBLICI E RIFERIMENTI: TESORI DELLA PAROLA DI DIO | SALMI 74-78

RICORDIAMO LE OPERE DI GEOVA

È essenziale meditare sulle cose buone che Geova ha fatto

74:16; 77:6, 11, 12
• La meditazione ci aiuta a far nostro ciò che leggiamo nella Parola di Dio e a sviluppare profonda gratitudine per il cibo spirituale
• Riflettere attentamente su Geova ci aiuta a ricordare le sue meravigliose opere e la speranza che ci ha dato

Tra le opere di Geova ci sono:

74:16, 17; 75:6, 7; 78:11-17
• La creazione:
più impariamo sulla creazione, più diventa profondo il nostro rispetto nei confronti di Geova
• I fratelli nominati della congregazione:
dovremmo essere sottomessi a quelli che Geova nomina per guidare la congregazione
• Gli atti di salvezza:
ricordare gli atti di salvezza di Geova rafforza la nostra fiducia nel fatto che desidera prendersi cura dei suoi servitori e che è in grado di farlo

Sl 74:16; 77:6, 11, 12 — Meditiamo sulle opere di Geova (w15 15/8 10 parr. 3-4; w04 1/3 19-20; w03 1/7 10-11 parr. 6-7)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 74:16
16 A te appartiene il giorno; inoltre, a te appartiene la notte.
Tu stesso preparasti il luminare, sì, il sole.
Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 77:6
6 Certamente mi ricorderò della mia musica di strumenti a corda nella notte;
Col mio cuore davvero mostrerò preoccupazione,
E il mio spirito scruterà con cura.
Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 77:11, 12
11 Ricorderò le pratiche di Iah;
Poiché di sicuro ricorderò le tue azioni meravigliose di molto tempo fa.
12 E certamente mediterò su tutta la tua attività,
E mi occuperò di sicuro delle tue opere.
La Torre di Guardia (2015)Meditiamo sul costante amore di Geova
3. Cosa può aiutarci a rafforzare la convinzione che l’amore di Geova per noi è costante?
3 Questi nostri compagni di fede sono sicuri che Dio è stato accanto a loro durante tempi difficili. Anche noi possiamo avere la certezza che lui è al nostro fianco (Sal. 118:6, 7). Questo articolo si concentrerà su come l’amore di Dio è evidente in relazione (1) alle sue opere creative, (2) alla sua ispirata Parola, (3) alla preghiera e (4) al riscatto. Meditare sulle cose buone che Geova ha fatto rafforzerà la nostra gratitudine per il suo costante amore. (Leggi Salmo 77:11, 12.)

MEDITIAMO SULLE OPERE CREATIVE DI GEOVA

4. Cosa risulta evidente quando meditiamo sulle opere creative di Geova?
4 È possibile scorgere il costante amore di Geova per noi in ciò che ha creato? Sì, perché il fatto stesso che abbia deciso di creare è una manifestazione del suo amore (Rom. 1:20). Non desidera però che la nostra sia una semplice esistenza. Dio ha progettato la terra e il suo ecosistema perché possiamo avere una vita sana e produttiva. Ci ha creati con la necessità di mangiare per rimanere in vita e ha fatto sì che la terra producesse un’infinità di piante che possono essere usate per preparare piatti gustosi. Ha voluto che anche il semplice nutrirsi fosse piacevole e soddisfacente! (Eccl. 9:7). A una sorella di nome Catherine piace molto osservare la creazione, specialmente durante la bella primavera canadese. Lei dice: “È davvero straordinario come tutto torna a vivere: i fiori puntuali spuntano dal terreno e gli uccelli ritornano dalla loro migrazione, inclusi i minuscoli colibrì che vengono alla piccola mangiatoia che ho appeso fuori dalla finestra della mia cucina. Geova deve proprio amarci per darci così tante cose belle”. Il nostro amorevole Padre celeste prova piacere nelle sue opere creative e desidera che lo proviamo anche noi (Atti 14:16, 17).
La Torre di Guardia (2004)Come dimostriamo di amare Dio
Come dimostriamo di amare Dio
IMPARARE ad amare Dio non è un esercizio puramente teorico. Come possono confermare i suoi servitori in tutto il mondo, il vero amore per Dio cresce man mano che se ne conosce la personalità e diventa ancora più forte quando si impara ciò che egli ama, ciò che odia, ciò che preferisce e ciò che richiede.
Amorevolmente Geova ci ha dato la sua Parola, la Bibbia, nella quale si rivela. Da essa apprendiamo in che modo ha agito in diverse situazioni. Come una lettera di una persona cara ci procura molto piacere, così la Bibbia ci reca diletto perché ci rivela nuovi aspetti della personalità di Geova.
Tuttavia, come notiamo a volte nel ministero pubblico, conoscere Dio non sempre spinge le persone ad amarlo. Di certi ebrei privi di apprezzamento dei suoi giorni Gesù disse: “Voi scrutate le Scritture, perché pensate di avere per mezzo d’esse vita eterna; . . . ma so bene che non avete in voi l’amore di Dio”. (Giovanni 5:39, 42) Alcuni impiegano anni per conoscere le amorevoli opere di Geova eppure hanno poco amore per lui. Perché? Non comprendono la piena portata di ciò che imparano. Invece milioni di persone sincere con cui studiamo la Bibbia riscontrano che l’amore che provano per lui cresce di continuo. Perché? Perché seguono l’esempio di Asaf, come abbiamo fatto anche noi. In che modo?
Meditate con apprezzamento
Asaf era deciso a coltivare l’amore per Geova nel suo cuore. Scrisse: “Col mio cuore davvero mostrerò preoccupazione . . . Ricorderò le pratiche di Iah; poiché di sicuro ricorderò le tue azioni meravigliose di molto tempo fa. E certamente mediterò su tutta la tua attività, e mi occuperò di sicuro delle tue opere”. (Salmo 77:6, 11, 12) L’amore per Dio crescerà nel cuore di chi riflette sulle Sue vie, come fece il salmista.
Inoltre, ricordare esperienze avute nel servizio di Geova rafforza la nostra relazione con lui. L’apostolo Paolo disse che siamo “collaboratori” di Dio, e fra collaboratori può nascere un’amicizia del tutto speciale. (1 Corinti 3:9) Quando gli esprimiamo il nostro amore, Geova lo apprezza, e rallegriamo il suo cuore. (Proverbi 27:11) Inoltre, quando invochiamo Geova ed egli ci aiuta a superare qualche difficoltà, sappiamo che è con noi e il nostro amore per lui diventa più profondo.
L’amicizia fra due persone aumenta man mano che esprimono l’una all’altra i loro sentimenti. Allo stesso modo, quando diciamo a Geova perché gli siamo devoti, il nostro amore per lui si rafforza. Ci troveremo a riflettere sulle parole di Gesù: “Devi amare Geova tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima e con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. (Marco 12:30) Cosa possiamo fare per essere sicuri di continuare ad amare Geova con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente e con tutta la forza?
Amare Geova con tutto il cuore
Le Scritture parlano del cuore simbolico, ovvero la persona interiore, con i suoi desideri, atteggiamenti e sentimenti. Quindi amare Geova con tutto il cuore significa desiderare di piacere a lui più di qualsiasi altra cosa. (Salmo 86:11) Dimostriamo di amarlo in questo modo cercando di avere una personalità a lui gradita. Ci sforziamo di imitare Dio ‘aborrendo ciò che è malvagio e aderendo a ciò che è buono’. — Romani 12:9.
L’amore per Dio influisce sui sentimenti che proviamo per qualunque cosa. Per esempio, può darsi che abbiamo un lavoro stimolante o impegnativo, ma il nostro cuore è lì? No. Dato che amiamo Geova Dio con tutto il cuore, siamo prima di tutto suoi ministri. Allo stesso modo, vogliamo piacere ai genitori, al coniuge e al datore di lavoro, ma dimostriamo di amare Geova con tutto il cuore cercando prima di tutto di piacere a lui. Dopo tutto Geova merita il primo posto nel nostro cuore. — Matteo 6:24; 10:37.
Amare Geova con tutta l’anima
Nelle Scritture la parola “anima” si riferisce basilarmente all’intera persona e alla vita che abbiamo. Quindi amare Geova con tutta l’anima vuol
La Torre di Guardia (2003)“Ecco, questo è il nostro Dio”
6, 7. Quanto è potente il sole, e quale importante verità attesta questo?
6 Quando ci si trova all’aperto in una bella giornata estiva, cosa si sente sulla pelle? Il calore del sole. In realtà, però, questo è il risultato della potenza creativa di Geova. Quanto è potente il sole? Nel nucleo, la temperatura si aggira sui 15.000.000 di gradi centigradi. Se si potesse prendere un pezzetto del nucleo del sole grande quanto la punta di uno spillo e trasportarlo qui sulla terra, per essere al sicuro si dovrebbe stare almeno a 140 chilometri da quella minuscola fonte di calore. Ogni secondo il sole emana un’energia equivalente all’esplosione di molte centinaia di milioni di bombe nucleari. Eppure la terra gira proprio alla distanza giusta intorno a questa tremenda fornace termonucleare. Troppo vicino, l’acqua sulla terra evaporerebbe; troppo lontano, tutto gelerebbe. Ciascuna di queste condizioni estreme renderebbe impossibile la vita sul nostro pianeta.
7 Anche se la vita stessa dipende dal sole, molti ne sottovalutano l’importanza. Pertanto non capiscono quello che il sole ci può insegnare. Salmo 74:16 dice di Geova: “Tu . . . preparasti il luminare, sì, il sole”. Il sole infatti rende gloria a Geova, il “Fattore del cielo e della terra”. (Salmo 146:6) Ed è solo una delle numerose cose create che ci insegnano quanto sia immensa la potenza di Geova. Più impariamo riguardo alla sua potenza creativa, più profondo diventa il nostro timore reverenziale.

Sl 75:4-7 — Tra le opere di Geova rientra la nomina di uomini umili perché si prendano cura della congregazione (w06 15/7 11 par. 2; it-2 1160 par. 2)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 75:4-7
4 Dissi agli stolti: “Non siate stolti”,
E ai malvagi: “Non esaltate il corno.
5 Non esaltate il vostro corno in alto.
Non parlate con collo arrogante.
6 Poiché né dall’est né dall’ovest,
Né dal sud è l’esaltazione.
7 Poiché Dio è il giudice.
Egli abbassa questo, ed esalta quello.
La Torre di Guardia (2006)Punti notevoli dei Libri Terzo e Quarto dei Salmi
75:4, 5, 10: Cosa si intende con il termine “corno”? Le corna di un animale sono un’arma potente. Quindi in senso figurato il termine “corno” è sinonimo di potenza o di forza. Geova ‘esalta i corni’ del suo popolo facendoli elevare, mentre ‘taglia i corni dei malvagi’. Siamo esortati a ‘non esaltare il nostro corno in alto’, in altre parole a non assumere un atteggiamento superbo o arrogante. Dal momento che è Geova a esaltare, gli incarichi di responsabilità nella congregazione vanno visti come se venissero da lui. — Salmo 75:7.
Perspicacia, vol. 2Umiltà
Tutti, uomini e donne, dovrebbero essere sottomessi a coloro che prendono la direttiva, e dovrebbero aspettare che sia Geova a nominare o ad affidare un incarico, poiché la promozione viene da lui. (Sl 75:6, 7) Alcuni leviti figli di Cora dissero: “Ho scelto di stare sulla soglia della casa del mio Dio anziché andare in giro nelle tende di malvagità”. (Sl 84:10) Per sviluppare la vera umiltà ci vuole tempo. Le Scritture, nell’indicare i requisiti di chi può ricoprire l’incarico di sorvegliante, precisano che non si dovrebbe nominare un uomo convertito di recente, “affinché non si gonfi d’orgoglio e cada nel giudizio emesso contro il Diavolo”. — 1Tm 3:6.

Sl 78:11-17 — Ricordiamo in che modo Geova ha agito a favore del suo popolo (w04 1/4 21-22)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 78:11-17
11 Dimenticavano anche le sue gesta
E le sue meravigliose opere che aveva fatto loro vedere.
12 Di fronte ai loro antenati aveva operato in maniera meravigliosa
Nel paese d’Egitto, il campo di Zoan.
13 Divise il mare, per farli passare,
E fece fermare le acque come una diga.
14 E continuò a guidarli con una nuvola di giorno
E l’intera notte con una luce di fuoco.
15 Spaccava le rocce nel deserto,
Per far bere [loro] un’abbondanza proprio come le acque degli abissi.
16 E faceva uscire ruscelli dalla rupe
E faceva scendere acque proprio come fiumi.
17 Ed essi peccavano ancora di più contro di lui,
Ribellandosi contro l’Altissimo nella regione arida;
La Torre di Guardia (2004)Tenete lo sguardo rivolto al premio?
pervengano al pentimento”. (2 Pietro 3:9) Se confidiamo in Geova, egli ci aiuterà a raggiungere la meta. In effetti, andrebbe contro la sua stessa natura se cercasse dei motivi per squalificare coloro che si sforzano sinceramente di piacergli. — Salmo 103:8-11; 130:3, 4; Ezechiele 18:32.
Sapere ciò che Geova prova per i suoi servitori ci dà speranza, una qualità importante quanto la fede. (1 Corinti 13:13) Il termine greco tradotto “speranza” nella Bibbia dà l’idea di una viva “attesa di cose buone”. Riferendosi a tale speranza, l’apostolo Paolo scrisse: “Desideriamo che ciascuno di voi mostri la stessa operosità in modo da avere la piena certezza della speranza sino alla fine, affinché non diveniate pigri, ma siate imitatori di quelli che mediante la fede e la pazienza ereditano le promesse”. (Ebrei 6:11, 12) Notate che, se continuiamo a servire fedelmente Geova, possiamo essere certi di vedere realizzata la nostra speranza. Contrariamente a quanto avviene per la maggioranza delle aspirazioni mondane, questa speranza “non conduce alla delusione”. (Romani 5:5) Detto ciò, come possiamo tenere viva e ben nitida la nostra speranza?
Come affinare la vista spirituale
L’occhio fisico non può mettere contemporaneamente a fuoco due soggetti. Lo stesso vale per la vista spirituale. Se rivolgiamo lo sguardo alle cose di questo sistema, il promesso nuovo mondo di Dio diverrà sfocato nella nostra mente. Col tempo, questa immagine indistinta potrebbe perdere il suo fascino e scomparire. Che tragedia sarebbe! (Luca 21:34) Quanto è importante, quindi, mantenere un ‘occhio semplice’, ben focalizzato sul Regno di Dio e sul premio della vita eterna! — Matteo 6:22.
Mantenere un occhio semplice non è sempre facile. I problemi quotidiani reclamano la nostra attenzione e ci si presentano distrazioni e persino tentazioni. In tali circostanze, come possiamo tenere lo sguardo rivolto al Regno e al promesso nuovo mondo di Dio senza trascurare altre attività necessarie? Vediamo tre modi in cui farlo.
Studiare ogni giorno la Parola di Dio. La lettura regolare della Bibbia e lo studio di pubblicazioni basate su di essa ci aiutano a mantenere la mente concentrata sulle cose spirituali. È vero che forse studiamo la Parola di Dio da anni, ma dobbiamo continuare a farlo, così come continuiamo a nutrirci fisicamente per rimanere in vita. Non smettiamo di mangiare solo perché abbiamo già consumato migliaia di pasti. Quindi, a prescindere da quanto conosciamo la Bibbia, abbiamo sempre bisogno di attingere regolarmente da essa nutrimento spirituale per mantenere viva la speranza e rafforzare la fede e l’amore. — Salmo 1:1-3.
Meditare con apprezzamento sulla Parola di Dio. Perché la meditazione è essenziale? Per due motivi. Primo, la meditazione ci permette di assimilare ciò che leggiamo e di provare profonda gratitudine al riguardo. Secondo, ci impedisce di dimenticare Geova, le sue meravigliose opere e la speranza che ci ha posto dinanzi. Facciamo un esempio. Gli israeliti che lasciarono l’Egitto insieme a Mosè videro con i loro occhi manifestazioni della tremenda potenza di Geova. Sperimentarono anche la sua amorevole protezione, mentre li guidava verso la loro eredità. Eppure, durante il viaggio verso la Terra Promessa, non appena giunsero nel deserto cominciarono a lamentarsi rivelando una grave mancanza di fede. (Salmo 78:11-17) Qual era il problema?
Gli israeliti distolsero lo sguardo da Geova e dalla meravigliosa speranza che avevano dinanzi per rivolgerlo alle necessità immediate e agli interessi della carne. Nonostante i segni e i portenti di cui erano stati testimoni oculari, molti divennero lamentatori privi di fede. ‘Presto dimenticarono le opere di Geova’, dice Salmo 106:13. Tale imperdonabile negligenza impedì a quella generazione di entrare nella Terra Promessa.
Perciò, quando leggete le Scritture o le pubblicazioni bibliche, prendetevi il tempo per meditare. Tale riflessione è essenziale per la crescita e la salute spirituali. Per esempio, leggendo il Salmo 106, in parte citato sopra, meditate sulle qualità di Geova. Osservate come fu paziente e misericordioso con gli israeliti. Vedete come fece tutto il possibile per aiutarli a raggiungere la Terra Promessa. Notate come essi si ribellarono di continuo a lui. Immaginate l’angustia e il dolore che Geova deve aver provato, man mano che la sua misericordia e la sua pazienza venivano portate al limite da un popolo ostinatamente ingrato. Inoltre, meditando sui versetti 30 e 31, che descrivono la ferma e coraggiosa presa di posizione di Fineas a favore della giustizia, acquistiamo la certezza che Geova non dimentica i suoi leali e li ricompensa generosamente.
Applicare i princìpi biblici nella propria vita. Quando seguiamo i princìpi biblici, riscontriamo di persona che i consigli di Geova funzionano. Proverbi 3:5, 6 dice: “Confida in Geova con tutto il tuo cuore e non ti appoggiare al tuo proprio intendimento. In tutte le tue vie riconoscilo, ed egli stesso renderà diritti i tuoi sentieri”. Riflettete sui problemi fisici, mentali ed emotivi che molte persone si sono procurate a causa di una vita immorale. Abbandonandosi ai piaceri momentanei, tali persone mietono anni, se non un’intera vita, di guai. In netto contrasto, coloro che camminano nella ‘strada angusta’ possono pregustare le benedizioni del nuovo sistema e questo li incoraggia a proseguire nel sentiero della vita. — Matteo 7:13, 14; Salmo 34:8.
Applicare i princìpi biblici può essere un’impresa. A volte, quando siamo nella prova, una via d’uscita non scritturale sembra promettere un sollievo immediato. Per esempio, in tempi economicamente difficili potremmo essere

SCAVIAMO PER TROVARE GEMME SPIRITUALI: (8 MIN)

Sl 78:2 — In che modo queste parole si applicavano profeticamente al Messia? (w11 15/8 11 par. 14)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 78:2
2 In un’espressione proverbiale certamente aprirò la mia bocca;
Di sicuro farò sgorgare enigmi di molto tempo fa,
La Torre di Guardia (2011)Erano in attesa del Messia
14. In che modo Gesù adempì Salmo 78:2?
14 Il Messia avrebbe parlato mediante parabole. Il salmista Asaf cantò: “In un’espressione proverbiale certamente aprirò la mia bocca”. (Sal. 78:2) Come facciamo a sapere che queste parole si applicavano profeticamente a Gesù? È Matteo a dircelo. Dopo aver riportato le parabole in cui Gesù aveva paragonato il Regno a un granello di senape che si sviluppa e al lievito, Matteo dichiara: “Senza illustrazioni [Gesù] non parlava loro; affinché si adempisse ciò che era stato dichiarato dal profeta, che disse: ‘Aprirò la mia bocca in illustrazioni, proclamerò cose nascoste sin dalla fondazione’”. (Matt. 13:31-35) Le ‘espressioni proverbiali’, o parabole, erano tra gli efficaci metodi di insegnamento usati da Gesù.

Sl 78:40, 41 — Secondo questi versetti, in che modo le nostre azioni influiscono su Geova? (w12 1/11 14 par. 5; w11 1/7 10)

Traduzione del Nuovo Mondo con riferimentiSalmo 78:40, 41
40 Quante volte si ribellavano contro di lui nel deserto,
Lo contristavano nella steppa!
41 E ripetutamente mettevano Dio alla prova,
E addolorarono anche il Santo d’Israele.
La Torre di Guardia (2012)La Bibbia ha cambiato la loro vita
Grazie allo studio della Bibbia il mio concetto di Dio cambiò radicalmente. Imparai che non è lui la causa della malvagità e delle sofferenze, e che invece si addolora quando gli esseri umani si comportano male. (Genesi 6:6; Salmo 78:40, 41) Decisi che avrei cercato in tutti i modi di non fare addolorare Geova. Volevo rallegrare il suo cuore. (Proverbi 27:11) Così smisi di alzare il gomito, di fumare e di avere una vita immorale. Nel marzo del 1994 mi battezzai, diventando così testimone di Geova.
La Torre di Guardia (2011)Geova ha sentimenti?
Accostiamoci a Dio
Geova ha sentimenti?
SE LA risposta è sì, allora viene da chiedersi: quello che facciamo influisce sui sentimenti di Dio? In altre parole, con le nostre azioni possiamo rallegrare Dio o addolorarlo? Alcuni filosofi dell’antichità dicevano di no. Sostenevano che nessuno può esercitare alcun tipo di influenza su Dio, il quale deve quindi essere incapace di provare sentimenti. Ma la Bibbia ce lo presenta in modo diverso. Ci dice che Geova prova teneri sentimenti e si interessa sinceramente di ciò che facciamo. Analizziamo le parole riportate in Salmo 78:40, 41.
Il Salmo 78 narra dei rapporti che Dio ebbe con gli antichi israeliti. Dopo averli liberati dalla schiavitù in Egitto, Geova offrì loro la possibilità di stringere con lui una relazione speciale. Promise che, se avessero ubbidito alle sue leggi, sarebbero diventati sua “speciale proprietà” e sarebbero stati impiegati in modo straordinario nell’adempimento del suo proposito. Il popolo acconsentì e così fu stipulato il patto della Legge. Gli israeliti onorarono quell’accordo? — Esodo 19:3-8.
Il dono più prezioso che possiamo fare a Geova è vivere in modo da rallegrare il suo cuore
Il salmista dice: “Quante volte si ribellavano contro di lui nel deserto!” (Versetto 40) E il versetto successivo aggiunge: “Ripetutamente mettevano Dio alla prova”. (Versetto 41) Come fa notare lo scrittore, gli israeliti si comportarono in modo ribelle, e non una sola volta. Questo pessimo atteggiamento si era manifestato subito dopo la loro liberazione dall’Egitto, quando erano nel deserto. Iniziarono a mormorare contro Dio mettendo in dubbio la sua capacità e il suo desiderio di prendersi cura di loro. (Numeri 14:1-4) Un’opera di consultazione per traduttori della Bibbia afferma che le parole “si ribellavano contro di lui” possono essere rese anche “‘rendevano duri i loro cuori contro Dio’ oppure ‘dicevano di no a Dio’”. Nonostante questo, quando gli israeliti mostravano pentimento, Geova misericordiosamente li perdonava. Poi però tornavano a comportarsi come prima e a ribellarsi mostrando lo stesso atteggiamento. — Salmo 78:10-19, 38.
Cosa provava Geova ogni volta che quegli israeliti così volubili si ribellavano? Il versetto 40 dice: “Lo contristavano”. Secondo un’altra traduzione, “gli davano motivo di addolorarsi”. (The Bible in Basic English) Un commentario biblico spiega: “Qui il significato è che la condotta degli ebrei era tale da causare dolore, come avviene nel caso di un figlio disubbidiente e ribelle”. Proprio come un figlio ribelle può addolorare molto i genitori, gli israeliti ribelli “addolorarono anche il Santo d’Israele”. — Versetto 41.
Cosa possiamo imparare da questo salmo? È rassicurante sapere che Geova vuole molto bene ai suoi adoratori e non pensa subito che siano irrecuperabili. Allo stesso tempo il fatto che Geova abbia dei sentimenti e che la nostra condotta possa influire su di essi dovrebbe indurci a riflettere. Sapere tutto questo che effetto ha su di noi? Ci spinge a voler fare ciò che è giusto?
Invece di seguire una condotta peccaminosa e addolorare Geova possiamo decidere di vivere rettamente e renderlo felice. Questo è proprio quello che egli chiede ai suoi adoratori: “Sii saggio, figlio mio, e rallegra il mio cuore”. (Proverbi 27:11) Il dono più prezioso che possiamo fare a Geova è vivere in modo da rallegrare il suo cuore.

Cosa impariamo su Geova dai salmi in programma questa settimana?

Quali punti di questi salmi possiamo usare nel ministero di campo?

SALMI 74-78 | SUGGERIMENTI PER I VOSTRI COMMENTI PERSONALI

SALMO 74:SOPRASCRITTA)
“Maschil. Di Asaf.”
it-1 p. 216 Asaf
Le soprascritte dei Salmi 50 e da 73 a 83 attribuiscono questi cantici ad Asaf. Tuttavia sembra probabile che il nome si riferisca alla famiglia di cui era il capo patriarcale, poiché alcuni salmi (Sl 79, 80) descrivono evidentemente avvenimenti posteriori al tempo di Asaf.
SALMO 74:2)
“Ricorda la tua assemblea che acquistasti molto tempo fa, La tribù che redimesti come tua eredità, Questo monte Sion in cui hai risieduto.”
it-2 p. 1139 Tribù
Tuttavia la ‘tribù che Dio redense come sua eredità’, menzionata in Salmo 74:2, è evidentemente l’intera nazione di Israele, nel senso di “tribù” o popolo distinto da altre nazioni e popoli.
SALMO 74:9)
“Non abbiamo visto i nostri segni; non c’è più profeta, E non c’è nessuno con noi che sappia fino a quando.”
jv cap. 6 p. 62 Un tempo di prova (1914-1918)
Trovai Salmo 74:9: ‘Non vediamo più i nostri segni; non vi è più profeta, e non abbiamo con noi alcuno che sappia fino a quando’. Era diverso. In quel discorso cercai di dimostrare ai fratelli che forse alcuni di noi erano stati un po’ troppo frettolosi pensando che saremmo andati subito in cielo, e che dovevamo darci da fare nel servizio del Signore finché egli avesse deciso quando qualcuno dei suoi servitori approvati sarebbe andato a casa, in cielo”.
SALMO 74:13)
“Tu stesso agitasti il mare con la tua propria forza; Rompesti le teste dei mostri marini nelle acque.”
w06 15/7 p. 11 par. 1 Punti notevoli dei Libri Terzo e Quarto dei Salmi
74:13, 14: Quando fu che Geova ‘ruppe le teste dei mostri marini nelle acque e fece a pezzi le teste di Leviatan’? “Faraone, re d’Egitto”, viene chiamato “il grande mostro marino che giace steso in mezzo ai suoi canali del Nilo”. (Ezechiele 29:3) Leviatan può rappresentare i “forti di Faraone”. (Salmo 74:14, nota in calce) Che le loro teste siano fatte a pezzi si riferisce probabilmente alla schiacciante sconfitta subita da Faraone e dal suo esercito quando Geova liberò gli israeliti dalla schiavitù egiziana.
it-2 p. 130 Leviatan
Il Salmo 74 descrive l’operato di Dio per la salvezza del suo popolo, e i versetti 13 e 14 si riferiscono simbolicamente alla liberazione di Israele dall’Egitto. Qui l’espressione “mostri marini [ebr. thanninìm, pl. di tannìn]” è usata come parallelo di “Leviatan”, e il fatto che ‘le teste di Leviatan furono fatte a pezzi’ può benissimo riferirsi alla schiacciante sconfitta inflitta al faraone e al suo esercito all’epoca dell’Esodo. I Targumim aramaici anziché “di Leviatan” hanno “dei forti di Faraone”. (Cfr. Ez 29:3-5, dove il faraone è paragonato a un “grande mostro marino” in mezzo ai canali del Nilo; anche Ez 32:2).
it-2 p. 346 Mostro marino
Il termine tannìn include senza dubbio svariati grossi animali marini (Ge 1:21; Sl 148:7), ma di solito è usato in senso figurato. L’annientamento del faraone e delle sue schiere sembra indicato dalla frase: “Tu [Geova] . . . rompesti le teste dei mostri marini nelle acque”. (Sl 74:13) In Isaia 51:9 l’espressione “mostro marino” ricorre in un parallelismo con Raab (Egitto; cfr. Isa 30:7) e può quindi riferirsi all’Egitto, oppure al faraone, come in Ezechiele 29:3 e 32:2. Il fedele Giobbe chiese se lui stesso era un “mostro marino” a cui si dovesse mettere qualcuno di guardia. — Gb 7:12; vedi LEVIATAN.
SALMO 74:14)
“Tu stesso facesti a pezzi le teste di Leviatan. Lo davi in pasto al popolo, a quelli che abitano nelle regioni aride.”
w06 15/7 p. 11 par. 1 Punti notevoli dei Libri Terzo e Quarto dei Salmi
74:13, 14: Quando fu che Geova ‘ruppe le teste dei mostri marini nelle acque e fece a pezzi le teste di Leviatan’? “Faraone, re d’Egitto”, viene chiamato “il grande mostro marino che giace steso in mezzo ai suoi canali del Nilo”. (Ezechiele 29:3) Leviatan può rappresentare i “forti di Faraone”. (Salmo 74:14, nota in calce) Che le loro teste siano fatte a pezzi si riferisce probabilmente alla schiacciante sconfitta subita da Faraone e dal suo esercito quando Geova liberò gli israeliti dalla schiavitù egiziana.
it-2 p. 130 Leviatan
Il Salmo 74 descrive l’operato di Dio per la salvezza del suo popolo, e i versetti 13 e 14 si riferiscono simbolicamente alla liberazione di Israele dall’Egitto. Qui l’espressione “mostri marini [ebr. thanninìm, pl. di tannìn]” è usata come parallelo di “Leviatan”, e il fatto che ‘le teste di Leviatan furono fatte a pezzi’ può benissimo riferirsi alla schiacciante sconfitta inflitta al faraone e al suo esercito all’epoca dell’Esodo. I Targumim aramaici anziché “di Leviatan” hanno “dei forti di Faraone”. (Cfr. Ez 29:3-5, dove il faraone è paragonato a un “grande mostro marino” in mezzo ai canali del Nilo; anche Ez 32:2).
SALMO 74:17)
“Fosti tu a stabilire tutte le linee di confine della terra; Estate e inverno, tu stesso li formasti.”
it-1 p. 546 Confine, Linea di
Un pensiero simile è espresso in Salmo 74:17, dov’è detto riguardo al Creatore: “Fosti tu a stabilire tutte le linee di confine della terra; estate e inverno, tu stesso li formasti”. All’Altissimo si deve l’esistenza di confini naturali come fiumi, laghi, mari e monti, che determinano gli spazi vitali. — Cfr. Ger 5:22.
SALMO 75:SOPRASCRITTA)
“Al direttore. “Non ridurre in rovina”. Melodia. Di Asaf. Canto.”
it-1 p. 216 Asaf
Le soprascritte dei Salmi 50 e da 73 a 83 attribuiscono questi cantici ad Asaf. Tuttavia sembra probabile che il nome si riferisca alla famiglia di cui era il capo patriarcale, poiché alcuni salmi (Sl 79, 80) descrivono evidentemente avvenimenti posteriori al tempo di Asaf.
SALMO 75:5)
“Non esaltate il vostro corno in alto. Non parlate con collo arrogante.”
w06 15/7 p. 11 par. 2 Punti notevoli dei Libri Terzo e Quarto dei Salmi
75:4, 5, 10: Cosa si intende con il termine “corno”? Le corna di un animale sono un’arma potente. Quindi in senso figurato il termine “corno” è sinonimo di potenza o di forza. Geova ‘esalta i corni’ del suo popolo facendoli elevare, mentre ‘taglia i corni dei malvagi’. Siamo esortati a ‘non esaltare il nostro corno in alto’, in altre parole a non assumere un atteggiamento superbo o arrogante. Dal momento che è Geova a esaltare, gli incarichi di responsabilità nella congregazione vanno visti come se venissero da lui. — Salmo 75:7.
w86 15/12 p. 28 “Benedite Geova”: perché?
Cosa impariamo: Il Salmo 75 mette in guardia contro l’orgoglio, dicendo: “Non esaltate il vostro corno”. (Versetto 5) Il corno era un simbolo di forza, di potere. (Deuteronomio 33:17) Esaltare il proprio corno voleva dire comportarsi in modo presuntuoso. Il salmista qui avverte i malvagi di non assumere atteggiamenti arroganti a motivo della loro posizione di potere che sembra sicura, perché ‘i corni dei malvagi saranno tagliati’ da Geova. (Salmo 75:10) Sapere questo incoraggia i servitori di Dio a restargli fedeli nonostante l’apparente prosperità dei malvagi. — Confronta Salmo 144:11-15a.
SALMO 75:7)
“Poiché Dio è il giudice. Egli abbassa questo, ed esalta quello.”
it-2 p. 1160 Umiltà
Tutti, uomini e donne, dovrebbero essere sottomessi a coloro che prendono la direttiva, e dovrebbero aspettare che sia Geova a nominare o ad affidare un incarico, poiché la promozione viene da lui. (Sl 75:6, 7)
SALMO 75:10)
“E taglierò tutti i corni dei malvagi. I corni del giusto saranno esaltati.”
w06 15/7 p. 11 par. 2 Punti notevoli dei Libri Terzo e Quarto dei Salmi
75:4, 5, 10: Cosa si intende con il termine “corno”? Le corna di un animale sono un’arma potente. Quindi in senso figurato il termine “corno” è sinonimo di potenza o di forza. Geova ‘esalta i corni’ del suo popolo facendoli elevare, mentre ‘taglia i corni dei malvagi’.
w86 15/12 p. 28 “Benedite Geova”: perché?
Il Salmo 75 mette in guardia contro l’orgoglio, dicendo: “Non esaltate il vostro corno”. (Versetto 5) Il corno era un simbolo di forza, di potere. (Deuteronomio 33:17) Esaltare il proprio corno voleva dire comportarsi in modo presuntuoso. Il salmista qui avverte i malvagi di non assumere atteggiamenti arroganti a motivo della loro posizione di potere che sembra sicura, perché ‘i corni dei malvagi saranno tagliati’ da Geova. (Salmo 75:10) Sapere questo incoraggia i servitori di Dio a restargli fedeli nonostante l’apparente prosperità dei malvagi. — Confronta Salmo 144:11-15a.
SALMO 76:SOPRASCRITTA)
“Al direttore su strumenti a corda. Melodia. Di Asaf. Canto.”
it-1 p. 216 Asaf
Le soprascritte dei Salmi 50 e da 73 a 83 attribuiscono questi cantici ad Asaf. Tuttavia sembra probabile che il nome si riferisca alla famiglia di cui era il capo patriarcale, poiché alcuni salmi (Sl 79, 80) descrivono evidentemente avvenimenti posteriori al tempo di Asaf.
SALMO 76:4)
“Tu sei avvolto di luce, più maestoso dei monti di preda.”
it-2 p. 315 Montagna, Monte
Nel descrivere le attività di Geova contro i guerrieri, un salmo dice che egli è “avvolto di luce, più maestoso dei monti di preda”. (Sl 76:4) I “monti di preda” possono rappresentare regni aggressivi. (Cfr. Na 2:11-13).
SALMO 76:6)
“Al tuo rimprovero, o Dio di Giacobbe, sia il guidatore del carro che il cavallo sono caduti in un sonno profondo.”
it-2 p. 1016 Sonno
Perciò la morte, di un uomo o di un animale, è simile al sonno. (Sl 13:3; Gv 11:11-14; At 7:60; 1Co 7:39; 15:51; 1Ts 4:13) Il salmista scrisse: “Al tuo rimprovero, o Dio di Giacobbe, sia il guidatore del carro che il cavallo sono caduti in un sonno profondo”. (Sl 76:6; cfr. Isa 43:17). Se non fosse proposito di Dio ridestare le persone dal sonno della morte, esse non si sveglierebbero mai. — Cfr. Gb 14:10-15; Ger 51:39, 57; vedi RISURREZIONE.
w86 15/12 p. 28 “Benedite Geova”: perché?
76:6 — In che senso “il guidatore di carro” e “il cavallo” ‘caddero in un sonno profondo’?
Agli israeliti era stato insegnato a confidare in Geova, e non nei cavalli e nei carri. (Salmo 20:7; Proverbi 21:31) Non avevano motivo di temere i cavalli e i carri muniti di falci dei nemici, poiché Geova era in grado di ridurre questi ultimi all’impotenza, facendoli ‘cadere in un sonno profondo’. Qui si fa riferimento al “sonno di durata indefinita”, la morte. (Geremia 51:39) Questo deve servire di monito agli odierni capi mondiali che confidano nei loro armamenti. — Salmo 76:12.
SALMO 76:10)
“Poiché il medesimo furore dell’uomo ti loderà; Del rimanente del furore ti cingerai.”
w07 15/5 p. 19 “I tuoi piani saranno fermamente stabiliti”
Geova può anche far andare le cose in modo tale che i malvagi, senza rendersene conto, servano al suo scopo. Rivolgendosi a Geova, il salmista disse: “Il medesimo furore dell’uomo ti loderà; del rimanente del furore ti cingerai”. (Salmo 76:10) Geova può permettere ai suoi nemici di esprimere il loro furore contro i suoi servitori, ma solo nella misura necessaria per disciplinare e ammaestrare questi ultimi. Quando oltrepassano il segno, Dio interviene.
w06 15/7 p. 11 par. 3 Punti notevoli dei Libri Terzo e Quarto dei Salmi
76:10: Come può “il medesimo furore dell’uomo” lodare Geova? Possono esserci dei risvolti positivi quando Dio permette agli uomini di sfogare la loro ira su di noi perché siamo suoi servitori. Le eventuali difficoltà che ne derivano possono servirci di disciplina. Geova permette la sofferenza solo nella misura in cui essa ci provvede tale addestramento. (1 Pietro 5:10) ‘Dio si cinge del rimanente del furore dell’uomo’. E se le sofferenze culminassero con la morte? Anche questo può lodare Geova Dio, perché quelli che ci vedono perseverare fedelmente possono a loro volta cominciare a glorificarlo.
SALMO 77:SOPRASCRITTA)
“Al direttore su Iedutun. Di Asaf. Melodia.”
it-1 p. 216 Asaf
Le soprascritte dei Salmi 50 e da 73 a 83 attribuiscono questi cantici ad Asaf. Tuttavia sembra probabile che il nome si riferisca alla famiglia di cui era il capo patriarcale, poiché alcuni salmi (Sl 79, 80) descrivono evidentemente avvenimenti posteriori al tempo di Asaf.
it-1 p. 1244 Iedutun
Iedutun è menzionato nella soprascritta di tre salmi. In due (Sl 39, 62) si legge: “Al direttore di Iedutun” (“per [il coro di] Iedutun”, Con); nel terzo (Sl 77) invece si legge: “Al direttore su Iedutun”. (NM; CEI) In ciascun caso la composizione del salmo è attribuita ad altri: i primi due a Davide e il terzo ad Asaf; quindi non c’è nessuna indicazione che fossero stati composti da Iedutun, anche se altrove questi è chiamato “il visionario del re” e viene detto che “profetizzava con l’arpa”. (2Cr 35:15; 1Cr 25:1, 3) Perciò le soprascritte di questi tre salmi devono essere istruzioni per l’esecuzione, forse per indicare uno stile o anche uno strumento musicale che in qualche modo aveva a che fare con Iedutun, o che lui o i suoi figli avevano inventato, introdotto, perfezionato o reso di uso comune.
SALMO 77:6)
“Certamente mi ricorderò della mia musica di strumenti a corda nella notte; Col mio cuore davvero mostrerò preoccupazione, E il mio spirito scruterà con cura.”
w06 15/7 p. 12 par. 4 Punti notevoli dei Libri Terzo e Quarto dei Salmi
77:6. Il profondo interesse per le verità spirituali e l’attenta ricerca d’esse richiede che si dedichi del tempo a studiare e meditare. È importante fare spazio a un po’ di solitudine nella propria vita.
SALMO 77:9)
“Ha dimenticato Dio d’esser favorevole, O ha chiuso le sue misericordie nell’ira? Sela.”
it-2 p. 295 Misericordia
È la durezza del cuore degli uomini, la loro ostinazione e il rifiuto di accettare la sua clemenza e misericordia, che lo costringe ad agire diversamente, che preclude loro le sue misericordie. — Sl 77:9;
SALMO 77:11)
“Ricorderò le pratiche di Iah; Poiché di sicuro ricorderò le tue azioni meravigliose di molto tempo fa.”
w01 1/6 p. 9 Rafforzate la vostra fiducia in Geova
Innanzi tutto ci ha provveduto la sua Parola scritta, la Bibbia, che contiene la narrazione di numerosi atti potenti da lui compiuti a favore dei suoi servitori. Riflettete: Che fiducia si può avere in qualcuno di cui si conosce solo il nome? Ben poca, probabilmente, o forse nessuna. Per avere fiducia in qualcuno bisogna conoscere il suo modo di agire e le cose che ha fatto, non è vero? Mentre leggiamo gli episodi narrati nella Bibbia e vi meditiamo sopra, la nostra conoscenza di Geova e delle sue meravigliose vie aumenta e impariamo ad apprezzare sempre più la sua fidatezza. Così la nostra fiducia in lui si rafforza. Il salmista diede un ottimo esempio quando, in una fervida preghiera, si rivolse a Dio dicendo: “Ricorderò le pratiche di Iah; poiché di sicuro ricorderò le tue azioni meravigliose di molto tempo fa. E certamente mediterò su tutta la tua attività, e mi occuperò di sicuro delle tue opere”. — Salmo 77:11, 12.
SALMO 77:12)
“E certamente mediterò su tutta la tua attività, E mi occuperò di sicuro delle tue opere.”
w01 1/6 p. 9 Rafforzate la vostra fiducia in Geova
Innanzi tutto ci ha provveduto la sua Parola scritta, la Bibbia, che contiene la narrazione di numerosi atti potenti da lui compiuti a favore dei suoi servitori. Riflettete: Che fiducia si può avere in qualcuno di cui si conosce solo il nome? Ben poca, probabilmente, o forse nessuna. Per avere fiducia in qualcuno bisogna conoscere il suo modo di agire e le cose che ha fatto, non è vero? Mentre leggiamo gli episodi narrati nella Bibbia e vi meditiamo sopra, la nostra conoscenza di Geova e delle sue meravigliose vie aumenta e impariamo ad apprezzare sempre più la sua fidatezza. Così la nostra fiducia in lui si rafforza. Il salmista diede un ottimo esempio quando, in una fervida preghiera, si rivolse a Dio dicendo: “Ricorderò le pratiche di Iah; poiché di sicuro ricorderò le tue azioni meravigliose di molto tempo fa. E certamente mediterò su tutta la tua attività, e mi occuperò di sicuro delle tue opere”. — Salmo 77:11, 12.
SALMO 78:SOPRASCRITTA)
“Maschil. Di Asaf.”
it-1 p. 216 Asaf
Le soprascritte dei Salmi 50 e da 73 a 83 attribuiscono questi cantici ad Asaf. Tuttavia sembra probabile che il nome si riferisca alla famiglia di cui era il capo patriarcale, poiché alcuni salmi (Sl 79, 80) descrivono evidentemente avvenimenti posteriori al tempo di Asaf.
SALMO 78:2)
“In un’espressione proverbiale certamente aprirò la mia bocca; Di sicuro farò sgorgare enigmi di molto tempo fa,”
w11 15/8 p. 11 par. 14 Erano in attesa del Messia
14 Il Messia avrebbe parlato mediante parabole. Il salmista Asaf cantò: “In un’espressione proverbiale certamente aprirò la mia bocca”. (Sal. 78:2) Come facciamo a sapere che queste parole si applicavano profeticamente a Gesù? È Matteo a dircelo. Dopo aver riportato le parabole in cui Gesù aveva paragonato il Regno a un granello di senape che si sviluppa e al lievito, Matteo dichiara: “Senza illustrazioni [Gesù] non parlava loro; affinché si adempisse ciò che era stato dichiarato dal profeta, che disse: ‘Aprirò la mia bocca in illustrazioni, proclamerò cose nascoste sin dalla fondazione’”. (Matt. 13:31-35) Le ‘espressioni proverbiali’, o parabole, erano tra gli efficaci metodi di insegnamento usati da Gesù.
cf cap. 12 p. 119 par. 4 “Senza illustrazioni non parlava loro”
In Matteo 13:34, 35 leggiamo: “Gesù disse tutte queste cose alle folle mediante illustrazioni. Realmente, senza illustrazioni non parlava loro; affinché si adempisse ciò che era stato dichiarato dal profeta, che disse: ‘Aprirò la mia bocca in illustrazioni’”. Il profeta citato da Matteo era lo scrittore di Salmo 78:2 che, ispirato dallo spirito di Dio, scrisse secoli prima della nascita di Gesù. Pensate a cosa significa questo. Con centinaia di anni di anticipo Geova aveva stabilito che il Messia avrebbe insegnato mediante illustrazioni. Sicuramente dunque Geova deve apprezzare questo metodo di insegnamento.
w02 1/9 p. 14 par. 3 “Senza illustrazioni non parlava loro”
affinché si adempisse ciò che era stato dichiarato dal profeta, che disse: ‘Aprirò la mia bocca in illustrazioni’”. (Matteo 13:34, 35) Il “profeta” citato da Matteo era lo scrittore di Salmo 78:2. Quel salmista scrisse sotto ispirazione dello spirito di Dio secoli prima della nascita di Gesù. Non è straordinario che centinaia di anni prima Geova avesse già stabilito che suo Figlio avrebbe insegnato mediante illustrazioni? Sicuramente Geova deve apprezzare questo metodo didattico!
it-1 p. 1262 Illustrazioni
Che le Scritture usino il termine parabolè in senso più ampio del termine italiano “parabola” è indicato da Matteo 13:34, 35, dove, parlando di Gesù Cristo, Matteo fa notare che era stato predetto che avrebbe parlato mediante “illustrazioni” (NM), in “parabole” (CEI, VR). Salmo 78:2, citato a questo riguardo da Matteo, fa riferimento a “un’espressione proverbiale” (ebr. mashàl), termine che lo scrittore del Vangelo traduce col greco parabolè. Come implica il significato letterale del termine greco, la parabolè serviva per insegnare o comunicare un’idea, per spiegare una cosa facendo un “accostamento” con un’altra simile. (Cfr. Mr 4:30). Quasi tutte le versioni italiane usano semplicemente la forma italianizzata “parabola” per rendere il termine greco. Tuttavia questa traduzione non sempre rende pienamente l’idea.
SALMO 78:12)
“Di fronte ai loro antenati aveva operato in maniera meravigliosa Nel paese d’Egitto, il campo di Zoan.”
it-2 p. 1235 Zoan
In Salmo 78:12, 43, nel descrivere gli atti miracolosi di Geova a favore di Israele precedenti l’Esodo, “campo di Zoan” è usato come sinonimo di “paese d’Egitto”. Questo ha indotto alcuni studiosi a sostenere che gli incontri di Mosè con il faraone fossero avvenuti a Zoan. Si è tentato similmente di identificare Zoan (Tanis) con la città di Rameses, come pure con la città di Avaris, menzionata da Manetone nella storia dei cosiddetti re hyksos. Infatti molte opere di consultazione dicono che il toponimo Zoan diventò Avaris sotto gli “hyksos”, quindi Rameses sotto la dinastia dei Ramses e infine tornò Zoan (col nome greco Tanis). Va però notato che la Bibbia usa sempre il nome Zoan, prima dell’Esodo (già al tempo di Abraamo), all’epoca dell’Esodo e ancora fino all’VIII, VII e VI secolo a.E.V. (al tempo dei profeti Isaia ed Ezechiele).
Se gli incontri di Mosè con il faraone fossero avvenuti a Zoan, ciò darebbe certamente qualche indicazione circa il punto in cui ebbe inizio l’Esodo. Tuttavia diversi fattori mettono in dubbio questa ipotesi. Se per Zoan si intendeva una specifica località, l’espressione “campo di Zoan” andrebbe intesa non come un semplice sinonimo di “paese d’Egitto”, ma come un’espressione molto più specifica, indicante la località esatta in cui si verificarono i miracoli. Un significato così ristretto non quadra, poiché le Dieci Piaghe non si verificarono solo in una zona dell’Egitto (ad esempio una parte del Delta) ma in tutto il paese. Questo sembra confermare l’ipotesi che “campo di Zoan” sia usato come sinonimo di “paese d’Egitto”.
Coloro che vorrebbero far passare Zoan (o, secondo l’identificazione da essi proposta, Avaris o Rameses) per la residenza del faraone all’epoca dell’Esodo non sono d’accordo con la Bibbia sotto molti aspetti. La Bibbia indica che il primo incontro di Mosè ebbe luogo presso la sponda del Nilo. (Eso 7:14, 15) Zoan (Tanis) non era sul fiume vero e proprio ma all’estremità di uno dei bracci che anticamente si diramavano dal corso d’acqua principale. Nel tentativo di identificare la città di Rameses con Zoan, o Tanis, essi trascurano anche il fatto che Zoan era già una città al tempo di Abraamo, mentre la biblica Raamses (“Rameses”, Mar) cominciò a essere edificata dagli israeliti in Egitto circa 400 anni dopo (a meno che per “edificare” la Bibbia non intenda rafforzare o fortificare). — Eso 1:11.
Questi studiosi vorrebbero fare di Zoan (Avaris-Rameses, come la chiamano) la capitale egiziana al tempo dell’Esodo, mentre secondo la Bibbia Rameses era semplicemente un ‘luogo di deposito’. Inoltre, sostenendo che Ramses II fosse il faraone dell’Esodo perché aveva affermato di essere il costruttore della città di Rameses (o, più precisamente, di una località chiamata Pi-Rameses), ignorano il fatto che la costruzione della biblica Rameses iniziò 80 anni prima dell’Esodo (prima della nascita di Mosè [Eso 1:11–2:10]), mentre secondo gli storici Ramses II avrebbe regnato solo 66 anni circa. — Vedi RAAMSES, RAMESES.
Resta dunque da vedere perché a proposito degli atti miracolosi di Geova “campo di Zoan” sembra sia usato come sinonimo di “paese d’Egitto”. Anche se non si può escludere a priori una connessione con la corte faraonica, è certo possibile che l’antichità della città abbia indotto il salmista a usare in questo modo Zoan, a quanto pare una delle più antiche città d’Egitto. Oppure ciò può dipendere dalla sua importanza e dalla sua posizione all’“ingresso” dell’Egitto per chi viene dalla Palestina, essendo stata forse la prima città importante incontrata dalla famiglia di Giacobbe quando si trasferì in Egitto. (Cfr. Isa 30:2-4; vedi HANES). Poiché si trovava all’estremo N dell’Egitto, il suo “campo” poteva figurativamente riferirsi a tutta la valle del Nilo che di là si estendeva a S fino al confine meridionale egiziano.
SALMO 78:24)
“E faceva piovere su di loro la manna da mangiare, E diede loro il grano del cielo.”
w06 15/7 p. 11 par. 4 Punti notevoli dei Libri Terzo e Quarto dei Salmi
78:24, 25; nota in calce: Perché la manna è chiamata “il grano del cielo” e ‘il medesimo pane degli angeli’? Né l’una né l’altra espressione significano che la manna fosse il cibo degli angeli. Era il “grano del cielo” in quanto la sua fonte era celeste. (Salmo 105:40) Dato che gli angeli, o “potenti”, hanno la loro dimora in cielo, la frase “il medesimo pane degli angeli” può significare semplicemente che fu provveduta da Dio, il quale dimora in cielo. (Salmo 11:4) È anche possibile che Geova si sia servito di angeli per provvedere la manna agli israeliti.
it-2 p. 197 Manna
Il salmista chiamò la manna “il grano del cielo” (Sl 78:24), “pane dal cielo” (Sl 105:40) e “il medesimo pane dei potenti” (Sl 78:25). Gli angeli sono chiamati “potenti in forza” (Sl 103:20) e quindi si potevano ben definire “potenti”. Questo però non significa che gli angeli mangino effettivamente la manna, ma piuttosto che Dio può essersi servito di mezzi angelici per provvederla agli israeliti. (Cfr. Gal 3:19). Oppure, dato che il cielo è la dimora dei “potenti”, l’espressione “pane dei potenti” può semplicemente indicarne l’origine celeste.
SALMO 78:25)
“Gli uomini mangiarono il medesimo pane dei potenti; Mandò loro provviste a sazietà.”
w06 15/7 p. 11 par. 4 Punti notevoli dei Libri Terzo e Quarto dei Salmi
78:24, 25; nota in calce: Perché la manna è chiamata “il grano del cielo” e ‘il medesimo pane degli angeli’? Né l’una né l’altra espressione significano che la manna fosse il cibo degli angeli. Era il “grano del cielo” in quanto la sua fonte era celeste. (Salmo 105:40) Dato che gli angeli, o “potenti”, hanno la loro dimora in cielo, la frase “il medesimo pane degli angeli” può significare semplicemente che fu provveduta da Dio, il quale dimora in cielo. (Salmo 11:4) È anche possibile che Geova si sia servito di angeli per provvedere la manna agli israeliti.
w99 15/8 p. 25 Traiamo beneficio dal “grano del cielo”
La menzione dei “potenti”, o “angeli”, nel Salmo 78 fa pensare che Geova possa aver impiegato angeli per provvedere la manna. (Salmo 78:25, nota in calce)
it-2 p. 197 Manna
Il salmista chiamò la manna “il grano del cielo” (Sl 78:24), “pane dal cielo” (Sl 105:40) e “il medesimo pane dei potenti” (Sl 78:25). Gli angeli sono chiamati “potenti in forza” (Sl 103:20) e quindi si potevano ben definire “potenti”. Questo però non significa che gli angeli mangino effettivamente la manna, ma piuttosto che Dio può essersi servito di mezzi angelici per provvederla agli israeliti. (Cfr. Gal 3:19). Oppure, dato che il cielo è la dimora dei “potenti”, l’espressione “pane dei potenti” può semplicemente indicarne l’origine celeste.
SALMO 78:30)
“Non si erano distolti dal loro desiderio, Mentre il loro cibo era ancora nella loro bocca,”
it-2 p. 755 Residente forestiero
Estraneo. La parola ebraica per estraneo (zar) deriva evidentemente dal verbo zur, che significa “distogliersi; divenire estraneo”. (Sl 78:30; 69:8) e quindi ha basilarmente il senso di “uno che prende le distanze o si allontana”. — Theological Dictionary of the Old Testament, a cura di G. J. Botterweck e H. Ringgren, 1980, vol. 4, p. 53.
SALMO 78:40)
“Quante volte si ribellavano contro di lui nel deserto, Lo contristavano nella steppa!”
w11 1/7 p. 10 Geova ha sentimenti?
Analizziamo le parole riportate in Salmo 78:40, 41.
Il Salmo 78 narra dei rapporti che Dio ebbe con gli antichi israeliti. Dopo averli liberati dalla schiavitù in Egitto, Geova offrì loro la possibilità di stringere con lui una relazione speciale. Promise che, se avessero ubbidito alle sue leggi, sarebbero diventati sua “speciale proprietà” e sarebbero stati impiegati in modo straordinario nell’adempimento del suo proposito. Il popolo acconsentì e così fu stipulato il patto della Legge. Gli israeliti onorarono quell’accordo? — Esodo 19:3-8.
Il salmista dice: “Quante volte si ribellavano contro di lui nel deserto!” (Versetto 40) E il versetto successivo aggiunge: “Ripetutamente mettevano Dio alla prova”. (Versetto 41) Come fa notare lo scrittore, gli israeliti si comportarono in modo ribelle, e non una sola volta. Questo pessimo atteggiamento si era manifestato subito dopo la loro liberazione dall’Egitto, quando erano nel deserto. Iniziarono a mormorare contro Dio mettendo in dubbio la sua capacità e il suo desiderio di prendersi cura di loro. (Numeri 14:1-4) Un’opera di consultazione per traduttori della Bibbia afferma che le parole “si ribellavano contro di lui” possono essere rese anche “‘rendevano duri i loro cuori contro Dio’ oppure ‘dicevano di no a Dio’”. Nonostante questo, quando gli israeliti mostravano pentimento, Geova misericordiosamente li perdonava. Poi però tornavano a comportarsi come prima e a ribellarsi mostrando lo stesso atteggiamento. — Salmo 78:10-19, 38.
Cosa provava Geova ogni volta che quegli israeliti così volubili si ribellavano? Il versetto 40 dice: “Lo contristavano”. Secondo un’altra traduzione, “gli davano motivo di addolorarsi”. (The Bible in Basic English) Un commentario biblico spiega: “Qui il significato è che la condotta degli ebrei era tale da causare dolore, come avviene nel caso di un figlio disubbidiente e ribelle”. Proprio come un figlio ribelle può addolorare molto i genitori, gli israeliti ribelli “addolorarono anche il Santo d’Israele”. — Versetto 41.
Cosa possiamo imparare da questo salmo? È rassicurante sapere che Geova vuole molto bene ai suoi adoratori e non pensa subito che siano irrecuperabili. Allo stesso tempo il fatto che Geova abbia dei sentimenti e che la nostra condotta possa influire su di essi dovrebbe indurci a riflettere.
SALMO 78:41)
“E ripetutamente mettevano Dio alla prova, E addolorarono anche il Santo d’Israele.”
w11 1/7 p. 10 Geova ha sentimenti?
Analizziamo le parole riportate in Salmo 78:40, 41.
Il Salmo 78 narra dei rapporti che Dio ebbe con gli antichi israeliti. Dopo averli liberati dalla schiavitù in Egitto, Geova offrì loro la possibilità di stringere con lui una relazione speciale. Promise che, se avessero ubbidito alle sue leggi, sarebbero diventati sua “speciale proprietà” e sarebbero stati impiegati in modo straordinario nell’adempimento del suo proposito. Il popolo acconsentì e così fu stipulato il patto della Legge. Gli israeliti onorarono quell’accordo? — Esodo 19:3-8.
Il salmista dice: “Quante volte si ribellavano contro di lui nel deserto!” (Versetto 40) E il versetto successivo aggiunge: “Ripetutamente mettevano Dio alla prova”. (Versetto 41) Come fa notare lo scrittore, gli israeliti si comportarono in modo ribelle, e non una sola volta. Questo pessimo atteggiamento si era manifestato subito dopo la loro liberazione dall’Egitto, quando erano nel deserto. Iniziarono a mormorare contro Dio mettendo in dubbio la sua capacità e il suo desiderio di prendersi cura di loro. (Numeri 14:1-4) Un’opera di consultazione per traduttori della Bibbia afferma che le parole “si ribellavano contro di lui” possono essere rese anche “‘rendevano duri i loro cuori contro Dio’ oppure ‘dicevano di no a Dio’”. Nonostante questo, quando gli israeliti mostravano pentimento, Geova misericordiosamente li perdonava. Poi però tornavano a comportarsi come prima e a ribellarsi mostrando lo stesso atteggiamento. — Salmo 78:10-19, 38.
Cosa provava Geova ogni volta che quegli israeliti così volubili si ribellavano? Il versetto 40 dice: “Lo contristavano”. Secondo un’altra traduzione, “gli davano motivo di addolorarsi”. (The Bible in Basic English) Un commentario biblico spiega: “Qui il significato è che la condotta degli ebrei era tale da causare dolore, come avviene nel caso di un figlio disubbidiente e ribelle”. Proprio come un figlio ribelle può addolorare molto i genitori, gli israeliti ribelli “addolorarono anche il Santo d’Israele”. — Versetto 41.
Cosa possiamo imparare da questo salmo? È rassicurante sapere che Geova vuole molto bene ai suoi adoratori e non pensa subito che siano irrecuperabili. Allo stesso tempo il fatto che Geova abbia dei sentimenti e che la nostra condotta possa influire su di essi dovrebbe indurci a riflettere.
SALMO 78:43)
“Di come pose i suoi segni nello stesso Egitto E i suoi miracoli nel campo di Zoan;”
it-2 p. 1235 Zoan
In Salmo 78:12, 43, nel descrivere gli atti miracolosi di Geova a favore di Israele precedenti l’Esodo, “campo di Zoan” è usato come sinonimo di “paese d’Egitto”. Questo ha indotto alcuni studiosi a sostenere che gli incontri di Mosè con il faraone fossero avvenuti a Zoan. Si è tentato similmente di identificare Zoan (Tanis) con la città di Rameses, come pure con la città di Avaris, menzionata da Manetone nella storia dei cosiddetti re hyksos. Infatti molte opere di consultazione dicono che il toponimo Zoan diventò Avaris sotto gli “hyksos”, quindi Rameses sotto la dinastia dei Ramses e infine tornò Zoan (col nome greco Tanis). Va però notato che la Bibbia usa sempre il nome Zoan, prima dell’Esodo (già al tempo di Abraamo), all’epoca dell’Esodo e ancora fino all’VIII, VII e VI secolo a.E.V. (al tempo dei profeti Isaia ed Ezechiele).
Se gli incontri di Mosè con il faraone fossero avvenuti a Zoan, ciò darebbe certamente qualche indicazione circa il punto in cui ebbe inizio l’Esodo. Tuttavia diversi fattori mettono in dubbio questa ipotesi. Se per Zoan si intendeva una specifica località, l’espressione “campo di Zoan” andrebbe intesa non come un semplice sinonimo di “paese d’Egitto”, ma come un’espressione molto più specifica, indicante la località esatta in cui si verificarono i miracoli. Un significato così ristretto non quadra, poiché le Dieci Piaghe non si verificarono solo in una zona dell’Egitto (ad esempio una parte del Delta) ma in tutto il paese. Questo sembra confermare l’ipotesi che “campo di Zoan” sia usato come sinonimo di “paese d’Egitto”.
Coloro che vorrebbero far passare Zoan (o, secondo l’identificazione da essi proposta, Avaris o Rameses) per la residenza del faraone all’epoca dell’Esodo non sono d’accordo con la Bibbia sotto molti aspetti. La Bibbia indica che il primo incontro di Mosè ebbe luogo presso la sponda del Nilo. (Eso 7:14, 15) Zoan (Tanis) non era sul fiume vero e proprio ma all’estremità di uno dei bracci che anticamente si diramavano dal corso d’acqua principale. Nel tentativo di identificare la città di Rameses con Zoan, o Tanis, essi trascurano anche il fatto che Zoan era già una città al tempo di Abraamo, mentre la biblica Raamses (“Rameses”, Mar) cominciò a essere edificata dagli israeliti in Egitto circa 400 anni dopo (a meno che per “edificare” la Bibbia non intenda rafforzare o fortificare). — Eso 1:11.
Questi studiosi vorrebbero fare di Zoan (Avaris-Rameses, come la chiamano) la capitale egiziana al tempo dell’Esodo, mentre secondo la Bibbia Rameses era semplicemente un ‘luogo di deposito’. Inoltre, sostenendo che Ramses II fosse il faraone dell’Esodo perché aveva affermato di essere il costruttore della città di Rameses (o, più precisamente, di una località chiamata Pi-Rameses), ignorano il fatto che la costruzione della biblica Rameses iniziò 80 anni prima dell’Esodo (prima della nascita di Mosè [Eso 1:11–2:10]), mentre secondo gli storici Ramses II avrebbe regnato solo 66 anni circa. — Vedi RAAMSES, RAMESES.
Resta dunque da vedere perché a proposito degli atti miracolosi di Geova “campo di Zoan” sembra sia usato come sinonimo di “paese d’Egitto”. Anche se non si può escludere a priori una connessione con la corte faraonica, è certo possibile che l’antichità della città abbia indotto il salmista a usare in questo modo Zoan, a quanto pare una delle più antiche città d’Egitto. Oppure ciò può dipendere dalla sua importanza e dalla sua posizione all’“ingresso” dell’Egitto per chi viene dalla Palestina, essendo stata forse la prima città importante incontrata dalla famiglia di Giacobbe quando si trasferì in Egitto. (Cfr. Isa 30:2-4; vedi HANES). Poiché si trovava all’estremo N dell’Egitto, il suo “campo” poteva figurativamente riferirsi a tutta la valle del Nilo che di là si estendeva a S fino al confine meridionale egiziano.
SALMO 78:45)
“Mandava su di loro i tafani, perché questi li divorassero; E le rane, perché queste li riducessero in rovina.”
it-2 p. 1070 Tafano
TAFANO
[ebr. ʽaròv].
C’è qualche incertezza circa il particolare insetto indicato dal termine ebraico originale usato nelle Scritture a proposito della quarta piaga che colpì l’Egitto, la prima da cui furono risparmiati gli israeliti in Gosen. (Eso 8:21, 22, 24, 29, 31; Sl 78:45; 105:31) ʽAròv è stato variamente reso “mosche”, “mosche velenose”, “mosconi”, “tafani”. — CEI, Ga, NM, Ri, VR.
La parola italiana “tafano” indica un insetto affine alla mosca, ma più grosso. La femmina perfora la pelle degli animali e anche dell’uomo per succhiarne il sangue. Le larve parassitarie dei tafani si sviluppano nel corpo degli animali e anche dell’uomo; quelle che infestano gli uomini si trovano nei tropici. Una piaga del genere avrebbe dunque causato agli egiziani e al loro bestiame grande sofferenza, e in certi casi anche la morte.
SALMO 78:70)
“E scelse dunque Davide suo servitore E lo prese dai recinti del gregge.”
it-1 p. 653 Davide
Tutta l’esperienza fatta mentre custodiva le pecore preparò Davide per il ruolo più grande quale pastore del popolo di Geova, come è scritto: “[Geova] scelse dunque Davide suo servitore e lo prese dai recinti del gregge. Dal seguire le femmine che allattavano lo condusse per esser pastore su Giacobbe suo popolo e su Israele sua eredità”. (Sl 78:70, 71; 2Sa 7:8) Tuttavia, la prima volta che Davide lasciò le pecore di suo padre non fu per assumere il regno.
SALMO 78:71)
“Dal seguire le femmine che allattavano Lo condusse per esser pastore su Giacobbe suo popolo E su Israele sua eredità.”
it-1 p. 653 Davide
Tutta l’esperienza fatta mentre custodiva le pecore preparò Davide per il ruolo più grande quale pastore del popolo di Geova, come è scritto: “[Geova] scelse dunque Davide suo servitore e lo prese dai recinti del gregge. Dal seguire le femmine che allattavano lo condusse per esser pastore su Giacobbe suo popolo e su Israele sua eredità”. (Sl 78:70, 71; 2Sa 7:8) Tuttavia, la prima volta che Davide lasciò le pecore di suo padre non fu per assumere il regno.

STUDIO BIBLICO DI CONGREGAZIONE: (30 MIN)

ia cap. 20 parr. 1-13

par. 2 (Giov. 11:27) Gli disse: “Sì, Signore; io ho creduto che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, Colui che viene nel mondo”.
par. 4 (Giov. 11:5) Ora Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro.
par. 5 (Luca 7:44-47) Allora, rivolgendosi verso la donna, disse a Simone: “Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa; tu non mi hai dato acqua per i miei piedi. Ma questa donna mi ha bagnato i piedi con le sue lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. 45 Tu non mi hai dato un bacio; ma questa donna, dall’ora che sono entrato, non ha smesso di baciarmi teneramente i piedi. 46 Tu non mi hai spalmato la testa d’olio; ma questa donna mi ha spalmato i piedi d’olio profumato. 47 In virtù di ciò, io ti dico che i suoi peccati, benché siano molti, sono perdonati, perché ha molto amato; ma colui al quale è perdonato poco, ama poco”.
par. 8 (Luca 10:40) Marta, d’altra parte, era distratta, accudendo a molte faccende. E, avvicinatasi, disse: “Signore, non t’importa che mia sorella mi abbia lasciata sola ad accudire alle faccende? Dille, dunque, d’aiutarmi”.
par. 9 (Luca 10:41, 42) Rispondendo, il Signore le disse: “Marta, Marta, tu sei ansiosa e ti preoccupi di molte cose.42 Ma solo alcune cose sono necessarie, o una sola. Dal canto suo, Maria ha scelto la parte buona, e non le sarà tolta”.
par. 10 (Luca 5:29) E Levi imbandì per lui nella sua casa un grande banchetto; e c’era una grande folla di esattori di tasse e altri che giacevano con loro al pasto.
par. 13 (Matt. 5:3) “Felici quelli che si rendono conto del loro bisogno spirituale, poiché a loro appartiene il regno dei cieli.
par. 13 (Rom. 1:11, 12) Poiché desidero ardentemente vedervi, per impartirvi qualche dono spirituale affinché siate resi fermi; 12 o, piuttosto, perché ci sia fra voi uno scambio d’incoraggiamento, da parte di ciascuno mediante la fede dell’altro, sia vostra che mia.

LA TORRE DI GUARDIA (PER LO STUDIO) (2016)

SETTIMANA: 18-24 LUGLIO 2016

LA BIBBIA STA ANCORA CAMBIANDO LA NOSTRA VITA?

18/07/2016671

(Ebrei 4:12) 12 Poiché la parola di Dio è vivente ed esercita potenza ed è più tagliente di qualsiasi spada a due tagli e penetra fino alla divisione dell’anima e dello spirito, e delle giunture e del [loro] midollo, e può discernere i pensieri e le intenzioni del cuore.

[ 2 ]

(Efesini 4:31-32) 31 Ogni acrimoniosa amarezza e collera e ira e clamore e parola ingiuriosa sia tolta via da voi con ogni malizia. 32 Ma divenite benigni gli uni verso gli altri, teneramente compassionevoli, perdonandovi liberalmente gli uni gli altri, come anche Dio vi ha liberalmente perdonati mediante Cristo.
(Efesini 5:1-2) 5 Divenite perciò imitatori di Dio, come figli diletti, 2 e continuate a camminare nell’amore, come anche il Cristo vi ha amati e consegnò se stesso per voi come offerta e sacrificio a Dio in odore soave.
(1 Pietro 2:21) 21 Infatti, a questa [condotta] foste chiamati, perché anche Cristo soffrì per voi, lasciandovi un modello, affinché seguiate attentamente le sue orme.

[ 4 ]

(Romani 7:18) 18 Poiché so che in me, cioè nella mia carne, non dimora niente di buono; poiché in me è presente la capacità di desiderare, ma la capacità di operare ciò che è eccellente non è [presente].
(Giacomo 3:2) 2 Poiché tutti inciampiamo molte volte. Se uno non inciampa in parola, questi è un uomo perfetto, capace di tenere a freno anche l’intero corpo.

[ 5 ]

(1 Corinti 6:9-10) 9 Che cosa! Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non siate sviati. Né fornicatori, né idolatri, né adulteri, né uomini tenuti per scopi non naturali, né uomini che giacciono con uomini, 10 né ladri, né avidi, né ubriaconi, né oltraggiatori, né rapaci erediteranno il regno di Dio.
(Colossesi 3:9-10) 9 Non mentite gli uni agli altri. Spogliatevi della vecchia personalità con le sue pratiche, 10 e rivestitevi della nuova [personalità], che per mezzo dell’accurata conoscenza si rinnova secondo l’immagine di Colui che la creò,

[ 6 ]

(Giovanni 6:44) 44 Nessuno può venire a me a meno che il Padre, che mi ha mandato, non lo attiri; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

[ 7 ]

(Giovanni 3:16) 16 “Poiché Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque esercita fede in lui non sia distrutto ma abbia vita eterna.
(Romani 7:24-25) 24 Misero uomo che sono! Chi mi libererà dal corpo che subisce questa morte? 25 Grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore! Così, dunque, con la [mia] mente io stesso sono schiavo della legge di Dio, ma con la [mia] carne della legge del peccato.
(1 Giovanni 2:1-2) 2 Figlioletti miei, vi scrivo queste cose affinché non commettiate peccato. Eppure, se qualcuno commette peccato, abbiamo un soccorritore presso il Padre, Gesù Cristo, il giusto. 2 Ed egli è un sacrificio propiziatorio per i nostri peccati, e non solo per i nostri ma anche per quelli di tutto il mondo.
(1 Timoteo 1:15) 15 Fedele e meritevole di piena accettazione è la parola che Cristo Gesù venne nel mondo per salvare i peccatori. Di questi io sono il principale.

[ 8 ]

(Salmi 15:1-5) 15 O Geova, chi sarà ospite nella tua tenda? Chi risiederà sul tuo monte santo? 2 Colui che cammina senza difetto e pratica la giustizia E proferisce la verità nel suo cuore. 3 Non ha calunniato con la sua lingua. Al suo compagno non ha fatto nulla di male, E non ha pronunciato nessun biasimo contro il suo intimo conoscente. 4 Ai suoi occhi lo spregevole è certamente rigettato, Ma onora quelli che temono Geova. Ha giurato a ciò che è cattivo [per lui stesso], eppure non cambia. 5 Non ha dato il suo denaro a interesse, E non ha preso regalo contro l’innocente. Chi fa queste cose non sarà mai fatto vacillare.
(2 Corinti 13:11) 11 Infine, fratelli, continuate a rallegrarvi, ad essere ristabiliti, ad essere confortati, a pensare concordemente, a vivere in pace; e l’Iddio dell’amore e della pace sarà con voi.

[ 9 ]

(Efesini 4:22-24) 22 a togliervi la vecchia personalità che si conforma alla vostra condotta di un tempo e che è corrotta secondo i suoi desideri ingannatori; 23 e ad essere rinnovati nella forza che fa operare la vostra mente, 24 e a rivestire la nuova personalità che fu creata secondo la volontà di Dio in vera giustizia e lealtà.

[ 11 ]

(Salmi 74:16) 16 A te appartiene il giorno; inoltre, a te appartiene la notte. Tu stesso preparasti il luminare, sì, il sole.
(Isaia 40:26) 26 “Alzate gli occhi in alto e vedete. Chi ha creato queste cose? Colui che ne fa uscire l’esercito perfino a numero, che tutte chiama perfino per nome. A motivo dell’abbondanza di energia dinamica, essendo egli anche vigoroso in potenza, non [ne] manca nessuna.
(Isaia 40:29) 29 Egli dà allo stanco potenza, e a chi è senza energia dinamica fa abbondare piena forza.

[ 12 ]

(Giobbe 2:3-5) 3 E Geova proseguì, dicendo a Satana: “Hai rivolto il cuore al mio servitore Giobbe, che non c’è nessuno come lui sulla terra, uomo irriprovevole e retto, che teme Dio e si ritrae dal male? Eppure mantiene ancora la sua integrità, benché tu mi inciti contro di lui per inghiottirlo senza ragione”. 4 Ma Satana rispose a Geova e disse: “Pelle per pelle, e l’uomo darà tutto ciò che ha per la sua anima. 5 Per cambiare, stendi la tua mano, ti prego, e tocca fino al suo osso e alla sua carne e vedi se non ti maledirà nella tua medesima faccia”.
(Proverbi 27:11) 11 Sii saggio, figlio mio, e rallegra il mio cuore, affinché io possa rispondere a chi mi biasima.
(2 Pietro 1:5-7) 5 Sì, per questa stessa ragione, compiendo in risposta ogni premuroso sforzo, aggiungete alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, 6 alla conoscenza la padronanza di sé, alla padronanza di sé la perseveranza, alla perseveranza la santa devozione, 7 alla santa devozione l’affetto fraterno, all’affetto fraterno l’amore.
(Colossesi 3:12) 12 Conformemente, come eletti di Dio, santi ed amati, rivestitevi dei teneri affetti di compassione, benignità, modestia di mente, mitezza e longanimità.
(Romani 8:5) 5 Poiché quelli che sono secondo la carne rivolgono la loro mente alle cose della carne, ma quelli che sono secondo lo spirito alle cose dello spirito.
(Romani 12:9) 9 Il [vostro] amore sia senza ipocrisia. Aborrite ciò che è malvagio, aderite a ciò che è buono.

[ 14 ]

(Romani 12:2) 2 E cessate di conformarvi a questo sistema di cose, ma siate trasformati rinnovando la vostra mente, per provare a voi stessi la buona e accettevole e perfetta volontà di Dio.
(Luca 11:13) 13 Se dunque voi, benché siate malvagi, sapete dare doni buoni ai vostri figli, quanto più il Padre che è in cielo darà spirito santo a quelli che glielo chiedono!”
(Galati 5:22-23) 22 D’altra parte, il frutto dello spirito è amore, gioia, pace, longanimità, benignità, bontà, fede, 23 mitezza, padronanza di sé. Contro tali cose non c’è legge.
(Proverbi 4:23) 23 Più di ogni altra cosa che si deve custodire, salvaguarda il tuo cuore, poiché da esso procedono le fonti della vita.

[ 16 ]

(Salmi 37:31) 31 La legge del suo Dio è nel suo cuore; I suoi passi non vacilleranno.
(Proverbi 23:12) 12 Induci il tuo cuore alla disciplina e il tuo orecchio ai detti della conoscenza.
(Galati 5:16-17) 16 Ma io dico: Continuate a camminare secondo lo spirito e non seguirete nessun desiderio carnale. 17 Poiché la carne è contro lo spirito nel suo desiderio, e lo spirito contro la carne; poiché questi sono opposti l’uno all’altro, così che non fate le cose stesse che vorreste fare.

[ 19 ]

(Salmi 25:14) 14 L’intimità con Geova appartiene a quelli che lo temono, Anche il suo patto, per farlo conoscere loro.
(Salmi 34:8) 8 Gustate e vedete che Geova è buono; Felice è l’uomo robusto che si rifugia in lui.

Clicca sull'immagine per Scaricare informazioni complete in file digitale per Computer desktop, Laptop, Tablet, Mobile & Smartphone

Scarica le informazioni per Studio personale per Computer desktop, Laptop, Tablet, Mobile & Smartphone

Scarica le informazioni per Studio personale per Computer desktop, Laptop, Tablet, Mobile & Smartphone

RICERCA PERSONALIZZATA

Ricerca personalizzata