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NEEMIA 12-13 | Tesori della Parola di Dio: settimana del 22-28 febbraio

NEEMIA 12-13 | TESORI DELLA PAROLA DI DIO: SETTIMANA DEL 22-28 FEBBRAIO

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TESORI DELLA PAROLA DI DIO | NEEMIA 12-13


“IMPARIAMO DA NEEMIA”: (10 MIN)


Neemia difese con zelo la vera adorazione

13:4-9, 15-21, 23-27
o Il sommo sacerdote Eliasib si lasciò influenzare da Tobia, che non era un adoratore di Geova e che per di più era un oppositore
o Eliasib diede a Tobia una sala da pranzo nel tempio
o Neemia buttò fuori dalla sala da pranzo tutti i mobili di Tobia e la purificò in modo che potesse essere di nuovo usata nella maniera corretta
o Neemia continuò a rimuovere tutta l’impurità da Gerusalemme

Ne 13:4-9 — Evitiamo le cattive compagnie (w13 15/8 4 parr. 5-8)


Neemia 13:4-9 Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti
4 Ora, prima di ciò, Eliasib il sacerdote incaricato di una sala da pranzo della casa del nostro Dio era parente di Tobia; 5 e gli faceva una grande sala da pranzo, dove in precedenza si mettevano regolarmente le offerte di cereali, olibano e utensili e la decima del grano, del vino nuovo e dell’olio, a cui hanno diritto i leviti e i cantori e i portinai, e la contribuzione per i sacerdoti.
6 E durante tutto questo [tempo] io non mi trovavo a Gerusalemme, poiché nel trentaduesimo anno di Artaserse re di Babilonia ero venuto dal re, e qualche tempo dopo chiesi licenza al re. 7 Quindi venni a Gerusalemme e notavo il male che Eliasib aveva commesso per Tobia, facendogli una sala nel cortile della casa del [vero] Dio. 8 E a me sembrò [una cosa] molto cattiva. Gettai dunque tutti i mobili della casa di Tobia fuori della sala da pranzo. 9 Dopo ciò dissi di purificare le sale da pranzo; e vi rimettevo gli utensili della casa del [vero] Dio, con l’offerta di cereali e l’olibano.
Siamo stati santificati
5, 6. Chi erano Eliasib e Tobia, e come si potrebbero spiegare i loro stretti rapporti?
5 Leggi Neemia 13:4-9. Dato che siamo circondati da influenze corruttrici, non ci è facile rimanere santi. In questo senso è esemplare il caso di due personaggi: Eliasib e Tobia. Il primo era il sommo sacerdote; il secondo era un ammonita probabilmente impiegato come piccolo funzionario nell’amministrazione persiana sulla regione. Tobia e i suoi sostenitori si erano opposti agli sforzi di Neemia di ricostruire le mura di Gerusalemme (Nee. 2:10). Inoltre gli ammoniti non avevano il permesso di entrare nell’area del tempio (Deut. 23:3). Eppure il sommo sacerdote aveva concesso a Tobia di avere una sala da pranzo nel tempio. Com’era potuto accadere?
6 Tobia aveva stretto dei forti legami con Eliasib. Sia lui che suo figlio Ieoanan avevano sposato donne ebree; in più, tanti del popolo parlavano molto bene di Tobia (Nee. 6:17-19). Uno dei nipoti di Eliasib aveva sposato la figlia di Sanballat, governatore di Samaria in strettissimi rapporti con Tobia (Nee. 13:28). Tutto ciò potrebbe spiegare perché il sommo sacerdote Eliasib si fosse fatto influenzare da un non credente, e per di più oppositore. Neemia invece si mostrò leale a Geova e gettò fuori dalla sala da pranzo tutti i mobili appartenenti a Tobia.
7. Come possono gli anziani, e i cristiani in generale, evitare di macchiare la loro condizione santificata davanti a Geova?
7 Dal momento che siamo un popolo a lui dedicato, la nostra lealtà va in primo luogo a Geova. Se vogliamo rimanere santificati ai suoi occhi dobbiamo attenerci alle sue giuste norme. Non dobbiamo permettere che i vincoli familiari eclissino i princìpi biblici. Gli anziani cristiani si faranno guidare dai pensieri di Geova, non dalle proprie opinioni o dai sentimenti (1 Tim. 5:21). Eviteranno attentamente di fare qualsiasi cosa possa compromettere la loro reputazione agli occhi di Dio (1 Tim. 2:8).
8. Cosa dovrebbero tenere a mente tutti i dedicati servitori di Geova in merito alle persone di cui si circondano?
8 Non dimentichiamo mai che “le cattive compagnie corrompono le utili abitudini” (1 Cor. 15:33). Alcuni nostri parenti potrebbero non essere presenze positive nella nostra vita. Eliasib era stato un buon esempio per il resto del popolo sostenendo entusiasticamente Neemia nella ricostruzione delle mura di Gerusalemme (Nee. 3:1). Poi però, a quanto pare, la malsana influenza di Tobia e di altri lo portò a fare cose che lo contaminarono agli occhi di Geova. I buoni amici sono quelli che ci spingono a impegnarci nelle sane attività cristiane, come la lettura della Bibbia, la frequenza alle adunanze e la partecipazione al ministero. I familiari che amiamo e apprezziamo di più sono quelli che ci inducono a fare ciò che è buono.

Ne 13:15-21 — Mettiamo le cose spirituali al primo posto (w13 15/8 6 parr. 13-15)


Neemia 13:15-21 Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti
15 In quei giorni vidi in Giuda persone che di sabato pigiavano negli strettoi e portavano mucchi di grano e [li] caricavano su asini, e anche vino, uva e fichi e ogni sorta di carico, e [li] portavano a Gerusalemme in giorno di sabato; e io resi testimonianza [contro di loro] il giorno in cui vendevano derrate. 16 E i tiri stessi dimoravano nella [città], portando pesce e ogni sorta di merce e vendendo di sabato ai figli di Giuda e in Gerusalemme. 17 Trovavo dunque da ridire sui nobili di Giuda e dicevo loro: “Che cos’è questa cosa cattiva che fate, perfino profanando il giorno del sabato? 18 Non fecero in questo modo i vostri antenati, tanto che il nostro Dio fece venire su di noi, e anche su questa città, tutta questa calamità? Eppure voi aggiungete all’ardente ira contro Israele profanando il sabato”.
19 E avvenne che, appena sulle porte di Gerusalemme era calata l’ombra prima del sabato, immediatamente dissi [la parola] e si cominciarono a chiudere i battenti. Dissi inoltre che non li aprissero fin dopo il sabato; e collocai alcuni dei miei propri servitori alle porte perché non entrasse nessun carico in giorno di sabato. 20 Di conseguenza i trafficanti e i venditori di ogni sorta di merce passarono la notte fuori di Gerusalemme una prima e una seconda volta. 21 Rendevo quindi testimonianza contro di loro e dicevo loro: “Perché passate la notte di fronte alle mura? Se lo fate di nuovo, vi metterò la mano addosso”. Da quel tempo in poi non vennero di sabato.
Siamo stati santificati
13. In che modo alcuni ebrei dimostravano di non rispettare il sabato?
13 Leggi Neemia 13:15-21. Se ci lasciamo assorbire dalle cose materiali, rischiamo pian piano di perdere la nostra spiritualità. Come indica Esodo 31:13, il sabato doveva ricordare agli israeliti che erano un popolo santificato. Infatti doveva essere un giorno che la famiglia riservava all’adorazione, alla preghiera e alla meditazione sulla Legge di Dio. Ma per alcuni contemporanei di Neemia il sabato era diventato un giorno lavorativo come gli altri. L’adorazione stava passando in secondo piano. Resosene conto, Neemia dispose che all’imbrunire del sesto giorno le porte della città venissero chiuse e i mercanti stranieri mandati via prima dell’inizio del sabato.
14, 15. (a) Cosa potrebbe accaderci se non mettiamo dei paletti nell’ambito degli affari? (b) Come possiamo entrare nel riposo di Dio?
14 Cosa impariamo da Neemia? Ad esempio che dovremmo tenere gli affari al giusto posto. Se non lo facessimo potremmo facilmente essere distratti, o essere addirittura divisi negli affetti, soprattutto se il nostro lavoro ci piace. Ricordiamo l’avvertimento dato da Gesù circa l’essere schiavi di due signori. (Leggi Matteo 6:24.) Neemia aveva a disposizione delle risorse economiche, ma a cosa si dedicò mentre era a Gerusalemme? (Nee. 5:14-18). Anziché pensare a intrattenere rapporti d’affari con i mercanti tiri o altri, si prodigò per aiutare i suoi fratelli e per contribuire alla santificazione del nome di Geova. In modo simile, gli odierni anziani e servitori di ministero si concentrano su attività che mirano al bene della congregazione; e i compagni di fede apprezzano moltissimo il loro spirito. Di conseguenza, nel popolo di Geova regnano amore, pace e senso di sicurezza (Ezec. 34:25, 28).
15 Anche se dai cristiani non è richiesto che osservino la legge del sabato, Paolo disse che “rimane [...] un riposo di sabato per il popolo di Dio”. E aggiunse: “Chi è entrato nel riposo di Dio si è riposato lui pure dalle sue opere, come Dio si riposò dalle proprie” (Ebr. 4:9, 10). I cristiani possono entrare nel riposo di Dio operando ubbidientemente in armonia con il progressivo adempimento del suo proposito. Che dire di noi e dei nostri cari? Stiamo mettendo al primo posto nella nostra vita l’adorazione in famiglia, le adunanze e il ministero? A volte potrebbe rendersi necessario essere chiari con i nostri datori di lavoro o soci in affari, soprattutto se non rispettano le nostre priorità teocratiche. In pratica potremmo dover ‘chiudere le porte della città e scacciare i mercanti tiri’, metaforicamente parlando, in modo da dare la priorità e la debita attenzione alle cose sacre. Poiché siamo stati santificati, ognuno di noi fa bene a chiedersi: “Il modo in cui conduco la mia vita dimostra che sono appartato per servire Geova?” (Matt. 6:33).

Ne 13:23-27 — Rafforziamo il nostro senso di identità cristiana (w13 15/8 6-7 parr. 16-18)


Neemia 13:23-27 Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti
23 Inoltre, in quei giorni vidi i giudei che avevano dato dimora a mogli asdodite, ammonite [e] moabite. 24 E in quanto ai loro figli, metà parlavano asdodita e non ce n’era nessuno che sapesse parlare il giudaico, ma la lingua dei diversi popoli. 25 E trovavo da ridire su di loro e invocavo su di loro il male e ne colpivo alcuni e strappavo loro i capelli e li facevo giurare dinanzi a Dio: “Non dovreste dare le vostre figlie ai loro figli, e non dovreste accettare alcuna delle loro figlie per i vostri figli o per voi stessi. 26 Non fu a causa di queste che peccò Salomone re d’Israele? E fra le molte nazioni non ci fu re simile a lui; e fu amato dal suo Dio, così che Dio lo costituì re su tutto Israele. Le mogli straniere fecero peccare perfino lui. 27 E non è qualcosa di inaudito che voi commettiate tutto questo gran male nell’agire con infedeltà contro il nostro Dio, dando dimora a mogli straniere?”
Siamo stati santificati
16. In che modo al tempo di Neemia era minacciata la stessa identità degli israeliti quale popolo santificato?
16 Leggi Neemia 13:23-27. Ai giorni di Neemia, gli israeliti sposavano donne straniere. In occasione della sua prima visita a Gerusalemme, Neemia aveva fatto sottoscrivere a tutti gli anziani un documento in cui si impegnavano a non sposare donne pagane (Nee. 9:38; 10:30). Tuttavia, pochi anni dopo scoprì non solo che uomini ebrei avevano sposato donne straniere, ma che la nazione era quasi sul punto di perdere la sua identità di popolo santificato a Dio. I figli avuti con quelle straniere non sapevano leggere o parlare l’ebraico. Una volta cresciuti, si sarebbero sentiti israeliti, o piuttosto asdoditi, ammoniti, moabiti? Non conoscendo l’ebraico, sarebbero riusciti a capire la Legge di Dio? Come avrebbero potuto conoscere Geova e decidere di servire lui invece delle false divinità venerate dalle loro madri? Occorreva agire subito e in modo risoluto, e Neemia lo fece (Nee. 13:28).
17. Come possono i genitori aiutare i figli a stringere una personale relazione con Geova?
17 Anche noi oggi dobbiamo agire concretamente per aiutare i nostri figli a sviluppare un senso di identità cristiana. Genitori, chiedetevi: “Mio figlio conosce bene la ‘lingua pura’ delle verità scritturali?” (Sof. 3:9). “Le sue conversazioni riflettono l’influenza dello spirito di Dio o di quello del mondo?” Non scoraggiatevi subito se le cose non vanno bene come vorreste. Ci vuole tempo per imparare una lingua, soprattutto quando si è distratti da altre cose. I vostri figli sono oggetto di incredibili pressioni che mirano a far violare loro i princìpi cristiani. Perciò, sfruttate con pazienza l’adorazione in famiglia e altre occasioni per aiutarli a costruire una personale amicizia con Geova (Deut. 6:6-9). Fate loro notare i benefìci che derivano dall’essere diversi dal mondo di Satana (Giov. 17:15-17). E cercate di arrivare al cuore.
18. Perché i genitori cristiani sono nella posizione migliore per aiutare i figli a dedicarsi a Geova?
18 In ultima analisi, ogni figlio deciderà da solo se servire Dio. Tuttavia c’è molto che i genitori possono fare, come dare il buon esempio, stabilire dei chiari limiti e parlare apertamente delle conseguenze che hanno certe decisioni. Genitori, non c’è nessuno che meglio di voi possa guidare i vostri figli sulla strada che porta alla dedicazione a Geova. I figli hanno bisogno di sviluppare e salvaguardare la loro identità cristiana. Ovviamente ognuno di noi deve stare in guardia per non perdere, in senso figurato, “le sue vesti”, cioè le qualità e la condotta eccellente che ci identificano come seguaci di Cristo (Riv. 3:4, 5; 16:15).

SCAVIAMO PER TROVARE GEMME SPIRITUALI: (8 MIN)


Ne 12:31 — Quale sarebbe stato l’effetto di avere due cori? (it-2 351 par. 4)


Neemia 12:31 Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti
31 Feci quindi salire i principi di Giuda sulle mura. Inoltre, costituii due grandi cori e processioni di rendimento di grazie, [e l’uno camminava] a destra sulle mura verso la Porta dei Mucchi di Cenere.
Musica
Sembra che in Israele il canto di gruppo fosse prevalentemente antifonale, con due semicori che si alternavano cantando strofe parallele, o con un solista che si alternava con un coro. Questo evidentemente è quello che le Scritture chiamano ‘rispondere’. (Eso 15:21; 1Sa 18:6, 7) Questo tipo di canto è indicato dal modo stesso in cui sono scritti alcuni salmi, come il Salmo 136. La descrizione dei due grandi cori di rendimento di grazie all’epoca di Neemia e della parte che ebbero durante l’inaugurazione delle mura di Gerusalemme indica che venivano cantati in questo modo. — Ne 12:31, 38, 40-42; vedi CANTICO.

Ne 13:31b — Neemia cosa stava chiedendo a Geova di fare? (w11 1/2 14 parr. 3-5)


Neemia 13:31 Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti
31 anche per la provvista della legna ai tempi fissati e per i primi frutti maturi.
Ricordati di me, sì, o mio Dio, in bene.
“Ricordati di me, sì, o mio Dio, in bene”
Neemia prega: “Ricordati di me, sì, o mio Dio, in bene”. Teme forse che le sue buone azioni siano passate inosservate agli occhi di Dio o che Dio si dimentichi di lui? No. Neemia conosce senza dubbio quello che precedenti scrittori biblici hanno detto sul profondo interesse che Geova nutre per i suoi fedeli servitori e per il bene da loro compiuto. (Esodo 32:32, 33; Salmo 56:8) Ma allora cosa sta chiedendo a Dio? Un’opera di consultazione fa notare che il termine ebraico tradotto “ricordare” implica l’affetto o “l’attaccamento che si prova a livello mentale e l’azione che accompagna i ricordi”. (Wilson’s Old Testament Word Studies) Con piena fiducia nel potere della preghiera, Neemia sta quindi chiedendo a Dio di ricordarlo con affetto e di benedirlo. — Neemia 2:4.
Geova esaudirà la preghiera di Neemia? In un certo senso l’ha già esaudita. Il fatto stesso che abbia ritenuto opportuno conservare in modo permanente quella preghiera come parte delle Scritture ispirate ci assicura che si ricorda di lui con affetto. Ma l’“Uditore di preghiera” farà qualcos’altro per rispondere alla sentita richiesta di Neemia. — Salmo 65:2.
Dio lo ricompenserà ulteriormente per tutte le buone opere che compì a favore della pura adorazione. (Ebrei 11:6) Lo benedirà risuscitandolo nel giusto nuovo mondo che ha promesso. (2 Pietro 3:13; Rivelazione [Apocalisse] 21:3, 4) Lì Neemia avrà la prospettiva di vivere per sempre su una terra paradisiaca, riscontrando così che Geova si è davvero ricordato di lui in bene.

Cosa impariamo su Geova dalla lettura biblica di questa settimana?


Quali punti della lettura biblica di questa settimana possiamo usare nel ministero di campo?


NEEMIA 12-13 | SUGGERIMENTI PER I VOSTRI COMMENTI PERSONALI


(NEEMIA 12:11)

“E Ioiada stesso generò Gionatan, e Gionatan stesso generò Iaddua.”

*** it-1 p. 1126 Gionatan ***
12. Figlio di Ioiada e nipote del sommo sacerdote Eliasib. (Ne 12:10, 11) Si pensa che al versetto 11 si dovrebbe leggere “Ioanan” invece di “Gionatan” dato che in Neemia 12:22, 23 viene detto che Ioanan era “figlio di Eliasib” e “figlio” può significare anche “nipote”. — Vedi IOANAN n. 7.

*** it-2 p. 34 Ioanan ***
7. Nipote di Eliasib, il sommo sacerdote contemporaneo di Neemia. In Neemia 12:11 è chiamato Gionatan, probabilmente a causa di un errore di copiatura, in quanto in ebraico “Ioanan” e “Gionatan” sono molto simili. Ioanan è menzionato in Neemia 12:22, 23 e in una lettera trovata fra i papiri di Elefantina, nella quale è chiamato sommo sacerdote. — Giuseppe Flavio, Antichità giudaiche, XI, 297 (vii, 1).

(NEEMIA 12:22)

“I leviti ai giorni di Eliasib, Ioiada e Ioanan e Iaddua furono registrati come capi delle case paterne, nonché i sacerdoti, fino al regno di Dario il persiano.”

*** it-1 p. 652 Dario ***
3. Neemia 12:22 menziona il censimento dei leviti, capi delle rispettive case paterne, “ai giorni di Eliasib, Ioiada e Ioanan e Iaddua . . . fino al regno di Dario il persiano”. Dato che Eliasib era sommo sacerdote al tempo del ritorno di Neemia a Gerusalemme (Ne 3:1) e che, quando Neemia si recò una seconda volta a Gerusalemme (dopo il 32° anno di Artaserse [443 a.E.V.]), Ioiada aveva un figlio sposato (Ne 13:28), probabilmente il “Dario” qui menzionato era Dario Oco (chiamato anche Noto), che regnò dal 423 al 405 a.E.V.
Fra i papiri di Elefantina è stata ritrovata una lettera che risale agli ultimi anni del V secolo a.E.V., dov’è menzionato un certo “Ioanan” sommo sacerdote a Gerusalemme in quel tempo.

*** it-1 p. 796 Egitto, Egiziani ***
Infatti c’era una colonia ebraica a Elefantina (Yeb, in egiziano), isola sul Nilo presso Assuan, circa 690 km a S del Cairo. La scoperta di preziosi papiri rivela le condizioni che vi esistevano nel V secolo a.E.V., più o meno all’epoca dell’attività di Esdra e Neemia a Gerusalemme. Questi documenti in aramaico contengono il nome di Sanballat di Samaria (Ne 4:1, 2) e del sommo sacerdote Ioanan. (Ne 12:22)

*** it-2 p. 574 Persia, Persiani ***
Fino alla caduta e alla divisione dell’impero. Circa i successori di Artaserse Longimano al trono di Persia, Diodoro Siculo (XII, 71, 1) fornisce questa informazione: “In Asia il re Serse morì dopo aver regnato un anno, o, secondo alcuni, due mesi; gli succedette suo fratello Sogdiano, che regnò sette mesi. Questi fu ucciso da Dario, che regnò diciannove anni”. Questo Dario (conosciuto come Dario II) in origine si chiamava Oco, ma una volta salito al trono assunse il nome di Dario. Sembra che sia il “Dario” menzionato in Neemia 12:22.

(NEEMIA 12:27)

“E all’inaugurazione delle mura di Gerusalemme cercarono i leviti, per condurli da tutti i loro luoghi a Gerusalemme per fare l’inaugurazione e allegrezza anche con rendimenti di grazie e con canto, cembali [e] strumenti a corda e con arpe.”

*** w86 15/2 p. 26 La vera adorazione trionfa ***
♦ 12:27 — Quando vennero inaugurate le mura?
Le mura furono completate il venticinquesimo giorno del sesto mese, elul, del 455 a.E.V., e il mese seguente si tennero importanti raduni. (6:15; 8:2; 9:1) L’inaugurazione ebbe probabilmente luogo subito dopo, al culmine di quei gioiosi avvenimenti.

(NEEMIA 12:31)

“Feci quindi salire i principi di Giuda sulle mura. Inoltre, costituii due grandi cori e processioni di rendimento di grazie, [e l’uno camminava] a destra sulle mura verso la Porta dei Mucchi di Cenere.”

*** it-1 p. 847 Escrementi ***
Una delle porte di Gerusalemme era la “Porta dei Mucchi di Cenere”, chiamata di solito “Porta del Letame”. (Ne 2:13; 3:13, 14; 12:31) Era situata mille cubiti (445 m) a E della Porta della Valle, e quindi a S del monte Sion. Questa porta probabilmente si chiamava così a motivo dei rifiuti accumulati nella Valle di Innom, situata sotto di essa e alla quale conduceva; forse le immondizie cittadine venivano portate fuori attraverso questa porta.

*** it-2 p. 351 Musica ***
Sembra che in Israele il canto di gruppo fosse prevalentemente antifonale, con due semicori che si alternavano cantando strofe parallele, o con un solista che si alternava con un coro. Questo evidentemente è quello che le Scritture chiamano ‘rispondere’. (Eso 15:21; 1Sa 18:6, 7) Questo tipo di canto è indicato dal modo stesso in cui sono scritti alcuni salmi, come il Salmo 136. La descrizione dei due grandi cori di rendimento di grazie all’epoca di Neemia e della parte che ebbero durante l’inaugurazione delle mura di Gerusalemme indica che venivano cantati in questo modo. — Ne 12:31, 38, 40-42; vedi CANTICO.

*** it-2 p. 613 Porta ***
Porta dei Mucchi di Cenere. Questa porta è nota anche come Porta dei Cocci, ma di solito viene chiamata Porta del Letame. (Ne 2:13; 12:31) Secondo la descrizione di Neemia era situata 1.000 cubiti (445 m) a E della Porta della Valle. (Ne 3:13, 14)

*** it-2 p. 613 Porta ***
Pur non essendo menzionata per nome, sembra che la Porta della Valle fosse il punto di partenza della processione inaugurale: un corteo si diresse verso la Porta dei Mucchi di Cenere marciando sulle mura in senso antiorario, e l’altro in senso orario verso la Porta dell’Angolo e la Torre dei Forni. — Ne 12:31-40.

(NEEMIA 12:37)

“E alla Porta della Fonte e diritto davanti a loro salirono la Gradinata della Città di Davide per l’ascesa delle mura sopra la Casa di Davide e fino alla Porta delle Acque ad est.”

*** it-1 p. 503 Città di Davide ***
Dai versetti summenzionati è evidente che, per quanto Gerusalemme si sia estesa nel corso del tempo, la Città di Davide rimase un settore a sé. Questo anche dopo il ritorno dall’esilio in Babilonia, perché certi aspetti della città vengono menzionati in relazione alle squadre che ne riparavano le mura. (Ne 3:15, 16) “La Gradinata della Città di Davide” scendeva a quanto pare dall’estremità S della città. (Ne 12:37) Gli scavi compiuti sul luogo hanno riportato alla luce parti di una gradinata del genere, e in questo punto una serie di rozzi gradini tagliati nella roccia scende ancora dalla collina.

*** it-2 p. 614 Porta ***
Porta della Fonte. Porta così chiamata perché da essa si accedeva a una vicina fonte o sorgente, forse En-Roghel, che si trovava sotto il punto d’incontro della valle del Chidron con la valle di Innom. Probabilmente la porta era all’estremità S della collina orientale della città (cioè all’estremità S della “Città di Davide”). (Ne 2:14; 3:15; 12:37) La Porta della Fonte permetteva a coloro che vivevano nella Città di Davide di raggiungere comodamente En-Roghel, mentre la Porta dei Mucchi di Cenere, poco più a SO, che pure portava a En-Roghel, era probabilmente un’uscita migliore per gli abitanti del Tiropeon e della collina sudoccidentale della città.

(NEEMIA 12:38)

“E l’altro coro di rendimento di grazie camminava di fronte, e io dietro ad esso, nonché metà del popolo, sulle mura in cima alla Torre dei Forni e più avanti al Muro Largo,”

*** it-1 p. 631 Cuocere al forno ***
Anni dopo, quando furono ricostruite le mura di Gerusalemme sotto la sorveglianza di Neemia, fu ripristinata anche la “Torre dei Forni”. (Ne 3:11; 12:38) Non si sa perché questa torre si chiamasse così, ma può darsi che le fosse stato dato questo nome perché lì si trovavano i forni dei panettieri.

*** it-1 p. 964 Forno ***
A Gerusalemme “la Torre dei Forni” venne riparata sotto la direttiva di Neemia durante la ricostruzione delle mura della città. (Ne 3:11; 12:38) Non si conosce con esattezza l’origine di questo nome, ma è stata avanzata l’ipotesi che la torre fosse così chiamata perché i fornai avevano nelle vicinanze i loro forni commerciali.

*** it-2 p. 1130 Torre ***
Le torri di Gerusalemme. La Torre dei Forni si trovava a NO della città presso la Porta dell’Angolo o nelle vicinanze. (Ne 3:11; 12:38) Non si sa bene perché si chiamasse così, ma è molto probabile che nei pressi ci fossero botteghe di fornai. Poteva essere una delle torri costruite da Uzzia, che regnò a Gerusalemme dall’829 al 778 a.E.V. (2Cr 26:9)

(NEEMIA 12:39)

“e in cima alla Porta di Efraim e più avanti alla Porta della [Città] Vecchia e fino alla Porta dei Pesci e alla Torre di Ananel e alla Torre di Mea e più avanti alla Porta delle Pecore; e vennero a fermarsi alla Porta della Guardia.”

*** it-2 p. 614 Porta ***
La Porta dei Cavalli non è menzionata nella descrizione della processione inaugurale, evidentemente perché i due cortei lasciarono le mura rispettivamente alla Porta delle Acque e alla Porta della Guardia, senza percorrere il tratto delle mura a E del tempio, dove si trovavano la Porta dei Cavalli e la Porta dell’Ispezione. — Ne 12:37-40.

*** it-2 p. 613 Porta ***
Porta della Città Vecchia. La Porta della Città Vecchia si trovava sul lato NO della città, fra la Porta dei Pesci e la Porta di Efraim. (Ne 3:6; 12:39) In ebraico è chiamata semplicemente “Porta della Vecchia”, e il termine “città” viene aggiunto dai traduttori. È stata avanzata l’ipotesi che il nome derivi dal fatto che era l’ingresso principale a N della città vecchia. Può darsi che fosse situata nel punto in cui si incontravano il Muro Largo (che cingeva a N la città vecchia) e l’estremità S del muro occidentale del secondo quartiere. Alcuni pensano che questa porta sia la “Prima Porta” menzionata da Zaccaria. Sembra che egli si riferisca ai confini E-O della città quando dice “[1] dalla Porta di Beniamino fino al luogo [2] della Prima Porta, fino [3] alla Porta dell’Angolo”, e ai confini N-S quando dice “dalla Torre di Ananel fino ai tini del re”. (Zac 14:10) Altri metterebbero in relazione la Porta della Città Vecchia con la “Porta di Mezzo” menzionata in Geremia 39:3. Alcuni chiamano questa Porta della Città Vecchia la “Porta Mishneh” e la collocano lungo il muro occidentale del secondo quartiere.

*** it-2 p. 613 Porta ***
Nella descrizione della ricostruzione e della processione inaugurale ai giorni di Neemia, la Porta dei Pesci è collocata a O della Porta delle Pecore, forse vicino all’estremità N della valle del Tiropeon. (Ne 3:3; 12:39)

*** it-2 pp. 612-613 Porta ***
Porta delle Pecore. La Porta delle Pecore fu ricostruita dal sommo sacerdote Eliasib e dagli altri sacerdoti. (Ne 3:1, 32; 12:39) Questo fa ritenere che si trovasse vicino all’area del tempio, probabilmente nelle mura del secondo quartiere, quelle costruite da Manasse (vedi “Porta dei Pesci”, più avanti), all’estremità NE della città o nelle vicinanze. Può darsi che questa porta fosse così chiamata perché vi passavano pecore e capre destinate ai sacrifici o forse a un vicino mercato. La “porta delle pecore” menzionata in Giovanni 5:2 probabilmente è la stessa porta o una corrispondente d’epoca più tarda, dato che si trovava nella stessa zona, presso la piscina di Betzata.

*** it-2 p. 1130 Torre ***
un po’ più a E, vicino alla Porta delle Pecore, la Torre di Mea. Si ignora la ragione del nome Mea, che significa “cento”. — Ne 3:1; 12:39.

(NEEMIA 13:1)

“Quel giorno si lesse dal libro di Mosè agli orecchi del popolo; e vi fu trovato scritto che l’ammonita e il moabita non dovevano entrare nella congregazione del [vero] Dio a tempo indefinito,”

*** it-1 p. 117 Ammoniti ***
Matrimoni misti con gli israeliti. Dopo il ritorno degli ebrei dall’esilio (537 a.E.V.), un ammonita di nome Tobia ebbe una parte importante nel tentativo di impedire la ricostruzione delle mura di Gerusalemme. (Ne 4:3, 7, 8) In seguito ebbe pure l’impudenza di servirsi di una sala da pranzo entro l’area del tempio, finché Neemia indignato non buttò fuori il suo mobilio. (Ne 13:4-8; vedi TOBIA n. 2). Molti esuli ebrei rimpatriati avevano inoltre preso moglie fra gli ammoniti e altri popoli stranieri e furono per questo severamente rimproverati, con conseguente ripudio generale di tali mogli. — Esd 9:1, 2; 10:10-19, 44; Ne 13:23-27.
Espulso Tobia dall’area del tempio, fu letta e applicata la legge di Dio riportata in Deuteronomio 23:3-6 che proibiva l’ingresso di ammoniti e moabiti nella congregazione d’Israele. (Ne 13:1-3) In genere si pensa che questa restrizione, imposta un migliaio d’anni prima perché ammoniti e moabiti si erano rifiutati di soccorrere gli israeliti che si avvicinavano alla Terra Promessa, significasse che questi popoli non potessero entrare legalmente a far parte della nazione d’Israele con tutti i relativi diritti e privilegi che ciò avrebbe comportato. Questo non significa necessariamente che singoli ammoniti e moabiti non potessero unirsi agli israeliti o vivere in mezzo a loro e così beneficiare delle benedizioni divine sul popolo di Dio, com’è dimostrato dall’inclusione di Zelec, menzionato sopra, fra i principali guerrieri di Davide, e anche dal racconto di Rut la moabita. — Ru 1:4, 16-18.
In quest’ultimo caso, il matrimonio di Rut con Boaz indica che uomini ebrei potevano sposare donne di queste nazioni che si volgevano all’adorazione del vero Dio. Poiché i termini “ammonita” e “moabita” nel testo ebraico di Deuteronomio 23:3-6 sono al maschile, la Mishnàh ebraica (Jebamoth 8:3) sostiene che solo gli uomini ammoniti e moabiti erano esclusi da Israele. Comunque l’insistenza di Esdra che gli ebrei mandassero via le mogli straniere e l’atteggiamento simile di Neemia, già menzionato, indicano che l’ammissione di donne ammonite e moabite fra gli israeliti era possibile solo se accettavano la vera adorazione.

(NEEMIA 13:3)

“Avvenne dunque che, appena ebbero udito la legge, separavano tutta la compagnia mista da Israele.”

*** it-1 p. 522 Compagnia mista ***
In Neemia 13:3 e Geremia 25:20 l’espressione “compagnia mista” si riferisce a non israeliti. In Neemia si trattava di stranieri moabiti e ammoniti. (Ne 13:1) Potevano essere inclusi anche i figli di questi stranieri (per metà israeliti), com’è suggerito dal fatto che in precedenza gli israeliti avevano mandato via le mogli e i figli stranieri. — Esd 10:44.

*** w86 15/2 p. 26 La vera adorazione trionfa ***
♦ 13:3 — Chi componeva questa “compagnia mista”?
Sembra che la “compagnia mista” includesse stranieri, quali moabiti, ammoniti, e i figli delle unioni tra israeliti e donne straniere. (13:1, 2) Questa conclusione viene suggerita dal fatto che in precedenza gli ebrei avevano mandato via sia le mogli straniere che i loro figli. (Esdra 10:44) Gli ebrei avevano nuovamente preso mogli straniere, per cui occorreva allontanare queste donne e la loro prole dalla comunità, dallo stesso paese, e quindi dai privilegi derivanti dall’adorare Geova con il Suo popolo. — Neemia 13:23-31.

(NEEMIA 13:6)

“E durante tutto questo [tempo] io non mi trovavo a Gerusalemme, poiché nel trentaduesimo anno di Artaserse re di Babilonia ero venuto dal re, e qualche tempo dopo chiesi licenza al re.”

*** w06 1/2 p. 11 par. 2 Punti notevoli del libro di Neemia ***
13:6, nota in calce: Per quanto tempo Neemia fu assente da Gerusalemme? La Bibbia dice solo che “qualche tempo dopo” o “alla fine di giorni” Neemia chiese al re il permesso di tornare a Gerusalemme. Perciò è impossibile stabilire per quanto tempo rimase assente. Comunque, tornato a Gerusalemme, Neemia riscontrò che il sacerdozio non veniva sostenuto e la legge del Sabato non veniva osservata. Molti avevano preso mogli straniere e i loro figli non parlavano neppure la lingua degli ebrei. Visto che le condizioni peggiorarono tanto, Neemia dev’essere stato lontano per un bel po’ di tempo.

*** si p. 173 par. 3 Libro biblico numero 39: Malachia ***
Comunque, si parla molto degli abusi del sacerdozio, cosa che collegherebbe Malachia con la situazione esistente quando Neemia tornò una seconda volta a Gerusalemme, dopo che era stato richiamato a Babilonia da Artaserse nel 443 a.E.V., 32° anno di regno del re. (Mal. 2:1; Nee. 13:6)

*** it-1 p. 209 Artaserse ***
Neemia 13:6 riferisce che nel “trentaduesimo anno di Artaserse”, cioè nel 443 a.E.V., Neemia era tornato per qualche tempo alla corte di questo re.

*** it-2 p. 377 Neemia, Libro di ***
Quindi il chislev precedente il nisan di quel 20° anno sarebbe caduto nel 456 a.E.V. e il 32° anno del regno di Artaserse (l’ultima data menzionata in Neemia [13:6]) avrebbe incluso parte del 443 a.E.V. Perciò il libro di Neemia abbraccia un periodo che va dal chislev del 456 a.E.V. fino a qualche tempo dopo il 443 a.E.V.
Nel 32° anno del regno di Artaserse, Neemia partì da Gerusalemme. Al suo ritorno trovò che gli ebrei non avevano sostenuto i sacerdoti e i leviti, la legge del sabato era stata violata, molti avevano sposato donne straniere, e i figli nati da tali matrimoni misti non sapevano neanche parlare la lingua dei giudei. (Ne 13:10-27) Se le condizioni si erano deteriorate a tal punto, l’assenza di Neemia doveva essersi protratta per un considerevole periodo di tempo. Ma non c’è modo di determinare con esattezza quanto tempo dopo il 443 a.E.V. Neemia abbia terminato il libro che porta il suo nome.

(NEEMIA 13:10)

“E venni a sapere che le stesse porzioni dei leviti non erano state date [loro], tanto che i leviti e i cantori che facevano il lavoro erano fuggiti, ciascuno al suo proprio campo.”

*** it-2 p. 350 Musica ***
È quindi comprensibile che, pur essendo i cantori tutti leviti, la Bibbia li menzioni come un corpo speciale, distinguendo “i cantori e i leviti”. — Ne 7:1; 13:10.

*** it-2 p. 377 Neemia, Libro di ***
Nel 32° anno del regno di Artaserse, Neemia partì da Gerusalemme. Al suo ritorno trovò che gli ebrei non avevano sostenuto i sacerdoti e i leviti, la legge del sabato era stata violata, molti avevano sposato donne straniere, e i figli nati da tali matrimoni misti non sapevano neanche parlare la lingua dei giudei. (Ne 13:10-27) Se le condizioni si erano deteriorate a tal punto, l’assenza di Neemia doveva essersi protratta per un considerevole periodo di tempo. Ma non c’è modo di determinare con esattezza quanto tempo dopo il 443 a.E.V. Neemia abbia terminato il libro che porta il suo nome.

(NEEMIA 13:11)

“E trovavo da ridire sui governanti delegati e dicevo: “Perché è stata trascurata la casa del [vero] Dio?” Di conseguenza li radunai e li collocai ai loro posti.”

*** it-2 p. 377 Neemia, Libro di ***
Nel 32° anno del regno di Artaserse, Neemia partì da Gerusalemme. Al suo ritorno trovò che gli ebrei non avevano sostenuto i sacerdoti e i leviti, la legge del sabato era stata violata, molti avevano sposato donne straniere, e i figli nati da tali matrimoni misti non sapevano neanche parlare la lingua dei giudei. (Ne 13:10-27) Se le condizioni si erano deteriorate a tal punto, l’assenza di Neemia doveva essersi protratta per un considerevole periodo di tempo. Ma non c’è modo di determinare con esattezza quanto tempo dopo il 443 a.E.V. Neemia abbia terminato il libro che porta il suo nome.

(NEEMIA 13:16)

“E i tiri stessi dimoravano nella [città], portando pesce e ogni sorta di merce e vendendo di sabato ai figli di Giuda e in Gerusalemme.”

*** it-2 p. 613 Porta ***
Porta dei Pesci. Pare che Ezechia avesse fatto costruire una parte delle mura che cingevano il secondo quartiere fino alla Porta dei Pesci. (2Cr 32:5; 33:14) Nella descrizione della ricostruzione e della processione inaugurale ai giorni di Neemia, la Porta dei Pesci è collocata a O della Porta delle Pecore, forse vicino all’estremità N della valle del Tiropeon. (Ne 3:3; 12:39) In Sofonia 1:10 è menzionata insieme al secondo quartiere. Il suo nome potrebbe derivare dalla vicinanza del mercato dove i tiri vendevano il pesce. — Ne 13:16.

(NEEMIA 13:22)

“E dicevo ai leviti che regolarmente dovevano purificarsi e venire, facendo la guardia alle porte per santificare il giorno del sabato. Ricorda anche questo a mio favore, sì, o mio Dio, e prova commiserazione per me, sì, secondo l’abbondanza della tua amorevole benignità.”

*** w96 15/9 p. 16 par. 2 Possa Geova ricordarsi favorevolmente di voi ***
2 Un uomo che diede buon conto di sé a Dio fu Neemia, coppiere del re persiano Artaserse (Longimano). (Neemia 2:1) Neemia divenne governatore degli ebrei e ricostruì le mura di Gerusalemme nonostante i nemici e i pericoli. Animato dallo zelo per la vera adorazione, fece rispettare la Legge di Dio e si interessò degli oppressi. (Neemia 5:14-19) Neemia esortò i leviti a purificarsi regolarmente, a fare la guardia alle porte e a santificare il sabato. Poté quindi dire in preghiera: “Ricorda anche questo a mio favore, sì, o mio Dio, e prova commiserazione per me, sì, secondo l’abbondanza della tua amorevole benignità”. Appropriatamente, inoltre, Neemia concluse il suo libro ispirato con la supplica: “Ricordati di me, sì, o mio Dio, in bene”. — Neemia 13:22, 31.

*** w96 15/9 p. 16 Possa Geova ricordarsi favorevolmente di voi ***
“Ricorda anche questo a mio favore, sì, o mio Dio, . . . Ricordati di me, sì, o mio Dio, in bene”. — NEEMIA 13:22, 31.

(NEEMIA 13:23)

“Inoltre, in quei giorni vidi i giudei che avevano dato dimora a mogli asdodite, ammonite [e] moabite.”

*** it-1 p. 117 Ammoniti ***
Matrimoni misti con gli israeliti. Dopo il ritorno degli ebrei dall’esilio (537 a.E.V.), un ammonita di nome Tobia ebbe una parte importante nel tentativo di impedire la ricostruzione delle mura di Gerusalemme. (Ne 4:3, 7, 8) In seguito ebbe pure l’impudenza di servirsi di una sala da pranzo entro l’area del tempio, finché Neemia indignato non buttò fuori il suo mobilio. (Ne 13:4-8; vedi TOBIA n. 2). Molti esuli ebrei rimpatriati avevano inoltre preso moglie fra gli ammoniti e altri popoli stranieri e furono per questo severamente rimproverati, con conseguente ripudio generale di tali mogli. — Esd 9:1, 2; 10:10-19, 44; Ne 13:23-27.
Espulso Tobia dall’area del tempio, fu letta e applicata la legge di Dio riportata in Deuteronomio 23:3-6 che proibiva l’ingresso di ammoniti e moabiti nella congregazione d’Israele. (Ne 13:1-3) In genere si pensa che questa restrizione, imposta un migliaio d’anni prima perché ammoniti e moabiti si erano rifiutati di soccorrere gli israeliti che si avvicinavano alla Terra Promessa, significasse che questi popoli non potessero entrare legalmente a far parte della nazione d’Israele con tutti i relativi diritti e privilegi che ciò avrebbe comportato. Questo non significa necessariamente che singoli ammoniti e moabiti non potessero unirsi agli israeliti o vivere in mezzo a loro e così beneficiare delle benedizioni divine sul popolo di Dio, com’è dimostrato dall’inclusione di Zelec, menzionato sopra, fra i principali guerrieri di Davide, e anche dal racconto di Rut la moabita. — Ru 1:4, 16-18.
In quest’ultimo caso, il matrimonio di Rut con Boaz indica che uomini ebrei potevano sposare donne di queste nazioni che si volgevano all’adorazione del vero Dio. Poiché i termini “ammonita” e “moabita” nel testo ebraico di Deuteronomio 23:3-6 sono al maschile, la Mishnàh ebraica (Jebamoth 8:3) sostiene che solo gli uomini ammoniti e moabiti erano esclusi da Israele. Comunque l’insistenza di Esdra che gli ebrei mandassero via le mogli straniere e l’atteggiamento simile di Neemia, già menzionato, indicano che l’ammissione di donne ammonite e moabite fra gli israeliti era possibile solo se accettavano la vera adorazione.

(NEEMIA 13:24)

“E in quanto ai loro figli, metà parlavano asdodita e non ce n’era nessuno che sapesse parlare il giudaico, ma la lingua dei diversi popoli.”

*** it-1 p. 220 Asdoditi ***
In Neemia 13:24 il termine “asdodita” è riferito alla lingua. A motivo dell’assenza di qualsiasi documento nella loro lingua, non si può stabilire se parlassero ancora l’antica lingua filistea o un dialetto formatosi in seguito a secoli di dominazione straniera.

*** it-2 p. 145 Linguaggio ***
Neemia si mostrò molto preoccupato nell’apprendere che i figli nati da matrimoni misti fra gli ebrei rimpatriati non parlavano “giudaico” (ebraico). (Ne 13:23-25) Si preoccupava per la pura adorazione, perché riconosceva l’importanza di comprendere le Sacre Scritture (allora solo in ebraico) quando venivano lette e spiegate. (Cfr. Ne 13:26, 27; 8:1-3, 8, 9). L’avere una sola lingua di per sé avrebbe contribuito a unificare la popolazione. Senza dubbio le Scritture Ebraiche furono un fattore determinante per la stabilità della lingua ebraica. Nei mille anni durante i quali furono scritte, non si nota praticamente nessun cambiamento nella lingua.

(NEEMIA 13:25)

“E trovavo da ridire su di loro e invocavo su di loro il male e ne colpivo alcuni e strappavo loro i capelli e li facevo giurare dinanzi a Dio: “Non dovreste dare le vostre figlie ai loro figli, e non dovreste accettare alcuna delle loro figlie per i vostri figli o per voi stessi.”

*** it-1 p. 422 Capelli, Peli ***
Si poteva esprimere vergogna, disprezzo o biasimo per qualcuno strappandogli i capelli o la barba. — Ne 13:25; Isa 50:6; vedi BARBA.

*** it-2 pp. 376-377 Neemia ***
Inoltre Neemia prese provvedimenti per assicurare le contribuzioni per i leviti e far osservare rigorosamente il sabato. Adottò pure misure disciplinari nei confronti di coloro che avevano preso mogli straniere e i cui figli, avuti da queste donne, non erano neanche in grado di parlare la lingua dei giudei. “E trovavo da ridire su di loro e invocavo su di loro il male e ne colpivo alcuni e strappavo loro i capelli e li facevo giurare dinanzi a Dio: ‘Non dovreste dare le vostre figlie ai loro figli, e non dovreste accettare alcuna delle loro figlie per i vostri figli o per voi stessi’”.
Il fatto che Neemia ‘trovasse da ridire’ su quegli uomini significa senza dubbio che li riprese e li rimproverò mediante la legge di Dio, denunciando il loro errore. Costoro attiravano il disfavore di Dio sulla nazione ristabilita, dopo che Dio li aveva benignamente fatti tornare da Babilonia per ripristinare la vera adorazione a Gerusalemme. Neemia ‘invocò su di loro il male’ nel senso che pronunciò i giudizi della legge di Dio contro quei trasgressori. Li ‘colpì’, probabilmente non di persona, ma ordinando che venissero fustigati nel corso di un’azione giudiziaria ufficiale. ‘Strappò loro [parte dei] capelli’, in segno di indignazione morale e ignominia di fronte al popolo. (Cfr. Esd 9:3). Neemia poi scacciò il nipote del sommo sacerdote Eliasib, che era diventato genero dell’oronita Sanballat. — Ne 13:1-28.

(NEEMIA 13:31)

“anche per la provvista della legna ai tempi fissati e per i primi frutti maturi. Ricordati di me, sì, o mio Dio, in bene.”

*** w11 1/2 p. 14 “Ricordati di me, sì, o mio Dio, in bene” ***
Accostiamoci a Dio
“Ricordati di me, sì, o mio Dio, in bene”
“PENSAVO che Geova, visto che mi conosce veramente bene, non mi avrebbe mai potuto amare o accettare”. Questo è ciò che scrisse una fedele cristiana alle prese con sentimenti di scarsa autostima. Siete mai stati afflitti da sentimenti come questi, che vi hanno indotto a pensare di non meritare l’attenzione di Geova né tanto meno la sua approvazione? Se è così, le parole riportate in Neemia 13:31 possono incoraggiarvi.
Neemia, governatore degli ebrei nel V secolo a.E.V., fece del suo meglio per piacere a Dio: diresse i lavori di ricostruzione delle mura di Gerusalemme nonostante l’opposizione dei nemici, fece rispettare la Legge di Dio, si interessò degli oppressi e cercò di rafforzare la fede degli israeliti suoi connazionali. Dio notò le cose buone che quell’uomo fedele aveva fatto? Neemia ebbe l’approvazione di Geova? Possiamo dedurre la risposta dalle parole conclusive del libro omonimo.
Neemia prega: “Ricordati di me, sì, o mio Dio, in bene”. Teme forse che le sue buone azioni siano passate inosservate agli occhi di Dio o che Dio si dimentichi di lui? No. Neemia conosce senza dubbio quello che precedenti scrittori biblici hanno detto sul profondo interesse che Geova nutre per i suoi fedeli servitori e per il bene da loro compiuto. (Esodo 32:32, 33; Salmo 56:8) Ma allora cosa sta chiedendo a Dio? Un’opera di consultazione fa notare che il termine ebraico tradotto “ricordare” implica l’affetto o “l’attaccamento che si prova a livello mentale e l’azione che accompagna i ricordi”. (Wilson’s Old Testament Word Studies) Con piena fiducia nel potere della preghiera, Neemia sta quindi chiedendo a Dio di ricordarlo con affetto e di benedirlo. — Neemia 2:4.
Geova esaudirà la preghiera di Neemia? In un certo senso l’ha già esaudita. Il fatto stesso che abbia ritenuto opportuno conservare in modo permanente quella preghiera come parte delle Scritture ispirate ci assicura che si ricorda di lui con affetto. Ma l’“Uditore di preghiera” farà qualcos’altro per rispondere alla sentita richiesta di Neemia. — Salmo 65:2.
Dio lo ricompenserà ulteriormente per tutte le buone opere che compì a favore della pura adorazione. (Ebrei 11:6) Lo benedirà risuscitandolo nel giusto nuovo mondo che ha promesso. (2 Pietro 3:13; Rivelazione [Apocalisse] 21:3, 4) Lì Neemia avrà la prospettiva di vivere per sempre su una terra paradisiaca, riscontrando così che Geova si è davvero ricordato di lui in bene.
La preghiera di Neemia attesta la veridicità delle parole del re Davide: “Tu stesso benedirai ogni giusto, o Geova; come con un grande scudo, li circonderai di approvazione”. (Salmo 5:12) È indubbio che Dio nota e apprezza i vostri sinceri sforzi di piacergli. Se farete del vostro meglio per servirlo potete star certi che si ricorderà di voi con affetto e vi benedirà riccamente.

*** w96 15/9 p. 16 par. 2 Possa Geova ricordarsi favorevolmente di voi ***
2 Un uomo che diede buon conto di sé a Dio fu Neemia, coppiere del re persiano Artaserse (Longimano). (Neemia 2:1) Neemia divenne governatore degli ebrei e ricostruì le mura di Gerusalemme nonostante i nemici e i pericoli. Animato dallo zelo per la vera adorazione, fece rispettare la Legge di Dio e si interessò degli oppressi. (Neemia 5:14-19) Neemia esortò i leviti a purificarsi regolarmente, a fare la guardia alle porte e a santificare il sabato. Poté quindi dire in preghiera: “Ricorda anche questo a mio favore, sì, o mio Dio, e prova commiserazione per me, sì, secondo l’abbondanza della tua amorevole benignità”. Appropriatamente, inoltre, Neemia concluse il suo libro ispirato con la supplica: “Ricordati di me, sì, o mio Dio, in bene”. — Neemia 13:22, 31.

*** w96 15/9 p. 16 Possa Geova ricordarsi favorevolmente di voi ***
“Ricorda anche questo a mio favore, sì, o mio Dio, . . . Ricordati di me, sì, o mio Dio, in bene”. — NEEMIA 13:22, 31.

*** it-2 p. 377 Neemia ***
Il notevole esempio di Neemia. Neemia è uno straordinario esempio di fedeltà e devozione. Fu altruista poiché abbandonò l’importante posizione di coppiere alla corte di Artaserse per intraprendere la ricostruzione delle mura di Gerusalemme. Nonostante i molti nemici, Neemia non esitò a esporsi al pericolo per difendere il suo popolo e la vera adorazione. Non solo diresse i lavori di ricostruzione delle mura di Gerusalemme, ma vi prese parte personalmente. Non perse tempo, fu coraggioso e intrepido, confidò pienamente in Geova e agì sempre con avvedutezza. Zelante per la vera adorazione, Neemia conosceva la legge di Dio e la applicava. Si preoccupò di rafforzare la fede degli altri israeliti. Dimostrò di avere giusto timore di Geova Dio. Pur facendo rispettare con zelo la legge di Dio non tiranneggiava egoisticamente gli altri, ma si occupava degli oppressi. Non chiese mai il pane che spettava al governatore, anzi provvide a proprie spese viveri per un buon numero di persone. (Ne 5:14-19) Giustamente Neemia poté pregare: “Ricordati di me, sì, o mio Dio, in bene”. — Ne 13:31.

LETTURA BIBLICA: NE 12:1-26 (4 MIN O MENO)


Neemia 12:1-26 Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti
12 E questi furono i sacerdoti e i leviti che salirono con Zorobabele figlio di Sealtiel e Iesua: Seraia, Geremia, Esdra, 2 Amaria, Malluc, Attus, 3 Secania, Reum, Meremot, 4 Iddo, Ghinnetoi, Abia, 5 Miamin, Maadia, Bilga, 6 Semaia, e Ioiarib, Iedaia, 7 Sallu, Amoc, Ilchia, Iedaia. Questi furono i capi dei sacerdoti e i loro fratelli ai giorni di Iesua.
8 E i leviti furono Iesua, Binnui, Cadmiel, Serebia, Giuda, Mattania, [incaricati] del rendimento di grazie, lui e i suoi fratelli. 9 E Bacbuchia e Unni loro fratelli erano posti di fronte a loro per i servizi di guardia. 10 Iesua stesso generò Ioiachim, e Ioiachim stesso generò Eliasib, ed Eliasib Ioiada. 11 E Ioiada stesso generò Gionatan, e Gionatan stesso generò Iaddua.
12 E ai giorni di Ioiachim ci furono sacerdoti, capi delle case paterne; per Seraia, Meraia; per Geremia, Hanania; 13 per Esdra, Mesullam; per Amaria, Ieoanan; 14 per Malluchi, Gionatan; per Sebania, Giuseppe; 15 per Arim, Adna; per Meraiot, Elcai; 16 per Iddo, Zaccaria; per Ghinneton, Mesullam; 17 per Abia, Zicri; per Miniamin, . . . ; per Moadia, Piltai; 18 per Bilga, Sammua; per Semaia, Ieonatan; 19 e per Ioiarib, Mattenai; per Iedaia, Uzzi; 20 per Sallai, Callai; per Amoc, Eber; 21 per Ilchia, Asabia; per Iedaia, Netanel.
22 I leviti ai giorni di Eliasib, Ioiada e Ioanan e Iaddua furono registrati come capi delle case paterne, nonché i sacerdoti, fino al regno di Dario il persiano.
23 I figli di Levi furono registrati come capi delle case paterne nel libro dei fatti dei tempi, anche fino ai giorni di Ioanan figlio di Eliasib. 24 E i capi dei leviti furono Asabia, Serebia e Iesua figlio di Cadmiel e i loro fratelli posti di fronte a loro per offrir lode [e] rendere grazie secondo il comandamento di Davide uomo del [vero] Dio, gruppo di guardia corrispondente a gruppo di guardia. 25 Mattania e Bacbuchia, Abdia, Mesullam, Talmon, Accub facevano la guardia come portinai, un gruppo di guardia presso i depositi delle porte. 26 Questi erano ai giorni di Ioiachim figlio di Iesua figlio di Iozadac e ai giorni di Neemia il governatore e di Esdra il sacerdote, il copista.

EFFICACI NEL MINISTERO


Primo contatto: (2 min o meno)

Offrire l’invito alla Commemorazione a una persona che mostra poco interesse.


Primo contatto: (4 min o meno)

Offrire l’invito alla Commemorazione e La Torre di Guardia a una persona che mostra sincero interesse. Porre le basi per la visita successiva.


Studio biblico: (6 min o meno)

Spiegare cos’è la Commemorazione a una persona che studia la Bibbia usando il libro Cosa insegna la Bibbia, pagine 206-208. Offrirsi di aiutarla a essere presente.


Il Pasto Serale del Signore: una celebrazione che onora Dio
AI CRISTIANI è comandato di osservare la Commemorazione della morte di Cristo, detta anche “il pasto serale del Signore”. (1 Corinti 11:20) Cosa c’è di così importante in questa celebrazione? Quando e come andrebbe osservata?
Gesù Cristo la istituì la sera della Pasqua ebraica del 33 E.V. La Pasqua si celebrava solo una volta all’anno, il 14° giorno di nisan, mese del calendario ebraico. A quanto pare per calcolarne la data gli ebrei aspettavano l’equinozio di primavera, quando il giorno e la notte hanno all’incirca la stessa durata. La luna nuova visibile più vicina all’equinozio di primavera segnava l’inizio di nisan. La Pasqua cadeva 14 giorni più tardi, dopo il tramonto.
Gesù celebrò la Pasqua insieme agli apostoli, congedò Giuda Iscariota e istituì il Pasto Serale del Signore. Questo prese il posto della Pasqua ebraica e quindi va osservato solo una volta all’anno.
Il Vangelo di Matteo riporta: “Gesù prese un pane e, dopo aver detto una benedizione, lo spezzò e, dandolo ai suoi discepoli, disse: ‘Prendete, mangiate. Questo significa il mio corpo’. E prese un calice e, avendo reso grazie, lo diede loro, dicendo: ‘Bevetene, voi tutti; poiché questo significa il mio “sangue del patto”, che dev’essere versato a favore di molti per il perdono dei peccati’”. — Matteo 26:26-28.
Alcuni credono che Gesù abbia letteralmente trasformato il pane nella sua carne e il vino nel suo sangue. Tuttavia, quando Gesù offrì quel pane, il suo corpo era ancora intatto. Gli apostoli stavano forse mangiando letteralmente la sua carne e bevendo il suo sangue? No, perché sarebbe stato cannibalismo e una violazione della legge di Dio. (Genesi 9:3, 4; Levitico 17:10) Secondo Luca 22:20, Gesù disse: “Questo calice significa il nuovo patto in virtù del mio sangue, che dev’essere versato in vostro favore”. Quel calice diventò letteralmente “il nuovo patto”? Impossibile, dal momento che un patto è un accordo, non un oggetto tangibile.
Quindi sia il pane che il vino sono semplicemente dei simboli. Il pane simboleggia il corpo perfetto di Cristo. Egli usò un pane avanzato dalla cena pasquale, che era fatto senza lievito. (Esodo 12:8) Nella Bibbia il lievito è spesso usato come simbolo di peccato o corruzione. Il pane perciò rappresenta il corpo perfetto, senza peccato, sacrificato da Gesù. — Matteo 16:11, 12; 1 Corinti 5:6, 7; 1 Pietro 2:22; 1 Giovanni 2:1, 2.
Il vino rosso rappresenta il sangue di Gesù. Quel sangue convalida il nuovo patto. Gesù disse che il suo sangue veniva versato “per il perdono dei peccati”. In questo modo gli esseri umani possono divenire puri agli occhi di Geova Dio ed essere inclusi nel nuovo patto con lui. (Ebrei 9:14; 10:16, 17) Questo patto, o contratto, permette a 144.000 cristiani fedeli di andare in cielo, dove serviranno quali re e sacerdoti per la benedizione di tutto il genere umano. — Genesi 22:18; Geremia 31:31-33; 1 Pietro 2:9; Rivelazione 5:9, 10; 14:1-3.
Chi dovrebbe partecipare alla Commemorazione prendendo gli emblemi? Logicamente dovrebbero prendere il pane e il vino solo coloro che sono inclusi nel nuovo patto, quelli che hanno la speranza di andare in cielo. Lo spirito santo di Dio li convince che sono stati scelti per essere re celesti. (Romani 8:16) Essi sono inclusi anche nel patto del Regno con Gesù. — Luca 22:29.
Che dire di coloro che hanno la speranza di vivere per sempre nel Paradiso sulla terra? Ubbidiscono al comando di Gesù e assistono al Pasto Serale del Signore non come partecipanti, ma in qualità di osservatori rispettosi. I testimoni di Geova osservano il Pasto Serale del Signore una volta all’anno, il 14 nisan dopo il tramonto. Anche se solo poche migliaia di loro professano di avere la speranza celeste, questa celebrazione è importante per tutti i cristiani. È un’occasione in cui tutti possono riflettere sullo straordinario amore di Geova Dio e di Gesù Cristo. — Giovanni 3:16.

VITA CRISTIANA


“Invitiamo tutte le persone del nostro territorio alla Commemorazione!”: (15 min)

Trattazione. Spiegare come la congregazione coprirà il territorio. Quando si tratta lo schema “Come procedere”, far vedere il video della Commemorazione. Incoraggiare tutti a partecipare il più possibile alla campagna e a coltivare l’interesse trovato, anche se minimo. Includere una dimostrazione.


Invitiamo tutte le persone del nostro territorio alla Commemorazione!
Durante la campagna che inizierà il 27 febbraio inviteremo quante più persone possibile del nostro territorio a osservare con noi la Commemorazione della morte di Cristo. Saremo anche attenti a cogliere qualsiasi segnale di interesse per poi coltivarlo.
COME PROCEDERE
PRESENTIAMO L’INVITO
“Stiamo distribuendo questo invito per un evento importante. Il 23 marzo milioni di persone in tutto il mondo si riuniranno per commemorare la morte di Gesù Cristo e ascoltare un discorso biblico che spiegherà che valore ha per noi la sua morte. Sull’invito troverà l’indirizzo e l’orario. L’ingresso è gratuito. Venga, sarà il benvenuto”.
Se la persona mostra interesse. . .
o OFFRIAMO LA TORRE DI GUARDIA
Poniamo le basi per la visita ulteriore.
o MOSTRIAMO IL VIDEO DELLA COMMEMORAZIONE
Poniamo le basi per la visita ulteriore.
Quando ritorniamo, possiamo. . .
o MOSTRARE IL VIDEO PERCHÉ STUDIARE LA BIBBIA?
Poi offriamo una delle pubblicazioni di studio.
o OFFRIRE COSA INSEGNA REALMENTE LA BIBBIA?
Mostriamo altre informazioni riguardo alla Commemorazione usando le pagine 206-208. Poi offriamo il libro.
o OFFRIRE ASCOLTATE DIO
Trattiamo il significato della morte di Cristo usando le pagine 18-19. Poi offriamo l’opuscolo.

STUDIO BIBLICO DI CONGREGAZIONE: IA CAP. 9 PARR. 14-24 E SPECCHIETTO “SPUNTI PER RIFLETTERE” (30 MIN.)


CAPITOLO NOVE
Una donna di buon senso

par. 14 (1 Sam. 25:17) Ed ora sappi e vedi ciò che intendi fare, poiché la calamità è stata decisa contro il nostro padrone e contro tutta la sua casa, giacché egli è troppo un buono a nulla per parlargli”.
par. 15 (1 Sam. 25:18, 19) Subito Abigail si affrettò e prese duecento pani e due grosse giare di vino e cinque pecore preparate e cinque sea di grano arrostito e cento schiacciate d’uva secca e duecento pani di fichi pressati e li mise sugli asini. 19 Quindi disse ai suoi giovani: “Passate davanti a me. Ecco, io vi vengo dietro”. Ma a suo marito Nabal non fece sapere nulla.
par. 17 (1 Sam. 25:20) E avvenne che mentre cavalcava l’asino e segretamente scendeva dal monte, ebbene, ecco, Davide e i suoi uomini le scendevano incontro. Essa dunque si incontrò con loro.
par. 17 (1 Sam. 25:23) Quando Abigail scorse Davide, subito si affrettò e scese dall’asino e cadde sulla sua faccia davanti a Davide e si inchinò a terra.
par. 18 (1 Sam. 25:24-31) Cadde quindi ai suoi piedi e disse: “L’errore sia su me stessa, o mio signore; e, ti prego, lascia che la tua schiava parli ai tuoi orecchi, e ascolta le parole della tua schiava. 25 Ti prego, non rivolga il mio signore il suo cuore a quest’uomo buono a nulla, Nabal, poiché, come è il suo nome, così è lui. Il suo nome è Nabal, e presso di lui è l’insensatezza. In quanto a me tua schiava, non vidi i giovani del mio signore che tu avevi mandato. 26 E ora, mio signore, come Geova vive e come vive la tua anima, Geova ti ha trattenuto dall’entrare nella colpa di sangue e dal far venire la tua propria mano in tua salvezza. E ora divengano i tuoi nemici e quelli che cercano il danno del mio signore simili a Nabal. 27 E ora riguardo a questo dono di benedizione che la tua serva ha portato al mio signore, dev’essere dato ai giovani che camminano nei passi del mio signore. 28 Perdona, ti prego, la trasgressione della tua schiava, perché Geova farà immancabilmente una casa durevole per il mio signore, perché il mio signore combatte le guerre di Geova; e in quanto alla malizia, non si troverà in te per tutti i tuoi giorni.29 Quando un uomo si leva per inseguirti e per cercare la tua anima, l’anima del mio signore sarà certamente avvolta nella borsa della vita presso Geova tuo Dio; ma, in quanto all’anima dei tuoi nemici, egli la frombolerà come da dentro il cavo della fionda.30 E deve avvenire che, siccome Geova farà al mio signore il bene verso di te secondo tutto ciò che egli ha proferito, certamente ti costituirà come condottiero su Israele. 31 E non sia questo per te causa di esitazione né pietra d’inciampo al cuore del mio signore, sia con lo spargimento di sangue senza motivo che facendo venire [la stessa mano del] mio signore in sua salvezza. E Geova certamente farà del bene al mio signore, e ti devi ricordare della tua schiava”.
par. 19 (1 Sam. 25:32-35) A ciò Davide disse ad Abigail: “Benedetto sia Geova l’Iddio d’Israele, che ti ha mandato in questo giorno incontro a me! 33 E benedetto il tuo senno, e benedetta tu che mi hai trattenuto dall’entrare in questo giorno nella colpa di sangue e dal far venire la mia propria mano in mia salvezza. 34 E, d’altra parte, come vive Geova l’Iddio d’Israele, che mi ha trattenuto dal farti danno, se non ti fossi affrettata a venirmi incontro, certamente non sarebbe rimasto a Nabal fino alla luce del mattino nessuno che orina contro il muro”. 35 Allora Davide accettò dalla mano di lei ciò che gli aveva portato, e le disse: “Sali in pace alla tua casa. Vedi, ho ascoltato la tua voce in modo da avere considerazione per la tua persona”.
par. 20 (1 Sam. 25:36) Abigail andò poi da Nabal, ed ecco, egli faceva nella sua casa un banchetto simile al banchetto del re; e il cuore di Nabal si sentiva bene dentro di lui, ed egli era ubriaco fradicio; ed essa non gli fece sapere alcuna cosa, né piccola né grande, fino alla luce del mattino.
par. 21 (1 Sam. 25:37) E avvenne la mattina, quando il vino era stato smaltito da Nabal, che sua moglie gli riferì queste cose. E il suo cuore divenne morto dentro di lui, ed egli stesso divenne come una pietra.
par. 22 (1 Sam. 25:38) Dopo ciò passarono circa dieci giorni e quindi Geova colpì Nabal, così che morì.
par. 22 (Luca 8:17) Poiché non c’è nulla di nascosto che non divenga manifesto, né alcuna cosa accuratamente occultata che non diventi mai nota e non venga mai allo scoperto.
par. 23 (1 Sam. 25:39-42) E Davide udiva che Nabal era morto, e così disse: “Benedetto sia Geova, che ha diretto la causa del mio biasimo [per liberarmi] dalla mano di Nabal e ha trattenuto il suo servitore dal male, e Geova ha ritorto la malizia di Nabal sulla sua propria testa!” E Davide mandava a proporre ad Abigail di prendersela in moglie. 40 I servitori di Davide andarono dunque da Abigail a Carmelo e le parlarono, dicendo: “Davide stesso ci ha mandati da te a prenderti come sua moglie”.41 Immediatamente essa si levò e si inchinò con la faccia a terra e disse: “Ecco la tua schiava come serva per lavare i piedi dei servitori del mio signore”. 42 Quindi Abigail si affrettò e si levò e montò sull’asino con cinque delle sue giovani che le camminavano dietro; e accompagnava i messaggeri di Davide e quindi divenne sua moglie.

SPUNTI PER RIFLETTERE
Cosa impariamo dalla difficile situazione matrimoniale di Abigail?
In che modo Abigail dimostrò coraggio e buon senso quando suo marito insultò Davide?
In che modo le parole che Abigail rivolse a Davide furono sagge e persuasive?
Come pensate di imitare la fede di Abigail?

Ripasso e panoramica del programma della prossima settimana (3 min)


STUDIO DELLA “TORRE DI GUARDIA” | SETTIMANA DEL 22-28 FEBBRAIO 2016
Geova ci sosterrà


TESTI BIBLICI PER LO STUDIO


w15 15/12 pp. 1-2 | La Torre di Guardia (2015)
22-28 FEBBRAIO 2016
Geova ci sosterrà
PAGINA 23


Geova ci sosterrà
“Geova stesso lo sosterrà su un divano di malattia” (SAL. 41:3)
CANTICI: 23, 138
COME RISPONDERESTE?
• Quale incoraggiamento ci dà Salmo 41:3 quando siamo malati?
• Perché oggi non dovremmo aspettarci guarigioni miracolose?
• A cosa dobbiamo stare attenti quando si parla di consigli nel campo della salute?

(Sal. 41:3) Geova stesso lo sosterrà su un divano di malattia; Certamente cambierai tutto il suo letto durante la sua infermità.
(Sal. 41:3) Geova stesso lo sosterrà su un divano di malattia; Certamente cambierai tutto il suo letto durante la sua infermità.
par. 1 (2 Re 1:2) Quindi Acazia cadde dalla grata della sua camera in terrazza che era a Samaria e restò infermo. Mandò dunque messaggeri e disse loro: “Andate, domandate a Baal-Zebub dio di Ecron se mi rimetterò da questa infermità”.
par. 1 (2 Re 8:7, 8) Ed Eliseo andava a Damasco; e Ben-Adad re di Siria era malato. Pertanto gli fu riferito, dicendo: “L’uomo del [vero] Dio è venuto fin qui”. 8 Allora il re disse ad Azael: “Prendi in mano un dono e va incontro all’uomo del [vero] Dio, e devi interrogare Geova per mezzo di lui, dicendo: ‘Mi rimetterò da questa infermità?’”
par. 2 (1 Re 17:17-24) E dopo queste cose avvenne che il figlio della donna, la padrona della casa, si ammalò, e la sua infermità fu così grave che non gli restò respiro. 18 A ciò essa disse a Elia: “Che ho a che fare con te, o uomo del [vero] Dio? Sei venuto da me per rievocare il mio errore e per mettere a morte mio figlio”. 19 Ma egli le disse: “Dammi tuo figlio”. Glielo prese quindi dal seno e lo portò di sopra nella camera in terrazza, dove dimorava, e lo pose a giacere sul suo proprio letto. 20 E invocava Geova e diceva: “O Geova mio Dio, anche sulla vedova presso la quale risiedo come forestiero devi recare danno mettendo a morte suo figlio?” 21 E si stendeva tre volte sul fanciullo e invocava Geova e diceva: “O Geova mio Dio, ti prego, fa che l’anima di questo fanciullo torni in lui”. 22 Infine Geova ascoltò la voce di Elia, così che l’anima del fanciullo tornò in lui ed egli riprese vita. 23 Elia prese ora il fanciullo e dalla camera in terrazza lo fece scendere nella casa e lo diede a sua madre; ed Elia quindi disse: “Vedi, tuo figlio vive”. 24 A ciò la donna disse ad Elia: “Ora realmente so che tu sei un uomo di Dio e che la parola di Geova nella tua bocca è verità”.
par. 2 (2 Re 4:17-20) Comunque, la donna rimase incinta e partorì un figlio in questo tempo fissato l’anno dopo, proprio come Eliseo le aveva parlato. 18 E il fanciullo cresceva, e avvenne un giorno che uscì come al solito verso suo padre con i mietitori.19 E diceva a suo padre: “La mia testa! Oh la mia testa!” Alla fine egli disse al servitore: “Portalo da sua madre”. 20 Pertanto lo portò e lo condusse da sua madre. Ed egli sedeva sulle ginocchia di lei fino a mezzogiorno, e gradualmente morì.
par. 2 (2 Re 4:32-35) Alla fine Eliseo entrò nella casa, ed ecco, il ragazzo era morto, posto a giacere sul suo letto. 33 Quindi entrò e chiuse la porta dietro a loro due e pregava Geova. 34 Infine salì e giacque sul fanciullo e mise la propria bocca sulla sua bocca e i propri occhi sui suoi occhi e le proprie palme sulle sue palme e rimase chino su di lui, e gradualmente la carne del fanciullo si riscaldò. 35 Quindi ricominciò a camminare nella casa, una volta da una parte e una volta dall’altra, dopo di che salì e si chinò su di lui. E il ragazzo starnutiva fino a sette volte, dopo di che il ragazzo aprì gli occhi.
par. 3 (Gen. 12:17) Quindi Geova toccò Faraone e la sua casa con grandi piaghe a causa di Sarai, moglie di Abramo.
par. 3 (Num. 12:9, 10) E l’ira di Geova si accese contro di loro, ed egli se ne andò.10 E la nuvola si ritirò di sopra la tenda, ed ecco, Miriam era colpita da lebbra bianca come la neve. Quindi Aaronne si voltò verso Miriam, ed ecco, era colpita da lebbra.
par. 3 (2 Sam. 24:15) Geova mandò quindi una pestilenza in Israele dalla mattina fino al tempo fissato, così che morirono settantamila persone del popolo da Dan a Beer-Seba.
par. 3 (Deut. 28:58-61) “Se non avrai cura di mettere in pratica tutte le parole di questa legge che sono scritte in questo libro in modo da temere questo nome glorioso e tremendo, sì, Geova, il tuo Dio, 59 allora Geova certamente renderà le tue piaghe e le piaghe della tua progenie particolarmente gravi, piaghe grandi e di lunga durata, e infermità maligne e di lunga durata. 60 E in realtà egli riporterà su di te tutti i morbi d’Egitto davanti ai quali avesti paura, e certamente ti si attaccheranno. 61 Inoltre, ogni infermità e ogni piaga che non è scritta nel libro di questa legge, Geova la farà venire su di te finché tu sia annientato.
par. 3 (Eso. 23:25) E dovete servire Geova vostro Dio, ed egli certamente benedirà il tuo pane e la tua acqua; e in realtà io allontanerò di mezzo a te la malattia.
par. 3 (Deut. 7:15) E Geova certamente allontanerà da te ogni malattia; e in quanto a tutti i calamitosi morbi d’Egitto che hai conosciuto, egli non li porrà su di te, e in realtà li porrà su tutti quelli che ti odiano.
par. 3 (Giob. 2:7) Satana se ne uscì dunque d’innanzi alla persona di Geova e colpì Giobbe con foruncoli maligni dalla pianta del piede alla sommità del capo.
par. 3 (Giob. 3:11-13) Perché non morivo io dal seno? [Perché non] uscii dal ventre stesso e quindi non spirai? 12 Perché mi si presentarono le ginocchia, E perché le mammelle affinché succhiassi? 13 Poiché ora mi sarei già coricato per essere indisturbato; Avrei quindi dormito; sarei a riposo
par. 3 (Giob. 42:10) E Geova stesso fece volgere la cattività di Giobbe quando egli ebbe pregato a favore dei suoi compagni, e Geova dava in aggiunta tutto ciò che era stato di Giobbe, in quantità doppia.
par. 3 (Giob. 42:16) E dopo ciò Giobbe continuò a vivere per centoquarant’anni e vide i suoi figli e i suoi nipoti, quattro generazioni.
par. 4 (Matt. 4:23, 24) E andava in giro per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, e predicando la buona notizia del regno e guarendo fra il popolo ogni sorta di malattia e ogni sorta d’infermità. 24 E la notizia di lui si sparse in tutta la Siria; e gli condussero tutti quelli che stavano male, afflitti da varie malattie e tormenti, indemoniati ed epilettici e paralitici, ed egli li guarì.
par. 4 (Giov. 9:1-7) Or mentre passava, vide un uomo cieco dalla nascita. 2 E i suoi discepoli gli chiesero: “Rabbi, chi ha peccato, quest’uomo o i suoi genitori, perché nascesse cieco?” 3 Gesù rispose: “Né quest’uomo né i suoi genitori hanno peccato, ma è affinché nel suo caso siano manifeste le opere di Dio. 4 Dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; viene la notte, quando nessuno può operare.5 Finché sono nel mondo, io sono la luce del mondo”. 6 Dopo aver detto queste cose, sputò per terra e fece dell’argilla con la saliva, e mise la sua argilla sugli occhi dell’[uomo], 7 dicendogli: “Va, lavati nella riserva d’acqua di Siloam” (che si traduce ‘Mandato’). Ed egli andò e si lavò, e tornò vedendo.
par. 4 (Isa. 33:24) E nessun residente dirà: “Sono malato”. Il popolo che dimora [nel paese] sarà quello perdonato del suo errore.
par. 6 (Atti 3:2-7) e veniva portato un uomo che era zoppo dal seno di sua madre, e lo mettevano ogni giorno vicino alla porta del tempio chiamata Bella, per chiedere doni di misericordia a quelli che entravano nel tempio. 3 Avendo scorto Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, egli [li] pregava per ottenere doni di misericordia. 4 Ma Pietro, insieme a Giovanni, lo guardò fisso e disse: “Guardaci”. 5 Ed egli li guardò attentamente, aspettandosi di ottenere da loro qualcosa. 6 Comunque, Pietro disse: “Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: Nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, cammina!” 7 Allora lo afferrò per la mano destra e lo alzò. All’istante le piante dei suoi piedi e le ossa delle sue caviglie furon rese ferme;
par. 6 (Atti 9:36-42) Ma a Ioppe c’era una certa discepola di nome Tabita, che, tradotto, significa Gazzella. Essa abbondava in buone opere e faceva doni di misericordia. 37 Ma accadde che in quei giorni si ammalò e morì. E lavatala, la posero in una camera superiore. 38 Ora poiché Lidda era vicino a Ioppe, i discepoli, avendo udito che Pietro era in quella città, gli inviarono due uomini per supplicar[lo]: “Ti preghiamo, non esitare a venire fino a noi”. 39 Allora Pietro si alzò e andò con loro. E quando fu arrivato, lo condussero nella camera superiore; e tutte le vedove gli si presentarono, piangendo e mostrando molte vesti e mantelli che Gazzella faceva mentre era con loro. 40 Ma Pietro mandò tutti fuori e, piegando le ginocchia, pregò, e, voltandosi verso il corpo, disse: “Tabita, alzati!” Essa aprì gli occhi e, scorto Pietro, si mise a sedere. 41 Datale la mano, egli la fece alzare e, chiamati i santi e le vedove, la presentò vivente. 42 Questo fu noto in tutta Ioppe e molti divennero credenti nel Signore.
par. 6 (1 Cor. 12:4-11) Ora ci sono varietà di doni, ma c’è lo stesso spirito; 5 e ci sono varietà di ministeri, eppure c’è lo stesso Signore; 6 e ci sono varietà di operazioni, eppure lo stesso Dio compie tutte le operazioni in tutte le persone. 7 Ma la manifestazione dello spirito è data a ciascuno per uno scopo utile. 8 Per esempio, a uno è data per mezzo dello spirito parola di sapienza, a un altro parola di conoscenza secondo lo stesso spirito, 9 a un altro fede mediante lo stesso spirito, a un altro doni di guarigioni mediante quell’unico spirito, 10 a un altro ancora operazioni di opere potenti, a un altro profezia, a un altro discernimento di espressioni ispirate, a un altro diverse lingue e a un altro interpretazione di lingue. 11 Ma tutte queste operazioni le compie quell’unico e medesimo spirito, facendo una distribuzione a ciascuno rispettivamente, come vuole.
par. 6 (1 Cor. 13:8) L’amore non viene mai meno. Ma se ci sono [doni di] profezia, saranno eliminati; se ci sono lingue, cesseranno; se c’è conoscenza, sarà eliminata.
(Sal. 41:3) Geova stesso lo sosterrà su un divano di malattia; Certamente cambierai tutto il suo letto durante la sua infermità.
par. 7 (Sal. 41:1, 2) Felice è chiunque mostra considerazione al misero; Nel giorno della calamità Geova gli provvederà scampo. 2 Geova stesso lo custodirà e lo conserverà in vita. Egli sarà dichiarato felice sulla terra; E non lo potrai cedere all’anima dei suoi nemici.
par. 7 (Sal. 41:3) Geova stesso lo sosterrà su un divano di malattia; Certamente cambierai tutto il suo letto durante la sua infermità.
(Sal. 41:4) In quanto a me, dissi: “O Geova, mostrami favore. Sana la mia anima, poiché ho peccato contro di te”.
par. 8 (Sal. 41:4) In quanto a me, dissi: “O Geova, mostrami favore. Sana la mia anima, poiché ho peccato contro di te”.
par. 8 (2 Sam. 12:7-14) Quindi Natan disse a Davide: “Tu stesso sei l’uomo! Geova, l’Iddio d’Israele, ha detto questo: ‘Io stesso ti ho unto come re su Israele, e io stesso ti ho liberato dalla mano di Saul. 8 Ed ero disposto a darti la casa del tuo signore e le mogli del tuo signore nel tuo seno, e a darti la casa d’Israele e di Giuda. E se non fosse stato abbastanza, ero disposto ad aggiungerti cose come queste e altre cose ancora.9 Perché hai disprezzato la parola di Geova facendo ciò che è male ai suoi occhi? Hai abbattuto Uria l’ittita con la spada, e hai preso sua moglie come moglie tua, e hai ucciso lui con la spada dei figli di Ammon. 10 E ora una spada non si allontanerà dalla tua propria casa a tempo indefinito, in conseguenza del fatto che mi hai disprezzato così che hai preso la moglie di Uria l’ittita per farla tua moglie’. 11 Geova ha detto questo: ‘Ecco, farò sorgere contro di te la calamità dalla tua propria casa; e certamente prenderò le tue mogli sotto i tuoi propri occhi e le darò al tuo prossimo, ed egli certamente giacerà con le tue mogli sotto gli occhi di questo sole. 12 Mentre tu stesso hai agito in segreto, io, da parte mia, farò questa cosa di fronte a tutto Israele e di fronte al sole’”. 13 Davide ora disse a Natan: “Ho peccato contro Geova”. A ciò Natan disse a Davide: “Geova, a sua volta, fa passare in effetti il tuo peccato. Tu non morirai. 14 Ciò nonostante, poiché senza dubbio hai mancato di rispetto a Geova mediante questa cosa, anche il figlio stesso, che ti è appena nato, positivamente morirà”.
par. 9 (2 Re 20:1-6) In quei giorni Ezechia si ammalò fino al punto di morire. Pertanto Isaia figlio di Amoz il profeta venne da lui e gli disse: “Geova ha detto questo: ‘Dà comandi alla tua casa, poiché tu stesso in realtà morirai e non vivrai’”. 2 Allora egli voltò la faccia verso il muro e pregava Geova, dicendo: 3 “Ti supplico, o Geova, ricorda, ti prego, come ho camminato dinanzi a te in veracità e con cuore completo, e ho fatto ciò che era bene ai tuoi occhi”. Ed Ezechia piangeva a dirotto. 4 E avvenne che Isaia stesso non era ancora uscito nel cortile di mezzo quando la parola stessa di Geova gli fu indirizzata, dicendo: 5 “Torna, e devi dire a Ezechia condottiero del mio popolo: ‘Questo è ciò che ha detto Geova l’Iddio di Davide tuo antenato: “Ho udito la tua preghiera. Ho visto le tue lacrime. Ecco, ti sano. Il terzo giorno salirai alla casa di Geova. 6 E certamente aggiungerò quindici anni ai tuoi giorni, e dalla palma della mano del re d’Assiria libererò te e questa città, e certamente difenderò questa città per amore di me stesso e per amore di Davide mio servitore”’”.
par. 9 (Sal. 103:3) Lui che perdona tutto il tuo errore, Che sana tutte le tue malattie,
par. 10 (Atti 14:8-10) Ora a Listra stava a sedere un uomo inabile ai piedi, zoppo dal seno di sua madre, e non aveva mai camminato. 9 Quest’uomo ascoltava parlare Paolo, che, guardando attentamente e vedendo che aveva fede per essere sanato, 10 disse ad alta voce: “Alzati dritto sui tuoi piedi”. Ed egli saltò su e camminava.
par. 10 (Atti 28:8) Ma accadde che il padre di Publio giaceva afflitto da febbre e dissenteria, e Paolo entrò da lui e pregò, pose le mani su di lui e lo sanò.
par. 10 (Atti 20:3-5) E quando vi ebbe trascorso tre mesi, essendo stato ordito un complotto contro di lui dai giudei mentre stava per salpare per la Siria, decise di tornare attraverso la Macedonia. 4 Lo accompagnavano Sopatro figlio di Pirro di Berea, Aristarco e Secondo dei tessalonicesi, e Gaio di Derbe, e Timoteo, e dal [distretto del]l’Asia Tichico e Trofimo. 5 Questi andarono avanti e ci aspettavano a Troas;
par. 10 (Atti 20:22) Ed ora, ecco, legato nello spirito, sono in viaggio verso Gerusalemme, benché non sappia quali cose mi accadranno là,
par. 10 (Atti 21:29) Poiché precedentemente avevano visto Trofimo l’efesino in città con lui, e immaginavano che Paolo l’avesse condotto nel tempio.
par. 10 (2 Tim. 4:20) Erasto è restato a Corinto, ma ho lasciato malato Trofimo a Mileto.
par. 10 (Filip. 2:25-27) Comunque, considero necessario mandarvi Epafrodito, mio fratello e compagno d’opera e commilitone, ma vostro inviato e servitore personale per il mio bisogno, 26 dato che ha ardente desiderio di vedervi tutti ed è depresso perché avete udito che si era ammalato. 27 Sì, in realtà, si ammalò e fu vicino alla morte; ma Dio ebbe misericordia di lui, e non solo di lui, ma anche di me, perché non avessi dolore su dolore.
par. 10 (Filip. 2:30) perché a causa dell’opera del Signore fu molto vicino alla morte, esponendo la sua anima al pericolo, per supplire pienamente al vostro non esser qui per rendermi servizio personale.
par. 11 (Col. 4:14) Vi manda i suoi saluti Luca, il diletto medico, e Dema.
par. 11 (Atti 16:10-12) Ora appena ebbe visto la visione, cercammo di andare in Macedonia, traendo la conclusione che Dio ci aveva chiamati a dichiarare loro la buona notizia. 11 Perciò salpammo da Troas e giungemmo con rotta diretta a Samotracia, ma il giorno seguente a Neapoli, 12 e di là a Filippi, una colonia, che è la principale città del distretto della Macedonia. Rimanemmo in questa città, trascorrendovi alcuni giorni.
par. 11 (Atti 20:5, 6) Questi andarono avanti e ci aspettavano a Troas; 6 ma noi salpammo da Filippi dopo i giorni dei pani non fermentati, e giungemmo da loro a Troas in cinque giorni; e vi trascorremmo sette giorni.
par. 11 (Gal. 4:13) Ma sapete che la prima volta vi dichiarai la buona notizia per una malattia della mia carne.
par. 11 (Luca 5:31) Rispondendo, Gesù disse loro: “I sani non hanno bisogno del medico, ma quelli che stanno male sì.
par. 13 (1 Tim. 5:23) Non bere più acqua, ma usa un po’ di vino a causa del tuo stomaco e dei tuoi frequenti casi di malattia.
par. 13 (Prov. 27:12) L’accorto che ha visto la calamità si è nascosto; gli inesperti che son passati oltre hanno subìto la pena.
(Prov. 14:15) Chiunque è inesperto ripone fede in ogni parola, ma l’accorto considera i suoi passi.
par. 14 (Prov. 14:15) Chiunque è inesperto ripone fede in ogni parola, ma l’accorto considera i suoi passi.
par. 15 (Deut. 17:6) Per bocca di due testimoni o di tre testimoni il morituro dev’essere messo a morte. Non sarà messo a morte per bocca di un solo testimone.
par. 16 (Tito 2:12) insegnandoci a ripudiare l’empietà e i desideri mondani e a vivere con sanità di mente e giustizia e santa devozione in questo presente sistema di cose,
par. 16 (Prov. 22:29) Hai guardato un uomo abile nel suo lavoro? Si porrà davanti ai re; non si porrà davanti a uomini comuni.
par. 16 (Isa. 1:13) Smettete di portare offerte di cereali senza valore. L’incenso: è per me qualcosa di detestabile. La luna nuova e il sabato, il convocare un congresso: non posso sopportare [l’uso del] potere magico insieme all’assemblea solenne.
par. 16 (Deut. 18:10-12) Non si deve trovare in te alcuno che faccia passare suo figlio o sua figlia attraverso il fuoco, alcuno che usi la divinazione, né praticante di magia né alcuno che cerchi presagi né stregone, 11 né chi leghi altri con una malia né alcuno che consulti un medium spiritico né chi per mestiere predìca gli avvenimenti né alcuno che interroghi i morti. 12 Poiché chiunque fa queste cose è detestabile a Geova, e a causa di queste cose detestabili Geova tuo Dio li caccia d’innanzi a te.
par. 17 (Atti 15:29) che vi asteniate dalle cose sacrificate agli idoli e dal sangue e da ciò che è strangolato e dalla fornicazione. Se vi asterrete attentamente da queste cose, prospererete. State sani!”
par. 18 (Riv. 22:1, 2) Ed egli mi mostrò un fiume d’acqua di vita, chiaro come cristallo, che usciva dal trono di Dio e dell’Agnello 2 in mezzo alla sua ampia via. E al di qua e al di là del fiume [c’erano] alberi di vita che producevano dodici raccolti di frutta, dando i loro frutti ogni mese. E le foglie degli alberi [erano] per la guarigione delle nazioni.
par. 18 (Isa. 35:5, 6) In quel tempo gli occhi dei ciechi saranno aperti, e i medesimi orecchi dei sordi saranno sturati. 6 In quel tempo lo zoppo salterà proprio come fa il cervo, e la lingua del muto griderà di gioia. Poiché nel deserto saranno sgorgate le acque, e torrenti nella pianura desertica.
par. 19 (Sal. 41:12) In quanto a me, a motivo della mia integrità mi hai sostenuto, E mi porrai dinanzi alla tua faccia a tempo indefinito.

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Tutte le favole di Esopo con lezioni e morale

Tutte le favole di Esopo con lezioni e morale - 393 favole Autore: Esopo


INDICE DI TUTTE LE FAVOLE:
01. Aquila, Raven e il pastore.
02. L'Aquila, la lepre e lo scarabeo.
03. taglio ala dell'Aquila e la volpe.
04. L'Aquila e la volpe.
05. L'Aquila e la freccia.
06. L'Aquila e i Galli.
07. le volpi sulle rive del fiume Meandro.
08. la volpe che è stata riempita il suo grembo.
09. la volpe e il biancospino
10. la volpe e il taglialegna.
11. la volpe e il serpente.
12. la volpe e i grappoli di uva.
13. la volpe e il coccodrillo.
14. la volpe e la Pantera.
15. la volpe e la scimmia incoronato re
16. la volpe e il cane.
17. la volpe e la scimmia discusso circa la sua nobiltà.
18. la volpe e il caprone nel pozzo.
19. la volpe con la coda tagliata.
20. la volpe che non aveva mai visto un leone.
21. la volpe e la maschera vuota.
22. la volpe e il labrador maschio.
23. la volpe e il granchio di mare.
24. la volpe e il corvo affamato.
25. la volpe e il corvo grida.
26. le vol…

10 più famosi templi greci

La più importante e diffusa costruzione tipo nell'antica Grecia era il tempio. I primi templi di pietra è apparso qualche volta durante l'inizio del VI secolo A.C. e cominciarono ad apparire in gran numero nel prossimo secolo. Lo scopo di un tempio greco era solito per ospitare una statua di culto o emblema. Religione non ha bisogno di persone raccogliere all'interno del tempio al culto, e loro templi furono principalmente monumenti agli dèi. La caratteristica più riconoscibile del tempio greco sono le colonne massicce. I greci usati tre tipi di colonne: il dorico, ionico e corinzio ordine.
Una panoramica dei più famosi templi greci trovati intorno al Mediterraneo.
10. tempio di Olympian Zeus
Flickr /caribb
Anche se solo alcune colonne rimangono del tempio di Zeus di Olimpia ad Atene non ci vuole molta immaginazione per capire che questo era un gigantesco tempio. La costruzione iniziò nel VI secolo A.C. durante il dominio dei tiranni ateniesi, che prevedeva la…

Chi erano gli Unni | Origine e storia.

Definizione: Chi eranogli Unni di Joshua J. Mark

Gli Unni erano una tribù nomade di cui l'origine è sconosciuta, ma, molto probabilmente, sono venuti da "da qualche parte tra il bordo orientale dei monti Altai" e il Mar Caspio, all'incirca moderno Kazakhstan (Kelly, 45). In primo luogo sono menzionati nelle fonti romane dallo storico Tacito nel 91 D.C. come vivente nella regione intorno al Mar Caspio e, in questo momento, non vengono citati come più di una minaccia a Roma rispetto a qualsiasi altra tribù barbariche. Nel tempo, questo avrebbe cambiato come Unni divennero uno dei principali contributori alla caduta dell'Impero romano, come loro invasioni delle regioni dell'Impero, che erano particolarmente brutale, incoraggiarono quello che è conosciuto come la grande migrazione (noto anche come il "vagare delle Nazioni) tra circa 376-476 CE. Questa migrazione di popoli, come l'Alani, Goti e Vandali, interrotto lo status quo della societ…