Passa ai contenuti principali

ESTER 1-5 | Tesori della Parola di Dio: settimana del 29 febbraio – 6 marzo

ESTER 1-5 | TESORI DELLA PAROLA DI DIO: SETTIMANA DEL 29 FEBBRAIO – 6 MARZO

VITA CRISTIANA E MINISTERO – TESTI BIBLICI E I RIFERIMENTI:
LEGGERE E ASCOLTARE LA BIBBIA ONLINE PRESSO JW.ORG:



TESORI DELLA PAROLA DI DIO | ESTER 1-5


“ESTER RISCHIÒ LA VITA PER IL POPOLO DI DIO”: (10 MIN)


Ester mostrò fede e coraggio straordinari nel difendere il popolo di Dio

• Chi si presentava al cospetto del re senza essere stato convocato poteva andare incontro alla morte. Erano 30 giorni che Ester non veniva convocata dal re
• Il re Assuero, che si pensa fosse Serse I, aveva un temperamento violento. In un’occasione ordinò che un uomo fosse tagliato in due e che il corpo fosse esposto come monito. Inoltre destituì la regina Vasti quando gli disubbidì
• Ester dovette rivelare che era ebrea e convincere il re che un suo fidato consigliere lo aveva ingannato

[Far vedere il video Introduzione a Ester.]


Est 3:5-9 — Aman cercò di annientare il popolo di Dio (ia 131 parr. 18-19)


Ester 3:5-9 Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti
5 Ora Aman vedeva che Mardocheo non si inchinava e non si prostrava davanti a lui, e Aman fu pieno di furore. 6 Ma era spregevole ai suoi occhi mettere la mano solo su Mardocheo, poiché gli avevano riferito del popolo di Mardocheo; e Aman cercava di annientare tutti i giudei che erano in tutto il regno di Assuero, il popolo di Mardocheo.
7 Il primo mese, cioè il mese di nisan, nel dodicesimo anno del re Assuero, qualcuno gettò il Pur, cioè la Sorte, davanti ad Aman, di giorno in giorno e di mese in mese, [fino al] dodicesimo, cioè il mese di adar. 8 E Aman diceva al re Assuero: “C’è un certo popolo disperso e separato fra i popoli di tutti i distretti giurisdizionali del tuo regno; e le loro leggi sono diverse da quelle di tutti gli altri popoli, e non eseguono le leggi del re stesso, e non conviene che il re li lasci fare. 9 Se al re in effetti sembra bene, si scriva che siano distrutti; e io pagherò diecimila talenti d’argento nelle mani di quelli che fanno il lavoro portando[li] nel tesoro del re”.
Rischiò la vita per il popolo di Dio
18. (a) Perché Mardocheo si sarà rifiutato di inchinarsi ad Aman? (Vedi anche la nota in calce.) (b) In che modo uomini e donne devote si ispirano a Mardocheo?
18 Un uomo di nome Aman era assurto a una posizione di prestigio alla corte di Assuero. Il re lo aveva nominato primo ministro, facendo di lui il suo principale consigliere e la seconda personalità dell’impero. Aveva stabilito addirittura che in presenza di quel funzionario chiunque dovesse inginocchiarsi (Est. 3:1-4). Per Mardocheo questo decreto rappresentava un problema. Sentiva di dover ubbidire al re senza però compromettere il rispetto che doveva a Dio. Bisogna ricordare che Aman era un agaghita, evidentemente un discendente di Agag, il re amalechita che era stato giustiziato dal profeta Samuele (1 Sam. 15:33). Gli amalechiti erano talmente malvagi da essersi inimicati con Geova e Israele. Sul popolo amalechita pesava ancora la condanna di Dio (Deut. 25:19). Un ebreo fedele non si sarebbe certo inchinato davanti a un amalechita, e infatti Mardocheo non lo fece. Tuttora uomini e donne devote rischiano la vita per attenersi a questa regola di comportamento: “Dobbiamo ubbidire a Dio come governante anziché agli uomini” (Atti 5:29).
19. Quali erano le intenzioni di Aman, e come riuscì a convincere il re?
19 Aman era fuori di sé. Ma non si accontentava di trovare un espediente per uccidere Mardocheo. Voleva sterminare tutta la sua gente. Aman riuscì a convincere il re presentando gli ebrei sotto una luce estremamente sfavorevole. Senza neppure menzionarli, lasciò intendere che erano un popolo insulso, “disperso e separato fra i popoli”. Per rincarare la dose disse che non rispettavano le leggi del re, facendoli passare per pericolosi sovversivi. Si offrì di versare nelle casse del re un’enorme somma di denaro per coprire le spese del massacro degli ebrei nell’impero. Assuero gli diede l’anello reale per porre il sigillo su qualunque ordine intendesse emanare (Est. 3:5-10).

Est 4:11–5:2 — La fede di Ester era più forte della sua paura di morire (ia 125 par. 2; 134 parr. 24-26)


Ester 4:11-5:2 Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti
11 “Tutti i servitori del re e il popolo dei distretti giurisdizionali del re sono consapevoli che, riguardo a ogni uomo o donna che entri dal re nel cortile interno senza essere chiamato, la sua unica legge è di far[lo] mettere a morte; solo nel caso che il re stenda verso di lui lo scettro d’oro, allora certamente rimarrà in vita. In quanto a me, non sono stata chiamata per entrare dal re già da trenta giorni”.
12 E riferivano a Mardocheo le parole di Ester. 13 Quindi Mardocheo disse di rispondere a Ester: “Non immaginare nella tua propria anima che la casa del re scamperà più di tutti gli altri giudei. 14 Poiché se in questo tempo taci del tutto, sollievo e liberazione stessi si leveranno per i giudei da un altro luogo; ma in quanto a te e alla casa di tuo padre, perirete. E chi sa se è per un tempo come questo che sei pervenuta alla dignità regale?”
15 Ester disse pertanto di rispondere a Mardocheo: 16 “Va, aduna tutti i giudei che si trovano a Susa e digiunate a mio favore e non mangiate né bevete per tre giorni, notte e giorno. Anch’io, con le mie giovani, similmente digiunerò e dopo ciò entrerò dal re, il che non è secondo la legge; e nel caso che io debba perire, dovrò perire”. 17 A ciò Mardocheo se ne andò e faceva secondo tutto ciò che Ester gli aveva imposto come comando.
5 E avvenne il terzo giorno che Ester si vestiva in maniera regale, dopo di che stette nel cortile interno della casa del re, di fronte alla casa del re, mentre il re sedeva sul suo trono reale, nella casa reale, di fronte all’ingresso della casa. 2 E avvenne che, appena il re vide Ester la regina stare in piedi nel cortile, essa ottenne favore ai suoi occhi, così che il re stese verso Ester lo scettro d’oro che era nella sua mano. Ester ora si avvicinò e toccò la punta dello scettro.
Rischiò la vita per il popolo di Dio
2 E che marito! Assuero non è certo l’uomo che una fedele ragazza ebrea vorrebbe sposare. Non si ispira a uomini come Abraamo, il quale aveva seguito umilmente il suggerimento di Dio di ascoltare la moglie Sara (Gen. 21:12). Il re sa poco o niente del Dio di Ester, Geova, e della Sua Legge. Ma conosce la legge persiana, inclusa una norma che proibisce proprio quello che Ester si accinge a fare. Di cosa si tratta? Chiunque si presenti al cospetto del re senza essere stato convocato è punibile con la morte. Ester non è stata convocata, eppure sta andando da Assuero. Man mano che si avvicina al cortile interno, dove sarà visibile dal trono, forse ha la sensazione di andare incontro alla morte. (Leggi Ester 4:11; 5:1.)
Rischiò la vita per il popolo di Dio
24. In che modo Ester dimostrò fede e coraggio?
24 Ora tutto dipendeva da Ester. La regina disse a Mardocheo di chiedere agli altri ebrei di osservare insieme a lei un digiuno di tre giorni, e concluse il messaggio con un’affermazione che ancora oggi spicca per fede e coraggio: “Nel caso che io debba perire, dovrò perire” (Est. 4:15-17). Le preghiere di quei tre giorni devono essere state le più intense della sua vita. Poi arrivò il momento tanto atteso. Indossò gli abiti più splendidi che aveva per catturare l’attenzione del re e si incamminò.
25. Descrivete la sequenza di eventi che portano Ester all’incontro col marito.
25 Ritorniamo alla scena introduttiva: Ester è in cammino verso la sala del trono. Chissà quanti pensieri ha per la testa e con quanta intensità sta pregando! Entra nel cortile, da dove può scorgere Assuero. Forse cerca di leggere l’espressione su quel volto incorniciato dai riccioli simmetrici e dalla barba squadrata. Se deve aspettare, dovrà sembrarle un’eternità. Ma passa anche quella: il marito si accorge di lei. È senz’altro sorpreso di vederla, ma la sua espressione si addolcisce e. . . stende il suo scettro d’oro (Est. 5:1, 2).
26. Perché i veri cristiani hanno bisogno dello stesso coraggio di Ester, e perché il suo intervento non era che l’inizio?
26 Ester è riuscita a ottenere udienza. Ha deciso di prendere le parti del suo Dio e del suo popolo, lasciando uno splendido esempio di fede a tutti i servitori di Dio dopo di lei. Per i veri cristiani esempi del genere sono preziosi. Gesù disse che i suoi seguaci si sarebbero distinti per il loro amore altruistico. (Leggi Giovanni 13:34, 35.) Come nel caso di Ester, spesso per manifestare quest’amore occorre coraggio. Quel giorno Ester ha rischiato la vita per il popolo di Dio, ma non era che l’inizio. Come avrebbe fatto a convincere il re che il suo diletto consigliere Aman era un perfido cospiratore? Cosa poteva fare per salvare il suo popolo? Il prossimo capitolo ci darà la risposta.

SCAVIAMO PER TROVARE GEMME SPIRITUALI: (8 MIN)


Est 2:15 — In che modo Ester mostrò modestia e padronanza di sé? (w06 1/3 9 par. 7)


Ester 2:15 Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti
15 E quando arrivò per Ester figlia di Abiail zio di Mardocheo, che egli aveva preso come sua figlia, il turno di entrare dal re, essa non chiese nulla eccetto ciò che Egai, eunuco del re, guardiano delle donne, menzionava (intanto Ester otteneva di continuo favore agli occhi di tutti quelli che la vedevano).
Punti notevoli del libro di Ester
2:15. Ester mostrò modestia e padronanza di sé non chiedendo più gioielli o abiti migliori di quelli che le erano stati provveduti da Egai. Fu grazie alla “persona segreta del cuore nella veste incorruttibile dello spirito quieto e mite” che Ester si guadagnò il favore del re. — 1 Pietro 3:4.

Est 3:2-4 — Perché Mardocheo si sarà rifiutato di inchinarsi ad Aman? (ia 131 par. 18)


Ester 3:2-4 Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti
2 E tutti i servitori del re che erano alla porta del re si inchinavano e si prostravano davanti ad Aman, poiché così il re aveva comandato riguardo a lui. Ma in quanto a Mardocheo, non si inchinava né si prostrava. 3 E i servitori del re che erano alla porta del re dicevano a Mardocheo: “Perché trasgredisci il comandamento del re?” 4 E avvenne che, siccome di giorno in giorno gli parlavano, ed egli non li ascoltava, allora lo fecero sapere ad Aman per vedere se i fatti di Mardocheo persistessero; poiché egli aveva dichiarato loro che era giudeo.
Rischiò la vita per il popolo di Dio
18. (a) Perché Mardocheo si sarà rifiutato di inchinarsi ad Aman? (Vedi anche la nota in calce.) (b) In che modo uomini e donne devote si ispirano a Mardocheo?
18 Un uomo di nome Aman era assurto a una posizione di prestigio alla corte di Assuero. Il re lo aveva nominato primo ministro, facendo di lui il suo principale consigliere e la seconda personalità dell’impero. Aveva stabilito addirittura che in presenza di quel funzionario chiunque dovesse inginocchiarsi (Est. 3:1-4). Per Mardocheo questo decreto rappresentava un problema. Sentiva di dover ubbidire al re senza però compromettere il rispetto che doveva a Dio. Bisogna ricordare che Aman era un agaghita, evidentemente un discendente di Agag, il re amalechita che era stato giustiziato dal profeta Samuele (1 Sam. 15:33). Gli amalechiti erano talmente malvagi da essersi inimicati con Geova e Israele. Sul popolo amalechita pesava ancora la condanna di Dio (Deut. 25:19). Un ebreo fedele non si sarebbe certo inchinato davanti a un amalechita, e infatti Mardocheo non lo fece. Tuttora uomini e donne devote rischiano la vita per attenersi a questa regola di comportamento: “Dobbiamo ubbidire a Dio come governante anziché agli uomini” (Atti 5:29).

Cosa impariamo su Geova dalla lettura biblica di questa settimana?


Quali punti della lettura biblica di questa settimana possiamo usare nel ministero di campo?


ESTER 1-5 | SUGGERIMENTI PER I VOSTRI COMMENTI PERSONALI

(ESTER 1:1)
“Ora avvenne ai giorni di Assuero, cioè l’Assuero che regnava dall’India all’Etiopia, [su] centoventisette distretti giurisdizionali,”

it-1 p. 234 Assuero
3. L’Assuero del libro di Ester si ritiene fosse Serse I, figlio del persiano Dario il Grande (figlio di Istaspe). Assuero (Serse I) regnava su 127 distretti giurisdizionali, dall’India all’Etiopia. Durante gran parte del suo regno la città di Susa (Susan) fu la sua capitale. — Est 1:1, 2.

it-1 p. 635 Cus
Il re persiano Cambise II (529-522 a.E.V.) conquistò l’Egitto ai giorni del faraone Psammetico III, aprendo così la via alla dominazione persiana dell’Etiopia; si poté quindi dire che Assuero (Serse I) regnava “dall’India all’Etiopia [Cus]”. (Est 1:1; 8:9) A conferma di ciò, in un’iscrizione Serse afferma: “Questi sono i paesi — oltre alla Persia — sui quali io regno . . . l’India . . . (e) Cus”. — Ancient Near Eastern Texts, cit., p. 316.

it-1 p. 872 Ester, Libro di
La situazione storica. Il libro stesso colloca gli avvenimenti descritti all’epoca di Assuero, che regnava sull’impero persiano quando questo si estendeva dall’India all’Etiopia e includeva 127 province o distretti giurisdizionali. (Est 1:1) Questi particolari, oltre al fatto che Esdra lo incluse nel canone biblico, indicano che abbraccia il periodo del regno di uno dei seguenti tre re noti alla storia secolare: Dario I il Persiano, Serse I e Artaserse Longimano. Tuttavia sia Dario I che Artaserse Longimano sono noti per aver favorito gli ebrei prima del 12° anno dei rispettivi regni, mentre a quanto pare l’Assuero del libro di Ester non conosceva bene gli ebrei e la loro religione, né era incline a favorirli. Si ritiene quindi che l’Assuero del libro di Ester sia Serse I, figlio del re persiano Dario il Grande. La traduzione a cura del Pontificio Istituto Biblico di Roma e quella di Fulvio Nardoni hanno “Serse” invece di “Assuero” nel testo.

it-2 p. 17 India
INDIA
Non si sa con precisione quale zona fosse indicata dalla Bibbia col nome “India”. (Est 8:9) Gli studiosi sono generalmente del parere che si tratti della regione bagnata dall’Indo e dai suoi tributari, cioè la regione del Punjab e forse anche quella del Sind. La testimonianza di Erodoto (III, 88, 94; IV, 44) mostra che l’“India” divenne parte dell’impero persiano durante il regno di Dario I figlio di Istaspe (521-486 a.E.V.). All’epoca di Assuero (Serse I, figlio di Dario I) l’India costituiva ancora il limite orientale dell’impero. — Est 1:1.

it-2 p. 890 Satrapo
Ai giorni di Ester e Mardocheo i satrapi soprintendevano ai 127 distretti giurisdizionali sotto il re persiano Assuero. (Est 1:1) In qualità di rappresentanti ufficiali del re, essi dovevano rendere conto a lui e avevano libero accesso alla sua presenza. Quindi esercitavano notevole influenza e potere come autorità civili e politiche. Riscuotevano tasse e inviavano alla corte reale il tributo stabilito.

w88 15/3 p. 28 Media-Persia: la quarta grande potenza mondiale della storia biblica
Ester 1:1,

w88 15/3 p. 28 Media-Persia: la quarta grande potenza mondiale della storia biblica
A Dario successe il figlio Serse, a quanto pare l’“Assuero” del libro biblico di Ester. Qui viene detto che Assuero “regnava dall’India all’Etiopia, su centoventisette distretti giurisdizionali” e “sedeva sul suo trono reale, che era a Susa il castello”.

(ESTER 1:2)
“[che] in quei giorni, mentre il re Assuero sedeva sul suo trono reale, che era a Susa il castello,”

it-1 p. 183 Archeologia
A Susa (Susan), dove si svolsero gli avvenimenti descritti nel libro di Ester, archeologi francesi compirono scavi fra il 1880 e il 1890. (Est 1:2) Venne scoperto il palazzo reale di Serse, che occupava un’area di circa un ettaro, testimonianza dello splendore e del fasto dei re persiani. Le scoperte hanno confermato l’esattezza dei particolari menzionati dallo scrittore di Ester circa l’amministrazione del regno persiano e la costruzione del palazzo. Un libro (I. M. Price, The Monuments and the Old Testament, 1946, p. 408) osserva: “Non c’è avvenimento descritto nell’Antico Testamento il cui ambiente strutturale possa essere ricostruito dagli effettivi scavi in modo così vivido e accurato come ‘il Palazzo di Susa’”. — Vedi SUSA.

it-1 p. 234 Assuero
3. L’Assuero del libro di Ester si ritiene fosse Serse I, figlio del persiano Dario il Grande (figlio di Istaspe). Assuero (Serse I) regnava su 127 distretti giurisdizionali, dall’India all’Etiopia. Durante gran parte del suo regno la città di Susa (Susan) fu la sua capitale. — Est 1:1, 2.

it-1 p. 443 Castello
“Susa il castello”, circa 360 km a E di Babilonia, era una delle residenze del re di Persia. Neemia, prima di partire per Gerusalemme, vi prestò servizio come coppiere del re. (Ne 1:1) Qui fu ambientata una delle visioni di Daniele. (Da 8:2) Ma “Susa il castello” è più noto per gli avvenimenti del libro di Ester. (Est 1:2, 5; 3:15; 8:14) Pare che “Susa il castello” non fosse un edificio particolare, ma un complesso di edifici regali entro una zona fortificata. Ciò è avvalorato da certi particolari della narrazione. Vi si trovava la “casa delle donne”, dove le vergini vennero preparate per essere presentate ad Assuero. (Est 2:3, 8) Prima di essere elevato alla dignità di ministro, Mardocheo se ne stava ogni giorno “alla porta del re”, “a Susa il castello”. — Est 2:5, 21; 3:2-4; vedi SUSA.

w88 15/3 p. 28 Media-Persia: la quarta grande potenza mondiale della storia biblica
A Dario successe il figlio Serse, a quanto pare l’“Assuero” del libro biblico di Ester. Qui viene detto che Assuero “regnava dall’India all’Etiopia, su centoventisette distretti giurisdizionali” e “sedeva sul suo trono reale, che era a Susa il castello”. Là Assuero fece sua regina la bella e giovane Ester. (Ester 1:1, 2;

(ESTER 1:3)
“nel terzo anno del suo regno tenne un banchetto per tutti i suoi principi e i suoi servitori, le forze militari della Persia e della Media, i nobili e i principi dei distretti giurisdizionali davanti a sé,”

w06 1/3 p. 8 par. 5 Punti notevoli del libro di Ester
1:3-5: Il banchetto durò 180 giorni? Il testo non dice che il banchetto durasse così tanto ma che il re continuò a mostrare ai funzionari la ricchezza e la bellezza del suo glorioso regno per 180 giorni. Forse il re si servì di quel lungo periodo per ostentare la gloria del suo regno, fare impressione sui nobili e convincerli che era in grado di attuare i suoi piani. In tal caso, i versetti da 3 a 5 potrebbero riferirsi al banchetto di 7 giorni che ebbe luogo al termine dei 180 giorni.

it-1 p. 873 Ester, Libro di
La menzione di un banchetto durato 180 giorni nel terzo anno del regno di Assuero è considerata da alcuni un’esagerazione del libro di Ester. (Est 1:3, 4) Ma si pensa che una festa di tale durata possa essere stata tenuta per venire incontro ai numerosi funzionari delle molte province che a motivo delle loro mansioni non potevano essere presenti per tutto il tempo e tutti insieme. In effetti il versetto non dice che il banchetto sia durato per tutto quel tempo, ma che il re mostrò loro le ricchezze e la gloria del suo regno per 180 giorni. Un banchetto è menzionato al versetto 3 e al versetto 5 del primo capitolo. Può darsi che non si trattasse di due banchetti, ma che il banchetto di sette giorni tenuto per tutti nel castello alla fine della grande assemblea fosse lo stesso menzionato al versetto 3. — C. F. Keil e F. Delitzsch, Commentary on the Old Testament, 1973, vol. III, Ester, pp. 322-324.

w86 15/3 p. 24 Liberazione divina dal genocidio
Leggete Ester 1:1–2:23. Intorno al 484 a.E.V., il re persiano Assuero (Serse I) tiene un sontuoso banchetto.

w86 15/3 p. 24 Liberazione divina dal genocidio
1:3-5 — Perché si tennero questi festeggiamenti?
Secondo lo storico Erodoto, Serse in una occasione convocò un’adunanza per organizzare una campagna militare contro la Grecia. Forse si tratta della stessa riunione. Serse, probabilmente, ostentò la gloria e le ricchezze del suo regno per convincere i nobili di avere la capacità di condurre a termine la campagna di Grecia.

(ESTER 1:4)
“quando mostrò le ricchezze del suo glorioso regno e l’onore [e] la bellezza della sua grandezza per molti giorni, centottanta giorni.”

w06 1/3 p. 8 par. 5 Punti notevoli del libro di Ester
1:3-5: Il banchetto durò 180 giorni? Il testo non dice che il banchetto durasse così tanto ma che il re continuò a mostrare ai funzionari la ricchezza e la bellezza del suo glorioso regno per 180 giorni. Forse il re si servì di quel lungo periodo per ostentare la gloria del suo regno, fare impressione sui nobili e convincerli che era in grado di attuare i suoi piani. In tal caso, i versetti da 3 a 5 potrebbero riferirsi al banchetto di 7 giorni che ebbe luogo al termine dei 180 giorni.

it-1 p. 873 Ester, Libro di
La menzione di un banchetto durato 180 giorni nel terzo anno del regno di Assuero è considerata da alcuni un’esagerazione del libro di Ester. (Est 1:3, 4) Ma si pensa che una festa di tale durata possa essere stata tenuta per venire incontro ai numerosi funzionari delle molte province che a motivo delle loro mansioni non potevano essere presenti per tutto il tempo e tutti insieme. In effetti il versetto non dice che il banchetto sia durato per tutto quel tempo, ma che il re mostrò loro le ricchezze e la gloria del suo regno per 180 giorni. Un banchetto è menzionato al versetto 3 e al versetto 5 del primo capitolo. Può darsi che non si trattasse di due banchetti, ma che il banchetto di sette giorni tenuto per tutti nel castello alla fine della grande assemblea fosse lo stesso menzionato al versetto 3. — C. F. Keil e F. Delitzsch, Commentary on the Old Testament, 1973, vol. III, Ester, pp. 322-324.

w86 15/3 p. 24 Liberazione divina dal genocidio
Leggete Ester 1:1–2:23. Intorno al 484 a.E.V., il re persiano Assuero (Serse I) tiene un sontuoso banchetto.

w86 15/3 p. 24 Liberazione divina dal genocidio
1:3-5 — Perché si tennero questi festeggiamenti?
Secondo lo storico Erodoto, Serse in una occasione convocò un’adunanza per organizzare una campagna militare contro la Grecia. Forse si tratta della stessa riunione. Serse, probabilmente, ostentò la gloria e le ricchezze del suo regno per convincere i nobili di avere la capacità di condurre a termine la campagna di Grecia.

(ESTER 1:5)
“E quando questi giorni si compirono, il re tenne un banchetto di sette giorni per tutto il popolo che si trovava a Susa il castello, sia per il grande che per il piccolo, nel cortile del giardino del palazzo del re.”

w06 1/3 p. 8 par. 5 Punti notevoli del libro di Ester
1:3-5: Il banchetto durò 180 giorni? Il testo non dice che il banchetto durasse così tanto ma che il re continuò a mostrare ai funzionari la ricchezza e la bellezza del suo glorioso regno per 180 giorni. Forse il re si servì di quel lungo periodo per ostentare la gloria del suo regno, fare impressione sui nobili e convincerli che era in grado di attuare i suoi piani. In tal caso, i versetti da 3 a 5 potrebbero riferirsi al banchetto di 7 giorni che ebbe luogo al termine dei 180 giorni.

it-1 p. 873 Ester, Libro di
Un banchetto è menzionato al versetto 3 e al versetto 5 del primo capitolo. Può darsi che non si trattasse di due banchetti, ma che il banchetto di sette giorni tenuto per tutti nel castello alla fine della grande assemblea fosse lo stesso menzionato al versetto 3. — C. F. Keil e F. Delitzsch, Commentary on the Old Testament, 1973, vol. III, Ester, pp. 322-324.

(ESTER 1:6)
“C’erano lino, cotone fine e panno turchino tenuti stretti in funi di tessuto fine, e lana tinta di porpora rossiccia in anelli d’argento e colonne di marmo, divani d’oro e d’argento su un pavimento di porfido e marmo e madreperla e marmo nero.”

it-1 p. 592 Cotone
COTONE
Fibra tessile ricavata dalla pianta omonima. Il termine ebraico karpàs, che può significare sia cotone che lino fine, è simile al sanscrito karpasa e al greco kàrpasos. In Ester 1:6 molti traduttori moderni preferiscono tradurlo “cotone”. Qui il cotone è menzionato fra i materiali usati per addobbare il cortile del palazzo di Susa in occasione del banchetto che il re Assuero vi tenne per sette giorni. La coltivazione del cotone in Persia e in India risale ai tempi più remoti. Invece in Egitto e in Palestina pare fosse più largamente usato il lino, anche se è dimostrato che l’uso del cotone vi era già stato introdotto a partire dal I millennio a.E.V.
La pianta del cotone menzionata nella Bibbia si pensa sia quella classificata come Gossypium herbaceum. L’arbusto raggiunge un’altezza di circa 1,5 m, ha fiori gialli o a volte rosa e, dopo che questi si sono seccati, produce le capsule che racchiudono i semi di cotone. Quando sono mature, le capsule si aprono, lasciando uscire il soffice cotone. Una volta che questo è stato raccolto, si devono separare i semi dalla fibra, a mano o in una sgranatrice. Le fibre di cotone sono quindi pronte per la lavorazione finale e la tessitura. Secondo alcuni studiosi i “tessuti bianchi” degli egiziani che lavoravano al telaio menzionati in Isaia 19:9 erano probabilmente di cotone. — Vedi TESSUTO.

it-2 p. 609 Porfido
PORFIDO
Pietra solitamente di colore rosso scuro, violaceo e a volte verde, che contiene cristalli di feldspato di potassio. Insieme a marmo e perle, fu usato per pavimentare il palazzo del re Assuero a Susa, in Persia. — Est 1:6.

it-2 p. 1106 Tessuto
Non sappiamo se gli ebrei usavano il cotone. In Ester 1:6 si legge che il cotone era usato nel palazzo reale persiano a Susa. Il cotone era noto in India, probabilmente già dall’800 a.E.V., e lo storico Plinio dice che era usato in Egitto. Oggi è coltivato anche in Israele. È possibile però che gli ebrei acquistassero da mercanti di passaggio certi materiali che non venivano prodotti in Israele.

(ESTER 1:8)
“Riguardo al tempo di bere secondo la legge, non c’era nessuno che costringesse, poiché questo era il modo in cui il re aveva disposto per ogni uomo grande della sua casa, che si facesse a piacimento di ciascuno.”

w06 1/3 p. 9 par. 1 Punti notevoli del libro di Ester
1:8: In che senso ‘non c’era nessuno che costringesse riguardo al tempo di bere secondo la legge’? In questa occasione il re Assuero fece un’eccezione a quella che pare fosse l’usanza persiana di incitarsi gli uni gli altri a bere una certa quantità durante tali raduni. Secondo un’opera di consultazione, “potevano bere quanto volevano, tanto o poco”.

w86 15/3 p. 24 Liberazione divina dal genocidio
1:8 — Qual era la legge sul bere?
Sembra che a queste feste i persiani avessero l’usanza di incitarsi l’un l’altro a bere una determinata quantità di vino. In questa circostanza, tuttavia, il re fece un’eccezione. La Bibbia non dice se questo ebbe come effetto una maggiore o una minore moderazione nel bere.

(ESTER 1:10)
“Il settimo giorno, quando il cuore del re era allegro per il vino, egli disse a Meuman, a Bizta, ad Arbona, a Bigta e ad Abagta, a Zetar e a Carcas, i sette funzionari di corte che servivano la persona del re Assuero,”

it-1 p. 14 Abagta
ABAGTA
(Abàgta).
Nome di uno dei sette funzionari di corte che servivano il re persiano Assuero, marito dell’ebrea Ester, nel suo palazzo a Susa, allora capitale della Persia. — Est 1:10.
In quasi tutte le versioni italiane si legge che Abagta era uno dei sette “eunuchi”; una versione (PS) però dice che era uno dei sette “servitori personali” del re. Anche se nei paesi del Medio Oriente eunuchi spesso venivano usati come servitori fidati delle famiglie reali, il termine ebraico originale sarìs ha in primo luogo il significato di “funzionario di corte” e solo in secondo luogo si riferisce a un evirato. Dal momento che questi sette funzionari di corte erano servitori del re e a quanto pare non avevano l’incarico di guardiani delle donne (come Egai, l’eunuco del re menzionato in Ester 2:3), può darsi che non fossero eunuchi in senso fisico.

(ESTER 1:11)
“di condurre davanti al re Vasti la regina con l’ornamento reale sulla testa, per mostrare ai popoli e ai principi la sua bellezza; poiché era di bell’aspetto.”

it-2 p. 1180 Vasti
Il settimo giorno Assuero ordinò ai funzionari di corte di far entrare Vasti adorna del copricapo reale, affinché tutti potessero vedere la sua bellezza. (Sembra che normalmente la regina prendesse i pasti alla tavola del re, ma la storia non attesta che questo avvenisse anche nei grandi banchetti. Inoltre Vasti in quel tempo teneva un banchetto con le donne). Per qualche ragione non rivelata, Vasti rifiutò ostinatamente di presentarsi. Assuero si rivolse ai saggi che conoscevano la legge, e Memucan, un principe, sostenne che in tal modo Vasti non aveva fatto torto solo al re ma anche a tutti i principi e alla popolazione dei distretti giurisdizionali. Perché, egli disse, saputo ciò che la regina Vasti aveva fatto (notizia che si sarebbe prontamente diffusa nel castello) le principesse, col pretesto della sua azione, avrebbero agito anche loro in modo irrispettoso. (Est 1:1-22)

(ESTER 1:12)
“Ma la regina Vasti continuò a rifiutarsi di venire alla parola del re che era [comunicata] per mezzo dei funzionari di corte. A ciò il re si indignò grandemente e il suo medesimo furore divampò dentro di lui.”

w06 1/3 p. 9 par. 2 Punti notevoli del libro di Ester
1:10-12: Perché la regina Vasti continuò a rifiutarsi di andare dal re? Secondo alcuni studiosi, la regina si rifiutò di ubbidire perché preferì non umiliarsi davanti agli ospiti ubriachi del re. O forse questa regina, bella esteriormente, non era sottomessa. La Bibbia non dice il motivo, ma i saggi dell’epoca pensarono che fosse in discussione l’ubbidienza al marito e che il cattivo esempio di Vasti avrebbe influenzato tutte le mogli che erano nelle province della Persia.

(ESTER 1:14)
“e i più vicini a lui erano Carsena, Setar, Admata, Tarsis, Meres, Marsena, [e] Memucan, sette principi di Persia e di Media, che avevano accesso presso il re, [e] che sedevano primi nel regno):”

it-1 p. 64 Admata
ADMATA
(Admàta) [da un termine persiano che significa “invitto”].
Uno dei sette principi del regno di Persia e di Media che avevano libero accesso presso il re Assuero. Questi principi convennero sull’opportunità di condannare la regina Vasti; a quanto pare un simile comitato di sette consiglieri prestava regolarmente servizio presso i re persiani. — Est 1:14; Esd 7:14.

(ESTER 2:3)
“e nomini il re commissari in tutti i distretti giurisdizionali del suo regno, e radunino tutte le giovani, vergini, di bell’aspetto, a Susa il castello, nella casa delle donne sotto la cura di Egai, eunuco del re, guardiano delle donne; e siano fatti i loro massaggi.”

it-1 p. 14 Abagta
Dal momento che questi sette funzionari di corte erano servitori del re e a quanto pare non avevano l’incarico di guardiani delle donne (come Egai, l’eunuco del re menzionato in Ester 2:3), può darsi che non fossero eunuchi in senso fisico.

it-1 p. 443 Castello
“Susa il castello”, circa 360 km a E di Babilonia, era una delle residenze del re di Persia. Neemia, prima di partire per Gerusalemme, vi prestò servizio come coppiere del re. (Ne 1:1) Qui fu ambientata una delle visioni di Daniele. (Da 8:2) Ma “Susa il castello” è più noto per gli avvenimenti del libro di Ester. (Est 1:2, 5; 3:15; 8:14) Pare che “Susa il castello” non fosse un edificio particolare, ma un complesso di edifici regali entro una zona fortificata. Ciò è avvalorato da certi particolari della narrazione. Vi si trovava la “casa delle donne”, dove le vergini vennero preparate per essere presentate ad Assuero. (Est 2:3, 8) Prima di essere elevato alla dignità di ministro, Mardocheo se ne stava ogni giorno “alla porta del re”, “a Susa il castello”. — Est 2:5, 21; 3:2-4; vedi SUSA.

it-1 p. 881 Eunuco
EUNUCO
Il termine ebraico sarìs e quello greco eunoùchos, quando sono usati in senso letterale, si riferiscono a un uomo evirato. Tali erano a corte i servitori o custodi della regina, dell’harem e delle donne. (Est 2:3, 12-15; 4:4-6, 9) Per la loro fedeltà alla famiglia reale, gli eunuchi che avevano delle capacità spesso raggiungevano un grado elevato.

(ESTER 2:5)
“C’era a Susa il castello un certo uomo, un giudeo, e il suo nome era Mardocheo figlio di Iair figlio di Simei figlio di Chis, beniaminita,”

it-2 p. 212 Mardocheo
2. “Figlio di Iair figlio di Simei figlio di Chis, beniaminita” (Est 2:5), anziano cugino e tutore di Ester. (Est 2:7) Di lui e della parte importante che ebbe nell’amministrazione dell’impero persiano all’inizio del V secolo a.E.V. si parla unicamente nel libro biblico di Ester, scritto probabilmente dallo stesso Mardocheo.
Alcuni mettono in dubbio che il libro sia autentico o che Mardocheo sia stato un personaggio reale. La loro obiezione — che Mardocheo doveva avere almeno 120 anni e una bella cugina di 100 anni più giovane — si basa sulla tesi infondata che Ester 2:5, 6 indichi che Mardocheo fosse andato in esilio a Babilonia insieme al re Ieconia. Tuttavia questi versetti biblici non intendono fare la storia di Mardocheo, ma tracciarne la discendenza. Può darsi che Chis fosse il bisnonno di Mardocheo, o anche un antenato più lontano che “era stato portato in esilio”. Un’altra tesi, che concorda con il linguaggio biblico, è che Mardocheo, benché nato in esilio, fosse considerato incluso fra coloro che erano stati portati in esilio nel 617 a.E.V. nel senso che, non essendo ancora nato, era nei lombi dei suoi antenati. — Cfr. Eb 7:9, 10.

(ESTER 2:6)
“che era stato portato in esilio da Gerusalemme con la gente deportata, portata in esilio con Ieconia re di Giuda che Nabucodonosor re di Babilonia aveva portato in esilio.”

it-2 p. 212 Mardocheo
2. “Figlio di Iair figlio di Simei figlio di Chis, beniaminita” (Est 2:5), anziano cugino e tutore di Ester. (Est 2:7) Di lui e della parte importante che ebbe nell’amministrazione dell’impero persiano all’inizio del V secolo a.E.V. si parla unicamente nel libro biblico di Ester, scritto probabilmente dallo stesso Mardocheo.
Alcuni mettono in dubbio che il libro sia autentico o che Mardocheo sia stato un personaggio reale. La loro obiezione — che Mardocheo doveva avere almeno 120 anni e una bella cugina di 100 anni più giovane — si basa sulla tesi infondata che Ester 2:5, 6 indichi che Mardocheo fosse andato in esilio a Babilonia insieme al re Ieconia. Tuttavia questi versetti biblici non intendono fare la storia di Mardocheo, ma tracciarne la discendenza. Può darsi che Chis fosse il bisnonno di Mardocheo, o anche un antenato più lontano che “era stato portato in esilio”. Un’altra tesi, che concorda con il linguaggio biblico, è che Mardocheo, benché nato in esilio, fosse considerato incluso fra coloro che erano stati portati in esilio nel 617 a.E.V. nel senso che, non essendo ancora nato, era nei lombi dei suoi antenati. — Cfr. Eb 7:9, 10.

(ESTER 2:7)
“Ed egli divenne il tutore di Adassa, cioè Ester, figlia del fratello di suo padre, poiché essa non aveva né padre né madre; e la giovane era graziosa di forme e bella d’aspetto, e alla morte di suo padre e di sua madre Mardocheo la prese come propria figlia.”

w11 1/10 p. 19 Si schierò in difesa del popolo di Dio
A Mardocheo sarà capitato di soffermarsi a guardare Ester e di notare, con un misto di orgoglio e preoccupazione, che la giovane cugina era cresciuta e si era fatta molto bella. “La giovane era graziosa di forme e bella d’aspetto”, leggiamo. (Ester 2:7) La bellezza incanta, ma dev’essere accompagnata da saggezza e umiltà, altrimenti può far nascere vanità, orgoglio e altri tratti sgradevoli. (Proverbi 11:22) L’avete riscontrato anche voi? Nel caso di Ester, cosa sarebbe stata la bellezza: un vantaggio o uno svantaggio? Solo il tempo l’avrebbe detto.

it-1 p. 25 Abiail
5. Padre della regina Ester e discendente di Beniamino. Era zio di Mardocheo, cugino di Ester. (Est 2:5, 15; 9:29) Ester 2:7 indica che lui e la moglie morirono quando la figlia Ester era piuttosto giovane e quindi qualche tempo prima del suo matrimonio col re Assuero.

(ESTER 2:10)
“Ester non aveva parlato del suo popolo né dei suoi parenti, poiché Mardocheo stesso le aveva imposto il comando di non dichiararlo.”

w11 1/10 p. 20 Si schierò in difesa del popolo di Dio
Ad esempio si legge: “Ester non aveva parlato del suo popolo né dei suoi parenti, poiché Mardocheo stesso le aveva imposto il comando di non dichiararlo”. (Ester 2:10) Mardocheo le aveva ordinato di tacere le sue origini ebraiche; aveva senz’altro notato che fra i reali di Persia c’erano molti pregiudizi nei confronti del suo popolo. Come dev’essere stato contento di sapere che Ester, anche se non era più con lui, si dimostrava ancora saggia e ubbidiente!

(ESTER 2:14)
“La sera essa stessa entrava, e la mattina essa stessa tornava alla seconda casa delle donne sotto la cura di Saasgaz, eunuco del re, guardiano delle concubine. Non entrava più dal re a meno che il re non avesse provato diletto in lei e non fosse stata chiamata per nome.”

w06 1/3 p. 9 par. 3 Punti notevoli del libro di Ester
2:14-17: Ester ebbe rapporti sessuali immorali con il re? La risposta è no. Stando alla narrazione, le altre donne portate dal re tornavano la mattina nella seconda casa sotto la cura dell’eunuco del re, il “guardiano delle concubine”. Le donne che passavano la notte con il re diventavano in tal modo sue concubine o mogli secondarie. Ester, però, dopo essere stata dal re non fu portata nella casa delle concubine. Quando fu condotta davanti ad Assuero, “il re amava Ester più di tutte le altre donne, così che essa ottenne davanti a lui più favore e amorevole benignità di tutte le altre vergini”. (Ester 2:17) Come ottenne ‘il favore e l’amorevole benignità’ di Assuero? Nello stesso modo in cui si era conquistata il favore di altri. “La giovane piacque [agli occhi di Egai], tanto che ottenne amorevole benignità davanti a lui”. (Ester 2:8, 9) Egai le mostrò favore unicamente in base a quello che aveva osservato: l’aspetto e le buone qualità della ragazza. Infatti “Ester otteneva di continuo favore agli occhi di tutti quelli che la vedevano”. (Ester 2:15) In modo analogo il re fu colpito da ciò che vide in Ester e quindi se ne innamorò.

w91 1/1 p. 31 Domande dai lettori
Dopo aver descritto i trattamenti di bellezza, la Bibbia dice: “Quindi, in queste condizioni, la giovane stessa entrava dal re. . . . La sera essa stessa entrava, e la mattina essa stessa tornava alla seconda casa delle donne sotto la cura di Saasgaz, eunuco del re, guardiano delle concubine. Non entrava più dal re a meno che il re non avesse provato diletto in lei e non fosse stata chiamata per nome”. — Ester 2:13, 14.
Le Scritture dicono che Ester “fu condotta” alla “casa delle donne” per il lungo trattamento di bellezza prescritto: “Quindi Ester fu condotta dal re Assuero . . . E il re amava Ester più di tutte le altre donne, così che essa ottenne davanti a lui più favore e amorevole benignità di tutte le altre vergini. Ed egli le poneva sulla testa l’ornamento reale e la faceva regina invece di Vasti”. — Ester 2:8, 9, 16, 17.
Avete notato dal racconto biblico dove venivano condotte le donne dopo aver passato la notte col re? ‘Nella seconda casa delle donne, sotto la cura del guardiano delle concubine’. Perciò esse erano divenute concubine. Mardocheo, lo scrittore del libro biblico di Ester, era un ebreo, e fra il suo popolo in quel tempo una concubina aveva la stessa posizione sociale di una moglie secondaria. La legge divina prevedeva che un israelita potesse prendere come concubina, o moglie secondaria, una ragazza straniera catturata in guerra, la quale in questo modo acquistava diritti e protezione legale. (Deuteronomio 21:10-17; confronta Esodo 21:7-11). I figli nati da una tale legittima concubina erano legittimi e potevano ricevere un’eredità. I dodici figli di Giacobbe, progenitori delle dodici tribù d’Israele, nacquero dalle sue mogli e legittime concubine. — Genesi 30:3-13.
La procedura era che dopo essere state con il re di Persia, le vergini andassero alla casa delle concubine. Questo indica che divenivano sue mogli secondarie.
Che dire di Ester? La Bibbia non dice che essa dormì con il re e che in questo modo ottenne il suo favore. Non dice che fu condotta alla casa delle concubine, ma dice solo: “Quindi Ester fu condotta dal re Assuero nella sua casa reale . . . E il re amava Ester più di tutte le altre donne”. Ricordate che in precedenza, senza compromettere la propria virtù e verginità, essa aveva ottenuto “amorevole benignità” da parte di “Egai, guardiano delle donne”. Leggiamo anche: “Intanto Ester otteneva di continuo favore agli occhi di tutti quelli che la vedevano”. (Ester 2:8, 9, 15-17) Perciò Ester chiaramente colpì il re e ne guadagnò il rispetto, proprio come aveva guadagnato il rispetto di altri.
Come possiamo essere grati di avere a disposizione i fatti e la perspicacia che la Bibbia ci provvede! Anche se sono passati millenni da quegli avvenimenti, abbiamo dunque motivo di ritenere che Ester agì in maniera virtuosa e in armonia con i princìpi divini.

(ESTER 2:15)
“E quando arrivò per Ester figlia di Abiail zio di Mardocheo, che egli aveva preso come sua figlia, il turno di entrare dal re, essa non chiese nulla eccetto ciò che Egai, eunuco del re, guardiano delle donne, menzionava (intanto Ester otteneva di continuo favore agli occhi di tutti quelli che la vedevano).”

w06 1/3 p. 9 par. 7 Punti notevoli del libro di Ester
2:15. Ester mostrò modestia e padronanza di sé non chiedendo più gioielli o abiti migliori di quelli che le erano stati provveduti da Egai. Fu grazie alla “persona segreta del cuore nella veste incorruttibile dello spirito quieto e mite” che Ester si guadagnò il favore del re. — 1 Pietro 3:4.

(ESTER 2:16)
“Quindi Ester fu condotta dal re Assuero nella sua casa reale nel decimo mese, cioè nel mese di tebet, nel settimo anno del suo regno.”

w91 1/1 p. 31 Domande dai lettori
Dopo aver descritto i trattamenti di bellezza, la Bibbia dice: “Quindi, in queste condizioni, la giovane stessa entrava dal re. . . . La sera essa stessa entrava, e la mattina essa stessa tornava alla seconda casa delle donne sotto la cura di Saasgaz, eunuco del re, guardiano delle concubine. Non entrava più dal re a meno che il re non avesse provato diletto in lei e non fosse stata chiamata per nome”. — Ester 2:13, 14.
Le Scritture dicono che Ester “fu condotta” alla “casa delle donne” per il lungo trattamento di bellezza prescritto: “Quindi Ester fu condotta dal re Assuero . . . E il re amava Ester più di tutte le altre donne, così che essa ottenne davanti a lui più favore e amorevole benignità di tutte le altre vergini. Ed egli le poneva sulla testa l’ornamento reale e la faceva regina invece di Vasti”. — Ester 2:8, 9, 16, 17.
Avete notato dal racconto biblico dove venivano condotte le donne dopo aver passato la notte col re? ‘Nella seconda casa delle donne, sotto la cura del guardiano delle concubine’. Perciò esse erano divenute concubine. Mardocheo, lo scrittore del libro biblico di Ester, era un ebreo, e fra il suo popolo in quel tempo una concubina aveva la stessa posizione sociale di una moglie secondaria. La legge divina prevedeva che un israelita potesse prendere come concubina, o moglie secondaria, una ragazza straniera catturata in guerra, la quale in questo modo acquistava diritti e protezione legale. (Deuteronomio 21:10-17; confronta Esodo 21:7-11). I figli nati da una tale legittima concubina erano legittimi e potevano ricevere un’eredità. I dodici figli di Giacobbe, progenitori delle dodici tribù d’Israele, nacquero dalle sue mogli e legittime concubine. — Genesi 30:3-13.
La procedura era che dopo essere state con il re di Persia, le vergini andassero alla casa delle concubine. Questo indica che divenivano sue mogli secondarie.
Che dire di Ester? La Bibbia non dice che essa dormì con il re e che in questo modo ottenne il suo favore. Non dice che fu condotta alla casa delle concubine, ma dice solo: “Quindi Ester fu condotta dal re Assuero nella sua casa reale . . . E il re amava Ester più di tutte le altre donne”. Ricordate che in precedenza, senza compromettere la propria virtù e verginità, essa aveva ottenuto “amorevole benignità” da parte di “Egai, guardiano delle donne”. Leggiamo anche: “Intanto Ester otteneva di continuo favore agli occhi di tutti quelli che la vedevano”. (Ester 2:8, 9, 15-17) Perciò Ester chiaramente colpì il re e ne guadagnò il rispetto, proprio come aveva guadagnato il rispetto di altri.
Come possiamo essere grati di avere a disposizione i fatti e la perspicacia che la Bibbia ci provvede! Anche se sono passati millenni da quegli avvenimenti, abbiamo dunque motivo di ritenere che Ester agì in maniera virtuosa e in armonia con i princìpi divini.

(ESTER 2:17)
“E il re amava Ester più di tutte le altre donne, così che essa ottenne davanti a lui più favore e amorevole benignità di tutte le altre vergini. Ed egli le poneva sulla testa l’ornamento reale e la faceva regina invece di Vasti.”

w91 1/1 p. 31 Domande dai lettori
Dopo aver descritto i trattamenti di bellezza, la Bibbia dice: “Quindi, in queste condizioni, la giovane stessa entrava dal re. . . . La sera essa stessa entrava, e la mattina essa stessa tornava alla seconda casa delle donne sotto la cura di Saasgaz, eunuco del re, guardiano delle concubine. Non entrava più dal re a meno che il re non avesse provato diletto in lei e non fosse stata chiamata per nome”. — Ester 2:13, 14.
Le Scritture dicono che Ester “fu condotta” alla “casa delle donne” per il lungo trattamento di bellezza prescritto: “Quindi Ester fu condotta dal re Assuero . . . E il re amava Ester più di tutte le altre donne, così che essa ottenne davanti a lui più favore e amorevole benignità di tutte le altre vergini. Ed egli le poneva sulla testa l’ornamento reale e la faceva regina invece di Vasti”. — Ester 2:8, 9, 16, 17.
Avete notato dal racconto biblico dove venivano condotte le donne dopo aver passato la notte col re? ‘Nella seconda casa delle donne, sotto la cura del guardiano delle concubine’. Perciò esse erano divenute concubine. Mardocheo, lo scrittore del libro biblico di Ester, era un ebreo, e fra il suo popolo in quel tempo una concubina aveva la stessa posizione sociale di una moglie secondaria. La legge divina prevedeva che un israelita potesse prendere come concubina, o moglie secondaria, una ragazza straniera catturata in guerra, la quale in questo modo acquistava diritti e protezione legale. (Deuteronomio 21:10-17; confronta Esodo 21:7-11). I figli nati da una tale legittima concubina erano legittimi e potevano ricevere un’eredità. I dodici figli di Giacobbe, progenitori delle dodici tribù d’Israele, nacquero dalle sue mogli e legittime concubine. — Genesi 30:3-13.
La procedura era che dopo essere state con il re di Persia, le vergini andassero alla casa delle concubine. Questo indica che divenivano sue mogli secondarie.
Che dire di Ester? La Bibbia non dice che essa dormì con il re e che in questo modo ottenne il suo favore. Non dice che fu condotta alla casa delle concubine, ma dice solo: “Quindi Ester fu condotta dal re Assuero nella sua casa reale . . . E il re amava Ester più di tutte le altre donne”. Ricordate che in precedenza, senza compromettere la propria virtù e verginità, essa aveva ottenuto “amorevole benignità” da parte di “Egai, guardiano delle donne”. Leggiamo anche: “Intanto Ester otteneva di continuo favore agli occhi di tutti quelli che la vedevano”. (Ester 2:8, 9, 15-17) Perciò Ester chiaramente colpì il re e ne guadagnò il rispetto, proprio come aveva guadagnato il rispetto di altri.
Come possiamo essere grati di avere a disposizione i fatti e la perspicacia che la Bibbia ci provvede! Anche se sono passati millenni da quegli avvenimenti, abbiamo dunque motivo di ritenere che Ester agì in maniera virtuosa e in armonia con i princìpi divini.

(ESTER 2:18)
“E il re teneva un grande banchetto per tutti i suoi principi e i suoi servitori, il banchetto di Ester; e concesse un’amnistia per i distretti giurisdizionali, e dava regali secondo i mezzi del re.”

it-1 p. 117 Amnistia
AMNISTIA
In Ester 2:18 si legge che il monarca persiano Assuero, dopo aver fatto regina Ester, tenne un grande banchetto in suo onore e concesse “un’amnistia per i distretti giurisdizionali” del suo reame. La parola ebraica hanachàh usata qui ricorre una sola volta nelle Scritture. È tradotta in vari modi, come “liberazione” (LXX), “sgravio delle imposte” (un Targum e PIB), “riposo” (Vg) o “giorno di riposo” (CEI); alcuni commentatori avanzano l’ipotesi che questa amnistia includesse uno sgravio fiscale, un esonero dal servizio militare, una scarcerazione, o un insieme di queste cose. Un’altra parola ebraica (shemittàh) è usata in altri passi delle Scritture per descrivere una remissione dei debiti o una sospensione del lavoro. — De 15:1, 2, 9; 31:10; vedi ANNO SABATICO.
In quanto a una liberazione di prigionieri, si noti che durante il regno di Serse I, ritenuto l’Assuero del libro di Ester, ci furono delle rivolte. Un’iscrizione di Persepoli attribuita a Serse dice: “Dopo che divenni re, ci furono (alcune) di queste nazioni . . . che si ribellarono (ma) io abbattei [lett. uccisi] queste nazioni, . . . e diedi (nuovamente) loro la condizione (politica precedente)”. (Ancient Near Eastern Texts, a cura di J. B. Pritchard, 1974, p. 317) In seguito alla repressione di queste insurrezioni ci furono senz’altro prigionieri politici, e la festa per la regina Ester offrì forse ad Assuero l’occasione di cancellare le accuse contro di loro e concedere l’amnistia o scarcerazione. (Cfr. Mt 27:15). La precisa natura dell’amnistia rimane comunque incerta.

(ESTER 2:19)
“Or quando le vergini furono radunate una seconda volta, Mardocheo sedeva alla porta del re.”

w86 15/3 p. 24 Liberazione divina dal genocidio
2:19, 20 — Perché Mardocheo “sedeva alla porta del re”?
A quanto pare, Mardocheo era un funzionario del re Assuero. Coloro che avevano una posizione di autorità di solito sedevano alla porta, pronti a esaudire le richieste del re. Mardocheo ricopriva probabilmente una posizione di una certa importanza. Altrimenti Aman avrebbe potuto farlo destituire subito. Mardocheo ricopriva perciò un ruolo grazie al quale poté venire a conoscenza e sventare un complotto per assassinare il re.

(ESTER 2:21)
“In quei giorni, mentre Mardocheo sedeva alla porta del re, Bigtan e Teres, due funzionari di corte del re, guardiani della porta, si indignarono e cercavano di mettere la mano sul re Assuero.”

it-1 p. 975 Funzionario di corte
Bigtan e Teres, funzionari della corte medo-persiana, erano servitori stimati, incaricati pare di sorvegliare la porta dell’appartamento privato del re Assuero. (Est 2:21)

(ESTER 3:1)
“Dopo queste cose il re Assuero magnificò Aman figlio di Ammedata l’agaghita e lo esaltava e poneva il suo trono al di sopra di tutti gli altri principi che erano con lui.”

w11 1/10 p. 21 Si schierò in difesa del popolo di Dio
Aman forse era uno degli ultimi amalechiti ancora in vita, dato che “il rimanente di Amalec” era stato distrutto al tempo del re Ezechia. — 1 Cronache 4:43.

w11 1/10 p. 21 Si schierò in difesa del popolo di Dio
Un uomo di nome Aman raggiunse una posizione di preminenza alla corte di Assuero. Il re lo nominò primo ministro, facendone il suo principale consigliere e la seconda persona più potente dell’impero. Il re decretò perfino che alla sua vista tutti si inchinassero. (Ester 3:1-4) Quella legge costituiva un problema per Mardocheo che, pur ritenendo giusto ubbidire al re, non era disposto a mancare di rispetto a Dio. Aman era un “agaghita”. Questo significherebbe che era un discendente di Agag, il re amalechita che fu messo a morte da Samuele, profeta di Dio. (1 Samuele 15:33) Con la loro malvagità gli amalechiti si erano resi nemici di Geova e d’Israele, e avevano ricevuto la condanna divina. (Deuteronomio 25:19) Un ebreo fedele non poteva certo inchinarsi di fronte a un amalechita di stirpe reale. E infatti Mardocheo non lo fece. Ancora oggi, come nel passato, uomini e donne di fede rischiano la vita per seguire questo principio: “Dobbiamo ubbidire a Dio come governante anziché agli uomini”. — Atti 5:29.

it-1 p. 74 Agaghita
AGAGHITA
[di Agag].
Termine riferito ad Aman e a suo padre, Ammedata, in Ester 3:1, 10; 8:3, 5; 9:24. A quanto pare indica che erano discendenti di Agag e quindi amalechiti. Gli ebrei per tradizione hanno inteso così questa espressione e ritengono che Agag sia il monarca menzionato in 1 Samuele 15:8-33. Giuseppe Flavio afferma che Aman era “di discendenza amalechita”. (Antichità giudaiche, XI, 209 [vi, 5]) Mardocheo era discendente di Chis della tribù di Beniamino, per cui lui e Aman in un certo senso erano tradizionalmente nemici. — Est 2:5.

it-1 p. 104 Aman
AMAN
(Àman).
Figlio di Ammedata l’agaghita. Il titolo “agaghita” può indicare che Aman era un amalechita di stirpe reale. (Est 3:1; vedi AGAG n. 1; AGAGHITA). In effetti, se Aman era amalechita, ciò di per sé avrebbe spiegato la ragione di tanto odio verso gli ebrei, perché Geova aveva decretato il completo sterminio degli amalechiti. (Eso 17:14-16) Questo perché avevano manifestato di odiare Dio e il suo popolo, gli israeliti, prendendo l’iniziativa di attaccarli mentre erano in viaggio nel deserto. — Eso 17:8.
Aman era al servizio di Assuero (Serse I) re di Persia che regnò all’inizio del V secolo a.E.V. Aman era molto stimato e divenne primo ministro dell’impero persiano.

it-1 p. 104 Amalec
Gli amalechiti non sono più menzionati direttamente nella storia biblica o secolare. Tuttavia ‘Aman figlio dell’agaghita’ probabilmente era loro discendente, infatti “Agag” era il titolo o il nome di certi re amalechiti. (Est 3:1; Nu 24:7; 1Sa 15:8, 9)

(ESTER 3:2)
“E tutti i servitori del re che erano alla porta del re si inchinavano e si prostravano davanti ad Aman, poiché così il re aveva comandato riguardo a lui. Ma in quanto a Mardocheo, non si inchinava né si prostrava.”

w11 1/10 p. 21 Si schierò in difesa del popolo di Dio
Aman forse era uno degli ultimi amalechiti ancora in vita, dato che “il rimanente di Amalec” era stato distrutto al tempo del re Ezechia. — 1 Cronache 4:43.

w11 1/10 p. 21 Si schierò in difesa del popolo di Dio
Un uomo di nome Aman raggiunse una posizione di preminenza alla corte di Assuero. Il re lo nominò primo ministro, facendone il suo principale consigliere e la seconda persona più potente dell’impero. Il re decretò perfino che alla sua vista tutti si inchinassero. (Ester 3:1-4) Quella legge costituiva un problema per Mardocheo che, pur ritenendo giusto ubbidire al re, non era disposto a mancare di rispetto a Dio. Aman era un “agaghita”. Questo significherebbe che era un discendente di Agag, il re amalechita che fu messo a morte da Samuele, profeta di Dio. (1 Samuele 15:33) Con la loro malvagità gli amalechiti si erano resi nemici di Geova e d’Israele, e avevano ricevuto la condanna divina. (Deuteronomio 25:19) Un ebreo fedele non poteva certo inchinarsi di fronte a un amalechita di stirpe reale. E infatti Mardocheo non lo fece. Ancora oggi, come nel passato, uomini e donne di fede rischiano la vita per seguire questo principio: “Dobbiamo ubbidire a Dio come governante anziché agli uomini”. — Atti 5:29.

w06 1/3 p. 9 par. 4 Punti notevoli del libro di Ester
3:2; 5:9: Perché Mardocheo rifiutò di inchinarsi davanti ad Aman? Per gli israeliti non era sbagliato prostrarsi davanti a un’alta personalità in riconoscimento della sua posizione superiore. Ma nel caso di Aman non si trattava solo di questo. Aman era un agaghita, probabilmente un amalechita, e Geova aveva decretato lo sterminio di Amalec. (Deuteronomio 25:19) Per Mardocheo inchinarsi davanti ad Aman equivaleva a venire meno alla propria integrità nei confronti di Geova. Egli rifiutò nettamente, dicendo di essere ebreo. — Ester 3:3, 4.

it-2 p. 213 Mardocheo
Rifiuta di inchinarsi ad Aman. In seguito Aman l’agaghita fu nominato primo ministro da Assuero, il quale ordinò che tutti coloro che si trovavano alla porta del re dovevano prostrarsi davanti ad Aman, a motivo della sua posizione ora così elevata. Mardocheo rifiutò recisamente di farlo e addusse come ragione il fatto di essere ebreo. (Est 3:1-4) Che Mardocheo spiegasse così la sua azione dimostra che era dovuta alla sua relazione, quale ebreo dedicato, con Geova suo Dio. Egli si rendeva conto che prostrarsi davanti ad Aman implicava più che inchinarsi fino a terra davanti a un personaggio di rilievo, come alcuni israeliti avevano fatto in passato, riconoscendo semplicemente la superiorità di un regnante. (2Sa 14:4; 18:28; 1Re 1:16) Nel caso di Aman c’era una buona ragione perché Mardocheo non si inchinasse. Aman era probabilmente amalechita, e Geova aveva dichiarato di essere in guerra con Amalec “di generazione in generazione”. (Eso 17:16; vedi AMAN). Per Mardocheo era una questione di lealtà a Dio e non una questione politica.

w86 15/3 p. 24 Liberazione divina dal genocidio
Leggete 3:1–5:14. Assuero nomina primo ministro un amalechita di nome Aman. Mardocheo, però, ricordando che Geova aveva stabilito di ‘far guerra ad Amalec di generazione in generazione’, si rifiuta di prostrarsi davanti ad Aman. (Esodo 17:8-16) Come ritorsione, l’orgoglioso Aman convince il re a eliminare i giudei!

(ESTER 3:4)
“E avvenne che, siccome di giorno in giorno gli parlavano, ed egli non li ascoltava, allora lo fecero sapere ad Aman per vedere se i fatti di Mardocheo persistessero; poiché egli aveva dichiarato loro che era giudeo.”

w06 1/3 p. 10 par. 2 Punti notevoli del libro di Ester
3:4. In certe situazioni può essere il caso di non rivelare la propria identità, come fece Ester. Tuttavia, quando si tratta di prendere posizione su questioni importanti, come la sovranità di Geova e la nostra integrità, non dobbiamo aver paura di dire che siamo testimoni di Geova.

it-2 p. 213 Mardocheo
Rifiuta di inchinarsi ad Aman. In seguito Aman l’agaghita fu nominato primo ministro da Assuero, il quale ordinò che tutti coloro che si trovavano alla porta del re dovevano prostrarsi davanti ad Aman, a motivo della sua posizione ora così elevata. Mardocheo rifiutò recisamente di farlo e addusse come ragione il fatto di essere ebreo. (Est 3:1-4) Che Mardocheo spiegasse così la sua azione dimostra che era dovuta alla sua relazione, quale ebreo dedicato, con Geova suo Dio. Egli si rendeva conto che prostrarsi davanti ad Aman implicava più che inchinarsi fino a terra davanti a un personaggio di rilievo, come alcuni israeliti avevano fatto in passato, riconoscendo semplicemente la superiorità di un regnante. (2Sa 14:4; 18:28; 1Re 1:16) Nel caso di Aman c’era una buona ragione perché Mardocheo non si inchinasse. Aman era probabilmente amalechita, e Geova aveva dichiarato di essere in guerra con Amalec “di generazione in generazione”. (Eso 17:16; vedi AMAN). Per Mardocheo era una questione di lealtà a Dio e non una questione politica.

(ESTER 3:5)
“Ora Aman vedeva che Mardocheo non si inchinava e non si prostrava davanti a lui, e Aman fu pieno di furore.”

it-1 p. 244 Atteggiamenti e gesti
Benché fosse una cosa comune per gli ebrei inchinarsi dinanzi alle autorità in segno di rispetto, Mardocheo rifiutò di inchinarsi davanti ad Aman. Questo perché Aman, essendo agaghita, molto probabilmente era amalechita, e Geova aveva detto che avrebbe cancellato completamente il ricordo di Amalec di sotto i cieli e gli avrebbe fatto guerra di generazione in generazione. (Eso 17:14-16) L’atto di inchinarsi o prostrarsi sarebbe stato un segno di pace verso Aman, e Mardocheo rifiutò di compierlo perché così facendo avrebbe violato il comando di Dio. — Est 3:5.

(ESTER 3:7)
“Il primo mese, cioè il mese di nisan, nel dodicesimo anno del re Assuero, qualcuno gettò il Pur, cioè la Sorte, davanti ad Aman, di giorno in giorno e di mese in mese, [fino al] dodicesimo, cioè il mese di adar.”

it-1 p. 105 Aman
Aman aveva manifestato le caratteristiche degli amalechiti. Ovviamente adorava falsi dèi, e forse era ricorso agli astrologi per tirare a sorte il giorno propizio per lo sterminio degli ebrei. (Est 3:7; vedi SORTE).

it-1 p. 710 Divinazione
Per ordine del malvagio Aman “qualcuno [evidentemente un astrologo] gettò il Pur, cioè la Sorte, . . . di giorno in giorno e di mese in mese”, per determinare il momento più favorevole per sterminare il popolo di Geova. (Est 3:7-9) Un commento a questo versetto dice: “Nel ricorrere a questo metodo per accertare il giorno più propizio per mettere in atto il suo atroce piano, Aman si comportò come i re e i nobili persiani, che non iniziavano mai alcuna impresa senza consultare gli astrologi, e senza essere sicuri che il momento fosse propizio”. (Jamieson, Fausset e Brown, Commentary on the Whole Bible) Basandosi sulla divinazione Aman diede immediatamente il via al suo piano iniquo. Ma ancora una volta fu dimostrato che Geova poteva liberare il suo popolo, e Aman, che aveva confidato nella divinazione, fu appeso allo stesso palo che aveva preparato per Mardocheo. — Est 9:24, 25.

it-2 p. 683 Purim
Il nome deriva dall’azione di Aman che tirò a sorte, “gettò il Pur”, per determinare il giorno propizio per mettere in atto il complotto organizzato per sterminare gli ebrei. Essendo un agaghita, forse un amalechita di sangue reale, e adoratore di divinità pagane, Aman ricorse a ciò come a una forma di divinazione. (Est 3:7; vedi DIVINAZIONE; PUR; SORTE).

it-2 p. 683 Pur
PUR
Termine non ebraico che ricorre in Ester 3:7 e 9:24, 26; significa “sorte” (ebr. gohràl; vedi SORTE). Questa è la forma singolare; il plurale è “Purim”. (Est 9:26, 28-32) “Pur” viene messo in relazione con una parola accadica, puru, che significa “sorte”. Da “Pur” deriva il nome della festa ebraica di Purim. — Vedi PURIM.

w86 15/3 p. 24 Liberazione divina dal genocidio
3:7 — Cosa comportava gettare il Pur?
Sembra che “Pur” sia una parola persiana che significa “sorte”. Spesso le sorti venivano gettate dagli astrologi come forma di divinazione. Probabilmente questo fu fatto per consentire ad Aman di determinare il momento più propizio per attuare il suo progetto di genocidio.

(ESTER 3:8)
“E Aman diceva al re Assuero: “C’è un certo popolo disperso e separato fra i popoli di tutti i distretti giurisdizionali del tuo regno; e le loro leggi sono diverse da quelle di tutti gli altri popoli, e non eseguono le leggi del re stesso, e non conviene che il re li lasci fare.”

w11 1/10 p. 21 Si schierò in difesa del popolo di Dio
Parlando al re, Aman dipinse gli ebrei a tinte fosche. Senza fare direttamente il loro nome, lasciò intendere che erano un popolo insignificante, “disperso e separato fra i popoli”. Rincarando la dose, disse che non ubbidivano alle leggi del re e pertanto erano pericolosi ribelli.

w11 1/10 p. 21 Si schierò in difesa del popolo di Dio
Ester 3:5-10

(ESTER 3:9)
“Se al re in effetti sembra bene, si scriva che siano distrutti; e io pagherò diecimila talenti d’argento nelle mani di quelli che fanno il lavoro portando[li] nel tesoro del re”.”

w11 1/10 p. 21 Si schierò in difesa del popolo di Dio
Si offrì di donare alle casse del re un’immensa somma di denaro per coprire le spese del massacro di tutti gli ebrei dell’impero.

w11 1/10 p. 21 Si schierò in difesa del popolo di Dio
Ester 3:5-10

w11 1/10 p. 21 Si schierò in difesa del popolo di Dio
Aman offrì 10.000 talenti d’argento, corrispondenti a centinaia di milioni di euro attuali. Se Assuero e Serse I erano la stessa persona, quella somma potrebbe aver reso l’offerta di Aman particolarmente allettante. Serse aveva bisogno di ingenti fondi per muovere guerra contro i greci, una guerra che pianificava da lungo tempo ma che si sarebbe conclusa con una disfatta.

it-1 p. 104 Aman
Fece inoltre un’offerta di natura economica dicendo al re: “Si scriva che siano distrutti; e io pagherò diecimila talenti d’argento [ca. 102.600.000.000 di lire] nelle mani di quelli che fanno il lavoro portandoli nel tesoro del re”.

(ESTER 3:13)
“E si mandarono lettere per mezzo di corrieri a tutti i distretti giurisdizionali del re, per annientare, uccidere e distruggere tutti i giudei, sia giovane che vecchio, piccoli e donne, in uno stesso giorno, nel tredicesimo [giorno] del dodicesimo mese, cioè il mese di adar, e predare le loro spoglie.”

w11 1/10 pp. 21-22 Si schierò in difesa del popolo di Dio
Presto corrieri a cavallo raggiunsero ogni angolo del vasto impero, annunciando la condanna a morte degli ebrei. Tale proclama deve aver avuto un impatto tremendo anche sugli ebrei che erano tornati a Gerusalemme dall’esilio babilonese e che a fatica cercavano di ricostruire una città ancora priva di mura di difesa.

it-1 p. 579 Corriere
CORRIERE
Messaggero scelto fra le guardie del corpo del re per portare i decreti reali e altri comunicati urgenti del re fino alle più remote parti del suo regno. La velocità dei corrieri (ebr. ratsìm) era di primaria importanza. Tali messaggeri speciali esistevano fin dall’antichità. — 2Cr 30:6, 10; Ger 51:31.
Nell’impero persiano si usavano cavalli veloci e c’erano stazioni di posta per il cambio dei cavalli, dove corrieri e cavalli freschi aspettavano di dare il cambio agli altri per far proseguire i messaggi importanti. (Est 3:13-15; 8:10, 14)

it-1 p. 848 Esdra
Senz’altro era già in vita durante il regno di Assuero, all’epoca di Mardocheo ed Ester, quando fu emanato il decreto di sterminare gli ebrei in tutto l’impero persiano. Molti ebrei risiedevano in Babilonia, perciò quella crisi nazionale dovette lasciare in Esdra un’impressione indelebile, rafforzando in lui la fede che Geova aveva cura del suo popolo ed era in grado di liberarlo. Fu anche un addestramento che accrebbe la sua maturità di giudizio e lo rese idoneo per portare a termine l’enorme compito che gli fu poi affidato. — Est 1:1; 3:7, 12, 13; 8:9; 9:1.

(ESTER 3:15)
“I corrieri stessi uscirono, spinti ad affrettarsi a causa della parola del re, e la legge stessa fu emanata a Susa il castello. In quanto al re e ad Aman, si misero a sedere per bere; ma in quanto alla città di Susa, era in confusione.”

w11 1/10 p. 22 Si schierò in difesa del popolo di Dio
Nel frattempo Aman se ne stava col re a bere, indifferente al dolore che aveva causato agli ebrei e ai loro amici a Susa. — Ester 3:12–4:1.

(ESTER 4:1)
“E lo stesso Mardocheo venne a sapere tutto ciò che era stato fatto; e Mardocheo si strappava le vesti e si copriva di sacco e cenere e usciva in mezzo alla città e gridava con alto e amaro grido.”

w11 1/10 p. 22 Si schierò in difesa del popolo di Dio
Ester 3:12–4:1

w11 1/10 pp. 21-22 Si schierò in difesa del popolo di Dio
Tale proclama deve aver avuto un impatto tremendo anche sugli ebrei che erano tornati a Gerusalemme dall’esilio babilonese e che a fatica cercavano di ricostruire una città ancora priva di mura di difesa. Quando udì la terribile notizia, forse Mardocheo pensò a loro, così come ai suoi amici e parenti di Susa. Sconvolto, si strappò le vesti, si coprì di sacco, si mise cenere sulla testa e gridò per le strade della città.

(ESTER 4:3)
“E in tutti i diversi distretti giurisdizionali, dovunque giungevano la parola del re e la sua legge, c’era fra i giudei grande cordoglio e digiuno e pianto e lamento. Sacco e cenere stessi si stesero per molti come un giaciglio.”

it-1 p. 245 Atteggiamenti e gesti
Per esprimere dolore spesso ci si strappava le vesti (1Sa 4:12; Gb 2:12; vedi STRAPPARSI LE VESTI) e a volte ci si metteva cenere sul capo. (2Sa 13:19) Quando per ordine del re Assuero gli ebrei furono condannati allo sterminio per mano dei loro nemici, “sacco e cenere stessi si stesero per molti come un giaciglio”. (Est 4:3)

w86 15/3 p. 24 Liberazione divina dal genocidio
4:3 — Perché Mardocheo e i giudei digiunarono?
Poiché era prossima una calamità nazionale, era tempo di riflettere molto seriamente. (Ecclesiaste 3:4) Avevano urgente bisogno della guida divina. Il digiuno pertanto indicava che si volgevano a Geova per ricevere la forza e la sapienza necessarie. Quando dovete affrontare delle prove, vi rivolgete anche voi a Dio in preghiera? — Ebrei 5:7.

(ESTER 4:11)
““Tutti i servitori del re e il popolo dei distretti giurisdizionali del re sono consapevoli che, riguardo a ogni uomo o donna che entri dal re nel cortile interno senza essere chiamato, la sua unica legge è di far[lo] mettere a morte; solo nel caso che il re stenda verso di lui lo scettro d’oro, allora certamente rimarrà in vita. In quanto a me, non sono stata chiamata per entrare dal re già da trenta giorni”.”

w11 1/10 p. 23 Si schierò in difesa del popolo di Dio
Serse I era noto per il suo temperamento lunatico e violento. Lo storico greco Erodoto ce ne fornisce alcuni esempi parlando della guerra di Serse contro i greci. Il re aveva ordinato di costruire un ponte di barche sullo stretto dell’Ellesponto. Quando una tempesta distrusse il ponte, Serse ordinò che gli ingegneri fossero decapitati e che i suoi uomini “punissero” l’Ellesponto flagellandone le acque mentre veniva letta ad alta voce una maledizione. Durante la stessa campagna, in risposta a un uomo ricco che aveva chiesto che suo figlio fosse esonerato dal servizio nell’esercito, Serse fece tagliare il figlio in due e ne fece esporre il corpo come monito.

w11 1/10 pp. 22-23 Si schierò in difesa del popolo di Dio
Aveva paura, come rivelò apertamente nella sua risposta a Mardocheo. Gli ricordò la legge del re: comparire di fronte a lui senza essere stati mandati a chiamare significava incorrere nella condanna a morte; si era risparmiati solo se il re stendeva lo scettro d’oro. Ester aveva ragione di aspettarsi una tale clemenza, specie dopo quello che era successo a Vasti? Disse a Mardocheo che il re non chiedeva di vederla da ben 30 giorni! Quel silenzio le dava buoni motivi per chiedersi se fosse ancora nelle grazie di quel volubile monarca. — Ester 4:9-11.

(ESTER 4:14)
“Poiché se in questo tempo taci del tutto, sollievo e liberazione stessi si leveranno per i giudei da un altro luogo; ma in quanto a te e alla casa di tuo padre, perirete. E chi sa se è per un tempo come questo che sei pervenuta alla dignità regale?””

w11 1/10 p. 23 Si schierò in difesa del popolo di Dio
Mardocheo replicò in modo fermo per rafforzare la fede di Ester. Le assicurò che se non avesse agito, la salvezza degli ebrei sarebbe giunta da qualche altra parte. Ma lei come poteva aspettarsi di aver salva la vita una volta che la persecuzione si fosse intensificata? Mardocheo mostrò qui la sua profonda fede in Geova, il quale non avrebbe mai permesso che il Suo popolo venisse sterminato e che le Sue promesse rimanessero inadempiute. (Giosuè 23:14) Poi Mardocheo disse a Ester: “Chi sa se è per un tempo come questo che sei pervenuta alla dignità regale?” (Ester 4:12-14) Mardocheo confidava completamente nel suo Dio, Geova. E noi? — Proverbi 3:5, 6.

w86 15/3 p. 24 Liberazione divina dal genocidio
Leggete 3:1–5:14. Assuero nomina primo ministro un amalechita di nome Aman. Mardocheo, però, ricordando che Geova aveva stabilito di ‘far guerra ad Amalec di generazione in generazione’, si rifiuta di prostrarsi davanti ad Aman. (Esodo 17:8-16) Come ritorsione, l’orgoglioso Aman convince il re a eliminare i giudei!
Mardocheo chiede a Ester di intervenire ricordandole che, se tacerà, “sollievo e liberazione stessi si leveranno per i Giudei da un altro luogo”. Dato che sono in gioco il destino del popolo di Geova e il suo giudizio contro gli amalechiti, Mardocheo ha fiducia che Dio provvederà una via di scampo. (I Samuele 12:22)

(ESTER 4:16)
““Va, aduna tutti i giudei che si trovano a Susa e digiunate a mio favore e non mangiate né bevete per tre giorni, notte e giorno. Anch’io, con le mie giovani, similmente digiunerò e dopo ciò entrerò dal re, il che non è secondo la legge; e nel caso che io debba perire, dovrò perire”.”

w06 1/3 p. 10 par. 6 Punti notevoli del libro di Ester
4:16. Facendo pieno assegnamento su Geova, Ester affrontò con fede e coraggio una situazione che avrebbe potuto portarla alla morte. È essenziale imparare a fare assegnamento su Geova e non su noi stessi.

it-2 p. 684 Purim
il digiuno di Ester prima di entrare alla presenza del re per rivolgergli la prima richiesta, cioè che andasse a un banchetto, rivela che anche lei confidava nell’aiuto di Dio. — Est 4:16.

(ESTER 5:1)
“E avvenne il terzo giorno che Ester si vestiva in maniera regale, dopo di che stette nel cortile interno della casa del re, di fronte alla casa del re, mentre il re sedeva sul suo trono reale, nella casa reale, di fronte all’ingresso della casa.”

w12 1/1 p. 24 Agì con saggezza, coraggio e altruismo
MENTRE si avvicinava lentamente al trono, Ester aveva il cuore in gola. Nella sala del trono del palazzo di Susa si sarà fatto silenzio, un silenzio così profondo che Ester avrà potuto sentire l’eco dei suoi passi leggeri e il fruscio dei suoi abiti regali. Non poteva permettere alla sua mente di vagare di fronte alla grandiosità di quella sala, con le sue eleganti colonne e i magnifici intagli del soffitto di cedro importato dal lontano Libano. Concentrò tutta la sua attenzione sull’uomo seduto sul trono, l’uomo da cui dipendeva la sua vita.
Mentre camminava verso il trono, il re la guardava attentamente, con lo scettro d’oro steso verso di lei. Si trattava di un gesto semplice, ma significava che Ester aveva salva la vita. In quel modo il re la perdonava per la colpa di cui si era appena macchiata, ovvero essersi presentata al suo cospetto senza aver ricevuto alcun invito. Giunta al trono, Ester allungò la mano e toccò riconoscente la punta dello scettro. — Ester 5:1, 2.

w11 1/10 p. 18 Si schierò in difesa del popolo di Dio
MENTRE si avvicinava alla sala del trono del palazzo di Susa, Ester cercava di non farsi prendere dall’agitazione. Ma non era facile. Tutto nel castello — i colorati bassorilievi di mattoni smaltati raffiguranti tori alati, arcieri e leoni, le colonne scanalate di pietra e le statue imponenti, perfino la sua posizione nei pressi degli innevati monti Zagros, sopra enormi terrazze che si affacciavano sulle acque cristalline del fiume Coaspe — tutto era concepito per ricordare a ogni visitatore l’immenso potere dell’uomo dal quale Ester si stava recando, colui che si definiva “il gran re”. Quell’uomo era anche suo marito.
Già, suo marito. Assuero era ben diverso dal tipo di marito che ogni devota ragazza ebrea si sarebbe aspettata di avere! Non prendeva esempio da uomini come Abraamo, il quale accettò umilmente il consiglio di Dio di ascoltare sua moglie Sara. (Genesi 21:12) Il re sapeva poco o nulla di Geova, il Dio di Ester, e della Sua Legge. Assuero conosceva però la legge persiana, che proibiva proprio quello che Ester stava per fare. Che cosa? La legge stabiliva che chiunque si fosse presentato al cospetto del monarca persiano senza essere stato mandato a chiamare da lui sarebbe stato passibile di morte. Ester non era stata mandata a chiamare, ma si stava comunque recando dal re. Mentre si avvicinava al cortile interno da cui gli sarebbe stata visibile, forse avrà pensato di andare incontro alla morte. — Ester 4:11; 5:1.

it-1 p. 873 Ester, Libro di
Ester “stette nel cortile interno della casa del re, di fronte alla casa del re, mentre il re sedeva sul suo trono reale, nella casa reale, di fronte all’ingresso della casa. E avvenne che, appena il re vide Ester la regina stare in piedi nel cortile, essa ottenne favore ai suoi occhi”. (Est 5:1, 2) Gli scavi hanno rivelato che i particolari della descrizione sono esatti. Un corridoio portava dalla Casa delle Donne al cortile interno, e dalla parte opposta del cortile rispetto al corridoio c’era la sala del trono del palazzo. Il trono si trovava al centro della parete in fondo, e da quel punto il re poteva guardare oltre il paravento e vedere la regina che aspettava di essere ammessa alla sua presenza.

(ESTER 5:2)
“E avvenne che, appena il re vide Ester la regina stare in piedi nel cortile, essa ottenne favore ai suoi occhi, così che il re stese verso Ester lo scettro d’oro che era nella sua mano. Ester ora si avvicinò e toccò la punta dello scettro.”

w12 1/1 p. 24 Agì con saggezza, coraggio e altruismo
MENTRE si avvicinava lentamente al trono, Ester aveva il cuore in gola. Nella sala del trono del palazzo di Susa si sarà fatto silenzio, un silenzio così profondo che Ester avrà potuto sentire l’eco dei suoi passi leggeri e il fruscio dei suoi abiti regali. Non poteva permettere alla sua mente di vagare di fronte alla grandiosità di quella sala, con le sue eleganti colonne e i magnifici intagli del soffitto di cedro importato dal lontano Libano. Concentrò tutta la sua attenzione sull’uomo seduto sul trono, l’uomo da cui dipendeva la sua vita.
Mentre camminava verso il trono, il re la guardava attentamente, con lo scettro d’oro steso verso di lei. Si trattava di un gesto semplice, ma significava che Ester aveva salva la vita. In quel modo il re la perdonava per la colpa di cui si era appena macchiata, ovvero essersi presentata al suo cospetto senza aver ricevuto alcun invito. Giunta al trono, Ester allungò la mano e toccò riconoscente la punta dello scettro. — Ester 5:1, 2.

it-1 p. 873 Ester, Libro di
Ester “stette nel cortile interno della casa del re, di fronte alla casa del re, mentre il re sedeva sul suo trono reale, nella casa reale, di fronte all’ingresso della casa. E avvenne che, appena il re vide Ester la regina stare in piedi nel cortile, essa ottenne favore ai suoi occhi”. (Est 5:1, 2) Gli scavi hanno rivelato che i particolari della descrizione sono esatti. Un corridoio portava dalla Casa delle Donne al cortile interno, e dalla parte opposta del cortile rispetto al corridoio c’era la sala del trono del palazzo. Il trono si trovava al centro della parete in fondo, e da quel punto il re poteva guardare oltre il paravento e vedere la regina che aspettava di essere ammessa alla sua presenza.

(ESTER 5:3)
“Quindi il re le disse: “Che hai, o Ester la regina, e qual è la tua richiesta? Fino alla metà del regno, ti sia pure dato!””

w12 1/1 p. 24 Agì con saggezza, coraggio e altruismo
Ogni cosa rivelava la ricchezza e il potere immensi del re Assuero. A quanto si sa, gli abiti regali dei monarchi persiani di allora valevano l’equivalente di centinaia di milioni di euro. Eppure Ester lesse un certo calore nell’espressione di suo marito; a modo suo lui l’amava. Così le chiese: “Che hai, o Ester la regina, e qual è la tua richiesta? Fino alla metà del regno, ti sia pure dato!” — Ester 5:3.

(ESTER 5:4)
“A sua volta Ester disse: “Se al re in effetti sembra bene, venga oggi il re con Aman al banchetto che gli ho preparato”.”

w12 1/1 pp. 24-25 Agì con saggezza, coraggio e altruismo
Scelse con saggezza il “tempo per parlare”
Ester avrebbe dovuto rivelare al re l’intera questione di fronte alla sua corte? Se l’avesse fatto il re sarebbe potuto uscirne umiliato e Aman avrebbe avuto il tempo per mettere in discussione le accuse. Cosa fece quindi Ester? Secoli prima, il saggio re Salomone era stato ispirato a scrivere: “Per ogni cosa c’è un tempo fissato . . . un tempo per tacere e un tempo per parlare”. (Ecclesiaste 3:1, 7) Probabilmente negli anni trascorsi con lei il fedele Mardocheo, suo padre adottivo, aveva avuto modo di insegnarle questo principio. Ester di certo aveva capito l’importanza di scegliere attentamente il “tempo per parlare”.
La regina rispose: “Se al re in effetti sembra bene, venga oggi il re con Aman al banchetto che gli ho preparato”. (Ester 5:4) Il re acconsentì e fece pervenire l’invito ad Aman. Riuscite a cogliere la saggezza delle parole di Ester? Ester evitò di screditare suo marito e creò una circostanza più adatta per metterlo al corrente delle sue preoccupazioni.

(ESTER 5:8)
“Se ho trovato favore agli occhi del re e se al re in effetti sembra bene esaudire la mia richiesta e agire secondo la mia domanda, vengano il re e Aman al mio banchetto che terrò per loro [domani], e domani farò secondo la parola del re”.”

w12 1/1 p. 25 Agì con saggezza, coraggio e altruismo
Assuero si divertì e chiese nuovamente a Ester quale fosse la sua richiesta. Era giunto il momento di parlare?
Ester pensava di no. Invitò invece il re e Aman a un secondo banchetto che si sarebbe tenuto il giorno seguente. (Ester 5:7, 8) Perché aspettò? Ricordate, tutto il suo popolo era in pericolo di morte a causa del decreto del re. Con una posta in gioco così alta, Ester doveva essere certa che il momento fosse quello giusto. Così aspettò, creando un’altra opportunità per dimostrare a suo marito quanto lo apprezzasse.

w86 15/3 pp. 24-25 Liberazione divina dal genocidio
5:6-8 — Perché Ester non informò subito il re?
A Ester non era certo venuto meno il coraggio, visto che aveva già rischiato la vita. È probabile, però, che prima volesse ingraziarsi il re. Per questo lo invitò a un secondo banchetto. Si deve tenere conto anche della guida divina, dato che il conseguente intervallo consentì che si verificassero certi avvenimenti.

(ESTER 5:9)
“Di conseguenza Aman uscì quel giorno gioioso e allegro di cuore; ma appena Aman vide Mardocheo alla porta del re e che non si levò e non tremò a causa di lui, Aman fu immediatamente pieno di furore contro Mardocheo.”

w12 1/1 p. 25 Agì con saggezza, coraggio e altruismo
La pazienza di Ester preparò il terreno per un’importante serie di avvenimenti. Quando lasciò il primo banchetto, Aman era di ottimo umore, “gioioso e allegro di cuore” perché il re e la regina gli avevano concesso quel privilegio. Ma varcando la porta del castello, i suoi occhi si posarono su Mardocheo, quell’ebreo che continuava a rifiutarsi di tributargli speciali onori. Se Mardocheo agiva così non era per mancanza di rispetto, ma a motivo della sua coscienza e della sua relazione con Geova Dio. Comunque, Aman “fu immediatamente pieno di furore”. — Ester 5:9.

(ESTER 5:10)
“Comunque, Aman si padroneggiò ed entrò nella sua casa. Quindi mandò e fece condurre i suoi amici e Zeres sua moglie;”

w93 15/8 p. 20 par. 10 La padronanza esista in voi e trabocchi
10 Considerate anche l’esempio di un contemporaneo di Mardocheo ed Ester. Un funzionario di nome Aman si adirò perché Mardocheo non si inchinava davanti a lui. In seguito Aman pensò a torto che sarebbe stato favorito. “Aman uscì quel giorno gioioso e allegro di cuore; ma appena Aman vide Mardocheo alla porta del re e che non si levò e non tremò a causa di lui, Aman fu immediatamente pieno di furore contro Mardocheo. Comunque, Aman si padroneggiò ed entrò nella sua casa”. (Ester 5:9, 10) Con la stessa facilità con cui si era rallegrato si adirò alla semplice vista di colui verso il quale nutriva rancore. Quando la Bibbia dice che Aman “si padroneggiò”, pensate che voglia additarlo come esempio di padronanza di sé? Difficilmente. Lì per lì Aman si dominò e non lasciò trasparire i suoi sentimenti, ma non tenne a freno la sua ira e la sua gelosia. Questi sentimenti lo spinsero a tramare un omicidio.

(ESTER 5:14)
“Allora Zeres sua moglie e tutti i suoi amici gli dissero: “Facciano un palo alto cinquanta cubiti. Quindi la mattina di’ al re che vi appendano Mardocheo. Va poi gioioso al banchetto col re”. La cosa sembrò dunque buona davanti ad Aman, e faceva fare il palo.”

w12 1/1 p. 26 Agì con saggezza, coraggio e altruismo
Quando Aman parlò alla moglie e agli amici dell’affronto subìto, loro lo incitarono a erigere un palo enorme, alto più di 22 metri, e di chiedere poi al re il permesso di appendervi Mardocheo. Ad Aman l’idea piacque, e si mise subito all’opera per tradurla in fatti. — Ester 5:12-14.

LETTURA BIBLICA: EST 1:1-15 (4 MIN O MENO)


Ester 1:1-15 Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti
1 Ora avvenne ai giorni di Assuero, cioè l’Assuero che regnava dall’India all’Etiopia, [su] centoventisette distretti giurisdizionali, 2 [che] in quei giorni, mentre il re Assuero sedeva sul suo trono reale, che era a Susa il castello, 3 nel terzo anno del suo regno tenne un banchetto per tutti i suoi principi e i suoi servitori, le forze militari della Persia e della Media, i nobili e i principi dei distretti giurisdizionali davanti a sé, 4 quando mostrò le ricchezze del suo glorioso regno e l’onore [e] la bellezza della sua grandezza per molti giorni, centottanta giorni. 5 E quando questi giorni si compirono, il re tenne un banchetto di sette giorni per tutto il popolo che si trovava a Susa il castello, sia per il grande che per il piccolo, nel cortile del giardino del palazzo del re. 6 C’erano lino, cotone fine e panno turchino tenuti stretti in funi di tessuto fine, e lana tinta di porpora rossiccia in anelli d’argento e colonne di marmo, divani d’oro e d’argento su un pavimento di porfido e marmo e madreperla e marmo nero.
7 E si passava [il vino] da bere in vasi d’oro; e i vasi erano diversi l’uno dall’altro, e il vino reale era in gran quantità, secondo i mezzi del re. 8 Riguardo al tempo di bere secondo la legge, non c’era nessuno che costringesse, poiché questo era il modo in cui il re aveva disposto per ogni uomo grande della sua casa, che si facesse a piacimento di ciascuno.
9 Inoltre, Vasti la regina tenne essa stessa un banchetto per le donne nella casa reale che apparteneva al re Assuero.
10 Il settimo giorno, quando il cuore del re era allegro per il vino, egli disse a Meuman, a Bizta, ad Arbona, a Bigta e ad Abagta, a Zetar e a Carcas, i sette funzionari di corte che servivano la persona del re Assuero, 11 di condurre davanti al re Vasti la regina con l’ornamento reale sulla testa, per mostrare ai popoli e ai principi la sua bellezza; poiché era di bell’aspetto. 12 Ma la regina Vasti continuò a rifiutarsi di venire alla parola del re che era [comunicata] per mezzo dei funzionari di corte. A ciò il re si indignò grandemente e il suo medesimo furore divampò dentro di lui.
13 E il re diceva ai saggi che avevano conoscenza dei tempi (poiché in questo modo la faccenda del re [venne] davanti a tutti quelli versati nella legge e nel diritto, 14 e i più vicini a lui erano Carsena, Setar, Admata, Tarsis, Meres, Marsena, [e] Memucan, sette principi di Persia e di Media, che avevano accesso presso il re, [e] che sedevano primi nel regno): 15 “Secondo la legge, che cosa si deve fare alla regina Vasti perché non ha eseguito la parola del re Assuero per mezzo dei funzionari di corte?”

EFFICACI NEL MINISTERO


Primo contatto: (2 min o meno)

Presentare l’opuscolo Ascoltate Dio. Porre le basi per la visita ulteriore.


Visita ulteriore: (4 min o meno)

Dimostrare come fare una visita ulteriore a una persona che aveva accettato l’opuscolo Ascoltate Dio e trattare le pagine 2-3. Porre le basi per la visita successiva.


Prefazione
Dio è un Padre affettuoso. 1 Pietro 5:6, 7
Dio ci dice: ‘Venite a me. Ascoltate, e continuerete a vivere’. Isaia 55:3

Studio biblico: (6 min o meno)

Dimostrare come tenere uno studio biblico usando le pagine 4-5 dell’opuscolo Ascoltate Dio e vivrete per sempre con una persona che la prima volta aveva accettato Ascoltate Dio (km 7/12 3 par. 4).


Come possiamo ascoltare Dio?
Parte 1
Come possiamo ascoltare Dio?
Il vero Dio guidò degli uomini perché scrivessero i suoi pensieri in un libro sacro. Questo libro è la Bibbia. Contiene importanti informazioni che Dio vuole che conosciate.
Dio sa cosa è meglio per noi. È la Fonte di tutta la sapienza. Ascoltandolo diventeremo davvero saggi. — Proverbi 1:5.
Dio vuole che tutti leggano la Bibbia, oggi disponibile in molte lingue.
Se volete ascoltare Dio, dovete leggere e capire la Bibbia.
Dio ci parla per mezzo della Bibbia. 2 Timoteo 3:16
I testimoni di Geova possono aiutarvi a capire la Bibbia.
In tutta la terra insegnano la verità su Dio.
Per imparare questa verità non dovete pagare nulla. Potete conoscere meglio Dio anche nelle Sale del Regno dei testimoni di Geova.
In tutta la terra ci sono persone che stanno ascoltando Dio. Matteo 28:19
La parola di Dio è verità. — Giovanni 17:17.
Perché possiamo fidarci di Dio? — Numeri 23:19.
Aiutiamo altri ad ascoltare Dio
4. Com’è strutturato Ascoltate Dio e vivrete per sempre?
4 Ascoltate Dio e vivrete per sempre contiene le stesse illustrazioni di Ascoltate Dio. È stato preparato per studiare con chi non sa leggere bene o sta ancora imparando. Questo opuscolo può anche servire da copia di riferimento al proclamatore che studia con qualcuno l’opuscolo Ascoltate Dio. Ogni sezione, che si compone di due pagine, risponde alla domanda che si trova nell’angolo in alto a sinistra. Alle illustrazioni sono associati commenti e riferimenti scritturali. In molte pagine sono stati collocati nell’angolo in basso dei riquadri ombreggiati che contengono altri punti e riferimenti scritturali, da utilizzare a seconda delle capacità dello studente.

VITA CRISTIANA


Bisogni locali: (10 min)


State trovando utili questa guida e il nuovo modo in cui si svolge l’adunanza?: (5 min)

Trattazione. Invitare i presenti a fare commenti su come stanno trovando utile personalmente questa nuova adunanza. Incoraggiare tutti a prepararsi bene in anticipo per trarne il massimo beneficio.


STUDIO BIBLICO DI CONGREGAZIONE: IA CAP. 10 PARR. 1-11 E RIQUADRO “QUANTO DURÒ LA SICCITÀ DEI GIORNI DI ELIA?” (30 MIN)

TESTI BIBLICI PER LO STUDIO

CAPITOLO DIECI
Fu un difensore della pura adorazione
par. 2 (1 Re 18:4) Perciò avvenne che quando Izebel stroncò i profeti di Geova, Abdia prendeva cento profeti e li nascondeva cinquanta alla volta in una caverna, e li sostentava con pane e acqua).
par. 2 (1 Re 18:19, 20) E ora manda a radunare tutto Israele presso di me sul monte Carmelo e anche i quattrocentocinquanta profeti di Baal e i quattrocento profeti del palo sacro, che mangiano alla tavola di Izebel”. 20 E Acab mandava fra tutti i figli d’Israele e radunava i profeti sul monte Carmelo.
par. 3 (Giac. 5:17) Elia fu un uomo con sentimenti simili ai nostri, eppure in preghiera pregò che non piovesse; e non piovve sul paese per tre anni e sei mesi.
par. 3 (1 Re 18:22) Ed Elia proseguì, dicendo al popolo: “Io stesso sono stato lasciato come profeta di Geova, io solo, mentre i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta uomini.
par. 6 (1 Re 16:30-33) E Acab figlio di Omri faceva agli occhi di Geova peggio di tutti quelli che erano stati prima di lui. 31 E avvenne che, [come se il] camminare nei peccati di Geroboamo figlio di Nebat [fosse stata] per lui la cosa più trascurabile, prese ora in moglie Izebel figlia di Etbaal re dei sidoni e andava a servire Baal e a inchinarsi davanti a lui. 32 Inoltre, eresse un altare a Baal nella casa di Baal che aveva edificato a Samaria. 33 E Acab faceva anche il palo sacro; e Acab per offendere Geova l’Iddio d’Israele faceva più di tutti i re d’Israele che erano stati prima di lui.
par. 7 (1 Re 17:1) Ed Elia il tisbita degli abitanti di Galaad diceva ad Acab: “Come vive Geova l’Iddio d’Israele dinanzi al quale in effetti io sto, durante questi anni non cadrà né rugiada né pioggia, eccetto che per ordine della mia parola!”
par. 8 (Rom. 15:4) Poiché tutte le cose che furono scritte anteriormente furono scritte per nostra istruzione, affinché per mezzo della nostra perseveranza e per mezzo del conforto delle Scritture avessimo speranza.
par. 8 (Isa. 54:5) “Poiché il tuo grande Fattore è il tuo proprietario maritale, il cui nome è Geova degli eserciti; e il Santo d’Israele è il tuo Ricompratore. Sarà chiamato l’Iddio dell’intera terra.
par. 8 (Matt. 6:24) “Nessuno può essere schiavo di due signori; poiché o odierà l’uno e amerà l’altro, o si atterrà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete essere schiavi di Dio e della Ricchezza.
par. 8 (Rom. 6:16) Non sapete che, se continuate a presentarvi a qualcuno come schiavi per ubbidirgli, siete suoi schiavi perché gli ubbidite, sia del peccato in vista della morte che dell’ubbidienza in vista della giustizia?
par. 9 (1 Re 18:21) Elia si accostò quindi a tutto il popolo e disse: “Fino a quando zoppicherete su due differenti opinioni? Se il [vero] Dio è Geova, seguitelo; ma se è Baal, seguite lui”. E il popolo non gli disse una parola di risposta.
par. 10 (1 Sam. 17:45) A sua volta Davide disse al filisteo: “Tu vieni a me con una spada e con una lancia e con un giavellotto, ma io vengo a te nel nome di Geova degli eserciti, l’Iddio delle linee di battaglia d’Israele, che tu hai biasimato.
par. 10 (Eso. 20:5) Non devi inchinarti davanti a loro né essere indotto a servirle, perché io, Geova tuo Dio, sono un Dio che esige esclusiva devozione, recando la punizione per l’errore dei padri sui figli, sulla terza generazione e sulla quarta generazione, nel caso di quelli che mi odiano;
par. 7 Vedi il riquadro “Quanto durò la siccità dei giorni di Elia?”
par. 9 Il Carmelo di solito è verde e rigoglioso grazie ai venti carichi di umidità che dal mare salgono lungo le sue pendici, provocando frequenti piogge e un’abbondante rugiada. Dato che il potere di dare la pioggia era attribuito a Baal, questo monte doveva essere un importante centro del baalismo. Un Carmelo brullo e arido era perciò il posto ideale per smascherarne la falsità.

ia cap. 10 p. 86 Fu un difensore della pura adorazione
Quanto durò la siccità dei giorni di Elia?
Elia, profeta di Geova, informò il re Acab che la lunga siccità stava per terminare. Ciò avvenne “nel terzo anno”, contando a quanto pare dal giorno in cui Elia l’aveva annunciata (1 Re 18:1). Poco dopo che Elia ebbe informato Acab, Geova fece piovere. Qualcuno potrebbe supporre che la siccità fosse terminata nel corso del terzo anno, e quindi fosse durata meno di tre anni. Gesù e Giacomo dicono invece che durò “tre anni e sei mesi” (Luca 4:25; Giac. 5:17). Si tratta di una contraddizione?
Assolutamente no. Nell’antico Israele la stagione asciutta era piuttosto lunga: poteva durare anche sei mesi. Sicuramente Elia andò da Acab ad annunciare la siccità quando era già evidente che la stagione asciutta era più lunga e secca del previsto. La siccità, in pratica, era cominciata da circa sei mesi. Perciò quando Elia lo informò della fine della siccità era il “terzo anno” da che ne aveva annunciato l’inizio, quindi la siccità durava già da quasi tre anni e mezzo. Quando il popolo si radunò per vedere la grande prova sul Carmelo, il periodo di “tre anni e sei mesi” era trascorso completamente.
Si noti inoltre che Elia andò la prima volta da Acab proprio al momento giusto. Per il popolo, Baal era il “cavaliere delle nubi”, il dio che poneva fine alla stagione asciutta portando la pioggia. Una stagione asciutta più lunga del solito avrà spinto il popolo a chiedersi: “Dov’è Baal? Quando porterà la pioggia?” Elia dichiarò che non sarebbe caduta né pioggia né rugiada fino al suo ordine: udendo questo gli adoratori di Baal saranno rimasti sconvolti (1 Re 17:1).

(1 Re 18:1) E [dopo] molti giorni avvenne che la parola stessa di Geova fu indirizzata a Elia nel terzo anno, dicendo: “Va, mostrati ad Acab, poiché ho deciso di dare la pioggia sulla superficie del suolo”.
(Luca 4:25) Per esempio, in verità vi dico: C’erano in Israele molte vedove ai giorni di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi, tanto che una grande carestia si abbatté su tutto il paese,
(Giac. 5:17) Elia fu un uomo con sentimenti simili ai nostri, eppure in preghiera pregò che non piovesse; e non piovve sul paese per tre anni e sei mesi.
(1 Re 17:1) Ed Elia il tisbita degli abitanti di Galaad diceva ad Acab: “Come vive Geova l’Iddio d’Israele dinanzi al quale in effetti io sto, durante questi anni non cadrà né rugiada né pioggia, eccetto che per ordine della mia parola!”

Ripasso e panoramica del programma della prossima settimana (3 min)


STUDIO DELLA “TORRE DI GUARDIA” | SETTIMANA: 29 FEBBRAIO 2016 – 6 MARZO 2016
Che “il vostro amore fraterno continui”!


TESTI BIBLICI PER LO STUDIO

w16 Gennaio pp. 1-2 | La Torre di Guardia (per lo studio) (2016)
SETTIMANA: 29 FEBBRAIO 2016 – 6 MARZO 2016
Che “il vostro amore fraterno continui”!


Qual è la scrittura dell’anno 2016? A cosa ci farà pensare nel corso di tutto l’anno? Questo articolo spiega come trarre il massimo beneficio dalla scrittura dell’anno.

Che “il vostro amore fraterno continui”!
“Il vostro amore fraterno continui” (EBR. 13:1)
CANTICI: 72, 119
COME RISPONDERESTE?
• Cos’è l’amore fraterno?
• Perché è molto importante continuare a mostrare amore fraterno?
• Come possiamo mostrare amore fraterno?

(Ebr. 13:1) Il vostro amore fraterno continui.
par. 1 (Ebr. 13:23) Notate che il nostro fratello Timoteo è stato liberato, col quale, se viene abbastanza presto, vi vedrò.
par. 1 (Luca 21:20-24) “Inoltre, quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti accampati, allora sappiate che la sua desolazione si è avvicinata. 21 Quindi quelli che sono nella Giudea fuggano ai monti, e quelli che sono in mezzo ad essa si ritirino, e quelli che sono nelle campagne non vi entrino, 22 perché questi sono giorni per fare giustizia, affinché tutte le cose scritte siano adempiute. 23 Guai alle donne incinte e a quelle che allattano in quei giorni! Poiché ci sarà grande necessità nel paese e ira su questo popolo, 24 e cadranno sotto il taglio della spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; e Gerusalemme sarà calpestata dalle nazioni, finché i tempi fissati delle nazioni non siano compiuti.
par. 2 (Ebr. 10:32-34) Comunque, continuate a ricordare i giorni precedenti nei quali, dopo essere stati illuminati, sosteneste una grande lotta nelle sofferenze, 33 a volte mentre eravate esposti come in un teatro sia a biasimi che a tribolazioni, e a volte mentre eravate partecipi con quelli che avevano tale esperienza. 34 Poiché esprimeste simpatia per quelli in prigione e accettaste con gioia la rapina dei vostri beni, sapendo di avere voi stessi un possedimento migliore e durevole.
par. 2 (Matt. 24:20, 21) Continuate a pregare che la vostra fuga non avvenga d’inverno né in giorno di sabato; 21 poiché allora ci sarà grande tribolazione come non è accaduta dal principio del mondo fino ad ora, no, né accadrà più.
par. 2 (Ebr. 12:4) Nel gareggiare contro tale peccato non avete ancora resistito fino al sangue,
par. 2 (Ebr. 10:36-39) Poiché avete bisogno di perseveranza, affinché, dopo aver fatto la volontà di Dio, riceviate [l’adempimento del]la promessa. 37 Poiché ancora “pochissimo tempo”, e “colui che viene arriverà e non tarderà”. 38 “Ma il mio giusto vivrà per fede”, e, “se torna indietro, la mia anima non ha piacere in lui”. 39 Ora noi non siamo di quelli che tornano indietro alla distruzione, ma di quelli che hanno fede per conservare in vita l’anima.
par. 3 (2 Tim. 3:1) Ma sappi questo, che negli ultimi giorni ci saranno tempi difficili.
par. 3 (2 Tim. 3:12) Infatti, tutti quelli che desiderano vivere in santa devozione unitamente a Cristo Gesù saranno anche perseguitati.
par. 3 (Luca 21:34-36) “Ma prestate attenzione a voi stessi affinché i vostri cuori non siano aggravati dalla crapula nel mangiare e nel bere e dalle ansietà della vita e quel giorno non piombi all’improvviso su di voi 35 come un laccio. Poiché verrà su tutti quelli che abitano sulla faccia di tutta la terra. 36 State svegli, dunque, supplicando in ogni tempo affinché riusciate a scampare da tutte queste cose destinate ad accadere, e a stare in piedi dinanzi al Figlio dell’uomo”.
par. 4 (Ebr. 13:1) Il vostro amore fraterno continui.
(Ebr. 13:1) Il vostro amore fraterno continui.
par. 5 (Giov. 11:36) Perciò i giudei dicevano: “Vedi, che affetto aveva per lui!”
par. 5 (Matt. 23:8) Ma voi, non siate chiamati Rabbi, poiché uno solo è il vostro maestro, mentre voi siete tutti fratelli.
par. 5 (Rom. 12:10) Con amore fraterno abbiate tenero affetto gli uni per gli altri. Nel mostrare onore gli uni agli altri prevenitevi.
par. 6 (Rom. 10:12) Poiché non c’è distinzione fra giudeo e greco, poiché sopra tutti è lo stesso Signore, che è ricco verso tutti quelli che lo invocano.
par. 6 (1 Tess. 4:9) Comunque, in quanto all’amore fraterno, non avete bisogno che ve ne scriviamo, poiché voi stessi siete ammaestrati da Dio ad amarvi gli uni gli altri;
par. 7 (1 Giov. 4:7) Diletti, continuiamo ad amarci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio, e chiunque ama è stato generato da Dio e acquista la conoscenza di Dio.
par. 7 (1 Giov. 4:20, 21) Se qualcuno fa la dichiarazione: “Io amo Dio”, eppure odia il suo fratello, è bugiardo. Poiché chi non ama il suo fratello, che ha visto, non può amare Dio, che non ha visto. 21 E abbiamo da lui questo comandamento, che chi ama Dio ami anche il suo fratello.
par. 7 (Mar. 13:14-18) “Comunque, quando scorgerete la cosa disgustante che causa desolazione stabilita dove non deve (il lettore usi discernimento), allora quelli che sono nella Giudea fuggano ai monti. 15 Chi è sulla terrazza non scenda, né entri a prendere qualcosa dalla sua casa; 16 e chi è nel campo non torni alle cose [lasciate] dietro per prendere il suo mantello. 17 Guai alle donne incinte e a quelle che allattano in quei giorni!18 Continuate a pregare affinché non avvenga d’inverno;
par. 7 (Luca 21:21-23) Quindi quelli che sono nella Giudea fuggano ai monti, e quelli che sono in mezzo ad essa si ritirino, e quelli che sono nelle campagne non vi entrino,22 perché questi sono giorni per fare giustizia, affinché tutte le cose scritte siano adempiute. 23 Guai alle donne incinte e a quelle che allattano in quei giorni! Poiché ci sarà grande necessità nel paese e ira su questo popolo,
par. 7 (Rom. 12:9) Il [vostro] amore sia senza ipocrisia. Aborrite ciò che è malvagio, aderite a ciò che è buono.
par. 8 (Mar. 13:19) poiché quei giorni saranno [giorni di] tale tribolazione quale non ne è accaduta dal principio della creazione che Dio creò fino a quel tempo, né accadrà più.
par. 8 (Riv. 7:1-3) Dopo questo vidi quattro angeli in piedi ai quattro angoli della terra, che trattenevano i quattro venti della terra, affinché nessun vento soffiasse sulla terra né sul mare né su alcun albero. 2 E vidi un altro angelo che ascendeva dal sol levante, il quale aveva il sigillo dell’Iddio vivente; e gridò ad alta voce ai quattro angeli ai quali fu concesso di danneggiare la terra e il mare, 3 dicendo: “Non danneggiate la terra né il mare né gli alberi, finché non abbiamo suggellato gli schiavi del nostro Dio sulle loro fronti”.
par. 8 (Isa. 26:20) “Va, popolo mio, entra nelle tue stanze interne, e chiudi le tue porte dietro di te. Nasconditi per un breve momento finché la denuncia sia passata.
par. 8 (Ebr. 10:24, 25) E consideriamoci a vicenda per incitarci all’amore e alle opere eccellenti, 25 non abbandonando la nostra comune adunanza, come alcuni ne hanno l’abitudine, ma incoraggiandoci l’un l’altro e tanto più mentre vedete avvicinarsi il giorno.
par. 9 (Matt. 24:6-9) Voi udrete di guerre e di notizie di guerre; guardate di non atterrirvi. Poiché queste cose devono avvenire, ma non è ancora la fine. 7 “Poiché sorgerà nazione contro nazione e regno contro regno, e ci saranno penuria di viveri e terremoti in un luogo dopo l’altro. 8 Tutte queste cose sono il principio dei dolori di afflizione. 9 “Quindi vi daranno alla tribolazione e vi uccideranno, e sarete odiati da tutte le nazioni a causa del mio nome.
par. 9 (Riv. 6:5, 6) E quando aprì il terzo sigillo, udii la terza creatura vivente dire: “Vieni!” E vidi, ed ecco, un cavallo nero; e colui che vi sedeva sopra aveva in mano una bilancia. 6 E udii una voce come in mezzo alle quattro creature viventi dire: “Una chenice di grano per un denaro, e tre chenici di orzo per un denaro; e non danneggiare l’olio e il vino”.
par. 9 (Matt. 24:12) e a causa dell’aumento dell’illegalità l’amore della maggioranza si raffredderà.
par. 11 (Ebr. 13:2) Non dimenticate l’ospitalità, poiché per mezzo d’essa alcuni, senza saperlo, ospitarono angeli.
par. 11 (Gen. 18:2-5) Quando alzò gli occhi, allora guardò ed ecco, tre uomini stavano in piedi a una certa distanza da lui. Quando li scorse, correva loro incontro dall’ingresso della tenda, e si inchinava a terra. 3 Quindi disse: “Geova, se, ora, ho trovato favore ai tuoi occhi, ti prego di non passare senza fermarti dal tuo servitore. 4 Si prenda un po’ d’acqua, vi prego, e vi si devono lavare i piedi. Quindi giacete sotto l’albero. 5 E lasciatemi prendere un pezzo di pane, e ristorate il vostro cuore. Dopo ciò, potrete proseguire, perché per questo siete passati dal vostro servitore”. A ciò dissero: “Bene. Puoi fare proprio come hai parlato”.
par. 11 (Gen. 19:1-3) Ora i due angeli arrivarono a Sodoma di sera, e Lot sedeva alla porta di Sodoma. Quando Lot li scorse, si levò per andare loro incontro e si inchinò con la faccia a terra. 2 E diceva: “Vi prego, ora, signori miei, volgetevi, vi prego, verso la casa del vostro servitore e passate la notte e vi si lavino i piedi. Quindi dovete alzarvi di buon’ora e riprendere il vostro viaggio”. A ciò essi dissero: “No, ma passeremo la notte nella pubblica piazza”. 3 Ma egli fu molto insistente con loro, tanto che si volsero verso di lui ed entrarono nella sua casa. Quindi fece per loro un banchetto, e cosse pani non fermentati, e mangiarono.
par. 12 (Luca 10:42) Ma solo alcune cose sono necessarie, o una sola. Dal canto suo, Maria ha scelto la parte buona, e non le sarà tolta”.
par. 12 (Luca 14:12-14) E diceva poi a colui che lo aveva invitato: “Quando fai un pranzo o un pasto serale, non chiamare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i vicini ricchi. Un giorno o l’altro anche loro potrebbero invitarti a loro volta e sarebbe per te una ricompensa. 13 Ma quando fai un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; 14 e sarai felice, perché non hanno nulla per ricompensarti. Poiché sarai ricompensato nella risurrezione dei giusti”.
par. 12 (3 Giov. 5-8) Diletto, tu fai un’opera fedele in ciò che fai per i fratelli, e per di più estranei, 6 che hanno reso testimonianza del tuo amore davanti alla congregazione. Questi vorrai mandarli per la loro via in una maniera degna di Dio. 7 Poiché è a favore del [suo] nome che sono partiti, non prendendo nulla dalle persone delle nazioni. 8 Noi, perciò, abbiamo l’obbligo di ricevere tali persone in modo ospitale, affinché diveniamo compagni d’opera nella verità.
par. 13 (Ebr. 13:3) Rammentate quelli che sono in legami di prigionia come se foste legati con loro, e quelli che sono maltrattati, giacché voi pure siete ancora in un corpo.
par. 13 (Filip. 1:12-14) Ora desidero che sappiate, fratelli, che le mie cose sono riuscite per il progresso della buona notizia anziché altrimenti, 13 tanto che i legami della mia prigionia son divenuti di pubblica conoscenza in relazione con Cristo fra tutta la guardia pretoriana e tutti gli altri; 14 e la maggioranza dei fratelli nel Signore, provando fiducia a motivo dei miei legami [di prigionia], mostrano ancor più coraggio nell’annunciare la parola di Dio senza timore.
par. 13 (Ebr. 10:34) Poiché esprimeste simpatia per quelli in prigione e accettaste con gioia la rapina dei vostri beni, sapendo di avere voi stessi un possedimento migliore e durevole.
par. 13 (Ebr. 13:18, 19) Continuate a pregare per noi, poiché confidiamo di avere un’onesta coscienza, desiderando comportarci onestamente in ogni cosa. 19 Ma vi esorto ancor più a far questo, affinché io vi sia restituito al più presto.
par. 15 (Ebr. 13:4) Il matrimonio sia onorevole fra tutti, e il letto matrimoniale sia senza contaminazione, poiché Dio giudicherà i fornicatori e gli adulteri.
par. 15 (1 Tim. 5:1, 2) Non criticare severamente l’uomo anziano. Al contrario, supplicalo come un padre, i giovani come fratelli, 2 le donne anziane come madri, le giovani come sorelle con ogni castità.
par. 15 (1 Tess. 4:3-8) Poiché questo è ciò che Dio vuole, la vostra santificazione, che vi asteniate dalla fornicazione; 4 che ciascuno di voi sappia possedere il proprio vaso in santificazione e onore, 5 non in concupiscenza di appetito sessuale come l’hanno anche le nazioni che non conoscono Dio; 6 che nessuno giunga al punto di danneggiare e usurpare i diritti del proprio fratello in queste cose, perché Geova è uno che esige la punizione per tutte queste cose, come vi dicemmo in anticipo e ve ne demmo anche completa testimonianza. 7 Poiché Dio ci chiamò non mediante concessione a impurità, ma riguardo alla santificazione. 8 Perciò l’uomo che mostra trascuratezza non trascura l’uomo, ma Dio, che pone in voi il suo spirito santo.
par. 15 (Matt. 5:28) Ma io vi dico che chiunque continua a guardare una donna in modo da provare passione per lei ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.
par. 16 (Ebr. 13:5) La [vostra] maniera di vivere sia libera dall’amore del denaro, accontentandovi delle cose presenti. Poiché egli ha detto: “Non ti lascerò affatto né in alcun modo ti abbandonerò”.
par. 16 (1 Tim. 6:6-8) Davvero, è un mezzo di grande guadagno, [questa] santa devozione con autosufficienza. 7 Poiché non abbiamo portato nulla nel mondo, e non ne possiamo portare fuori nulla. 8 Quindi, avendo nutrimento e di che coprirci, di queste cose saremo contenti.
par. 16 (1 Tim. 6:17-19) A quelli che sono ricchi nel presente sistema di cose dà ordine di non essere di mente altera, e di riporre la loro speranza non nelle ricchezze incerte, ma in Dio, che ci fornisce riccamente ogni cosa per nostro godimento; 18 di fare il bene, di essere ricchi di opere eccellenti, di essere generosi, pronti a condividere,19 tesoreggiando sicuramente per se stessi un eccellente fondamento per il futuro, perché afferrino fermamente la vera vita.
par. 17 (Ebr. 13:6) Così possiamo aver coraggio e dire: “Geova è il mio soccorritore; non avrò timore. Che mi può fare l’uomo?”
par. 17 (1 Tess. 5:14, 15) D’altra parte, vi esortiamo, fratelli: Ammonite i disordinati, parlate in maniera consolante alle anime depresse, sostenete i deboli, siate longanimi verso tutti. 15 Guardate che nessuno renda male per male a nessun altro, ma perseguite sempre ciò che è buono gli uni verso gli altri e verso tutti.
par. 17 (Luca 21:25-28) “E ci saranno segni nel sole e nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia delle nazioni, che non sapranno come uscirne a causa del muggito del mare e del [suo] agitarsi, 26 mentre gli uomini verranno meno per il timore e per l’aspettazione delle cose che staranno per venire sulla terra abitata; poiché le potenze dei cieli saranno scrollate. 27 E vedranno quindi il Figlio dell’uomo venire in una nube con potenza e gran gloria. 28 Ma quando queste cose cominceranno ad avvenire, alzatevi e levate in alto la testa, perché la vostra liberazione si avvicina”.
par. 18 (Ebr. 13:7) Ricordate quelli che prendono la direttiva fra voi, i quali vi hanno annunciato la parola di Dio, e mentre contemplate come va a finire la [loro] condotta imitate la [loro] fede.
par. 18 (Ebr. 13:17) Siate ubbidienti a quelli che prendono la direttiva fra voi e siate sottomessi, poiché essi vigilano sulle vostre anime come coloro che renderanno conto, affinché facciano questo con gioia e non sospirando, poiché questo sarebbe dannoso per voi.
par. 18 (1 Tess. 5:13) e di avere per loro più che straordinaria considerazione con amore a motivo della loro opera. Siate pacifici gli uni con gli altri.
par. 19 (1 Tess. 4:9, 10) Comunque, in quanto all’amore fraterno, non avete bisogno che ve ne scriviamo, poiché voi stessi siete ammaestrati da Dio ad amarvi gli uni gli altri;10 e, infatti, lo fate verso tutti i fratelli in tutta la Macedonia. Ma vi esortiamo, fratelli, a continuare a farlo in misura più piena,
par. 20 (Ebr. 13:1) Il vostro amore fraterno continui.

Clicca sull'immagine per Scaricare informazioni complete in file digitale per Computer desktop, Laptop, Tablet, Mobile & Smartphone

Scarica le informazioni per Studio personale per Computer desktop, Laptop, Tablet, Mobile & Smartphone

Scarica le informazioni per Studio personale per Computer desktop, Laptop, Tablet, Mobile & Smartphone


I messaggi più visti

Tutte le favole di Esopo con lezioni e morale

Tutte le favole di Esopo con lezioni e morale - 393 favole Autore: Esopo


INDICE DI TUTTE LE FAVOLE:
01. Aquila, Raven e il pastore.
02. L'Aquila, la lepre e lo scarabeo.
03. taglio ala dell'Aquila e la volpe.
04. L'Aquila e la volpe.
05. L'Aquila e la freccia.
06. L'Aquila e i Galli.
07. le volpi sulle rive del fiume Meandro.
08. la volpe che è stata riempita il suo grembo.
09. la volpe e il biancospino
10. la volpe e il taglialegna.
11. la volpe e il serpente.
12. la volpe e i grappoli di uva.
13. la volpe e il coccodrillo.
14. la volpe e la Pantera.
15. la volpe e la scimmia incoronato re
16. la volpe e il cane.
17. la volpe e la scimmia discusso circa la sua nobiltà.
18. la volpe e il caprone nel pozzo.
19. la volpe con la coda tagliata.
20. la volpe che non aveva mai visto un leone.
21. la volpe e la maschera vuota.
22. la volpe e il labrador maschio.
23. la volpe e il granchio di mare.
24. la volpe e il corvo affamato.
25. la volpe e il corvo grida.
26. le vol…

10 più famosi templi greci

La più importante e diffusa costruzione tipo nell'antica Grecia era il tempio. I primi templi di pietra è apparso qualche volta durante l'inizio del VI secolo A.C. e cominciarono ad apparire in gran numero nel prossimo secolo. Lo scopo di un tempio greco era solito per ospitare una statua di culto o emblema. Religione non ha bisogno di persone raccogliere all'interno del tempio al culto, e loro templi furono principalmente monumenti agli dèi. La caratteristica più riconoscibile del tempio greco sono le colonne massicce. I greci usati tre tipi di colonne: il dorico, ionico e corinzio ordine.
Una panoramica dei più famosi templi greci trovati intorno al Mediterraneo.
10. tempio di Olympian Zeus
Flickr /caribb
Anche se solo alcune colonne rimangono del tempio di Zeus di Olimpia ad Atene non ci vuole molta immaginazione per capire che questo era un gigantesco tempio. La costruzione iniziò nel VI secolo A.C. durante il dominio dei tiranni ateniesi, che prevedeva la…

Chi erano gli Unni | Origine e storia.

Definizione: Chi eranogli Unni di Joshua J. Mark

Gli Unni erano una tribù nomade di cui l'origine è sconosciuta, ma, molto probabilmente, sono venuti da "da qualche parte tra il bordo orientale dei monti Altai" e il Mar Caspio, all'incirca moderno Kazakhstan (Kelly, 45). In primo luogo sono menzionati nelle fonti romane dallo storico Tacito nel 91 D.C. come vivente nella regione intorno al Mar Caspio e, in questo momento, non vengono citati come più di una minaccia a Roma rispetto a qualsiasi altra tribù barbariche. Nel tempo, questo avrebbe cambiato come Unni divennero uno dei principali contributori alla caduta dell'Impero romano, come loro invasioni delle regioni dell'Impero, che erano particolarmente brutale, incoraggiarono quello che è conosciuto come la grande migrazione (noto anche come il "vagare delle Nazioni) tra circa 376-476 CE. Questa migrazione di popoli, come l'Alani, Goti e Vandali, interrotto lo status quo della societ…