Passa ai contenuti principali

Imitiamo la loro fede: Studio con testi biblici | settimana del 19 ottobre

Studio biblico di congregazione | Informazioni di studio per il libro: Imitiamo la loro fede


ia pp. 2-7 (30 min)


Lettera del Corpo Direttivo


Cari fratelli e sorelle,


Con il primo numero dell’edizione per il pubblico della Torre di Guardia, quello del 1° gennaio 2008, è iniziata una nuova affascinante rubrica intitolata “Imitiamo la loro fede”. Da allora, ogni tre mesi ne abbiamo letto con grande interesse un nuovo articolo.
Com’è stata accolta questa rubrica? Dopo aver letto l’articolo su Marta, una lettrice ha scritto: “Mi è venuto da sorridere perché sono proprio come lei: cerco di essere una padrona di casa impeccabile ma a volte sono così affaccendata che mi dimentico di fermarmi e godermi la compagnia”. Una ragazza ha fatto questa interessante riflessione dopo la lettura delle vicende di Ester: “Mi ci sono rivista; spesso abbiamo l’ossessione degli abiti e delle ultime mode. Va bene curare il proprio aspetto, ma non dobbiamo esagerare”. E ha anche detto: “A Geova interessa quello che siamo dentro”. Un articolo sull’apostolo Pietro ha spinto una sorella a scrivere entusiasta: “Mi avete fatto sentire parte del racconto. Era come se fossi lì. Ho usato l’immaginazione per andare oltre le parole”.
Questi lettori, come moltissimi altri che hanno scritto per ringraziare di questa rubrica, confermano quello che l’apostolo Paolo disse molto tempo fa: “Tutte le cose che furono scritte anteriormente furono scritte per nostra istruzione” (Rom. 15:4). Geova ha fatto includere questi episodi nella Bibbia perché hanno qualcosa di prezioso da insegnare a tutti noi, a prescindere da quanti anni conosciamo la verità.
Romani 15:4 Poiché tutte le cose che furono scritte anteriormente furono scritte per nostra istruzione, affinché per mezzo della nostra perseveranza e per mezzo del conforto delle Scritture avessimo speranza.

Vi suggeriamo caldamente di leggere questo libro il prima possibile. Usatelo durante l’adorazione in famiglia: ai bambini piacerà tantissimo. Quando lo analizzeremo allo studio biblico di congregazione, siate sempre presenti. Prendetevi tutto il tempo di cui avete bisogno per leggerlo con calma. Usate l’immaginazione; fate ricorso ai vostri sensi. Cercate di provare quello che i personaggi biblici provarono, di vedere quello che videro. Confrontate il modo in cui reagirono in certe situazioni col modo in cui avreste reagito voi.
Per noi è un grande piacere presentare questo libro. Siamo sicuri che sarà utilissimo sia a voi che alla vostra famiglia. Vi salutiamo con tanto affetto,

Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova



Introduzione


“Siate imitatori di quelli che mediante la fede e la pazienza ereditano le promesse” (EBREI 6:12)


Ebrei 6:12 affinché non diveniate pigri, ma siate imitatori di quelli che mediante la fede e la pazienza ereditano le promesse.

1, 2. Come considerava un sorvegliante viaggiante i devoti personaggi della Bibbia, e perché sarebbero degli splendidi amici?


“PARLA dei personaggi della Bibbia come fossero suoi vecchi amici”. Questo è stato il commento di una Testimone al termine del discorso di un sorvegliante viaggiante in là con gli anni. E non si sbagliava: era così tanto tempo che il fratello studiava e insegnava la Parola di Dio che per lui gli uomini e le donne di fede della Bibbia erano effettivamente come vecchi amici che conosceva da sempre.
2 Molti di questi personaggi sarebbero degli splendidi amici. Li sentiamo anche noi così vicini? Chissà come sarebbe camminare fianco a fianco e conversare con loro, fare la conoscenza di uomini e donne quali Noè, Abraamo, Rut, Elia ed Ester. I loro preziosi consigli e stimoli avrebbero un effetto estremamente benefico sulle nostre vite. (Leggi Proverbi 13:20.)
Proverbi 13:20 Chi cammina con le persone sagge diverrà saggio, ma chi tratta con gli stupidi se la passerà male.

3. (a) Come possiamo attingere all’esperienza degli uomini e delle donne devote della Bibbia? (b) A quali quesiti risponderemo?


3 Naturalmente, quando i giusti verranno risuscitati, stringere legami del genere sarà possibile (Atti 24:15). Comunque già ora possiamo attingere all’esperienza degli uomini e delle donne devote della Bibbia. Come? L’apostolo Paolo propone questa soluzione pratica: “Siate imitatori di quelli che mediante la fede e la pazienza ereditano le promesse” (Ebr. 6:12). Prima di approfondire la vita di alcuni di loro, cerchiamo di rispondere ad alcuni quesiti che le parole di Paolo suggeriscono: cos’è la fede, perché ne abbiamo bisogno, e come possiamo imitare l’esempio di fede dei personaggi della Bibbia.
Atti 24:15 e ho in Dio la speranza, che questi [uomini] pure nutrono, che ci sarà una risurrezione sia dei giusti che degli ingiusti.
Ebrei 6:12 affinché non diveniate pigri, ma siate imitatori di quelli che mediante la fede e la pazienza ereditano le promesse.

Cos’è la fede e perché ne abbiamo bisogno


4. Come considerano molti la fede, e perché si sbagliano?


4 La fede è una mirabile virtù che tutti i protagonisti di questo libro consideravano estremamente preziosa. Molti oggi tendono a sottovalutarla, ritenendo che aver fede significhi credere senza il conforto della men che minima prova. Ma si sbagliano. La vera fede non è cieca, ed è molto più che un sentimento. Credere ciecamente è imprudente, i sentimenti sono fugaci, e limitarsi a credere in Dio non è sufficiente dal momento che “anche i demoni credono e rabbrividiscono” (Giac. 2:19).
Giacomo 2:19 Tu credi che c’è un solo Dio, vero? Fai molto bene. Anche i demoni credono e rabbrividiscono.

5, 6. (a) Su quali due elementi non tangibili poggia la nostra fede? (b) Perché la fede poggia su fondamenti solidi? Fate un esempio.


5 La vera fede è qualcosa di più elevato. Si pensi alla definizione che ne dà la Bibbia. (Leggi Ebrei 11:1.) Paolo dice che la fede poggia su due elementi non tangibili. Parla di realtà esistenti ma “non vedute”. Coi nostri occhi infatti non possiamo vedere la dimensione spirituale, che include ad esempio Geova Dio, suo Figlio e il Regno già operativo in cielo. Paolo menziona inoltre “cose sperate”, eventi che non si sono ancora verificati. Al momento non vediamo il mondo così come sarà sotto il Regno di Dio. Tutto questo significa che la nostra fede in queste realtà e nelle cose sperate sia infondata?
Ebrei 11:1 La fede è la sicura aspettazione di cose sperate, l’evidente dimostrazione di realtà benché non vedute.

6 Assolutamente no. Paolo spiega che la vera fede poggia su fondamenti solidi. L’espressione con cui definisce la fede, ovvero “sicura aspettazione”, può anche essere tradotta “atto di proprietà”. Poniamo il caso che qualcuno decida di darci una casa. Potrebbe consegnarci l’atto di proprietà e dirci: “Ecco la tua nuova casa!” Ovviamente non intende dire che quel documento sia effettivamente la nostra casa, ma che quel documento è talmente vincolante dal punto di vista legale che averlo significa possedere la casa. Analogamente, le prove su cui poggia la nostra fede sono talmente convincenti e solide da poter essere equiparate alla nostra fede.

7. Cosa occorre per avere una fede autentica?


7 Per avere una fede autentica occorrono quindi una fiducia solida e ferma convinzione. La fede ci fa vedere in Geova Dio un Padre affettuoso e ci fa confidare nel fatto che manterrà le sue promesse. Ma la vera fede necessita anche di altro. Per non spegnersi ha bisogno di essere alimentata e di tradursi in azioni concrete (Giac. 2:26).
Giacomo 2:26 In realtà, come il corpo senza spirito è morto, così anche la fede senza opere è morta.

8. Perché è tanto importante avere fede?


8 Perché è tanto importante avere fede? Paolo indica una motivazione più che valida. (Leggi Ebrei 11:6.) Senza fede non è possibile accostarsi a Geova né essergli accetti. Pertanto la fede è essenziale per conseguire l’obiettivo più elevato, più nobile che un essere intelligente possa avere: avvicinarsi a Geova, il Padre celeste, e glorificarlo.
Ebrei 11:6 Inoltre, senza fede è impossibile essere accetti [a lui], poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che è il rimuneratore di quelli che premurosamente lo cercano.

9. In che modo Geova ha dimostrato di essere consapevole del nostro bisogno di fede?


9 Geova sa quanto abbiamo bisogno di fede; per questo si serve dell’esempio di altri per insegnarci come coltivarla e poi esprimerla con azioni concrete. Tra questi ci sono gli uomini devoti che guidano la congregazione cristiana, a proposito dei quali la Parola di Dio dice: “Imitate la loro fede” (Ebr. 13:7). Ma Geova ci fornisce anche altri modelli. Paolo parla di un “gran nuvolo di testimoni”, uomini e donne dell’antichità che costituiscono un fulgido esempio di fede (Ebr. 12:1). L’elenco dei personaggi fedeli fatto da Paolo nel capitolo 11 di Ebrei non è affatto completo. Le pagine della Bibbia abbondano di storie di uomini e donne, giovani e vecchi dalle esperienze più disparate, che hanno vissuto una vita devota e che hanno molti preziosi insegnamenti da trasmetterci in questo mondo privo di fede.
Ebrei 13:7 Ricordate quelli che prendono la direttiva fra voi, i quali vi hanno annunciato la parola di Dio, e mentre contemplate come va a finire la [loro] condotta imitate la [loro] fede.
Ebrei 12:1 Or dunque, poiché abbiamo un così gran nuvolo di testimoni che ci circondano, deponiamo anche noi ogni peso e il peccato che facilmente ci avvince e corriamo con perseveranza la corsa che ci è posta dinanzi,
Ebrei 11:1-40 La fede è la sicura aspettazione di cose sperate, l’evidente dimostrazione di realtà benché non vedute. 2 Poiché per mezzo di questa ebbero testimonianza gli uomini dei tempi antichi. 3 Per fede comprendiamo che i sistemi di cose furono posti in ordine dalla parola di Dio, per cui ciò che si vede è sorto da cose che non appaiono. 4 Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio di maggior valore di quello di Caino, mediante la quale [fede] gli fu resa testimonianza che era giusto, rendendo Dio testimonianza riguardo ai suoi doni; e per mezzo d’essa egli, benché morto, parla ancora. 5 Per fede Enoc fu trasferito in modo da non vedere la morte, e non fu trovato in nessun luogo perché Dio l’aveva trasferito; poiché prima del suo trasferimento ebbe la testimonianza d’essere stato accetto a Dio. 6 Inoltre, senza fede è impossibile essere accetti [a lui], poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che è il rimuneratore di quelli che premurosamente lo cercano. 7 Per fede Noè, dopo aver ricevuto divino avvertimento di cose non ancora viste, mostrò santo timore e costruì un’arca per la salvezza della sua casa; e per mezzo di questa [fede] condannò il mondo e divenne erede della giustizia che è secondo la fede. 8 Per fede Abraamo, quando fu chiamato, ubbidì uscendo verso un luogo che era destinato a ricevere in eredità; e uscì, benché non sapesse dove andava. 9 Per fede risiedette come forestiero nel paese della promessa come in un paese straniero, e dimorò in tende con Isacco e Giacobbe, eredi con lui della stessa promessa. 10 Poiché aspettava la città che ha reali fondamenta, il cui edificatore e costruttore è Dio. 11 Per fede anche Sara stessa ricevette il potere di concepire un seme, quando aveva già passato il limite d’età, poiché stimò fedele colui che aveva promesso. 12 E quindi da un solo [uomo], e come morto, nacquero [figli] come le stelle del cielo per moltitudine e come la sabbia che è presso la riva del mare, innumerevole. 13 Nella fede morirono tutti questi, benché non ottenessero [l’adempimento del]le promesse, ma le videro da lontano e le salutarono e dichiararono pubblicamente di essere estranei e residenti temporanei nel paese. 14 Poiché quelli che dicono tali cose mostrano di cercare ardentemente un luogo loro proprio. 15 Eppure, se in realtà avessero continuato a ricordare quel [luogo] dal quale erano usciti, avrebbero avuto l’opportunità di tornarvi. 16 Ma ora aspirano a un [luogo] migliore, cioè uno che appartiene al cielo. Quindi Dio non si vergogna di loro, di essere chiamato loro Dio, poiché ha preparato per loro una città. 17 Per fede Abraamo, quando fu provato, fece come se offrisse Isacco, e l’uomo che aveva lietamente ricevuto le promesse tentò di offrire il [suo] unigenito, 18 benché gli fosse stato detto: “Quello che sarà chiamato ‘tuo seme’ verrà da Isacco”. 19 Ma egli riconobbe che Dio poteva destarlo anche dai morti; e da lì lo ricevette pure in modo illustrativo. 20 Per fede inoltre Isacco benedisse Giacobbe ed Esaù circa cose avvenire. 21 Per fede Giacobbe, quando stava per morire, benedisse ciascuno dei figli di Giuseppe e adorò appoggiandosi in cima al suo bastone. 22 Per fede Giuseppe, avvicinandosi alla sua fine, fece menzione dell’esodo dei figli d’Israele; e diede comando circa le sue ossa. 23 Per fede Mosè, dopo la sua nascita, fu nascosto per tre mesi dai suoi genitori, perché videro che il bambino era bello e non temettero l’ordine del re. 24 Per fede Mosè, quando fu cresciuto, rifiutò di esser chiamato figlio della figlia di Faraone, 25 scegliendo di essere maltrattato col popolo di Dio piuttosto che avere il temporaneo godimento del peccato, 26 perché stimò il biasimo del Cristo come ricchezza maggiore dei tesori d’Egitto; poiché guardava attentamente alla ricompensa. 27 Per fede lasciò l’Egitto, ma non temendo l’ira del re, poiché rimase saldo come vedendo Colui che è invisibile. 28 Per fede aveva celebrato la pasqua e l’aspersione del sangue, affinché il distruttore non toccasse i loro primogeniti. 29 Per fede passarono attraverso il Mar Rosso come su terra asciutta, ma gli egiziani, avventurandovisi, furono inghiottiti. 30 Per fede le mura di Gerico caddero dopo che ne fu fatto il giro per sette giorni. 31 Per fede Raab la meretrice non perì con quelli che agirono disubbidientemente, avendo ricevuto le spie in modo pacifico. 32 E che dirò ancora? Poiché mi mancherà il tempo se proseguo narrando di Gedeone, Barac, Sansone, Iefte, Davide, come pure di Samuele e degli [altri] profeti, 33 i quali mediante la fede sconfissero regni, operarono giustizia, ottennero promesse, fermarono le bocche dei leoni, 34 resisterono alla forza del fuoco, sfuggirono al taglio della spada, da uno stato debole furono resi potenti, divennero valorosi in guerra, misero in fuga eserciti di stranieri. 35 Delle donne ricevettero i loro morti mediante risurrezione; ma altri [uomini] furono torturati perché non accettarono la liberazione mediante qualche riscatto, per ottenere una risurrezione migliore. 36 Sì, altri ricevettero la loro prova mediante beffe e flagelli, in realtà, ancora di più, mediante legami e prigioni. 37 Furono lapidati, furono provati, furono segati a pezzi, morirono assassinati con la spada, andarono in giro in pelli di pecora, in pelli di capra, mentre erano nel bisogno, nella tribolazione, maltrattati; 38 e il mondo non era degno di loro. Errarono per deserti e monti e spelonche e caverne della terra. 39 Eppure tutti questi, benché ricevessero testimonianza mediante la loro fede, non ottennero [l’adempimento del]la promessa, 40 poiché Dio previde per noi qualcosa di migliore, affinché essi non fossero resi perfetti senza di noi.

Come possiamo imitare la loro fede?


10. Per poter imitare i fedeli personaggi della Bibbia, cosa può essere utile quando si studia per conto proprio?


10 Per imitare qualcuno bisogna prima osservarlo da vicino. Leggendo questo libro vi renderete conto che sono state fatte molte ricerche per aiutarvi a osservare da vicino i vari personaggi. Perché sulla stessa falsariga non fate altri approfondimenti? Quando studiate per conto vostro, utilizzate gli strumenti di ricerca di cui disponete per scavare nella Bibbia. Mentre riflettete, provate a immaginare il contesto e il retroscena di ciascun episodio. Cercate per così dire di percepire i suoni, i colori, gli odori. E soprattutto cercate di immedesimarvi nei sentimenti dei protagonisti. In questo modo li sentirete più vicini a voi, al punto che qualcuno forse diventerà come un vecchio amico.

11, 12. (a) Come potreste sentirvi più vicini ad Abramo e Sarai? (b) Perché gli esempi di Anna, Elia e Samuele potrebbero rivelarsi utili?


11 È conoscendo fino in fondo questi personaggi che vi sentirete spinti a imitarli. Facciamo degli esempi. Immaginate di essere invitati dall’organizzazione di Geova a impegnarvi di più nell’opera di predicazione. Forse vi viene chiesto di trasferirvi in un posto in cui c’è un bisogno impellente di maggiori forze per predicare, oppure siete invitati a cimentarvi in forme di predicazione in cui avete poca esperienza o vi sentite insicuri. Mentre fate le vostre valutazioni e pregate, potrebbe essere utile riflettere sull’esempio di Abramo: insieme a Sarai fu disposto a rinunciare alla vita agiata di Ur, ragion per cui furono entrambi largamente ricompensati. Seguendo il loro esempio avrete la sensazione di conoscerli meglio.
12 Oppure immaginate come vi sentireste se qualcuno che vi è vicino vi trattasse male al punto da farvi sentire demoralizzati o addirittura da farvi pensare di non andare alle adunanze. Riflettere su Anna e sul modo in cui riuscì a non farsi condizionare dalla cattiveria di Peninna vi aiuterà a prendere la decisione giusta, e magari a vedere anche Anna come una cara amica. Se invece siete giù di morale perché vi sentite inutili, potreste rivedervi in Elia mentre analizzate la sua situazione e il modo in cui Geova lo confortò. E i ragazzi che sono bombardati da stimoli negativi da parte di compagni di scuola immorali potrebbero riconoscersi in Samuele dopo aver esaminato il modo in cui reagì di fronte alla corruzione dei figli di Eli al tabernacolo.

13. Imitare un personaggio biblico sminuisce in qualche modo la nostra fede? Spiegate.


13 Imitare questi personaggi della Bibbia fa di noi in qualche modo una semplice copia, oppure sminuisce la nostra fede? Assolutamente no. Occorre ricordare che la Parola di Geova ci esorta a imitare persone devote (1 Cor. 4:16; 11:1; 2 Tess. 3:7, 9). Oltretutto alcuni dei protagonisti di questo libro hanno a loro volta imitato devoti servitori di Dio che li hanno preceduti. Ne è un esempio Maria, che nel suo intervento menzionato nel capitolo 17 riprese a quanto pare le parole di Anna, nella quale evidentemente vedeva un modello di riferimento. Questo sminuisce forse la fede di Maria? Neanche lontanamente. Piuttosto, l’esempio di Anna consolidò la sua fede permettendole di farsi lei stessa un’ottima reputazione agli occhi di Geova Dio.
1 Corinti 4:16 Perciò, vi supplico: Divenite miei imitatori.
1 Corinti 11:1 Divenite miei imitatori, come anch’io lo sono di Cristo.
2 Tessalonicesi 3:7 Poiché voi stessi sapete in che modo dovete imitarci, perché non ci siamo comportati disordinatamente fra voi
2 Tessalonicesi 3:9 Non che non [ne] abbiamo l’autorità, ma per offrirci a voi come esempio perché ci imitiate.

14, 15. Menzionate alcune caratteristiche di questo libro, e spiegate come possiamo utilizzarlo.


14 Questo libro si propone di consolidare la nostra fede. I capitoli di cui si compone si ispirano agli articoli della rubrica “Imitiamo la loro fede”, pubblicati nella Torre di Guardia tra il 2008 e il 2013, che sono stati rielaborati e integrati con del materiale supplementare. Il libro è infatti corredato di domande per analizzare il testo e ricavarne il valore pratico. Contiene molte immagini a colori ricche di particolari create ad hoc per questo volume, oltre a quelle preesistenti che sono state ingrandite e perfezionate. Il libro è provvisto tra l’altro di una tavola cronologica e di cartine. Imitiamo la loro fede è concepito sia per essere studiato individualmente che in famiglia e nella congregazione. Per molte famiglie potrebbe essere una piacevole lettura da fare insieme.
15 Ci auguriamo che questo libro vi aiuti a imitare la fede di leali servitori di Geova del passato. E soprattutto ci auguriamo che rafforzi la vostra fede man mano che consolidate l’amicizia con il vostro Padre celeste, Geova.

Clicca sull'immagine per Scaricare informazioni complete in file digitale per Computer desktop, Laptop, Tablet, Mobile & Smartphone

Scarica le informazioni per Studio personale per Computer desktop, Laptop, Tablet, Mobile & Smartphone

Scarica le informazioni per Studio personale per Computer desktop, Laptop, Tablet, Mobile & Smartphone

I messaggi più visti

Tutte le favole di Esopo con lezioni e morale

Tutte le favole di Esopo con lezioni e morale - 393 favole Autore: Esopo


INDICE DI TUTTE LE FAVOLE:
01. Aquila, Raven e il pastore.
02. L'Aquila, la lepre e lo scarabeo.
03. taglio ala dell'Aquila e la volpe.
04. L'Aquila e la volpe.
05. L'Aquila e la freccia.
06. L'Aquila e i Galli.
07. le volpi sulle rive del fiume Meandro.
08. la volpe che è stata riempita il suo grembo.
09. la volpe e il biancospino
10. la volpe e il taglialegna.
11. la volpe e il serpente.
12. la volpe e i grappoli di uva.
13. la volpe e il coccodrillo.
14. la volpe e la Pantera.
15. la volpe e la scimmia incoronato re
16. la volpe e il cane.
17. la volpe e la scimmia discusso circa la sua nobiltà.
18. la volpe e il caprone nel pozzo.
19. la volpe con la coda tagliata.
20. la volpe che non aveva mai visto un leone.
21. la volpe e la maschera vuota.
22. la volpe e il labrador maschio.
23. la volpe e il granchio di mare.
24. la volpe e il corvo affamato.
25. la volpe e il corvo grida.
26. le vol…

10 più famosi templi greci

La più importante e diffusa costruzione tipo nell'antica Grecia era il tempio. I primi templi di pietra è apparso qualche volta durante l'inizio del VI secolo A.C. e cominciarono ad apparire in gran numero nel prossimo secolo. Lo scopo di un tempio greco era solito per ospitare una statua di culto o emblema. Religione non ha bisogno di persone raccogliere all'interno del tempio al culto, e loro templi furono principalmente monumenti agli dèi. La caratteristica più riconoscibile del tempio greco sono le colonne massicce. I greci usati tre tipi di colonne: il dorico, ionico e corinzio ordine.
Una panoramica dei più famosi templi greci trovati intorno al Mediterraneo.
10. tempio di Olympian Zeus
Flickr /caribb
Anche se solo alcune colonne rimangono del tempio di Zeus di Olimpia ad Atene non ci vuole molta immaginazione per capire che questo era un gigantesco tempio. La costruzione iniziò nel VI secolo A.C. durante il dominio dei tiranni ateniesi, che prevedeva la…

Chi erano gli Unni | Origine e storia.

Definizione: Chi eranogli Unni di Joshua J. Mark

Gli Unni erano una tribù nomade di cui l'origine è sconosciuta, ma, molto probabilmente, sono venuti da "da qualche parte tra il bordo orientale dei monti Altai" e il Mar Caspio, all'incirca moderno Kazakhstan (Kelly, 45). In primo luogo sono menzionati nelle fonti romane dallo storico Tacito nel 91 D.C. come vivente nella regione intorno al Mar Caspio e, in questo momento, non vengono citati come più di una minaccia a Roma rispetto a qualsiasi altra tribù barbariche. Nel tempo, questo avrebbe cambiato come Unni divennero uno dei principali contributori alla caduta dell'Impero romano, come loro invasioni delle regioni dell'Impero, che erano particolarmente brutale, incoraggiarono quello che è conosciuto come la grande migrazione (noto anche come il "vagare delle Nazioni) tra circa 376-476 CE. Questa migrazione di popoli, come l'Alani, Goti e Vandali, interrotto lo status quo della societ…